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Tendopoli ha bisogno di te: rinnova l’abbonamento e invita altri a farlo! www.tendopoli.it

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IN F O.T E N D _ SETTEM B R E / OT TO B R E 2 012 a n n o a n n o X X I V n u me r o 0 5

2012/2013: anno della fede. “la porta della fede è sempre aperta” Benedetto XVI


Tendopoli ha bisogno di te: rinnova l’abbonamento e invita altri a farlo!

La pagina di Padre Francesco Carissimi giovani. Abbiamo iniziato l’anno della fede... il santo Padre ci ripete “la porta della fede è sempre aperta”, nella Tendopoli abbiamo compreso che la fede è credere all’oggi di Dio. E’ prendere coscienza che questo mondo, comunque esso sia, Dio lo permette. Credere, allora, significa stare nel tempo con il bastone in mano, i sandali ai piedi, lo zaino sulle spalle in cammino verso. La fede non è mai compiuta, mai data, mai assicurata è sempre di nuovo… è salto nell’incerto, nell’oscuro, nel vuoto, Nelle interessantissime relazioni che ci sono state proposte nella Tendopoli con forza ci è stato detto che la fede è cammino, e di conseguenza è ora di finirla di piangersi addosso… Questo mondo è per te. Dobbiamo starci e cambiarlo Credo che tutti, anche i più giovani, hanno capito che in questa nostra società occidentale post-industriale, in questo mondo di cemento e di centrali nucleari, si comincia a percepir la follia dell’agitarsi nell’allettante caverna del centro commerciale, e cresce il desiderio di uscire e seguire i tanti uomini e donne che si riscoprono «nomadi», come Abramo. (Dag Tessore) La realtà stessa ci costringe a vivere da precari itineranti: i giovani si sono resi conto che potranno esercitare la professione alla quale sono stati formati, nella migliore delle ipotesi, soltanto per

alcuni anni e sempre in una situazione di precarietà... (Meluzzi) Ogni mattina la macchina urbana si mette in moto e milioni di cittadini sono costretti a una migrazione giornaliera che non si limita alla città o alla regione ma travalica le frontiere. Senza volerlo l’uomo del XXI secolo è tornato ad essere pellegrino. Anche se ha una casa non ci vive ci dorme. Per

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lavorare si sposta da un albergo ad un altro. La casa è diventata una tenda, si apre per dormire e si chiude per uscire. La tenda, purtroppo, ma forse ancora per poco, non serve per vivere e camminare, ma solo per riposare. Anche nel campo del sapere, l’uomo vive accampato. Egli sposta la sua tenda da una ipotesi all’altra, da una sorgente all’altra, senza sapere ancora su quali certezze potranno vivere i suoi figli. La necessità della sicurezza si riversa allora sulla cellula familiare, ma anche questa è sconvolta, contestata e, talora, fatta esplodere. Nell’amore poi l’uomo contemporaneo non solo è accampato, ma potremo

dire è alluvionato… non sceglie l’amore, si intruppa nell’amore, non ama, usa; non rema contro corrente, ma trascinato dalla melma, si aggrappa agli occasionali rottami dell’amore, nel costante rischio di collisione con gli scarti del mercato usa e getta.

A questa situazione strana ma interessante, perché in divenire, rispondiamo con questo numero del giornale: le testimonianze dei giovani che hanno partecipato alla tendopoli sono un

chiaro indizio che c’è in atto nei giovani il tentativo di invertire la marcia. Le testimonianze di P. Lorenzo che è diventato sacerdote muovendo i suoi primi passi nella fede proprio nella tendopoli, di Michele Messi che ha emesso la professione religiosa il 14 settembre, di Marco Staffolani che da anni lavora nella tendopoli, sono segni di speranza che ci dicono che in questo mondo dobbiamo viverci con gioia, lavorarci con passione e cambiarlo con l’amore. Carissimi giovani, insieme ringraziamo il Signore che da 32 anni rende possibile il miracolo della Tendopoli, a tutti voi che siete gli strumenti di Dio, specialmente a coloro che hanno lavorato per la preparazione e la sistemazione, non dico grazie ma siate lieti e felici di quello che avete fatto, forse avete più ricevuto che dato, quindi dite grazie a Dio. Pregate per me. p. Francesco

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Premio Internazionale per il Dialogo fra i Popoli e le loro Culture “San Francesco e Chiara d’Assisi”.

Il grande riconoscimento a P. Mario Bartolini ci riempie di gioia, mentre ci rallegriamo con lui rimeditiamo, parte delle parole che ci ha scritte. Diceva Martin Luther King: ”Noi cristiani abbiamo l’obbligo di non essere conformisti”, parole che riecheggiano quelle di San Paolo: ”Non vogliate conformarvi al mondo presente”. Per questo: chi si “accomoda” al sistema e chi pensa che non può fare nulla, è una povera “vittima”, quantunque incosciente… è “un morto-vivo” a 18 anni. NON SO come avete risposto alla domanda ”QUESTO MONDO È PER TE?”, tema della Tendopoli. Però mi domando: 1. Come può essere vostro, un “mondosocietà” dove “la corruzione” invade tutti i meandri della vita socio-politica a scapito del “bene comune”? E dove “i corrotti”, invece di essere “buttati” come “spazzatura umana”, sono ritenuti nei loro posti e riveriti come “signori della patria”? 2. Come può essere vostro, un “mondosocietà” dove “i privilegi” (che sono una forma di ingiustizia sociale legalizzata), significano più oppressione sulle classi più umili della società? 3. Come può essere vostro, un “mondosocietà”, che ha fatto suo un iniquo sistema economico, che al posto del vero Dio, l’unico garante della dignità e dei diritti delle persone e dei popoli, ha collocato il falso idolo della “ricchezza” e sull’altare di questo idolo, il sistema sacrifica, senza pietà, sia la vita delle persone e delle nazione, soprattutto, del Terzo Mondo come il medio ambiente, mettendo in serio pericolo l’abitabilità del pianeta terra? Il così detto “primo mondo” ha diviso l’unico mondo creato da Dio nel primo, secondo, terzo mondo, non con la finalità di creare l’effetto dei “vasi comunicanti”, ma solo con la finalità di dissanguare, distruggere i popoli e nazioni del terzo mondo, saccheggiando le loro risorse naturali e lasciando dietro di se, distruzione e morte. Tutto e tutti debbono stare al servizio degli interessi economici del primo mondo (per questo si giustificano le guerre), per garantire “un modello di sviluppo” irrazionale ed un “modello di vita”, insostenibile. Per rafforzare questo inumano ”colonialismo politico, economico e culturale”, il

primo mondo crea ed impone “le strutture di ingiustizia”, soprattutto a livello internazionale. Tutto questo, lo considerate normale e giusto? 4. Come può essere vostro, un “mondosocietà”, il cui “sviluppo” e “modello di vita” imposti dal sistema imperante, stanno “macchiati di sangue umano”? Ascoltate un capitolo di una macabra storia dei nostri tempi, che i protagonisti, sostenitori e complici del sistema, non hanno dato importanza, per non turbare le coscienze delle persone e dei Cristiani del primo mondo. “All’inizio di questo secolo 230 tribù sopravvivevano ancora in Brasile. Novanta, sono scomparse, cancellate dalle armi e dai microbi. La violenza e le malattie sono le avanguardie della civiltà: il contatto con il “bianco” continua ad essere per l’indio “il contatto con la morte”. La caccia degli Indigeni, soprattutto nell’Amazzonia, la foresta più vasta della terra, si è scatenata con crudeltà e ferocia. Gli Indios sono stati mitragliati dagli elicotteri; contaminati apposta con i germi del vaiolo. Hanno offerto loro sacchi di zucchero mescolato a stricnina e sacchi di sale con l’arsenico. Dove sono stati inseriti nella cosiddetta società civile, gli Indigeni sono i più sfruttati degli sfruttati. Davvero non c’è da meravigliarsi delle parole di padre Bartolomeo Las Casas, l’uomo che nel 1500 dedicò la sua vita alla difesa degli Indiani. Diceva che gli Indiani preferivano andare all’inferno che ritrovare i cristiani in paradiso” (art. di Bruno Ferrero: ”Il Missionario”, maggio 1984). Questa non è civiltà… è BARBARIE. Non è “sviluppo”… ma “morte e distruzione”. P. Mario Bartolini

Molte sono le personalità che hanno ricevuto nel tempo il Premio:

Chiara Lubich, Fondatrice del Movimento dei Focolari (Italia) - Abbé Pierre, Fondatore della Comunità Emmaus (Francia) - Thich Nhat Hanh, Eroe (Vietnam) - Nikkyo Niwano, Fondatore del Movimento Buddista Rhissho Kosei-Kai (Giappone) - Mons. Loris Francesco Capovilla, Segretario di Papa Giovanni XXIII (Italia) - Soeur Sarah Ayoub Ghatthas, la nuova Madre Teresa (Egitto) - Maria Teresa Santiso Porcile, Scrittrice-Teologa, unica donna invitata a Puebla (Uruguay) - Don Oreste Bensi, Fondatore della Comunità Giovanni XXIII (Italia) - Comunità di Sant’Egidio (Italia) - Vandana Shiva, Leader dell’International Forum on Globalization (India) - Antonino Caponnetto (Italia) Tasci Dolma, Eroina (Tibet) - Sir Antony Charles Robert Armstrong-Johnes Lord Snodow (Regno Unito di Gran Bretagna) - Andrea Bocelli - Liliana Cavani - Mons. Marco Frisina e il Cardinale Renato Raffaele Martino (Italia).

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men&women in white Confratello Marco Staffolani: il 7° anno senza crisi, anzi. Sono qui a descrivere un’esperienza che si ripete da 7 volte, e che nonostante tutto è sempre nuova: la mia tendopoli! Apro il discorso dicendo che quello che Dio opera nei cuori è solitamente più grande di quanto si possa vedere con gli occhi esteriori. Durante la Tendopoli si vedono girare tanti men in black (per usare la dicitura con cui al Gruppo Tend di Roma vengono chiamati i passionisti, quei religiosi vestiti di nero con al petto un cuore bianco…): ognuno ha il suo incarico, cosi che ne puoi trovare qualcuno in cripta, altri nei confessionali, nelle sagrestie, tra i gruppi a spiegare e spezzare la parola di Dio, oppure impegnati ad organizzare la giornata, animare la preghiera etc.etc. Ma c’è una parte di questi men in black che lavora nel nascondimento, e che alle volte si confondono e quasi spariscono agli occhi della folla. Dirò di più: non sono solo men in black, ma anche e soprattutto tanti men&women in white (se cosi vogliamo chiamare tutti coloro che partecipano alla tendopoli che non sono religiosi ma laici!) che dedicano il loro tempo e, in definitiva, la loro tendopoli a servire gli altri nel nascondimento. In questo piccolo articolo vorrei testimoniare quello che succede ogni anno in un luogo particolare della tendopoli, ossia nella cosidetta

di computer, nonché di ciclostile, fotocopiatrice, amplificatore fax etc… c’è un gruppo di uomini e donne che svolge mansioni sconosciute ai più… Beh ..è li dentro che lavora il sottoscritto! Questo articolo è per trarre gloria dal lavoro che viene svolto entro quello spazio?! Non sia mai! … anzi è proprio per testimoniare quanto dice Maria nella sua preghiera del magnificat: grandi cose ha fatto in me l’onnipotente! Non conta infatti tanto conoscere che dentro quello spazio si fanno fotocopie, inserimento dati al computer, preparazione di articoli per il sito internet, cartelline, magliette etc.etc. … piuttosto è bene conoscere che entro quello spazio c’è un team affiatato di men&women in black&white che condivide non solo uno spazio, un lavoro, un’idea… ma una persona: Gesù Cristo. Incredibilmente mi accorgo che i toni del discorso si stanno elevando… meglio tornare con i piedi sulla terra! Si! Tutti questi hanno risposto ad una chiamata, dando il loro tempo per essere a servizio dei fratelli. Ma naturalmente non sempre tutte le cose vanno dal verso giusto: si finisce a dare i cartellini a mezzanotte perché c’è disorganizzazione? gli indirizzi stampati sulle schede sono sbagliati? C’è qualche disguido sugli annunci,

negli orari e nei turni dei vari gruppi? Beh, chiedo scusa a nome di tutti questi che sono nel nascondimento! Essi sono al servizio, consapevoli dei propri limiti e consapevoli che chi non fa nulla neppure sbaglia, ma chi s’impegna rischia di cadere. Il lavoro da fare infatti alle volte è frenetico, e i mezzi giudicabili umanamente come insufficienti … ma non è forse questa la precarietà della tenda?! Non sempre si ha la prontezza o la preparazione necessaria per sopperire a tutto. Ma la pazienza è la virtù dei forti. La perseveranza la virtù di chi ha scoperto di essere imperfetto. La fiducia in Dio l’arma con cui accettare i limiti propri e altrui. Il sorriso e il buon umore i balsami per far riprendere le comunicazioni interrotte. Cosi che anche nella precarietà c’è la consapevolezza che

tu sei chiamato a fare la tua parte e farla con gioia “segreteria”. Per chi non fosse pratico dei termini (sicuramente pochi visto che la segreteria è un’“istituzione” che esiste fin dai primordi della tendopoli…) intendo il luogo ove ogni tendopolista va per i motivi più disparati: ritirare il cartellino, attaccare il cellulare alla corrente elettrica, cercare materiale di cancelleria, richiedere un annuncio con gli altoparlanti, provare a vedere se qualcuno ha ritrovato il cartellino che ha smarrito etc.etc. Chi è passato almeno una volta nei paraggi, per un motivo o per l’altro, si sarà accorto che all’interno di un angusto spazio, affollato di cavi elettrici e monitor

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Qualcuno di più grande guida il tutto: tu sei chiamato a fare la tua parte e farla con gioia, secondo i doni che quel Qualcuno ti ha dato e che tu scopri proprio mettendoli a servizio. Sono passati alcuni anni da quando padre Francesco mi inserì quasi come aiuto occasionale all’interno di questo contesto della segreteria. C’era un programma per computer che si era bloccato: non me ne

accorgevo ma era il mio primo incarico … per chi aveva riposto fiducia in me (e anche per il mio orgoglio personale …) però fu un piccolo fallimento! infatti non riuscii a combinare gran che, nonostante avessi tanti titoli e blasoni da esibire … alla fine chi si occupava regolarmente di quell’ambito fu costretto a fare le ore piccole per far rigar diritto il computer che faceva i capricci. Ma è proprio da qui che nasce la forza: accettare le sconfitte, gli insuccessi e saper guardare anche alle più piccole vittorie come le grandi cose che Dio compie in noi. Accettai la sfida, e mi lasciai trasportare dal gusto che provavo per la programmazione (dono naturale di Dio) e anche dall’esempio dei tendo polisti che mi stavano intorno. Se mi fossi lasciato persuadere dalla mia

pigrizia e dalla prima sconfitta, oggi non potrei essere qui a scrivere quello che scrivo. Infatti la piccola procedura che non funzionò allora (anni or sono…)

è stata completamente riscritta in un linguaggio di programmazione più potente e nuovo… e non solo quella procedura ma quasi l’intero programma che gestisce le attività della segreteria. E per bontà di Dio, quando dall’altra parte dell’oceano un collega venezuelano chiese aiuto con i computer per gestire la tendopoli in venezuela, ci rimboccammo le maniche… cosi che tutti gli sforzi e

l’esperienza di programmazione fatta in Italia sta producendo frutti anche oltre mare. Sei pronto ad accogliere nella tua tenda il pellegrino di turno, il tuo prossimo? Certo potrebbe non avere ferite esterne .. ma i “briganti”, in cui di sicuro è incappato, potrebbero avere lasciato in lui ferite profonde e nascoste .. che magari tu stesso sei chiamato a lenire, a curare. In quel primo giorno quando ho detto si, forse inconsapevolmente a Dio, ma consapevolmente alla mia passione, decidendo di impegnarmi per aggiustare quella procedura indisposta, non me ne accorgevo ma si realizzava proprio quanto scritto all’inizio: quello che Dio opera nei cuori è sicuramente più grande di quanto si possa vedere con gli occhi esteriori! Lode e gloria a Dio che è … grande! Conf. Marco Staffolani di Santa Gemma

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avevo 12 anni e forte era il desiderio di diventare frate. Conobbi i padri passionisti quando erano presenti a Macerata, nella chiesa di san Filippo Neri, dove era custodito il corpo del nostro vescovo passionista san Vincenzo Maria Strambi. Fu lì che per la prima volta, ancora giovanissimo, sui 12 anni, manifestai ad un Padre il mio desiderio di farmi frate, di darmi alla vita religiosa nei passionisti. Ma le cose non andarono come pensavo io, forse l’età troppo giovane... e così, come tutti i ragazzi, mi applicai nello studio, fino a terminare le scuole superiori diplomandomi come perito meccanico. Ma quella mia aspirazione non si era rimossa e occasionalmente riaffiorava. Gli anni passavano, e rinunciando a frequentare ingegneria meccanica, riuscii a trovare un ottimo lavoro in cui ero molto capace, che mi appagava e mi dava molte soddisfazioni. Dopo alcuni anni, il titolare mi propose di entrare in società, ed io accettai, mi buttai nell’iniziativa. Questa mia audacia, coraggio anche di fronte a delle sfide, caratterizzerà la mia scelta, quando anni dopo finalmente mi decisi a lasciare tutto per servire Dio. Così mi immersi sempre più nel mio ruolo di lavoro, diventando responsabile dell’ufficio tecnico, docente nei corsi di progettazione,... Insomma: dopo 10 anni, il lavoro mi piaceva, era un sicuro sostegno, e non mi mancavano opportunità di crescita nel futuro.

Ma compresi che se il Signore chiama c’è ben poco da fare, ti seduce e, come si dice, non c’è santo che tenga: e in un momento particolare ho intuito come se questa fosse l’ultima occasione, la mia ultima chance, e da lì ho avuto la forza di superare tutti gli ostacoli che avevo davanti. Dopo aver preso la decisione, con lo sconcerto generale dei miei familiari e di quelli che mi conoscevano, troncai i legami che mi impedivano di vincere le mie paure e di dire sì alla chiamata del Signore. Contattai P. Francesco, dopo aver trovato il numero a Morrovalle, raggiungendolo ad un camposcuola a Bolognola, e con lui incomincia un cammino di discernimento, al termine del quale entrai nel postulato. Insieme ad altri giovani, mi sono inserito nella vita comunitaria, imparando a condividere con i padri la giornata, nella collaborazione e nel servizio fraterno. Ho ripreso gli studi frequentando il biennio filosofico-teologico, e al termine dei 3 anni ho chiesto di essere ammesso all’anno di noviziato a Montescosso che mi ha dato la possibilità di meglio

compresi che se il Signore chiama c’è ben poco da fare Ma il Signore negli anni non mi fece mancare momenti bui, nei quali ti poni tante domande... momenti che riuscii a superare con la fedeltà alla partecipazione ai sacramenti, all’eucarestia, alla riconciliazione, che non abbandonai mai durante la mia vita. E fu proprio nel 2008 che il proposito assopito si ridestò in tutto il suo vigore, a tal punto che non mi riusciva più di lavorare; ero attirato in maniera indicibile a rimanere lungamente in chiesa, davanti al tabernacolo, e di fronte a questa chiamata, sentivo tutta la mia inadeguatezza.

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sperimentare la vita dell’istituto, di prendere maggior coscienza della mia vocazione religiosa e delle sue possibilità per affrontare una vita spesa tutta per il Signore e per i fratelli. Al termine di quest’anno, il 15 settembre 2012, il giorno delle Madonna Addolorata, esattamente 4 anni dopo che feci il mio ingresso, sempre a Morrovalle, emettevo nelle mani di P. Daniele Pierangioli la mia prima professione temporanea di un anno nella Congregazione della Passione di Gesù Cristo. Michele Messi

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La Tendopoli raccontata... Testimonianze e racconti della 32a Tendopoli 2012 Prima esperienza per noi in questa grande e bella famiglia Passionista. La Tendopoli è un esempio di fraternità, di amicizia e di lavoro di squadra. Sono state giornate fantastiche all’insegna dell’ascolto, della riflessione, della preghiera e non solo, ma anche di gioia, divertimento, unione e convivialità. Grosse risate, lacrime e un mix di emozioni rendono indimenticabili questi cinque giorni di passione in cui, sotto la guida del nostro San Gabriele, riusciamo ad esprimere al mondo l’amore che solo il Signore sa donarci. Lo scrutiamo attraverso gli sguardi di ognuno di noi. Legami, affetti, nuove amicizie, rapporti consolidati questa è la tendopoli. Il tutto sotto la supervisione dei nostri Padri: Francesco, Marco, Pino, Alessandro, Lorenzo, testimoni per noi di un amore così grande da sconfiggere le barriere erette dalla nostra società, il rancore, l’odio, l’indifferenza. Questi Padri sono esempio di come affrontare con grande gioia ed obbedienza questo nostro mondo costruito e pensato per noi. Ma non solo. Essi ci aiutano a comprendere come vivere in questo mondo seguendo il Signore e aderendo a ciò che egli ci chiama a fare adesso. Come ci ha suggerito l’ultimo giorno di Tendopoli il cardinal Comastri: “Noi trasmettiamo, con il nostro essere comunità, il senso della vita, di vivere quotidianamente questo grande dono come figli di Dio”. Questo è il nostro compito più grande: seguire Cristo all’interno della nostra società, nelle nostre relazioni, trasmettendo la gioia di vivere insieme

agli altri, a coloro che incontriamo ogni giorno nelle nostre strade. Di ciò la Tendopoli è una bellissima scuola di vita. Antonio ed Elisabetta “un vero regalo del Signore alla mia vita” Se qualcuno mi dicesse... perche’ continui ad andare in Tendopoli?... io gli risponderei... per necessita’! Quei 5 giorni sono necessari, per la vita di un tendopolista! ... e tendopolista... dopo 18 anni di giornate vissute all’ombra del Gran Sasso e ai piedi di San Gabriele, posso ben dire, che non si finisce mai di esserlo!! 18 Tendopoli... e mai una uguale all’altra.. sebbene il professor Tessore e il Dottor Meluzzi siano sempre quelli degli altri anni !! :-) :-) Un vero regalo del Signore alla mia vita.. e soprattutto quest’ultima Tendopoli! I su citati personaggi importanti, insieme all’esperto di comunicazione di rete di cui non ricordo il nome ma molto bene l’efficacia della sua argomentazione, insieme al vescovo di Macerata e al meraviglioso, amorevole padre cardinale Angelo Comastri... hanno reso questa Tendopoli perfetta, nella preghiera e nella relazione sociale. Per cui ringrazio tutti... dal primo 15enne che quest’anno ha vissuto la sua prima tendopoli... all’ultimo caprone, come me, che sono 18 che ne fa... vedi Giacomo Petruccelli :-)... e anche i veterani DOC! Vorrei finire con una citazione del carissimo cardinale Angelo Comastri... auguro a tutti di vivere una vita camminando mano per mano con la

Madonna e San Gabriele!! :-) un abbraccio. Cinzia, GT Chieti Tricalle “esperienza concreta dell’amore di Dio” Nella nostra vita ci siamo spesso trovati senza una meta, senza una strada da percorrere, paralizzati nel pianto e nel dolore, vivere era una bugia. E improvvisamente ci siamo ritrovati in una realtà diversa, un luogo dove non c’è tristezza, dove non ti puoi permettere di buttarti via, dove nessuno ti giudica e soprattutto dove puoi colmare il tuo cuore della presenza del Signore. Questa 32esima tendopoli dal nostro gruppo di Palombara è stata vissuta come l’esperienza concreta dell’amore di Dio. Abbiamo conosciuto persone fantastiche, ricche e tra di noi si è stabilito un rapporto d’amicizia puro e vero che sicuramente durerà nel tempo perché fondato sull’amore vero. E con maggior consapevolezza, maturità e con tanti ricordi nel cuore iniziamo a vivere la vera Tendopoli nel nostro paese, cercando di trasmettere anche agli altri la verità che abita nel nostro cuore e la gioia proveniente dall’incontro con Cristo. Alessia - GT Palombara Sabina

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Padre Lorenzo si racconta. Cari amici tendopolisti, non sono avvezzo a parlare della mia esperienza personale prima di aver conosciuto il Signore Gesù, poiché, se è vero quello che dice san Paolo apostolo nella lettera ai Filippesi, «tutto ormai io reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero come spazzatura, al fine di guadagnare Cristo», allora è poco prudente descrivere chi ero e cosa facevo nella mia vita passata, per di più digitandola nel mio notebook, con la certezza che non sarà più cancellata: e come diceva Caio Tito al senato romano Verba volant, scripta manent!! Ma se la vostra pazienza resta, come uno scritto, allora ho piacere di raccontarvi cosa successe nel momento in cui Cristo entrò a far parte della mia vita. “Le cose di prima sono passate, ne sono nate di nuove” (2 Cor 5, 17): l’esperienza di incontro con una persona sconosciuta è solitamente un arricchimento notevole per ognuno di noi, ed ha sempre il sapore di ignoto, per cui suscita la nostra curiosità nell’approfondire la conoscenza e magari l’amicizia. Quello che avvenne con Gesù, persona viva e vegeta, fu lo stesso; non ebbi alcuna esitazione nell’avvicinarmi a Lui, anzi provavo un piacere fisico nel penetrarne le sue profondità, al punto che preferivo una serata vissuta con Lui, magari dinanzi al tabernacolo, piuttosto che uscire con i miei amici. Debbo confidarvi che la gioia

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che ho provato nel momento della mia vocazione religiosa copriva ogni difficoltà, ad esempio quella di affrontare la mia famiglia, i miei amici (e amiche!!) nel dire loro cosa stavo vivendo in quel periodo. Non provavo paura!! Gesù era con me (e lo è tutt’oggi!), qualsiasi calamità relazionale (ad esempio la possibilità di perdere tutti gli amici) non mi provocava nessuna reazione. Avevo una corazza che si chiamava Spirito Santo!! Certo, le paure sono venute fuori durante il cammino, quando il fervore dei primi tempi è passato, e dovevo fare i conti con la cosiddetta “opzione fondamentale”: dovevo scegliere, stare con la mia famiglia, una ragazza, con gli amici, con tanto comfort che potevo permettermi, con un lavoro assicurato, oppure come fece san Gabriele, abbandonare tutto e donarmi per svolgere questo meraviglioso servizio per la felicità dell’umanità. Scelsi di lasciare tutto, altrimenti non starei qui a digitare questa intervista!!! Grazie Gesù! Ragazzi, volete pienezza di felicità? Lasciate perdere ciò che non vi gratifica, e seguite Cristo. Avevo grande piacere, quasi ogni sabato sera, di andare in discoteca con i miei amici, alla ricerca

disperata di una povera ragazza che mi desse “affetto”, rincorrendo qualcosa che mai poteva colmare il vuoto della mia infelicità. Allora avevo 14 anni, e il Signore mi fece fare il primo gradino: dalla disco al gruppo, anche se per un periodo non volevo lasciare l’una e neppure aderire completamente all’altro. Ma vinse il gruppo, solo perché una ragazza del mio paese alla quale rivolgevo le mie attenzioni, faceva parte di quel gruppo!! Certo che il Signore è strano! Ma questo “amore” durò poco, e comunque piano piano ciò che il gruppo mi proponeva mi affascinava sempre più. La fede cominciava a cambiare volto, non era più “roba da vecchi”, ma cominciava a colmare i vuoti dell’apparenza. Fu così che da quella solitudine sperimentata per alcuni anni, comincia a fare esperienza del “vivere insieme veramente”, non come fanno i conviventi, ma come fanno gli amanti, e capii che la fede ha una caratteristica che spesso

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tralasciamo, che è la comunione. La tendopoli del 2000 fu travolgente, poiché era in concomitanza con la GMG di Tor Vergata, e lì ebbi la prima esperienza di Chiesa, di comunità ecclesiale, e dunque di Cristo! Stava crescendo invisibilmente in me la libertà dei figli di Dio, mi stavo liberando del vecchio uomo, e rivestendomi di Cristo! L’ “iità”, cioè l’essere concentrato sul proprio piacere, sul proprio io, stava lasciando spazio alla Verità, distruggendo la menzogna. Dal muro di pietra che ci si erge davanti quando non abbiamo progettualità nella nostra esistenza, cioè disperazione, alla prateria di felicità che ci si apre quando accogliamo l’Eterno, cioè speranza, c’è un semplice gradino che si chiama “apertura del cuore”. Cari giovani della Tendopoli, vi auguro di scoprire o riscoprire la bellezza di appartenere a Cristo, distruggendo il muro di separazione che sta immezzo, lasciandovi plasmare dalla sua misericordia. Non abbiate paura, buttate giù la maschera che vi fa belli dinanzi al mondo, ma mostri dinanzi a Cristo. Gesù ha bisogno della vostra verità, perché la sua Verità possa regnare nella nostra esistenza!! Amen, Alleluia!!

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La Tendopoli raccontata... 2 Testimonianze e racconti della 32a Tendopoli 2012 “è come se iniziasse una nuova vita” Donneeeeeeeeeeee è arrivato Rocco, in Tendopoli mi conoscete tutti con il nome di Rocco sennò in realtà mi chiamo Andrea! Mi trovo qui sopra questo foglio bianco a dirvi della mia esperienza con la Tendopoli. Che dire, la mia avventura con la tendopoli ha inizio nel novembre del 2007 durante la missione parrocchiale avvenuta nel mio paese dove ho conosciuto P.Pino. È stato stupendo conoscerlo e assieme a lui abbiamo fondato il gruppo tend di Cologna Spiaggia anche se credavamo in pochi che questo gruppo potesse andare avanti, ad oggi, sono già 5 anni che ci incontriamo tutti i venerdi sera. Poco dopo abbiamo conosciuto anche P.Francesco, il fondatore! I giorni che si passano in Tendopoli sono i migliori di ogni anno. Cioè tu sei in macchina e incomincia a farti mille domande : “chissà il Signore chi mi metterà affianco per trascorre questi 4 giorni????? Chissà quante nuove amicizie farò quest’anno????...ma poi sei lì, fai la curva e, come sempre, trovi lo striscione con la scritta “Spera nel Signore Sii Forte”e, una volta che varchi quel cancello, è come se iniziasse una nuova vita. Tutte le domande che prima ti ponevi scompaiono e pensi solo a quello che il Signore ha in programma per te in quella settimana ricca di emozione e silenzi in cui puoi stare da solo con te

P.Francesco e P.Pino e per la Tendopoli! SPERA NEL SIGNORE SII FORTE !!! Andrea - GT Cologna Spiaggia “spazio di congiunzione tra cielo e terra” Tanti sono i pensieri che affollano la mia mente e il mio cuore, connessi a questa meravigliosa 32esima Tendopoli a San Gabriele, la prima a cui io abbia mai partecipato. Le aspettative e gli interrogativi che si insinuavano nella mia mente sulla strada per il Santuario, erano diversi e molteplici. Prima di allora, avevo avuto modo di conoscere l’esperienza “ Tend” solo ed esclusivamente attraverso le parole degli altri. Sono passati diversi giorni dalla Tendopoli, ma le emozioni provate sono ancora vive dentro me e i ricordi riempiono quotidianamente i miei giorni. La Tendopoli è amore, è fratellanza, è Gesù eucarestia, è spiritualità, è preghiera, è comunione, la Tendopoli offre riparo dal materialismo ed egoismo più bieco che vige in un mondo senza Dio. La Tendopoli rappresenta la mia isola felice, è quello spazio di congiunzione tra cielo e terra che mi permette di essere in totale ed assoluta comunione con Gesù, quel Gesù che era accanto a me e accanto ad altre persone vicine a me. Sulla strada del ritorno, ho

ripensato a tutti gli insegnamenti tratti da questi giorni a San Gabriele, primo fra tutti, il cercare di portare la realtà Tend nella vita di tutti i giorni, e nella vita di chi non crede perché non ha ancora potuto sperimentarla. Sono e sarò sempre riconoscente a chi mi ha fatto conoscere questa realtà, a chi mi ha accompagnato con mano durante questo meraviglioso viaggio, il primo viaggio di una lunga serie, ma soprattutto, sono e sarò sempre riconoscente a te Gesù mio, perché mi hai aperto le tue porte, e mi hai accolto nella tua casa, perché hai reso, con questa Tendopoli, concreta e tangibile la tua presenza nella mia vita. Maria, Trani

... la Tendopoli offre riparo dal materialismo ed egoismo...

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stesso e riflettere ed avere sempre un’unica domanda: “Signore ti prego fammi capire qual è la mia vocazione, cioè il motivo per cui sono venuto al mondo”!!!!!!! ancora non ho la risposta... ma durante quei 4 giorni mi dà la carica per vivere 361 giorni facendo solo quello che Lui vuole da me! Mi ha fatto fare della amicizie stupende anche se, purtroppo, sacrificate dalla distanza geografica... Sono comunque certo che è Lui a guidarmi nel cammino infinito della vita anche se so di essere una testa “quadra” e spesso faccio quello che voglio io non ascoltando la Sua voce! Che dire, grazie di tutto Signore per

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“silenzio d’amore e grido di speranza” Silenzio d’amore e grido di speranza..mi piace descrivere con queste parole la 32° Tendopoli. Ogni anno, appena partita, oltre a rendermi conto di non avere preso il cuscino, puntuale una domanda mi balena in testa: “cos’ho fatto quest’anno per la realtà che mi ha cambiato la vita? Quale delle mie giornate maniacalmente

programmate ho soltanto pensato di mettere in forse per pormi al servizio della mia Parrocchia? Quanto le mi preghiere sono state più un’egoistica richiesta di aiuto piuttosto che un canto di lode”? E quest’anno, più degli altri il bilancio fatto è stato sconfortante, conscia che la giustificazione del “da sola non ce la faccio a fare tutto” era, appunto, una giustificazione: come se avessi avuto il bisogno di una risposta sempre pronta a chissà quali critiche temevo alle porte. Meraviglioso invece stare in silenzio e trovare una improvvisa pace. Il momento più emozionante l’ho vissuto durante la scuola di preghiera, quando ci si rende conto che il tempo non è scandito dai minuti che passano ma da dolci risonanze, dove la frenesia di un mondo che sembra non aspettare si trasforma in grido di speranza, la speranza che

nessuna rete può intrappolare, nessuna machiavelllica tendenza può superare, la speranza che nutrita dal Verbo incarnato rende possibile ogni cosa... ed esplode la gioia! Lea, Montorio al Vomano

Per quanto mi riguarda la Tendopoli del 2012 ha colpito nel segno. Inizialmente il tema principale mi è apparso contraddittorio o, perlomeno, ingenuo. Come poter affermare : “Giovane... Questo mondo è per TE!” in una società dominata dal modello occidentale globalizzato? L’attuale dittatura economica (mascherata da democrazia) che rende culto al dio denaro, in realtà non si preoccupa delle persone, non è interessata ai volti, ma alle cifre, agli indici di crescita e se per aggiustare i conti occorre sacrificare esseri umani, magari con l’ennesima guerra, pazienza; se la vita della persona non è al primo posto, figuriamoci la sua felicità e la sua realizzazione. Chi può fare la differenza? Ci ha risposto Dag Tessore citando il Salmo 36: chi cerca la gioia, abita la terra e vive con fede. L’intervento di Dag mi ha colpito in modo particolare perché ci ha ricordato che il Paradiso, la vita eterna in Dio, non è qualcosa di lontano, di separato da questa vita, o una ricompensa calcolata sulle penitenze e i sacrifici che ci siamo inflitti quaggiù.

La vita eterna inizia su questa terra, la possiamo già sperimentare qui ed ora, amando Dio e il prossimo (fosse anche un nemico) senza giudicarlo, amando il creato che ci è stato donato, quei semplici momenti della vita di tutti i giorni che a torto consideriamo banali; come Tessore (portando l’esempio illuminante dello sguardo umile dell’asino) ha affermato, dovremmo ascoltare ed osservare molto di più la natura, per trarne insegnamento. A volte sembra che amare Dio e amare l’uomo siano due cose diverse o contrastanti; Meluzzi ha chiarito la questione: “Non c’è una contrapposizione tra un teocentrismo e un antropocentrismo, tra mettere Dio al centro e mettere l’uomo al centro; perché noi scopriamo che è esattamente la stessa realtà di due volti della stessa medaglia, che noi scopriamo quando scopriamo che Dio stesso, il Dio cristiano è un Dio relazione, è un Dio Trinità.” Oltre ai preziosi e unici momenti passati con i fratelli e le sorelle tendopoliste posso dire, in una frase, che l’insegnamento fondamentale lasciatomi dalla Tendopoli 2012 è questo: vivi con fede, con lo sguardo rivolto a Dio ma con i piedi piantati su questa terra. E attenzione a non dare all’IO il nome di DIO. P.s. Le sorelle passioniste (vedi suor Marianna) sono proprio forti, il carisma non è acqua ;-) Cristiano Coppa

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La Tendopoli raccontata... 3 Testimonianze e racconti della 32a Tendopoli 2012 Quest’anno la Tendopoli mi aveva incuriosito già dal titolo: Giovane... questo mondo è per te! l’esigenza di dare fiducia ai giovani, quasi rivoluzionaria in questa società “vecchia” sotto molti punti di vista. La prima relazione, quella di Dag Tessore, è andata oltre, richiamando all’impegno concreto e in Questo Mondo, col suo “Giovane: cerca la gioia. Abita la terra, vivi con fede”. L’intervento di monsignor Claudio Giuliodori e il suo invito a “gettare le reti, e non cadere nella rete” mi è sembrato poi, decisamente attuale. I moderni social network, fra cui facebook, a cui poi il dott. Lorenzo Lattanzi si è esplcitamente riferito, dietro al nome di mezzi di comunicazione di massa, rispondono in realtà al tentativo della odierna società consumistica di catalogarci e far nascere nuove, fittizie necessità. D’altra parte la Tendopoli è stata anche, per me, momento di condivisione e confronto di opinioni nei lavori gruppo, di preghiera individuale attraverso la scuola di preghiera e il deserto. Infine è esperienza di precarietà nella tenda e di “risveglio”, accolti ogni anno dai padri passionisti e dalle parole appassionate e a volte provocatorie di padre Francesco. Non è stato il mio primo anno da tendopolista, ma il 6°, e molto probabilmente nn sarà l’ultimo! Marco Uncini Il mio 4° anno di Tendopoli e come ogni anno ripeto che è un’esperienza stupenda che mi tocca profondamente. Quando

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sono a casa non mi accorgo di quali sono i veri valori della vita. La Tendopoli invece mi aiuta a riflettere su tante cose; la precarietà, il vivere distaccato da tutto ciò che a casa sembra essenziale e che poi in realtà scpri non esserlo, mi fa cambiare. Torno a casa diversa grazie al dialogo con gli altri, le persone fantastiche che ogni anno incontro durante il cammino, le relazioni dei vari professori mi rendono più ricca. Quest’anno per esempio la relazione che mi ha colpito in modo particolare è stata quella del venerdì del dottor Lorenzo Lattanzi, che ha affrontato un tema molto comune a noi giovani: Internet. “Giovane getta le reti ma non cadere nella rete”. Direi che questa frase mi appartiene particolarmente perché prima di andare in Tendopoli quest’anno passavo la maggior parte del tempo su Internet, Facebook, lasciando perdere tutto ciò che invece era più importante; è davvero facile caderci dentro, ma dopo le parole ascoltate dal professore mi sono resa conto che ne stavo abusando. Ecco, sono tornata a casa e mi sto rendendo conto che passano giorni in cui il PC resta spento e dedico molto più tempo alla lettura, cosa che prima non accadeva mai… Questo è un semplice esempio per capire come in soli 5 giorni si può cambiare, perché i 5 giorni che vivi lì valgono più di tutti i momenti che vivi durante l’anno, la preghiera intensa, la riflessione, il divertirsi con cose semplici, i canti, le letture, sono queste cose

che mi danno la carica per iniziare un nuovo anno di scuola e nella parrocchia. Ringrazio tutti coloro che si occupano dell’organizzazione perché ci permettono di vivere un’esperienza che ogni anno è indimenticabile. Arianna Montesi Sono stata una di quei 350 ragazzi che quest’anno ha partecipato alla 32°Tendopoli. Per me è stata la prima esperienza, che mi porterò dietro per sempre e che mi è servita per riflettere su alcuni argomenti che nella vita di tutti i giorni vengono ignorati. Ma soprattutto questo tipo di esperienza mi è servita a socializzare, a mettermi in relazione con altre persone scambiandoci opinioni e punti di vista. Il momento che più mi ha colpito, estraniandomi da tutto a da tutti, è stato il deserto. La vita nel deserto non è semplice, dobbiamo lottare contro contro gli elementi della natura: il caldo, il freddo, la paura della solitudine, la notte, la privazione di tutte le nostre risorse sulle quali in genere noi contiamo. Per questo il deserto l’ho voluto vivere come un momento di riflessione, estraniandomi dalle preoccupazioni, da tutto quello che occupa il mio tempo per pensare a Dio nel profondo del cuore. Un altro momento che mi ha particolarmente coinvolto è stata la riflessione di Dag: oggi ciò che conta veramente non sono più i valori che un tempo erano le

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fondamenta della vita, bensì il lavoro, il denaro il successo. Tutti noi sogniamo di diventare qualcuno, e molto spesso lo facciamo utilizzando i mezzi sbagliati, o addirittura siamo capaci di manipolare le persone a nostro piacimento affinchè siamo qualcuno. A conclusione di questo percorso, posso dire che alcuni modi di pensare in me sono cambiati, ma soprattutto devo ringraziare chi in questi anni mi ha aiutata e guidata affinchè io potessi avvicinarmi a Dio, evitando di abbandonare la fede dopo la Cresima, e grazie perché se non fosse per alcune persone oggi sicuramente non sarei qui a scrivere una testimonianza sulla Tendopoli. Lucia Venanzi “Giovane.. questo mondo è per Te!” questa Tendopoli è subito iniziata con una provocazione, per me, molto forte: I giovani non esistono! Sono rimasta colpita e ferita da questa affermazione, perché trovo che oggi non sia facile essere giovani in un momento così passeggero. Parliamo di questo mondo che è per noi, e come diceva Dag Tessore: “.. ci sono due mondi, uno della corruzione che dobbiamo evitare e invece l’altro mondo che è per noi..”; allora cosa voglio? Voglio solo parole di speranza, fede o verità? No, voglio anche trovare la mia felicità, difficile a volte per noi ragazzi da raggiungere ma non impossibile. “..Il vero obbiettivo della felicità non è mai in uno oggetto, è sempre in una relazione. E quindi essere felici vuol dire sempre e comunque affidarsi ad un altro..” Io credo nei giovani, nella loro forza e nella loro speranza e cerco sempre di raggiungere la felicità, perché credo in me! Sono convinta delle mie capacità e davanti alla parte di mondo della corruzione voglio lottare e non lasciarlo lì com’è, perché questo mondo è per me! Vittoria Uncini Questa è stata la mia terza Tendopoli e come gli anni precedenti è stata molto emozionante; non solo perchè in quest’esperienza hai la possibilità di sentirti più vicina al Signore, per le testimonianze che ci vengono offerte, per il deserto, un momento dove tu e il signore siete in comunicazione, ma anche perché hai la possibilità di fare nuove amicizie. Questa secondo me è un esperienza che tutti devono fare perché

può darti un insegnamento su come devi affrontare la vita di tutti i giorni e la vita religiosa. Sara Venanzi …e con questa sono17! Gli anni trascorsi, le persone conosciute, i gelati e i gavettoni, le relazioni, i dibattiti, il lavoro nei gruppi, l’eterno Padre Francesco, gli splendidi ragazzi di Angeli e dintorni, gli amici vicini e lontani che nel tempo sono diventati fratelli e sorelle spirituali… e poi il canto, la preghiera, la lode, il ringraziamento, il deserto, la presenza viva di Gesù, la malinconia ogni volta che si torna a casa e che ricomincia il “quotidiano”, ma la consapevolezza che “questo mondo è per te” e che “è questo il giorno sempre nuovo per ricominciare!”. La Tendopoli per me è tutto questo, è un’occasione per “staccare”, per “ricaricare le pile” e per ri-generarsi. Concludo dicendo che quest’anno ho portato a casa con me tante cose belle e preziose, tra cui ricordo con piacere i nuovi amici conosciuti nel gruppo B10 e le perle di saggezza di Dag Tessore. Marco Vescovo “Questa è stata per me una delle Tendopoli più belle degli ultimi anni!! Innanzitutto il tema di quest’anno.. “Giovane… questo mondo è per te”… queste parole sono state per me un richiamo fortissimo… Ancora mi risuonano in testa e mi danno tanta carica, tanta forza, tanto entusiasmo e tanta voglia di impegnarmi.. Tante volte quest’anno mi sono scoraggiata, mi sono lamentata, mi sono arrabbiata e sono precipitata nello sconforto e nel pessimismo… ma grazie a questa Tendopoli, alle bellissime relazioni di Dag Tessore e di Meluzzi, agli intensi momenti di preghiera, alle Messe stupende così ben animate dal fantastico coro tend e a tutti gli stupendi momenti vissuti con gli altri miei amici tendopolisti, mi sono come rigenerata e ho ritrovato la speranza, la passione per la vita e la voglia di camminare. Il messaggio fondamentale che mi ha lasciato questa tendopoli è che, quando nella vita ci sentiamo stanchi e depressi perché non riusciamo a fare una cosa, perché non riusciamo a raggiungere dei traguardi che ci siamo imposti ,o non riusciamo ad essere capiti e apprezzati come desideriamo, o ci sentiamo

precari, instabili, incapaci.. beh in questi momenti, anche se ci sembra che tutto è perduto non dobbiamo piangerci addosso, non dobbiamo lasciarci sopraffare dalla sfiducia per la vita, non dobbiamo lamentarci o incolpare la società, il sistema, le altre persone per le cose che vanno male e per i mali del mondo. Perché questo mondo è per noi. Siamo noi che lo facciamo questo mondo. Noi lo costruiamo. Noi lo possiamo cambiare. Noi dobbiamo essere i protagonisti. Non possiamo delegare, non possiamo essere dei semplici spettatori inermi che si lasciano scoraggiare e manovrare da chi è più forte e da chi ricava interesse dal nostro pessimismo e dalla nostra pigra e comoda inerzia. Il messaggio che mi ha lasciato questa tendopoli è che dobbiamo avere fiducia e speranza… perché, qualunque cosa accada, noi non siamo soli… c’è Gesù, quell’Amico che ci ama, che ci aiuta a rialzarci quando cadiamo, che è sempre insieme a noi e che è la nostra guida, il nostro Maestro… e se seguiamo Lui, se siamo miti, se siamo poveri in spirito, se siamo puri di cuore come lui ci ha insegnato, se affrontiamo le sfide e le difficoltà della vita con dignità e serenità, se ci impegnamo ogni giorno con umiltà ed entusiasmo nei nostri progetti,,se invece di pensare a cosa ci manca riconosciamo con umiltà e gratitudine tutti gli splendidi doni che il Signore ci ha fatto e se invece di versare lacrime sulle nostre sventure quotidiane siamo più attenti ad asciugare le lacrime e a portare il sorriso a chi ha bisogno di noi…la nostra vita ci può apparire molto più bella, più felice e piena di significato… Infine volevo ringraziare tutti.. gli organizzatori, passionisti e non, quei ‘santi tendopolisti’ che ogni anno “si fanno un mazzo così” per preparare tutto, sia quelli che si dedicano all’ideazione dei momenti spirituali, sia quelli che sudano e faticano per gli allestimenti materiali e poi i relatori, il coro (siete sempre più bravi!), tutti gli splendidi ragazzi del fantastico gruppo B05 con cui ho condiviso tanti bei momenti sia di confronto che di spensieratezza. E ovviamente tutti i cari amici del gruppo di Angeli&annessi… grazie ad ognuno di voi per aver reso questa mia 12esima Tendopoli così speciale! Vi voglio bene!! Laura Grassi

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La Tendopoli raccontata... 4 Testimonianze e racconti della 32a Tendopoli 2012 Trodica 1 Per me questa tendopoli è stata molto interessante e mi ha dato la possibilità di riflettere su diverse cose. Come prima tendopoli mi ha dato l’impressione di una cosa bella da condividere con altre persone di diversi paesi e regioni, sicuramente l’anno prossimo tornerò, se ne avrò la possibilità, e di questo ringrazio il gruppo tend di Trodica. Trodica 2 Mi è stato chiesto di scrivere le mie impressioni sulla Tendopoli e sinceramente non so cosa scrivere. Ho sempre pensato che le emozioni che vivi lì non si riescono ad esprimere a parole, ma bisogna viverle, o per lo meno per me è così. Sono solamente tre anni che vado in Tendopoli, quindi molto da dire non ne ho. So che in quei 5 giorni mi sento libera, mi sento in pace con me stessa e qui, a casa, puoi trovare quella persona che ti insulta se ne parli, puoi trovare quella persona che fa finta di ascoltarti, e spesso mi sento a disagio nel parlarne. In Tendopoli credo che alla fine siamo tutti li per lo stesso obbiettivo, del quale possiamo parlare liberamente senza critiche, e forse è anche per questo che mi sento più libera. Una ragazza che ha vissuto gran parte della sua vita in Tendopoli, il mio primo anno, mi disse: “di 365 giorni, 360 li vivi aspettando quei 5”. Non so, sarò ridicola ma dico che forse è veramente così, niente è perfetto, nemmeno in agosto ai piedi del Gran Sasso ed è proprio per questo so quasi con certezza, che, chi per i disagi di questo ‘piccolo mondo’ si è allontanato (nessuna

critica) debba iniziare, o continuare, a lottare per raggiungere quella ‘perfezione’ che avvicina i giovani. Trodica 3 Questa mia prima Tendopoli ha portato un cambiamento nella mia vita! Di certo non l’ha stravolta ma a piccoli passi ha cambiato il modo di farmi vedere le cose materiali per quello che realmente sono. Mi ha aiutato molto nel distinguere le azioni giuste da quelle sbagliate e a riflettere bene prima di decidere. Mi ha insegnato a godere di ogni piccolo momento della mia vita e per questo io sarò per sempre grato alla Tendopoli!

Pensavo di essermi abituato, dopo 10 Tendopoli, al ritorno a casa. E invece ogni anno, e mai come quest’anno, mi ritrovo a leggere la maglietta e vedere le foto, avvolto da un turbinio di emozioni, di parole, lacrime e risate. Momenti magici. Grazie di cuore a tutti voi, fratelli e sorelle della Tendopoli!! Grazie per tutto questo Amore che scorre e non si riesce a fermare. Vi voglio bene!!!!

RISONANZE DA

Tommaso Un rangraziamento a tutti.. che mi avete fatto fare una stupenda 1° tendopoli..... GRAZIEE!!!.... sicuramente ci si rivedrà l’anno prossimo!! Mattia Ogni anno appena arrivo a San Gabriele sembra di essere ripartita il giorno prima! Grazie per la vostra accoglienza e amicizia. Laura

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Oggi è x tutti noi il the day after, il giorno dopo.. il giorno dei bilanci, delle conclusioni.. il giorno in cui si raccolgono tutte le emozioni vissute, le si rimettono in ordine.. si chiudono gli occhi.. ti scendono le lacrime.. e non puoi resistere nel gridare dentro te stesso DIOS ESTA

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AQUI... e questo miracolo chiamato tendopoli si ripete nella mia vita x il 17esimo anno consecutivo..GRAZIE A TUTTI Mario È stata bellissima questa mia prima tendopoli e non vi riesco proprio a dimenticare mi mancate tantissimo!!!!! baci Francesco. La tendopoli si è appena conclusa siamo oramai tornati tutti nelle nostre case..... ma quello ke abbiamo vissuto in questi giorni è ben impresso nei nostri okki e nei

nostri cuori. Io mi sento di ringraziare tutti voi ragazzi xk cn la vostra allegria con il vostro entusiasmo siete contagiosi.... e personalmente m avete dato tanto!!!!!! Nn smetterò mai di ringraziare Dio x ciascuno di voi.... continuamo così... continuiamo a piantar pikketti e a stendere teli.... voi con la vostra forza ed entusiasmo... noi “vekkietti” con la nostra esperienza ... ed insieme abiteremo veramente questo mondo... Tiziana

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Il piccolo Francesco nuovo tendopolista

Il 19 agosto è nato Francesco Travaglini, nella foto con il fratellino Davide, e il papà Emiliano e la mamma Mariantonietta sono felici di condividere con tutti voi la loro gioia.

Maddalena nata il 16 settembre. Auguri a Marina e Simone per la loro piccola bambina... l’intera Tendopoli gioisce insieme a voi per il miracolo della vita.

Auguri a suor Maria Beatrice Ci uniamo ai festeggiamenti del Gruppo Tend di Potenza Picena per la professione di fede di Suor Maria Beatrice, avvenuta lo scorso 2 ottobre.

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nascite, gruppi, Inviate le vostre foto di testimonianze. e i on neolaureati, matrim erimenti Inoltre domande o sugg . he ric rub alle varie

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Tendopoli info.tend bimestrale d’informazione dell’associazione TENDOPOLI - S. GABRIELE ONLUS Direzione P.Le S. Gabriele, 2 - 62010 Morrovalle (MC) Tel. 0733.222272 (lun e mer dalle 21 alle 23) segreteria@tendopoli.it www.tendopoli.it Direttore Responsabile Padre Francesco Cordeschi

Redattori Marco Cola, Matteo Zingaretti, Stefania Bisconti, Liviana Cinciavecchia, Maria Cristina Teti, Catia Di Luigi, Mario Cappelluti, Giacomo Petruccelli Fotografie Fototeca Tend Impaginazione mcomunicare.it Stampa Grafiche Martintype (Te) Spedizione Gruppo Tend Trodica

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Tendopoli 05/2012