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SPECIALE DI 4 PAGINE DEDICATO AL CLUB SPORTIVO ITALIANO PROMOSSO IN SERIE B NAZIONALE alle pag. 5-6-7-8

ALGUNO DICE QUE NO! El programa nr 1 de la comunidad italiana en la Argentina. De lunes a viernes de 11 a 12 hrs. Por AM990 Radio Spendid Conduccion: Tullio Zembo

L ITALIANO

ALGUNO DICE QUE NO! Il programma nr 1 della collettività italiana in Argentina Da lunedì a venerdì dalle 11 alle 12. Am990 Radio Splendid Conduce: Tullio Zembo

ANNO III - NUMERO 98 - SABATO 30 MAGGIO 2009 • QUOTIDIANO PER GLI ITALIANI NEL MONDO • WWW.LITALIANO.IT • ITALIA 0,50 • ARGENTINA $ 1

Si festeggia il 63esimo anniversario della Repubblica Italiana, la Giornata Nazionale dell’Immigrante Italiano e la promozione in B Nazionale del Club Sportivo Italiano

ORGOGLIO ITALIANO MESSAGGI DELL’AMBASCIATORE E DEL CONSOLE GENERALE La comunità italiana in Argentina, con i suoi 660.000 cittadini, è ormai la più grande collettività italiana all’estero ed è destinata a crescere ancora di più negli anni prossimi L’Ambasciatore Stefano Ronca In occasione della Festa della Repubblica Italiana, desidero rivolgere un caloroso ed affettuoso saluto a tutti gli italiani che vivono in Argentina e, in particolare, ai lettori de “L’Italiano”. Anche quest’anno l’Am-basciata - insieme a tutta la rete

consolare italiana in Argentina – ha lavorato intensamente per consoli-

dare e rafforzare ancora di più i profondi vincoli di amicizia fra Italia ed Argentina. Vincoli che da sempre traggono la loro forza dalla tanta “italianità” che vi è in Argentina e che rappresenta un patrimonio prezioso ed insostituibile. La comunità italiana in Argentina, con i suoi 660.000 cittadini, è ormai la CONTINUA A PAG. 2

Il dolore per il terremoto in Abruzzo, la gioia per la serie B dell’Italiano, la soddisfazione per i fondi aggiuntivi dall’Italia che permetteranno di arrivare alla fine del 2010 senza nessuno in attesa per la cittadinanza Il Console Generale Giancarlo Curcio In occasione della celebrazione del 63.mo Anniversario della Repubblica Italiana e della “Giornata Nazionale dell’Immigrante Italiano” desidero inviare il mio più caro saluto a tutti i connazionali e agli amici argentini.

Quest'anno festeggiamo le ricorrenze con sentimenti

misti di grande felicità e di profondo dolore e tristezza. Non possiamo infatti dimenticarci la devastazione e il lutto che hanno colpito l'Abruzzo a seguito del violento sisma dello scorso mese di aprile. Proprio per questo, il Consolato Generale, il Comites di Buenos Aires e Facia hanno lanciato una raccolta di CONTINUA A PAG. 2


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L’ITALIANO SABATO 30 MAGGIO 2009

COMUNITA’

Gli italiani si ritrovano nel Teatro Coliseo per festeggiare insieme Messaggio dell’Ambasciatore

Messaggio del Console Generale di Buenos Aires

CONTINUA DALLA PRIMA

CONTINUA DALLA PRIMA

più grande collettività italiana all’estero ed è destinata a crescere ancora di più negli anni prossimi, anche grazie allo sforzo encomiabile dei nostri Consolati, da anni impegnati efficacemente nell’assorbimento delle decine di migliaia di richieste di ricostruzione della nostra cittadinanza. Ma ciò che nell’ultimo anno ci ha rallegrato forse più di ogni altra cosa è constatare come i giovani argentini di origine italiana non solo continuano a nutrire verso la Madre Patria un forte sentimento di appartenenza, ma – anche grazie alla Conferenza dei Giovani svoltasi a Roma nel dicembre scorso - si stanno

trasformando in una leva formidabile per trovare nuove vie e nuovi spunti per intensificare le relazioni fra gli italiani che vivono all’estero e la Madre Patria. E’ sui giovani e sulla loro creatività che dobbiamo contare sia per garantire che quanto fatto dai padri non vada disperso, sia per immaginare nuovi e più moderni legami fra la Madre Patria e le sue comunità all’estero. Permettetemi dunque di rivolgere proprio ai giovani un augurio particolare, assieme all’esortazione a continuare a fare quanto possibile per portare avanti con orgoglio i valori che contraddistinguono la Repubblica Italiana dal momento della sua fondazione 63 anni fa.

fondi, che si affianca a tante altre meritorie similari iniziative, per la ricostruzione della nostra cara Regione dell'Abruzzo. D'altro canto proprio in questi giorni festeggiamo la conquista della serie "B" dalla nostra squadra di collettività, lo "Sportivo Italiano" e questo ci riempie di felicità e orgoglio. Sempre in questi giorni poi abbiamo ricevuto la lieta notizia che opportune risorse aggiuntive sono state stanziate da parte del Governo italiano a favore degli Uffici consolari in Argentina per accelerare lo smaltimento delle domande di ricostruzione di cittadinanza italiana accumulatesi negli anni scorsi. Ciò dimostra l'attenzione e l'interesse, pur in un

momento di profonda crisi globale e di serie restrizioni finanziarie, che le attuali autorità italiane riconoscono alla comunità italiana in Argentina. Grazie a tali fondi, sarà possibile al Consolato Generale di Buenos Aires imprimere un ritmo ancora più serrato all'ambizioso piano di smaltimento che ho avviato alla mia assunzione in sede delle decine di migliaia di pratiche e domande di appuntamento di cittadinanza che si erano accumulate negli anni 2002-2006. Con immensa gioia comunico che entro la fine dell'aIl Console Generalenno avremo convocato i primi 40.000 nuclei familiari che avevano chiesto un appuntamento di cittadinanza e che entro la fine del 2010 avremo azzerato il lavoro.

Ciò, grazie allo straordinario impegno di tutto il personale del Consolato Generale e all'attenzione e grande disponibilità delle autorità italiane che hanno voluto premiare e sostenere lo sforzo effettuato dal mio Ufficio. Ma, non posso dimenticare che tutto ciò è anche grazie all'affetto e al calore della collettività che ci ha accompagnato con forti sentimenti di simpatia e appoggio nella rinnovata gestione del Consolato. Cari connazionali, A tutti voi desidero trascorrere una serena e felice Festa Nazionale e vi aspetto al Coliseo nel pomeriggio del 31 maggio anche per festeggiare assieme giocatori, dirigenti e simpatizzanti dello Sportivo Italiano a cui dedicheremo una meritata ovazione nel "Teatro degli Italiani".

AUGURI ITALIA Consolato Generale d’Italia - Buenos Aires PROGRAMMA ARTISTICO TEATRO COLISEO (Marcelo T. De Alvear 1125 - Domenica 31 maggio 2009) In occasione del 63 Anniversario della Repubblica Italiana e della “Giornata Nazionale dell’Immigrante Italiano”, il Consolato Generale d’Italia a Buenos Aires, il COMITES di Buenos Aires e FACIA hanno organizzato il seguente programma di manifestazioni commemorative: • • • •

Inni Nazionali Discorsi autorità Consegna Condecorazioni Spettacolo artistico dei cantanti Antonello Rondi & Paolo Martini

LAS COMUNIDADES CALABRESAS Y SICILIANAS ACOMPAÑAN Y FELICITAN AL SPORTIVO ITALIANO POR EL ASCENSO AL NACIONAL B


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Lʼappello di Bankitalia “OCCORRONO CAMBIAMENTI CHE CONSENTANO AL NOSTRO SISTEMA PRODUTTIVO DI ESSERE PARTE ATTIVA DELLA RIPRESA ECONOMICA MONDIALE” L’ITALIANO SABATO 30 MAGGIO 2009

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POLITICA ITALIANA

Assicurare il riequilibrio dei conti pubblici, tutelare il mercato del lavoro e attuare quelle riforme “da lungo tempo attese” che “consentano al nostro sistema produttivo di essere parte attiva della ripresa economica mondiale”. Sono questi gli obiettivi principali, indicati ieri dal governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, per l’Italia alle prese con la crisi. Una “crisi generale” che, ricorda Mario Draghi “determinerà, secondo le previsioni più aggiornate, una caduta del Pil di circa il 5 per cento quest’anno, dopo la diminuzione di un punto nel 2008” ma che incide su una storia ventennale “di produttività stagnante, bassi investimenti, bassi salari, bassi consumi, tasse alte” e che dunque necessita di riforme strutturali. “Non mancano segnali incoraggianti” spiega Draghi che sottolinea come “dalla metà di marzo le tensioni sui mercati finanziari si sono allentate; le quotazioni di borsa, pur tra oscillazioni, si sono risollevate, tornando sui livelli di inizio anno; gli indicatori qualitativi dell’economia reale mostrano un’attenuazione delle spinte recessive”, che però non permettono di “individuare con certezza una definitiva inversione ciclica: si prevede che la crescita riprenderà nel 2010” ha detto Draghi ma nei prossimi mesi l’Italia sarà chiamata ad affrontare ulteriori “riduzioni di occupazione, di reddito” con “riflessi nega-

MARIO DRAGHI

tivi sui consumi e sugli investimenti”. La prima preoccupazione “attiene al rischio di un ulteriore deterioramento del mercato del lavoro” anche se la crisi ha solo “reso più evidenti manchevolezze di lunga data nel nostro sistema di protezione sociale” che è “frammentato” poiché prevede trattamenti diversi ad esempio per lavoratori di imprese artigiane rispetto a quelli di imprese più grandi. “Si stima che 1,6 milioni di lavoratori dipendenti e parasubordinati non abbiano diritto ad alcun sostegno in caso di licenziamento – ha rilevato il governatore - Tra i lavoratori a tempo pieno del settore privato oltre 800.000, l’8 per cento dei potenziali beneficiari, hanno diritto a un’indennità inferiore a 500 euro al mese”. Una si-

tuazione che certamente non aiuta a ristabilire quella ‘fiducia’ necessaria ad affrontare la crisi e che invece si può ottenere solo con “un sostegno definito e non discrezionale” ai lavoratori. “Un buon sistema di ammortizzatori sociali – spiega Draghi - attenua la preoccupazione dei lavoratori, sostiene i consumi, accresce la mobilità tra imprese e settori, favorisce la riallocazione delle competenze individuali verso gli impieghi più produttivi”. In questo senso Draghi sottolinea l’impegno del governo che ha “già incluso tra le misure anticrisi meccanismi temporanei di sostegno al reddito” ma spiega “va colta l’occasione per una riforma organica e rigorosa, che razionalizzi l’insieme degli ammortizzatori sociali esistenti e ne

renda più universali i trattamenti. Non occorre rivoluzionare il sistema attuale – dice -. Lo si può ridisegnare intorno ai due tradizionali strumenti della Cassa integrazione e dell’indennità di disoccupazione ordinarie, opportunamente adeguati e calibrati”. Trascurare la questione occupazionale invece, sarebbe un grave errore: “I lavoratori in Cassa Integrazione e coloro che cercano una occupazione sono già oggi intorno all'8,5 per cento della forza lavoro, una quota che potrebbe salire oltre il 10: proseguirebbe la decurtazione del reddito disponibile delle famiglie e dei loro consumi, nonostante la forte riduzione dell'inflazione”. Tra le misure anticrisi impellenti ci sono anche, spiega Draghi, “quelle tese ad allentare i problemi finanziari delle imprese” grazie “alla riduzione nei tempi di pagamento dei debiti commerciali delle Amministrazioni pubbliche, pari a circa il 2,5 per cento del Pil”. “Il passaggio dei prossimi mesi sarà decisivo: una mortalità eccessiva che colpisca per asfissia finanziaria anche aziende che avrebbero il potenziale per tornare a prosperare dopo la crisi è un secondo, grave rischio per la nostra economia” ha sottolineato Draghi che, che auspica il sostegno di Stato e banche soprattutto alle imprese più a rischio anche se sane, “soprattutto quelle piccole, con meno di 20 addetti”.

REGIONE SICILIA

Draghi: “Servono subito riforme” Nasce il Lombardo-bis non c’è l’Udc di Cuffaro Nasce in Sicilia il governo Lombardo bis. Il presidente della Regione lo ha presentato ieri a Palazzod'Orleans, chiudendo così la crisi che si era aperta lunedì quando Lombardo aveva azzerato la giunta in seguito agli scontri con gli alleati. Ne fanno parte alcuni esponenti del Pdl e dell'Mpa, e assessori 'tecnici' non riconducibili immediatamente a partiti. Non è in giunta l'Udc di Cuffaro. Nella lista di assessori che Lombardo ha letto ai giornalisti fugurano gli uscenti Titti Bufardeci, Michele Cimino e Luigi Gentile del Pdl, Pippo Sorbello e Roberto Di Mauro dell'Mpa, e il 'tecnico' Massimo Russo, magistrato, che resta alla Sanità. I nuovi entrati sono i 'tecnici' Marco Venturi, presidente della Piccola industria di Confindustria Sicilia, il magistrato Caterina Chinnici, figlia del consigliere istruttore ucciso dalla mafia, e l'avvocato amministrativista Gaertano Armao. Lombardo ha deciso di tenere per sé le deleghe dell'Agricoltura e del Lavoro. In una nota, intanto, i coordinatori del Pdl Denis Verdini, Ignazio La Russa e Sandro Bondi, invitano Raffaele Lombardo ad evitare "eccessi e furbizie" nel definire la

Crisi: attacco del Pd all’esecutivo

Berlusconi ancora contro i giudici

Finocchiaro: “Ora il governo faccia qualcosa di concreto”

ANNA FINOCCHIARO

“E’ eversivo chi vuole sostituire con sentenze chi è stato eletto”

"Dal governatore Draghi sono venute parole sagge, attente ed equilibrate. Questo stesso equilibrio gli ha permesso di mettere in luce le grosse difficoltà che lavoratori e imprese stanno incontrando in questa crisi". Lo afferma in una nota Anna Finocchiaro, presidente del gruppo Pd a Palazzo Madama. "Draghi prosegue Finocchiaro - si è molto soffermato sulla scarsa tutela per i lavoratori disoccupati che invece andrebbero difesi e aiutati e sul sostegno alle piccole e

mo stati tacciati di catastrofismo e di allarmismo. Ci chiediamo se ora – aggiunge -, dopo le parole nette e chiare del governatore della Banca d'Italia, il governo farà qualcosa di concreto per rispondere alle esigenze sacrosante di lavoratori e imprese. Noi non ci stancheremo di insistere. Ma se il governo non vuole interloquire con noi - conclude Anna Finocchiaro - risponda almeno alle sacrosante preoccupazioni che giungono da Banca d’Italia”.

"E' volontà eversiva sostituire chi è stato eletto dal popolo". Da L'Aquila, dove è in visita per visionare gli interventi postterremoto, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha dichiarato: "E' inutile che dica ancora cosa penso di certe situazioni della magistratura. Qualcuno si è scandalizzato perché ho parlato di grumi eversivi. Ribadisco che ne sono assolutamente convinto, perché quando con delle sentenze basate sul ribaltamento del-

medie imprese che rivestono un ruolo centrale nella nostra economia ma che sono le più esposte ai morsi della crisi". "Il governatore ha poi sottolineato – continua - che non possono essere solo le parole o le promesse a ridare speranza e fiducia al nostro Paese. Draghi ha invocato misure concrete, quelle misure che il governo non ha messo in atto". "Noi avevamo proposto un assegno per i disoccupati, misure certe e urgenti per il credito alle piccole imprese. Sia-

la realtà si vuole ribaltare la decisione popolare e si vuole sostituire chi è stato eletto dal popolo, e a cui il popolo ha dato democraticamente la responsabilità di governare, questo si chiama con una parola sola: volontà eversiva ed eversione". Al suo arrivo all'ospedale, il premier è stato accolto da diversi applausi e più di una persona lo ha incitato ad andare avanti nel suo lavoro. Una sola persona, che ha detto di chiamarsi Bruno e si è autodefinito "sfollato",

RAFFAELE LOMBARDO

nuova Giunta regionale della Sicilia e ad attendere le elezioni per arrivare poi a una soluzione condivisa con i "vertici nazionali e regionali" del Pdl. "Il coordinamento nazionale del Pdl - si legge nella nota conferma quindi il giudizio negativo sui modi e sui tempi con cui l'onorevole Lombardo ha affrontato il ripensamento sulla composizione della giunta che per primi avevamo e continuiamo a sollecitare, ma nelle forme utili per un rilancio dell'amministrazione siciliana. Senza la matassa polemica influenzata dal clima elettorale. Il coordinamento nazionale del Pdl rinnova quindi l'invito a operare, tutti, senza presunzione e facendo prevalere realmente gli interessi della Sicilia attraverso un necessario anche se faticoso lavoro di condivisione".

SILVIO BERLUSCONI

lo ha contestato urlandogli di "farsi processare" e di "rispondere alle domande". Il Cavaliere non si è scomposto minimamente e ha continuato a salutare le due piccole ali di folla formatesi all'ingresso della struttura.


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L’ITALIANO SABATO 30 MAGGIO 2009

ATTUALITA’

Palermo, paura sul traghetto Sono state ore di paura quelle vissute a bordo della motonave Tirrenia ‘Florio’, in navigazione da Napoli a Palermo, che ha preso fuoco poco dopo le 3 di ieri mattina mentre si trovava in mare all’altezza di Ustica: tutte illese le persone a bordo dell’imbarcazione. I 526 passeggeri sono stati tutti evacuati tramite scialuppe e portati a Palermo: di questi alcuni, tra cui una donna incinta, hanno accusato disturbi respiratori dovuti alle esalazioni del fumo. Tra i passeggeri anche una scolaresca. A bordo della nave, trainata verso terra da un rimorchiatore, sono rimasti invece i membri dell’equipaggio, 27 tra marinai e ufficiali, tra cui comandante e direttore di macchina. Alle operazioni di soccorso e di spegnimento delle fiamme hanno preso parte Capitaneria di porto, vigili del fuoco, carabinieri e polizia. Secondo le prime ricostruzioni il rogo si sarebbe sviluppato nella stiva, all’altezza del ponte. Presumibilmente, a prendere fuoco sarebbe stata o una cella frigorifera di un tir oppure un’automobile. Secondo quanto si legge nel comunicato della Tirrenia, “questa mattina [ieri – ndr] alle 03.16, a 15 miglia al largo dell’isola di Ustica si è sprigionato un incendio segnalato dai rilevatori di fumo presenti nel garage della nave”. “Il comandan-

TRATTATIVA OPEL

Momenti di terrore in mare INCENDIO SULLA MOTONAVE TIRRENIA 'FLORIO', IN NAVIGAZIONE TRA NAPOLI E IL PORTO SICILIANO TRASBORDATI GLI OLTRE 500 PASSEGGERI La Fiat fa un passo indietro “Di più non ci possono chiedere”

LA MOTONAVE TIRRENIA ‘FLORIO’

te – si legge ancora nel comunicato - ha attivato immediatamente tutte le procedure necessarie allo spegnimento, ma verso le ore 06.00 il fumo risultava ancora molto vivace, nonostante tutti gli apparati avessero funzionato perfettamente, e ha quindi deciso di far abbandonare la nave ai passeggeri, mentre lui stesso e parte dell’equipaggio sono rimasti a bordo per coordinare le operazioni di recupero della nave”. “Le operazioni di evacuazione – conclude la nota della Tirrenia - si sono svolte con regolarità e i passeggeri, tutti illesi, sono stati imbarcati sulle scialuppe di salvataggio e trasbordati su un traghetto giunto in soccorso del ‘Florio’”. Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta dalla Procura di Palermo, che ha

disposto il sequestro del traghetto. Il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli, tramite gli Uffici del Dicastero ha dato mandato alla Capitaneria di Porto di Palermo di avviare un’indagine conoscitiva sull’incendio sviluppatosi sulla nave della Tirrenia, affidando nel contempo alla Direzione competente di effettuare le opportune attività ispettive del caso. “Desidero inviare al comandante generale delle Capitanerie di porto–Guardia Costiera, ammiraglio Raimondo Pollastrini – ha dichiarato il ministro – le più sincere congratulazioni per l’alta professionalità e la prontezza con cui la Capitaneria di Palermo ha coordinato le operazioni di salvataggio delle 526 persone a bordo del traghetto an-

dato in fiamme. Un’operazione protrattasi per circa sei ore e conclusasi felicemente. Desidero estendere le congratulazioni al prefetto di Palermo, ai vigili del fuoco, ai lavoratori marittimi, ai membri dell’equipaggio e a quanti altri hanno collaborato attivamente, non ultimi gli uomini della nave traghetto Snav che hanno soccorso i passeggeri della ‘Florio’, accogliendoli a bordo. Solidarietà giunga ai passeggeri coinvolti loro malgrado in questa non felice avventura”. Per il traghetto ‘Vincenzo Florio’ non si tratta di un incidente inedito: infatti, già nella notte tra il 18 e il 19 dicembre del 2004 si era sviluppato un incendio a bordo, in circostanze analoghe: in entrambi i casi, lo stesso comandante, Vincenzo Oliveri.

L'AMMINISTRATORE DELEGATO FIAT, SERGIO MARCHIONNE

Si complica la partita Opel. "Di più non ci può essere richiesto". Lo ha detto l'amministratore delegato Fiat, Sergio Marchionne, spiegando perché il Lingotto ieri non ha partecipato alla riunione che il governo tedesco ha tenuto a Berlino per cercare un supporto finanziario di urgenza per Opel. Marchionne ribadisce che Torino non rinuncia a Opel ma si dice "sorpresa negativamente" dall'esito del vertice di martedì notte e non intende correre rischi "non necessari e irragionevoli". "Non è infatti ragionevole ritenere che Fiat, dopo aver fatto una prudente valutazione di business ed

un'attenta considerazione dei propri interessi, possa finanziare un gruppo le cui condizioni finanziarie allo stato rimangono ignote". "Rimaniamo impegnati - dice Marchionne a cercare di trovare modi per venire incontro alle richieste di General Motors e del governo tedesco, ma l'emergenza della situazione non può forzare Fiat ad assumere rischi del tutto inusuali". Il passo indietro di Fiat mette in forse il piano di salvataggio di Opel, anche perché, come rivela Bild, l'altro pretendente, il gruppo austriaco-canadese Magna, pressato dalle richieste di Gm, starebbe pensando di gettare la spugna.

Blitz e tafferugli con le forze dell'ordine da parte dei manifestanti che protestano contro le norme anti-immigrati

G8 sicurezza: primi scontri con i no-global Iniziata a Roma la riunione dei ministri G8 della Giustizia e dell'Interno, presieduta dai ministri Angelino Alfano e Roberto Maroni, riunione ‘scandita’ all'esterno da ripetuti blitz della 'Rete G8 no global'. Ai lavori partecipano le 16 rappresentanze degli stati membri e come invitati il commissario europeo, Jacques Barrot, il segretario generale di Interpol, Ronald Noble, il direttore esecutivo Unodc, Antonio Maria Costa e i ministri dell'Interno e della Giustizia della Repubblica Ceca, Paese presidente di turno dell'Unione europea. Tre le sessioni previste: la prima ieri dedicata alla 'criminalità organizzata’. La seconda, sempre ieri nel pomeriggio, sui 'Temi migratori’

e oggi, nella terza sessione, su 'sicurezza urbana’ e 'lotta al terrorismo’. Soddisfatti i nostri ministri: "Il contrasto preventivo al traffico di droga, al traffico di armi e al traffico di esseri umani - ha detto Maroni deve essere accompagnato dall'aggressione ai patrimoni mafiosi. Questa è la ricetta vincente: siamo molto soddisfatti che la proposta italiana sia stata accolta con grande positività da tutte le delegazioni". "È stato un ottimo inizio - ha rilevato dal canto suo Alfano -. Con il collega Maroni abbiamo avviato i lavori sul tema delle confische alla criminalità organizzata, sul tema della pirateria internazionale e della responsabilità delle società nelle attività di riciclaggio"

IMMIGRATI IN PROTESTA

e su questi argomenti "si è manifestato immediatamente un consenso molto importante". Come detto i no global si sono fatti sentire e non sono mancati tafferugli con le forze dell'ordine: dopo l'organizzazione internazionale per le immigrazioni in via Nomentana, stamane anche l'Anagrafe in via Petroselli è stata imbrattata da un 'commando’ con la vernice rossa. La scelta dell'anagrafe riguardava le nuove norme del pacchetto sicurezza, che, secondo la rete romana anti-G8, non consentirebbe ai clandestini di registrare la nascita di un figlio, pena l'espulsione immediata. Fallito poi un secondo blitz di protesta all'indirizzo del ministero della Marina con alcuni at-

tivisti della rete anti-G8 intercettati dalle forze di polizia e costretti a ripiegare all'interno di un edificio occupato da Action. Secondo quanto riferito dai militanti, 6 giovani sono stati fermati anche se la questura ha chiarito che si tratta solo di fermi per identificazione. Terzo blitz, di un centinaio di militanti, dentro e fuori la Basilica di S.Maria Maggiore invocando "Sans Papier". La sicurezza della Basilica ha cercato di allontanare il gruppo di manifestanti, è volato qualche spintone, ma alla fine i ragazzi hanno spiegato che si trattava di una manifestazione non violenta ed hanno ottenuto il permesso di rimanere sulla gradinata della chiesa.


FORZA AZZURRI Foto: Julieta Muzzupapa

BREVE HISTORIA di Mauro Salvatore

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urante los años 1947 a 1950, el creciente número de inmigrantes italianos, que arribaron a este país añorando su querida Italia, buscaron la forma de nucleares. En el año 1949 el director del “Corriere degli italiani”, doctor Héctor Rossi, sugiere la idea de reunirlos por medio del deporte. Nace así aquella recordada y legendaria Copa Fernet Branca con la participación en su primera convocatoria de solo seis equipos. Los conjuntos participantes van creciendo año tras año y en 1959 mas precisamente un 7 de mayo en los salones de la sociedad LiberPiemont nace el A.C.I.A (Associazione del Calcio in Argentina) para que dicha organización garantice la organización de los torneos que venían creciendo en

popularidad. El certamen de 1958 se dividió en zonas, disputándose en estadios de A.F.A y con árbitros de dicha asociación. En 1959 el A.C.I.A se afilia a la A.F.A y en mayo de 1959 se produce el debut en la cancha del club Justo Jose de Urquiza con la dirección técnica de Enzo Landi. Dicho equipo se llego a clasificar subcampeón del torneo de Futbol Aficionado. En 1960 bajo la conducción técnica de un hombre formidable don Silvestre Pisa el A.C.I.A se corona campeón. En el año 1962 nuevamente el A.C.I.A se corona primero en esta oportunidad del campeonato de la PC con apellidos ilustres en la con conducción: Rene Pontoni y

Silvestre Pisa. A partir del año 1963 comienza su participación en la Primera B con campañas buenas y malas, hasta que llegando a 1968 se produce el retorno a la Primera C. Por esos años se producía la perdida de la concesión de quince hectáreas que nos habían otorgado en el Parque Almirante Browm. Pero los grandes dirigentes que manejaban el club no descansaban ni un instante y se comenzó a trabajar en Bella Vista, en tres hectáreas que fueron adquiridas en esa localidad. En 1974 se logra el ascenso a la Primera B de la mano de Adolfo Vázquez. Un equipo inolvidable con 27 partidos sin perder.. En el año 1978 se produce otro acontecimiento inolvidable, el encuentro entre La Selección de Italia que había llegado al país para disputar el mundial de futbol y el Sportivo Italiano y nada menos que en el estadio de Boca con la partici-

pación de 25.000 almas. Fue justamente en 1978 que la institución se pasó a llamar Deportivo Italiano. En 1979 se formo uno de los mejores equipos de la historia bajo el mando de Osvaldo Diez, salio segundo a un solo punto de Tigre y le saco 9 al tercero que fue Banfield.. Otra muy buena actuación fue la de 1983 llegando a semifinales de la Primera B con el mando de Antonio Daccorso y perder las mismas a manos de Chacarita. El 24 de junio de 1986 el Sportivo Italiano llegaba a su máximo lauro deportivo, el ascenso a 1ª división. En seis meses este equipo obtenía así dos títulos: campeón del Torneo Apertura y el ascenso a primera “A”. Indudablemente algo falló ya que luego de tanta alegría Italiano no logra mantener su lugar en la categoría vip del fútbol argentino y desciende al Nacional “B”. En el año 1989 Italiano va a jugar a

Italia la Copa CarnevaleCampeonato del Mondo cuadragésima primera edición. Para dicho torneo se cuenta con la participación de Gabriel Omar Batistuta, Franco y Pereira entre otros. La prensa italiana elogió a nuestro plantel que termina invicto. Lamentablemente al otro año el azzurro regresaba a la B Nacional. En los años próximos comenzaron los trabajos en el predio de Richieri y luego el club pasó por momentos difíciles que lo llevaron a desprenderse de los terrenos de Bella Vista para afrontar las contingencias. Futbolísticamente Italiano pierde la categoría en la temporada 94-95 y la recupera un año mas tarde 95-96 de la mano de Caruso Lombardi. En el año 2000 paso a llamarse Club Sportivo Italiano y el 10 de octubre de 2005 se inauguro el nuevo estadio. El sueño finalmente se concretó. Italiano tiene casa propia y su gente grita el orgullo a los cuatro vientos.

SENATORE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

EMBAJADOR ESTEBAN CASELLI

Adhiere a la exitosa campaña del Sportivo Italiano y felicita a sus directivos, cuerpo técnico y jugadores por este importante logro.


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PAGINA L’ITALIANO SABATO 30 MAGGIO 2009

L’ITALIANO SABATO 30 MAGGIO 2009

Foto: Julieta Muzzupapa

Arriba de Izquierda a Derecha: Albano Anconetani - Ezequiel Molina - Gastón Schmidt - Víctor Meza - Leonardo Gómez

Abajo de Izquierda a Derecha: Mario Saccone - Gustavo Velázquez - Cristian Leiva - Gustavo Britos - Sebastián Gómez - Manuel Rodas

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L’ITALIANO SABATO 30 MAGGIO 2009

CLUB SPORTIVO ITALIANO GOLEADORES

CUERPO TÉCNICO Director Técnico Blanco, Oscar Domingo "Cachín" Preparador Físico Pontoriero, Fernando Ayudante de campo Pillani, Fabio Marcelo Entrenador de arqueros Pereyra, Gustavo Javier "Loco" Médicos Puebla, Guillermo Monteleone, Domingo Antelo, Mizael

Kinesiólogos Báez, Eduardo Conte, Jorge Utileros Rocella, Gustavo Santa Cruz, Jonatan Iván Báez, Patricio "Pato" Administrativo Massei, Gabriel Gerente Massei, Enrique Control antidóping Torrisi, Leonardo "Bunga"

11 Meza 10 Britos 9 Sacco ne 5 Rodríguez 2 Anconetani 2 Gómez, L. 2 Martínez,A.

LUIGI PALLARO Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana Presidente di FEDITALIA

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PLANTEL

Heredia Gómez,S. Sportelli Blanco Schmidt Acosta

Arqueros Anconetani, Albano Mariano Larroque, Héctor Damián Rodríguez, Christian Horacio Burgueño, Pablo Daniel Defensores Acosta, César Fabián Alanis, Carlos Ezequiel Blanco, Maximiliano Hernán Gómez, Leonardo Ramón Leiva, Cristian Ramón Isaac Martínez, Miguel Ariel Molina, José Ezequiel Yacuzzi, Cristian Fernando Zadel, Damián Alberto Natalicchio, Facundo Damián Villagra, Sergio Ezequiel Mediocampistas Britos, Gustavo Daniel Fontenla, J. Diego Daniel

Ferraguto, Luis Andrés Gómez, Sebastián Gutiérrez, Diego Hernán Heredia, Juan Gabriel Rodas, Manuel René Ronconi, Emiliano Alexis Schmidt, Gastón Ezequiel Velázquez, Gustavo Andrés Villaruel, Matías Luis Frano, Matías Iván Verón, Gonzalo Alberto Ruíz, Alfredo Iván Delanteros Meza, Víctor Damián Martínez, Alexis Maximiliano Rodríguez, Fernando Domingo Rossi, Renzo Leonel Saccone, Mario Sportelli, Luciano Nicolás Ucha Fernández, Gonzalo Verdún, Pablo Alejandro Sánchez, Matías Omar

DEPUTATO AL PARLAMENTO ITALIANO

ON. GIUSEPPE ANGELI

I veri Italiani sono estremamente grati ai dirigenti ed ai ragazzi del glorioso SPORTIVO ITALIANO per lo splendido risultato conseguito che fa onore a tutta la nostra comunità

NORBERTO PERUZZO Saluta la collettività italiana nel giorno della Repubblica italiana e lo Sportivo Italiano per il grande successo ottenuto

El diputado José Angeli adhiere a la conmemoración del 63º ANIVERSARIO DE LA REPÚBLICA DE ITALIA y felicita al equipo SPORTIVO ITALIANO por su ascenso a la Primera "B" Nacional

OLINDO DI TULLIO Felicita al equipo "SPORTIVO ITALIANO" por su ascenso a la Primera "B" Nacional

BRUNO MASIER con i saluti e complimenti alla collettività e alla squadra

DIPUTADO CHRISTIAN GONZALO ASINELLI Felicita al equipo "SPORTIVO ITALIANO" por su ascenso a la Primera "B" Nacional


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ESTERI

Preoccupazione da Usa e Giappone PYONGYANG LANCIA UN MISSILE A CORTO RAGGIO IN UN NUOVO GESTO DI SFIDA ALLA COMUNITÀ INTERNAZIONALE DOPO IL TEST DI LUNEDIʼ SCORSO

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Nucleare: la Corea non si ferma La Corea del nord ha lanciato un missile a corto raggio, in un nuovo gesto di sfida alla comunità internazionale dopo il test nucleare di lunedì scorso e i successivi lanci di cinque missili. Lo ha riferito l'agenzia sudcoreana Yonhap, precisando che il lancio è avvenuto giovedì sera. Finora tutti i missili lanciati sono partiti dalla costa orientale e avevano una gittata di 130 chilometri. Pyongyang ha anche avvertito che assumerà "nuove misure di autodifesa" se il Consiglio di sicurezza dell'Onu le imporrà sanzioni per il suo test nucleare. "Se il Consiglio di sicurezza dell'Onu farà ulteriori provocazioni, non avremo altra scelta che assumere nuove misure di autodifesa", ha dichiarato un portavoce del ministero degli Esteri nordcoreano all'agenzia Kcna. "Qualsiasi azione ostile dal Consiglio di sicurezza dell'Onu comporterà l'annullamento dell'armistizio", ha aggiunto il portavoce alludendo al trattato di pace fra le due Coree che mise fine alla guerra del 1950-1953. "Il mondo", ha insistito, "vedrà presto a come il nostro

NUOVA MINACCIA NUCLEARE DALLA COREA

Paese resiste all'oppressione e al dispotismo del Consiglio di sicurezza dell'Onu e difende la sua dignità e la sua indipendenza". Al Pa-

lazzo di Vetro, Stati Uniti e Giappone hanno fatto circolare una bozza di risoluzione che condanna il secondo test nucleare nor-

dcoreano e chiede una rigida applicazione delle sanzioni imposte dopo il primo test, nell'ottobre del 2006. Il segretario alla Difesa

Usa, Robert Gates, ha riferito che negli ultimi giorni non ci sono stati spostamenti di truppe da parte nordcoreana e ha assicu-

rato che al momento non c'è necessità di aumentare il contingente di 28mila soldati americani schierato nel sud della penisola. "Se Pyongyang dovesse fare qualcosa di avventato e di estremamente provocatorio gli Usa hanno le forze per farvi fronte", ha spiegato sul volo che lo ha portato a Singapore per una conferenza sulla sicurezza. Il nervosismo nella regione è però segnalato anche dal fatto che una decina di pescherecci cinesi hanno lasciato i porti nordcoreani sul Mar Giallo. Si teme che Pyongyang possa puntare a nuovi scontri navali come quelli del 1999 e del 2002 approfittando della stagione della pesca dei granchi nelle acque contese al largo della sua costa occidentale. La settimana prossima il ministro degli Esteri sudcoreano, Yu Myunghwan, viaggerà a Washington per incontrare il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, e concordare la strategia sulla Corea del nord. Il ministro di Seul e la Clinton discuteranno dei primi passi da compiere se si arriverà a una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu.

Un’inchiesta del Times di Londra svela il massacro nascosto

Sri Lanka: 20mila civili uccisi negli ultimi giorni Critiche dall’Onu: certe cifre “inaccettabili” Il massacro nascosto. Non usa mezzi termini il Times di Londra. Che dopo un'inchiesta sul campo della durata di una settimana denuncia i morti dimenticati della guerra civile in Sri Lanka. Oltre ventimila civili Tamil sarebbero stati uccisi negli ultimi giorni del conflitto ultraventennale tra le Tigri Tamil e l'esercito regolare. La maggior parte delle vittime, dice il quotidiano britannico, sarebbero da imputare alla condotta del governo. Che pur di vincere la guerra ha bombardato senza pietà la 'no fire zone’ dove avevano trovato rifugio circa centomila civili Tamil. Va dunque in pezzi la versione ufficiale del governo - che ha sempre addossato le colpe per i morti civili ai guerriglieri nascosti tra la popolazione. La cifra delle vittime, per il Times, è peraltro il triplo di quella ufficiale. Il

quotidiano - che in prima pagina mostra una foto di un campo profughi devastato con accanto quella che sembra essere una gigantesca fossa comune - ricorda come le autorità cingalesi abbiano detto che l'uso delle armi pesanti sia stato interrotto il 27 aprile scorso. Ma le foto aeree, i documenti ufficiali dell'Onu, le testimonianze di esperti e di rifugiati, insomma, tutto l'ingente materiale raccolto dal quotidiano britannico, raccontano un'altra verità: il massacro è continuato - con i media internazionali che venivano tenuti lontani dalla zona. I civili sono stati dunque presi tra due fuochi: da un lato l'esercito cingalese, dall'altro i ribelli Tamil acquartierati all'interno della 'no fire zone’. I civili sono stati di fatto usati come scudi umani. Non che questo diminuisca le colpe - an-

che legali - dei vertici militari cingalesi. Lo Sri Lanka, infatti, aderisce alla convenzione di Ginevra. Che definisce, nell'articolo 3, un crimine di guerra l'uso di armi pesanti in zone altamente popolate da civili - e non importa se i guerriglieri si nascondono tra di loro. E, secondo il Times, è proprio quello che è successo. “È probabile - ha detto Charles Heyman, ex ufficiale dell'esercito britannico e direttore della rivista Armed Forces of the Uk, quando ha visto le foto scattate dal Times - che la posizione dei ribelli sia stata individuata dall'esercito cingalese e sia stata bombardata con colpi di mortaio sia a scoppio aereo che a impatto sul terreno”. I dati in possesso dei funzionari dell'Onu, visti in esclusiva dal quotidiano britannico, confermano questa ricostruzione dei fatti. Fino

alla fine di aprile, infatti, le Nazioni Unite hanno registrato settemila morti tra i civili Tamil nella 'no fire zone’. Poi la strage è aumentata di proporzioni: i morti sarebbero lievitati a mille al giorno fino al 19 maggio - quando è stato eliminato il leader delle Tigri Tamil Veluppilai Prabhakaran. Questa cifra coincide con quella fatta da Padre Almaraj, un prete cattolico fuggito dalla zona il 16 maggio. Ecco allora il calcolo approssimativo di ventimila morti. “Questi dati non sono ancora completi”, ha detto una fonte Onu citata dal Times, “e la cifra finale sarà ancora più alta”. Un portavoce del palazzo di vetro ha intanto definito “inaccettabile” il numero delle vittime civili denunciate dal Times. Un portavoce dell'Alto Commissariato cingalese a Londra - lo Sri Lanka è membro del Commonwealth - ha

LE TIGRI TAMIL

invece smentito l'intera questione. “Respingiamo in toto le accusè', ha detto. “I civili - ha dichiarato - non sono stati per niente uccisi dai bombardamenti del governo. Se vi sono state vittime tra i civili questo è da imputarsi alle azioni dei ribelli che sparavano alla gen-

te quanto cercava di scapparè'. Una versione smentita però dai dati medici raccolti sul campo dai funzionari dell'ONU. Sino alla fine di aprile, infatti, il 2% delle uccisioni totali è stato provocato da colpi di arma da fuoco e l'80% dagli effetti dei bombardamenti.


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L’ITALIANO SABATO 30 MAGGIO 2009

QUI ARGENTINA

CONTINUA L’EMERGENZA DOVUTA ALL’INFLUENZA A: DOPO L’AUMENTO VERTIGINOSO DEI CASI – ALMENO 33 IN BEN 22 SCUOLE DIVERSE – SONO PROPRIO GLI ISTITUTI SCOLASTICI A ESSERE SOTTO OSSERVAZIONE. INTANTO SONO STATE DEFINITE LE NUOVE NORME PER FARE FRONTE AL DIFFONDERSI DEL VIRUS

Accordo interistituzionale contro la febbre suina Detto, fatto: il ministro stesso ha detto che “stiamo già indicando, anche in via preventiva, alle scuole di pensare ad assegnare attività di qualche tipo in modo che se si dovesse presentare la necessità, siano già preparati”. Lo stesso Tedesco ha poi specificato che all’interno della strategia di educazione c’è una modalità chiamata “educazione nel domicilio e in ospedale”. “faremo ricorso a queste risorse disponibili insieme al-

SALVATORE GIUFFRIDA

BAIRES - Le scuole che registrano casi di influenza suina dovranno rimanere chiuse per un periodo non inferiore a due settimane: i ministri di educazione del paese hanno deciso che le strutture educative nelle quali si abbia notizia di casi confermati del nuovo virus dovranno sospendere le lezioni per almeno 14 giorni lavorativi, mentre per quegli edifici dove ci siano casi sospetti, i corsi saranno chiusi per solo dieci giorni. Tutto questo mentre il ministro della sanità ha confermato 33 nuovi casi di influenza suina nel paese. Ieri, durante la XX Assemblea del Consejo Federal de Educaciòn, i ministri di educazione delle 24 giurisdizioni sono arrivati a questa decisione attraverso la firma di un accordo interistituzionale, dovuto anche all’aumento vertiginoso dell’influenza nella nazione. Un’altra clausola contenuta nell’accordo è la necessità secondo cui tanto gli studenti quanto i professori dovranno ricevere medicinali antivirali per dieci giorni e rimanere isolati in quarantena nella casa di famiglia. Nel frattempo, riferito ai casi in cui c’è solo il sospetto di aver contratto il virus, le classi saranno sospese solo nelle aule frequentate dalla persona sospetta, per la quale sarà riservato un trattamento medicinale e antivirale per cinque giorni e quindi l’isolamento volontario per dieci. Tutto questo mentre i minori d’età dovranno cercare di avere poco contatto, il meno possibile, con le persone al loro intorno. Ma non finisce qui: nel caso in cui un docen-

te, alunno, o personale dell’edificio scolastico, proviene da una qualsiasi delle zone giudicate a rischio, dovrà rimanere assente per il periodo di dieci giorni, durante i quali la sua sarà un’assenza giustificata. Si tratta insomma di misure concrete, dal forte sapore antiprecauzionale: il titolare del dicastero di educazione nazionale, Juan Carlos Tedesco, ha infatti segnalato che “sappiamo che uno dei provvedimenti fondamentali che bisogna prendere in considerazione nei casi di influenza suina è la chiusura degli edifici per un periodo non inferiore a quattordici giorni, però al tempo stesso vogliamo che i bambini, anche durante tutti questi giorni in cui rimarranno nelle proprie abitazioni, svolgano comunque degli esercizi e delle attività di apprendimento in modo che non siano giorni totalmente perduti dal punto di vista educativo”.

Rapina in un ristorante, muore un malvivente. Due gli arresti

l’utilizzo di nuove tecnologie. Così gli alunni potranno continuare a fare i propri compiti da casa”. Misure che sicuramente si renderanno necessarie: il virus nel paese cresce, e i 33 nuovi casi sono stati registrati in ben ventidue scuole diverse, mentre continuano a essere 163 i casi in fase di studio. Ma nonostante questo - la popolazione dei pazienti affetti dal virus si è praticamente duplicata in appena due giorni – le autorità nazionali continuano a non allarmare e a mantenere un basso profilo: “bisogna evitare il panico”, ha detto il ministro Ocana, che però poi esorta comunque i cittadini a rispettare le elementari norme di igiene e personale e preventiva.

In Patagonia aspettano le balene I cetacei stanno per arrivare sulle coste di Puerto Madryn dove si rifugiano per accoppiarsi e riprodursi BAIRES - La Patagonia argentina è in attesa del tradizionale arrivo delle balene fino alla costa dell'Oceano Atlantico, una grande attrazione turistica. Questo è uno spettacolo naturale unico, che si verifica solo una volta all'anno, sulle coste della provincia di Chubut, fin dove i cetacei vengono a rifugiarsi per l'accoppiamento e la riproduzione. Il fenomeno si verifica ogni anno di fronte alle fredde coste di Puerto Madryn, una delle più grandi città della regione, 1.500 chilometri a sud di Buenos Aires. La città è considerata la porta di accesso alla Penisola Valdes e nel 1999 è stata dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall'UNESCO. Per la quarta volta consecutiva questo anno si potrà vedere il fenomeno delle balene su Internet all’indirizzo www.chubut.gov.ar / ballenas. Le autorità della provincia di Chubut stimano che un milione e mezzo di persone da 133 paesi hanno osservato l'arrivo di balene nelle ultime stagioni.

Semblanza de un hincha del Sportivo Italiano

Forti dichiarazioni dello stilista Roberto Piazza riaprono il dibattito sulla scarsa sicurezza nella capitale Buenos Aires BAIRES - Verso la mezzanotte fra giovedì e venerdì tre rapinatori hanno preso di mira un ristorante nel quartiere di Belgrano. Uno è rimasto ucciso e due sono stati arrestati dalla polizia. Nel locale c’era anche il noto designer Roberto Piazza che ha dichiarato: “Avrei voluto che li avessero ammazzati tutti e tre, non uno solo”. Lo stilista ha dichiarato che uno dei rapinatori lo ha riconosciuto e gli ha puntato contro una pistola intimandogli di consegnargli i suoi averi. E’ davvero furioso Piazza: “Quando un drogato ti mette la pistola alla testa, ti auguri che se lo prenda il diavolo” . I delinquenti, finito di rapinare tutti i presenti, sono fuggiti su una Ford Sierra subito inseguiti da varie pattuglie della polizia, ma senza successo. Solo quando sono entrati nella zona di San Martin la locale. polizia, con rinforzi da Tres de Febrero e Villa Bosh, è riuscita ad intercettarli. E’ iniziato quindi un conflitto a fuoco finchè, all’incrocio delle vie Marquez e Azopardo di Villa Bosh, l’auto dei rapinatori andava a schiantarsi contro un camion. I malviventi scappavano a piedi e, nel corso della sparatoria con gli agenti uno di loro veniva ucciso mentre gli altri due finivano in manette.

NUOVO CHIOSCHI DI BUENOS AIRES DOVE SI VENDE L’ITALIANO Avenida Belgrano 652 Julio Arg. Roca 621 Peru 159 Cordoba 915 Corrientes 424 Avenida de Mayo 602 Peru 84 Avenida de Mayo 575 Peru 30 Florida 1 Avenida de Mayo 605 Avenida de Mayo 720 Piedras 809 Venezuela 649 Avenida de Mayo 916 Avenida de Mayo 891 Pellegrini 37 San Martin 1225 Juana Manso 735 Petrona Eyle 415 Florida 209

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BAIRES - Socio desde 1962. Se define como “súper vitalicio”. Nacido en Marsico Nuevo, provincia de Potenza. Emigró con tan solo 15 años pero nunca dejó de ser ciudadano italiano. Es joyero casi por casualidad ya que al llegar quiso intentar suerte en un taller mecánico pero el encargado, de nacionalidad alemana, le dijo que no tomaba extranjeros. Y el dueño de una fabrica, siciliano, le dijo que no tomaba italianos “porque aprendían y se iban”. Fue así que aprendió el oficio e hizo de él su arte. A pesar de trabajar duramente durante 18 hs diarias comenzó a sentir que esta sería su tierra . Habla de la Argentina como de “un lugar noble y generoso pero con gente que se queja por tener la panza llena” . Se le iluminan los ojos cuando recuerda su Italia natal y sentencia: “donde uno nace, jamás se lo olvida”. Es alegre, vivaz y un apasionado de la tricolor que dice llevar grabada a fuego en el corazón.

Siempre va a la cancha y está muy orgulloso de estar diseñando las medallas que recibirán los jugadores en la próxima fiesta. En su taller cuelga el póster de una de las primeras formaciones del equipo (que puede recitar de memoria). No disimula su fanatismo y sabe cada detalle de su club y del trabajo que realizan sus dirigentes. Solo lamenta que el club no haya crecido más en su momento. Siente que se dejó pasar el cuarto de hora”. Quizás por eso valora tanto a los actuales directivos y hasta opina algo muy interesante sobre el presidente del club que vendría muy bien para nuestros verborrágicos políticos: “Salvador D’Antonio es un hombre que habla poco y hace mucho”. Por su taller han pasado muchas personalidades del mundo del fútbol y tiene por supuesto las fotos de rigor que exhibe con alegría. Don Antonio Petracca es una mezcla de nostalgia y pasión que ha unido el fútbol y sus raíces en la bandera del Sportivo Italiano.

ARGENTINA Redazione: Montevideo 431, 5° piso C1619ABI B.Aires Tel.: 4372-6111 zembot@fibertel.com.ar Stampa: Diario del Viajero Av. de Mayo 666 C1084AAO B. Aires Distribuzione: Antonio Felix De Bonis Estados Unidos 1788, 3° piso - 2 Buenos Aires Tel. 1564193564 Fax: 4305-1175 afdebonis@tutopia.com

Unione Stampa Periodica Italiana

F.U.S.I.E.


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SPORT

Gli spagnoli sognano il brasiliano con Ronaldo PEREZ, VICINO AL RITORNO ALLA PRESIDENZA, NON MOLLA: “SONO AMICO DI GALLIANI, FACILITERAʼ LʼOPERAZIONE” LʼALTRO OGGETTO DEL DESIDERIO RIMANE IL PORTOGHESE INTER

Real Madrid-Kakà: ricomincia il pressing

RICARDO KAKÀ

Manuel Pellegrini in panchina e Kakà e Cristiano Ronaldo in campo. È un Real Madrid super quello che vuole Florentino Perez, ormai a un passo dal ritorno alla presidenza della Casa Blanca. Ormai rimasto solo nella corsa, Perez potrebbe ricevere l'investitura ufficiale già lunedì prossimo e nell'intervista a "Marca" traccia già le linee del Real che verrà. Affiancato da Jorge Valdano ("sarà il responsabile di tutto il settore calcio") e Zinedine Zidane ("sarà il mio consigliere ma anche un buon ambasciatore e un buon professore per gli allievi della nostra scuola"), Perez potrebbe piazzare il primo colpo già la prossima settimana e l'obiettivo numero uno è sempre lui, Ricardo Kakà. "Fino a quando non si chiuderanno i campionati, non parleremo con i club - precisa - ma ho sempre dimo-

strato di avere un grandissimo rapporto con Galliani e questa amicizia renderà più semplice l'arrivo di Kakà a Madrid". Secondo "As", però, il brasiliano giocherà domenica contro la Fiorentina la sua ultima partita in rossonero, dopo di che partirà direttamente per il Brasile per gli impegni con la Selecao di Dunga. E proprio nel suo paese natale, assieme al padre e procuratore Bosco Leite, già la prossima settimana entrerà in contatto con Perez per chiudere il suo trasferimento al Real. Ma l'arrivo di Kakà non escluderebbe quello di Cristiano Ronaldo, sogno proibito del predecessore di Perez, Ramon Calderon. "Sarebbe splendido se venisse al Real - dice a proposito il futuro presidente merengue - Quello che so è quello che ho letto, cioè che ci sarebbe un accordo per cui Ronaldo verrebbe

qui per 80 milioni di sterline. Se pagherei questa somma? La prossima settimana daremo un'occhiata ai numeri, nessuno dovrà dubitare del fatto che andremo a disegnare un progetto spettacolare. Sono sicuro che la gran parte dei giocatori vorrà venire a Madrid per far parte di questo nuovo progetto". Perchè il Real, nella testa di Perez, "deve attrarre i migliori giocatori del mondo e della Spagna" ma anche "promuovere il settore giovanile", logiche non rispettate nell'era Calderon dove "in tre anni sono stati buttati cento milioni di euro. Noi compravamo un giocatore e ne ammortizzavamo il costo in un anno", la frecciata di Florentino. Resta da sciogliere il nodo allenatore dopo che le ipotesi Wenger e Mourinho sembrano ormai sfumate. "C'è una terna di candidati ma non abbiamo preso nes-

Campagna acquisti dai nomi stellari per il Genoa

Preziosi: “Crespo è nostro Quaresma lo è al 99,9%” Genoa scatenato. Il presidente del club rossoblù, Enrico Preziosi, ha ufficializzato l'arrivo di Hernan Crespo (l'argentino firmerà un biennale) e ha spiegato che per Quaresma bisogna soltanto definire alcuni dettagli. "Da oggi Crespo è un nostro giocatore", ha dichiarato il numero 1 del Grifone ai microfoni di Radio Kiss Kiss affrontan-

do poi l'argomento Quaresma. "È nostro al 99.9%. Seguo lo stesso linguaggio di Mourinho, ma sono solo battute che servono per sdrammatizzare - spiega Preziosi -. La questione Quaresma è molto semplice: gli accordi tra le società sono già presi e fatti, quello che manca è la firma del giocatore. Ma credo che se l'Inter ha ritenu-

to di cedere la comproprietà vuol dire che l'ha fatto perché poteva farlo. Ma c'è sempre bisogno della firma del giocatore. Io non credo che ci saranno grandissime difficoltà, ma la prossima settimana affronteremo il tutto per risolverle. Gli arrivi di Quaresma e Crespo spero che possano far sì che cresca un grande Genoa”.

suna decisione", chiarisce Perez, che non fa nomi e si limita a dire soltanto che "avremo una grande squadra e un grande allenatore". Tutti gli indizi, però, portano a Pellegrini, attuale tecnico del Villarreal. "È un allenatore magnifico", il commento di Perez anche se il diretto interessato preferisce non sbilanciarsi. "Io sono concentrato sul presente e cioè sulla partita con il Maiorca - la risposta di Pellegrini - Non penso ad addii o a benvenuti, non mi chiedete altro, parlo solo del Villarreal e della partita".

Le confessioni di Balotelli “A gennaio volevo andarmene” Mario Balotelli ammette che a gennaio ha pensato di lasciare l'Inter. L'attaccante dell'Inter affronta tutti questi argomenti in una lunga intervista concessa ai microfoni di Sky, all'interno di "Special100one", la rubrica dedicata alla società nerazzurra in onda tutti i venerdì alle ore 18.30 (e in replica a mezzanotte), su Sky Sport 1. Balotelli comincia definendo "strana" la sua stagione. "Strana perchè ho cominciato a giocare all'inizio, poi sono rimasto fuori per tanto, poi ho ricominciato a giocare, per vari motivi. Risbocciato a primavera? Io ho sempre un periodo dopo l'inverno in cui non vado tanto bene, poi ricomincio a giocare bene". La sua stagione la definirebbe "tra sufficiente e buona", quella dell'Inter "Ottima, perfetta". A gennaio Balotelli ha pensato di andar via dall'Inter. "Volevo giocare e, siccome non giocavo, preferivo giocare in una squadra anche di livello minore

all'estero, piuttosto che stare qui in panchina o in tribuna - spiega Balotelli -. È una cosa normale, quando non giochi vuoi andare via, almeno io sono fatto così, è una cosa normale". Una delle ipotesi era quella del West Ham di Gianfranco Zola. "Sì, ero in contatto con lui, poi non si sono sentiti con l'Inter, o l'Inter non si è fatta sentire, non so bene cosa non sia andato. Alla fine posso dire che è andata bene così", commenta Balotelli che poi riconosce i meriti di Mourinho con cui ha avuto anche qualche problema. "Il mister mi ha aiutato tanto, soprattutto nell'impegno durante allenamento - ammette l'attaccante nerazzurro -. Non ero abituato ad avere un livello di attenzione così alto. Non sempre mi deve telecomandare, però questo è il mio limite, è un problema che ho anche fuori dal calcio, quando uno mi dice fai questo, fai quello. Senza cattiveria, non lo faccio apposta".

Il bianconero: “A Torino mai subito situazioni spiacevoli”

Sissoko: “Razzismo alla Juventus? Mai” Presentata ieri mattina allo Juventus Center di Vinovo la quarta edizione della "Peace Cup". Il torneo, che si svolgerà in Spagna dal 24 luglio al 2 agosto, vedrà la Juve impegnata nel gruppo A con i padroni di casa del Siviglia e i coreani del Seongnam. All'evento erano presenti ieri mattina il team manager Gianluca Pessotto e i giocatori Olof Mellberg e Mohammed Sissoko. Per Sissoko giocare il torneo sarà motivo di orgoglio anche in chiave umanitaria. Parte del ricavato andrà infatti devoluto alla "Peace Dream Foundation", associazione che assiste i giovani più disagiati in tutto il mondo: "Questo è un

torneo molto importante per noi giocatori e per la società - ha detto il centrocampista africano -. Il fatto che sia legato ad un progetto interessante a favore della gente che ha bisogno d'aiuto, ci rende ancora più orgogliosi". Sissoko, poi, a margine della conferenza, ha parlato del suo stato di salute e di quello della Juventus: "Ora sto bene ma avrei voluto essere a disposizione nel momento più difficile della stagione. Avrei provato ad aiutare la squadra - ha sottolineato Sissoko -. Per noi è stato un problema più di testa che di gambe. Mi è spiaciuto per Ranieri, era lui che mi aveva scelto e mi aveva porta-

MOMO SISSOKO

to a Torino". Sissoko è tornato anche sulla questione razzismo e sulla recente chiusura dello stadio agli spettatori nella recente gara di campionato contro l'Atalanta: "A Torino non ho mai subito situazioni di razzismo - ha detto l'ex giocatore del Liverpool -. E queste cose non dovrebbero mai succedere nel mondo del calcio". Infine una battuta sugli ultimi acquisti: "Diego e Cannavaro sono due giocatori forti. Spero che con il loro aiuto la Juve torni quella di prima. Se arriveranno altri giocatori forti ancora meglio, ma la Juve è già molto competitiva così".


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CONTROCOPERTINA - SPORT

L’ITALIANO SABATO 30 MAGGIO 2009

La parola a Valentino, l’eterno ragazzo Rossi pensa al prossimo Gp d’talia, voltandosi indietro per ripercorrere il passato: «Nessuno riuscirà a vincere quanto me» MARA DE GAETANO

ROMA - Basta guardare i suoi occhi, per capire che il tempo non sia mai passato. Basta soffermarsi sul suo sorriso, per accorgersi di quanto gli venga naturale affrontare la vita con lo stesso fare scanzonato di quando era solo un bambino sognatore. Basta dar retta al suo cuore, per scoprire quanto grande sia l'umanità che spesso è costretto a nascondere. Per molti la vita inizia a trent'anni, per Valentino Rossi, è invece tempo di ripercorrere il passato, quel passato glorioso di un campione che ha ancora fame di successo, di asfalto, di sorprese. Sa di essere il migliore, e lo ammette senza

mezzi termini, consapevole che nessuno sarà mai in grado di festeggiare come e quanto ha fatto lui nelle ultime 14 stagioni. Sbagliato parlare solo di talento, banale ricondurre i risultati ottenuti alla passione o alla bravura che nessuno ha. Vale è un mix di genio e sregolatezza, un fenomeno nato per lasciare tutti a bocca aperta, per emozionare ogni qual volta salga in sella alla sua compagna di sempre. Già, perché è la sua moto la sua vera metà, quella metà della mela che sai che non ti tradirà mai e ti accompagnerà per il resto della vita. Lo dice chiaramente, “ciò che temo maggiormente è trovare una donna che rimanga al mio fianco per sempre”, ed è per questo

che riserva coccole e attenzioni al suo gioiello, perché sa che il loro legame sarà inscindibile per l'eternità. Prova a guardare avanti, e quasi sorprende vedere i suoi occhi lucidi quando parla della possibilità di diventare padre, di poter un giorno, chissà, trasmettere al suo bambino l'amore per questo sport. Non ama parlare troppo di sé, ma è una caratteristica dei vincenti non esternare emozioni e sentimenti. Qualcosa di bello però, se lo lascia sfuggire, soprattutto quando si sofferma su due valori che ritiene fondamentali; la famiglia per Valentino rappresenta tutto, altro non è che “l'impresa più grande ”,

per non parlare dell'amicizia, perno indispensabile al quale aggrapparsi in particolar modo nei momenti di difficoltà. La mente ritorna al 2007, l'anno in cui non riusciva a vincere, la stagione in cui venne a galla l'evasione fiscale ed il polverone che ne conseguì: “Mi sono ritrovato in una condizione simile a quella di Pantani. Mi hanno attaccato duramente, personalmente, hanno esagerato massacrandomi e mettendo dentro delle cose che erano assolutamente false. Io, in quei giorni, ho pensato molto a Marco e a come aveva reagito. La differenza l'hanno fatta i miei amici, la gente che ho attorno ed il mio modo di vivere”. Sembrerà strano definirlo un ragazzo “normale”, ma è così che lui si sente perché, dice “quando torno a casa conduco una vita come chiunque altro, sto con gli stessi amici che frequentavo quando ero piccolino e non trascorre un solo istante che io mi senta solo”. Pensieri di un ragazzo della porta accanto, che per qualche istante fanno addirittura dimenticare di aver di fronte la

La flia. Mellano felicita al CLUB SPORTIVO ITALIANO por su ascenso a la Nacional B stessa persona che divora la vita a 300 km all'ora. Il cordone ombelicale che lo lega alla sua moto, probabilmente non si spezzerà mai. Ci ha provato, nel 2008, e forse ci è andato molto vicino ma, fa impressione dirlo, gli è mancato il coraggio per farlo. “Avrei potuto smettere perché avevo il contratto in scadenza, ma non ce l'ho fatta. Per me correre diventa sempre più bello, specialmente ora che posso avere accanto le persone delle quali mi fido ciecamente e che scelgo personalmente. Mi sento ringiovanito di almeno 5 anni”. A sentirlo, sembrerebbe a volte di rapportarsi ad un uomo chissà quanto più longevo ma, nonostante il grande bagaglio d'esperienza racchiuso nei suoi 30 anni, si è consapevoli che si tratti pur sempre di un giovanotto con tutta una vita davanti. La paura di essere dimenticato, a fine carriera, non lo preoccupa poi più di tanto; per Valentino è naturale che prima o poi i riflettori si debbano spegnere, l'unica cosa che conta è lasciare ad ogni modo un buon ricordo: “Le persone, prima o dopo, si scordano di te. A far la differenza è ciò che si è lasciato umanamente nel corso della carriera. Cassius Clay, ad esempio, non è mai stato dimenticato, Schumacher invece, forse perché tedesco,

ha dato un'impronta meno forte a livello umano”. Già Schumy, un altro campione come ce ne sono pochi, uno che la Formula Uno ce l'aveva nel sangue e che ha lasciato, alla Ferrari e all'Italia intera, emozioni che solo a pensarci riescono ancora a mettere i brividi. Di un passaggio di Rossi, dalle due alle quattro ruote, se n'è parlato più volte, e più volte la risposta ha rimandato la scelta a data da destinarsi. Anche in questo caso, Vale glissa un po', ma il mai dire mai è sempre dietro l'angolo: “Gli anni scorsi, quando mi davano vicinissimo ad un trasferimento alla Ferrari, sinceramente mi innervosivo e mi giravano un po', perché non c'era niente di vero. Oggi la cosa mi fa sorridere, sono contento, non è vero uguale, però è bello …”. Staremo a vedere, nel frattempo, occhi puntati sul Mugello. I l dottore lo sa bene, questa è la sua pista, Lorenzo, Stoner e company sono avvisati, perché la voglia di conquistare l'ottavo successo italiano di fila è davvero troppo grande. “Cercherò quindi di dare il massimo, come ho sempre fatto; alle polemiche non ci penso, ormai ho assunto una posizione di tipo Zen e vivo qualsiasi cosa in maniera molto più rilassata”. Ci si potrebbero mettere le mani sul fuoco: domenica pomeriggio l'uomo Zen lascerà il posto al suo alter ego …

Con le pù vive felicitazioni allo Sportivo Italiano


L'ITALIANO