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SETTEMBRE 2015

comportamenti umani. Dopo milioni di anni di esperienza della vita sul pianeta l’uomo ha alle spalle un accumulo, che gli studiosi chiamano accumulo coscienziale, quello che si è sedimentato nella coscienza e che noi crediamo sia un dato di natura ma che è pur sempre un dato storico. I comportamenti che si ripetono sono quelli legati all’egoismo, al difendere se stesso contro l’altro, che scatta purtroppo nella vita associata. Questo è un dato materiale poco rallegrante. La cultura, la riflessione, l’analisi filosofica, sono un correttivo. Non si nasce altruista ma si diventa, si nasce egoisti, non perché sia un’eredità genetica, ma perché da subito il rapporto con l’altro si risolve in questo orientamento di carattere prepolitico e istintuale. Se Lei dovesse immaginare la storia di domani, come la descriverebbe? Premetto che le previsioni negli scacchi non vanno oltre le tre o quattro mosse, vale a dire che i pronostici a lungo termine

sono un po’ difficili. Bisogna basarsi sull’esistente. La storia che stiamo per costruire appare già segnata. Siamo di fronte ad una migrazione di popoli. Fenomeno che già si manifestò tra il secondo e l’inizio del sesto secolo. Fu allora il fenomeno principale: i barbari che migravano verso il mondo romano, e per quanto questo si sforzasse di trovare una soluzione, che fosse di inglobarli o di combatterli, alla fine l’esito fu che questi popoli sono diventati i soggetti di una storia nuova mescolandosi con quella precedente. È molto probabile che siamo all’inizio di una fase simile. La differenza è che i romani non avevano una superiorità tecnica militare agghiacciante da poterli annichilire. Noi, invece, viviamo in un’epoca in cui la potenza delle armi è davvero distruttiva. Uno scenario temibile è quello che intravide un grande scrittore americano Jack London nel suo libro Il tallone di ferro: “chi detiene il potere e la ricchezza, dinanzi ad un rischio globale di perderlo porta alla rovina tutti”. Questo può essere possibile proprio per la presenza di armi distruttive di cui alcune grandi potenze dispongono. Qual è, secondo Lei, il contributo che la tecnologia ha dato alla storia? Un notevole pensatore vivente, Emanuele Severino, martella sempre su questo tasto, che gli storici, gli studiosi, i filosofi, hanno trascurato: l’importanza della tecnica come asse portante della storia umana. Dalla scoperta del fuoco, alla ruota, al ferro, fino a quello a che abbiamo oggi, che quasi ci frastorna per la sua grandiosa evoluzione, imprevedibile solo qualche decennio

Luciano Canfora Filologo classico, storico e saggista

Luciano Canfora, nato a Bari, è ordinario di Filologia greca e latina presso l’Università di Bari. Laureatosi in Storia romana, ha svolto il perfezionamento in Filologia classica alla Scuola Normale di Pisa. Assistente di Storia antica, poi di Letteratura greca, ha insegnato anche Papirologia, Letteratura latina, Storia greca e romana. Fa parte del Comitato scientifico della “Society of Classical Tradition” di Boston e della Fondazione Istituto Gramsci di Roma. Dirige la rivista “Quaderni di Storia” e la collana di testi “La città antica”. Fa parte del comitato direttivo di Historia y critica (Santiago, Spagna), Journal of Classical Tradition (Boston), Limes (Roma). Ha studiato problemi di storia antica, letteratura greca e romana, storia della tradizione, storia degli studi classici, politica e cultura del XX secolo. Molti dei suoi libri sono stati tradotti in USA, Francia, Inghilterra, Germania, Grecia, Olanda, Brasile, Spagna, Repubblica Ceca. 10

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Esplorare significa avvistare il nuovo, riconoscere le differenze, farle proprie e sperimentare. L’esperienza della scoperta ha guidato e da...

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