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conoscenze

unità

unità

9

abilità

Descrivere f Le caratteristiche dei testi

f Progettare una descrizione

descrittivi f Tecniche di progettazione e stesura dei testi descrittivi

adeguata a scopo, destinatario, modalità f Scrivere un testo descrittivo chiaro, variato, efficace

10 Narrare f Le caratteristiche dei testi

f Scrivere una cronaca completa,

narrativi f Il diario, la cronaca, il racconto f Le strutture del racconto

f Ideare e scrivere un racconto

concisa, chiara, oggettiva piacevole e interessante

11 Scrivere istruzioni e regolamenti f Le caratteristiche dei testi

f Impartire istruzioni in modo

regolativi f Istruzioni e regolamenti f Testi a struttura rigida

f Compilare un modulo

chiaro e ordinato f Redigere una domanda

o un curriculum vitae

unità

12 Esporre f Le caratteristiche dei testi

espositivi f La struttura di verbali, schede, relazioni f Il processo di ricerca

unità

f Scrivere un testo espositivo

chiaro e informativo f Scrivere verbali, schede, relazioni f Progettare, svolgere,

documentare una ricerca

13 Argomentare f Le caratteristiche dei testi

f Costruire un’argomentazione

argomentativi f Le tecniche argomentative

f Prevedere e confutare obiezioni f Scrivere un testo argomentativo

articolato e convincente

unità

IV

« competenze

unità

sezione

Le tipologie testuali

14 Testi di tipologia mista f Le caratteristiche di saggio breve

f Progettare e scrivere un saggio

e lettere, e-mail, pagine Web, recensioni, riassunti f L’analisi testuale

f Scrivere lettere formali e

breve informali, e-mail, pagine Web, recensioni, riassunti f Analizzare un testo letterario

Cittadinanza Comunicare Acquisire e interpretare l’informazione Asse dei linguaggi Leggere, comprendere, interpretare testi di vario tipo Produrre testi di vario tipo in relazione ai differenti scopi comunicativi


224

9 Descrivere 1 Le caratteristiche del testo descrittivo pagina

230

I testi descrittivi presentano cose, animali, persone, luoghi, situazioni, in modo da suscitare in chi legge o ascolta un’immagine mentale dell’oggetto descritto. Le descrizioni, anche se raramente costituiscono testi autonomi, sono frequenti sia nel parlato sia nello scritto. Parti descrittive compaiono spesso, ad esempio, in manuali illustrativi, cataloghi, guide turistiche, libri d’arte, enciclopedie, relazioni, testi geografici e scientifici, racconti e romanzi. Per imparare a riconoscere le caratteristiche di un testo descrittivo leggi con attenzione il seguente brano. Il Laburnum anagyroides, noto come maggiociondolo, appartiene alla famiglia delle Fabacee; cresce in tutta Italia, a eccezione delle isole, da zero a ottocento metri di quota. È un alberello deciduo, alto 6-7 m, con chioma irregolare; è molto tossico per la presenza in quasi tutte le sue parti, ma soprattutto nei semi, dell’alcaloide citisina. Tronco: diritto, è rivestito da una corteccia liscia, di colore verde. Foglie: alterne, con un lungo picciolo, sono formate da tre foglioline ovali, lunghe fino a 6 centimetri. Fiori: corolle papilionacee (a forma di farfalla) gialle e profumate, con vessillo (petalo superiore) internamente striato di rosso; raccolte in racemi penduli, lunghi 20-25 cm, sono presenti in maggio-giugno. Frutti: legumi bruni, lunghi circa 5 cm, dapprima pubescenti, in seguito glabri.

Un testo o una sequenza descrittiva si distingue per alcune precise e fondamentali caratteristiche: ▶ si riferisce a un oggetto ben individuabile (il maggiociondolo); ▶ illustra le proprietà dell’oggetto con particolari concreti e specifici (l’aspetto generale, la tossicità, l’aspetto di tronco, fiori, foglie e frutti); ▶ le informazioni sono presentate in modo chiaro e ordinato (prima l’aspetto generale, poi le specificità delle singole parti); ▶ contiene molti aggettivi, che individuano con precisione le caratteristiche dell’oggetto e delle sue parti (alberello deciduo, chioma irregolare, tronco diritto); ▶ il lessico è preciso e specifico, talvolta tecnico (Fabacee, deciduo, alcaloide citisina); ▶ la struttura sintattica è scorrevole, basata per lo più su frasi semplici; ▶ i verbi si riferiscono soprattutto a qualità e sono al presente (appartiene, cresce, è). Da un punto di vista logico, i testi descrittivi si distinguono facilmente da altre tipologie testuali. L’affinità maggiore è con i testi espositivi, poiché entrambi si occupano di oggetti o fenomeni. Tuttavia le descrizioni ne illustrano le caratteristiche (com’è), mentre i testi espositivi li spiegano (perché è così).


unità 9 | Descrivere

225

Le caratteristiche dei diversi tipi testuali sono riassunte nella tabella. TIPOLOGIA TESTUALE

ARGOMENTO

ORGANIZZAZIONE LOGICA

DOMANDE GUIDA

testi descrittivi

fenomeni

spazio

Che cos’è? Com’è fatto?

testi narrativi

eventi

tempo

Che cosa è successo?

testi regolativi

comportamenti

regole e procedimenti

Che cosa bisogna fare?

testi espositivi

comprensione di fenomeni

relazioni logiche

Perché è così?

testi argomentativi

discussione di fenomeni

opinioni e giudizi

Che cosa ne penso?

Una descrizione efficace deve permettere a chi legge di individuare le caratteristiche fondamentali dell’oggetto descritto: sarà perciò ricca di particolari concreti, ordinata, chiara e precisa. Per scrivere una descrizione efficace, quindi, occorre: ▶ determinare il tipo di oggetto da descrivere; ▶ scegliere i particolari più significativi; ▶ organizzare le informazioni; ▶ sviluppare le informazioni in forma agile e chiara.

2 Gli oggetti della descrizione pagina

232

Le caratteristiche di una descrizione sono in qualche misura determinate dal suo oggetto: non solo descriviamo in modo diverso una casa rispetto a una persona, ma descriviamo differentemente un oggetto specifico rispetto a una classe di oggetti. Gli oggetti della descrizione possono essere reali, ideali, immaginari. Osservane le caratteristiche specifiche nella tabella.

OGGETTO

PROPRIETÀ

ESEMPIO

reale

Descrive un oggetto specifico, realmente esistente, nominando gli elementi che lo distinguono da tutti gli altri dello stesso tipo, cioè le sue proprietà distintive.

Il mio gatto è piuttosto grande, ha il mantello tigrato grigio scuro, il pelo fitto, gli occhi verdi. La coda, lunga e folta, ha un piccolo difetto: la punta piega lievemente a sinistra.

ideale

Descrive le caratteristiche di una classe di oggetti, presentando gli elementi comuni all’intera classe, cioè le loro proprietà tipiche.

Il gatto birmano ha un aspetto generale simile al siamese, ma la pelliccia è semilunga e morbida. Ha occhi azzurri, mascherina e orecchie scure, zampe guantate di bianco.

immaginario

La descrizione è tratta da un’opera d’invenzione e descrive un oggetto inesistente; può essere verosimile o più o meno fantastica.

Il gatto del Cheshire a prima vista sembrava un normale felino, ma aveva due strane abitudini: sapeva sorridere e, soprattutto, era capace di rendersi invisibile, sparendo a cominciare dalla coda.

Le descrizioni di oggetti immaginari, in base alla situazione, possono essere analoghe a quelle di oggetti reali, come nell’esempio, o a quelle di oggetti ideali: pensa, ad esempio, alla descrizione di una razza extraterrestre in un romanzo di fantascienza.

2.1 Osservare l’oggetto: i cinque sensi Per individuare le caratteristiche significative di un oggetto, dobbiamo in primo luogo osservarlo con cura, concentrando la nostra attenzione anche sugli aspetti che sfuggono a un’analisi superficiale. Gli strumenti di cui ci serviamo sono i cinque sensi: la vista, l’udito,


sezione IV | Le tipologie testuali

226

l’olfatto, il tatto, il gusto. Tra di essi i più sviluppati, senza dubbio i canali privilegiati attraverso i quali la specie umana percepisce la realtà, sono la vista e l’udito. Ma anche gli altri sensi possono offrirci molte informazioni importanti. La scelta del canale sensoriale da privilegiare dipende naturalmente dall’oggetto della descrizione: per descrivere una stoffa usiamo soprattutto la vista e il tatto; per descrivere un cibo usiamo invece la vista, il gusto e l’olfatto. Una descrizione che si serve di più canali sensoriali permette una ricostruzione globale della realtà. Per trovare le idee che ti serviranno per descrivere un oggetto, osservalo attentamente, cercando di utilizzare, se possibile, tutti i sensi, e raccogli le tue osservazioni in una scheda simile alla seguente: LITCHI (CILIEGIA CINESE) Forma

tondeggiante o ovoidale, con la base un po’ più grossa, ricorda un piccolo cuore

Dimensioni

grandezza all’incirca di una noce (2-3 cm)

Colore

sottile buccia da rosa a rosso vivo; polpa bianca traslucida

Seme

al centro del frutto, un grande seme allungato, di forma ovale, ricoperto di una pellicola bruna lucida

Odore

il frutto tagliato emana un delicato profumo di moscato e rosa

Tatto

la buccia è rugosa, ricoperta da tubercoli che lo fanno assomigliare a una piccola pigna

Consistenza

il frutto ben maturo è leggermente cedevole al tatto; la polpa è carnosa e succosa

Gusto

dolce, con sentore di rosa, senza alcuna nota di acidità

3 Come scegliere i particolari pagina

234

3.1

Ci sono numerosi modi per descrivere il medesimo oggetto: la descrizione può essere stringata e limitata a pochi aspetti essenziali, oppure ampia e dettagliata; alcuni particolari possono essere esaminati a fondo, mentre altri vengono appena nominati o addirittura tralasciati. La descrizione migliore non è quella più completa, ma quella più adatta alla situazione comunicativa, e in particolare allo scopo, al destinatario e alla modalità scelta.

Lo scopo Dal punto di vista dello scopo comunicativo, le descrizioni possono essere distinte in informative, persuasive, espressive, le cui caratteristiche fondamentali sono riassunte nella tabella.

TIPO DI DESCRIZIONE

SCOPO

CARATTERISTICHE

LINGUAGGIO

informativa

far conoscere o identificare l’oggetto

completa e accurata, si presenta ricca di particolari concreti

neutro, preciso, talvolta tecnico, senza giudizi personali

persuasiva

trasmettere un’immagine positiva o negativa dell’oggetto

seleziona e nomina solo i espressivo, evocativo, particolari utili a raggiungere con termini connotati lo scopo negativamente o positivamente

espressiva

comunicare le emozioni e sensazioni dell’emittente

seleziona e nomina i particolari che colpiscono chi scrive

espressivo, ricco di termini che evocano la sensazione dominante


unità 9 | Descrivere

3.2

227

Il destinatario Una descrizione efficace tiene conto del destinatario. Quando si descrive un oggetto, non solo si tralasciano i particolari che egli conosce già, ma soprattutto si prendono in considerazione i suoi interessi e le sue aspettative. Inoltre, il linguaggio viene adattato in base alle sue conoscenze e competenze. Confronta le due descrizioni del ritratto più celebre del mondo, la Gioconda di Leonardo da Vinci: hanno entrambe scopo informativo, ma, rivolgendosi a destinatari con aspettative e competenze diverse, sono profondamente differenti nella scelta dei particolari e nel linguaggio. 1. Il dipinto di Leonardo da Vinci, che raffigura Lisa Gherardini, meglio nota come La Gioconda o Monna Lisa, era il pezzo forte della collezione di Francesco I. Qui emergono la delicata definizione della figura, la luce vaporosa e serena, il sorriso enigmatico e il gesto aggraziato. 2. La qualità pittorica del busto-ritratto all’antica è altissima, un’opera senza precedenti nel campo della ritrattistica per la forte introspezione psicologica che il volto esprime anche in virtù di quel sardonico sorriso. Il dipinto è pervaso da una luce tonale, calda e diffusa, che circonda allo stesso modo tutti gli elementi in esso figurati, l’incarnato, le vesti, le acque, le rocce, l’atmosfera. Il busto, visto di tre quarti, sfugge verso il fondo, la dama siede in una loggia di cui si può rimirare sulla sinistra la base di una colonna. Il paesaggio che si profila dietro le spalle è costituito da acque e montagne che sembrano di un ambiente glaciale e remoto.

Il primo brano è tratto da una guida turistica, i cui destinatari non possiedono specifiche competenze; il testo contiene gli elementi sufficienti per presentare l’oggetto e sottolinearne l’interesse; il linguaggio è semplice, privo di termini tecnici. Il secondo brano è invece tratto da una monografia (cioè un saggio) rivolta a persone colte, dotate di competenze tecniche. La descrizione in questo caso è molto più precisa e dettagliata e si sofferma sia sugli elementi compositivi sia sulle principali caratteristiche pittoriche; il linguaggio è talvolta tecnico.

3.3

Descrizione oggettiva e descrizione soggettiva Lo scopo e il genere di testo determinano la scelta tra due modalità di descrizione: oggettiva o soggettiva. Osserva la tabella.

SCOPO

TIPOLOGIE TESTUALI

CARATTERISTICHE

ESEMPIO

descrizione oggettiva

informativo

testi scientifici, tecnici e divulgativi, manuali, enciclopedie, guide, cataloghi; presenta un’immagine fedele, obiettiva ed esatta della realtà, senza interpretazioni personali; il linguaggio è neutro, preciso, con eventuali termini tecnici

La fortezza di Exilles rappresenta una struttura complessa, costruita su muraglie profonde dai tre agli otto metri, resa quasi imprendibile dal fatto che i vari corpi di fabbrica erano resi indipendenti gli uni dagli altri, divisi da tagliate e fossati, collegati fra di loro da ponti mobili, difesi da feritoie e da caponiere. Alle varie parti dell’edificio erano assegnate funzioni diverse: la piazza d’armi, l’ospedale, un pozzo per raccogliere l’acqua sorgiva profondo 70 metri, il cortile detto «delle Galere», la cappella, i magazzini, le polveriere e, ovviamente, 74 cannoniere.

descrizione soggettiva

espressivo o persuasivo

testi letterari, autobiografie, articoli giornalistici, materiali pubblicitari; comunica una particolare interpretazione della realtà; nomina solo gli elementi più evocativi o funzionali allo scopo; usa un linguaggio espressivo, spesso ricco di similitudini, metafore, altre figure retoriche

Andavo a raccogliere gli ireos gialli in certe parti del forte, allora interrate perché prive di soffitto. Forse neppure mi rendevo conto allora che nascevano in una fortezza in disarmo, in cui alcuni soffitti erano miseramente precipitati, e i pavimenti ricoperti di terra portata dal vento. Ora il forte è stato restaurato, o meglio ricostruito; io tuttavia ritengo una fortuna aver vissuto il forte nel suo abbandono. Gli spazi informi, gli antri bui in cui ci si inoltrava con un poco di paura, il cuore in tumulto e la fantasia accesa dall’avventura, ripensando a storie a volte inventate a volte vere. Alla fine era bello emergere dall’oscurità nel sole primaverile con le braccia piene di ireos gialli, delicati ed effimeri, che già si disfacevano prima che arrivassimo a casa.


sezione IV | Le tipologie testuali

228

I requisiti essenziali di una descrizione oggettiva sono la completezza e la precisione: devono essere nominate le particolarità distintive, in modo chiaro e ordinato. Il requisito principale delle descrizioni soggettive è l’originalità: per comunicare al lettore le proprie sensazioni e la propria interpretazione della realtà, si deve partire da un’idea centrale suggestiva e inconsueta e scegliere i particolari più adatti a farla emergere.

4 Come organizzare le informazioni pagina

237

Una descrizione efficace non è un semplice elenco, per quanto preciso e completo, di particolari disparati; i diversi elementi devono essere unificati in una visione di insieme, organizzando le informazioni nel modo più adatto all’oggetto che stiamo descrivendo e all’effetto che vogliamo ottenere. L’esposizione può procedere secondo i seguenti tipi di ordinamento. ▶ Ordine logico. Dopo aver definito con precisione l’oggetto, se ne descrive l’aspetto generale; ci si sofferma poi sulle parti che lo compongono e sulle eventuali parti delle parti. Un testo organizzato in questo modo offre immediatamente una visione globale dell’oggetto, nella quale si inseriscono via via nuovi particolari. Per la sua chiarezza e precisione, l’ordine logico è assai usato nelle descrizioni informative e oggettive. ▶ Ordine spaziale. Gli oggetti sono descritti seguendo un itinerario visivo e spaziale. Lo sguardo si muove lungo un percorso lineare (dall’alto in basso, da destra a sinistra, dal primo piano allo sfondo) oppure si sposta più liberamente, soffermandosi su alcuni particolari. Una tecnica efficace è partire dai particolari meno significativi per guidare gradualmente l’attenzione sulla caratteristica più importante, che diviene così il centro unificante della descrizione. Ad esempio, nel seguente brano lo scrittore, dopo aver descritto i lineamenti e l’abbigliamento dell’uomo rappresentato nel ritratto, si concentra sui suoi occhi, cioè sull’elemento che rende il quadro singolare e inquietante. Un ritratto demoniaco Già da qualche minuto l’artista stava immobile davanti a un ritratto in una grande cornice. Si trattava di un vecchio con una faccia color bronzo, con forti zigomi, dall’aria scarnita; i lineamenti parevano essere stati colti in un istante di contrazione febbrile. L’uomo era drappeggiato in un abito asiatico. Più straordinari di tutti erano gli occhi: pareva che l’artista vi avesse messo tutta la forza del suo pennello e tutta la passione della sua arte. Essi guardavano, guardavano, si sarebbe detto, fuori dal ritratto, quasi distruggendone l’armonia con la loro strana vivezza.

Poiché percepiamo gli oggetti nella loro collocazione nello spazio, l’ordine spaziale è forse la più naturale e spontanea organizzazione di un testo descrittivo; questo procedimento è particolarmente efficace perché fa ripercorrere al destinatario lo stesso percorso visivo mediante il quale abbiamo preso coscienza della realtà. Si presta specialmente alla descrizione di oggetti di grandi dimensioni, paesaggi, ambienti, edifici, persone. ▶ Ordine cronologico. I particolari sono esposti uno dopo l’altro, nella successione in cui sono stati percepiti dall’osservatore. Questo procedimento, abbastanza raro nei testi descrittivi, è adatto per descrivere scene o oggetti in movimento.

4.1

Principi organizzatori soggettivi Le descrizioni con scopo persuasivo o espressivo [cfr. p. 226] sono spesso unificate, più che da un preciso ordine espositivo, da un principio organizzatore soggettivo, particolarmente adatto a trasmettere un’interpretazione personale.


unità 9 | Descrivere

Questa visione soggettiva è spesso l’idea centrale che guida la scelta dei particolari e delle parole, che si concentrano attorno a un nucleo di significato comune (sfera semantica). Ad esempio, nella seguente descrizione i particolari e i termini sottolineati hanno come idea unificante il degrado e la sporcizia: Dalla parte del cortile come da quella del giardino, l’aspetto di questo palazzo fantastico offriva tutto quello che la sporcizia parigina può offrire: tinteggiature scolorite, pezzi di muro ristuccati, vecchie pitture, iscrizioni fantastiche. Infine, il pubblico insudiciava enormemente i recinti verdi, sia quelli sul giardino sia quelli sul cortile. Così, da ambo le parti, una bordura infame e nauseabonda sembrava negare l’accesso delle gallerie alle persone delicate.

Altri principi organizzatori frequenti nei testi descrittivi sono la somiglianza e il contrasto. Le descrizioni basate su somiglianze e differenze sono usate nelle descrizioni informative per presentare oggetti poco familiari paragonandoli a oggetti già noti: Il moscardino è assai simile al ghiro, ma è molto più piccolo e ha il mantello color cannella, anziché grigio.

Le descrizioni basate sul contrasto sono invece molto usate nei testi letterari per presentare ambienti e personaggi: la contrapposizione di due o più oggetti molto diversi rafforza e mette in rilievo le reciproche caratteristiche.

5 La stesura pagina

241

5.1

Per la chiarezza e la leggibilità di un testo descrittivo è necessario mirare a una forma agile: la costruzione sintattica sarà semplice, lineare, ma variata; il lessico preciso, specifico, appropriato. Infatti le descrizioni sono ricche di informazioni e particolari: una forma pesante, ripetitiva, poco curata genera noia e confusione. Ecco alcune indicazioni per la stesura.

La sintassi La descrizione presenta una sintassi generalmente semplice, perché non esprime processi logici, ma proprietà. Sono molto frequenti le seguenti strutture sintattiche di base: ▶ c’è X: Nel parco c’è una statua.

▶ X è P (= predicato: un nome, un aggettivo, un complemento): La statua è una Diana. | La statua è antica. | La statua è di marmo.

▶ X ha Y: La statua ha un braccio rotto.

Per rendere meno monotona e più scorrevole questa struttura, occorre evitare le ripetizioni ed è consigliabile sostituire la struttura X ha Y con la struttura X con Y: Nel parco c’è una statua. È una statua antica, è una Diana, è di marmo, ha un braccio rotto. p Nel parco c’è una statua antica, una Diana di marmo con un braccio rotto.

229


230

sezione IV | Le tipologie testuali

La struttura X con Y è talvolta espressa dalle preposizioni a e da (un uomo con gli occhi azzurri/dagli occhi azzurri; una valigia con le ruote/a ruote). Per ottenere una descrizione più vivace si possono sostituire i verbi essere, stare con verbi dinamici: ▶ verbi di movimento: Il castello è sulla collina. p si erge

▶ verbi metaforici (di solito riferiti a esseri animati): Dietro la casa c’è un giardino. p si nasconde

5.2

I tempi verbali Nei testi descrittivi il tempo di base è in genere il presente: Il maggiociondolo è un alberello.

Tuttavia nelle descrizioni inserite in testi narrativi, come racconti e romanzi, o che si riferiscono al passato, di solito si usa il passato. Il tempo del passato tipico delle descrizioni è l’imperfetto (imperfetto descrittivo): Le mura cingevano da ogni lato l’abbazia.

5.3

I connettivi spaziali Nelle descrizioni di ambienti e paesaggi, e più in generale quando si sceglie l’ordine spaziale, è indispensabile definire con precisione le relazioni spaziali tra i vari elementi.

esercizi

Le posizioni reciproche dei particolari nominati sono indicate da connettivi spaziali: preposizioni (fra, sopra, sotto), avverbi (dove, là, vicino), locuzioni avverbiali (a destra, di fronte, in mezzo).

1

Le caratteristiche del testo descrittivo

1

analisi Analizza la sequenza descrittiva individuando l’oggetto della descrizione e sottolineando i particolari nominati.

La Brasileira do Chiado, uno dei più illustri caffè letterari di Lisbona, si trova nel cuore della città, nel quartiere ricostruito con criteri illuministici dal marchese di Pombal dopo il terremoto che nel 1755 distrusse Lisbona. E davanti al caffè, praticamente in mezzo ai tavoli della terrazza, da qualche anno è collocata la statua in bronzo del poeta che della Brasileira fu un affezionato habitué: Fernando Pessoa. È piuttosto raro che in una stessa città le statue di due poeti si trovino a pochi metri l’una dall’altra. Succede a Lisbona, e si può interpretare come un ottimo segno. L’elegante piazzetta dello Chiado, dove si trova la Brasileira, è infatti dedicata al poeta cinquecentesco Antonio Ribeiro Chiado, la cui piccola statua, anch’essa in bronzo, lo raffigura con una smorfia di scherno sul volto, come di scherno fu la sua poesia. A pochi metri da quel volto beffardo c’è il volto indecifrabile di Fernando Pessoa con un sorriso iro-


nico sulle labbra. Lo scultore Lagoa Henriques lo ha scolpito come se fosse davvero al caffè, seduto su una seggiola e con la gamba posata a sette sull’altra (una posizione disinvolta che stona con il personaggio). La Brasileira ha mantenuto praticamente la decorazione originaria: i tavoli, gli specchi, alcuni quadri. Il caffè espresso all’italiana è di ottima qualità, e prenderlo a un tavolo della terrazza, in compagnia di quel signore dal sorriso ineffabile, non capita tutti i giorni.

2

analisi e competenza lessicale Analizza il testo descrittivo sotto riportato, svolgendo le attività proposte. –

Indica l’oggetto della descrizione.

Sottolinea gli aggettivi che si riferiscono ai suoi diversi particolari.

Con l’aiuto del dizionario, trova e scrivi sul quaderno il significato dei termini tecnici evidenziati in grassetto.

Il kumquat (Fortunella margarita) è un arbusto un po’ spinoso che può raggiungere i tre metri d’altezza. Le ramificazioni sono abbondanti e folte. Le foglie sono persistenti, lucide, ovato-oblunghe, quasi intere al margine, picciolate. I fiori appaiono in estate, sono piccoli, bianchi e profumati, disposti all’ascella delle foglie dei rami dell’anno. I frutti sono dei piccoli esperidi di forma ovale, grandi da un’oliva a un uovo di quaglia, con scorza giallo-verde che diviene aranciata a maturazione, fitta di puntini ghiandolari infossati che racchiudono un olio molto meno amaro di quello della buccia di arance e mandarini. La polpa negli spicchi è acida finché non giunge a perfetta maturazione, e anzi conviene attendere che essa sia passata per gustare il frutto intero, buccia e polpa. Il kumquat è squisito al naturale se ben maturo. Il sapore del succo, leggermente acidulo, e della buccia finemente aromatica e dolce si amalgamano bene. È come mangiare gli agrumi con la buccia senza ritrovarsi le labbra brucianti.

3

riconoscimento Indica quali delle seguenti sequenze sono descrittive.

1. Seduto, egli sembrava di altezza normale, anche perché aveva spalle molto larghe; ma in piedi,

si rivelò quasi un nano; e quella larghezza delle spalle lo faceva parere ancor più basso di quanto fosse in realtà. Aveva capelli bianchi e folti, puliti come l’argento, ritti sul capo forse per sembrare più alto, e un viso rosso e pieno di salute, dai tratti regolari e nobili come di statua: bella fronte serena, occhi grandi e neri, naso dritto, bocca ben disegnata. 2. La mattina del 7 luglio 1980 Vinicius de Moraes morì nella vasca da bagno della sua casa di Rio

de Janeiro. La morte del poeta gettò il Brasile in un vortice di commozione, ma il fatto che fosse immerso nell’acqua non sorprese i più intimi. Era uno dei luoghi che amava di più al mondo: trascorreva tutti i giorni alcune ore, per meditare, tra la schiuma, leggendo e bevendo whisky. 3. La stabilità e la prosperità che l’Europa sembra aver conosciuto durante il Neolitico subirono

drastici cambiamenti in seguito ad alcuni avvenimenti sfavorevoli: l’impoverimento e la sterilità dei terreni coltivabili e un forte deterioramento climatico. Il rinnovamento si compie attraverso l’avvento di popolazioni che dalle grandi steppe dell’Est procedevano seguendo il corso del Sole. Si attribuisce a quest’ondata migratoria l’introduzione delle lingue indoeuropee e della particolare ideologia loro associata. 4. La celeberrima scena è l’emozionante punto nodale dell’intera volta. In un attimo eterno, sospe-

so nel vuoto, si realizza l’infusione della vita a un essere creato a immagine e somiglianza del divino. Adamo solleva lentamente il corpo forte e agile da un costone collinare: il suo dito ancora incerto si indirizza verso quello assolutamente fermo di Dio, in un muto scambio di occhiate, di volontà, di potenza.

231

esercizi

unità 9 | Descrivere


esercizi

232

sezione IV | Le tipologie testuali

2

Gli oggetti della descrizione

4 riconoscimento e analisi Indica se gli oggetti delle descrizioni sono ideali, reali, immaginari. Nelle descrizioni di oggetti reali o immaginari sottolinea le proprietà distintive; in quelle di oggetti ideali sottolinea le proprietà tipiche. 1. L’interno della piramide di Cheope presenta alcuni elementi che resteranno unici nella storia

delle piramidi egizie. Come in altre piramidi dell’Antico Egitto, l’appartamento funerario era costituito da tre stanze, che però qui sono distribuite una sopra l’altra e servite da tre diversi accessi. Alla stanza sotterranea, lasciata incompiuta, si accede attraverso un lungo e stretto corridoio discendente. La stanza intermedia servì probabilmente per la sepoltura rituale di una statua del faraone. Alla camera in cui effettivamente fu sepolto Cheope si accede attraverso uno spettacolare corridoio ascendente, chiamato «Grande Galleria». Lunga più di quarantasei metri, larga due e alta quasi nove metri, essa era coperta con il sistema di corsi di pietra aggettanti. 2. Conrad perlustrò la stanza con la torcia, illuminando delle pareti formate da grossi blocchi di

un materiale simile al granito. Pavimento e soffitto erano anch’essi composti dagli stessi blocchi di grandi dimensioni. La sala era più lunga di un campo da football, e alta oltre sessanta metri. In quella stanza non c’erano iscrizioni. Non c’era nulla. Nulla, tranne un vuoto assolutamente annichilente. Neppure un sarcofago, un monumento funebre. Se ben ricordava le piramidi egizie, avrebbe dovuto trovarsi all’estremità ovest della stanza, e invece non c’era. Una tomba, almeno, veniva costruita per qualcuno. Quel luogo, invece, era gelido, inutile e scoraggiante. 3. Le mastabe erano le sepolture dei nobili dell’Antico Regno, solitamente costruite in gruppi

intorno alle piramidi dei faraoni. Di dimensioni molto variabili, presentavano di norma la parte visibile di aspetto trapezoidale, con pianta rettangolare e pareti appena inclinate. In mattoni o pietra, erano divise in due parti indipendenti: la camera funeraria, collocata in un pozzo, contenente un sarcofago in pietra e il corredo funerario, e una cappella, posta all’esterno e destinata al culto funerario, con la cosiddetta «falsaporta», che doveva simbolicamente assicurare il contatto con il morto, e una tavola per le offerte. Le statue del defunto erano posizionate, a partire dalla III Dinastia, nel serdab, uno stretto corridoio cieco, mentre le pareti erano decorate con rilievi.

5 riscrittura Sottolinea le proprietà non distintive che rendono inefficaci le descrizioni di oggetti reali. Completa quindi e rendi più informativa ogni descrizione aggiungendo particolari specifici. esempio La mia stanza ha quattro pareti. p La mia stanza ha quattro pareti dipinte in quattro colori diversi: giallo, azzurro, albicocca, glicine. 1. I testimoni hanno fornito la descrizione del presunto rapinatore: è un uomo con una testa, due braccia, due gambe, che indossava dei pantaloni e una maglia. 2. Vendo tailleur femminile formato da giacca e gonna. 3. Davanti al palazzo c’è un giardino con aiuole, fiori e piante. 4. Il cane di Michele ha le orecchie, il pelo e la coda. 5. Il monumento più importante del sito archeologico è un tempio con colonne e frontone. 6. Ha una bicicletta con due ruote, il manubrio e il sellino.

6 produzione Per ogni oggetto scrivi due brevi descrizioni (40-50 parole ciascuna); nella prima sarà descritto come oggetto ideale, mettendone in rilievo le proprietà tipiche, nella seconda come oggetto reale, facendo emergere le proprietà distintive. arancia | chihuahua | coppa di gelato | dizionario | maschera | pantera | sedia | tenda da camping


7 produzione Osserva le immagini di questi tre oggetti simili, concentrandoti sulle differenze. Descrivi ciascuno di essi in 40-50 parole.

8

produzione Assaggia i cibi e bevande elencati e definiscine il gusto con almeno tre aggettivi. Ecco qualche suggerimento: acidulo, agro, amabile, amaro, amarognolo, aromatico, aspro, deciso, delicato, dolce, dolciastro, fresco, fruttato, pepato, pieno, piccante, pungente, rotondo, salato, zuccherino. esempio lampone p dolce, fruttato, lievemente acidulo aranciata | chinotto | liquirizia | caffè | cioccolato al peperoncino | miele | pesca | carota

9

produzione Tocca gli oggetti elencati e definisci le sensazioni tattili con almeno tre aggettivi, indicando la consistenza (duro, molle, gommoso ecc.), la scabrosità (liscio, grinzoso, peloso ecc.), la temperatura (caldo, tiepido, gelido ecc.), l’umidità (secco, umido, asciutto ecc.). esempio bicchiere che contiene una bevanda fredda p duro, liscio, piuttosto freddo, umido gomma da cancellare | stoffa di un cappotto | cuscino | ghiacciolo | velluto | noce | spugna bagnata | cestino in vimini

10 produzione Descrivi l’odore degli oggetti elencati cercando di definire con precisione l’intensità (acuto, delicato, accentuato ecc.), il tipo (acidulo, fresco, di resina ecc.), l’effetto (gradevole, appetitoso, nauseante ecc.). esempio aglio p intenso, pungente, sgradevole bagnoschiuma o shampoo che usi abitualmente | benzina | alcool | colonia | gorgonzola | lavanda | melone | sudore

11 produzione Descrivi in circa 100 parole ciascuno degli ambienti elencati, basandoti di volta in volta sulla percezione indicata tra parentesi. 1. stazione ferroviaria (udito) 2. fast food (olfatto) 3. parco comunale (vista)

12 produzione Osserva gli ambienti elencati e descrivili usando più sensi: vista (persone, oggetti, movimenti), udito (rumori, voci), olfatto, ed eventualmente gusto e tatto. 1. una piscina comunale in un caldo giorno estivo 2. uno stadio durante il concerto di un cantante rock 3. il mare in tempesta

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unità 9 | Descrivere


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sezione IV | Le tipologie testuali

13 produzione Osserva attentamente tre frutti di stagione o tre ortaggi; per ciascuno di essi compila la scheda dei sensi. Stendi poi la descrizione; puoi prendere a modello il seguente testo che descrive due varietà di peperoncino. Il Secoa ha aspetto familiare, saggio come una vecchia zia. Ha perso la vitalità che la zia ebbe in gioventù, però non il profumo civettuolo che lei usava da ragazza. Si adopera per aromatizzare le salse più diverse, mescolato con succo di lime. Il Dulce, verde e grassottello, tipico della cucina dello Yucatán, concede un leggero piccante, di un’eleganza pudica e insieme maliziosa, come certe dame del secolo passato.

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Come scegliere i particolari

14 riconoscimento Per ciascuna delle seguenti descrizioni, indica lo scopo (informativo, persuasivo, espressivo). 1. Nella rasa pianura, sotto la notte senza stelle, scura e spessa come l’inchiostro, un uomo solo

seguiva lo stradone che andava da Marchienne a Montsou, dieci chilometri di selciato diritto che tagliava un campo di barbabietole. Davanti a sé, non vedeva neanche la terra nera, e soltanto i soffi del vento di marzo, dalle raffiche ampie come in pieno mare, gelide per aver spazzato intere leghe di paludi e terre nude, gli dava la sensazione dell’immenso orizzonte piatto. Nessuna ombra di albero si stagliava sul cielo, il selciato si stendeva con la precisione di una gettata, in mezzo all’oscurità accecante delle tenebre. 2. Lontano nell’Oceano Atlantico, l’isola di Madeira si erge dal mare in picchi rocciosi e scogliere

e a solcarla sono incantevoli vallate tagliate profondamente. E tutt’intorno, grazie a un fertile suolo vulcanico e a un clima mite, una ricchezza naturale paradisiaca che le conferisce l’appellativo di «Isola dei Fiori». I cesti di frutta traboccano, abbonda la cucina a base di pesce e il vino è un dono degli dei. Nel xviii secolo, la gente ricca e famosa svernava in questa magica isola e nel xx secolo è diventata un paradiso per raffinati over 50. Ma oggi una generazione più giovane sceglie sempre più frequentemente Madeira per passeggiate energetiche attraverso aspri terreni montuosi, per le sue foreste vergini e la sua natura incontaminata e per sfide avventurose come pesca in profondità e immersioni. 3. Le Oche sono anatidi grandi e robusti, dal collo relativamente lungo, zampe corte, becco breve e

piatto. L’Oca colombaccio, in particolare, ha collo molto corto, con una piccola macchia bianca sui lati. Testa, collo e petto neri, dorso grigio scuro, ventre grigio chiaro o, in un’altra varietà, scuro. Il sottocoda è bianco.

15 produzione Scrivi sul quaderno due diverse descrizioni di un amico, adattandole agli scopi indicati. 1. Il tuo amico si è smarrito: descrivilo agli agenti di polizia per aiutarli a fare l’identikit. 2. Secondo te è proprio la persona giusta per una tua amica: descriviglielo in modo da darne un’immagine il più possibile positiva.

16 produzione Scrivi tre descrizioni di un capo d’abbigliamento, adattandole di volta in volta allo scopo e al destinatario. 1. descrizione oggettiva per un catalogo di vendita per corrispondenza 2. descrizione espressiva, rivolta a un amico di cui vuoi destare l’invidia 3. descrizione persuasiva, rivolta a tua madre per convincerla a comprarlo


17 analisi e riscrittura Leggi attentamente il brano e svolgi le attività proposte. 1. Indica lo scopo del testo (informare, convincere, esprimersi). 2. Individua il destinatario ideale del testo (tipo di interessi, livello culturale). 3. Riscrivi il testo immaginando come destinatari dei ragazzi della tua età: elimina le informazioni non interessanti, amplia o aggiungi informazioni più adatte (dopo esserti documentato su Internet).

Il Parco Naturale della Maremma, situato in provincia di Grosseto nella parte meridionale della Toscana, comprende una fascia costiera di quasi 10 000 ha, che si estende dall’abitato di Principina a Mare, a nord, al promontorio di Telamone, a sud. La maggior parte del Parco è rappresentata dai Monti dell’Uccellina, una serie di colline parallele alla costa e coperte di fitta macchia, culminante nel Peggio Lecci. A nord del Parco l’area è pianeggiante ed è costituita da terreni alluvionali formati da depositi trasportati dal fiume Ombrone, presso la foce del quale si trovano i tipici ambienti palustri dominanti. Lo costa, che si protende per 20 km, risulta essere una successione di ampi arenili, che si allungano dalla Bocca d’Ombrone alla cala di Forno, dove i Monti dell’Uccellina giungono al mare con una scogliera che si prolunga fino a Telamone. Per quanto concerne la copertura dei suoli e la copertura vegetale, il territorio del Parco comprende ambienti estremamente differenziati, dal campi coltivati ai pascoli, dalla macchia mediterranea alle zone rocciose, dalla pineta alla palude e alle dune sabbiose. Le specie animali presenti vanno dagli ungulati come daini, caprioli, cervi e montoni, per abbondare in cinghia li e lepri e specie volatili varie come fagiani e quaglie. Il Parco è visitabile su richiesta per passeggiate a piedi o a cavallo o mountain bike o per birdwatching (osservazione di specie ornitologiche).

18 analisi e riscrittura Leggi la seguente pubblicità di un’automobile e individuane il destinatario ideale. Su questo modello, scrivi quattro testi pubblicitari che descrivano le caratteristiche e le prestazioni di un’automobile, adattandoli al destinatario di volta in volta indicato. 1. Guidatori sensibili alla difesa ambientale e al risparmio energetico. 2. Guidatori sensibili ai valori estetici e al comfort. 3. Guidatori sportivi e amanti della velocità. 4. Guidatori preoccupati della sicurezza e della tenuta di strada.

Con il nuovo Multivan nella versione Startline c’è spazio per qualsiasi cosa. Fino a sette posti con i due sedili girevoli opzionali e tavolo a scomparsa per offrire un viaggio più comodo e confortevole a tutta la vostra famiglia. Inoltre, il controllo elettronico della stabilità esp è di serie per muovervi più sicuri e tranquilli ovunque andiate.

19 produzione Devi scrivere il testo di tre depliant (80-100 parole ciascuno) su un importante museo della tua città; adatta gli elementi da nominare e lo stile ai differenti lettori. 1. Depliant destinati agli studenti delle scuole elementari e medie per il quale il museo prevede specifiche attività. 2. Agile depliant informativo, destinato a turisti anche stranieri. 3. Depliant più specifico destinato ad appassionati.

20 analisi Leggi e confronta le due descrizioni; svolgi poi le attività proposte. a. Per ogni brano indica la modalità della descrizione (oggettiva, soggettiva). b. In entrambi i testi individua ed elenca le parti dell’animale descritte. Quali caratteristiche sono citate in entrambi i testi? Quali sono presenti, rispettivamente, solo nella descrizione oggettiva e in quella soggettiva? c. Sottolinea gli aggettivi e indica quali esprimono giudizi e quali qualità oggettive. Quale tipo prevale, rispettivamente, nei due brani?

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sezione IV | Le tipologie testuali

d. Individua e sottolinea le similitudini nel testo con modalità soggettiva. e. Indica l’idea chiave della descrizione per ogni testo. 1. Il siamese ha un corpo allungato e sottile, ma non fragile, e i muscoli ben sviluppati conferiscono

un aspetto elegante e agile. Le spalle non devono esser più larghe delle anche. Il collo è lungo e slanciato. Taglia di medie dimensioni. Il maschio arriva a pesare fino a 5 kg e la femmina non supera i 4 kg. Testa proporzionata al resto del corpo, deve essere allungata, a forma triangolare. Orecchie grandi, larghe alla base e appuntite. Occhi blu intenso, con una caratteristica forma obliqua a mandorla. Muso affilato. Zampe affilate e sottili, piedi piccoli e ovali. Le zampe posteriori sono più lunghe delle anteriori. Coda lunga, sottile e appuntita. Il pelo è sottile, ben aderente al corpo, corto e brillante. Il colore deve essere uniforme sul corpo, più chiaro e contrastante sui point e sulla maschera (naso, contorni degli occhi e bocca). Il corpo è color bianco-crema con zone di colorazione più scure (points) che ricoprono orecchie, maschera, coda, zampe e parte degli arti. 2. Solomon era diventato uno dei più bei siamesi che avessimo mai visto. È vero, aveva ancora le basette macchiettate e i piedi grossi. Ma aveva perduto il grasso dei cuccioli ed era levigato e flessuoso come una pantera. La sua maschera triangolare, tutta nera salvo un solitario pelo bianco proprio nel mezzo, scintillava come ebano lustro. Gli occhi, obliqui sopra gli alti zigomi orientali, erano di un brillante color zaffiro, straordinari anche per un siamese. Secondo papà Adams, quando stava sdraiato sul muro con le sue lunghe zampe nere che ricadevano elegantemente sul bordo, aveva l’aspetto di uno sceicco in uno dei suoi palazzi orientali.

21 produzione Sul modello dell’esercizio precedente, scrivi una descrizione oggettiva e una soggettiva di un animale a tua scelta. Per la descrizione oggettiva, segui questa scaletta. – – –

Presentazione generale (specie, habitat) Aspetto fisico (dimensioni, parti del corpo, colori) Comportamento (abitudini, eventuali rapporti con l’uomo)

22 produzione Descrivi i luoghi e gli oggetti sotto elencati con modalità soggettiva. Inizia con una frase che metta in risalto l’idea centrale e prosegui con uno sviluppo di tre o quattro frasi che la illustrino attraverso dettagli concreti. esempio un antico castello p idea centrale: La visita allo Spielberg è stata una grande delusione. sviluppo: L’edificio, benché enorme e in bella posizione panoramica, manca di ogni grandiosità... una discoteca di sabato sera | il giocattolo che ti piaceva di più quando eri piccolo | una piazza della tua città in una domenica d’inverno

23 produzione Scegli una delle fotografie riprodotte e scrivi una descrizione soggettiva come indicato nell’esercizio precedente.


24 analisi e produzione Dopo aver letto attentamente il brano, sottolinea una volta la frase che esprime l’idea centrale, due volte le espressioni che la mettono in evidenza. Rovesciando questo modello, descrivi un luogo basandoti su un’idea centrale opposta. Davanti a Bombay, a una decina di chilometri dalla costa, c’è una piccola isola coperta di vegetazione che anticamente si chiamava Gharapuri. Oggi il suo nome è Elephanta, come la ribattezzarono i portoghesi per via dell’enorme elefante di basalto che vi trovarono e che nel 1912 gli inglesi collocarono nei Victoria Gardens di Bombay. Nonostante le ingiurie del tempo e degli uomini, i templi cavernicoli di Elephanta sopravvivono nel loro straordinario splendore; straordinario e impressionante, perché una sensazione di disorientamento che assomiglia a un vago terrore si impossessa del visitatore occidentale che, dopo aver salito i trecento gradini di pietra, attraversa il buio ipogeo che porta alle grotte sacre più celebrate e probabilmente più belle dell’India induista. La Trimurti che domina le grotte col suo sorriso enigmatico (Brahma il creatore, Vishnu il conservatore e Shiva il distruttore) provoca un indefinibile malessere. E anche Shiva che balla il Tandava, la danza che scuote il mondo, è un’altra immagine che lascia attoniti. Fuori, sotto una luce violenta, abbaiano brutte scimmie appollaiate sui rami di una vegetazione che Guido Gozzano nel suo fantasioso libro Verso la cuna del mondo definì «demente».

25 analisi e produzione Leggi il brano, che descrive una persona; sottolinea in modo diverso le espressioni che si riferiscono al modo di vestire, all’aspetto fisico, al carattere e al comportamento. Basandoti su questo modello, scrivi poi una descrizione soggettiva di una persona a tua scelta. Camicia porta quel nome in parte per una storpiatura che viene dal cognome dei genitori che fanno Camiciani. Ma quel nome gli è stato appioppato anche perché sotto il grembiule porta una camicia, sempre la stessa, quasi bianca, forse di qualche fratello più grande, con le maniche arrotolate, una camicia che si staglia da lontano come una vela stracciona che prende vento, come se volesse uscire dal grembiule, troppo stretto per il suo corpo bitorzoluto. Camicia è un tipo taciturno, chiuso, non dà mai confidenza, parla quasi niente, a spizzichi e bocconi, borbottando. Ha un gran testone che gli spenzola sul collo come stesse sempre per staccarsi, le mani sono due palanche, sembrano già mani da uomo fatto, piene di calli, con le unghie nere di terra. Tutto il giorno Camicia si accanisce a slargarsi il colletto rigido che lo soffoca, il suo fiocco è quasi sempre sfioccato, penzolante e questa è un’altra cosa che il maestro Finelli non sopporta.

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Come organizzare le informazioni

26 riconoscimento Per ogni testo descrittivo indica l’ordine (logico, spaziale, cronologico) in cui sono esposti i particolari. 1. Ci fermavamo, quando ancora era buio, sulle rive della laguna e, alle prime luci dell’alba, ai nostri

occhi che lacrimavano per il freddo appariva una spettacolare esplosione di vita. Centinaia, migliaia di oche granaiole che avevano passato la notte nelle acque basse o sui banchi di sabbia si alzavano in volo descrivendo ampi cerchi. La loro voce inondava tutto il cielo e i raggi radenti del sole incendiavano le loro ali di riflessi metallici. Era come un segnale. Dopo le oche si levavano le gru, più grandi ed eleganti, in formazioni geometriche. E, intrecciandosi con le loro formazioni, arrivavano veloci i fischioni, le alzavole, i germani reali e un’infinità di chiurli, chiurlotti, limicoli… 2. Parade è una delle migliori rose rampicanti per piccoli giardini. Ha fiori molto grandi, non cessa

mai di fiorire e non cresce molto alta. I fiori sono di colore rosa intenso brillante o ciliegia-car-

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sezione IV | Le tipologie testuali

minio, più chiari verso i margini, e a volte hanno una sfumatura porpora verso il centro; il retro dei petali è leggermente più pallido e più argenteo. Sono a coppa e così appesantiti dai petali che a volte sono reclinati. Sbocciano solitari o riuniti fini a cinque in mazzi. La pianta ha foglie grandi e scure. Cresce molto vigorosa ed è molto fiorifera. 3. Davanti a sé e a oriente videro gli altipiani ventosi della Landa di Rohan che avevano già scorto

molti giorni prima dal Grande Fiume. A nord-ovest, maestosa, la buia foresta di Fangorn; le sue propaggini ombrose distavano ancora una decina di leghe, e i pendii più lontani svanivano nell’azzurro. In fondo, la bianca cima del Methedras, l’ultimo picco delle Montagne nebbiose, pareva galleggiare su di una nube grigia, e irradiava una tremula luce.

27 analisi Dopo aver letto la descrizione, riconosci la struttura logica del testo e l’ordine in cui sono esposti i particolari, completando lo schema. Il teatro all’italiana è il tipo di struttura teatrale caratteristica dell’architettura teatrale italiana particolarmente diffusa tra il xviii e xix secolo. Le peculiarità architettoniche sono da ravvisarsi principalmente in alcune caratteristiche: – la sala, da rettangolare tipica del teatro di corte diviene a forma di ferro di cavallo, creando una platea che diverrà col tempo, da spazio destinato al ballo, luogo deputato per una migliore visibilità dello spettacolo; – l’eliminazione delle gradinate a favore della costruzione di palchetti tra loro separati e divisi in altezza per ordini; – una maggiore profondità della scena per permettere l’utilizzo delle innovative quinte prospettiche e la possibilità, per l’attore, di recitare dentro e non davanti alla scena, come era consuetudine nel teatro rinascimentale. Introduzione: struttura teatrale tipicamente italiana, diffusa tra xviii e xix secolo Sala: ................................................................................................................................................................................................................ Palchetti:

....................................................................................................................................................................................................

Scena: ............................................................................................................................................................................................................

28 produzione Descrivi tre oggetti a tua scelta secondo un ordine logico, servendoti della seguente scaletta. –

Definizione: che cos’è, a che cosa serve.

Aspetto generale e parti di cui si compone.

Caratteristiche di ciascuna parte (dimensioni, forma, materiali, colore ecc.).

29 produzione Osserva attentamente l’immagine, che rappresenta un paesaggio osservato dall’alto. Descrivilo iniziando dal primo piano e procedendo verso lo sfondo; segnala la posizione degli elementi con locuzioni come in primo piano, al centro, più a sinistra, più lontano, sullo sfondo ecc.


30 produzione Osserva attentamente l’immagine, che riproduce un dipinto di Lawrence S. Lowry, «Scena di mercato Northern Town 1939». Descrivilo seguendo un percorso spaziale ordinato (ad esempio da destra a sinistra, dal primo piano allo sfondo).

31 produzione Descrivi l’aspetto fisico di una persona secondo l’ordine spaziale: inizia presentando l’aspetto generale (sesso, età, altezza, corporatura), soffermati sul volto, passando poi brevemente all’abbigliamento dalla testa ai piedi. 32 produzione Nel brano viene descritto un paesaggio soprattutto attraverso le sensazioni uditive del protagonista. Basandoti su questo modello, descrivi un paesaggio che ti è noto secondo la dominanza uditiva, utilizzando l’ordine cronologico.

Non incontrò nessuno lungo quella strada che si spiegava ai piedi del Monte Homo e del Carmelo. Sembrava un giorno di festa. Ma il silenzio della campagna era diverso da quello del giorno prima, ad ascoltarlo bene, e ogni tanto Angelo si fermava con l’orecchio teso, si distinguevano tanti piccoli rumori simili alle bollicine d’aria in un bicchiere di acqua limpida: rotolio di carri, colpi lontani di un’accetta o di una zappa, il su e giù ritmato di una sega, e un alitare di voci umane, invisibili presenze nel fruscio della pioggia. Poi le voci sparse si fusero ed ebbe l’impressione di una folla, di una processione che si avvicinasse a piedi scalzi. Poco dopo, a una svolta, si trovò di fronte i tetti scagliosi di Norbio dai quali emergeva la cima arrotondata del campanile con la sua croce di ferro e il parafulmine nettamente stagliati contro il cielo grigio. Ora le voci suonavano chiare nell’aria umida; e si udiva anche il rumore sordo e continuo delle piccole mole di pietra di cui le duemilacinquecento case di Norbio sono fornite.

33 riconoscimento Leggi attentamente la descrizione e sottolinea tutti i particolari che trasmettono l’idea centrale di abbandono e desolazione. A undici chilometri dal villaggio di San Lucas, in una strada devastata, invasa dalle erbacce e piena di buchi, apparve un’insegna di legno col nome della proprietà. Pendeva da una catena rotta e il vento la sbatacchiava contro il palo con un rumore sordo che gli sembrò simile a un tamburo a lutto. Gli fu sufficiente un’occhiata per capire che ci voleva un Ercole per riscattare quel posto dalla desolazione. La gramigna si era ingoiata il sentiero e ovunque guardava vedeva pietre, erbacce e bosco. Non c’era nemmeno il ricordo né di campi cintati, né resti dei vigneti che ricordava, nessuno che gli venisse incontro a salutarlo. Il carretto avanzò lentamente, seguendo una traccia che il passo delle bestie e degli uomini aveva segnato nella macchia. Di lì a poco scorse in fondo la casa che ancora si teneva in piedi, ma sembrava una visione da incubo, piena di macerie, di rete del pollaio caduta in terra, di immondizia. Aveva metà delle tegole rotte e c’era un’edera selvatica che s’infilava nelle finestre e copriva quasi tutte le pareti. Intorno alla casa vide qualche baracca di mattoni senza tinta, senza finestre e coi tetti di paglia, neri di fuliggine.

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sezione IV | Le tipologie testuali

34 produzione Scrivi due descrizioni soggettive della vetrina di un vecchio negozio, cercando di esprimere le idee centrali elencate. 1. disordine, confusione, vecchiume 2. fascino, mistero, curiosità

35 produzione Nel brano viene descritto un personaggio eccentrico, una vecchia esploratrice energica e originale. Basandoti su questo modello, descrivi una persona a tua scelta, cercando di far emergere una precisa idea chiave.

Kate aveva sessantaquattro anni, era magra e muscolosa, energia allo stato puro e pelle indurita dalle intemperie; i suoi occhi azzurri, che di mondo ne avevano visto, erano penetranti come pugnali. I capelli grigi, che lei stessa si tagliava a sforbiciate senza guardarsi allo specchio, sparavano in tutte le direzioni come se non avessero mai visto un pettine. Era fiera dei suoi denti, grandi e forti, capaci di rompere noci e di stappare bottiglie. Era anche orgogliosa di non essersi mai rotta un osso, di non aver mai dovuto fare ricorso a un medico e di essere sopravvissuta ad attacchi di malaria e persino a punture di scorpione. Beveva vodka liscia e fumava tabacco nero in una pipa da marinaio. D’inverno e d’estate indossava sempre gli stessi comodi pantaloni e un gilet con molte tasche in cui riponeva l’indispensabile per sopravvivere in caso di cataclisma. In alcune occasioni, quando era necessario vestirsi elegante, si toglieva il gilet e si metteva una collana di canini d’orso, regalo di un capo apache.

36 produzione Descrivi una persona a tua scelta usando non più di 100-120 parole. Attieniti alle seguenti indicazioni. – – –

Scopo: espressivo. Modalità: soggettiva. Idea centrale scelta tra: aspetto fisico eccentrico/aspetto psicologico interessante.

Puoi anche utilizzare in via di massima questa scaletta, selezionando i particolari da nominare più funzionali per far emergere l’idea centrale. –

Presentazione generale (nome, sesso, età, condizione sociale…).

Aspetto fisico (statura, corporatura, capelli, forma del volto, occhi, naso, bocca, mani, voce, andatura, abbigliamento, camminata, gesti…).

Aspetto psicologico (carattere, qualità, difetti, interessi, abitudini…).

37 produzione Basandoti sul modello della seguente descrizione, intessuta sulla contrapposizione tra due personaggi, scrivi una breve descrizione a contrasto di due persone che conosci. Qualche genio dell’ufficio alloggi del Macalister College aveva piazzato nella stessa camera un campagnolo terribilmente serio del Minnesota e un chitarrista egocentrico, inaffidabile, scafato e tossicofilo di Yonkers, New York. La persona dell’ufficio alloggi sapeva solo che le due matricole usufruivano entrambe di aiuti finanziari. Walter aveva la carnagione chiara e la corporatura esile e, pur essendo più alto di Patty, rimaneva ben al di sotto della statura di Richard, che era alto uno e novantatré, con le spalle robuste e la pelle tanto scura quanto quella di Walter era chiara. Richard


somigliava tantissimo (cosa che nel corso degli anni fu notata e fatta oggetto di commenti da molte altre persone, oltre a Patty) al dittatore libico Muammar Gheddafi. Aveva gli stessi capelli neri, le stesse guance abbronzate e butterate, la stessa maschera sorridente e compiaciuta da uomo-forteche-passa-in-rassegna-le-truppe-e-i-lanciarazzi, e dimostrava circa quindici anni più dell’amico. Walter faceva pensare allo zelante «tecnico studentesco» che si trova a volte nelle squadre liceali, il ragazzo poco atletico che assiste gli allenatori e va alle partite in giacca e cravatta e ottiene il permesso di sedere in panchina con una cartella portablocco.

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La stesura

38 trasformazione Rendi più scorrevoli le descrizioni cancellando le parole ripetute e sostituendo la struttura «X ha Y» con «X con Y». Attenzione: talvolta può essere necessario spostare alcune parole. esempio La valigia di Anna è rossa, è di plastica, ha una chiusura di sicurezza. p La valigia rossa di Anna è di plastica, con la chiusura di sicurezza. 1. Mario è un ragazzo alto, ha una corporatura piuttosto robusta, ha le spalle larghe. 2. La casa è piccola, ma è accogliente, ha tutte le comodità. 3. Da bambino il mio giocattolo preferito era un orsetto, era di peluche, era più grande di me, aveva il pelo color miele, aveva gli occhi neri. 4. Seduto vicino alla porta c’era un uomo. Era un uomo di mezza età, era di bassa statura ma aveva corporatura robusta. 5. Il mio libro di matematica è quel libro molto voluminoso, è rosso, ha la copertina davanti un poco staccata. 6. La sua bicicletta è rossa, è da donna, ha il sellino in pelle.

39 completamento Completa ogni frase inserendo la preposizione adatta (a, da, con) e, se necessario, l’articolo. 1. Il cameriere portò una pizza dal profumo irresistibile. 2. Vicino alla scuola c’è un campo da football .................. erba spelacchiata. 3. Indossa una gonna .................. pieghe. 4. Il siamese è un gatto .................. occhi azzurri. 5. È una persona .................. idee contorte. 6. Indossava una vistosa sciarpa .................. larghe strisce verdi e blu. 7. Entrammo in una stanza .................. colori tenui e luminosi. 8. È un cane .................. carattere un po’ bizzoso.

40 riconoscimento Nel brano sottolinea i verbi dinamici con soggetto inanimato. Difficile raccapezzarsi nella cittadina, pareva addirittura che qualcuno avesse giocato con i punti cardinali: alzavi gli occhi verso il sole che compariva a sprazzi tra le nuvole e di colpo te lo trovavi alle spalle, credevi di entrare in una piazza e ti sbarrava l’accesso uno sciatto casone. Spuntava ogni tanto la modesta facciata di un edificio liberty, peraltro logoro. Pietro diceva perplesso di non aver mai incontrato un disordine ricostruttivo simile. Fuori dalla maligna accozzaglia dell’abitato ci imbattemmo nell’enorme palazzo barocco, dipinto in rosso e bianco, progettato da Rastrelli per il granduca. Troneggiava presumibilmente intatto –

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sezione IV | Le tipologie testuali

orribile, dissi io – su un’isoletta tra due bracci di fiume. Sembrava disabitato – era domenica –, vi girammo intorno e nel cortile posteriore trovammo una catasta di legna di proporzioni incredibili. Arrivava sino alle altissime finestre dell’altissimo primo piano e si allargava per il cortile oltre la metà del corpo centrale.

41 completamento Completa ogni frase inserendo un verbo dinamico, scegliendolo nell’elenco seguente. abbracciare | affacciarsi | ammassarsi | correre | dominare | innalzarsi | rallegrare | riflettersi 1. Due maestosi tigli dominano la piazza. 2. Un’aiuola colma di fiori ............................................................ il cortile. 3. Una possente cinta di mura ............................................................ la parte più alta della collina. 4. Il villaggio dei pescatori ............................................................ sul mare. 5. La strada ............................................................ lungo la riva sinistra del fiume. 6. Al centro del massiccio ............................................................ la cima del Monte Oscuro. 7. Le case ............................................................ intorno all’antica chiesa. 8. Il vecchio ponte di legno ............................................................ nelle acque del lago.

42 riconoscimento Individua nel testo narrativo le parti descrittive e sottolinea gli imperfetti con funzione descrittiva.

Una vecchia vetreria abbandonata da molti anni fu il primo tetto degli Orlando in Svizzera. Chi la progettò, chi la tirò su e chi la visse, mai avrebbe immaginato cosa sarebbe diventata: un polmone fremente di vite umane. Da oltre vent’anni era il primo ricovero per gli italiani che non avevano dove dormire. Si presentava dall’affaccio di una strada sterrata, sullo spuntone di una montagnola, come un parallelepipedo di blocchetti sbeccati e grandi fessure usurate. Gli spazi erano coperti con i frantumi di vetro che ancora erano disseminati nei recessi più profondi della vecchia fabbrica. Nell’antico androne sorgevano divisori in compensato e latta, il soffitto alto di stagno e amianto resisteva alle nevi invernali e alle lunghe, interminabili piogge che scortavano le notti.

43 riconoscimento Individua e sottolinea nel brano i connettivi spaziali. Entrando per il grande cancello che dalla strada immetteva nel cortile, subito a destra c’era la casa del nonno Canetti. Aveva un aspetto più imponente delle altre ed era anche più alta. Era anche più luminosa di tutte le altre, forse era intonacata di un colore più chiaro. Di fronte, a sinistra del cancello d’ingresso, c’era la casa in cui abitava la sorella maggiore di mio padre, la zia Sophia. Accanto a questa casa, sempre sul lato sinistro del cortile, c’era la nostra, uguale nell’aspetto a quella dello zio. A entrambe si arrivava salendo alcuni gradini che in alto finivano in una specie di piattaforma larga quanto ognuna delle case. Il cortile a giardino che si estendeva fra le tre costruzioni era molto grande, e di fronte a noi, non proprio nel mezzo, ma un po’ di lato, c’era il pozzo per attingere l’acqua. Dietro il pozzo, separato dal cortile per mezzo di una siepe, c’era il frutteto.

44 completamento Completa ogni descrizione inserendo i connettivi spaziali adatti. 1. Abitavamo in una casetta a un solo piano; assomigliava a quelle che disegnano i bambini, con la porta al centro della facciata e due finestre ................................ della porta. ................................ alla casa fiorivano a profusione alcuni allegri cespugli di oleandri. ................................ tetto, naturalmente, c’era l’immancabile camino, che però non ho mai visto fumare.


2. Osservando la fotografia, si vedono in primo piano gli sposi; ................................ i due testimoni; .......... ...................... i genitori delle due coppie; ancora ................................ la massa degli amici e dei parenti. 3. La strada corre ................................ il lago per qualche chilometro, poi se ne allontana piegandosi ........ ........................ le colline. 4. Proprio ................................ del parco sorge una strana costruzione a forma di stella, ................................ la quale convergono i viali; tutto ................................ sono state sistemate aiuole, panchine e un piccolo chiosco ................................ si possono acquistare gelati e bibite fresche.

45 analisi e comprensione Nel brano individua e sottolinea una volta le parole che appartengono alla sfera semantica dell’uniformità e della monotonia, due volte le similitudini e le metafore. Indica poi qual è l’idea centrale del testo. Coketown, verso la quale dirigevano i loro passi Gradgrind e Bounderby, era un trionfo di fatti; non c’era la benché minima traccia di fantasia lì, non più di quanto ce ne fosse nella signora Gradgrind. Prima di eseguire l’intera melodia facciamo risuonare la nota dominante: Coketown. Era una città di mattoni rossi o, meglio, di mattoni che sarebbero stati rossi, se fumo e cenere lo avessero consentito. Così come stavano le cose, era una città di un rosso e di un nero innaturale come la faccia dipinta di un selvaggio; una città piena di macchinari e di alte ciminiere dalle quali uscivano, snodandosi ininterrottamente, senza mai svoltolarsi del tutto, interminabili serpenti di fumo. C’era un canale nero e c’era un fiume violaceo per le tinture maleodoranti che vi si riversavano; c’erano vasti agglomerati di edifici pieni di finestre che tintinnavano e tremavano tutto il giorno; a Coketown gli stantuffi delle macchine a vapore si alzavano e si abbassavano con moto regolare e incessante come la testa di un elefante in preda a una follia malinconica. C’erano tante strade larghe, tutte uguali fra loro; ci abitavano persone altrettanto uguali fra loro, che entravano e uscivano tutte alla stessa ora, facendo lo stesso scalpiccio sul selciato, per svolgere lo stesso lavoro; persone per le quali l’oggi era uguale all’ieri e al domani, e ogni anno era la replica di quello passato e di quello a venire.

46 produzione Completa ogni frase con una similitudine adatta. esempio Era un omone con mani grandi come racchette da tennis. 1. Il mio micio ha occhi azzurri come… 2. L’orsacchiotto ha il pelo soffice come… 3. La cattedrale domina gli edifici della città vecchia simile a… 4. È una ragazza mora, con gli occhi neri come… 5. Si muoveva con un’andatura goffa e lenta, quasi come… 6. Il vento che soffiava dal mare era gelido come… 7. Il cielo notturno trapunto di stelle assomigliava a… 8. Era un uomo allampanato, con due gambe sottili come…

Esercizi di riepilogo 47 produzione Descrivi l’animale ritratto nell’immagine, usando non più di 100-120 parole. Attieniti alle seguenti indicazioni. –

Scopo: informativo.

Modalità: oggettiva.

Destinatari: studenti di scuola superiore (conoscenza parziale della terminologia tecnica).

Ordine: logico.

243

esercizi

unità 9 | Descrivere


sezione IV | Le tipologie testuali

esercizi

244

48 produzione Scegli una delle immagini; osservala attentamente e descrivi il paesaggio usando non più di 120-150 parole. Attieniti alle seguenti indicazioni.

Scopo: espressivo.

Modalità: soggettiva.

Ordine spaziale: libero, procedendo dagli elementi secondari a quelli più importanti.

Idea centrale: l’impressione evocata dal paesaggio raffigurato nella fotografia (serenità/irrequietezza, vastità/piccolezza, armonia/disordine ecc.).

Usa almeno due similitudini e una metafora.

Usa almeno tre verbi dinamici.

Tempo di base: presente.

49 produzione Descrivi una festa di carnevale in maschera usando non più di 120-150 parole. Attieniti alle seguenti indicazioni. –

Scopo: espressivo.

Modalità: soggettiva.

Destinatari: lettori di un giornale per ragazzi.

Indicazioni generali: la descrizione deve procedere in ordine spaziale; dopo aver presentato le caratteristiche generali dell’ambiente (aperto o chiuso) dove si svolge la festa, esploralo con un percorso visivo libero.

Concentra l’attenzione su un elemento specifico (un carro allegorico, un gruppo di maschere, una singola maschera) e descrivilo nei dettagli.

Usa almeno due similitudini.

Usa almeno tre verbi dinamici.

Tempo di base: passato remoto.


unità 9 | Descrivere

IL TESTO DESCRITTIVO

illustra con particolari concreti e specifici le proprietà di un oggetto

reale

ideale

parte dall’osservazione mediante i cinque sensi

immaginario

informativo

la scelta dei particolari è determinata da

i particolari sono organizzati in base a

la forma è caratterizzata da

in sintesi

9 Descrivere

245

scopo destinatario modalità

persuasivo

espressivo

oggettiva soggettiva

ordinamento logico, spaziale (prevalente), cronologico

costruzione sintattica lineare ma variata

principi organizzatori soggettivi: idea centrale, somiglianza, contrasto

tempo di base presente/imperfetto

lessico specifico e appropriato

connettivi spaziali


sezione

246

IV

Competenze per la cittadinanza Acquisire e interpretare l’informazione

attiva le competenze

Le tipologie testuali

Competenze dell’asse dei linguaggi Leggere, comprendere e interpretare testi verbali di vario tipo

Ambito di valutazione Lettura Testualità

Conoscenze

Abilità

Principi organizzativi del testo descrittivo

Analizzare un testo descrittivo, riconoscerne la struttura e le caratteristiche linguistiche

Leggi il testo che mette a confronto i palazzi cretesi e micenei; osserva le figure poi svolgi le attività.

A. Descrizione informativa Cretesi e Micenei. Palazzi a confronto

Sia nelle città cretesi sia in quelle achee la vita ruotava intorno al palazzo, centro politico, religioso e amministrativo della comunità. Nel palazzo risiedeva il re, circondato dai nobili e dai sacerdoti, e al palazzo affluivano e venivano ridistribuiti i prodotti delle campagne e le ricchezze ricavate dai commerci. Pur svolgendo funzioni simili, i palazzi cretesi e quelli micenei erano però profondamente diversi. Il palazzo di Cnosso

La pianta del palazzo di Cnosso rivela una struttura labirintica, formata dall’unione di numerose sale e spazi aperti, tra loro collegati in maniera molto irregolare. Il palazzo cretese non sembra frutto di un progetto architettonico preciso, ma di una serie di aggiunte successive, legate alle esigenze dei momento.

1

Un esempio di palazzo miceneo

I palazzi micenei avevano una struttura interna ordinata, tutt’altro che labirintica. Essi erano inoltre circondati da possenti mura (le cosiddette «mura ciclopiche»), che rivelano la loro natura di fortezze militari. La costruzione dei palazzi e delle loro mura era svolta gratuitamente dai sudditi, durante le giornate di lavoro dedicate obbligatoriamente a opere di pubblica utilità. F. Cioffi, A. Cristofori, Correva l’anno, Torino, Loescher, 2011.

A 1

2

Quale tipologia testuale prevale in ciascuno dei capoversi in cui si articola il testo? Metti una crocetta nella casella corretta. Capoverso

Descrittiva

Espositiva

Narrativa

1 2 3

A 2

Per ciascuna delle seguenti affermazioni, indica se si riferisce al palazzo di Cnosso (A), ai palazzi micenei (B), a entrambi (C).

 1. Aveva funzioni militari (erano una fortezza).  2. Aveva una struttura architettonica ordinata.  3. Comprendeva molte sale e spazi aperti, collegati in modo irregolare.


      A 3

4. Era il centro della vita politica, religiosa, amministrativa. 5. Era il luogo di raccolta e ridistribuzione delle risorse. 6. I sudditi lavoravano gratuitamente alla sua costruzione. 7. Non era basato su un progetto architettonico preciso. 8. Vi risiedeva il re. 9. Si formò per aggiunte successive. Osserva ora le figure e individua a quale palazzo si riferiscono rispettivamente. Quali elementi ti hanno permesso di riconoscerli? ................................................................................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................................................................................

Leggi attentamente il testo, poi svolgi le attività.

B. Descrizione letteraria Ti proponiamo ora alcuni passi del romanzo L’ussaro sul tetto, scritto dallo scrittore francese Jean Giono (1895-1970). Siamo negli anni del Risorgimento italiano. Il protagonista, Angelo, che è fuggito dal Piemonte in seguito a un delitto politico, sta cavalcando lungo una strada provenzale, in un’estate particolarmente calda.

Sui pendii bruciati fino all’osso, dei cardi bianchi tintinnavano al passaggio come se la terra metallica fremesse tutt’intorno sotto gli zoccoli del cavallo. Nient’altro che quel lieve rumore di vertebre, che si udiva nitido nonostante il trotto del cavallo attutito dalla polvere; e un silenzio così assoluto che la presenza dei grandi alberi diventava quasi irreale. La sella scottava. Sotto il movimento delle cinghie, 5 la pelle del cavallo si copriva di schiuma. La bestia succhiava il morso e, di tanto in tanto, si raschiava la gola scrollando la testa. Salendo a ondate regolari, la vampa del calore ronzava come se venisse da una caldaia continuamente inzeppata di carbone. Il tronco delle querce crepitava. Nel sottobosco secco e nudo come l’impiantito di una chiesa, inondato da quella luce bianca, senza splendore, ma abbacinante nella sua densità polverosa, l’andare del cavallo faceva ruotare lentamente lunghi raggi 10 neri. La strada, che serpeggiava a colpi di reni sempre più bruschi per inerpicarsi attraverso vecchie rocce coperte di licheni bianchi, andava talvolta a sbattere dalla parte del sole. Allora, nel cielo di gesso, s’apriva una specie di voragine di una fosforescenza inaudita, da dove veniva un alito di forno e di febbre, viscido, in cui si vedevano tremolare grosse densità appiccicose. Gli alberi enormi sparivano in quel vortice abbacinante. Grandi quarti di foresta, inghiottiti nella luce, non apparivano più che co15 me un vago fogliame di cenere, senza contorni; vaghe forme quasi trasparenti, che il calore ricopriva all’improvviso di un lento risucchio di viscosità lucenti. Poi la strada girava verso ovest e, ridottasi a un tratto alle dimensioni di una mulattiera, veniva stretta tra alberi violenti e vivi con i tronchi sostenuti da pilastri d’oro, i rami contorti da steli d’oro crepitanti, le foglie immobili e tutte dorate, come piccoli specchi intarsiati di sottilissimi fili d’oro che ne sottolineavano tutti i contorni. J. Giono, L’ussaro sul tetto, Parma, Guanda, 1995.

B 1    

I pendii sono «bruciati fino all’osso» (r. 1) perché: A. c’è stato un incendio. B. le rocce, lasciate scoperte dall’erosione, sono come ossa. C. la siccità ha fatto morire tutte le piante, lasciando solo la terra e le rocce. D. il pendio è cosparso di ossa di animali morti.

247

attiva le competenze

unità 9 | Descrivere


attiva le competenze

248

sezione IV | Le tipologie testuali

B 2     B 3     B 4     B 5

Che cosa produce «quel lieve rumore di vertebre» (r. 2)? A. I cardi bianchi. B. Gli zoccoli del cavallo. C. Le vertebre del cavallo. D. Il rimbombo della terra. Che cosa significa in questo contesto «crepitava» (r. 7)? A. avvampava B. emetteva vapore C. stormiva D. scricchiolava, emetteva un rumore secco A chi o che cosa si riferisce l’espressione «serpeggiava a colpi di reni sempre più bruschi» (r. 10)? A. Ad Angelo, che pungolava il cavallo per incoraggiarlo a inerpicarsi lungo il pendio. B. Alla strada, che saliva lungo curve sempre più strette e in pendenza. C. Al cavallo, che dava colpi di reni per riuscire ad arrampicarsi. D. Sia al cavallo sia ad Angelo, che formavano quasi una cosa sola. Rintraccia nel testo e trascrivi le sensazioni uditive. ................................................................................................................................................................................................................... ................................................................................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................................................................................

B 6

Nella descrizione sono presenti sensazioni tattili? Se sì, quali? ................................................................................................................................................................................................................... ................................................................................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................................................................................

B 7

Escluso l’ultimo capoverso, qual è il colore dominante del paesaggio? Trascrivi almeno tre particolari caratterizzati da tale colore. ................................................................................................................................................................................................................... ................................................................................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................................................................................

B 8

Nell’ultimo capoverso, quale colore caratterizza il paesaggio? Come si spiega questo mutamento improvviso? ................................................................................................................................................................................................................... ................................................................................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................................................................................

B 9

Individua l’idea centrale del testo e trascrivi almeno quattro espressioni che la mettono in evidenza. ................................................................................................................................................................................................................... ................................................................................................................................................................................................................... ................................................................................................................................................................................................................... ................................................................................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................................................................................

Strumenti per l'italiano - IV edizione  

Una grammatica di taglio fortemente pragmatico, che mira al consolidamento delle competenze linguistiche e di cittadinanza, coerentemente co...

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