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La vita secondo te

Donne: 6 ragioni per dire no

Contiene l’inserto Campania Plus sul meglio della Regione

Rivoluzione? Bastano un cellulare ed una fotocamera. Come sorprendere il partner: un compleanno da prigioniero.

Siamo liberi!

SarĂ vero? Il Sesso, le scelte, le idee. Quanto spazio abbiamo per esprimerci?


CONTENUTI

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Chiunque tu sia, benvenuto. Cosa troverai in questo numero. servizio, Corrado Formigli, a versare al gruppo Fiat 7 milioni di euro (5 milioni e 250mila euro di danni non patrimoniali e il restante di danni patrimoniali), per diffamazione nei confronti del marchio e del gruppo, di giudicando il servizio “denigratorio”.

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e della Rai. E sulla stessa linea è anche il Sindacato dei Giornalisti che trova “questa sentenza una dura prova per la liberta di stampa e rischia di mettere un ulteriore bavaglio Lorenzo Crea libera”. all’informazione Due milioni di euro potranno essere riconosciuti se entro 15 giorni la sentenza verrà pubblicata su alcuni Indignato per la decisione, principali quotidiani italiani Corrado Formigli dal suo 08 | Psicozoo come la Stampa, Repubprofilo Facebook afferma Donne: 6 volte NO che questa è “una condanna blica e il Corriere della Sera, ed entro 45 giorni sul senza precedenti, applicata specializzato nel sulla base del codice civile. 10periodico | Letteratu settore automotive “QuatUna cifra impressionante, Isolina: quando troruote”, ma la Raiilha già del tutto insostenibile. Una bello è una bestia in avvertito che ricorrerà sentenza che investe non appello. soltanto la vita di una per12 |ma Futuroprossimo sona, le ragioni stesse della nostra professione”; Rivoluzione? Con di stesso avviso è cellulare e anche fotocamera.

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13 | Veloceveloce

Roberto Natale, Presidente 14 |FNSI Cinecircus della (Federazione nazionale della stampa Battleship: senza italiana) che retoricamente esclusione di colpi chiede se “è meglio che l’informazione non parli in modo critico di un’auto, soprattutto quando a produrla è una grande casa che è anche un grande inserzionista 22 | Econote pubblicitario?” e si schiera dalla parte del giornalista un genio di 13 anni e

Scontro tra titani: RAI vs FIAT

15 | Lovvy

Il tuo partner prigioniero per un giorno

Magazine di attualità e costume Direttore Responsabile Lorenzo Crea Ufficio di Redazione Gloria Esposito Raffaele Silvestri Redazione | Ambiente >

Marianna Sansone, Antonio Benforte, Mattia Sansone, Tania Talamo, Roberta Ferraris, Mattia Marasco, Silvia Faletto Baciorda, Fran de Martino, Mila Orlando, Maria Giovanna Mongelli, Mirko Natale, Jacopo Tarallo Spettacolo > Antonio Azzurro, Gennaro Muto, Alberto Pinto, Fabio Giuffrida, Marco Corrao, Armando Sanchez

Tecnologia & Web > Gianluca Riccio

Psiche e salute > Lucia

Imperatore, Anna Gullà, Vittoria Nervi, Graziella Ceccarelli, Adele Munaretto Motori > Loredana Di Matteo Musica > Raffaele Silvestri Fashion > Ines Fesenyuk Relazioni > Floriana Tanzillo Cultura > Corrado Capone,Andrea Cenicola,Marina Vitale, Francesca Schipa, Chiara Ammendola,Marco Musto, Emiliana Cristiano, Erlinda Guida, Orazio Labbate, Nunzia Attardi, Giuseppe Salzano, Angela Bongiorno, Francesca Raviola, Maria Columbro, Luciano Sabetti, Giovanna Nappi, Gianluca Iovine, Giuliana Gugliotti, Antonio De Palma

Grafica e Stampa 3CGroup srl Referente per la pubblicità Maurizio Paliotti

un albero del sole

foto: gettyimages Referente Editoriale

RUBRICHE

Novezeri srl

21 | Makeupper Ines Fesenyuk La moda al collo? Chiamatela Fefè

24 | Castingcall Gennaro Muto Casa e chiesa o moda e spettacolo?

Amministratore: Antonio Cristiano Sede:Via F.Kennedy 4 81030 Carinaro (CE) Tel. 0818130068 Mail: info@novezeri.it Registrazione al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (CE) n.735 del 02/09/2009


l’editoriale di

Lorenzo crea

Scrivere un editoriale “inaugurale” di una nuova avventura d’informazione non è mai cosa facile. Non lo è perché il rischio di oscillare fra le banalità e le classiche frasi di circostanza è alto. Non lo è perché questa avventura parte soprattutto grazie all’entusiasmo e alla tenacia di due amici che in più occasioni mi hanno mostrato affetto e vicinanza. Antonio e Gianluca. “Chiunque” è molto più di una rivista e qualcosa di diverso da un mensile. Nel tempo in cui il “cartaceo” sembra cedere sempre più il passo alle nuove esperienze editoriali che corrono alla velocità della luce sulla rete, fare un giornale vecchio stampo può sembrare una follia. Ma noi siamo convinti che la fidelizzazione dei nostri lettori a questa esperienza deve avvenire, almeno nel primo numero, tramite un contatto “fisico” con “Chiunque”.

Ogni mese sceglieremo un tema diverso da trattare e analizzare. Per il primo numero ci siamo orientati sulle libertà individuali. Per noi la libertà non è l’alibi per sfuggire alla responsabilità. Non è il vezzo che giustifica le bravate. E’ una condizione esistenziale che trova la sua magnificazione solo se vissuta nel rispetto dell’altro. La libertà di dire quello che pensiamo senza dover per forza gridare. Preferiamo far leva sulla forza delle idee piuttosto che sul vigore delle corde vocali. La libertà di vivere un sogno e di lavorare per realizzarlo. La libertà di parlare alla testa e al cuore delle persone e non alla pancia. Chi legge “Chiunque” deve sapere cosa legge. Saremo un giornale laico e non laicista. Crediamo nella supremazia dello Stato e della Costituzione ma riteniamo indispensabile e insostituibile la funzione della Chiesa, intesa in tutte le sue molteplici sfaccettature, per la


Lorenzo Crea, giornalista e conduttore televisivo di People, programma di costume e società del circuito Julie Italia

crescita e la tenuta civile e morale del paese.Saremo un giornale giovane non giovanilista. Non abbiamo bisogno di scrivere che qualcosa “spakka” per confrontarci con la nostra generazione. Proveremo a discutere del lavoro che non c’è e quando c’è, è precario. Senza cadere nell’ ideologismo insopportabile che spesso ha bloccato qualsiasi riforma necessaria per consentire a chi deve entrare nel mondo di lavoro di farlo più rapidamente possibile e con precise tutele. Saremo un giornale “global”. Attento agli stimoli e alle innovazioni che vengono da ogni parte del mondo senza per questo dover rinunciare o cedere pezzi del nostro orgoglio nazionale. Non ci vergogneremo delle nostre tradizioni ma saremo severi con quelli che, anche in casa nostra, pensano ancora di rilanciare l’immagine di Napoli e della Campania nel mondo con la solita

oleografia. Volevamo fare un evento lancio per la prima uscita di “Chiunque” perché noi siamo fatti così. A noi piace condividere le sfide, le gioie, le ansie, le inquietudini e le aspettative che proviamo. Accettando il rischio, come successo in passato, che i nostri eventi vi possano essere raccontati nei modi più disparati.Non ci vergogniamo di organizzare delle feste per incontrare amici, conoscenti, persone nuove e di metterle in rete fra di loro. E’ per questo che pensiamo che “Chiunque” è e deve essere di ognuno. Perché si legge “Chiunque” ma lo può scrivere ognuno di voi.

Lorenzo Crea il Direttore


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*clinicamente testato


Psicozoo.it | Psicologia e Benessere 8

donne: Ti ricordi del mito di Atlante condannato da Giove a sorreggere per l’eternità sulle sue spalle la volta del cielo? Come Atlante noi donne ascoltiamo la voce dei ‘devo’ dentro di noi: ci carichiamo dei problemi in famiglia e al lavoro per poi lamentarci per la stanchezza, perché non abbiamo un momento libero per fare qualcosa che ci interessa. Difficile imparare a essere egoiste e ‘cattive’sia dentro le quattro mura che al lavoro, quindi a denti stretti diciamo sì…con un sorriso stampato e delle onde di crampi allo stomaco. Anche le donne più indipendenti spesso devono resistere alla tentazione di ricadere nella trappola del buonismo fine a se stesso. 6 ragioni per non dire no: 1) vuoi accontentare, non vuoi offendere, deludere… 2) ti hanno insegnato che dire no è da egoisti. 3) in fondo in fondo il favore, l’impegno, la disponibilità… li hanno chiesti a te e questo ti fa sentire importante e utile e a te

piace sentirti utile. 4) al momento non sai come dire no e cavartela. 5) meglio dire di sì..potresti sempre aver bisogno oggi o domani. 6) come faccio a dire di no…se non lo faccio io…se non lo/la aiuto, nessuno lo farà. Mettersi prima degli altri non è essere egoiste o cattive. E’ far rispettare le proprie priorità ed esigenze (e rispettare se stesse). Per farlo e’ importante ascoltarsi. Perdere la capacità di dire no vuol dire perdere il contatto con se stessi e con ciò di cui abbiamo bisogno. I 6 vantaggi del no: 1) dire no ti dà la libertà di scegliere cosa è meglio per te in quel momento. 2) è un modo per onorare sia i tuoi confini sia quelli dell’altra persona. 3) guadagni rispetto per te stesso. 4) guadagni rispetto dagli altri perché sei tu che mostri agli altri come vuoi essere trattato, cosa permetti loro di dire e fare nei tuoi riguardi.


6 volte NO di Vittoria Nervi

5) hai più tempo di fare le cose che vuoi fare. 6) ti aiuta a esprimere quello che ‘senti’ e ad assumerti la responsabilità dei tuoi stati d’animo e a dare agli altri la responsabilità per i loro. Ute Ehrhardt, nel suo libro “Le brave ragazze vanno in paradiso, le cattive dappertutto”, insegna a credere nel proprio talento e smettere di rinunciare alle proprie aspirazioni per paura di perdere l’approvazione di mariti, fidanzati, figli, datori di lavoro. Se vogliamo dare un buon modello a figli/e prendiamoci cura dei nostri bisogni e anche loro impareranno a fare altrettanto nella vita. Quando una persona ti chiede un favore non dire automaticamente di sì.Fermati un attimo e ascoltati: cosa senti veramente?

Le donne spesso e volentieri regalano a piene mani tempo, energia, ascolto e anche amore; si caricano sulle spalle casa, figli, lavoro come una dea Kalì dalle mille braccia mettendo i propri bisogni al secondo, terzo...ultimo posto. E’ altruismo? No. E’ la sindrome di Atlante.

Se dici sì per paura, se senti rabbia, risentimento, irritazione è il momento di iniziare a tirare una nuova linea di confine. Di’ a te stessa: “Voglio andare fino a qui, ma non oltre”. Diceva Platone: “Non conosco una via infallibile per il successo, ma soltanto una per l’insuccesso sicuro: voler accontentare tutti.”


Letteratu.it

Quando il bello diritti violati delle donne in ‘Isolina’, di Dacia Maraini

di Marina Vitale

Isolina è una giovane donna brutta, davvero brutta, in questo momento non va di moda, lo so. Dacia Maraini è una donna, una scrittrice colta ed intelligente, nemmeno questo va di moda, lo so. Anche la verita’ e’ donna e questo bisogna saperlo. La storia, una storia vera, è di quelle che non puoi dimenticare e se,per Wilde, nel nome risiede una parte del tuo destino, beh, Isolina sembra non voler rispettare questo schema. Le si chiede già dal battesimo, con l’uso quasi di una sorta di diminutivo, di non occupare troppo spazio nel mondo e lei, osa ribellarsi. Lo fa con mestizia certo, ma crede di aver diritto ad avere un futuro di cui essere artefice. Brutta, sgraziata, si innamora di un uomo bello, intraprendente, il tenente Carlo Trivulzio. Lui la mette incinta e lei, di fronte alle richieste di lui, le richieste

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incessanti di porre fine alla sua gravidanza, piccola impunita, sogna. Sogna che lui la ricambi ed il bello e giovane tenente trasforma il desiderio in un incubo. La uccide, barbaramente, nel tentativo di strapparle la vita che le cresce dentro con una forchetta, sul tavolo dell’osteria del Chiodo, tra le urla strazianti di lei e le urla bestiali dei colleghi di lui. E’ il 14 gennaio del 1900. A questo barbaro atto non seguira’ punizione, il coinvolgimento dell’esercito e il timore dell’uso che di tale turpe gesto avrebbero potuto fare i socialisti, fa si che si metta in moto un meccanismo di cui l’Italia non sembra mai stufa, tutto tace. La Maraini ricostruisce l’intera vicenda partendo dagli articoli di giornale dell’epoca, poiche’ non furono conservate le carte processuali e, benche’ cerchi ovunque a Verona, di Isolina sembra non esservi traccia, nemmeno una tomba. Il romanzo nella forma di una vera e propria inchiesta giornalistica non perde mai mordente, vien

voglia di essere noi, ora, a dire che Isolina non era solo una macchia nella vita di coloro che la vita gliela tolsero. E’ questo che fa la Maraini, dona l’esistenza a qualcuno privatone tanto in vita quanto dopo, ad una donna difesa da nessuno, nemmeno dal suo stesso padre, il quale non si costituì, nel corso della vicenda giudiziaria, parte civile. Il delitto ed ancor di più la mancata punizione del colpevole esigono riparazione, ed in quale altro modo chiunque avrebbe potuto restituire dignità’ alla giovane?

Lo fa per noi chi ha scelto di trarre in salvo dall’oblio questa storia, senza bisogno di esprimere nè il proprio trasporto nè la propria indignazione, Isolina che andava dimenticata è adesso immortale. Sembrerà certo una storia d’altri tempi, di diritti calpestati, la donna un oggetto , la morale un concetto vuoto e senza spessore.


LetteraTU.it è una rivista letteraria online che nasce con l’obiettivo preciso di incoraggiare e stimolare all’approccio creativo nei confronti della lettura e della scrittura.

è la bestia. In un paese come il nostro, il civilissimo belpaese, dove i benpensanti si ergono indignati contro le brutture del fondamentalismo, credo valga la pena ricordare che gli omicidi di donne nel 2010 sono stati ben 127.

Anacronistico non è un aggettivo,semmai una speranza.

Titolo: Isolina Autore: Dacia Maraini Prezzo: € 6,80 Categoria: Romanzo Pagine: 200 Anno: 1995 Editore: Rizzoli


Futuroprossimo.it /Tecnologia e High-Tech 12

Per la rivoluzione armarsi di cellulare e fotocamera di Gianluca Riccio

Per molti dei manifestanti in piazza impegnati nelle numerose rivolte popolari in Nordafrica l’arma più potente contro lacrimogeni e spari è stata la piccola fotocamera presente nei loro cellulari. Inviando immagini delle violenze a siti come Youtube o Vimeo e condividendole poi su social networks come Facebook e Twitter, la gente ha eclissato la voce ufficiale dei governi e si è posta direttamente all’attenzione del mondo: la fotocamera è diventata uno strumento cruciale per documentare le repressioni dei governi messi alle strette dalla protesta. Solo dieci anni fa era impensabile immaginare un futuro simile per il telefono portatile. Perfino le associazioni per i diritti umani hanno pubblicato guide e tutorial sull’utilizzo efficace dei cellulari con fotocamera: “Abbiamo una tecnologia video in grado di stare nel palmo di una mano,” dice J.Kats, direttore del Centro Studi per la Comunicazione Mobile. “Si tratta di un colpo forse decisivo alla rigidità dei vecchi regimi basati sulla centralità dell’informazione”. In Tunisia, i cellulari sono stati adoperati con successo per documentare le immagini delle prime proteste di Dicembre a Sidi Bouzid: il contributo è stato

determinante all’esplosione del movimento in tutto il paese, ed è stato raccolto e trasmesso anche dai networks più importanti. Da lì all’Egitto, alla Libia, allo Yemen e al Barhein il passo è breve. Un click, mi verrebbe da dire. Pur presenti nei nostri telefoni portatili dalla fine degli anni ’90, le fotocamere hanno fatto il loro prepotente ingresso nel mondo dell’informazione globale solo con lo Tsunami del 2004 e gli attentati nella Metro londinese: da allora, testimonianze filmate da semplici cittadini hanno colpito, commosso, documentato tutto il mondo. Penso all’assassinio della giovane Neda durante le proteste giovanili in Iran, e ad altri reportage altrimenti impossibili. Quale futuro per questo tipo di informazione? E’ indubbio che la moltiplicazione esponenziale di fonti fotografiche e video richiederà un lavoro enorme e ragionato di catalogazione e cernita: Youtube, ad esempio, si avvale dell’aiuto di un aggregatore che ‘tiene il conto’ di video già editi e pone in maggiore evidenza quelli più attinenti. Un altro fattore chiave sarà il miglioramento della qualità delle immagini. I video sono storie. Quello che sta accadendo è una storia di libertà e democrazia, e tante ce ne saranno in futuro: avremo, spesso e volentieri, non più di 5 minuti per raccontarle.


Veloceveloce.it si propone di riportare in maniera sintentica ma dettagliata- in una parola: veloce- notizie e info tecniche sui motori e il loro universo, e mira dritto all’animo di voi-noi appassionati delle 4 ruote. Sestreni rmantis, temorsupicae prit, qua dumenaditum Loredana ia Si interei Di Matteo publicon sultorbi parte comnequemus elinpra vis tem nemum. Valistrum movivius, denemnemunu sulestors bonclessita, nitilnemus M. servizio, Corrado Formigli, Una cifra impressionante, Si cae consulerum uteUna cona versare al gruppo Fiat 7 del tutto insostenibile. milioni di euro (5 milioni e sentenza che investe non si inum et; hostortum dum 250mila euro di danni non soltanto la vita di una permedet? patrimoniali e il restante sona, ma le ragioni stesse di danni patrimoniali), per della nostrapere, professione”; Mactorit vaturorae diffamazione nei confronti di stesso avviso è anche postrei Natale, publistem omdel marchio e del gruppo, Roberto Presidente giudicando il servizio “denidella FNSI (Federazione postati poptendam audegratorio”. nazionale della stampa na, temque cuper locrica italiana) che retoricamente chiede se “è meglio che viris Indignato per la decisione, elicupiori plicae niu l’informazione non parli in Corrado Formigli dal suo modo critico di un’auto, sonis teberedie. profilo Facebook afferma prattutto quando a produrla

Veloceveloce.it

Libertà di stampa, scontro Rai- Fiat: condanna per la tv di Stato Corrado Formigli è stato condannato, insieme alla RAI, a pagare sette milioni di euro per aver “diffamato” il gruppo FIAT, producendo un servizio andato in onda nella trasmissione “Annozero”. La RAI non è stata guardare: ha proposto ricorso. Ricorderete tutti la vicenda che interessò il Lingotto e la trasmissione di Michele Santoro “AnnoZero”, in quella puntata in cui l’Alfa Romeo MiTo veniva comparata alla Citroen DS3 e la Mini Cooper S e, se avete buona memoria ricorderete anche che Fiat vinse in primo appello la causa mossa per danno d’immagine nei confronti di Santoro e della Rai. Trovando ingiusto il risarcimento stabilito dal tribunale di 1,75 milioni di euro, la Rai (Santoro fu dichiarato estraneo ai fatti) è ricorsa in appello ma, anche stavolta, è stata sconfitta: è stata emessa, infatti, dal tribunale di Torino, la sentenza che condanna la Rai ed il giornalista che ha curato il

che questa è “una condanna senza precedenti, applicata sulla base del codice civile.

è una grande casa che è anche un grande inserzionista pubblicitario?” e si schiera dalla parte del giornalista e della Rai. E sulla stessa linea è anche il Sindacato dei Giornalisti che trova “questa sentenza una dura prova per la liberta di stampa e rischia di mettere un ulteriore bavaglio all’informazione libera”. Due milioni di euro potranno essere riconosciuti se entro 15 giorni la sentenza verrà pubblicata su alcuni principali quotidiani italiani come la Stampa, Repubblica e il Corriere della Sera, ed entro 45 giorni sul periodico specializzato nel settore automotive “Quattroruote”, ma la Rai ha già avvertito che ricorrerà in appello.


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CampaniaPlus | Campania da amare

La Pastiera E’ un dolce che difficilmente manca sulle Ingredienti per la pasta: per 12 Simbolo persone: tavole dei napoletani a Pasqua. della primavera, ha due ingredienti che 1 kg. diinconfondibile: pasta frolla surgelata la* rendono l’acqua di fiori d’arancio il grano cotto. * gr. 700 di ericotta di pecora * gr. 400 di grano cotto * gr. 600 di zucchero * 1 limone * gr. 50 di cedro candito * gr. 50 di arancia candita * gr. 50 di zucca candita o altri canditi * gr. 100 di latte * gr. 30 di burro o strutto * 5 uova intere + 2 tuorli * una bustina di vaniglia * acqua di fiori d’arancio * un pizzico di cannella

La ricetta di questa pagina è la fedele riproposizione della famosa pastiera di Bellavia. Se avete poco tempo e volete gustarne una già pronta, basta raggiungere una delle Pasticcerie della Casa Napoletana all’opera dal 1895.

Bellavia - Piazza Vanvitelli 16 Napoli (NA)

Preparazione Fate scongelare la pasta frolla a temperatura ambiente. Versate in una casseruola il grano cotto, il latte, il burro e la scorza grattugiata di 1 limone; lasciate cuocere per 10 minuti mescolando spesso finchè diventi crema.Frullate a parte ricotta, zucchero, 5 uova intere più 2 tuorli, la bustina di vaniglia, il cucchiaio di acqua di fiori d'arancio, e un pò di cannella Lavorate il tutto fino a rendere l'impasto molto sottile. Aggiungere una grattata di buccia di un limone e i canditi tagliati a dadi. Amalgamare con il grano. Prendete la pasta frolla scongelata, o quella fatta da voi e distendete l'impasto allo spessore di circa 1/2 cm con il mattarello e rivestite la teglia (c.a. 30 cm. di diametro) già imburrata, ritagliate la parte eccedente, ristendetela e ricavatene delle strisce. Versate il composto di ricotta nella teglia, livellatelo, ripiegate verso l'interno i bordi della pasta e decorate con strisce formando una grata che pennellerete con un tuorlo sbattuto.Infornate a 180 gradi per un'ora e mezzo finch'è la pastiera non avrà preso un colore ambrato; lasciate raffreddare e, prima di servire, spolverizzate con zucchero a velo.


Panart: il gusto lounge del buon cibo e della buona musica.

Situato in un Palazzo Ducale cinquecentesco, luogo di relax e convivialità, il Panart unisce i piaceri del gusto alla musica e all'intrattenimento d'atmosfera.

Primo ristosound del sud Italia, ed uno dei primi dell’intera penisola, offre un menù ricco e vario, che va dalla pizza e dai piatti tipici della cucina tradizionale locale, alla cucina esotica, al finger food. Il buon cibo è accompagnato da musica jazz, bossa nova, chill out, lounge, fusion, in un'atmosfera calda e

accogliente. Forte anche del fascino che l’antico palazzo sa dare, il Panart è anche spazio per mostre ed esibizioni di artisti, sintesi di "arti e piaceri". Aperto dal martedì alla domenica, il Panart propone una programmazione vasta e variegata, con appuntamenti fissi ed eventi straordinari come mostre, sfilate, performances.

Via Mazzini 2, 81032 Carinaro (Caserta) +39 081 5029782 info@panartristosound.it www.panartristosound.it

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Ristosound


Che cos’è Campania Plus Le premesse

Esempi

Negli ultimi decenni la Campania è stata flagellata da una crescente mortificazione e cancellazione di tante sue ricchezze. I responsabili hanno accresciuto il loro potere dannoso e malavitoso riducendo i settori privati che producevano ricchezza, incentivando lo sfruttamento parassitario del settore pubblico.

Laddove non ha provveduto la natura c’ha pensato il genio umano. Prendiamo ad esempio la mozzarella: essa ci è invidiata da tutto il mondo. Un sistema bestiale ed imbecille portato avanti da uomini senza scrupoli, da delinquenti e da burocrati inutili e deficienti hanno messo a rischio un settore trainante dell’economia, della tradizione culinaria e della cultura campane. Noi intendiamo mettere in rete tutte le attività sane, produttive e creative regionali. Farle emergere, fare una scheda divulgativa delle loro caratteristiche, farle conoscere tra loro, presentarle al mondo intero quali perle della Campania, inserite in un contesto di cultura.

Le Conseguenze Sono sotto gli occhi di tutti : devastazione del territorio, abbrutimento delle ricchezze paesaggistiche, urbanistiche ed artistiche, abbattimento di monumenti di valore, cementificazione bestiale del territorio, devastazione dei centri abitati ridotti a dormitori o a fortini della criminalità organizzata, rovina dell’agricoltura, crisi del turismo e del commercio, inquinamento delle acque interne e marine, monnezze umane e materiali, paralisi della ricerca, incapacità a risolvere la dipendenza energetica, grande espansione del tumorecamorra e del tumore-politica clientelare, emigrazione biblica di milioni di Campani.

Perchè A fronte di un periodo storico infame e contro le tante inutili chiacchiere e papocchie che sentiamo e leggiamo da decenni vogliamo pensare a cambiare in positivo le negatività della Campania. Come ? investendo nelle nostre ricchezze, nel Genio Campano, nel coraggio civile, nelle capacità imprenditoriali, nella convinzione di uscire dal baratro.

Il Progetto E’ un disegno rivolto ai giovani e che soprattutto loro devono portare avanti. I giovani che vi crederanno dovranno convincere e coinvolgere altri giovani sì da creare un esercito di operatori decisi a pulire la loro terra, a spandere nuova sementa o quell’antica rivitalizzata e ripulita di tutte le schifezze incrostate dagli uomini dei malaffari, a farla germogliare e crescere sicura ed infine a difendere i raccolti sicuramente appetibili ed abbondanti.

Cultura Sì coltivare la cultura. Perché alla base di qualsiasi attività umana v’è cultura. Ogni atomo, ogni molecola dell’universo, ogni cellula vivente è dotata di intelligenza, di un ruolo in un disegno più grande ed organico. E’ cioè portatore di cultura. La nostra Regione è da millenni ricca di storia, arte, cultura, artigianato, inventiva, creatività, capacità di adattamento, ricerca dell’innovazione e della trasformazione. In sintesi la Campania è terra di civiltà, non può continuare ad essere preda di bestialità e povertà.

Il Segno + (Plus) Il segno + (plus) comprende il segno della negatività (-) trasformato a tal punto da renderlo una sintesi utile ai sistemi fisici e teorici, all’uomo, alla terra, all’universo.Per troppi decenni abbiamo convissuto con tante negatività e sembrava che non finissero mai. Ora, forse per la vergogna di un vivere incivile e per la riscoperta di una coscienza civile, vogliamo pensare in positivo.Fare di più, sentire di più, ideare di più, rischiare di più, e tanti altri plus devono essere la spinta propulsiva per quanti vogliono far conoscere le realtà e le potenzialità della Campania.Il futuro è nelle mani degli uomini, l’uomo può tornare ad essere la misura di tutte le cose. Auguri ai temerari ed ai coraggiosi che vorranno raccogliere questa sfida. Gennaro Mariniello Presidente Campania Plus


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Makeupper.it

Makeupper.it è il sito di riferimento per la cura di sè e per la bellezza.

Una moda chiamata di Ines Fesenyuk

La Libertà di seguire e coltivare i sogni, la voglia irrefrenabile di dimostrare che anche in periodi di crisi come questo è possibile portare avanti un idea e farsi spazio in pochissimo tempo tra i colossi del fashion system con un prodotto vincente e qualitativo. E’ questa la storia di due giovanissimi imprenditori campani Serena Femiano e Francesco Fossari, una laurea in architettura per lei e in giurisprudenza per lui messe a frutto non per cantieri edili o aule di tribunale ma ottimizzate per il loro brand di moda FEFE’ GLAMOUR POCHET T E. L’idea nasce meno di due anni fa con una filosofia molto precisa rispolverare in chiave glamour accessori sartoriali di tradizione napoletana, dare luce propria ai dettagli e alle sfumature del look di un uomo o di una donna, portare avanti con tutte le energie possibili elevatissimi standard qualitativi del made in Italy e dell’artigianato napoletano. Oggi,

andando in giro tra i migliori negozi italiani ed esteri, è impossibile non posare l’occhio sulle originalissime pochette da taschino FEFE’ racchiuse in una emozionale sfera di plexiglass, o sulle coloratissime cravatte o piuttosto che sui fashionissimi papillon. Attualmente il marchio conta numerosi inserimenti di prodotto in collezione come borse, lsciarpe, i foulard e tanto altro. Il socio e amministratore Francesco Fossari ci spiega che l’unico rimedio per fronteggiare realmente questa crisi è non avere schemi imposti dalla società o dal passato ma avere la libertà di prescindere dal proprio percorso di studi per ottimizzare le competenze su tutto ciò che possa in qualche modo

avere un gradimento del mercato, su tutto ciò che, basato su una intuizione, possa suscitare un interesse. Il grave problema dei giovani di oggi è una attesa incessante che accada qualcosa che qualcuna ci offra una possibilità; il segreto è crearsele le opportunità è analizzare il mercato per perforarlo, è avere l’umiltà e il coraggio di mettersi in gioco e assumersi un rischio. Oggi il brand FEFE’ in pochissimo tempo ha già conquistato un grandissimo successo di pubblico e critica attuando una rete distributiva capillare sull’intero territorio nazionale e esportando il proprio stile inconfondibile e la propria napoletanità in tutto il mondo.


Econote.it

Econote è il magazine online di ambiente e sostenibilità, che racconta di un mondo possibile, più verde e alla nostra portata. di Fibonacci per escogitare un modo più efficiente per raccogliere l’energia solare, guadagnandosi un provvisorio brevetto negli Stati Uniti e l’interesse da parte di ”soggetti” apparentemente desiderosi di esplorare commercializzare la sua innovazione. Per questo il Museo Americano di Storia Naturale, di recente lo ha nominato uno dei vincitori del Premio Giovani naturalista per l’anno scorso.

L’albero del sole un tredicenne reinventa il fotovoltaico

di Mattia Sansone La famosa sequenza di Fibonacci : 0 – 1 – 1 – 2 – 3 – 5 – 8 – 13 – 21 – 34 – 55 nella quale (a parte i primi due) ogni numero è uguale alla somma dei due che lo precedono, ha permesso a un giovane ragazzino di tredici anni Aidan Dwyer di costruire l’ALBERO FOTOVOLTAICO, che non rappresenta il classico pannello fotovoltaico. Tutto nasce dalla curiosità di capire lo schema degli alberi, in particolare il numero e l’inclinazione dei rami. Infatti, Aidan ha utilizzato la sequenza

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Il suo progetto rappresenta un tubo di metallo con dei “rami” disposti secondo la spirale logaritmica di Fibonacci e sui rami sono attaccate delle piccole celle fotovoltaiche che generano l’energia elettrica, in sostituzione delle foglie! Aidan spiega tutto su una pagina del sul sito web del Museo Americano di Storia Naturale.Egli ha messo a punto un sistema che consente di migliorare il rendimento delle celle fotovoltaiche di un fattore fra il 20% e il 50%. E addirittura la risposta migliore l’ha avuta a dicembre, quando il sole è più basso sull’orizzonte, superando il 50% . Concludiamo con le parole scritte dello stesso Aidan: “Il design dell’ albero occupa meno spazio rispetto a schermo piatto array e lavora in luoghi che non hanno una vista completa del sud. Raccoglie più luce solare in inverno. Ombra e cattivo tempo come la neve non lo danneggiano, perché i pannelli non sono piatti. Sembra ancora più bello perché sembra un albero vero. Un progetto come questo può funzionare meglio nelle aree urbane dove lo spazio e la luce diretta del sole può essere difficile da trovare. “ Ingegnoso, vero?


varci al Vieni a tro

Via Michelangelo 111 - Aversa (CE)


Castingcall.it | Il motore dei talenti

Sarai la prossima ragazza Moda e Spettacolo? Il Concorso Nazionale, giunto alla 24째 Edizione, premia da sempre le ragazze pi첫 belle e talentuose: se vuoi partecipare a questa rassegna, compila e ritaglia la cartolina, e consegnala in originale ai prossimi eventi che conoscerai su www.castingcall.it, il motore di ricerca del talento.

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Accademia della Moda

www.damaclub.it


I siti del network Blogus Chiunque è un progetto di editoria partecipativa, realizzato attraverso una redazione di oltre 50 appassionati e professionisti che producono quotidianamente contenuti informativi su 9 diverse piattaforme web, con un ascolto che ha superato dall’avvio i 4 milioni di pagine viste. Il principio di questa rivista è di portare l’esperienza della Rete a più strati di pubblico. Questi i siti e gli argomenti dei quali si compone la struttura:

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CINEMA cinecircus.it

HIGH TECH futuroprossimo.it

PSICHE E BENESSERE psicozoo.it

LIBRI E CULTURA letteratu.it

AMBIENTE E NATURA econote.it

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Chiunque  

3 Aprile 2012

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