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L ITALIANO GIOVEDI’ 26 NOVEMBRE 2009 - Anno III - Numero 215 QUOTIDIANO DELL’ITALIA NEL MONDO

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Il Rapporto Migrantes 2009 parla chiaro: i laureati di casa nostra guardano con ottimismo all’estero e con sempre meno fiducia ad uno sbocco occupazionale nel nostro paese. Una delle piaghe da debellare è lo scarso sostegno alla ricerca. Ma dove andranno a finire gli eventuali fondi extra se da noi regnano baronati e scarsa meritocrazia? alla pag. 5

alla pag. 5

GIOVANI PRECARI CON LA VALIGIA QuiItalia

QuiArgentina

QuiArgentina

Sentenza che lascia interdetti: uomo fermato con 19 involucri di coca viene liberato

Giustizia: duro botta e risposta tra sindacato e corte. Fayt e la CGT ai ferri corti

alla pag. 4

Prove di dialogo tra i partiti. Cicchitto tende una mano al presidente della Camera Fini: «Bozza Violante condivisibile»

a pag. 2

QuiItalia Nato: il segretario generale Rasmussen

alla pag. 5 incontra il premier Berlusconi. Chiesto

un maggiore impegno di uomini in Afghanistan

pag. 3

Sport Per Luca Toni la favola tedesca è finita. Il bomber messo fuori rosa da Van Gaal, lascerà il Bayern a gennaio alla pag. 8


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POLITICA ITALIANA

Prove di dibattito LʼAPERTURA DI CICCHITTO DOPO LE PAROLE DI FINI: “BOZZA VIOLANTE CONDIVISIBILE”. MA ANGIUS FRENA: “UN ERRORE POLITICO IL CONFRONTO COL PDL”

L’ITALIANO GIOVEDI’ 26 NOVEMBRE 2009

“Il confronto sulle riforme istituzionali e su quella della giustizia deve fondarsi su basi chiare. La cosiddetta bozza Violante riguarda alcune importanti riforme istituzionali. Essa è interamente condivisibile per ciò che riguarda la riduzione del numero dei parlamentari, richiede qualche approfondimento tecnico-politico per ciò che riguarda il superamento del bicameralismo, vale come titolo ma va innovata per ciò che riguarda i cosiddetti poteri del premier, vista l’impostazione presidenzialista sostenuta dal PdL. Essa va anche accompagnata da una organica riforma dei regolamenti parlamentari”. Cauta apertura del capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto dopo le parole di Fini alla Camera perché si lavori, in campo di riforme, sulla bozza Violante. “Per ciò che riguarda la riforma della giustizia - aggiunge - la legge per l’acquisizione di tempi ragionevoli del processo (non dimentichiamo che il provvedimento in discussione al Senato, considerando anche la fase istruttoria, porta il processo ad una durata intorno agli 8-9 anni) va accompagnata e seguita da riforme di fondo come lo separazione delle carriere, la modifica del modo di elezione del Csm, i rapporti fra Pm e

GIUSTIZIA

Riforme, tentativo di dialogo

MAURIZIO CICCHITTO

polizia giudiziaria, ecc. Mettendo assieme tutti questi elementi si può quindi lavorare efficacemente per due riforme organiche, la riforma istituzionale e la riforma della giustizia”. Ma se altri riscontri sono positivi (“Condividiamo la via costituzionale che il Presidente della Camera Fini ha indicato chiedendo alle forze politiche di maggioranza e di opposizione di ripartire dalla bozza Vio-

lante”, ha detto Siegfried Brugger, deputato della Svp), non tutti sono sulla stessa lunghezza d’onda o quantomeno d’accordo su un approccio comune: “È un errore politico il “confronto” al Senato tra Pd e Pdl sulle riforme istituzionali - ha detto Gavino Angius, Pd -; innanzitutto perché il Pdl vuole l’elezione diretta del premier, che io penso il Pd debba considerare inaccettabile. In secondo luogo per-

ché proprio al Senato, in commissione giustizia, il Pdl vuole imporre il cosiddetto “processo breve” per impedire che si concludano i dibattimenti processuali che riguardano il Presidente del Consiglio. In realtà Berlusconi concepisce le riforme come autodifesa personale, come esaltazione e dilatazione del suo potere politico...Con Berlusconi nessuna riforma che serva all’Italia è possibile”.

Anm: “Procure vuote, si rischia le paralisi” Le Procure italiane sono vuote e “a fronte della situazione creatasi negli uffici giudiziari più esposti, le proclamazioni dell’intento di abbreviare i tempi del processo e di rafforzare la lotta al crimine appaiono prive di ogni credibilità “. Lo afferma la Giunta dell’Associazione Nazionale Magistrati in un documento in cui lancia l’ “ultimo allarme sull’ulteriore aggravamento della situazione in molte procure della Repubblica, alcune delle quali totalmente prive sia del capo dell’ufficio sia dei sostituti; e molte altre, con scoperture di organico anche del 60 per cento”. L’ Anm ricorda di aver a più riprese manifestato “fortissime preoccupazioni” per lo svuotamento degli organici delle Procure e che nei giorni scorsi numerosi procuratori hanno rilanciato l’ allarme in una lettera inviata al Presidente della Repubblica. “È ormai evidente il rischio, anzi la certezza - afferma il sindacato delle toghe - di una vera e propria paralisi della giurisdizione, che si traduce nella abdicazione dello Stato al controllo del territorio, e alla tutela del-

la sicurezza dei cittadini, in zone segnate dalla pesante presenza della criminalità organizzata e mafiosa, e della delinquenza diffusa. Alcuni uffici giudiziari del Sud sono ormai completamente carenti di magistrati. In altri uffici, sia al Sud che al Nord, le scoperture di organico sono superiori al 60%. In un avamposto della lotta alla mafia come la Procura di Palermo mancano ben 16 pubblici ministeri”. A fare le spese di questa situazione “saranno, come sempre, i cittadini onesti”, sottolinea l’ Anm rilanciando le proposte già presentate al Governo, al Parlamento e al Consiglio superiore della magistratura. “L’unica soluzione stabile ed efficace al problema - ribadiscono i vertici dell’ Associazione - è la completa e organica revisione della distribuzione degli uffici sul territorio, secondo le indicazioni più volte fornite dall’Anm; nell’immediato l’unica soluzione ragionevole è quella di una deroga temporanea e limitata al divieto di destinare i magistrati di prima nomina a funzioni requirenti e monocratiche penali”.

Bonaiuti: “L’Italia sta uscendo dalla crisi, lo dice l’Ocse” Il sottosegretario all’Economia resterà in libertà

Brunetta attacca ancora Tremonti: “Sono io l’economista” Governo al lavoro tra Finanziaria e riforma della giustizia, Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, rileva: “Purtroppo abbiamo dei problemi di compatibilità di bilancio, ma se Tremonti non avesse lanciato la linea di contenimento della spesa pubblica e, quindi, dei conti nel loro complesso non avremmo la buona situazione che ha permesso all’Ue di dire che i conti dell’Italia vanno bene e che, anzi, vanno meglio di quelli di altri Paesi. L’Italia sta uscendo dalla crisi, non lo diciamo noi ma l’Ue, l’Ocse e perfino Trichet. Il nostro Paese si è comportato bene, grazie alla

politica di Tremonti e dell’intero Governo, ispirata dal presidente Berlusconi, che è una politica di contenimento entro i binari dei bilanci pubblici”. Bonaiuti è però deluso dall’atteggiamento dell’opposizione: “Vorremmo da tempo dialogare, ma il nuovo leader Pd Bersani mi sembra affetto da uno strabismo verso sinistra, probabilmente perché vuole riconquistare i voti persi dal suo partito in quella direzione. Mi preoccupa che il Pd, che dovrebbe essere la sinistra riformista, non faccia mai una proposta concreta, ma si limiti sempre a criticare tutto ciò che noi facciamo, anche se è buono”. Nel

Cosentino, la Giunta dice no all’arresto Di Pietro: “Vergogna”

IL MINISTRO BRUNETTA

governo tornano le frecciate del ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, nei confronti del collega dell’Economia Tremonti: “Sono più rigorista di Tremonti, ma anche nel rigore si può fare sviluppo. Queste cose le conosco bene, perché io sono un economista e Tremonti no”.

La Giunta per le autorizzazioni della Camera ha negato l’arresto richiesto dalla Procura di Napoli per il sottosegretario all’Economia, Nicola Cosentino. Reazioni indignate dall’opposizione alla decisione della Giunta sul caso Cosentino, che comunque dovrà passare al vaglio dell’aula di Montecitorio. Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei valori afferma: “L’ assoluzione di Cosentino da parte del Parlamento è una vergogna per tutti i cittadini italiani. Oggi abbiamo assistito all’ennesima pagina buia della nostra democrazia: la casta si è nuovamente autoassolta. Il caso Cosentino è lo specchio di una classe politica corrotta che, non a caso, vuole sostituirsi alla magistratura. Basta con questa pagliacciata: questo governo e questa maggioranza vogliono cambiare i connotati del nostro sistema democratico. I signori parlamentari che hanno protetto Cosentino si vergognino”.

NICOLA COSENTINO


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ATTUALITA’

La Nato: “Più italiani a Kabul” Il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, chiede ad Italia e Germania uno sforzo maggiore in Afghanistan, nelle riunioni con i leader dei due Paesi. Rasmussen ha incontrato ieri sera il premier Silvio Berlusconi, e oggi a Berlino il cancelliere tedesco, Angela Merkel, e il tema dell'aumento delle truppe in Afghanistan è il nodo centrale del colloqui, ha detto il portavoce della Nato, James Appathurai, secondo il quale il responsabile dell'Alleanza Atlantica, sarà "molto concreto". Nei prossimi giorni è atteso l'annuncio del presidente Usa, Barack Obama, sulla nuova strategia di Washington per il tormentato Paese, annuncio che renderà noto l'aumento delle truppe statunitensi, ma anche la più incisiva azione a livello diplomatica. Dopo l'annuncio di Obama, Rasmussen farà una dichiarazione in cui chiederà un maggiore impegno ai Paesi che partecipano alla forza internazionale dell'Isaf. ""È importante per l'equilibrio politico di questa missione che ci siano contributi di altri Paesi", ha osservato Appathurai, sottolineando che l'impegno non può essere devoluto "agli Stati Uniti soltanto". Da settimane la Nato insiste tanto con i Paesi membri che quelli

IL QUIRINALE

Truppe in Afghanistan IL SEGRETARIO GENERALE RASMUSSEN INCONTRA BERLUSCONI E GLI CHIEDE ALTRI UOMINI. FRATTINI: “DECIDERÀ IL GOVERNO MA ASPETTIAMO GLI USA”

RASMUSSEN

che non sono membri ma partecipano all'Isaf (43 Paesi e 71.000 soldati) perchè aumentino il livello dell'impegno in Afghanistan. Dopo l'annuncio di Obama, i ministri degli Esteri dell'Alleanza Atlantica si riuniranno i prossimi 3 e 4 dicembre.

Sull'eventuale aumento delle truppe italiane in Afghanistan deciderà "il Governo", ha detto Franco Frattini in un'intervista a Uno Mattina, avvertendo però che si "ragionerà su una richiesta degli Usa, ma sarebbe sbagliato parlare di numeri e formule

prima dell'annuncio dell'America". In Afghanistan, ha detto il ministro, "la coalizione ha iniziato insieme e deve finire insieme, non possiamo lasciare l'Afghanistan nelle mani del terrorismo dopo aver lavorato lì per sette anni".

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Napolitano: “Violenza sulle donne, è un’emergenza mondiale” Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza alle donne, ha rivolto, in un messaggio, un caloroso saluto ai partecipanti a tutte le manifestazioni ed agli eventi in programma. “La Giornata internazionale contro la violenza alle donne - si legge nel messaggio - deve rappresentare un'occasione per riflettere su un fenomeno purtroppo ancora drammaticamente attuale, individuando gli strumenti idonei a combatterlo in quanto coinvolge tutti i paesi e rappresenta una vera emergenza su scala mondiale. La conferenza su questo tema tenuta a Roma in occasione del G8 ha fornito dati che valutano in più di 140 milioni le donne vittime di violenze di ogni tipo. Matrimoni forzati che coinvolgono anche bambine, mutilazioni genitali, stupri generalizzati in contesti di guerra non devono apparirci lontani e a noi estranei. Il dolore di quelle donne, di quelle bambine riguarda tutti noi, anche perché la barbarie della violenza contro le donne non è stata estirpata neppure

nei paesi economicamente e culturalmente avanzati. Molto resta da fare in ogni parte del mondo per sradicare una concezione della donna come oggetto di cui ci si può anche appropriare: è infatti la persistenza di questi aberranti schemi mentali a favorire il riprodursi di insopportabili atti di sopraffazione anche in ambito familiare. È triste dover ricordare che anche in Italia, nonostante la recente introduzione di norme opportunamente più severe, i casi di violenza, i soprusi e le intimidazioni sono in aumento. Ai necessari interventi di tipo repressivo, da esercitare con rigore e senza indulgenza, si debbono affiancare azioni concrete per diffondere, in primo luogo nella scuola e nella società civile, una concezione della donna che rispetti la sua dignità di persona e si opponga a volgari visioni di stampo meramente consumistico spesso veicolate anche dal linguaggio dei media e della pubblicità. Solo così sarà possibile creare una cultura di autentico rispetto, innanzitutto sul piano morale, nei confronti delle donne”.

A settembre transazioni in ribasso, ma secondo l’indagine Atradius la crisi per le imprese potrebbe essere presto un ricordo

Calano le vendite, ma l’Italia si scopre ottimista Calano le vendite al dettaglio a settembre su base mensile e su base annua ma, secondo un'indagine condotta da Atradius, la crisi economica potrebbe essere già un ricordo alla fine del 2010 per oltre la metà delle imprese italiane intervistate. Il nostro Paese si colloca infatti tra i più ottimisti rispetto alla ripresa, in pole position la Cina. Secondo l'Istat le vendite al dettaglio sono scese dello 0,1% in settembre, contro il +0,1% di agosto. Su base annua si registra un calo dell'1,6%. Le vendite di prodotti alimentari e le vendite di prodotti non alimentari hanno segnato diminuzioni, rispettivamente, dello 0,2 e dello 0,1% in termini congiunturali. Nella media degli ultimi tre mesi (periodo luglio-settembre)

l'indice del valore del totale delle vendite al dettaglio è diminuito dello 0,6% rispetto ai tre mesi precedenti. Nello stesso periodo le vendite di prodotti alimentari e quelle di prodotti non alimentari hanno registrato variazioni congiunturali negative pari, rispettivamente, a -0,6 e 0,5%. Secondo il Cerm, visti i prezzi alti e il potere di acquisto delle famiglie al lumicino, bisogna liberalizzare i saldi di stagione per sostenere i consumi delle famiglie, la produzione e le stesse attività commerciali. Ma la crisi potrebbe essere già alle spalle ala fine del prossimo anno per il 64% delle imprese italiane intervistate, che collocano il nostro Paese tra i più ottimisti nella classifica mondiale capeggiata dalla Cina

IMPRESE ITALIANE, LA FINE DELLA CRISI È VICINA

(in cui gli ottimisti sono ben il 78% degli intervistati) e che vede in ultima posizione l'Irlanda (39%). Sono i risultati dell'indagine condotta da Atradius sulla crisi economica glo-

bale, su un campione di oltre 3.500 managers (150200 imprese per singolo Paese) di imprese industriali e dei servizi operanti in 20 Paesi (Belgio, Danimarca, Francia, Germa-

nia, Gran Bretagna, Italia, Paesi Bassi, Spagna, Svezia, Svizzera, Irlanda, Austria, Polonia, Repubblica Ceca, Canada, Stati Uniti, Messico, Australia, Hong Kong e Cina). In linea con le aspet-

tative sulla fine della crisi economica, un numero ancor maggiore di imprese italiane (68% degli intervistati) ritiene che alla fine del 2010 inizierà una vera e propria ripresa del business e dell'economia. Nel mondo, le più ottimiste in tal senso si confermano le imprese cinesi (84% degli intervistati), mentre le più pessimiste restano le imprese irlandesi (48%). Quanto alle banche secondo il presidente dell'Autorità della concorrenza e del mercato, Antonio Catricalà "serve una legge di principi minimi: chi è proprietario di azioni di più istituti di credito deve scegliere in quale cda vuole stare. Una legge così darebbe assetti migliori e maggiori garanzie ai risparmiatori".


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QUI ARGENTINA

L’ITALIANO GIOVEDI’ 26 NOVEMBRE 2009

Certe sentenze in Argentina lasciano davvero interdetti. I giudici hanno stabilito che la quantità di droga era per uso personale e che all’interno della propria abitazione l’uomo non stava commettendo abusi. Non è la prima volta che una sentenza del genere spiazza l’opinione pubblica. Adesso ci si chiede se è giusto che i magistrati siano “larghi di maniche” in un paese dove criminalità e spaccio di stupefacenti sono una piaga

Fermato con 19 involucri di coca: liberato SALVATORE GIUFFRIDA

BAIRES - Liberato nonostante sia stato trovato con ben 19 “involucri” pieni di cocaina. Questo è stato deciso dalla II Divisione della Camera federale di Buenos Aires. Tutto questo è accaduto nei riguardi di una persona in precedenza fermata nei pressi di un paese vicino a Buenos Aires con quella quantità di droga: la camera federale ha considerato, per la sua sentenza, il precedente della decisione della Corte Suprema che aveva già depenalizzato il fatto. Un provvedimento che in realtà ha riguardato altri quattro imputati per il possesso di stupefacenti. Possesso considerato per consumo personale e, di conseguenza, i giudici hanno ordinato la loro assoluzione. Il tribunale composto da giudici e Horacio Cattani Irurzun Martin hanno quindi preso in considerazione la decisione della Corte per stabilire che il comportamento indagato può essere considerato all’interno della propria

sfera della vita privata e, di conseguenza, non collegato ad alcun procedimento penale. Nel primo dei quattro casi è stata perseguita una persona che è stata intercettata dalla polizia nei pressi della città, con 19 involucri di cocaina. In relazione a questo caso, il giudice ha stabilito che “la piccola quantità di droga sequestrata in suo possesso, insieme con le circostanze in cui ha trovato il tempo di essere sorpreso con il materiale, non deriva alcun elemento di attribuire allo scopo di sviluppare consumo che trascende se stesso che copre un numero imprecisato di persone, quindi è possesso atipico di droga”. In un altro caso, la polizia ha trovato della marijuana, mentre conducendo un raid in una casa privata. E anche in questo caso “a causa della piccola quantità di droga sequestrati in casa vostra non deriva alcun elemento di attribuire allo scopo di sviluppare un autonomo dei consumatori”. Insomma, è questo il ragionamento della Corte in merito al consumo di droga.

Cinema: gemellaggio tra Milano e Buenos Giustizia: duro botta e risposta tra sindacato e corte. Fayt e la CGT ai ferri corti Aires. L’impegno comune è la cultura BUENOS AIRES - Parte oggi la seconda edizione di MI-CINE - Cine Italiano de Milan: 49 opere selezionate tra lungometraggi, documentari e cortometraggi, per questa mostra sul cinema che si fa e si produce a Milano e in Lombardia in cui a lavori di autori già affermati si affiancheranno a quelli degli emergenti, per documentare lo straordinario momento creativo intergenerazionale che sta attraversando l'intero settore audiovisivo. MI-CINE non intende essere solo una rassegna: suo obiettivo primario è creare un collegamento culturale duraturo tra l'Italia e l'Argentina, specialmente tra le città di Milano e Buenos Aires, attraverso una serie di iniziative (tavole rotonde, incontri, master class). Il 27-28-29 novembre si terrà infatti la prima edizione del Ventana Sur - Negocios de Cine, mercato cinematografico organizzato da INCAA con il sostegno del Marche' du Cinema de Cannes. Per la prima volta si terranno quindi i Puentes industria audio visual Milano-Buenos Aires, una due giorni dedicata all'interscambio cinematografico (produzione, distribuzione e formazione) organizzati con Promos e con il sostegno del Gobierno de la Ciudad de Buenos Aires, cui parteciperà una delegazione di produttori, promotori e autori milanesi e lombardi tra i quali Lionello Cerri e Silvio Soldini. Come sottolinea Lionello Cerri, "la speranza per il prossimo futuro, gia' a partire dall'edizione 2010, e' che anche le Istituzioni del nostro territorio rispondano con lo stesso entusiasmo e partecipazione di quelle argentine. La collaborazione con l'Argentina oltre ad essere fonte di interscambio culturale, rappresenta anche un'interessante opportunita' di sviluppo e di contenimento dei costi di produzione cinematografica; la speranza degli operatori del settore e' che con le Istituzioni lombarde possa proseguire il dialogo attualmente in corso perche' solo con un loro piu' deciso coinvolgimento l'industria cinematografica del nostro territorio potra' conoscere lo sviluppo che merita.''

BAIRES - Duro botta e risposta tra il giudice Carlos Fayt e il capo del sindacato CGT: “Preoccupatevi per Moyano”, ha detto il primo, alla domanda circa le critiche da parte del titolare dell’organizzazione sindacale del lavoro alla Corte suprema a causa del conflitto ancora persistente con i dipendenti del tribunale. “Lui può dire quello che vuole”, ha detto senza tanti giri di parole il magistrato. “Preoccupatevi di Moyano”, ha quindi risposto il ministro del massimo tribunale sulla soglia della sua casa nel quartiere di Buenos Aires di Recoleta, quando gli è stato chiesto una sua opinione in merito alle polemiche sorte con il capo della CGT per le sue dichiarazioni in merito al conflitto che la Corte ha con i dipendenti della Corte . “Egli appare come capo della classe operaia, lui deve conoscere l'origine del motivo del fatto che i lavoratori si trovino attualmente nelle condizioni in cui sono”, ha continuato Carlos Fayt. Il quale dopo di che ha invitato tutti e anche Moyano a “leggere il mio libro La Natura del peronismo”. Le dichiarazioni del giudice sono arrivate dopo che il capo della Confederazione Generale del Lavoro (CGT) ha criticato duramente la Corte Suprema per il rifiuto dato ai sindacalisti giudiziari a partecipare al lavoro sociale. “Negare il coinvolgimento dei sindacalisti giudiziari nel lavoro sociale è un fatto dittatoriale”, ha accusato il camionista. Sulle parole del sindacato, Fayt ha dichiarato che “la descrizione non ci toccano ne si rivolgono a noi”. Il capo della Cgt ha ancora sostenuto la richiesta alla Corte suprema di giustizia sulla controversia legale con l'Unione. Tuttavia ha respinto le critiche da parte del giudice. “Molti di coloro che hanno strappato la dotazione hanno fatto molto meno per i lavoratori”. Il titolare della Confederazione Generale del Lavoro (CGT), Hugo Moyano,ha poi continuato: “Io so quello che faccio per i lavoratori, che ho fatto e quanto costa, e le condizioni di molti di coloro che giurano l'investitura e hanno fatto molto meno per i lavoratori”, ha detto Moyano. Il quale poi fa un piccolo dietrofront nei confronti della corte: “Non li ho mai chiamati reazionari”.


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ITALIANI NEL MONDO

Siamo sempre agli ultimi posti al mondo tra i paesi che sostengono l’innovazione scientifica e non solo. Colpa anche di un sistema che non conosce cosa sia la parola meritocrazia

Ricerca: in Italia non si arresta la fuga di cervelli L’emorragia di talenti è un problema serio: lo ha confermato il Rapporto Migrantes 2009. I giovani di casa nostra sono stanchi del precariato DALLA REDAZIONE

ROMA - L'Italia deve far crescere i finanziamenti per la ricerca scientifica cosi' come avviene nei Paesi piu' sviluppati, altrimenti "sara' costretta a subire la cosiddetta fuga dei cervelli". Lo ha detto il Presidente del Senato, Renato Schifani, partecipando al convegno 'Le sfide del futuro delle telecomunicazioni a 100 anni dal Nobel a Marconi'. Secondo Schifani "le carenze del settore della ricerca e dello sviluppo cominciano dall'unita' in poi: l'Italia ha investito sempre molto meno degli altri Paesi industrializzati in questi campi". Nel nostro Paese, ha ricordato il Presidente del Senato, "i finanziamenti destinati alla ricerca scientifica sono pari all'1,13% del Pil: la media dei Paesi europei piu' sviluppati si attesta invece al 2%, che diventa 2,98% in Giappone e 3% negli Usa". Ricordando l'anniversario dell'assegnazione del Premio Nobel a Guglielmo Marconi 100 anni fa, Schifani ha aggiunto che se negli ultimi anni sono stati assegnati agli Stati Uniti 126 Premi Nobel per le scienze e 19 sono andati all'Inghilterra e 16 alla Germania, "all'Italia questo importante riconoscimento scientifico e' stato assegnato quattro volte". "Ma la ricerca scientifica - ha continuato - ha una rilevante influenza sui fattori che incidono per costruire un futuro migliore: senza una effettiva cultura del merito e senza un riconoscimento dei talenti, l'Italia sara' costretta a subire la cosiddetta 'fuga dei cervelli'. L'esempio di Marconi - ha concluso Schifani - ci sprona a fare di piu' e meglio nel campo della ricerca scientifica perche' i nostri ricercatori devono avere la possibilita' di lavorare e sviluppare le loro intuizioni scientifiche nel nostro Pese e con condizioni sempre piu' favorevoli". LA PROTESTA DEI PRECARI ISPRA - Un gruppo di precari dell'ente di ricerca pubblica ambientale Ispra è salito sul tetto della sede di via Casalotti, a Roma, per protestare contro il piano di licenziamenti. I lavoratori questa mattina si erano riuniti in un'assemblea indetta dall’Usi Rdb Ricerca. L'ente ha già licenziato 200 precari storici e si appresta a licenziarne altri 250, ovvero il 40 per cento del personale e la quasi totalità dei giovani. Al termine del piano di licenziamenti il settore della ricerca sul mare sarà di fatto completamente azzerato da gennaio. ''I lavoratori precari dell'Ispra sono ormai alla disperazione - ha detto Claudio Argentini della segreteria nazionale Usi RdB Ricerca - oltre a perdere il lavoro, cui hanno dedicato molti anni della loro vita, spesso con salari da fame, il ministro e la struttura commissariale che gestisce l'ente stanno azzerando completamente la ricerca dedicata al mare. Ci aspettiamo - ha continuato il sindacalista che il commissario abbia il coraggio di invertire la rotta e avviare subito le iniziative adeguate che, è necessario precisarlo, sono possibili sia normativamente che economicamente''. Ai precari dell’Ispra è arrivata la solidarietà del leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, per il quale “è necessario e doveroso che il governo intervenga

EDITORE Cooperativa Editoriale L'Italiano Soc. Coop. a mutualità prev. Srl P.Iva 09341041003 REGISTRAZIONE Tribunale di Roma: 492007 del 02.03.2007 ROC: 15506 DIRETTORE Gian Luigi Ferretti VICEDIRETTORI Tullio Zembo - Edizione Sud America Michele Altamura - Edizione Balcani DIRETTORE RESPONSABILE Salvatore Santangelo COLLABORANO Italia: Stefano Pelaggi, Eugenio Balsamo, Simone Nastasi, Pasquale Campolo, Mara De Gaetano Francia: Carlo Erio Germania: Alessandro Chiodo Svizzera: Antonio Zulian Principato di Monaco: Fabrizio Carbone USA:Luigi Solimeo, Nino Antonelli ITALIA Redazione: Via C. Magni 41C 00147 Roma Tel.: 0651604709 Fax: 0651601481 redazione@litaliano.it Stampa: Telestampa Centro Italia Srl Località Casale Marcangeli Oricola (AQ)

per evitare che altre famiglie finiscano sul lastrico e che le professionalità dei lavoratori vengano mortificate e umiliate". Un gruppo di precari dell'ente di ricerca pubblica ambientale Ispra è salito sul tetto della sede di via Casalotti, a Roma, per protestare contro il piano di licenziamenti. I lavoratori questa mattina si erano riuniti in un'assemblea indetta dall’Usi Rdb Ricerca. L'ente ha già licenziato 200 precari storici e si appresta a licenziarne altri 250, ovvero il 40 per cento del personale e la quasi totalità dei giovani. Al termine del piano di licenziamenti il settore della ricerca sul mare sarà di fatto completamente azzerato da gennaio. ''I lavoratori precari dell'Ispra sono ormai alla disperazione - ha detto Claudio Argentini della segreteria nazionale Usi RdB Ricerca - oltre a perdere il lavoro, cui hanno dedicato molti anni della loro vita, spesso con salari da fame, il ministro e la struttura commissariale che gestisce l'ente stanno azzerando completamente la ricerca dedicata al mare. Ci aspettiamo - ha continuato il sindacalista che il commissario abbia il coraggio di invertire la rotta e avviare subito le iniziative adeguate che, è necessario precisarlo, sono possibili sia normativamente che economicamente''. Ai precari dell’Ispra è arrivata la solidarietà del leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, per il quale “è necessario e doveroso che il governo intervenga per evitare che altre famiglie finiscano sul lastrico e che le professionalità dei lavoratori vengano mortificate e umiliate".

Giorgio Pasetto, componente dell'Assemblea nazionale del Partito democratico, ha ricordato che all’interno dell’Ispra “si licenzia senza badare a quali progetti di ricerca vengono conseguentemente bloccati, come i progetti sul Mose, le bonifiche di zone portuali da ordigni bellici, la bonifica di siti inquinati, i monitoraggi ambientali di piattaforme off shore, la pesca sostenibile e acquacultura”. L’esponente del Pd perciò fa un appello al ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, “affinchè ponga argine a questi licenziamenti rinnovando i contratti di questi lavoratori”. Al ministro si rivolgono anche i consiglieri provinciali di Roma del Pd Alberto Filisio e Marco Miccoli e il coordinatore del Pd del Municipio XVIII Valentino Mancinelli che questa mattina hanno incontrato i lavoratori precari. “Ci appelliamo al ministro dell'Ambiente Prestigiacomo perchè intervenga senza indugio sul commissario Ispra per la salvaguardia dei posti di lavoro e per il rilancio delle attività di ricerca dell'ente - hanno chiesto -. A distanza di un anno, manca completamente un piano organico per la valorizzazione delle grandi competenze scientifiche presenti e si assiste al progressivo smantellamento di gran parte delle attività di ricerca e protezione e monitoraggio ambientale. Chiediamo l'immediata convocazione di un tavolo interistituzionale con Regione, Provincia e Comune, come da mozione già approvata dal Consiglio provinciale, al fine di avviare le procedure per la soluzione della vertenza Ispra”.

Giorgio Pasetto, componente dell'Assemblea nazionale del Partito democratico, ha ricordato che all’interno dell’Ispra “si licenzia senza badare a quali progetti di ricerca vengono conseguentemente bloccati, come i progetti sul Mose, le bonifiche di zone portuali da ordigni bellici, la bonifica di siti inquinati, i monitoraggi ambientali di piattaforme off shore, la pesca sostenibile e acquacultura”. L’esponente del Pd perciò fa un appello al ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, “affinchè ponga argine a questi licenziamenti rinnovando i contratti di questi lavoratori”. Al ministro si rivolgono anche i consiglieri provinciali di Roma del Pd Alberto Filisio e Marco Miccoli e il coordinatore del Pd del Municipio XVIII Valentino Mancinelli che questa mattina hanno incontrato i lavoratori precari. “Ci appelliamo al ministro dell'Ambiente Prestigiacomo perchè intervenga senza indugio sul commissario Ispra per la salvaguardia dei posti di lavoro e per il rilancio delle attività di ricerca dell'ente - hanno chiesto -. A distanza di un anno, manca completamente un piano organico per la valorizzazione delle grandi competenze scientifiche presenti e si assiste al progressivo smantellamento di gran parte delle attività di ricerca e protezione e monitoraggio ambientale. Chiediamo l'immediata convocazione di un tavolo interistituzionale con Regione, Provincia e Comune, come da mozione già approvata dal Consiglio provinciale, al fine di avviare le procedure per la soluzione della vertenza Ispra”.

EDIZIONE SUD AMERICA Redazione: Uruguay 239 piso 7 apt D C1015ABE Buenos Aires Tel.: 4372-6111 zembot@fibertel.com.ar Stampa: Diario del Viajero Av. de Mayo 666 C1084AAO Buenos Aires Distribuzione: Antonio Felix De Bonis Estados Unidos 1788, 3°piso - 2, Buenos Aires Collaborano: Argentina: Daniel Bellicoso, Salvatore Giuffrida. Brasile: Adriano Bonaspetti, Stefano Andrini Paraguay:Elisabetta Deavi, Antonio Fossati EDIZIONE BALCANI Redazione, Stampa e Distribuzione: c/o Gazeta Libertas Rr. Xhorxhi Martini Pall. “Teuta Construction”, Shk. 1, Ap. 4, Tiranë, Tel/Fax: +355 4 2256528 Contatto:Plator Nesturi Collaborano:Fulvia Novellino, Alketa Alibali, Biljana Vukicevic

Unione Stampa Periodica Italiana

F.U.S.I.E.


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ESTERI

Fmi, si allargano i partecipanti TREDICI NUOVI PAESI ENTRANO A FAR PARTE DELLʼORGANISMO PER UN CONTRIBUTO DI 100 MILIARDI STRAUSS KHAN: LE BANCHE CELANO PERDITE

L’ITALIANO GIOVEDI’ 26 NOVEMBRE 2008

Più risorse al Fondo Monetario Più risorse a favore del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) per aiutare i paesi in difficoltà a causa della crisi. I 26 stati che partecipano al 'New Arrangement to Borrow' hanno infatti concordato l'estensione dell'accordo a 13 nuovi paesi che contribuiranno complessivamente con 100 miliardi di dollari, portando così le risorse anti-crisi del Fmi a 600 miliardi. “L'ampliamento del Nab segna un momento storico per il multilateralismo e per il Fondo, che contribuirà a rafforzare la capacità del Fmi nel reagire alle crisi e aiuterà a rendere più forte l'architettura finanziaria internazionale”, commenta in una nota il direttore generale dell'istituto di Washington, Dominique Strauss-Kahn. In aprile a Londra il G20 aveva fissato in 500 miliardi di dollari l'aumento delle risorse a disposizione del Fmi per andare in aiuto dei Paesi in crisi. In seguito alla decisione il capitale del Fondo si era triplicato passando dai 250 ai 750 miliardi di dollari. Il Nab è un sistema di prestiti bilaterali più strutturati all'interno della cornice di regole del Fmi. I paesi membri del Nab, finora 26, si incontrano regolarmente. L'attuale presidente e il giapponese Daisuke Kotegawa. “L'impegno per un'ampliamento del Nab e per aumentarne la flessibilità dimostra il continuo sostegno multilaterale affinché il Fondo possa rispondere efficacemente a questa e a eventuali future crisi”, spiega Kotegawa commentando

DOMINIQUE STRAUSS-KHAN

l'estensione delle risorse a favore dell'istituto di Washington. “L'accordo è un significativo passo in avanti e favorirà un aumento della fiducia e una riduzione globale dei rischi”. Il sistema bancario cela ancora importanti perdite, ha dichiarato intanto il direttore genera-

le del Fmi Dominique Strauss-Kahn precisando che “il 50% potrebbe essere ancora nascosto nei bilanci”. “La proporzione è più forte in Europa che negli Usa” ha aggiunto ribadendo al quotidiano 'Le Figaro’ che a suo avviso “non vi sarà una crescita viva e sana

senza una pulizia completo dei bilanci delle banche”. Strauss-Kahn ha anche nuovamente difeso il principio di un contributo finanziario delle banche in vista di un'eventuale crisi sistemica, una specie di assicurazione che “inciti la banca a prendere meno rischi e a disporre

Il rapporto delle Nazioni Uniti: scarsi risultati con i Caschi Blu

L’Onu ammette: fallimentare la missione di pace in Congo Appaiono fallimentari i risultati della missione dei Caschi Blu nella Repubblica Democratica del Congo. È quanto si legge in un rapporto presentato da una missione di esperti dell'Onu svolta sul territorio, e presentata all'inizio di novembre al Palazzo di Vetro. Che non lo ha reso pubblico; ma di cui ampi, dirompenti, stralci sono ormai noti, e diffusi dalla Bbc on line e

da altri organi di stampa. La missione - la più imponente del mondo, forte di circa 25.000 uomini non è riuscita a bloccare la deriva anarchica della ricchissima regione dell'Est del Congo (Nord e Sud Kivu), di fatto sotto il controllo delle truppe ribelli di hutu ruandesi, i cui capi si erano rifugiati in quella zona dopo il genocidio del '94. Il gruppo, (Forze Democratiche per

la Liberazione del Ruanda) non solo non è stato sbaragliato, ma ha esteso, con spietate violenze sui civili, il suo controllo nel Kivu e sul commercio dei suoi ricchissimi prodotti naturali, spesso d'intesa con le truppe regolari di Kinshasa, che dovrebbero combatterli. Secondo il rapporto, i ribelli godono anche del sostegno di una rete internazionale di finanziamenti e appoggi.

I CASCHI BLU DELLE NAZIONI UNITE

risorse per rispondere a un'eventuale crisi”. In caso di una nuova crisi finanziaria, “la reazione non sarà più la stessa” e “non vedrà più una seconda volta una pioggia di centinaia di miliardi di dollari di danaro pubblico sul settore finanziario”. “L'opinione pubblica e i

Parlamenti non accetteranno di pagare due volte una simile fattura” ha detto prima di sottolineare l'importanza di una nuova regolamentazione del settore finanziario. “Limitare i bonus e moralizzare la finanza significa preparare il futuro” ha detto.


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SPORT

Champions League IL TECNICO DELLʼINTER SUL NETTO 0-2 DEL CAMP NOU “MI ASPETTAVO UNA SQUADRA DIVERSA, CON PIÙ VOGLIA, MA LORO SONO STATO FANTASTICI” “Mi aspettavo un’Inter diversa, con più voglia”. Dopo avere subito due gol ed una lezione di calcio dal Barcellona, Josè Mourinho non nasconde la sua delusione e ammette: “Siamo lontani dal Barca per gioco e qualità dei singoli calciatori”. I blaugrana “sono stati spettacolari”, riconosce il tecnico portoghese, sottolineando che “si è capito come Sneijder sia più importante per noi che Ibrahimovic e Messi per il Barcellona, perché loro hanno da anni la stessa struttura e giocatori con il giusto profilo per sostituirli”. Il tecnico interista ammette che non è stata una serata divertente, ma ricorda anche le diverse larghe vittorie conquistate fin qui in campionato ed esorta “a non dimenticare dopo questa partita tutto ciò che l’Inter ha fatto: non mi sembra onesto”. Ancora una volta Mourinho assicura che “la squadra non ha alcun tipo di problema mentale”, e che questa sconfitta “dipende dalla qualità e dal profilo dei giocatori: i nostri sono molto più adatti al gioco italiano che a quello europeo”. Sembra quasi che provi qualche invidia per la rosa a disposizione del collega Pep Guardiola. “Io non invidio nulla perché - replica il tecnico nerazzurro - questa non è una qualità in cui sono bravo. Però, nel

FIORENTINA

Mourinho alza le mani: “Un Barcellona perfetto” Frey: “Sono felicissimo, vendicata un’ingiustizia”

SEBASTIAN FREY

JOSÈ MOURINHO

Barcellona ci sono giocatori unici, come Xavi e Iniesta, la vera essenza di quella squadra. L’Inter invece - continua - non è una scuola di calcio, ma una squadra che vuole migliorare”. Da salvare di questa serata resta poco.

Mourinho ci pensa e poi calcola che l’aspetto più positivo è che Maicon non ha rimediato l’ammonizione che gli sarebbe costata la squalifica. “Lui sarà un giocatore molto importante per la partita offensiva che dovremo af-

frontare contro il Rubin Kazan”, sottolinea Mourinho, che salva anche “la tranquillità e la stabilità che la squadra ha avuto nella ripresa: se i ragazzi avessero perso l’orgoglio probabilmente avremmo perso per 3 o 4 a zero”.

Contro i francesi ho sempre voglia di fare qualcosa di più, perché mi sembra di subire un’ingiustizia a non essere convocato in Nazionale”. Tra i più felici del gruppo viola c’è Sebastien Frey, il portiere francese che il ct Domenech continua a snobbare. Frey è stato protagonista specie nel finale di gare con due grandi parate che hanno salvato il successo della Fiorentina che vale la qualificazione agli ottavi di finale. “Volevamo lasciare un’impronta europea, felici che ci stiamo riuscendo”.Sprizzano gio-

ia da tutti i pori Montolivo, Gilardino, De Silvestri (“Qualificazione meritata”), gongola il ds viola Pantaleo Corvino, mentre la città fuori fa festa: “Questo risultato conferma che il lavoro paga sempre”. E Andrea Della Valle, che ha applaudito a lungo la sua squadra a fine gara riesce a trattenere a stento la sua soddisfazione facendo anche capire che nel nuovo anno potrebbe tornare a essere il presidente della Fiorentina dopo le dimissioni decise a settembre: “Questa qualificazione significa tanto per la città, per la squadra, per i tifosi, per me. Ho sofferto tanto. In questi 7 anni abbiamo visto di tutto ma riportare la squadra negli ottavi Champions è stato incredibile, non abbiamo avuto paura, i ragazzi si sono meritati questa vittoria specie dopo la delusione del ko col Parma. Questa è la vera Fiorentina”. Quanto alle dimissioni “nel 2010 ci ragioneremo su. Ora - conclude Della Valle - pensiamo al campionato, intanto ringrazio Firenze per le emozioni”.

Per il tedesco si parlava di un ingaggio in Mercedes

Masters Atp, lo svizzero batte il padrone di casa in 3 set

Lauda: “Schumacher non tornerà in F1”

Federer non si ferma Anche Murray va ko

Secondo il tre volte campione del mondo Niki Lauda non vi è alcuna possibilità che Michael Schumacher torni a correre con la Mercedes GP. E ad affermarlo è proprio chi decise di ritornare nel grande circo due anni e mezzo dopo il suo primo ritiro. “Non credo che ci sia un granello di verità su queste voci - spiega l’austriaco su formula1.com C’era la possibilità che accadesse in Ferrari dopo l’incidente di Felipe Massa. Avrebbe fatto per 3-4 gare per dimostrare a se stesso di essere ancora competitivo e per scaricare l’adrenalina. Ma non posso credere che possa tornare

per una stagione completa, ma questa è una mia opinione personale”. Secondo Lauda dopo la partenza del campione del mondo Jenson Button approdato in Mclaren per la Mercedes sono poche le buone opzioni per la seconda auto. “Con la partenza Button, Rosberg è al

MICHAEL SCHUMACHER

momento il loro unico pilota, un buon pilota, ma i migliori ottengono di più se hanno al fianco un secondo altrettanto forte, come è stato quest’anno alla Red Bull con Vettel e Webber. Ferrari e Mclaren in questo senso hanno i migliori piloti e i top driver hanno tutti un contratto”.

Secondo match e seconda vittoria, nel Master Atp 2009 per Roger Federer che ha superato in tre set l’idolo di casa Andy Murray. Davanti ai 17.500 dell’O2 Arena di Londra, lo scozzese si è aggiudicato la prima frazione 6-3, ma ha dovuto cedere la seconda con analogo punteggio. Senza storia il terzo set, con il n. 1 del mondo che strappa tre volte il servizio allo scozzese prima di chiudere 6-1 al terzo match-point. Adesso, Federer, che insegue la quinta vittoria al Master (come Ivan Lendl e Pete Sampras), guida il Gruppo A, con due vittorie, una per Murray e l’argentino Juan Martin del Potro, vincitore in tre set sullo spagnolo Fernando Verdasco (6-4 3-6 7-6). Oggi, nell’ultimo turno della fase a gironi, del Potro affronterà Federer, mentre Verdasco se la vedrà con Murray.

ROGER FEDERER


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CONTROCOPERTINA - SPORT

L’ITALIANO GIOVEDI’ 26 NOVEMBRE 2009

Van Gaal mette fuori rosa Toni Il bomber lascerà la Germania Uno sfogo durante una intervista televisiva sulla Rai costa caro all’attaccante del Bayern MARA DE GAETANO

MONACO DI BAVIERA Il divorzio è inevitabile, rapporto ormai a pezzi tra Luca Toni e il Bayern Monaco. Meglio, tra il bomber di Pavullo e Louis Van Gaal. Il suo grande nemico, l'uomo che non lo ha mai preso in considerazione, concendogli una sola vera chance da inizio di stagione a oggi. L'olandese 'sergente di ferro' che ora avrebbe addirittura sospeso l'attaccante italiano. Lo riporta la 'Bild' e l'accusa che ha portato a una pena così severa è chiara: in un'intervista a Rai 3, Toni aveva parlato di rapporti ormai compromessi con il tecnico e dela sua voglia di tornare in Italia per rinquistare il terreno perduto. Secondo i media tedeschi, l'esclusione di Toni

non è dovuta a problemi fisici, come invece inizialmente spiegato il mister orange. Insomma l'ex centravanti azzurro (molto ex in questo momento: sarà dura riconquistare la maglia della Nazionale se non lascierà la Baviera in gennaio) sarebbe stato messo fuori rosa dal tecnico e anche se ufficialmente non si conoscono i motivi della sospensione l'ultimo sfogo, scrivono in Germania, sarebbe stato determinante. Ricordiamo che un paio di settimane fa Toni si era preso una multa dal Bayern per aver lasciato lo stadio prima della fine della partita contro lo Schalke: non aveva gradito la sostituzione a fine primo tempo con l'olandese Robben. "Lasciare lo stadio presto e senza alcuna auto-

rizzazione durante la partita di campionato all'Allianz Arena è stata un'inaccettabile mancaza di disciplina da parte di Luca Toni. Per questo motivo si è visto infliggere una multa considerevole dalla società. A prescindere da questo, Toni si è scusato con i suoi compagni e il club per la sua condotta", si leggeva in una nota del Bayern. Intanto, oltre a Roma (Totti lo accoglierebbe di buon grado), Napoli e quelle voci sul Milan

La Fiorentina sogna anche Pippo Inzaghi ROMA - Ai tifosi della Fiorentina, i rinforzi, frutto dei milioni derivati dalla qualificazione alla fase a gironi della Champions, erano già stati promessi. Adesso, con il passaggio agli ottavi di finale, probabilmente arriveranno grazie anche agli ulteriori milioni che entreranno nelle casse viola. "La Nazione", oggi, propone tanti nomi parecchio interessanti a cominciare dal madridista Gago che potrebbe arrivare a gennaio in prestito per poi essere riscattato a giugno. Sebbene l'argentino non sarebbe utilizzabile in Champions League, rappresenterebbe una validissima alternativa per centrare quel quarto posto in campionato che sarebbe fondamentale per rivivere serate come quelle di ieri. Sempre con la formula del prestito, Corvino vorrebbe rafforzare anche la difesa con il brasiliano del Bayern Monaco, Breno. Passando agli attaccanti, però, la situazione è ancora più intricata. Gilardino è l'unico "puntero" del quale Prandelli si fida. Mutu non sta bene, Castillo non ha ancora sfruttato le chances avute. E allora, con quest'ultimo destinato a partire, si fa il nome del ritorno a Firenze di Luca Toni. L'attaccante è stato messo fuori rosa dal Bayern Monaco e tornerebbe volentieri a Firenze. Per giugno, poi, è il "Guerin Sportivo" a suggerire un ingaggio parecchio suggestivo, vale a dire quello di 'SuperPippo' Inzaghi che, al termine della stagione, potrebbe ritrovarsi libero qualora non trovasse l'accordo con il Milan per il rinnovo. SITUAZIONE CHAMPIONS - La Fiorentina mette sotto il Lione, salta in cima alla classifica del suo girone e vola oltre per infilare le gambe e tutto il resto negli ottavi di Champions. Ora resta una trasferta a Liverpool, che non è proprio una formalità, visto che c'è sempre in ballo (coi francesi) il primato e quindi il gioco a incastri per il prossimo sorteggio. Sì, però questi alla fine sono dettagli o, comunque, questioni da affrontare più in là, perché ora è il tempo degli applausi per una squadra e una società che valgono il miglior esempio per il calcio italiano in Europa: per i risultati, lo spettacolo e, soprattutto, il lavoro che c'è dietro. Già, perché giusto un marziano appena atterrato sul nostro pianeta può strabuzzare gli occhi di fronte allo show che offrono le maglie viola. La Fiorentina non è una novità, anche se spesso di lei si parla poco. Per questioni di share, evidentemente. Fatto sta che dietro ai due gol messi nella porta del Liverpool e alla vittoria sul Lione non c'è la solita bella favoletta della sorpresa simpatica pronta a stupire con i suoi aneddoti e i suoi miracoli di periferia. Qui ci sono cinque anni di lavoro, di investimenti mirati. C'è un bilancio sano e, soprattutto, c'è una coerenza nei fatti: dal 2004 al 2009 il gruppo tecnico è lo stesso. Prandelli e i suoi in campo, Corvino a fare mercato. Poi una proprietà solida ma non folle. Pragmatismo ambizioso applicato sulla pelle di una città che ama il bello, sogna da una vita un nuovo rinascimento e vuole scatenare il cuore tra il calcio dei grandi. Miscela interessante. Come il gioco di questa squadra: intenso, fantasioso, organizzato e con un tocco di vintage rivisto e corretto: perché Prandelli ha riesumato le ali, quelle che fanno tanto figurine Panini.

(difficile scambio di prestito con Huntelaar) viene fuori anche un clamoroso ritorno alla Fiorentina. Secondo La Nazione per sostituire Castillo (in bilico fra Chievo e Bari) il club viola ha pensato prima al laziale Rocchi (Lazio), ma viste le difficoltà di questa operazione sono nate anche indiscrezioni su un ritorno di

fiamma tra Toni e la dirigenza viola. Figliol prodigo o minestra riscaldata? Ipotesi non semplice per diverse ragioni: dall'ingaggio attuale di Toni (il Bayern dovrebbe farsi carico di parte dello stipendio) alla concorrenza interna (e azzurra) che il Gila umanamente accetterebbe non di buon grado... IL FATTO - Dopo le sue recenti dichiarazioni, mancava giusto una candidata volitiva a portar via Luca Toni dalla Bundesliga. E siccome Roma, Napoli e Fiorentina non avevano ancora sferrato l'attacco decisivo, c'ha pensato il Valencia a stringere i tempi. Toni avrebbe difatti già trovato l'accordo con gli spagnoli, accordo che diverrebbe da effettivo Gennaio 2010, e valido sino a giugno 2012. La cosa manca ancora dell'ufficialità, in quantro Luca si sarebbe riservato di mettere nero su bianco in attesa di sapere quale sarà il futuro del suo 'nemico' Van Gaal, la cui situazione verrebbe immediatamente ridimensionata in caso di altra magra figura europea. Se, inaspettatamente, Ven Gaal venisse esonerato, allora Toni potrebbe pensare di in rimanere Germania, e giocarsi le sue carte con un nuovo tecnico. In caso contrario i futuri pasti del buon Luca saranno frequentemente a base di paella alla valenciana e 'Sangre de toro'. Altro che wurstel, crauti e birra.

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