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ALGUNO DICE QUE NO! El programa nr 1 de la comunidad italiana en la Argentina. De lunes a viernes de 11 a 12 hrs. Por AM990 Radio Spendid Conduccion: Tullio Zembo

L ITALIANO

ALGUNO DICE QUE NO! Il programma nr 1 della collettività italiana in Argentina Da lunedì a venerdì dalle 11 alle 12. Am990 Radio Splendid Conduce: Tullio Zembo

ANNO III - NUMERO 114 - MARTEDI’ 23 GIUGNO 2009 • QUOTIDIANO PER GLI ITALIANI NEL MONDO • WWW.LITALIANO.IT • ITALIA 0,50 • ARGENTINA $ 1

L'opposizione che torna in piazza per ricordare i "martiri" della repressione e Neda, la ragazza simbolo della rivolta, uccisa sabato: manifestazione dispersa con la forza da polizia e miliziani Basiji che hanno caricato gli oppositori ed effettuati numerosi arresti. Questo mentre, anche se parziale, è arrivata l'ammissione dell'esistenza di brogli elettorali nelle elezioni presidenziali A LL LLA A A PPA AG G.. 66

ALTA TENSIONE A TEHERAN

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QuiCronaca Caos nei trasporti, coinvolta anche lʼalta velocità Scontri tra opposte fazioni della DERAGLIANO DUE MERCI: NESSUN FERITOstessa tifoseria. Follia tra gli ultras Referendum flop: niente ItaliaTRENI spaccata a metà: dell’Huracan dopo la sfida con MA PESANTI RIPERCUSSIONI SUL TRAFFICO l’Arsenal: due morti e quattro feriti quorum. Esultano Lega due treni merci, PREVISTO PERderagliano OGGI IL RITORNO ALLA NORMALITAʼ QuiPolitica

L’ITALIANO MARTEDI’ 23 GIUGNO 2009

ATTUALITA’

QuiArgentina

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Italia ferroviaria, e non, divisa in due per un incidente che intorno alle 5.10 ha coinvolto due carri di un treno merci sulla linea Bologna-Firenze. Anche se la circolazione è ripresa poco dopo le 10,20 su un solo binario fra Prato e Vaiano, le Ferrovie dello Stato prevedono il ritorno alla normalità soltanto per oggi, nella tarda serata. Anche se il deragliamento non ha provocato danni alle persone, tuttavia la circolazione è stata interrotta in entrambe le direzioni per oltre 5 ore. I treni sono stati istradati su itinerari alternativi con consistenti aumenti dei tempi di viaggio e ritardi che han-

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‘NDRANGHETA

e Udc. La Bonino: «E’ stato viabilità ferroviaria nel caos, QuiArgentina Incidente nessun ferroviario, le elezioni di medio Blitz in Lombardia boicottato» ferito Italia divisa Si avvicinano

termine: è una tappa decisiva debellato il clan Coco per il futuro della presidente Kirchner, per molti già a rischio pag. 4

Sport Lippi e il giorno del mea culpa: «Ho sbagliato tutto, il gruppo va ricostruito, non ho mai detto questa è la squadra che andrà ai mondiali» alla pag. 7

COLPO ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA


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L’ITALIANO MARTEDI’ 23 GIUGNO 2009

POLITICA ITALIANA

Alle urne molto meno del 50% più uno degli elettori FINI: “I QUESITI ERANO TROPPO TECNICI” BONINO: “SI E’ FATTO DI TUTTO PER FARLO SALTARE” ESULTA LA LEGA: “E’ UNA NOSTRA VITTORIA”

Nulla di fatto per i referendum sulla legge elettorale. Come largamente previsto, la consultazione raggiunge il quorum (ovvero il 50% più uno degli aventi diritto al voto) per nessuno dei tre quesiti proposti. Già i primi dati, resi noti dal Viminale, non lasciano praticamente dubbi, non raggiungendo il 18% per nessuno dei tre quesiti. Non è stupito della scarsa affluenza alle urne per il referendum Gianfranco Fini. “I quesiti erano troppo tecnici”, ha detto il presidente della Camera, “e sicuramente c'è una certa stanchezza da parte degli elettori. Era prevedibile che fosse questo l'esito dei referendum, anche se mi dispiace dirlo”. Secondo il ministro della difesa, Ignazio La Russa il quorum per il referendum andrebbe ridotto al 35%, ma è aumentato di molto il numero delle firme per promuoverlo. La radicale Emma Bonino: “A me pare scontato questo tipo di affluenza alle urne dopo che si è fatto l'impossibile per far saltare il quorum". La vice presidente del Senato ricorda come "si è cambiata la legge per spostare la data al 21 giugno. Non c'è stata praticamente campagna elettorale, del dibattito televisivo non parliamo nemmeno. Come si pretendeva che la gente si appassionasse al referendum se tutti i media erano orientati al non

I COMMENTI

Referendum: niente quorum “La maggioranza è salda e Franceschini è isolato”

IL PARLAMENTO

NULLA DI FATTO PER IL REFERENDUM

raggiungimento del quorum?". Il parlamentare del Pdl, Giuseppe Galderisi è dell'avviso che bisogna abolire il quorum aggiungendo che "se i si e i no si potessero confrontare in modo leale, si assisterebbe ad una campagna referendaria vera". Il deputato del Pdl Benedetto Della Vedova sostiene "quella dei referendum elettorali è la cronaca di una morte annunciata. La condanna è

stata emessa nel momento in cui si è stabilito di votare nel primo giorno d'estate". L'esito della consultazione referendaria fa invece esultare invece la Lega. “Messa come l'avevano messa, il risultato del referendum è una nostra vittoria” ha detto il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli. “Per come era stato fatto - ha aggiunto questo referendum era stato concepito per cer-

care di distruggere la Lega e perciò, visto il risultato, possiamo dire che è stata una vittoria della Lega”. Le operazioni di voto per la consultazione sulla legge elettorale e per il turno di ballottaggio alle amministrative si sono concluse alle 15. Subito dopo è iniziato lo spoglio delle schede: prima quelle della consultazione referendaria, poi quelle delle amministrative.

''Il mancato raggiungimento del quorum nei tre referendum elettorali conferma la saldezza della maggioranza e gli ottimi rapporti fra Lega e PdL'', dice Osvaldo Napoli, vicepresidente dei deputati del Pdl. ''Chiunque avesse coltivato anche solo per un istante l'idea di un'incrinatura fra i due partiti - aggiunge – è rimasto a bocca asciutta leggendo l'esito del referendum''. Secondo Napoli, ''il fallimento del referendum è invece la sconfitta del leader del Pd. Franceschini è rimasto pressoché isolato nel suo partito a sostenere i tre sì

I centristi: “Servono pochi partiti”

Ferrero: “Usciamo dai disastri della seconda Repubblica”

L’Udc: “E’ la sconfitta del bipartitismo, ora il modello tedesco”

Prc: “Scelta consapevole da parte degli italiani torniamo al proporzionale”

"Il clamoroso fallimento del referendum per il bipartitismo chiude una stagione politica e spinge verso il modello alternativo ossia quello tedesco, con pochi partiti e senza premi di maggioranza". Lo afferma Pierluigi Mantini dell'Udc. "I primi sconfitti - aggiunge - sono Berlusconi, Fini e Franceschini che si sono espressi per il sì. Il bipolarismo muscolare e rissoso, che non ha prodotto alcuna riforma in campo istituzionale, economico e giudi-

''Il referendum è fallito grazie alla consapevole scelta dell'elettorato italiano, che ha scelto in massa di astenersi. L'ipotesi bipartitica era già stata sepolta una prima volta dalle urne 15 giorni fa con il voto alle Europee, oggi viene seppellita dall'astensione sul referendum'', afferma Paolo Ferrero segretario del Prc. ''Ora però - aggiunge - si tratta di fare un altro importante passo in avanti, e cioè di cambiare la 'legge porcata' con la quale si va a votare alle po-

ziario nell'ultimo quindicennio, è stato invece nettamente bocciato dalla grande maggioranza degli italiani. E' necessaria una seria riflessione politica. Per fare grandi riforme, necessarie all'Italia per fronteggiare la crisi economica e morale, occorrono governi democratici e autorevoli, basati su ampi consensi. E' ora il tempo di costruire un forte centro riformatore e su questo orizzonte rilanciamo la Costituente dei Democratici di Centro".

litiche, uscendo definitivamente dai disastri della Seconda Repubblica, disastri che sono conseguenza anche di quella sciagurata legge elettorale. Come Rifondazione comunista proponiamo un sistema elettorale alla tedesca, e cioè una legge elettorale proporzionale con sbarramento e con la reintroduzione delle preferenze''. ''Sulla base di questa proposta - conclude - chiediamo a tutte le altre forze politiche di confrontarsi e discutere''.

PAOLO FERRERO

ai quesiti referendari. E' lui il vero sconfitto e con lui lo sono i sostenitori del sì 'a prescindere', presenti anche nel PdL''. Il ministro per l'Attuazione del programma di governo Gianfranco Rotondi ha invece affermato: “A suo tempo raccolsi le firme e per coerenza ho votato, ma ora dico: l'elettorato ha di fatto approvato questa legge elettorale. Impegniamo d'ora in poi lo sforzo riformatore su altri temi. Tanto più che alle elezioni europee c'erano le celebrate preferenze e la gente ha votato molto meno che con la lista bloccata''.


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Caos nei trasporti, coinvolta anche lʼalta velocità DERAGLIANO DUE TRENI MERCI: NESSUN FERITO MA PESANTI RIPERCUSSIONI SUL TRAFFICO PREVISTO PER OGGI IL RITORNO ALLA NORMALITAʼ L’ITALIANO MARTEDI’ 23 GIUGNO 2009

‘NDRANGHETA

Incidente ferroviario, Italia divisa Italia ferroviaria, e non, divisa in due per un incidente che intorno alle 5.10 ha coinvolto due carri di un treno merci sulla linea Bologna-Firenze. Anche se la circolazione è ripresa poco dopo le 10,20 su un solo binario fra Prato e Vaiano, le Ferrovie dello Stato prevedono il ritorno alla normalità soltanto per oggi, nella tarda serata. Anche se il deragliamento non ha provocato danni alle persone, tuttavia la circolazione è stata interrotta in entrambe le direzioni per oltre 5 ore. I treni sono stati istradati su itinerari alternativi con consistenti aumenti dei tempi di viaggio e ritardi che hanno coinvolto anche l'alta velocità. I convogli dei pendolari, inoltre, sono stati sostituiti con servizi di autobus. Uno dei carri merce deragliati trasporta una cisterna di acido cloridrico: ''Non c'è stato sversamento - dicono dai vigili del fuoco - e stiamo lavorando per travasare il contenuto in un'altra cisterna''. La circolazione è ripresa alle 10.21, con il regionale 6559 (BolognaPrato), alternativamente su un solo binario con velocità ridotta a passo d'uomo. Sono stati perciò modificati i provvedimenti adottati dalle Ferrovie immediatamente dopo l'incidente dalla sala controllo nazionale di Roma

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ATTUALITA’

Blitz in Lombardia debellato il clan Coco

COLPO ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA

INCIDENTE SULLA LINEA BOLOGNA FIRENZE

per garantire i collegamenti fra il Nord e il Sud del Paese. Ora i treni dell'alta velocità Roma-Milano e viceversa, con fermata a Firenze e Bologna, hanno ripreso a percorrere la linea riaperta al traffico ferroviario. Restano al momento deviati via Ancona gli eurostar

Roma-Venezia: per questo motivo i treni non fermano a Firenze mentre è invece confermata la fermata a Bologna. I treni dell'alta velocità no stop Roma-Milano e viceversa - dimezzati del 50% - percorrono, sulla direttrice Tirrenica, gli itinerari Roma-Pisa-Genova, op-

pure Roma-Firenze- PisaGenova. Il Gruppo ha avviato inchieste interne (sia da parte di Trenitalia sia di Rfi) per stabilire l'esatta dinamica dell'uscita dai binari del carro. Il Gruppo sottolinea, in una nota, che il carro deragliato non è di proprietà delle Fs.

Non c'è dubbio: il clan Coco continua a dominare nel panorama della criminalità lombarda. Da quasi 30 anni le forze dell'ordine conducono una vera e propria guerra per debellare un clan il cui capo storico, Franco Coco Trovato, dal 1992 è in carcere a scontare diversi ergastoli ma da dove continua a tirare le fila della sua potente organizzazione criminale di stampo 'Ndranghetistico. Lo dimostra il blitz condotto nelle ultime ore dalla Polizia di Lecco e dalla Guardia di Finanza di Milano che hanno eseguito 20 ordinanze di custodia cautelare, 14 del-

le quali notificate a persone già detenute. Durante l'operazione, che giunge al culmine di una delicata indagine, è stata anche sequestrata una lussuosa villa dotata di nascondiglio segreto. Una storia che si ripete. La 'Ndrangheta continua ad avere nel Lecchese il suo quartier generale nonostante in tutti questi anni si sia perso il conto dei blitz. Gli arrestati sono accusati di aver fatto parte di un'associazione di tipo mafioso di origine calabrese, finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio, traffico di droga e numerosi altri reati.

Il rapporto dell’Istat registra ad aprile una diminuzione del 22,2% nel giro d’affari. Gli ordini calano invece del 32,2%

Industria, crollano fatturato e ordinativi Il fatturato dell'industria italiana ha registrato ad aprile una diminuzione del 22,2% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. Lo comunica l’Istat, che annuncia anche un calo degli ordinativi del 32,2%. Per quanto riguarda la variazione su marzo 2009, il fatturato ha registrato una variazione pari a zero, mentre gli ordini sono calati del 3,7%. In particolare, il fatturato è aumentato dell’1,1 % sul mercato interno ed è diminuito del 2,6 % su quello estero; gli ordinativi nazionali hanno registrato un calo del 4 % e quelli esteri del 3 %. Nel confronto degli ultimi tre mesi (febbraio-aprile) con i tre mesi immediatamente precedenti (novembre-gennaio) le variazioni congiun-

turali sono state pari a meno 7,4 % per il fatturato e a meno 8,3 % per gli ordinativi. Gli indici destagionalizzati del fatturato per raggruppamenti principali di industrie hanno segnato variazioni congiunturali positive del 3,6 % per i beni strumentali; si sono invece registrate riduzioni del 2,5 % per i beni intermedi, dello 0,3 % per i beni di consumo (0,0 % per quelli durevoli e meno 0,4 % per quelli non durevoli) e dello 0,1 % per l'energia. L’indice del fatturato corretto per gli effetti di calendario in aprile è diminuito in termini tendenziali del 33,6 % per i beni intermedi, del 29,6 % per l’energia, del 14,1 % per i beni strumentali e del 10,4 % per i beni di consumo (meno 16,5 % per

DATI ALLARMANTI DALL’ISTAT

quelli durevoli e meno 9 % per quelli non durevoli). In aprile, nel confronto con lo stesso mese del 2008, l’indice del fatturato corretto per gli effetti di calendario,

ha segnato aumenti nell’estrazione di minerali da cave e miniere (più 6 %) e nella produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici

(più 1,8 %); le diminuzioni più significative sono state registrate nei settori della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (meno 41,1 %), della fab-

bricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (meno 30,4 %) e della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (meno 30,1 %). L’indice grezzo degli ordinativi è risultato in aumento nel settore della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (più 3,4 %); le diminuzioni tendenziali più marcate hanno riguardato la fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a. (meno 44,0 %), la metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (meno 42,8 %) e la fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (meno 33,4 %).


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QUI ARGENTINA

L’ITALIANO MARTEDI’ 23 GIUGNO 2009

Tutto è successo tra la sera di domenica e l’alba di ieri: quel che lascia più perplessi è che le scene da guerriglia si sono avute tra fazioni opposte però appartenenti alla stessa squadra, l’Huracan, di Parque Patricio, che per giunta si trova ora alla guida del torneo Clausura

Scontri tra tifosi, 2 morti e 4 feriti Guerra civile tra due gruppi appartenenti alla stessa squadra SALVATORE GIUFFRIDA

BAIRES - Sono due i morti e quattro i feriti il responso terribile della battaglia, quasi una guerra civile, avvenuta tra le curve di opposte fazioni calcistiche nella località di Huracan. Le curve esagitate sono quelle del “Globo”, che si sono affrontate con veri e propri assalti all’arma bianca, senza però disdegnare l’uso di pistole. I feriti infatti hanno riportato lesioni anche gravi causate da spari e altre da tagli profondi dovuti a coltelli e pugnali. Scene da guerra civile, insomma, che non fanno certo onore né al calcio né all’Argentina. Tutto è successo tra la sera di domenica e l’alba di ieri: quel che lascia più perplessi è che le scene da guerriglia si sono avute tra fazioni opposte però appartenenti alla stes-

sa squadra, l’Huracan, di Parque Patricio, che per giunta si trova ora alla guida del torneo Clausura e che addirittura tra due settimane potrebbe proclamarsi campione. Insomma, tifosi della stessa fede calcistica e che per di più dovrebbero esultare uniti nella gioia, non dare vita a specoli vergognosi di guerriglia urbana. Secondo le prime indiscrezioni, dopo la partita nella quale l’Huracan ha vinto per tre a zero contro l’Arsenal, si sono avute già le prime scaramucce tra ultras della stessa squadra ma appartenenti a due gruppi differenti: da un lato “El Pueblito”, dall’altro “La Josè C Paz”. Scaramucce non di poco conto, con pugnali e coltelli: al punto che il primo morto si è registrato proprio durante i primi scontri. Si tratta di una persona che ha fatto il suo in-

gresso in ospedale intorno alle 21.00, con una ferita da arma di fuoco nella parte vicina al cuore. Non c’è stato nulla da fare. Non paghi, i “tifosi” hanno continuato nella loro guerra personale: nel corso della notte, un membro di una delle due fazioni protagoniste degli incidenti, che era andato a lasciare in ospedale un parente ferito, è stato aggredito proprio alle porte del nosocomio mentre era in procinto di fare ritorno a casa. L’uomo è stato immediatamente vittima di colpi di sparo al torace e all’addome, al punto che non c’è stato niente da fare anche se i soccorsi sono stati immediati, così come immediato è stato l’intervento chirurgico. Un assalto, un omicidio a sangue freddo, insomma. Una vergogna che in Argentina si ripete troppo spesso.

Elezioni: si avvicina sfida decisiva per i Kirchner

ll governo si attiva per combattere l’influenza A

BAIRES - A meno di due anni dalle elezioni che l’hanno portata alla presidenza del Paese, il capo di Stato argentino Cristina Fernández Kirchner affronta una nuova sfida elettorale che potrebbe rivestire un’importanza cruciale per il proseguo del suo mandato. Domenica infatti gli argentini si recheranno alle urne per rinnovare la metà della Camera e un terzo del Senato. La “presidenta” ha voluto anticipare il voto, previsto per la fine dell’anno, per cercare di rafforzare l’azione di governo di fronte agli effetti della crisi internazionale. Azione già resa difficile dal durissimo braccio di ferro con il settore agricolo che lo scorso anno ha paralizzato la nazione per quattro mesi. Per questo la coppia presidenziale - il marito Nestor è il leader della coalizione di maggioranza Frente para la victoria -, ha scelto di accelerare i tempi mettendosi in gioco in prima persona. Nestor infatti, predecessore di Cristina alla guida del Paese, sarà candidato nel distretto elettorale chiave per l’esito del voto, la provincia di Buenos Aires, e lo farà in “tandem” con l’attuale governatore della Provincia Daniel Scioli. Il suo principale avversario sarà Francisco De Narvaez, del partito di destra Union Pro, accompagnato da Felipe Solá, entrambi espressione dell’ala conservatrice del peronismo, più vicina al liberista Carlos Menem che allo spirito “sociale” del Partido Justicialista presiduto da Kirchner. La terza incomoda in questa corsa, ma i sondaggi la danno già per spacciata, è la radicale Margarita Stolbizer, accompagnata da Ricardo Alfonsin per Acuerdo Cívico y Social. Per capire il peso che l’area della capitale ha ai fini del risultato nazionale basta analizzare le caratteristiche di queste elezioni: gli argentini si recheranno alle urne per rinnovare la metà della Camera, ovvero 127 deputati. In base ai seggi riservati a ogni provincia Buenos Aires, Cordoba e Santa Fe decideranno il 52 per cento dei nuovi eletti, e solo dal territorio provinciale della capitale usciranno 35 nuovi parlamentari. La coalizione dei Kirchner, il Frente para la victoria, attualmente conta su 119 deputati, ma oltre la metà (62), dovrà conquistarsi domenica un nuovo mandato. In una situazione analoga saranno anche il partito radicale Ucr e il Pro del sindaco di Buenos Aires Mauricio Macri. In otto province gli elettori potranno anche votare per il Senato, che rinnoverà un terzo dei parlamentari. Trattandosi di rappresentanti eletti su base provinciale, il voto si limiterà a otto distretti, ognuno dei quali è rappresentato da tre senatori. Il Frente para la victoria può contare su una maggioranza del 60 per cento ma il 18 per cento è legato al voto di domenica. Al momento la coalizione che sostiene la “presidenta” Cristina Kirchner conta con la maggioranza in entrambe le Camere, grazie al sostegno di alcuni alleati minori, ma la crisi economica e il duro braccio di ferro con il settore agricolo che dura da oltre un anno potrebbero penalizzarla soprattutto al Senato, dove andranno al voto alcune regioni in cui la protesta del “campo” contro il governo è stata particolarmente forte, come Santa Fe e Cordoba. Per quanto riguarda la Camera, come detto, la battaglia chiave si gioca nella zona del Cono urbano di Buenos Aires, l’hinterland della “Capital Federal” e in cui si concentra la quota più importante degli elettori del Paese. Si tratta di una zona povera, in cui la forza del Partido Justicialista di Kirchner si è manifestata in maniera piuttosto netta in tutte le elezioni dal 2005. Nelle ultime settimane i sondaggi, spesso “militanti”, hanno segnalato che in questo distretto fondamentale “qualcosa si muove”: quasi tutte le inchieste danno il giustizialismo in vantaggio, ma con un margine che va da 7 a 0,5 punti, mentre un’analisi del quotidiano La Nacion segnala addirittura un vantaggio del suo avversario tra due punti e tre punti. L’inchiesta attribuisce il 32,5 per cento delle intenzioni di voto alla lista guidata da De Narvaez e Felipe Solá (Union Pro), seguita da quella di Kirchner e del governatore della Provincia Daniel Scioli (Frente Justicialista para la Victoria) con il 30 per cento, mentre molto staccati ci sono i radicali Margarita Stolbizer e Ricardo Alfonsín (Acuerdo Cívico y Social) con il 13,2. È su questa zona che si concentreranno gli sforzi di tutti i partiti nell’ultima settimana, è qui che il testa a testa tra Nestor Kirchner e Francisco De Narvaez sarà determinante. In particolare è sulle paure e le preoccupazioni del secondo “anello” del territorio provinciale, quello più povero e più popolato, che il tatuato e modaiolo milionario, leader dell’ala dissidente del peronismo, proverà a fare leva per contrastare il forte radicamento territoriale del giustizialismo che sostiene l’ex capo di Stato. De Narvaez, dati alla mano, ha già ottenuto un risultato importante, ovvero un teorico pareggio nel primo “anello” che circonda la capitale, mentre nella zona più esterna potrebbe addirittura superare l’avversario. Un ruolo determinante lo assumeranno, inevitabilmente, gli indecisi, che rappresentato ancora un 10 per cento dell’elettorato. Per quello che riguarda la città di Buenos Aires, la cosiddetta Capital Federal, dalla quale usciranno i nomi di 13 deputati, la sconfitta per il kirchnerismo sembra già scritta, con il Pro del sindaco liberista Mauricio Macri, imprenditore ed ex presidente del Boca Juniors, saldamente in testa a tutti i sondaggi.

BAIRES - Il governo intende attivare delle misure per prevenire che l’influenza colpisca nell’hinterland argentino. Più di 300 milioni andranno investiti infatti nel tentativo di contenere l'avanzata di nuovi casi di contagio e il reclutamento dei professionisti per sostenere l’emergenza sanitaria. In aggiunta, gli studenti che sono all'ultimo anno di università così come i medici già in pensione saranno convocati per rinforzare il personale già presente. Domani, prima che l'aumento del numero di casi confermati e quelli sotto valutazione continuino a crescere, verrà annunciato che saranno stanziati 322 M $ per evitare che l’influenza si propaghi, minacciando fortemente l’hinterland del paese quando siamo alle porte delle prossime vacanze invernali e si prevede un forte flusso turistico in tutto il paese. In particolare è stato annunciato che il ministero della sanità, presieduto dalla ministra Graciela Ocaña, spenderà 280 milioni per comprare le medicine usate per trattare la disfunzione respiratoria, mentre 42 milioni saranno inviati alle province con lo scopo di assumere maggiori professionisti del settore sanitario per avere un numero sufficiente di operatori sanitari in servizio. A queste cifre bisogna aggiungere anche i 62 milioni già approvati per l'ulteriore acquisto di oseltamivir, farmaco specifico per il trattamento della influenza A. Ma non è tutto. Inoltre, infatti, il governo ha convocato gli studenti dell’ultimo anno delle carriere di medicina per renderli operativi durante questa emergenza, mentre i medici pensionati saranno chiamati a lavorare nell’hinterland argentino. POCO OTTIMISMO - Nonostante gli sforzi del governo per fermare l'arrivo della nuova influenza nelle province, o almeno ridurre i suoi effetti, Tomás Orduna, responsabile del Servizio delle Patologie regionali e Medicina Tropicale dell’Ospedale Muñiz, ha dichiarato che “si può ritardare l’arrivo, si possono allungare i tempi con le misure proposte o che si possono ancora proporre. Ma è impossibile evitare, o pensare che il virus non colpirà in tutta l’America del Sud”. Sulla stessa linea quindi si è espresso Marcelo Blumenfeld, della Società Argentina di Malattie Infettive, che ha detto che “destinare soldi fa parte del piano di emergenza, ma è improbabile che la malattia possa essere contenuta prima di arrivare nell’hinterland”.


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ITALIANI NEL MONDO

Ad aiutare il carcerato italiano in California l'associazione 'Prigionieri del Silenzio' di Katia Anedda

«Riportiamo Carlo Parlanti in Italia» LOS ANGELES - Troppo silenzio per gli innocenti in prigione. Di casi se ne incontrano tanti sulla rete. Sulla stampa... nulla. I casi che arrivano in televisione tendono a parlare delle condizioni di vita, quando accade, della storia personale di un connazionale recluso, ma non parlano mai del primo diritto che non deve essere violato: quella della presunzione di innocenza e il diritto ad un giusto processo. Il sistema detentivo della California e' stato giudicato dalla corte federale USA, anticostituzionale ed inumano. Ad Avenal, citta' della California, si trova uno dei carceri piu' sovraffollati e, quando alla pena si aggiungono la mancanza di cure mediche ed i soprusi da parte delle guardie carceriere, la vita diventa insostenibile. Se poi quella prigione e' abitata da qualche innocente, 9 anni di detenzione rischiano di diventare la pena capitale. In queste critiche condizioni c'e' un cittadino Italiano, Carlo Parlanti, difeso e sostenuto da migliaia di persone che dopo aver letto la documentazione del processo cercano in qualsiasi modo di aiutarlo. Sostenuto dall'associazione italiana "Prigionieri del Silenzio", prima e unica con lo scopo di aiutare i cittadini italiani detenuti all'estero, e che per il suo "scomodo" caso non si risparmia nel cercare di far dichiarare la evidente e incontestabile innocenza del concittadino. Il presidente di Prigionieri del Silenzio, Katia Anedda, e' in questi giorni negli USA, con un preciso scopo: quello di denunciare i soprusi a livello detentivo e quello di denunciare i crimini perpetrati nei confronti di Carlo Parlanti, in sede di processo, prima del processo ed a seguito del processo. Aiutata dallo staff di Prigionieri del Silenzio pronto a qualsiasi ora e momento a dare sostegno, sta girando in lungo e largo la California, ottenendo dei discreti risultati, anche grazie all'interessamento del gruppo di CICERO e dei diversi sostenitori di Carlo Parlanti, supportata dai consolati del posto. Vi riportiamo i piu' importanti : Nell'incontro con Il PM di Ventura, Gilbert Romero: Romero ammette, in una conversazione registrata e autorizzata, di aver nascosto prove alla Germania, seppur richieste,

giustificando che non era tenuto ad inviarle. Quello che sembrerebbe lui faccia finta di non capire e' che la Germania aveva richiesto ulteriori prove, e la contea di Ventura, non ha risposto. Un solo rapporto generico è stato inviato, lo stesso mandato con la richiesta di estradizione, che in realta' e' una terza parte dell'originale depositato, nascondendo inoltre che vi fossero foto della presunta vittima, registrazioni e foto della casa, tutte prove che avrebbero permesso al Parlanti un piu' efficace ricorso alla corte Europea ed sicuramente evitato un estradizione ingiusta. In quanto alle prove false presentate nel corso del processo, (in particolare le foto che vengono contestate da anni e di cui e' esistente un rapporto forensico), il PM, che in realta' prima di emettere un mandato di cattura dovrebbe accertare estremi di colpevolezza, risponde che " nessuno ha mai chiesto l'analisi delle foto. Errato: dal momento in cui, dopo

tre anni dalla denuncia, miracolosamente quelle foto sono apparse, il Parlanti ha chiesto insistentemente un analisi di esse, e mentre l'avvocato difensore ha sempre dichiarato "non ho intenzione di dimostrare cio' che e' evidente", il PM sembra aver dimenticato che proporre ad una corte di giustizia delle prove false sia un reato. "MI sono basato sulle sue parole", riferendosi alla presunta vittima, una donna, che viene ricordato nel colloquio, era affetta da "disturbi psicologici". La risposta del pm è stata la seguente. "Era passato molto tempo, non c'erano problemi, nel 2002 sulla sua capacita' mentale e psicologica". Come fa a saperlo se non ha eseguito delle indagini per accertarsene? Quando gli viene ricordato che le foto che dovevano essere state scattate con una stessa macchina fotografica e sviluppate nello stesso posto, hanno una dimensione diversa il PM ribatte semplicemente: "l'avvocato della

difesa aveva tutte le foto se voleva sollevare il caso lo avrebbe potuto fare..." Il succo della conversazione risiede però nel fatto che il PM ha ammesso che se vi sono evidenze di prove false, vi sono dei crimini e come tali devono essere denunciati, ma all'ufficio dello sceriffo di contea. Katia Anedda, il venerdi seguente si e' recata dallo sceriffo di Ventura, il quale si e' rifiutato di accettare le denunce e si e' rifiutato di rilasciare certificazione di tale riufiuto. Le denunce sono quindi state riportate all'ufficio dell DA, ricevute dal detective Mr. Eric e saranno valutate dal supervisor Tony Wolp. A breve verranno pubblicati gli estratti della conversazione. Dopo vari incontri con universita' e studiosi delle false accuse e convenuto alcuni studi universitari sul caso, Katia Anedda si e' recata al nord della California e nello specifico: - Martedi 16 Giugno all'ufficio dell'Attorney General dove l'assistente del procuratore generale, non ha voluto accettare delle denunce, dichiarando che loro devono difendere il DA. (il nostro PM.) Quando le e' stata fatta la precisa domanda se un Attorney General puo' non preoccuparsi di reati commessi da un DA, ha risposto che e' proprio cosi, si e' rifiutata di dare il nome ed e' andata via.In seguito l'ufficiale in reception ha permesso la ricezione dellle denunce corredate dalle relazioni mediche e criminologiche e la compilazione di un complaint di richiesta di investigazione per misconduct della contea di Ventura (Corte e DA). il giorno dopo alla polizia di San Francisco e' stato fatto un rapporto sul comportamento della donna proveniente dall'ufficio dell'Attorney General e il suo rifiuto ad accettare delle denunce di loro competenza. Le denunce sui crimini perpetrati ai danni di Carlo Parlanti sono state accettata della procura di Monterey, citta' dove il medico e la signora Lavagnino hanno residenza. C'e' ancora una settimana e mezza di tempo per far svegliare i dormienti che non hanno presente che i diritti umani devono essere salvaguardati. Katia e Prigionieri del Silenzio, si augurano di avere il sostegno anche dei nostri media nel prossimo incontro con il PM di Ventura e con l'FBI.

De Gregorio difende Berlusconi: «Dietro il fango gettato addosso al premier c’è una manovra del PD» ROMA - "Dietro il tritacarne mediatico che quotidianamente fa scempio della vita privata del presidente del consiglio Silvio Berlusconi, si nasconde una manovra precisa indirizzata ad allontanare le attenzioni dal vero obiettivo dell'indagine dell'autorità giudiziaria di Bari". Lo ha detto il senatore Sergio De Gregorio, presidente della delegazione italiana presso l'assemblea parlamentare della Nato e leader del movimento politico "Italiani nel mondo". "Quella inchiesta, che sembrerebbe incentrata sulla permeabilità di Palazzo Grazioli da parte di giovani donne - continua De Gregorio -, ruota piuttosto intorno ad un gruppo di uomini ed imprese collegate ad uno dei leader del Pd, onorevole Massimo D'Alema, ed interessate da altre ipotesi di reato e ad esiti giudiziari ben più consistenti". "Secondo quanto si apprende - aggiunge il parlamentare - nell'inchiesta sarebbero coinvolti una grande impresa edile, consulenti ed avvocati che fanno riferimento al gruppo politico dell'ex ministro degli esteri, con assessori regionali e referenti di partito: dunque, ben altro rispetto alle donne che hanno frequentato la residenza romana di Berlusconi o alle consorti di noti stilisti chiamate a confermare i particolari sulle feste del premier". "Anche stavolta - sostiene De Gregorio - la sapiente macchina mediatica che spara fango sul leader del Popolo della libertà, allontana le attenzioni dalla vera natura di un'inchiesta nata per approfondire affari e corruttele di un'importante cordata politica del centrosinistra". "E' tempo che il magistrato - conclude il leader di Italiani nel mondo -, dal segreto del cui ufficio ci sono fughe di notizie in barba alla legge, acceleri l'accertamento della verità sui fatti che sembrano aver dato l'avvio dell'inchiesta giudiziaria e sugli esiti relativi alle responsabilità nella consorteria politico-affaristica legata alla pubblica amministrazione pugliese".

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F.U.S.I.E.


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L’ITALIANO MARTEDÌ 23 GIUGNO 2009

ESTERI

Nuove proteste in Iran MANIFESTANTI IN PIAZZA CONTRO I PRESUNTI BROGLI LA POLIZIA AVREBBE TIRATO GAS LACRIMOGENI I GUARDIANI: “IRREGOLARITAʼ ININFLUENTI NEL VOTO”

Teheran: mille persone in piazza Nuova manifestazione dell'opposizione ieri nel centro di Teheran. La polizia, secondo quanto riferito da testimoni, era presente in forze e avrebbe tirato gas lacrimogeni. ''Stavo passando attraverso la piazza e ho visto circa mille persone lì”, ha racconta un testimone alla Reuters. ''C'è un migliaio di persone circa che si sta radunando ai bordi della piazza'', ha detto un altro alla France Presse, aggiungendo che ''la polizia antisommossa si mette in posizione per caricare''. Poche ore prima i Pasdaran avevano annunciato di essere pronti ad affrontare con “fermezza e metodi rivoluzionari” i dimostranti e chiunque violi la legge e che “non esiteranno ad affrontare proteste illegali”, in quanto è in atto “un complotto contro la rivoluzione”. Le Guardie hanno anche ammonito l'Occidente: “Mettiamo in guardia le potenze arroganti perché evitino di interferire negli affari interni dell'Iran”. I due ex candidati moderati, Karrubi e Mousavi, avevano dal canto loro chiamato a raccolta i sostenitori con messaggi su Facebook per onorare la memoria dei “martiri”. Negli scontri dei giorni scorsi, il bilancio parlava di almeno dieci morti e cento feriti. E ieri fonti di polizia citate dalla Radio di Stato aggiungono che durante gli scontri sono state arrestate 457 persone. Anche

TENSIONE IN IRAN

la giornata di domenica era stata in generale tranquilla. I sostenitori dell'ex candidato moderato Mir Hossein Mussavi avevano cercato di promuovere un raduno davanti alla sede delle Nazioni Unite, nel

nord di Teheran, riuscendo a raccogliere non più di 200 persone, secondo i testimoni. Ma la polizia li ha dispersi con una carica. Ieri il Consiglio dei Guardiani, incaricato di sovrintendere alla regolarità del

voto, ha fatto sapere che in 50 distretti, su un totale di 366, sono risultati esserci più voti degli elettori aventi diritto. Ma ha aggiunto che ciò non fa pensare a ''irregolarità importanti'', anche perché in Iran ogni

elettore può recarsi a votare in città diverse dalla sua. Rimangono intanto in carcere una ventina di importanti esponenti del movimento riformista, arrestati durante le retate seguite alla proclamazione

del presidente in carica Mahmud Ahmadinejad come vincitore delle elezioni. Tra di loro, due ex viceministri e l'ex portavoce dei governi riformisti del presidente Mohammad Khatami.

L’artista Ai Weiwei invita allo “sciopero di internet” per il primo luglio

Cina: lanciato il boicottaggio anticensura E’ battaglia contro il filtro governativo sul web Infuria in Cina la battaglia di Internet dopo che la decisione di imporre un filtro che blocca alcuni siti sgraditi al governo di Pechino ha provocato un'inusuale ondata di critiche da parte dei cittadini. Ieri è sceso in campo Ai Weiwei, uno degli artisti più conosciuti della Cina, esortando al boicottaggio. Con un messaggio diffuso attraverso Twitter, la rete di contatti sociali sulla quale si possono trasmettere messaggi sia attraverso Internet che con i telefoni cellulari, l' artista invita i cittadini a boicottare l' uso di Internet il primo luglio, giorno entro

il quale il filtro diventerà obbligatorio. ''Fermate tutte le attività online dice l'artista nel suo tweet - il lavoro, la lettura, le chiacchiere, i giochi, la posta... non date nessuna spiegazione a nessuno...''. ''Non è solo una protesta contro il governo - ha spiegato Ai Weiwei - mi interessa anche che gli utenti di Internet capiscano che devono prendersi la responsabilità di agire''. La controversia sul software, chiamato Green Dam - Youth Escort, è scoppiata la settimana scorsa, quando alcuni dei grandi produttori di personal computer come la

Dell e la Hewlett Packard hanno raccontato al Wall Street Journal di essere da alcune settimane impegnati a discutere del problema del filtro con funzionari del governo cinese. I difensori del software affermano che esso è necessario per ''proteggere i giovani'' dai siti web pornografici. La notizia dell'iniziativa censoria ha scatenato una massiccia reazione degli internauti, che hanno inondato la rete di pronunciamenti fortemente critici verso Green Dam. Il software è già stato imposto nei pc venduti in alcune province cinesi e nelle scuole. Se-

condo decine di testimonianze esso blocca solo alcuni siti porno e impedisce l'accesso anche a quelli critici verso il governo cinese. Dalla rete il dibattito è passato sui giornali, che hanno dato ampio spazio ai pareri contrari al software espressi da esperti, cittadini e commentatori. L'83 per cento degli interpellati per un sondaggio diffuso dal quotidiano Notizie di Pechino hanno condannato l' iniziativa censoria, affermando che l' imposizione del software rappresenta ''una grave violazione'' della loro privacy.

LA CENSURA COLPISCE IL WEB IN CINA


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SPORT

Lippi commenta la figuraccia degli azzurri in Sudafrica “NON ABBIAMO DATO UNA BELLA IMMAGINE PRENDIAMO DEGLI SCHIAFFI E TORNIAMO A CASA MA LA RICOSTRUZIONE DELLA NAZIONALE Eʼ IN CORSO”

''Non abbiamo dato una bella immagine, forse è il momento più brutto almeno da quando sono io ct. Prendiamo degli schiaffi e torniamo a casa. Ma la ricostruzione della nazionale è in corso. Io non avevo mai detto che era completata, e che questi sono i giocatori e con questi andiamo ai Mondiali''. Così il commissario tecnico della nazionale azzurra Marcello Lippi nella conferenza stampa conclusiva a Pretoria prima della partenza in seguito all'eliminazione degli azzurri dalla Confederation Cup. "E' un periodo – ha aggiunto – del nostro lavoro di ricostruzione. Se non avessi lasciato la Nazionale 3 anni fa non si sarebbe parlato di ricostruzione, ma di proseguimento del ciclo. Ritengo che la mia non è cocciutaggine, è un profondo convincimento che 10-11 giocatori del gruppo passato possono ancora essere importanti nel processo di ricostruzione. Ho sempre detto che era importante qualificarci per il mondiale prima di rinunciare a giocatori esperti - continua Lippi - poi è arrivata la Confederations che noi, come tutte le cose, prendiamo sempre molto sul serio, ma sicuramente non può essere considerata come un mondiale o europeo. Ecco il motivo per cui ho

IL CT DELLA NAZIONALE MARCELLO LIPPI

deciso di fare certe convocazioni. Ho parlato ad esempio con Gattuso, gli ho detto 'ti porto lo stesso anche se hai giocato solo 10 minuti dopo l'infortunio in campionato. L'importante che tu ci sia'. Questo e' un periodo ab-

bastanza importante della nostra aggregazione continua - e contrariamente a quello che pensa l'opinione pubblica avevamo tanti giocatori diversi dal mondiale. E ho anche detto che non finiva qui il rinnovamento. La

Il procuratore dello svedese rassicura i nerazzurri

cosa più importante era la qualificazione perché niente è scontato". "Poi c'era il discorso dell'Under 21 - spiega Lippi -. I giocatori dovevano finire il loro ciclo dopo essersi fatti il mazzo per due anni e non era giusto toglierli. Il discorso di Santon è stato fatto di concerto insieme a Casiraghi. Una volta che siamo venuti qui sono sorti anche altri problemini di condizione fisica, ci siamo trovati con alcuni giocatori non al massimo della condizione. Abbiamo fatto giocare Giuseppe Rossi che è stato sempre presente in campo, avrebbe giocato pure Santon, ma si è fatto male alla vigilia e sono venute queste prestazioni non brillanti, brutte, non in linea con le nostre aspettative e speranze. Torniamo a casa delusi, amareggiati e dispiaciuti - conclude il ct ma non cambia niente rispetto al progetto. Non è una sfida alla stampa la mia, il progetto di rinnovamento è in atto e non è finito qua, quindi non vedo questo accanimento nei confronti di certi giocatori. Non abbiamo il prosciutto negli occhi, abbiamo visto tutti alcune cose, ma i cambiamenti non si fanno durante la manifestazione. Quando le cose vanno male si valuta, ci si rende conto e poi si prendono provvedimenti".

STATISTICHE

“E’ il momento più brutto da quando sono qui” Due sconfitte di fila: non succedeva da 7 anni

BRUTTO MOMENTO PER GLI AZZURRI

Prima doppia sconfitta consecutiva per l'Italia targata Marcello Lippi: il tecnico di Viareggio, tra primo e secondo ciclo, aveva perso solo 4 partite su 41 disputate prima della doppia debacle alla Confederations Cup contro Egitto e Brasile, in cui, oltretutto, gli azzurri non hanno neppure segnato. Era dal 2002 che la nazionale non perdeva due gare di fila: quella volta si misero insieme l'1-2 al golden gol del 18 giugno ai Mondiali nippo-coreani contro i padroni di casa della Corea del Sud, che costò

l'eliminazione e lo 0-1 di Trieste contro la Slovenia in amichevole, il 21 agosto. Ma c'è un altro dato abbastanza inquietante che testimonia lo stato di forma della nazionale azzurra 3 anni dopo la vittoria di Berlino: era dal 1966 che in una competizione con gironi di 4 squadre, l'Italia non usciva perdendo 2 partite su 3: quella volta, ai Mondiali di Inghilterra, l'Italia esordì come quest'anno vittoriosamente (2-0 sul Cile), perdendo poi per 0-1 sia dall'Unione Sovietica che dalla Corea del Nord.

Il brasiliano torna protagonista con il Flamengo

“Il futuro di Ibrahimovic? Resuscita l’Imperatore Al 99% resta all’Inter” Tripletta di Adriano ''Che percentuali ha Ibrahimovic di rimanere all'Inter? Io dico 99,99%''. Mino Raiola, procuratore dell'attaccante svedese, dà le percentuali in un'intervista a Sky Sport 24 in cui precisa anche che ''Ibra ha ancora quattro anni di contratto con l'Inter. E' un bel futuro''. Ma alla domanda se per il suo assistito ci siano trattative in corso risponde così: ''Andate da Moratti, visto che Moratti e Branca fanno tutto, andate da loro. Io sono un corpo morto in questa situazione. Sono come le barche, che hanno un corpo morto per tenerle ferme. Non è una situazione di stallo,

la situazione è che fa caldo a Milano e non è molto bello essere qui''. Addio quindi alle ipotesi Real Madrid, Barcellona e Chelsea? ''Io non l'ho mai

ZLATAN IBRAHIMOVIC

detto - è la risposta di Raiola -. Siete voi che lo avete detto, o il signor Moratti, o il signor Mourinho, o il signor Branca. Io no''.

Un grande Adriano, autore di una tripletta, ha trascinato il Flamengo ad un clamoroso successo per 4-0 sull'Internacional di Porto Alegre, privo delle sue stelle Nilmar e Kleber, impegnati in nazionale con la Confederations Cup, e degli infortunati Taison e D'Alessandro. Alla fine tutto il Maracanà, pieno di bandiere rossonere del club più amato di Rio, è impazzito per l'ex interista, acclamato anche dalla famiglia presente al gran completo in tribuna. Adriano ha segnato il primo gol al 13', con un bel pallonetto dopo aver ricevuto la sfera da Ibson (ex Porto).

ADRIANO

Dopo il raddoppio di Emerson ancora l'Imperatore ha segnato il gol al

46' pt, con una splendida punizione dal limite. Nella ripresa ha realizzato la sua tripletta trasformando un rigore. Con questo successo il tecnico del Flamengo Cuca, sull'orlo dell'esonero dopo le pesanti sconfitte delle scorse settimane, può respirare ed ora attende con più serenità il derby di domenica prossima contro il Fluminense, squadra che starebbe per ingaggiare Roberto Carlos, anche lui deciso a rientrare nel calcio di casa. La sconfitta del Maracanà provoca invece per l'Internacional la perdita del primato in classifica, dov'è rimasto da solo l'Atletico Mineiro.


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CONTROCOPERTINA - SPORT

L’ITALIANO MARTEDI’ 23 GIUGNO 2009

L'agente italo-svizzero rassicura i tifosi e pensa già ai nuovi colpi di mercato: “State tranquilli, costruiremo una grande squadra”. I sogni si chiamano Shevchenko, Drogba, Huntelaar e Higuain

Fioranelli ad un passo dall’acquisto della Roma Pronta una grande squadra: in arrivo un bomber di razza MARA DE GAETANO

ROMA - Nessun dubbio ormai, ma solo spazio alle certezze. Rosella Sensi sembra aver abbattuto il muro costruito attorno alla sua Roma, cedendo alle lusinghe e soprattutto, all'offerta di Vinicio Fioranelli, che a breve sarà il nuovo proprietario del club giallorosso. La conferma è arrivata a seguito del deposito da parte dell'agente italosvizzero nella sede milanese di Mediobanca. 201 milioni di euro per l'acquisizione del 67% del club, corrispondente alla quota in mano alla famiglia Sensi. Una cessione ritenuta ancora ufficiosa, ma che a breve dovrebbe diventare ufficiale, non appena la Spafid, fiduciaria di Mediobanca, certificherà l'operazione. A tutto ciò si andrà ad aggiungere la firma di Rosella

Sensi, che metterà definitivamente la parola fine ad un legame durato 16 anni. Fioranelli ha inteso dar seguito alle parole rese note nell'unica dichiarazione ufficiale rilasciata alcuni giorni fa, rassicurando in particolar modo i tifosi sulle intenzioni di voler dar vita ad una squadra forte e competitiva su più fronti: “Siamo consapevoli della responsabilità che ci assumiamo prendendo la Roma, responsabilità nei confronti della società e dei tifosi, pertanto non deluderemo nessuno, perché un investimento del genere si fa sapendo di poter costruire una squadra importante”. Giovedì, salvo clamorose sorprese, dovrebbe esserci l'annuncio ufficiale, che sancirà la chiusura dell'affare. 300 milioni di euro; questa, più o meno, sarà la cifra sostenuta da Fioranelli per far

suo il club giallorosso, una squadra, a detta di chi gli è molto vicino, che potrà a tutti gli effetti essere annoverata fra le grandi del prossimo campionato. Non c'è tempo da perdere però, la nuova stagione incombe, e con essa, la necessità di affondare i colpi di mercato più giusti. Prima di tutto però, bisognerà pensare ad assestare la dirigenza; Vinicio Fioranelli ha in mente un accurato, e soprattutto, immediato progetto per potenziare la squadra; Franco Baldini sarebbe il candidato numero uno per ricoprire il ruolo di d.g. Piace molto anche Spalletti, pertanto l'attuale tecnico della Roma dovrebbe proseguire la sua avventura in giallorosso. Per quanto riguarda i giocatori invece, l'occhio è rivolto in particolar

modo agli attaccanti. Sarà prioritario infatti, rafforzare il reparto offensivo, e per farlo ci sarà bisogno di puntare a nomi importanti; i più gettonati sono quelli di Eto'o del Barcellona, in scadenza di contratto fra 12 mesi con i blaugrana, l'argentino Higuain del Real Madrid e l'olandese

Huntelaar, sempre di proprietà dei “blancos”. Si cercherà al più presto di portare nella capitale uno dei tre, confidando soprattutto sulle corsie preferenziali che Fioranelli vanta in Europa.

Serve comunque fare cassa: offerto Baptista all’Atletico Madrid ROMA - La Roma ha offerto Julio Baptista all'Atletico Madrid. Lo scrive il quotidiano spagnolo As, secondo cui il prezzo richiesto dal club giallorosso per "La Bestia" è di 12 milioni di euro, più o meno quello pagato l'anno scorso al Real Madrid. Il trasferimento di Baptista all'Atletico viene ritenuto fattibile, sia perchè il giocatore piace ai Colchoneros dai tempi in cui segnava per il Siviglia, sia perchè il suo stipendio (due milioni di euro a stagione più i premi) è alla portata del club spagnolo. IL PROCURATORE: «NON NE SO NULLA» - «Non so nulla di questa indiscrezione. Io ufficialmente so che Julio non è sul mercato». Lo ha detto Herminio Menendez, l'agente di Julio Baptista, intervistato da calciomrecato.it. Secondo la stampa spagnola, la società giallorossa lo avrebbe offerto all'Atletico Madrid. «Se la Roma vuole venderlo, bene, basta che lo dica... Anche se mi soprenderebbe un pò se volesse farlo. Al momento comunque- ha aggiunto- nessuno mi ha chiamato e non ho ricevuto offerte da nessun club. Certo che se la Roma rende noto che vuole vendere Julio in molti mi chiameranno, già da domani mattina!». Baptista però non sembrerebbe intenzionato a cambiare aria: «Adesso Julio non ci pensa a queste cose. Lui è tranquillo in Sudafrica e pensa al Brasile e alla Confederations Cup. Lui sta bene a Roma, lui vorrebbe proseguire con il club giallorosso. La sua fidanzata sta studiando all'università, lui non ci pensa proprio ad andarsene. Ma se il club glielo dicesse- ha concluso- beh lo farà. Parleremo con il club e vedremo». UFFICIALE INGAGGIO DI GUBERTI - Finalmente una delle telenovele del mercato estivo si è conclusa: Stefano Guberti l'anno prossimo giocherà nelle fila della Roma, ora è ufficiale. Lo ha reso noto un comunicato diffuso dal Nis di Borsa, secondo il quale l'esterno ex Bari si accasa a parametro zero alla corte di Luciano Spalletti. Si tratta del primo acquisto da parte della società giallorossa della capitale. Il giocatore percepirà 700.000 euro la prima stagione, a salire fino a 900.000 euro. Contratto di 4 anni. UNA ROMA ALLA ZEMAN - Avesse due Iaquinta, non avrebbe dubbi. La sua quinta Roma, quella negli auspici destinata a far dimenticare la quarta, giocherebbe alla Zeman, con quel quattro-tre-tre chestato paradiso e inferno dell’allenatore boemo. Iaquinta perchè? Perchè se potesse e li trovasse, Luciano Spalletti per la prossima stagione, quello che vorrebbe, sarebbe, appunto, almeno un attaccante esterno, meglio se in grado pure di fare il centravanti, che garantisse gamba, corsa, copertura, disciplina tattica, tagli, sfruttamento degli spazi; per il secondo conterebbe di averlo in casa, cominciando da Mirko Vucinic. AL LAVORO - Spalletti quest’anno praticamente non staccherà mai la spina. Il campionato è finito il 31 maggio, il 2 luglio ci sarà il raduno della Roma, ma il tecnico toscano, in questi giorni nella sua Certaldo, è totalmente proiettato verso la nuova stagione tra i legittimi dubbi sulle vicende societarie, la consapevolezza di un mercato in cui sarà necessario concludere le operazioni con un segno positivo, la convinzione che il suo gruppo, con qualche piccola ma solida correzione, possa ancora garantirgli una nuova stagione importante. OFFENSIVO - Vista l’ultima stagione, con la Roma agli ultimissimi posti dei gol subiti (61), la scelta di un modulo sulla carta ancora più offensivo, potrebbe sembrare una conseguenza di un colpo di sole. Non è così. perchè è vero, la Roma di Spalletti non ha mai subito costanti gol (42, 34, 37 nelle tre precedenti stagioni), ma è altrettanto vero che ne ha pure segnati di meno, 64 (70, 74, 72 in precedenza), creando soprattutto molto meno rispetto a quanto fatto nei primi tre campionati. Cinon toglie che come ha detto pivolte, al di là di fissare qualsiasi tipo di obiettivo, Spalletti vuole costruire una Roma che vada in campo è sempre per vincere, c’è bisogno di prendere meno gol e farne di più. E allora, partendo dall’idea di base che rimarrà comunque il quattrodue- tre-uno, c’è l’idea di costruire una squadra in grado di tornare a sfruttare le fasce, con uno schieramento in campo, sapendo di poter contare su diversi centrocampisti importanti (De Rossi, Pizarro, Aquilani, Brighi, Perrotta, volendo pure Taddei), che con palla alla Roma preveda due attaccanti larghi e un centravanti che si chiama Francesco Totti, sperando vivamente che il capitano giallorosso nella prossima stagione possa garantire una trentina di presenze in campionato ai suoi livelli. EVOLUZIONE - Con questa evoluzione del modulo, fermo restando che potrtornare utile anche la Roma schierata con il rombo e pure il quattroquattro- due, l’idea di Spalletti è quella di costruire comunque una squadra equilibrata, piattenta in fase difensiva con i due esterni che sulla carta dovranno pipensare a proteggere che a offendere (mai comunque pidi uno alla volta), con De Rossi che dovrtornare a fare il terzo centrale difensivo, con gli altri due centrocampisti che non dovranno piconsentire quelle situazioni di uno contro uno con cui troppe volte, nell’ultimo campionato, hanno dovuto fare i conti i difensori giallorossi.

Intanto, un'ex conoscenza del nostro campionato, si è autocandidato per vestire la maglia giallorossa il prossimo anno; si tratta di Shevchenko, ancora indeciso se restare al Chelsea o meno: “Parlerò con Ancelotti e poi deciderò. Se non resterò qui, la mia preferenza andrà ai giallorossi. Spalletti è un grande allenatore oltre che un uomo molto serio. Totti è un grande amico e lo stimo molto. Quest'anno ho giocato poco, ma io non sono cambiato ed i gol li faccio sempre”. Insomma, questione di ore e la nuova Roma sarà pronta per spiccare il volo verso la rinascita.


L'ITALIANO