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Lezione 5 L’ablativo assoluto

Lezione  5 L’ablativo assoluto

Il cosiddetto ablativo assoluto è una costruzione costituita da un sostantivo, in funzione di sogget-

to, unito a un participio (presente o perfetto), in funzione di predicato (funzione appositiva), posti tutti e due in caso ablativo. Corrisponde a una proposizione subordinata e può avere valore causale, concessivo, ipotetico, temporale. È definito ab-solutus, cioè «sciolto», perché autonomo grammaticalmente rispetto alla reggente. L’italiano ne mantiene qualche traccia in costruzioni come «superata la paura» o «abbandonate le perplessità». Esistono tre forme di ablativo assoluto: con participio presente, con participio perfetto, senza participio.

• L’ablativo assoluto con il participio presente si può incontrare con tutti i verbi; ha valore attivo ed

esprime un rapporto di contemporaneità con l’azione indicata nella reggente. In italiano viene reso, in forma implicita, con un gerundio presente attivo, in forma esplicita, con una proposizione subordinata generalmente temporale o causale. Romulo regnante, Sabinarum raptus fuit. Regnando Romolo / Mentre regnava Romolo, ci fu il ratto delle Sabine.

• L’ablativo assoluto con il participio perfetto si può costruire soltanto con i verbi transitivi attivi e

intransitivi deponenti (vedi U 10, L 3). Con i verbi transitivi attivi il participio ha valore passivo ed esprime un rapporto di posteriorità rispetto all’azione enunciata nella principale. In italiano viene reso, in forma implicita, con un participio passato o con un gerundio passato di forma passiva, in forma esplicita, invece, con una proposizione subordinata generalmente temporale o causale. Confecto proelio, milites ad castra revertērunt. Terminata la battaglia / Essendo terminata la battaglia / Dopo che fu terminata la battaglia, i soldati tornarono nell’accampamento. Victis hostibus, Romani triumphum celebravērunt. Vinti i nemici / Essendo stati vinti i nemici / Dopo che furono vinti i nemici, i Romani celebrarono un trionfo.

In casi particolari, può trovarsi una forma di ablativo assoluto costituita dal solo participio perfetto neutro singolare, senza soggetto; questo accade in espressioni formulari come augurato, «presi gli auguri»; auspicato, «presi gli auspici», etc.

• L’ablativo assoluto senza participio, o nominale, è il costrutto formato da un sostantivo all’abla-

tivo unito ad un altro sostantivo, aggettivo o pronome, anch’esso all’ablativo, utilizzato in funzione predicativa al posto del verbo. Tale costruzione esprime sempre un rapporto di contemporaneità con la reggente; è presente soprattutto nei testi degli storici per indicare l’anno di un avvenimento in base ai nomi dei due consoli in carica (in ablativo assoluto nominale, senza la congiunzione et tra i due nomi). Messala et Pisone consulibus. Durante il consolato di Messala e Pisone. Agrippa Menenio P. Postumio consulibus. Sotto il consolato di Menenio Agrippa e Publio Postumio.

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Unità 7 Ecco alcune espressioni costituite da un ablativo assoluto nominale: natura duce consule duce invito senatu diis invītis auctore consule ignaris omnibus

sotto la guida della natura sotto la guida del console contro la volontà del senato contro la volontà degli dèi per consiglio / per iniziativa del console all’insaputa di tutti

E sercizi familiarizza con il lessico

1

 on l’aiuto del vocabolario, scrivi tutte le parole italiane della stessa famiglia derivate dai C termini latini auris, impetus, spargo, regno

2 Con l’aiuto del vocabolario, scrivi per ogni termine latino il corrispondente in lingua italiana e nelle lingue straniere che stai studiando

latino

italiano

inglese

francese

tedesco

spagnolo

honos regio cano solvo

3 Confronta i termini della tabella precedente e annota sul quaderno quelli che ti sembrano derivare dalla voce latina

Sostantivi auctor, -oris, m.  ➜  autore cliens, -entis, m.  ➜ cliente raptus, -us, m.  ➜  rapimento tempestas, -atis, f.  ➜ stagione, tempesta Verbi auspico, -as, -avi, -atum, -are  ➜  prendo gli auspici

cogo, -is, coegi, coactum, -ĕre  ➜ raduno, costringo constituo, -is, constitui, constitutum, -ĕre  ➜ stabilisco eicio, -is, eieci, eiectum, -ĕre  ➜ espello, scaccio occido, -is, occĭdi, occasum, -ĕre  ➜ cado, tramonto pateo, -es, patui, -ēre  ➜ dispiegarsi, estendersi percello, -is, perculi, perculsum, -ĕre  ➜ colpisco perficio, -is, perfeci, perfectum, -ĕre  ➜ porto a termine spargo, -is, sparsi, sparsum, -ĕre  ➜ spargo

4 Traduci in forma implicita i seguenti ablativi assoluti   1. liberatis captivis

.....................................................................................................................................

  2. victis hostibus

.....................................................................................................................................

  3. inauspicato

.....................................................................................................................................

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Lezione 5 L’ablativo assoluto   4. vivo Cicerone

.....................................................................................................................................

  5. instructa acie

.....................................................................................................................................

  6. clade cognita

.....................................................................................................................................

  7. adpropinquante aestate

.....................................................................................................................................

  8. audiente duce

.....................................................................................................................................

  9. certantibus militibus

.....................................................................................................................................

10. loco castris idoneo capto

.....................................................................................................................................

5 Nelle seguenti frasi sostituisci alla proposizione subordinata l’ablativo assoluto, quindi traduci 1. Postquam pax constituta est, omnes cives laeti fuerunt.

.. ..................................................................................................................................................................................................

.. ..................................................................................................................................................................................................

2. Postquam Patroclus ab Hectore interfectus est, Achilles bellum redintegravit.

.. ..................................................................................................................................................................................................

.. ..................................................................................................................................................................................................

3. Cum Romulus regnabat, Romani cum Sabinis bellum gerebant.

.. ..................................................................................................................................................................................................

.. ..................................................................................................................................................................................................

4. Quoniam multi obsistunt, hanc causam non agam.

.. ..................................................................................................................................................................................................

.. ..................................................................................................................................................................................................

5. Quia hostes appropinquabant, nostri urbis moenia munivērunt.

.. ..................................................................................................................................................................................................

.. ..................................................................................................................................................................................................

6 Completa le seguenti frasi, di cui ti viene proposta la traduzione, usando per le espressioni sottolineate il costrutto dell’ablativo assoluto

1. ........................................................................................ , Catilina contra rem publicam coniuravit. Sotto il consolato di Cicerone, Catilina fece una congiura contro lo Stato. 2. ........................................................................................ , exercitus iter in ea loca facere coepit. Preparati i viveri e scelti i cavalli, l’esercito cominciò a marciare verso quei luoghi. 3. ........................................................................................ , Ariovistus legatos ad eum misit. Dopo che ebbe saputo dell’arrivo di Cesare, Ariovisto mandò da lui degli ambasciatori. 4. ........................................................................................, omnia maria navibus atque armis Romanorum patebant. Distrutta Cartagine, tutti i mari si aprivano alle navi e alle armi dei Romani. 5. Verus ad Parthicum bellum missus est ........................................................................................ . Vero fu mandato nella Guerra partica con il consenso del senato.

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Unità 7

7

 ompleta la traduzione delle seguenti frasi, rendendo in italiano il costrutto dell’ablativo C assoluto  1. Hostibus victis, consul Romae triumphavit.

............................................................................. , il console celebrò il trionfo a Roma.

 2. Auspicato, Romulus urbem condĭdit.

............................................................................. , Romolo fondò la città.

 3. Hannĭbal, nullo resistente, Alpes superavit.

Annibale, ............................................................................. , superò le Alpi.

 4. Dis volentibus, consulis exercitus hostes vincet.

............................................................................. , l’esercito del console vincerà i nemici.

  5. Occidente sole, agricolae ex agris revertebant.

............................................................................. , i contadini tornavano dai campi.

 6. Regnante Tarquinio Superbo, Pythagoras in Italiam venit.

............................................................................. , Pitagora venne in Italia.

 7. Comite fortuna, omnia prospĕre perficies.

............................................................................. , porterai a termine tutto con esito felice.

 8. Romani, expulso Tarquinio Superbo, consŭles creavērunt.

I Romani, ............................................................................. , elessero i consoli.

 9. His rebus cognĭtis, Pompeius ex Italia fugit.

............................................................................. , Pompeo fuggí dall’Italia.

10. Auctore Orgetorīge, Helvetii omnes copias e finibus suis eduxērunt.

............................................................................. , gli Elvezi condussero fuori dal loro territorio tutte le truppe.

8 Analizza e traduci le seguenti frasi

1. Me puero, parentes mei Romam venērunt. 2. Iubente duce, omnes Germani ex oppido profugērunt et eorum campos incendērunt. 3. Exeunte (part. pres. abl. di exeo) hiĕme, occasione reperta, consul Romanus dimicavit et hostes profligavit. 4. Sabinis victis, Tarquinius triumphans in urbem revertit. 5. Caesar, exploratis regionibus, albente caelo, omnes copias e castris edūxit. 6. Pompeio et Crasso consulibus, tribunicia potestas restituta est. 7. Caesar, re frumentaria comparata militibusque delectis, per Sequanorum fines iter fecit. 8. Auctore Themistocle, classis ingens ab Atheniensibus parata est. 9. Romae, exāctis regibus, res publica instituta est. 10. Perculsā nobilitate post multas tempestates novo homini consulatus mandatur. (Sall.)

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Lezione 5 L’ablativo assoluto

9 Leggi attentamente il seguente brano, traduci e svolgi l’attività di analisi proposta Vercingetorige

> da Cesare

Quando nel 52 a.C. la Gallia appare ormai tranquilla e Cesare parte per Roma, sotto il comando di Vercingetorige, capo degli Arverni, i Galli decidono un’insurrezione generale.

Vercingetŏrix, Celtilli filius, Arvernus, summae potentiae adulescens erat. Eius pater principatum totīus Galliae obtinuĕrat et ob eam causam, quod regnum adpetebat, a civitate interfectus erat. Ipse, igitur, convocatis suis clientibus, facile incendit. Cognĭto eius consilio, ad arma concurritur («si corre»). Prohibetur a Gobannitione patruo suo reliquisque principibus et expellĭtur ex oppido Gergovia. Non desistit tamen atque in agris habet dilectum egentium ac perditorum. Manu audacium coactā, cum multas civitates adit (ind. pres. att. di adeo, -is, -ii, -ītum, -īre), multos ad suam sententiam perducit. Omnes ad arma incitat communis libertatis causā et, magnis coac­tis copiis, adversarios suos, a quibus («dai quali») paulo ante erat eiectus, expellit e civitate. Rex ab suis appellatur. Dimittit quoque ad alias gentes legationes. Celeriter sibi Senŏnes, Parisios, Pictŏnes, Cadur- La resa ad Alesia di Vercingetorige (Henri Paul Motte, XIX secolo; Le-Puy-en-Velay, Museo Crozatier). cos, Turŏnos, Aulercos, Lemovīces, Andes reliquos­que Con la capitolazione della roccaforte di Alesia, a seguito di omnes Oceanum attingentes, adiungit. Omnium con- un assedio mirabilmente condotto dalle legioni di Cesare, si conclude la vicenda del valoroso Vercingetorige. sensu ad Vercingetorīgem tribuĭtur imperium. notizie sull'autore

cesare

Cesare rappresenta sicuramente una delle personalità piú significative della storia romana: unico tra tutti i condottieri, scrisse di propria mano le sue gesta. Nato nel 100 a.C. da una famiglia aristocratica, la gens Iulia, che faceva risalire le sue origini a Iulo, il figlio di Enea, fu per tutta la vita legato al partito democratico dei populares. Tra le date fondamentali ricordiamo il 69 a.C., quando egli cominciò il cursus honorum come questore in Spagna, e il 60 a.C., anno in cui si accordò con gli altri due uomini piú influenti e potenti dell’epoca, Crasso e Pompeo, con i quali strinse il cosiddetto triumvirato, un accordo che lo portò al consolato nel 59 a.C. Allo scadere della carica ottenne per cinque anni il proconsolato della Gallia, che allora comprendeva la Cisalpina, corrispondente alla Pianura Padana, e la Narbonese, l’attuale Provenza. La regione era abitata da popolazioni bellicose e inquiete, i Celti, mentre ai confini premevano i Germani. La conquista della Gallia si svolse dal 58 al 52 a.C.: Cesare aggiunse allo Stato romano nuove e ricche province e portò il confine fino al Reno e al mare del Nord. Benché la conquista della Gallia sia presentata da Cesare come un atto di difesa dello Stato romano, egli, in realtà, si serví di tale impresa per porre le basi del suo potere personale. Di ritorno verso Roma, infatti, scoppiò la guerra contro Pompeo e i pompeiani, durata dal 49 al 45 a.C. e terminata con la vittoria definitiva di Cesare a Munda; divenne in questo modo dittatore a vita, ma esercitò tale carica soltanto per pochi mesi: alle Idi di marzo del 44 a.C., Cesare fu ucciso dai congiurati appartenenti alla nobilitas senatoria. La sua morte, tuttavia, non fermò il processo di trasformazione dello Stato romano, che passò dalla Repubblica al Principato. Le sue imprese sono raccontate da Cesare stesso nei Commentarii de bello gallico, in sette libri, e nei Commentarii de bello civili, in tre libri. I commentari sono una sorta di memoriale, una raccolta di appunti sugli eventi contemporanei, di cui Cesare fu protagonista indiscusso.

Dentro al testo 1. Individua nel testo tutti gli ablativi assoluti. 2. S volgi l’analisi logica delle seguenti espressioni: summae potentiae; ob eam causam; a civitate; ad arma; ex oppido; Gergovia; communis libertatis causā; rex. 3. Chi è Vercingetorige? Che cosa era accaduto a suo padre? 4. Quali iniziative militari prende Vercingetorige?

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RIPASSO rECUPERO aPPROFONDISCO RIPASSO Indica con una crocetta se le seguenti affermazioni sono vere o false e, nel caso, correggile  1. Il nominativo plurale del pronome dimostrativo ille, illa, illud è illi, illa, illae.  2. L’accusativo maschile singolare del pronome is, ea, id è id.  3. Il pronome determinativo idem, eadem, idem significa «il medesimo».  4. Hoc tempore significa «in questo tempo».  5. Eundem virum significa «il medesimo uomo».  6. Il participio futuro ha spesso valore causale.  7. Duces oppugnaturi significa «i comandanti sul punto di combattere».  8. Il costrutto dell’ablativo assoluto deve essere sempre reso con una proposizione temporale.  9. L’ablativo assoluto deve sempre avere lo stesso soggetto della reggente. 10. Natura duce significa «sotto la guida della natura».

V F                    

➜ Rispondi brevemente alle seguenti domande 1. Come si traduce in italiano amatus eram? 2. Quali sono gli usi dei determinativi idem e ipse? 3. Quali sono gli usi del determinativo is, ea, id? 4. Con quali locuzioni si può rendere in italiano la coniugazione perifrastica attiva? 5. Da quali elementi è costituito l’ablativo assoluto?

RECUPERO 1

 nalizza le seguenti voci verbali dell’indicativo attivo e passivo delle quattro coniugazioni, A individuando tempo, persona, numero e forma, quindi traduci, come nell’esempio tempo

parabamur

imperfetto

persona

I

numero

plurale

forma

passiva

traduzione

eravamo preparati

putati sumus viderat vidĕratis ducar duxerānt puniebamini puniveris missae estis

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Unità 7 

RIPASSO  rECUPERO  aPPROFONDISCO

misĕrant rapiemus rapti eratis interfecisti interfecti erunt

2 Indica la traduzione corretta tra quelle proposte hae regiones hoc tempus illīus officii harum ancillarum iisdem diebus illae villae ipsi fratri idem templum istīus necis has leges istorum puerorum id lumen haec negotia illas mulieres a questo Stato a quella sorella di codesti soldati questi doni (sogg.) della medesima legge

£  queste regioni (sogg.) £  quel tempo £  di questo dovere £  a queste ancelle £  in questi giorni £  a quella villa £  quei fratelli (sogg.) £  il medesimo tempio £  di codesta strage £  queste leggi (sogg.) £  di questi ragazzi £  quella luce (sogg.) £  questi affari £  o quelle donne £  huic rei publicae £  illam sororem £  ipsorum militum £  istum donum £  eiusdem legis

£  questa regione (ogg) £  a quel tempo £  di quel dovere £  di queste ancelle £  nei medesimi giorni £  queste ville (sogg.) £  allo stesso fratello £  questo tempio £  della stessa strage £  queste leggi (ogg.) £  di codesti ragazzi £  a quella luce £  codesti affari £  quelle donne (ogg.) £  hanc rem publicam £  illi sorori £  istorum militum £  haec dona £  illīus legis

£  quelle regioni (ogg.) £  questo tempo £  del medesimo dovere £  di quelle ancelle £  in quei giorni £  quelle ville (sogg.) £  a quel fratello £  o quel tempio £  di questa strage £  o queste leggi £  degli stessi ragazzi £  la stessa luce £  i medesimi affari £  queste donne (ogg.) £  illi rei publicae £  ipsi sorori £  illorum militum £  ista dona £  huius legis

3 Traduci le seguenti forme perifrastiche   1. dicturi erant

........................................................................

  2. mansurus ero

........................................................................

  3. missura es

........................................................................

  4. ventura sunt

........................................................................

  5. imperaturi fuistis

........................................................................

  6. eravate sul punto di combattere

........................................................................

  7. le donne stanno per piangere

........................................................................

  8. i nemici erano stati sul punto di vincere

........................................................................

  9. il comandante aveva l’intenzione di arruolare nuove truppe

........................................................................

10. ho l’intenzione di scrivere

........................................................................

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Unità 7 

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4 Traduci in forma implicita i seguenti ablativi assoluti 1. deleta urbe

.. ...................................................................................................................................................

2. venientibus puellis

.. ...................................................................................................................................................

3. missis legatis

.. ...................................................................................................................................................

4. auctore consule

.. ...................................................................................................................................................

5. occidente sole

.. ...................................................................................................................................................

5 Nelle seguenti frasi sostituisci alla proposizione subordinata l’ablativo assoluto, quindi traduci 1. Postquam Roma a Gallis capta erat, Camillus ab exilio revocatus est.

.. ..................................................................................................................................................................................................

.. ..................................................................................................................................................................................................

2. Cum Saturnus regnabat, aetas aurea floruit.

.. ..................................................................................................................................................................................................

.. ..................................................................................................................................................................................................

3. Dum Persae appropinquant, Athenienses urbem reliquērunt.

.. ..................................................................................................................................................................................................

.. ..................................................................................................................................................................................................

4. Postquam Troia deleta erat, Aenēas profugus in Latium pervēnit.

.. ..................................................................................................................................................................................................

.. ..................................................................................................................................................................................................

5. Cum Cicero et Antonius consules erant, Catilina coniurationem in rem publicam paravit.

.. ..................................................................................................................................................................................................

.. ..................................................................................................................................................................................................

6 Confronta il testo latino con la traduzione proposta, trova gli errori e infine traduci correttamente

  1. Iubente Vercingetorīge, Galli consilium cepērunt ex oppido profugĕre. Dopo che Vercingetorige ebbe dato l’ordine, i Galli decisero di fuggire dalla città.   2. Graeci et Romani Delphos veniebant oraculum consulturi. I Greci e i Romani andavano a Delfi consultando l’oracolo.   3. Romani bellum cum Carthaginiensibus gesturi erant. I Romani intraprendono una guerra contro i Cartaginesi.   4. Illi enim, cum a Persis devicti sunt, quia servitutem non tolerabant, Asiam reliquērunt novas sedes in Europa quaerentes. Quegli stessi, dopo che erano stati vinti dai Persiani, poiché non sopportavano la schiavitú, lasciavano l’Asia e cercavano nuove sedi in Europa.   5. Barbari, cum pugnaturi sunt, animos pugnantium clamoribus et cantibus excĭtant. I barbari, mentre combattevano, incitavano gli animi dei combattenti con grida e canti.

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Unità 7 

7

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Leggi attentamente il seguente brano, traduci e svolgi l’attività di analisi proposta

Morte di Asdrubale Asdrubale, fratello del grande comandante cartaginese Annibale e pari a lui nel valore, morí in Italia combattendo contro i Romani nella battaglia del Metauro. Hasdrŭbal Carthaginiensis, Hannibălis frater, dux fuit maxime strenuus peritusque. Bello Punico secundo, ingenti in Hispania exercitu comparato, Pyrenaeis montibus Alpibusque superatis, in Italiam descendit adiuturus Hannibălem cum Romanis dimicantem. Sed, cum coniuncturus erat copias suas cum fratris exercitu, Romanorum senatus in eum exercitus consulares misit. Apud Metaurum flumen Hasdrŭbal cum consulibus Livio Salinatore et Claudio Nerone conflixit. Carthaginiensium dux, acie in planitie contra Romanos instructā, proelii signum dedit atque in hostium agmina elephantos immīsit. Iam Romani, ignotarum belvarum specie perterrĭti, in castra recessuri erant, cum repente Claudius consul a dextero cornu cum equitatu in hostes impetum fecit et brevi tempore proelii exitum mutavit. Hasdrŭbal, milites suos cedentes videns, exemplo ac verbis eorum animos confirmavit, fugientes revocavit et compluribus locis pugnam restituit; sed postrēmo, graviter vulneratus atque ab hostibus undique circumdătus, strenue pugnans cecĭdit.

Dentro al testo 1. 2. 3. 4.

Individua nel testo tutti gli ablativi assoluti. Individua nel testo i participi futuri e le perifrastiche passive. Descrivi le imprese di Asdrubale. Come avviene la morte del grande condottiero?

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Unità 7 

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approfondisco

 La politica

Il Foro romano: a destra e in primo piano si vedono le rovine del Tempio di Saturno, dove si custodivano l’aerarium (il tesoro statale), le leggi e i decreti del senato.

A

Roma le istituzioni politiche, chiamate instituta, furono diverse a seconda dei periodi. La prima forma di governo fu la monarchia, il regnum, retta da un re, il rex, coadiuvato da un consiglio di anziani, il senatus; Roma fu diretta da un governo monarchico dal 753 al 509 a.C., anno della cacciata dell’ultimo re, Tarquinio il Superbo. Fu quindi istituita la repubblica, res publica, che durò fino alla salita al potere di Augusto (27 a.C.), con cui si inaugurò il principato, principatus, che in Occidente terminò nel 476 d.C., con la deposizione dell’ultimo imperatore Romolo Augustolo. Il grande oratore e uomo politico Cicerone spiegava il termine res publica come res populi, «cosa del popolo», intendendo con tale termine, non una particolare forma politica, ma lo Stato in quanto tale. Cosí il civis Romanus aveva il dovere di partecipare alla vita dello Stato attraverso le istituzioni: doveva collaborare al buon funzionamento di esso, facendo sí che l’impegno politico prevalesse su ogni altra attività. I cittadini eminenti, i principes, «i primi», sostenuti da tutti i boni, «i benpensanti», gestivano e amministravano il po-

tere nell’interesse dell’intera comunità. Lo storico greco Polibio, giunto a Roma come ostaggio, ebbe modo di studiare le istituzioni della città durante la sua permanenza forzata, dal 167 al 150 a.C. Dalla sua analisi emerge il fatto che le istituzioni romane contemperano al loro interno tutte le forme di governo: i consoli (consules) rappresentano la forma monarchica, il senato (senatus) l’aristocrazia, i comizi (comitia) la democrazia. Secondo Polibio, proprio l’equilibrio tra consules, senatus e comitia garantiva stabilità e forza alla repubblica ro­mana. Le cariche pubbliche dello Stato romano erano chiamate magistratus od honores, «magistrature». In età repubblicana esse erano temporanee, di norma di un anno, collegiali, ovvero ricoperte da due o piú persone, elettive e gratuite. Solo i maschi nati liberi e in possesso della cittadinanza romana potevano ricoprire una carica pubblica e non percepivano alcun compenso. Ne erano esclusi i liberti e gli stranieri, anche se risiedevano a Roma. La suprema carica della repubblica era il consolato, a cui il cittadino arrivava dopo aver ri-

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Unità 7  coperto una serie di magistrature. La «carriera politica» del cittadino romano era il cosiddetto cursus honorum, che comprendeva la questura, l’edilità o il tribunato della plebe, la pretura, il consolato e la censura. Le elezioni di solito si svolgevano nel mese di luglio: coloro che aspiravano alle varie magistrature dovevano dichiarare la propria intenzione (professio) a un magistrato con funzione di presidente dell’assemblea elettorale, nominato dal senato. Tale magistrato iscriveva i candidati in apposite liste, dopo aver controllato che fossero in possesso dei requisiti di legge. La data della convocazione delle assemblee pubbliche in cui il popolo romano si riuniva per eleggere i magistrati (comitia) era resa nota circa un mese prima: il senato sceglieva il giorno in accordo con i magistrati in carica, dopo che gli àuguri, tratti gli auspici, avevano giudicato fausto il giorno prescelto. L’aspirante alle cariche pubbliche doveva, durante tutto il periodo precedente la data delle elezioni, indossare una toga bianca (toga candida), da cui deriva il nome di candidatus, «vestito di bianco». Egli girava per la città accompagnato da uno schiavo dotato di buona memoria, il nomenclator, che aveva la funzione di ricordare al candidato le persone che aveva incontrato e con cui aveva parlato per garantirsi il loro voto. Allo stesso tempo clienti, schiavi e amici dei candidati facevano propaganda nelle strade, nelle botteghe, nei tribunali, invitando la gente a votare per lui. C’era anche l’abitudine di far dipingere sui muri delle città slogan elettorali con i nomi dei candidati posti in primo piano, come si può ancora oggi vedere sui muri della città di Pompei. Nel giorno stabilito si riunivano, dunque, i comizi elettorali. Il termine comitia deriva da comitium, cum + ire, «andare insieme», quindi «riunirsi», cosa che avveniva nel luogo del Foro, posto ai piedi del Campidoglio, dove, secondo la tradizione, si radunavano i cittadini divisi per curie (la curia è un insieme di dieci gentes). I comitia potevano infatti essere convocati per curiae, per centuriae e per tribus. I comitia curiata, «comizi curiati convocati per curie», formati dai soli patrizi, erano la piú antica assemblea popolare, ma in età repubblicana il loro potere si limitò all’investitura dei magistrati eletti nelle altre due assemblee, a cui tali

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comizi conferivano l’imperium. I comitia centuriata, «comizi centuriati convocati per centurie», erano le assemblee dei cittadini, divise secondo il censo in 193 centurie, la maggior parte delle quali costituite da patrizi e cavalieri; esse eleggevano i magistrati cum imperio1, cioè consules, praetores, dictatores, e si riunivano nel Campo Marzio. Infine i comitia tributa, «comizi tributi convocati per tribú», erano le assemblee di tutti i cittadini, suddivisi in 35 tribú in base al luogo di residenza. Essi eleggevano i magistrati sine imperio, cioè quaestores, aediles, tribuni plebis, e si riunivano nel Campo Marzio o nel Foro. In occasione delle elezioni, nel Campo Marzio o nel Foro si costruivano dei recinti in legno (saepta), entro i quali si riunivano per votare gli elettori divisi per centurie o per tribú. Quando un elettore entrava nei saepta, riceveva una tabella, «tavoletta», sulla quale scriveva il nome del candidato che voleva fosse eletto. Chi aveva riportato il maggior numero di voti veniva eletto. Il presidente dell’assemblea proclamava gli eletti, che però divenivano effettivi solo con il primo di gennaio, dopo l’uscita di carica dei vecchi magistrati. Il primo grado del cursus honorum era la questura: i quaestores erano magistrati inferiori addetti all’amministrazione del pubblico erario, alla riscossione delle imposte e dei tributi e alla gestione delle spese militari. Da due, che erano in origine, crebbero fino a quaranta. Seguiva l’edilità: gli aediles erano magistrati inferiori addetti alla cura della città. Essi erano, infatti, preposti alle costruzioni pubbliche, all’approvvigionamento, all’allestimento di giochi e spettacoli; avevano, inoltre, funzioni di polizia urbana. Erano in numero di quattro: due patrizi e due plebei. Si accedeva, quindi, alla pretura: i praetores erano magistrati superiori cui spettava l’esercizio del potere giudiziario; potevano anche comandare una legione e, alla fine del loro mandato, governare una provincia. Con l’estendersi del dominio di Roma e con l’incremento della popolazione, il loro numero crebbe fino a sedici. La massima carica dello Stato era il consolato: i consules erano due ed esercitavano il potere esecutivo; erano eponimi, ovvero i loro nomi designavano l’anno durante il quale erano in carica; governavano a turno per un anno, amministravano gli af-

1 Detenere l’imperium significava avere il massimo potere decisionale in pace e in guerra, nell’interpretazione e nell’applicazione delle leggi, e la facoltà di infliggere la pena di morte.

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fari pubblici interni ed esterni, curavano l’applicazione delle leggi e presiedevano il senato. Potevano inoltre porre il veto, il cosiddetto ius intercessionis, sugli atti delle altre magistrature e alla fine del loro mandato diventavano governatori di province importanti con il titolo di proconsoli. Se durante il mandato uno dei due moriva, veniva sostituito dal consul suffectus, «console sostituto». Un’altra carica fondamentale era la censura: i censores erano due magistrati superiori eletti ogni cinque anni tra gli ex consoli. Rimanevano in carica diciotto mesi e dovevano redigere le tabulae censoriae, liste da cui era possibile rilevare la condizione civile e patrimoniale di ogni cittadino: si trattava di un’operazione fondamentale per determinare gli obblighi tributari e militari. Inoltre dovevano vigilare sul comportamento dei cittadini e sulla loro moralità, appaltare i lavori pubblici (strade, acquedotti, templi, etc.) e controllarne l’esecuzione. Infine va ricordato il tribunato della plebe: i tribuni plebis erano magistrati plebei istituiti dopo la secessione della plebe sul Monte Sacro o sull’Aventino (494 a.C.) per difendere i diritti e gli interessi della plebe. Essi avevano il diritto di veto sulle delibere degli altri magistrati e del senato e la loro persona era considerata sacra e inviolabile, sacrosanc­ ta. Pertanto chi avesse recato loro violenza poteva essere ucciso legittimamente. Il supremo organo direttivo della vita politica romana era il senato, espressione dell’aristocrazia

conservatrice romana. In origine era probabilmente un’assemblea di anziani, in quanto il termine senatus ha la stessa radice di senex, «vecchio», composta dai capi delle famiglie patrizie, i patres, sostantivo con cui di norma sono designati gli stessi senatori. Il senato aveva importanti prerogative, quali dichiarare guerra, stipulare trattati, nominare i governatori delle province, proporre leggi. Si riuniva di norma nella Curia e tutte le sue deliberazioni, dette senatus consulta, avevano valore di legge. In caso di pericolo estremo per lo Stato, il senato ricorreva al senatus consultum ultimum, un decreto eccezionale con cui sospendeva le funzioni di tutte le magistrature ordinarie e, con la formula Videant consules ne quid res publica detrimenti capiat, «I consoli provvedano che lo Stato non abbia alcun danno», conferiva ai consoli o ad altri magistrati i pieni poteri2. I senatori erano in origine 300, ma il loro numero crebbe di molto in età imperiale; essi indossavano una toga ornata da una lunga striscia di porpora, il cosiddetto latus clavius («laticlavio»), che divenne l’abito di ordinanza nelle riunioni del senato. Una magistratura straordinaria, a cui si ricorreva solo in circostanze politiche o militari di particolare gravità, era la dittatura. Il dictator era nominato da un console su indicazione del senato, rimaneva in carica per sei mesi e aveva poteri esecutivi e giudiziari straordinari e assoluti.

2 Il 21 ottobre del 63 a.C. il senato romano emanò il senatus consultum ultimum con cui attribuiva poteri eccezionali ai consoli Cicerone e Antonio per contrastare il tentativo di colpo di Stato messo in atto dal nobile Catilina.

 La voce del passato Il senato, il consolato, la dittatura e il tribunato Nel passo che ti proponiamo Eutropio descrive alcune magistrature, ovvero: il senato, la cui introduzione è attribuita al primo re, Romolo, che ne fece un consiglio di anziani; il consolato, suprema carica civile e militare; la dittatura, magistratura straordinaria istituita per la prima volta nel 501 a.C., per reprimere un tentativo di ripristinare la monarchia; infine il tribunato della plebe, introdotto a seguito della secessione della plebe sull’Aventino, nel 494 a.C. Prima di passare alla lettura, devi sapere che Eutropio è un autore latino vissuto nel IV secolo d.C. alla corte imperiale di Costantinopoli. L’imperatore Valente (364-378 d.C.) lo nominò magister memoriae, «segretario addetto alla corrispondenza del sovrano», e gli richiese un compendio di tutta la storia romana. Egli compose perciò il Breviarium ab Urbe condita, in 10 libri, opera che abbraccia il periodo compreso tra le vicende di Romolo e il 364, anno della morte dell’imperatore Gioviano. L’opera è caratterizzata da uno stile chiaro e semplice, con cui Eutropio riesce a condensare in poche righe episodi salienti della storia romana: suo scopo principale è, infatti, quello di informare Valente delle principali vicende occorse nell’Urbe, dando un’immagine eroica della città e del suo dominio.

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Eutropio, Breviarium ab Urbe condita I, 2, 1; I, 9, 1-4; I, 12, 1-3; I, 13, 1

[2] Condita civitate, quam ex nomine suo Romam vocavit, haec fere egit. Multitudinem finitimorum in civitatem recepit, centum ex senioribus legit, quorum consilio omnia ageret, quos senatores nominavit propter senectutem. [9] Hinc consules coepere, pro uno rege duo, hac causa creati, ut, si unus malus esse voluisset, alter eum, habens potestatem similem, coerceret. Et placuit, ne imperium longius quam annuum haberent, ne per diuturnitatem potestatis insolentiores redderentur, sed civiles semper essent, qui se post annum scirent futuros esse privatos. Fuerunt igitur anno primo ab expulsis regibus consules L. Iunius Brutus, qui maxime egerat, ut Tarquinius pelleretur, et Tarquinius Collatinus, maritus Lucretiae. Sed Tarquinio Collatino statim sublata est dignitas. Placuerat enim, ne quisquam in urbe remaneret, qui Tarquinius vocaretur. Ergo accepto omni patrimonio suo ex urbe migravit, et loco ipsius factus est L. Valerius Publicola consul. [12] Nono anno post reges exactos, cum gener Tarquini ad iniuriam soceri vindicandam ingentem collegisset exercitum, nova Romae dignitas est creata, quae dictatura appellatur, maior quam consulatus. Eodem anno etiam magister equitum factus est, qui dictatori obsequeretur. [...] Dictator autem Romae primus fuit T. Larcius, magister equitum primus Sp. Cassius. [13] Sexto decimo anno post reges exactos seditionem populus Romae fecit, tamquam a senatu atque consulibus premeretur. Tum et ipse sibi tribunos plebis quasi proprios iudices et defensores creavit, per quos contra senatum et consules tutus esse posset.

[2] Fondata la città, che dal suo nome chiamò Roma, fece all’incirca queste cose. Accolse nella città una folla di vicini, scelse tra gli anziani cento, in base al consiglio dei quali facesse ogni cosa, i quali a causa della loro vecchiaia chiamò senatori. [9] Di qui ebbero inizio i consoli, due al posto di un solo re, creati a questo scopo, perché se uno avesse voluto essere malvagio, l’altro lo tenesse a freno, avendo un simile potere. E si decise che il potere non durasse piú di un anno, affinché non fossero resi troppo arroganti per la lunga durata del potere, ma fossero sempre civili poiché sapevano che dopo un anno sarebbero stati privati cittadini. Nel primo anno, dunque, dopo la cacciata dei re furono consoli Lucio Giunio Bruto e Tarquinio Collatino, marito di Lucrezia. Ma a Tarquinio Collatino fu tolta la carica. Infatti si era deciso che in città non rimanesse nessuno che si chiamasse Tarquinio. Perciò, ricevuto tutto il suo patrimonio, uscí dalla città e al suo posto fu eletto console Lucio Valerio Publicola. [12] Otto anni dopo la cacciata dei re, avendo il genero di Tarquinio raccolto un grande esercito per vendicare l’offesa del suocero, a Roma fu creata una nuova carica, che viene chiamata dittatura, piú importante del consolato. Nel medesimo anno fu eletto anche un maestro della cavalleria che seguisse il dittatore. […] Il primo dittatore a Roma fu Tito Larcio, il primo maestro della cavalleria Spurio Cassio. [13] Quindici anni dopo la cacciata dei re, il popolo romano fece una secessione come se fosse oppresso dal senato e dai consoli. Allora anch’esso per sé creò i tribuni della plebe come se fossero propri giudici e difensori, per mezzo dei quali potesse essere sicuro contro il senato e i consoli.

[2] Después de la fundaciòn de la ciudad, que se llamò Roma por el nombre de Ròmulo, llevò a cabo en términos generales lo siguiente: acogiò dentro de la ciudad a un gran número de habitantes de los alredadores y eligiò a cien entre los mayores, con cuyo consejo pudiera gobernar todo, a quienes en razòn de su edad llamò senadores. [9] Entonces empezaron a gobernar los cònsules. Fueron elegidos dos, en lugar de un único rey, para que, en caso de que uno pretendera actuar de manera perjudicial, el otro cònsul, que tenía poderes semejantes, ejerciera algún control sobre él. También se acordò que no gobernan màs de un año, para que no se volvieran damasiado prepotentes por haber ejercido el poder durante largo tiempo, sino que fueran siempre ciudadanos conscientes de que después se un año volverían a la vida privada. Busto del Bruto Capitolino, identificato con il primo console romano Lucio Giunio Bruto (III secolo a.C.; Roma, Musei Capitolini).

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Así pues, en el primer año tras la expulsiòn de los reyes, fueron cònsules Lucio Junio Bruto, quien había tenido una destacada actuaciòn en la expulsiòn de Tarquinio, y Tarquinio Colatino, marido de Lucrecia. Pero en seguida la fue quitado a Tarquinio Colatino el cargo, pues se había decidido que no pudiera permanecer en la ciudad nadie que llevara el nombre de Tarquinio. Por tanto, después de recoger todo su patrimonio, abandonò la ciudad y en su lugar fue nombrado cònsul Lucio Valerio Publícola. [12] Al noveno año después de la expulsiòn de los reyes, tras reunir el yerno de Tarquinio un gran ejército para vengar la afrenta hecha a su suegro, se creò en Roma una nueva magistratura, mayor que la del consulado, que se llama dictadura. El mismo año también se nombrò un jefe de caballería, para que ayudara al dictador. [...] El primer dictador en Roma fue Tito Larcio y el primer jefe de caballería Espurio Casio. [13] Al decimosexto año después de la expulsiòn de los reyes, el pueblo de Roma se sublevò creyéndose oprimido por el senado y los cònsules. Fue entonces cuando el proprio pueblo creò los tribunos de la plebe, una especie de jueces y defensores , para poder, por medio de ellos, protegerse del senato y los cònsules. (trad. E. Falque)

Ora tocca a te 1. Che cos’è condita urbe e quale valore assume? 2. Che cos’è accepto omni patrimonio e quale valore assume? 3. Rintraccia nel testo pronomi e aggettivi dimostrativi e analizzali. 4. A quale espressione latina corrisponde la traduzione «otto anni dopo la cacciata dei re»? Qual è la traduzione letterale? Come viene resa in spagnolo? 5. Qual è l’etimologia del termine «senatore»? 6. Per quale motivo Tarquinio Collatino fu mandato in esilio? 7. Qual è l’occasione che dà luogo all’istituzione della dittatura? 8. Perché furono istituiti i tribuni della plebe? 9. Il termine latino seditio, seditionis deriva da se, prefisso che indica separazione, e da itum, supino del verbo eo, «vado», e assume nel testo il significato di «secessione». Con l’aiuto del vocabolario di italiano spiega il significato di tale termine, rintraccia il corrispondente spagnolo e cerca i termini equivalenti nelle principali lingue europee. 10. Cerca sul vocabolario di latino i vari significati del sostantivo dignitas, quindi, con l’aiuto del vocabolario d’italiano e di spagnolo, scrivi tutte le parole della stessa famiglia derivate dal nome latino; rintraccia, poi, nelle principali lingue europee i termini di ascendenza latina. Rifletti, infine, sul significato del termine dignitas nel brano presentato e stendi una breve riflessione sulla tua idea di «dignità della persona».

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Viva Verba