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ALGUNO DICE QUE NO! El programa nr 1 de la comunidad italiana en la Argentina. De lunes a viernes de 11 a 12 hrs. Por AM990 Radio Spendid Conduccion: Tullio Zembo

L ITALIANO

ALGUNO DICE QUE NO! Il programma nr 1 della collettività italiana in Argentina Da lunedì a venerdì dalle 11 alle 12. Am990 Radio Splendid Conduce: Tullio Zembo

ANNO III - NUMERO 127 - VENERDI’ 10 LUGLIO 2009 • QUOTIDIANO PER GLI ITALIANI NEL MONDO • WWW.LITALIANO.IT • ITALIA 0,50 • ARGENTINA $ 1

Via libera a una partnership globale per spingere sulle tecnologie a basso contenuto di carbone. Manca l'accordo per la riduzione delle emissioni di Co2 dell'80% entro il 2050. La Cina: "Non vincolati". Ban Ki-Moon: "Persa un'occasione unica". Apprensione in vista della conferenza di Copenhagen A LL LL A A A PPA AG G.. 22

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Pechino, situazioneATTUALITA’ sempre più calda IL PRESIDENTE CINESE PROMETTE IL PUGNO DI FERRO perCONTRO la morte di Sandri I RIVOLTOSI DELLA REGIONE DELLO XINJIANG DOVE IL BILANCIO È DI 156 MORTI E OLTRE 1000 FERITI O MINISTERO RICONOSCE LE ATTENUANTI

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ESTERI

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G8: ACCORDO SUL CLIMA SOLO A META’ E EQuiAttualità OPTA PER LO SCONTOQuiMondo DI PENA MA NON HA GENTE VOLONTARIAMENTE” HuSPARÒ Jintao: “In arrivo pene dure” QuiArgentina

Situazione incandescente in Cina. Il Governo promette pugno di ferro contro ItalianinelMondo Dalla lontana Argentina in viaggio E per il romeno Mailat i responsabili degli scontri

arotella, chiesti 14 anni

o o r o di a di ei di -

bandonato precipitosamente il G8 ed essere rientrato in patria e ha preannunciato "pene severe" per i responsabili delle violenze nella regione. "Coloro che hanno pianificato l'incidente, gli organizzatori, uomini (con responsabilità) chiave e i criminali violente devono essere severamente puniti secondo la legge", ha detto Hu, che partecipava a una riunione con altri alti esponenti del Partito Comunista. Nell'incontro, il problema della stabilità nello Xinjiang è stata de-

alla pag. 3

sinistra? Cos’era un saluto romano? Un saluto generico? Ma via, sono scenari ridicoli”. Intanto, l’avvocato della famiglia Sandri, Michele Monaco, ha richiesto una provvisionale da 500 mila euro. Alla famiglia Sandri non sono piaciute affatto alcune affermazioni fatte in aula dal pm, in particolare quelle riferite alla sofferenza della famiglia di Spaccarotella: “Siamo delusi da

OMICIDIO REGGIANI

Processo per la morte di Gabriele Sandri: Il governo di Pechino ilusa pubblico ministero chiede il pugno di ferro per soffocare le tensioni nello Xinjiang. Il presidente 14 anni per Hu Jintao dopo aver Spaccarotella ab-

Quando denunciare la povertà mette a rischio la propria incolumità fisica. Nostro viaggio nell’organizzazione “Pelota de Trapo” a pag. 4

verso il paese natio. La storia vera alla pag. 6 condanna all’ergastolo di José Maria Benedetti diretto a Sant’Anna d’Alfaedo

pag. 5

Sport Un italiano in Canada ha conquistato il cuore dei tifosi dell’Nba: Bargnani rinnova per altri cinque anni con i Toronto Raptors De Gaetano a pag. 8


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LʼAquila, al tavolo anche il G5 NEL SECONDO GIORNO TROVATA UNʼINTESA SULLA SOGLIA DEI 2 GRADI PER LʼAUMENTO DELLA TEMPERATURA, MA NON SUL TAGLIO DEL 50% DELLʼANIDRIDE CARBONICA

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POLITICA ITALIANA

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IL MEETING

Il G8 allargato dice sì sul clima Berlusconi al Junior 8 “Realizzate i vostri sogni”

SILVIO BERLUSCONI G8, INTESA SUL RISCALDAMENTO GLOBALE

C'è intesa sulla soglia dei 2 gradi centigradi per l'aumento della temperatura ma non sul taglio del 50% delle emissioni di anidride carbonica entro il 2050. Sarebbe questo l'orientamento emerso nella seconda giornata del summit internazionale in corso nel capoluogo abruzzese, tutta incentrata sulla questione-clima e sugli aiuti ai paesi emergenti. Per l'occasione, il G8 si 'allarga’ e nelle sue maglie comprende anche i paesi emergenti (oltre il G8, vi sono appunto i paesi del G5 che sono India, Cina, Brasile, Messico e Sudafrica, più

l'Egitto). Da registrare, sul clima, la presa di posizione della Cina che ha fatto presente di non ritenersi vincolata dagli impegni assunti dal G8. A "frenare" sul taglio delle emissioni di C02 del 50% entro il 2050, è anche l'India. Sullo sfondo del vertice, ma sicuramente non della cronaca di questa giornata, la visita delle first ladies alle tendopoli e al centro della città. Nel pomeriggio, inoltre, è arrivata anche Carla Bruni, in visita assieme a George Clooney e all'ex leader del Pd Veltroni nei luoghi devastati dal sisma dello scorso aprile. Tornando al cli-

ma, al G8 allargato si sono uniti gli altri paesi del Mef (Major Economist Forum), vale a dire Australia, Corea del Sud e Indonesia più le istituzioni finanziarie internazionali (Ocse, Fmi e Aie) che ha presentato un'iniziativa sulla diffusione delle nuove tecnologie 'pulite’ per l'ambiente. In agenda anche una serie di incontri bilaterali tra cui quello del Capo dello Stato Giorgio Napolitano e il presidente brasiliano Lula. Nel pomeriggio c’è stato anche l'arrivo del leader libico Muhammar Gheddafi. Quanto al G14, i Grandi hanno assicurato che lavo-

reranno insieme "per assicurare che l'economia globale riprenda la crescita lungo un cammino equilibrato, equo e sostenibile a beneficio di tutti": il superamento della crisi, inoltre, dovrà tenere un occhio di riguardo alle economie più deboli. Le exit strategies però saranno attuate una volta che la ripresa economica verrà avviata. In serata, tutti a cena del Capo dello Stato Giorgio Napolitano ai capi di Stato e di Governo, cui parteciperà anche il Governatore di Bankitalia, e presidente del Financial Stability Forum, Mario Draghi.

“L'augurio che vi faccio è di vivere il millennio realizzando tutto quello che desiderate. Ne siete capaci e vi auguro di trasformare i vostri sogni in realtà”. Così il premier Silvio Berlusconi si rivolge ai giovani che hanno partecipato al Junior 8 summit (J8), un forum che coinvolge ragazzi tra i 14 e i 17 dei Paesi del G8 e degli Stati emergenti. A fare gli onori di casa il ministro della Gioventù Giorgia Meloni. Dopo aver ascoltato, insieme agli altri Capi di Stato e di governo del G14, le conclusioni dell'incontro dei giovani e le richieste che quest'ultimi

hanno rivolto ai grandi della Terra, il premier si è “impegnato” a consegnare il documento prodotto dai ragazzi agli sherpa che, spiega ironico,”sono molto bravi a fare le sintesi” dei testi. Prima di salutare la giovane delegazione del Junior 8, il presidente del Consiglio invita tutti ad una foto: “I ragazzi - dice rivolto agli altri leader vogliono un ricordo per tutta la vita”. Poi rivolto alle delegazioni e con un sorriso aggiunge: “Invito le persone 'non giovani’ a restare qui mentre i ragazzi e i 14 leader scendono di sotto a fare la foto”.

Trasporti, si va verso la liberalizzazione delle Ferrovie

La rassicurazione del ministro

Il ddl Sviluppo è legge, via libera al nucleare e alla class action

Scajola: “Per le centrali abbiamo già avuto molte disponibilità”

Il ritorno del nucleare in Italia, l'arrivo della Class Action, la liberalizzazione delle Ferrovie: sono questi i punti qualificanti del disegno di legge sullo sviluppo, uno dei collegati alla finanziaria, che è stato definitivamente approvato dal Senato con 154 voti a favore, un solo voto contrario e un solo astenuto. Ha votato a favore anche l'Udc mentre Pd e Idv hanno annunciato il no, scegliendo però di abbandonare l'Aula al momento del voto nel tentativo di far mancare il numero legale viste le assenze nei banchi della maggioranza. Ecco le mi-

“Abbiamo avuto disponibilità a livello locale, da vari enti, ad accogliere centrali nucleari. C'è una maturazione rispetto a posizioni precedenti”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ricordando che “di nucleare si è parlato negativamente dopo Cernobyl ma il paese non può essere influenzato da paure”. .Interpellato dai cronisti durante l'illustrazione della legge Sviluppo, approvata ieri definitivamente, Scajola ha aggiunto che saranno individuati “siti per sicurezza e collocazione ideale e su questa mappatura sarà il mercato a

sure principali di un ddl che ha avuto un iter tormentato: approvato dalla Camera il 4 novembre 2008, modificato dal Senato il 14 maggio, nuovamente modificato dalla Camera il primo luglio e ora approvato senza modifiche dal Senato. Il governo potrà pilotare l'Italia nel ritorno al nucleare. Avrà sei mesi di tempo per localizzare i siti degli impianti, potrà definire i criteri per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi, dovrà individuare le misure compensative per le popolazioni che saranno interessate dalle nuove strutture. Per la costruzione di cen-

VIA LIBERA AL NUCLEARE

trali, è noto, saranno necessari anni, ma l'iter sarà velocizzato.Viene poi creata una agenzia per la sicurezza del nucleare. È stata modificata la normativa sulla class action che però esclude la possibilità di avviare cause collettive da parte dei cittadini coinvolti nei crac finanziari del passato. L'entrata in vigore della class ac-

tion, anche se in questo provvedimento è prevista al primo luglio, è stata posticipata, con l'ultimo decreto ‘anti-crisi’, al primo gennaio 2010. Ripristinati i fondi per l’editoria per il periodo 2009-2010. Vale 140 milioni e viene finanziato con un aumento della Robin tax: sale dal 5,5 al 6,5% l'Ires sulle grandi aziende petrolifere.

CLAUDIO SCAJOLA

decidere con il consenso dei territori, che avranno dei vantaggi. Sarà un affare per l'Italia e uno ancora più grosso per i territori”.


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ATTUALITA’

Spaccarotella, chiesti 14 anni Il pubblico ministero Giuseppe Ledda ha chiesto 14 anni di reclusione per Luigi Spaccarotella, il poliziotto accusato di omicidio volontario per la morte di Gabriele Sandri, avvenuta la mattina dell’11 novembre del 2007 nell’area di servizio Badia Al Pino, nei pressi di Arezzo. Il magistrato ha riconosciuto le attenuanti generiche all’agente, chiedendo quindi una pena ridotta di un terzo, dai 21 anni previsti per l’omicidio volontario a 14. Spaccarotella, sostiene il pm, aveva la consapevolezza “del concreto pericolo di centrare l'abitacolo e cagionare la morte di qualcuno degli occupanti” e quindi “la sanzione deve essere corrispondente al grado del dolo” ma, ha aggiunto Ledda, l’agente è meritevole del riconoscimento delle attenuanti generiche perché “ha distrutto una vita umana ma anche la propria, paga anche la sua famiglia”. Nel corso della requisitoria tenuta davanti alla Corte d’assise di Arezzo il pm ha definito la versione dei fatti fornita da Spaccarotella “abborracciata” e “inverosimile”, fino ad arrivare al “parossismo”. “Un tentativo maldestro che lo affossa definitivamente”, ha detto Ledda, aggiungendo: “L’imputato non ha accettato l'esame in aula: chi racconta una storia costruita a tavolino ha paura delle con-

CHIESTI 14 ANNI DI CARCERE PER SPACCAROTELLA

testazioni”. “Come è possibile credere?" ha poi continuato il pm, sottolineando che "solo un folle avrebbe potuto correre con il cane armato e il dito sul grilletto. Si sarebbe sparato addosso. Quando si è fermato, l'agente ha di nuovo messo il dito sul grilletto”. “Dopo un anno e mezzo – ha detto il pm – c’è un cambio di versione abborracciata che aumenta il grado di inverosimiglianza del racconto. Questa inverosimiglianza – ha aggiunto arriva al parossismo quando l'agente cerca di ipotizzare un racconto che concili la sua versione a quella dei testi. Questo tentativo maldestro lo affossa definitivamente”. Il pubblico ministero ha portato con sé in aula una pistola Beretta – come quelle in dotazione alla polizia – e per mostrare alla Corte il modo

in cui a suo avviso Spaccarotella avrebbe esploso il colpo risultato mortale per Gabriele Sandri, mimando il gesto di impugnare l’arma a braccia tese. “Ci sono 5 testimoni - ha spiegato Ledda a suffragio della sua tesi, poco prima di mimare il gesto - che con diversi angoli visivi hanno visto la scena o parti sostanziali di essa. Sono cinque ricostruzioni sostanzialmente concordanti: Spaccarotella si ferma e punta l’arma verso l’area di servizio”. Poi, con riferimento ad alcune discordanze tra le testimonianze, ha aggiunto: “Un braccio era teso, non ha rilevanza se l'altra mano fosse sull'arma, o sul polso”. Infine, impugnando l’arma con il braccio destro teso in avanti e protraendo il sinistro, ha sottolineato: “Se no, a cosa serviva questa mano

sinistra? Cos’era un saluto romano? Un saluto generico? Ma via, sono scenari ridicoli”. Intanto, l’avvocato della famiglia Sandri, Michele Monaco, ha richiesto una provvisionale da 500 mila euro. Alla famiglia Sandri non sono piaciute affatto alcune affermazioni fatte in aula dal pm, in particolare quelle riferite alla sofferenza della famiglia di Spaccarotella: “Siamo delusi da questa affermazione del pm che ci ha messo a confronto con la famiglia Spaccarotella. Non è la stessa cosa, noi non abbiamo più un figlio” afferma al termine dell’udienza la madre di Gabriele, Daniela Sandri, mentre il fratello Cristiano esprime soddisfazione “perché il pm ha richiesto la pena che ci aspettavamo”, ma non concorda sul riconoscimento delle attenuanti generiche, “visto il comportamento che ha tenuto fino all'ultimo l'imputato”. Il padre, Giorgio Sandri, invece ha annunciato che oggi non prenderà parte all’udienza perché “per me è troppo forte sentire ancora parlare di tosse asmatica o stress. Non ci sono attenuanti generiche per una famiglia come noi che soffre. Mi dispiace per i figli e la moglie dell'agente ma ci si deve ricordare che dall'altra parte c'è una famiglia che non può riabbracciare un figlio. Ridurre la pena di un terzo è troppo”.

OMICIDIO REGGIANI

Processo per la morte di Sandri IL PUBBLICO MINISTERO RICONOSCE LE ATTENUANTI GENERICHE E OPTA PER LO SCONTO DI PENA MA NON HA DUBBI: “LʼAGENTE SPARÒ VOLONTARIAMENTE” E per il romeno Mailat condanna all’ergastolo

ROMULUS MAILAT

Ergstolo e sei mesi di isolamento diurno. È la condanna inflitta dalla prima corte d'Assise d'Appello a Romulus Mailat, il giovane romeno accusato di aver ucciso a Roma, la sera del 30 ottobre del 2007, Giovanna Reggiani nei pressi della stazione ferroviaria di Tor di Quinto. La Corte non ha riconosciuto nessuna attenuante all'imputato che in primo grado, era stato condannato a 29 anni di reclusione.

“È una sentenza giusta, nei termini in cui l'avevo sollecitata. Vi erano elementi solidi su cui fondare questa decisione e la Corte ha colto nel segno” è stato il commento del sostituto procuratore generale, Alberto Cozzella, che ha sostenuto l'accusa nel processo a Mailat. Il pg Cozzella ha definito inoltre “giusto trasmettere gli atti al pm di Roma per continuare le indagini su questo caso”.

Secondo il bollettino mensile della Banca Centrale Europea la crisi sta rallentando e con l’anno nuovo si vedranno miglioramenti

La Bce vede la ripresa per la metà del 2010 La crisi nell'area euro sta rallentando e la ripresa inizierà entro metà dell'anno prossimo. È la previsione contenuta nel bollettino mensile diffuso dalla Banca Centrale Europea. L'attività economica - si legge nel documento - dovrebbe restare debole per tutto il 2009, ma con una riduzione meno pronunciata rispetto al primo trimestre di quest'anno e successivamente, dopo una fase di stabilizzazione, è prevista una graduale ripresa, con tassi di crescita positivi sul trimestre precedente entro la metà del 2010. I rischi al ribasso comunque persistono, per via dell'ulteriore deterioramento che interesserà il mercato del lavoro e la

possibilità di un rialzo superiore al previsto dei prezzi delle materie prime. Quanto all'inflazione - prosegue la Bce - la fase attuale di tassi bassissimi o negativi è destinata a durare ancora per pochi mesi, dopo i quali i prezzi torneranno a crescere. L'Eurotower sottolinea come i miglioramenti delle prospettive economiche siano legate al successo delle misure anticrisi varate dai governi, misure che hanno però avuto forti ripercussioni sulle finanze pubbliche, sia pure in maniera diversa da paese a paese (ad esempio, le misure a sostegno delle banche, calcola la Bce, avranno un impatto pari a zero sui conti italiani e pari addi-

rittura a un massimo del 242% del Pil nel caso dell'Irlanda). Proprio per questo, avverte Francoforte, i governi dell'area euro nel 2011 dovranno intensificare gli sforzi di risanamento dei conti pubblici. Secondo il Consiglio direttivo, il processo di aggiustamento deve iniziare al più tardi con la ripresa economica, e gli interventi di risanamento dovranno arrivare almeno all'1% del Pil nei paesi con i disavanzi più elevati. Ma non è solo tempo di mettere i conti in ordine, esorta la Bce, ma anche di varare quelle riforme strutturali rese ancora più necessarie dall'impatto della crisi finanziaria sull'economia: riforme nei mercati dei beni e servizi

per stimolare la concorrenza e accelerare la ristrutturazione e la crescita della produttività e riforme del mercato del lavoro che agevolino un adeguato processo di formazione dei salari e la mobilità del lavoro a livello settoriale e regionale. Una cosa da fare subito, conclude l'Eurotower, è invece sospendere gradualmente le numerose misure adottate negli ultimi mesi a sostegno di settori specifici dell'economia. "In questo momento - spiega l'istituto di Francoforte - è infatti indispensabile adoperarsi soprattutto per rafforzare la capacità di adeguamento e la flessibilità dell'economia dell'area euro in conformità al princi-

pio di un'economia di mercato aperta e in libera concorrenza". Dopo le ingenti spese legate ai piani anticrisi, i paesi dell'area euro dovranno intensificare gli sforzi di risanamento dei conti pubblici nel 2011. È il parere della Bce, che oggi ha diffuso il suo bollettino mensile. Il Consiglio direttivo dell'Eurotower, si legge nel documento, accoglie con favore gli orientamenti della primavera 2009 per le politiche di bilancio dell'area, definiti in giugno dai ministri dell'Ecofin. Occorre assicurare il ripristino di finanze pubbliche sane e sostenibili - afferma Francoforte - per rafforzare la stabilità macroeconomica complessiva, e i go-

verni di Eurolandia dovrebbero quindi predisporre e rendere note strategie di uscita dalle misure di stimolo e strategie di risanamento ambiziose e realistiche, nel quadro del Patto di stabilità. Secondo il Consiglio direttivo, il processo di aggiustamento strutturale deve iniziare al più tardi con la ripresa economica, e, per correggere i forti squilibri di bilancio previsti nei paesi dell'area, gli interventi di risanamento strutturale dovranno superare significativamente il valore di riferimento dello 0,5% del Pil su base annua stabilito dal Patto di stabilità, arrivando almeno all'1% del Pil nei paesi con i disavanzi più elevati.


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QUI ARGENTINA

Paradossale ciò che da tempo accade nel paese ai danni dell’organizzazione “Pelota de Trapo” che si occupa da anni di denunciare attraverso mirate campagne stampa i casi di indigenza e povertà. Ebbene i membri sono da un pò di temoi vittime di aggressioni, minacce e addirittura sequestri

Il rischio di denunciare la fame DALLA REDAZIONE

BAIRES - In Argentina esiste un'organizzazione non governativa che si chiama Pelota de Trapo (Palla di pezza...), la quale si occupa di denunciare attraverso mezzi di comunicazione, manifestazioni e associazioni di lavoratori, la povertà del Paese. L'organizzazione promuove, tra l'altro, la campagna 'El hambre es un crimen' (La fame è un crimine, n.d.r.), oggetto nell'ultimo anno di numerosi assalti da parte di ignoti dissidenti: una donna che lavora presso la fondazione è stata sequestrata per cinque ore martedì scorso. Negli ultimi 15 mesi, questo è già il nono sequestro che subiscono gli organizzatori di 'El hambre es un crimen'. Evidentemente per alcuni questa denuncia all'indigenza argentina da parte della campagna risulta scomoda, dato che il Paese è annoverato tra le potenze esportatici di beni alimentari. Al momento gli aggressori rimangono ancora sconosciuti, di conseguenza i sequestri, che di solito durano alcune ore, ri-

mangono impuniti. Il nono attacco, primo del 2009, è avvenuto martedì alle 9.15, quando un'addetta alle pulizie del-

la Fundación Pelota de Trapo, una donna di 35 anni, è stata sequestrata nelle strade di Avellaneda (municipio a sud della periferia di

Buenos Aires) mentre raggiungeva il posto di lavoro. Tre sconosciuti le hanno coperto il volto e l'hanno caricata in macchina; nello

Influenza suina: i decessi ora salgono a 87 Cresce sempre di più la paura tra agli argentini BAIRES - Sale a 87 persone la quota di decessi causati dall’influenza A nel paese. Ieri sono stati segnalati otto nuovi decessi, in modo che il numero di persone decedute a causa della nuova influenza AH1N1 è di quasi 90, secondo stime non ufficiali. Le quali, nel contempo, dicono che sono 70 i morti dovuti all’influenza A: ad affermarlo è il ministero della salute. Da parte sua il ministro della sanità di Buenos Aires, Jorge Lemus, ieri ha confermato due nuovi morti nella città, portando il numero totale di morti a 9. Allo stesso tempo, a Bahia Blanca è deceduta una donna che aveva già contratto la malattia, mentre a Santa Fe, il ministero della salute ha indicato una nuova morte: arrivano a 22, in questo modo, i decessi in quella provincia a causa della nuova influenza. A Cordova, intanto, è stata comunicata la morte di una terza persona, questa volta nella città di San Francisco. L'informazione è stata confermata da Mario Vignolo, direttore dell'ospedale Iturraspe, che ha detto che un uomo di 39 anni è morto di influenza A. Nel frattempo, a Misiones, una donna ha perso la vita a causa di una nuova epidemia, diventando la terza vittima fatale in tale territorio, mentre a Formosa è morto un uomo di 56 anni per le stesse ragioni. Inoltre, il direttore della Sanità di Entre Ríos, Pablo Basso, ha confermato la prima morte della provincia: un uomo ultra sessantenne. E cosi la paura e il panico tra i cittadini continua a crescere: diverse indagini dimostrano così che esiste una paura crescente di contrarre il virus dell’influenza. Infatti il sondaggio ha rivelato che l'80% della popolazione della città e provincia hanno paura di essere affetti dalla malattia. Dagli studi è emerso che oltre il 50% di argentini si trovano nella stessa situazione di paura. Inoltre, l'indagine ha mostrato che le donne sono più timorosi rispetto agli uomini di essere affette dall’influenza (50% contro 34,4%), mentre le persone con istruzione post-secondaria o universitaria temere più di quelle con l'istruzione primaria o non (50% contro il 40%). Infine, è emerso che il 48,5% ritiene che la probabilità di infezione è alto, mentre il 60% pensa che la possibilità che la malattia si complichi e termina con la morte è elevata. Non solo: un sondaggio da parte del programma per lo studio della pubblica opinione della Inter-American Open University ha dimostrato che 78,9% degli intervistati pensa che il decreto di emergenza per la salute è necessario per combattere la crescita dell’epidemia di influenza A. Allo stesso tempo, è stato dimostrato che all'inizio di maggio il 40% si riguardava dall'influenza, ora lo fa l’84%. In aggiunta, il 78% si lava le mani e il 52,4% evita i luoghi in cui sono stati rilevati casi di influenza o si sospettano casi della malattia. SALVATORE GIUFFRIDA

stesso tempo hanno inviato un messaggio da un telefono cellulare alla fondazione per annunciare il sequestro. La donna è stata portata in una casa, i sequestratori hanno minacciato la sua famiglia, e in seguito inviato un altro messaggio per avvisare che l'avrebbero liberata vicino a un ospedale. La vittima, in seguito allo spiacevole evento, ha chiesto protezione al nuovo capo del Consiglio dei Ministri, Aníbal Fernández, il quale non ha ancora proferito risposta. Le aggressioni avevano subito un arresto dopo la manifestazione tenutasi a fine 2008 a Buenos Aires, nella quale si sono riunite circa 50.000 persone. La marcia, così come la campagna, ha avuto il sostegno della Central de Trabajadores Argentinos (CTA), rivale della peronista Confederación General del Trabajo (CGT). Alberto Morlachetti, coordinatore del Movimento Nacional Chicos del Pueblo, che include organizzazioni sociali come la sua fondazione Pelota de Trapo, e uno dei promoto-

ri della campagna, ricorda le minacce di morte fatte ai sequestrati, le ferite da arma bianca inferte alle vittime nei sequestri dell'anno scorso, alcune delle quali sono state anche narcotizzate. Morlachetti rimane fortemente convinto che il denominatore comune ai nove attacchi sia la campagna 'El hambre es un crimen', ma non riesce a spiegarsi chi possa esserci dietro queste aggressioni. Pur non avendo palesi nemici, la fondazione deve aver intralciato gli interessi di qualche "azionista dei bambini scalzi", come lo stesso Morlachetti li ha definiti. 'El hambre es un crimen' promuove la denuncia di una situazione che a molti è ignota: a Buenos Aires, dove vive un terzo degli argentini, quasi il 10% della popolazione, circa 1,2 milioni di persone non hanno abbastanza denaro per comprare i beni di prima necessità. Paradossale se si pensa che l'Argentina produce cibo sufficiente a sfamare 300 milioni di esseri umani.

Il sogno del Genoa si chiama Rodrigo Palacio del Boca BAIRES - Preziosi vuole regalare un colpo ad effetto ai tifosi del Genoa e sta pensando all'argentino Rodrigo Palacio. Secondo La Naciòn, il presidente rossoblù avrebbe offerto al Boca Juniors 2,5 milioni di euro per il cartellino dell'attaccante della nazionale argentina, cifra che però non soddisferebbe gli xeneizes. Il contratto del giocatore, in scadenza nel 2010, è però una mina vagante nella trattativa: il Boca sembra aver ormai deciso di venderlo, anche per sgravarsi di uno degli ingaggi più onerosi della rosa. I dirigenti giallobù si riuniranno in questi giorni per decidere il futuro di Palacio, che per le sue caratteristiche tecniche sarebbe perfetto per gli schemi di Gasperini.

Il passaggio del fantasista Pastore al Palermo è un giallo BAIRES - E' ufficiale. Anzi no. Arriva tra sei mesi. No, sarà in ritiro con il Palermo. La telenovela legata ad Javier Pastore si nutre di un nuovo colpo di scena. All'indomani dell'ufficialità del passaggio del fantasista al club rosanero, dato da Zamparini, arriva la frenata del procuratore del gioiellino dell'Huracan, Marcelo Simonian: "Stiamo trattando, non è ancora ufficiale l’arrivo di Javier a Palermo - spiega a mediterraneonline.it l'agente dell'argentino - è una cosa che può richiedere anche diversi giorni. Non è vero che è ufficiale, però, per Pastore Palermo è la priorità perchè è una grande città, la squadra è importante, ha un allenatore preparato come Walter Zenga e Javier crede molto nel progetto illustratogli dal direttore Sabatini. Tuttavia, è ancora triste per la partita persa contro il Velez a causa dell’arbitraggio e di diversi episodi, quindi tra pochi giorni sapremo se e quando questa operazione si farà". Il club rosanero si dice tranquillo sulla conclusione dell'affare ma non vanno sottovalutati i tentativi di Arsenal, Lione e Porto di inserirsi nella trattativa tra il Palermo e l'Huracan per Pastore.


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ITALIANI NEL MONDO

Dall’Argentina a Sant’Anna d’Alfaedo per ritrovare le radici ROMA Per molti emigranti ritornare in Italia e ripercorrere a ritroso il viaggio intrapreso dai bisnonni rimane in sogno. Questo sogno è stato realizzato da José Maria Benedetti, i cui avi erano originari di Fosse di Sant’Anna d’Alfaedo, in provincia di Verona. José, insieme alla moglie Delia, la cugina Silvina e altri di origine veneta, quest’anno è venuto da Larroque, in Argentina, una cittadina della provincia di Entre Rios di cui è governatore suo cugino Jame Benedetti, per visitare la terra di origine. Pietro Antonio Benedetti, classe 1843, centoventi anni fa con la moglie Catterina e i sei figli in tenera età lasciò il paese per emigrare in Argentina, ma in lui rimase viscerale il rammarico di aver lasciato l’Italia e questo accoramento lo trasmise alla sua discendenza. Gli emigranti italiani arrivavano a quel tempo al

Porto di Buenos Aires dove restavano in quarantena alloggiati tutti insieme in hangar predisposti per il loro soggiorno: lì, aspettavano le

proposte di lavoro per andare di qua e di là. Generalmente gli italiani cercavano di rimanere uniti, a differenza di altri emigranti; così hanno mantenuto l’uso della lingua e le tradizioni. Nel 1987 in occasione del centenario dell’arrivo in Argentina del bisnonno, i discendenti di Pietro Benedetti, nel frattempo diventati numerosissimi, hanno ricordato la data dell’arrivo, il 5 dicembre 1887, con una grande festa. Questi nipoti, alcuni dei quali si esprimono in perfetto dialetto lessinico, impreziosito da qualche termine un po’ desueto, che noi abbiamo sentito dai nostri nonni e poi dimenticato, a Sant’Anna hanno incontrato i membri della delegazione che nel novembre scorso ha sorvolato l’oceano per siglare il gemellaggio con Larroque. Nel giorno dell’incontro, José ha compiuto 65 anni,

festeggiati a base di gnochi sbatùi ed altre prelibatezze della Lessinia: “E’ il giorno più bello della mia vita” ha detto. La moglie si è portata dall’Argentina una cartella piena di foto di famiglia e documenti frutto di meticolose ricerche, con ricostruzione di alberi genealogici che risalgono al bisnonno Pietro Antonio e che contano circa 1.300 discendenti.Gli ospiti hanno visitato anche Verona e Venezia, il lago di Garda e la Madonna della Corona, rimanendone entusiasti. Sono rimasti stupiti di sapere che ci sono case che hanno più di mille anni, monumenti antichi come l’Arena: il fabbricato più vecchio laggiù non ha più di duecento anni. E’ stato importante per loro confrontare e misurare il territorio con i ricordi del passato e soddisfare la curiosità. E’ stato come se si fossero materializzati i racconti dei nonni; hanno visto

con i propri occhi le cose solo immaginate. “La differenza tra l’Italia e l’Argentina - ha detto José – è che qui ti giri e vedi tutte cose belle mentre da noi devi fare cento chilometri per trovare una cosa bella!”. Racconta Giuseppe Laiti, membro della delegazione che ha fatto visita in Argentina: “A Gualeguaychù, la capitale della provincia di Entre Rios, siamo stati ricevuti nella sede del Club Italiano. Lì, accanto alla bandiera argentina, c’è la bandiera italiana, che ha ancora lo stemma sabaudo nel mezzo. Alle pareti ci sono quadri con i ritratti di Cavour, Mazzini, Garibaldi e Vittorio Emanuele II. Per i nostri connazionali il tempo si è fermato ai ricordi degli avi, ma hanno sete di sapere cosa succede in Italia. Per questo è importante il patto di amicizia e di solidarietà che abbiamo siglato”.

Consolati italiani all’estero, Rino Giuliani (CNE): sarebbe opportuno che il governo sospendesse il piano di chiusura ROMA - La volontà governativa di avviare un processo di semplificazione della rete consolare ha avuto il merito, non voluto, di far attivare in contrapposizione unitaria l’articolato mondo degli italiani all’estero. Da iniziative di diversa natura, dalle assemblee delle associazioni, dai presidenti di Comites, dagli interventi dei parlamentari eletti all’estero, dalle prese di posizione anche di sindaci, amministratori, politici e sindacalisti di diversi paesi d’accoglienza che rispettano ed apprezzano le nostre comunità, è arrivato un no articolato e motivato alle chiusure dall’alto. C’è tempo per ragionare se la questione cessa di essere soltanto una delle pedine per il contenimento della spesa pubblica e se si valuta, ragionando, sul ruolo e le funzioni delle nostre rappresentanze anche dal punto di vista delle nostre comunità all’estero. La proposta di una moratoria rispetto al piano di ristrutturazione, la sua sospensione per almeno cinque anni, se accolta dal governo, consentirà di porre mano, con il tempo dovuto, alle necessarie riqualificazioni della rete consolare, di superare eventuali duplicazioni e disfunzioni, di adeguare la struttura insieme ad un rilancio della presenza italiana . L’annunciato atto di indirizzo del Comitato permanente sugli italiani all’estero della Camera dei deputati perché il piano venga sospeso rappresenta una decisione apprezzabile e coerente con una più vasta ed unitaria volontà che al riguardo si è manifestata nel mondo della nostra emigrazione. Se il governo, tenendo conto del’ampiezza delle posizioni non favorevoli alla iniziativa assunta, vorrà, da basi diverse, ricercare i modi ed i tempi più idonei per una soluzione condivisa delle problematiche della nostra rete diplomatica, avremo tutti insieme segnato un punto di vantaggio a favore dei nostri concittadini all’estero.

Attivissima la Camera di Commercio Italiana di Mendoza Una serie di fiere e di mostre a respiro internazionale MENDOZA - La Camera di Commercio di Mendoza, in Argentina, ha organizzato una serie di fiere nei settori ortofrutticoli e agrumari, settore vinicolo e di altre bevande alcoliche e non, e più in generale agroalimentare, macchine e attrezzature per la gastronomia. Le manifestazioni saranno dislocate in carie città di Italia, tra cui Cesena, Milano e Bari. Qui di seguito, sono riportate nello specifico le varie missioni imprenditoriali dell'Argentina. Missione imprenditoriale Argentina alla Fiera Macfrut - Cesena, dal 7 al 9 ottobre 2009 La Camera di Commercio Italiana di Mendoza congiuntamente con l'Agencia Bre Archimede Salerno e con il patrocinio dell'Ente Cesena Fiera, organizzano la 7ª partecipazione di Mendoza a una delle principali fiere del settore nel mondo. www.macfrut.com La fiera è formata dalle seguenti manifestazioni: MACFRUT, mostra internazionale di impianti, tecnologie e servizi per la produzione, condizionamento, commercializzazioni e trasporto degli ortofrutticoli. AGRO-BIO-FRUT, salone delle nuove tecnologie, delle produzioni sementiere e delle produzioni biologiche mediterranee. TRANS-WORLD, salone del trasporto agroalimentare e della logistica. MACFRUT INTERNATIONAL, Top Italian Fruit Together Worldwide. MACFRUT FRESH CUT, salone della IV Gamma & Freschi Pronti a base vegetale Per la prima volta parteciperanno Coop Italia e Conad - principali rappresentanti della grande distribuzione alimentare italiana - e Chiquita, una delle principali multinazionali del settore ortofrutta a livello internazionale. Saranno realizzati tre congressi: Primo Summit Europeo della Frutta, Congresso Nazionale della IV Gamma e Incontro d'affari organizzato dalla Coop Italia. Missione Imprenditoriale Argentina alla Fiera "Simei - Enovitis" - Milano, dal 24 al 28 novembre 2009 La Camera di Commercio Italiana di Mendoza congiuntamente con la Rivista Enologia di Mendoza e il patrocinio dell'E.M.E., Ente Mostre Enologiche, Milano (ente organizzatore della manifestazione) e Unione Italiana Vini, organizzano l'11º partecipazione alla principale fiera del settore nel mondo SIMEI, biennale, è la più grande esposizione mondiale, rigorosamente specializzata, di tutti i tipi di macchine e attrezzature per l'enologia e per la produzione, l'imbottigliamento e il confezionamento delle bevande (vino, birra, acque minerali, bevande gassate, succhi, liquori, acquaviti, alcol, aceto, olio, ecc. ENOVITIS, biennale, salone internazionale delle tecniche per la viticoltura e l'olivicoltura. Si implementerà la missione con visite tecniche a vigneti e cantine delle Regioni Toscana e Lombardia e incontri B2B tra imprenditori dell'Argentina e imprenditori della Regione Toscana. Missione Imprenditoriale Argentina alla Fiera "Del Levante". Bari, dal 12 al 20 settembre 2009 La Camera di Commercio Italiana di Mendoza organizza la prima missione imprenditoriale alla Fiera Campionaria del Levante, che si svolgerà a Bari, dal 12 al 20 settembre. La fiera, multisettoriale, è una delle principali manifestazioni del Sud dell'Italia e rappresenta il punto di incontro tra le diverse realtà dei Paesi del Mediterraneo ed il resto del mondo. principali settori sono: agroalimentare, macchine e attrezzature per la gastronomia, macchinari per l'industria, macchine utensili e tecnologie per il movimento interno ed esterno. Riunisce 2.000 espositori con una presenza di oltre 1.000.000 di visitanti.

Xinjiang: salvo il ricercatore italiano coinvolto negli scontri PECHINO - Francesco Petracchini, un ricercatore del Consiglio Nazionale Ricerca, è rimasto coinvolto all'interno degli scontri che da giorni stanno attanagliando la regione cinese dello Xinjiang dove si combatte tra l'etnia Han e quella Uiguri. Il ricercatore, comunque sta bene e non sembra aver riportato nessun tipo di problema ed è già tornato in Italia. "Ero in città da due settimane - spiega Petracchini - per curare l'installazione delle cabine per il monitoraggio atmosferico, insieme con altri colleghi italiani della ditta Orion, nell'ambito dell'attività di supporto scientifico e tecnologico che il Cnr svolge in collaborazione con la locale agenzia ambientale, l'Emc-Enviromental monitoring center. Domenica sera abbiamo cominciato a sentire spari e sirene, anche molto vicini a noi, dopo di che le forze dell'ordine hanno blindato il nostro albergo. Siamo rimasti bloccati, ma in costante contatto con il console Spadavecchia, fino a quando ci è stato detto di portarci velocemente in aeroporto, dove abbiamo preso un volo per Shangai". Dopo questa fuga rocambolesca il ricercatore spera di poter tornare presto ai suoi studi, ammette, infatti, "Conto di completare il mio lavoro che consiste nell'installazione delle centraline per il monitoraggio dell'aria e nell'assistenza ai tecnici locali, sia per la manutenzione, sia per l'elaborazione dei dati. La città infatti, come altre aree cinesi, patisce un forte inquinamento, condizionato anche dalle condizioni meteorologiche. Trasferire tecnologie e competenze all'estero è un'attività appassionante, specialmente in un Paese che rappresenta la frontiera futura del nostro pianeta. È anche una grande soddisfazione, come ricercatore e come Ente, che la Cina si sia affidata a noi, tanto che dopo aver lavorato alcuni anni in un grande gruppo privato sono tornato al Cnr per svolgere questo lavoro e mi trovo in Cina ormai da oltre due anni" Intanto dall'Aquila dove si sta tenendo il G8, è arrivata in mattinata la notizia che il presidente della Repubblica Popolare Cinese, Hu Jintao, ha deciso di lasciare la città abruzzese e l'Italia per tornare a Pechino e seguire più da vicino i risvolti della situazione. Nella città di Urumqui e nella regione dello Xinjiang è in vigore il coprifuoco ed il responsabile del Partito Comunista locale, Li Zhi, inoltre ha voluto rimarcare la forte repressione che verrà attuata dal governo per quanto riguarda tutti coloro che hanno partecipato alla rivolta: "Coloro che si sono macchiati di gravi crimini saranno puniti con il massimo della pena".

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Unione Stampa Periodica Italiana

F.U.S.I.E.


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ESTERI

Pechino, situazione sempre più calda IL PRESIDENTE CINESE PROMETTE IL PUGNO DI FERRO CONTRO I RIVOLTOSI DELLA REGIONE DELLO XINJIANG DOVE IL BILANCIO È DI 156 MORTI E OLTRE 1000 FERITI

Hu Jintao: “In arrivo pene dure” Il governo di Pechino usa il pugno di ferro per soffocare le tensioni nello Xinjiang. Il presidente Hu Jintao dopo aver abbandonato precipitosamente il G8 ed essere rientrato in patria e ha preannunciato "pene severe" per i responsabili delle violenze nella regione. "Coloro che hanno pianificato l'incidente, gli organizzatori, uomini (con responsabilità) chiave e i criminali violente devono essere severamente puniti secondo la legge", ha detto Hu, che partecipava a una riunione con altri alti esponenti del Partito Comunista. Nell'incontro, il problema della stabilità nello Xinjiang è stata definito "l'obiettivo più importante e pressante". Intanto prima che la crisi a Urumqi degeneri in un sanguinoso scontro etnico tra la minoranza musulmana uigura e i cinesi han l'esercito ha schierato migliaia di soldati in assetto da guerra. Per le strade del capoluogo dello Xinjiang regna una calma apparente dopo il massacro di domenica scorsa nel quale 156 persone hanno perso la vita e 1.080 sono rimaste ferite. Questo il bilancio ufficiale del governo, anche se l'opposizione uigura parla di oltre 800 morti. Elicotteri armati sorvolano a bassa quota i tetti della città. Le truppe e la polizia in assetto antisommossa dividono uiguri e han che minacciano di vendicarsi. I primi negozi hanno riaperto e per la prima volta da quattro giorni Urumqi ha rias-

IL GOVERNO PROMETTE IL PUGNO DURO CONTRO I RIVOLTOSI

sunto un aspetto quasi normale. L'obiettivo delle forze armate e reimporre con un controllo di ferro la normalità tra le due comunità di Urumqi, unica città dello Xinjiang dove gli uiguri sono minoranza rispetto agli han. È intanto emerso che le peggiori violenze scoppiate

in Cina dai tempi di Tiananmen sono scoppiate per un malinteso, provocato da una giovane di etnia han. Secondo l'agenzia di Stato Xinhua, all'origine dei violenti scontri c'è un episodio accaduto il 26 giugno, quando una 19nne, Huang Cuilian, operaia in una fab-

brica di giocattoli a Canton, entrò per errore in un dormitorio di giovani uiguri che lavoravano come lei nell'azienda: "La ragazza si è sentita persa", ha raccontato una testimone, "ha cominciata a urlare nel vedere gli uiguri e quando qualcuno ha cercato di scherzare,

lei è scappata via correndo". Allarmati dalle grida della giovane, gli operai di etnia han sono accorsi sul luogo, quando lei già non c'era più, e si sono scontrati con gli uiguri. Una vera e propria battaglia, terminata con due morti e più di cento feriti. E a quel punto il foco-

Mosca avrebbe chiesto al Kirghizistan di poter costruire una nuova base

La Russia punta a riprendere influenza nelle ex repubbliche asiatiche sovietiche La Russia ha chiesto al Kirghizistan, una delle ex repubbliche asiatiche sovietiche, di consentire di costruire una seconda base di Mosca sul suo territorio. Lo ha annunciato una fonte di Bishkek che ha chiesto di restare anonima. Secondo la fonte “la Russia vuole restaurare la sua influenza” nell'area. Proprio ieri il quotidiano Gazeta ha pubblicato in prima pagina un articolo dal titolo “Serdiukov vuole una nuova base in Kir-

ghizistan”, raccontando di una recente missione a Bishkek “in assoluto segreto” del ministro della difesa russa e del vicepremier Igor Secin che avrebbe avuto come obiettivo proprio la richiesta dell'apertura di una nuova base militare russa a Osh, la seconda città più grande del Paese, a sud. Nella visita, risalente a martedì - proprio nel giorno dell'incontro tra il presidente Usa Barack Obama e il premier Vladimir Pu-

tin a Mosca - i due esponenti del governo avrebbero avanzato la richiesta minacciando altrimenti di tagliare i finanziamenti per la costruzione di una centrale idroelettrica, un giro di vite sull'ingresso degli immigrati kirghizi e soprattutto di non sostenere la candidatura di Kurbanbek Bakiev alle prossime presidenziali di metà luglio. Inoltre, sempre secondo il giornale, la delegazione russa avrebbe chiesto di attivare una coo-

perazione per l'estrazione di materie prime. Gazeta sostiene che Mosca sarebbe rimasta irritata dal dietrofront di Bishkek sulla base militare Usa di Manas, che ha deciso di lasciare a Washington in cambio di un sostanzioso aumento dell'affitto. Il ministero della difesa russo ha confermato la visita di Serdiukov ma si è rifiutato di entrare nel merito perché gli “incontri erano riservati”, come riferisce l'agenzia Interfax.

IL PRESIDENTE DMITRI MEDVEDEV

laio di violenza si è trasferito nel lontano Xinjiang: il 5 luglio, circa 300 giovani uiguri hanno organizzato una marcia nel centro di Urumqi per chiedere informazioni sull'incidente e la punizione dei responsabili del linciaggio dei loro correligionari.


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SPORT

Serie A, parola di regista IL CILENO VEDE UN VANTAGGIO PER LA ROMA DOVERRICOMINCIARE DOPO UNA STAGIONE NEGATIVA “IN QUESTO MODO AVREMO MENO PRESSIONI”

Concetti chiari, idee precise. David Pizarro è tra i giocatori più lucidi in campo e anche di fronte ai giornalisti non perde questa sua caratteristica che tanto piace a Luciano Spalletti. Il cileno sa benissimo che la Roma è chiamata alla stagione del riscatto, sa che non sarà facile, anche perché l'annata non è iniziata nel migliore dei modi tra l'incertezza societaria, le contestazioni dei tifosi e l'infortunio di Perrotta. "La squadra c'è - dice l'ex Udinese e Inter - la Roma ha una rosa importante che può arrivare tra le prime 4 ed è questo quello che ci auguriamo. Quest'anno non partiremo tra i favoriti e questo potrebbe aiutarci, avremo meno pressioni addosso, ma bisogna agire con i fatti e non con le chiacchiere. Anche l'anno scorso si parlava di rosa da scudetto, poi abbiamo visto come è finita". E mentre le altre grandi si rinforzano, la Roma resta ferma sul mercato. "La Juventus sta facendo grandi colpi - spiega Pizarro - ma in questo momento in più rispetto a noi ha soltanto i nomi, poi bisognerà vedere cosa dirà il campo, ce la giocheremo anche con loro, anche se è giusto dire che stanno facendo un ottimo mercato. Il Milan? Ha perso Kakà e questo vuol dire tanto, poi c'è Leonardo che non ha mai allenato e che come allenatore è tutto da scoprire,

così come Ferrara alla Juventus". E visto che di nuovi acquisti non ne arrivano, Spalletti prova a cambiare le carte in tavola puntando su un nuovo modulo: uno spregiudicato 4-2-4. "Io non ho problemi, basta che sono a centrocampo che sto bene - dice Pizarro -. Il mister vuole puntare sugli esterni per avere sempre la superiorità numerica sulle fasce. Credo che per la prossima stagione abbia in testa questo modo di giocare e in questi primi giorni di lavoro ci sta proponendo le sue idee sul campo. Per quanto mi riguarda dovrò proporre più gioco e difendere parecchio, perché con questo tipo di disposizione tattica si attacca con 4-5 giocatori, dobbiamo stare attenti a non sbilanciarci troppo come è successo spesso lo scorso anno. Sicuramente così siamo più corti e compatti in campo". Pizarro parla di uno Spalletti "sempre chiaro nei rapporti, c'è sempre stato un rispetto reciproco tra di noi". L'ultimo campionato non è stato esaltante per la Roma e anche per Pizarro non è stata una stagione da ricordare. "Ho avuto uno stiramento che mi ha dato parecchi fastidi nel corso della stagione, speriamo di stare bene quest'anno, sto lavorando bene e spero di arrivare fino alla fine così spiega Pizarro -. Dobbiamo toglierci l'ansia infortuni dalla testa, altrimenti pos-

DAVID PIZARRO

siamo avere problemi. Purtroppo siamo partiti male con l'infortunio di Perrotta, ma speriamo che la serie si fermi subito qui". Tra i giocatori più tartassati dai problemi fisici c'è sicuramente Alberto Aquilani, giocatore di grande qualità che anche quando sta bene spesso non trova posto, chiuso proprio da Pizarro. "Mi auguro con tutto il cuore che sia l'anno della sua rinascita, è un giocatore che può dare tanto alla Roma e alla Nazionale - spiega Pizarro -. Lui è un centrocampista diverso da me, arriva di più in zona d'attacco e non ci sono problemi tra di noi. Anzi se siamo in tanti a poter aiutare la rosa è un bene. La concorrenza è solo un bene per una squadra che deve puntare ai primi 4 posti della classifica". Pizarro non ha nessuna in-

tenzione di togliersi la maglia giallorossa. "In Italia spero di chiudere la carriera qui alla Roma, poi voglio tornare in Cile per giocare nel Santiago la mia prima squadra. Mi trovo benissimo qui e mia figlia, che ha 8 anni, non mi perdonerebbe mai una partenza. A Roma abbiamo trovato la nostra dimensione - spiega Pizarro -. Siamo latini, questa è una piazza calda, il romano è molto ironico come noi cileni. Sono stato sei anni a Udine e uno a Milano, ma le amicizie migliori le ho fatte a Roma". Intanto il futuro societario è sempre più incerto e molti tifosi contestano l'attuale proprietà. "È un problema tra società e tifosi - spiega Pizarro -. Noi giocatori vorremmo che ci fosse armonia in questo inizio di stagione, cosa che al momento non c'è". Ultima battuta sugli arbitri, Pizarro spera che anche da questo punto di vista la Roma possa avere maggior fortuna rispetto alla scorsa stagione. "È capitato di andare su campi importanti e avere arbitraggi poco fortunati - dice il centrocampista cileno -. Eravamo in lotta per arrivare in Champions League e queste cose non ci hanno aiutato. I fatti sono chiari, la gente non è stupida e certe cose le vede. Prima di ogni cosa l'importante è migliorare noi giocatori, poi spero che migliorino anche tutte le altre cose".

MANCHESTER UTD

Pizarro: “Finalmente non siamo favoriti...” Ferguson pensa a Ibra per rimpiazzare Ronaldo

ZLATAN IBRAHIMOVIC

Perso Cristiano Ronaldo, Alex Ferguson cerca ancora una stella capace di non far rimpiangere il portoghese. Il Manchester United, però, si è visto soffiare prima Benzema dal solito Real, poi ha dovuto mollare la pista che portava a Ribery e l'acquisto di Michael Owen non basta per tran-

quillizzare il manager dei Red Devils. Ecco perché, secondo il 'Mirror', Ferguson sta pensando di fare un'offerta all'Inter per Zlatan Ibrahimovic. Il quotidiano inglese parla di un investimento da 30 milioni di sterline, meno di 35 milioni di euro, una cifra che appare però piuttosto bassa.

Il milanista contento dell’arrivo del nuovo tecnico

Duecentomila euro separano la società dal calciatore

Inzaghi: “Leonardo ci darà una svegliata”

Fiorentina-Marchionni l’affare non è chiuso

“Con il suo entusiasmo, la sua fiducia nel gruppo e nelle proprie idee, Leonardo potrà risvegliare qualcosa in questa squadra che ha grandi campioni”. L'arrivo del nuovo allenatore brasiliano rende piuttosto ottimista Pippo Inzaghi sul destino del Milan nella prossima stagione. L'attaccante rossonero ammette che “la Juventus è molto più forte dell'anno scorso e l'Inter, se non perde Ibrahimovic e Maicon, con i due acquisti si è rinforzata ulteriormente”, ma non dà il Milan per spacciato: “Chi gioca qui non può partire battuto, abbiamo tante speranze e non partire

Duecentomila euro a stagione. Questa la somma che separa Marco Marchionni dalla Fiorentina. Il giocatore alla Juve percepisce un ingaggio di 1.3 milioni a stagione, ma ne chiede 1.5 al club viola che non intende accontentarlo. "È proprio così conferma Bruno Carpeggiani, agente dell'esterno, in collegamento telefonico con Sky Sport 24 . Spero che la notte abbia portato consigli un pò a tutti. Sia chiaro che il giocatore vuole giocare nella Fiorentina, ma serve un piccolo passo del club e spero che insieme alla Juventus si possa trovare una soluzione. Marchion-

FILIPPO INZAGHI

tra i favoriti ci può agevolare”. Utile potrebbe essere l'arrivo di Luis Fabiano, un attaccante che Inzaghi promuove, pur osservando che “se avessi 28

anni il Milan non cercherebbe una prima punta, ma visto che ne ho 36 la società fa bene”. “Raggiungere i gol di Van Basten in rossonero e Baggio tra i cannonieri in serie A” sono gli obiettivi personali di Inzaghi che racconta un aneddoto sul primo giorno di ritiro: “Quando mi ha incontrato Beretta (giovane acquisto del Milan, ndr) mi ha dato del lei, non ho potuto evitare di pensare che potrei essere suo padre... Il Milan - conclude - è sulla strada giusta, i giovani possono essere il futuro di questa società e hanno già capito quale mentalità serve per giocare qui”.

MARCO MARCHIONNI

ni ha sempre detto che la prima scelta è la Fiorentina, Corvino lo sa, ma la richiesta economica fatta dal giocatore viene presa come un rifiuto. Non è così, Marchionni ha fatto la sua richiesta, poi la speranza è che si trovi un punto d'incontro". Carpeggiani spiega che non c'è nessun appuntamento in programma, ma si augura che nelle prossime ore venga fuori qualche novità. "Se non si dovesse sbloccare nulla in giornata, Marchionni partirà con la Juventus per il ritiro". Secondo Carpeggiani "l'affare Marchionni è svincolato da quello che riguarda Felipe Melo".


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PERSONAGGI DELLO SPORT

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Andrea Bargnani nell’Olimpo dell’Nba: arriva l’atteso rinnovo con i Raptors Il cestista romano ha firmato un nuovo contratto da cinquanta milioni di dollari che lo legherà a Toronto per i prossimi cinque anni: ormai è una realtà MARA DE GAETANO

TORONTO - Se lo aspettavano un po' tutti ma, si sa, in questi casi la scaramanzia è d'obbligo, specialmente quando in ballo ci sono un contratto plurimilionario ed una squadra che intende essere fra le protagoniste assolute del campionato di basket più bello ed avvincente del mondo. Il basket americano continua a tingersi sempre più di azzurro, annoverando tra le proprie fila fior di campioni di casa nostra, che naturalmente contribuiscono a rendere sempre più orgogliosa la pallacanestro italiana. Andrea Bargnani ha firmato il contratto che lo legherà ai Raptors per i prossimi cinque anni, accordo rapido e indolore che va a chiudere una trattativa quasi scontata, e sicuramente prestigiosa per un ragazzo di sani principi e di sicuro valore: “Sono davvero contento per questo rinnovo. Certo, i soldi sono importanti, ma non sono tutto. Qui a Toronto mi trovo benissimo. Adoro la città e mi piacciono i tifosi”. Ora, il cestista romano, potrà dedicarsi con maggiore tranquillità all'impegno con la Nazionale azzurra, in vista della qualificazione agli Europei: “Si è risolto tutto velocemente. Meglio per me che adesso potrò far ritorno in Italia e pensare a fare bene con la Nazionale”. Ha le idee ben chiare Andrea, ed i numeri di alta scuola ai quali ha abituato tifosi e società, son bastati a raggiungere l'accordo in pochissimi minuti, così come ha spiegato il General manager Bryan Colangelo: “Sono molto soddisfatto. Andrea ha lavorato molto duramente per diventare uno dei lunghi più versatili della Nba e dopo un inizio difficile, nella seconda parte del

campionato ha fatto cose meravigliose; sono convinto che diventerà la nostra prima opzione in attacco”. Nessun dubbio quindi, sulle innegabili doti da fuoriclasse puro di questo ragazzo di 23 anni che saprà portare in alto il nome dei Raptors, garantendo quella competitività necessaria per tenere testa a giganti come Lakers o Bulls. Un quinquennale da 50 milioni di dollari vuol dire innegabilmente diventare una delle colonne portanti del basket mondiale, e Bargnani sa che dovrà ripagare la fiducia che gli è stata data

senza distrazioni e con il massimo impegno: “Ce la metterò tutta per non deludere le aspettative della società e dei tifosi che mi hanno sempre sostenuto e che credono in me. Mi impegnerò al massimo per garantire un rendimento alto e costante

per tutta la stagione. Siamo un bel gruppo abbiamo la mentalità vincente e sinceramente non ci manca nulla per ben figurare nel prossimo campionato ed il quelli che verranno”. Prende sempre più forma quindi, una compagine di assoluto rispetto, che potrà contare anche sull'apporto di un uomo dalla classe indiscussa come Hedo

Turkoglu, strappato ai Blazers da un Colangelo mai come quest'anno intenzionato a fare sul serio. Il manager dei Raptors sta ora cercando di orchestrare un “sign and trade” con Shawn Ma-

rion, per non perdere il free agent senza almeno riuscire ad ottenere qualche pedina di scambio. Una cosa è certa, l'apporto di Bargnani sarà certamente fondamentale per riportare in alto una squadra troppo spesso in ombra rispetto alle

altre grandi, nonostante un potenziale di livello inaudito. Andrea è avvisato ma, a giudicare dalle premesse e dalle sue grandi doti sia dal punto di vista umano, che da quello di atleta, ci sarà di sicuro di che divertirsi.

Meneghin non ha dubbi: «Andrea è l’orgoglio della nostra pallacanestro» ROMA - Se in Italia si litiga su quanti stranieri e quanti italiani dovranno scendere nel parquet di basket, negli Usa si tengono stretti uno dei nostri migliori giovani facendogli firmare un contratto alla Cristiano Ronaldo, Andrea Bargnani. Una cosa che fa sorridere Dino Meneghin, presidente della Fip, e che gli permette di lanciare un messaggio ben preciso:”Per fortuna che all’estero gli italiani di fanno onore. Sono contento per Andrea, se lo merita, ha faticato tanto, sofferto, lavorato anche se tutti ora guardano al contrattone, beato lui che se lo puo’ permettere”. “Non bisogna, pero’, limitarsi a questo. C’e’ da andare vedere il lavoro che e’ stato fatto - ha proseguito Meneghin parlando a margine della conferenza stampa di presentazione de “I Campus dello sport” tenutasi questa mattina presso la sede dell’Istituto di Credito Sportivo a Roma. - E’, comunque un bel messaggio per il nostro basket, vuol dire che anche noi sappiamo produrre giocatori di qualita’. Dobbiamo capire che bisogna lavorare sui nostri talenti, crescerli amorevolmente sperando che possano diventare tanti Belinelli, Bargnani o Gallinari”. IL FUTURO DI BELINELLI - "Sono in contatto con il mio agente italiano e quello americano. Sono tranquillo, adesso penso solo alla Nazionale". Dopo il contratto che legherà Andrea Bargnani ancora per cinque anni ai Toronto Raptors, Marco Belinelli parla del suo futuro a Sky. "Io ho ancora un contratto con i Warriors - dice Belinelli - magari rimango lì o magari vado via, vedremo. Ci potrebbe essere anche uno scambio, ci sono un pò di squadre che mi vorrebbero e questo mi lascia davvero molto tranquillo". BELINELLI VERSO PHOENIX - Belinelli sarà giovedì a Bormio per il raduno della Nazionale, e potrebbe presentarsi lassù non più come "guerriero", ma come "sole". I Golden State Warriors stanno infatti pianificando uno scambio per portare in California Stoudemire, potente ala pivot dei Phoenix Suns (21,4 punti e 8,1 rimbalzi), e questi a loro volta programmano una rifondazione, dopo aver ceduto O´Neal a Cleveland per Wallace e Pavlovic. I Warriors sul piatto metterebbero Biedrins, Brandan Wright e proprio Beli, che in Arizona troverebbe un centrocampo blindato con Steve Nash, Jason Richardson e Leandro Barbosa, trio da 48 punti di media l´anno scorso. Anche Golden State sarà comunque molto affollata, perché nelle scelte di giovedì notte ha chiamato al numero 7 Stephen Curry, guardia di 1,85 descritto come "tiratore terrificante, da ogni posizione" (all´ultimo anno di college a Davidson ha tenuto la stratosferica media di 28.6 punti). Quindi un concorrente più che potenziale. Il draft non è stato munifico con Jonas Jerebko, lo svedese di Biella scelto al 39 da Detroit. Al secondo giro, secondo le aspettative, il che vuol dire contratto non garantito e Summer League per guadagnarsi stima e pagnotta. La 22 enne ala difficilmente volerà di là, optando per l´Europa: la Virtus s´era interessata mesi fa, su desiderio di Boniciolli, ora è in punta Milano, ma l´impressione è che il mercato di Jerebko inizi solo ora.

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