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continua lo spettacolo Dalla collaborazione tra Look Magazine e Stereocittà prosegue Look@me, il tour che coinvolge i migliori locali del Veneto. Segui gli eventi Look@me da …

… e tanti altri!!!


Venerd矛 27 Maggio dalle ore 23

c/o via Boscalto, 50 路 Resana (Treviso)


Editoriale

Nozze reali

e nozze reali più attese del secolo sono state celebrate incollando agli schermi di tutto il mondo milioni di persone immerse nel sogno del principe William e della sua consorte Kate Middleton. Un evento mediatico che conta pochi precedenti e che la dice lunga su quanto anche oggi le persone abbiano bisogno di vivere delle favole moderne, di credere che i grandi amori esistono, di godere con chi permette loro di partecipare, almeno in parte, di tanta felicità. La sposa era indubbiamente molto raffinata nel suo abito firmato da Alexander McQueen e realizzato da Sarah Burton, Sobrio ed elegante, il vestito nuziale ha ricordato a tutti quello indossato da Gace Kelly quando sposò Ranieri di Monaco, così come il bouquet di mughetti, lo stesso fiore scelto dall’attrice nel 1956. Un caso o una citazione? Probabilmente la principessa di Monaco ha rappresentato un’icona di stile anche per Kate come per tante altre donne meno regine ma pur sempre bellissime nel giorno delle nozze. Moltissimi i commenti su questo argomento che ha appassionato tutti, dalla donna della strada ai grandi stilisti. “Mi è piaciuto… e’ un abito contemporaneo e giovane anche se un riferimento all’abito di Grace Kelly parla di un’altra era”, ha commentato lo stilista Valentino dopo aver seguito le nozze di William e Kate. “Bello il corto velo bordato di fiori, i capelli sciolti ma raccolti sulle spalle e la tiara che serviva come cerchietto per tenere il velo e non come una pesante decorazione reale. A differenza di Diana, quello di Kate - conclude lo stilista - rappresenta l’abito di una donna moderna”. Per Donatella Versace “il vestito di Kate era bellissimo, le dava un’allure molto regale!” mentre Karl Lagerfeld non si sbilancia troppo e dice: “Molto elegante e perfettamente intonato all’ambiente di Westminster. Mi ricorda un po’ quello che indossò la regina Elisabetta per il suo matrimonio negli anni Cinquanta. Il pizzo è delizioso e adoro il velo”. Ma il vestito della nuova duchessa non è stato l’unico argomento sulle pagine dei giornali di tutto il mondo, la foto più pubblicata il giorno dopo ritraeva gli sposi che si baciavano sul balcone di Buckingham Palace. Un momento che a molti ha ricordato la stessa scena vissuta trent’anni prima da Carlo e Diana, una principessa dalle gote rosse che sembrava poco consapevole della vita che l’aspettava. Quella della principessa di Galles è stata una favola triste che rimane nel cuore di tanti sudditi e ammiratori che proprio non vogliono riconoscere a Camilla il ruolo di futura regina e vorrebbero, invece, che al posto di Carlo fosse William a diventare re. Insomma, la storia di questi reali continua ad appassionare tutti e questo bellissimo matrimonio ha ridato slancio alla corona d’Inghilterra. E se mi chiedo come mai tutto questo possa interessare davvero tutti, mi rispondo che forse viviamo talmente stressati dal lavoro e dagli impegni di tutti giorni da non riconoscere più la magia e il sogno che si perpetuano ogni giorno anche nella nostra vita. Rallentiamo… forse un principe è lì che attende anche noi! m

una favola moderna

di Germana Urbani

>look@promomedia.it< >www.lookmagazine.it< >germana@lookmagazine.it<

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DUALISMO MIDNIGHT POETRY

INTERVISTE

RAFFAELLA CURIEL, LA SIGNORA DELLA MODA KLEDI, UNA VITA PER LA DANZA

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PELLE PRONTA: ARRIVA IL SOLE

VIAGGI

MANTOVA: NEL MONDO DEI GONZAGA UN DISTILLATO DI BELLEZZE

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Promomedia Communications S.r.l. via Svezia 9 · 35127 Padova · tel. 049 870 4884 >www.promomedia.it<

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Aprile 2011 Autorizzazione del Tribunale di Torino n° 5995 Iscrizione del marchio presso l’Ufficio Italiano Marchi e Brevetti n° RM2005C006957 del 22/12/2005 Periodicità mensile · TUTTI I DIRITTI RISERVATI

editore Giuseppe Bergantin

direttore responsAbile Germana Urbani

CoordinAmento editoriAle Valeria Marcato

redAzione Germana Urbani, Ornella Jovane

HAnno CollAborAto Lucrezia Argentiero, Carmelo Bongiovanni, Claudio Capovilla, Andrea Chemelli, Angela D’Amelio, Marco Garbin, Isa Grassano, Massimo Labraca, Maria Valeria Marcato, Renato Malaman, Manuela Mezzetti, Samantha Miozzo, Barbara Molinario, Enrico Orsingher, Simone Pomposi, Aurora Potenti, Germana Urbani

grAfiCA Studio grafico Promomedia >grafica@promomedia.it< tipogrAfiA Reggiani SpA Brezzo di Bedero (Va)

redAzioni loCAli pAdovA - veneziA - treviso - rovigo - veronA Promomedia Communications tel. 049 8704884 · >look@promomedia.it< bolognA Promomedia Communications Numero Verde 800 46 50 40 · >lookbologna@promomedia.it<

pubbliCità pAdovA - veneziA - treviso - rovigo - veronA Promomedia Communications via Svezia, 9 · Padova · tel. 049 870 4884 responsabile pubblicità urbana: Luca Duse bolognA Promomedia Communications Numero Verde 800.46.50.40 >look@promomedia.it<

ADRIA (RO) C.so Vittorio Emanuele 131 Tel. 0426.21257

LOOK è il magazine di bordo di


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Sommario

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MODA

DUALISMO MIDNIGHT POETRY

INTERVISTE

RAFFAELLA CURIEL, LA SIGNORA DELLA MODA KLEDI, UNA VITA PER LA DANZA

BEAUTY

PELLE PRONTA: ARRIVA IL SOLE

VIAGGI

MANTOVA: NEL MONDO DEI GONZAGA UN DISTILLATO DI BELLEZZE

MOTORI

36 >> music dreams

swans: sublime feathers

errata corrige: nell’immagine della copertina di Look marzo 2011 (foto di Jacopo Manfren) la modella indossa un abito di Paola Frani.

BEETLE 2011

>> in copertina photographer: andrea Chemelli model: simona - major model


10 >> accadrà in italia

12 >> accadrà in veneto 14 >> Visto per Voi

guariento, il maestro degli angeli

16 >> Look & art enfant terribles: i Chapman brothers 18 >> iL cruciLibro

affrontare i dilemmi

20 >> marketing

36 >> music dreams

e comunicazione negozi temporanei per una brand-fidelity a lungo termine

22 >> pLayList musiC look: blaCk & white 24 >> interVista

raffaella Curiel: la signora della moda

30 >> interVista kledi, una vita per la danza

48 >> shopping è sCoppiata la flower mania

58 >> beLLezza pelle pronta: arriva il sole!

61 >> benessere nordiC walking: una vera moda 64 >> motori volkswagen beetle 69 >> week-end

mantova: nel mondo dei gonzaga

50 >> moda dualismo

77 >> Viaggi

un distillato di bellezze

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Agenda mese RiminiWellness: regina del fitness

È di nuovo tempo di RiminiWellness 2011, la grande kermesse regina del fitness, del benessere e dello sport organizzata da Rimini Fiera con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Ministro della Gioventù, Regione Emilia Romagna, Provincia e Comune di Rimini. L’evento, che si terrà dal 12 al 15 maggio, si svilupperà sul quartiere fieristico riminese (con 400 aziende, 14 padiglioni espositivi, 96.000 metri quadrati indoor e 66.000 outdoor, 42 palchi, 9.000 mq dedicati allo sport, 500 Presenter da tutto il mondo, 1.500 ore di lezione, 70 convegni) e coinvolgerà la riviera romagnola (con 30 km di costa “in movimento”). In contemporanea si potrà visitare Thermalia, Salone del Turismo Termale, una nuova sezione dedicata all’industria termale nazionale ed internazionale in collaborazione con Federterme; e Riabilitec, la sezione interamente dedicata alle Scienze e alla Tecnologie per la riabilitazione e la rieducazione motoria.

Libri all’insegna della memoria

Il Salone Internazionale del Libro torna con la sua ventiquattresima edizione da giovedì 12 a lunedì 16 maggio 2011 al Lingotto Fiere. Nell’anno del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, il Salone offre un layout completamente nuovo: occupa con i propri spazi espositivi tre padiglioni espositivi di Lingotto Fiere: l’1,2 e il 3. Il Padiglione 5 quest’anno è riservato all’area professionale con l’International Book Forum mentre molti stand saranno ospitati all’Oval. A inaugurare l’edizione 2011, giovedì 12 alle 10.00 all’Oval è il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Giancarlo Galan. Come tematica principale la riflessione sulla memoria che quest’anno investe temi e problemi dell’Unificazione italiana. Da un passato riletto criticamente si passerà al futuro prossimo, alle parole chiave che lo decideranno. La rilettura del Risorgimento proseguirà in modo non convenzionale con uno spettacolo di e con Aldo Cazzullo, Viva l’Italia, dal suo libro omonimo.

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Festival del Gusto Alto Adige

Insieme più forti. I dodici prodotti di qualità dell’Alto Adige si presenteranno per la prima volta tutti assieme in occasione della prima edizione del Festival del Gusto Alto Adige in programma dal 2 al 5 giugno 2011 a Bolzano. I prodotti saranno esposti in apposite case dei prodotti e in diversi stand lungo il Miglio del Gusto che si snoderà attraverso il centro storico di Bolzano. La Mela Alto Adige IGP, lo Speck Alto Adige IGP, il latte e i latticini avranno ciascuno un proprio padiglione, mentre i Vini Alto Adige DOC si uniranno alla kermesse del gusto nell’ambito dell’annuale Mostra Vini di Bolzano e del Simposio Internazionale del Gewürztraminer. Gli altri protagonisti del Festival del Gusto Alto Adige saranno pane, prodotti da forno, ortaggi, piccoli frutti e ciliegie, succo di mela torbido naturale, fette di mele fresche e frutta secca, miele, grappa, erbe aromatiche e carne bovina dell’Alto Adige che per ultima è entrata a far parte della famiglia dei prodotti di qualità dell’Alto Adige.

A Milano torna di corsa Strasingle

Per il quarto anno consecutivo torna per le strade di Milano la più colorata, divertente e maliziosa marcia della città: la Strasingle, la prima marcia d’Europa dedicata a chi è in cerca dell’anima gemella. Il 19 giugno tutti ai nastri di partenza per una nuova giornata di sport, socialità e tanto divertimento. Un fiume di maglie rosse si riverserà per Milano, tanti single (e non solo) con la voglia di vincere, ma soprattutto di conoscere nuove persone, scambiarsi contatti, numeri di telefono, inviti a cena … Strasingle è ormai un evento di primo piano tra le offerte ludico/sportive milanesi, con un numero sempre crescente di partecipanti e premi sempre più interessanti. Un momento di sport, ma anche un’occasione per dare voce a una categoria sempre più consistente nelle nostre città. Una gara che terminerà come sempre, la sera, con un grande party in uno dei locali più cool di Milano, dove ritrovare tutti i corridori, quelli già conosciuti, o quelli da scoprire. m

>www.riminiwellness.com< >www.salonelibro.it< >www.festivaldelgusto.it< >www.strasingle.it<


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Agenda mese Il volo di Chagall a Verona

Magnifica la mostra di Palazzo Forti a Verona che ospita 137 opere di Chagall e ripropone i personaggi, gli animali, gli oggetti che popolano paesaggi complessi e che spesso sfidano la legge di gravità. O meglio la vedono da una diversa, originale prospettiva. “Mi tuffo nelle mie riflessioni e volo al di sopra del mondo”, scriveva Chagall nel suo diario e i dipinti, i disegni e le incisioni esposti a Palazzo Forti esprimono questa personalissima rappresentazione delle cose. È un mondo “sottosopra”, alla rovescia, dove regole e rigidità hanno ceduto il passo a sogno e fantasia. I 137 dipinti, disegni e incisioni esposti in questa grande mostra sono datati tra il 1917 e il 1982: attraversano quindi gran parte della vita di Chagall e gran parte del recente Novecento. Questa mostra ha scelto di indagare le affinità che l’artista condivise con i Surrealisti - anche loro seguaci della “rivoluzione” e del sovvertimento dei valori stabiliti - e il forte sentimento della sua identità religiosa. Chagall. Il mondo sottosopra. Verona, Galleria d’Arte Moderna Palazzo Forti, dal 9 aprile al 10 luglio 2011

Delta del Po, il Parco in bicicletta

Due giorni di pedalate per escursioni e visite guidate lungo un ampio anello completamente chiuso al traffico automobilistico nell’isola di Polesine Camerini a Porto Tolle. Un appuntamento da non perdere per conoscere da vicino le bellezze naturalistiche di un logo incontaminato. Apertura sabato 14 alle 14.30 nell’ambito della festa di primavera, mentre domenica partenza con inizio alle ore 10.00 e di seguito con cadenza ogni ora per tutto il giorno partiranno le escursioni ciclistiche guidate. Previste escursioni in bicicletta di 30 km e di 15, con accompagnatori della Pro Loco, che condurranno i visitatori nei luoghi storici e nelle oasi naturalistiche del Parco dove si potrà osservare flora e fauna tipiche. La sera la festa continua con lo stand gastronomico e una

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>www.alcuni.it< >www.vascorossi.net<

biciclettata in notturna. Domenica 15, ancora escursioni in bicicletta e per chi volesse la III camminata in compagnia: escursione accompagnata. Continua la festa sull’aia con un concerto e animazione per i più piccoli. Polesine Camerini, Rovigo, 14-15 maggio.

Ciak Junior, il Festival di Treviso

Nato nel 1989 su idea del Gruppi Alcuni, il Festival Ciak Junior consisteva in un progetto audiovisivo, precisamente in un cortometraggio, nel quale i giovani venivano coinvolti in tutte le fasi produttive della pellicola, dalla scrittura del soggetto fino alle riprese. Da allora sono stati girati oltre 300 film, dove i giovani autori hanno raccontato attraverso i loro occhi i problemi che li circondano: dalla scuola alla famiglia, dallo sport alla droga, dall’handicap all’amicizia. Quest’anno Treviso ospiterà la XXII edizione, dove dal 23 al 28 maggio 2011, saranno di scena i nuovi capolavori di questi piccoli artisti provenienti da ogni parte del mondo che dovranno interpretare al meglio il tema proposto per questa nuova sfida. Consolidatosi ormai come uno degli appuntamenti cruciali per gli esperti di comunicazione rivolta all’infanzia, il Festival sarà trasmesso oltre alla domenica mattina su Canale 5, anche in 20 Paesi di tutto il mondo

Vasco all’Heineken Jammin’ Festival di Venezia

Un’estate tutta all’insegna del grande tour di Vasco Rossi che sarà negli stadi per presentare il nuovo album già in vetta alle classifiche. Il tour “Vasco Live Kom 011” inizierà dall’Heineken Jammin’ Festival a Venezia: l’11 giugno Vasco sarà headliner per chiudere l’edizione 2011 dello stesso Heineken Jammin’ Festival che proprio lui inaugurò nel 1998. Dopo il debutto a Venezia, Vasco torna a San Siro per 2 concerti consecutivi, il 16 e 17 giugno e prosegue per Messina, Stadio S. Filippo il 26 giugno e quindi a Roma, stadio Olimpico il 1 luglio. m


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Ã&#x2C6; riuscito a superarsi. Vieni a scoprire come. Vieni a scoprire come. +DFUHDWRXQDQXRYDFDWHJRULDGLSURGRWWLRUDIDXQQXRYREDO]RDYDQWLL3DGqSL +DFUHDWRXQDQXRYDFDWHJRULDGLSURGRWWLRUDIDXQQXRYREDO]RDYDQWLL3DGqSL

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Visto per voi

Guariento il Maestro degli Angeli di Germana Urbani

l Guariento è uno degli artisti più importanti del trecento padovano ma di lui si conoscono soprattutto gli Angeli, anzi le Gerarchie Angeliche composte da Angeli, Arcangeli, Podestà, Serafini, Cherubini, Troni e Dominazioni, che riprodotti ovunque, sono diventati parte della iconografia universale, tanto diffusi da far dimenticare chi li dipinse e cosa effettivamente quelle meravigliose figure rappresentino. Oggi una grande mostra, alle-

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stita a Padova, nella rinnovata e ampliata sede espositiva di Palazzo del Monte, permette di conoscere meglio questo grande artista grazie ad una esposizione che riunisce per la prima volta la quasi totalità della produzione di Guariento, il “Maestro degli Angeli”. Guariento da Arpo fu il primo artista di corte a Padova. Di lui non si conoscono l’anno e il luogo di nascita. È documentata però la sua attività, tra il 1338 e il 1367, che lo colloca tra i precorritori del gotico internazionale.

Padova, 16 aprile-31luglio 2011 Palazzo del Monte di Pietà >www.padovaincoming.it/primopiano/guariento-e-la-padova-carrarese-0027<

Per i Carraresi, Signori di Padova, creò il suo capolavoro: la decorazione della Cappella della loro Reggia, mentre per i Dogi dipinse il celebre Paradiso per Palazzo Ducale, poi danneggiato da un incendio e coperto per secoli dall’enorme telero di Tintoretto. A precedere il Paradiso veneziano sono le famosissime Gerarchie angeliche per la Cappella della Reggia Carrarese: Angeli, Arcangeli, Potestà, Serafini, Cherubini, Troni e Dominazioni, affascinanti per la complessità iconografica, per la bellezza della pittura e la delicata e sfumata trasparenza dei colori. Ma Guariento non si dedicò solo agli Angeli. Per i Carraresi e per altri non meno illustri committenti, realizzò tavole di soggetto sacro e ritratti di eleganza cortese, resi con un delicato colorismo. Nella mostra, la figura di Guariento è posta a confronto con gli altri maestri con i quali la sua pittura presenta legami nelle sue varie fasi: Giotto Giotto, Pietro e Giuliano da Rimini, Vitale da Bologna Bologna, Paolo e Lorenzo Veneziano Giusto Menabuoi, AltiVeneziano, chiero Jacobello del Fiore, Nicolò di chiero, Pietro Giambono. Pietro, Tutto a comporre un racconto che prima d’ora non era mai stato proposto al pubblico e che, per rarità, preziosità e qualità delle opere esposte, potrà difficilmente esserlo una seconda volta. La grande monografia sul Guariento allestita a Palazzo del Monte è l’epicentro di una più ampia esposizione che indaga, per la prima volta in modo compito, la “Padova Carrarese”. Questa si dipana in diverse sedi espositive: i Civici Musei agli Eremitani, Palazzo Zuckermann, il Museo diocesano e la Casa del Petrarca ad Arquà, per allargarsi poi ad un itinerario entro ciò (ed è davvero molto) che tutt’ora si può ammirare della Padova Carrarese. Un vero viaggio nella città trecentesca che rivive in questa mostra attraverso la cartografia, i modelli, i codici che illustreranno i principali esponenti della Signoria e la letteram tura dell’epoca.


Look & art

Enfant terribles: i Chapman brothers Iakovos “Jake” Chapman e Kostantinos “Dinos” Chapman sono tra i più interessanti esponenti dell’arte inglese. Fratelli, inglesi di origine greco-cipriota, la loro arte si distingue per i temi difficili, per i soggetti provocatori e per le polemiche scatenate di Angela D’Amelio · Presidente Associazione ArtGallery opo essersi formati all’Università di East London e al Royal College of Art, sono stati assistenti del duo artistico Gilbert e George, anch’essi celebri per il loro stile anticonvenzionale. A partire dal 1991, iniziano a farsi conoscere come duo artistico collaborativo. La coppia si esprime liberamente con qualsiasi mezzo espressivo, dalla pittura alla scultura, ma sempre con un interesse ben preciso: colpire e scuotere gli animi degli spettatori. Già nel 1995, l’opera dal complicatissimo titolo “Zygotic Acceleration, Biogenetic, De-Sublimated Libidinal Model” scandalizza il mondo. Il lavoro consiste in una serie di manichini di fanciulli, fusi tra loro, con i volti deformati in modo osceno. L’opera costituisce una scioccante denuncia della sessualizzazione dei bambini nel mondo della moda e della pubblicità. La scultura, attualmente esposta alla Saatchi Gallery, impone i Chapman come artisti originali, capaci di trattare tematiche estreme senza compromessi. Le polemiche continuano con la scultura “Hell” (1998-2000), un’allucinante rappresentazione dell’Olocausto. I Chapman dispongono oltre 5.000 miniature in nove teche di vetro

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>associazioneartgallery.org<

disposte a formare una svastica: nazisti, internati in campi di sterminio, creature demoniache impegnate in atroci nefandezze e via delirando. L’effetto complessivo è spaventoso, ma al tempo stesso stupefacente per la realizzazione tecnica. L’opera viene distrutta da un incendio. Una copia, più grande, è attualmente esposta a Venezia. Nel 2003, con l’opera “Lo stupro della creatività”, reinterpretano “I disastri della guerra”, di Francisco Goya. I fratelli Chapman ridisegnano la celebre serie di acqueforti del pittore spagnolo, applicando però delle facce buffe sui personaggi. Con questa provocazione, i Chapman sconcertano stampa e critica. Secondo i quotidiani, la loro colpa è stata di aver violato qualcosa di assai più prezioso, nel mondo della critica, rispetto a un corpo umano: un’altra opera d’arte. I Chapman diventano persino bersaglio di contestazioni. Nello stesso anno, Jake viene innaffiato da un secchio di vernice rossa durante una conferenza.

Ma il loro spirito provocatorio non si attenua. nel 2008 acquistano per oltre centomila sterline un acquerello di Hitler, disegnato dal dittatore in gioventù, nel periodo in cui cercò di diventare artista. Disegnano un arcobaleno sul dipinto e lo rimettono in vendita a quasi settecentomila sterline. Nonostante il successo anche commerciale, i Chapman continuano a bersagliare il mondo dei consumi. Applicano il marchio McDonald ad alcune sculture tribali in legno, quasi a significare l’abilità del consumismo nel permeare le culture fino ad assorbirle completamente. La fama dei fratelli Chapman ha da tempo oltrepassato il circolo degli artisti. Le loro provocazioni artistiche hanno attirato le attenzioni dei media. Il loro carattere turbolento li ha resi protagonisti di numerose risse verbali con i giornalisti. Il loro successo li ha portati a frequentare il jet set britannico, facendoli conoscere anche dal grande pubblico. m


Il crucilibro

Affrontare i dilemmi A volte AmAre re è difficile, ci sono in b bAllo pAure, rimorsi, desideri inespressi. nuclei che generAno Angosce per cui non ci sono risposte eppure …

EroE Eroina altEr Ego location

co-Protagonisti

intrigo

CAtheriNe DuNNe

CriStiANA AliCAtA

NiCColò AmmANiti

SuSAN AbulhAwA

Julia Seymour, medico di Dublino

Elena, giovane chirurgo ortopedico

Lorenzo è un adolescente solo, introverso, disadattato

Amal, giovane nipote di un patriarca palestinese

William, il suo compagno

Aldo, padre di Elena, che farà sorprendenti rivelazioni sulla contestazione giovanile del ’68 e degli anni di piombo

Le problematiche, i dubbi e le paure degli adolescenti

Quattro generazioni della famiglia palestinese Abulheja

I complessi legami che compongono la vita di una persona

L’isola di Pantelleria ritratta nei mesi invernali

Una cantina per una settimana

Un campo profughi a Jenin

I legami nascosti che ci vincolano agli altri per sempre, dentro di noi e in chi ci fa compagnia nella vita

Liz, fisioterapista transessuale in attesa di cambiare sesso, e Gina, meccanico di ogni tipo di motore, che ha paura d’amare

Olivia la sorellastra di Lorenzo che si droga

Hassan, il padre e David, il fratello perduto

Julia scompare nel nulla e William decide di cercarla, parlando con colleghi e amici andando al passato. Lei è fuggita per proteggere la famiglia dalle conseguenze di una sua scelta drammatica…

Elena, in seguito ad un Lorenzo dice alla madre che Amal è un’esule disorienincidente decide di rimanere sarebbe andato in settimana tata, madre di Sara, lascia la a Pantelleria, dove Liz e Gina bianca invece trascorre propria terra per l’America l’aiuteranno a ricostruire i giorni in cantina dove ma quando rincontra il le dinamiche dell’urto, arriva anche Olivia in crisi fratello perduto, torna alle sentimentale prima che d’astinenza proprie radici fisico

I due si conoscono e si William si trova davanti Qui una famiglia non Amal torna in Medio Oriente fanno delle promesse ma ad un’altra donna, diversa convenzionale ma esemplare insieme a sua figlia Sara e terminata la settimana è scenario di storie e insieme riscoprono così una FinalE da quella che pensava di Olivia scompare lasciando conoscere e chissà se ancora sentimenti fragili vissuti in patria devastata e che forse un biglietto e ricomparendo possibile da amare una rassicurante normalità non sarà più la stessa molti anni dopo

cosa dirE

dEl libro

lEggErE…

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Tutto per amore è il passaggio da una vita familiare a una fuga solitaria, e la speranza di ritrovarsi

Un racconto corale, per un romanzo che affronta temi diversi (la politica, la diversità di genere, l’amore) trattati con grazia

Una trama pulita che con delicatezza e arguzia descrive il mondo dei giovani e giovanissimi in modo sobrio ed efficace

Il libro dipinge l’umanità che si cela dietro a uno dei più tenaci conflitti politici dei nostri tempi, rivelando il desiderio universale di patria

Catherine Dunne Tutto per amore Guanda, p. 364 € 18.00

Cristiana Alicata Verrai a trovarmi d’inverno Hacca, p. 285 € 14.00

Niccolò Ammaniti Io e te Einaudi, p. 122 € 10.00

Susan Abulhawa Ogni mattina a Jenin Feltrinelli € 17.00

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Dolcezza e passione si mescolano con modernitĂ  e innovazione. Un neo romanticismo carico di emozioni tattili e visive. Dettaglio, ricerca, intuizione.

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Marketing e comunicazione

NEGOZI TEMPORANEI PER UNA BRAND-FIDELITY A LUNGO TERMINE di Claudio Capovilla · Direttore di strategia di Gruppo icat

L’ultima frontiera del marketing è il temporary shop, un’attività commerciale transitoria, che fa leva sull’unicità, la sorpresa e l’appeal dell’evento esclusivo. a crisi economica e la necessità di movimentare il mercato con idee sempre nuove, proponendo esperienze coinvolgenti per gli acquirenti, ha determinato la nascita di forme di comunicazione non convenzionale. Tra queste, un moderno e recente strumento di marketing è il temporary shop, ovvero, come suggerisce il nome, il negozio “a tempo”. Si tratta di attività commerciali estemporanee, che restano aperte per giorni, settimane, o al massimo un paio di mesi. Il tempo - scandito da un apposito countdown posto sulla vetrina - unito all’effetto sorpresa, è proprio una delle leve principali utilizzate per conquistare il cliente: chi non si affretta perderà l’occasione. La formula è quella dell’evento: il mood che si co-

munica, infatti, ha la valenza di un happening irripetibile e imperdibile, assolutamente da vivere. E proprio per la sua unicità, la notizia si diffonde, viene raccontata agli amici, dando vita a quell’efficacissima forma di pubblicità basata sul passaparola. Nato nel 2003 in Gran Bretagna, il fenomeno del temporary shop (o pop-up store) si è successivamente diffuso anche negli Stati Uniti, fino ad arrivare in Italia nel 2005. Le location privilegiate sono i centri cittadini, ma anche le gallerie d’arte o gli spazi industriali adibiti a loft: contesti fashion insomma, capaci di evocare un’atmosfera, un sapore, una suggestione. Il lato emotivo diventa quindi determinante e per questo è


fondamentale lavorare sul concept, in modo da creare un ambiente rappresentativo ed esclusivo, capace di trasmettere un’immagine positiva. Il prodotto offerto solitamente appartiene ad una tiratura limitata (o è presente in quantità limitata) o costituisce un pre-lancio e spesso ha un prezzo davvero conveniente, accentuando quindi l’idea di occasione privilegiata. Il target comprende fashion victim, ma anche gente comune a caccia di occasioni speciali. Nel nostro Paese, le marche che hanno già sperimentato con successo il temporary shop sono numerose: tra le operazioni a più alta risonanza ricordiamo Lancôme, Nivea, Fiat, Levi’s, Barilla, Reebok, Saeco. Quali, in definitiva i vantaggi per i brand? Innanzi tutto la distinzione, la veicolazione del marchio, la possibilità di focalizzare le strategie in un arco di tempo ridotto. Ma anche la presenza in contesti favorevoli, in periodi dell’anno cruciali per le vendite (Natale o altre feste) o in occasione di eventi correlati al settore. Non solo: è una maniera efficace per proporre prodotti speciali, lanciare nuovi articoli testandone in modo diretto il successo, mantenere vivo l’interesse sui valori aziendali, sperimentare nuovi

“Una maniera efficace per proporre prodotti speciali, lanciare nuovi articoli testandone in modo diretto il successo, mantenere vivo l’interesse sui valori aziendali, sperimentare nuovi mercati.” mercati. Inoltre, nonostante questo strumento non sia finalizzato alla fidelizzazione diretta al negozio, risulta invece ottimo per creare un rapporto stabile e duraturo con la marca. Il tutto, in modo particolarmente economico visto che i costi sono inferiori a quelli richiesti per le campagne pubblicitarie e l’affitto dei locali e la paga del personale sono limitati ad un periodo ristretto, e quindi non hanno nulla a che vedere con i grossi investimenti previsti nell’avviamento e gestione di un’attività stabile. Con una formula che permette estrema semplicità e libertà, visto che il livello di personalizzazione è massimo e non sono richieste licenze commerciali. Uno strumento efficace, quindi, per sperimentare idee, creare layout e concept, ed esplorare nuove possibilità non applicabili ai negozi tradizionali. L’ultima frontiera raggiunta dal marketing per valorizzare al massimo la brand experience attraverso la gratificazione del cliente, che potrà così vivere in prima persona e a condizioni esclusive l’appeal della marca in un contesto di tendenza, m completamente fuori dall’ordinario. Claudio Capovilla è Direttore di Strategia di Gruppo icat, agenzia di comunicazione e marketing padovana attiva in tutto il territorio nazionale. Ricopre la carica di Consigliere all’interno del direttivo di UNICOM (Unione Nazionale Imprese di Comunicazione).

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Playlist

La rubrica curata da Stereocittà dedicata alla lounge music, new jazz, chill out e nu soul. Una colonna sonora d’essai contaminata nei generi, periodi e stili. La playlist di questo numero è Black&White. Come in un pianoforte, il “musicologo” Massimo Labraca ha alternato brani Black e brani White in un viaggio sonoro tra le spiagge delle Baleari, i quartieri di Parigi e i sobborghi di Philadelphia.

PLAYLIST “Black&White”* traCk

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15

artISta

brano

Bossaroma Feat Gabrielle Chiararo Babyface The Moleskins Albin De La Simone Feat. Vanessa Paradis Marvin Gaye Feat. Minnie Riperton, Leon Ware Jesse Cook feat. Holly Cole Angus & Julia Stone Boz Scaggs Darren Rahn Feat. Wayman Tisdale Habanera Tucara Incognito, Carleen Anderson, Ramsey Lewis Ellie Goulding Beyonce John Dahlbäck

Paroles Paroles Knockin’ On Heavens Door Is It A Crime Adrienne Come Live With Me Angel Fragile Yellow Brick Road Sierra What’cha Gonna Do For Me L’Amour No Puedo Quitar Mes Ojos De Ti Trouble Don’t Last Always Your Song Honesty Everywhere (Acoustic Mix)

* i brani della Playlist sono Contenuti nel Programma note dIaMantI in onda su StereoCIttà.

@MUSIC. L a poSta degLI aSCoLtatorI e deI LettorI. Gentile MusicoloGo,

in occasione del secondo anniversario vorrei creare una coMpilation speciale per la Mia raGazza . MusicalMente io ho un’aniMa “bianca”, Mentre lei preferisce i suoni soul, sMooth. entraMbi aMiaMo il tuo proGraMMa . puoi consiGliarMi qualche brano che suoni in note diaManti? Grazie.

pIerpaoLo

Ciao Pier, nella Playlist PubbliCata su Look di questo mese trovi una selezione di alCuni brani in Chiave “blaCk&white”, anChe se la musiCa ha un uniCo Colore: quello dell’amore. un Consiglio: PrePara la ComPilation Curando anChe la Confezione PerChé, quando si Parla di regali, anChe l’oCChio vuole la sua Parte! MaSSIMo L abraCa

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>massimolabraca@stereocitta.it<


35 45 75 15

Ti ascolteremo, capiremo chi sei e lo racconteremo al mercato con azioni di comunicazione e marketing mirate. CreativitĂ , Ufficio stampa, Eventi, Web sono le nostre quattro divisioni che lavoreranno in sinergia per far parlare il tuo marchio direttamente con il tuo target.

g r u p p o i c a t . c o m


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Intervista

Raffaella Curiel detta Lella di Barbara Molinario

Unâ&#x20AC;&#x2122;emozionata Raffaella Curiel, affiancata dalla figlia Gigliola, durante la passerella finale dellâ&#x20AC;&#x2122;ultima edizione di Alta Roma


e fate una breve ricerca su internet di digitando “Raffaella Curiel”, troverete una sfilza di interviste, e recensioni delle sue sfilate, e foto, e racconti di come la sua prozia, Ortensia, abbia avviato un atelier molto prestigioso nella Trieste del primo ’900, e che vestiva la migliore società mitteleuropea dell’epoca. Poi la nipote Gigliola, la mamma di Raffaella, ha raccolto l’eredità professionale e si è trasferita a Milano, dove ha saputo attirare artisti, l’alta aristocrazia, intellettuali. La Signora Gigliola fu la prima stilista italiana che propose il pret a porter negli Stati Uniti e lanciò il “curiellino”, l’abito da indossare dalla mattina alla sera. Poi scoprirete che la prima collezione firmata Raffaella Curiel è datata 1961 e che dagli anni ’80 in poi ha dedicato le sue sfilate all’arte ispirandosi ad artisti come Klimt, Schiele, Depero, Van Gogh, Velasquez. Se continuate la ricerca saprete anche che ha avuto una figlia, a cui ha dato il nome della mamma, Gigliola, e che la segue e la sostiene, oltre a disegnare gli accessori inseriti in collezione. Poi con grande meraviglia, non riuscirete a leggere tutti i premi che ha ricevuto. Ma queste cose le potete scovare facilmente, se avete curiosità di saperne di più. Io vorrei farvi scoprire la donna, la “Signora della Moda” che ha fatto della sua vita un’esperienza che affianca la moda come forma d’arte. Ci siamo rincorse e sfiorate per questa intervista, c’è voluto circa un mese prima che i nostri rispettivi impegni ci permettessero di parlare con tranquillità. Voglio assolutamente raccontarvi un aneddoto. Quando è cominciata questa rubrica di interviste alle donne nella moda, ho selezionato una serie di nomi da inserire, e la Signora Curiel non poteva mancare, così ho richiesto un’intervista. Dopo due giorni mi arriva una telefonata da un cellulare, era la Signora Curiel in persona che si scusava perché era in partenza ed avremmo dovuto rimandare l’intervista di qualche giorno. Io sono rimasta senza parole, primo perché mi sono molto emozionata nel ricevere una sua telefonata (essendo una sua grande ammiratrice), secondo perché mi ha stupito la grande umiltà di questa donna che potrebbe delegare uno stuolo di assistenti per “queste faccende di poco conto” ed invece ha scelto di farlo di persona. Anche il giorno concordato per l’intervista ho dovuto chiamare un paio di volte prima che si liberasse, era indaffarata con le sue clienti. Al telefono infatti, in sottofondo, le sento ancora che salutano andando via. È una donna attiva Lella Curiel, che ancora combatte in trincea. Omaggio all’Italia

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Moda e cultura viaggiano sempre in coppia nelle sue sfilate. I temi a cui si ispira sono frutto di ricerca oppure nascono da dentro? Sicuramente ho delle basi culturali molto forti. Ho dentro di me le immagini di ogni artista che mi ha colpito. Una volta scelto il tema della collezione, avvio una ricerca storica. Che sia un pittore o uno scrittore cerco riferimenti storici a cui ispirarmi e definisco la collezione nei suoi contorni. Per il trucco e le acconciature vi affidate a dei professionisti? L’immagine la curiamo interamente noi. Mia figlia Gigliola si occupa di gran parte degli aspetti delle nostre sfilate.

Lei non ha paura di utilizzare i colori. La passata collezione invernale era piena di viola e arancio. Per questa primavera vede le donne piene di fiori. Si, avevo voglia di colori, di primavera. Ho scelto il tema dei fiori e del colore perché quando ci sono crisi, quando c’è cattivo umore, pessimismo e si vede il futuro tutto nero, la risposta è reagire con positività.

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Gigliola è una persona eccezionale, in diverse occasioni ho avuto modo di apprezzare la sua professionalità. È anche un’ottima padrona di casa, l’ho verificato durante le ultime sfilate di alta moda a Roma. Lei lavora da vent’anni al mio fianco, è il mio braccio destro, è la prossima generazione “Curiel”.

Ha aperto l’ultima sfilata ad Alta Roma con l’Inno di Mameli ed un abito ispirato al tricolore. Mi sento molto patriottica.

L’eredità storica che le ha lasciato la sua mamma è pesante da sostenere? È stata una grande scuola, un esempio di vita. Un’eredità non facile da sostenere, ma ho l’orgoglio di portare avanti un nome storico.

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Com’è la moda italiana oggi? La moda italiana è un esempio nel mondo, ha la fortuna di avere grandi stilisti, ma in questo momento di crisi mondiale i primi beni a soffrire sono quelli non strettamente necessari. Oggi gli stilisti non sono più solo artisti, ma anche imprenditori, in qualche modo questo limita la creatività? Dobbiamo fare una distinzione tra alta moda e pret a porter. L’alta moda è pura creatività senza confine né limite di costi; ogni abito è esclusivo. Tutto questo richiede un certo prezzo. Il pret a porter deve necessariamente considerare anche i costi. L’ispirazione della prossima collezione? Un’anticipazione? È top secret!

foto di: Salvatore Dragone Giulia Zompatori @ Accademia del Lusso

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Presso

Centro Commerciale

di Conselve (PD) - Viale dellâ&#x20AC;&#x2122;Industria, 2 - Tel. 049 9514936


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Intervista

l suo corpo è meravigliosamente scolpito dal sudore del suo lavoro, dallo studio, che come dice lui, “non è mai troppo” e dalla sua forza di volontà che l’ha aiutato, negli anni, a diventare il grande artista che è. Eppure incontrando Kledi Kadiu ci si trova di fronte ad una persona semplice e disponibile, ricca di valori genuini, per nulla viziata dal bel mondo dei teatri e dei riflettori televisivi, anzi. Nelle sue parole si coglie una grande passione per un’arte non facile, che richiede sacrificio e costanza ma che non sempre, ai giorni nostri, è praticata con il dovuto impegno.

Kledi, cosa significa per te ballare? Significa convivere con una passione che da tempo è la ragione della mia stessa vita, della mia quotidianità. Significa esprimere al massimo le emozioni che provo nella vita di tutti i giorni, senza risparmiarmi. Significa studiare, uno studio quotidiano perché non si è mai arrivati veramente. Significa fare tante rinunce e sacrifici per poi ottenere tante soddisfazioni. Quali sono state le rinunce più faticose? In verità l’arte ti regala così tante soddisfazioni che le rinunce non rappresentano più un peso. Si sa però che alcune scelte possono essere dolorose: lasciare la propria


Kledi, una vita per la danza Un interprete intenso dal forte carattere mediterraneo e dal grande carisma che fa di lUi Un ballerino tra i più conosciUti e premiati dei nostri giorni di Germana Urbani

terra, ad esempio, perché questo è un lavoro itinerante che ti porta in giro per il mondo. Può essere affascinante ma è anche faticoso. Io ho iniziato a studiare danza da piccolo e a 10 anni ero già all’accademia di Tirana, un luogo dove gli insegnanti erano severi e le punizioni per chi non si impegnava abbastanza erano molto dure. Poi però hai raggiunto grandi obiettivi. Cosa serve per emergere? Per emergere ci vuole un insieme di tante cose, non basta il talento. A Tirana dopo il diploma sono stato scelto come solista del Teatro dell’Opera di Tirana e si è realizzato il mio sogno.

Però è successo dopo anni di studio, di impegno e di sacrifici. Ho rinunciato a molto… Penso all’infanzia in famiglia, ai giochi di ragazzi. Anche il tuo arrivo in Italia non è stato facile, imbarcato su una carretta del mare… Sì, dopo la caduta del regime, negli anni ’90 sono venuto in Italia con altri miei connazionali albanesi. E qui, si può dire, ho ricominciato da zero, e non solo con la danza. Erano molte le cose diverse dal paese dove ero nato: i rapporti sociali, la mentalità… Infondo io arrivavo da una terra, l’ex Iugoslavia, che era rimasta isolata dal resto del mondo per 50 anni!

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Però in Italia ho trovato anche comprensione, buona disposizione al dialogo e rispetto. Tre aspetti essenziali perché potesse avvenire una vera integrazione. E mi ritengo fortunato di essere arrivato 20 anni fa perché l’Italia oggi mi sembra cambiata, meno disposta al dialogo e all’accoglienza ed è un peccato. Dopo qualche anno l’Italia riconosce il tuo talento e la Tv ti consacra al grande pubblico. I primi anni non sono stati facili. Ho lavorato nel Nord tra Mantova, Verona e Rovereto. Poi mi sono stabilito a Roma e ho iniziato a lavorare per Mediaset e Maria De Filippi. La tv è un mondo diverso dal teatro ma certamente ti permette di essere conosciuto dal grande pubblico e ti regala grande notorietà.

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Oggi curi tu stesso una trasmissione televisiva sulla danza, con quali obiettivi? Il programma, in onda su Rai cinque, il canale culturale Rai, si chiama “Step, passi di danza” e nasce come percorso di approfondimento culturale, prima che di intrattenimento. In ogni puntata presento un grande personaggio che ha fatto la storia della danza oltre ad una selezione di balletti, tra capolavori classici e moderni, andati in scena nei più grandi teatri di danza del mondo. Alcuni dei grandi interpreti protagonisti delle varie puntate sono: Carla Fracci, Vittoria Ottolenghi, Eleonora Bagnato, Moses Pendleton, Frederic Olivieri e molti altri. In tutto sono 16 puntate in onda in prima serata che a maggio andranno in replica, per chi le avesse perse. Intanto sto lavorando alla seconda edizione che sarà sugli schermi a fine settembre.


A che tipo di pubblico è rivolta la trasmissione? Penso ad un pubblico interessato all’approfondimento, curioso rispetto alla vita e al percorso artistico dei grandi personaggi che hanno fatto la storia della danza e a tutti i giovani che vogliono intraprendere questa carriera.

prima ancora che per ballare. Oggi si fa troppo affidamento sul mezzo televisivo che, purtroppo, rimane un mezzo di intrattenimento. Non bisogna dimenticare che la popolarità che regala la tv non è sinonimo di talento, ballerini non si diventa in un anno o due!

I giovani guardano ai talent come trampolini di lancio. Tu che ne pensi? La televisione può creare molte illusioni e false aspettative, purtroppo. Nella danza per riuscire veramente è importante studiare e non sentirsi mai arrivati. Se non si hanno delle basi solide non serve a nulla essere conosciuti e famosi per un po’. Nel mio caso sono stati importantissimi lo studio, i sacrifici e l’impegno, valori che ritengo utili per la vita

Oggi la danza è quasi una moda, non trovi? Grazie alla televisione quest’arte è oggi più popolare, tanto che sono nate moltissime scuole. La danza però è un’arte per pochi e intraprenderne lo studio non è un gioco, perciò ballare non può essere una passione passeggera, è un lavoro vero e proprio. Sono le esperienze sul palcoscenico che forgiano un professionista valido. E infatti i veri artisti oggi si contano sulla punta delle dita.

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roll up ok

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Tra le tue attività c’è anche l’insegnamento, hai aperto delle scuole, con quali caratteristiche? Negli ultimi anni il numero degli allievi delle scuole è aumentato ma spesso la qualità dell’insegnamento è bassa. Nelle mie scuole si cerca di far passare il concetto dell’importanza dello studio, dell’impegno, valori validi anche per la vita quotidiana. Nella scuola di Roma c’è un corso professionale, mentre nelle altre sedi, in Veneto per esempio abbiamo una sede a Desenzano, cerchiamo di insegnare correttamente e seriamente a chi ama ballare ma non vuole farne una professione.

Ho attraversato il mare e sono venuto in Italia. E ho capito che siamo tutti uguali Hodavanti attraversato il mare alla vita ee sono venuto in Italia. che dovremmo essere E tutti ho capito che siamo tutti uguali uguali di fronte alle leggi. davanti alla vita e che dovremmo essere tutti uguali di fronte alle leggi.

Kledi sostiene la campagna dell'UNICEF Kledi sostiene la campagna dell'UNICEF

La tua vita personale e professionale è stata raccontata in un film e in un libro. Che ritratto ne esce? Il film, “Passo a due”, è del 2005 e doveva raccontare la storia della mia vita ma poi per ragioni di budget è stato ridotto. L’esperienza però è stata importante. Il libro è uscito per Mondadori nel 2009, è un romanzo autobiografico, dal titolo “Meglio di una favola”, dove ho raccontato ciò che ho vissuto prima di arrivare in Italia. Ci tenevo molto perché tutto quello che io sono oggi è frutto di un’infinità di sacrifici, situazioni difficili e trascorsi dai caratteri forti che completano la mia figura di bravo ballerino e bel ragazzo che tutti conoscono, qualità che aiutano ma che non bastano a fare un artista vero. Ci vogliono delle basi solide per non essere una cometa che splende per un attimo e poi scompare. E le tue virtù di uomo si vedono anche nel tuo impegno come testimone Unicef! L’esperienza è nata dall’incontro con Vincenzo Spadafora, che nel 2009 mi propose di diventare Testimonial del progetto “Pigotta per l’Unicef”. Poi sono diventato Testimonial della campagna “IOcomeTU - Mai nemici per la pelle”, campagna orientata al cambiamento sociale e che ribadisce l’inviolabilità del principio di non discriminazione a beneficio di gruppi vulnerabili di bambini e adolescenti, come i bambini e gli adolescenti di origine straniera, per i quali sembra diventato socialmente accettabile derogare su alcuni diritti universali. Quest’anno, l’8 maggio, parto per il Bangladesh per una missione sul campo in cui potrò assistere al lavoro dell’Unicef che in quei luoghi combatte il lavoro minorile. Lo spettacolo “Non solo Bolero” ti ha visto protagonista di ben 80 tappe in Italia. Ora cos’hai in cantiere? Sarò in Veneto, precisamente a Treviso, il 14, 15 e16 luglio, in occasione del 25° anniversario del locale concorso di danza che mi vedrà come ospite d’onore. A livello professionale invece ho in cantiere qualcosa di molto bello per il teatro. Ma per ora è top secret! m

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NUOV I A RRI V I DI PRIM AV ER A!


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Music dreams

photographer:

AndreA Chemelli 路

stylist:

mAnuelA mezzetti 路

model-dancer:

AnnA KolesArovA

ma


ovA

nAnà Firenze by mAzzAnti >www.mAzzAntipiume.it< copricapo e boa:

sublime ea ers t f h make up:

niColettA ConteduCA, AniKA GerhArd ·

body painting:

sAbine l Atini, niColettA ConteduCA

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mantella e stola:

GAleotti >www.GAleottipiume.Com< 路

gonna tulle:

le CoC貌

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abito:

Gaetano Navarra 路

guanti:

Paola Frani

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abito e scarpe:

Gaetano Navarra 路

piume nere:

Mazzanti


abito -foulard con piume:

Mazzanti

abito: Gaetano Navarra 路 Paola Frani

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guanti:


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44 Il cinema è stato sempre fonte d’ispirazione per la moda. La recente visione di Black Swan mi ha portato un’illuminazione quasi folgorante: la metamorfosi del cigno durante il balletto è stata l’immagine di partenza su cui costruire il nostro servizio. Questa scena mi ha dato lo spunto di giocare con piume, organza, tulle e la tecnica del bodypainting trasformando la rivisitazione di un’opera di Tchaikovsky in moda. Manuela Mezzetti, fashion stylist

Sono sempre stato affascinato dal mondo della danza e l’incontro con Anna mi ha permesso di realizzare un servizio fotografico dedicato alla bellezza e all’eleganza di un corpo in movimento. La riuscita di immagini interessanti avviene tramite la collaborazione e la sintonia tra fotografo, stylist, truccatrice e modella. Infatti questo servizio mi è piaciuto proprio perché ognuno ha dato un ottimo contributo artistico. Il fatto che ci conosciamo tutti da tempo ha aiutato a creare la giusta atmosfera che, quando c’è, è la miglior situazione per far nascere belle fotografie. Andrea Chemelli, photographer

Mi rispecchio nel cigno bianco per la sua eleganza e delicatezza, mentre il cigno nero mi ha permesso di liberare il mio lato nascosto. Il cigno bianco è simbolo di purezza e fragilità ma anche di disciplina, il cigno nero si libera attraverso una femminilità aggressiva, sensuale ed intrigante. Il progetto di Andrea e Manuela mi ha affascinato perché unisce i due mondi in cui lavoro: danza e moda. Quando ho visto il film, è stato come trovare sullo schermo la mia vita, il mio “sudore”, i miei pensieri, l’interiorità appartenente a tutte le ballerine mai svelata sul palcoscenico. Anna Kolesarova, dancer-model

Se nella vita reale la maggior parte delle persone preferisce mostrare il lato bianco, nella moda è molto più divertente rivelare anche il lato oscuro dell’anima. La trasformazione di questo personaggio mi ha intrigato: volevo diversificare il make-up distanziandomi dalla mascherina nera proposta nel film e realizzando il piumaggio dei cigni tramite il bodypainting. Ho donato così al cigno bianco uno stile più romantico, mentre al cigno nero un’impronta moderna e dark. Nicoletta Conteduca, make up artist


Quando Manuela mi parlò della sua idea di realizzare un servizio sul Lago dei Cigni, e di parteciparne, per quanto riguarda il video, la cosa mi colse con emozione. Immaginare una favola romantica e trasporla nel contemporaneo è sempre stata una sfida per me molto importante. Il contemporaneo, credo, abbia bisogno di vivere anche dimostrando di sapere interpretare il classico e non solo di evaderne. In seguito l’incontro ed il lavoro con Andrea e Nicoletta mi ha portato ad osservare la loro maestria sul set e la certezza che il loro lavoro, oltre a quello di Manuela, doveva essere presente anche nel video. Ho deciso quindi di creare due video, due racconti e due titoli, per alcuni versi duplici e duali, per altri indipendenti, esattamente come il cigno della favola.

“White Swan_Sublime Feathers!”

“Queste storie non evvennero mai, ma sono sempre”, Sallustio, Degli dèi e del mondo. Spirava un dolce zefiro quella notte e la luna, più piena di un sogno, illuminava tutte le mie piume che riflettevano quella luce in bagliori cangianti, ne ero incantato. Gli altri stavano dormendo … ma io sentivo un fremito dentro di me e non riuscivo a stare nel solito posto. Il mio desiderio di cercare qualcosa di diverso ma più probabilmente di già esserlo senza saperlo … mi rendeva insofferente al fatto di rimanere tra i miei simili. Il loro essere sempre così allineati e perfetti, sempre a tempo e puntuali era ormai per me insopportabile, volevo essere libero. Il mio totale abbandono alla luna alimentava questa voglia di altrove … e, sotto un atteso raggio di luna, il mio corpo si animò senza che la volontà più lo controllasse. Cominciai una danza per me nuova e sconosciuta, ero inebriato dalla voglia di vivere libero: ora sapevo cosa significava essere un cigno nero.

“The Black Swan … is dead”

Adoro i mostri e mi piace ascoltarli mentre vengono da lontano. Mi sono sempre chiesto se esistono, ma forse siamo noi che li creiamo, a volte belli, a volte terrificanti. In questo viral movie traccio il profilo di un meraviglioso ed inquietante cigno nero che, per la sua bellezza, la sua diversità, il suo essere duplice e duale, il suo ricordarci le nostre inquietudini e debolezze, ed anche il suo essere così sfuggente ed ineffabile, viene ucciso. Un mostro sublime e fiero ma anche una creatura incantata e dolce che ci ammalia e forse senza volerlo ci seduce e che vorremmo quasi sopprimere per tanta invidiata bellezza. La sua pupilla è quindi lo specchio di ciò che segretamente molti di noi vorrebbero essere, ma non sono e non potranno mai essere. Il tema naturalmente riprende quello della diversità e lo affronta secondo la direttrice del contrasto, del positivo-negativo, della imprevedibilità e del nascondersi davanti a ciò che non si può negare, all’evidenza. Nel finale il battito di un cuore puro che si spegne e lo scatto di una macchina fotografica, simbolo della curiosità macabra e malata per un mostro innocente ucciso. Cristiano Bacchi, Video Designer Links su YouTube: http://www.youtube.com/watch?v=1A2Z7CNp_AA http://www.youtube.com/watch?v=Mx9AsoJA_VA

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L’interprete: Anna Kolesarova Per Anna i primi passi nel mondo sono stati sulle punte. “La danza è passione, sudore e movimento dell’anima, qualcosa di innato che diventa ragione di vita e di sacrifici”. Questa sua passione per la danza, nata inizialmente come un gioco, diventa materia di studio al Conservatorio Nazionale di Danza della Repubblica Slovacca all’età di nove anni. Successivamente entra alla scuola di Ballo del Teatro alla Scala di Milano, diplomandosi così nel 2003. La perfezione tecnica della danza classica viene presto affiancata allo stile libero e creativo del contemporaneo, danza in cui si sente pienamente rappresentata e in cui scopre un nuovo modo per far parlare il proprio corpo. “La danza ha molte sfumature, fa esprimere tutta la vasta gamma di emozioni che l’essere umano è in grado di provare”. Prosegue la sua carriera ballando al Teatro alla Scala, Gran Teatro la Fenice, al Balletto di Milano, al Teatro Puccini e in teatri di tutto il mondo. Con la compagnia Aiep partecipa all’European Dream Festival a New York, mentre con la compagnia L’Artistica svolge una tournée italiana ballando nel musical “Fame”. Balla anche con i grandi nomi della danza quali Luciana Savignano e Raffaele Paganini. Svolge anche spettacoli in televisione: a Sanremo Fashion si esibisce per lo stilista Ferretti, a Le Iene, nella fiction di Mediaset Non smettere di sognare, al Gran Concerto della Rai e nello spot Breil. Il desiderio per il suo futuro è quello di fondere il più possibile il mondo della danza a quello della moda e crearne una professione: “ho ricevuto per anni proposte di lavoro come modella, ma ballando in diverse compagnie, non ho mai potuto coltivare queste opportunità. Ora dedicandomi maggiormente all’insegnamento della danza classica e contemporanea, mi sento finalmente pronta ad approfondire quest’altra mia passione, sperando che m diventi anche una professione”.

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con

&

Lâ&#x20AC;&#x2122;artigiana

presentano il nuovo showroom dove tutto è su misura per voi

Showroom: Campodarsego (Padova) via Antoniana, 18 telefono 3478245950

Eve nto d i p r e s e nta z i o n e

NUOVI PRODOTTI 2011

il 28 Maggio alle ore 17.30 presso il nuovo SHOWROOM


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Shopping

è scoppiata

Antonio MArrAs

Il floreale, la pIù Importante tra le tendenze moda per la primavera estate 2011, è davvero IrrInuncIabIle! FIorI, FantasIe FlorealI stIlIzzate e stampe FlorealI caratterIzzano una metà abbondante delle collezIonI deI pIù ImportantI brand, donando un romantIcIsmo ormaI quasI InedIto non solo a vestItI, camicie e underwear, ma anche ad accessorI qualI borse e scarpe. Il tutto è reso ancor pIù evanescente daI tessutI leggerI, dalle trasparenze e dalle rouches e daI volant. le FantasIe botanIche e FlorealI spadroneggIano, magarI mescolate a fantasie tribali, maculati e batik, per restItuIre una combInazIone dI colorI e stIlI quasI aglI antIpodI, ma certamente In lInea con la tendenza fusion deI nostrI tempI.


la flower mania D&G

D&G BEnEtton D&G

D&G

plAylifE

Esprit CA Ar shoE

ninE-wEst

furlA

MAlipArMi

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Moda


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La contrapposizione, il dualismo, la lotta interiore della donna comune che vuole essere e cerca di essere altro da sĂŠ, da quello che è e d a q u e l l o c h e fa. Ecco quindi la rappresentazione delle faccende domestiche, qui simbolizzate con lâ&#x20AC;&#x2122;azione dello stirare. Una donna abbigliata e truccata diversamente da come ci si aspet terebbe in un contesto simile, ma come lei stessa v o r r e b b e e s s e r e. 52


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f ot o g r a f o :

Sim o n e Po m PoSi

fa s h i o n d e s i g n e r :

Au ro r A Pot en ti

make up modell a: a s s i st e n t i:

&

hair:

HĂŠloiSe BAldelli

H e l g A @tn t m o d e l S m i l A n o

F i l i P P o to m A S i a b i t i:

e

m e l i S YA lvA c

Au ro r A Pot en ti


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Bellezza

finalmente arrivato il tempo di scoprirsi, il sole è sempre più caldo e c’è già chi ha fatto il primo tuffo al mare. Certo la nostra carnagione non è ancora pronta alla prova bikini ma già il fondotinta comincia a darci fastidio. C’è chi sceglie di sottoporsi alle sedute di lampade abbronzanti per sfoggiare un bell’incarnato già da subito ma le schiere di chi sostiene che facciano male alla pelle si ingrossano sempre più e sempre più donne preferiscono usare un buon prodotto effetto abbronzatura. Una buona crema e una terra illuminante fanno molto per la pelle che così si illumina idratandosi e non corre alcun rischio. Tra i prodotti migliori in commercio c’è il fondotinta Terracotta Skin Blonde o Brunettes di Guerlain che unisce in una texture evanescente e vellutata una combinazione di ingredienti davvero unici che regalano una correzione leggera, un colore abbronzato ma anche un effetto pelle nude. Gli oli evanescenti contribuiscono, inoltre, a stendere sulla pelle un film ultra fine che la protegge come una seconda pelle. I pigmenti Terracotta accendono il colorito in pochi secondi di una tinta naturale ma calda, come al ritorno da una vacanza. È impareggiabile la sensazione unica di non portare nulla sulla pelle, specie quando fa caldo. Per un trucco perfetto gli esperti consigliano sempre di abbinare un prodotto in polvere leggero e in questo caso si può scegliere la Poudre Bronzante Hydratante Terracotta sempre di Guerlain, una vera “complice” per le donne: non lascia tracce, né macchie, giuIl fondotInta comIncIa a sto un allure caldo e naturale. “pesare” percIò è tempo Anche Dior ha creato un prodI sceglIere Il prodotto dotto pensato per le prime espogIusto, leggero e capace sizioni al sole, infatti la Crème dI unIformare la texture Protectice Sublimante Visage senza appesantIre Dior Bronze spf15, protegge dai raggi Uva, Uvb e dai radicali liberi. di Germana Urbani Un vero toccasana per le pelli chiare che soffrono maggiormente anche i primi bagni di sole in città. La crema gel di Clinique ha raddoppiato, invece, la sua funzione divenendo idratante e colorata. Misture Surge Face Tinted Moisturizer spf15 di Clinique è perfetta per

pelle pronta: arriva il sole!

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quando fa caldo e non si vogliono avere fastidiose sensazioni di “pesantezza” sulla pelle. Nonostante sia leggerissima copre a dovere discromie della pelle e piccole imperfezioni, è dunque adatta a chi vuole lasciare il fondotinta nel cassetto ma non vuole rinunciare ad una pelle uniforme. Per ottenere un effetto migliore è consi consigliabile stendere la crema con una spu spugnetta in silicone oppure con un pen pennello da fondotinta. E chi vuole avere una pelle perfetta, abbini a questa crema il fondotinta Superbalanced Powder formula minerale, dotato di una ghiera in metallo che dosa la polvere da usare. Davvero comodo anche da portare in borsetta senza il timore di sporcare. Infinite Bronze Face Bronzer di Lancaster promette una bellezza baciata dal sole. Face Luminizer, prodotto dedicato alle carnagioni particolarmente chiare e ideale nei cambi di stagione, ha una favolosa formula liquida, colorata, simile ad un’emissione di radiazioni luminose e si adatta a qualsiasi intensità di luce conferendo splendore impeccabile alla pelle. Questo innovativo prodotto si prende anche cura della pelle grazie ad un complesso idratante a base di soia abbinato ad un esclusivo cocktail di anti-ossidanti e ad un fattore SPF15 per la protezione quotidiana. Anche questo prodotto va abbinato alla Cipria Compatta Beauty Kaleidoscope che ha la capacità di esaltare la luce di Face Luminizer coniugandosi perfettamente con Beauty Kaleidoscope per diffondere la luce e conferire massima versatilità e tonalità di colore. Per chi invece voglia usare un prodotto l’ davvero particolare consigliamo l’olio di Nuxe un’olio secco versione Oro dalla Nuxe, formula iperattiva è un’inedita associazione di Oli vegetali preziosi al 30% e di Vitamina E per nutrire, riparare, ammorbidire in un solo gesto il viso, il corpo e i capelli. Le sue Polveri madreperlate oro multi-riflessi illuminano tutti i tipi di pelle e di capelli con sottili riflessi dorati. Adatti alle m calde atmosfere estive.

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Benessere

Nordic walking una vera moda

Più giovani, Più iù sani e Più belli. lo assicurano gli studi di medicina sPortiva che hanno evidenziato come questa disciPlina sia un vero toccasana Per l’organismo e il suo benessere di Germana Urbani

rriva dalla Finlandia e ha già contagiato l’Italia dalle Alpi alla Sicilia. Si chiama Nordic walking, propriamente camminata nordica, e si pratica usando delle racchette molto simili a quelle che si usano per sciare. Oggi in molti paesi d’Europa è una delle attività fisiche che vanno per la maggiore perché, praticata all’aria aperta e in gruppo, è in grado di sollecitare ben 600 muscoli del corpo e regalare una

forma fisica invidiabile senza fare sforzi particolari. Basti pensare che si consumano il 46% di energie in più rispetto al jogging tradizionale. Niente di meglio della bella stagione, dunque, per provare qualcosa che può soddisfare il desiderio di stare all’aperto, perdere qualche chilo di troppo e ritrovare il benessere in modo dolce e divertente. Proprio perché sta diventando una moda planetaria, su questo sport

sono stati fatti numerosi studi, tra questi quelli dell’Istituto Cooper di Dallas, che hanno evidenziato come questa attività sia fonte di benessere fisico da molti punti di vista. A quanto pare, camminare con le racchette aiuta a sciogliere la tensione accumulata durante le ore di lavoro dal collo e dalle spalle, se si usano bene i bastoncini, infatti, si cammina dritti migliorando anche la postura. Inoltre, aiutati dalle racchette, viene naturale allungare il passo aumentando così la frequenza cardiaca. Tutta salute, perché così il corpo inizia a bruciare le calorie in eccesso aiutato dal fatto che praticando questo sport si muove l’85% della muscolatura. Proprio per questo il Nordic walking è più efficace del 40% rispetto al walking senza bastoncini. E chi teme di mettere sotto pressione le proprie articolazioni non deve preoccuparsi, infatti è stato dimostrato che, anzi, il carico sull’apparato motorio durante il movimento viene allegge-

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62 rito salvaguardando maggiormente le articolazioni di caviglie, ginocchia e colonna vertebrale. Inoltre grazie al coinvolgimento attivo della muscolatura ausiliaria dell’apparato respiratorio, si incrementa l’ossigenazione dell’intero organismo e si ritarda il processo di invecchiamento! Il Nordic walking è vero elisir di lunga vita che rinforza il sistema immunitario e stimola l’eliminazione degli ormoni originati dallo stress. Un toccasana per la vita ad alta tensione che conduciamo ogni giorno! Non c’è limite d’età per praticare questo sport e le possibilità sono moltissime. Ormai quasi in ogni città c’è un’associazione o un gruppo che lo pratica abitualmente e che organizza uscite domenicali o weekend in montagna e al mare. È talmente popolare quest’attività che le località turistiche più attente propongono dei pacchetti vacanza con escursioni e guide Nordic walking, basta scegliere e godersi il panorama.

Quanto all’attrezzatura, non preoccupatevi, la camminata nordica non richiede un corredo costoso. Basta avere un buon paio di scarpe e di racchette apposite della giusta lunghezza: il gomito piegato deve stare a 90 gradi rispetto al terreno. Sono consigliati i bastoncini in fibra di carbonio e vetro che assorbono perfettamente le vibrazioni, inoltre sono leggerissimi e ciò evita il generarsi di tensioni nei muscoli delle spalle e del collo. Caratteristica importante del bastoncino è lo speciale lacciolo per le mani. Studiato in modo specifico per il Nordic walking, permette di offrire alla mano una presa sempre ben stabile sull’impugnatura e tale da permettere una conduzione precisa dei bastoni, senza che debbano essere sempre stretti saldamente. Questo facilita il costante aprirsi e chiudersi della mano durante il movimento che è uno degli aspetti più importanti della tecnica di base del Nordic walking. La tecnica, infatti, è importantissima e per farla propria è bene seguire da subito un corso con un istruttore specializzato formatosi presso l’associazione nazionale Nordic walking. m


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Motori

Volkswagen Beetle

di Carmelo Bongiovanni Carmelo Bongiovanni, 53 anni, milanese. Giornalista professionista dal 1989, ha diretto negli anni ’90 Automobilismo, mensile del Gruppo Editoriale Edisport. È stato direttore del mensile AutoCapital e del bimestrale AutoIn 4x4 dal 2001 al 2004. Successivamente ha ideato e curato Motor & Life, format settimanale di auto, economia e costume, in onda su 24Ore TV, il canale satellitare de Il Sole 24 Ore. Recentemente è stato responsabile della sezione Automotive del quotidiano economico Finanza & Mercati di Editori Per La Finanza Spa. Attualmente è direttore editoriale di CAR Magazine, l’edizione italiana del mensile inglese CAR e direttore di CarTv, web-tv del Gruppo Centodieci. Collabora con diverse testate giornalistiche ed è opinionista sportivo per il network televisivo 7Gold.

a bottiglietta della Coca Cola, l’iPhone, gli occhiali da sole Ray Ban Aviator, la Beetle: come è possibile trovare una nuova interpretazione di un tor design così noto e indipendente? Alla Volkswagen pare proprio ci siano riusciti. Per dar vita alla nuova Beetle i designer della Casa tedesca sapevano bene che dovevano lavorare sul profilo originario del Maggiolino, ancor più che su quello della versione New Beetle del 1998 e porre inoltre l’accento su proporzioni estremamente dinamiche. Tra l’altro, non pochi componenti del team possiedono un Maggiolino d’epoca, che è diventato anche tra i giovani designer un oggetto di culto. È nato così a Wolfsburg il progetto finale della Beetle 2011, un’auto moderna e al tempo stesso un omaggio a un design che ha dato origine a un intero Gruppo automobilistico. Uno stile inconfondibile: mettendo la prima Beetle e quella nuova in una stanza e illuminando esclusivamente il tetto per


osservarne il profilo, si può apprezzare, specie nella zona posteriore, che la linea del tetto è praticamente identica. Inoltre, tra i tratti distintivi di sempre della vettura, spiccano naturalmente i proiettori di forma circolare, che per la prima volta hanno fari bixeno con luci diurne LED, i parafanghi sporgenti, la forma del cofano, il sottoporta e relativi listelli e, ora più che mai, la possibilità di montare ruote grandi, fino a 19 pollici. È invece inedito lo spoiler posteriore, ben integrato nel design. Di serie in abbinamento con i motori TSI 160 e 200 CV ha anche un’importante funzione aerodinamica. La parte superiore dello spoiler è sempre verniciata di colore nero, mentre quella inferiore riprende lo stesso colore della vettura. Le tinte offerte per la Beetle sono ora 12 tra cui le vivaci “Sunflower” o “Denim Blue”. Internamente la plancia della Beetle è davvero unica, inconfondibile, “cool” e classica allo stesso tempo, oltre che realizzata con estrema attenzione ai dettagli. Una plancia, insomma, che si fa notare. Tutto è a portata di mano e di sguardo. La forma e i colori della plancia, verniciata o con finitura “carbon look”, riportano al primo Maggiolino, pur senza avere un aspetto rétro. Per il mercato europeo la plancia verrà verniciata in “Pepper Grey” per la versione d’accesso e nello stesso colore della carrozzeria per l’allestimento “Design”. Per la versione “Sport” è previsto, invece, il “carbon look”. Indipendentemente dalla finitura, si è comunque al cospetto di una plancia progettata per una vettura moderna. Grazie alla sua ergonomia, infatti, chi si mette al volante riuscirebbe a raggiungere tutti i comandi anche a occhi chiusi. Il guidatore ha davanti a sé tre strumenti di forma circolare, contagiri, tachimetro con display multifunzione e indicatore livello carburante, che gli forniscono tutte le informazioni importanti. A partire dall’allestimento “Design”, le bocchette di aerazione regolabili e la strumentazione sono impreziosite da cro-

Renault Wind Wave edition

Convertibile

molto originale, dotata di un innovativo tetto apribile partiColarmente rapido, la Renault Wind strizza l’oCChio a Chi desidera una spider Che sia anChe Compatta e pratiCa nell’utilizzo quo tidiano. grazie alle sue dimensioni, infatti, la Wind si rivela agile in Città ed è l’uniCa a proporre un vano bagagli Con un volume Costante di 270 litri, qualunque sia la posizione del tetto. dallo sCorso mese, inoltre, è in vendita la “Wave Edition”, Caratterizzata da un equipaggiamento Completo offerto a un prezzo aCCessibile. il suo listino, infatti, parte dai 17.500 euro della versione Con motore “milledue” da 100 Cv, mentre quella Con il più potente “millesei” da 133 Cv Costa 18.500 euro. l a Wind Wave Edition si distingue per il suo look sportivo e sCattante. il design è esaltato, inoltre, da CerChi in lega “Emotion” da 16 polliCi, CorniCi delle prese d’aria anteriori in tinta grigio satinato, “rear bumps” in tinta Carrozzeria e terminale di sCariCo Cromato. l a vettura è disponibile nella tinta opaCa “bianCo ghiaCCio” e nelle tinte metalizzate “blu majo relle”, “rosso dinamiCo”, “grigio altiCa” e “nero naCré”. in abitaColo la sportività di questa coupé roadster renault si esprime in diversi dettagli ed equipaggiamenti, disponibili di serie: la palpebra del quadro strumenti in nero trasluCido, la pedaliera sportiva in alluminio, il pomello del Cambio in pelle, il volante sportivo in pelle regolabile in altezza e le soglie battitaCCo griffate “Wind”. i sedili avvolgenti Con poggiatesta integrati Completano l’ambiente interno, Coniugando una posizione di guida ergonomiCa e sportiva Con un maggior livello di siCurezza passiva. per garantire al Cliente un Confort anCora maggiore nell’utilizzo quotidiano, la Wind Wave Edition si distingue per la presenza, di serie, del Climatizzatore automatiCo. inoltre, sono presenti numerosi dispositivi a vantaggio di una vita a bordo di alto livello: Chiusura Centralizzata a distanza, Computer di bordo, lunotto auto -sbrinante, radio Cd mp3 “2x 20W”, regolatore /limitatore di veloCità, retro visori esterni elettriCi, sedili sportivi Con poggiatesta integrati e tetto rotativo Con Comando elettriCo.

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mature. La stessa finitura caratterizza anche i sistemi audio e di navigazione sistemati ben in vista al centro della plancia. Inoltre, come nella Beetle originale, anche la nuova versione presenta un cassetto portaoggetti con sportellino, posto sul lato passeggero e “a filo” con la plancia. Un’altra novità riguarda i volanti, creati appositamente per la Beetle che, in base agli allestimenti, possono avere le razze verniciate. Abbandonando il tetto bombato della precedente versione, la nuova Beetle ha la parte anteriore un po’ più piatta e internamente è alta 1.044 mm anziché

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1.082 mm. Nella parte posteriore, invece, il tetto allungato garantisce una maggiore sensazione di spazio. Decisamente più grande è il bagagliaio, che adesso ha una capacità di 310 litri, contro i 209 precedenti. Lo schienale dei sedili posteriori può essere diviso e ribaltato, mentre il portellone con larga apertura permette di caricare in tutta comodità. Quanto alla parte meccanica, In Europa la nuova Beetle sarà disponibile esclusivamente con motori sovralimentati. Tutte le diverse motorizzazioni previste vengono utilizzate per la prima volta su questo modello. Il pas-


67 Peugeot SWeet YeaRS

saggio ai propulsori sovralimentati con iniezione diretta di benzina “TSI” e gasolio “TDI common rail” permette di ottenere, rispetto al modello precedente, una significativa riduzione di consumi ed emissioni. I tre motori a benzina raggiungono 105,160 e 200 CV, mentre i due diesel erogano 105 e 140 CV di potenza massima. Affinché le potenzialità delle Beetle più ricche di cavalli possano contare su un’ aderenza ottimale in tutte le situazioni, in abbinamento alle motorizzazioni da 160 e 200 CV è previsto di serie il differenziale elettronico a bloccaggio trasversale “XDS”. Questo sistema migliora

stile

la maneggevolezza quando si affrontano le curve a velocità sostenuta, riducendo il sottosterzo e dando alla vettura un assetto “neutro”. Per ciò che riguarda le dotazioni, Volkswagen prevede tre livelli di equipaggiamento, “Beetle”, “Design” e “Sport”, tutti personalizzabili da una serie di accessori a richiesta, molti dei quali appositamente realizzati per questo modello. Tra gli altri, ad esempio, è disponibile un impianto audio Fender davvero unico. In collaborazione con Panasonic, infatti, il leggendario produttore americano di chitarre e amplificatori mette a disposizione il suo know-how in esclusiva per Volkswagen. Nasce così un impianto con un “Bassbox” aggiuntivo e 400 watt di potenza. Per i clienti che lo scelgono, c’è anche un’interessante illuminazione ambiente a intensità regolabile per l’abitacolo, che prevede, oltre a un’illuminazione indiretta, due anelli luminosi che incorniciano gli altoparlanti nelle porte. La Beetle, insomma, continua a raccontare la sua storia, quella di un modello irripetibile, quella dell’auto più famosa al mondo, prodotta dal 1938 a oggi in quasi 23 milioni di esemplari. Per chi già la sta sognando, occorre soltanto un po’ di pazienza. Da noi, infatti, come per il resto dell’Europa, il nuovo modello sarà disponibile nel corso dell’ultimo trimestre dell’anno. m

dinamiCo, equipaggiamento Completo, grande siCurezza e una gamma ben artiColata, in grado di soddisfare le aspettative della Clientela più varia: questi i punti di forza della 207, la vettura Compatta di Casa Peugeot molto apprezzata sia dal publiCo masChile, sia da quello femminile. un ulteriore slanCio al modello, viene ora dalla serie Sweet Years, ovvero un interpretazione più grintosa, nata per essere sempre alla moda e al passo Con i tempi, frutto della Collaborazione tra il “Leone” e il noto marChio di tendenza nell’abbigliamento per i giovani. non è un Caso Che la nuova 207 Sweet Years debutti sul merCato lanCiata da uno spot Con due protagonisti fashion, Melissa Satta e Luca Calvani, attori di uno short movie Che ha Come sfondo una milano notturna, suggestiva e moderna. l a musiCa del film, molto affasCinante, punta a diventare un suCCesso dell’estate 2011: il brano dell’artista blues jazz Filippo Tirincanti si intitola “She smiles” e verrà utilizzato per lanCiare il suo nuovo album usCito lo sCorso 19 aprile. Caratterizzata da una serie di elementi Che la distinguono all’esterno e in abitaColo rispetto al modello d’origine, la nuova 207 Sweet Years interessa le tre varianti di Carrozzeria della fortunata vettura franCese: la berlina “due volumi” Con portellone, a 3 e 5 porte, la station wagon e la CC, coupé-cabriolet Con tetto rigido retrattile elettriCamente. esternamente la Sweet Years si differenzia grazie al frontale Con griglia verniCiata in tinta alluminio e fendinebbia di serie, per le fian Cate Caratterizzate dai CerChi in lega, dalle modanature in tinta Con profili Cromati e dai badge speCifiCi. l’abitaColo, inveCe, è valorizzato da dettagli di personalizzazione quali i nuovi interni, a sCelta nero/ rosso o nero/grigio in tessuto e gli appoggiatesta Con logo “Sweet

Years”. riCCa la dotazione di serie, Che Comprende, tra gli altri, Climatizzatore manuale, fendinebbia, CerChi in lega, Wip bluetooth (kit mani libere bluetooth, presa usb/jaCk, radio Cd Con Comandi al volante), sei airbag, esp, abs Con assistenza alla frenata di emergenza e ripartitore elettroniCo della frenata. anChe la gamma delle motorizzazioni si presenta ampia, in grado di soddisfare tutti i tipi di utilizzo, ma sempre nel massimo rispetto dell’ambiente. su berlina e station Wagon sono disponibili i propulsori a benzina, 1.4 da 75 Cv e 1.4 vti da 95 Cv, mentre i diesel sono l’ 1.4 hdi da 70 Cv e l’ 1.6 hdi da 93 Cv, entrambi Con filtro antipartiColato “fap” di serie. sulla versione CC sono inveCe disponibili i più sportivi 1.6 vti da 120 Cv, benzina e 1.6 hdi, diesel, Con 112 Cv e “fap”. i prezzi partono da 14.700 euro.


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Gianni anGelini

Week-end e dintorni

di Isa Grassano · foto di Lucrezia Argentiero

nel mondo dei Gonzaga festosi puttini alati, paffutelli e panciuti, che arricchiscono la volta della Camera degli Sposi di Palazzo Ducale, mi osservano dall’alto e sembrano sorridermi. Alzo lo sguardo in alto, sorrido anch’io, ma poi subito mi distraggo, attratta dalle pareti che si animano di una folla di personaggi. C’è il Marchese Ludovico II, mentre colloquia con Marsilio Andreasi, suo segretario particolare, raffigurato su una posizione di primo piano rispetto al resto della famiglia. C’è sua moglie Barbara di Brandeburgo, con un’espressione corrucciata e severa. Ci sono i figli. E ancora i dignitari e i paggi in sopravveste e calzamaglia bicolore che si affollano sulla

scala che conduce alla terrazza. A dispetto del nome, infatti, non era una camera nuziale ma un locale di alta rappresentanza della corte. Per cinque minuti (è il tempo massimo di permanenza, forse un po’ pochi per godere appieno di tutta la magnificenza, ma l’elevato numero dei visitatori, pur se con un massimo di 1500 al giorno, altera il microclima e diventa quindi una minaccia per le opere) m’immergo nella vita dei Gonzaga a Mantova, una delle più raffinate corti del Rinascimento Italiano. Sto per uscire, ma mi sento ancora osservata: nascosto tra le foglie, di una finta colonna, fa capolino la testa di Andrea Mantegna. Sembra quasi dirmi: “guarda che tutta questa

meraviglia è opera mia ed io nella vicende di corte sono stato sempre presente”. Chissà se quando arrivò, nel 1460, avrebbe mai immaginato che sarebbe rimasto qui fino alla morte, legando per sempre il suo nome a quello della città? Chissà se avrebbe mai immaginato che con le sue opere (pur con perdite molto pesanti, come i Trionfi di Cesare di Palazzo San Sebastiano che sono copie identiche degli originali esposti ad Hampton Court) avrebbe contribuito, insieme ad altri grandi artisti come Leon Battista Alberti e Luca Fancelli, a far entrare Mantova nell’Olimpo dell’Unesco (dal 2008, insieme alla vicina Sabbioneta).

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Decido così di andare alla ricerca di quelle meraviglie che hanno fatto grande la città lombarda. Mi muovo da Piazza Sordello, con il naso all’insù per non lasciarmi sfuggire nulla, ma stando attenta a non inciampare in qualche ruota di bicicletta. Ce ne sono davvero tante qui, mi dicono sia la città con il più alto numero di piste ciclabili e che nel 2012 aumenteranno ancora di più, fino a 30, per

fare di questa graziosa cittadina una piccola Amsterdam. Se fossi un po’ meno imbranata prenderei una bici anch’io (in più punti si possono noleggiare) ma è meglio affidarsi alle mie gambe (anche se non sono la sola. Il Comune propone tre itinerari di trekking urbano, “Cammina Mantova”, il 4 giugno, 15 agosto e 25 settembre, per godere della storia, ammirando monumenti e palazzi d’epoca passo

dopo passo). Attraverso piazza Broletto e arrivo in piazza delle Erbe dove spicca il Palazzo della Ragione con la torre dell’orologio astronomico-astrologico, una meraviglia meccanica del ’500 che segna le ore da innumerevoli anni, scandendo i momenti di Mantova. Di recente, al suo interno, ospita il nuovo “Museo dell’Opera”, dove poter ammirare oggetti e ingranaggi tralasciati o sostituiti nel corso del tempo da


particolare del soffitto della

a sinistra: sala dei GiGanti

corridoio di palazzo ducale vista esterna di palazzo te scorcio della camera dei cavalli alcuni particolari esterni di

palazzo te

LA CELEBRAZIONE DELL’UNESCO l’Unesco celebra la Giornata Mondiale della Diversità Culturale. per festeGGiare questa ricorrenza, i due siti unesco, Mantova e Sabbioneta, racconteranno ai visitatori, attraverso le parole e Gli occhi dei raGazzi (studenti dai 3 ai 18 anni), le eccellenze delle due cittadine riconosciute patrimonio mondiale dell’umanità. “Mantova e Sabbioneta: città esemplari della cultura del Rinascimento. Conoscerle per salvaguardarle”. nella Giornata del 21 maGGio e per tutta la durata dell’esposizione, fino al 29 maGGio, i Giovani raccontano, attraverso mostre, performance, laboratori e visite Guidate le loro città. ma le due cittadine sono unite oltre che dalle bellezze architettoniche, anche da un nuovo percorso ciclabile, per scoprire tesori al di fuori dei soliti circuiti. 47 chi lometri, per perdersi nelle bellezze del paesaGGio, tra vi Gneti e frutteti di mele, ombrosi boschi di latifoGlie ed enormi distese di campi coltivati. pedalata dopo pedalata, mentre i dettaGli si perdono e le case sembrano un impasto di colori caldi, si arriva, quasi improvvisamente, a sabbioneta (edificata tra il 1556 e il 1591 per volere di vespasiano GonzaGa), la “piccola atene” del rinasci mento, “la città ideale”, come è stata definita. si sbuca direttamente in piazza ducale che si svela in tutta la sua bellezza, con il palazzo ducale simbolo della sua Gran dezza. all’interno si possono ammirare un susseGuirsi di sale, come quella delle aquile, deGli imperatori, deGli elefanti. un altro Gioiello è il teatro all’antica, realizzato dall’architetto vincenzo scamozzi (tra il 1588 e il 1590). una vera rivoluzione per l’epoca: “inventò” il camerino per Gli artisti e i foyer separati per Gli uomini e le donne.

info: Ufficio Mantova e Sabbioneta Patrimonio Mondiale Unesco tel. +39 0376 338677-676 www.mantovasabbioneta- unesco.it

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chi mise mano all’orologio: la corona quattrocentesca, le lancette, i segni zodiacali in rame sbalzato. Uno sguardo veloce alla vicina Rotonda di San Lorenzo, una delle più antiche, ed eccomi nella piccola e raccolta piazza Mantegna. Mi si svela a poco a poco con l’imponente prospetto della Basilica di Sant’Andrea - a far da contrasto all’angusto spazio della piazza - massima espressione del genio di Leon Battista Alberti. Entro e mi sento una specie di pulviscolo nella casa di Dio: la chiesa è enorme, oltre 100 metri di lunghezza, 19 di larghezza e 28 di altezza, ma allo stesso tempo mi sento protetta, lo stesso senso di protezione che forse avvertiva il Mantegna, tanto da chiedere di essere sepolto qui. Il tempo passa in fretta, devo andare verso la mia prossima tappa: Palazzo Te. Una dimora bellissima, frutto della passione e della creatività di Giulio Romano, che volle interpretare i desideri del duca Federico II Gonzaga, e la realizzò pensando ad un luogo destinato all’ozio del principe. All’interno, in un vortice di stanze che si susseguono, il mio sguardo è attratto dai destrieri preferiti dal principe (volle immortalarli in una sala ad hoc per loro, quella “Dei Cavalli”). Mi piace il cavallo Glorioso di un grigio lucente e anche il dolce Bataglia, dal mantello rossiccio, però per il duca, il più amato era Morel Favorito. Ma è la Sala dei Giganti che mi rapisce e mi emoziona. Le decorazioni pittoriche non lasciano libero neanche un centimetro delle pareti arrotondate. È un tripudio di colori, intensi, accesi che s’inseguono sui corpi e sui vestiti, tra le barbe dei giganti che si torcono sotto il peso delle falde del monte e sembrano crollarmi sulla testa. E cosa curiosa, se parlo, la mia voce produce un notevole eco che amplifica a dismisura il rumore facendo sembrare la sala un’enorme piazza affollata. Ma non sono ancora stanca di questa full immersion nell’arte. Palazzo San Sebastiano, poco distante,

è un’altra residenza signorile che non posso lasciarmi sfuggire. Oggi è museo della città e conserva notevoli cicli d’affreschi, come le imprese gonzaghesche del Crogiolo, del Porcospino, del Sole. Un’occhiata alle copie dei Trionfi di Cesare, davvero belli, pur se non sono gli originali. E non mancano la varie simbologie, tra le quali “l’Allegoria dell’Occasione”, dove l’occasione è una figura di donna su una sfera, em-

blema di instabilità, per via dei piedi alati, e, allo stesso tempo, immagine della fuggevolezza, calva, con un solo ciuffo di capelli sulla fronte, perché l’occasione si prende quando arriva, altrimenti si rimane in compagnia del rimorso o del rimpianto. Io non voglio rimpianti e, quindi visto che sono qui, non posso non assaggiare qualche piatto della tradizione locale. Riprendo la strada e, sempre a testa in sù per guardare palazzi e

Da sinistra: torre Dell’orologio (Mantova) e interno Del Museo Dell’orologio, un particolare e interno Del

santuario Delle grazie a curtatone particolare Degli affreschi Della

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sala Dei giganti a palazzo te


balconcini, ritorno in centro. Piazza delle Erbe ha tanti graziosi e tipici ristoranti con i tavolini all’aperto. Ne scelgo uno a caso, attratta dal nome, il Grifone Bianco, (scopro poi che s’ispira ad una contrada del ’400). Mi lascio consigliare e alla fine opto per un risotto alla pilota, cucinato secondo l’uso degli antichi pilatori del riso, condito con pesto di carne di maiale e accompagnato dal pontèl, braciola o costina di maiale

in umido, un’insalata di cappone con mostarda di mele e uva passa, una rielaborazione di antiche ricette della famiglia Gonzaga e concludo con la sbrisolona, il cui nome deriva dalle deliziose briciole che si formano quando viene spezzata a mano, perché è d’obbligo non tagliarla. Ora capisco perchè i puttini della Camera degli Sposi sono così paffutelli. Impossibile resistere a tante bontà gastronomiche. m

Dormire Hotel Broletto Ricorda le atmosfere

un po’ parigine, questo confortevole hotel, pro prio nel cuore del centro storico di Mantova, a pochi metri da Piazza Sordello. Ricca colazione. Prezzo camera doppia: € 100-120. Via Accademia 1 · Mantova tel. 0376 326784 www.hotelbroletto.com

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Psicologia

Risposte dall’Io

dott. Marco Garbin · Psicologo del Lavoro

consigli e strumenti per affrontare al meglio le insidie del mondo del lavoro Bentornati. La domanda di oggi arriva da Pietro da Verona, interessato a conoscere meglio alcune pratiche di rilassamento. Ringrazio lui e tutti quelli che continuano a scrivermi e a pormi le loro domande all’indirizzo email m.garbin@psicologodellavoro.it ed auguro buona lettura! Buonasera dott. Garbin. Ho avuto modo di approcciare ultimamente due tecniche molto affascinanti per il rilassamento: il training autogeno e l’autoipnosi. Mi piacerebbe approfondire il discorso ma vorrei in primis capire meglio la loro applicabilità e la loro efficacia. La ringrazio anticipatamente per la risposta e Le auguro una buona giornata. Buongiorno Pietro, grazie per avermi posto un quesito su due tecniche molto interessanti e non così note come dovrebbero. Sia il training autogeno che l’autoipnosi sono tecniche che generano rilassamento, portando il soggetto in modo lento e controllato ad una condizione

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Dott. Marco Garbin Mira (Ve) · tel. +39 320 3092272 · fax +39 041 4266816 >m.garbin@psicologodellavoro.it< >www.marcogarbin.com<

di attenzione verso il proprio “interno”, predisponendo quindi al lavoro introspettivo. È indispensabile però sfatare da subito il mito dell’ipnosi come suggestione, con maghi e incantatori annessi e connessi: il ruolo dell’ipnotista (come dimostrano varie ricerche moderne) è relegato a quello di mediatore, semplice incentivatore del raggiungimento dello stato di ipnosi. In altre parole l’ipnotista non crea situazioni quali quelle paradossali troppo spesso viste in tv, piuttosto guida il soggetto nel suo percorso di rilassamento. Entrambi i processi non sono di ambito esclusivamente psicologico: infatti, sia il training autogeno che l’autoipnosi inducono cambiamenti neurofisiologici, quindi propriamente fisici, aspetto che la parola “training” vuole ben sottolineare. Nulla da dire quindi sulla loro efficacia, che dal punto di vista pratico permette di: correggere la risposta emotiva a scelte fatte in passato; aumentare la concentrazione riducendo la percezione degli stimoli esterni; diminuire la risposta di dolore; abbattere le resistenze a certi stimoli o comportamenti; alleviare ansia e panico; alleviare stati di dipendenza. Negli ultimi tempi è molto popolare l’uso di queste tecniche in ambito extra terapeutico, e più nel dettaglio per il miglioramento delle performance sportive e di lavoro! Grazie alla forte concentrazione sulle proprie energie che queste tecniche inducono è possibile stimolare le proprie capacità per raggiungere obiettivi sempre più elevati, potenziando concentrazione e motivazione soprattutto nel momento di bisogno. Buon proseguimento

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Viaggi: TRENTINO

di Renato Malaman

Fra valli e laghi, montagne e borghi avendo come Filo d’arianna grappe e vini di qualità e tradizione dagli alambichi di Santa maSSenza ai terrazzamenti vitati della val di cembra paSSando da caStel toblino e dall’antica piana rotaliana lungo un ideale itinerario alla riScoperta di guSti, proFumi e artigianalità unici coprire il Trentino attraverso la sua grappa e i suoi vini, attraverso itinerari che hanno come denominatore comune la qualità. Qualità del prodotto e qualità del territorio. Un modo insolito ma decisamente piacevole di scoprire come questa terra, ultimo lembo di tradizione veneta posto proprio al confine con il mondo di cultura germanica, abbia fatto dell’ambiente il suo emblema. E il suo valore aggiunto. Montagne e laghi, valli e borghi antichi si susseguono sullo sfondo di paesaggi di incantata bellezza. Ed è in questi luoghi che contadini e artigiani trentini continuano da generazioni a produrre i loro tesori in bottiglia. due immagini di

Castel toblino

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78 Il piccolo borgo di Santa Massenza, ottocento anime radicate ai bordi del lago che funge anche da bacino per una grande centrale elettrica, è la sintesi di questa tradizione. Il paese ha la più alta concentrazione di distillatori e quasi tutti si chiamano Poli (Francesco e Casimiro i più famosi). Sono proprio loro a dicembre a dare vita a una delle più spettacolari manifestazioni trentine, quella degli alambicchi accesi. I bagliori dei loro fuochi rischiarano le vie del borgo e accrescono la suggestione del Natale imminente, simboleggiata dalla grande stella cometa illuminata che abili alpinisti hanno affisso alla parete della montagna. Santa Massenza un secolo fa era considerata la “Nizza del Trentino” per la temperatura della acque del lago, luogo di villeggiatura e balneazione per molte famiglie della città. Ora la centrale crea qualche problema estetico, ma la popolazione locale si sta battendo per eliminare almeno alcune brutture, come l’alta recinzione in cemento. Poco lontano da Santa Massenza c’è la valle dei laghi, con al centro l’inconfondibile mole di Castel Toblino, che proprio nelle settimane scorse ha ospitato la riuscita manifestazione “DiVinNosiola”, dedicata al celebre vitigno della zona (uno dei più antichi del Trentino, coltivato anche in Val di Cembra e in Vallagarina) da cui si ricava un pregiato vino bianco, un’ottima grappa e il grande e prezioso Vino Santo del Trentino, da non confondere con il Vin Santo (senza o) di altre regioni. Castel Toblino è stato al centro di degustazioni, escursioni di trekking e in bicicletta che comunque si possono effettuare tutto l’anno. E che interessano l’alta valle dei laghi ma anche il vicino Monte Bondone, oasi di boschi dove d’estate regna il silenzio e il respiro dei ciclisti che vi salgono ricordando l’impresa di Charly Gaul al Giro d’Italia, magari allenandosi per la Granfondo in programma il 31 luglio. Da non perdere una visita alla nuova can-

Dall’alto: Cerimonia Della torChiatura Della nosiola per la proDuzione Del Vino santo trentino Bruno pilzer nella sua Distilleria Di FaVer in Val Di CemBra l a nuoVa C antina Di C astel toBlino Beppe Bertagnolli, titolare Della storiCa Distilleria Di mezzoCorona e presiDente Di trentino grappa


Dallâ&#x20AC;&#x2122;alto: l a notte Degli alamBiCChi aCCesi a santa massenza C astel toBlino l a CalDa ospitalitĂ  trentina nella Distilleria Di FranCesCo poli


Grappa il Tridente vigila sulla qualità E chi l’ha detto che la grappa è in crisi? Che il suo consumo dopo l’introduzione dei controlli lungo le strade con l’etilometro è in calo? I produttori del Trentino asseriscono proprio il contrario. È calato il consumo di grappa nei ristoranti e nei bar, ma è aumentato quello domestico. Ed è aumentato soprattutto il consumo di grappa di qualità. Nicchia di produzione su cui i trentini hanno scommesso fin dal lontano 1969 costituendo “Trentino Grappa”, l’istituto di tutela fondato da 29 soci, fra cui 20 distillatori (in Italia sono in tutto 135), che rappresentano la quasi totalità della produzione trentina. L’istituto, che contraddistingue il proprio prodotto con l’inconfondibile marchio del tridente, ha il compito di valorizzare la produzione tipica della grappa ottenuta esclusivamente da vinacce prodotte in Trentino. La grappa trentina rappresenta il 10% di quella prodotta in Italia, vale a dire 4 milioni di bottiglie, per un fatturato di circa 15 milioni di euro. Le regole che l’istituto si è dato sono molto severe, come del resto i controlli. In Trentino viene utilizzato l’alambicco discontinuo a bagnomaria, un metodo di distillazione nato proprio in Trentino da un’idea di Tullio Zadra. È il metodo più oneroso e lento, ma è quello che garantisce la qualità più elevata e di preservare profumi e aromi primari delle vinacce utilizzate (Moscato, Muller Thurgau, Traminer, Riesling, Silvaner e Nosiola). Ben quattro discendenti dei cinque soci fondatori sono ancora in distilleria e siedono nel cda dell’Istituto, a partire dal presidente Beppe Bertagnolli, al suo vice Stefano Marzadro.

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>www.grappatrentinadoc.it<

tina di Castel Toblino, di design minimalista (dai toni caldi) progettata da Beate Mitterhofer, dove si possono anche degustare tipici piatti trentini. E anche Pravis, azienda di Lasino, ai piedi di Castel Madruzzo, che ha recentemente conquistato un importante premio in Germania, grazie a Erika Pedrini. L’ideale itinerario della grappa e del vino porta anche in Val di Cembra. Il regno oltre che della Nosiola, del Muller Turgau, vino creato in Svizzera dall’omonimo enologo e che in questa valle fatta di terrazzamenti coperti di viti (che mitigano le ferite inferte dalla cave di porfido) ha trovato una delle sue massime espressioni. Tanto che i produttori locali in luglio vi dedicano una mostra e un concorso internazionale. Merita una visita la distilleria Pilzer. Gli enoturisti non possono poi trascurare la realtà del TrentoDoc, il fiore all’occhiello della produzione trentina. Il marchio connota il metodo classico di montagna. Il 40% delle bollicine italiane di qualità viene dal Trentino, grazie all’intuizione avuta più di un secolo fa da Giulio Ferrari, fondatore della casa più famosa, ancora oggi attiva a Trento. Le viti di Chardonnay allevate sui pendii della montagne trentine sono ormai elemento distintivo del paesaggio. Quelle di Marzemino ricamano la parte meridionale della Vallagarina. Una tappa merita anche la Piana Rotaliana, dalle parti di Mezzolombardo e Mezzocorona, dove si produce un altro grande vino trentino: il Teroldego. E da quelle parti sorge anche l’antico istituto di San Michele all’Adige, una delle scuole enologiche più importanti d’Europa, i cui tecnici sono gli angeli custodi della qualità di vini e grappe trentine. m


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Potremo invitarti ai nostri straordinari eventi. Nuove amicizie e nuove location per il tuo divertimento: guarda le nostre gallery!


Look@me: lo spettacolo continua all’If ook Magazine continua il suo tour Look@me! Il 17 aprile Look@me ha fatto tappa all’IF di Treviso, che con la sua musica ed i suoi drink ha allietato i numerosissimi ospiti dell’evento. In molti non hanno voluto mancare all’appuntamento, per trascorrere una serata divertente ed allegra, in compagnia di numerosi clienti di Look, arrivati da tutto il Veneto, oltre ai titolari dei negozi del network del magazine. Un ringraziamento particolare allo staff dell’IF, a Stereocittà e a Cristian Salvagnin per la collaborazione. m

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Il Rugby entra nella moda la collezione del Petrarca by Audes in esclusiva da Coin altre sto foto di que evento su

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iamo abituati a vederli sui campi da gioco, palla ovale fra le braccia e qualche macchia d’erba sulla maglietta. Da Coin, però, gli atleti della prima squadra Petrarca Rugby hanno incontrato i propri supporter lo scorso sabato 2 Aprile con un look decisamente diverso. I giocatori e i dirigenti della società padovana hanno presentato, infatti, la nuova collezione di abbigliamento marchiata Petrarca che sarà venduta per i prossimi due mesi all’interno del negozio Coin di via Altinate. Le t-shirt, le felpe e i cappellini sono stati realizzati dalla padovana Audes Group che ha ideato la collezione della squadra e, in collaborazione con Gruppo icat agenzia di comunicazione e marketing, ha organizzato l’evento. Partecipazione e curiosità da parte dei clienti e dei piccoli tifosi della compagine bianco nera, che hanno potuto farsi fotografare e portare a casa gli autografi dei campioni della palla ovale. Chi non avesse occasione di passare da Coin potrà comunque acquistare il proprio capo nel negozio on line di Audes: con un semplice click è, infatti, possibile scegliere l’articolo preferito tra un’ampia disponibilità di taglie per uomo, donna e bambino e vestire, con stile, i colori del Petrarca. m


Trionfo per la stagione Makkarone Aspettando l’estate 2011 unghi da passare 7 mesi, ma piacevoli se il pensiero era che per fortuna ogni settimana arrivava il venerdì. E per tanti ormai Venerdì vuol dire Makkarone. Chiusa in bellezza una stagione davvero emozionante perché oltre ad aver fatto divertire tante persone, tutto lo staff ha dimostrato un’altra volta che il Makkarone non è un locale ma uno “Stato d’animo”. Il ringraziamento va a tutto lo staff che ha lavorato sodo, a tutti gli artisti che si sono divertiti con noi. Un grazie di cuore a chi si sa divertire ancora con gusto. L’appuntamento è ora da Venerdì 13 Maggio, insieme alla grande famiglia dello Sugarreef, per Makkarone sotto le stelle, nel nuovissimo giardino estivo del Vela a Resana, la location che è una novità assoluta per il pubblico padovano e veneziano. Sembra strano ma molto più vicino di quanto possa non sembrare: a soli 15 minuti da Padova est, a meno di 25 Km dalla Riviera del Brenta, a soli 25 minuti dal Piovese. A 3 minuti dallo Sugarreef e 5 minuti da Castelfranco. Tutti i dettagli su www.makkarone.it. Che bello divertirsi sotto le stelle, che bello divertirsi con Makkarone in estate. Per fortuna arriva m sempre il venerdì, per fortuna il venerdì c’è Makkarone.

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ph nicolatacchia.com


Le Dame di Castello: in scena la moda “di stagione”

n pubblico delle grandi occasioni quello che si è dato appuntamento a Castel San Pietro Terme, presso lo Spazio Officina Equipe Vittorio per assistere all’ottava edizione de “Le Dame di Castello”, sfilata d’eccezione dedicata alle tendenze moda per la primavera-estate 2011. Artefici dell’evento - la cui regia è curata da Freelance in collaborazione con Studio DM Tecnology per l’aspetto tecnico - alcune tra le più importanti realtà commerciali castellane: EB Abbigliamento, con le sue proposte fashion per lui e lei; Ottica Inn, con i suoi complementi di stile; Sorite Gioielli, con le sue creazioni preziose; ed Equipe Vittorio, che ha curato il make-up e le acconciature, quest’ultime spesso impreziosite dagli originali accessori in piume di Mazzanti Piume - Firenze. A rendere ancor più speciale la manifestazione - pervasa da un’atmosfera di fiaba grazie allo scenografico allestimento ideato da Flò Installazioni Floreali che ha trasformato l’atelier in un giardino incantato - il suo côté umano. È stata infatti teatro di un importante gesto di solidarietà: raccogliere fondi a favore dell’Associazione CDKL5, un ente onlus che opera nella cittadina, impegnato nel trovare una soluzione a questa malattia che rende disabili gravissimi i bambini che colpisce. Finito il defilé, che ha visto in passerella affascinanti bellezze castellane ed ha avuto tra i suoi sponsor la Pro. Lo. Co di Castel San Pietro Terme, tutti a far festa con il buffet ed il brindisi offerti da Zenzero Blu e Dal Fiume Nobilvini. m

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IX edizione Albarella Sposi

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a IX edizione di Albarella Sposi si è svolta il 10 aprile sull’Isola di Albarella come sempre nella meravigliosa e fastosa cornice di Villa Ca’ Tiepolo; anche quest’anno la magnifica giornata di sole ha contribuito al successo dell’evento rendendolo ancor più memorabile. Numerosi gli espositori presenti alla rassegna. Alle ore 16, con la conduzione di Franco Nardo e Cinzia Ricceri, sotto la tensostruttura allestita sul piazzale antistante la villa, si è svolta la sfilata di abiti da sposa e cerimonia dell’atelier Sposissimi, i bouquet delle modelle sono stati preparati dalla Fioreria Piccole Gioie, i gioielli indossati appartengono alla Gioielleria Zanellato, le acconciature sono state eseguite, all’aperto sotto gli occhi di tutti, dallo staff, tutto al femminile, di Ricci e Capricci, mentre al trucco ha pensato il Centro Estetico Vanity. L’afflusso di pubblico e di coppie è stato notevole ed è incrementato rispetto agli anni scorsi. C’è stata anche una novità nello svolgimento della manifestazione, ossia il sorteggio di una coppia di futuri sposi che ha avuto, poi, l’onore di essere agghindata per il matrimonio e ha sfilato in passerella a conclusione m della sfilata.

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messaggio riservato ai soci

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Osteria del Lupo Nero La migliore tradizione veneta

In un’osteria storica, tutta in legno, dove si respira l’atmosfera amichevole e conviviale dei bacari di Venezia, Emanuele e Stefano vi accolgono per farvi gustare i migliori vini della loro cantina ed i sapori delle ricette venete più stimolanti. Grande varietà di cicchetti e di assaggi e piatti tipici caldi e freddi. Ostriche aperte al momento. Pasta fresca e dolci tutti fatti in casa. Mestre (Ve) - Via G. Ferro, 21 (Piazza Ferretto) Prenotazioni 041 961180 - info@osterialuponero.it - http://osterialuponero.it/

Ristor ante Canaletto il Vostro ristorante - Specialità di pesce s Raffinattezza e fantasia nell’interpretare la cucina tradizionale, accompagnata da vini selezionati s Sale e salette riservate s Ricorrenze e cene aziendali s Giardino con laghetto s Vasta scelta di crudi s Ampio parcheggio privato chiuso domenica sera e lunedì Dese (Ve) - via Litomarino, 1 - Tel. 041 5417477 - www.ristorantecanaletto.it

Il Burchiello Ristorante-Locanda

Dal 1942 la Famiglia Carraro offre i migliori piatti di pesce rigorosamente confezionati con pescato fresco. Inoltre si ricordano le visite delle ville venete della riviera del brenta sulla motonave il Burchiello. Oriago di Mira (Ve) - Via Venezia, 40 - Tel. 041 472244 - www.burchiello.it

Ristor ante Santi Richiamiamo un nostro principrio di riferimento: “...a pranzo per tutti... a cena per pochi!” Ci viene spontaneo segnalare che non deve intendersi come citazione di massima classista ma semplicemente l’evoluzione di uno stato di fatto: ossia che mentre a pranzo cerchiamo di soddisfare la necessità di nutrire chi deve riprendere la giornata lavorativa, a cena invitiamo a provare piatti più elaborati che possono essere apprezzati perchè disponibilità di tempo e l’atmosfera più serena ne favoriscono le condizioni. Esempio di cura senza esagerazione: Bocconcini d’anatra al radicchio Fegato alla veneziana - Sarde marinate - Seppie alla veneziana Mestre (Ve) - Piazzale Monsignor Olivotti, 8 - Tel. 041 957761


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