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RIVISTA TRIMESTRALE DELL’ASSOCIAZIONE TRENTA CALTANISSETTA http://associazionetrentacl.wordpress.com/


L’OPZIONE PER I POVERI di ROCCO GUMINA “I tuoi capi sono ribelli e complici di ladri, tutti sono bramosi di regali, ricercano mance, non rendono giustizia all’orfano e la causa della vedova fino al loro non giunge” (Isaia cap. I v. 23). Oggi quanto queste parole, queste espressioni, del profeta Isaia sono attuali nelle nostre terre, nelle nostre piazze, nelle nostre strade, nelle nostre università? Da mesi il gruppo FUCI Caltanissetta (Federazione Universitaria Cattolica Italiana) cerca, con stile profetico, lontano dalle masse e dalle mance, di fare, per quel che concerne la sua missione, un opzione preferenziale per i poveri: cioè per l’università nissena e per i suoi studenti. Perché poveri? Perché dinanzi ad una immobilità cittadina, nel suo complesso (politici, amministratori di qualsiasi calibro, segretari, operai, cittadini), gli studenti sono stati completamente lasciati soli. In una situazione di “povertà” più che assoluta. Povertà di futuro, di prospettiva, di sbocco, di protesta condivisa. È mai possibile che l’università, per università s’intende sviluppo in primis culturale in seconda battuta economico, non interessa a nessuno a Caltanissetta? Ecco la nostra scelta in quanto membri della chiesa: stare al fianco di chi è povero, di chi ha bisogno, di chi vuole dare fiato alla propria propositiva protesta. Di certo non ci sentiamo in grado di fare grandi cose, di sbaragliare tutto e tutti, ma sicuramente nello status di credenti, il nostro ruolo è proprio come quello di Isaia: essere profeti nelle città del nostro

tempo. Occuparsi delle persone, con la politica, con le associazioni, con il proprio lavoro e studio, diciamolo pure a chi ha distrutto la nostra società, è cosa seria che si fa non soltanto per empatia o con il cuore, ma si fa soprattutto con competenza. Con questo nostro atteggiamento “profetico” anzitutto vorremmo ribadire, nel piccolo della nostra realtà e nel piccolo dei nostri mezzi, che qui nella nostra città, nelle nostre piazze, città e strade, nella prospettiva sociale, culturale, politica, c’è bisogno di un vero e proprio intervento di emergenza. Noi non siamo pessimisti, al massimo siamo arrabbiati. Perché? Perché in molti, oggi come ieri, accettano il compromesso. La Chiesa oggi ha un compito molto importante, nella società, nel mondo: quello di dare vita ad una vera e propria opera di esorcismo culturale, una vera e propria opera di liberazione, per dare vita e spingere verso lo sviluppo questo nostro martoriato mezzogiorno. Di certo noi dobbiamo lasciare lo spazio alla speranza, che per noi attenzione non significa attesa, di una raccomandazione o di qualcos’altro, ma significa fare delle scelte: radicali per giunta. Ecco la nostra scelta: stare al fianco di chi è povero. “La Chiesa comprende la sua persecuzione a partire dai poveri. La Chiesa in fondo prende su di sé soltanto il destino dei poveri” (Oscar Romero, Arcivescovo, trucidato da bande ribelli).

Rocco Gumina Presidente Gruppo FUCI Caltanissetta


IL RUOLO DELLA FAMIGLIA NELLA SOCIETÀ di IVANO RINALDI La famiglia fondata sul matrimonio si distingue da ogni altra forma associativa per la progettualità che gli è propria. Nella famiglia fondata sul matrimonio, l’accordo fra i coniugi non si limita ad un puro e semplice progetto di convivenza e di reciproco aiuto sia pure affettuoso, ma anche e soprattutto alla generazione dei figli, al loro allevamento ed alla loro educazione, fino al loro completo insediamento nella società civile. Dunque la funzione della famiglia nella società viene ad assumere un ruolo davvero importante, poiché è la cellula attraverso la quale si creano le generazioni future, che sono il frutto dell’umanità. Inoltre la famiglia è il primo nucleo della società ove i fratelli apprendono i primi sensi della socialità, della spiritualità e della moralità, in quanto è sulla base di questi sensi naturali che i fratelli regolano i loro rapporti; essi sono uniti dall’appartenenza ad uno stesso gruppo, legati fra loro dagli stessi ideali, dalla presenza dello stesso Dio, dagli stessi valori. E’ nella famiglia che essi imparano come

nell’unione fraterna ciascuno possa essere anche indipendente e libero. Dobbiamo insistere nel credere che la famiglia ritorni ad essere considerata come la cellula primaria della società che va tutelata per se stessa nella sua unità, prescindendo dai singoli membri che la compongono, anche se sempre in funzione del bene di ciascuno di loro, che poi è il bene comune a cui tende quella regola di condotta che è la morale delle persone.


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