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ALGUNO DICE QUE NO! El programa nr 1 de la comunidad italiana en la Argentina. De lunes a viernes de 11 a 12 hrs. Por AM990 Radio Spendid Conduccion: Tullio Zembo

L ITALIANO

ALGUNO DICE QUE NO! Il programma nr 1 della collettività italiana in Argentina Da lunedì a venerdì dalle 11 alle 12. Am990 Radio Splendid Conduce: Tullio Zembo

ANNO III - NUMERO 122- VENERDI’ 3 LUGLIO 2009 • QUOTIDIANO PER GLI ITALIANI NEL MONDO • WWW.LITALIANO.IT • ITALIA 0,50 • ARGENTINA $ 1

Dopo la lettera a Napolitano, Rita Clementi, 47 anni, la ricercatrice che ha scoperto l'origine genetica di alcune forme di linfoma maligno, è partita per gli Stati Uniti. «Mi aspetta l’Università di Boston, in Italia io e i miei figli non abbiamo futuro» A LLLL A A A PPA AG G.. 55

L’ITALIANO VENERDI’ 3 LUGLIO 2009

a del governo ATTUALITA’ CUREZZA OTTIENELa LAcerimonia TERZA E ULTIMA FIDUCIA O EQuiPolitica VIENE TRAMUTATO IN LEGGE: ARRIVANEL PRIMO TRIMESTRE QuiArgentina IL RAPPORTO DEFICIT/PIL QuiAttualità La febbre una vera e propria DʼINGRESSO, INASPRITO IL 41 BIS DI QUESTʼANNO SI È ATTESTATO AL 9.3%: SIsuina TRATTA

POLITICA ITALIANA

ADDIO ITALIA, IO SCELGO GLI USA L’ITALIANO VENERDI’ 3 LUGLIO 2009

piaga per il paese: scenderà Il ddl sicurezza ottiene terza PEGGIORE Il rapporto deficit/pil nel A QUESTA DELlaDATO DAL 1999 PARTE notevolmente il numero dei turisti. e ultima fiducia al Senato: primo trimestre di quest’anno Lo prevedono gli esperti a pag. 4 arriva l’ok alle ronde e si è attestato sul 9,3%. E’ QuiMondo Il garante de Nel primo giorno dell’offensiva Usa al reato di clandestinità il dato peggiore dal 1999 contro gli arc alla pag. 2

stro istituito presso il Viminale. Chi insulta un pubblico ufficiale rischia fino a 3 anni di carcere. Ma se si risarciscono agente ed Ente a cui questo appartiene, il reato si estingue. Nessuna condanna se è il pubblico ufficiale ad aver commesso atti arbitrari. Restano intatti i poteri del procuratore antimafia: i avevano limitati, ma ora si è tornati alla legge attuale. Pietro Grasso aveva chie-

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INTERNET

o vi naeaadiare La i di pulno a dialddl ato, cia, ge. de-

VIMINALE

crisi pesa conti pubblici ronde e Lareato di suiclandestinità in Afghanistan c’è ansia per un soldato americano rapito dai talebani

La soddisfazione di Maroni “La sinistraSport sta sbagliando” Luciano Moggi nella bufera dopo

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possibile accordo con il Bologna. "Molto soddisfattoil per l'approvazione del ddl si- una inchiesta sul possibile Aperta curezza con cui si comfeeling con i Menarini De Gaetano a pag. 8 pleta un anno di lavoro". L'opposizione? "Ha perso un'occasione per stare dalla parte dei cittadini". Lo dice il ministro del-


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POLITICA ITALIANA

La vittoria del governo IL DDL SICUREZZA OTTIENE LA TERZA E ULTIMA FIDUCIA AL SENATO E VIENE TRAMUTATO IN LEGGE: ARRIVA LA TASSA DʼINGRESSO, INASPRITO IL 41 BIS

Chi entra in Italia o vi soggiorna clandestinamente commette un reato. Per avere la cittadinanza si dovrà pagare una tassa da 200 euro. La permanenza nei centri di identificazione ed espulsione potrà arrivare fino a sei mesi. Le 'ronde’ diventano legali. Sono alcune delle misure del ddl sicurezza che il Senato, con il sì alla terza fiducia, ha convertito in legge. L'immigrazione clandestina diventa reato. L'articolo 21 del testo introduce nell'ordinamento il reato di “ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato”. I clandestini non rischiano l'arresto, ma si vedranno infliggere un'ammenda dai 5mila ai 10mila euro, con espulsione immediata. La norma rende obbligatorio denunciare i clandestini all'autorità giudiziaria tranne che per i medici e i presidi per i quali è stata prevista un'apposita deroga. L'extracomunitario che arriva in Italia senza permesso di soggiorno può rimanere nei Cie (Centri di identificazione ed espulsione) fino a 180 giorni. Fino ad oggi il periodo era di due mesi. Per avere la cittadinanza si dovranno pagare 200 euro. Per il permesso di soggiorno invece la tassa sarà fissata dai ministeri dell' Interno e dell'Economia tra gli 80 e i 200

E’ LEGGE IL DDL SICUREZZA

euro. Giuristi e politici si sono divisi sulla possibilità per le madri clandestine di riconoscere i figli nati in Italia alla luce del fatto che la clandestinità diventa reato. Secondo la maggioranza non ci sarà alcun problema, visto che una norma della BossiFini dà la possibilità alle puerpere irregolari di avere un permesso di soggiorno fino al compimento del sesto mese del bambino. Secondo l'opposizione, alcune associazioni e diversi giuristi, il fatto che la clandestinità diventi reato ostacola l'applicazione 'tout court' del permesso di soggiorno temporaneo se non altro perché per l'ufficiale all'anagrafe scatterebbe immediato l'obbligo di denuncia. In più, per avere diritto ad ogni tipo di prestazione pubblica (come

l'iscrizione all'anagrafe) si prevede che occorrano il passaporto o il permesso di soggiorno. In assenza dei due documenti il riconoscimento della prole non sarebbe dunque possibile. I bambini potrebbero diventare così adottabili. Si rischia il carcere fino a 3 anni se si dà in alloggio o si affitta anche una stanza a stranieri che risultino irregolari al momento della stipula o del rinnovo del contratto di locazione. Ma ci deve essere un ingiusto profitto. Associazioni di cittadini potranno pattugliare il territorio e segnalare alle forze dell'ordine situazioni di disagio sociale o di pericolo. Saranno iscritte in elenchi e dovranno essere formate prioritariamente da ex agenti. I senza fissa dimora saranno schedati in apposito regi-

stro istituito presso il Viminale. Chi insulta un pubblico ufficiale rischia fino a 3 anni di carcere. Ma se si risarciscono agente ed Ente a cui questo appartiene, il reato si estingue. Nessuna condanna se è il pubblico ufficiale ad aver commesso atti arbitrari. Restano intatti i poteri del procuratore antimafia: i avevano limitati, ma ora si è tornati alla legge attuale. Pietro Grasso aveva chiesto che la norma del ddl cambiasse e così è stato. Inasprito il 41 Bis: detenzione più lunga di altri 4 anni. Si prevedono carceri “ad hoc” per i boss preferibilmente sulle isole. Più difficile per loro comunicare anche con l'esterno. Anche i 'gorilla’ che vigilano sulla 'pace’ fuori da pub e discoteche dovranno avere particolari requisiti (li deciderà il Viminale) e avranno presto un loro albo. E un Albo ad hoc lo avranno anche gli amministratori giudiziari. Infine, per partecipare alle gare d'appalto i costruttori dovranno denunciare ogni tentativo di estorsione ai propri danni. Basterà che un pentito, anche in un altro procedimento, sostenga che ci sia stata un'estorsione senza conseguente denuncia, che l'estromissione dalla gara dell'imprenditore è assicurata.

VIMINALE

Sì a ronde e reato di clandestinità La soddisfazione di Maroni “La sinistra sta sbagliando” "Molto soddisfatto per l'approvazione del ddl sicurezza con cui si completa un anno di lavoro". L'opposizione? "Ha perso un'occasione per stare dalla parte dei cittadini". Lo dice il ministro dell'Interno Roberto Maroni. Il responsabile del Viminale esprime anche "molto rammarico" per "le falsità" sul ddl sicurezza che sono state messe in giro e che ha indotto l'opposizione a votare contro. Il ministro dell'interno, Roberto Maroni, aggiunge: "sono molto soddisfatto. Ho un solo rammarico che queste polemiche infondate, basate su argomenti falsi, abbiano indotto l'opposizione a votare contro. È un vero peccato! È un'occasione che l'opposizione ha perso di collaborare con noi nel definire norme più severe per garantire maggiore sicurezza ai cittadini. Noi diciamo ai cittadini che l'azione del governo garantisce maggiore sicurezza e che l'opposizione sta dall'altra parte. Ognuno fa le scelte che vuole ma io lo giudico un grave errore. È davvero un pec-

ROBERTO MARONI

cato perché chi vota contro l'inasprimento del 41 bis, chi vota contro i provvedimenti antimafia che abbiamo messo, quelli ideati da Falcone, oggettivamente non fa un buon servizio alla lotta alla mafia. Chi vota contro i provvedimenti - sottolinea il ministro dell'interno - che puniscono chi sfrutta i clandestini, oggettivamente non fa un buon servizio alla lotta alla immigrazione clandestina. Questo mi rattrista e mi addolora perché si posso contrastare le proposte del governo entrando nel merito, se si contrasta l'iniziativa del governo dicendo cose false prima o poi le bugie hanno le gambe corte e i cittadini se ne accorgono".

L’ex segretario Ds: “Dario scommette sull’innovazione”

Il sindaco di Venezia e i 40enni pensano a una terza via

Democratici spaccati, anche Fassino sta con Franceschini

Ma Cacciari e i giovani già rimpiangono il no di Chiamparino

In attesa della presentazione della piattaforma programmatica di Dario Franceschini, e di sapere se ci sarà effettivamente un terzo candidato, proseguono i posizionamenti dei vari esponenti del Pd. Dopo la 'bufera’ di mercoledì, ieri Debora Serracchiani è tornata a spiegare, ma con toni meno tranchant, perché ha deciso di appoggiare Franceschini alla corsa per la guida del partito: "Franceschini si è dimostrato coraggioso, innovatore anche in quello che ha detto quando ha deciso di candidarsi. Non posso non dare il mio apporto posi-

Il sindaco di Torino Sergio Chiamparino, che ha scelto di non scendere in campo come terzo sfidante nelle primarie del Pd, ci tiene a precisare che non si schiererà né pro Bersani né pro Franceschini: "Non faccio parte di nessuna delle due squadre in campo. Il mio unico impegno attivo nel partito adesso è a livello locale, per la piattaforma attorno all'attuale segretario regionale. L'anno prossimo abbiamo le regionali e più si è uniti meglio è". Critico il primo cittadino di Venezia, Massimo Cacciari, che avrebbe appoggiato volentieri la candidatu-

tivo anche appoggiando Franceschini. Lo voglio fare dicendo che c'è una parte di partito cui dobbiamo tornare a parlare. Quella parte che magari alle europee ha dato le preferenze a me". Al fianco di Franceschini si è schierato l'ex segretario Ds, Piero Fassino: "Franceschini vuole scommettere sull'innovazione in ogni campo, non nuovismo mediatico dell'ultima ora. Per questo non basta proporre quello che si è fatto fin qui, serve coraggio". Quanto a Sergio Chiamparino, Fassino osserva: "La candidatura di Chiamparino sarebbe sta-

PIERO FASSINO

ta autorevole, forte, ma c'era il rischio di un logoramento e di una non comprensione da parte dell'opinione pubblica torinese".

ra di Chiamparino: "Bisogna vedere quanto Franceschini e Bersani, che sembrano profilarsi come candidati unici, riusciranno con i loro programmi a coprire lo spazio che era proprio di Chiamparino". I 'quarantenni’ del Lingotto non sciolgono la riserva su una loro possibile candidatura, ma non rinunciano all'idea di scendere in campo: Giuseppe Civati, il giovane dirigente del Pd lombardo conferma di stare "lavorando alla terza soluzione. E questa terza soluzione ci sarà. E nei prossimi giorni questa proposta si manifesterà, in associazione

SERGIO CHIAMPARINO

con la nostra campagna di adesione, che abbiamo chiamato 'Contiamoci!'" in programma l'11 luglio.


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ATTUALITA’

La crisi pesa sui conti pubblici

INTERNET

La cerimonia IL RAPPORTO DEFICIT/PIL NEL PRIMO TRIMESTRE DI QUESTʼANNO SI È ATTESTATO AL 9.3%: SI TRATTA DEL DATO PEGGIORE DAL 1999 A QUESTA PARTE Il garante della privacy contro gli archivi online

PRIVACY, INTERNET NEL MIRINO

CRESCE IL RAPPORTO TRA DEFICIT E PIL

La crisi pesa sui conti pubblici: il rapporto deficit/Pil nel primo trimestre di quest'anno si è attestato al 9,3% (5,7% nel 2008). Si tratta del dato peggiore da dieci anni, il valore più alto dal 1999. Lo rende noto l'Istat che ha diffuso ieri il Conto economico trimestrale delle amministrazioni pubbliche relativo ai primi tre mesi di quest'anno. Calano inoltre le entrate a fronte di una crescita della spesa. Nel primo trimestre 2009, spiega l'Istat, le entrate totali sono diminuite in termini

tendenziali del 2,8% con un'incidenza sul Pil del 39,9% (39,8% nel corrispondente trimestre del 2008). Le uscite totali sono aumentate in termini tendenziali del 4,6%. Il loro valore in rapporto al Pil, aggiunge l'Istat, è stato pari al 49,2% (45,6%nel corrispondente trimestre del 2008). Il saldo primario (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato negativo e pari a 16.865 milioni di euro (meno 3.133 milioni di euro nel corrispondente trimestre del 2008), con

una incidenza negativa sul Pil del 4,6% (-0,8% nel corrispondente trimestre del 2008). Intanto continua ad aumentare la disoccupazione in Europa: secondo i dati pubblicati da Eurostat, e corretti dalle variazioni stagionali (dopo il 9,3% del mese di aprile, ed il 7,4% del maggio 2008) il tasso a maggio si assesta al 9,5%. Si tratta del tasso più elevato della zona euro, dalla nascita della moneta unica. Per l'Unione europea, non si supera l'8,9% in aumento rispetto all'8,7% di aprile

ed il 6,8% del maggio 2008. In questo caso siamo al livello più alto da giugno 2005. Tra gli stati membri, si va dal 3,2% in Olanda ad un 15,6% in Estonia. Con un 7,4% che risale tuttavia al mese di marzo, l'Italia si colloca nettamente al di sotto della media. Ancora in calo infine i prezzi alla produzione industriale a maggio, ma con una frenata: -0,2% su base mensile per l'area euro, e 0,4% nell'insieme dell'Ue. Nel mese di aprile, il calo era stato rispettivamente dello 0,9% e dell'1%.

"Qualunque fatto del passato" contenuto negli archivi on line dei giornali e delle testate televisive "viene riproposto nel presente. Il che, collegato con i motori di ricerca e con la loro caratteristica di decontestualizzare le notizie catturate in rete, provoca problemi inediti, potenzialmente lesivi della vita delle persone". È la perplessità espressa dal presidente dell'autorità garante della privacy, Francesco Pizzetti nel rapporto 2008. "Il passato diventa un eterno presente e non vi è più possibilità di sperare che vicende anche dolorose, appartenenti ad anni lontani della esistenza di una persona cadano nell'oblio, confinate negli archivi tradizionali". Mol-

to resta da fare per risolvere il problema "dalle implicazioni imprevedibili". Restando sul tema di Internet e delle nuove tecnologie di comunicazione, Pizzetti ha aggiunto: "Assistiamo con grande interesse al moltiplicarsi di tecnologie che consentono un uso quasi interpersonale dell'informazione che costituisce uno degli aspetti più affascinanti del mondo contemporaneo. Dai blog ai social network sempre di più oggi l'informazione è il prodotto di una comunicazione continua e collettiva a livello mondiale. Quanto sta accadendo in Iran ha concluso - dimostra che su questi strumenti poggia una forma di resistenza democratica mai immaginata prima".

Esperti all’opera per il riconoscimento dei corpi, molti dei quali ancora senza nome. Fs sospende i rapporti con la Gatx

Esplosione di Viareggio, le vittime salgono a 18 Alle 8 di ieri mattina le vittime accertate del disastro ferroviario di Viareggio erano 18. Di queste solamente per 3 persone si possono fornire elementi di identificazione certa, mentre per le altre 15 sono in corso le procedure di identificazione, delegate alla Polizia. Si tratta di sette maschi adulti, 4 femmine adulte, una bambina di circa 3 anni, morta all'Ospedale Bambin Gesù di Roma, 2 bambini di circa 5 e 2 anni e un ragazzo adolescente. Tutti i cadaveri, ad eccezione di 4 sono stati rinvenuti in via Ponchielli, all'interno delle abitazioni o sulla strada, tre in

via Porta Pietrasanta e uno vicino allo scooter in via Burlamacchi all'angolo con via Garibaldi. A rendere noti i dati è stato il procuratore capo di Lucca, Aldo Cicala, nel corso della conferenza stampa che si è svolta in Procura ieri mattina. Cicala ha anche spiegato che è stata nominata un'equipe di medici legali, che fa capo al Dipartimento di Medicina legale di Pisa e che, ieri mattina, sono iniziati gli esami necroscopici per permettere la certa identificazione dei cadaveri. I medici legali impegnati in questa operazione sono 4 e, nel frattempo, tutti i decedu-

AUMENTA IL BILANCIO DELLE VITTIME DELL’ESPLOSIONE

ti sono stati riuniti in un camion frigorifero, giunto appositamente per riunire tutti i morti e facilitare le operazioni dell'equipe medica. Il Gruppo Ferrovie dello Stato ha intanto comunicato che sono stati sospesi i trasporti con carri di proprietà della società Gatx e la relativa circolazione sulla Rete Ferroviaria Italiana. Questo provvedimento - che arriva dopo l'incidente di Viareggio - sarà mantenuto in vigore fino a quando non verranno fornite da Gatx informazioni certificate e chiarimenti sulla componentistica dei carri utilizzati per il trasporto merci.


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ARGENTINA & AMERICA LATINA

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A causa dell’influenza A, scenderà notevolmente l’affluenza di turisti durante questo inverno. È quanto prevedono gli operatori turistici che vedono al ribasso le quote del turismo nella nazione argentina, che potrebbero scendere, secondo le ultime stime, fino a meno 30%. E non a caso proprio la capitale Buenos Aires potrebbe essere il luogo più condizionato dal virus e dal conseguente calo

La febbre suina una vera e propria piaga per l’Argentina SALVATORE GIUFFRIDA

BAIRES - A causa dell’influenza A, scenderà notevolmente l’affluenza di turisti durante questo inverno. È quanto prevedono gli operatori turistici che vedono al ribasso le quote del turismo nella nazione argentina, che potrebbero scendere, secondo le ultime stime, fino a meno 30%. E non a caso proprio la capitale Buenos Aires potrebbe essere il luogo più condizionato dal virus e dal conseguente calo. “Ci troviamo nel massimo punto dell’allarme, ma appena la situazione si dovesse stabilizzare, anche la domanda turistica si normalizzerà”. A dirlo sono gli stessi operatori turistici, che nella migliore delle ipotesi vedono un calo del 15%; non sono così “rosee”, tuttavia, le previsioni per la capitale, dove la stima in genitivo rimane intorno al 30%. Secondo Rodolfo Amendola, presidente di Amichi, “la maggior riduzione la stiamo subendo proprio per quanto riguarda i viaggi per la capitale e nei tour nell’interno del paese che comunque prevedono uno scalo a Buenos Aires. Unica nota positiva, per il numero uno della compagnia, riguarda i viaggi verso la parte settentrionale della nazione. A fargli eco è Teresa de La Torre, di Top Dest, la quale ha evidenziato che “la diminuzione del

Il virus colpisce anche le autorità politiche BAIRES - C'è polemica in Argentina per quanto riguarda il numero di vittime causate dal virus AH1N1, meglio noto come 'influenza messicana' e che ha causato nel mondo centinaia di vittime, in particolare proprio nel continente americano. Un primo bilancio ufficiale parlava di 26 vittime, poi smentito dalle parole di Juan Manzur, nuovo ministro della Sanità di Buenos Aires, che ha parlato di almeno 43 morti sul territorio argentino. Tra l'altro il governo ha anche annunciato che alcune autorità politiche sono state colpite dal virus: tra questi Horacio Rodríguez Larreta, il capo di gabinetto del sindaco di Buenos Aires. Ma non è il solo: anche il ministro per lo Sviluppo urbano Daniel Chain è stato attaccato dall'influenza suina. Intanto l'influenza suina miete la prima vittima anche in Paraguay, mentre salgono a 130 i casi confermati in Italia, con i nuovi sette 'scoperti' nella giornata di ieri.

Scomparso il coordinatore dei Toscani in Sudamerica turismo non è dovuta solo all’influenza A, ma anche alla situazione economica che attraversa il paese”. In tutto questo non accenna a diminuire il pericolo del virus; ormai il bilancio è da aggiornare in continuazione, e le ultime stime parlando di 55 morti, con almeno 30 vittime solamente nel territorio provinciale della capitale, 17 nella città di

Buenos Aires, 6 in Santa Fe, una in Misiones e Corrientes. Tutto questo nonostante il nuovo ministro della salute ha confermato che i numeri ufficiali parlando di 43 o 44 decessi; bisogna tenere in conto, tuttavia, che le cifre fornite dal ministero sono ferme a venerdì scorso, e il ministero non ha ancora aggiornato il bilancio. Per fare fronte al mancato

aggiornamento da parte del ministero, la conta delle vittime si basa sul “fai da te”, e sui registri degli ospedali e dei centri sanitari. Logico aspettarsi, dunque, che il numero delle vittime potrebbe essere di meno, ma anche di più rispetto ai 55 al momento confermati secondo, appunto, i calcoli “fai da te”, o se si preferisce, extraufficiali.

Da Mauricio Macri ancora polemiche sulla questione della nazionalizzazioni BAIRES - Mauricio Macri è tornato a polemizzare sulle statalizzazioni e mercato libero: il capo del governo capitolino ha detto che il passaggio allo stato della compagnia di bandiera “è stato pessimo”, quindi ha anticipato che “se fossi presidente non ci saranno nazionalizzazioni assurde che solo sono costate milioni”. Nel caso specifico, lo stesso Macri ha ribadito che “queste operazioni hanno avuto un costo sulle spalle degli argentini di 3.000 M a favore di una impresa privata e 5M al giorno”. Macri ha dettagliato le sue critiche: “ogni giorno le Aerolinee ci stanno costando 5M, qualcosa come un centro di salute completo e integrato di tutti i servizi. Ma in questo caso una compagnia aeroportuale è una bene che utilizza solo il 2% della popolazione. In realtà, dovrebbero esistere i migliori servizi pubblici al minor costo possibile per la gente; lo stato deve limitarsi a controllare e se ci sono casi nei quali non è sufficiente il controllo statale, allora il governo potrebbe acquisire il servizio”. Inoltre, Macri ha anche criticato il fatto che non ci sia una commissione di controllo che faccia luce sull’uso dei fondi e delle risorse.

FIRENZE - Il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, ha inviato un telegramma alla vedova di Mario Rossi, il coordinatore continentale per il Sudamerica delle associazioni dei Toscani all'estero. «La notizia della scomparsa di Mario Rossi – scrive Martini, che è anche presidente del Consiglio dei Toscani all'estero– mi ha molto addolorato. A nome personale e della giunta desidero esprimervi il più sincero cordoglio. La Toscana, che ha amato e di cui ha portato alto il nome in Sudamerica, seguendo la comunità con grande passione, generosità e impegno, lo ricorderà sempre con affetto e riconoscenza.» Un telegramma è stato inviato anche da Lorenzo Murgia, vicepresidente del Consiglio dei Toscani all'estero. Esprimendo il proprio dolore per l'improvvisa scomparsa di Rossi, «non solo come coordinatore dei Toscani del Sudamerica ma per le sue doti umane ed intellettuali» Murgia ne ricorda la «piacevole presenza e la saggezza» e si augura di aver l'occasione «di ricordare le sue grandi capacità in un prossimo futuro.» Il telegramma si conclude con l'invio alla moglie Delia e a tutta la famiglia delle «più sincere condoglianze a nome dell'ufficio di presidenza dei Toscani all'estero e di tutti i Toscani del resto del mondo.»

Renault adesso vuole investire in Argentina BAIRES - Renault ha intenzione di investire in Argentina circa 128 milioni di dollari entro il 2011, con l´obiettivo di produrre lì un nuovo modello. Un terzo della cifra verrebbe utilizzato per rimettere a nuovo l´impianto di Santa Isabel. Pur non avendo al momento specificato quale sarebbe il nuovo modello che verrà costruito in Argentina, si pensa si potrebbe trattare della terza generazione della Mégane, presentata lo scorso anno al Motor Show di Parigi. Renault produce veicoli sia in Argentina che in Brasile: è ragionevole pensare che la compagnia continuerà a dividere la produzione tra i due Paesi, al fine di sfruttare al meglio la politica di libero commercio del Mercosur, che non prevede dazi alle importazioni tra i Paesi membri. In questo caso, le auto compatte sarebbero prodotte in Argentina, mentre la produzione dei modelli di maggiori dimensioni (come la Dacia Logan o la Sandero), resterebbe presso l´impianto brasiliano di Sao José dos Pinhais. In Argentina dovrebbero continuare ad essere costruite la Clio, la Simbol e la Kangoo, oltre che la Mégane, la cui produzione è cominciata con la prima generazione, per proseguire con la seconda, e ora con la terza.


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Ricercatrice precaria in Italia, negli Usa avrà un ruolo da “prima donna”. Ecco la storia di Rita Clementi Fugge da quest’Italia di raccomandati la 47enne che ha scoperto l’origine genetica di alcune forme di linfoma maligno, malgrado un’offerta dell’ultima ora. E’ l’ennesimo fallimento di un paese che non valorizza i suoi figli. Ecco la lettera al presidente Napolitano: «Voglio una vita migliore per la mia famiglia» ROMA - Dopo la lettera a Napolitano, Rita Clementi, la ricercatrice che ha scoperto l'origine genetica di alcune forme di linfoma maligno, è partita per gli Stati Uniti. «Mi aspetta l’Università di Boston, in Italia io e i miei figli non hanno futuro.» Parole di piombo, come quelle indirizzate a Napolitano: «Caro presidente Napolitano, chi le scrive è una non più giovane ricercatrice precaria che ha deciso di andarsene dal suo Paese portando con sé tre figli nella speranza che un’altra nazione possa garantire loro una vita migliore di quanto lo Stato italiano abbia garantito alla loro madre.» Alla fine ha mantenuto la parola: Rita Clementi, 47 anni, ricercatrice precaria in Italia, una laurea in medicina, due specializzazioni, anni di contratti a termine: borse di studio, co.co.co, consulenze, contratti a progetto, l’ultimo presso l’Istituto di genetica dell’Università di Pavia, ha preso l’ultimo aereo per Boston e è andata via dall’Italia con il suo prezioso studio sull’origine genetica di alcune forme di linfoma maligno. «È dunque possibile ereditare dai genitori la predisposizione a sviluppare questa forma tumorale» spiega la dottoressa. «Tale scoperta è stata fatta oggetto di brevetto poi lasciato decadere non essendo stato ritenuto abbastanza interessante dalle istituzioni presso cui lavoravo. Di contro, illustri gruppi di ricerca stranieri hanno confermato la mia tesi che è diventata ora parte integrante dei loro progetti: ma, si sa, nemo profeta in Patria.» L’amarezza della dottoressa Clementi nasce soprattutto dalla mancanza di attenzione scientifica da parte delle istituzioni con cui ha collaborato. «Vado via con rabbia, con la sensazione che la mia abnegazione e la mia dedizione non siano servite a nulla.» ha detto agli amici. «Vado via con l’intento di chiedere la cittadinanza dello Stato che vorrà ospitarmi, rinunciando ad essere italiana.» Non è bastata a fermarla neanche un'offerta giunta all’ultimo minuto da un prestigioso centro di ricerca di Padova. Troppo tardi: «Ho dato la mia parola agli americani. Ora vediamo cosa succede. Non escludo un ritorno. Non è detto poi che non si possa collaborare tra Boston e Padova. D’altronde ricerca vuol dire collaborazione». Come lei, senza troppa pubblicità mediatica, sono da tremila a seimila gli studiosi italiani che silenziosamente vanno a far ricca ricerca e pil di altri paesi. Così all’Italia che spende 500 mila euro in media per portare alla laurea uno studente, rimane solo il compito di preparare costosissimi "cavalli di razza" della ricerca. «L’Italia ha un rapporto piuttosto singolare con la ricerca: a fronte di un finanziamento pubblico fra i più bassi in Europa vi sono risultati di eccellenza scientifica innegabili, comprovati dalle pubblicazioni internazionali» controbatte Vincenzo Bronte, dirigente medico dell’Iov di Padova responsabile di ricerca presso l’Istituto Veneto di Medicina

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ITALIANI NEL MONDO

EDITORE Cooperativa Editoriale L’Italiano Soc. Coop. a mutualità prev. Srl P.Iva 09341041003 REGISTRAZIONE Tribunale di Roma: 492007 del 02.03.2007 ROC: 15506 DIRETTORE Gian Luigi Ferretti VICEDIRETTORE Tullio Zembo DIRETTORE RESPONSABILE Salvatore Santangelo COLLABORANO Italia: Luigi Todini, Angelo De Simoni, Stefano Pelaggi, Eugenio Balsamo Simone Nastasi, Fabrizio Nuzzo Pasquale Campolo Mara De Gaetano Argentina: Daniel Bellicoso Salvatore Giuffrida Brasile: Adriano Bonaspetti, Stefano Andrini Paraguay: Elisabetta Deavi, Antonio Fossati Francia: Carlo Erio Germania: Alessandro Chiodo Svizzera: Antonio Zulian Principato di Monaco: Fabrizio Carbone USA: Luigi Solimeo Nino Antonelli ITALIA Redazione: Via C. Magni 41C 00147 Roma Tel.: 0651604709 Fax: 0651601481 redazione@litaliano.it

Molecolare. «A fronte di salari bassissimi per i ricercatori, ci sono istituzioni private come Airc che raccolgono incessantemente donazioni.» Ma Rita Clementi ha le idee chiare, le ha sperimentate sulla sua pelle. «Quello che non va è la mancanza di

meritocrazia e di fondi. I meccanismi di promozione di carriera sono legati all’albero genealogico o alla simpatia e non alla bravura del ricercatore». All’università di Pavia le sue parole non sono state prese bene. «Qualcuno si è lamentato. Dice che

ho denigrato l'ateneo, ma ho detto solo la verità». Buona fortuna Rita e buona fortuna naturalmente anche a chi resta. La speranza è che il suo esempio possa smuovere le paludose acque della nostra ricerca.

Il 10 luglio al Galata Museo del Mare di Genova, il Cisei presenta l’opera multimediale sul tema dell’emigrazione

“Segni e Sogni dell’emigrazione”. Una storia Italiana GENOVA - Per il ciclo "Dal Porto al Mondo - Incontri sul tema dell'emigrazione", il CISEI, Centro Internazionale Studi Emigrazione Italiana, presenta l'opera multimediale "Segni e Sogni dell'Emigrazione". Fabio Capocaccia, Presidente del CISEI, ha scelto quale cornice ideale per l'evento il Galata Museo del Mare di Genova, dove il 10 luglio le autrici presenteranno al pubblico l'opera. "Abbiamo scelto di dedicare questo incontro a ‘Segni e Sogni dell'emigrazione' - ha affermato Fabio Capocaccia, Presidente del CISEI - perché riteniamo sia emblematico ricordare proprio a Genova, città per eccellenza dell'emigrazione, i momenti più significativi della nostra diaspora, così ben evidenziati in quest'opera grazie non solo ai prestigiosi contributi di studiosi ed esperti, ma anche alle testimonianze dirette di coloro che hanno vissuto sulla propria pelle l'emigrazione". Tiziana Grassi, Catia Monacelli e Giovanna Chiarilli illustraranno le motivazioni ed i contenuti di "Segni e Sogni dell'emigrazione", un progetto presentato già lo scorso 10 settembre presso il Circolo degli Affari Esteri, edito da Eurilink. Oltre a Fabio Capocaccia, all'incontro parteciperanno le Autorità locali, il Sottosegretario agli Affari Esteri Vincenzo Scotti; il Direttore Look Out sull'Immigrazione, Claudio Martelli; Maria Paola Profumo, Presidente del MuMa (Museo del Mare); Antonio Gibelli, Presidente del Comitato scientifico CISEI e Giorgio Lombardi, Direttore Artistico del Museo del Jazz di Genova. Dopo gli interventi, verranno proiettati alcuni filmati d'epoca con l'accompagnamento musicale del gruppo "Riviera Syncopators" diretto da Egidio Colombo. "Ed anche se oggi si parla sempre più spesso dei ‘sogni' di tanti connazionali divenuti realtà - ha proseguito Capocaccia - vogliamo rendere un ulteriore omaggio al coraggio e allo spirito di intraprendenza che ha accompagnato, nel corso di un secolo, i nostri emigrati in ogni angolo del mondo. A loro va riconosciuto il merito non solo di aver costruito ovunque opere di ingegno, ma soprattutto di aver trasferito alle nuove generazioni, tutto l'amore e l'orgoglio di essere italiani". Lo stesso Fabio Capocaccia, inoltre, è presente nell'opera con la sua testimonianza insieme al contributo di altri autori su vicende che hanno come protagonista proprio la città di Genova. Tra gli altri, contributi di Giorgio Lombardi, Direttore Artistico del Museo di Jazz, di Silvia Martini, Responsabile Ufficio Stampa Autorità Portuale di Genova, di Maura Macciò, giornalista, e di Roberto Scanarotti, giornalista e studioso di treni, cinema ed emigrazione.

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Unione Stampa Periodica Italiana

F.U.S.I.E.


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Kabul, ansia per lʼostaggio NEL GIORNO IN CUI È SCATTATA LA MASSICCIA OFFENSIVA NELLA VALLE DELLʼHELMAND, UN MILITARE AMERICANO VIENE FATTO OSTAGGIO DA UNA FAZIONE TALEBANA

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ESTERI

L’ITALIANO VENERDI’ 3 LUGLIO 2009

Afghanistan, preso un soldato Usa Un soldato americano è stato catturato dai talebani nel sud-est dell'Afghanistan, vicino alla frontiera pakistana. La notizia è arrivata nel giorno in cui a sud è scattata una massiccia offensiva Usa nella valle dell'Helmand, la più grande operazione aerotrasportata dei marines dalla guerra del Vietnam. A riferire del sequestro di un soldato è stata per prima una portavoce militare Usa da Kabul, Elizabeth Mathias, che ha spiegato che il soldato manca all'appello da martedì. Il sequestro è stato in seguito rivendicato dal comandante della fazione Haqqani dei talebani, il cui nome di battaglia è Bahram, che ha spiegato che il militare è stato catturato insieme a tre afghani a Yousuf Khail, nella provincia di Paktika, vicino al confine. "Il soldato è stato portato in un luogo sicuro", ha affermato il portavoce. Il gruppo non ha ancora deciso quale sarà il suo destino, ha aggiunto, ma presto sarà diffuso un video con una richiesta di riscatto. La portavoce Usa non ha fornito dettagli "per non mettere in pericolo l'incolumità del soldato", ma ha assicurato che "viene fatto ogni sforzo per garantire che possa tornare illeso". Si tratta del primo sequestro di un militare americano in Afghanistan. L'ultimo rapimento era avvenuto in Iraq nel maggio 2007,

INIZIATA L’OFFENSIVA AMERICANA IN AFGHANISTAN

quando furono rapiti tre soldati nei pressi di Mahmuiyah, che furono in seguito torturati e uccisi. Intanto le forze Usa hanno lanciato l'offensiva "Colpo di spada" nel sud dell'Afghanistan. Nella notte quasi 4.000 fra marines e altri militari americani e 650

soldati e poliziotti afghani sono penetrati a sud della valle del fiume Helmand, una roccaforte dei talebani. L'attacco, appoggiato dagli elicotteri e da una cinquantina di aerei, è la prima grande operazione dei marines dall'arrivo di 21mila rinforzi voluti da

Barack Obama in vista delle elezioni presidenziali del 20 agosto. La valle dell'Helmand, ricca di coltivazioni di grano e soprattutto di oppio (da lì arriva metà della produzione afghana), è un feudo dei talebani che hanno resistito per anni agli attacchi del-

le forze Nato guidate dalla Gran Bretagna. Nella regione sono arrivati negli ultimi due mesi 8.500 marines. L'operazione "Khanjar" (questa la parola afghana per colpo di spada) si propone di strappare rapidamente posizioni ai talebani che poi saranno

La sentenza potrebbe influenzare una legge del Parlamento nazionale

India, svolta storica sull’omosessualità Per l’Alta Corte di New Delhi non è reato Svolta in India per la depenalizzazione dell'omosessualità. Con una storica sentenza, l'alta Corte di New Delhi ha giudicato legali i rapporti gay tra adulti consenzienti e ha definito "discriminatorio" il divieto posto da una legge di epoca coloniale del 1861, in quanto viola i diritti individuali garantiti dalla Costituzione. Nel mirino dei giudici è finita la cosiddetta "sezione 377" che assimila i rapporti tra gay al "sesso contro natura" con gli animali e li punisce con il carcere fino a 10 anni. La sentenza ha valore soltanto per il distretto di New Delhi, ma a questo punto crescerà la

pressione perché sia recepita dal Parlamento nazionale che dovrebbe approvare una nuova legge in materia. In particolare andrà riformulata la legge sulla violenza sessuale, che configura il reato solo per la penetrazione uomodonna, lasciando impuniti i casi di sodomia persino sui minori. Gli attivisti per i diritti degli omosessuali hanno salutato la decisione dell'Alta Corte con toni trionfali sostenendo che farà subito giurisprudenza a livello nazionale e quindi depenalizzerà di fatto l'omosessualità. I processi contro i gay in India sono molto rari, ma la comunità omo-

sessuale ha lamentato che la "sezione 377" ha consentito alla polizia di compiere intimidazioni e soprusi. Il ricorso davanti al tribunale di New Delhi era stato presentato dalla Naz Foundation, un gruppo gay che si batte per i diritti degli omosessuali e la lotta all'Aids, ma aveva trovato la dura opposizione dei leader delle comunità musulmane e cristiane che giudicano i rapporti omosessuali sempre "contro natura" e contrari alla morale indiana. In India, un Paese in cui persino baciarsi in pubblico viene malvisto se non apertamente condannato, l'omosessualità è stata a lungo

un tabù. Solo negli ultimi anni il governo aveva annunciato una riforma prima di fare dietrofront su pressione dei gruppi religiosi musulmani. Un plauso alla decisione dell'Alta Corte di New Delhi è arrivato dall'Onu. Susan Timberlake, responsabile dell'Unaids, l'agenzia delle Nazioni Unite per la lotta all'Aids, ha auspicato che la sentenza sia di esempio per gli 80 Paesi in cui i rapporti omosessuali sono ancora un reato, con grave pregiudizio per il contrasto della pandemia dal momento che i sieropositivi sono restii a uscire allo scoperto e a farsi curare.

INDIA, STORICA SVOLTA PER I GAY

consolidate e difese. Con l'avanzata da terra e dall'aria verso i villaggi in cui sono asserragliati i guerriglieri, per i Marines si profila la più grande battaglia dai tempi di Falluja, la roccaforte dei ribelli iracheni assediata e conquistata nel novembre 2004.


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L’ITALIANO VENERDI’ 3 LUGLIO 2009

SPORT

Lazio, parola al presidente LOTITO NON FA PASSI INDIETRO: “IL MACEDONE, LEDESMA E DE SILVESTRI VOGLIONO PARTIRE? ABBIAMO FISSATO IL PREZZO, SE NESSUNO CI OFFRE TANTO RESTANO QUI”

Chi è interessato ai gioielli della Lazio Pandev, Ledesma e De Sivestri deve contattare i procuratori e farsi dire qual è il prezzo dei loro cartellini. Claudio Lotito chiarisce per l'ennesima volta la posizione della sua società sul mercato. “La Lazio - ha detto il presidente biancoceleste a margine della riunione informale in Lega dei club di A - non ha messo in vendita né Pandev né Ledesma né De Silvestri. I tre vogliono andare via e abbiamo concordato un'uscita a un certo prezzo: se arriva quel prezzo vanno, altrimenti restano”. “Se qualcuno - ha aggiunto - pensa di utilizzare questa cosa per fare pressione lo inchiodo non alla panchina, ma alla poltroncina della tribuna”. “Noi pensavamo di allestire una campagna acquisti all'insegna di alcuni ritocchi - ha proseguito Lotito -. Abbiamo riscattato Zarate, preso un portiere (Bizzarri dal Catania, ndr) e un centrocampista, Eliseu, e vorremmo ritoccare altri due ruoli. Se poi nel frattempo sono cambiate le intenzioni di alcuni giocatori, la Lazio ne prende atto, capisce di aver fatto investimenti sbagliati sulle persone. Ma i tifosi stiano tranquilli - ha concluso -: i giocatori che dovessero arrivare saranno più forti di quelli che saranno voluti partire”. Una situazione di attesa che quindi rende la Lazio “un cantie-

GIALLOROSSI

“Chi vuole Pandev si faccia avanti” La Roma già al lavoro E Montella si ritira

CLAUDIO LOTITO

re aperto”. Ma la Lazio, avverte Lotito, non aspetterà sine die per aspettare la soluzione dei tre casi. Chi vuole i giocatori, questo il messaggio del patron, si faccia avanti con i soldi necessari in mano. Anche perché non è sempre vero nello sport che chi più spende più vince. Crederlo (e farlo credere ai tifosi) può esporre le società all'indebitamento e di conseguenza facilitare la penetrazione dei capitali 'sporchi’ nel calcio, rischio denunciato anche da un rapporto dell'Ocse. “Si può vincere - dice Lotito - utilizzando tutta una serie di valutazioni che

debbono essere alla base di un comportamento sportivo e punto di riferimento soprattutto per i giovani. Per esempio gli 'zero tituli’ per tanti e la coppa Italia alla Lazio. Un piccolo titulo, ma preso arrivando prima di altre società che avevano ben altro monte stipendi”. La ricetta di Lotito per allontanare dal calcio gli appetiti della criminalità consiste “in una normativa molto stringente sul pagamento puntuale di adempimenti fiscali, Iva, Irpef e stipendi, pagamenti trasparenti attraverso bonifici bancari che consentano la tracciabili-

tà della provenienza delle risorse e infine la responsabilità morale di chi conduce una società di calcio”. E se chi vende, lo fa perché è costretto? “Per quanto riguarda il sottoscritto - risponde Lotito qualcuno ha tentato di costringermi e non c'è riuscito”. “Ma attenzione, chi ha contribuito ad enfatizzare l'assioma più spendi più vinci sono stati per primi i mezzi di informazione che hanno stimolato la fantasia degli appassionati cercando di sottolineare soprattutto il valore economico di certe iniziative, e non il valore morale”.

VINCENZO MONTELLA

La Roma ha ufficialmente aperto la stagione 2009-2010 delle squadre di serie A. La formazione giallorossa si è radunata questa mattina a Trigoria e ha subito effettuato il primo allenamento. Assenti i nazionali reduci dalla Confederations Cup e dagli Europei Under 21, ma anche Vincenzo Montella che non si è allenato con i compagni. L'"Aeroplanino" giallorosso non partirà per il ritiro di Riscone di Brunico e po-

trebbe lasciare il calcio. L'attaccante, che insieme a Totti è l'ultimo giocatore della Roma campione d'Italia, ha ancora un anno di contratto ma dovrebbe chiudere con l'attività agonistica. Per lui potrebbe esserci un futuro nello staff tecnico del settore giovanile. A Trigoria anche una cinquantina di tifosi. Nel pomeriggio la partenza per il ritiro di Riscone di Brunico dove la squadra di Spalletti resterà fino al 16 luglio.

L’ad blucerchiato: “Antonio è un patrimonio nazionale”

Il presidente dell’Uefa preoccupato dal mercato del Real

Marotta: “Cassano resta alla Samp, vogliamo Zauri”

Platini: “Entro 3 anni tetti finanziari per i club europei”

Antonio Cassano resterà un giocatore della Sampdoria. La conferma arriva direttamente dall'ad blucerchiato Giuseppe Marotta prima della riunione di Lega Calcio a Milano. "L'anno prossimo dice - resterà con noi al 100% e infatti ha già iniziato una preparazione per farsi trovare pronto e questo è di buon auspicio per noi ma anche per tutto il calcio in generale perché Antonio è un patrimonio nazionale". Ma Cassano è rimasto per amore blucerchiato o per

Entro due o tre anni l'Uefa varerà un sistema di controllo sul regime finanziario dei club che partecipano alle coppe europee. Lo ha annunciato il presidente della confederazione europea del calcio, Michel Platini, al termine dell'Esecutivo. L'organismo di governo dell'Uefa ha dato l'ok a varare le misure, i cui principi sono stati già individuati: il tetto egli stipendi ai giocatori e quello delle spese per acquisti dovrà essere proporzionato alle entrate generali. A fine

carenze di offerte? "Offerte non ne ho avute - replica Marotta - neppure da parte dell'Inter e siamo contenti che rimanga". Radiomercato indica intanto come obiettivo dei genovesi Zauri, che torna alla Lazio dopo il prestito alla Fiorentina. "Per noi sarebbe un elemento importante - conferma l'ad della Samp - e qualche contatto c'è già stato perché è un giocatore eclettico, con qualità umane e professionali importanti". Gli altri obiettivi sarebbero Santana e Barreto

ANTONIO CASSANO

ma "sul primo siamo attendisti mentre Barreto costa troppo", aggiunge Marotta.

agosto le nuove misure di moralizzazione finanziaria saranno esaminate dal comitato strategico dell'Uefa, che include anche le leghe nazionali, i club e i rappresentanti dei calciatori, e il prossimo esecutivo - a Nyon in Svizzera il 14 e 15 settembre - varerà i principi della stretta. Entro due o tre anni i club dovranno adeguarsi. In mattinata, Platini aveva commentato la campagna acquisti multimilionaria del Real Madrid parlando di una cosa “anormale, che mi dà fastidio”.

MICHEL PLATINI


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CONTROCOPERTINA - SPORT

L’ITALIANO VENERDI’ 3 LUGLIO 2009

Bologna insorge: «Noi Moggi non lo vogliamo» L’ex dirigente della Juventus potrebbe diventare consulente del club rossoblu, a partire dalla prossima stagione. Ma i tifosi proprio non sono d’accordo MARA DE GAETANO

BOLOGNA - Eppure l'aveva detto: “Non vi libererete di me tanto facilmente”. Forse, mai come questa volta, Luciano Moggi è stato di parola, perché se è vero che la sua uscita di scena dal palcoscenico calcistico è stata accolta da una sorta di soddisfazione generale, è pur vero che i suoi antagonisti dovranno ben presto abituarsi a fare nuovamente i conti con lui. L'ex dirigente della Juve, non ha infatti escluso che ben presto potrebbe rientrare da dove è uscito attraverso una nuova porticina laterale scovata quando forse nemmeno lui se lo sarebbe aspettato. Ad aprire questa porta, ci ha pensato Francesca Menarini, la presidentessa del Bologna, la quale appa-

re più che intenzionata ad affidargli il ruolo di consulente della sua squadra. Consulente sì, perché a causa della sospensione inflittagli dalla giustizia sportiva, non potrebbe far altro, ma c'è chi è pronto a scommettere che dietro quella nomina si nasconderà un incarico di tutt'altra portata. Luciano Moggi sa di godere della stima del club emiliano; i Menarini hanno infatti con lui quasi un debito per la salvezza, ma anche per aver conservato con la permanenza in A i relativi, e non secondari, diritti tv. “Mr. Calciopoli” sembra avere le idee chiare, oltre che 7-8 giocatori già belli e pronti da impacchettare e spedire in prima squadra. Non si smentisce mai insomma, e non l'ha fatto nemmeno nell'aula del Tribunale di

Napoli dove continua a svolgersi il processo che lo riguarda. I fatti sono ormai noti e, nonostante sia passato qualche anno, risulterà quasi impossibile dimenticarsi del più grande scandalo del gioco del calcio. L'uomo accusato di essere il leader della “cupola” del calcio ha deciso, con la solita espressione sul volto, ed il solito aplomb nel rispondere, di continuare a presentarsi dinanzi ai giudici per far capire che avrà sì sbagliato, ma certamente non da solo. Al suo arrivo in aula, stava deponendo Teodosio De Cillis, il titolare del negozio dove Moggi era solito rifornirsi di cellulari e delle famose schede telefoniche svizzere, che avrebbero scongiurato la possibilità di intercettazioni. Uno degli avvocati dell'ex dg bianconero, con

tono incalzante, gli ha chiesto se conoscesse altri dirigenti sportivi, ed il titolare del punto vendita ha risposto di conoscere Marco Branca (direttore area tecnica dell'Inter), il quale però, si era recato in negozio solo per comprare un telefonino ed una telecamera. “Comprare schede svizzere non è un reato”, ha detto bruscamente interrompendolo il presidente Teresa Casoria, avvertendo nelle domande di Prioreschi, un tentativo di dimostrare cose estranee al processo. Il nome di Branca però, ormai è stato fatto, e Moggi non è riuscito a trattenersi dal

dire che “se l'Inter si serviva in quel negozio, e se chiede svizzere son venute fuori nel processo Telecom a Milano, perché sono state sequestrate alla Polis d'Istinto (la società di Emanuele Cipriani, sodale dell'ex responsabile della sicurezza Telecom Giuliano Tavaroli), io faccio uno più uno e sapete

Dopo l’ammissione dell’amicizia con Big Luciano la famiglia Menarini adesso rischia grosso BOLOGNA - L'incontro avuto 48 ore fa tra i massimi dirigenti del Bologna Renzo e Francesca Menarini e Luciano Moggi ha messo in moto la Procura Federale. Stefano Palazzi infatti ha convocato il patron ed il presidente del Bologna per la prossima settimana. Il Procuratore Federale ha infatti deciso di ascoltarli in merito ai rapporti da loro tenuti con l'ex dg della Juventus, che deve ancora scontare un lungo periodo di inibizione. Non hanno mai nascosto di essere gente che conosce il calcio solo in superficie. Ora però, per aver ammesso di frequentare da tempo Luciano Moggi e di averlo ospitato a cena martedì, Renzo e Francesca Menarini saranno sentiti dalla Procura federale. La famiglia di costruttori che da meno di un anno ha acquistato il Bologna rischia così di passare dei guai con la giustizia sportiva, dove di solito finiscono invischiati ben più navigati conoscitori del mondo del pallone. Per avere consigli su calcio mercato e possibili investitori, si sono rivolti proprio al simbolo del sistema truffaldino che ha preso il nome di Calciopoli. E che proprio nella piazza rossoblù aveva trovato nell’ex presidente Gazzoni uno strenuo oppositore, che aveva costituito la società come parte civile nel processo. «Parlo con Moggi da mesi - ha ammesso ieri Menarini con i cronisti - è un amico. Ma lui non vuole entrare nel Bologna e io non voglio che entri. Se parlare con lui è un peccato...» Peccato o no, per chiarire i termini di questi contatti, padre e figlia, rispettivamente amministratore delegato e presidente dei rossoblù, sono convocati la prossima settimana a Roma dal procuratore federale Stefano Palazzi. La procura aveva già aperto un fascicolo non appena erano diventate pubbliche le voci, smentite ieri, riguardanti una possibile collaborazione dell’ ex dg Juve come consulente esterno della società. La proprietà non ha voluto commentare la convocazione in Procura. Un silenzio abituale. Rotto ieri, quando Renzo Menarini si è assunto la responsabilità di non aver chiarito in tempo a tifosi e stampa. «Non mi aspettavo un’escalation del genere», si è giustificato. Ma il chiarimento tardivo è stato più che altro un boomerang. Ammettere i rapporti con Moggi ha affossato un amore mai sbocciato tra la famiglia di costruttori e la città. I tifosi per questo andranno in piazza martedì sera. Hanno convocato «un’adunata rossoblu»`, che sa di contestazione. I sostenitori sono scottati da tempo. Da una salvezza raggiunta all’ultimo. Da un piccolo caso Di Vaio, scoppiato nelle ultime settimane, quando il vicecapocannoniere ha chiesto ritocco e prolungamento del contratto. E dal non avere garanzie per l’anno del centenario. ´`Abbiamo capacita´ limitatè’, ha detto ieri Menarini, dicendosi pronto ad accogliere «compagni di viaggio» nella proprietà. Evidentemente difficili da trovare per vie `normali´. Il geometra ieri si era affidato ad una metafora, derivata dal suo mestiere, per rassicurare la gente. «Non tradiremo i tifosi, ricostruiremo l’edificio del Bologna». Una casa che, però, traballa sempre più. ZAMPARINI FUORI DAL CORO DIFENDE MOGGI - La notizia di un possibile ritorno di Moggi nel mondo del calcio ha scatenato negli ultimi giorni un vero putiferio, con i Menarini che sono stati perfino convocati dal Procuratore Federale Palazzi. A difesa di Moggi è sceso in campo il presidente del Palermo Maurizio Zamparini che intervistato ai microfoni di Radio Kiss Kiss ha ammesso contunui contatti con l'ex dg bianconero: "Io con lui ci parlo tutti i giorni e una settimana fa siamo stati anche ad Ischia insieme. Parlare con lui anche di calcio non è certo un reato". Zamparini si sarebbe comportato in maniera diversa nel corso di calciopoli: "Se avesse avuto me come presidente non gli sarebbe accaduto nulla. Con il Palermo avrebbe vinto regolarmente perchè resta il più bravo di tutti". MOGGI: SONO UN BUONO - “Ho fatto solo del bene al calcio italiano” ha dichiarato l'ex direttore generale juventino "Non ho rubato, non ho ucciso. Quando tutta questa vicenda delle intercettazioni verrà chiarita tornerete a chiedermi scusa. Presto vi accorgerete che razza di in?tercettazioni ci sono nel proces?so di Napoli e chi coinvolgono". "Scrivevate che ero il re del mercato" prosegue "ma io sono solo uno che capisce di calcio" Non per niente alla Roma aveva proposto lo scambio Davids contro D'agostino, De Rossi e Aquilani. Mica tre qualunque "All'epoca avevano circa diciott'anni. Li avevo visti in una partita contro la Primavera della Juve. Perché io, ecco, andavo in giro, visitavo gli stadi...La mia rete è intatta. Cono?scenze, rapporti, amicizie. Tut?to potrebbe tornare a funziona?re in pochi minuti". Moggi e il Bologna: "È andata così. Sono arrivato a Bologna e ho pensato: ora tele?fono al mio caro vecchio amico Renzo Menarini, gli chiedo se ha voglia di andare a cena e lui ha accettato. Vedo anche altri presidenti, Zamparini, Spinelli. Non capisco perchè ci sia gente che voglia impedirmi di vedere gente, di vivere, di parlare". "Io sono un buono, non recito la parte di cattivo..." E ancora "Ho una decina di richieste, anche da club esteri, per consulenze di mercato", i tifosi del Bologna però si sono arrabbiati, "Ma chi se ne importa?Chi ha mai chiesto nulla al Bologna".

cosa penso? Che eravamo pedinati e telefonati a nostra insaputa”. Staremo a vedere quindi, quali saranno i nuovi risvolti della vicenda, nel frattempo, l'ormai prossimo consulente rossoblu, ha ormai in testa solo la sua nuova avventura a Bologna: “Bologna è una bella città; magari dare qualche bel consiglio ogni tanto mi piacerebbe pure. Ma il fatto è che troppi presidenti si fidano di me, se dico sì ad uno, mi devo scusare con altri sette otto”. La notizia però, è stata accolta mal volentieri dai tifosi, ed il malcontento cittadino è stato sintetizzato al meglio da Gazzoni Frascara, ex patron rossoblu: “Sarebbe l'uomo sbagliato al posto sbagliato: Bologna non lo merita”.

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