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ALGUNO DICE QUE NO! El programa nr 1 de la comunidad italiana en la Argentina. De lunes a viernes de 11 a 12 hrs. Por AM990 Radio Spendid Conduccion: Tullio Zembo

L ITALIANO

ALGUNO DICE QUE NO! Il programma nr 1 della collettività italiana in Argentina Da lunedì a venerdì dalle 11 alle 12. Am990 Radio Splendid Conduce: Tullio Zembo

ANNO III - NUMERO 131 - GIOVEDI’ 16 LUGLIO 2009 • QUOTIDIANO PER GLI ITALIANI NEL MONDO • WWW.LITALIANO.IT • ITALIA 0,50 • ARGENTINA $ 1

Il giorno dopo la condanna a 6 anni dell’agente Luigi Spaccarotella, i tifosi continuano a protestare. Due ultrà della Lazio sono stati arrestati dai carabinieri dopo i disordini avvenuti la scorsa notte nella zona di Ponte Milvio con lancio di sassi e petardi contro un contingente della polizia. Il padre del ragazzo: «Lo ha ucciso lo Stato».

OMICIDIO SANDRI: RABBIA E TENSIONE QuiArgentina

QuiPolitica

QuiMondo

Il governo presenta l’ultimo Dpef prima della riforma della Finanziaria. “Buoni i segnali per l’economia”

Offensiva Striscia di Gaza, la confessione shock di alcuni soldati israeliani: «Ci dicevano ItalianinelMondo Dalla regione Calabria in arrivo di sparare sulla folla»

alla pag. 2

Da Usa e Gb monito di allarme: “Evitare i viaggi in Argentina per il rischio influenza suina. La possibilità di contagio è altissima”

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una nuova legge per i corregionali all’estero e la nascita di una Fondazione per i Calabresi nel Mondo pag. 5

Sport Ronaldinho e le speranze del Milan: dirigenza e compagni puntano a occhi chiusi sul riscatto dell’asso brasiliano De Gaetano a pag. 8


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L’ITALIANO GIOVEDI’ 16 LUGLIO 2009

POLITICA ITALIANA

Il piano dell’Esecutivo NEL DOCUMENTO PUBBLICATO DAL GOVERNO SI PARLA DI “OPPORTUNITÀ DI SVILUPPO E DI RILANCIO” PER L’ECONOMIA. NEL 2010 L’INIZIO DELLA RIPRESA

È un messaggio di ottimismo quello lanciato dal Governo nel Dpef: la crisi può essere considerata come "un'opportunità di sviluppo e di rilancio" per l'economia e più in generale di "progresso sociale" per il Paese. Numeri alla mano, il 2009 sconterà ancora gli effetti della recessione internazionale (con il Pil al 5,2%) ma già nel 2010 la locomotiva Italia riprenderà a marciare con un +0,5% che si rafforzerà al 2% negli anni successivi. Per gestire la fase postcrisi, il Governo ritiene indispensabile proseguire verso un risanamento solido e duraturo, secondo un principio di "prudenza fiscale". Ed infatti proprio l'utilizzo "prudente" della leva fiscale ha consentito finora all'esecutivo di "limitare il deterioramento dei conti pubblici". Per l'economia mondiale, e quella italiana, negli ultimi 2-3 mesi "si sono ripetuti segnali non negativi" scrive ancora il Governo nel Dpef. In particolare, si legge nel testo, "le tensioni sui mercati finanziari si sono gradualmente allentate. L'incertezza sulle prospettive economiche resta elevata, ma si sta evidenziando un'attenuazione delle spinte recessive". Il Governo ritiene poi "essenziale ristabilire sin d'ora un percorso di risanamento solido e credibile per il dopo-crisi". Insom-

CAMERA

Dpef, messaggio di ottimismo Via libera all’emendamento per lo scudo fiscale

GIULIO TREMONTI

IL GOVERNO ASSICURA, PRESTO LA RIPRESA

ma, per il 2009, la crisi farà sentire ancora i suoi effetti sulle tasche degli italiani visto che i consumi caleranno del 2,2%. Nessun spiraglio nemmeno sul fronte del lavoro, visto che il tasso di disoccupazione salirà nel 2009 all'8,8%. Ma la fine del tunnel è vicina: nel 2010,

Ancora bufera sul comico genovese

sempre secondo le previsioni del Governo, i consumi riprenderanno facendo segnare un aumento dello 0,3%, e del 2,1% negli anni successivi. Quanto invece al tasso di disoccupazione, l'anno prossimo peggiorerà "lievemente", sempre per effetto della congiuntura

difficile, per poi scendere al 7,7% nel 2013. Ma se è in affanno il mercato del lavoro, il Governo ricorda però che sta iniziando a calare il ricorso alla cassa integrazione: a giugno infatti, il numero di ore autorizzate è sceso di 7 milioni rispetto a maggio (-8,1%).

"Se non avessi dovuto fare il Dpef per legge, non avrei fatto previsioni per il 2010 perché sono congetture - dice il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti commentando le previsioni contenute nel Dpef- . Ho scritto che il Pil crescerà dello 0,5% nel 2010 perché ci sono alcuni indicatori positivi. L'impressione è che, finita la fase di caduta, si apra una fase in cui si può essere realisti". Nella giornata di ieri è poi arrivato alla Camera l'emenda-

mento al decreto anticrisi per favorire il rientro dei capitali depositati all'estero, ovvero il cosiddetto scudo fiscale. L'imposta si applica su di un rendimento lordo presunto in ragione del 2 per cento l'anno per i cinque anni precedenti il rimpatrio, con un' aliquota complessiva del 50 per cento annuo complessiva di interessi e sanzioni, senza diritto allo scomputo di eventuali ritenute o crediti. In pratica, l'aliquota sarà del 5 per cento.

Il terzo uomo cerca consensi per le primarie: “Voglio essere decisivo”

Marino cala le sue carte Grillo polemico col Pd “Allora mi iscrivo alla P2” “La sinistra è con me ma ci vuole unità” Ciampi con Bersani "Va bene, vuol dire che se non mi iscrivo al Pd mi iscriverò alla P2...". La battuta è sempre di Beppe Grillo che a dire di Massimo Cacciari, sindaco di Venezia e filosofo, "voleva solo sputtanare il partito". Enrico Letta lancia la manifestazione "100 giorni al nuovo Pd", e l'ex Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, "benedice" Pierluigi Bersani che potrà essere "un vero riformatore" del partito che, negli ultimi mesi, ha con i suoi alti e bassi 'avvilito’ il senatore a vita. Pierluigi Bersani

ringrazia Ciampi e assicura che "raccoglierà il suo appello alla dignità". ''Si puòò ben capire come i giudizi espressi dal Presidente Ciampi su di me mi abbiano fatto molto piacere. Lo ringrazio davvero. Voglio raccogliere, tuttavia, la preziosa sostanza del suo invito a costruire il ricambio della classe dirigente e a rianimare passione e impegno nella concretezza dei problemi. Nelle parole del Presidente c'è un appello alla dignità della politica che dobbiamo tutti raccogliere”.

Il senatore-chirurgo Ignazio Marino a Red Tv cala i suoi primi assi sul tavolo. Il 'terzo uomo’ nella corsa alla poltrona di numero uno del partito al congresso di ottobre, auspica che "si arrivi ad una segreteria unitaria, che porti discussione, ma che alla fine ci sia una decisione e tutti si sentano impegnati a sostenere quelle decisioni". Marino denuncia che "oggi c'è un livello di conflittualità tra quelli che sono definiti capi corrente. Speriamo che non ci siano spargimenti di sangue, né che il

prodotto sia un orologio a cucù", ha aggiunto Marino parafrasando un celebre monologo di Orson Welles nel film “Il terzo uomo’’. Marino infatti dice che la sua candidatura "non divide ma partecipo all'arricchimento del partito. In migliaia mi stanno scrivendo per dire che stanno prendendo la tessera del Pd perchè attratti da un candidato che dice dei sì e dei no molto netti". Il senatore-chirurgo nota interesse verso la sua candidatura non solo da parte dei Radicali "ma anche da parte di militanti che ven-

IGNAZIO MARINO

gono da IdV, Sinistra e Libertà, Verdi". Ignazio Marino auspica ancora: "Se non dovessi vincere vorrei però essere determinante" influendo sul programma del partito "con un documento in 8, 10 punti che io considero irrinunciabili. Non credo di aver tradito Massimo D'Alema e credo che neppure lui lo pensi. Abbiamo parlato a lungo

della candidatura ma, come capita a tante persone che condividono molte idee, abbiamo avuto una visione diversa ma nel reciproco rispetto". Marino annuncia anche che a sostenerlo con ogni probabilità ci saranno anche il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, il professor Umberto Veronesi e Stefano Rodotà.


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ATTUALITA’

Sandri, è ancora polemica "Pretendo giustizia dallo Stato che non mi è stata data, perché lo Stato ha ucciso mio figlio e lo Stato è responsabile e mi deve dare giustizia". Lo ha detto Giorgio Sandri, papà di Gabriele, il tifoso ucciso a Badia al Pino nel novembre 2007, all'indomani della sentenza di condanna a 6 anni emessa dalla Corte d'assise di Arezzo nei confronti dell'agente Luigi Spaccarotella. "Sono 48 ore che non dormo - ha raccontato Giorgio Sandri - è stata una notte di tensione e di rabbia perché per noi non è accettabile una sentenza come quella completamente ribaltata da omicidio volontario a un semplice omicidio colposo come se Gabriele fosse stato investito da un'auto". Il papà di Gabbo ha ricordato che "cinque cittadini italiani con un alto senso civico avevano testimoniato in questo processo quanto avevano visto quel giorno sull'autostrada, ossia il poliziotto Spaccarotella sparare a mani tese verso un'auto in movimento". In merito all'appello alla calma, Giorgio Sandri ha affermato: "lo ribadisco oggi perché questi atteggiamenti non portano a nulla di buono: a pagare sono sempre gli stessi, cioè i ragazzi, e questo non deve essere c'è modo e maniera per protestare,

I GENITORI DI SANDRI DOPO LA SENTENZA

pensiamo a una manifestazione pacifica con tanta tanta gente in piazza". Per quanto riguarda poi la reazione dell'agente Spaccarotella dopo la sentenza, Sandri ha osservato che "la dice lunga, anche lui non si aspettava una sentenza del genere mi sembra di aver capito. E poi parlare sempre degli ultras che sono violenti... penso che sia la persona meno adatta perché non è accettabile sentire da lui parlare di gen-

te violenta, quando lui con la sua violenza e la sua pazzia ha ucciso un ragazzo di 26 anni su un'autostrada dentro una macchina, potendo anche creare una strage, uccidendo mamme, nonne e figli per un proiettile che vagava in mezzo a un'autostrada. Questo si dovrebbe domandare la gente e quindi come si può pensare di derubricare un omicidio del genere in un semplice omicidio volontario, è gra-

vissimo io l'ho detto non credo più nella giustizia". Sui tifosi, poi, Giorgio Sandri ha dichiarato di aver "saputo che ci sono stati degli incidenti... posso immaginare la rabbia... mia moglie sta sempre male, è inevitabile dopo quello che è successo". All’indomani della sentenza, ha parlato anche l’agente Spaccarotella. "Sono un cretino, non un Rambo. Sono solo una persona che ha creduto di fare il suo dovere. Non ho mai preso la mira, lo ripeterò sempre. Non sono un pazzo che rischia di colpire un'auto di passaggio: c'era un'autostrada di mezzo". Nonostante la condanna molto inferiore alla richiesta del Pm, Spaccarotella resta polemico con il sistema dell'informazione che, a suo dire, lo ha condannato senza appello. "Non c'è giustizia in questo Paese. Sono i prepotenti, i forti, quelli che sanno parlare bene, sanno raccontarti e rigirarti, ad avere la meglio. Non gli ignoranti morti di fame come me. Le persone oneste che hanno rispettato le leggi non valgono niente. Antipatica la mia voce, il mio accento meridionale e anche il mio cognome, Spaccarotella. Tutti hanno visto in me l'uomo forte che "spacca", che uccide. Invece io sono un padre, un marito e un figlio".

AFGHANISTAN

La sentenza per il tifoso ucciso SPACCAROTELLA CONDANNATO A 6 ANNI PER OMICIDIO COLPOSO: PER IL PAPÀ DI GABBO “NON C’È GIUSTIZIA” L’AGENTE: “NON SONO RAMBO, NON HO PRESO LA MIRA” Oggi a Ciampino il rimpatrio della salma di Di Lisio

OGGI IL RIMPATRIO DI DI LISIO

E’ slittato a questa mattina il rimpatrio della salma del caporalmaggiore Alessandro Di Lisio, previsto in un primo momento per la tarda serata di ieri: l'arrivo del C130 dell'Aeronautica militare a Ciampino è programma intorno alle 9. Rientreranno invece in Italia all'alba, a bordo di un Falcon 900, sempre dell'Aeronautica militare, i tre paracadutisti ri-

masti feriti. Giunti a Ciampino, saranno subito trasferiti all'ospedale militare del Celio.- La famiglia del primo caporal maggiore Di Lisio è partito ieri pomeriggio per Roma per accogliere la salma del militare in arrivo oggi in Italia. La scorsa notte intanto è arrivata da Legnago (Verona) a Oratino la fidanzata del parà, Mariangela, accompagnata dal padre.

Si intensifica l’ondata di calore sulla Penisola: Roma, Bologna e Firenze toccano il livello 3 della Protezione Civile

Caldo, entro domani allarme in ben 8 città Si intensifica ancor più l'ondata di caldo sull'Italia ed è allarme rosso in otto città per domani. Il sistema di allerta della Protezione civile per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute della popolazione ha previsto infatti per venerdì ad Ancona, Bologna, Bolzano, Campobasso, Firenze, Latina, Perugia e Roma il 'livello 3' di ondata di calore, il più alto della scala del sistema di sorveglianza della Protezione Civile. Per livello 3 si intendono "condizioni meteorologiche a rischio che persistono per tre o più giorni consecutivi con la necessità di adottare interventi di prevenzione mirati alla popolazione a rischio", come bambini, anziani e malati cronici. In particolare a Bologna, Pe-

rugia, Roma e Ancona si registreranno domani 36 gradi di temperatura massima percepita, mentre a Latina si prevedono 39 gradi, a Bolzano 34, a Firenze 37 e a Campobasso 33. Il sistema è operativo in 30 città italiane ed annuncia per oggi e domani livello 2 "arancione", cioè temperature elevate e condizioni meteo che possono avere effetti negativi sulla salute della popolazione a rischio, in 12 città: Brescia (36 gradi), Cagliari (38), Catania (38), Civitavecchia (37), Frosinone (36 gradi), Messina (38), Milano (36), Napoli (38), Pescara (35), Rieti (35), Trieste (36) e Viterbo (36). Il caldo, insieme all'umidità, favorisce anche l'aumento delle zanzare 'tigre’, sopratutto a nord, in Piemonte e Lombardia.

ALLARME CALDO IN TUTTA LA PENISOLA


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QUI ARGENTINA

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I cambi che sono stati annunciati non sono finiti: per quanto riguarda la squadra economica, si fanno i nomi di Sergio Chodos o Javier Mutal come titolari della segreteria di Finanze, attualmente sotto la guida di Hernan Lorenzino, che a sua volta andrebbe a incorporarsi nella rappresentazione diplomatica finanziaria dell’Argentina a Washington

Governo ed economia: continua il toto-nomine SALVATORE GIUFFRIDA

BAIRES - Il neo ministro dell’economia Amado Boudou (nella foto) inizia a lavorare sulla politica economica del governo: ieri ha definito la propria squadra di lavoro e ha cominciato a delineare le prime misure economiche. Tutto questo mentre, secondo le attese, sarà confermato come sottosegretario del commercio interno, Guillermo Moreno. Intanto però Boudou ha strutturato il proprio team di consulenti che lo accompagneranno nel Palacio de Hacienda. Alla guida dell’istituto nazionale di statistiche e prezzi, invece, le indiscrezioni indicano che sarà designato Norberto Itzcovich, uomo di fiducia dello stesso Moreno. Dall’altro lato, Juan carlos Pezoa e Ofelia Cedola continueranno a mantenere, rispettivamente, le cariche di segretario di Industria e segretario legale e tecnico: due “poltrone” di estrema importanza, dato che entrambi hanno accesso diretto al presidente Cristina e al marito Nestor. In particolare Pezoa, in qualità di titola-

Merlo (Maie): «Passi avanti per la Dante Alighieri di Cordoba»

re del dicastero di Industria, è il responsabile del monitoraggio su come si sviluppa il portafoglio dei conti dell’erario, ed è l’uomo che ogni mese annuncia lo stato del fisco al netto degli scambi con l’estero, al momento in deficit. Cedola, invece, è un’amica di lunga data dei Kirchner, da quando erano studenti insieme a La Plata: anzi, secondo alcu-

ne indiscrezioni, Nestor e Cristina si sarebbero conosciuti proprio grazie all’intermediazione di Cedola. Ad ogni modo, i cambi che sono stati annunciati in seno al governo non sono finiti: per quanto riguarda la squadra economica, si fanno i nomi di Sergio Chodos o Javier Mutal come titolari della segreteria di Finanze, attualmente sotto la gui-

da di Hernan Lorenzino, che a sua volta andrebbe a incorporarsi nella rappresentazione diplomatica finanziaria dell’Argentina a Washington. Altri due funzionari che formerebbero parte della squadra di Boudou sono Juan Guinazu e Benigno Velez, rispettivamente alle “poltrone “ di segretario di politica economica e capo di gabinetto.

Porte aperte al turismo anche per i disabili BAIRES - Il Ministro del Turismo argentino, Enrique Meyer, e la presidente della Commissione Nazionale Argentina per l'integrazione delle persone disabili, Raquel Tremonti, hanno firmato un accordo nella sede del Ministero del Turismo Argentino. Con l'accordo si è stabilito che la Direzione per le Prestazioni Turistiche del Ministero del Turismo (SECTUR) riserverà periodicamente posti in alberghi per persone con disabilità e per i loro familiari. Il programma "Turismo e ricreazione per persone con disabilità" promuove la realizzazione di attività congiunte per ottenere la piena partecipazione delle persone disabili e delle loro famiglie nelle attività turistiche. Le azioni previste includono il coordinamento e realizzazione di azioni volte a concretizzare l'accessibilità; la diffusione simultanea del programma in diversi ambiti; lo scambio di informazioni e consiglio reciproco e la formazione di risorse umane a diversi livelli, nonché altre iniziative che il sito non rende note.

Febbre suina: per gli specialisti non è più letale di una comune influenza BAIRES - Influenza A: per gli specialisti, il nuovo virus sembra non essere più letale di quanto sarebbe la comune influenza virale, per intenderci, la comunissima febbre. Il fattore preoccupante, secondo i medici, è che il virus A colpisce anche giovani e sani. Non solo: i medici assicurano che la cifra di 100 mila contagiati secondo il ministro della salute, Juan Manzur, “è la logica”. Nonostante il numero di decessi a causa dell’influenza che aumenta ogni giorno, in campo scientifico la preoccupazione è il profilo dei pazienti. “Non è che ci siano pochi morti, e tanto meno che si minimizzi la gravità di questa pandemia. Finora, tuttavia, le statistiche dimostrano che l'influenza A non sembrano essere più letale rispetto al comune”, concordano Gabriel Levy Hara e Daniel Pryluka , virologi di ospedali Durand e Velez Sarsfield, e membri della Società di malattie infettive in Argentina. Per gli specialisti, la stima del ministro Manzur di più di 110.000 contagiati nel paese risulta logica. “La maggior parte delle persone affette dall'influenza non va dal medico o la loro visita non viene registrata, mentre solo una minoranza sono stati ricoverati in ospedale con la conferma di essere portatori della nuova influenza”, ha detto Levy Hara. Egli aggiunge che “avendo cifre minore a 100.000 casi, la gravità informata finora è ancora una cifra molto bassa”. “I dati del ministero della salute indicano che nel 2007 ci sono stati 18.943 decessi segnalati dovuti a una insufficienza respiratoria acuta (ARF), polmonite da 97%. Anche se il numero di morti per l’influenza è trascurabile (0,1%), molti dei casi di polmonite sono il risultato di complicanze derivate dell’influenza”, ha detto Pryluka. Il fatto che preoccupa tanto agli virologi è il profilo dei pazienti che peggiorano o muoiono a causa del nuovo virus. “Nel caso di influenza stagionale, il tasso di mortalità è molto più comune nelle persone sopra i 65 anni che presentino eventualmente malattie. Ma la nuova influenza colpisce i giovani e, secondo le schede epidemiologiche complete -che non sono tutte le schede, circa un terzo dei casi, i pazienti non presentano malattie di base”. Non è chiaro il motivo per cui questo virus colpisce soprattutto nei giovani sani tra i 20 ei 40 anni. Alcune spiegazioni potrebbero essere legati alla mancanza di una previa immunità nei confronti di questi virus, casi infettivi più elevati e visita medica più tardiva, ma l'ultima causa è ancora sconosciuta. Intanto aumenta il bilancio delle vittime nella provincia di Santa Fe, che ora ha raggiunto la quota di 46 decessi. La maggioranza delle morti si registra presso la città di Rosario, dove per la precisione ci sono già 31 vittime. Senza considerare che le autorità sanitarie della provincia hanno detto di non sapere quando si prevede il picco della pandemia. Al momento però si sa che sono almeno quattro i nuovi decessi, mentre i contagi sono saliti a 704. In questo modo, oltre alle 31 persone decedute in città, si riscontrano 7 nella capitale provinciale, 6 nel Nodo riconquista, 1 nella città di Venado Tuerto, mentre il resto in luoghi ancora da confermare. Le età delle vittime oscilla tra gli 11 mesi e i 66 anni, mentre 28 sono donne.

CORDOBA - "Ho appreso con grande soddisfazione che il direttore della Dante Alighieri di Cordoba, dott. Badino, ha da poco presentato la richiesta di parità della scuola presso il Ministero degli Esteri." Si legge in una nota dell'onorevole Riccardo Merlo del Maie. "Conosco molto bene questa realtà che opera da 47 anni nella città e che svolge un'azione meritoria nei confronti della nostra collettività, insegnando la cultura e la lingua italiana, nei diversi livelli di istruzione: scuola dell'Infanzia, Primaria, scuola Secondaria di I e II grado. La Dante di Cordoba vanta l'iscrizione di ben 1200 alunni, 60 dei quali nel prossimo anno affronteranno l'esame di licenza media dopo avere seguito un corso di studi che corrisponde ai parametri di un curriculum integrato, secondo quanto disposto da Italia e Argentina." "Mi auguro vivamente che, molto presto, questa bella realtà ottenga il riconoscimento dovuto. Noi del MAIE, ci impegneremo a sensibilizzare chi deve dare questo riconoscimento; oltre all’appoggio della componente LD-MAIE alla Camera e del gruppo UDC Autonomie al Senato, sono sicuro che in questa battaglia saremo anche affiancati dagli eletti all' estero e da numerosi colleghi, di maggioranza ed opposizione, con i quali ho già parlato e hanno dato la loro totale disponibilità a questa iniziativa" conclude Merlo.

Recuperata una tonnellata d’oro nel mare della Patagonia BAIRES - Una tonnellata d'oro e' quanto recuperato davanti al mare della Patagonia argentina da un peschereccio affondato mesi fa. Dove, peraltro, si trovano sigillate altre otto tonnellate e mezzo di metalli preziosi per un valore di 17 milioni di dollari. Dopo mesi di tentativi falliti per le condizioni marittime della zona la C-Sailor, nave ultratecnologica presa da un' assicurazione ha chiuso la prima parte dell'impresa con successo dovendo poi fermarsi per il peggiorare del mare.

Usa e Gran Bretagna lanciano l’allarme: evitare i viaggi in Argentina per il rischio influenza BAIRES - Stati Uniti e Gran Bretagna hanno lanciato un'allerta: evitare i viaggi in Argentina, uno dei paesi più colpiti al mondo dall'influenza A. Nel travel alert lanciato dal dipartimento di Stato Usa si sottolineano «i rischi per la salute» derivante dalla situazione sanitaria in Argentina, mentre a Londra il Foreign Office ha ricordato «i casi confermati e quelli sospetti, sia dei contagi sia delle vittime». L'Argentina ha superato il Messico per numero di morti, è al secondo posto dopo gli Stati Uniti. Secondo i dati del governo, i morti nel paese sudamericano sono ormai 137, anche se le stime fornite oggi dalle autorità provinciali parlano di 145 morti. La presidente, Cristina Fernandez Kirchnerha detto che il suo governo non nasconde «il numero reale dei morti», come fanno invece, ha dato a intendere, altri paesi. Fazio: fermare la pandemia in Italia entro la Primavera del 2010. «Entro la primavera del 2010 dobbiamo puntare a chiudere l'epidemia di nuova influenza nel nostro Paese per evitare che si prolunghi». Lo ha detto il vice ministro della Salute Ferruccio Fazio in visita privata allo Spallanzani di Roma. Per qual che riguarda i vaccini il viceministro ha sottolineato che entro gennaio 2010 verrà testato sulle donne in gravidanza, mentre la vaccinazione per i servizi sanitari essenziali avverrà entro la fine dell'anno. In questa fase comunque, ha assicurato, non c'è bisogno di allarmismi. «La pandemia - ha continuato - arriverà anche in Italia soprattutto a causa di viaggi all'estero che nessun Governo può consigliare di restringere». «Non possiamo prevedere però se il virus diventerà più aggressivo», ha concluso Fazio ricordando che la nuova influenza ha un tasso di mortalità di un quinto minore rispetto a quella stagionale il cui tasso di mortalità è del 2 per mille e tanto che quest'anno ha fatto 6 mila morti. Infine, il viceministro ha fatto sapere che la sua visita allo Spallanzani non ha nulla a che vedere con la nuova influenza.”.


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ITALIANI NEL MONDO

Dalla Calabria arriva una nuova legge per i corregionali all’estero e la nascita di una “Fondazione Calabresi nel Mondo” REGGIO CALABRIA - La legge che si andrà ad approvare è frutto di un intenso lavoro preparatorio e di proficua collaborazione con i nostri rappresentanti all'estero". Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, intervenendo nei giorni scorsi a Reggio ai lavori della Consulta dell’emigrazione, dove è stata annunciata una nuova legge per i corregionali all'estero e la creazione di una "Fondazione Calabresi nel Mondo". "Ci sono temi, come l'emigrazione che destano facile retorica", ha osservato Loiero. "Ma io, oggi, sono contento di questo incontro, di fare il punto sulla nostra comune memoria storica, mai venuta meno. In questo momento, l’Italia ha approvato una legge sui cosiddetti respingimenti degli immigrati. Qui in Calabria abbiamo invece fatto una legge diametralmente opposta, riaffermando una linea culturale in controtendenza. Si è confusa la criminalità con la figura dell’immigrato. Noi, invece, con la collaborazione di vari sindaci, di centrodestra e di centrosinistra, siamo riusciti ad offrire prospettive di vita a chi era falcidiato da malattie e da guerre". Ad illustrare la legge vera e

propria, il cui testo è stato licenziato all'unanimità dal Consiglio regionale nella seduta dell'8 luglio scorso e poi approvato, è stato il presidente del Consiglio stesso, Giuseppe Bova, per il quale "non ci si trova oggi dinanzi ad un incontro formale, ma alla istituzionalizzazione di un autentico patto che", attraverso questa nuova legge sui calabresi all'estero, "rilanci con l’ausilio delle nostre comunità, qui e laddove risiedono i nostri emigranti, un rapporto proficuo e fruttuoso". Bova, nel suo saluto, ha sottolineato "la scelta della Calabria di dedicare quest’anno in maniera specifica ai nostri fratelli emigrati. In questo quadro, il patto tra calabresi sottoscritto a Palazzo Campanella, sede del Parlamento della Calabria, non ha solo una particolare solennità, ma", ha precisato

Bova, "si iscrive in un percorso in cui finalmente anche i discendenti di emigrati da molte generazioni, da un lato, conservino e arricchiscano l’insegnamento della madre lingua e, dall’altro, attraverso forme di reciprocità di scambi culturali, così come avviene nel rapporto CalabriaArgentina e Calabria-West Virginia, con la partecipazione di numerosi giovani a stage nelle università calabresi e di oltre oceano". Quanto ai temi dell’accoglienza sollevati dal presidente Loiero, Bova ha detto di "sentirsi la coscienza a posto. Per il paradosso delle vicende umane, altri vengono oggi qui da noi. Verso costoro abbiamo sentito il dovere di fare una legge per accoglierli, nonostante le nostre debolezze. Non ci siamo rinchiusi, non abbiamo sbattuto la porta in faccia a chi è in cerca di un briciolo di vita", ha concluso. La seduta consiliare, spiega Filippo Diano di Calabria Informa, era stata preceduta da due giornate preparatorie, durante la quale i membri della Consulta dei calabresi nel mondo, giunti dai cinque continenti, hanno lavorato faccia a faccia con l’assessore regionale al Turismo, Damiano Guagliardi, e con il

Nuovi finanziamenti per le imprese ferraresi interessate ad espandersi sul mercato estero FERRARA - Gli imprenditori ferraresi avranno a disposizione fino a 4 mila euro per far conoscere i propri prodotti e servizi ai mercati esteri. È quanto stabilisce il testo del nuovo bando approvato mercoledì scorso dalla Giunta dell'Ente di Largo Castello. Si rafforza, dunque, il sostegno alle imprese interessate a sviluppare i propri orizzonti sul mercato internazione. I programmi di investimento prevedono: indagini e ricerche di mercato finalizzate all'analisi e alla valutazione delle potenzialità commerciali, con specifico riferimento ad una tipologia di prodotto o famiglia di prodotti; assistenza nell'individuazione di potenziali partner industriali finalizzata all'individuazione, al contatto ed alla definizione di accordi quadro di cooperazione internazionale. Spese che saranno cofinanziate dalla Camera di Commercio che rinnova il suo impegno nello stimolare strategie di internazionalizzazione. "È un'iniziativa importante - ha commentato il Presidente della Camera di Commercio di Ferrara, Carlo Alberto Roncarati - che mette in campo ulteriori risorse per supportare le nostre imprese di piccola e media dimensione che investono per ampliare i propri mercati di riferimento in questo particolare momento di crisi. Proprio nell'ottica di sostenere maggiormente la competitività del territorio ferrarese - ha proseguito Roncarati - abbiamo pensato ad uno strumento complementare alle misure già attivate dalla Camera di Commercio per assicurare ulteriore additivo a quelle imprese che già hanno benzina nel proprio motore". La Giunta dell'Ente di Largo Castello ha stilato un elenco di Paesi da considerarsi destinatari privilegiati per le imprese ferraresi. Saranno quindi privilegiati, in particolare, i progetti mirati ad espandere il proprio giro di affari in Cina, Repubblica Ceca, Slovacchia, Brasile, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Turchia, USA, Canada, Svezia, Finlandia, Norvegia, India, Messico, Russia, Giappone, Marocco, Tunisia. Egitto, Svizzera e Montenegro. Per quanto riguarda la partecipazione al bando - scaricabile dal sito della Camera di Commercio di Ferrara www.fe.camcom.it - saranno privilegiate le imprese femminili e le imprese che abbiano ottenuto, entro il 31 dicembre 2009, la certificazione SA 8000 (responsabilità sociale d'impresa) da parte di un organismo accreditato.

La festa e il culto di Santa Rosalia da Palermo a Woodbridge, cuore della Toronto tutta italiana TORONTO - Una delle feste più importanti di Palermo che cattura il cuore della gente arriva anche a Woodbridge, una zona compresa tra Toronto e l'Ontario. Grazie a Pippo Ferrante, un palermitano d.o.c., insieme con la famiglia e gli amici si celebra la 23^ edizione della festa di Santa Rosalia, coinvolgendo una buona parte della zona ovest. I festeggiamenti sono iniziati nel tardo pomeriggio con una S.Messa nella chiesa di San Pietro a Woodbridge, celebrata da Padre Claudio Moser, e poi la processione si è snodata per una delle vie principali dell'area fino ad arrivare con la statua della santa palermitana in una sala per banchetti, dove a tutti i presenti è stato messo a disposizione un rinfresco. L'intrattenimento musicale è stato quello di Franco De Blasi e di Bruno Nesci, imitatore di Elvis Presley, di ritorno da una tournée negli Stati Uniti. La festa con la processione e la sfilata del carro trionfale è stata chiusa con il taglio di una torta di ricotta da record (1,21 m. x 2,43 m.), creata dalle mani di Salvatore de Il Fornaio con l'utilizzo della ricotta prodotta da Pippo Ferrante. All'uscita della sala i presenti sono stati sorpresi da un piccolo spettacolo pirotecnico offerto da Pino Nesci.

presidente della VI Commissione consiliare, Bruno Censore, per rivisitare ed attualizzare la legge 33 del 2004. Il nuovo testo emendato, per l'assessore Damiano Guagliardi, "traccia due strategie: la prima, salvaguarda la lingua italiana tra gli emigrati; la seconda, rilancia l’offerta turistica e culturale attraverso

programmi di istruzione e di alta formazione". E per il presidente della VI Commissione, Bruno Censore, con l’approvazione delle nuove norme "si chiude un iter legislativo costruito insieme ai legittimi rappresentanti degli emigrati da cui emerge una Calabria più solidale e disponibile, più aperta al futuro ed alla salvaguardia delle sue migliori tradizioni".

L’associazione veronesi nel mondo aderisce all’Unaie VERONA - Lunedì 13 luglio si è riunito a Verona, presso la Camera di Commercio, l’esecutivo dell’Unione Nazionale Associazioni Immigrati ed Emigrati (UNAIE) che, nel corso dei lavori, ha focalizzato le attuali problematiche nazionali ed internazionali in vista dei molti incontri estivi programmati con gli emigranti che rientrano in Italia per le vacanze. Presieduto dal vicepresidente della Commissione Esteri alla Camera, l’onorevole Franco Narducci, e allargato alle Associazioni del Triveneto già aderenti, l’incontro è stato introdotto da un commosso e partecipato momento di ricordo per la tragica scomparsa Rino Zandonai, direttore dei "Trentini nel Mondo", attivo membro dell’esecutivo. Durante la riunione, il presidente dei "Veronesi nel Mondo", l’onorevole Riccardo Ceni, ha comunicato con entusiasmo l’adesione dell’Associazione da lui rappresentata all’Unaie, aggiungendosi dunque alle circa 50 associazioni provinciali e regionali che si occupano degli italiani all’estero già aderenti all’Unaie. Presenti all’incontro anche i rappresentati delle Associazioni di Verona, Trento, Udine, Pordenone, Bolzano, Venezia, Padova, Mantova e, per Belluno, il direttore Patrizio De Martin. Sono stati inoltre affrontati i problemi della chiusura e ristrutturazione della rete diplomatico-consolare che tante proteste stanno sollevando nel mondo: quello della mancata esenzione dell’ICI ai possessori della prima casa in Italia, dei tagli indiscriminati sulla cultura, della lingua italiana ed informazione per gli italiani all’estero, delle elezioni dei Comites ed il grande problema di una adeguata accoglienza e integrazione agli immigrati che vivono in Italia per lavoro. Proficuo e molto produttivo il dibattito che si è sviluppato sui vari punti all’ordine del giorno e che ha visto la formulazione di alcune possibili soluzioni che verranno definite in occasione dell’assemblea Unaie, già convocata per il 25 settembre a Levico Terme, in provincia di Trento, in occasione del convegno Eza-Unaie alla presenza del direttore generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie del ministero degli Affari Esteri, Carla Zappetti. Si terrà, inoltre, a Treviso, in autunno un convegno internazionale sui problemi del lavoro, giovani e immigrazione, in collaborazione e con il sostegno della Fondazione Cassamarca, presieduta dall’onorevole Dino De Poli.

Ue e Canada firmano l’intesa sui prodotti biotech agricoli ROMA - E' stato siglato a Ginevra l'accordo tra Unione europea e Canada per l'apertura di un dialogo sistematico, attraverso incontri semestrali, sugli organismi geneticamente modificati nel quadro dell'Organizzazione mondiale del commercio. L'intesa mette fine definitivamente alla procedura aperta dal Canada contro l'Ue sull'applicazione della legislazione comunitaria su prodotti biotecnologici agricoli. L'accordo sarà notificato dai due paesi all'organismo di riferimento del Wto come "soluzione mutua soddisfacente", si legge in un comunicato Ue. "L'intesa con il Canada - ha spiegato il commissario al Commercio Catherine Ashton in una nota - dimostra l'efficacia del dialogo. Spero che si potrà adottare un percorso altrettanto costruttivo con Argentina e Stati Uniti", paesi con i quali è in atto un contenzioso in tema di biotecnologie. L'accordo prevede l'organizzazione di riunioni semestrali tra i servizi competenti della Commissione europea e le autorità canadesi su temi di comune interesse relativi al mercato delle biotecnologie agricole. In particolare: l'approvazione di prodotti geneticamente modificati in uno dei due Paesi; i diversi aspetti economici e commerciali del settore, i problemi legati ad eventuali immissioni accidentali o non autorizzate di prodotti, tutte le nuove normative sulle biotecnologie agricole l'Unione europea, comunque, non dovrà modificare l'attuale regolamentazione dei prodotti biotecnologici, mai messi in discussione dal Wto.

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Unione Stampa Periodica Italiana

F.U.S.I.E.


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L’ITALIANO GIOVEDI’ 16 LUGLIO 2008

ESTERI

Gli eccessi dell’Esercito LE CONFESSIONI DI 54 SOLDATI A UNA ONG SULLA OFFENSIVA NELLA STRISCIA DI GAZA: “CI DICEVANO DI SPARARE ALLA GENTE ANCHE NEL DUBBIO”

Israele, una bufera su Piombo Fuso Le testimonianze di 54 soldati, che hanno preso parte all'operazione Piombo Fuso, l'offensiva militare lanciata da Israele contro Hamas nella Striscia di Gaza all'inizio dell'anno, denunciano gravi eccessi commessi dalle truppe e evidenziano un ampio divario tra la loro versione degli eventi e quella ufficiale delle forze armate. Dalle testimonianze, raccolte dall'organizzazione non governativa israeliana Breaking the Silence (Rompere il silenzio) (breakingthesilence.org.il) risulta chiaramente che era meglio colpire un innocente che attardarsi a individuare il nemico, perché la regola era “prima sparare e poi preoccuparsi”. Un piano basato sull'imperativo di ridurre al minimo le perdite israeliane, avanzando sempre ad armi spianate. Secondo le testimonianze, l'ordine era: “Se non sei sicuro, spara”. Il fuoco, racconta un soldato, “era dissennato, appena raggiunta la nostra nuova postazione cominciavamo a sparare contro tutti gli obiettivi sospetti”. Perché, come dicevano i capi, “in guerra sono tutti tuoi nemici, non ci sono innocenti”. Il rapporto della ong, finanziato da gruppi di attivisti per i diritti umani israeliani e dai governi di Spagna, Gran Bretagna, Olanda e dall'Ue, parla di “civili usati come scudi umani, costretti a entrare in siti sospetti davanti ai soldati che usavano la loro spalla per tenere il fucile puntato”. Secondo Mikhael Mankin, di Breaking

POLEMICHE SULL’ESERCITO ISRAELIANO

the Silence, “le testimonianze provano che il modo immorale in cui la guerra è stata condotta era dovuto al sistema in vigore e non al comportamento individuale di soldati”. “Si è dimostrato continua - che le eccezioni in seno alle forze armate sono divenute la norma e ciò richiede una profonda riflessione e una seria

discussione. Questo è un urgente appello alla società israeliana e alla sua dirigenza a guardare sobriamente alla follia delle nostre politiche”. In una minuziosa risposta alla denuncia, il portavoce militare israeliano, dopo aver ricordato che l'operazione Piombo Fuso fu lanciata in risposta a otto anni di tiri di razzi sulla popolazione

civile nel sud di Israele, ha accusato l'ong di aver redatto un rapporto basato su “testimonianze anonime e generiche”. L'ong, afferma il portavoce, “non ha avuto la decenza di presentare il rapporto alle forze armate e non ha permesso di investigare le testimonianze prima della sua pubblicazione pur continuando a diffamare le

Un velivolo Caspian si è schiantato nel Nord-Ovest

Iran, precipita un aereo Tutti morti i 168 passeggeri Un aereo passeggeri iraniano con 168 persone a bordo si è schiantato ieri mattina nel nordovest delPaese mentre viaggiava da Teheran alla capitale armena Ierevan. Le autorità hanno detto che non vi sono superstiti tra gli occupanti, 153 passeggeri e 15 componenti l'equipaggio. Il velivolo era un Tupolev di fabbricazione russa appartenente alla compagnia privata iraniana Caspian Airlines. La scia-

gura è avvenuta alle 11.33 ora locale (le 09.03 in Italia), 16 minuti dopo il decollo dall'aeroporto internazionale 'Imam Khomeini' di Teheran. Sulle cause della sciagura non viene ancora azzardata alcuna ipotesi. Il portavoce dell'Organizzazione per l'aviazione civile, Reza Jafarzadeh, ha detto che quel che resta dell'aereo ''è sparso in tanti piccoli pezzi'' in un'area agricola nella provincia di Qazvin, dove

il velivolo è precipitato. Il capo della polizia della provincia, generale Massud Jafari-Nasab, ha sottolineato che i corpi dei passeggeri risultano carbonizzati. Diverse altre sciagure aeree avvenute in Iran negli ultimi anni hanno visto protagonisti aerei Tupolev, acquistati in gran quantità ma spesso in condizioni precarie dalla Russia e dalle ex Repubbliche sovietiche e affidati sovente a equipaggi di quei Paesi.

TRAGEDIA AEREA IN IRAN

forze armate e i suoi ufficiali”. Il portavoce militare sottolinea l'assenza “di ogni elemento atto a identificare gli autori delle testimonianze, il loro grado e la loro posizione al momento degli incidenti denunciati, l'unità di appartenenza, il modo in cui le testimonianze sono state raccolte e come la credibilità delle testimonianze

sia stata verificata”. In ogni caso, secondo il portavoce, “dalla lettura di parte delle testimonianze è chiaro alle forze armate che ci sono stati incidenti isolati in cui non intenzionalmente è stato fatto del male a non combattenti” accanto però a altre testimonianze che illustrano l'autocontrollo delle truppe e dei loro ufficiali.


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SPORT

Formula Uno, si chiude un’era L’INGLESE, PERSA LA BATTAGLIA COI TEAM, RINUNCIA A CORRERE NUOVAMENTE PER LA PRESIDENZA DELLA FIA “L’UOMO GIUSTO PER SOSTITUIRMI È JEAN TODT”

Max Mosley non si ricandiderà il 23 ottobre alla presidenza della Federazione internazionale dell'automobile. Lo ha ufficializzato lo stesso presidente della Fia in una lettera inviata a tutti i membri della federazione. Nella stessa lettera Mosley indica come suo successore l'ex direttore della gestione sportiva della Ferrari Jean Todt, giudicandolo come “la persona giusta” per guidare la federazione. “Ho deciso di confermare la mia decisione - scrive Mosley - A ottobre non sarò candidato”. Nella lettera Mosley ringrazia i membri Fia che hanno cercato di convincerlo a ripensarci dopo l'annuncio fatto il 24 giugno. “Ho ricevuto quasi cento messaggi”. Un sostegno questo, sottolinea Mosley, “assolutamente senza precedenti”. “Sarebbe molto difficile per cambiare idea” spiega nella lettera aggiungendo di aver iniziato qualche mese fa “a riordinare la mia vita familiare con effetto dal prossimo ottobre. Ho anche informato lo staff senior della Fia che non mi ricandiderò. Proseguire ora sarebbe molto complicato per le mie situazioni domestiche e incompatibile con gli obblighi verso la mia famiglia,

MAX MOSLEY

particolarmente dopo la recente perdita. Inoltre, ho avvertito qualche volta che mi piacerebbe lavorare meno. Dopo tutto l'anno prossimo avrò 70 anni”. Per la successione Mosley indica un solo

nome, Jean Todt. “Sono convinto che gli obiettivi di coloro che sono stati così gentili a sostenermi possano essere raggiunti se si elegge un team forte, esperto e competente, che conserverà l'indipendenza

della Fia”. “Credo - continua il presidente della Fia - che la persona giusta per guidare questo team sia Jean Todt. Jean è indiscutibilmente un eccellente manager di questa generazione e si potrebbe dire di ogni generazione”. Mosley ha ricordato i successi di Mosley dai tempi dei rally fino alla Formula 1. “Ha perciò esperienza nell'avere responsabilità di una vasta e complessa organizzazione, qualcosa che è una qualifica essenziale per ogni futuro presidente della Fia”. Della carriera di Todt il presidente della Fia ricorda anche le recenti campagne per la sicurezza stradale e ambientali insieme con la sua compagna Michelle Yeoh, settori anche questi che sono “una parte importante del lavoro della Fia”. Mosley sottolinea infine che Todt “non ha legami particolari” con la Ferrari né con il gruppo Peugeot-Citroen. Per cui “preserverebbe l'indipendenza della Fia” “Se lui accetta l'incarico aggiunge - credo che sarebbe la persona ideale per continuare ma anche per ampliare il lavoro dei ultimi 16 anni”. E conclude rivolgendosi ai membri Fia: “Mi auguro tantissimo che voi darete a lui il vostro appoggio”.

VELA

L’annuncio di Mosley: “Non mi ricandido” America’s Cup: Alinghi e Bmw Oracle in tribunale Non c'è pace fra i due prossimi avversari dell'America’s Cup di vela, Alinghi e Bmw Oracle. Il team statunitense, attraverso il proprio yacht club (il Golden Gate), è tornato a rivolgersi alla Corte suprema di New York, accusando i rivali svizzeri di avere violato le disposizioni del nuovo regolamento e di avere stipulato una specie di accordo segreto con l'Isaf. Sotto accusa sono finiti i motori che favoriscono la regolazione delle vele e le zavorre mobili di Alinghi 5. La Corte ha così chiesto alla Societè Nautique di Ginevra, il sindacato che detiene la Coppa America di vela, di spiegare i motivi del presunto mancato rispetto delle norme. La replica degli svizzeri non si è fatta attendere. “È una delusione che il Golden Gate Yacht Club decida di proseguire la propria strategia davanti ad un tribunale - si legge, in una nota diffusa poco fa da Alinghi - invece di lottare per la conquista del-

L’IMBARCAZIONE DI ALINGHI

l'America’s Cup in acqua. E ormai la quarta volta che il team statunitense si reca in tribunale, questa volta nel tentativo di impedire alla Societè Nautique di Ginevra il legittimo diritto di utilizzare le norme, come prescritto nel Deed of gift, e le regole Isaf, come è avvenuto nelle precedenti edizioni dell'America’s Cup”.

La preparazione dei giallorossi procede senza intoppi

Il ceco del Milan si fida del brasiliano dopo l’addio a Kakà

Roma, per Spalletti bilancio positivo

Jankulovski: Dinho sarà l’uomo in più

Un primo bilancio "positivo", un ritiro soddisfacente "sotto l'aspetto degli obiettivi da raggiungere e del clima e dell'atmosfera trovati. Ci è servito anche per conoscere meglio i giovani, ne sappiamo di più. Mi dispiace per Perrotta, ma abbiamo provato a fare tutto per prevenire gli infortuni. Non abbiamo trovato Heidi, ma va bene...". Buonumore e ottimismo non mancano in casa Roma dove Luciano Spalletti mette sulla bilancia questi primi giorni di ritiro a Riscone di Brunico. La tabella di marcia dei giallorossi prosegue senza grossi intoppi, il tecnico toscano ha già definito il programma dei prossimi giorni ("ci alleneremo il 20 pomeriggio,

Un nuovo Milan per tornare in alto. Non ci sono più Maldini, Kakà e Ancelotti, in panchina c'è ora Leonardo, i tifosi rossoneri appaiono perplessi ma per Marek Jankulovski le premesse per far bene ci sono tutte. "Comincia una nuova era e speriamo che vada bene - l'auspicio dell'esterno sinistro ceco La preparazione è dura ma c'è tanto entusiasmo, tanta voglia, speriamo di far bene sin dall'inizio". Novità in allenamento ("tra le cose nuove c'è la fase fisica con la palla, che è molto dura, difficile"), novità nello spogliatoio dove "è strano non vedere più il capitano che era qui da tantissimi anni, non vedere più Ricky, il mister, ma il calcio - ri-

LUCIANO SPALLETTI

21 mattina, 21 pomeriggio, 22 solo mattina, il 23 amichevole, 24 libero, poi un allenamento al giorno e un solo doppio fino all'Europa League") perché la stagione è alle porte anche se c'è un mercato tutto ancora da fare. "Mi fa piacere che i ragazzi non vogliano andare via, trovo corretta e importante la

risposta di Vucinic - dice a proposito della presa di posizione dell'attaccante montenegrino - La base c'è per lavorare in modo interessante. Ma come ho sempre detto, dei movimenti saranno fatti. Non so quali e come, ma ci saranno". Un nuovo acquisto la Roma potrebbe trovarselo già in squadra: è Jeremy Menez, arrivato nella passata estate tra grandi aspettative e oggetto misterioso per quasi tutta la stagione. "È un ragazzo sensibile, un po’ introverso - commenta Spalletti - Poi ha avuto questo 'problemetto’ e va gestito. Non credo che ci saranno ulteriori difficoltà. Ha grandi qualità di tecnica ed estro, se ha una certa condizione fisica migliorerà".

RONALDINHO

corda Jankulovski - va avanti. È finito un ciclo importante e ne comincia uno nuovo". La cessione di Kakà al Real Madrid è stata forse la più dolorosa perché "è tra i più forti giocatori del mondo ma ci

sono qui altri giocatori che vogliono fare bene e in campo si va sempre in 11. È andato via un giocatore fondamentale ma speriamo che la sua assenza non si senta troppo". Chiamato a non far rimpiangere Kakà è Ronaldinho, su cui ha scommesso forte Berlusconi e con lui tutto il Milan. "È un grande campione, lo ha dimostrato anche qua all'inizio della passata stagione - ricorda l'esterno rossonero - Lo vedo carico, sta lavorando molto bene, si sente più responsabilizzato e spero che possa essere un giocatore in più. Il presidente gli ha dato tanta fiducia e sono convinto che questa fiducia la ripagherà già da quest'anno".


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SPORT

L’ITALIANO GIOVEDI’ 16 LUGLIO 2009

Ronaldinho rassicura i tifosi: «Sono tornato più forte di prima» Il brasiliano pare aver accantonato i problemi della scorsa stagione e promette di ripagare la fiducia del Milan disputando un campionato ad altissimi livelli MARA DE GAETANO

MILANO - Non si sa mai quanto affidarsi ai fuoriclasse brasiliani possa essere controproducente. I campioni d'oltreoceano, si sa, nella maggior parte di casi sono sinonimo di innegabile talento, fantasia pura, numeri di alta scuola e tecnica più unica che rara. Spesso e volentieri però, bisogna fare i conti con il rovescio della medaglia; caratteri ribelli difficilmente gestibili, problemi fisici piuttosto frequenti, la puntuale “saudade” che fa capolino quando meno te l'aspetti. Ne son passati tanti di brasiliani nel nostro campionato, tutti accolti a braccia aperte e altrettanto a braccia aperte lasciati andare via. Ne sa qualcosa l'Inter, con i rimpianti non

più di tanto Ronaldo e Adriano. Situazione simile in casa Milan. I cugini rossoneri infatti, sono stati più fortunati con l'ormai “blanco” Riki Kakà, ma per Ronaldinho si può dire valga più o meno lo stesso discorso. L'ex pallone d'oro non è certo quello dei tempi migliori, e probabilmente non riuscirà mai ad eguagliare simili livelli, ma il suo intento è quello di accantonare l'opaca stagione da poco trascorsa, per rilanciarsi più forte di prima alla conquista di successi importanti. “Mi aspetto di fare tutto l'anno ad un buon livello - ha detto ai microfoni di Milan Channel - per ricompensare chi mi aiuta sin dal primo giorno”. Dinho è apparso sicuro, cosciente in un certo senso che il vento sia cambiato e che non sia più

tempo di rimuginare sugli errori passati: “Tutti, compreso me, conoscono il mio potenziale. Chiunque sa cosa posso fare per il Milan e nella mia testa ora c'è solo una cosa: fare una buona preparazione”. Partecipare al ritiro nel migliore dei modi sarà infatti fondamentale affinché il brasiliano possa presentarsi al via nella condizione ottimale. La cosa più importante sarà non disputare una stagione fotocopia di quella che ne ha messo addirittura in discussione un talento sino a qualche tempo fa innegabile. L'infortunio ne aveva pregiudicato il rendimento, finendo poi

con l'influire su uno stato d'animo per la verità un po' troppo labile per un campione della sua caratura. Da lì in poi, la panchina e conseguentemente, prestazioni lontane da quanto ci si sarebbe aspettato. Quest'anno dovrà essere tutto diverso; Ronaldinho dovrà cambiare registro, mettersi a servizio della squadra e di Leonardo con umiltà. Testa libera quindi

Zambrotta suona la carica e scommette sul nuovo Milan: «Pirlo resterà con noi e questo sarà l’anno d’oro di Ronaldinho» MILANO - Il cerchio è quasi chiuso. A mancare all'appello adesso è il solo Pato che raggiungerà il Milan a Los Angeles. Leonardo ritrova così tessere importanti del suo mosaico: Gianluca Zambrotta, Ignazio Abate e Andrea Pirlo, anche se, quest'ultimo, potrebbe dare il suo addio. E' vero, come dice Marca, che il regista rossonero sta per raggiungere Carlo Ancelotti al Chelsea? Dalla Spagna si sostiene infatti che i due club sarebbero vicini all'accordo per il trasferimento del centrocampista, per una cifra vicina ai 18 milioni di euro. TRA ZIDANE E KAKA' — Zambrotta, protagonista della conferenza stampa odierna di Milanello, si augura che il metronomo del Milan dica di no alle sirene londinesi: "E' un giocatore fondamentale per la squadra". Un pensiero unanime del gruppo rossonero che già ha dovuto ingoiare, oltre a quello di Ancelotti, gli addi di Kakà e Maldini. Ma ora occorre trovare un punto di riferimento, individiuato domenica sera a Varese da Berlusconi: Ronaldinho. "L'anno scorso era un anno nuovo per lui, ma credo e spero che quest'anno possa farci fare la differenza, è partito carico". Zambrotta ci crede ciecamente e nel suo podio personale dei giocatori che ha avuto come compagni lo piazza al secondo posto tra Zidane e Kakà. NESSUNA PAURA — Il terzino della Nazionale lascia intendere poi di non avere nessuna paura delle rivali. "Partiamo tutti allo stesso livello, siamo tutte sullo stesso piano, l'Inter è una delle più forti, ma noi ci mettiamo alla pari. La Juve si è rinforzata, ma credo che come ce la siamo giocata l'anno scorso con loro, ce la possiamo giocare anche quest'anno". Infine un accenno al mercato. Zambrotta, addirittura, parla di Luis Fabiano come se fosse già un giocatore del Milan. "Farà bene da noi, ma non dimentichiamoci che abbiamo anche Borriello" sostiene. E Onyewu."Ha fatto una grande Confederations, in difesa ci darà una mano" ha concluso il campione del mondo. IDEA AMANTINO MANCINI - Mentre faticosamente prova a chiudere con Luis Fabiano, la dirigenza rossonera riflette su un dato che emerge dalle valutazioni fatte insieme ai consulenti di mercato. Un aspetto che forse è stato trascurato, o almeno sottovalutato. L’assetto offensivo nel modulo del nuovo corso leonardiano prevede la contemporanea presenza di due attaccanti laterali. Voci autorevoli in seno alla società hanno fatto presente come, a fronte delle evidenti difficoltà riscontrate nella ricerca della punta centrale col ben noto caso Dzeko, sarebbe stato magari opportuno concentrare la ricerca su giocatori tatticamente diversi, esterni offensivi di ruolo. In rosa in fondo, oltre ai giovani acquisti che non si possono bruciare, ci sono già Borriello e Inzaghi. Larghi giocherebbero Pato a destra e Ronaldinho a sinistra. Ma non ci sono alternative a questi due, salvo considerare Abate, e Ronaldinho, al di là degli sforzi fatti per rimotivarlo, resta una incognita. Ecco perché in società si è fatta largo un’idea solo apparentemente balzana. Non ci sono riscontri a livello ufficiale, ma gli spifferi e i rumors in questo senso non mancano. Una semplice voce, che però sembra difficile sia campata per aria o divulgata ad arte. Una voce che conduce ad Amantino Mancini, uno degli indesiderati della lista di Mourinho. Assurdo? Solo in apparenza, a ben riflettere. Specialista del ruolo, brasiliano e assetato di rivincite. E magari suscettibile di arrivare in prestito, senza entrare nell’ambito di un revival di scambi che appartengono all’era delle plusvalenze di comodo e che tra le due squadre di Milano sembrano essere stati banditi. Di fatto il Milan proporrebbe un prestito con diritto di riscatto minimamente oneroso o addirittura l’ obbligo di riscatto a una cifra prefissata, sempre che il giocatore raggiunga nell’arco della stagione un numero minimo di presenze da titolare. Un boccone indigesto per la tifoseria, che probabilmente si rivolterebbe all’idea di dover contare sugli avanzi dell’Inter, ma anche un’idea praticabile, a cifre sostenibili, in linea col low profile attuale. E che, alla fine, farebbe comodo a tutti quanti. PARLA JANKULOVSKI - Si lavora duro a Milanello, in quanto il nuovo allenatore Leonardo, pretende il massimo da tutti, già dai primi tocchi di pallone. Jankulovski è convinto che stia cominciando un'altra era, senza Maldini, Kakà ed Ancelotti: “Comincia una nuova era e speriamo che vada bene. La preparazione è dura ma c'è tanto entusiasmo, tanta voglia, speriamo di far bene sin dall'inizio. Certo è strano non vedere più il capitano che era qui da tantissimi anni, non vedere più Ricky, il mister, ma il calcio va avanti. E' finito un ciclo importante e ne comincia uno nuovo”. Per tutto l'ambiente rossonero ed anche per Jankulovski, il nuovo leader, il nuovo uomo simbolo, sarà Ronaldihno: “E' andato via un giocatore fondamentale (Kakà) ma speriamo che la sua assenza non si senta troppo. Dinho è un grande campione, lo ha dimostrato anche qui all'inizio della passata stagione. Lo vedo carico, sta lavorando molto bene, si sente più responsabilizzato”.

da pensieri negativi, e gambe sciolte verso nuovi ed entusiasmanti traguardi. Dovrà essere questo l'obiettivo da raggiungere entro il 23 agosto, data dello start. Impresa ardua, ma non impossibile, e nel vocabolario di un fuoriclasse come lui, la parola impossibile non deve esistere. Mai.


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