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ALGUNO DICE QUE NO! El programa nr 1 de la comunidad italiana en la Argentina. De lunes a viernes de 11 a 12 hrs. Por AM990 Radio Spendid Conduccion: Tullio Zembo

L ITALIANO

ALGUNO DICE QUE NO! Il programma nr 1 della collettività italiana in Argentina Da lunedì a venerdì dalle 11 alle 12. Am990 Radio Splendid Conduce: Tullio Zembo

ANNO III - NUMERO 84 - SABATO 9 MAGGIO 2009 • QUOTIDIANO PER GLI ITALIANI NEL MONDO • WWW.LITALIANO.IT • ITALIA 0,50 • ARGENTINA $ 1

Ora da Brasilia arriva una notizia che segna un punto a favore dell’ex terrorista dei Pac: il Procuratore generale del Brasile ha dato ragione al ministro della Giustizia Tarso Genro, che a suo tempo aveva concesso a Battisti l’avallo per l’asilo politico. Per Antonio Fernando De Souza la decisione è quindi politica ed è espressione della sovranità dello Stato brasiliano alla pag. 5

L’ITALIANO SABATO 9 MAGGIO 2009

POLITICA ITALIANA

stringe per Opel Z DELL’AMMINISTRATORE DELEGATO, ON I GOVERNATORI DI ASSIA E RENANIA ERE LA QUESTIONE DEGLI IMPIANTI

BRASILE: BATTISTI VERSO L’ASILO POLITICO L’ITALIANO SABATO 9 MAGGIO 2009

QuiItalia

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ATTUALITA’

Politica in lutto QuiArgentina SI È SPENTO NEL SONNO, ALL’ETÀ DI 84 ANNI, Polemiche a non finire per gli IL SACERDOTE DI CRAXI CHE ISPIRÒ LA incidenti DISCESA di Paranà che hanno quasi MondoAMICO politico in lutto: NEL MONDO POLITICO DI BERLUSCONI portato gli agrari al contatto fisico

QuiItalia

Marchionne tornasi èinspentoGermania nel sonno

BERLUSCONI

ABRUZZO

Caso Fiat-Opel: si lavora ancora sull’asse Romacon la Kirchner Bozzo, ideologo Il cordoglio del premier Berlino. Marchionne tornaMorto Gianni Baget Bozzo, forzistaQuiSport “Addio a un confidente” Napolitano: Il terremoto, Giro d’Italia 2009 al via: in Germania ideologo forzista alla pag. 2 pag. 3 il pensiero va già alle salite, una tragedia per tutti

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le tappe di montagna che entusiasmano i tifosi

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Controcopertina Campioni argentini protagonisti: tutti vogliono Ezequiel Lavezzi. Il fantasista del Napoli nel mirino anche "Mi mancherà l'amico, ha accompagnato, fin dai il confidente, il consiglie- primi passi, la nostra avdel Liverpool re, che ascoltavo più di ventura di popolo. L'inUN CALOROSO SALUTO TRA BERLUSCONI E GIANNI BAGET BOZZO

ADDIO A DON GIANNI BAGET BOZZO

È morto ieri mattina intorno alle sei, nel sonno,

GIORGIO NAPOLITANO ne ricorda il contributo “essenziale” al dibattito

Ad accorgersi della morte del sacerdote fondatore

via Corsica, secondo la volontà espressa dallo

ogni altro e che sentivo aderire intimamente a tutti i miei pensieri e a tutte le mie intuizioni. D'ora in avanti mi mancherà per le scelte importanti da assumere in un tempo in cui

De Gaetano a pag. 8

contro con Forza Italia ha segnato ed attraversato gli ultimi, luminosi e fecondi vent'anni di vita di questo grande sacerdote, intellettuale e testimone del '900 e della realtà


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POLITICA ITALIANA

Il Lingotto stringe per Opel NUOVO BLITZ DELL’AMMINISTRATORE DELEGATO, INCONTRI CON I GOVERNATORI DI ASSIA E RENANIA PER RISOLVERE LA QUESTIONE DEGLI IMPIANTI

Con la partita Chrysler vicina alla conclusione, torna nel vivo la trattativa tra Fiat e Opel. L'amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, è tornato in Germania per incontrare i governatori di Assia e Renania-Palatinato, i due Lander dove hanno sede rispettivamente Russelsheim, il quartier generale della casa tedesca, e Kaiserslautern, dove vengono prodotti i motori. Il confronto, oltre che sul piano di Marchionne di integrare Fiat Auto con le attività di General Motors in Europa, America Latina e Sudafrica, ha riguardato le sorti dei due impianti, dei quali molti in Germania temono la chiusura, sebbene l'ad di Fiat abbia finora parlato solo di ridimensionamento. Roland Koch, governatore dell'Assia, dopo il colloquio con Marchionne, ha fatto sapere che una decisione sulle sorti della casa automobilistica tedesca "dovrebbe essere presa a maggio". L'esponente della Cdu, da sempre molto scettico sull'ingresso di Fiat in Opel, ha affermato che tutti i pretendenti devono avere l'opportunità di presentare un'offerta e li ha invitati a farlo a breve. Koch ha aggiunto di aver incontrato tutti i potenziali investitori e spiega che alcuni di essi, interessati ad una partecipazione al capitale, non sono mai stati menzionati dai me-

ABRUZZO

Fiat, Marchionne torna in Germania Napolitano: Il terremoto, una tragedia per tutti

GIORGIO NAPOLITANO

MARCHIONNE, BLITZ IN GERMANIA PER OPEL

dia. Il governatore socialdemocratico della Renania-Palatinato, Kurt Beck, dopo l'incontro con l'amministratore delegato della Fiat, dopo l'incontro con Marchionne si è detto preoccupato per le sorti degli impianti Opel, ma aggiunge di "restare aperto ad un'eventuale soluzione con Fiat". In precedenza Marchionne aveva

detto che l'incontro con Beck è andato bene e che sull'impianto di Kaiserslautern si sta ancora lavorando sui dettagli. Beck ha anche detto che, dopo aver parlato con Marchionne, "i punti interrogativi riguardanti gli impianti Opel sono cresciuti". E ha aggiunto di aver discusso a lungo con l'amministratore delegato Fiat

sull'"utilizzo di piattaforme comuni, ma non della produzione in proprio di motori per Opel". Nel frattempo il ministro allo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha chiarito che la trattativa tra Fiat e Opel deve proseguire, a prescindere dall'incontro, richiesto dal governo, tra azienda e parti sociali.

Il terremoto in Abruzzo, un mese fa, è stato “una tragedia per tutti, in particolare per i bambini”, ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel ribadire che occorre “un grande sforzo collettivo e solidale” per affrontare i problemi della popolazione dei centri colpiti. Durante la celebrazione della festa della Polizia in piazza del Popolo, una ragazza di 16 anni, Lorena, figlia di un poliziotto, in collegamento dall'Aquila, ha letto una lettera indirizzata al presidente della repubblica nella quale racconta il dramma della sua famiglia terremotata, ricoverata nella tendopoli. Lo

racconta sottolineando che “pochi giorni dopo il terremoto c'erano lettini e stufe nella tenda. Lorena ha elogiato i soccorsi prestati dalle forze di polizia, dalla protezione civile e dai volontari e ha chiesto che la sua città sia ricostruita com'era prima. Napolitano ha commentato: “Questa ragazza conferma che si può avere fiducia nelle generazioni più giovani perché mostrano grande senso della responsabilità comune. Abbiamo bisogno di un grande sforzo collettivo e solidale e itengo che il contributo necessario della popolazione dell'Aquila, dei giovani e dei ragazzi non mancherà”'.

Il ministro delle Politiche europee risponde all’Onu La replica dell’opposizione

Immigrazione, Ronchi: “Offensive le parole delle Nazioni Unite”

Minniti: “Il Paese faccia sue le riflessioni degli organi internazionali”

Le dichiarazioni dell'Onu che ha bacchettato l'Italia per aver riportato in Libia immigrati soccorsi nel canale di Sicilia "sono offensive". Il ministro delle Politiche europee, Andrea Ronchi, a margine di un summit delle Regioni europee a Milano, è intervenuto così nella polemica. Le preoccupazioni dell'Onu "sono assolutamente ingiustificate - ha precisato il ministro - l'Italia in questi anni ha dimostrato quanto sia accogliente. Il problema dell'immigrazione si

“L'Italia non può limitarsi all'accompagnamento. Il nostro dovere non si ferma nel porto di Tripoli. Il nostro paese deve invece farsi carico delle preoccupazioni espresse dagli organismi delle Nazioni Unite: noi abbiamo firmato un importante accordo di collaborazione con la Libia che non consiste soltanto nel pattugliamento comune delle coste”, afferma Marco Minniti, responsabile Sicurezza del Partito Democratico. “C'è bisogno, invece - aggiunge - che

combatte con una risposta collettiva di legalità e solidarietà. Le obiezioni dell'Onu - ha sottolineato - mi hanno molto sorpreso, perchè vuol dire che non conoscono esattamente quello che accade in Italia. Consiglierei una maggiore informazione, puntuale e non demagogica perchè certe dichiarazioni possono anche offendere il carattere dell'Italia, la sua sensibilità, la sua accoglienza, lo spirito solidale". Le critiche all'Italia seguite al rimpatrio degli immigrati sono state, secon-

IL MINISTRO RONCHI

do il ministro, pretestuose. "Consiglierei - ha concluso Ronchi - a certi esponenti internazionali di osservare con l'ottica dell'imparzialità la realtà italiana che può essere d'esempio nel mondo".

l'Italia assuma una forte iniziativa politica per garantire la salute, il rispetto dei diritti e delle condizioni umane dei rifugiati e dei richiedenti asilo (tanto più che il nostro Paese ha riconosciuto lo stato di asilanti o rifugiati al 75% di quanti sbarcano a Lampedusa)”. “Tutto ciò conclude - pur competendo legittimamente alle autorità libiche, non può non interessare il governo italiano e anzi costituisce un elemento fondamentale del rapporto di cooperazione”.

MARCO MINNITI


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ATTUALITA’

Morto Bozzo, ideologo forzista

BERLUSCONI

Politica in lutto SI È SPENTO NEL SONNO, ALL’ETÀ DI 84 ANNI, IL SACERDOTE AMICO DI CRAXI CHE ISPIRÒ LA DISCESA NEL MONDO POLITICO DI BERLUSCONI Il cordoglio del premier “Addio a un confidente”

UN CALOROSO SALUTO TRA BERLUSCONI E GIANNI BAGET BOZZO

ADDIO A DON GIANNI BAGET BOZZO

È morto ieri mattina intorno alle sei, nel sonno, all'età di 84 anni, nella sua abitazione di via Corsica nel quartiere residenziale di Carignano a Genova, don Gianni Baget Bozzo, il sacerdote prestato alla politica che, sostenitore del Psi di Bettino Craxi prima e di Silvio Berlusconi poi, si occupò della formazione culturale di Forza Italia ispirando la discesa in campo del presidente del consiglio. Numerose le testimonianze di affetto e stima, tra queste quella del presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri, che

ne ricorda il contributo “essenziale” al dibattito politico, mentre il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola ha evidenziato tra l'altro la sua “acuta intelligenza politica che ne ha fatto, dal dopoguerra ad oggi, uno dei protagonisti del dibattito sul rinnovamento delle nostre istituzioni democratiche”. “Acuta intelligenza - afferma il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi - che a differenza di certi intellettuali egoisti e autoreferenziali si è sempre posta al servizio dell'interesse generale”.

Ad accorgersi della morte del sacerdote fondatore del giornale di cultura politica on-line “Ragionpolitica.it” ed editorialista, è stata una persona che lo accudiva durante le ore notturne. Del decesso è stato subito avvertito il suo assistente Alessandro Gianmoena che ha provveduto ad avvisare anche la segreteria del presidente del consiglio Silvio Berlusconi, del quale era consigliere spirituale e politico. A Genova subito ci si è messi al lavoro per allestire la camera ardente proprio nell'abitazione di

via Corsica, secondo la volontà espressa dallo stesso religioso, in quella stessa casa dove Baget Bozzo lavorava ogni giorno, con lucidità di analisi. I funerali, che saranno celebrati dall'arcivesco di Genova e presidente della Cei Angelo Bagnasco, si terranno alle 11.30 di lunedì nella parrocchia Sacro Cuore di San Giacomo di Carignano, a pochi passi dalla sua abitazione, dove lo stesso Baget Bozzo celebrava o seguiva la messa, e dove domenica alle 19 è prevista la recita di un rosario.

"Mi mancherà l'amico, il confidente, il consigliere, che ascoltavo più di ogni altro e che sentivo aderire intimamente a tutti i miei pensieri e a tutte le mie intuizioni. D'ora in avanti mi mancherà per le scelte importanti da assumere in un tempo in cui il suo pensiero lucido, forte e profondo, sarebbe stato per me un conforto e un punto di riferimento fondamentale. Con la sua scomparsa avverto non solo un grande dolore ma anche un vuoto e una mancanza che sarà difficile colmare". Lo afferma in una nota il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. "È morto don Gianni Baget Bozzo - sottolinea - il nostro amatissimo don Gianni. L'amico, di grande tempra intellettuale e spirituale, che

ha accompagnato, fin dai primi passi, la nostra avventura di popolo. L'incontro con Forza Italia ha segnato ed attraversato gli ultimi, luminosi e fecondi vent'anni di vita di questo grande sacerdote, intellettuale e testimone del '900 e della realtà contemporanea. Con la pietas del cristiano di fronte alle tragedie della storia. Pochi - prosegue il premier - ricordano le sue avventure spirituali, le associazioni di fedeli che aveva guidato con rara sensibilità: don Gianni era un mistico che portava il peso della sua grandezza in un periodo storico spesso dominato dalla mediocrità. Ma Gianni, il nostro Gianni, non era amaro con il mondo, che amava. Egli sperava contro ogni speranza".

Secondo i dati Istat dal 2000 al 2007 ridotto in Italia del 9.3% il ricorso alle discariche: bene il Nord, male soprattutto la Sicilia

Rifiuti, a Milano la palma d’oro del riciclo In otto anni, dal 2000 al 2007, i comuni capoluogo di provincia, nel loro insieme, hanno ridotto il ricorso alla discarica per i rifiuti del 9,3 per cento avviando maggiori quantitativi agli impianti di recupero (+4,7%), di incenerimento (+2,8%) e di compostaggio (+1,8%). Tra le grandi città bene Milano, che recupera più del 40% dei rifiuti urbani raccolti e che non ricorre allo smaltimento in città. Male Catania e Palermo che recuperano rispettivamente solo il 4,4 e il 4,1%. Questi i principali dati comunicati dall'Istat e contenuti nell'indagine 'Dati ambientali nelle città' che ha coinvolto gli uffici comunali di statistica e altri

organismi operanti sul territorio comunale. L'istituto di ricerca informa che nel 2007 sono stati conferiti in discarica 352,2 kg per abitante, recuperati 132,7 kg per abitante, inceneriti 102,2 kg per abitante e avviati al compostaggio 36,9 kg per abitante. Nel 2007 sono 10 i comuni capoluogo di provincia che recuperano oltre il 40% dei rifiuti urbani raccolti. Cuneo e Macerata conseguono questo risultato nel 2007, sommandosi agli altri comuni più virtuosi: Brescia, Parma, Piacenza, Verbania, Perugia, Novara, Milano e Lecco. In particolare, i comuni di Brescia e Parma registrano valori più elevati, rispetti-

È MILANO LA CITTÀ CHE RICICLA DI PIÙ IN ITALIA

vamente 51,2% e 50,9%. Sono invece 29 i comuni che possono essere definiti "evoluti", smaltendo in discarica percentuali nulle o

minime di rifiuti, mentre sono 38 i comuni in fase di "transizione", ovvero che hanno incrementato le quantità recuperate. Tut-

tavia, ancora nel 2007, sono ben 44 i comuni classificati "in ritardo". Nel 2007, per il complesso dei comuni capoluogo di pro-

vincia, la discarica è ancora la destinazione prevalente dei rifiuti urbani. Dei 623,6 kg per abitante raccolti, il 56,5% è conferito in discarica, il 21,3% è destinato a impianti per il recupero (escluso il compostaggio), il 16,4% è incenerito (con e senza recupero di energia), il 5,9% è avviato ad impianti per il compostaggio. Il confronto con i dati del 2006 evidenzia tuttavia un miglioramento: si registra, infatti, una diminuzione del 3,3% per i rifiuti conferiti in discarica ed incrementi pari al 6,1%, 3% e 1,8% rispettivamente per i rifiuti avviati al recupero, per quelli avviati al compostaggio e per quelli inceneriti.


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QUI ARGENTINA

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HA SCATENATO NON POCHE CRITICHE LA (SCARSA) REAZIONE DELLE FORZE DELL’ORDINE CHE DUE GIORNI FA ERANO POSTE A SICUREZZA DELLA PRESIDENTE DELLA NAZIONE. GLI AGRARI MANIFESTANTI HANNO FORZATO E SI SONO TROVATI FACCIA A FACCIA CON LA KIRCHNER. INTANTO SALE LO SCONTRO

E’ polemica sull’assalto a Cristina Telecom Argentina: ricavi +14%, utile +21% BAIRES - Telecom Argentina ha chiuso il primo trimestre dell'anno con un utile netto di 329 milioni di pesos (circa 65 milioni di euro), in crescita del 21% rispetto al primo trimestre 2008, e con ricavi consolidati pari a 2.829 milioni di pesos (+14%). Lo comunica una nota dell'operatore sudamericano. I ricavi sono stati spinti principalmente dalle attività del Mobile in Argentina (+16%) e da Internet (+49%).

Poliziotti si travestono da postini e arrestano tre persone con mezzo chilo di cocaina

SALVATORE GIUFFRIDA

BAIRES - I mezzi di Entre Rios hanno mostrato le mancanze nel sistema di protezione escogitato dai responsabili della sicurezza del presidente Cristina Kirchner, che ieri si è recata per una visita ufficiale a Paranà. Dove però si è dovuta scontrare con la protesta degli agrari, che sono avanzati fino a tenere contatto diretto con la stessa Cristina. Senza che ci fossero militari o agenti che fossero pronti a fermare gli esagitati. Neanche un cordone posto a protezione, anzi dalle immagini si vede chiaramente che la quantità di agenti era scarsa e insufficiente a detenere la folla. Una situazione francamente insostenibile, che ha scatenato non poche polemiche in seno alle autorità, specie in questo periodo nel quale si sta aprendo di fatto la campagna elettorale. Inoltre, la regione di Entre Rios è una delle zone più infuocate del paese: si tratta infatti dell’epicentro delle proteste dei rurali nei confronti del presidente. La protesta di ieri era

originata, ad ogni modo, da “solamente” 150 produttori, con alla testa il sempre polemico (nei confronti del governo) Alfredo De Angeli. Il quale al grido di “Argentina, Argentina” e “viva la patria”, quale novello Masaniello, ha guidato i suoi seguaci verso il (debole) presidio poliziane. Superarlo è stato un gioco da ragazzi: la folla inferocita, senza possibilità di autocontrollo, ha praticamente preso possesso della pista dell’aeroporto dove pochi istanti prima era atterrata Cristina. La quale mentre scendeva le scalette dell’aereo si è ritrovata faccia a faccia con la folla. Ma quello che più lascia interdetti non è solamente la scarsezza di mezzi e uomini a protezione del presidente della nazione: ha infatti scatenato più di un dubbio e paure la facilità (irrisoria) con la quale il cordone di polizia ha lasciato passare i manifestanti. Quasi nessuna resistenza, insomma, è stata posta. Ad ogni modo, il governo si è subito attivato contro la folla guidata da De Angeli, e ha deciso di procedere ad azioni legali nei con-

fronti dello stesso leader sindacale. I quali, secondo la casa Rosada, “hanno perturbato la sicurezza presidenziale”. In particolare secondo il ministero di difesa “De Angeli e i produttori agrari hanno violato l’articolo 190 del codice penale”, e potrebbero andare incontro anche alla detenzione a causa di azioni contro la sicurezza nei mezzi di trasporto tra cui gli aerei. Proprio mentre nell’aeroporto era arrivata la presidente della nazione in visita per l’inaugurazione di diverse opere di interesse pubblico”. Lo stesso numero uno degli agrari di Entre Rios De Angeli ha giustificato il metodo utilizzato dai manifestanti per “esternare” la loro protesta. “Sì, è vero, siamo passati sopra alla sicurezza e alla guardia presidenziale. Volevamo consegnare un foglio con le nostre richieste e le nostre posizioni, avevamo provato a chiederglielo al vicegovernatore, ma lui continuava a tentennare. Così quando è atterrato l’aereo c’erano 200 produttori agrari, contro circa 20 uomini della guardia.”

Scende il rischio paese in Argentina BAIRES - Ancora novità in campo economico e finanziario in Argentina. Secondo l’indice che elabora la banca internazionale JP Morgan, nel paese continua la drastica caduta che era iniziata all’inizio del mese. In particolare ieri l’indice di rischio paese ha perso almeno 33 unità e si aggirava intorno ai 1300 punti base. Il rischio paese è uno dei parametri più importanti per definire e calcolare la situazione macroeconomica e finanziaria di un paese: ma soprattutto è una delle misure più realistiche per gli investitori stranieri per decidere di mettere soldi e dare risorse in questo modo all’economia del paese. Ebbene, il rischio paese argentino continua però nella sua fase calante, con una tendenza al ribasso che perdura ormai da più di tre settimane. E comincia a far preoccupare seriamente le casse di chi vuol costruire qualcosa o investire nella produzione nazionale. In particolare ieri il rischio paese ha chiuso la settimana con una tendenza al negativo del 20%, e questo sta a significare che negli ultimi sette giorni il tasso di pericolosità del denaro in Argentina, rispetto a quello Usa che è il parametro di base a livello internazionale, è sceso di ben 339 unità. Tutto questo nonostante giovedì il rischio avanzava di 4,2: inutile, perché da giovedì è iniziata la caduta libera, complice sicuramente anche le proteste del mondo degli agrari che due giorni fa hanno assalito letteralmente la presidente a Entre Rios. Ad ogni modo, non tutto sembra negativo: secondo Marcelo Paccione, analista economico di ConsulCapital, “i buoni stanno salendo anche perché erano molto attardati rispetto alla regione, per questo non si può scartare in futuro alcune utilità”.

BAIRES - Si è recato all'ufficio postale di Branca a ritirare un pacco ma ad attenderlo c'erano poliziotti della squadra mobile della questura di Perugia, travestiti da postini. Nel pacco c'era mezzo chilo di cocaina purissima, che sul mercato avrebbe fruttato tre volte tanto, per un valore, all'ingrosso, di almeno 80 mila euro. Tre, in totale, gli arresti. I dettagli dell'operazione sono stati illustrati stamani, in una conferenza stampa a Perugia, dal capo della mobile, Giorgio Di Munno. Presente anche il suo vice, Moreno Chiacchiera, che ha coordinato sul posto i colleghi-postini impegnati negli arresti. Gli arrestati sono tre sudamericani, residenti nella zona di Gubbio: Alexander Pereyra Arias, di 24 anni, sua sorella Seleny Altagracia Suero Arias, di 26, e Rosanna De la Cruz, di 33 anni. L'uomo era già stato indagato in passato per reati analoghi. Le due donne lavoravano a Gubbio come badanti e collaboratrici domestiche. Alexander Arias è stato bloccato ieri nell'ufficio postale, dopo un appostamento di due giorni, da parte dei poliziotti. Le due donne nelle proprie abitazioni. Le indagini, ancora in corso, erano cominciate una ventina di giorni fa, coordinate dalla procura di Perugia (pm, Giuliano Mignini), con la collaborazione della polizia tedesca e dell'Interpol. Gli investigatori hanno utilizzato anche strumentazioni satellitari e intercettazioni ambientali e telefoniche. Secondo quanto ricostruito fino ad ora dalla polizia, la droga partiva dall'Argentina, in particolare da Buenos Aires, e giungeva in Italia attraverso spedizioni postali dalla Germania (alcuni investigatori della mobile di Perugia hanno operato anche a Francoforte). Il pacco con la cocaina giunto all'ufficio postale di Branca era indirizzato a Rosanna De la Cruz. Si tratta di una scatola di scarpe per bambini, contenente una decina di portafogli di pelle. La cocaina, in polvere, era contenuta in bustine cucite all'interno di ciascun portafogli, sotto la fodera. Gli investigatori ritengono che la droga fosse destinata al mercato perugino degli stupefacenti e, in parte, a quello toscano.

A Buenos Aires inaugurato l’anno accademico 2009 del Consorzio Interuniversitario Italiano per l’Argentina BAIRES - E' stato inaugurato a Buenos Aires l'anno accademico 2009 del Consorzio Universitario Italiano per l'Argentina (CUIA), importante programma d'internazionalizzazione del MIUR, che dal 2004 contribuisce a rafforzare la cooperazione universitaria tra i due paesi. Ha moderato la cerimonia il Presidente, Magnifico Rettore prof. Fulvio Esposito, che insieme al Direttore, prof. Raimondo Cagiano De Azevedo, ha presentato le attività delle università italiane del consorzio, nonché dei loro partner argentini, nell'area della formazione e della ricerca. Numerosi e ricchi sono stati gli interventi dei rappresentanti delle varie università, mentre la platea studentesca ha espresso la propria voce attraverso la testimonianza delle borse e dei relativi progetti sviluppati nel suddetto quadro di cooperazione. È da rilevare inoltre che il CUIA ha una propria sede a Buenos Aires e prossimamente parteciperà alla Fiera Europogrados attraverso uno stand proprio insieme all'Università della Calabria.

Influenza suina: quattro casi in Brasile, uno in Argentina BAIRES - Si diffonde in America Latina l'influenza A (H1N1). Ieri sono stati registrati quattro casi in Brasile e uno in Argentina. Il bilancio dell'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) è quindi passato a 2.000 casi in 24 paesi. I quattro casi brasiliani sono relativi a quattro persone provenienti dall'estero, mentre il caso argentino è relativo a un caso di un turista tornato dal Messico che non è stato ospidalizzato e si è ripreso rapidamente.


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ITALIANI NEL MONDO

Lo spettro dell’asilo politico per Battisti: la Procura appoggia in pieno Tarso Genro Una concessione che sarebbe espressione della sovranità dello Stato MARTINA FERRONI

SAN PAOLO - Il mese di maggio dovrebbe scrivere la parola fine nel complicato capitolo della giustizia italiana e della diplomazia internazionale. All’orizzonte c’è infatti la sentenza per l’ex brigatista Cesare Battsti che, dalla cella del carcere di Papuda, attende il verdetto: libertà o estradizione in Italia? Ma mentre l’Italia sta con il fiato sospeso, il Brasile sferra l’ennesimo duro colpo al cuore del potere giudiziario italiano. Il procuratore generale brasiliano, Antonio Fernando de Souza, ha dato oggi ragione al ministro della Giustizia Tarso Genro sull'asilo politico concesso all'ex terrorista rosso e ha chiesto l'estinzione del processo a suo carico in Brasile. Un parere del tutto consultivo e non vincolante che riaccende però i dubbi sulla lealtà di una nazione che , con un’intrusione illegittima e arbitraria, tiene in scacco le sorti di un assassino italiano. La finale della partita Italia Brasile si avvicina. Non si tratta di calcio ma del caso che da troppo tempo inasprisce l’anima della giustizia. Segna un punto a favore dell’ex terrorista Cesare Battisti, l’ultima notizia che arriva da oltreoceano. il Procuratore generale del Brasile ha dato ragione al ministro della Giustizia Tarso Genro, che a suo tempo aveva concesso a Battisti l’asilo politico. Per Antonio Fernando De Souza la decisione è politica ed è “espressione della sovranità dello Stato brasiliano”. Dunque, il caso, a giudizio dell’alto magistrato, è chiuso e il processo deve finire ancora prima di cominciare. Se l’Italia accusa il colpo, in Brasi-

le sembra del tutto scontato il giudizio emesso. Si tratta infatti di un parere tutt’altro che decisivo visto che difficilmente il procuratore generale si sarebbe potuto schierare contro il ministro della Giustizia Tarso Genro. Ovviamente, pur essendo un giurista rispettato ed un procuratore pre-

stigioso, il parere di De Souza è solo consultivo, e non vincolante, rispetto alla decisione finale che dovrà emettere il Supremo Tribunal Federal, assai più indipendente. In ogni caso, le parole del Procuratore generale hanno un loro peso specifico e contribuiranno a formare

una decisione che appare difficile: sul piano tecnico la magistratura si è sentita scavalcata dal potere politico e molti esperti ritengono che la richiesta dell’Italia sia ineccepibile; incredibile, invece, quasi surreale, la concessione dell’asilo politico a un assassino. Mentre l’Italia confida sulla lealtà brasiliana e sulla giustizia internazionale, dall’altra parte pesa la scelta di Genro. Il Supremo Tribunal Federal dovrebbe sconfessarlo creando un incidente istituzionale non di poco conto. Secondo quanto riporta la stampa brasiliana, Lula vorrebbe così sottrarsi a una situazione che nei termini attuali non può che portargli svantaggi: se infatti si opponesse all’estradizione nonostante l’eventuale sì della Corte, entrerebbe in conflitto con il potere giudiziario, mentre in caso contrario esautorerebbe di fatto il proprio ministro della Giustizia, Tarso Genro. Il fatto che sia ancora in cella fa però ben sperare le autorità italiane: di fatto il braccio di ferro fra la magistratura e il potere politico brasiliano è ancora in corso. E dall’Italia partono altre bordate: “Se il Supremo Tribunale e il governo dovessero assecondare il parere del Procuratore - afferma il presidente dei senatori dell’Udc, Gianpiero D’Alia - all’Italia non resterebbe altro che interrompere le relazioni diplomatiche con il Brasile”. La decisione finale arriverà nelle prossime settimane e nel frattempo non mancheranno i botte e risposta dalla coste dell’Atlantico.

Carla Bruni denunciata da Bruno Berardi, per il caso Cesare Battisti in Brasile

REGISTRAZIONE Tribunale di Roma: 492007 del 02.03.2007 ROC: 15506 DIRETTORE Gian Luigi Ferretti VICEDIRETTORE Tullio Zembo DIRETTORE RESPONSABILE Salvatore Santangelo COLLABORANO Italia: Luigi Todini, Angelo De Simoni, Stefano Pelaggi, Eugenio Balsamo Simone Nastasi, Fabrizio Nuzzo Pasquale Campolo Mara De Gaetano Argentina: Daniel Bellicoso Salvatore Giuffrida Brasile: Adriano Bonaspetti, Stefano Andrini Paraguay: Elisabetta Deavi, Antonio Fossati Francia: Carlo Erio Germania: Alessandro Chiodo Svizzera: Antonio Zulian Principato di Monaco: Fabrizio Carbone USA: Luigi Solimeo Nino Antonelli ITALIA Redazione: Via C. Magni 41C 00147 Roma Tel.: 0651604709 Fax: 064160320 redazione@litaliano.it Stampa Telestampa Centro Italia Srl Località Casale Marcangeli Oricola (AQ) ARGENTINA Redazione: Montevideo 431, 5° piso C1619ABI B.Aires Tel.: 4372-6111 zembot@fibertel.com.ar Stampa: Diario del Viajero Av. de Mayo 666 C1084AAO B. Aires Distribuzione: Antonio Felix De Bonis Estados Unidos 1788, 3° piso - 2 Buenos Aires Tel. 1564193564 Fax: 4305-1175 mldb_75@yahoo.com.ar

Le reazioni, D’Alia: «E’ solo un assassino» ROMA - Il ministro per le Politiche comunitarie, Andrea Ronchi, non ha dubbi sulla necessità che Cesare Battisti debba rientrare in Italia per scontare la sua pena. "L'assassino deve tornare in Italia - ha detto a margine della quarta assise sulla sussidiarietà in corso a Milano - ieri quando ho saputo della sentenza il mio primo pensiero è andato ai familiari delle vittime, umiliati e offesi un'altra volta". COSI’ IL SENATORE D’ALIA - L'Italia potrebbe rompere le relazioni diplomatiche con il Brasile: a formulare la proposta è il capogruppo dell'Udc al Senato Gianpiero D'Alia, commentando l'ipotesi che all'ex leader dei Proletari armati per il comunismo Cesare Battisti venga concesso lo status di rifugiato politico e ne venga quindi rifiutata l'estradizione. "Già è grave e sconcertante - osserva in una nota l'esponente centrista - che un giudice brasiliano sia chiamato a discutere sullo status di rifugiato di un terrorista pluriomicida come Battisti, che in Italia si è macchiato di atti sanguinari ed è per questo ricercato dalle autorità del nostro Paese". "Se poi il Supremo Tribunale e il governo di Brasilia dovessero assecondare il parere del procuratore, all'Italia - conclude D'Alia - non resterebbe altro che interrompere le relazioni diplomatiche con il Brasile".

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ROMA - Comunicato stampa Movimento SocialeFiamma Tricolore - Coordinamento Regionale del Piemonte Dopo la manifestazione dell'associazione "Domus Civitas" e della Fiamma Tricolore sotto l'Ambasciata Brasiliana il presidente Bruno Berardi darà mandato al proprio legale di agire penalmente contro Carla Bruni Tedeschi. La consorte del presiden-

te francese Nicolas Sarkozy sarebbe intervenuta personalmente nel caso Battisti, telefonando al Presidente Lula da Silva, raccomandandosi di non estradare Cesare Battisti dal Brasile. Dopo le sue scadenti prestazioni canore l'ex-modella (ed ex-piemontese) ha quindi perso un'altra occasione per stare zitta. Per quanto ci riguarda riteniamo invece che non sia tollerabile lasciare vivere

tranquillamente e impuniti degli assassini responsabili di efferati delitti, oltre che condannati in via definitiva dalla giustizia italiana. La Fiamma Tricolore del Piemonte esprime solidarietà a tutte le vittime del terrorismo e in particolare a Bruno Berardi il cui padre fu barbaramente ucciso a Torino. Anche per questo, come già annunciato, Berardi sarà candidato nella nostra lista alle prossime elezioni.

Unione Stampa Periodica Italiana

F.U.S.I.E.


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L’ITALIANO SABATO 9 MAGGIO 2009

ESTERI

Vertice trilaterale CONCLUSI GLI INCONTRI IN AMERICA CON HILLARY CLINTON, IL MINISTRO DEGLI ESTERI PREOCCUPATO PER IL FOCOLAIO ISLAMABAD-KABUL

“Se il Pakistan esplode è un dramma” Dopo la conclusione a Washington dei colloqui trilaterali Usa-PakistanAfghanistan, che hanno portato nella capitale americana i due presidenti Asif Ali Zardari e Hamid Karzai, il ministro degli Esteri Franco Frattini ha incontrato il segretario di Stato americano Hillary Clinton, con la quale si è confrontato su numerose questioni di politica internazionale, con particolare riferimento alla situazione in Afghanistan e Pakistan. Al termine del colloquio con la Clinton, Frattini ha spiegato che l’amministrazione americana si aspetta dagli alleati europei “in primo luogo l’impegno ad essere coerenti e a non dividerci” e all’Italia, ha aggiunto il ministro, l’amministrazione Obama chiede “un impegno a favorire la coesione internazionale: da questo punto di vista il nostro Paese, come presidente del G8, ha sottolineato il titolare della Farnesina - giocherà un ruolo fondamentale”. Lasciando la Clinton, Frattini ha voluto ringraziare l’America per la generosità dimostrata in occasione del terremoto che ha colpito l’Abruzzo, mentre prima di riunirsi con il segretario di Stato, Frattini era tornato sul problema Pakistan, esprimendo la sua più viva preoccupa-

IL MINISTRO FRATTINI

zione. “Se esplode, perché lasciato in balia di se stesso, è un dramma per tutto il mondo” ha ammonito il ministro. “Noi pensiamo che la soluzione politica sia quella giusta”, ha ribadito, sostenendo inoltre che “sicurezza e azione militare sono una componente, ma non possono essere ‘la componente’”, la strada da imboccare è quella della “co-

struzione della vita civile ed economica” del Paese. L’Italia si adopererà quindi per coinvolgere “tutti i vicini importanti, compreso l’Iran”, anche perché gli Stati Uniti chiedono, sia all’Europa che al nostro Paese, “di essere chiari sulle proposte da fare all’Iran”, ovvero: “da un lato piena collaborazione se si impegneranno, ma dall’altro anche un se-

gnale di preoccupazione per fatti come la detenzione di una giornalista o la violazione dei diritti umani”. Frattini aveva iniziato la sua giornata a Washington incontrando prima il presidente della Banca mondiale, Robert Zoellick, e poi l’inviato speciale per il Medio Oriente, George Mitchell. L’intenso programma del ministro era poi prosegui-

to con un discorso, in una sala del Congresso, sul ruolo dell’Italia nel mondo, basato “sul multilateralismo e sulla necessità di adottare una visione globale”. Parlando delle priorità della presidenza italiana del G8, individuate nello “sviluppo sostenibile e nella sicurezza”, il ministro ha illustrato ai parlamentari le ragioni dello spostamento dei lavori del

Prima tappa del viaggio in Terra Santa, incontro con il re e la regina Rania

Papa Benedetto XVI arriva in Giordania “Qui per il dialogo col mondo islamico” “Sono qui per portare avanti il dialogo tra ebrei e islamici, nonostante i malintesi inevitabili quando per duemila anni si è stati separati. Esprimo un profondo rispetto per la comunità musulmana”, sicuro che “la pace in Medio Oriente può essere raggiunta se si assumono posizioni realmente ragionevoli”. Queste le parole pronunciate da Papa Benedetto XVI dopo essere atterrato ad Amman, in Giordania, prima tappa del suo viaggio in Terra Santa. Durante il volo, rispondendo a una domanda sull’estinzione della presenza cristiana in questa parte del mondo, il Santo Padre ha chiesto “ai cristiani della Terrasanta e del Medio Oriente a restare nelle loro terre”, “con aiuti concreti, scuole e ospedali”, ha aggiunto Ratzinger. “Spero possano trovare il coraggio, l’umiltà e la pazienza per restare in questi Paesi”, offrendo “il loro contributo per un futuro di pace”, a cui

anche il Papa con questo viaggio vuole partecipare. Innanzitutto con la preghiera che “apre a Dio e può agire nella storia e può portare alla pace”; poi con la “formazione delle coscienze” per evitare che siano “ostacolate da interessi particolari” e infine con la “ragione”: “Non essendo parte politica, possiamo più facilmente aiutare a vedere i criteri veri e ciò che serve realmente alla pace”, ha precisato Benedetto XVI. Ad accogliere il Pontefice ad Amman, il re Abdallah II Bin al-Hussein con la consorte, la regina Rania, accompagnati anche da un gruppo di fedeli che sventolava bandierine con i colori del Vaticano. “Ci stiamo impegnando nel dialogo interreligioso e accogliamo il suo invito a combattere pregiudizi e divisioni che hanno creato sofferenze” ha risposto al saluto del Papa il re, ricordando che “la Giordania riconosce il diritto di Israele a esistere”, così come “il diritto degli israeliani

alla sicurezza”. Citando “il profeta Maometto, per il quale nessuno di noi può dire di avere fede se non fa al proprio fratello quello che vorrebbe fosse fatto a lui”, Abdallah ha poi rinnovato l’appello che nove anni fa aveva lanciato proprio ad Amman Giovanni Paolo II. Il sovrano hashemita ha concluso auspicando che “tutte le comunità conoscano il potere della riconciliazione e il popolo palestinese veda la fine dell’occupazione e della sofferenza e possa condividere, almeno, il diritto e la dignità della libertà”. Ratzinger è il terzo pontefice a visitare i luoghi di cui narra il Vangelo, dopo il viaggio di Paolo VI nel 1964 e quello di Giovanni Paolo II nel 2000, anche se prima di essere proclamato Papa, era già stato nella terra di Cristo quattro volte. Lunedì il Santo Padre si trasferirà in Israele e mercoledì trascorrerà la giornata a Betlemme, nella Cisgiordania palestinese.

IL PAPA È ARRIVATO IN GIORDANIA

summit da La Maddalena all’Aquila. In serata, prima di partecipare a un pranzo in suo onore organizzato dall’American jewish committee, Frattini ha avuto anche un colloquio con il senatore John Kerry (presidente della commissione Esteri del Senato), in cui hanno discusso dei problemi ambientali. Frattini è poi ripartito alla volta dell’Italia.


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SPORT

Ciclismo, tutto pronto per la prima tappa L’EDIZIONE DEL CENTENARIO PARTE OGGI DA VENEZIA CON LA CRONOMETRO A SQUADRE: TANTE LE TAPPE IMPEGNATIVE, ARRIVO FINALE IL 31 A ROMA

Il Giro d'Italia del centenario partirà da Venezia oggi con la cronometro a squadre e taglierà il traguardo della 92/a edizione a Roma, nello scenario dei Fori Imperiali domenica 31 maggio, dopo che i 198 corridori al via avranno percorso 3.456,5 km, con una media di 164,6 km per ciascuna delle 21 tappe in programma. Saranno tre le frazioni a cronometro, sette pianeggianti e ondulate, altrettanti gli arrivi in salita, due le giornate di riposo. La Cima Coppi è posta non più sull'Izoard, come era stato stabilito in un primo momento, bensì in Abruzzo, sul Blockhaus, a 2.064 metri sul livello del mare. Già alla 4/a tappa, la classifica generale potrebbe subire uno scossone notevole, con l'arrivo di San Martino di Castrozza (12 maggio), posto a 1.466; ma ci sarà anche il Croce d'Aune (1.015 metri) da affrontare al km 119,7. Quest'anno non c'è il tempo di prendere confidenza con la corsa rosa, insomma. E questo può essere un handicap notevole magari per chi (come ad esempio Lance Armstrong dell'Astana) è a corto di preparazione. Il giorno dopo (13 maggio) altra tappa da 'brividò, da San Martino di Castroz-

BASKET

Giro d’Italia al via, il pensiero è già alle salite Mondiali 2014, Ginobili tifa Italia per la sede

IVAN BASSO

za all'Alpe di Siusi, con il Passo Rolle (1.972 metri) subito dopo la partenza e l'arrivo a quota 1.844 metri. La Cuneo-Pinerolo (10/a tappa), in programma il 19 maggio, è stata rivoluzionata, ma potrebbe ugualmente risultare decisiva, visto che la carovana affronterà il Moncenisio (1.432 metri) a metà gara, poi il Sestriere (2.035) al km 200,8, infine il Prà Martino a circa 11 km dal-

l'arrivo. Il 21 maggio è in programma la cronometro individuale delle Cinque Terre (12/a tappa), da Sestri Levante a Riomaggiore, lunga quasi 61 km ed in grado di rivoluzionare la graduatoria, facendo cambiar padrone magari alla maglia rosa. Altro appuntamento importante il 23 maggio, con la disputa della 14/a tappa, da Campi Bisenzio in Toscana a Bologna (San Luca), in Emilia, con

5 Gran premi della montagna. Molto temuta anche la 16/a tappa del 25 maggio, la Pergola-Monte Petrano, con quattro Gran premi della montagna, il 27 maggio si disputa la Chieti-Blockhaus (17/a tappa), con la Cima Coppi, quindi (il 29) la terz'ultima tappa con arrivo sul Vesuvio. Chi ne avrà ancora potrà giocarsi le ultime possibilità prima del gran finale a Roma.

EMANUEL GINOBILI

Un 'tifoso’ illustre per la candidatura italiana per i Mondiali di basket del 2014. Emanuel Ginobili, stella dei San Antonio Spurs, tiferà per l'Italia il prossimo 23 maggio quando a Ginevra il bureau mondiale della Fiba deciderà l'assegnazione della manifestazione iridata. "Tiferò Italia nella corsa

all'organizzazione dei Mondiali 2014 - le parole rilasciate alla Fip dalla guardia argentina, oro ad Atene2004 -. Il vostro Paese è anche il mio, per certi versi: a Reggio Calabria e a Bologna mi sono formato come giocatore e se la mia carriera Nba è stata poi così importante il merito è anche di chi in Italia mi ha dato fiducia e si è preoccupato di farmi migliorare". E Ginobili spera magari di tornare a giocare in Italia proprio per i Mondiali. "Nel 2014 avrò 37 anni e non è detto che possa essere in campo con la maglia della mia Argentina - aggiunge - in ogni caso sarò presente per godermi la festa mondiale della pallacanestro. Sono certo che l'Italia sarà all'altezza della situazione, nell'organizzazione di un evento così prestigioso. Il mio tifo in campo sarà tutto per l'Argentina ma per ora sostengo l'Italia, affinché in occasione dei Mondiali 2014 abbia un'occasione in più per tornare in un Paese nel quale mi sento sempre a casa".

Il fantasista brasiliano non conferma l’accordo col club Il ct della Nazionale smentisce le voci di un ritorno a Torino

Diego frena: “La Juve? Io non se so nulla”

Lippi e la Confederation “Mi serve per fare gruppo”

Diego, il fantasista brasiliano del Werder Brema, ha detto di non sapere nulla del suo trasferimento alla Juventus, dato a Torino per praticamente deciso (anche se mancherebbero alcuni dettagli, ed il presidente bianconero Cobolli Gigli ha invitato alla cautela, “finché non ci sono le firme e i timbri...”). “Non so quale sia la situazione per ora. Quello che vivo in questo momento con il Werder Brema è molto importante e sono concentrato al 200% sul Werder”, ha dichiarato il giocatore dopo la qualificazione della sua squadra alla finale di Coppa Uefa, grazie al 3-2 ottenuto in serata sul campo dell'Amburgo. “Sono con-

"Tanto lo sapevo. Alla Juve c'è un problema? Spunta il mio nome. Progetti di rinnovamento? Sono miei. Assurdo". Il ct della Nazionale Marcello Lippi riparte dalle voci, già smentite, che lo volevano di ritorno alla Vecchia Signora. Per l'ex allenatore bianconero la stagione della Juve non è da buttare, "è in linea con gli obiettivi. Poca fortuna nei momenti decisivi, tipo Chelsea. E tanti infortuni. Diego? Bel colpo per chiunque lo prenda". Più rimpianti ha forse il Milan. "Se si fanno male Kakà, Pirlo e Gattuso... Fortuna che ha preso Beckham ammette il ct - professionale e duttile tatticamente. Chi se l'aspettava

DIEGO

centrato al 200% su quello che succede sul campo. Klaus Allofs e il presidente del Werder fanno il loro lavoro e decideranno quel che è meglio per me e per il club”, ha aggiunto Diego. Allofs, direttore sportivo del Werder, ha confermato che sono in corso negoziati con la Juventus ma non ha voluto parlare di accordo, lasciando però

intendere che il brasiliano potrebbe effettivamente lasciare la società tedesca. “Ci sono discussioni con la Juve, non lo neghiamo. Abbiamo sempre detto a Diego che, quando fosse stata formulata un'offerta interessante per lui, in termini retributivi, e per il club, si sarebbe riflettuto se accettarla, ed è quello che si è fatto in questo momento', ha precisato il ds. Diego, che nella semifinale vinta dalla sua squadra contro l'Amburgo ha segnato un gol, salterà la finale di Coppa Uefa contro gli ucraini dello Shakhtar Donetsk, in programma ad Istanbul il 20 maggio, perché, già diffidato, ha ricevuto un'ammonizione.

MARCELLO LIPPI

così?". Lippi apre anche al ritorno di Gattuso in azzurro ("se fa due-tre partite, viene in Confederations") mentre sul possibile addio di Ibrahimovic dice che "l'Inter perderebbe molto, molto, molto. Puoi fare a meno di Julio Cesar, non di Ibra. Mou-

rinho lo fa giocare sempre, no?". Ma il selezionatore azzurro è pronto a concentrarsi sulla Nazionale, con la Confederations Cup in programma a giugno e il Mondiale nel 2010. L'ultima nazionale ad aver vinto due coppe del Mondo di fila è stata il Brasile nel '58 e nel '62 "ma non torno per rivincere anche se provo con tutte le mie forze - avverte il tecnico viareggino -. Voglio ricostruire un gruppo da Mondiale. Alla Confederations c'è solo da perdere? A 61 anni non mi preoccupa niente. Chi ha vinto la Confederations non si è mai ripetuto al Mondiale. A me serve per il gruppo: porterò i migliori".


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CONTROCOPERTINA - SPORT

L’ITALIANO SABATO 9 MAGGIO 2009

Continuano ad accavallarsi le voci di mercato sul destino del fantastita argentino, inseguito in Italia dalla Juventus. Per il dg Marino è incedibile, ma in cambio di soldi...

Su Lavezzi adesso spunta il Liverpool L’agente del giocatore apre agli inglesi MARA DE GAETANO

NAPOLI - Ezequiel Lavezzi e una grande ambizione: quella di giocare la Champions. Lo dice il suo agente, Eduardo Rossetto, specificando che l'argentino ha un rapporto straordinario con Napoli, la dirigenza e i tifosi. Ma ha anche sogni e esperienze che vorrebbe provare. Ecco perché, dopo le voci sulla Juve, ne nascono altre, questa volta sul Liverpool. Benitez ci sta pensando. Da Anfield Road potrebbe arrivare una proposta intorno ai 2025 milioni. "Venisse un club che non fa la Coppa Campioni neppure se ne parlerebbe, neppure se ci offrisse soldi a palate" prosegue Rossetto nelle dichiarazioni raccolte dal Corriere dello Sport. L'amore per Napoli non è in discussione, così come, però, il desiderio del giocatore di realizzare prima o poi i suoi obiettivi. "Lui qui sta bene, è amato e ricambia, ma se un giorno De Laurentiis dovesse cederlo, potrebbe farlo solo all'estero". Parole che lasciano aperti possibili scenari anche imminenti, perché le sirene inglesi potrebbero presto risuonare a Castelvolturno (così come quelle juventine), malgrado le rassicurazioni di Pierpaolo Marino: "E' parecchio che si parla

di Ezequiel e di Hamsik, vorrà dire che appenderò un bel cartello all'ingresso, specificando che nessuno dei due è in vendita". ASTA PER I GIOIELLI AZZURRI - Non si fermano i corteggiatori dei gioielli azzurri. Ogni giorno il club partenopeo deve fronteggiare proposte indecenti fatte a Lavezzi e Hamsik. Ieri si è appresa dell'offerta juventina a Lavezzi, venti milioni di euro più un conguaglio tecnico con De Ceglie, Palladino e forse anche Giovinco. Due milioni di euro al giocatore, la possibilità di lottare per lo scudetto e la Champions. Lavezzi è molto tentato e sembrerebbe, anche se sono voci prive di ogni conferma, abbia anche disdetto la sua villa a Posillipo. Ma è di oggi anche l’offerta del Liverpool. La mitica squadra di Anfield Road è seriamente intenzionata al Poco. L'offerta? simile a quella bianconera, con una cifra che si aggira tra i 20 ed i 25 milioni di euro. Che farà il Napoli? Sul fronte arrivi il mercato degli azzurri non si presenta facile lo si era capito sin dalle sue prime battute. Intendiamoci, si è solo alle prime schermaglie, ma le cose si stanno mettendo un pò di traverso in casa azzurra. La caccia al bomber per esempio.

Prima c'è stato il no di Floccari che ha preferito Genoa alla città partenopea, poi Acquafresca. Il bravo attaccante rientrerà all'Inter dal prestito di Cagliari, ma sarà immediatamente girato ancora una volta ai grifoni rossoblu nell'ambito dell'affare Milito in procinto di vestire la casacca nerazzurra. Insomma, cercasi attaccante disperatamente e possibilmente ben disposto a venire a Napoli. La lista dei papapbili si assottiglia sempre più, a meno di clamorose novità, o lo scegliere nomi esotici provenienti dai campionati sudamericani. Piace Cruz, destinato, però, alla Roma. Piace il giovane Kalinic che, però, deve essere testato per il nostro campionato, piace Suazo. L'Honduregno è gestito da Branchini, lo stesso manager che curava gli interessi di Donadoni quando l'allenatore azzurro era un calciatore. Può darsi che il tecnico partenopeo riesca ad instaurare un rapporto privilegiato con l'agente si da portare infine l'ex cagliaritano a Napoli. La sfida di Lecce alle porte - Domenica, intanto, gli azzurri sono di scena a Lecce in una gara difficilissima. I salentini si stanno giocando le loro ultime carte per la salvezza. La grande prova offerta contro la

Juve deve eessere più di un monito per una squadra che spesso e volenteiri in trafserta ha messo in mostra il peggio di se.

In avanti non ci sarà Zalayeta. Troppo semplici e scontate le scuse dell'uruguaiano. All'ennesima sfuriata e repentino ritorno. Stavolta la colpa, a dire del troppo spesso evanescente attaccante, sono state le parole mal

Ultime uscite stagionali, ultime possibilità per i giocatori sotto esame. Amodio, Bogliacino, Pià, Navarro, proveranno a convincere Donadoni di meritare al conferma, ma anche gli osservatori delle altre squadre di meritare ancora il palcoscenico della massima serie.

Ma in Italia in prima fila c’è sempre la corte della Juventus In cambio del sudamericano, Marino chiederebbe soldi più Giovinco TORINO - Ezequiel Lavezzi ha festeggiato lunedì il ventiquattresimo compleanno a bordo di uno yacht noleggiato per l’occasione, insieme agli amici di sempre, Walter Gargano in testa. L’uscita allo scoperto della trattativa con la Juventus non sembra averlo turbato più di tanto. A rimanerci male, piuttosto, sono stati i tifosi del Napoli. La questione del Pocho preoccupa e inizia a dividere. Per la maggioranza del tifo il gioiello argentino 7 gol in questo campionato resta intoccabile. Ma qualcuno non ha gradito l’apertura dei suoi agenti quindi quella del giocatore - e più di un malumore inizia ad affiorare intorno al sudamericano. VENTI MILIONI - Al momento l’unica cosa certa è il serio interessamento della Juve per l’attaccante. Volontà che però si scontra con le esigenze del Napoli: paradossalmente, in questo momento il presidente De Laurentiis sembrerebbe più disposto a sacrificare l’altro gioiello di famiglia, Marek Hamsik. Sullo slovacco, però, la Juventus non è più calda come nei mesi scorsi. Per convincere De Laurentiis a sedersi al tavolo delle trattative, la Juventus deve presentare argomenti importanti. La valutazione dell’argentino si aggira sui 20 milioni, meglio se cash. Il club azzurro, se dovesse convincersi a sacrificare l’attaccante, ha intenzione di monetizzare al massimo: insomma, i contanti vengono prima delle contropartite tecniche. MARINO DICE NO - Ieri a Milano in Lega il dg napoletano Marino frena tutti: «Mi sa che è il caso di ritirare fuori dall'armadio il cartello che ho esposto tutta l'estate scorsa: Lavezzi non si vede. Lo ritiro fuori...» IL COMMENTO DI REJA - Reja, per un anno e mezzo ha lavorato fianco a fianco di Lavezzi. Quale il ruolo in cui l'argentino rende meglio? "In alcune occasioni con me ha giocato da centravanti, ma Ezequiel rimane una seconda punta. Per rendere al massimo ha bisogno di un punto di riferimento, di una spalla potente da potergli girare attorno" Ma per fare la differenza deve partire dalla fascia o da una posizione centrale? "Quello è secondario. Destra, sinistra o centro non fa la differenza: a Lavezzi serve solo spazio per far esplodere la sua velocità. Ama muoversi dietro la prima punta, ma è un attaccante generosissimo. E' uno che va anche sul fondo e mette cross a centro area" Si parla di un interesse della Juventus per Lavezzi. Vista la sua descrizione, Lavezzi parrebbe l'ideale per giocare in tandem con Amauri... "Si, sarebbe una coppia perfetta. Accanto a un centravanti prestante e forte fisicamente come lo juventino si troverebbe a meraviglia".

interpretate parole del tecnico nell'intervallo della gara di Siena. Ha chiesto scusa a lui, alla squadra ed alla società. Guarderà comunque la partita dalla tribuna, al massimo dalla panchina.

L'ITALIANO  

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