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Geografia e rappresentazione grafica

1

Unità

1 La rappresentazione

geografica

StellaPolareAgenti.indd 14-15

Obiettivi di apprendimento

Le parole chiave

Conoscere e utilizzare le principali forme di rappresentazione grafica e cartografica

• asse terrestre • moto di rivoluzione e moto di rotazione • orientamento • punti cardinali • meridiani e paralleli • latitudine e longitudine • rappresentazione in scala • mappe e carte • diagramma cartesiano, istogramma, areogramma, ideogramma

3407_PH1_U01_1_BZ4_015-046.indd 15

12/10/11 24/11/11 09.36 16.41


Unità 1 Itinerario 1

1

Itinerario

La rappresentazione geografica Lo spazio naturale Osserva con attenzione l’illustrazione. Forse noterai che c’è qualcosa che manca del tutto. Che cosa?

Manca l’uomo… e manca tutto ciò che deriva dalle sue attività. Non si vedono case, strade, coltivazioni, fili elettrici, industrie e ogni sorta di altro possibile elemento che ci riporti ad esso. In geografia l’ambiente qui rappresentato si definisce ambiente naturale. Certamente anche gli ambienti naturali non sono tutti uguali e cambiano a seconda della posizione che occupano sulla superficie della Terra. Ad esempio vicino ai poli, dove fa sempre molto freddo, la vegetazione è quasi inesistente e dominano ghiaccio e neve. Qui vediamo un ambiente tipico delle regioni poste all’incirca a metà strada tra le fredde terre polari e le calde zone vicine all’Equatore. In altre parole, è l’ambiente naturale tipico di buona parte del territorio italiano. Tra gli elementi che risaltano maggiormente, notiamo quelli della morfologia, cioè quelli che determinano la forma del territorio. In questo caso essi sono principalmente le montagne, le colline, la pianura e le linee di costa.

1

Rifletto su un disegno • Che cosa indica l’espressione

«ambiente naturale»? • Quali sono gli elementi di uno spazio naturale che emergono maggiormente dalla sua osservazione?

16

 La rappresentazione geografica

17


Unità 1 Itinerario 1

1

Itinerario

La rappresentazione geografica Lo spazio naturale Osserva con attenzione l’illustrazione. Forse noterai che c’è qualcosa che manca del tutto. Che cosa?

Manca l’uomo… e manca tutto ciò che deriva dalle sue attività. Non si vedono case, strade, coltivazioni, fili elettrici, industrie e ogni sorta di altro possibile elemento che ci riporti ad esso. In geografia l’ambiente qui rappresentato si definisce ambiente naturale. Certamente anche gli ambienti naturali non sono tutti uguali e cambiano a seconda della posizione che occupano sulla superficie della Terra. Ad esempio vicino ai poli, dove fa sempre molto freddo, la vegetazione è quasi inesistente e dominano ghiaccio e neve. Qui vediamo un ambiente tipico delle regioni poste all’incirca a metà strada tra le fredde terre polari e le calde zone vicine all’Equatore. In altre parole, è l’ambiente naturale tipico di buona parte del territorio italiano. Tra gli elementi che risaltano maggiormente, notiamo quelli della morfologia, cioè quelli che determinano la forma del territorio. In questo caso essi sono principalmente le montagne, le colline, la pianura e le linee di costa.

1

Rifletto su un disegno • Che cosa indica l’espressione

«ambiente naturale»? • Quali sono gli elementi di uno spazio naturale che emergono maggiormente dalla sua osservazione?

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 La rappresentazione geografica

17


Unità 1 Itinerario 1

Lo spazio antropico Confronta questa illustrazione con quella alle pp. 16-17. Che cosa noti? Che cosa è uguale e che cosa diverso? Sicuramente noti che rispetto al disegno delle pagine precedenti la morfologia (la forma del territorio) non è cambiata, ma, a fianco di quelli naturali, compaiono numerosi nuovi elementi collegati alla presenza dell’uomo. L’uomo «riempie» il disegno, così come nella realtà riempie gli spazi terrestri. In geografia l’ambiente qui rappresentato viene definito ambiente antropico. Certamente anche gli ambienti antropici non sono tutti uguali e cambiano a seconda di alcuni importanti fattori. Non è sempre facile stabilire esattamente quali siano questi fattori: tra i compiti che si propone la geografia c’è anche quello di scoprirli. In generale, comunque, hanno grande influenza: • la posizione dei luoghi sulla Terra (da cui derivano, come studierai, in misura rilevante le condizioni climatiche);

• le attività economiche (a loro volta legate, ad esempio, alla presenza di materie prime e terre fertili da coltivare); • la collocazione di un territorio rispetto alle grandi vie di comunicazione; • le vicende degli uomini che la storia (disciplina che lavora spesso accanto alla geografia) ci aiuta a conoscere. Ad esempio vicino ai poli, dove fa sempre molto freddo, ci sono pochi insediamenti e quei pochi devono organizzarsi per sopravvivere alle difficili condizioni climatiche; in un Paese come l’Italia il clima mite, la fertilità dei suoli e l’intraprendenza dei suoi abitanti hanno permesso lo sviluppo di importanti ambienti antropici. Se potessimo viaggiare nel tempo e osservare la stessa porzioComprendo il testo ne di territorio com’era 100 anni fa, o come sarà tra 100 anni, la • Elenca sinteticamente i principali vedremmo sicuramente assai diversa. Infatti l’ambiente antropico fattori che determinano e modisi modifica nel tempo rapidamente, molto più di quanto non ficano gli ambienti antropici. accada in genere all’ambiente naturale.

2

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 La rappresentazione geografica

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Unità 1 Itinerario 1

Lo spazio antropico Confronta questa illustrazione con quella alle pp. 16-17. Che cosa noti? Che cosa è uguale e che cosa diverso? Sicuramente noti che rispetto al disegno delle pagine precedenti la morfologia (la forma del territorio) non è cambiata, ma, a fianco di quelli naturali, compaiono numerosi nuovi elementi collegati alla presenza dell’uomo. L’uomo «riempie» il disegno, così come nella realtà riempie gli spazi terrestri. In geografia l’ambiente qui rappresentato viene definito ambiente antropico. Certamente anche gli ambienti antropici non sono tutti uguali e cambiano a seconda di alcuni importanti fattori. Non è sempre facile stabilire esattamente quali siano questi fattori: tra i compiti che si propone la geografia c’è anche quello di scoprirli. In generale, comunque, hanno grande influenza: • la posizione dei luoghi sulla Terra (da cui derivano, come studierai, in misura rilevante le condizioni climatiche);

• le attività economiche (a loro volta legate, ad esempio, alla presenza di materie prime e terre fertili da coltivare); • la collocazione di un territorio rispetto alle grandi vie di comunicazione; • le vicende degli uomini che la storia (disciplina che lavora spesso accanto alla geografia) ci aiuta a conoscere. Ad esempio vicino ai poli, dove fa sempre molto freddo, ci sono pochi insediamenti e quei pochi devono organizzarsi per sopravvivere alle difficili condizioni climatiche; in un Paese come l’Italia il clima mite, la fertilità dei suoli e l’intraprendenza dei suoi abitanti hanno permesso lo sviluppo di importanti ambienti antropici. Se potessimo viaggiare nel tempo e osservare la stessa porzioComprendo il testo ne di territorio com’era 100 anni fa, o come sarà tra 100 anni, la • Elenca sinteticamente i principali vedremmo sicuramente assai diversa. Infatti l’ambiente antropico fattori che determinano e modisi modifica nel tempo rapidamente, molto più di quanto non ficano gli ambienti antropici. accada in genere all’ambiente naturale.

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 La rappresentazione geografica

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L’acqua, abbondante ma preziosa

scarichi urbani

L’acqua dolce è indispensabile per la vita sulla Terra. È essenziale per soddisfare le necessità umane fondamentali, l’agricoltura (quindi anche la produzione alimentare), l’energia e il mantenimento degli ecosistemi. Nel 2025, quando si prevede che sulla Terra saremo circa 8 miliardi, le persone che non avranno accesso all’acqua saranno più di 3 miliardi.

fognature

L’agricoltura, da sola, assorbe più dei due terzi dell’acqua utilizzata dall’uomo.

pesticidi e p fertilizzanti zzanti

PORTOGALLO

I

BAHAMA

I C

TOTALE DELL’ACQUA di cui

O

GUATEMALA EL SALVADOR

C U B A HAITI

SAINT LUCIA

NICARAGUA

COSTA RICA

oceani 97,5%

TRINIDAD E TOBAGO

VENEZUELA

PANAMÁ

Guiana Franc.

COLOMBIA

acqua dolce 2,5%

CAPO VERDE

SAINT KITTS E NEVIS ANTIGUA E BARBUDA DOMINICA

GIAMAICA HONDURAS

Sahara Occ. (Maroc.)

REP. DOMINICANA

SENEGAL

GAMBIA GUINEA-BISSAU

SAINT VINCENT E GRENADINE BARBADOS GRENADA

ECUADOR

P E

B R A S I L E

MAURITANIA

M

GUINEA

SIERRA LEONE COSTA D'AV. LIBERIA TOGO BENIN SÃO TOMÉ E PRÍNCIPE GUINEA EQUATORIALE

BULG.

TURCHIA

CIPRO SIRIA LIBANO I R AQ ISRAELE

GIORD.

L I B I A EGITTO

IRAN

NIGER

CIAD S U DAN

ERITREA

C

AFGHAN.

KUW.

ARABIA

BAH. QATAR

SAUDITA BURKINA FASO

COREA DEL NORD

BE KIS KIRGHIZISTAN TA N TAGIKISTAN TURKMEN.

ARM. AZER.

TUNISIA

MONGOLIA

UZ

GEOR.

ALB. MAC.

N EP AL

E.A.U.

N

REP. CENTRAFRICANA CAMERUN UGANDA

GABON

R

MALAWI ZAMBIA ZIMBABWE

anni

VIET NAM

MARSHALL

SOMALIA

MALDIVE

SRI LANKA

BRUNEI PALAU

MALAYSIA

2800

STATI FEDERATI DI MICRONESIA

SINGAPORE NAURU

I N D O N E S I A

SEICELLE

2400

KIRIBATI

Agricoltura

PAPUA NUOVA SALOMONE TUVALU GUINEA

TIMOR EST

COMORE

MADAGASCAR

3200

CAMBOGIA

RUANDA BURUNDI

TANZANIA ANGOLA

I MAGGIORI PRELIEVI DI ACQUA

TAIWAN

MYANMAR

THAILANDIA

KENYA

REP. DEM. CONGO

A

GIAPPONE

BHUTAN

YEMEN

ETIOPIA

COREA DEL SUD

BANGLADESH

I N D I A

OMAN

I

GIBUTI

NIGERIA

BOLIVIA

di cui

K A Z A K I S TA N

MOL.

ROMANIA

GRECIA

Ú

2000

VANUATU

MAURIZIO

BOTSWANA

L

A IN ARGENT

I

acque sotterranee 20%

SWAZILAND

SUDAFRICA URUGUAY

1200 Industria 800

AU S T R A L I A

LESOTHO

400

Quota di popolazione con accesso all'acqua potabile dal 70% all’80%

E

NUOVA ZELANDA

dal 55% al 70%

meno del 40% dato non disponibile

Ricordati di…

Quanto si «spreca» per… 210 200

laghi 52%

acqua negli organismi 1%

102

vapore acqueo 8% fiumi 1%

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità gode di condizioni di vita accettabili chi dispone di almeno 50 litri di acqua al giorno, ma in Africa il consumo medio quotidiano è stimato tra i 10 e i 40 litri per persona.

160 120

100

80

40-50

le sole necessità domestiche

cucinare e lavare le stoviglie

50

40

8-30

tirare lo sciacquone

2 fare il bagno nella vasca

non aprire l’acqua al massimo e non lasciarla scorrere inutilmente; ■■ chiudere il rubinetto mentre lavi i denti; ■■ preferire la doccia al bagno; ■■ far funzionare lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico; preferire le basse temperature; ■■ per lavare i piatti, riciclare l’acqua dove si è bollita la pasta; ■■ controllare l’impianto idrico: far riparare i rubinetti che gocciolano. ■■

170

umidità del suolo 38%

Uso domestico

0

più dell’85%

dal 40% al 55%

di cui

1600

FIGI

NAMIBIA

PARAGUAY

C

ghiacciai e calotte glaciali 79% acque di superficie facilmente accessibili 1%

ERZ. MONT.

ALG E R IA A L I

S S M E

MAROCCO

BELIZE

SLO.

CRO.BOS.

ITALIA

SPAGNA

A

2025

T

AUSTRIA UNGH.

FRANCIA

I

2000

I

SVIZZ.

I

GO

N

T

BIA

U

A

U C R AI NA

SLOVAC.

CON

T

S

BIELOR.

R. CECA

S ER

S

LIT.

P.B. GERM. POLONIA LUSS.

S

1975

REGNO DAN. UNITO BEL.

U

EST. LET.

1950

IRLANDA

R

FINLANDIA

1925

ZI

A

concimazione

1965

D

km3 all’anno

A

IST AN

N

PA K

A

SVE

C

A

NORVEGIA

aratura

Anche dove l’acqua non manca, si verificano casi di grave penuria e degrado della qualità delle acque, a causa di una scarsa tutela delle risorse ambientali. In Cina, ad esempio, ponendo al primo posto la crescita industriale, il governo non si è preoccupato di salvaguardare l’ambiente: oggi un terzo dei fiumi è inquinato e nelle città buona parte dell’acqua non è potabile.

Alaska (USA) ISLANDA

scarichi industriali

raffinerie e depositi petroliferi

discariche

lavare con la lavastoviglie

fare un lavaggio completo a 90° con la lavatrice

0 litri bere

103


L’acqua, abbondante ma preziosa

scarichi urbani

L’acqua dolce è indispensabile per la vita sulla Terra. È essenziale per soddisfare le necessità umane fondamentali, l’agricoltura (quindi anche la produzione alimentare), l’energia e il mantenimento degli ecosistemi. Nel 2025, quando si prevede che sulla Terra saremo circa 8 miliardi, le persone che non avranno accesso all’acqua saranno più di 3 miliardi.

fognature

L’agricoltura, da sola, assorbe più dei due terzi dell’acqua utilizzata dall’uomo.

pesticidi e p fertilizzanti zzanti

PORTOGALLO

I

BAHAMA

I C

TOTALE DELL’ACQUA di cui

O

GUATEMALA EL SALVADOR

C U B A HAITI

SAINT LUCIA

NICARAGUA

COSTA RICA

oceani 97,5%

TRINIDAD E TOBAGO

VENEZUELA

PANAMÁ

Guiana Franc.

COLOMBIA

acqua dolce 2,5%

CAPO VERDE

SAINT KITTS E NEVIS ANTIGUA E BARBUDA DOMINICA

GIAMAICA HONDURAS

Sahara Occ. (Maroc.)

REP. DOMINICANA

SENEGAL

GAMBIA GUINEA-BISSAU

SAINT VINCENT E GRENADINE BARBADOS GRENADA

ECUADOR

P E

B R A S I L E

MAURITANIA

M

GUINEA

SIERRA LEONE COSTA D'AV. LIBERIA TOGO BENIN SÃO TOMÉ E PRÍNCIPE GUINEA EQUATORIALE

BULG.

TURCHIA

CIPRO SIRIA LIBANO I R AQ ISRAELE

GIORD.

L I B I A EGITTO

IRAN

NIGER

CIAD S U DAN

ERITREA

C

AFGHAN.

KUW.

ARABIA

BAH. QATAR

SAUDITA BURKINA FASO

COREA DEL NORD

BE KIS KIRGHIZISTAN TA N TAGIKISTAN TURKMEN.

ARM. AZER.

TUNISIA

MONGOLIA

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GEOR.

ALB. MAC.

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E.A.U.

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REP. CENTRAFRICANA CAMERUN UGANDA

GABON

R

MALAWI ZAMBIA ZIMBABWE

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VIET NAM

MARSHALL

SOMALIA

MALDIVE

SRI LANKA

BRUNEI PALAU

MALAYSIA

2800

STATI FEDERATI DI MICRONESIA

SINGAPORE NAURU

I N D O N E S I A

SEICELLE

2400

KIRIBATI

Agricoltura

PAPUA NUOVA SALOMONE TUVALU GUINEA

TIMOR EST

COMORE

MADAGASCAR

3200

CAMBOGIA

RUANDA BURUNDI

TANZANIA ANGOLA

I MAGGIORI PRELIEVI DI ACQUA

TAIWAN

MYANMAR

THAILANDIA

KENYA

REP. DEM. CONGO

A

GIAPPONE

BHUTAN

YEMEN

ETIOPIA

COREA DEL SUD

BANGLADESH

I N D I A

OMAN

I

GIBUTI

NIGERIA

BOLIVIA

di cui

K A Z A K I S TA N

MOL.

ROMANIA

GRECIA

Ú

2000

VANUATU

MAURIZIO

BOTSWANA

L

A IN ARGENT

I

acque sotterranee 20%

SWAZILAND

SUDAFRICA URUGUAY

1200 Industria 800

AU S T R A L I A

LESOTHO

400

Quota di popolazione con accesso all'acqua potabile dal 70% all’80%

E

NUOVA ZELANDA

dal 55% al 70%

meno del 40% dato non disponibile

Ricordati di…

Quanto si «spreca» per… 210 200

laghi 52%

acqua negli organismi 1%

102

vapore acqueo 8% fiumi 1%

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità gode di condizioni di vita accettabili chi dispone di almeno 50 litri di acqua al giorno, ma in Africa il consumo medio quotidiano è stimato tra i 10 e i 40 litri per persona.

160 120

100

80

40-50

le sole necessità domestiche

cucinare e lavare le stoviglie

50

40

8-30

tirare lo sciacquone

2 fare il bagno nella vasca

non aprire l’acqua al massimo e non lasciarla scorrere inutilmente; ■■ chiudere il rubinetto mentre lavi i denti; ■■ preferire la doccia al bagno; ■■ far funzionare lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico; preferire le basse temperature; ■■ per lavare i piatti, riciclare l’acqua dove si è bollita la pasta; ■■ controllare l’impianto idrico: far riparare i rubinetti che gocciolano. ■■

170

umidità del suolo 38%

Uso domestico

0

più dell’85%

dal 40% al 55%

di cui

1600

FIGI

NAMIBIA

PARAGUAY

C

ghiacciai e calotte glaciali 79% acque di superficie facilmente accessibili 1%

ERZ. MONT.

ALG E R IA A L I

S S M E

MAROCCO

BELIZE

SLO.

CRO.BOS.

ITALIA

SPAGNA

A

2025

T

AUSTRIA UNGH.

FRANCIA

I

2000

I

SVIZZ.

I

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N

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U

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U C R AI NA

SLOVAC.

CON

T

S

BIELOR.

R. CECA

S ER

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LIT.

P.B. GERM. POLONIA LUSS.

S

1975

REGNO DAN. UNITO BEL.

U

EST. LET.

1950

IRLANDA

R

FINLANDIA

1925

ZI

A

concimazione

1965

D

km3 all’anno

A

IST AN

N

PA K

A

SVE

C

A

NORVEGIA

aratura

Anche dove l’acqua non manca, si verificano casi di grave penuria e degrado della qualità delle acque, a causa di una scarsa tutela delle risorse ambientali. In Cina, ad esempio, ponendo al primo posto la crescita industriale, il governo non si è preoccupato di salvaguardare l’ambiente: oggi un terzo dei fiumi è inquinato e nelle città buona parte dell’acqua non è potabile.

Alaska (USA) ISLANDA

scarichi industriali

raffinerie e depositi petroliferi

discariche

lavare con la lavastoviglie

fare un lavaggio completo a 90° con la lavatrice

0 litri bere

103


Unità 3 Itinerario 1

19

La cosTa frasTaGLIaTa

Le coste rocciose e frastagliate dell’isola di Lampedusa, a sud della Sicilia. Dove la roccia è più friabile, la costa viene scavata fino a formare piccole insenature riparate, chiamate cale, dove le onde accumulano sabbia, ghiaia e ciottoli.

20

La cosTa bassa

La costa bassa è sabbiosa, con acque antistanti poco profonde, come in questa fotografia delle isole Ebridi (a nordovest della Scozia).

19

21

21

20

Le faLesIe

Coste alte e rocciose, con pareti verticali a picco sul mare, vengono dette falesie. Qui vediamo un tratto della Falaise d’Aval in Normandia (Francia settentrionale). Alla base delle coste si trovano spesso cavità, grotte e archi naturali scavati dalle onde.

22 22 23

Osservo fotografie, carte e disegni • Osserva le immagini di queste pagine e la carta e i disegni alle pp. 18-19 dell’Atlante delle risorse. Rispondi poi alle domande. – Quale tipo di costa prevale lungo il mar di Norvegia? – Quali tipi di coste si trovano nella penisola Iberica? – Le lagune si sviluppano dove vi sono coste alte e rocciose o coste basse e sabbiose?

116

 L’idrografia

scoGLI e faraGLIonI

Spesso, sotto la continua azione delle onde, tratti di scogliere crollano in mare, dando luogo alla formazione di scogli e faraglioni. Un faraglione è uno sperone roccioso isolato che emerge dal mare nelle vicinanze della costa.

23

LaGune e TomboLI

L’isola di St Ninian, nell’arcipelago delle Shetland (Scozia), è collegata alla terraferma dal più grande tombolo del Regno Unito.

 L’idrografia

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Unità 3 Itinerario 1

19

La cosTa frasTaGLIaTa

Le coste rocciose e frastagliate dell’isola di Lampedusa, a sud della Sicilia. Dove la roccia è più friabile, la costa viene scavata fino a formare piccole insenature riparate, chiamate cale, dove le onde accumulano sabbia, ghiaia e ciottoli.

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La cosTa bassa

La costa bassa è sabbiosa, con acque antistanti poco profonde, come in questa fotografia delle isole Ebridi (a nordovest della Scozia).

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Le faLesIe

Coste alte e rocciose, con pareti verticali a picco sul mare, vengono dette falesie. Qui vediamo un tratto della Falaise d’Aval in Normandia (Francia settentrionale). Alla base delle coste si trovano spesso cavità, grotte e archi naturali scavati dalle onde.

22 22 23

Osservo fotografie, carte e disegni • Osserva le immagini di queste pagine e la carta e i disegni alle pp. 18-19 dell’Atlante delle risorse. Rispondi poi alle domande. – Quale tipo di costa prevale lungo il mar di Norvegia? – Quali tipi di coste si trovano nella penisola Iberica? – Le lagune si sviluppano dove vi sono coste alte e rocciose o coste basse e sabbiose?

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 L’idrografia

scoGLI e faraGLIonI

Spesso, sotto la continua azione delle onde, tratti di scogliere crollano in mare, dando luogo alla formazione di scogli e faraglioni. Un faraglione è uno sperone roccioso isolato che emerge dal mare nelle vicinanze della costa.

23

LaGune e TomboLI

L’isola di St Ninian, nell’arcipelago delle Shetland (Scozia), è collegata alla terraferma dal più grande tombolo del Regno Unito.

 L’idrografia

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I vulcani, montagne particolari

5895

5000 m

3794

3323

4000 m 3000 m 2000 m 1000 m 0m

Ojos del Salado Kilimangiaro Popocatépetl (America (Africa) (America sett. meridionale) e centrale)

Mauna Loa (Oceania)

Erebus (Antartide)

Etna (Europa)

Vulcani famosi

colata lavica

ceneri

Pompei

Italia, 24 agosto 79 d.C.

Il Vesuvio rientrò in attività dopo un periodo di quiete durato circa otto secoli, riversando sulle aree circostanti, in poco più di trenta ore, circa 4 km3 di magma sotto forma di pomici e cenere.

cratere

fumarola Le eruzioni stromboliane (il nome deriva dal vulcano Stromboli, nelle isole Eolie, in attività da almeno 2000 anni), sono caratterizzate dalla fuoriuscita di getti di lava più viscosa, che si innalzano per centinaia di metri, alternati a emissioni in colate.

6000 m

5465 4169

I vulcani sono particolari rilievi montuosi, spesso riconoscibili per la loro caratterisca forma a cono; si innalzano in corrispondenza di fratture della crosta terrestre attraverso le quali il magma (materiale fluido e incandescente presente nella crosta profonda) risale in superficie. Le eruzioni effusive presentano emissioni di lava molto calda e fluida, in grado di creare colate che scorrono a lungo sulla superficie terrestre prima di consolidarsi; la lava è abbastanza povera di gas, i quali si liberano senza violenza dalle colate.

I VULCANI PIÙ ALTI DI OGNI CONTINENTE

6893

cratere secondario

Krakatoa

Giava, 27 agosto 1883

L’eruzione sprigionò energia equivalente a 500 megatoni, provocando un boato che arrivò a 5000 km di distanza. L’esplosione ridusse in cenere l’isola sulla quale sorgeva il vulcano e scatenò un’onda di maremoto alta 40 metri che correva a più di 1000 km/h.

La bomba vulcanica camino vulcanico

È un «goccia» di roccia ardente che si forma durante un’eruzione vulcanica. Durante questo evento diversi frammenti di lava dotati di una specifica viscosità vengono espulsi dal vulcano. Prima di raggiungere il suolo si raffreddano fino a solidificarsi e spesso, durante il volo, acquistano forme aerodinamiche.

Saint Helens

Stati Uniti, 18 maggio 1980

Le eruzioni esplosive avvengono con emissione di enormi quantità di gas e materiali piroclastici, che si disperdono anche a notevole distanza, e di lave dense e poco mobili; si tratta di eruzioni pericolose perché più difficili da tenere sotto controllo.

130

serbatoio magmatico

Un terremoto causò il crollo dell’intera parete nord del vulcano, che liberò milioni di metri cubi di gas, rocce e lapilli. La colonna di fumo che si alzò raggiunse i 24 km nell’atmosfera e si propagò sul suolo di ben 11 Stati americani.

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I vulcani, montagne particolari

5895

5000 m

3794

3323

4000 m 3000 m 2000 m 1000 m 0m

Ojos del Salado Kilimangiaro Popocatépetl (America (Africa) (America sett. meridionale) e centrale)

Mauna Loa (Oceania)

Erebus (Antartide)

Etna (Europa)

Vulcani famosi

colata lavica

ceneri

Pompei

Italia, 24 agosto 79 d.C.

Il Vesuvio rientrò in attività dopo un periodo di quiete durato circa otto secoli, riversando sulle aree circostanti, in poco più di trenta ore, circa 4 km3 di magma sotto forma di pomici e cenere.

cratere

fumarola Le eruzioni stromboliane (il nome deriva dal vulcano Stromboli, nelle isole Eolie, in attività da almeno 2000 anni), sono caratterizzate dalla fuoriuscita di getti di lava più viscosa, che si innalzano per centinaia di metri, alternati a emissioni in colate.

6000 m

5465 4169

I vulcani sono particolari rilievi montuosi, spesso riconoscibili per la loro caratterisca forma a cono; si innalzano in corrispondenza di fratture della crosta terrestre attraverso le quali il magma (materiale fluido e incandescente presente nella crosta profonda) risale in superficie. Le eruzioni effusive presentano emissioni di lava molto calda e fluida, in grado di creare colate che scorrono a lungo sulla superficie terrestre prima di consolidarsi; la lava è abbastanza povera di gas, i quali si liberano senza violenza dalle colate.

I VULCANI PIÙ ALTI DI OGNI CONTINENTE

6893

cratere secondario

Krakatoa

Giava, 27 agosto 1883

L’eruzione sprigionò energia equivalente a 500 megatoni, provocando un boato che arrivò a 5000 km di distanza. L’esplosione ridusse in cenere l’isola sulla quale sorgeva il vulcano e scatenò un’onda di maremoto alta 40 metri che correva a più di 1000 km/h.

La bomba vulcanica camino vulcanico

È un «goccia» di roccia ardente che si forma durante un’eruzione vulcanica. Durante questo evento diversi frammenti di lava dotati di una specifica viscosità vengono espulsi dal vulcano. Prima di raggiungere il suolo si raffreddano fino a solidificarsi e spesso, durante il volo, acquistano forme aerodinamiche.

Saint Helens

Stati Uniti, 18 maggio 1980

Le eruzioni esplosive avvengono con emissione di enormi quantità di gas e materiali piroclastici, che si disperdono anche a notevole distanza, e di lave dense e poco mobili; si tratta di eruzioni pericolose perché più difficili da tenere sotto controllo.

130

serbatoio magmatico

Un terremoto causò il crollo dell’intera parete nord del vulcano, che liberò milioni di metri cubi di gas, rocce e lapilli. La colonna di fumo che si alzò raggiunse i 24 km nell’atmosfera e si propagò sul suolo di ben 11 Stati americani.

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Unità 3 Itinerario 4

4

Itinerario

◀ 12, 22, 24-25 il mio

Atlante

Il paesaggio italiano Il territorio dell’Italia

studiareconmetodo

L’Italia è in prevalenza montuosa: montagne e colline coprono più di tre quarti del suo territorio e le pianure sono poche e quasi tutte di ridotte dimensioni. La parte continentale è delimitata da un ampio e imponente sistema montuoso: le Alpi, formatesi negli ultimi 60 milioni di anni. La parte peninsulare è percorsa da una catena montuosa, che raggiunge altezze inferiori alle Alpi a causa della diversa natura delle rocce: gli Appennini. Nella parte continentale le Alpi e l’Appennino Settentrionale racchiudono l’ampia pianura Padana. La penisola Italiana è bagnata dal mar Mediterraneo, un bacino caldo, mediamente non molto profondo e piuttosto salato. Lambiscono le coste della penisola le acque di alcuni bacini maggiori: da est, in senso orario, il mar Adriatico, il mar Ionio, il mar Tirreno, il mar Ligure. I mari italiani sono punteggiati da isole: la Sicilia e la Sardegna sono le maggiori. Le isole minori sono piccoli territori, spesso raggruppati in arcipelaghi. Il profilo delle coste italiane, lungo circa 7400 km, è molto articolato e irregolare: a coste basse e sabbiose, dall’andamento rettilineo (soprattutto a est), si alternano tratti alti e rocciosi.

I mari

1 Il  mar Adriatico  è  poco  profondo  e  ha  una  salinità  minore  degli  altri  mari  italiani;  è  notevolmente  inquinato  in  quanto vi sfociano i nostri maggiori fiumi (tra cui il Po), che trasportano molte  sostanze tossiche. 2 Il mar Ionio è il più  profondo  del  Mediterraneo;  comunica  con il mar Adriatico attraverso il canale d’Otranto e con il mar Tirreno attraverso lo stretto di Messina. 3 Il mar Tirreno  raggiunge  anch’esso  notevoli  profondità;  è  punteggiato  da  numerose  isole  e  arcipelaghi,  di  cui  alcune  di  origine vulcanica. 4 Il mar Ligure è compreso tra  la Corsica, le coste della Toscana settentrionale, della Liguria e della Francia.

1

Osserva con attenzione l’immagine satellitare dell’Italia (ripresa da un satellite posizionato a migliaia di kilometri nello spazio e rielaborata tramite computer) e la carta dell’Italia fisica a p. 12 dell’Atlante delle risorse (una rappresentazione cartografica tradizionale). Ora confrontale, individuando gli elementi comuni:

 Il paesaggio italiano

Ora rifletti su come le due rappresentazioni dell’Italia siano in grado di integrarsi reciprocamente per fornire un’informazione più precisa e arricchire le tue conoscenze.

5 Le  coste adriatiche  sono  prevalentemente  basse,  lineari  e  sabbiose,  con  grandi lagune nella zona settentrionale  (la  maggiore  è  quella  di Venezia).  6 Le  coste ioniche sono per lo più alte, frastagliate,  ricche  di  golfi,  insenature  e  promontori. 7 Lungo i litorali tirrenici coste  scoscese e articolate si alternano a tratti  più  bassi  e  lineari  in  corrispondenza  delle  pianure  costiere.  8 Le  coste liguri,  strette tra i rilievi delle Alpi Marittime e  dell’Appennino e il mare, sono alte, rocciose e frastagliate.

Isole e arcipelaghi

9 Di fronte alla costa tirrenica troviamo  l’arcipelago Toscano  (che  comprende  l’isola d’Elba),  l’arcipelago Pontino  e  l’arcipelago Campano.  10 Intorno  alla  Sardegna  si  distinguono:  a  sud-ovest  San Pietro  e  Sant’Antioco,  a  nord-est  l’arcipelago della Maddalena,  a  nordovest  l’Asinara.  11 Di  fronte  alle  coste  settentrionali  della  Sicilia  si  trovano  le  isole Eolie;  più  a  ovest  emergono  l’isola di Ustica  e  l’arcipelago delle Egadi.  12 Nell’estremo Sud del Paese si trovano  l’isola di Pantelleria e, più oltre, le Pelagie.  13 Nell’Adriatico  vi  sono  le  piccole  isole dell’arcipelago delle Tremiti.

1 5

8 4

1 9

10

Ora prova a individuare gli elementi che differenziano le due immagini: • nella prima non sono presenti i toponimi (i nomi dei luoghi), nella seconda sì; • l’evidenziazione degli elementi del territorio è molto più marcata nella carta che non nella fotografia satellitare; • la rappresentazione dell’immagine satellitare è più vicina al vero; • sono distinguibili più particolari nella rappresentazione cartografica; • nella carta è riportato il reticolo geografico, assente nell’immagine satellitare; • nella carta sono riportate sia la scala numerica sia quella grafica; • nella rappresentazione cartografica sono ben visibili i confini politici, assenti in quella satellitare.

Le coste

un territorio assai vario

Due modi per raffigurare lo stesso territorio

• delimitazioni e forma del territorio considerato; • limiti mare-terra; • differenti colori o tonalità di colore per indicare pianure, montagne, colline ecc.

150

L’occhio deL geografo

13 7

10 3

9

9 7 6

11

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 Il paesaggio italiano

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Unità 3 Itinerario 4

4

Itinerario

◀ 12, 22, 24-25 il mio

Atlante

Il paesaggio italiano Il territorio dell’Italia

studiareconmetodo

L’Italia è in prevalenza montuosa: montagne e colline coprono più di tre quarti del suo territorio e le pianure sono poche e quasi tutte di ridotte dimensioni. La parte continentale è delimitata da un ampio e imponente sistema montuoso: le Alpi, formatesi negli ultimi 60 milioni di anni. La parte peninsulare è percorsa da una catena montuosa, che raggiunge altezze inferiori alle Alpi a causa della diversa natura delle rocce: gli Appennini. Nella parte continentale le Alpi e l’Appennino Settentrionale racchiudono l’ampia pianura Padana. La penisola Italiana è bagnata dal mar Mediterraneo, un bacino caldo, mediamente non molto profondo e piuttosto salato. Lambiscono le coste della penisola le acque di alcuni bacini maggiori: da est, in senso orario, il mar Adriatico, il mar Ionio, il mar Tirreno, il mar Ligure. I mari italiani sono punteggiati da isole: la Sicilia e la Sardegna sono le maggiori. Le isole minori sono piccoli territori, spesso raggruppati in arcipelaghi. Il profilo delle coste italiane, lungo circa 7400 km, è molto articolato e irregolare: a coste basse e sabbiose, dall’andamento rettilineo (soprattutto a est), si alternano tratti alti e rocciosi.

I mari

1 Il  mar Adriatico  è  poco  profondo  e  ha  una  salinità  minore  degli  altri  mari  italiani;  è  notevolmente  inquinato  in  quanto vi sfociano i nostri maggiori fiumi (tra cui il Po), che trasportano molte  sostanze tossiche. 2 Il mar Ionio è il più  profondo  del  Mediterraneo;  comunica  con il mar Adriatico attraverso il canale d’Otranto e con il mar Tirreno attraverso lo stretto di Messina. 3 Il mar Tirreno  raggiunge  anch’esso  notevoli  profondità;  è  punteggiato  da  numerose  isole  e  arcipelaghi,  di  cui  alcune  di  origine vulcanica. 4 Il mar Ligure è compreso tra  la Corsica, le coste della Toscana settentrionale, della Liguria e della Francia.

1

Osserva con attenzione l’immagine satellitare dell’Italia (ripresa da un satellite posizionato a migliaia di kilometri nello spazio e rielaborata tramite computer) e la carta dell’Italia fisica a p. 12 dell’Atlante delle risorse (una rappresentazione cartografica tradizionale). Ora confrontale, individuando gli elementi comuni:

 Il paesaggio italiano

Ora rifletti su come le due rappresentazioni dell’Italia siano in grado di integrarsi reciprocamente per fornire un’informazione più precisa e arricchire le tue conoscenze.

5 Le  coste adriatiche  sono  prevalentemente  basse,  lineari  e  sabbiose,  con  grandi lagune nella zona settentrionale  (la  maggiore  è  quella  di Venezia).  6 Le  coste ioniche sono per lo più alte, frastagliate,  ricche  di  golfi,  insenature  e  promontori. 7 Lungo i litorali tirrenici coste  scoscese e articolate si alternano a tratti  più  bassi  e  lineari  in  corrispondenza  delle  pianure  costiere.  8 Le  coste liguri,  strette tra i rilievi delle Alpi Marittime e  dell’Appennino e il mare, sono alte, rocciose e frastagliate.

Isole e arcipelaghi

9 Di fronte alla costa tirrenica troviamo  l’arcipelago Toscano  (che  comprende  l’isola d’Elba),  l’arcipelago Pontino  e  l’arcipelago Campano.  10 Intorno  alla  Sardegna  si  distinguono:  a  sud-ovest  San Pietro  e  Sant’Antioco,  a  nord-est  l’arcipelago della Maddalena,  a  nordovest  l’Asinara.  11 Di  fronte  alle  coste  settentrionali  della  Sicilia  si  trovano  le  isole Eolie;  più  a  ovest  emergono  l’isola di Ustica  e  l’arcipelago delle Egadi.  12 Nell’estremo Sud del Paese si trovano  l’isola di Pantelleria e, più oltre, le Pelagie.  13 Nell’Adriatico  vi  sono  le  piccole  isole dell’arcipelago delle Tremiti.

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Ora prova a individuare gli elementi che differenziano le due immagini: • nella prima non sono presenti i toponimi (i nomi dei luoghi), nella seconda sì; • l’evidenziazione degli elementi del territorio è molto più marcata nella carta che non nella fotografia satellitare; • la rappresentazione dell’immagine satellitare è più vicina al vero; • sono distinguibili più particolari nella rappresentazione cartografica; • nella carta è riportato il reticolo geografico, assente nell’immagine satellitare; • nella carta sono riportate sia la scala numerica sia quella grafica; • nella rappresentazione cartografica sono ben visibili i confini politici, assenti in quella satellitare.

Le coste

un territorio assai vario

Due modi per raffigurare lo stesso territorio

• delimitazioni e forma del territorio considerato; • limiti mare-terra; • differenti colori o tonalità di colore per indicare pianure, montagne, colline ecc.

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L’occhio deL geografo

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 Il paesaggio italiano

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Unità 4 Itinerario 2  Il trasporto marittimo e aereo

Hub Il termine inglese hub significa «per­ no», «mozzo (di una ruota)». Nel settore dei trasporti indica gli aeroporti che svolgo­ no la funzione di nodi di interscambio cui fanno capo più rotte aeree.

18

l’aeroporto Di hong Kong

È il terzo aeroporto dell’Asia per numero di passeggeri (oltre 45 milioni l’anno).

Il trasporto marittimo ha un’importanza fondamentale per il movimento delle merci: la maggior parte di esse viaggia infatti via mare. Il movimento dei passeggeri è assai ridotto sulle grandi rotte internazionali, mentre ha ancora una certa importanza sulle tratte medie, soprattutto grazie al trasporto «misto» (con veicolo al seguito), effettuato dai traghetti. La rete del trasporto aereo copre tutto il mondo e ha una funzione insostituibile. Le cifre relative al trasporto di passeggeri sono notevoli. Gli aeroporti più trafficati nel mondo sono quelli statunitensi (Chicago, New York, Atlanta, Dallas, Los Angeles) ed europei (Londra, Parigi, Francoforte), mentre in Asia primeggiano Tokyo, Hong Kong, Singapore e Bangkok: si tratta di aeroporti hub, che ricevono voli dalle zone periferiche e dai quali partono le grandi rotte intercontinentali. In Italia esiste un hub, Fiumicino (Roma).

18

2

1

2

7

3

 Il trasporto delle merci

Come abbiamo detto, la maggior parte delle merci viene trasportata via mare, soprattutto nell’ambito degli scambi internazionali o intercontinentali. I grandi centri portuali lungo le coste fanno da terminali o da punti di partenza del traffico delle merci, svolto da navi sempre più specializzate secondo le varie tipologie di merci (petroliere, carboniere, gasiere, cerealiere, frigorifere, portacontainer, per citare le più diffuse). Il movimento delle merci per via aerea è invece più ridotto e limitato alle merci di valore o facilmente deperibili, a causa degli alti costi e della scarsa capacità di carico degli aeroplani. Un sistema di trasporto meno visibile e conosciuto, ma di importanza fondamentale, è quello che utilizza la fitta rete di condutture, che permettono di spostare liquidi e gas anche su notevoli distanze. Si tratta principalmente di acquedotti, gasdotti e oleodotti. Per il trasporto dei combustibili sono oggi attivi circa 2 milioni di km di condutture, per lo più di superficie.

5

4

6

4

19

19

il porto Di rotterDam

Quello di Rotterdam, nei Paesi Bassi, è oggi il maggior porto europeo e sino alla fine del xx secolo era anche il più trafficato del mondo.

La merce viene sistemata presso la fabbrica o presso il magazzino di uno spedizioniere in un container, da dove non viene mossa fino al luogo in cui deve essere consegnata e distribuita.

l’occhio Del geografo

1 Navi mercantili. 2 Magazzini e stabilimenti industriali. 3 Depositi di container. 4 Gru. 5 Moli di attracco. 6 Bacino interno. 7 Rimorchiatore.

20

20

il trasporto intermoDale

Le merci possono giungere a porti e aeroporti viaggiando sia su rotaia sia su gomma. Perché ciò avvenga con facilità e rapidità vengono utilizzati i container: grossi contenitori in metallo di misure standard tali da poter essere caricati indifferentemente sui vari mezzi. Essi consentono il cosiddetto trasporto intermodale.

Lavoro sulle carte • Osserva la carta a p. 62 dell’Atlante delle risorse e individua i due maggiori aeroporti italiani.

190

 Il lavoro e i settori dell’economia

 Il lavoro e i settori dell’economia

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Unità 4 Itinerario 2  Il trasporto marittimo e aereo

Hub Il termine inglese hub significa «per­ no», «mozzo (di una ruota)». Nel settore dei trasporti indica gli aeroporti che svolgo­ no la funzione di nodi di interscambio cui fanno capo più rotte aeree.

18

l’aeroporto Di hong Kong

È il terzo aeroporto dell’Asia per numero di passeggeri (oltre 45 milioni l’anno).

Il trasporto marittimo ha un’importanza fondamentale per il movimento delle merci: la maggior parte di esse viaggia infatti via mare. Il movimento dei passeggeri è assai ridotto sulle grandi rotte internazionali, mentre ha ancora una certa importanza sulle tratte medie, soprattutto grazie al trasporto «misto» (con veicolo al seguito), effettuato dai traghetti. La rete del trasporto aereo copre tutto il mondo e ha una funzione insostituibile. Le cifre relative al trasporto di passeggeri sono notevoli. Gli aeroporti più trafficati nel mondo sono quelli statunitensi (Chicago, New York, Atlanta, Dallas, Los Angeles) ed europei (Londra, Parigi, Francoforte), mentre in Asia primeggiano Tokyo, Hong Kong, Singapore e Bangkok: si tratta di aeroporti hub, che ricevono voli dalle zone periferiche e dai quali partono le grandi rotte intercontinentali. In Italia esiste un hub, Fiumicino (Roma).

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 Il trasporto delle merci

Come abbiamo detto, la maggior parte delle merci viene trasportata via mare, soprattutto nell’ambito degli scambi internazionali o intercontinentali. I grandi centri portuali lungo le coste fanno da terminali o da punti di partenza del traffico delle merci, svolto da navi sempre più specializzate secondo le varie tipologie di merci (petroliere, carboniere, gasiere, cerealiere, frigorifere, portacontainer, per citare le più diffuse). Il movimento delle merci per via aerea è invece più ridotto e limitato alle merci di valore o facilmente deperibili, a causa degli alti costi e della scarsa capacità di carico degli aeroplani. Un sistema di trasporto meno visibile e conosciuto, ma di importanza fondamentale, è quello che utilizza la fitta rete di condutture, che permettono di spostare liquidi e gas anche su notevoli distanze. Si tratta principalmente di acquedotti, gasdotti e oleodotti. Per il trasporto dei combustibili sono oggi attivi circa 2 milioni di km di condutture, per lo più di superficie.

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il porto Di rotterDam

Quello di Rotterdam, nei Paesi Bassi, è oggi il maggior porto europeo e sino alla fine del xx secolo era anche il più trafficato del mondo.

La merce viene sistemata presso la fabbrica o presso il magazzino di uno spedizioniere in un container, da dove non viene mossa fino al luogo in cui deve essere consegnata e distribuita.

l’occhio Del geografo

1 Navi mercantili. 2 Magazzini e stabilimenti industriali. 3 Depositi di container. 4 Gru. 5 Moli di attracco. 6 Bacino interno. 7 Rimorchiatore.

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il trasporto intermoDale

Le merci possono giungere a porti e aeroporti viaggiando sia su rotaia sia su gomma. Perché ciò avvenga con facilità e rapidità vengono utilizzati i container: grossi contenitori in metallo di misure standard tali da poter essere caricati indifferentemente sui vari mezzi. Essi consentono il cosiddetto trasporto intermodale.

Lavoro sulle carte • Osserva la carta a p. 62 dell’Atlante delle risorse e individua i due maggiori aeroporti italiani.

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 Il lavoro e i settori dell’economia

 Il lavoro e i settori dell’economia

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Unità 4 Itinerario 2

600

192

2009

2007

2008

2006

2005

2003

2004

2001

Milioni di turisti

Anno

1996

570

...............

700

...............

...............

2003

...............

1998

...............

...............

...............

...............

645

2005

815

Stato

arrivi di turisti stranieri

90

(in milioni, 2008)

Milioni di turisti

Arrivi di turisti stranieri

50

(in milioni, 2008)

58,0

Spagna

57,3

Cina

53,0

Italia

42,8

Regno Unito

30,1

Germania

24,8

Messico

22,6

Austria

21,9

20 10

VEDI PAG. BIS

 Il lavoro e i settori dell’economia

11/10/11 16.33

3407_PH1_U04_2_BZ4_176-199.indd 193

........................

Stati Uniti

Messico

78,5

........................

Francia

........................

La tabella permette di leggere con maggiore precisione le quantità relative al flusso turistico in ciascuno degli anni considerati, ma rende meno evidenti i cambiamenti nel tempo. Ora svolgi l’operazione contraria. Osserva la tabella qui a destra e trasformala in un grafico a barre. Ciò ti consentirà di avere uno strumento di rappresentazione più efficace per va-

 Il lavoro e i settori dell’economia

3407_PH1_U04_2_BZ4_176-199.indd StellaPolareAgenti.indd 192-193 192

2002

1999

Anno

lutare le differenze tra gli Stati considerati in relazione al numero di turisti nell’anno 2008. Prova a trasformare la tabella in grafico.

Italia

La fiera è una grande esposizione nazionale o internazionale della produzione di determinati settori industriali o di servizi che si tiene periodicamente in edifici appositamente attrezzati. In Italia il principale polo fieristico è quello di Milano: il nuovo centro si trova a Rho, nella prima cintura del capoluogo lombardo.

Tabelle e grafici sono strumenti di grande utilità per esprimere valori, operare confronti, osservare una sequenza di dati nel tempo. Spesso dai dati riportati in una tabella risulta utile costruire un grafico, ma può succedere anche il contrario. Osserva il grafico sopra e completa la tabella.

........................

21

Trasformare un grafico in tabella e viceversa

........................

il polo fieristico Di milano

Tutto ciò che è connesso al movimento delle persone dal luogo di residenza ad altro luogo per un periodo superiore alle 24 ore e che preveda l’utilizzo di strutture ricettive è compreso nel turismo. Le persone si muovono sempre di più, e per i motivi più disparati: vacanze, riposo, lavoro, studio, sport, religione... Si calcola che nel 2008 si sia superata la cifra di 900 milioni di turisti in giro per il mondo; si può ben immaginare quindi l’importanza che questo comparto del terziario ha per molti Paesi. Per diversi Stati del mondo il turismo è l’attività economica principale, quella che consente il maggior ingresso di denaro. Naturalmente questa forte crescita è strettamente connessa con il grande sviluppo registrato dal sistema dei trasporti nel suo complesso. Attualmente l’Europa è l’area di maggior importanza turistica al mondo.

........................

Il mercato non è soltanto il luogo fisico in cui si svolgono gli scambi dei vari tipi di merci tra venditori e compratori, ma anche il territorio in cui si producono le merci (mercato di produzione) e quello in cui queste vengono utilizzate (mercato di consumo). Un mercato particolare è costituito dalle borse merci, dove grandi quantità di prodotti vengono vendute e acquistate da un capo all’altro del mondo (ad esempio il Board of Trade di Chicago, la più importante borsa del grano a livello mondiale).

2000

400

Bisogna però anche tenere conto delle entrate «invisibili», come le valute portate dai turisti stranieri, le rimesse degli emigranti, i noli marittimi. La bilancia dei pagamenti, che assomma la bilancia commerciale e le entrate e le uscite «invisibili», è l’indice più significativo dell’andamento economico di uno Stato.

1997

500

 Il mercato

21

700

1998

Nolo Prezzo corrisposto per l’uso di un mezzo di trasporto.

800

1996

Denaro che gli emigranti portano o inviano nel Paese di origine.

900

1995

Rimesse degli emigranti

Il turismo

la crescita Del turismo

1000

milioni

Sistema di pagamento (moneta metallica o banconota) adottato da uno Stato. Ad esempio la valuta statunitense è il dollaro, quella italiana è l’euro.

Il commercio è un’attività economica che si colloca tra la sfera della produzione e quella del consumo; occupa una posizione fondamentale nel settore terziario. Tra coloro che producono e quelli che consumano si inserisce la funzione del commercio, che permette appunto ai primi di far giungere le proprie merci ai consumatori e a questi di trovarle vicine ai luoghi di residenza. Il commercio interno è l’insieme degli scambi entro i confini di uno stesso Stato. Il commercio estero è costituito dagli scambi con i Paesi stranieri. Nel commercio estero ha grande importanza la bilancia commerciale, dato risultante dalla differenza tra i valori delle esportazioni (merci vendute a un Paese straniero) e delle importazioni (merci acquistate da un Paese straniero): • è attiva se i ricavi delle esportazioni superano le spese per le importazioni; • è passiva se le spese per le importazioni superano i ricavi delle esportazioni.

studiareconmetodo

Valuta

22

Francia

Il commercio

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11/10/11 24/11/11 16.33 16.46


Unità 4 Itinerario 2

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2009

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2006

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2003

2004

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Milioni di turisti

Anno

1996

570

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2003

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1998

...............

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2005

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Stato

arrivi di turisti stranieri

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(in milioni, 2008)

Milioni di turisti

Arrivi di turisti stranieri

50

(in milioni, 2008)

58,0

Spagna

57,3

Cina

53,0

Italia

42,8

Regno Unito

30,1

Germania

24,8

Messico

22,6

Austria

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VEDI PAG. BIS

 Il lavoro e i settori dell’economia

11/10/11 16.33

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Stati Uniti

Messico

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Francia

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La tabella permette di leggere con maggiore precisione le quantità relative al flusso turistico in ciascuno degli anni considerati, ma rende meno evidenti i cambiamenti nel tempo. Ora svolgi l’operazione contraria. Osserva la tabella qui a destra e trasformala in un grafico a barre. Ciò ti consentirà di avere uno strumento di rappresentazione più efficace per va-

 Il lavoro e i settori dell’economia

3407_PH1_U04_2_BZ4_176-199.indd StellaPolareAgenti.indd 192-193 192

2002

1999

Anno

lutare le differenze tra gli Stati considerati in relazione al numero di turisti nell’anno 2008. Prova a trasformare la tabella in grafico.

Italia

La fiera è una grande esposizione nazionale o internazionale della produzione di determinati settori industriali o di servizi che si tiene periodicamente in edifici appositamente attrezzati. In Italia il principale polo fieristico è quello di Milano: il nuovo centro si trova a Rho, nella prima cintura del capoluogo lombardo.

Tabelle e grafici sono strumenti di grande utilità per esprimere valori, operare confronti, osservare una sequenza di dati nel tempo. Spesso dai dati riportati in una tabella risulta utile costruire un grafico, ma può succedere anche il contrario. Osserva il grafico sopra e completa la tabella.

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21

Trasformare un grafico in tabella e viceversa

........................

il polo fieristico Di milano

Tutto ciò che è connesso al movimento delle persone dal luogo di residenza ad altro luogo per un periodo superiore alle 24 ore e che preveda l’utilizzo di strutture ricettive è compreso nel turismo. Le persone si muovono sempre di più, e per i motivi più disparati: vacanze, riposo, lavoro, studio, sport, religione... Si calcola che nel 2008 si sia superata la cifra di 900 milioni di turisti in giro per il mondo; si può ben immaginare quindi l’importanza che questo comparto del terziario ha per molti Paesi. Per diversi Stati del mondo il turismo è l’attività economica principale, quella che consente il maggior ingresso di denaro. Naturalmente questa forte crescita è strettamente connessa con il grande sviluppo registrato dal sistema dei trasporti nel suo complesso. Attualmente l’Europa è l’area di maggior importanza turistica al mondo.

........................

Il mercato non è soltanto il luogo fisico in cui si svolgono gli scambi dei vari tipi di merci tra venditori e compratori, ma anche il territorio in cui si producono le merci (mercato di produzione) e quello in cui queste vengono utilizzate (mercato di consumo). Un mercato particolare è costituito dalle borse merci, dove grandi quantità di prodotti vengono vendute e acquistate da un capo all’altro del mondo (ad esempio il Board of Trade di Chicago, la più importante borsa del grano a livello mondiale).

2000

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Bisogna però anche tenere conto delle entrate «invisibili», come le valute portate dai turisti stranieri, le rimesse degli emigranti, i noli marittimi. La bilancia dei pagamenti, che assomma la bilancia commerciale e le entrate e le uscite «invisibili», è l’indice più significativo dell’andamento economico di uno Stato.

1997

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 Il mercato

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Nolo Prezzo corrisposto per l’uso di un mezzo di trasporto.

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1996

Denaro che gli emigranti portano o inviano nel Paese di origine.

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1995

Rimesse degli emigranti

Il turismo

la crescita Del turismo

1000

milioni

Sistema di pagamento (moneta metallica o banconota) adottato da uno Stato. Ad esempio la valuta statunitense è il dollaro, quella italiana è l’euro.

Il commercio è un’attività economica che si colloca tra la sfera della produzione e quella del consumo; occupa una posizione fondamentale nel settore terziario. Tra coloro che producono e quelli che consumano si inserisce la funzione del commercio, che permette appunto ai primi di far giungere le proprie merci ai consumatori e a questi di trovarle vicine ai luoghi di residenza. Il commercio interno è l’insieme degli scambi entro i confini di uno stesso Stato. Il commercio estero è costituito dagli scambi con i Paesi stranieri. Nel commercio estero ha grande importanza la bilancia commerciale, dato risultante dalla differenza tra i valori delle esportazioni (merci vendute a un Paese straniero) e delle importazioni (merci acquistate da un Paese straniero): • è attiva se i ricavi delle esportazioni superano le spese per le importazioni; • è passiva se le spese per le importazioni superano i ricavi delle esportazioni.

studiareconmetodo

Valuta

22

Francia

Il commercio

193

11/10/11 24/11/11 16.33 16.46


Unità 5 Itinerario 1 ◀ 4-5, 6-7 il mio

Atlante

Densità di popolazione È il rapporto tra il numero di abitanti e la superficie di un determinato territorio (Stato, regione, pro­ vincia…) espresso in kilometri quadrati: densità di popolazione = numero di abitanti : superficie (in km2).

3

Le maggiori concentrazioni di uomini

Dove vivono gli uomini?

4

Nel passato le condizioni del clima e dell’ambiente erano fondamentali per la scelta del territorio in cui abitare. Nel corso dei millenni le regioni abitate (ecumene) si sono via via ampliate fino a coprire praticamente ogni parte del pianeta. Scopriremo dove è maggiore e dove è minore la densità di popolazione sulla Terra.

 Una distribuzione poco uniforme

Anche nella nostra epoca la distribuzione della popolazione sulla Terra non è uniforme. Questi squilibri dipendono principalmente: • dai caratteri fisici e ambientali dei territori (clima, presenza di rilievi, vicinanza al mare, altitudine, tipo di vegetazione); • da fattori storici, cioè dal modo in cui, nel passato, gli uomini sono intervenuti modificando il territorio; • dalle condizioni economiche di ogni periodo storico: la presenza di industrie e di servizi, ad esempio, è un fattore di attrazione per le popolazioni.

Oggi circa il 90% degli esseri umani vive nell’emisfero boreale (nel quale, peraltro, si trovano i due terzi di tutte le terre emerse).

Nell’emisfero boreale gli uomini si addensano soprattutto nella fascia climatica temperata (estesa all’incirca dal 60° al 40° parallelo), dove vivono oltre 1,5 miliardi di persone, e in quella subtropicale (estesa più o meno dal 40° al 20° parallelo), che ospita più di 3 miliardi di individui. Quindi il Nordamerica, l’Europa e l’Asia (soprattutto la sua fascia sud-orientale e gli arcipelaghi) accolgono i quattro quinti della popolazione mondiale. Russia europea 110 milioni

Questa immagine mostra le fonti di luce sulla superficie terrestre: in linea generale dove c’è più luce ci sono più uomini. La presenza di luce va però anche messa in relazione con il grado di tecnologia e di ricchezza: se in un piccolo centro di un’area sviluppata un’aggregazione di mille persone con la luce accesa è ben visibile, in un Paese in via di sviluppo gli stessi mille abitanti con le loro candele o lampade a petrolio non riescono a farsi notare su scala planetaria. Non sempre, quindi, la mancanza di luci corrisponde all’assenza umana.

M a r G l ac i a l e A rt i c o Vicino Oriente e Medio Oriente 344 milioni

Circolo Polare Artico

Sorgenti di luce Sulla terra

Europa 600 milioni

Estremo Oriente 1550 milioni

America del Nord centro-orientale 120 milioni

Oceano

5

un rifugio ad alta quota

Il popolamento alle elevate altitudini è assai scarso.

 Tre importanti fattori

Nelle zone a maggiore densità di popolazione gli abitanti sono variamente distribuiti soprattutto in funzione di tre fattori. • Il mare, e la distanza da esso, esercita una forte attrazione sulla popolazione: rende le condizioni climatiche delle zone costiere migliori rispetto a quelle interne e inoltre, con la navigazione, consente di stabilire contatti e scambi culturali e commerciali. Circa un terzo della popolazione mondiale vive entro una fascia costiera di appena 50 km di larghezza, che abbraccia solo il 12% della superficie terrestre. • L’altitudine esercita spesso un’influenza negativa: ostacola le attività economiche e le comunicazioni e rende il clima più rigido. Più di metà della popolazione mondiale vive a meno di 200 m di altitudine, circa un quarto tra i 200 e i 500 m, un ottavo tra i 500 e i 1000 m. Oltre i 2000 m la popolazione è molto rada: solo nella fascia equatoriale gli altipiani situati a 2000-3000 m (o anche a 3000-4000 m in alcune aree dell’America del Sud) sono più popolati delle zone inferiori che, per il clima torrido e umido, costituiscono ambienti tutt’altro che accoglienti. • La latitudine influenza le condizioni climatiche, che risultano più favorevoli alle medie latitudini. Come detto, latitudine e altitudine interagiscono in modo tale da rendere ottimali per l’insediamento aree poste anche ad altezze elevate nelle zone prossime all’Equatore.

5

Pac i f i c o

4

Tropico del Cancro

Oceano America centrale 150 milioni

Sud-Est asiatico 593 milioni

At l a n t i c o Equatore

Africa orientale e dei Grandi Laghi 150 milioni

Golfo di Guinea 300 milioni

Oceano

Subcontinente indiano 1500 milioni

Pac i f i c o Tropico del Capricorno

America del Sud centro-orientale 130 milioni

Oceano Indiano

ogni punto rappresenta 1 milione di abitanti principali concentrazioni umane (più di 500 milioni di abitanti): 66% della popolazione mondiale totale

concentrazioni secondarie (più di 100 milioni di abitanti): 17% della popolazione mondiale totale

tico Circolo Polare Antar

Le zone più disabitate sono il deserto del Sahara (Africa), la penisola Arabica, il deserto del Gobi (Asia).

226

 L’uomo popola la Terra

Il continente più popolato del mondo è l’Asia, dove si trovano gli Stati più abitati del pianeta: Cina e India – che da soli ospitano circa il 30% degli abitanti della Terra –, oltre a Indonesia, Giappone, Pakistan, Bangladesh.

 L’uomo popola la Terra

227


Unità 5 Itinerario 1 ◀ 4-5, 6-7 il mio

Atlante

Densità di popolazione È il rapporto tra il numero di abitanti e la superficie di un determinato territorio (Stato, regione, pro­ vincia…) espresso in kilometri quadrati: densità di popolazione = numero di abitanti : superficie (in km2).

3

Le maggiori concentrazioni di uomini

Dove vivono gli uomini?

4

Nel passato le condizioni del clima e dell’ambiente erano fondamentali per la scelta del territorio in cui abitare. Nel corso dei millenni le regioni abitate (ecumene) si sono via via ampliate fino a coprire praticamente ogni parte del pianeta. Scopriremo dove è maggiore e dove è minore la densità di popolazione sulla Terra.

 Una distribuzione poco uniforme

Anche nella nostra epoca la distribuzione della popolazione sulla Terra non è uniforme. Questi squilibri dipendono principalmente: • dai caratteri fisici e ambientali dei territori (clima, presenza di rilievi, vicinanza al mare, altitudine, tipo di vegetazione); • da fattori storici, cioè dal modo in cui, nel passato, gli uomini sono intervenuti modificando il territorio; • dalle condizioni economiche di ogni periodo storico: la presenza di industrie e di servizi, ad esempio, è un fattore di attrazione per le popolazioni.

Oggi circa il 90% degli esseri umani vive nell’emisfero boreale (nel quale, peraltro, si trovano i due terzi di tutte le terre emerse).

Nell’emisfero boreale gli uomini si addensano soprattutto nella fascia climatica temperata (estesa all’incirca dal 60° al 40° parallelo), dove vivono oltre 1,5 miliardi di persone, e in quella subtropicale (estesa più o meno dal 40° al 20° parallelo), che ospita più di 3 miliardi di individui. Quindi il Nordamerica, l’Europa e l’Asia (soprattutto la sua fascia sud-orientale e gli arcipelaghi) accolgono i quattro quinti della popolazione mondiale. Russia europea 110 milioni

Questa immagine mostra le fonti di luce sulla superficie terrestre: in linea generale dove c’è più luce ci sono più uomini. La presenza di luce va però anche messa in relazione con il grado di tecnologia e di ricchezza: se in un piccolo centro di un’area sviluppata un’aggregazione di mille persone con la luce accesa è ben visibile, in un Paese in via di sviluppo gli stessi mille abitanti con le loro candele o lampade a petrolio non riescono a farsi notare su scala planetaria. Non sempre, quindi, la mancanza di luci corrisponde all’assenza umana.

M a r G l ac i a l e A rt i c o Vicino Oriente e Medio Oriente 344 milioni

Circolo Polare Artico

Sorgenti di luce Sulla terra

Europa 600 milioni

Estremo Oriente 1550 milioni

America del Nord centro-orientale 120 milioni

Oceano

5

un rifugio ad alta quota

Il popolamento alle elevate altitudini è assai scarso.

 Tre importanti fattori

Nelle zone a maggiore densità di popolazione gli abitanti sono variamente distribuiti soprattutto in funzione di tre fattori. • Il mare, e la distanza da esso, esercita una forte attrazione sulla popolazione: rende le condizioni climatiche delle zone costiere migliori rispetto a quelle interne e inoltre, con la navigazione, consente di stabilire contatti e scambi culturali e commerciali. Circa un terzo della popolazione mondiale vive entro una fascia costiera di appena 50 km di larghezza, che abbraccia solo il 12% della superficie terrestre. • L’altitudine esercita spesso un’influenza negativa: ostacola le attività economiche e le comunicazioni e rende il clima più rigido. Più di metà della popolazione mondiale vive a meno di 200 m di altitudine, circa un quarto tra i 200 e i 500 m, un ottavo tra i 500 e i 1000 m. Oltre i 2000 m la popolazione è molto rada: solo nella fascia equatoriale gli altipiani situati a 2000-3000 m (o anche a 3000-4000 m in alcune aree dell’America del Sud) sono più popolati delle zone inferiori che, per il clima torrido e umido, costituiscono ambienti tutt’altro che accoglienti. • La latitudine influenza le condizioni climatiche, che risultano più favorevoli alle medie latitudini. Come detto, latitudine e altitudine interagiscono in modo tale da rendere ottimali per l’insediamento aree poste anche ad altezze elevate nelle zone prossime all’Equatore.

5

Pac i f i c o

4

Tropico del Cancro

Oceano America centrale 150 milioni

Sud-Est asiatico 593 milioni

At l a n t i c o Equatore

Africa orientale e dei Grandi Laghi 150 milioni

Golfo di Guinea 300 milioni

Oceano

Subcontinente indiano 1500 milioni

Pac i f i c o Tropico del Capricorno

America del Sud centro-orientale 130 milioni

Oceano Indiano

ogni punto rappresenta 1 milione di abitanti principali concentrazioni umane (più di 500 milioni di abitanti): 66% della popolazione mondiale totale

concentrazioni secondarie (più di 100 milioni di abitanti): 17% della popolazione mondiale totale

tico Circolo Polare Antar

Le zone più disabitate sono il deserto del Sahara (Africa), la penisola Arabica, il deserto del Gobi (Asia).

226

 L’uomo popola la Terra

Il continente più popolato del mondo è l’Asia, dove si trovano gli Stati più abitati del pianeta: Cina e India – che da soli ospitano circa il 30% degli abitanti della Terra –, oltre a Indonesia, Giappone, Pakistan, Bangladesh.

 L’uomo popola la Terra

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Unità 5 Itinerario 3  Dove vivono gli italiani

◀ 12, 13 il mio

Atlante

5

Metropoli

L’Italia ha una densità media di 200 ab./km e si colloca al quinto posto tra i Paesi europei. La distribuzione della popolazione è comunque piuttosto disomogenea, sia a causa della diversa morfologia del territorio sia per il differente sviluppo economico raggiunto dalle regioni.

la denSità di popolazione in italia

2

Centro urbano di grandi dimensioni che ingloba città e villaggi vicini e che esercita una notevole influenza sul territorio circostante.

Conurbazione Abitanti per km2 Densità + maggiore

Bolzano

più di 500 da 200 a 500

Trento

da 100 a 200

Udine

da 50 a 100 Monza Novara

Torino

Bergamo Brescia

Milano

Genova

Vicenza

Verona

da 10 a 50 Mestre

Trieste

Densità – minore

Padova

meno di 10

Città principali oltre 1000000

Piacenza Parma Reggio nell’Emilia Modena

Ferrara

da 250000 a 1 000 000

Bologna Rimini

Firenze

Ancona

La densità di popolazione è elevata nella pianura Padana e lungo molti tratti costieri.

Terni

Pescara

Roma Foggia

Latina

Bari

Napoli Sassari

Salerno Taranto

Nell’interno della parte peninsulare, nella zona appenninica e nelle aree alpine si registrano valori di densità piuttosto bassi, con alcune eccezioni in corrispondenza dei fondovalle e dei maggiori centri urbani.

Ricavo informazioni dalle carte • Osserva la carta a p. 254 (densità di po-

polazione europea) e indica i Paesi con la maggiore densità di popolazione. • Individua sulla carta in questa pagina le aree italiane a maggiore densità di popolazione e quelle più disabitate. A che cosa pensi siano dovute tali differenze?

256

Una città è un insediamento in cui si concentrano persone, edifici e infrastrutture. A seconda dell’epoca in cui sono state fondate, le città sono sorte in territori dalle caratteristiche differenziate. Nel passato i luoghi prescelti rispondevano a necessità di difesa o di scambio commerciale e culturale, e anche a esigenze climatiche e ambientali; pertanto i siti abitativi erano posti frequentemente su colline o su isole, presso le rive di fiumi o mari o in pianura. Ancora oggi molte città si trovano proprio dove sono nati i primi centri urbani, benché ora abbiano forme e dimensioni ben diverse: in alcuni casi hanno raggiunto un’estensione tale da non poter nemmeno più essere chiamate «città», ma piuttosto metropoli, conurbazione, megalopoli. Città grandi e piccole hanno comunque vari elementi in comune: • la pianta può essere concentrica, a scacchiera o lineare; • vi si possono distinguere aree centrali e aree periferiche, e, all’interno di queste, i vari quartieri, a loro volta distinguibili in residenziali (che ospita-

Perugia

Più di due italiani su tre vivono nelle città; ma nel Centro-Nord la rete urbana è più fitta, cioè le città, piccole o grandi, sono più numerose e meglio collegate tra loro.

Cagliari

Vasta area urbanizzata in cui le singole città, metropoli e conurbazioni sono unite da una fitta rete di relazioni economiche e commerciali e da capillari reti di comunicazione.

 Che cos’è, com’è fatta

6

Prato Livorno

Megalopoli

da 100 000 a 250 000

Ravenna Forlì

Agglomerato urbano che si forma quando due o più città si estendono fino a collegarsi.

La città

 Popolazione e città in Europa

Palermo

Pianta concentrica (o radiocentrica): le vie principali si dipartono come raggi dal centro e la città si estende seconUdA 5_It3_D26 do fasce concentriche successive.

6

Messina

Reggio di Calabria

Catania Siracusa

i principaLi tipi di pianta urbana

Pianta a scacchiera (o quadrata o rettangolare): le vie si incrociano in gran parte ad angolo retto.

Pianta lineare: le strade, e quindi l’intera città, si sviluppano nel senso della lunghezza; è una configurazione tipica, ad esempio, delle città costiere.

7

Le città possono assumere conformazioni differenti, ma nella disposizione di strade, piazze ed edifici di un agglomerato urbano possiamo riconoscere prevalentemente tre modelli principali.

7

Quartieri periferici

Uno scorcio della periferia ovest di Milano.

 Popolazione e città in Europa

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Unità 5 Itinerario 3  Dove vivono gli italiani

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Metropoli

L’Italia ha una densità media di 200 ab./km e si colloca al quinto posto tra i Paesi europei. La distribuzione della popolazione è comunque piuttosto disomogenea, sia a causa della diversa morfologia del territorio sia per il differente sviluppo economico raggiunto dalle regioni.

la denSità di popolazione in italia

2

Centro urbano di grandi dimensioni che ingloba città e villaggi vicini e che esercita una notevole influenza sul territorio circostante.

Conurbazione Abitanti per km2 Densità + maggiore

Bolzano

più di 500 da 200 a 500

Trento

da 100 a 200

Udine

da 50 a 100 Monza Novara

Torino

Bergamo Brescia

Milano

Genova

Vicenza

Verona

da 10 a 50 Mestre

Trieste

Densità – minore

Padova

meno di 10

Città principali oltre 1000000

Piacenza Parma Reggio nell’Emilia Modena

Ferrara

da 250000 a 1 000 000

Bologna Rimini

Firenze

Ancona

La densità di popolazione è elevata nella pianura Padana e lungo molti tratti costieri.

Terni

Pescara

Roma Foggia

Latina

Bari

Napoli Sassari

Salerno Taranto

Nell’interno della parte peninsulare, nella zona appenninica e nelle aree alpine si registrano valori di densità piuttosto bassi, con alcune eccezioni in corrispondenza dei fondovalle e dei maggiori centri urbani.

Ricavo informazioni dalle carte • Osserva la carta a p. 254 (densità di po-

polazione europea) e indica i Paesi con la maggiore densità di popolazione. • Individua sulla carta in questa pagina le aree italiane a maggiore densità di popolazione e quelle più disabitate. A che cosa pensi siano dovute tali differenze?

256

Una città è un insediamento in cui si concentrano persone, edifici e infrastrutture. A seconda dell’epoca in cui sono state fondate, le città sono sorte in territori dalle caratteristiche differenziate. Nel passato i luoghi prescelti rispondevano a necessità di difesa o di scambio commerciale e culturale, e anche a esigenze climatiche e ambientali; pertanto i siti abitativi erano posti frequentemente su colline o su isole, presso le rive di fiumi o mari o in pianura. Ancora oggi molte città si trovano proprio dove sono nati i primi centri urbani, benché ora abbiano forme e dimensioni ben diverse: in alcuni casi hanno raggiunto un’estensione tale da non poter nemmeno più essere chiamate «città», ma piuttosto metropoli, conurbazione, megalopoli. Città grandi e piccole hanno comunque vari elementi in comune: • la pianta può essere concentrica, a scacchiera o lineare; • vi si possono distinguere aree centrali e aree periferiche, e, all’interno di queste, i vari quartieri, a loro volta distinguibili in residenziali (che ospita-

Perugia

Più di due italiani su tre vivono nelle città; ma nel Centro-Nord la rete urbana è più fitta, cioè le città, piccole o grandi, sono più numerose e meglio collegate tra loro.

Cagliari

Vasta area urbanizzata in cui le singole città, metropoli e conurbazioni sono unite da una fitta rete di relazioni economiche e commerciali e da capillari reti di comunicazione.

 Che cos’è, com’è fatta

6

Prato Livorno

Megalopoli

da 100 000 a 250 000

Ravenna Forlì

Agglomerato urbano che si forma quando due o più città si estendono fino a collegarsi.

La città

 Popolazione e città in Europa

Palermo

Pianta concentrica (o radiocentrica): le vie principali si dipartono come raggi dal centro e la città si estende seconUdA 5_It3_D26 do fasce concentriche successive.

6

Messina

Reggio di Calabria

Catania Siracusa

i principaLi tipi di pianta urbana

Pianta a scacchiera (o quadrata o rettangolare): le vie si incrociano in gran parte ad angolo retto.

Pianta lineare: le strade, e quindi l’intera città, si sviluppano nel senso della lunghezza; è una configurazione tipica, ad esempio, delle città costiere.

7

Le città possono assumere conformazioni differenti, ma nella disposizione di strade, piazze ed edifici di un agglomerato urbano possiamo riconoscere prevalentemente tre modelli principali.

7

Quartieri periferici

Uno scorcio della periferia ovest di Milano.

 Popolazione e città in Europa

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Unità 3

Il paesaggio più bello del mondo

T

anto tempo fa, quando io avevo tredici anni e la mia sorellina Miriam appena otto, i genitori ci portarono in vacanza sulle Dolomiti . Stavamo in un albergo al Passo di Costalunga, che divide la Val d’Ega, in Alto Adige, dalla Val di Fassa, in Trentino . E io la sera avevo l’incarico di far addormentare mia sorella . Era naturale che quel compito spettasse a me: dormivamo nella stessa camera, mentre i genitori ne occupavano un’altra più lontana . Solo che lei non aveva mai sonno . E io mi disperavo . Una volta, nel tentativo di farle chiudere gli occhi, le raccontai la storia delle Dolomiti, che avevo studiato a scuola: «Sai come si sono formate queste montagne? Vengono dal mare» . «Non ci credo, non dirmi bugie: voglio la vera verità» . «Ma è tutto vero! Milioni di anni fa, sul fondo del mare si accumularono strati su strati di gusci di conchiglie e di coralli . Ammucchiati l’uno sull’altro, questi detriti formarono una roccia: la dolomia . Poi una parte

 Il paesaggio più bello del mondo

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3407_RACCONTI_BZD_001-048.indd 25

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Unità 3

Unità 3

del fondo del mare, un enorme blocco di roccia, chiamato zolla, cominciò lentamente a premere contro un’altra zolla . A poco a poco la dolomia, che si trovava nel mezzo, schiacciata in questo modo da una parte e dall’altra, cominciò ad alzarsi, si sollevò sempre più, uscì dal mare e, sempre salendo, finì per creare un grande gruppo di montagne: le Dolomiti» . «Come se il fondo del mare avesse cercato di raggiungere il cielo? A me però non sembra vero: voglio la prova» . «La prova è questa: hai presente com’è il colore di queste montagne?» . «È un colore bellissimo: certe volta rosa, certe volte rosso, oppure grigio o quasi bianco . E perché hanno questo colore?» . «Ma appunto perché è il colore delle conchiglie e dei coralli, da cui sono state formate!» . «Però queste montagne non hanno forma di conchiglia!» . «Certo che no! Una volta uscite dal fondo del mare, infatti, nel corso di altri milioni di anni, le Dolomiti sono state scolpite dal vento, dalla pioggia, dal ghiaccio . E così hanno a poco a poco cambiato forma . Alcune parti di roccia sono crollate, altre sono rimaste in piedi, ma trasformate in guglie, pinnacoli, torri, pareti verticali» . «È per questo che sembrano un castello di roccia?» . «Sì, sono come immensi castelli che s’innalzano sopra i boschi» .

26

 Il paesaggio più bello del mondo

«E ci abita qualcuno in questi castelli di roccia?» . A questo punto avrei ovviamente dovuto risponderle di no, che in cima alle Dolomiti non ci abita proprio nessuno . Invece, chissà perché – forse perché ero io ad avere un po’ sonno – le risposi senza pensarci, come se stessi già sognando: «I monti delle Dolomiti sono tutti deserti tranne uno . Hai presente il Latemar, il monte che si trova sopra il Lago di Carezza, quello dove andiamo sempre a far le passeggiate coi genitori? Bene, sul Latemar ci abita la regina Safìra coi suoi cavalli d’oro» . Come mi era potuta venire in mente una simile invenzione? Vicino al nostro albergo, c’era in effetti questo piccolo lago rotondo, creato da un antico ghiacciaio, o da un nevaio, che poi si era sciolto . Era un posto magnifico, i genitori dicevano che lì si trovava il paesaggio più bello del mondo . Nascosto in un fitto bosco di abeti scuri, il Lago di Carezza aveva acque di un colore verde azzurro così brillante, da far pensare che sul fondo ci fosse un magico tappeto di pietre preziose . E in queste acque tanto luminose si specchiava rovesciato il profilo del monte Latemar, che con le sue alte e ripide rocce gri-

 Il paesaggio più bello del mondo

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Unità 3

Unità 3

del fondo del mare, un enorme blocco di roccia, chiamato zolla, cominciò lentamente a premere contro un’altra zolla . A poco a poco la dolomia, che si trovava nel mezzo, schiacciata in questo modo da una parte e dall’altra, cominciò ad alzarsi, si sollevò sempre più, uscì dal mare e, sempre salendo, finì per creare un grande gruppo di montagne: le Dolomiti» . «Come se il fondo del mare avesse cercato di raggiungere il cielo? A me però non sembra vero: voglio la prova» . «La prova è questa: hai presente com’è il colore di queste montagne?» . «È un colore bellissimo: certe volta rosa, certe volte rosso, oppure grigio o quasi bianco . E perché hanno questo colore?» . «Ma appunto perché è il colore delle conchiglie e dei coralli, da cui sono state formate!» . «Però queste montagne non hanno forma di conchiglia!» . «Certo che no! Una volta uscite dal fondo del mare, infatti, nel corso di altri milioni di anni, le Dolomiti sono state scolpite dal vento, dalla pioggia, dal ghiaccio . E così hanno a poco a poco cambiato forma . Alcune parti di roccia sono crollate, altre sono rimaste in piedi, ma trasformate in guglie, pinnacoli, torri, pareti verticali» . «È per questo che sembrano un castello di roccia?» . «Sì, sono come immensi castelli che s’innalzano sopra i boschi» .

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 Il paesaggio più bello del mondo

«E ci abita qualcuno in questi castelli di roccia?» . A questo punto avrei ovviamente dovuto risponderle di no, che in cima alle Dolomiti non ci abita proprio nessuno . Invece, chissà perché – forse perché ero io ad avere un po’ sonno – le risposi senza pensarci, come se stessi già sognando: «I monti delle Dolomiti sono tutti deserti tranne uno . Hai presente il Latemar, il monte che si trova sopra il Lago di Carezza, quello dove andiamo sempre a far le passeggiate coi genitori? Bene, sul Latemar ci abita la regina Safìra coi suoi cavalli d’oro» . Come mi era potuta venire in mente una simile invenzione? Vicino al nostro albergo, c’era in effetti questo piccolo lago rotondo, creato da un antico ghiacciaio, o da un nevaio, che poi si era sciolto . Era un posto magnifico, i genitori dicevano che lì si trovava il paesaggio più bello del mondo . Nascosto in un fitto bosco di abeti scuri, il Lago di Carezza aveva acque di un colore verde azzurro così brillante, da far pensare che sul fondo ci fosse un magico tappeto di pietre preziose . E in queste acque tanto luminose si specchiava rovesciato il profilo del monte Latemar, che con le sue alte e ripide rocce gri-

 Il paesaggio più bello del mondo

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Geografia e rappresentazione grafica

1

Unità

1 La rappresentazione

geografica

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Obiettivi di apprendimento

Le parole chiave

Conoscere e utilizzare le principali forme di rappresentazione grafica e cartografica

• asse terrestre • moto di rivoluzione e moto di rotazione • orientamento • punti cardinali • meridiani e paralleli • latitudine e longitudine • rappresentazione in scala • mappe e carte • diagramma cartesiano, istogramma, areogramma, ideogramma

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12/10/11 24/11/11 09.36 16.41


Ambienti naturali e antropizzati in Europa

Mar e di B ar ents ˇco Pe ra

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San Pietroburgo

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Stoccolma

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Varsavia

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Volgograd

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Zagabria

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Roma

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Madrid

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Francoforte sul Meno

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Golfo di Biscaglia

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Kiev

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La Manica

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Berlino

Rotterdam

Sofia

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Zone rocciose, ghiacciate, sterili Tundra

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Foresta di conifere Foresta temperata mista, boschi

Guadiana

Siviglia

Zona delle colture

Mar Tir r eno

Guadalquivir

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16

Prati e pascoli

Napoli

Valencia

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Steppa e praterie arbustive

Mar Ionio Atene

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Deserto o semideserto

Egeo

Zone paludose o soggette a inondazioni Grandi aree urbane e principali centri urbani

Catania

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Mar

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I tipi di coste in Europa

Mar e di B ar ents Coste alte e rocciose in genere frastagliate Coste alte e dritte

A

Coste basse e rocciose con rilievi digradanti verso il mare Coste basse e sabbiose

Mar Bianco

Coste basse con cordoni di dune litorali

Mar di Nor vegia

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Costa bassa: il territorio che si affaccia su questo tipo di costa è pianeggiante, e le acque antistanti sono generalmente poco profonde.

n

B

A

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Fiordo: antica valle fluviale che, occupata da una massa glaciale il cui peso ne ha causato l’abbassamento, è stata invasa dalle acque marine dopo la fusione del ghiaccio.

Mar e del Nor d

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Mar Baltico

e

Golfo: la costa assume la forma di golfo a causa dell’invasione del mare per innalzamento del livello delle acque oppure per il cedimento di parte della crosta terrestre a contatto con il mare.

o

C

Falesie: si formano per l’azione di erosione marina; l’onda scava un solco alla base della parete costiera, con conseguenti crolli ripetuti che modellano la parete.

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Mar Mar d’Azov

O

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Caspio

Mar Nero Mar Ligure

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M

E

Promontorio: penisola dalle pareti ripide che si protende nel mare.

Ad

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Mar Tir r eno F

Costa frastagliata: costa ricca di insenature e golfi.

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Mar Ionio Mar Egeo

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I tipi di coste in Europa

Mar e di B ar ents Coste alte e rocciose in genere frastagliate Coste alte e dritte

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Coste basse e rocciose con rilievi digradanti verso il mare Coste basse e sabbiose

Mar Bianco

Coste basse con cordoni di dune litorali

Mar di Nor vegia

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Costa bassa: il territorio che si affaccia su questo tipo di costa è pianeggiante, e le acque antistanti sono generalmente poco profonde.

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Fiordo: antica valle fluviale che, occupata da una massa glaciale il cui peso ne ha causato l’abbassamento, è stata invasa dalle acque marine dopo la fusione del ghiaccio.

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Mar Baltico

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Golfo: la costa assume la forma di golfo a causa dell’invasione del mare per innalzamento del livello delle acque oppure per il cedimento di parte della crosta terrestre a contatto con il mare.

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Falesie: si formano per l’azione di erosione marina; l’onda scava un solco alla base della parete costiera, con conseguenti crolli ripetuti che modellano la parete.

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Mar Nero Mar Ligure

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Promontorio: penisola dalle pareti ripide che si protende nel mare.

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Costa frastagliata: costa ricca di insenature e golfi.

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Mar Ionio Mar Egeo

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Planisfero

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Planisfero

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Stella polare