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Sezione 2

Educazione alla salute

Capitolo 3 Informazione e prevenzione per mantenersi in salute Capitolo 4 Educazione alimentare Capitolo 5 Primo soccorso

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S

ono in molti oggi, dal singolo alla collettività, a impiegare le proprie forze per rendere l’esistenza piú lunga, energica e attiva. Il punto di partenza è sempre l’individuo, la sua forza vitale, il suo pensiero positivo e la sua creatività: senza lo sviluppo di questi fattori, infatti, nessuna cura è veramente efficace. La salute è la cosa piú importante nella vita e ognuno di noi ha il dovere di riservarle tutta l’attenzione possibile. La salute non è da intendersi solo come efficienza fisica e assenza di disfunzioni organiche, ma come «una condizione di armonico equilibrio funzionale, psichico e fisico dell’individuo, dinamicamente integrato nel suo ambiente naturale e sociale». Nell’ambito della tutela della salute gioca un ruolo di primo piano la prevenzione: infatti, da un punto di vista medico si è accertato il valore della diagnosi precoce nella cura di tante malattie che, se prese in uno stadio iniziale, possono essere debellate con successo. È per questo che è importante sottoporsi a periodiche visite mediche, ad esami del sangue, ad accertamenti consigliati… Ma la prevenzione si attua anche attraverso una corretta alimentazione, praticando regolarmente attività fisica, evitando di assumere sostanze nocive (fumo, alcol e altre droghe) o di esporci al contagio di malattie infettive (AIDS, epatite B, epatite C ecc.). Infine, è altrettanto importante sapere come ci si deve comportare in caso di emergenza.

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Capitolo 3

Informazione e prevenzione per mantenersi in salute

In questo capitolo spiegheremo come impegnarsi nella prevenzione, che si esplica non solo adottando uno stile di vita attivo e dinamico ma anche conoscendo il proprio corpo e tutti quei pericoli ai quali andiamo incontro assumendo sostanze nocive o esponendosi al contagio di pericolose malattie infettive; analizzeremo quindi queste dannose sostanze (fumo, alcol e altre droghe) e alcune fra le piú pericolose malattie a trasmissione sessuale (AIDS, epatite ecc.), e parleremo dei piú comuni paramorfismi e del mal di schiena per cercare di prevenirli.

3.1

L’

Il concetto di salute

educazione alla salute è un percorso teso alla cura e alla salvaguardia della persona intesa nel suo insieme di corpo e mente: non si tratta quindi solo di individuare le condizioni per uno sviluppo fisico equilibrato, ma anche di raggiungere una condizione stabile fra il fisico e la mente. Il concetto di salute comprende anche la conoscenza di sé: occorre imparare a interpretare le proprie esigenze fisiche, mentali ed emotive, per il raggiungimento di una giusta armonia, una buona autostima, senso di sicurezza e una conseguente capacità di rapportarsi bene con gli altri. Infine, per mantenersi in salute, è fondamentale anche evitare di compiere atti o scelte che possano nuocere a se stessi. In linea con l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che definisce la salute come uno «stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia», possiamo quindi affermare che un individuo è «sano» non solo quando ha buone condizioni fisiche, ma è anche capace di valorizzare le proprie energie per svilupparsi armonicamente e per aprirsi agli altri, in un processo di continua crescita individuale e sociale. Sempre secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la salute è un diritto fondamentale che spetta alle persone. Essa non è solo determi© G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione


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nata da fattori personali e propri di ciascuno individuo, quali l’ambiente sociale e culturale e il patrimonio genetico, ma dipende anche dalla volontà politica che può e deve consentire uno stato di benessere diffuso sia a livello locale che nazionale. L’articolo 32 della Costituzione italiana, recita cosí: «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti». Lo Stato considera il benessere fisico e mentale dei suoi abitanti come un bene prezioso, che deve essere salvaguardato e migliorato con la collaborazione di tutti. Per questo si impegna ad intervenire sul territorio attraverso le strutture e le attività adatte per garantire a tutti l’assistenza necessaria a mantenere o recuperare la salute fisica e psichica. La cura dell’individuo viene garantita tramite il Servizio sanitario, istituito con una legge dello Stato nel 1978. La salute però non è solo un diritto, né un bene acquisito una volta per tutte, bensí una conquista continua: è qualcosa di dinamico che può essere perso e riacquistato, che deve essere sviluppato e consolidato e preservato con cura, attraverso tutta una serie di comportamenti e precauzioni importanti. Per essere responsabilmente attivi nel salvaguardare il nostro benessere fisico e mentale sono importanti la prevenzione, l’informazione e uno stile di vita salutare. Occorre quindi seguire una corretta alimentazione, dedicarsi a una costante attività fisica, adottare tutta una serie di comportamenti quotidiani che limitano il rischio di numerose malattie e rendono migliore la qualità della vita.

3.2

L’attività sportiva: una risorsa per la salute

I

n questa visione globale di salute, lo sport ha un ruolo importante: l’attività sportiva non è solo un mezzo che ci aiuta a stare bene, ma è anche un’esperienza che ci fa crescere bene e ci aiuta ad affrontare la vita; è una pratica che coniuga gioco, competitività e possibilità di stabilire rapporti interpersonali positivi; è uno strumento di prevenzione del disagio e una forma di lotta all’emarginazione. In questo senso lo sport può raggiungere le periferie delle città e aiutare i giovani a non sentirsi soli; può entrare in istituti di pena come strumento di recupero e offrire ai diversamente abili un’occasione per la rieducazione e il reinserimento dell’individuo; può diventare un punto di riferimento, nelle strutture educative, per la lotta all’evasione scolastica. Ormai è noto praticamente a tutti che fare del moto, oltre ad essere gratificante, è fondamentale per garantire un buono stato di salute. Il nostro organismo ha bisogno di muoversi ed è importante che l’attività fisica sia svolta con continuità, senza in© G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione


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terruzioni; non dobbiamo limitarci a praticarla solo in determinati periodi dell’anno, quando per esempio con l’avvicinarsi della bella stagione si comincia a preoccuparsi della propria forma, ma occorre essere sempre costanti e questo è vero a qualsiasi età. In una società dove predominano pasti ipercalorici e stili di vita sedentari, il rischio di diventare obesi è molto alto, con conseguenze fortemente dannose per il nostro organismo; per ottenere risultati sicuri nella riduzione del tessuto adiposo e piú duraturi nel tempo non è sufficiente attenersi a una dieta rigida, ma è necessario abbinare una regolare attività fisica. Spesso, infatti, si verifica un maggior aumento di peso al termine del programma di dieta. Con il movimento si riscontrano notevoli benefici nel corpo umano: nell’apparato scheletrico, nell’apparato muscolare, come in quello cardiocircolatorio, oltre a una sensazione di benessere psicologico che ha una ricaduta positiva sull’umore e sui livelli di autostima. Gli effetti benefici del movimento divengono piú evidenti se si osserva anche un’alimentazione sana e non si fuma o si smette di fumare. Una strategia da mettere in atto per mantenere la forma fisica senza accorgersene è quella di evitare le «comodità»: per esempio, salire le scale a piedi anziché in ascensore, scendere dai mezzi pubblici qualche fermata prima per percorrere un tratto di strada a piedi, raggiungere la scuola con la bicicletta o a piedi, e passeggiare quando si fa una pausa dallo studio o dal lavoro. Ragazzi e adolescenti potranno praticare un’attività fisica significativa almeno tre volte la settimana (compresa quella svolta durante le ore scolastiche), con allenamenti e gare incentrati verso una disciplina specifica al fine di migliorare l’efficienza fisica generale. Qualsiasi esercizio fisico è comunque utile per uno stile di vita sano.

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Un utile promemoria sull’attività fisica

Perché è importante fare attività fisica? • Per il benessere fisico: per diminuire l’incidenza di malattie vascolari (come ictus e infarti), di diabete, di ipertensione, di sovrappeso e obesità, di osteoporosi, di alcuni tumori. • Per il benessere psichico: si incrementa la fiducia in se stessi (autostima), si acquista una maggiore consapevolezza del proprio corpo, si riducono l’ansia, la depressione, lo stress e di conseguenza si riducono o si eliminano alcol e fumo. • Per il benessere sociale: si favoriscono i rapporti interpersonali, di integrazione, di confronto e di socializzazione. Quale tipo di attività fisica è bene praticare? • Sono consigliate tutte le attività adeguate alle proprie capacità, svolte con regolarità e continuità. • Bisogna sempre rispettare il grado di allenamento, le condizioni dell’apparato muscolo-scheletrico e di quello cardiovascolare. • Sono da evitare attività troppo impegnative se svolte solo saltuariamente. Quando e come muoversi? • Iniziare sempre gradatamente per le prime 2 settimane, cominciando con periodi di 15’ fino ad arrivare a 60’ da 3 a 5 volte alla settimana, tenendo sempre presente la regola di non forzare mai. La respirazione deve essere sempre regolare. Da tenere sempre presente • Distribuire l’attività fisica nell’arco della settimana. • Bere prima, durante e dopo l’attività, anche in assenza di stimolo della sete. © G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione


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• Lasciare passare almeno 3 ore dopo un pasto completo prima di iniziare attività fisica, mentre va evitata se di-

giuni.

• Evitare di mangiare abbondantemente subito dopo l’attività fisica. • Controllare il peso corporeo: se è in eccesso cercare di ridurlo con un’alimentazione adeguata e con l’attività

fisica.

• È consigliabile un controllo medico del proprio stato di salute, soprattutto se si svolgono attività motorie ad

intensità medio-alta.

Alcune attività per mantenersi in forma Tipo di attività

Quando praticarla

Per quanto tempo

Intensità

Correre

Ogni giorno

20’/25’

Moderata

Camminare a buon passo (4-5 Km/h)

Ogni giorno

45’/60’

Moderata

Pedalare

Ogni giorno

30’

Moderata

Nuotare

Ogni giorno

30’

Moderata

Norme di sicurezza in palestra e nella scuola In palestra vi sono delle regole da rispettare, soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo degli attrezzi: le spalliere, il quadro svedese, il cavallo, la trave, le pertiche, le funi, le scale ortopediche ecc. Per questo motivo è bene prendere dimestichezza con l’ambiente palestra provando le varie attrezzature, magari inventando giochi o modi di utilizzo diversi; ma è altrettanto fondamentale che gli attrezzi vengano usati soltanto per lo scopo per cui sono stati creati e sotto stretto controllo dell’insegnante: un uso «arbitrario» potrebbe comportare rischi e pericoli di incolumità. Ricordiamo che qualsiasi forma di prevenzione degli infortuni si basa anche sul coinvolgimento diretto degli studenti nella conoscenza delle norme di sicurezza che dovrebbero regolare ogni loro attività fisica. Per prima cosa l’impianto sportivo deve essere a norma (ad esempio le pareti non devono presentare spigoli vivi, né supportare oggetti sporgenti se non a partire da 2,70 m di altezza; altrettanto importante è la manutenzione del pavimento, che non deve essere né scivoloso né tale da fare impuntare). I palloni non devono essere eccessivamente gonfi, e si deve evitare di correre in palestra con i soli calzini. Dal momento che l’aspettativa piú grande della lezione è il gioco, diventa basilare che © G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione


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vengano appresi e padroneggiati i gesti fondamentali, proprio per evitare infortuni. Infatti molto spesso accade che per via di una concitata, intensa azione di gioco lo studente non sia in grado di richiamare automaticamente movimenti fondamentali, come l’afferrare in modo sicuro il pallone, e ciò può comportare un infortunio sia per se stesso, sia per i compagni. «Ricevere la palla, orientarsi ed effettuare un passaggio sono tre fasi che nell’intensità del gioco gli allievi spesso confondono. Di conseguenza un pallone può, per esempio, colpire la testa di un compagno. Perciò è di centrale importanza separare le fasi (elemento 1) per evitare equivoci o errori nei passaggi. Il contatto visivo (elemento 2) fra i protagonisti deve essere garantito. Passaggi corti che urtano la punta delle dita di un compagno e scontri nel tentativo di aprirsi un varco sono cause frequenti d’infortunio; bisogna perciò cercare di utilizzare tutto il terreno di gioco ed estendere l’area di gioco (elemento 3); in questo modo si genera del tempo sufficiente ad agire adeguatamente (reazione). Infine l’orientamento del corpo verso il pallone (elemento 4) è un’altra condizione indispensabile affinché il pallone venga giocato in modo ideale. E da ultimo – ma non per questo meno importante – il fair-play (elemento 5): non è forse tutto, ma senza il fair-play tutto è niente. Gli allievi devono imparare ad assumersi le responsabilità di sé e dei compagni di gioco o avversari. Soltanto cosí è possibile giocare in modo sicuro e quindi sereno» (dall’inserto svizzero «Safety tool»). Per svolgere in sicurezza l’attività motoria occorre tenere presenti alcune regole fondamentali. • È fondamentale il riscaldamento per preparare il fisico agli sforzi e alle fatiche che dovrà affrontare durante l’attività motoria e per ridurre il rischio di lesioni che potrebbero verificarsi effettuando movimenti scorretti con muscoli «a freddo». • Usare sempre un abbigliamento adeguato all’attività che si deve praticare: in particolare le calzature rivestono un ruolo importante. Dal momento che a scuola si praticano diversi giochi sportivi, dal calcetto alla pallavolo, dal tennistavolo alla corsa a ostacoli, è consigliabile usare scarpe leggere con suole di gomma: in questo modo si può garantire una buona aderenza al suolo dei piedi, e impedire che il semplice impatto a terra durante una corsa o dopo un salto possa causare traumi. • Ricordarsi di togliere orologi, orecchini, collane, braccialetti che possono diventare pericolosi durante la concitazione del gioco. • Al termine dell’attività è indispensabile prevedere una fase di defaticamento: occorre eseguire una serie di esercizi mirati a ristabilire le condizioni fisiologiche normali, che portino a un rallentamento della frequenza cardiaca e respiratoria e a un rilassamento dei muscoli: infatti muscoli troppo tesi e stanchi, se sollecitati, possono subire traumi.

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Come fare assistenza durante l’esecuzione di esercizi

P

uò accadere che durante lo svolgimento della lezione di scienze motorie o nel gruppo sportivo, si possano utilizzare piccoli e grandi attrezzi. Oltre all’assistenza diretta dell’insegnante, talvolta certi esercizi possono essere effettuati con l’aiuto di un compagno: dove uno esegue e l’altro ha il compito di assistere o quantomeno di intervenire qualora ce ne fosse necessità. Questa assistenza reciproca, oltre a fornire una certa sicurezza, è fondamentale per acquisire la corretta tecnica di esecuzione del gesto, per la prevenzione degli infortuni e per prendere coscienza della necessità di un comportamento responsabile. Prima di tutto è perciò fondamentale che chi fa assistenza sia vigile nell’osservare le modalità esecutive dell’esercizio da parte del compagno, il ritmo da tenere nell’esercizio e da coordinare con la respirazione per intervenire in caso di eventuale caduta o difficoltà. Poi si deve sempre essere concentrati, evitando di parlare o distrarsi banalmente. Inoltre è opportuno controllare, prima degli esercizi, che non ci siano attrezzi lasciati in giro, perché potrebbero creare difficoltà e pericoli. Infine, si deve evitare di mettere a rischio le articolazioni con scelte di prese e appoggi sbagliati. © G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione


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Osserva le norme igieniche quando fai attività sportiva

E

cco pochi ma basilari principi d’igiene, validi per tutte le occasioni in cui si pratica l’attività sportiva.

• Una volta entrati in palestra, effettuare il cambio totale dei vestiti (non si arriva già cambiati) e cambiarsi di

nuovo una volta terminata la lezione.

• Controllare bene la borsa perché non deve mancare nulla (scarpe, calzini, slip, pantaloni corti, maglietta, felpa,

oppure tuta).

• Per chi ha la possibilità di utilizzare gli impianti sportivi o per chi svolge attività in piscina è opportuno fare la

• • • •

• •

doccia, non prima però che siano trascorsi alcuni minuti dalla cessazione degli esercizi. Per fare la doccia in un luogo pubblico è consigliabile l’uso continuo e costante delle ciabatte antiscivolo per preservarsi dalle verruche e dal «piede d’atleta», che assai facilmente colpiscono le piante dei piedi e gli spazi tra le dita di quanti vengono a contatto con questo tipo di ambiente umido. In inverno è bene mettersi in testa un berretto di lana prima di uscire, soprattutto se la testa è ancora umida. Se non c’è il tempo per fare una salutare doccia oppure se non ci sono gli impianti adeguati, è buona norma lavarsi con il sapone almeno le parti del corpo piú sudate. Usare scarpe del giusto numero e ben allacciate per salvaguardare la propria incolumità e quella degli altri (in caso di «volo» della scarpa). Indossarle accuratamente pulite, dal momento che in palestra si alternano continuamente le classi, e pertanto è buona norma contribuire a mantenere il pavimento il piú possibile pulito. Non utilizzare indumenti sportivi o asciugamani usati da altri: molte malattie dell’epidermide trovano facili veicoli di trasmissione con queste modalità. Per giocare, indossare slip o il costume da bagno (no i boxer). I calzini o i calzettoni devono essere di spugna per assorbire il sudore (talvolta è l’unica difesa alla formazione delle vesciche, che possono crearsi ad esempio calzando scarpe nuove). Non svolgere l’attività fisica con la camicia, che non assorbe il sudore, ma indossare una maglietta di cotone o in misto lana, che deve garantire una buona traspirazione e non provocare irritazioni, dal momento che è a diretto contatto con la pelle. Allo stesso modo evitare i collant in fibra sintetica, che ostacolano la traspirazione, con conseguenze antigieniche. È bene evitare anche l’uso dei jeans, e togliersi catenine, orecchini, orologio. Inoltre proteggere con cerotti eventuali percing, che, in caso di contrasto in un’azione di gioco, potrebbero rivelarsi pericolosi per se stessi e per gli altri. È essenziale porre attenzione alle stagioni e alle condizioni atmosferiche per scegliere l’abbigliamento appropriato all’attività fisica da svolgere. Evitare l’uso eccessivo di detergenti, creme, deodoranti (meglio ricorrere piú correttamente a una rinfrescante doccia, o lavare con cura le ascelle e i piedi che sono le parti del corpo che piú di altre emanano cattivi odori).

La sicurezza non deve rimanere circoscritta all’ora di scienze motorie, ma essere parte fondamentale della vita scolastica: è importante una maggiore attenzione e un miglior coinvolgimento da parte degli alunni e della scuola sulla sicurezza e sui comportamenti conseguenti ad essa. Tutto ciò in funzione di una affermazione della cultura della sicurezza sul lavoro da parte degli studenti, futuri lavoratori o datori di lavoro. Gli alunni e i lavoratori sono salvaguardati dalla legge (D.M. 382/1998) quando usano laboratori attrezzati, con esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici o a rischi per l’uso di macchine o strumenti di lavoro, compresi i © G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione


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videoterminali. Ciò per garantire sicurezza, igiene e protezione dai rischi derivanti da una valutazione talvolta superficiale del «pericolo» dovuta alla giovane età. La strada migliore è quella della prudenza e della concentrazione, perché le situazioni di pericolo si possono presentare in ogni momento.

3.3

È

Il fumo: tutti i danni

93-95

ormai ampiamente accertato che i danni provocati dal fumo alla salute di chi si è sottoposto attivamente o passivamente alla sua azione sono molteplici. Oltre che delle malattie che riguardano l’apparato circolatorio, il fumo è responsabile principale dell’85% dei tumori al polmone. Una sigaretta in media accorcia la vita di 5 minuti (all’incirca lo stesso tempo che ci vuole a fumarla) per cui il fumatore diminuisce la propria esistenza di 10/15 anni. L’azione del fumo provoca: • una inibizione delle cellule dotate di ciglia che si trovano nelle prime vie respiratorie, la cui funzione è trasportare il muco; questo blocco facilita il contatto fra sostanze cancerogene e pareti degli alveoli aumentando il rischio di tumore; • tosse e catarro, che sono indice di scarsa efficacia del sistema di depurazione che produce abbondante muco causando bronchiti croniche ed enfisema polmonare; • riduzione della fertilità: negli uomini diminuisce la quantità di spermatozoi vitali, nelle donne si riduce il numero di ovociti in grado di essere fecondati; inoltre, nelle donne accresce la probabilità di aborto spontaneo. Fra i composti dannosi per la salute inalati con il fumo vi sono soprattutto la nicotina, il monossido di carbonio e il catrame. Altre sostanze nocive contenute nella sigaretta sono i derivati di arsenico, cadmio e nikel (e altri metalli in tracce), gli idrocarburi policiclici aromatici. La nicotina è un liquido oleoso, incolore, dal sapore bruciante, che imbrunisce l’aria ed è presente nelle foglie di tabacco in una percentuale che va dal 2% all’8%. È la principale responsabile della «dipendenza» fisica dal fumo, ossia della sensazione di necessità assoluta di fumare: il livello di dipendenza è strettamente correlato alla quantità e al tipo di sigarette fumate. Provoca inoltre tolleranza, cioè la disposizione «ad aumentare la dose», ossia il numero di sigarette quotidiano, e ha sull’organismo una duplice azione, prima eccitante poi deprimente, con effetti che si riscontrano a ogni livello del sistema nervoso centrale. Questo particolare profilo farmacologico, non ancora del tutto chiaro, mette in evidenza l’uso spesso contraddittorio che il fumatore fa della sigaretta, impiegata a volte in situazioni di particolare concentrazione, altre volte in situazioni di rilassamento. La nicotina viene assimilata attraverso le mucose dell’apparato respiratorio e i polmoni. Arriva al sangue molto rapidamente provocando l’innalzamento della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca e restringendo i vasi sanguigni, tanto da essere considerata un importante elemento di predisposizione all’infarto. Questi effetti sono tanto piú evidenti in chi pratica attività fisica: infatti la maggiore richiesta di ossigeno da parte del sistema muscolare mette in particolare affaticamento il cuore, costretto ad aumentare le pulsazioni per la presenza di nicotina. © G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione


Capitolo 3 » Informazione e prevenzione per mantenersi in salute

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Il monossido di carbonio è un gas rilasciato dalla combustione del tabacco; la sua concentrazione dipende dal tipo di tabacco di cui è composta la sigaretta e dal modo in cui viene aspirato. L’ossido di carbonio si lega con l’emoglobina dando vita alla carbossiemoglobina, un composto molto stabile che ostacola la formazione della ossiemoglobina (che è la forma nella quale l’ossigeno viene trasportato dal sangue nei Polmone sano Polmone danneggiato dal fumo vari tessuti), fondamentale per l’atto respiratorio. Si determina cosí uno scompenso pericoloso fra richiesta di ossigeno e disponibilità, che può provocare serie malattie cardiovascolari. L’ossido di carbonio e la nicotina accelerano la formazione di placche aterosclerosiche che si depositano dentro i vasi sanguigni, aumentando il rischio di infarto e di ictus; la restrizione dei vasi sanguigni causa problemi circolatori. Il catrame si forma quando il fumo, raffreddandosi e condensandosi, si raccoglie

Effetti del fumo sul corpo Bocca e gola - Alito pestilenziale, denti macchiati. Raffreddori e mal di gola. Rischio di tumori alla laringe. Segni pericolosi: abbassamento della voce, bruciori, lesioni biancastre. Cervello - La nicotina è uno stimolante e dà dipendenza; all’inizio aumenta l’attenzione e accelera i riflessi, poi il ridotto apporto di ossigeno riduce le prestazioni intellettuali. Occhi - Infiammazioni, opacità negli occhi, degenerazione maculare. Cuore e arterie - Arteriosclerosi (invecchiamento delle arterie), diminuzione del trasporto di ossigeno a tutto il corpo, innalzamento della pressione arteriosa. Rischio di malattie cardiache, infarto e trombosi. Polmoni - Bronchiti acute e croniche, enfisema. Elevato rischio di tumore ai polmoni e alla faringe. Segni di danni in corso: tosse persistente, specie al mattino, con dolori alle braccia e alla schiena, produzione di catarro.

Dita - Le dita tendono a ingiallire.

Apparato digerente - Bruciori e acidità gastrica, colite, aumento della motilità intestinale. Rischio di tumore all’esofago.

Reni - Minore capacità di filtro dei reni. Rischio di tumore.

Muscoli - Riduzione della forza muscolare, minore resistenza alla fatica, riduzione delle capacità aerobiche, specie per coloro che praticano attività sportiva.

Vescica e sesso - Rischio di tumore alla vescica. Per gli uomini, rischio di impotenza. Per le donne in gravidanza, neonati sottopeso.

Pelle - Sensibile aumento dei radicali liberi responsabili del precoce invecchiamento delle cellule: la pelle diventa meno elastica, macchiata e compaiono rughe precoci. © G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione


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nei polmoni; le sostanze che lo costituiscono possono provocare il tumore. Il catrame, la cui riduzione è legata all’uso dei filtri, si condensa nell’ultima parte della sigaretta, quella piú vicina alle labbra, facendo diventare le ultime boccate piú pericolose. Il fumatore, pur riducendo la quantità di sigarette, può continuare ad acquisirne alte dosi aspirando piú a lungo e/o fumando ogni sigaretta fino in fondo. Gravi sono gli effetti del fumo anche su chi il fumo lo subisce, ossia sui fumatori passivi. Si definiscono in questo modo tutti coloro che sono costretti a respirare il fumo altrui. Il fumo che si disperde nell’ambiente contiene gli stessi prodotti di combustione di quelli presenti nel fumo aspirato dal fumatore, addirittura in concentrazioni piú elevate. Rimanere a lungo in un ambiente poco ventilato dove gli altri fumano comporta, per il non fumatore, l’assorbimento dei prodotti tossici del fumo che mettono in pericolo la salute. I sintomi piú frequenti causati dal fumo passivo possono essere: lacrimazione, irritazione agli occhi, emicrania, starnuti, raucedine e infiam-

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Consigli per smettere di fumare

Q

uando i fumatori iniziano a prendere in seria considerazione la necessità di smettere di fumare si chiedono quale sia il metodo migliore per farlo. In realtà non c’è il metodo «migliore» per smettere, ma esistono vari metodi, che sono piú o meno indicati a seconda del tipo di fumatore; per cono- Metodi per smettere scerne alcuni fra i piú seguiti, collegati alla nostra piattaforma on-line (). di fumare Alcuni fumatori smettono da soli, altri con l’aiuto di amici, altri ancora con quello del gruppo; molti, per farlo, hanno bisogno di applicare un determinato sistema. Qualunque sia il metodo usato, però, è chiaro che tanto piú sono grandi la voglia di smettere e la motivazione, quanto maggiori saranno le percentuali di successo; inoltre, è utile tenere presenti 10 utili consigli proposti dal Comitato nazionale francese contro il tabagismo. 1 Voler smettere Per rafforzare questa volontà occorre ricordare che: – il fumo è un pericolo per la salute; – costa; – è una schiavitú. 2 Smettere completamente Occorre smettere una volta per tutte: è meglio che farlo piano piano. Infatti alla minima difficoltà il fumatore è tentato di riaumentare le dosi. 3 Scegliere il momento adatto Conviene smettere quando non si vivono grosse difficoltà materiali o morali, non si hanno particolari impegni di lavoro o di studio. Si può anche approfittare del temporaneo disgusto del tabacco dopo una malattia. 4 Circondarsi di un ambiente favorevole Smettere insieme al proprio compagno, con amici, con colleghi di lavoro. 5 Evitare le occasioni Far sparire il tabacco e i suoi accessori (accendini, fiammiferi, portacenere). Non portare sigarette con sé, né tenerle in casa. Riempire i tempi morti con un’occupazione (lettura, sport, cinema ecc.)

6 Influenzare la coscienza e l’inconscio Occorre riaffermare a se stessi la decisione di smettere e insistere sui benefici. 7 Respirare profondamente Fare tre o quattro respirazioni profonde quando il bisogno di fumare si fa sentire e poi vuotare bene i polmoni e bere un po’ d’acqua. Questo calma i nervi e sul momento può far passare la voglia di fumare. Fare del moto o praticare esercizi fisici. 8 Migliorare l’alimentazione Non mangiare troppo, soprattutto i primi giorni. Evitare gli eccitanti (tè, caffè, alcol, spezie). Evitare alimenti pesanti e indigesti. Scegliere bevande sane (acqua, succhi di frutta, infusi), alimenti naturali, freschi, ricchi di vitamina C (frutta e verdura), alimenti completi, ricchi di sali minerali (cereali, formaggi, uova, pesce e grano). 9 Dormire a sufficienza Coricarsi presto, perché le ore precedenti la mezzanotte permettono di eliminare meglio la fatica nervosa. 10 Attivare la circolazione Con l’idroterapia (docce, frizioni), con il moto per combattere la sonnolenza che è frequente quando si smette di fumare.

Fonte: Carla Arciti Rosso, Leonardo Palombi, Grazie non fumo, ERI Ed. RAI.

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Capitolo 3 » Informazione e prevenzione per mantenersi in salute

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mazione alla gola, tosse. Il rischio è particolarmente alto per i bambini, le donne in gravidanza, gli anziani, le persone che soffrono di cardiopatie e gli asmatici. Poiché è ormai risaputo che il fumo è pericoloso, non mettere a repentaglio la salute di chi involontariamente è costretto a respirare il fumo degli altri è una questione di coscienza di rispetto di educazione e civiltà.

La legislazione in materia di tabacco Il 10 gennaio 2005 è entrata in vigore in Italia la piú importante innovazione legislativa in materia di tabacco, costituita dall’art. 51 della legge n. 3/2003 (Legge Sirchia) relativa al divieto di fumo nei locali pubblici. Vediamo nel dettaglio alcuni punti di questa legge. Il comma 1 dell’art. 51 stabilisce che «è vietato fumare nei locali chiusi, ad eccezione di: a) quelli privati non aperti ad utenti o al pubblico; b) quelli riservati ai fumatori e come tali contrassegnati». Dunque il divieto di fumo si applica a tutti i locali privati aperti ad utenti e al pubblico. Rispetto alle leggi precedenti, il divieto è stato ampliato anche ai cosiddetti esercizi pubblici quali bar, ristoranti, pizzerie ecc. Il comma 2 dispone l’obbligo, per i locali riservati ai fumatori, di dotarsi «di impianti per la ventilazione ed il ricambio di aria regolarmente funzionanti». Se il locale non risponde, anche temporaneamente, a tutte le caratteristiche tecniche, è da ritenersi non idoneo e il suo gestore è passibile di sanzioni pecuniarie. Il comma 3 prevede poi che, in ogni caso, negli esercizi di ristorazione debbano essere riservati ai non fumatori uno o piú locali di superficie prevalente rispetto alla superficie complessiva di uso al pubblico dell’esercizio. Secondo un’indagine voluta dall’Istituto superiore di sanità, nella popolazione adulta nel 2005 si è registrata una flessione del numero dei fumatori del 2,56%. E, secondo i dati della Federazione italiana tabacchi, dopo l’entrata in vigore della legge che vieta il fumo nei locali pubblici, vi è stato un calo delle vendite del tabacco del 15%. Tuttavia, nel 2009 è stato registrato un incremento del numero dei fumatori. La legge ha avuto comunque un importante effetto per quanto riguarda il fumo passivo, imponendo ai fumatori buone abitudini nel rispetto di chi non fuma.

ere

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Il fumo: alcuni luoghi comuni da sfatare

• Il fumo fa dimagrire: falso. Numerosi studi dimostrano che non ci sono differenze di peso fra chi fuma e chi

non fuma.

• Chi riprende a fumare dopo aver smesso non riuscirà piú a smettere di nuovo: falso. Molti fumatori han-

no delle ricadute, ma riescono a ottenere la «vittoria» finale: l’importante è provarci.

• Fumare non incide sulle prestazioni sportive: falso. La richiesta di ossigeno aumenta durante l’attività fisica;

i fumatori riducono l’apporto di ossigeno al sistema muscolare del 10-20%.

• Smettere di fumare fa ingrassare anche di 10 kg: falso. Chi smette di fumare può ingrassare di circa 2 kg, che

vengono facilmente persi con l’attività sportiva ed evitando di sostituire la sigaretta con caramelle e cioccolatini.

• Mio nonno ha fumato per una vita ed è morto a 90 anni: vero. È stato molto fortunato, dal momento che

il 90% dei tumori ai polmoni sono causati dal fumo!

• Il fumo mi fa sentire piú grande: vero/falso. Fra i ragazzi c’è chi fuma per nascondere la timidezza, ma chi

non fuma dimostra di avere piú stima di sé.

• Posso smettere quando voglio: falso. Risulta che il 40% dei giovani che fumano ha tentato di smettere sen-

za riuscirci.

• Il fumo può provocare solo il tumore polmonare in soggetti predisposti a tale patologia: falso. Il 90% dei

tumori polmonari è dovuto al fumo di sigaretta. I piú colpiti sono i forti fumatori (1 pacchetto o piú al giorno), ma possono sviluppare questa letale malattia anche i fumatori passivi.

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Sezione 2 » Educazione alla salute

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Lo sport contro il tabacco Proteggere la salute dei giocatori, prevenirne l’uso fra i ragazzi: sono queste le preoccupazioni principali dei vertici delle associazioni sportive che stanno dichiarando guerra aperta al tabacco in tutte le forme. Un primo segnale concreto per far capire i pericoli che il tabacco nasconde è la decisione attuata dall’UEFA: negli stadi polacchi e ucraini che ospiteranno gli Europei di calcio del 2012 sarà vietato fumare. Il regolamento si applica senza eccezioni a tutti gli spazi all’interno del perimetro degli stadi. Il presidente Michel Platini spiega: «Il nostro è un segnale di rispetto della salute dei nostri spettatori e di tutte le persone coinvolte nel torneo. Vogliamo assicurare i piú elevati standard di salute, sicurezza e confort nel nostro torneo di punta e il tabacco non si adatta al nostro progetto». Il divieto è «un naturale impegno per promuovere uno stile di vita sano e consapevole». Anche la WADA, massimo organo di controllo del doping, messa in allarme da alcuni studi che rilevano gli effetti della nicotina, quali per esempio aumentare la soglia di attenzione o tenere sotto controllo il peso e ridurre lo stress in modo innaturale, sta studiando la possibilità di inserirla tra le sostanze dopanti. Altre iniziative di contrasto all’uso del tabacco nell’ambiente sportivo ci giungono dagli Stati Uniti, dove gli atleti, che hanno l’abitudine di masticare e sputare tabacco come fosse una gomma da masticare (soprattutto nel baseball), ben presto vedranno proibire questa pratica, che oltre ad essere dannosa risulta anche poco elegante. La guerra non finisce qui…

3.4

L’

L’alcol e i suoi terribili effetti

96-100

opinione comune non attribuisce all’alcol consumato in modica quantità una valenza negativa: il vino (soprattutto) è spesso presente sulle nostre tavole e il suo consumo sottolinea in genere gli eventi lieti o comunque i momenti conviviali e di divertimento. Le abitudini degli italiani riguardo al consumo del vino e piú in generale degli alcolici hanno subito delle modifiche negli ultimi vent’anni. In questo periodo il consumo di alcol pro capite degli italiani si è quasi dimezzato; è però in costante incremento l’abitudine a bere (vino, birra, amari) nella fascia di età adolescenziale e cresce il numero delle ragazze che bevono. Inoltre dal consumo moderato di vino come bevanda che accompagna i pasti si è passati all’assunzione di alcolici in diversi momenti della © G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione


Capitolo 3 » Informazione e prevenzione per mantenersi in salute

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giornata e soprattutto all’abuso di alcol (spesso associato ad altri comportamenti pericolosi, come l’assunzione di stupefacenti) nei luoghi di divertimento, dove il «bere» diventa un ingrediente imprescindibile per la «riuscita» della serata. Gli esiti di tali comportamenti sono tristemente noti: in Europa è altissima la percentuale di giovani fra i 15 e 19 anni che muoiono a causa dell’alcol. Secondo le stime, questo rappresenta il primo fattore di rischio di invalidità, mortalità prematura e malattia cronica per i giovani. Secondo i dati forniti dal Ministero della Salute, in Italia ogni anno muoiono piú di 20 mila persone per abuso di alcol o per problemi alcolcorrelati. Nel calcolo della mortalità per problemi alcolcorrelati si tiene conto che i danni provocati dall’alcol non sono soltanto quelli all’organismo e causati da un abuso cronico, ma anche quelli indiretti e che derivano da un consumo occasionale (incidenti stradali, domestici e sul lavoro). Il 40-50% degli incidenti stradali, che rappresentano la prima causa di morte tra i giovani (3000 decessi l’anno), è dovuto alle conseguenze del consumo sconsiderato di alcol e le ricerche in proposito evidenziano una bassa consapevolezza dei rischi connessi alla guida in stato di ebbrezza: una notevole percentuale di intervistati si dice inconsapevole o risponde che dipende dalla quantità assunta. L’alcol inoltre, a causa della perdita di inibizioni e di autocontrollo che segue alla sua ingestione, favorisce gli atti di violenza. Cerchiamo di comprendere che cosa sono le bevande alcoliche e quali sono gli effetti dell’alcol sull’organismo. L’alcol etilico, o etanolo, è il costituente fondamentale di ogni bevanda alcolica. Pur non essendo un nutriente (non può essere usato per la crescita o il ricambio dei tessuti), è in grado di fornire energia: apporta infatti una notevole quantità di calorie. Poiché la molecola di alcol è molto piccola e solubile in acqua, dopo pochi minuti dall’ingestione l’alcol viene assorbito (senza dover essere «digerito») ed entra subito, cosí com’è, nel sangue, che lo distribuisce in tutto l’organismo. L’assorbimento avviene piú lentamente se lo stomaco è pieno: in questo caso è minore la quantità di alcol che entra in circolo. Una piccola parte dell’etanolo (2-10%) viene eliminata inalterata attraverso i polmoni, il sudore, l’urina ecc. La parte restante (circa il 90%) deve essere metabolizzata prima di essere espulsa. La trasformazione dell’etanolo avviene ad opera di enzimi Tempo occorrente perché l’alcol venga specifici nello stomaco e soprattutto nel fegato. È da sottolineare che questi enzieliminato dal corpo mi sono efficaci solo dopo i 16 anni. Il fegato in un’ora riesce a metabolizzare soe il tasso alcolemico lo piccole quantità di alcol. Questo significa che la parte di etanolo che non è stata si riduca a livelli non metabolizzata continua a circolare per l’organismo finché il pericolosi. fegato non riesce a rimuoverla. Maggiore è la concentrazioChi lavora dovrebbe ne di alcol nel sangue, piú gravi sono i pericoli a cui l’orgaaspettare almeno 5 ore questo numero ore Chi lavora dovrebbediaspettare nismo si espone. prima svolgere il di ore almeno di questo numero proprio compito dopo prima di svolgere il proprio aver bevuto. compito dopo aver bevuto

3 ore

2 ore

4 ore

L’alcol deprime il sistema nervoso centrale, ossia diminuisce l’attività dei neuroni e induce tolleranza e dipendenza. Anche una piccola quantità porta ad una alterata e non realistica percezione di sé e delle proprie possibilità, ad atteggiamenti spavaldi che inducono a sottovalutare i pericoli. Nei casi di assunzione di alcol eccessiva e prolungata si manifestano nel tempo una serie di effetti tossici a carico di tutto il corpo. L’alcol può essere considerato una droga perché:

• ha potere psicoattivo, in quanto altera il funzionamento del 1 ora

SNC (sistema nervoso centrale);

• dà dipendenza psichica; • dà dipendenza fisica; • dà assuefazione.

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Sezione 2 » Educazione alla salute

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Secondo il meccanismo della dipendenza si è portati ad aumentare la quantità di alcol ingerita per ripetere l’esperienza (dipendenza psicologica) e affievolire o far sparire i disturbi fisici e psichici dovuti alla sindrome di astinenza (dipendenza fisica e assuefazione). La protratta assunzione di alcol causa un decadimento di tutti gli organi vitali e danni che non sempre sono reversibili: a carico del sistema nervoso centrale i disturbi vanno dal formicolio, al tremore, alla perdita di equilibrio, alla perdita della memoria, alla depressione, all’ansia, fino agli stati piú gravi di allucinazioni, psicosi, demenza; può provocare gastriti, ulcere, emorragie, cirrosi epatica, danni al pancreas; altera la produzione di globuli rossi e abbassa le difese immunitarie facilitando la comparsa di infezioni e tumori; agisce sul sistema cardiocircolatorio contribuendo ad innalzare la pressione arteriosa e favorendo la comparsa di malattie cardiache. Anche il consumo moderato di alcol può aumentare il rischio di insorgenza di vari tipi di tumore (in particolare della mammella, del cavo orale, della faringe e delle prime vie aeree, dello stomaco). I costi sociali dell’alcol sono molto elevati: si pensi a quelli sanitari e assicurativi e alla mancata produttività causata da incidenti, malattie o morti premature. È importante sapere che molte delle gravi conseguenze del consumo sconsiderato di alcol ricadono non solo su chi ne fa uso ma anche su chi ne subisce senza colpa i pesanti effetti: sono le vittime degli incidenti stradali, le famiglie, chi subisce violenza.

Effetti dell’alcol sul corpo Bocca - Alito pestilenziale.

Fegato - Ingrossamento del fegato con frequente sviluppo di epatite e cirrosi, malattie progressive e mortali.

Cervello - Rallentamento delle attività mentali, come ragionare, ricordare e anche parlare; diminuzione della coordinazione motoria. In casi di abuso prolungato, allucinazioni, demenza, stato confusionale.

Apparato digerente - Irritazioni alle pareti dello stomaco, gastriti, ulcere. Rischio di tumore allo stomaco, al colon, al retto.

Occhi - Alterazioni della coordinazione visiva (occhiomano, occhio-piede).

Pancreas - Pancreatite con difficoltà digestive, dolori addominali, nausea, vomito.

Cuore - Effetti negativi sul sistema cardiocircolatorio, ingrossamento e indebolimento del cuore, alterazione del ritmo cardiaco, affaticamento con grave compromissione delle funzioni. Anemia.

Polmoni - Riduzione della capacità di respirazione con disturbi e infezioni.

Muscoli - Allungamento dei tempi di reazione. Alterazione della coordinazione muscolare. Rallentamento dei riflessi e della velocità nello scatto.

Sesso - Riduzione della capacità riproduttiva. Per gli uomini, riduzione dei testicoli, alterazione degli spermatozoi, problemi sul sistema pilifero. Per le donne, diminuzione dei caratteri sessuali, dolori mestruali, cicli senza ovulazione. © G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione


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