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Numero 1 Giugno 2011

E

DITORIALE di Claudio La Ragione

L’intento di Beat Magazine è quello di informare e divulgare tutto ciò che riguarda la Musica in ogni sua forma ed espressione, non limitandoci agli artisti delle top-ten ma abbracciandone (nei limiti dell’identificabile) ogni sua sfumatura, contaminazione e genere, in modo da proporre una valida alternativa a coloro che non si sentono rappresentati dalla “musica televisiva” e cercano qualcosa di particolare. All’interno della rivista potrete sempre trovare un articolo principale, in cui si approfondisce l’argomento di copertina, un articolo di un’esperto di cinema con particolare interesse alla colonna sonora/soundtracks dei film, e infine la rubrica Dj Story, dove vengono svelate le carriere dei dj o sound più in voga del momento.

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S

OMMARIO

Numero 1 Febbraio 2011

Crazy Video

Duck Sauce in Barbra Straisand

“ Se ti va il cervello Pag 7-14 in tilt...Music Therapy! ”

Fusion

Movie Track Sound

Vita, Morte e Concerti

Daft Punk in “Tron Legacy”

Pag 5

VIDEOMIND Rap 2.0

Pag 7

Dj Trend

The Bloody Beetroots - Crookers

Pag 15

Skrillex

Un Giovane Talento

Nas&Damian Il reportage del live a Milano

Pag 36

Next Live

MF Doom, Snoop Dogg (Bologna)

Moda o Musica? 4

Noisia incontra Foreign Beggars

SKRILLEX Pag 18

Pag 22 Pag 5

Pag 24

Pag 38

Elettro Fresh

Pag 18

Indie

Pag 30

Kurt Cobain

New Tech

SoundCloud.com

Pag 26

DAFT PUNK

Pag 40


Numero 1 Giugno 2011

PAURA 9 TAYONE 10 CLEMENTINO 8 14 15

THE BLOODY BEETROOTS CROOKERS 5


Numero 1 Giugno 2011

Daft Punk in “Tron Legacy” Dal 1982 al 2011, questa volta con un tocco in più.

Il Tron del 1982 era un film Disney in tutti i sensi, prodotto divertente per famiglie tutto azione e fantasia. Aveva però anche la caratteristica inusuale di raccontare con rara precisione un mondo che nessuno raccontava, quello caro agli (allora pochi) appassionati di informatica. Sebbene filtrata da molte concessioni che la avvicinavano al fantasy, la storia di Tron metteva in scena piastre madri, sistemi I/O, programmi, codici, sistemi di controllo e via dicendo mantenendo inalterati i loro reali rapporti di forza. I programmi, simili ad umani che credono nei loro creatori come fossero divinità, interagivano con le componenti di un calcolatore seguendo le regole del vero mondo dell’informatica con una precisione tutta geek eguagliata solo dall’altro cult Wargames (oggi citato nella battuta: “L’unico modo di vincere è non giocare”). Questo sequel non batte il medesimo percorso e per questo sicuramente deluderà una parte del pubblico. Al tempo stesso però ne conquisterà 6

sicuramente un’altra, perchè riesce ad andare più in là del primogenito. Tron: Legacy è un film in cui si ridefiniscono definitivamente i rapporti che umano e tecnologico intrattengono nelle narrazioni. Là dove la fantascienza solitamente sancisce la vittoria dello spirito sulla materia, cioè dell’umano sul tecnologico, Tron: Legacy si spinge fino a cercare lo spirituale nel digitale, una possibilità di rinascita tra il religioso e il mistico che ha origine nel cuore della tecnologia stessa. Una simile fusione arriva finalmente a rappresentare al cinema i mutamenti nel modo in cui la società ha cominciato a vivere la tecnologia nell’ultimo decennio: non più una dimensione a sè, lontana e contrapposta a quella umanistica, ma un universo di possibilità in grado di comprenderla ed esaltarla. La nuova culla

dell’animismo e dello spiritualismo è proprio là dove pensavamo non potesse esserci spazio per essa. Ora che è alla portata di tutti la tecnologia non è più un temuto nemico ma comprende in sè la minaccia e la soluzione, è sia bene che male. Ma oltre ad un passo avanti nell’evoluzione del genere, Tron: Legacy è soprattutto un’opera di visione ed ascolto. Dopo una prima parte molto attenta alla sua missione di sequel, colma di riferimenti, c i t a z i o n i e omaggi all’originale, il film comincia a deviare dal percorso della nostalgia aggiornata per perseguire quella che sembra la sua vera vocazione: creare un universo di immagini e suoni il cui senso e la cui potenza comunicativa vada al di là della storia raccontata.

“Il caos è un’ ottima cosa”

di Michele Zingales


VIDEOMIND CLEMENTINO PAURA TAYONE

Il trio campano dalle tecniche e metriche evolute, su produzioni elettro-funk ultima generazione.


Numero 1 Giugno 2011

Attitudine live, tecniche elevate e produzioni elettro-funk Tayone, Paura e Clementino: il top del rap italiano underground per dare vita al progetto più innovativo degli ultimi 10 anni.

NAPOLI

I VIDEOMIND nascono con un’idea ed un obiettivo musicale chiaro e preciso, fondere il rap italiano con la disco music, l’elettronica ed il funk. Il pop è la vera provocazione. Open mind-Videomind è il loro slogan! Allargare i confini del rap in italiano per ampliarne il potenziale bacino d’utenza ad un pubblico più vasto e non più solo adolescenziale è uno degli obiettivi del trio campano. Il party come inizio e fine del discorso. Ma, oltre alla festa come punto d’incontro, in questo esordio c’è dell’altro.L’ironia cara alla narrazione afroamericana sposa simpatia e melodia partenopee ed il gioco è fatto. Così musicisti di calibro (come Roy Paci, Federico Poggipollini, Alessio Manna e Patrick dei Casino Royale, e ancora Daniele Franzese e Davide Beatino) entrano in studio e i campionatori diventano parte di un’orchestra propria al 2010. Il risultato è pop, o meglio, scava 10

verso l e radici fino a rintracciarne il seme nella parola “popolare”. Paura, Clementino e Tayone non hanno niente da dimostrare. Il primo, fin dai 13 Bastardi, ha fatto la storia dello stile hardocore nazionale, il secondo, col suo flow newyorkese, ha vinto qualsiasi competizione di freestyle italiana, il terzo è un turntabilst di fama mondiale, con spiccate dedizioni all’hardbop di gusto. Insieme prendono la tradizione, ne rintracciano gli elementi e li traslano in una dimensione in cui funk, clubbing, disco e french touch sono punti cardinali di un universo hip hop capace di solcare lo spartiacque verso questo millennio. “Siamo figli e vittime della video-generation


Numero 1 Giugno 2011

Live Centro Sociale “Strike” di Roma del 22/08/2010

e dei tempi che viviamo” è la grande ammissione che tesse i fili di Afterparty, album d’esordio dei VideoMind. I Videomind nascono con un’idea ed un obiettivo musicale chiaro e preciso, fondere il rap italiano con la disco music, l’ elettronica ed il funk. Allargare i confini del rap in italiano spingendolo verso il pop, ampliandone il potenziale bacino d’utenza ad un pubblico più vasto e non più solo adolescenziale,

svincolandolo dalle solite tematiche tipiche dell’immaginario del ghetto e del gangsterismo e allontanandolo dai cliché e dagli stereotipi visivi del genere. Sono fuori i video dei singoli “E’ Normale”, “Music Therapy”, “l’immenso” e “Peter Pan”.

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Numero 1 Giugno 2011

CLEMENTINO

CLEMENTINO DISCOGRAFIA: 2005 NAPOLIZM 2006 CRASH TEST 2006 CHIEF & REVERENDO 2006 CLEMENTINO / NAPOLIMANICOMIO 2006 PAURA / OCTOPLUS 2007 PIOTTA / PRODOTTI ATIPICI 2009 JESTO / CENNI DI SQUILIBRIO 2009 FABIO MUSTA - PASSPORT 2009 DJ GRUFF / SANDRO OB. 2009 KIAVE / IL TEMPO NECESSARIO

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Clemente Maccaro, in arte Clementino, inizia a scrivere rime nel 1996. Si fa conoscere vincendo tutte le gare di freestyle italiane, ovvero 2THEBEAT (2006), VALVARAP (2006) ,TECNICHE PERFETTE (2004), DA BOMB (2005), guadagnandosi così la reputazione di freestyler più forte d’Italia. Per farsi un’idea della portata del fenomeno delle rap battle basta colegarsi al portale di youtube e cercare “Clementino”. Le sue gara fanno centinaia di miglia di click. Nel 2006 per Lynx Records esce Napolimanicomio, primo album ufficiale che lo porterà a fare più di 200 live in tutta la panisola. Numerose inoltre le sue collaborazioni con i nomi più importanti della scena hip hop italiana e presentatore di importanti gare di Dj (Dmc, Itf, Ida) e di breakdance. Oltre ad essere un rapper dal carisma unico, capace di intrattenere e coinvolgere il pubblico come nessuno, Clementino è un attore professionista, sceneggiatore ed autore teatrale con numerose esperienze lavorative alle spalle. Attualmente è impegnato nella realizzazione del album Videomind assieme a Paura e Tayone, progetto ambizioso che punta a ribaltare i canoni della musica hip hop. Così musicisti di calibro (come Roy Paci, Federico Poggipollini, Alessio Manna e Patrick dei Casino Royale, e ancora Daniele Franzese e Davide Beatino) entrano in studio e i campionatori diventano parte di un’orchestra propria al 2010. Il risultato è pop, o meglio, scava verso le radici fino a rintracciarne il seme nella parola “popolare” .


Numero 1 Giugno 2011

PAURA

Francesco Curci, alias Paura, è uno dei rapper storici e più carismatici della scena hip hop Napoletana e Campana. Muove i suoi primi passi come writer nel 1990. Nel 1993 L’amicizia con Dj Snatch ed Elio Alaia, ora noto dj e producer della scena dance campana, lo fanno avvicinare al mondo dello scratch, del sampling e del rap. Negli anni successivi si farà conoscere grazie alle varie jam sparse per la penisola ricevendo consensi e riconoscimenti da personaggi del calibro di Colle der Fomento, Dj Gruff, Skizo, Next One etc. Nel 1995 i tre gruppi più affiatati tra di loro della scena partenopea (Ordine dal Pariamiento, GPS, Quinto elemento) si uniranno in un’unica formazione che prenderà il nome di 13 Bastardi e che scriverà una felice pagina della musica hip hop italiana con due dischi, “Troppo…” (1998) e “Persi nella giungla” (2003). Nel 2004 l’esigenza di soddisfare appieno le proprie aspirazioni stilistiche fanno si che Paura si svincoli dal gruppo per dedicarsi ad un progetto solista. Affiancato da Fabio Musta, amico degli esordi e beatmaker di talento straordinario, da alla luce nel 2006 l’album Octoplus accolto molto positivamente da pubblico e stampa specializzata. Attualmente è in studio per il nuovo progeto Videomind assieme a Tayone e Clementino.

PAURA

DISCOGRAFIA: 1998 13 BASTARDI / TROPPO 1999 DJ GRUFF / O TUTTO O NIENTE 1999 MISSIONE IMPOSSIBILE 2000 ALIEN ARMY /ORGASMI MECCANICI 2003 13 BASTARDI /PERSI NELLA JUNGLA 2005 STREET FLAVA VOL.1 2006 CRASH TEST 2006 CLEMENTINO / NAPOLI 2006 I FLUXER / L’AVVENTO 2006 PAURA / OCTOPLUS 2007 FULL ONE / INTERNATIONALVISA 2008 FNO / FULLIMMERSION 2009 FABIO MUSTA - PASSPORT

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Numero 1 Giugno 2011

TAYONE

TAYONE

DISCOGRAFIA: 1998 PREZIOSO / “SCRATCH TRACK” 1999 DJ GRUFF / O TUTTO O NIENTE 2000 ALIEN ARMY / ORGASMI MECCANICI 2001 GENTE GUASTA / QUINTO POTERE 2003 ALIEN ARMY / THE END 2003 13 BASTARDI / PERSI NELLA JUNGLA 2004 GLOBAL TURNTABLE 2006 I FLUXER / L’AVVENTO 2006 PAURA / OCTOPLUS 2007 SKIZO / BROKEN DREAMS 2008 BUNGALOW ZEN 2009 TAYONE / PHOTOGRAPHIE 2009 SAMUELE BERSANI / MANIFESTOw 2010 ROY PACI ALBUM COMING SOON 2010 VIDEOMIND / AFTERPARTY

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Tayone nasce musicalmente nel 1992, avvicinandosi al mondo dell’hip hop ed in particolare a quello dello scratch music, disciplina – quest’ultima - che lo porterà presto a conquistare il primo posto nella prima edizione dell’ITF (Italy Dj Championship), nel 1997. Nello stesso anno, forte del successo appena ottenuto, entra a far parte del gruppo Alien Army, prima e storica turntablist crew italiana. Dal 1998 a oggi, Tayone ha partecipato a numerosi contest e tour, oltre ad aver collaborato con musicisti del calibro di Carlo Atti, Bruno Briscik, Bruce Cox, Fabio Morgera, Fabrizio Bosso, Lorenzo Feliciati e molti altri, dando vita ai progetti paralleli Rajasful, Bungalow Zen e The Stones. Nel 2007 inizia la produzione del suo primo lavoro solista, “Photographie”, collaborando con musicisti di spessore e noti cantanti.Ora è fuori il suo album “photographie” e il mix tape “motoradio vol 1 e vol2”.La sua ecletticita’ l’ha portato a collaborare in 5 brani del nuovo album di Samule Bersani “Manifesto Abusivo” e al prossimo album di Roy Paci. Paura, Clementino e Tayone non hanno niente da dimostrare. Il primo, fin dai 13 Bastardi, ha fatto la storia dello stile hardocore nazionale, il secondo, col suo flow newyorkese, ha vinto qualsiasi competizione di freestyle italiana, il terzo è un turntabilst di fama mondiale, con spiccate dedizioni all’hard-bop di gusto. Insieme prendono la tradizione, ne rintracciano gli elementi e li traslano in una dimensione in cui funk, clubbing, disco e french touch sono punti cardinali di un universo hip hop capace di solcare lo spartiacque verso questo millennio.


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THE DEBUT ALBUM

Il disco in sé è molto ben fatto (complice anche il lavoro di Nightskinny in cabina di regia), inutile parlare dei numerosi ospiti che elevano il prodotto dall’underground nostrano a vetrina nazionale. E non perchè il disco non ce l’avrebbe fatta da solo, ma perchè è improbabile che ritroverete personaggi come Roy Paci o Capitan Fede su altri dischi di rap tricolore. “Afterparty come the robots” dice la voce metallica in apertura. Ma la freddezza metallica sparisce

presto per lasciare spazio al calore di tracce come “Music Therapy” o “Smile Enterprise”. Il feeling è quello del party, le tematiche affrontano aspetti differenti invece: c’è il classico pezzo nostalgico back in the days (“Peter Pan”), la critica ai mostri mediatici di quell’abisso culturale che è la televisione odierna (“Telemind”) o una semplice ode al calar della notte (“L’immenso”). Non mancano le invettive sociali, come in “Megastore”: tutto però è fatto sempre col sorriso. Sul lavoro degli mc niente da dire,

grandioso il modo in cui i due si rimpallano rime sul beat. Tayone invece ha creato la colonna sonora di un party in discoteca che mantiene però una vibra assolutamente live, grazie appunto al contributo degli ospiti del disco: a questo proposito, sentire come la tromba di Roy Paci in apertura di “Music Therapy”, si interseca con lo scratch dello stesso Tay.

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www.fender.com


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The Bloody Beetroots

Bloody Beetroots è lo pseudonimo dietro il quale si nasconde il produttore e dj Sir Bob Cornelius Rifo (Da non confondere con il Bloody Beetroots Dj Set nel quale compare anche Tommy Tea ai controllers Live). The Bloody Beetroots è lo pseudonimo con cui è noto il produttore e dj italiano Sir Bob Cornelius Rifo (da non confondere con il Bloody Beetroots Dj Set nei quali compare anche Tommy Tea ai controllers Live e Bloody Beetroots Death Crew 77). Sir Bob Cornelius Rifo nasce nel 1977 a Bassano del Grappa(Vicenza) e inizia fin da giovane a studiare musica classica. Il progetto nasce ufficialmente nel gennaio 2007 e diventa in poche settimane uno dei progetti più chiacchierati e scaricati nei blogs di tutto il mondo dove viene considerato come una rivelazione in continua ascesa, e i primi riconoscimenti arrivano prima dall’estero che dall’Italia. Destano subito l’attenzione di 26

Etienne De Crecy e di Alex Gopher che arruolano Bob come remixer ufficiale. Nel 2007, Bob firma per l’etichetta statunitense Dim Mak Records, casa produttrice con sede ad Hollywood, sotto l’egida di Steve Aoki, pubblicando gli EP Rombo (2008), Cornelius (2008) e Warp Feat. Steve Aoki (2009). Sia Warp che Cornelius sono entrate nella Top ten dei 10 album più venduti al mondo su iTunes. L’avventura Sir Bob Cornelius Rifo a.k.a. The Bloody Beetroots continua per tutto il 2009, con l’uscita dell’album “Romborama” che vede la partecipazione di The Cool Kids, Vicarious Bliss, Justin Pearson dei Locust, Marracash e molti altri. Un progetto che

incorpora tutti generi musicali: pop, punk, electro, acid, hip hop,classica,house, techno. Nel 2010 smettono di fare dj set e si buttano nel Live Tour con “The Bloody Beetroots - Death Crew 77” introducendo un terzo membro alla propria squadra, Edward Grinch, che suona la batteria durante gli spettacoli dal vivo. Negli spettacoli dal vivo utilizzano diverse strumentazioni elettroniche, quali sintetizzatori, tastiere MIDI, drum machine, distrorsori e effetti digitali ma anche strumenti quali chitarra elettrica e batteria. Inoltre vi è anche l’utilizzo della voce per la performance dei brani provenienti dal progetto Rifoki e per i vocals dei pezzi elektro punk/fidget.


Numero 1 Giugno 2011

Crookers

I Crookers sono due dj milanesi di musica house, in particolare electro e fidget, con un’influenza hip-hop. I membri della band sono Andrea Fratangelo (Bot) e Francesco Barbaglia (Phra).

I Crookers sono Andrea Fratangelo, in arte Bot, e Francesco Barbaglia, soprannominato Phra; hanno cominciato a muovere i primi passi nel mondo musicale come duo electro/hip hop nel 2003, quando si incontrano e cominciano a lavorare insieme. . Le prime produzioni si diffondono nel 2006, quando esce il primo ep, “End 2 end”, ma la curiosità attorno ai due si fa sentire con il remix di di “Salmon dance” dei due padri dell’elettronica, i Chemical

Brothers. Da qui comincia una serie di collaborazioni con i nomi più importanti della musica; tra i più celebri spiccano nomi come: Timbaland , Jovanotti, Stylophonic, Britney Spears, U2, Moby ed AC/ DC. Nel 2007 arriva il giro di boa con il remix del singolo “Day ‘n’ nite” di Kid Kudi, che fa il giro in tutti i club d’Europa, rendendo i Crookers portavoce dell’ “ italian electro touch” in tutto il mondo a affiancando i loro nomi ai dj più

famosi della scena internazionale. Segue una prima raccolta di remix, “Crookers Mixtape”, sempre nello stesso anno, anticipato da tre minialbum, “Aguas De Parco”, “Made in Italy” e “ Fuck Mundial #3 “ Nel 2010 esce il primo album prodotto e composto interamente da Bot e Phra, TONS OF FRIENDS, che annovera vocalist d’eccelleza tra cui Kelis, Will.i.am dei Black Eyed Peas, Roisin Murphy e Pitbull.

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beat epoca  

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