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22 gennaio


Sabato 22 gennaio 2011

Telepadania “traduce” il Bunga-bunga con il Pota-pota

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pagina 5

GLOBOVISIONE

i chiama “Pota pota” ed è la “risposta delle giovani padane al ‘Bunga bunga’ ”. Il video del “Pota pota” – che nel dialetto bergamasco indica anche l’organo genitale femminile – ha debuttato ieri sera nella trasmissione I polentoni, dopo essere stata diffusa su YouTube. “Ma chi è sta Ruby che va a ballare sui cubi?”, cantano le giovani leghiste sulle note del “Waka waka” di Shakira. “Niente villa e piscina, solo

Ponte di Legno e Pontida. Scio all’Aprica”, continuano, citando i luoghi-simbolo padani. “Stanche del caso Ruby – ha spiegato la direttrice della tv, Aurora Lussana – abbiamo deciso di fare un video per dire che anche le ragazze padane si divertono e si godono la vita con una sessualità più autentica, non per ‘grano’ ”. Come se nell’occhio del ciclone ci fosse solo la marocchina Ruby.

IL MONDO CI RIDE DIETRO Dall’Australia all’India, da Buenos Aires a Parigi le escort di Berlusconi sulla stampa internazionale

di Carlo Antonio Biscotto

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erché una pagina su alcune delle più significative reazioni della stampa di ogni angolo del pianeta all’ennesimo scandalo che coinvolge il nostro premier? Perché si sappia che coloro che in questi anni hanno parlato di “regime”, di comportamenti “intollerabili” da parte di un primo ministro, di “leggi vergogna”, di uso a fini personali del potere politico e del potere legislativo del Parlamento, di tentativi di soffocare le voci libere e la libertà di stampa, di “degrado morale” della vita pubblica non erano, come più volte si è detto, un manipolo di anti-berlusconiani viscerali, di “giustizialisti” assetati di sangue, di pericolosi comunisti alla disperata ricerca del loro Palazzo d’Inverno, di toghe rosse, di radical-chic contrari a qualunque processo di riforma del Paese e delle istituzioni. Erano voci fuori dal coro in Italia, ma in nutrita compagnia a livello internazionale. Quante volte Il Fatto ha scritto che i comportamenti privati di Silvio Berlusconi, le sue discutibili amicizie con Putin, Gheddafi, o personaggi come Lele Mora gettavano discredito sul nostro Paese. Per questo siamo stati aggrediti, insultati, querelati. Oggi il discredito è sotto gli occhi di tutti. Può restare a Palazzo Chigi un premier al quale un quotidiano moderato americano, il San Francisco Chronicle, consiglia di farsi accogliere nel club di pedofili e violentatori fondato e gestito da Roman Polanski in Svizzera?

Asia

E L’INDIA È PER “ILDA LA ROSSA”

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ndia – I giornali indiani insistono molto sul Pm Ilda Boccassini. “Berlusconi di nuovo alle prese con ‘Ilda la Rossa’, ma questa volta le prove contro di lui sono schiaccianti”, titola The Times of India. Che prosegue: “Quello che Berlusconi aveva organizzato alle porte di Milano era un vero e proprio harem nel quale erano ospitate 14 belle ragazze sempre pronte a servirlo”. Gli fa eco Hindustan Times: “Ilda la Rossa alla riscossa. Berlusconi ha sempre detto che gli piacciono le donne, tutte le donne, ma forse nel caso del Pm Ilda Boccassini è disposto a fare una eccezione”. Cina - Il China Daily parla di “tramonto del carisma di Berlusconi tradito proprio da una delle sue passioni: le donne”. Corea del Sud – The Korea Herald di Seul non risparmia la Minetti: “È scandaloso e inaccettabile che una donna politica si occupasse di trovare le prostitute al primo ministro Silvio Berlusconi”.

Australia “È l’ora dell’addio” ustralia – Il Daily Telegraph ospita le foto A delle “donne di Berlusconi” dedicando a ciascuna una dedica particolare. Ci sono tut-

te, moglie compresa. Il Sydney Morning Herald è lapidario: “È ora di dire addio a Berlusconi”. E aggiunge: “Difficile sostenere che Berlusconi possa essere vittima di un complotto dei media perché Berlusconi ‘è i media’”.

Americhe

“LA CHIESA VUOLE LE DIMISSIONI”

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SA – Mentre il New York Times che nei giorni scorsi è stato tra gli organi di informazione più duri con Silvio, pubblica sottotitolato in inglese il video di “Elio e le Storie Tese” e il Washington Post dà spazio alla posizione della Chiesa cattolica che “per vie diplomatiche e in modo molto cauto preme perché si arrivi alle dimissioni del premier”, Newsweek parla di “Imperatore al tramonto” e di “Paese del bunga bunga nel quale le donne vengono ferite, offese e mortificate”. Time elenca alcune affermazioni di Silvio: “Nemmeno una volta in vita mia ho pagato una prostituta”. “Una sola mai; questo è vero”, commenta Time. “Sarei meglio di Superman se in una notte avessi fatto sesso con 24 donne”. “Ah, ma erano 24?”, risponde Time. Il pezzo dedicato a Berlusconi sul San Francisco Chronicle si conclude con un “niente paura dottore. Se per qualche ragione dovessero condannarla per aver fatto sesso con una prostituta minorenne può sempre chiedere consiglio al noto violentatore Roman Polanski, che potrebbe decidere di ammetterlo nel suo esclusivo club in Svizzera”. America Latina – El Clarin di Buenos Aires commenta che l’Italia sembra da mesi appesa ad una parola: “Culo”. Su La Nacion, Elisabetta Piqué scrive amara “mentre il premier balla il bunga bunga molti italiani non riescono ad arrivare alla fine del mese e molti giovani laureati sono senza lavoro”.

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ran Bretagna – I quotidiani e le riviste del Regno Unito dedicano ampio spazio al Ruby gate. Per The Independent “Nemmeno Silvio stavolta può cavarsela”. Il quotidiano dà il primo ministro italiano per prossimo alle dimissioni perché “travolto da una valanga di prove schiaccianti” su uno stile di vita “inconciliabile con la figura del primo ministro di un Paese occidentale”. Il Times invita Berlusconi a dimettersi. “La sua presenza a Palazzo Chigi è ormai ritenuta un grave danno di immagine per l’Italia e a pensarla così è anche la Chiesa cattolica”. The Guardian si sofferma sarcasticamente sui travestimenti che tanto piacevano a Silvio: “Ma poliziotti e infermiere cosa

AFRICA E MEDIORIENTE Al-Jazeera e la telefonata in Questura arocco – Libération titola: “Il Cava- quando aveva deciso di separarsi lo aveM liere nuovamente nei guai per una va accusato di pedofilia. (...). Parlando faccenda di donne”. L’articolo prose- con una operatrice umanitaria marocgue: “La giovane ‘mannequin’ marocchina della ‘scuderia’ del famoso Lele Mora, agente di escort, ha accusato Berlusconi di aver abusato di lei per anni quando era ancora minorenne. (...) Secondo alcune Ong marocchine che operano in Italia, Ruby avrebbe fornito particolari precisi sulla residenza di Berlusconi ad Arcore. (...) Gli piacevano giovanissime tanto che persino la moglie

EUROPA “Il nuovo marchese De Sade” aspettano a scendere in piazza?”. Francia – Le Monde è andato ieri in edicola con una inchiesta dal titolo che è tutto un programma: “Sesso, bugie e Silvio”. Berlusconi ormai “non è più in grado di opporsi alla valanga di dichiarazioni, allusioni, ricatti”. Le Figaro punta il dito sul “degrado della vita pubblica italiana” e sullo squallore di “genitori che spingono le figlie nel letto di Berlusconi” Spagna – El Paìs, oltre alla cronaca, ospita un articolo di Antonio Elorza: “Il ritorno di Sade”. Scrive Elorza: “Anche nel ’68 si sognava ‘l’amplesso universale’, l’amore di tutti con

tutti. Ma si trattava allora di un messaggio egualitario, non di un invito al libertinaggio... il ruolo della donna nella vita di Berlusconi fa invece pensare ad un ritorno di Sade. L’appetito sessuale è un aspetto del meccanismo di affermazione della potenza di Berlusconi e le giovani donne che si prostituiscono sono lo strumento di tale affermazione”. El Mundo nel pezzo “Le 7 bugie di Silvio”, smonta la linea di difesa di Berlusconi.

china Ruby ha detto di aver ceduto ai desideri di Berlusconi perché le aveva promesso una brillante carriera nel mondo dello spettacolo, ma dopo qualche anno aveva perso interesse perché “ero diventata troppo vecchia per soddisfare le voglie di Silvio”. Sud Africa – “Bunga bunga è diventato il refrain, la colonna sonora della politica italiana”, titolano The Mail e Guardian. Nell’occhiello la sentenza: “Uno solo dei tanti scandali che hanno investito Berlusconi in questi anni sarebbe bastato in quasi tutti i Paesi del mondo a decretare la sua morte politica”. Sul suo sito Al-Jazeera scrive: “Berlusconi nei guai a causa di una minorenne. Lui nega. Una cosa è certa: Berlusconi ha veramente telefonato alla polizia milanese per far rilasciare una minorenne arrestata per furto e ha veramente detto, mentendo, che si trattava della nipote di Mubarak”. Libano – Il quotidiano L’Orient, Le Jour si dice sconcertato per il comportamento dei genitori che spingevano le loro giovani figlie “nel letto del premier”. Arabia Saudita – Arab News dà un certo risalto alla campagna “Basta” promossa da 2.000 donne indignate per il modo in cui Berlusconi tratta le donne. Emirati Arabi – The Gulf Today, quotidiano degli Emirati, parla di “offesa al senso morale quando si viene a sapere che erano spesso i genitori che spingevano le giovani talvolta minorenni a ‘darsi’ a Berlusconi”.


IL FATTO QUOTIDIANO Mondo

Caso Battisti, adesso anche l’Unione europea ne chiede l’estradizione A Strasburgo è stata votata una risoluzione per riportare in italia il terrorista accusato di vari omicidi. A seguire c'è stata una conferenza stampa delle vittime STRASBURGO – Il caso di Cesare Battisti entra nelle stanze dell’Unione europea. Con la risoluzione votata oggi a grandissima maggioranza dal Parlamento europeo, a volere l’estradizione del terrorista rifugiato in Brasile non è più solo l’Italia. Per questo a Strasburgo sono venuti i parenti stessi delle vittime di Battisti e hanno partecipato a una conferenza stampa organizzata da tutti i capo delegazione dei partiti italiani (Pdl, Pd, Idv, Udc, Lega). Nella risoluzione si chiede al Brasile di “esercitare il diritto-dovere di dar seguito alla richiesta di estradizione di Battisti”, riconoscendo “il rispetto della legalità e dell’indipendenza del potere giudiziario” sul quale, per una volta, sono tutti d’accordo. A sfilarsi dal voto solo la Sinistra unita del Gue, che ha posto obiezioni per la procedura d’urgenza, e i Verdi, che mettono in dubbio “l’interferenza dell’Ue nei procedimenti giudiziari tutt’ora in corso presso la Suprema Corte del Brasile”. Sta di fatto che gli eurodeputati italiani, uniti come non mai, hanno spostato sul loro piatto della bilancia l’intera Europa, dall’altra parte Rio de Janeiro e la neo eletta presidentessa Dilma Rousseff. Ma i veri protagonisti sono stati i parenti delle vittime di Cesare Battisti di fronte ai quali, nella conferenza stampa, gli eurodeputati hanno preferito tacere. Alessandro Santoro (figlio di Antonio Santoro maresciallo della Polizia penitenziaria ucciso a Udine), Alberto Torregiani (figlio di Pierluigi Torregiani, il gioiellerie ucciso il 16 febbraio 1979 a Milano), Adriano Sabbadin (figlio di Lino Sabbadin, il macellaio ucciso il 16 febbraio 1979 a Mestre) e Maurizio Campagna (fratello di Andrea Campagna, agente della Digos ucciso il 19 aprile 1979 a Milano). Pesanti le loro parole: “Per noi è opportuno dire solo che ricordiamo, che non possiamo non ricordare. Ricordiamo lo stillicidio quotidiano di attentati contro cittadini inermi, colpiti, feriti, uccisi mentre andavano al lavoro. Noi, cittadini italiani prima che familiari delle vittime, ricordiamo. E la tenacia di questo ricordo rende impossibile ogni liquidazione morale delle vicende di allora”. Qualcuno ha parlato di perdono, ma non è facile. Ma secondo Torregiani “il perdono richiede l’accettazione delle pena e non deve essere un bonus per il carnefice”. Parole che si prestano a interpretazioni diverse. Fatto sta che il “carnefice”, ribattezzato nella conferenza stampa “delinquente” e non “terrorista”, ha visto stringersi contro di se quasi l’intera Aula di Strasburgo, che si appella nel testo adottato al “partenariato tra Unione europea e Repubblica federativa del Brasile” e invita l’Alto Rappresentante Ue per la Politica estera, Catherine Ashton, a “condurre un dialogo con il Brasile ed assicurare che le decisioni adottate siano conformi ai principi basilari dell’Unione europea”. Ma non sarà facile visto che Lady Ashton ha dichiarato che la questione è tutta italo-brasiliana. “Troppo facile – secondo Niccolò Rinaldi (IdV) – se è vero che il nostro Paese fa di tutto per screditarsi nel mondo e ormai prende schiaffi in faccia da tutti. E’ certo il Brasile mai si sarebbe permesso di rifiutare un’estradizione sancita da un accordo alla Germania o alla Spagna”. D’altronde il testo così approvato, anche se senza valore legislativo, costituisce un chiaro segnale politico dell’Ue e una pressione nei confronti dell’Alta Corte brasiliana che dovrebbe riesaminare il caso entro i primi di febbraio. Intanto da oltre oceano il senatore laburista Eduardo Suplicy, tra i più forti oppositori all’estradizione, invita i parenti delle vittime ad andare in Brasile per parlare direttamente con Battisti. “Semmai dovessimo farlo non andremo certo per lui, bensì per parlare con il popolo brasiliano” è la risposta. Stando alle critiche della stampa nazionale brasiliana, proprio la maggior parte del popolo brasiliano sembra non condividere la decisione dell’ex presidente Lula. A far sentire la loro voce, le comunità italiane in Brasile, discendenti diretti delle migliaia di italiani che nel secolo scorso hanno solcato l’oceano in cerca di fortuna. Già un anno fa era partita tra gli italo-brasiliani una petizione, firmata oggi da 5000 oriundi, per chiedere al Presidente brasiliano uscente Lula di consegnare Battisti alla giustizia italiana.



Rassegna 22 gennaio