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Chiesa di Sant’ Eufemia

progetto di restauro della Chiesa e del contesto

Enzo Maio Masci Francesco Totaro


la chiesa di sant’eufemia Dai documenti si può intuire che, la fondazione del monastero possa essere collocata negli anni a cavallo dell’anno 1000, secondo Antinori, (arcivescovo e storico del XVIII sec.) precisamente nel 1004. Aldemario di Capua, fondò Sant’Eufemia su una radura vicino al tratturo e al fiume Foro, in una posizione strategica già collaudata in altri modelli, come quello in Bucchianico, che prevedeva la fondazione in posizione isolata, ma non troppo distante dal luogo antropizzato; i monasteri da lui fondati infatti, sorgevano in luoghi vicini ai villaggi rurali che dopo qualche decennio, si sarebbero strutturati a borghi fortificati, controllati dall’ aristocrazia rurale. In questo modo, il monastero manteneva l‘autonomia territoriale, non solo religiosa, che permetteva ai monaci di occuparsi di agricoltura o di controllare la pastorizia. I pastori infatti, si recavano i pascoli montani passando vicino il monastero in direzione delle gole del Foro, vicino Pretoro, naturale ingresso alla Majella. Il monastero di Sant’Eufemia, rappresentò di fatto un nodo di interscambio economico tra la valle montana del Foro, le colline boscate del chietino e la costa per quei pastori che praticavano la transumanza. I monaci di Sant’Eufemia, dovettero avere il ruolo di coordinatori economici della pastorizia, che si svolgeva nell’area compresa tra il Foro, Pretoro, Rapino. Circa a metà dell’XI sec., un certo Dodone, insieme all’aristocrazia rurale, possessori del tenimento dove era sorto l’edificio, regalarono il convento all’Abbazia di Montecassino, la quale, esercitava da molto tempo una considerevole funzione colonizzatrice e civilizzatrice. Sant’Eufemia fu poi soverchiata dalla nscente Abbazzia di San Salvatore a Majella vicino Rapino, che assorbì gran parte delle donazioni elargite dalla feudalità normanna. Altri eventi, non molto felici per la sopravvivenza del monastero, furono per esempio l’incendio datato 1084 e la scomparsa del suo fondatore Aldamario da Capua. Di conseguenza l’abbazia fu abbandonata per cadere totalmente in rovina nei secoli successivi. L’abbazia di Sant’Eufemia, è oggi dimenticata, ridotta ad un sito archeologico avvolto da edifici e strade che ne hanno fatto perdere l’assetto originale. Un elemento molto importante dell’opera di Aldemario da Capua, fu la fondazione in parallelo di altri quattro monasteri, in arco temporale trentennale. Questi quattro monasteri erano: Sant’Eufemia di Fara, San Clemente di Guardiagrele, Santa Maria di San Martino sulla Marruccina e Santa Maria maggiore e Sant’Urbano in Bucchianico. Qualcosa di certo, che sappiamo oggi appartenere contemporaneamente sia a Sant’Eufemia sia a Santa Maria maggiore e Sant’Urbano in Bucchianico è il modello medievale borgognone francese: esso prevedeva l’ingresso alla chiesa al di sotto del campanile. Nel XVIII sec., la chiesa ormai in totale abbandono, fu recuperata, anche se in piccola parte, trasformando lo spazio occupato dall’antico campanile, in una chiesetta, arrivata ai giorni d’oggi.


stato di fatto Attualmente, l’ex complesso monastico è scisso in due elementi non comunicanti tra loro: la “Chiesetta” della contrada, e i ruderi del monastero. La Chiesetta del XVIII sec. è l’unico edificio fruibile e visitabile; una spessa sezione muraria divide l’esterno dal piccolo interno che riesce ad ospitare non più di venti persone. All’interno si trova una replica dell’antica statua di Sant’Eufemia, un altare e poco più. La facciata della Chiesetta antistante è caratterizzata da un intonaco bianco (in stato di degrado) che si contrappone al campanile in mattoncini quasi nascosto dalla vegetazione laterale. Essa non è immediatamente visibile; è arretrata rispetto alla strada principale, e l’ingombrante presenza di due edifici laterali, tra cui un ristorante costruito accanto al Monastero e un parcheggio centrale, contribuiscono a nascondere la piccola Chiesa. Al muro laterale di questa si appoggiano strutture cadenti e obsolete di propiretà del ristorante. La parte retrostante dell’attuale chiesa, nonchè ruderi dell’ex Abbazia conserva ancora parte degli elementi murari originali. Lo spazio interno,ex sito archeologico, non è accessibile: non esiste nessun ingresso che colleghi il livello stradale a quello dei ruderi. Impossibile è anche la visita e addirittura la vista dell’intero complesso nel suo insieme. L’incuria ha permesso che i resti venissero soffocati e nascosti dalla vegetazione erbacea: l’edera nasconde completamente l’antico abside con il suo arco, e allo stesso tempo, il terreno che permetterebbe la vista del secondo muro longitudinale è praticamente impraticabile e calpestabile per via del manto erboso ormai ad altezza uomo.


chiesetta - prospetto ovest

0

50

150

300

dati trilaterazione A - C 4,74

P-N

4,71

B-C

4,71

Q - N 4,74

A-D

4,85

P-O

B-D

5,02

Q - O 5,25

A-E

5,34

A-F

5,43

B-E

5,50

B-F

5,60

A-F

5,43

P-G

6,39

B-F

5,60

Q - G 6,69

P-G

6,39

P-I

5,45

Q - G 6,69

Q-I

5,62

P-I

5,45

A-X

7,02

Q-I

5,62

B-X

6,85

A-H

6,39

A-Y

7,73

B-H

6,69

B-Y

7,62

P-L

5,38

X-V

2,39

Q-L

5,53

Y-V

2,61

P - M 4,83

X-Z

5,10

Q - M 5,03

Y-Z

3,94

6,04 X

5,28

Y B

2,09

B

+0,45

A E F G

D +0,00

+0,07

5,97 1,79 2,09

V

I M LH P Q

N O

+0,00

+0,15


chiesetta - prospetto est

0

50

150

300

-0,55 +0,00

2,9 -1,55

Z

-2,60

10,37 4,56

-2,00

2,9

4,62

1,15

6,88

1,15

0,70

6,10 0

100

1,68 200

400


chiesetta e chiesa medievale - sezione longitudinale

chiesetta e chiesa medievale - prospetto nord


0

150

300

600

0

150

300

600


concept contesto - Individuazione nuovi percorsi

- Eliminazione magazzini - Aggiunta di nuove pavimentazioni

- Aggiunta volumi


concept chiesa Stato di fatto

Preservazione

Pavimentazione

Muratura

Copertura a capriate lignee

Stato di progetto


planimetria di progetto

N


pianta piano di calpestio chiesa

pianta fondazioni pavimento

0

5

10


N


pianta muratura armata chiesa

sistema di controventatura capriate

0

5

10


N


prospetto ovest

sezione longitudinale


sezione trasversale


dettagli costruttivi

tegole sotto tegola isolante tavolato in legno membrana impermeabile fissaggio delle ultime file di mattoni scolo acqua isolante dente d’appoggio sistema di connessione tra capriata e cordolo murario

muratura catena cordolo di muratura lamina metallica per prevenire accumulo acqua su muro

muratura antica

pavimento lastre di legno

leggero massetto tavolato isolamento in polietilene trave IPE 100x55 trave IPE 300x150 trave IPE 330x160


1 elemento metallico che unisce i

due elementi in legno che compongono la capriata. L’elemento diagonale è incastrato (a compressione) nell’elemento verticale così da scaricare la pressione proveniente dal punto più alto, nell’incrocio dei tre elementi;

2 capriata in legno;

5 cm

3 piastra metallica piegata a 90°, bullonata alla base dalla capriata, e 10

collegata direttamente al cordolo di muratura armata 1, 20 metri più basso;

cm

10 cm

4 dado in legno su cui poggia la capriata in legno, nel momento in cui

l’onda sismica investe l’edificio, ha il compito di smorzare e ridurre la vibrazione che arriva al punto più alto della copertura;

5 barra metallica longitudinale piegata in corrispondenza degli angoli

1 2

3

perfetta aderenza tra dado smorzatore e piastra metallica di congiunzione capriata - muratura

4

5

vetro-mattone 55x120x240

facciata esterna

cordolo in c.a.


Spaccato assonometrico


Esploso assonometrico


sistema costruttivo oratorio Il sistema consiste in una struttura in pannelli modulari, aventi assi di legno (con dimesioni variabili, dai 5-8 cm in altezza, ai 10-16 in lunghezza) posti a determinata distanza (45-60 cm) l’una dall’altra. collegate al piede e alla sommità con opportuni giunti di carpenteria con travi lamellari della stessa tipologia. La struttura è irrigidita da pannelli in legno con spessore da 18 cm, assemblati in modo da ottenere la controventatura necessaria.

Giunzione assi verticali - orizzontali Aggiunta isolante Pannelli in legno come controventatura Connessione parete - solaio

Sezione 1: 200

Pianta 1: 200


Coppi in laterizio Listelli e controlistelli del tetto ventilato Membrana idrorepellente Pannelli in OSB Pannelli isolanti Perline di abete Falsi puntoni Barriera al vapore Perline di abete Struttura portante del tetto Lastra gessofibra interna Pannelli isolanti in lana minerale Lastra gessofibra intermedia Barriera al vapore Pannello isolante Lastra gessofibra esterna Panchine in Larice Guaina idrorepellente


Bibliografia G.D. Di Menna, Fara Filiorum Petri, Paesaggio, storia e tradizioni, Chieti, 2008 G.D. Di Menna, Vita Sancti Aldemarii, 2003 A. Giuffrè, Sicurezza e conservazione dei centri storici, Il caso Ortigia, 2006


Contatti enzo.mm182@live.it totaro.ft@gmail.com

Enzo Maio Masci, Francesco Totaro - Progetto per la Chiesa di Sant'Eufemia (Fara Filiorum Petri)  
Enzo Maio Masci, Francesco Totaro - Progetto per la Chiesa di Sant'Eufemia (Fara Filiorum Petri)  
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