Issuu on Google+

Adottabili singolarmente

Facciamo testo! plus Narrativa, Saggistica, Testi non letterari

Poesia, Teatro

Facciamo testo! plus Narrativa, Saggistica, Testi non letterari Strategie di scrittura e prime espressioni della letteratura italiana

in tre tomi indivisibili di complessive pp. 1580 ISBN 978-88-8104-946-2 [SM182]

in due tomi indivisibili di complessive pp. 960 ISBN 978-88-8104-943-1 [SM179]

Strategie di scrittura e prime espressioni della letteratura italiana

Facciamo testo! plus Epica

Facciamo testo! plus Poesia, Teatro

pp. 300 ISBN 978-88-8104-944-8 [SM180]

pp. 620 ISBN 978-88-8104-945-5 [SM181]

Facciamo testo! plus Strategie di scrittura e prime espressioni della letteratura italiana pp. 240 ISBN 978-88-8104-928-8 [SM177]

Narrativa, Saggistica, Testi non letterari

Struttura dell’opera

• Percorsi scientifico-tecnologici ed economici pp. 128

ISBN 978-88-8104-923-3

[SM176]

• Risorse per l’insegnante pp. 384

ISBN 978-88-8321-434-9

[SMG79]

Casa editrice

G. D’Anna

• Materiali on-line

Messina-Firenze

SM182 A. Mariotti M. C. Sclafani A. Stancanelli

Facciamo testo! plus Narrativa, Saggistica, Testi non letterari

Questo tomo non può essere venduto separatamente da Poesia, Teatro e da Strategie di scrittura e prime espressioni della letteratura italiana su cui è indicato il prezzo complessivo www.danna.it

SM182_FaccTestoPlus_Narrativa.indd 1

FACCIAMO TESTO!

plus

Alberta Mariotti Maria Concetta Sclafani Amelia Stancanelli

facciamo

T E S TpO ! lus

STRUMENTI / GENERI / AUTORI / PERCORSI

Narrativa Saggistica Testi non letterari

Casa editrice

G. D’Anna Messina-Firenze

26/01/11 09:21


Alberta Mariotti Maria Concetta Sclafani Amelia Stancanelli

facciamo

T E S Tplus O! Narrativa Saggistica Testi non letterari

Casa editrice

G. D’Anna Messina-Firenze Š G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione

00_romane.indd 1

17-01-2011 13:51:35


Copyright © 2011 G. D’Anna Casa editrice S.p.A. - via Dante da Castiglione, 8 - 50125 Firenze tel. 055.233.55.13 - fax 055.22.59.32 - e-mail scrivo@danna.it - internet www.danna.it Proprietà letteraria riservata Commessa: 1474 ISBN 978-88-8104-946-2 Il Sistema Qualità della G. D’Anna Casa editrice S.p.A. è certificato, secondo le norme UNI EN ISO 9001, da Cermet (n. 1791).

Prima edizione

gennaio 2011

Ristampe

5 4 3 2 1 0

Progetto grafico, copertina e videoimpaginazione

Davide Cucini

Coordinamento redazionale

Redazione

Ricerca iconografica

Materiali multimediali collegati

Sviluppo

Storyboard

Segreteria di redazione

Coordinamento delle fasi di stampa e confezione

Stampa e legatura

2011 2012 2013 2014 2015

Patrizia Coinu, Marta Bianchetti Marta Bianchetti Serena Bettini Larione Multistudio Vieri Pestelli Laura Coscia Beatrice Bosso Cristina Bonciani ROTOLITO LOMBARDA S.p.A., Pioltello (Mi)

L’antologia è frutto di un progetto comune elaborato dalle autrici, che congiuntamente ne hanno curato l’impostazione e la stesura. Questo volume è stato curato da Maria Concetta Sclafani, ad eccezione delle sezioni Il saggio e Leggere il mondo, che sono stati curati da Amelia Stancanelli. Si ringraziano Francesca Ambrosi (Archivi Alinari), Camilla Cecchi (Scala Archives).

Avvertenze In conformità alle Leggi 133/08 e 169/08, le eventuali future variazioni e tutti gli aggiornamenti riguardanti la materia, potranno essere inseriti nella piattaforma on-line della Casa editrice G. D’Anna. La G. D’Anna Casa editrice S.p.A., esperite le pratiche per acquisire i diritti di riproduzione delle illustrazioni prescelte, rimane a disposizione di quanti avessero comunque a vantare ragioni in proposito. Le fotocopie per uso personale del lettore (cioè privato e individuale, con esclusione quindi di strumenti di uso collettivo) possono essere effettuate nei limiti del 15% di ciascun volume dietro pagamento alla SIAE del compenso previsto dall’art. 68, commi 4 e 5, della legge 22 aprile 1941 n. 633. Le riproduzioni ad uso non personale (ad esempio: professionale, economico o commerciale, strumenti di uso collettivo, come dispense e simili) possono essere effettuate a seguito di specifica autorizzazione rilasciata da AIDRO, Corso di Porta Romana, 108, 20122 Milano, e-mail segreteria@aidro.org, sito web www.aidro.org In alcune immagini di questo volume sono visibili i nomi di prodotti commerciali e i relativi marchi delle case produttrici. La presenza di tali illustrazioni risponde ovviamente a un’esigenza didattica e non è, in nessun caso, da interpretarsi come una scelta di merito della Casa editrice né, tantomeno, come un invito al consumo di determinati prodotti. I marchi riportati in forma editoriale sono di proprietà delle rispettive società, anche quando non sono seguiti dal simbolo ®. © G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione

00_romane.indd 2

17-01-2011 13:51:36


Premessa Facciamo testo plus, pur mantenendo l’impianto della precedente edizione dell’antologia Facciamo testo, risulta un’opera piú ricca, articolata e flessibile in grado di adattarsi alle esigenze delle diverse tipologie di scuola e a quelle piú individuali delle classi e degli allievi. L’antologia, comprendente Narrativa, Poesia, Teatro, Epica, Saggistica, è strutturata in diverse sezioni, ognuna delle quali permette di raggiungere uno specifico obiettivo: alla parte introduttiva Leggere perché, che spiega il senso e la finalità della lettura dei generi esaminati, seguono le sezioni Leggere come, dedicata all’acquisizione degli strumenti indispensabili per la comprensione e l’interpretazione dei testi, nella quale la parte teorica è accompagnata da numerose esercitazioni pratiche, e Leggere pagine di… che offre una panoramica ampia e ragionata dei singoli generi presentando testi di autori italiani e stranieri che coprono un arco temporale compreso fra le origini della letteratura e le espressioni della cultura contemporanea. I testi sono seguiti da un’accurata Guida all’analisi che consente l’applicazione degli strumenti metodologici già appresi e da schede di approfondimento (Andiamo oltre). Le Assonanze, che costituiscono un ulteriore elemento di novità, propongono puntuali collegamenti fra il testo letterario e altre espressioni artistico-culturali (musica, cinema, arte), guidando gli allievi a operare in modo ragionato e consapevole all’interno della dimensione ipertestuale. Sono stati inoltre inseriti in ogni volume tre Incontri con l’autore che propongono il profilo complessivo di alcuni degli esponenti piú significativi della letteratura italiana collocati all’interno del contesto socioculturale del loro tempo. Ciò permette da una parte una conoscenza piú completa e articolata degli scrittori e delle opere, dall’altra costituisce un avvio allo studio della letteratura italiana a cui gli allievi si accosteranno in modo piú specifico alla fine del biennio. Per stimolare e affinare il gusto della lettura in sé, si è pensato di offrire agli studenti delle letture … gratis attraverso la formula Ti racconto un libro: si tratta di romanzi brevi raccontati alternando parti di testo con sintesi che servono da raccordo. Una lettura che gli allievi potranno svolgere anche in modo autonomo, senza impegnarsi in specifici lavori testuali. Ognuno dei volumi antologici infine si conclude con dei Percorsi tematici che, collegando varie tipologie testuali e mettendole in relazione con altre espressioni culturali che spaziano dal piano verbale a quello visivo e auditivo, guidano i giovani a un esame approfondito e sfaccettato di tematiche di ampio interesse che investono diversi ambiti. Il volumetto dedicato alle Strategie di scrittura e alle Prime espressioni della letteratura italiana offre un ulteriore supporto all’attività didattica. Gli allievi vengono guidati gradualmente alla composizione delle forme di scrittura con le quali dovranno confrontarsi non solo nella scuola, ma anche nella vita: riassunto, parafrasi, tema, saggio breve, relazione, articolo giornalistico, curriculum, mappe concettuali e cosí via. Quanto alla parte dedicata alla Prime forme della letteratura italiana, essa propone un approccio allo studio della Letteratura adeguato all’età e alle conoscenze e competenze acquisite nel corso del biennio. Si apre con una panoramica agile e completa del contesto storico-culturale del Medioevo, per passare all’esame delle prime manifestazioni della letteratura europea e italiana. I testi sono esaminati con la stessa metodologia utilizzata nella parte antologica, mentre è piú ampia, sistematica e ragionata la contestualizzazione. In tal modo gli studenti si preparano in modo graduale ad entrare in contatto con lo studio della letteratura che dovranno affrontare nel triennio, senza avvertire uno stacco netto tra le due metodologie di lavoro. Questo agile volumetto, materialmente, ma non concettualmente sganciato dagli altri, costituirà un utile compagno di viaggio anche nel successivo percorso di studi. Confidiamo che l’opera permetta di raggiungere senza troppa fatica gli obiettivi metodologici e cognitivi indicati nella riforma dei cicli, ovvero la padronanza della lingua italiana espressa attraverso l’utilizzo delle diverse forme di scrittura e di esposizione orale (Strategie di scrittura) , il gusto per la lettura e l’acquisizione degli strumenti indispensabili per l’interpretazione dei testi (l’antologia di Narrativa, Poesia, Teatro, Epica), la consapevolezza del percorso storico della produzione letteraria e la capacità di contestualizzazione (Prime espressioni della letteratura italiana), la relazione fra la letteratura e gli altri ambiti del sapere (Percorsi). Le Autrici © G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione

00_romane.indd 3

17-01-2011 13:51:36


Struttura dell’opera Il volume si apre con la sezione Leggere perché, che costituisce l’introduzione dell’opera e si pone l’obiettivo di motivare il ragazzo alla lettura.

Leggere perché

2

1

Libri e lettori Il libro è come il cucchiaio, il martello, la ruota, le forbici. Una volta che li avete inventati, non potete fare di meglio. Non potete fare un cucchiaio che sia migliore del cucchiaio. […] Il libro ha superato le sue prove e non si vede come, per la stessa funzione, potremmo fare qualcosa di meglio. Forse evolverà nelle sue componenti, forse le sue pagine non saranno piú di carta. Ma resterà quello che è.

Leggere perché

J. C. Carrière, U. Eco, Non sperate di liberarvi dei libri, Bompiani, Milano, 2009

Dove siamo quando leggiamo? In quale tempo e in quale spazio ha propriamente luogo il singolare, fragile evento della lettura? […] Nel momento in cui leggo, è vero, sono come sospeso in un altrove tessuto di ombre e di fantasmi. Leggendo, […] ci si può persino sentire, a occhi aperti, immersi in un sogno piú vero e piú vivo della realtà circostante. E tuttavia questo spazio sono io a costruirlo, per animarlo lo reinvento di continuo nello specchio attivo dell’immaginazione. […] E nondimeno, pur in questo spazio gelosamente solitario e individuale, la lettura non è mai un monologo, ma l’incontro con un altro uomo, che nel libro ci rivela qualcosa della sua storia piú profonda e al quale ci rivolgiamo in uno slancio intimo della coscienza affettiva, che può valere anche un atto d’amore. E. Raimondi, Un’etica del lettore, Il Mulino, Bologna, 2007

Guida all’esplorazione dei testi e al piacere di leggere

Leggere come

50

Leggere come

Petronio

La matrona di Efeso

Petronio, Satyricon, 111-112, in Le storie di Mileto, a cura di P. Ferrari, trad. di G. Zanetto, Mondadori, Milano, 1995

In sintesi

Questa antica novella fa parte di un’opera narrativa piú vasta, il Satyricon, attribuito allo scrittore latino Petronio, vissuto nel I secolo d.C. Una matrona, in lutto per la morte del marito, decide di ritirarsi presso la tomba di questo insieme con la sua ancella. Un soldato, avendola vista, la consola e la vedova si lascia sedurre, con conseguenze imprevedibili. Situazione iniziale Presentazione del personaggio

C’

51

rai morire di fame, se ti seppellirai viva ed esalerai la tua anima prima che i fati lo impongano, prima della condanna? [...] Non vuoi tornare alla vita? Non vuoi rinunciare a queste idee da donnicciola e godere della luce del sole, fin che ti sarà concesso? Il corpo stesso di tuo marito dovrebbe persuaderti a vivere». Nessuno sente malvolentieri la voce che lo invita a mangiare e a vivere. Cosí la donna, esaurita da molti giorni di digiuno, permise che la sua risolutezza si piegasse, e si saziò con non minore appetito dell’ancella, che s’era lasciata vincere per prima.

Riflettiamo insieme...

Quarto mutamento Il soldato dà l’assalto alla virtú della matrona

Ora, ognuno sa quali tentazioni nascano nell’animo umano quando il ventre è sazio. Con le stesse blandizie con cui aveva ottenuto che la matrona decidesse di vivere, il soldato diede l’assalto anche alla sua virtú. Agli occhi della casta sposa si offriva un giovane gradevole e simpatico; ci si metteva anche l’ancella, che ripeteva continuamente: Vuoi dir di no a un amore che ti è gradito3? [...]

35

40

Silvestro Lega, La lezione della nonna, 1881. Peschiera del Garda, Municipio.

Ti ho sempre spiegato che i libri non si strappano, che i libri vanno sfogliati con cura. Ma ti dico anche che i libri non sono sacri […]. Non aver paura in futuro, caro Francesco, non diventerai come molti che per soggezione verso la cultura hanno paura di maneggiarla, di scherzarci sopra, […] di dialogare con gli autori senza porsi troppi gradini piú in basso. La letteratura non va temuta, Francesco: neanche quella piú difficile. […] Non trasformare la poesia piú inquieta e complicata […] in qualche cosa da ammirare per la sua grandezza inutile. Dante va imparato come fosse una filastrocca, va sentito come fosse musica reggae, soltanto che il ritmo lo danno le terzine, non la chitarra di Bob Marley che già ora chiedi di ascoltare. […] Piú farai confusione, non sorprenderti di questo, piú gli autori si mescoleranno, piú i secoli si confonderanno nella tua mente, e i titoli, e le letterature, piú avrai capito. […] La letteratura è un mondo dove i libri si parlano tra di loro: per entrarci bisogna fare un salto, andare da un’altra parte. E dopo, il ritorno è difficile, perché quei personaggi continueranno a parlarti, a consigliarti, a farti prendere decisioni. […] In letteratura tutto rimane ambi-

Per farla breve, la donna non seppe sopportare neanche quell’altra astinenza4, e il soldato 001-024_Nuovo.indd 2 17-01-2011 10:42:02 fu vincitore su due fronti. Fecero l’amore non solo quella notte in cui consumarono le noz- 45 ze, ma anche il giorno dopo e quello ancora successivo, ovviamente dopo aver chiuso le porte della camera per far credere a chiunque fosse venuto alla tomba, amico o sconosciuto, che la virtuosissima donna era spirata sopra il corpo del marito. 5 Esordio Il soldato, inebriato dalla bellezza della donna e dalla segretezza del loro amore, comprava La morte del tutto il meglio che le sue risorse gli permettevano e, sull’imbrunire, portava ogni cosa nella 50 marito e la decisione della tomba. Leggere come 53 donna di Sesto mutamento rimanergli Cosí i genitori di uno dei crocifissi, quando videro che la sorveglianza s’era allentata, di notViene trafugato il accanto nella te lo staccarono dalla croce e gli resero gli onori funebri, mentre il soldato era tutto preso 10 corpo di un tomba Leggere pagine le fiabe e le tradizioni popolari Le tradizioni popolari 189 in188 altro e trascurava la propria consegna. Quando però ilagiorno dopo vide la croce nuda, brigante ... oradi... tocca teLe favole, temendo il supplizio raccontò alla donna quel che 55 Erodoto, Storie III, era accaduto. Disse che non avrebbe atteso laErodoto contrad. di A. Izzo D’Accinni, Le macrosequenze cella, i commenti degli abitanti della città). L’unico temcampo una vera miniera, perché anche le comunità locali piú piccole sono impegnate a Spannung Rizzoli, Milano, 1984 Primo danna, ma con la spada avrebbe punito la sua neProprio in quei giorni il governatore dellaIlprovincia crocifiggere dei briganti alracconto sifece articola in nove sequenze chevicino si possono po commentativo viene utilizzato per esprimere una Il soldato decide mutamento farsi conoscere servendosi di un mezzo di diffusione tanto facile ed economico quanto ragligenza; le chiese perciò di accogliere in quella di uccidersi generale: La crocifissione 15 considerazione di carattere la camera nella quale la matrona piangeva la morte recente del marito. come fanno tutte raggruppare in tre macrosequenze: pido e accessibile a tutti. tomba il suo corpo, in modo che il medesimo sedei briganti le altre. • la prima comprende le sequenze 1 e 2 e racconta la Quali sono – oltre alle fiabe – le forme della letteratura popolare? La notte dopo l’esecuzione, il soldato messo a guardia delle croci (per evitare che qualcuno riunisse l’amante e il marito. 60 Comincia a questo punto unpolcro susseguirsi di mutamenprima fase della vicenda: la morte del marito e la deAlla scoperta delle radici: folklore e tradizione ˔ Gli eventi piú significativi della vita e dell’anno sono quasi sempre accompagnati da trafugasse i corpi e li seppellisse) notò una luce che brillava fra le tombe e sentí un suono di In sintesi la la crocifissione bri- pietosa che virtuosa, vozione della matrona che decide di lasciarsi morire ti che portano avanti l’azione:Ma donna, nondei meno repliSecondo pianto; cosí, cedendo a un’istintiva e ovvia curiosità, fu preso dal desiderio di sapere chi fosse La storia dell’anello di Policrate è una delle tante novelle inserite nell’opera storiografica di Erodoto, scrittore greco vissuto nel V secolo a.C. canti, poesie, filastrocche. Per l’infanzia, ad esempio, antichissima è la tradizione delganti, l’incontro tra il soldato ecò: la matrona, il tentativo di di fame presso la tomba dello sposo; mutamento «Gli dèi non vogliano io debba vedere negli nel Conche la fiaba siamo già entrati delle realmente tradizioni popolari, in dell’isola quel patrimonio la ninna-nanna, giunta fino a noi attraverso i secoli, che serve per addormentare i bamI protagonisti sonomondo due personaggi esistiti: Policrate,cioè signore di Samo, e Amasi, faraone d’Egitto. Erodoto è solito e che cosa facesse. Scese nella tomba e, alla vista della bellissima signora, si fermò spaventaIl soldato scende • la seconda, che è la piú lunga, riunisce le sequenze questo di consolarla, il graduale cedimento della donstessi giorni il funerale dei due uomini che mi sono di cultura anonimo,alternare perchéalla frutto di undeisentire comune, viene tramandato oralmennarrazione fatti storici (si occupache in particolare delle guerre persiane) digressioni di tipo etnografico e geografico e novelle bini, mentre le filastrocche, componimenti in versi brevi, con ripetizioni di parole e di nella tomba to, quasi si trattasse di un fantasma o di un’apparizione infernale. Poi,della quando videcon la salma da 3 a 7 e narra l’incontro matrona il solda-20 na. I fatti sono narrati con verbistati al passato remoto (notò, piú cari. Preferisco appendere un morto Scioglimento te in ogni società e presso ogni popolo dai tempi piú antichi. Chiariamo che termine dalle piutquali traspare la suafin concezione del mondo e del rapporto tra gli uomini e ilildestino. sillabe che facilitano la memorizzazione, sono fatte per divertirli, e poesie e canzoncie osservò le lacrime e i segni delle unghie sultovolto dellaamore donna, capí la verità, ossia che si tratscese, tentò ecc.),Laaidonna qualifa si alternano imperfete il loro segreto; tosto chealcuni uccidere uncultura vivo». ha Detto fatto, ordinò di un 65 significato piú ampio del semplice «sapere»: esso si rifein questo contesto ne per dare spunto ai loro giochi. tava di una vedova incapace di sopportare• lalaperdita del marito. il corpo terza coincide con le ultime due sequenze nelle ti per indicare lemettere azioni di sfondo, mentre tempi comtogliere dali sepolcro il corpo del marito metrisce, infatti, a tutteeledimanifestazioni che sono il risultato della civilizzazione umana, a del marito sulla ˔ a potenza di Policrate era famosa per la Ionia e nel resto dell’Ellade: ovunque si diriges- Il proverbio racchiude in una breve massima, la profonda saggezza popolare, frutto presente indicativo) quali di la persuadere matrona, perlasalvare il soldato, non esita a mentativi (futuro ecroce Allora portò giú nella tomba la sua cena e cercò poveretta a non indulgere vuota terlo sulla sono croceutilizzati vuota. Il soldato il pia- − che è il complesso di conoscenze e pratiche che riguarpartire dallaassecondò cultura materiale se per guerreggiare tutto gli riusciva felicemente. Depredava e rapinava tutti senza far di- dell’esperienza e del buon senso. Su questo piano strettamente pratico, i proverbi rapnei discorsi diretti. collocare sulla croce il corpo del che marito in sostituzione a un dolore inutile e a non squassarsi il petto con gemiti vani; le ricordò tutti gli uomino dell’accortissima donna, e cosí il giorno dopo la a includere le conoscenze, le credenze, il costume, l’arte, la dano i bisogni materiali − fino presentano le sentenze e le norme codificate dall’uso e create per ogni circostanza e stinzione per nessuno; diceva infatti che all’amico si fa cosa piú gradita restituendo quel Tutto sembra avviarsi a una lieta conclusione, quando di quello del brigante. ni sono attesi dalla stessa fine e dalla stessa dimora, e usò gli altri argomenti che di solito 25 gente non riusciva a capire modo un mortotutto quanto l’uomo, organizzatosi in società, produce, acquimorale,inilche diritto. Insomma, Terzo mutamento occorrenza della vita materiale e spirituale di un popolo. il trafugamento del corpo di uno dei briganti a cui il solche gli si è preso piuttosto che non prendendo affatto. valgono a confortare chi è in lutto. Ma quella, infastidita dalle consolazioni di uno sconofosse riuscito a salire sisce su una Il soldato cerca di 70 generazioni future. e acroce. sua volta trasmette alle La struttura del testo i capelli e a gettarli sul cadadato avrebbe dovuto fare la guardia capovolge la situaLa grande fortuna di Policrate non rimase celata ad Amasi, ma ciò era per lui oggetto ˔ di L’5indovinello, con il suo valore di gioco di società e con lo scopo di affinamento dell’inconsolare la sciuto, si batté il petto ancor piú forte e cominciò a strapparsi Oggi si tende a valorizzare sempre piú e meglio le tradizioni popolari, che costituiscono matrona e le offre Lainsistendo narrazione si apre con una breve esposizione della si- zione, spostando l’asse del racconto dal comico al trapreoccupazione. E, aumentando ancora molto di piú la sua buona fortuna, scritte in una telligenza, ha origini e tradizioni antichissime. vere. Il soldato però non si diede per vinto; nei suoi sforzi, cercò di offrire del ciuna risorsa importante perché consentono il recupero di una vera e propria ricchezza sotdel cibo 3. cosí Vuoi dir ... gradito: è un tratto dall’Eneide ˔ L’aneddoto è una breve storia, un fatterello spesso curioso e caratteristico, che può ridi verso massima tensionedi Virgilio (IV, 34); tuazione iniziale che appare contrassegnata dall’equili- gico. Si giunge al momento lettera queste parole, Amasi la inviò a Samo: «Amasi dice questo a Policrate; certo è gradebo alla donna, finché l’ancella, senza dubbio sedotta dal profumo del vino, si lasciò vincere sono parole rivolte alla regina Didone dalla sorellato Anna per esortarladal punto di vista della conoscenza, per comprendere il presente partendo piú aspetti: ), che coincide con la decisione del soldato brio: una matrona, di grande e riconosciuta virtú, condu- (Spannung), vole sapere che un uomo amico e ospite si trova in buone condizioni; a me però le tue gran- ferirsi a una leggenda, o anche a un personaggio, un episodio, un luogo, un fenomeno, a cedere all’amore di Enea. I lettori antichi avvertivano il senso di paper prima e stese la mano per accettare l’offerta. Poi, rifocillata dal cibo e dalla bevanda, 30 dal passato, per conoscere le proprie radici attraverso i riti, la letteratura, le feste dell’anno; Anche qui tutte le azioni sonovicenda espresse ce la sua esistenza nella città di Efeso. Il tempo verbale di uccidersi. rodia nell’accostamento tra la tragica di Didone e la novella di fortune non piacciono, perché so che la divinità è invidiosa. Io certo desidero che io stes- un’avventura che affondano le radici nella realtà. Può essere scherzoso e concludersi tentò di infrangere l’ostinazione della padrona. «Che vantaggio avrai» le diceva «se ti lascedal punto di vista economico, perché si ripercuotono positivamente su quel tipo di turismo della vedova di Efeso. con tempi narrativi di primo piano. adoperato è l’imperfetto: tempo narrativo di sfondo. so e quelli di cui mi do pensiero in alcune delle loro cose abbiano fortuna, in altre abbiano con 10 una battuta salace, o costruito per spiegare usanze, fatti, fenomeni vari. quell’altra astinenza derivante dalla castità. orientato alla riscoperta delle tradizioni locali, della cucina genuina e dei sapori di altri L’intervento 4.della donnaastinenza: e la conseguente sostituzioL’esordio, che provoca la rottura dell’equilibrio iniziadifficoltà, e cosí trascorrano la vita con sorti alterne piuttosto che essere in tutto fortunati. tempi, della natura e dei prodotti tipici. Sia nella vita quotidiana che nel turismo si tende, le, è la morte del marito, segnalata dal passato remoto ne del corpo determinano lo scioglimento lieto della viDi nessuno infatti ho ancora sentito parlare che, essendo in tutto fortunato, da ultimo non a rivalutare l’intero patrimonio della cultura popolare, che abbraccia diversi setil (Quando morí il marito). Seguono altri verbi al passato cenda. In questa parte i tempi adoperati sono primadunque, sia finito abbattuto fin dalle fondamenta. Tu dunque dammi retta e fa’ questo, contro la 1. Efeso: una città greca sulle coste dell’Asia Minore. ta su un letto di pietra e non chiusa in un sarcofago. I Romani, invece, John William Goodward, Nerissa, 1906. Collezione privata. la − dall’arte e dall’artigianato alle feste tradizionali e ai costumi folkloristici − e che è il remoto che indicanocremare le azioni della donna e alcuni tem- passato remoto poi l’imperfetto di sfondo, che segna tori www.itineraridelmistero.com/leggende 2. secondo l’uso greco: presso i Greci la salma del defunto era adagiausavano tradizionalmente i cadaveri. buona sorte: dopo aver ben riflettuto getta quello che tu trovi essere per te laAnonimo* cosa di magvisitato il 7 marzo 2010 frutto di una stratificazione di usanze e saperi trapi narrativi di sfondo (imperfetto e trapassato prossimo) chiusura del racconto, mentre il presente è utilizzato gior valore e per la cui perdita piú ti affliggeresti l’animo, in modo che non ricompaia piú 15 G. M. Andrico, «Giornale di Brescia», riferiti alle azioni di secondo piano (l’intervento dell’an- nel discorso diretto. mandati di generazione in generazione. 04/01/09 dinanzi agli occhi degli uomini. Se poi dopo di questo le tue fortune non si alternassero con Il termine folklore o folclore indica l’insieme delle le sventure, ponivi ancora rimedio nel modo che t’ho suggerito». antiche tradizioni popolari (nella radice della paro025-150_Nuovo.indd 50-51 17-01-2011che 10:43:42 Policrate, letto ciò e comprendendo Amasi lo consigliava bene, si chiese per la perdita di la è il termine germanico folk che significa «popoContesto Molti e leggende popolari si configurano come racconti «delle origini», con cui si intendono spiequale dei suoi gioielli si sarebbe maggiormente addolorato, e riflettendo trovò questo: egli aneddoti era lo») relative a una determinata area geografica o a le di ragioni che stanno alla base di determinati aspetti della realtà. Tradizionalmente gli ultimi tre giorni di gensolito portare un anello col sigillo, legato in oro, fatto di uno smeraldo; era gare opera Teodoro 20 una determinata popolazione, trasmesse oralmennaio sono considerati figlio di Telecle, di Samo. Poiché dunque decise di buttar via questo, fece cosí: fornita di equi- i piú freddi dell’anno. La leggenda della merla (la femmina del merlo) è nota in diverse versiote e riguardanti usi, costumi, leggende, credenze, tutte piú o meno di origine lombarda. Una, piú elaborata, sembrerebbe voler dare spiegazione a vari fatti: perché mare. Quando fu paggio una pentecontera1 vi si imbarcò, e poi ordinò di salpare verso l’altoni, gennaio ha 31 giorni e febbraio solo 28; perché quei giorni sono cosí freddi; perché i merli sono neri. Una versione feste e sagre, proverbi, musica, danza. distante dall’isola, toltosi l’anello sotto gli occhi di tutti i compagni di viaggio, lo gettò in mapiú semplice dà per scontato il freddo dei tre giorni e risponde direttamente solo all’ultimo quesito. Esercizi re. Fatto ciò tornò indietro e, giunto a casa, si sentí molto addolorato. Comprensione Ma al quinto o sesto giorno dopo questi avvenimenti, capitò che a Policrate avvenisse il 25 I forme della letteratura In sintesi in dono. fattoLe seguente: un pescatore, avendo preso un pesce grande e bello, volle darglielo 1. Perché la matrona decide di chiudersi nella tomba del marito? a leggenda dei tre giorni della merla si perde nel tempo. Si sa soltanto che popolare Abbiamo tra i tanti, Portandolo alla reggia disse di voler essere condotto alla presenza di Policrate, edraccolto, essendo2. Che cosa spinge il soldato ad avvicinarsi alla tomba? si tratta degli ultimi tre giorni di gennaio, il 29, 30 e 31, e che a Milano l’inverno due racconti gli stato concesso ciò, offrendogli il pesce, disse: «Oh re, io dopo averlo preso non dell’una ritennie era molto rigido. Ogni regione d’Italia è ricchissima di testimonianze uguali nella 3. Quali azioni svolge nel racconto l’ancella? conveniente portarlo al mercato, sebbene io viva del lavoro delle mie mani,dell’altra ma miversione, sembrasostanza della spiegazione del La neve aveva steso un candido velo su tutte le strade e i tetti della città e un della letteratura la cui caratteristica co-portato e te lo dono». 4. Il comportamento della matrona, quale appare alla fine della novella, è in sintonia con la descrizione iniziale va che fosse degno di popolare, te e della tua potenza; cosí te l’ho Quello, com- 30 colore dei merli, ma diverse merlo, una merla e i loro tre figlioletti guardavano questo spettacolo. Erano ve- 5 stante quellaparole di essere affidata della donna? Dai la risposta motivandola. Se ritieni che nel corso della vicenda sia avvenuto un mutamento nel piaciuto di èqueste rispose cosí:esclusivamente «Hai fatto assaialbene e doppia è la mia riconoscenza, quanto ai protagonisti, nuti in città sul finire dell’estate e avevano sistemato il loro nido su un alto albelaparole tradizione però la fiaba, come ab- tutto orgoglioso personaggio, spiega che cosa lo ha provocato. per le e per orale. il dono,Mentre e ti invito a pranzo». Il pescatore di ciò seene all’ampiezza alloansvolgimento ro nel cortile di un palazzo situato in Porta Nuova1. Durante l’inverno avevano a un certo punto ha trovato i suoi «audò abiamo casa, evisto, frattanto i servi tagliando il pesce trovarono che dentro al dei suofatti. ventre c’era trovato casa sotto una gronda2 al riparo dalla neve che in quell’anno era partitori», vale a dire scrittori che hanno trascritto le Competenza testuale l’anello di Policrate. Non appena lo ebbero visto e preso, lo portarono lieti a Policrate, e concolarmente abbondante. Il freddo rendeva difficile trovare il cibo per sfamarsi e narrazioni apprese dalla viva voce di testimoni e le segnandogli l’anello narrarono in qual modo era stato trovato. Ed egli, poiché gli venne in 35 5. Sottolinea nel testo, con colori diversi, i tempi narrativi di sfondo e di primo piano. il merlo volava sempre in cerca di becchime3 per la sua famiglia e perlustrava 10 hanno fissate in forma letteraria, ciò non è avvenu6. Sottolinea i tempi commentativi e spiega quali funzioni svolgono nel testo. invano tutti i giardini, i cortili e i balconi dei dintorni. La neve copriva tutto. to quasi mai per le altre manifestazioni, pure im1. pentecontera: antica imbarcazione greca da guerra, mossa da cinquanta remi. portanti e diffusissime, che tutt’al piú sono state 3. becchime: mangime per propriamente grondaia, canale sulle antiche mura spagnole 1. in Porta Nuova: una delle Arthur Rackham, Illustrazione da Cesarino e il dragone: un raccolte, magari nelle piú diverse versioni regionali, uccelli. di scolo sotto i tetti per le acque ormai demolite. principali porte di Milano, lungo racconto italiano. Collezione privata. dagli studiosi del settore. Oggi Internet è in questo piovane e la neve. i bastioni detti «di Porta Nuova», 2. una gronda: piú era una volta a Efeso1 una matrona che aveva una tal fama di virtú che anche dai paesi vicini le donne venivano ad ammirarla.

Quando le morí il marito, non si accontentò, come fanno tutte le altre, di accompagnare il funerale con i capelli sciolti o di battersi il petto nudo al cospetto della gente; volle seguire il defunto nel sepolcro e, quando il corpo, secondo l’uso greco2, fu deposto in una camera sotterranea, lei vi si mise accanto, piangendo giorno e notte. I genitori e i parenti tentarono invano di condurla via: chiusa nel suo dolore, era risoluta a lasciarsi morire di fame; anche i magistrati, dopo un ultimo vano tentativo, si allontanarono. Cosí laLeggere virtuosissima donna, 52 come compianta da tutti, era ormai senza cibo da quattro giorni. La poveretta era assistita da una fedelissima ancella, che univa le sue lacrime a quelle della padrona e, non appena la lampada posta sulla tomba si esauriva, provvedeva ad alimentarla. In tutta la città non si Guida all’analisi parlava che della vedova, e gli uomini di ogni condizione erano d’accordo nel dire che non s’era mai visto un esempio cosí fulgido di virtú e di devozione.

001-024_Nuovo.indd 1

17-01-2011 10:42:25

Quinto mutamento La virtú cede le armi

Le tradizioni popolari

L’anello di Policrate

L

Nella sezione Leggere come vengono trattati gli strumenti per l’analisi del testo. Ciascuna tecnica viene poi analizzata nel dettaglio in Riflettiamo insieme... e infine verificata in ... ora tocca a te. Sono presenti dei rimandi ad altri testi nei I giorni della merla quali è possibile esercitarsi. La sezione Leggere pagine di... è dedicata ai generi letterari. L

025-150_Nuovo.indd 52-53

17-01-2011 10:51:44

188-196_NuovoTradPop.indd 188-189

Leggere pagine di...

306

Il racconto e la narrativa d’intrattenimento

Guida all’analisi La tecnica del racconto L’inizio del racconto sembrerebbe immettere il lettore in una situazione assolutamente normale: il risveglio di un uomo comune in una giornata lavorativa come tante altre. Ma ecco che, a conclusione della frase iniziale, viene annunciato, con un tono pacato e privo di qualsiasi stupore, l’evento straordinario: Gregor Samsa, svegliandosi una mattina da sogni agitati, si trovò trasformato, nel suo letto, in un enorme insetto immondo. Ci troviamo dunque in una situazione tipica della narrativa fantastica. A partire da questo momento la vicenda procede con gradualità e coerenza logica, seguendo i tentativi di Gregor di darsi una spiegazione di quanto è accaduto e di adattarsi alla sua nuova condizione. Il narratore e i personaggi I fatti sono raccontati da un narratore che assume il punto di vista del personaggio e ce ne fa conoscere i pensieri, gli stati d’animo, le preoccupazioni. Gregorio non appare stupito né spaventato dalla metamorfosi, anzi la affronta con calma, lucidità, autocontrollo. In un primo momento cerca di convincersi che si tratta di un sogno, poi si concentra sui diversi tentativi per scendere dal letto, sulle risposte da dare ai familiari per non farli preoccupare, sul modo di impostare la voce per impedire che gli altri si accorgano di quanto essa sia

mutata. In definitiva continua a comportarsi come se non esistessero quelle modificazioni che pure sono sotto i suoi occhi, mentre i suoi familiari passano da un atteggiamento inizialmente tranquillo a una sempre maggiore agitazione e preoccupazione, specialmente dopo la visita del procuratore. La metamorfosi come metafora del malessere dell’uomo La tematica sviluppata nel racconto ha prima di tutto una matrice autobiografica, in quanto riflette il dramma personale di Kafka, che si sentí sempre rifiutato dal padre, il quale lo giudicava incapace di affrontare virilmente la vita. Ciò indusse lo scrittore a sviluppare un profondo senso di colpa, che non aveva una precisa motivazione, come spesso accade ai suoi personaggi, e a considerarsi un insetto inutile, secondo la definizione che spesso il padre dava di lui. La vicenda, oltre a esprimere la difficoltà di comunicazione all’interno della famiglia, si può leggere anche come metafora della solitudine dell’uomo contemporaneo, circondato da una realtà nella quale l’individuo viene valutato in base alla sua efficienza e alla capacità di produrre guadagno e viene emarginato quando non riesce piú ad adattarsi ai meccanismi della società.

17-01-2011 10:52:48

Il racconto fantastico

307

b. si sforza di capire a cosa servono tante zampette; c. cerca di addormentarsi nuovamente nella speranza che al risveglio tutto torni normale; d. attribuisce quanto gli è capitato al suo lavoro che lo costringe a viaggiare in continuazione; e. si sente in colpa per non aver sentito il suono della sveglia; f. pensa di darsi malato; g. decide di alzarsi e, non riuscendoci, pensa di farsi aiutare da qualcuno dei familiari; h. prova timore e irritazione per la visita del procuratore; i. cerca di non far preoccupare i suoi familiari; l. si getta giú dal letto facendosi male; m. si rifiuta di aprire la porta della sua stanza. 6. Quale tra le componenti del fantastico ti sembra che manchi in questo racconto? a. l’esitazione tra una spiegazione razionale e una soprannaturale dei fatti; b. l’evento straordinario; c. l’ambientazione in una realtà normale e quotidiana; d. la presenza di personaggi comuni. 7. Esamina il ritmo del racconto: quale fra le seguenti modalità narrative risulta prevalente? a. sommario; b. scena; c. ellissi; d. narrazione rallentata. Produzione 8. La vicenda narrata si svolge in un’unica stanza: descrivi questo ambiente con gli elementi indicati nel testo. 9. Anche tu hai nel tuo intimo un malessere nascosto? Se la risposta è positiva, illustralo in un breve componimento scritto, ricorrendo a tua volta a una metafora. Oltre il testo 10. Ti proponiamo un testo tratto da un sito Internet, che suggerisce una particolare chiave di lettura del racconto di Kafka. Dopo averlo letto, scrivi le tue riflessioni nella forma che preferisci (un pensiero, una lettera, una poesia ecc.).

Esercizi Comprensione e competenza testuale 1. Come scopre il protagonista la sua metamorfosi? 2. Perché il procuratore si reca a casa di Gregorio? a. per chiedere notizie della sua salute; b. perché vuole avere la prova della sua pigrizia; c. per verificare il motivo per cui non si è presentato al lavoro al solito orario; d. per controllare se è davvero malato. 3. In che modo la madre giustifica agli occhi del procuratore l’inconsueto e incomprensibile comportamento del figlio? 4. Il padre di Gregorio ti sembra piú preoccupato per la salute del figlio o perché teme che quest’ultimo possa essere licenziato?

Apparentemente quello che leggete e vedete non ha alcuna attinenza a quello che dirò. Seguitemi però, io cercherò di spiegarmi meglio e quando non riuscirò chiederò aiuto alla vostra pazienza ed alla musica. Tutto è cominciato ascoltando dopo anni il brano dei Litfiba, solo il titolo è bastato per riportare la memoria alla lettura del racconto di Kafka e dire: «Io sono quel diverso!». Non sono certo un insetto ma, come nella Metamorfosi, il mio corpo è cambiato. Una parte di te non tornerà piú. Non è un arrivederci. È un addio, a un corpo che è cambiato, come nel racconto, senza chiederti il permesso. Dopo un po’ ci familiarizzi, ti osservi, e… ti piaci ancora! Non importa ciò che vedono gli altri, importa ciò che vedi tu. E quello che vedi è un corpo che si è fuso col tuo animo e la tua mente che nel frattempo hanno fatto pace con lui, perdonandogli l’iniziativa personale e indipendente di quel cambiamento! Che gran giorno è quello! Io per fortuna l’ho vissuto e ho trovato una Vicky nuova, fisicamente piú attraente, interiormente piú serena e allegra, piú sensibile e coraggiosa. Sono io. Un saluto in musica – un brano allegro che mette voglia di ballare, di muoversi… Dedicato a chi visibilmente non può piú farlo, come me, ma che mentalmente e con l’anima vola. vincenza63.wordpress.com/2009/11/07/la-metamorfosi/

Competenza testuale 5. Ti elenchiamo alla rinfusa le diverse reazioni di Gregor alla metamorfosi, inserendone alcune che non trovano riscontro nel testo. Indica con una crocetta quelle effettivamente contenute nel racconto e disponile nell’ordine in cui sono presentate: a. Gregor crede di sognare;

284-307_NuovoFantastico.indd 306-307

Gli esercizi sono articolati nelle tipologie di Comprensione, Interpretazione, Competenza testuale e Produzione. Fra di essi sono sistematicamente presenti esercizi di competenza testuale e lessicale sulla falsariga delle prove INvalSI.

20-01-2011 11:35:20

© G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione

00_romane.indd 4

20-01-2011 11:40:41


V

Struttura dell’opera

Leggere pagine di...

326

Il racconto e la narrativa d’intrattenimento

Assonanze in pittura

I

mostri sono esseri spaventosi in cui spesso si fondono o si accostano tratti umani e bestiali; possiedono inoltre capacità eccezionali che mettono solitamente al servizio del male. Possiamo trovare questi personaggi mostruosi nel mito come nella fiaba, nei romanzi dell’orrore, nei film, nelle canzoni, e anche nella pittura. Il fatto che l’uomo, in ogni tempo e in modi cosí diversi, abbia continuato a rappresentare questi esseri ci spinge a riflettere sul loro significato. Certamente i mostri rappresentano qualcosa di noi. Forse le nostre paure piú profonde o magari i nostri inconfessabili desideri. Il dipinto del pittore svizzero Johann Heinrich Füssli rende molto bene quest’idea. Füssli (1741-1825) nacque nel 1741 a Zurigo, in Svizzera, ma visse a lungo a Londra dove insegnò. alla Royal Academy e si affermò come pittore. Affascinato dagli aspetti notturni e irrazionali della vita, dalle immagini del sogno e dell’incubo, amava definirsi «Pittore ufficiale del diavolo».

Johann Heinrich Füssli L’incubo In questo famoso dipinto, del quale esistono diverse versioni, egli raffigura una giovane donna distesa sul letto in una posizione innaturale, con la testa rovesciata e sul volto un’espressione sofferente. Una figura scimmiesca, personificazione dell’incubo, è accoccolata sul corpo della donna e sembra quasi toglierle il respiro. In secondo piano da una tenda si affaccia la testa di una cavalla spettrale. Nelle tradizioni popolari inglesi si riteneva infatti che i sogni raggiungessero l’uomo su un destriero e la stessa parola che in inglese indica l’incubo, cioè nightmare, è costituita dalle parole night = notte e mare = cavalla. Paura e sensualità si intrecciano nella figura femminile il cui corpo, sottolineato dalla veste aderente, costituisce l’unica macchia chiara in un contesto dominato da colori scuri. Le due creature minacciose rappresentano l’inconscio che durante la notte si libera dai freni inibitori della ragione e sprigiona desideri e fantasie inconfessabili e inquietanti.

La narrativa dell’orrore

Giorgio Gaber I mostri che abbiamo dentro

G

iorgio Gaber è il nome d’arte di Giorgio Gaberscik, nato a Milano nel 1939 e morto a Montemagno di Camaiore nel 2003. Appartenente a una famiglia della piccola borghesia, si accostò alla musica in seguito a un incidente a un braccio, occorsogli all’età di otto-nove anni, che gli impose una costante attività di rieducazione. Suonare la chitarra era un modo per tenere in esercizio la mano, perciò decise di dedicarsi allo studio di questo strumento. I risultati furono positivi sia sul piano medico che su quello artistico. Personaggio eclettico, qualsiasi definizione risulta per lui inadeguata, poiché è stato cantautore, attore, commediografo, chitarrista di valore, tra i primi interpreti del rock and roll italiano nel 1958. Inizia la carriera musicale come chitarrista nel gruppo di Adriano Celentano, dove suona anche Enzo Jannacci, con il quale nel 1959 formerà il gruppo «I due Corsari». L’esordio discografico avviene con Ciao ti dirò, scritta con Luigi Tenco; legata a questa canzone è la sua prima apparizione televisiva nel programma «Il Musichiere» di Mario Riva, nel 1959. Il successo arriva nel 1960 con Non arrossire, ma la sua produzione è fin dai primi momenti la piú varia, perché spazia dal rock al melodico, al social-popo-

327

Assonanze

All’interno sono disseminate schede filmiche e di approfondimento.

in musica

lare (La ballata del Cerutti, Barbera e Champagne, Trani a gogò, Goganga, Porta Romana). Negli anni Sessanta partecipa a quattro edizioni del festival di Sanremo e diventa uno dei volti piú popolari della televisione e alterna all’attività di cantante quella di presentatore e organizzatore di programmi. Negli anni Settanta, però, avviene una fondamentale svolta: Gaber rinuncia all’enorme successo televisivo e porta «la canzone a teatro» creando un nuovo personaggio e un nuovo genere. Il personaggio è il «Signor G», ovvero lo stesso Gaber, una persona piena di contraddizioni e di dolori, una persona come tutti e nella quale tutti si possono identificare. Il nuovo genere è il teatro canzone, uno spettacolo a tema, in cui alle canzoni si intrecciano monologhi e racconti. Da cantautore Gaber si trasforma cosí in «cantattore». Il teatro è lo spazio in cui può esprimere liberamente il suo pensiero critico, in lotta contro qualsiasi parte politica, e la canzone diviene il mezzo per dar voce ai disagi di molti italiani e mettere a nudo i mali e le contraddizioni della realtà. Tra i suoi spettacoli piú famosi, che talora suscitavano reazioni indispettite del pubblico, ricordiamo Anche per oggi non si vola, Libertà obbligatoria, Polli di allevamento. Di notevole impatto anche album e canzoni come la dirompente Io se fossi Dio, scritta nel 1978 in seguito all’uccisione di Aldo Moro, che esprime l’insofferenza per i partiti politici. Autore sempre originale, attento soprattutto ai temi sociali e politici, Gaber ha saputo coniugare ironia e melodia, mostrando un profondo spirito critico, capace di colpire amaramente ogni ideologia.

421

Incontro con l’autore

Alessandro Manzoni Biografia

A

lessandro Manzoni (1785-1873) è uno dei piú autorevoli esponenti della letteratura italiana dell’Ottocento e fondatore in Italia del romanzo storico. Nato nel 1785 a Milano dal conte Pietro Manzoni e da Giulia Beccaria, trascorse l’infanzia in vari collegi poiché i suoi genitori, assai diversi per età, cultura e carattere, si erano separati pochi anni dopo il maFrancesco Hayez, Ritratto di Alessandro Manzoni, XIX secolo. Milano, Pinacoteca di Brera. trimonio. Insoddisfatto della formazione culturale arretrata e bigotta che gli veniva impartita, preferí orientarsi verso le novità provenienti soprattutto dalla Francia, che in quegli anni era agitata dalla rivoluzione. Dopo i primi esperimenti letterari ispirati agli ideali rivoluzionari di libertà, uguaglianza e fratellanza, nel 1805 si trasferí a Parigi presso la madre che viveva con il conte Carlo Imbonati, uomo di grande cultura e nobiltà d’animo. Ma quando arrivò a Parigi l’Imbonati era morto da poco e il giovane Manzoni, per confortare la madre, scrisse il suo primo componimento di un certo impegno e valore artistico, il carme In morte di Carlo Imbonati, in cui delineava il suo programma di vita morale. Durante il soggiorno parigino ebbe occasione di frequentare un gruppo di intellettuali, gli ideologi, che professavano ideali di libertà e di giustizia in aperta polemica con Napoleone, ormai divenuto imperatore dei francesi. Dagli incontri con gli idelologi derivò al giovane Manzoni l’interesse per la storia e una spiccata attenzione ai problemi morali e alla dimensione del divino. Dopo il matrimonio con Enrichetta Blondel, fervente calvinista, e la conversione di questa al cattolicesimo, Manzoni si accostò con piena convinzione alla religione, che da quel momento – siamo nel 1810 – avrebbe costituito la guida e il punto di riferimento di tutta la sua vita. Rientrato in Italia dopo la «conversione», diede inizio a una fervida stagione creativa che si prolungò ininterrottamente dal 1812 al 1827. Compose gli Inni sacri (1812-1815), in cui celebrava le principali feste del calendario liturgico, e alcune odi di argomento politico, tra le quali la piú nota è Marzo 1821. Nel 1821 in soli tre giorni scrisse Il cinque maggio in occasione della morte di Napoleone. Tra il 1816 e il 1822 compo-

Johann Heinrich Füssli, L’incubo, 1781. Detroit, Institute of the Arts.

308-339_NuovoHorror.indd 326-327

17-01-2011 10:54:00

Leggere pagine di...

334

Il racconto e la narrativa d’intrattenimento

La narrativa dell’orrore

335 416-475_NRomanzo_storico.indd 421

pola oscura. In fondo alla sala c’era una rampa di scale che conduceva a una porta coperta di panno rosso, e, oltrepassata questa, l’avvocato fu finalmente ricevuto nello studio del dottore. Era una stanza ampia, con armadi a vetri alle pareti, arredata, fra le altre cose, con uno specchio su cavalletto e un tavolo da lavoro, con tre finestre coperte di polvere e munite di inferriate che davano sul cortile. Un fuoco ardeva nel caminetto, e c’era una lampada sulla mensola, poiché la nebbia cominciava ad addensarsi persino dentro le case. Lí, vicino al calore del caminetto, era seduto il dottor Jekyll, mortalmente pallido. Non si alzò per salutare il suo ospite, ma gli porse una mano gelida e gli diede il benvenuto con voce che appariva mutata. «Ebbene», disse il signor Utterson non appena Poole si fu allontanato, «hai saputo la notizia?». Il dottore rabbrividí: «La gridavano nella piazza», disse, «l’ho udita dalla sala da pranzo». «Una sola cosa», disse l’avvocato. «Carew era mio cliente, come d’altronde lo sei tu; e io voglio rendermi conto di ciò che sto facendo. Non sarai stato tanto pazzo da nascondere quell’individuo?». «Utterson, giuro davanti a Dio», gridò il dottore, «giuro Un fotogramma dal film Mary Reilly. John davanti a Dio che non poserò piú lo sguardo su di lui. Ti Malkovich interpreta il Dr. Jekyll. do la mia parola d’onore che non ho piú nulla a che fare con lui in questo mondo. È tutto finito. E del resto lui non ha bisogno del mio aiuto; tu non lo conosci come lo conosco io; lui è al sicuro, perfettamente al sicuro, e non se ne sentirà piú parlare». Le parole di Jekyll hanno evidentemente un significato per l’avvocato e un altro per il dottore che le pronuncia. Utterson, cosí come il lettore che è all’oscuro del retroscena della vicenda, le interpreta come un segno del rinsavimento dell’amico e della promessa da parte sua di non frequentare piú il losco individuo; Jekyll, in realtà, sta prendendo un impegno con se stesso a non utilizzare piú la pozione che scatena in lui gli istinti peggiori e provoca la sua trasformazione in Hyde. Egli poi mostra all’amico una lettera, che sostiene di aver ricevuto da Hyde, con la quale questi, scusandosi di aver cosí mal ripagato la generosità del suo benefattore, dichiara di essere in procinto di fuggire. Utterson si sente sollevato e si fa consegnare la lettera. Uscito dalla casa di Jekyll, decide di chiedere a Guest, un suo impiegato nel quale ripone piena fiducia, un parere e un consiglio sull’intricata vicenda. Guest, dopo aver esaminato la lettera, fa notare a Utterson che la grafia è quella di Jekyll, anche se volutamente contraffatta. La scoperta turba profondamente l’avvocato, ma la scomparsa dell’assassino e il ristabilirsi di Jekyll sul piano fisico e morale lo rincuorano. Tutto sembra essere tornato alla normalità finché accade che per ben due volte Utterson, recatosi a casa del dottore, non viene ricevuto dall’amico; qualche giorno dopo va a trovare il dottor Lanyon, anch’egli amico di Jekyll, e lo trova cambiato in modo impressionante. Lanyon peraltro si rifiuta di parlare di Jekyll e fa intendere di non voler avere piú rapporti con lui. Pochi giorni dopo Lanyon muore, non prima di aver fatto recapitare a Utterson una busta contenente un plico con la scritta: «Da non aprire fino alla morte o alla scomparsa del dottor Henry Jekyll». Utterson rimane sconvolto, anche perché, dopo il testamento di Jekyll e quello di Carew è la terza lettera che riceve da un amico morto o che teme di morire in circostanze a dir poco inconsuete. A questo punto il ritmo della narrazione diventa piú incalzante e drammatico. Una sera Poole, il maggior domo di Jekyll, chiede insistentemente a Utterson di recarsi a casa del dottore. Egli teme che sia stato commesso un delitto, che il suo padrone sia morto e che qualcuno abbia preso il suo posto nello studio. Infatti la voce flebile e lamentosa che proviene dalla stanza è molto diversa da quella di Jekyll.

Poole, inoltre, dichiara di aver intravisto un giorno lo strano individuo uscire dallo studio di Jekyll, ma non è riuscito a riconoscerlo perché portava una maschera sul volto.

17-01-2011 10:55:11

La sezione Incontro con l’autore è un percorso monografico sull’opera di alcuni grandi autori delle letteratura italiana.

«Ecco» disse Poole, «è andata cosí. Stavo rientrando dal giardino nell’aula di anatomia, e lui non mi aspettava. Probabilmente era uscito per cercare quella droga, o qualunque cosa essa sia, perché la porta dello studio era aperta e lui era là all’estremità della sala che frugava nelle casse. Quando entrai, alzò lo sguardo, diede una specie di grido e si precipitò su per le scale e poi dentro lo studio. Lo vidi solo per un istante, ma fu sufficiente a farmi rizzare i capelli come gli aculei di un porcospino. Signore, se quello era il mio padrone, perché portava una maschera sulla faccia? Se era il mio padrone, perché si è messo a strillare come un topo ed è fuggito via quando mi ha visto? Sono al suo servizio da molto tempo. E inoltre…», l’uomo si interruppe e si passò una mano sul volto. «Sono tutte circostanze molto strane», disse il signor Utterson, «ma credo di cominciare a vederci chiaro. Il tuo padrone, Poole, è chiaramente affetto da una di quelle malattie che torturano e insieme deformano il malato; di qui, per quanto ne so, il cambiamento di voce, il fatto che porti una maschera ed eviti gli amici, che cerchi disperatamente quella droga in cui il poveretto ripone ancora qualche speranza di guarigione… e Dio voglia che non si illuda! Ecco la mia spiegazione della faccenda, Poole, ed è abbastanza triste e tremenda, se ci si pensa, ma è semplice e naturale, ha una sua logica e ci libera da allarmi ingiustificati». «Signore», disse il maggiordomo, mentre la sua faccia pallida si chiazzava di rosso, «quella cosa non era il mio padrone, e questa è la verità. Il mio padrone», e qui prese a bisbigliare e a guardarsi attorno, «il mio padrone è un bell’uomo alto, mentre quello era una specie di nano». Si fa strada nella mente dei due il sospetto che l’essere chiuso nello studio di Jekyll sia Hyde e che il dottore sia stato ucciso da lui. E quando Utterson chiede a Poole se abbia riconosciuto la figura mascherata che ha visto sgattaiolare fuori dal laboratorio, questi risponde:

«Ebbene, signore, quell’essere è passato cosí in fretta ed era cosí piegato su se stesso che non potrei giurarlo» fu la risposta. «Ma se la domanda è: era il signor Hyde? – beh, sí, credo che fosse proprio lui! Aveva piú o meno la stessa corporatura e si muoveva con lo stesso passo leggero e veloce; e poi, chi altro avrebbe potuto entrare dalla porta del laboratorio? Lei non avrà dimenticato, signore, che all’epoca del delitto aveva ancora la chiave. Ma non è tutto. Non so se lei abbia mai incontrato il signor Hyde…». «Sí», disse l’avvocato, «una volta ebbi occasione di parlargli». «Allora avrà notato, come noi tutti, che c’era qualcosa di strano in quell’uomo, qualcosa che ti colpiva – non so come dire altrimenti – fin dentro le ossa, qualcosa di freddo e penetrante». «Devo dire che anch’io ho avuto una sensazione simile», disse il signor Utterson. «Proprio cosí, signore», riprese Poole. «Be’, quando quell’essere con la maschera è saltato fuori come una scimmia in mezzo alle apparecchiature chimiche e si è infilato nello studio, ho sentito un brivido di gelo nella schiena. Oh, so che non è una prova, signor Utterson, lo so bene; ma ciascuno di noi ha una sua sensibilità, e io potrei giurare sulla Bibbia che quello era il signor Hyde!».

308-339_NuovoHorror.indd 334-335

La sezione Ti racconto un libro fornisce l’idea complessiva di un’opera attraverso un’ampia selezione di brani.

17-01-2011 10:56:46

Percorso 1

618

Che fatica essere giovani!

619

PERCORSO TEMATICO 1 Conoscersi per progettarsi

Che fatica essere giovani! L’

Nella sezione Leggere il mondo sono presenti i testi non letterari e due percorsi tematici con testi letterari e non.

adolescenza è un’età piena di contrasti, di grandi gioie ma anche di forte sofferenza. Essa inizia con quella che si chiama pubertà, con la comparsa dei primi caratteri sessuali, e dura fin quando lo sviluppo fisico è pressoché completo, normalmente intorno ai 18-19 anni. Oggi l’adolescenza tende a prolungarsi sempre di piú, per la difficoltà che i giovani incontrano a entrare nel mondo del lavoro e dunque a conquistare una vera autonomia dai genitori. Con questo percorso non intendiamo assolutamente affrontare – né potremmo – tutte le ampie problematiche che toccano questa età, in cui i nostri giovani lettori sono direttamente coinvolti. Abbiamo scelto alcuni testi (saggi, articoli, narrativa) con i quali gli autori hanno cercato di riflettere puntando lo sguardo sui protagonisti dei cambiamenti piú che dando indicazioni agli adulti, anche se si può dire che entrambi gli obiettivi non vengano persi di vista. Quindi non testi pedagogici, ma pagine scritte con una forte sensibilità psicologica e l’intenzione di dialogare in particolare con loro, i giovani appunto, affiancandoli in un momento cosí delicato. Letture come mezzi per conoscersi, oltre che per la riflessione. Mentre con la pubertà si innesca un complesso di trasformazioni fisiche e psicologiche, si presenta il problema del passaggio alla scuola superiore, quasi un rito che immette l’adolescente in una nuova vita nella quale egli vede cambiare un po’ tutti i suoi punti di riferimento. Tra testi sul cartaceo e testi on-line vengono affrontati un po’ tutti gli aspetti che interessano questo periodo critico: la solitudine e l’incomunicabilità con il mondo dei «grandi», i disturbi dell’alimentazione e la non accettazione di sé, le scelte per il futuro, le fughe, l’amicizia, l’amore, e infine il problema dei figli che si trovano a che fare con una famiglia in cui i vecchi legami si rompono e se ne intrecciano di nuovi, con tutte le conseguenze che queste dinamiche comportano. On-line si potrà anche trovare – con il brano di Mel Levine – il suggerimento di un momento di autoanalisi attraverso uno strumento semplice e pratico che interesserà sicuramente non solo i giovanissimi. Il percorso si completa con le pagine di «Ti racconto un libro», che è l’appassionata lettera agli adolescenti dello psichiatra Vittorino Andreoli, e poi anche attraverso le «Assonanze» che mediante il linguaggio della musica, del cinema e dell’arte allargano l’orizzonte su questo affascinante universo giovanile. Ecco qui a fianco una possibile mappa degli argomenti a cui abbiamo accennato.

Le prime ribellioni

Il passaggio alla scuola superiore

Il punto di vista dei genitori

La mancanza di comunicazione tra generazioni

613-706_Percorsi.indd 618-619

Il gruppo dei pari

Il disagio e la fuga dalla realtà

L’adolescenza La famiglia «allargata»

I comportamenti a rischio

Il corpo scomodo

17-01-2011 10:57:52

© G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione

00_romane.indd 5

17-01-2011 13:52:06


Indice

Indice

Leggere perché 1 Libri e lettori 2 La lingua e il testo

2.1 2.2 2.3 2.4

La lingua: un sistema di segni Il testo Il contesto La comunicazione e le funzioni della lingua

3 Testi letterari e testi d’uso

3.1

Le tipologie testuali I I I I I

testi testi testi testi testi

descrittivi narrativi regolativi espositivi argomentativi

2 4 4 6 10 11 14 17 17 19 20 21 23

Leggere come 1 La lettura

Scopi e modalità di lettura

1.2

Lettura silenziosa e lettura ad alta voce La lettura oggettiva La lettura soggettiva

26 27 28 29 31

Riflettiamo insieme...  Marco Santagata

Il maestro dei santi pallidi

33

Giovanni Verga • I Malavoglia Ernest Hemingway • Il vecchio e il mare Giorgio Bassani • Il giardino dei Finzi-Contini Paul Auster • Città di vetro

33 34 34 34

... ora tocca a te

2 L’analisi del testo narrativo

2.1

Il livello delle azioni Le sequenze

35 35 35

Riflettiamo insieme... Daniel Pennac

Come conquistare 35 lettori

37

... ora tocca a te Dino Buzzati

Racconto di Natale

La struttura del testo narrativo I tempi verbali

42 46 47

Riflettiamo insieme... Petronio

La matrona di Efeso

50

© G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione

00_romane.indd 6

20-01-2011 11:42:24


VII

Indice

... ora tocca a te Erodoto

L’anello di Policrate

L’ordine del racconto Il ritmo del racconto Le pause descrittive Lo spazio

Riflettiamo insieme... Aleksàndr Puškin

66

Il cimitero dei libri dimenticati

78

... ora tocca a te

Leonardo Sciascia

2.2

55 58 62 65

La tormenta

Riflettiamo insieme... Carlos Ruiz Zafón

Western di cose nostre

Il livello dei personaggi Caratterizzazione Presentazione Ruolo Attributi Sistema dei personaggi

Riflettiamo insieme... Honoré de Balzac

... ora tocca a te Anton Cˇechov

2.3

53

La pensione Vauquer

Il camaleonte

Narratore e focalizzazione Il narratore Il punto di vista Come si dà la parola ai personaggi

84 87 88 90 91 92 92 93 97 101 101 102 105

Riflettiamo insieme... Luigi Pirandello

... ora tocca a te Isabel Allende

2.4 2.5

Il treno ha fischiato

Paula

109 117

I temi Lo stile

120 121 123 123 124

Come si analizza La retorica ieri e oggi Le figure retoriche

Riflettiamo insieme... Martin Luther King

Io ho un sogno…

... ora tocca a te

Barack Hussein Obama

Yes, we can

3 Come si compone l’analisi del testo narrativo Riflettiamo insieme... Stefano Malatesta

137

140

Il cane che andava per mare

141

Tessendo la fortuna

146

... ora tocca a te

Angeles Mastretta

133

© G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione

00_romane.indd 7

17-01-2011 13:52:07


VIII

Indice

Leggere pagine di... I generi letterari Genere Genere Genere Genere

narrativo drammatico lirico saggistico

152 152 153 153 154

Le favole, le fiabe e le tradizioni popolari

155

Le favole e le fiabe

155

La favola

Il genere letterario della favola Evoluzione del genere La favola moderna

Esopo • Il corvo e la volpe Fedro • Il cervo alla fonte Luis Sepúlveda • Kengah: la gabbiana che perse la vita per colpa degli uomini

156 156 157 158 159 161 163

Testi: Fedro, Il lupo e l’agnello; Esiodo, L’usignolo e lo sparviero Schede: (Andiamo oltre) Favole dei nostri giorni Ti racconto un libro: Amos Oz, D’un tratto nel folto del bosco

La fiaba

Il genere letterario della fiaba Le caratteristiche delle fiabe Lo schema delle fiabe di magia La forma letteraria delle fiabe

Jacob e Wilhelm Grimm • La serpe bianca Anonimo • Il guardiano del lago Anonimo • L’Angelo della Morte

169 169 169 170 171 172 176 180

Assonanze

Henri Rousseau • Le fiabe tropicali del doganiere Ortone e il mondo dei Chi Roberto Vecchioni • Samarcanda

182 184 185

Testi: Jacob e Wilhelm Grimm, Il lupo e sette caprettini; Hans Christian Andersen, Il tenace soldatino di stagno Schede: (Andiamo oltre) Dalla fiaba al cartoon: il meraviglioso mondo di Disney (nel cinema) La bella addormentata; Valzer con Bashir

Le tradizioni popolari

Alla scoperta delle radici: folklore e tradizione Le forme della letteratura popolare

Anonimo Anonimo

• •

I giorni della merla Il pifferaio di Hamelin

188 188 188 189 192

© G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione

00_romane.indd 8

17-01-2011 13:52:08


Indice

IX

Schede: (Andiamo oltre) Feste, riti, musica, credenze e superstizione (in musica) Roberto Vecchioni, Il libraio di Selinunte; Angelo Branduardi, Alla fiera dell’est Ti racconto un libro: Roberto Vecchioni, Il libraio di Selinunte

Il racconto e la narrativa d'intrattenimento La narrativa moderna: racconto e romanzo Il genere letterario del racconto Fiaba, racconto, romanzo Tipologie di racconti Origini ed evoluzione

La novella medievale

Anonimo • Storia del piccolo gobbo Anonimo • Due argute risposte Giovanni Boccaccio • Cisti fornaio Giovanni Boccaccio ~ Aldo Busi • Frate Cipolla

197 197 198 198 199 200

202 203 209 212 220

Testi: Anonimo, Una bella storia d’amore; Nagib Mahfuz, Una versione moderna delle Mille e una notte Schede: (Andiamo oltre) Il mercante medievale; La città medievale

Il racconto realistico

Aleksàndr Puškin • Il colpo di pistola Guy de Maupassant • Due amici Anna Maria Ortese • Un paio d’occhiali Roald Dahl • Il passaggio Tie Ning • L’imprevisto

Assonanze

Renato Guttuso

La Vucciria

227 228 235 243 250 260 264

Testi: Ivo Andric´, L’amore nel villaggio Schede: (Andiamo oltre) I Balcani fra pluralismo etnico-religioso e nazionalismo

Il racconto d’analisi James Joyce • Eveline Sergio Pent • Il cellulare

Assonanze

Edvard Munch

Pubertà

266 267 273 283

Testi: Ian McEwan, Il Prepotente; Ernest Hemingway, Gli uccisori

Il racconto fantastico

Caratteristiche del genere La fiaba e il racconto fantastico Origine ed evoluzione del genere

284 284 285 285

© G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione

00_romane.indd 9

17-01-2011 13:52:09


X

Indice

Nathaniel Hawthorne • La bambina di neve Prosper Mérimée • La Venere d’Ille Franz Kafka • Il risveglio

286 291 300

Testi: Guy de Maupassant, Chi sa?

Il racconto dell’orrore

Edgar Allan Poe • Il pozzo e il pendolo Bram Stoker • Dracula Stephenie Meyer • Il vampiro innamorato

308 309 316 320

Assonanze

Johann Heinrich Füssli • L’incubo Giorgio Gaber • I mostri che abbiamo dentro

326 327

Ti racconto un libro Robert Louis Stevenson

Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde

330

Testi: Edgar Allan Poe, La verità sul caso di mister Valdemar Scheda: (Andiamo oltre) Poe e il cinema

Il racconto poliziesco

Le caratteristiche e l’origine Tipologia

Agatha Christie • Il metodo di Poirot Andrea Camilleri • L’odore del diavolo

340 340 340 342 350

Testi: Donald Honig, L’uomo col problema

Il racconto di fantascienza

Isaac Asimov • Il fedele amico dell’uomo Fredric Brown • La sentinella

356 357 361

Assonanze

E.T. l’extra-terrestre

364

Scheda: (in musica) David Bowie, Starman

Il romanzo

Epica e romanzo Romanzo e racconto Il termine Origini ed evoluzione del romanzo Tipologia

Alle origini del romanzo Il romanzo cortese

367 369 369 369 371 373 373

© G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione

00_romane.indd 10

17-01-2011 13:52:10


Indice

Dal romanzo cortese al poema cavalleresco Dal romanzo picaresco al «Don Chisciotte»

Anonimo • Perceval e gli animali della foresta Miguel de Cervantes • Don Chisciotte e i mulini a vento

XI

375 375 376 380

Testi: Anonimo, Lazarillo e il cieco Scheda: (nel cinema) Il primo cavaliere

Il romanzo di avventura Contenuto Struttura narrativa Origine ed evoluzione

Robert Louis Stevenson • Arrivano i pirati Herman Melville • Caccia alla balena bianca

386 386 386 387 388 393

Testi: Robert Louis Stevenson, Un grido tra gli alberi • All’insegna del cannocchiale; Jonathan Swift, I viaggi di Gulliver Schede: (Andiamo oltre) Il volo: dal sogno alla realtà

Il romanzo «fantasy»

John Ronald Reuel Tolkien • La foresta incantata Michael Ende • In volo su Fantàsia

Il romanzo storico

402 403 409

416 416 417 417

Contenuto Struttura narrativa Origine ed evoluzione

Incontro con l'autore

Alessandro Manzoni

421

Biografia La concezione del mondo e della poesia

421 422

I promessi sposi

423 423 424 424 425 430 435 439

La trama I personaggi Le edizioni dell’opera

Don Abbondio e i bravi Renzo e Lucia Padre Cristoforo Addio monti sorgenti dall’acque... La sventurata rispose Assalto al forno Lucia e l’Innominato La madre di Cecilia La conclusione del romanzo Giuseppe Tomasi di Lampedusa

La morale gattopardesca

442 445 451 456 465 467

© G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione

00_romane.indd 11

17-01-2011 13:52:10


XII

Indice

Assonanze

Francesco Hayez Il Gattopardo

Il bacio

473 474

Testi: Ismail Kadaré, I tamburi della pioggia

Il romanzo realistico

Caratteristiche Origine ed evoluzione del genere

Charles Dickens

Oliver Twist

476 476 476 479

Incontro con l'autore

Giovanni Verga

488

Biografia Il contesto culturale: Naturalismo e Verismo

488 490

Storia di una capinera

492 493

La scoperta dell’amore

Vita dei campi Rosso Malpelo

Novelle rusticane La roba

I Malavoglia Il ciclo dei vinti La trama del romanzo L’impersonalità L’ideologia

La sconfitta di ’Ntoni L’addio di ’Ntoni Italo Calvino • I confini dell’umano Dacia Maraini • «La mamma mi ha cucito una bella stella gialla sulla giacca»

495 495 509 509 516 516 516 517 518 518 524 528 533

Ti racconto un libro John Boyne

Il bambino con il pigiama a righe

Sophie van der Stap • La ragazza dalle 9 parrucche Diana Mohamadi e Marie Bourreau • La fiammiferaia di Kabul

540 549 553

Testi: Honoré de Balzac, La morte di Grandet; Giovanni Verga, Gesualdo e Diodata; Cesare Pavese, L’arresto di Cate; Primo Levi, Rimanere uomini nonostante tutto Schede: (Andiamo oltre) La città industriale nell’Ottocento; (nel cinema) Oliver Twist Immagini: I carusi

Il romanzo d’analisi Il contesto I luoghi

559 559 560

© G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione

00_romane.indd 12

17-01-2011 13:52:10


Indice

Il rinnovamento delle tecniche narrative

XIII

560

Incontro con l'autore

Luigi Pirandello Biografia

Novelle per un anno Ciàula scopre la luna Cinci

Il fu Mattia Pascal Cambio treno! Tahar Ben Jelloun • Ero diventata sordomuta Nico Orengo • L’allodola e il cinghiale Paolo Giordano • Un cervello da buttare

563 563 564 564 572 577 577 583 588 593

Testi: Franz Kafka, Il soliloquio di Josef K. • La fine; Luigi Pirandello, Male di luna; Jack Kerouac, La strada è vita; Roland Topor, Il sogno di Alice Schede: (Andiamo oltre) Il romanzo contemporaneo; La beat generation; (nel cinema) Gioventú bruciata

Il saggio

Le caratteristiche del saggio Le tipologie

599 600

Piero Dorfles • Informazione non vuol dire conoscenza Dacia Maraini • Il libro, luogo di incontro

604 610

Testi: Erich Fromm, Avere o Essere?; Mark Carwardine, SOS per il Pianeta; Guido Viale, Vita e morte di una lattina; Oliverio Ferraris, La televisione, cattiva maestra?; Oriana Fallaci, La rabbia e l’orgoglio; Tiziano Terzani, Lettere contro la guerra; Vittorino Andreoli, Lettera a un insegnante; J. J. Speizer, L’adolescenza: come la vedono «loro»; Alessandra Arachi, Briciole

Leggere il mondo Percorsi tematici Strumenti per l’approccio ai percorsi tematici. I testi non letterari

1 2 3

Che cos’è un percorso tematico La scelta dei testi per un percorso tematico La dimensione ipertestuale: le mappe concettuali Come si fa una mappa concettuale e come si legge

614 614 614 614 616

© G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione

00_romane.indd 13

17-01-2011 13:52:11


XIV

Indice

PERCORSO TEMATICO 1

Che fatica essere giovani! Massimo e Niccolò Ammaniti • Addio all’infanzia Silvia Vegetti Finzi e Anna Maria Battistin • Un rito di passaggio Francesco Alberoni • Cosa farò da grande? Isabella Bossi Fedrigotti • Renata

Assonanze

Alessandro Canino

Donata Francescato

Brutta •

Figli sereni di amori smarriti

618 620 629 637 640 647 649

Assonanze

Genitori & Figli - Agitare bene prima dell’uso

654

Ti racconto un libro Vittorino Andreoli

Lettera a un adolescente

656

Testi: Fabiola De Clerq, La storia di Milena; Mel Levine, Noi, questi sconosciuti Schede: (in arte) Marc Chagall, Gli innamorati sopra la città

PERCORSO TEMATICO 2

Cittadini si diventa Luciano Violante

Assonanze

Giorgio Gaber

665

L’esercizio quotidiano della cittadinanza

Libertà

Gherardo Colombo • Legge e Giustizia Domenico Starnone • Come ti smonto il bullo Roberto Saviano • La forza della parola

666 670 672 679 684

Ti racconto un libro Luigi Garlando

Assonanze

Fabrizio Moro

Per questo mi chiamo Giovanni

Pensa

690 701

Testi: Luciano Violante, I valori fondamentali

© G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione

00_romane.indd 14

17-01-2011 13:52:12


Leggere perché Guida all’esplorazione dei testi e al piacere di leggere

© G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione

001-024_Nuovo.indd 1

14-01-2011 17:01:52


Leggere perché

2

1

Libri e lettori Il libro è come il cucchiaio, il martello, la ruota, le forbici. Una volta che li avete inventati, non potete fare di meglio. Non potete fare un cucchiaio che sia migliore del cucchiaio. […] Il libro ha superato le sue prove e non si vede come, per la stessa funzione, potremmo fare qualcosa di meglio. Forse evolverà nelle sue componenti, forse le sue pagine non saranno piú di carta. Ma resterà quello che è. J. C. Carrière, U. Eco, Non sperate di liberarvi dei libri, Bompiani, Milano, 2009

Dove siamo quando leggiamo? In quale tempo e in quale spazio ha propriamente luogo il singolare, fragile evento della lettura? […] Nel momento in cui leggo, è vero, sono come sospeso in un altrove tessuto di ombre e di fantasmi. Leggendo, […] ci si può persino sentire, a occhi aperti, immersi in un sogno piú vero e piú vivo della realtà circostante. E tuttavia questo spazio sono io a costruirlo, per animarlo lo reinvento di continuo nello specchio attivo dell’immaginazione. […] E nondimeno, pur in questo spazio gelosamente solitario e individuale, la lettura non è mai un monologo, ma l’incontro con un altro uomo, che nel libro ci rivela qualcosa della sua storia piú profonda e al quale ci rivolgiamo in uno slancio intimo della coscienza affettiva, che può valere anche un atto d’amore. E. Raimondi, Un’etica del lettore, Il Mulino, Bologna, 2007

Silvestro Lega, La lezione della nonna, 1881. Peschiera del Garda, Municipio.

Ti ho sempre spiegato che i libri non si strappano, che i libri vanno sfogliati con cura. Ma ti dico anche che i libri non sono sacri […]. Non aver paura in futuro, caro Francesco, non diventerai come molti che per soggezione verso la cultura hanno paura di maneggiarla, di scherzarci sopra, […] di dialogare con gli autori senza porsi troppi gradini piú in basso. La letteratura non va temuta, Francesco: neanche quella piú difficile. […] Non trasformare la poesia piú inquieta e complicata […] in qualche cosa da ammirare per la sua grandezza inutile. Dante va imparato come fosse una filastrocca, va sentito come fosse musica reggae, soltanto che il ritmo lo danno le terzine, non la chitarra di Bob Marley che già ora chiedi di ascoltare. […] Piú farai confusione, non sorprenderti di questo, piú gli autori si mescoleranno, piú i secoli si confonderanno nella tua mente, e i titoli, e le letterature, piú avrai capito. […] La letteratura è un mondo dove i libri si parlano tra di loro: per entrarci bisogna fare un salto, andare da un’altra parte. E dopo, il ritorno è difficile, perché quei personaggi continueranno a parlarti, a consigliarti, a farti prendere decisioni. […] In letteratura tutto rimane ambi-

© G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione

001-024_Nuovo.indd 2

14-01-2011 17:01:58


Leggere perché

3

guo, tutto scorre. Un libro non è mai lo stesso: per questo rileggere a volte è persino piú stimolante che scoprire nuovi libri ma lo capirai presto. R. Cotroneo, Se una mattina d’estate un bambino, Frassinelli, Milano, 1994

Abbiamo voluto iniziare il nostro viaggio nel mondo della lettura lasciando la parola ad alcuni autorevoli esponenti della cultura italiana contemporanea che, in modo semplice e chiaro, hanno saputo mettere in risalto gli aspetti fondamentali del libro e del nostro rapporto con esso. Proviamo a sintetizzare il loro pensiero. • Umberto Eco afferma che il libro è un «oggetto» semplice, perfetto e indispensabile alla nostra vita, come il cucchiaio, la ruota, le forbici. • Quando entriamo in rapporto con esso – sottolinea Ezio Raimondi − ci troviamo in una condizione unica e speciale: viviamo la nostra esperienza in solitudine e al tempo stesso entriamo in relazione con un’altra persona che, lontana nello spazio e nel tempo, comunica con noi, ci apre un mondo nuovo a cui noi stessi possiamo e dobbiamo dare vita con la nostra immaginazione. • Roberto Cotroneo, rivolgendosi al figlio Francesco, lo esorta a non sentirsi in soggezione di fronte ai libri importanti. Non li si deve ammirare solo perché qualcuno ci dice che sono «mostri sacri». Bisogna, al contrario, prendere confidenza con essi, scherzarci sopra, dialogare con gli autori, mescolarli e farli parlare tra loro. Solo cosí diventeranno nostri amici, capaci di consigliarci, di aiutarci a prendere decisioni e sapranno dirci cose sempre nuove ogni volta che torneremo a sfogliarli. E che dire del piacere della lettura? Leggere un romanzo è come entrare dentro un quadro, conoscere le persone che lo abitano, aprire porte misteriose, camminare su pavimenti lontani, immergere il cucchiaio dentro un piatto straniero, respirare atmosfere esotiche e tanto altro ancora. E questo, come afferma Umberto Eco, allunga la vita, perché ci permette di vivere, insieme alla nostra, le innumerevoli vite dei personaggi che popolano le pagine dei libri. La letteratura, inoltre, ha il potere di trasformare l’informe, il brutto, il caotico in armonia e bellezza grazie alla seduzione della parola, che scaturisce dall’impasto linguistico, dalle scelte lessicali, dalla musicalità e dal ritmo della scrittura. Per acquisire e apprezzare questo tipo di piacere occorre però affinare il proprio gusto estetico e andare al di là del semplice e immediato interesse suscitato dalla trama di un romanzo o dall’emozione di una descrizione. È questo il percorso di piacere e di conoscenza lungo il quale gradualmente ti guideremo. Entrare in sintonia con un buon libro, sia esso un romanzo o una raccolta di poesie, non è infatti un’operazione sempre facile e immediata. Occorre pazienza, attenzione, qualche volta fatica, perché il dialogo con la pagina funzioni nel modo migliore e piú completo. Ce lo fa capire con uno scherzoso aneddoto lo scrittore e giornalista Corrado Augias. Sul fatto che la «conoscenza» costi comunque fatica quando si tratti sia di trasmetterla sia di apprenderla, vorrei raccontare una versione scherzosa del celebre episodio del serpente, di Eva e della mela nel paradiso terrestre, che un giorno mi raccontò il mio amico rabbino. Mi disse, dunque, il sant’uomo che il Signore del Tempo e dello Spazio, vedendo che Eva e quell’altro scervellato di Adamo pensavano che per acquisire la conoscenza bastasse mordere una mela colta dall’albero giusto, chiamò indignato l’arcangelo e gli ordinò: «Vedi quei due laggiú? Per favore toglimeli dai piedi. Va’ e scaccia per sempre quei due scemi dall’Eden, non li voglio piú vedere». © G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione

001-024_Nuovo.indd 3

14-01-2011 17:02:00


Leggere perché

4

Nell’episodio, quindi, non ci sarebbe alcuna allusione al sesso o ad altri peccati. La cacciata sarebbe la semplice e meritata punizione per una stupidità senza rimedio. Infatti, eccoci quaggiú, ridotti come siamo. C. Augias, Leggere, Mondadori, Milano, 2007

Il raccontino dimostra che, per trarre dalla lettura il massimo profitto, occorre attrezzarsi: sapere cioè che cosa, perché e come si legge.

2

La lingua e il testo Per cominciare, riflettiamo su alcune parole chiave indispensabili per orientarsi nell’universo della scrittura e della lettura. Esse sono: lingua, testo e contesto.

2.1

La lingua: un sistema di segni La lingua è il piú economico e poderoso sistema di comunicazione, capace di trasmettere informazioni e di suscitare emozioni. È un sistema perché è un complesso di elementi tra loro ordinati e organizzati secondo regole condivise dai parlanti che ne fanno uso. È uno strumento economico perché può comunicare una quantità infinita di messaggi, utilizzando un numero limitato di fonemi, che nella nostra lingua sono in tutto trenta. Ecco un divertente esempio, proposto sempre da Corrado Augias, che dimostra come il mutamento di un solo fonema possa mutare il significato di un’intera frase. Leggete questa breve frase composta di trentuno lettere e dite in quale situazione la potremmo trovare: HO CHIUSO LA PORTIERA DELLA MACCHINA. Un’azione banale: un signore ha parcheggiato l’auto e quando la moglie gli chiede se l’ha chiusa, perché dentro c’è un pacchetto, risponde: «Sí, ho chiuso la portiera della macchina». Se adesso cambio una sola delle trentuno lettere, l’intero significato cambia sotto i nostri occhi: HO CHIUSO LA PORTIERA NELLA MACCHINA Non è piú il tranquillo signore di prima, ora abbiamo di fronte un rapinatore che, alla concitata domanda del complice: «Siamo sicuri che nessuno ci segua?», risponde con la frase che abbiamo appena letto. Una «d» trasformata in «n» ci porta di colpo in un’atmosfera tutta diversa. C. Augias, cit.

La lingua possiede l’onnipotenza semantica, è cioè il piú potente ed efficace mezzo di comunicazione, perché può dar vita a una gamma infinita di sfumature espressive. Vediamo, ad esempio, in quanti modi può essere espressa una semplice frase come Voglio mangiare: © G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione

001-024_Nuovo.indd 4

14-01-2011 17:02:02


Leggere perché

5

• • • • • • •

Desiderativo: Desidererei mangiare; Oh se potessi mangiare; Sognante: Mangiare? Che goduria!; Limitativo: Mangerei, se potessi; Supplichevole: Ti prego, lasciami mangiare; Ufficiale: Vi comunico che ho intenzione di mangiare; Interrogativo: Se voglio mangiare?; Meravigliato: Pensi che io voglia mangiare!; ... e si potrebbe continuare.

La lingua è in grado di spiegare gli altri linguaggi: possiamo infatti usare le parole per illustrare il significato di un’immagine o di un gesto, la struttura di un testo musicale, le mille sfumature di un profumo e cosí via. Essa è anche in grado di parlare di sé. Noi infatti adoperiamo la lingua per descrivere il suo stesso funzionamento, le componenti e i significati delle parole. A questo servono i dizionari, i libri di grammatica, i commenti dei testi letterari. La lingua, infine, secondo la definizione del padre della linguistica moderna Ferdinand De Saussure, è un sistema di segni: è cioè costituita da parole che vengono convenzionalmente utilizzate per esprimere idee. Un segno è qualcosa a cui una certa comunità ha assegnato, per convenzione, il compito di indicare qualcos’altro. Esso è costituito dall’unione inscindibile di un significante (la materia di cui è fatto) e di un significato (il concetto che viene espresso mediante quel significante). Proviamo a chiarire con un esempio: il semaforo rosso è il segno dell’alt e impone all’automobilista o al pedone di fermarsi. Il colore rosso è il significante, l’idea di alt è il significato. Analoga è la struttura del segno linguistico in cui il significante è dato dalla catena di suoni che costituisce la parola, il significato dal contenuto comunicativo associato al significante. Il segno linguistico casa è costituito dall’unione inscindibile della catena di suoni C+A+S+A che costituisce il significante, e dall’idea di casa, ovvero di «costruzione per uso esclusivo o prevalente di abitazione», che è associata a quel significante. C+A+S+A

Significante

CASA = Concetto di casa

Significato

Quel determinato segno linguistico indica a sua volta una certa realtà. Il rapporto tra significante e significato, cosí come il rapporto tra il segno linguistico e la realtà a cui esso si riferisce, è arbitrario e convenzionale. Arbitrario vuol dire che non esiste una relazione logica, e quindi necessaria e immodificabile, fra il suono e il significato che gli viene attribuito: il significante insomma è immotivato rispetto al significato al quale non è legato da alcun rapporto né di causalità né di somiglianza. Il legame che li unisce è soltanto il frutto di una convenzione istituita in tempi remoti fra gli utenti della lingua per rendere il segno interpretabile in modo sicuro e certo e quindi efficace ai fini della comunicazione. La lingua infatti non è un fatto naturale, bensí un prodotto della storia e della cultura degli uomini; pertanto i nomi non sono connaturati alle cose, non ne esprimono le caratteristiche intrinseche, ma sono il risultato di usi e di abitudini, di una serie di accordi, consapevoli o inconsapevoli, tra i parlanti che, una volta fissati, si man© G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione

001-024_Nuovo.indd 5

14-01-2011 17:02:05


Leggere perché

6

tengono stabilmente per lunghi periodi. L’arbitrarietà e la convenzionalità del linguaggio spiegano due fenomeni linguistici che ci sono molto familiari, anche se difficilmente riflettiamo su di essi. Il primo riguarda il fatto che lo stesso significato viene espresso nelle varie lingue con significanti diversi. Per esempio il concetto di mela è espresso:

• in italiano con la catena di suoni mela; • in inglese con apple; • in francese con pomme; • in tedesco con Apfel; • in latino con malum; • in spagnolo con manzana; • in greco antico con malon o melon.

René Magritte, Ceci n’est pas une pomme, 1964. Collezione privata.

2.2

Il secondo è di segno opposto: lo stesso significante può a volte essere associato a significati diversi. Per esempio i quattro fonemi che costituiscono la parola sale possono avere in italiano tre significati differenti («il sale», «le sale», «egli sale»), che diventano cinque se si passa alla lingua inglese in cui sale vuol dire «svendita» e a quella francese in cui significa «sporco». Naturalmente in questi casi l’ambiguità scompare quando la parola viene collocata all’interno di un contesto, come si vedrà piú avanti.

Il testo Uno dei termini nei quali piú frequentemente ci si imbatte quando si entra nel mondo della lettura, e piú specificamente nella realtà scolastica, è testo. Uno studente viene invitato e guidato dagli insegnanti di tutte le discipline a leggere e a scrivere «testi» di italiano, economia, diritto, storia ecc. Ma che cos’è un testo? Un testo è un tessuto di parole. La parola testo, infatti, deriva dal latino textus che vuol dire appunto «tessuto». Come un tessuto è ottenuto intrecciando sul telaio i fili dell’ordito e della trama, cosí un testo è un insieme di parole che, oltre a essere dotate ciascuna di un proprio significato e di proprie caratteristiche morfologiche, sono legate tra loro da rapporti logici e sintattici. Un testo nasce da un’intenzione comunicativa, si colloca all’interno di un contesto che ne condiziona la forma e il significato, è delimitato da precisi confini, che possono essere le colonne di un articolo giornalistico, la copertina di un libro o di una rivista, i riquadri di cartelli e volantini ecc., è completo sul piano dell’informazione, coerente sul piano logico e coeso sul piano espressivo. La coerenza logica viene ottenuta organizzando i contenuti in modo che ogni unità informativa si agganci alla precedente e costituisca, a sua volta, il supporto per l’informazione © G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione

001-024_Nuovo.indd 6

14-01-2011 17:02:07


Leggere perché

7

successiva, secondo le regole della progressione dell’informazione che procede sempre da un dato noto a un dato nuovo. Un testo, insomma, nella sua articolazione interna si configura come una catena costituita da anelli che si legano l’uno all’altro, sviluppando il tema centrale. La coerenza logica dei contenuti deve essere rispecchiata, sul piano formale, dalla coesione linguistica, cioè da un linguaggio che, oltre a rispettare le regole ortografiche, grammaticali e sintattiche della lingua utilizzata, esprima le connessioni che legano ogni blocco di testo al precedente. L’aggancio tra i vari blocchi che formano la catena del testo viene espresso mediante connessioni logiche di vario tipo (tempo, spazio, causa/effetto, opposizione, esemplificazione, conclusione, ampliamento) o mediante la ripresa di un termine.

• Le connessioni logiche sono espresse dai connettivi: con questo termine vengono de-

finite le parole e le espressioni che legano tra loro due blocchi testuali segnalando il rapporto logico che li collega. Essi possono essere di due tipi: connettivi logici e connettivi che esplicitano l’organizzazione del testo. • Sono usati come connettivi logici, quando si trovano all’inizio di un nuovo blocco testuale: le congiunzioni e le locuzioni avversative (ma, invece, al contrario ecc.), conclusive (quindi, perciò, dunque, pertanto, allora ecc.), esplicative (cioè, ossia, in altri termini, infatti), di esemplificazione ( per esempio), di ampliamento dell’informazione (inoltre, anche, oltre a ciò); gli avverbi e le locuzioni avverbiali di tempo e di luogo (qui, prima, dopo, nel frattempo, a nord, poco sopra, piú avanti, vicino a quel luogo ecc.). • I connettivi che esplicitano l’organizzazione del testo sono tutte quelle espressioni che mettono in evidenza l’ordine con il quale sono presentati i fatti o gli elementi di un’esposizione (in primo luogo... in secondo luogo, a questo punto ci occuperemo di... ecc.).

• La ripresa di un termine noto può avvenire: • mediante una ripetizione; • mediante un pronome (egli, costui, essi, ciò ecc.); • mediante una sostituzione lessicale (un sinonimo, un iperonimo, un iponimo), una •

definizione, oppure un nome generale ( fatto, evento, elemento, fenomeno, concetto ecc.) che può racchiudere un intero blocco testuale; mediante l’ellissi, cioè tacendo un termine, per esempio il soggetto, quando questo può essere ricavato dall’espressione precedente o successiva.

La lunghezza di un testo può essere variabile: essa va dalla brevità di semplici cartelli come Vietato fumare, Affittasi, Chiuso, alla lunghezza media di un articolo giornalistico, di un racconto, di una poesia, fino a opere di ampio respiro come romanzi, poemi, saggi ecc. Anche la singola voce di un dizionario o di un’enciclopedia, il capitolo di un romanzo, un brano tratto da un articolo, da un racconto, da un saggio e utilizzato per uno specifico scopo sono testi. In conclusione possiamo affermare che la comunicazione, scritta o orale, in presenza o a distanza, può avvenire soltanto attraverso i testi. Passiamo adesso dalla teoria alla pratica, osservando alcuni tipi di testo per verificare se in essi ricorrono le caratteristiche sopra elencate, a eccezione del contesto di cui parleremo piú avanti. Cominciamo da un semplice cartello informativo, di quelli che solitamente si trovano all’esterno dei bar o dei ristoranti, che recita cosí: © G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione

001-024_Nuovo.indd 7

14-01-2011 17:02:07


Leggere perché

8

Edward Hopper, Automat, 1927. Des Moinez, Art Center.

QUESTO LOCALE È CHIUSO PER TURNO IL MARTEDÍ

Pur nella sua brevità esso costituisce un testo completo perché:

• contiene tutte le informazioni che il proprietario del negozio ha ritenuto di dover dare ai clienti per informarli sul giorno di chiusura del suo esercizio;

• è racchiuso entro precisi confini; • è coerente; • rispetta i principi della coesione formale, ovvero quelle regole grammaticali e sintattiche della lingua italiana (correttezza ortografica, concordanza fra soggetto e predicato ecc.) che permettono di comprendere i rapporti tra le parole del testo.

Esaminiamo adesso un testo un po’ piú ampio del precedente, tratto dalla «Settimana enigmistica»: Nelle zone montagnose della Birmania meridionale è stanziata la popolazione dei Padaung, le cui donne usano come ornamento pesanti anelli di ottone intorno al collo che formano collane alquanto alte. Esse determinano una particolare deformazione del collo che si allunga esageratamente. Questo fatto ha dato origine all’appellativo di «donne giraffa».

Anche in questo caso:

• il testo nasce da un’intenzione comunicativa: l’autore ha voluto dare ai lettori una no•

tizia curiosa; è racchiuso entro precisi confini: ha un inizio e una fine chiaramente riconoscibili, anche perché segnalati dal riquadro che contiene il testo; © G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione

001-024_Nuovo.indd 8

14-01-2011 17:02:18


Leggere perché

9

• fornisce un’informazione sintetica ma completa; • è coerente sul piano logico: i contenuti si succedono in modo che, partendo dall’infor-

mazione iniziale, ogni segmento del discorso si leghi logicamente al precedente e al successivo; Nelle zone montagnose della Birmania meridionale è stanziata la popolazione dei Padaung (informazione iniziale)

le cui donne usano come ornamento pesanti anelli di ottone intorno al collo

che formano collane alquanto alte.

Esse determinano una particolare deformazione del collo

che si allunga esageratamente

Questo fatto ha dato origine all’appellativo di «donne giraffa».

• la progressione dell’informazione dal primo al quinto blocco avviene mediante prono-

mi (le cui, che, esse, che) che riprendono espressioni precedenti; il sesto blocco è legato al quinto dal nome generale fatto che racchiude l’intero contenuto dei blocchi precedenti;

• tutte le parole sono legate tra loro da corretti rapporti sintattici che permettono di esplicitare a livello linguistico la coerenza logica del testo.

Supponiamo adesso che la stessa informazione sia data da qualcuno che, non avendo molta familiarità con i testi, scriva cosí: Nelle zone montagnosi della Birmania meridionale sono stanziata la popolazione dei Padaung, delle quali donne usa come ornamento pesanti anelli di ottone intorno al collo che formano collane alquanto alte. Esse determinano una particolare deformazione del collo che non ha dato origine all’appellativo di «donne giraffa».

Perché, pur trovandoci in presenza piú o meno delle stesse parole, ci accorgiamo subito che qualcosa non funziona? Il fatto è che ciascuno di noi, da quando impara a parlare, acquisisce via via quella che si chiama una «competenza linguistica innata», cioè apprende immediatamente che le parole devono essere messe insieme in un certo modo se vogliamo che trasmettano un messaggio. Poi, man mano che apprendiamo le regole e riflettiamo sulla lingua, ci rendiamo conto di come devono essere organizzati gli elementi che la compongono. Cosí possiamo capire che cosa non ha funzionato nel testo che abbiamo appena esaminato e perché la comunicazione non è passata. In effetti, le parole, prese una per una, © G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione

001-024_Nuovo.indd 9

14-01-2011 17:02:22


Leggere perché

10

sono formalmente corrette e hanno un preciso significato, ma i legami sintattici e logici sono venuti meno. Infatti:

• l’aggettivo montagnosi è maschile e quindi non concorda con il sostantivo a cui si riferisce, zone, che è femminile;

• il verbo sono stanziata non concorda con il soggetto popolazione; • il pronome relativo delle quali non lega correttamente le due proposizioni; • il verbo usa non ha un soggetto; • il pronome esse non concorda con il termine anelli contenuto nella proposizione precedente al quale dovrebbe logicamente riferirsi;

• nell’ultima affermazione fra la premessa − Esse formano collane alquanto alte e determinano una particolare deformazione − e la conseguenza − che non ha dato origine all’appellativo di «donne giraffa» − manca il legame logico.

Quello che abbiamo appena letto, dunque, non è piú un testo, poiché non ubbidisce alle regole logiche e sintattiche della lingua italiana. Volendo riprendere e sintetizzare quanto abbiamo fin qui esposto, diremo che un testo:

• ha lo scopo di comunicare qualcosa; • è delimitato da precisi confini, cioè ha un inizio e una fine ben definiti; • è completo sul piano dell’informazione, coerente sul piano logico e corretto a livello formale, cioè rispetta le regole della lingua nella quale è espresso.

2.3

Il contesto Qualunque atto comunicativo non può avvenire nel vuoto assoluto, ma si colloca all’interno di un contesto che lo rende riconoscibile e concreto. Il contesto è tutto ciò che sta intorno al testo e ne chiarisce e completa il significato. Si possono distinguere tre tipi di contesto.

• Contesto linguistico: è formato dall’insieme delle parole che costituiscono un testo e

che permettono di conferire a ciascun termine la natura sintattica e il significato preciso, eliminando possibili ambiguità. Per esempio, nella frase Quando sono in villeggiatura faccio tutti i giorni una passeggiata salutare, è il contesto linguistico che permette di capire che la parola salutare è un aggettivo e non una forma verbale all’infinito. • Contesto situazionale: è la situazione nella quale si svolge la comunicazione, che spesso condiziona la forma del messaggio. Per esempio, il primo dei testi che abbiamo esaminato a pag. 8: Questo locale è chiuso per turno il martedí, acquista un preciso significato proprio perché è collocato in un determinato luogo: un bar, un ristorante, un negozio. Fuori da quel contesto non avrebbe senso. Anche la forma espressiva del secondo testo presentato a pag. 8 è strettamente dipendente dal contesto: si tratta, come abbiamo visto, di una notizia contenuta in una pagina della «Settimana enigmistica» che raccoglie curiosità provenienti da tutte le parti del mondo. Da qui la brevità del testo. Se la stessa informazione fosse stata data in un manuale di geografia o in un articolo giornalistico sarebbe risultata certamente piú ampia e ricca di particolari. La situazione in cui avviene la comunicazione permette anche di dare un preciso significato a un termine polivalente. Se, ad esempio, una persona sta trafficando con una presa elettrica e un’altra le si rivolge dicendo «Attenzione alla corrente!», è chiaro che la parola corrente, in questo contesto situazionale, indica la corrente elettrica e non la corrente d’aria o la corrente di un fiume o del mare. © G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione

001-024_Nuovo.indd 10

14-01-2011 17:02:22


Leggere perché

11

• Contesto storico-letterario: è la situazione storica e culturale all’interno della qua-

le viene prodotto un testo. Conoscere questo contesto è di fondamentale importanza per comprendere qualunque tipo di testo, in particolare quello letterario.

2.4

La comunicazione e le funzioni della lingua Come abbiamo fin qui visto, la principale forma di comunicazione tra gli individui è quella verbale che avviene attraverso testi scritti o orali collocati in un preciso contesto. Perché si verifichi un qualsiasi processo comunicativo, occorrono sei elementi, che sono stati individuati e definiti dal linguista Roman Jakobson. Essi sono:

• • • • • •

emittente: chi trasmette il messaggio; destinatario: la persona o le persone a cui il messaggio è rivolto; messaggio: l’insieme di parole, suoni, immagini che costituisce il testo; referente: la persona, la cosa, la situazione su cui verte il messaggio; codice: il linguaggio nel quale è espresso il messaggio; canale: il mezzo attraverso il quale passa il messaggio (la carta, se si tratta di un testo scritto, l’aria, se la comunicazione avviene oralmente, le onde elettromagnetiche, se si tratta di comunicazione telefonica o televisiva, il cavo a fibre ottiche, se il mezzo è internet e cosí via).

Per riconoscere in concreto i sei elementi della comunicazione, immaginiamo un contesto situazionale di questo tipo: due ragazzi, che chiameremo Carlo e Giovanni, osservano una moto posteggiata sotto la casa del loro amico Antonio. Carlo dice a Giovanni: «Vedi? Quella è la moto nuova che Antonio ha ricevuto in regalo per il suo compleanno».

In questo atto di comunicazione: • Carlo è l’emittente; • Giovanni è il destinatario; • l’insieme delle parole pronunciate da Carlo, che costituiscono un breve testo, è il messaggio; • la moto di Antonio è il referente, cioè la cosa di cui si parla; • la lingua italiana è il codice; • l’aria attraverso la quale passano le parole è il canale. Ogni comunicazione nasce da una precisa intenzione: questo vuol dire che chi trasmette un messaggio, sia verbale sia non verbale, si propone di raggiungere una certa finalità (informare, persuadere, esprimere opinioni o sentimenti, dare o chiedere consigli, chiedere qualcosa ecc.) e, di conseguenza, oltre a rispettare le regole fondamentali della testualità, costruisce il suo messaggio nella maniera che ritiene piú efficace per il raggiungimento dello scopo che si è prefissato. Si definiscono funzioni della lingua le diverse modalità espressive utilizzate nella creazione di un messaggio in relazione agli scopi che si vogliono raggiungere. Le funzioni della lingua sono in tutto sei e ciascuna di esse mette in risalto uno dei sei elementi della comunicazione. © G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione

001-024_Nuovo.indd 11

14-01-2011 17:02:24


Leggere perché

12

Vediamo nella tabella che segue gli stretti rapporti che legano le funzioni della lingua, gli elementi della comunicazione, i messaggi e gli scopi che con essi si intende raggiungere. Funzione della lingua

Elemento della comunicazione messo in rilievo

Scopo

Messaggio

referenziale

referente

informare

Domani pioverà

emotiva

emittente

esprimere opinioni, sentimenti

Che gioia incontrarti dopo tanto tempo

conativa

destinatario

dare ordini, consigli, chiedere qualcosa

Non dimenticare di mettere il casco quando vai in moto

fàtica

canale

mantenere il contatto, verificare se la comunicazione passa dall’emittente al destinatario

Mi stai ascoltando? Hai capito?

metalinguistica

codice

spiegare il funzionamento della lingua

Repubblica si scrive con due b

poetica

messaggio

comporre un testo letterario

E s’aprono i fiori notturni nell’ora che penso ai miei cari Sono apparse in mezzo ai viburni le farfalle crepuscolari

Tutti i brevi messaggi riportati a mo’ di esempio sono dei testi e quindi sono accomunati dalle stesse caratteristiche: unità, completezza, coerenza, coesione. Ciascuno di essi, però, differisce dagli altri per il modo in cui è costruito e per lo scopo che si propone di ottenere. Il messaggio a funzione referenziale scaturisce dall’esigenza di dare un’informazione e quindi mette in risalto il referente (la cosa di cui si parla; in questo caso le condizioni del tempo); è oggettivo, infatti non contiene opinioni personali dell’emittente; è costruito con verbi all’indicativo, prevalentemente alla terza persona, e con un linguaggio in cui ricorrono parole semplici e chiare e, talora, anche termini tecnici. Sono a funzione referenziale tutti i testi che hanno lo scopo di informare con la massima oggettività: per esempio, le enciclopedie, le brevi di cronaca, i testi a carattere divulgativo, i verbali, le descrizioni scientifiche ecc. Il messaggio a funzione emotiva, invece, privilegia l’espressione della soggettività e mette in primo piano l’emittente, che manifesta le sue opinioni, i suoi sentimenti, le sue sensazioni, esprime il suo punto di vista su cose, persone, situazioni. Le caratteristiche formali dei testi a funzione emotiva sono i verbi al congiuntivo o al condizionale, ma anche all’indicativo, aggettivi e avverbi dai quali traspare il giudizio dell’emittente, un lessico vivace ed espressivo, la presenza di forme esclamative e interrogative e di interiezioni, l’uso della prima persona. La funzione emotiva è presente nei diari, nelle lettere, negli scritti satirici e polemici, nelle opere autobiografiche, nelle descrizioni soggettive. Il messaggio a funzione conativa è costruito con lo scopo di agire sul destinatario per dargli un ordine, un consiglio, per indurlo a fare qualcosa. Caratteristiche di questo tipo di testi sono l’uso di forme verbali all’imperativo, oppure al congiuntivo esortativo e al condizionale per esprimere in modo piú attenuato un ordine, un consiglio, una richiesta, un divieto, o ancora al futuro e all’infinito adoperati con valore imperativo; il ricorso a espressioni di incitamento e di incoraggiamento e l’uso di verbi come ordinare, supplicare, invitare ecc. I testi © G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione

001-024_Nuovo.indd 12

14-01-2011 17:02:25


Leggere perché

13

nei quali viene adoperata questa funzione della lingua sono le leggi e i regolamenti, le istruzioni per l’uso di oggetti da montare, i foglietti che accompagnano i farmaci, le ricette di cucina, gli slogan pubblicitari o politici ecc. Il messaggio a funzione fàtica (dal verbo latino fari che vuol dire «parlare») ha lo scopo di mantenere il contatto fra gli interlocutori della comunicazione. Rientrano in questa funzione tutte quelle espressioni che servono per verificare se il messaggio è giunto al destinatario ed è stato da lui compreso o per riempire tempi vuoti e silenzi imbarazzanti (le stereotipate osservazioni sulle stagioni, sul clima ecc.), o ancora le formule di cortesia che ci si scambia quando si incontra un conoscente. Nel messaggio a funzione metalinguistica la lingua viene adoperata non per descrivere, narrare, illustrare le cose, ma per studiare e analizzare se stessa. Lo scopo di questo tipo di comunicazione è spiegare il funzionamento della lingua o illustrare la struttura e le caratteristiche di un testo. Si adopera pertanto una sintassi semplice e chiara, con prevalenza del modo indicativo e della terza persona e si fa ricorso a termini tecnici dell’ambito linguistico e letterario. Sono a funzione metalinguistica i dizionari, i libri di grammatica, i manuali divulgativi che insegnano come usare la lingua ecc. Il messaggio che è stato citato nello schema per esemplificare le caratteristiche della funzione poetica è l’inizio di una poesia di Giovanni Pascoli. Sono infatti le opere letterarie, in prosa e soprattutto in versi, quelle nelle quali questa funzione viene adoperata al suo massimo livello. Ma non sono le sole: si ricorre a questo modo particolare di adoperare la lingua anche negli slogan pubblicitari o elettorali, nei proverbi, nelle filastrocche, in certi titoli di articoli giornalistici a effetto, e persino nella comunicazione quotidiana, quando si sceglie un’espressione o una parola al posto di un’altra solo perché sta meglio, suona meglio, conferisce insomma una maggiore «bellezza» al messaggio. La funzione poetica consiste nell’adoperare la lingua sfruttandone tutte le possibilità espressive, da quelle ritmiche a quelle foniche, a quelle musicali, allo scopo di creare un messaggio che si distingua per la sua «bellezza formale». Naturalmente nei testi letterari questa ricercatezza non è fine a se stessa, ma è il mezzo principale attraverso il quale viene trasmesso il significato del messaggio. Per esempio, nei due versi di Pascoli sopra citati, è evidente l’uso della rima: cari/crepuscolari, notturni/viburni. La corrispondenza dei suoni non solo conferisce musicalità al componimento, ma potenzia il significato del messaggio. Infatti il legame che si viene a creare fra cari e crepuscolari, due parole distanti nel testo ma accostate dalla somiglianza di suoni, accentua la sensazione di malinconia che invade il poeta all’appressarsi

Lo slogan, mediante la figura retorica della consonanza, raggiunge lo scopo di destare l’attenzione degli adolescenti.

© G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione

001-024_Nuovo.indd 13

14-01-2011 17:02:29


Leggere perché

14

della notte, quando piú forte si fa il ricordo delle persone care scomparse. Le altre due parole legate dalla rima, notturni e viburni, con il ripetersi del suono scuro della u, fanno meglio percepire al lettore l’oscurità della notte evocata anche dal significato della parola notturni. Insomma un testo a funzione poetica riesce a dirci molto di piú di quello che ci comunicherebbe se lo stesso contenuto fosse espresso nel linguaggio quotidiano senza tutti quegli accorgimenti formali che permettono di vedere il mondo con occhi nuovi e ci fanno scoprire aspetti inconsueti anche in realtà familiari. Naturalmente questo «miracolo» si verifica solo quando la funzione poetica è adoperata nei testi letterari; negli altri casi (proverbi, slogan, filastrocche, titoli a effetto di quotidiani ecc.) il suo uso è solo strumentale. Si fa ricorso a essa esclusivamente per scopi pratici: per colpire l’attenzione, per agevolare la memorizzazione, per indurre ad acquistare un prodotto o a leggere un articolo e cosí via. È evidente che quando un testo è molto breve è costruito con un’unica funzione; se, invece, è ampio e complesso, al suo interno sono presenti piú funzioni, distribuite gerarchicamente, nel senso che una è quella dominante e le altre sono secondarie. Se, per esempio, prendiamo in considerazione la poesia di Pascoli, notiamo che la funzione dominante è quella poetica, alla quale si affianca la funzione emotiva: l’autore, infatti, usa la prima persona per esprimere le proprie sensazioni al calar della notte. Allo stesso modo in un racconto o in un romanzo, accanto alla funzione poetica, che sarà predominante, dato che si tratta di opere letterarie, si potrà avere la funzione emotiva, se il personaggio esprime in modo fortemente soggettivo emozioni e sentimenti, o quella referenziale se la narrazione è condotta con tono neutro, oggettivo, volutamente distaccato.

3

Testi letterari e testi d’uso Fino a questo momento abbiamo parlato del testo in generale, senza fare alcuna distinzione fra testo letterario e testo non letterario o testo d’uso. È giunto il momento di soffermarci sulle differenze fra queste due categorie di testi che, pur accomunati da alcuni elementi di base, sono diversi nella forma e negli scopi della comunicazione. È evidente che qualsiasi lettore di media cultura, posto di fronte a un testo, sa intuitivamente riconoscere se si tratta di un testo letterario o non letterario. Sappiamo tutti, infatti, che un romanzo, un racconto, una poesia, un’opera teatrale sono testi letterari, mentre un articolo giornalistico, una cronaca, un saggio scientifico fanno parte dei testi non letterari o testi d’uso. Tuttavia non è altrettanto facile comprendere e spiegare in che cosa consiste la letterarietà di un testo, cioè quel miscuglio di componenti che lo rendono diverso da qualsiasi altro. Proviamo allora a ragionare su questo aspetto, prendendo in considerazione i seguenti elementi:

• scopo; • linguaggio; • modalità di lettura; • funzione della lingua; • rapporto forma-contenuto; • argomento. • Cominciamo dallo scopo: chi scrive un testo letterario è spinto dal desiderio di creare

qualcosa che, con la sua «bellezza», procuri piacere sia a chi legge sia allo stesso autore. Non si propone dunque scopi pratici, bensí estetici. Chi invece scrive un testo non © G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione

001-024_Nuovo.indd 14

14-01-2011 17:02:30


Leggere perché

15

letterario, o d’uso, intende realizzare qualcosa che abbia un’utilità pratica, si propone cioè di informare, persuadere, dare istruzioni, far conoscere la sua opinione su una certa questione ecc. • Il linguaggio in un testo letterario viene usato in tutte le sue possibilità espressive in modo che la parola, per i suoni che la costituiscono, per la sua collocazione all’interno del testo, per i riferimenti culturali che può evocare, acquisti una molteplicità di significati. Essa diventa polisemica – soprattutto in poesia – e quindi non deve essere interpretata solo nel suo significato di base, neutro, ma deve essere compresa in tutte le sfumature di senso che l’autore le ha attribuito. Viceversa, in un testo d’uso il linguaggio è sempre univoco, neutro: le parole hanno un significato unico e definito; qualsiasi ambiguità è bandita, poiché occorre che quel determinato messaggio giunga al lettore o all’ascoltatore nel suo peculiare e immodificabile significato. L’ordine del discorso non vuol comunicarci nulla che vada al di là del significato di base delle parole che trasmettono determinati concetti. • Da ciò si deduce che quando si legge un testo letterario non basta fermarsi al significato letterale delle parole, cioè al livello denotativo, ma occorre arrivare al livello connotativo, bisogna cioè «scoprire» tutto ciò che l’autore ha voluto dire scegliendo quella parola e non un’altra, collocandola in quel determinato punto del testo e non altrove, o anche conferendo a un testo una determinata struttura o rallentando in un certo punto il ritmo del racconto. La comprensione del testo d’uso scaturisce invece dal livello denotativo, ovvero dal significato di base delle parole che sono disposte secondo la normale successione logica. • In un testo letterario la funzione predominante sarà sempre quella poetica, alla quale potranno essere subordinate altre funzioni (emotiva, se si tratta di un componimento in cui l’autore esprime i suoi sentimenti, conativa, se si tratta di un testo a carattere esortativo ecc.); in un testo non letterario potrà essere predominante una delle altre funzioni della lingua: referenziale, emotiva, conativa, metalinguistica. Qualora dovesse essere presente anche la funzione poetica, questa sarà comunque subordinata alle altre. •  In un testo letterario occorre focalizzare l’attenzione sulla forma del contenuto, cioè sul modo in cui quel determinato contenuto è stato organizzato ed espresso, poiché è attraverso questa modalità che il messaggio veicola quel di piú di significato in cui consiste la letterarietà del testo. In un testo d’uso, invece, è il contenuto in quanto tale a essere messo in primo piano; la forma è funzionale a esso e ha un ruolo solo strumentale: costituisce, cioè, il mezzo attraverso il quale il contenuto giunge al destinatario. Il lettore non si sofferma su di essa se non per comprendere il significato delle parole. Al contrario in un testo letterario l’aspetto formale trattiene su di sé l’attenzione del destinatario, che è portato a osservare la scelta e la collocazione delle parole, il Filippo De Pisis, Natura morta con calamaio, 1951. Ferrara, Museo d’Arte loro suono, le immagini che esse evoContemporanea Filippo De Pisis. cano, e viene stimolato a interpretare © G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione

001-024_Nuovo.indd 15

14-01-2011 17:02:33


Leggere perché

16

il testo per scoprirne la molteplicità di significati. Per questo motivo il messaggio trasmesso da un testo letterario è autoriflessivo, mentre il messaggio trasmesso dal testo non letterario è transitivo: chi legge, infatti, lo «attraversa», puntando la sua attenzione sul contenuto. Quanto all’argomento, è bene precisare che non esistono contenuti letterari e contenuti non letterari. La distinzione fra questi due ambiti non riguarda l’argomento trattato, ma il modo in cui esso viene presentato. Mentre un testo d’uso, che ha uno scopo pratico, contiene tutte le informazioni necessarie alla finalità che l’emittente si è proposto, un testo letterario coglie particolari apparentemente insignificanti che assumono un valore simbolico, fa percepire determinate sensazioni, mette in luce aspetti inconsueti del mondo rappresentato e, proprio per questo, riesce a comunicare sentimenti e valori universali. Insomma lo stesso tema può essere affrontato in un testo d’uso e in un testo letterario con esiti completamente diversi. Per comprendere meglio questo aspetto, ci serviremo di un esempio.

Immaginiamo che un amico ci racconti un episodio che gli è capitato. La sua narrazione potrebbe avere questo tono. Qualche giorno fa stavo andando in automobile a trovare i miei amici Pablito e Nestor, quando mi venne in mente che forse non li avrei trovati in casa. Ero giunto nel punto in cui finisce la strada asfaltata e comincia una salita lunga e tortuosa in terra battuta ricoperta di ghiaia. Mi fermai a riflettere sul da farsi, anche perché quel sentiero mi faceva paura.

Vediamo adesso come lo stesso evento è raccontato da uno scrittore in un testo letterario. Ebbi, d’un tratto, la premonizione che Pablito e Nestor non fossero a casa. Ne fui tanto persuaso che arrestai l’automobile. Ero giunto là dove la strada asfaltata finiva; e intendevo riflettere se mi convenisse o no proseguire, quel giorno stesso, per la stessa strada ghiaiata, lunga, tortuosa, in salita, che conduceva al loro paese sperduto fra i monti del messico centrale. C. Castaneda, La trasformazione di Doña Soledad, in Il secondo anello del potere, Rizzoli, Milano, 1978.

Il primo testo si limita a fornire tutte le informazioni sull’evento e sullo stato d’animo del protagonista, procedendo ordinatamente secondo l’ordine cronologico dei fatti. Il testo letterario non ci dà l’informazione iniziale, cioè che l’emittente si sta recando a trovare due suoi amici, ma comincia nel bel mezzo dei fatti con un verbo al passato remoto, Ebbi, rafforzato dalla successiva locuzione avverbiale d’un tratto, che segue immediatamente il verbo spezzando il ritmo della frase. Chi legge prova quasi un sussulto, avverte che qualcosa di imprevisto e di spiacevole sta per verificarsi. Sensazione che trova conferma nel sostantivo premonizione. Sono bastate poche parole, sapientemente scelte e collocate nella frase, per comunicare al lettore una sorta di inquietudine. Subito dopo ci si accorge che l’evento preannunziato non ha nulla di inquietante: si tratta della possibilità che due persone, Pablito e Nestor, non siano a casa. Ma proprio questo contrasto fra il tono drammatico e la banalità dell’evento stuzzica la curiosità del lettore, che comincia a chiedersi chi siano queste persone e dove abitino. L’autore a questo punto non ci dà le informazioni che vorremmo conoscere, ma ci dice che il personaggio si ferma a riflettere. Poi © G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione

001-024_Nuovo.indd 16

14-01-2011 17:02:37


Leggere perché

17

descrive il luogo dell’azione: una strada ghiaiata, lunga, tortuosa, in salita che conduce a un paese sperduto tra i monti del Messico, allontanandosi dalla civiltà rappresentata da due simboli: l’asfalto e l’automobile. L’autore non ci dice niente sullo stato d’animo del personaggio che invece nel primo testo era stato esplicitato: quel sentiero mi faceva paura. Eppure noi sentiamo che il personaggio è inquieto e impaurito e anche noi proviamo la stessa sensazione. In conclusione, laddove il testo non letterario enuncia esplicitamente sensazioni e stati d’animo, senza riuscire a comunicare emozioni, il testo letterario, grazie a particolari accorgimenti stilistici, ci fa provare le sensazioni descritte, lasciando spazio all’immaginazione e coinvolgendo il lettore nell’atmosfera della storia. Inoltre, mentre un testo non letterario ha un’utilità pratica, tutto ciò che è prodotto nell’ambito della letteratura e dell’arte, se considerato dal punto di vista pratico, è superfluo, inutile, ma proprio questa inutilità lo rende indispensabile alla vita dell’uomo che, nella letteratura come nell’arte, raggiunge il pieno appagamento del suo spirito, trova conforto nei momenti di tristezza, arricchisce e dilata la sua esistenza, intreccia un dialogo al di là dello spazio e del tempo.

3.1

Testo letterario

Testo non letterario

Scopo: estetico

Scopo: pratico

Linguaggio: polisemico

Linguaggio: univoco

Funzione: poetica

Funzione: referenziale, conativa ecc.

Messaggio: autoriflessivo

Messaggio: transitivo

Modalità di lettura: piano connotativo

Modalità di lettura: piano denotativo

Le tipologie testuali Per orientarsi nell’universo dei testi, non basta distinguere i testi letterari da quelli d’uso; infatti, ogni testo, sia che appartenga all’ambito letterario sia che rientri fra i testi non letterari, va ricondotto, in base al modo in cui è costruito e anche al suo contenuto, a una tipologia piú specifica. Le tipologie nelle quali gli studiosi suddividono i testi sono cinque: descrittivi, narrativi, espositivi, argomentativi, regolativi.

I testi descrittivi I testi descrittivi, servendosi delle parole, fanno «vedere» una determinata realtà (persone, luoghi, oggetti, stati d’animo, sensazioni ecc.), cogliendola in un momento della sua esistenza e privilegiando la dimensione spaziale rispetto a quella temporale. Un testo descrittivo, infatti, dà una visione sincronica (dal greco sún-chrónos, che significa «nello stesso tempo») del mondo rappresentato in quanto presenta oggetti o elementi che coesistono nello stesso tempo – anche se vengono descritti in successione – ma sono disposti variamente nello spazio. La descrizione può procedere dal generale al particolare o dal particolare al generale. Nel primo caso si comincia col dare un’immagine complessiva e poi ci si sofferma sulle singole caratteristiche. Nel secondo si analizzano prima i particolari, suscitando in tal modo la curiosità del destinatario, e solo alla fine si presenta l’oggetto della descrizione, creando talvolta un effetto sorpresa. © G. D'Anna Casa editrice. Vietate la riproduzione e la diffusione

001-024_Nuovo.indd 17

14-01-2011 17:02:38


Facciamo testo plus - Preview