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Sezione 5

Dal gioco allo sport

Capitolo 16 Lo sport nasce dal gioco Capitolo 17 I giochi sportivi di squadra con la palla Capitolo 18 I giochi sportivi con la racchetta Capitolo 19 Giochi e sport tradizionali


Sezione 5 » Dal gioco allo sport

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Capitolo 16

16.1

P

Lo sport nasce dal gioco Giocare per imparare e confrontarsi

ossiamo definire gioco qualsiasi attività individuale o collettiva svolta per il piacere che procura la sua stessa pratica, senza alcuna finalità se non il puro divertimento. Per i piccoli di molti animali il gioco ha un ruolo fondamentale per lo sviluppo delle capacità fisiche e mentali. Giocando, il cucciolo apprende su se stesso e sul suo ambiente tutto ciò che gli occorre; acquisisce dunque comportamenti che in futuro saranno fondamentali per la vita pratica e di relazione della sua specie. Per il «cucciolo d’uomo», che deve prepararsi a comportamenti relazionali molto piú complessi, il gioco è ancora piú importante. Attraverso il gioco, egli comincia a capire come possono essere usati gli oggetti, si rende conto dell’esistenza di regole di comportamento che vanno rispettate, impara a perseverare e ad avere fiducia nelle sue capacità, e contemporaneamente a dare sfogo alla propria fantasia e creatività. Il gioco ha un ruolo fondamentale non solo nell’infanzia, ma anche nella vita da adulti e assume nel corso degli anni una serie infinita di valenze e di significati diversi. Basti pensare che fin dall’antichità il gioco veniva usato nelle celebrazioni religiose in onore delle divinità, come forma di addestramento all’arte militare, come momento di convivialità e piú tardi ha acquisito un particolare valore sociale e civile. Tuttavia, il gioco è spesso inteso come sinonimo di divertimento, di tempo libero, di superficialità fine a se stessa, come un momento di disimpegno; insomma, è confuso con qualcosa di poco significativo, di superfluo perché non direttamente utile al raggiungimento di un obiettivo. In realtà, esso costituisce per l’uomo un momento di impegno massimo, in cui si mette in atto uno sforzo teso a produrre la miglior prestazione. Attraverso il gioco ci esercitiamo a conoscere nuove situazioni, a verificare le nostre abilità, a sfruttare le esperienze precedenti, a comprendere le strategie degli altri per fronteggiarle al meglio, migliorando la nostra fantasia motoria. Quindi il gioco aiuta a conoscerci meglio, a migliorare la nostra personalità e a sviluppare la nostra intelligenza. Durante il gioco siamo costretti a prendere continuamente decisioni, e quanto piú rapide ed efficaci si dimostreranno tanto piú sarà alta la qualità del gioco. Il gioco, sopratutto per gli adulti, si trasforma in un’attività individuale o collettiva di confronto, in una gara per affermare certe radici culturali, superare le difficoltà degli ambienti naturali e dimostrare le capacità acquisite. Con la consapevolezza di poter imparare giocando, è fondamentale però che il confronto sia vissuto come un momento di crescita, un’occasione di apprendimento e di miglioramento, e non invece come una possibilità per dimostrare di essere migliori di altri, con intenti denigratori.


Capitolo 16 » Lo sport nasce dal gioco

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I modi attraverso i quali può esprimersi il gioco sono tanti: vi sono i giochi di parola, le sciarade, i giochi poetici; i giochi che venivano praticati nel Medioevo, come i tornei, le giostre, i pali equestri; i giochi di società con le carte, con le pedine, i dadi ecc.; i giochi di abilità e di prestidigitazione; i giochi enigmistici e matematici; i giochi che si esprimono con gestualità fisiche, chiamati giochi di movimento; i giochi sportivi.

Odissea, libro VIII, vv. 97-103, trad. di Ippolito Pindemonte: Alcinoo, re dei Feaci, invita i suoi uomini migliori a partecipare ai giochi indetti in onore di Ulisse, ospite del suo paese, per dimostrargli il valore del suo popolo.

16.2

Alcinoo … piú non aspettando: «Udite», disse, «Della Feacia condottieri e prenci. Già del comun convito, e dell'amica de’ conviti solenni arguta cetra godemmo. Usciamo, e ne’ diversi giuochi proviamci, perché l'ospite, com’aggia rimesso il piè nelle paterne case, narri agli amici, che l'udranno attenti, quanto al cesto e alla lotta, e al salto e al corso, cede a noi, vaglia il vero, ogni altra gente».

I giochi popolari

I

l gioco inteso come svago e passatempo per gli adulti per lungo tempo è stato appannaggio delle classi agiate. In epoca medievale, per esempio, solo la nobiltà partecipava alle giostre, ai tornei, ai pali equestri, in cui i cavalieri mostravano le loro doti di coraggio, destrezza, precisione. In particolari occasioni, legate a celebrazioni religiose, alle feste patronali, alla fiera, al carnevale, anche il popolo prendeva parte a giochi di abilità e forza (come il tiro alla fune, l’albero della cuccagna ecc.), che ancora oggi sono l’ingrediente tipico delle feste paesane, o assisteva a gare organizzate per il suo divertimento (lancio della pietra, lotta, salto in lungo, corsa) nelle quali i campioni, talvolta veri e propri professionisti, si sfidavano per conquistare onori e denaro per sé e per coloro che li ingaggiavano. Con l’evoluzione dei processi industriali e la riduzione del tempo impiegato nel lavoro, anche le classi meno abbienti hanno visto crescere la loro disponibilità di tempo libero e hanno potuto dedicarsi a giochi ricreativi e di svago.


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Ancora oggi un po’ in tutta l’Italia in particolari occasioni si rievocano giochi che si rifanno alla storia e alle tradizioni del nostro paese. Spesso all’organizzazione dei giochi si accompagnano vere e proprie ricostruzioni storiche, con cortei che vedono la partecipazione della popolazione abbigliata nelle fogge di un tempo. Ricercare le origini e le ragioni culturali che hanno prodotto certe manifestazioni, confrontare le abitudini sportive del passato e del presente, con riferimento anche a quelle di altri paesi, è un modo per riscoprire tradizioni spesso dimenticate, che pur fanno parte del patrimonio culturale di ogni popolo.

16.3

D

Dal gioco allo sport

alla rielaborazione di antichi giochi tradizionali hanno avuto origine molte discipline sportive moderne che si sono diffuse poi in tutto il mondo. Per diventare sport, i giochi sono stati codificati entro regole ben precise, accettate incondizionatamente da tutti coloro che li praticano, e fissati istituzionalmente in tutti gli elementi essenziali (tempo, spazio, modalità, oggetti, partecipanti). Lo sport deve essere divertimento, gioco, confronto per il piacere di competere con gli altri in un’attività motoria, e non per prevaricare o umiliare gli avversari con spirito di sopraffazione o violenza. Se dunque si riesce a mantenere vivo il vero spirito dello sport, esso può senz’altro divenire uno degli obiettivi fondamentali delle scienze motorie, soprattutto in vista dell’acquisizione e del consolidamento di sane abitudini di vita. In tal senso, è opportuno sottolineare come l’attività sportiva, in quanto gioco, permetta di stimolare non soltanto la componente fisica ma anche quella mentale e persino emozionale dell’individuo. Esercitare la libertà personale nel rispetto di quella altrui, affrontare con equilibrio successi e sconfitte, reagire prontamente al repentino mutare delle situazioni, mettere a frutto la fantasia e la creatività, sono tutte manifestazioni di una personalità completa, cui l’attività ludico-sportiva può senza dubbio dare un notevole impulso. Nello schema proposto nella pagina a fianco, in cui si evidenziano gli elementi che concorrono alla formazione della personalità motoria, è chiaramente visibile il ruolo fondamentale che riveste in questo processo un’educazione che passa attraverso il gioco. L’importanza dell’attività fisica e sportiva per la crescita dell’individuo e per il bene


Capitolo 16 » Lo sport nasce dal gioco

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LA PERSONALITÀ MOTORIA DI OGNI INDIVIDUO COME RISULTATO DI UN’EDUCAZIONE «MO TORIA E SPORTIVA» LE FUNZIONI ORGANICHE-COGNITIVE-AFFETTIVE-SOCIALI SI ESPRIMONO ATTRAVERSO IL SISTEMA SENSOMOTORIO ESERCITANO GLI SCHEMI MOTORI DINAMICI E POSTURALI CHE SOSTENGONO LE CAPACITÀ MOTORIE DIVISE IN CAPACITÀ COORDINATIVE

CAPACITÀ CONDIZIONALI

CHE ESERCITATE SVILUPPANO LE NUOVE ABILITÀ MOTORIE CHE CONCORRONO A FORMARE

LA PERSONALITÀ MOTORIA DI OGNI INDIVIDUO COME RISULTATO DI UN’EDUCAZIONE ATTRAVERSO IL MOVIMENTO E FORME DI GIOCO LIBERO

La storia dello sport

E

DI UN’EDUCAZIONE DEL MOVIMENTO E DI FORME DI GIOCO SPORTIVO

della società era già nota sin dall’antichità; fino dalla comparsa delle prime grandi civiltà le attività ginniche e sportive hanno avuto un ruolo fondamentale, poi nel corso dei secoli l’educazione al movimento è divenuta parte integrante della formazione della persona, fino a che, in epoca moderna, lo sport è diventato un fenomeno di massa ed ha apportato conseguenze rilevanti in campo economico, sociale, educativo, assumendo dunque una valenza culturale e sociale ancora maggiore. Per questo è possibile ripercorrere la storia dell’umanità, non solo attraverso la conoscenza della storia, della letteratura, della filosofia e delle arti, ma anche attraverso lo studio della storia dello sport e dell’educazione al movimento. Se ti interessa approfondire queste tematiche potrai farlo sulla nostra piattaforma on-line ().


Sezione 5 » Dal gioco allo sport

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In questa sezione tratteremo alcune specialità sportive), individuandole fra quelle che con maggiore frequenza sono praticate dalle ragazze e dai ragazzi in ambito scolastico e al di fuori. Altri sport, come alcune specialità dell’atletica leggera, l’arrampicata sportiva, la ginnastica artistica, il nuoto, sono trattati nel capitolo 15 come principali espressioni dei movimenti fondamentali. Dal momento che la conoscenza dei codici di accesso del gioco, ossia degli strumenti minimi da usare, è indispensabile per poter giocare, cercheremo di fornire tali strumenti. Non si può infatti giocare a pallavolo o a calcetto se non si sono acquisiti i semplici gesti fondamentali o peggio se si è impacciati nel controllo elementare dei segmenti corporei. Prima di cominciare a giocare è dunque necessario applicarsi, e aspettare che tutti abbiano appreso le gestualità specifiche che permettono di usare in modo appropriato le espressioni del corpo durante la dinamica dei giochi.

Apoxyomenos (atleta a riposo), seconda metà del IV secolo a.C., Città del Vaticano, Museo Pio Clementino.

1. Spiega quale ruolo ha il gioco nello sviluppo di un individuo. 2. Spiega perché il gioco non è solo divertimento. 3. Elenca alcuni modi in cui si può esprimere il gioco. 4. Descrivi quale rapporto c’è tra il gioco e lo sport. 5. Spiega in quale modo lo sport contribuisce ad una crescita sana della persona. 6. Dopo aver spiegato cosa s’intende per «giochi popolari», fai qualche esempio.


Capitolo 17 » I giochi sportivi di squadra con la palla

Capitolo 17

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I giochi sportivi di squadra con la palla

Il gioco di squadra è una competizione in cui due gruppi si confrontano seguendo regole codificate. Tale confronto, volto a raggiungere precisi scopi (segnare una rete, far cadere la palla sul campo avversario ecc.), talvolta prevede un diretto contatto con l’avversario (giochi di contatto), altre volte si svolge su un terreno in cui le due squadre sono divise da una linea convenzionale (giochi di opposizione). Nella pratica dei giochi di squadra è necessario imparare a controllare i gesti per adeguarsi alle diverse situazioni, riuscire a prevedere e anticipare le azioni dei compagni e degli avversari e di conseguenza attuare valide strategie di difesa e di attacco. Per poter eseguire qualsiasi gioco sportivo in modo accettabile e produttivo per la propria squadra occorre conoscere gli elementi base del gioco. Naturalmente per ottenere buoni risultati sono essenziali la motivazione e l’impegno: raggiungere un traguardo, infatti, può richiedere tempo e sacrifici. Sia coloro che hanno esperienze e competenze specifiche sia coloro che non ne hanno affatto dovranno acquisire o migliorare le competenze di base. Vediamo adesso quali sono gli elementi base di un gioco sportivo.

Conoscere lo scopo del gioco, le regole principali e il campo di gioco Il complesso delle norme che stabilisce le regole del gioco e il comportamento corretto dei partecipanti, e che garantisce l’ordine e l’equità di ogni gara, è sancito dai regolamenti di gioco. Essi nascono inizialmente in modo arbitrario, per divenire mano a mano norme prescrittive che vanno assolutamente rispettate, pena la fine stessa del gioco. Ogni gioco sportivo possiede il suo regolamento e una federazione internazionale che ne garantisce la corretta applicazione. Le federazioni internazionali sono composte dai rappresentanti di tutti i paesi in cui si pratica un determinato sport, e questo permette di avere le stesse regole in qualsiasi parte del mondo. Le regole sono fatte rispettare da un’autorità presente sul campo di gioco (arbitro, giudice di gara), tuttavia esse non devono essere solo imposte dall’autorità ma condivise da tutti i giocatori. L’accettazione delle regole del gioco non solo rende possibile il gioco, ma costringe anche a delimitare la nostra discrezionalità, a misurare la nostra capacità all’interno della struttura normativa dei vari giochi e soprattutto la nostra lealtà sportiva. Inosmma, la regola rappresenta una vera e propria scuola per conoscere noi stessi e per imparare a rispettare gli altri. Il primo passo nell’apprendimento di un gioco sportivo consiste, quindi, nel comprenderne e saperne applicare le regole piú importanti; quando si è presa confidenza con il gioco, diventa necessario approfondire la conoscenza di queste regole, per poter giocare correttamente e sfruttare le opportunità e i vantaggi che il regolamento può offrire di volta in volta. Una puntuale conoscenza delle regole permette anche di svolgere ruoli di arbitraggio, oppure organizzativi e progettuali. Questo è auspicabile per coloro che per va-


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rie ragioni non hanno la possibilità di esprimersi nelle dinamiche del gioco vero e proprio (esonerati ecc.). Infine è importante sottolineare un altro elemento fondamentale dei giochi sportivi: il campo sportivo sul quale si svolge la gara. Il campo da gioco deve essere un luogo idoneo, con forma e misure regolamentari, e deve essere realizzato in materiale adatto alle caratteristiche del gioco. I requisiti strutturali dei campi da gioco si sono fatti nel tempo sempre piú funzionali per l’espressione ottimale del gioco stesso, e piú idonei a garantire lo svolgimento in sicurezza della competizione. Per questo, in ogni disciplina sportiva è fondamentale conoscere quali caratteristiche deve avere il campo di gioco. Tuttavia, possiamo affermare che ogni luogo è buono per il gioco sportivo, quando se ne sa comprendere e interpretare lo spirito e il valore. Calcio a cinque (42 x 25 metri) Pallamano (40 x 20 metri)

Pallacanestro (28 x 15 metri)

Pallavolo (18 x 9 metri)

Conoscere i fondamentali Nel gioco sportivo ogni singolo gesto ha una funzione precisa, che deve essere perfezionato con la tecnica. Attraverso la tecnica, la precisione e l’efficienza nascono azioni efficaci che consentono di ottenere il massimo profitto e le piú alte possibilità di successo, correndo minimi rischi e con il minor dispendio energetico. La tecnica viene elaborata e perfezionata grazie anche all’aiuto di sperimentazioni e studi scientifici. Nell’apprendimento della disciplina sportiva è, perciò, necessario prima di tutto acquisire la conoscenza delle tecniche di base (movimenti tecnici fondamentali). Nella sezione 4, abbiamo visto come coordinazione, equilibrio, forza, resistenza, velocità e mobilità (qualità motorie) diano al movimento le proprietà per esprimersi e come invece i movimenti fondamentali, utilizzando le qualità motorie, siano alla base di gesti piú complessi. I movimenti fondamentali semplici, come correre, saltare ecc.,


Capitolo 17 » I giochi sportivi di squadra con la palla

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sviluppati gradatamente, consentono di acquistare capacità specifiche in ogni singola disciplina. Quando, poi, si raggiunge un buon livello di specializzazione, si parla di abilità motorie. Le abilità motorie, come già detto, sono gesti piú complessi che sviluppano e migliorano l’efficacia e l’efficienza delle azioni sportive e di gioco. Con le specifiche esigenze di ciascuna disciplina sportiva, queste abilità si trasformano e si esprimono nei movimenti tecnici fondamentali (o fondamentali), che analizzeremo nel dettaglio piú avanti in ogni singolo sport. Di seguito, mostriamo alcuni dei movimenti fondamentali piú importanti applicati agli sport di squadra, che, raggiunto uno specifico grado di perfezionamento, si trasformano in fondamentali tecnici.

Condurre…

… la palla con le mani o con i piedi per dribblare l’avversario.

… la palla con le mani.

… attraverso l’uso di un attrezzo.

Passare o ricevere…

… la palla al compagno che si trova in una posizione favorevole fermando la palla.

… la palla velocemente per eliminare l’avversario.

… la palla all’indietro, nel rispetto delle regole del gioco.

Passare in bagher e ricevere in palleggio non fermando la palla.

Tirare…

… la palla in porta per segnare una rete.

… una schiacciata per conquistare un punto.

… la palla in alto contro la difesa avversaria.

… la boccia per avvicinarsi al pallino.


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Saltare…

… in due, uno in attacco, l’altro in difesa.

… sopra il muro avversario per fare gol.

… piú in alto per avvicinarsi al canestro.

… per colpire la palla di testa.

Contrastare…

… per sottrarre la palla.

… con il giusto anticipo per impedire l’azione dell’avversario.

… senza violenza, ma con decisione.

… per non consentire all’avversario di ricevere la palla.

Tuffarsi…

… per difendere la porta.

… per placcare un avversario.

… per evitare che il pallone tocchi il campo di gioco.

… per tirare in porta.

Gestire spazio e tempo di gioco Ciò che maggiormente determina la riuscita di un’azione di gioco è la capacità di utilizzare in modo ottimale il tempo e lo spazio di gioco. Dal momento che tutti i giochi sportivi di squadra si svolgono in uno spazio delimitato, è importante sviluppare la capacità di interpretazione di tale spazio, per imparare a sfruttarlo in modo funzionale. Inoltre la capacità di valutare i tempi di spostamento degli avversari, e ancor di piú della palla, consente di anticipare le traiettorie, di intercettare la palla o di porsi nella posizione migliore per riceverla. Sempre in relazione al concetto di tempo, ricordiamo che la velocità di spostamento dei giocatori, l’occupazione di determinate posizioni durante l’azione, la precisione e la rapidità con le quali vengono effettuati i passaggi o i tiri sono essenziali alla riuscita del gioco. Queste abilità sono il risultato di un lungo processo di apprendimento e di ottimizzazione.


Capitolo 17 » I giochi sportivi di squadra con la palla

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Non sempre chi ha le migliori qualità motorie o la tecnica piú evoluta è il piú efficace in campo, soprattutto se per impulsività commette scelte errate; è invece chi ha un buon controllo emotivo, e riesce a decidere rapidamente e in modo razionale, cosa che si rivela determinante nelle piú diverse situazioni. Per riuscire a giocare un ruolo attivo e vincente per la propria squadra occorre conoscere le piú comuni sequenze gestuali che si ripetono durante le dinamiche di gioco: si tratta di gesti non solo tecnici ma anche tattici individuali (marcatura, blocco ecc.).

Conoscere semplici tattiche di squadra e ruoli La prestazione ottimale nei giochi di squadra è frutto anche della tattica di gioco, ovvero l’insieme delle scelte relative allo schieramento dei giocatori e alla condotta di gara, da effettuarsi in tempo reale in relazione alle situazioni mutevoli delle azioni di gioco. Molto importante è anche la strategia di gioco, cioè la linea di condotta da tenere in gara sia da parte del singolo giocatore sia dell’intera squadra, che viene concordata prima della gara, anche se nel corso della competizione può essere cambiata a seconda degli eventi. Ogni gioco di squadra deve impiegare al meglio le diverse qualità individuali di ciascuno dei suoi componenti; tuttavia il risultato di un incontro non è determinato dall’abilità del singolo giocatore, ma dall’organizzazione dell’intera squadra. Quindi, ogni componente della squadra deve conoscere in anticipo il proprio ruolo per sapere quello che da lui si aspettano i compagni, e allo stesso tempo deve essere in grado di fronteggiare gli imprevisti e di rimediare agli errori degli altri.

Comprendere e applicare la logica di gioco Nella trattazione di ogni sport di squadra, la rubrica Il coach consiglia analizzerà le azioni globali piú utilizzate nello svolgimento del gioco, come condurre la palla, ricevere e passare, tirare, o alcune piú specifiche, come saltare, contrastare, marcare/smarcarsi, tuffarsi. Conoscere e applicare queste azioni in modo proficuo e vantaggioso per la squadra è materia della cosidetta logica di gioco. Comprendere e applicare la logica di gioco è uno degli scopi principali nell’apprendimento di un gioco sportivo. Grazie alla logica di gioco impariamo a dimostrare se abbiamo capito qual è il miglior modo di sfruttare le nostre risorse e quelle della squadra, in situazioni motorie sempre diverse e mutevoli. Si tratta di valorizzare la cosiddetta intelligenza motoria, ossia imparare a sfruttare al meglio il bagaglio tecnico acquisito, senza necessariamente ricorrere a gesti tecnici complessi ma «giocando con la testa».

Rugby Baseball

Nei prossimi paragrafi analizzeremo quattro fra i piú noti giochi di squadra con la palla, il calcio a cinque, la pallacanestro, la pallamano e la pallavolo, passandone in rassegna le principali regole di gioco, i fondamentali individuali, le tattiche di base e la logica complessiva del gioco. Per conoscere altri due coinvolgenti giochi di squadra, il rugby e il baseball, collegati alla nostra piattaforma on-line ().


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17.1

Il calcio a cinque

I

l calcio a cinque (chiamato anche calcetto) nacque nei primi anni del Novecento in Brasile, dove veniva praticato sulle spiagge, proprio come un altro divertente passatempo da spiaggia, il beach soccer, nato in Brasile molti anni dopo (). Le regole del calcio a cinque erano quelle del calcio, ma il pallone doveva essere piú piccolo e piú gonfio affinché rimbalzasse molto. Beach soccer Questa disciplina si diffuse dapprima nel Nord Europa (dove le condizioni climatiche non consentono sempre la pratica del calcio all’aperto), per diventare poi molto popolare anche in Italia. Grazie al crescente numero di appassionati, il calcetto, inizialmente praticato su spazi limitati all’aperto o al chiuso, dispone oggi di numerose strutture sue proprie e viene giocato su campi appositamente costruiti. Il calcio a cinque è un gioco ideale per l’ora di educazione fisica perché si può facilmente adattare per andare incontro alle esigenze di tutti. Oltre a ciò, offre piú varianti rispetto al calcio e ogni giocatore è al tempo stesso attaccante, centrocampista e difensore. In tal modo, tutti gli allievi hanno contatti piú frequenti con la palla, migliorano la tecnica e la tattica piú rapidamente e sono coinvolti nel gioco in modo piú attivo.

Caratteristiche del gioco Scopo del gioco è far entrare la palla nella porta avversaria senza commettere infrazioni: in tal caso si realizza una rete. La rete è valida quando la palla ha oltrepassato la linea di porta situata tra i pali e sotto la traversa. Vince l’incontro la squadra che segna il maggior numero di reti. La partita può anche finire in parità (se non è stata segnata nessuna rete o se le squadre hanno segnato un eguale numero di reti). I giocatori in campo sono al massimo 5 per squadra, compreso il portiere; perché la partita sia valida devono esservi almeno 3 giocatori in campo per squadra. È consentito l’impiego di un numero massimo di 7 giocatori di riserva. Durante la gara è possibile effettuare un numero illimitato di sostituzioni. Un calciatore sostituito può partecipare nuovamente al gioco, sostituendo a sua volta un altro calciatore. La durata della gara è stabilita in due tempi di 20 minuti effettivi ciascuno, con un intervallo massimo di 15 minuti. Entrambe le squadre possono richiedere un minuto di time out per ogni tempo di gara.

Le regole principali per giocare e arbitrare Il calcio di inizio è il modo per cominciare all’inizio della gara o per riprendere il gioco dopo che è stata segnata una rete; viene battuto nel punto designato del centro campo, con le due squadre nella loro metà campo a 3 m dalla palla. Il giocatore che batte la palla non può toccarla consecutivamente una seconda volta. Una rete può essere segnata sul calcio di inizio. La palla non è in gioco se ha oltrepassato interamente le linee perimetrali, sia in area che a terra, se tocca il soffitto e quando l’arbitro fischia un’interruzione. Diversamente dal gioco del calcio, nel calcio a cinque le rimesse laterali sono battute con i piedi. Il calciatore che effettua la rimessa deve avere i piedi sulla linea la-


Capitolo 17 » I giochi sportivi di squadra con la palla

Il campo, di forma rettangolare, deve avere una lunghezza minima di 25 m fino a un massimo di 42 m, e una larghezzza da un minimo di 15 m a un massimo di 25 m. La zona delle sostituzioni è situata di fronte alle panchine. La superficie deve essere piana e liscia, in legno o materiale sintetico, ma non è consentito l’uso di cemento o catrame. Le porte, poste al centro della linea di porta, misurano 3 m di lunghezza e 2 m di altezza.

linea di porta

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punto del rigore 15 - 25 m

area di rigore linea dei 6 metri panchina

zona delle sostituzioni

tavolo degli arbitri

3m

6m

punto di tiro libero linea mediana

3m

25 - 42 m

panchina

12 m linea laterale 6m

2m

6m

3m

Il pallone ha una circonferenza non inferiore a 62 cm e non superiore a 64 cm, e un peso che oscilla fra 400 e 440 g all’inizio della gara, con la pressione fra 0,4 e 0,6 atmosfere.

terale e il pallone deve essere completamente fermo al momento del calcio. Non si può segnare su rimessa laterale e il giocatore che calcia non può toccare due volte consecutivamente la palla. Quando il pallone toccato da un avversario oltrepassa completamente la linea di fondocampo il portiere effettua la rimessa dal fondo dall’interno dell’area di rigore verso l’esterno della stessa. Il pallone sarà in gioco una volta uscito completamente dall’area di rigore. I giocatori della squadra avversaria devono rimanere al di fuori dell’area di rigore finché il pallone non è in gioco. Norme particolari disciplinano il passaggio al portiere. Quando il portiere, dopo aver rimesso in gioco il pallone, lo riceve di ritorno da un compagno di squadra, viene concesso un calcio di punizione. Il passaggio al portiere può essere regolarmente eseguito dopo che la palla ha superato la metà campo. Il portiere, intervenendo con i piedi, sarà considerato allora come qualsiasi altro giocatore. Il calcio d’angolo è il modo di riprendere il gioco quando il pallone toccato per ultimo da un giocatore della squadra difendente oltrepassa per intero la linea di fondo. Viene battuto da un giocatore avversario dal punto di intersezione della linea di porta con quella laterale. Su calcio d’angolo può essere segnata direttamente una rete. Nel calcio a cinque, date la ristrettezza del campo e l’alta velocità di gioco, il regolamento è molto piú rigido che nel calcio a undici per quanto riguarda i contrasti fi-


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sici, sempre fischiati (il contatto deve essere con la palla e non con l’avversario); le entrate in scivolata non sono assolutamente ammesse. Un calcio di punizione diretto viene concesso quando un giocatore intenzionalmente calcia, sgambetta, carica in modo violento, trattiene, strattona, interviene in scivolata, tocca il pallone con le mani. Il calcio di punizione viene battuto nel punto in cui è stato commesso il fallo entro 4 secondi; se il fallo avviene nella propria area di rigore, esso è punito con un calcio di rigore (dal punto del campo segnato per questa punizione). Tutte le infrazioni sopra elencate sono considerate falli cumulativi. Un calcio di punizione indiretto è concesso quando il giocatore gioca in modo considerato pericoloso, se fa ostruzione senza palla, se carica il portiere nella sua area di rigore, se gioca da portiere e tocca la palla con le mani su passaggio di un compagno o trattiene il pallone per piú di 4 secondi. Con i calci di punizione diretti può essere segnata una rete; con quelli indiretti no. I giocatori che non battono la punizione devono stare a 5 m dalla palla fino a che essa non venga giocata. Se la squadra che deve battere il calcio ha accumulato 5 falli in un tempo di gioco, ogni ulteriore fallo viene punito assegnando all’altra squadra un tiro libero, che viene battuto dall’apposito punto del campo posto a 12 m dalla porta. Inoltre tutti gli altri calciatori non devono oltrepassare la linea immaginaria che passa per il pallone, parallela alla linea di porta, fuori dall’area di rigore. Debbono trovarsi a 5 m dal pallone e non possono ostacolare il calciatore che effettua il tiro libero. Nessun calciatore può oltrepassare la linea immaginaria fino a quando il pallone non sia regolarmente in gioco.

arbitraggio

I

l calcetto è uno sport difficile da arbitrare, non tanto per la complessità delle regole quanto per la velocità del gioco. La partita è diretta da un primo arbitro coadiuvato da un secondo arbitro. Gli arbitri devono prendere decisioni istantanee o lasciare che il gioco continui. È importante, per tutelare l’incolumità dei giocatori, che gli arbitri interrompano il gioco a qualsiasi contatto fisico e sanzionino la punizione. Anche perché, giocando su superfici dure, le cadute possono essere molto pericolose. Quando sanziona una punizione, l’arbitro usa dei segnali manuali per indicare ai giocatori la ragione dell’interruzione, da dove e come riprendere il gioco.

Time out

Calcio di punizione diretto

Calcio di punizione indiretto

Conteggio dei 4 secondi


Capitolo 17 » I giochi sportivi di squadra con la palla Time out

Calcio di punizione diretto

Quinto fallo cumulativo

291 Calcio di punizione indiretto

Rimessa laterale

Conteggio dei 4 secondi

Ammonizione

Espulsione

I fondamentali individuali Il calcetto richiede buona tecnica, velocità di esecuzione, precisione negli stop, nei passaggi e nei tiri, ottimo controllo di palla in spazi ristretti, destrezza nel dribbling. Inoltre, per i ripetuti scatti in difesa e in attacco, è uno sport molto faticoso, che ha bisogno di una buona preparazione fisica. I fondamentali individuali sono gli stessi del calcio, ma poiché gli spazi e i tempi di gioco sono relativamente ridotti ciò che fa un buon giocatore di calcetto è la precisione nell’esecuzione tecnica, che si ottiene solo con un costante allenamento specifico. Essere in possesso della tecnica di questo sport significa saper controllare, spostare e calciare la palla, servendosi di tutte le parti del corpo che il regolamento permette di utilizzare. Dividiamo la tecnica del calcetto in varie fasi e analizziamole brevemente: • come si controlla la palla; • come si riceve la palla; • come si calcia e si passa la palla; • la tecnica del colpo di testa; • la parata.

1 2 4

3

1 Controllo di palla 2 Ricezione e passaggio 3 Tiro 4 Colpo di testa


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➜ Il controllo della palla Per la velocità del gioco e gli spazi ridotti è importante sviluppare un buon controllo di palla già in fase di ricezione del passaggio. Sul pallone vanno eseguiti controlli orientati. Il giocatore riceve il pallone, lo controlla e lo mette davanti a sé o lo passa oltre in un unico contatto, con la palla quasi attaccata al piede. La palla deve essere colpita con tocchi d’intensità variabile, a seconda delle circostanze; il momento ottimale per colpirla è quando si trova all’altezza del piede d’appoggio. Il busto del calciatore deve essere leggermente inclinato in avanti, per mantenere meglio l’equilibrio; il suo sguardo deve essere rivolto non solo al pallone ma contemporaneamente a tutto ciò che avviene in campo. La velocità deve essere dosata sapientemente, per non pregiudicare il controllo della palla. I modi con cui il calciatore può effettuare il controllo di palla mentre avanza correndo a velocità sostenuta o difende la palla sono i seguenti: • con l’interno del piede (1); • con il collo del piede (2); • con l’esterno del piede (3); • con la pianta del piede (4). 3 4 1

2

Durante gli spostamenti sul campo il giocatore deve superare ed evitare gli avversari. Questo tipo di azione viene comunemente definito dribbling. Per eseguire un buon dribbling il giocatore, oltre a mantenere l’equilibrio e a non perdere velocità, deve essere capace, se necessario, di disorientare l’avversario con delle finte. Quando la palla non è radente al terreno, può essere vantaggioso, sia per «incollarla» sul piede che per evitare gli avversari, saperla controllare in volo (palleggio).

il coach consiglia Quando e come spostarsi con la palla

S

i può «guidare» la palla con una serie di brevi allunghi fatti a se stessi lungo la propria direttrice di corsa. È una tecnica fondamentale, anche se nel calcetto, gioco scattante e veloce, vi si ricorre il meno possibile: spesso in-


Capitolo 17 » I giochi sportivi di squadra con la palla

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fatti è piú produttivo un passaggio veloce. Questa tecnica va usata quando si presenta uno spazio libero che ci può far avvicinare direttamente alla porta; questo si verifica specie nell’azione di contropiede o nelle ripartenze. È essenziale che la palla rimanga sempre vicina ai piedi per poterne cambiare velocemente la direzione e per eludere il pressing degli avversari.

➜ La ricezione della palla Comunemente definita stop, quest’azione permette di attutire la velocità del pallone che viene accompagnato a terra e controllato con maggiore facilità. Uno stop si effettua: • con la pianta del piede (1); • con l’esterno del piede (2); • con l’interno del piede (3).

1

2

3

Esistono altri modi per ricevere la palla: uno è il semistop, che consiste nel ricevere il pallone spostandosi verso la palla che rotola poco lontano; un altro è la smorzata in cui la velocità della palla viene ridotta portando all’indietro la superficie di contatto. Per eseguire queste tecniche di ricezione correttamente il calciatore deve individuare rapidamente la direzione da cui arriva la palla (dall’alto o dal basso) per trovarsi già predisposto a riceverla, adeguando ad essa la posizione del corpo. La parte del corpo che viene usata per fermare la palla deve essere il piú possibile rilassata e al momento del contatto deve ritrarsi, assecondando l’arrivo della palla.

il coach consiglia Ricezione e passaggio

P

er ricevere la palla occorre spostarsi (smarcarsi) e farsi trovare in una posizione raggiungibile dal passaggio del compagno. Se c’è il tempo necessario si può avanzare o controllare la palla in modo da colpirla con calma e precisione, altrimenti con estrema velocità (al volo) si può passare la palla mantenendola bassa e veloce. La tecnica di ricevere e dare la palla si apprende alle prime esperienze, ma certamente non nella maniera piú corretta. Bisogna rendersi conto degli errori nell’esecuzione e sapersi correggere nelle occasioni successive. Talvolta è meglio tenere la palla per qualche istante, se è impossibile passarla ai compagni che non sono riusciti a smarcarsi. Il passaggio va calibrato nella maniera migliore verso il compagno che lo aspetta: spesso riesce meglio se viene effettuato rasoterra. Il passaggio alto infatti, se non è colpito al volo, obbliga chi lo riceve a impiegare tempo prezioso per controllare la palla.


Sezione 5 » Dal gioco allo sport

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➜ Il calcio e il passaggio della palla Il calcio e il passaggio della palla possono essere eseguiti a tre livelli: rasoterra, a mezza altezza, verso l’alto. Vari sono i modi con cui il calciatore può colpire la palla: • con l’interno del piede (1): si usa per i passaggi con la gamba d’appoggio accanto al pallone rivolta nella direzione del passaggio; la gamba d’impatto colpisce con l’interno del piede (angolo di 90° circa) e accompagan la palla; • con il collo del piede (2): si utilizza per passaggi distanti a mezza altezza o alti; la gamba d’appoggio si trova accanto o dietro alla palla e il corpo si mantiene leggermente all’indietro; la palla si colpisce da sotto, con la parte interna del collo del piede; • con l’interno-collo del piede (3); • con l’esterno del piede (4): la palla viene colpita con la parte esterna del collo del piede; spesso si usa dopo una finta sull’avversario; • con la punta del piede (solo per il tiro).

1

2 3

4

Affinché il tiro risulti preciso occorre che: • il corpo del calciatore sia in perfetto equilibrio; • il pallone venga colpito all’altezza della sua zona mediana; • il piede che calcia la palla prosegua la sua traiettoria in modo naturale dopo aver effettuato il tiro; • il piede di appoggio, cioè quello che non calcia la palla, sia allineato con la palla; • la distanza tra un piede e l’altro non superi i 30 cm.

il coach consiglia Quando passare e quando tirare

I

l passaggio e il tiro sono fondamentali per la costruzione e la finalizzazione dell’azione. Essi pertanto, per essere produttivi, devono essere eseguiti al momento giusto, con fantasia, precisione e anche con un po’ di astuzia. Il passaggio va eseguito solo al compagno smarcato, tenendo conto dei suoi spostamenti (passaggio avanzato), imprimendo al pallone la giusta velocità, sufficiente da non permettere all’avversario di intercettarla o anticiparla facilmente, ma non tanto elevata da impedire il controllo da parte del compagno. Spesso il passaggio rasoterra, come abbiamo già detto, si rivela il piú efficace. Quando è impossibile passare la palla ai compagni che non sono riusciti a smarcarsi, è meglio trattenerla per qualche istante. Il tiro deve essere indirizzato con la massima precisione: spesso la precisione è piú importante della potenza. Non bisogna peccare di protagonismo ma occorre saper rinunciare al tiro se c’è un compagno smarcato: una finta al tiro ben eseguita può ingannare difensori e portiere e mettere il compagno nella situazione piú favorevole. D’altro canto non bisogna neanche sottrarsi alle occasioni che si presentano: se la situazione è favorevole bisogna prendersi la responsabilità del tiro, senza rimandarlo o ricorrere al passaggio.


Capitolo 17 » I giochi sportivi di squadra con la palla

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Un tiro rasoterra richiede che l’impatto con il pallone avvenga appena al di sopra della sua linea mediana o in coincidenza con essa. Se, per esigenze di gioco, il pallone necessita di essere alzato (per esempio per effettuare un pallonetto), l’impatto dovrà avvenire al di sotto della linea mediana. La tecnica di impatto della palla è la stessa sia per il passaggio che per il tiro, varia solo la potenza che si imprime alla palla. Talvolta nel calcetto viene usato anche il tiro di punta che muove la palla velocemente ma in modo poco preciso.

il coach consiglia Per mandare la palla dove si vuole

N

el passaggio e nel tiro il pallone acquista differenti traiettorie a seconda del punto nel quale viene colpito. Nel disegno sono indicati i diversi punti in cui può avvenire l’impatto. 1 Il pallone assume traiettoria rettilinea. 3 2 Il pallone tenderà ad alzarsi. 3 Il pallone tenderà ad abbassarsi. 5 4 4 Il pallone tenderà ad abbassarsi e a ruotare verso destra. 1 5 Il pallone tenderà ad abbassarsi e a ruotare verso sinistra. 7 6 6 Il pallone tenderà a ruotare verso destra, mantenendosi parallelo al terreno. 7 Il pallone tenderà a ruotare verso sinistra, mantenendosi parallelo al terreno. 8 9 8 Il pallone tenderà ad alzarsi e a ruotare verso sinistra. 2 9 Il pallone tenderà ad alzarsi e a ruotare verso destra.

➜ La tecnica del colpo di testa Con la testa si può ricevere, passare e tirare la palla. Il primo caso, lo stop, richiede ottima conoscenza della tecnica calcistica e si esegue con un movimento all’indietro, che tende ad ammortizzare la velocità della palla. Il colpo di testa finalizzato al tiro diventa invece un fondamentale nell’attacco, nel passaggio, nella difesa; occorre una buona base coordinativa generale e muscolare per poterlo attuare con la parte frontale del cranio, con la testa che va incontro al pallone. Per inviare il pallone a destra si mantiene la gamba sinistra piú avanzata; viceversa per rinviarlo a sinistra il busto deve essere orientato nella direzione in cui si vuole spedire il pallone. Molto spesso il colpo di testa deve essere eseguito in elevazione. Lo stacco dei piedi deve essere effettuato o su un piede (in velocità) o su entrambi (in questo caso, di solito, si salta senza rincorsa). La palla viene colpita nel punto di massima elevazione dello stacco. È opportuno esercitarsi nello stacco con entrambi gli arti.


Sezione 5 » Dal gioco allo sport

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il coach consiglia Per un preciso colpo di testa • Scegliere bene il tempo dello stacco ed eseguire il colpo con decisione e determinazione. • Durante l’impatto, in equilibrio di volo per dare maggiore forza e precisione il busto si inarca e ruota, la palla

va colpita con la fronte.

• Mai chiudere gli occhi quando si colpisce. • Dopo aver colpito la palla, durante la ricaduta a terra, ammortizzare l’impatto cedendo in maniera elastica su-

gli arti inferiori, per riprendere poi nel minor tempo possibile l’equilibrio.

➜ La parata A differenza di quanto accade nel calcio, nel calcetto il portiere raramente si «tuffa» per parare la palla. Il calcetto viene infatti praticato su terreni duri, che rendono il tuffo pericoloso. Inoltre le ridotte dimensioni della porta e il tempo necessario per rialzarsi rendono questa azione superflua e poco produttiva. Poiché il pallone arriva ad altezze sempre diverse, il portiere deve spostarsi lateralmente con estrema rapidità in modo che il corpo venga sempre a trovarsi sulla traiettoria della palla ed egli riesca a bloccarla non permettendo agli avversari di ribatterla a rete. Per intercettare la palla su tiri veloci e angolati, quando non è possibile bloccarla con entrambe le mani, il portiere dovrà effettuare rapidi spostamenti del corpo e deviare la palla allungando un braccio o una gamba. Come nella pallamano, il portiere, rimanendo sempre pronto sugli avampiedi, dovrà collocarsi a una giusta distanza dalla linea di porta (non superiore a un metro) muovendosi da un palo all’altro e descrivendo un semicerchio. Sui palloni veloci a mezza altezza dovrà intercettare la palla con un’azione coordinata di braccia e gambe.

il coach consiglia Parate efficaci

L

e dinamiche acrobatiche del portiere sono diverse da quelle usate nel calcio, ad esempio il tuffo deve essere limitato e modificato per ragioni di sicurezza (dimensioni della porta, terreno). Le azioni del portiere devono comunque essere assai agili ed efficienti al fine di anticipare le intenzioni dell’attaccante e opporglisi in tutti i modi possibili per evitare che la palla entri in rete. Ecco alcuni consigli: • attenzione a un costante piazzamento; • per le palle basse usare molto le parate di piede; • se il pallone è scagliato con estrema forza, usare entrambi i pugni uniti per respingerlo o deviarlo sul fondo; accennare la presa potrebbe essere controproducente o anche pericoloso; • dopo la parata o la rimessa dal fondo, il portiere deve portarsi velocemente fino al limite dell’area di porta e, nel minor tempo possibile, rimettere il pallone, possibilmente rasoterra, al compagno smarcato e meglio posizionato; se la sua azione è veloce, una buona rimessa può divenire il primo passaggio di un’efficace azione di attacco.


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sul campo

297

I fondamentali in successione

L

e azioni che abbiamo descritto si ripetono finché una delle due squadre non segna una rete. Dopo la rete il giocatore piú vicino recupera la palla e la pone al centro del campo per un nuovo calcio d’inizio.

 Calcio d’inizio Dopo il fischio

dell’arbitro, due giocatori a centrocampo danno inizio al gioco con un tocco in avanti della palla o un tiro diretto in porta.

 Controllo del pallone Il giocatore controlla il pallone mantenendolo vicino al piede e si sposta sul campo seguendo traiettorie compatibili con le scelte dei compagni, che attaccano gli spazi, si smarcano, creano situazioni di sovrannumero ecc.

1

3 2

5

 Passaggio È il fondamentale

con il quale si costruisce la strategia d’attacco e si imposta l’azione corale del gioco; serve per far giungere il pallone al compagno piú libero al tiro.

 Dribbling È l’azione

4

6

fondamentale che permette di superare abilmente il giocatore avversario con finte e piccoli tocchi, conservando il possesso della palla.

 Tiro È il gesto tecnico che porta alla realizzazione della rete. Le modalità di esecuzione sono varie e simili a quelle del calcio a undici, ma è molto piú frequente il tiro con la punta del piede.  Parata È l’ultima opposizione al tiro degli attaccanti avversari. Da una parata conclusasi con successo può trarre origine la

prima mossa per una nuova azione d’attacco.

Le tattiche di squadra e i ruoli Le tattiche di squadra del calcio a cinque (che hanno somiglianze piú con la pallamano e la pallacanestro che con il calcio tradizionale) sono in continua evoluzione, con schemi sempre piú numerosi sia in fase difensiva che in fase offensiva. Ogni tattica ha vantaggi e svantaggi e deve essere adeguata al livello tecnico della squadra, alle situazioni di gioco, al comportamento degli avversari. Come nel calcio a undici anche nel calcio a cinque si può difendere marcando a uomo o a zona (quando la propria squadra non è in possesso di palla). Nel primo caso ogni giocatore avrà il compito di controllare direttamente un avversario stabilito, seguendolo in tutte le zone del campo e interponendosi sempre fra l’avversario e la propria porta. Nella difesa a zona ogni giocatore occuperà una parte stabilita del campo, e il suo compito sarà quello di intercettare la palla e toglierla agli avversari che nello svolgimento del gioco si troveranno nella sua zona di competenza. Sia difendendo a uomo che a zona nel calcetto è fondamentale la tecnica del pressing, che consiste, fin dal


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momento del rinvio del portiere, nell’esercitare pressione sull’avversario che è in possesso di palla, non lasciandogli il tempo per organizzare la manovra, contrastandolo, anche con il raddoppio della marcatura, per indurlo in errore.

sul campo

Ruoli e posizione dei giocatori

D

isporsi in campo non è difficile, ma richiede concentrazione e pazienza, spostamenti mai casuali e sempre dettati dall’analisi dei comportamenti degli avversari e dalle varie situazioni della partita, in collaborazione con i compagni. Vediamo ora quali sono i ruoli dei giocatori.

 Portiere Le sue doti piú

importanti sono agilità e coraggio. È richiesta una notevole prontezza di riflessi dovendo egli intervenire spesso a distanze ravvicinate su conclusioni potenti e veloci. Essenziali sono inoltre doti acrobatiche e forte personalità.

5

4 3

 e  Laterale destro e

laterale sinistro L’agilità e la velocità di esecuzione sono le peculiarità principali dei laterali: inoltre, dovendo partecipare ad azioni sia difensive che offensive, essi devono avere un buon tiro con entrambi i piedi, capacità di creare e occupare gli spazi liberi, intelligenza e creatività.

2 1

 Play (ultimo) Tra tutti deve essere il difensore piú forte. Ha doti di velocità nel recupero e nell’anticipo; capacità di interdizione, di costruire il gioco e di trovare la posizione; intesa con il portiere; buona tecnica con entrambi i piedi per impostare bene il gioco.  Pivot Deve avere agilità e velocità oltre che buoni fondamentali come il tiro e la protezione di palla. Dovendosi proporre anche come «sponda», deve avere capacità di girarsi a destra e a sinistra per aprire spazi che i compagni possano sfruttare.

➜ Gli schemi di difesa e di attacco Vediamo ora alcuni semplici schemi di difesa e di attacco.

A

D 3

1 2

P

Movimento uomo Movimento palla Penetrazione 1 contro 1 con palla al piede

B

C

Il quadrato (2-2) I giocatori si posizionano su 2 linee, una piú difensiva l’altra piú offensiva. Tutti però contribuiscono con veloci spostamenti verticali all’azione difensiva e offensiva, scambiandosi le posizioni. Questo schema si utilizza soprattutto nelle azioni di pressing contro difese chiuse.


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Il rombo (3-1) Questa particolare disposizione in campo permette una rapida difesa. Anche il pivot retrocede in difesa facendo pressing sul portatore di palla e spostandosi poi al limite dell’area avversaria in fase di attacco. I laterali difendono le fasce e attaccano sui lati, mentre il play non partecipa all’azione di attacco, ma costruisce il gioco in modo tale da essere sempre pronto a chiudere in difesa. Pertanto questo schema offre piú possibilità offensive del 2-2 senza comportare grandi rischi in difesa.

Laterale sinistro

Portiere Pivot

Play (ultimo)

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Laterale destro

C

A B

Movimento uomo D

La partenza in linea (4-0) La partenza in linea prevede il movimento continuo di tutti i giocatori sulla stessa linea. Il movimento crea la possibilità di nuove giocate che sorprendono gli avversari, togliendo loro punti di riferimento. Questo schema è tra i piú dispendiosi in quanto porta tutti i giocatori sia ad attaccare che a difendere. Inoltre, se si perde palla gli avversari si trovano spazi molto ampi, facili da infilare in contropiede.

Movimento palla

il coach consiglia Smarcarsi e marcare

N

el calcetto, per le ridotte dimensioni del campo, è opportuno che ogni giocatore partecipi sia alle azioni di attacco che a quelle di difesa. Quando una squadra entra in possesso della palla, i giocatori con cambi di velocità e direzione devono spostarsi negli spazi liberi da avversari: in questo modo possono proporsi per ricevere eventuali passaggi (smarcarsi). Talvolta si ricorre a questa tattica al solo scopo di farsi seguire dall’avversario, liberando cosí sia chi ha la palla sia altri compagni. Quando si perde la palla è essenziale, oltre a contrastare l’avversario che la possiede, avvicinarsi ad ogni avversario (marcare) senza la palla per non permettergli di ricevere passaggi (assist). Per evitare di essere saltati o superati bisogna sempre interporsi tra il giocatore e la propria porta e restargli sempre molto vicino per poterlo anticipare qualora cercasse di venire in possesso di palla. Saper eseguire bene questa tattica permette di passare facilmente dall’attacco alla difesa, in particolare consente di creare situazioni di superiorità numerica e di concedere agli avversari solo attacchi 4 contro 4. È una tattica applicabile solo se si è capaci di: • tornare in fretta dietro la linea della palla; • ristabilire subito le marcature; • contrastare (pressing) il portatore di palla; • posizionarsi sempre vicino a tutti i giocatori che potrebbero ricevere la palla (anticipo).


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