Issuu on Google+

ALGUNO DICE QUE NO! El programa nr 1 de la comunidad italiana en la Argentina. De lunes a viernes de 11 a 12 hrs. Por AM990 Radio Spendid Conduccion: Tullio Zembo

L ITALIANO

ALGUNO DICE QUE NO! Il programma nr 1 della collettività italiana in Argentina Da lunedì a venerdì dalle 11 alle 12. Am990 Radio Splendid Conduce: Tullio Zembo

ANNO III - NUMERO 107 - VENERDI’ 12 GIUGNO 2009 • QUOTIDIANO PER GLI ITALIANI NEL MONDO • WWW.LITALIANO.IT • ITALIA 0,50 • ARGENTINA $ 1

Sono stati eseguiti a Roma e a Genova numerosi arresti, da parte della Digos, di soggetti ritenuti dagli inquirenti gli eredi delle vecchie Brigate Rosse, pronti a riprendere la lotta armata e a ricostruire il Partito Comunista Combattente. Secondo quanto ricostruito, le persone fermate stavano organizzando attentati ed azioni dimostrative contro il G8 della Maddalena ALLA PAG. 3

VOLEVANO FAR RINASCERE LE BR PAGINA

L’ITALIANO VENERDI’ 12 GIUGNO 2009

POLITICA ITALIANA Oggi le elezioni nel paese asiatico QuiArgentina libico parla ai senatori QuiAttualità QuiMondo IL CONSIGLIO DEI GUARDIANI HA AMMESSO Il Senatore Caselli presenta una NELLO SALUTA I “VECCHI AMICI” ITALIANI ALTRI TRE CANDIDATI AL PRESIDENTE CARICA interrogazione al Ministro Scajola Il colonnello Gheddafi parla Grande attesa per leINelezioni DA I BOMBARDAMENTI DI REAGAN SUOLTRE TRIPOLI sugli abusi governativi di Chavez AL VOTO POCO PIUʼ DI 46 MILIONI DI PERSONE ANCHE ALLA GUERRA IN IRAQ a danno della Techint in Senato e ricorda in Iran: parte la sfida

6

ESTERI

L’ITALIANO VENERDI’ 12 GIUGNO 2009

i bombardamenti di Reagan dei numerosi candidati su Tripoli opposti ad Ahmadinejad

a pag. 3

fi ha non mina il azie dare pria. l'atnel case he di si è nel Sala ustirenento Reanon fuoato, con . La

Oltre al presidente in carica Mahmud Ahmadinejad, in corsa per il secondo mandato quadriennale, il Consiglio dei guardiani della costituzione ha ammesso altri tre candidati al voto di oggi in Iran: l'ex primo ministro Mir-Hossein Moussavi, l'ex speaker del Parlamento Mehdi Karroubi e l'ex comandante dei Pasdaran Mohsen Rezaei. Mahmoud Ahmadinejad, l’ultraconservatore, potrebbe passare alla storia come il primo dei sei presidenti saliti al potere dopo la Rivoluzione islamica a

alla pag. 2

IL COMMENTO

ddafi: Iran, “Nell’86 Usa come Osama” parte la sfida ad Ahmadinejad alla pag. 6

Cei: crisi grave per famiglie ma il governo agisce bene La crisi economica sta determinando “una situazione sempre più grave per le famiglie italiane” e c'è il rischio che si arrivi a “una sorta di involuzione etica e antropologica”. Il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata, sceglie il palco del 21ø Congresso delle Fondazioni bancarie per tornare a parlare della crisi e di come in Italia il lavoro stia “diventando sempre

ItalianinelMondo

Tutti i deputati eletti all’estero insoddisfatti di Mantica: pesante nota inviata da 12 parlamentari al Ministro Frattini Giuffrida pag. 4

Sport Milan: adesso anche Galliani fa un pensiero su Cassano. Intanto è ufficiale: anche Cristiano Ronaldo vola al Real Madrid alle pag. 7-8

MONSIGNOR CROCIATA


PAGINA

2

L’ITALIANO VENERDI’ 12 GIUGNO 2009

POLITICA ITALIANA

Il leader libico parla ai senatori IL COLONNELLO SALUTA I “VECCHI AMICI” ITALIANI E RICORDA I BOMBARDAMENTI DI REAGAN SU TRIPOLI CRITICHE ANCHE ALLA GUERRA IN IRAQ

Muammar Gheddafi ha invitato l'Occidente a non usare due pesi e due misure quando condanna il terrorismo e le teocrazie dell'Islam senza guardare prima in casa propria. "Che differenza c'è tra l'attacco degli americani nel 1986 contro le nostre case e le azioni terroristiche di Osama bin Laden?", si è chiesto il leader libico nel suo intervento nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, al Senato, riferendosi al bombardamento ordinato da Ronald Reagan. "E se Bin Laden non ha uno Stato ed è un fuorilegge", ha osservato, “l'America è uno Stato con regole internazionali". La seconda giornata della visita di Stato prosegue con l'intervento all'Università La Sapienza, dove il colonnello risponde alle domande degli studenti. Nell'ateneo sono scoppiati disordini tra polizia e alcuni giovani che contestano l'invito al leader libico. Nel discorso al Senato Gheddafi ha anche parlato dei regimi che l'Occidente considera ostili. "Non possiamo essere tutti uguali", ha osservato, "che male c'è se la Corea del nord vuole essere comunista? O se l'Afghanistan è in mano ai mullah? Non è forse il Vaticano un rispettabile Stato teocratico con rappresentanze in tutto il mondo?". E ancora: "È stata una buona idea far crolla-

IL COMMENTO

Gheddafi: “Nell’86 Usa come Osama”

IL LEADER LIBICO MUAMMAR GHEDDAFI

re il regime iracheno spalancando le porte ad Al Qaeda?", si è chiesto il colonnello. "Grazie agli Usa", ha aggiunto, oggi l'Iraq è diventato "terreno di battagli per Al Qaeda" mentre "con Saddam Hussein era un bastione contro il terrorismo in cui al Qaeda non poteva entrare". Il leader libico ha difeso la sua scelta di rinunciare alle armi nucleari e chimiche, annunciata nel dicembre 2003, ma si è chiesto: "Perché la Corea del nord e l'Iran cercano oggi

la bomba atomica? Perché non è stato offerto loro nulla in cambio. È stato detto loro: fate come la Libia rinunciate al nucleare e loro hanno detto: come sono stati ricompensati i libici?". "Ma noi siamo convinti della bontà della nostra scelta", ha assicurato. Gheddafi ha rivolto un saluto alle sue vecchie conoscenze, da Giulio Andreotti a Lamberto Dini: "Sono contento di incontrare tutti questi amici con cui abbiamo lavorato per molti anni per raggiungere que-

sto giorno", ha dichiarato il leader libico. Il colonnello non indossava l'alta uniforme con cui era arrivato in Italia, ma la tradizionale jalabiya, la tunica bianca, con copricapo nero. Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha parlato di "una nuova stagione" con la Libia, "fondata su un rapporto speciale e privilegiato tra i nostri Paesi, nella sfera economica, ma anche in quella politica, culturale, della tutela della sicurezza e dell'ambiente".

Cei: crisi grave per famiglie ma il governo agisce bene La crisi economica sta determinando “una situazione sempre più grave per le famiglie italiane” e c'è il rischio che si arrivi a “una sorta di involuzione etica e antropologica”. Il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata, sceglie il palco del 21ø Congresso delle Fondazioni bancarie per tornare a parlare della crisi e di come in Italia il lavoro stia “diventando sempre più precario, mentre il pagamento della rata dei mutui e degli affitti costituisce un problema crescente per molte famiglie”. Una situazione sul cui esito finale è difficile fare previsioni anche perché, dalle parrocchie e dai vescovi, “ciò che si raccoglie è una preoccupazione e un'apprensione per un andamento di cui è difficile prevedere l'esito, ma che vede problemi per l'occupazione e un depauperamento complessivo”, ha aggiunto il segretario della Cei. Certo la Chiesa riconosce lo sforzo e l'impegno messo da tutte le istituzioni, “a cominciare dal Governo”, per trovare una soluzione per arrivare alla quale non si può “solo lagnarsi o pian-

Alfano: “Abbiamo anche 20 voti dell’opposizione”

Il summit oggi e domani a Napoli

Camera: approvato il ddl intercettazioni bagarre in Aula

Napolitano e altri sette Capi di Stato a consulto sull’integrazione europea

La Camera ha approvato, con scrutinio segreto, il disegno di legge sulle intercettazioni che ora passa al Senato. I sì sono stati 318, mentre i voti contrari sono stati 224. Un deputato si è astenuto. Alla seduta ha presenziato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, seduto accanto al ministro della Giustizia Angelino Alfano. Ma in Aula non sono mancati momenti di tensione. Dopo la lettura del voto, dai banchi dell'Italia dei Valori si sono alzati cartelli come: “Libertà di informazione cancellata”, “Vergogna”, “Oggi è morta la libertà di informazione uccisa dall'arro-

A che punto è il progetto di integrazione politica dell'Europa? Se lo chiederanno oggi e domani a Napoli i capi di Stato degli otto paesi (Italia, Germania,Portogallo, Austria Lettonia, Ungheria, Polonia e Finlandia) che nel 2005 lanciarono un pubblico appello a superare lo stallo causato dai 'no’ di Francia e Olanda al nuovo Trattato. Giorgio Napolitano sarà il padrone di casa. Un confronto pubblico con un gruppo di studenti concluderà i lavori del summit. Questi incontri, che hanno cadenza annuale, sono l'occasione per scambi di vedute e per ricognizioni

ganza del potere”, “Pdl: protegge i delinquenti e ladri”. Immediato l'intervento dei commessi per tentare di bloccare i deputati che protestavano, mentre il presidente Fini ha dichiarato sospesa la seduta. Dai banchi del centrodestra si è levato un coro: “Buffoni, buffoni!”. Il ministro Alfano si è detto tuttavia soddisfatto per l'esito del voto. “Abbiamo preso 20 in più dei nostri. Il voto segreto ci ha premiato, visto che nel computo dei voti a favore ci sono 20 voti in più rispetto a quelli della maggioranza. Significa che circa il 20% dell’opposizione condivide le nostre tesi. Ora chiede-

ANGELINO ALFANO

remo una rapida lettura da parte del Senato - ha aggiunto Alfano -. Crediamo di aver prodotto un testo che dopo un anno di lavoro ha raggiunto un punto di equilibrio ragguardevole tra la tutela della privacy e delle indagini, l'articolo 15 e l'articolo 21 della Costituzione”.

aggiornate sul faticoso cammino verso un'Europa più integrata e con istituzioni riformate. Quest'anno si deve innanzi tutto prendere atto che è caduta nel vuoto la richiesta principale dei precedenti vertici (svoltisi a Dresda nel 2006, a Riga nel 2007 e un anno fa a Graz) di giungere alle elezioni europee del 2009 con il nuovo Trattato già in vigore. Non è andata così, nonostante ai Vertici europei di fine anno siano state apportate al testo del Trattato di Lisbona alcune modifiche che dovrebbero consentire all'Irlanda di ripetere il referendum di rati-

MONSIGNOR CROCIATA

gersi addosso”. Un impegno straordinario che la Chiesa stessa sta portando avanti attraverso il fondo di garanzia per le famiglie in difficoltà, avviato con la raccolta del 31 maggio scorso. Fondo che, però, per essere efficace, “e rispondere a tutti i suoi obiettivi”, non può essere inferiore a 30 milioni di euro. E per raggiungere questa cifra, ha detto il segretario della Cei, c'è bisogno anche dell'aiuto delle Fondazioni bancarie “che, a livello locale, stanno già collaborando, e per questo vi ringrazio, con le nostre diocesi” ha aggiunto Crociata rivolgendosi al presidente dell'Acri, Giuseppe Guzzetti.

GIORGIO NAPOLITANO

fica, e nonostante l'appassionato pressing dei fautori, fra i quali Napolitano.


PAGINA L’ITALIANO VENERDI’ 12 GIUGNO 2009

3

ATTUALITA’

Sgominati gli eredi delle Br Progettavano un attentato alla Maddalena, e avevano studiato tutti i sistemi di sicurezza messi in atto per proteggere il G8. I terroristi arrestati ieri mattina a Roma e a Genova su ordine del gip Maurizio Caivano erano per gli inquirenti pronti ad entrare in azione. È quanto emerge dagli accertamenti compiuti dalla Digos, sotto il coordinamento dei pm Pietro Saviotti, responsabile del 'pool' antiterrorismo, ed Erminio Amelio. Cinque persone sono finite in carcere e una agli arresti domiciliari. Soggetti ritenuti dagli inquirenti gli eredi delle vecchie Brigate Rosse, pronti a riprendere la lotta armata e a ricostruire il Partito Comunista Combattente. Nella capitale sono finiti in carcere Luigi Fallico, 57 anni, ex esponente degli UCC negli anni Ottanta, Bruno Bellomonte, 60, rappresentante di spicco dell'indipendentismo sardo e Bernardino Vincenzi, 38. Nel capoluogo ligure le manette sono scattate ai polsi di Riccardo Porcile, 39 anni, e Gianfranco Zoia, 55, quest'ultimo raggiunto da un provvedimento di fermo emesso dalla procura e che dovrà essere convalidato dal gip di Genova. Arresti domiciliari, a

AFGHANISTAN

Importante operazione antiterrorismo CINQUE PERSONE SONO FINITE IN CARCERE E UNA Eʼ ORA AGLI ARRESTI DOMICILIARI IN PROGRAMMA ATTENTATI AL PROSSIMO G8 Attacco agli italiani: feriti lievemente tre parà

SOLDATI ITALIANI

ARRESTATI TERRORISTI ROSSI A ROMA E GENOVA

Roma, per un anziano che custodiva la pistola di uno degli arrestati. I reati contestati, a vario titolo, vanno dall'associazione eversiva alla banda armata, alla detenzione di armi. Gli indagati a piede libero, alcuni dei quali fermati a Milano per accertamenti o perquisiti, sono una quindicina. Secondo i magi-

strati della procura di Roma e gli agenti della Digos al lavoro dal 2007, questa operazione ha stroncato "sul nascere e sul crescere una formazione che si proponeva come erede del disegno eversivo sviluppato dalle Brigate Rosse". Ciò emergerebbe dal ritrovamento di armi di documenti, car-

tacei e informatici e dal contenuto di intercettazioni ambientali. Pistole, due mitragliette, una bomba a mano e moltissime munizioni erano nascoste in uno zaino tenuto nascosto sottoterra fino a poche ore prima del blitz delle forze dell'ordine a Genova. I cinque erano pronti a entrare in azione

Sono tutti fuori pericolo, coscienti e hanno parlato con le rispettive famiglie i tre paracadisti italiani rimasti feriti ieri a una ventina di kilometri da Farah, nell’ovest dell’Afghanistan, vittime di un agguato, l’ultimo di una lunga serie, avvenuto nella regione sotto comando italiano. Obiettivo dell’attacco, una pattuglia mista di forze militari afghane e di paracadutisti della Folgore. “L’azione degli insorti – spiega una prima ricostruzione del comando militare italiano di Herat -, pare essere stata meticolosamente preparata, in modo da colpire le nostre unità al termine di una attività di rastrellamento in un’area nota per la presenza di consistenti milizie ostili”. I militari afghani e i paracadutisti del 187/o Reggimento Folgore, con

il supporto dei carri ‘Dardo’ del 1/o Reggimento bersaglieri, continua la ricostruzione, “hanno immediatamente risposto al fuoco, manovrando le forze contro il fianco avversario”. Durante lo scontro “sono state inflitte perdite non quantificate agli insorti, sono rimasti feriti tre paracadutisti”. I tre si trovano presso l’ospedale militare di Farah: un è stato ferito a un piede, l’altro ad una mano, il terzo – il più grave - ad un’ascella. La provincia di Farah è una zona non facile da tenere sotto controllo, come quella di Bala Morgab, sempre nell’area di responsabilità italiana, dove mercoledì nel corso di una battaglia erano stati colpiti due elicotteri Mangusta: non si sono registrati feriti tra gli italiani, ma ingenti perdite tra gli insorti.

Ingente flessione delle esportazioni nei primi tre mesi del 2009 sia verso i paesi Ue (- 23,4 %) sia verso i paesi extra Ue (21,9 %)

Made in Italy: nel primo trimestre export a -22,8% Ingente flessione per l’export del Made in Italy. Secondo i dati riportati dall’Istat, infatti, nel primo trimestre del 2009 il valore delle esportazioni italiane ha registrato un calo del 22,8 % rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente, dovuta a riduzioni dei flussi sia verso i paesi Ue (meno 23,4 %) sia verso i paesi extra Ue (meno 21,9 %). Da un punto di vista territoriale, tutte le ripartizioni hanno registrato flessioni delle esportazioni, con riduzioni superiori alla media nazionale per la ripartizione insulare (meno 51,6 %, dovuta in gran parte alla riduzione del valore delle vendite all’estero di prodotti petroliferi raffinati) e per quella meridionale (meno 27,5 %); flessioni inferiori a quella media nazionale

sono state registrate, invece, dalla ripartizione nord-occidentale (meno 21,9 %), da quella nordorientale (meno 21 %) e dall’Italia centrale (meno 18,9 %). Sempre nel primo trimestre del 2009 tutte le regioni fanno registrare una flessione delle esportazioni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ad eccezione della Liguria (più 5,9 %); fra le regioni che più contribuiscono ai flussi commerciali con l’estero, le flessioni maggiori hanno riguardato Sicilia (meno 52,6 %), Sardegna (meno 50 %), Abruzzo (meno 34,5 %), Friuli-Venezia Giulia (meno 29 %), Puglia (meno 27,9 %), Piemonte (meno 26,8 %), Marche (meno 24,7 %), Emilia-Romagna (meno 23 %) e Lombardia (meno 21,1 %). L’analisi dell’andamento delle

CALANO LE ESPORTAZIONI

esportazioni per area di sbocco mette in evidenza come la flessione delle esportazioni dell’area nord-occidentale, pari al 21,9 %, abbia interessato maggiormente i flussi verso i paesi Ue (meno 25,2

%), con variazioni particolarmente negative verso Spagna e Regno Unito. Per il complesso dei paesi extra Ue (meno 16,8 %) si rilevano flessioni particolarmente rilevanti verso Turchia, paesi Mercosur,

Brasile, Russia, India e Stati Uniti; l’unico aumento si registra per i paesi Asean (che comprendono Indonesia, Thailandia e altri paesi del Sud-Est asiatico). L’incremento della quota delle esportazioni della ripartizione calcolata sulle esportazioni nazionali (passata dal 40,4 al 40,9 %), è determinato unicamente dall’aumento di quella relativa ai paesi extra Ue (dal 38,6 al 41,1 %) poiché quella verso i paesi Ue ha subito una riduzione (dal 41,7 al 40,7 %). Considerando le vendite della ripartizione per area geoeconomica di destinazione, nello stesso periodo si registra una crescita dell’incidenza dei paesi dell’area extra Ue (dal 39,3 al 41,8 %). La flessione delle esportazioni dell’Italia nord-orientale (meno 21 %) è dovuta

alla riduzione dei flussi diretti verso entrambe le aree di sbocco, particolarmente intensa verso i paesi extra Ue (meno 24,5 %); decrementi particolarmente significativi si sono rilevati per le esportazioni verso Messico, Turchia e Russia; incrementi contenuti invece hanno fatto registrare i flussi diretti verso paesi Opec e Cina. Le flessioni dei flussi diretti verso i paesi Ue (meno 18,4 %) sono state particolarmente rilevanti per Regno Unito e Spagna. La quota delle vendite della ripartizione sul totale nazionale è leggermente aumentata (da 30,9 a 31,6 %), con un incremento di 2 punti percentuali della quota relativa ai paesi Ue (da 30,6 a 32,6 %) e una flessione di 1 punto percentuale per i paesi extraUe (da 31,4 a 30,4 %).


PAGINA

4

QUI ARGENTINA

L’ITALIANO VENERDI’ 12 GIUGNO 2009

LA SCONFITTA CON L’ECUADOR METTE A RISCHIO LA QUALIFICAZIONE AI MONDIALI

Maradona non si abbatte: «Orgoglioso dei miei ragazzi» DALLA REDAZIONE

BAIRES - La sconfitta non fa male. Nemmeno se è la seconda nello spazio di tre gare. E' questo il Maradonapensiero all'indomani di una nuova cocente sconfitta con l'Ecuador. Il 2-0 di Quito non sembra aver scalfito l'ex Pibe de Oro: "Sono orgoglioso dei miei ragazzi - ha commentato - siamo andati in campo con la giusta menatlità e ab-

biamo intimorito gli avversari". E allora cosa non ha funzionato? Non i 2.800 metri di Quito (a La Paz, in Bolivia, era anche peggio), ma il fattore 'fortuna': "Abbiamo sbagliato troppe occasioni all'inizio del match - ha spiegato Maradona -. Ci siamo resi pericolosi con Tevez, Messi, Gutierrez, ma la palla non andava dentro. E il rigore sbagliato ci ha sbarrato la strada". Ti-

piche coincidenze che hanno messo a rischio i primi posti del girone. Il cammino dell'Albiceleste non è più così scontato. La sfida col Brasile di settembre potrebbe risultare decisivo ai fini della qualificazione ai prossimi Mondiali: "L'Ecuador lo abbiamo studiato per bene ha riflettuto il tecnico argentino -, adesso faremo la stessa cosa col Brasile. Sono i nostri grandi avversari e avre-

mo molti stimoli". Per una partita così, come fai a non averne? UN INATTESO PASSO FALSO - Brutta sconfitta sotto la pioggia per l'Argentina a Quito, dove la 'seleccion' guidata da Diego Armando Maradona, e con Leo Messi quale uomo chiave, è stata battuta 2-0 dall'Ecuador, in una partita valida per il Girone sudamericano di qualificazione ai Mondiali del 2010 in Suda-

Salvaguardare il gruppo Techint dagli espropri di Chavez: l’interrogazione del Sen. Caselli (PDL) al ministro Scajola BAIRES - Tutelare la Techint e i suoi azionisti dagli eventuali espropri attuati da Chavez in Venezuela. Questa la richiesta del senatore del Pdl Esteban Caselli che ieri ha presentato una interrogazione al Ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola, per sapere se il Governo ha notizie certe sul futuro dell’azienda, per altro fondata da italiani, e se intende salvaguardare interessi e investitori che essa ha in Italia. "Il Gruppo Techint – si legge, infatti, in premessa – multinazionale che tramite Tenaris è operante nel settore siderurgico è quotata alle Borse di New York, Milano, Buenos Aires e Città del Messico, vede tra i suoi azionisti di riferimento investitori italiani ed in Italia ha rilevanti interessi con impianti produttivi che occupano un grande numero di dipendenti; in particolare, il predetto Gruppo Techint nell'ambito della sua articolata presenza internazionale ha importanti partecipazioni in imprese siderurgiche in Argentina ed in Venezuela". "Preso atto che dopo alcuni mesi di "voci" ed indiscrezioni in merito ad un eventuale esproprio delle attività del predetto Gruppo Techint in Venezuela il 22 maggio 2009 il Presidente del Venezuela Hugo Chàvez ha annunciato la nazionalizzazione di alcune società; tra queste figurano la maggioranza di Tavsa (Tubos de Acero de Venezuela S.a), Matesi, (Material Siderùrgicos S.a), nonché la quota di minoranza in Complejo Siderurgico de Guayana C.a. di proprietà del Gruppo Techint; rilevato che a quanto risulta all'interrogante secondo i comunicati ufficiali del Gruppo in questione nessun dettaglio è noto circa la decisione del Governo del Venezuela; tale decisione desta particolare allarme per gli azionisti italiani e per la capacità produttiva del Gruppo Techint". Per questo, Caselli chiede di sapere "se risulti al Ministro in indirizzo tutto quanto sopra riportato e, in caso affermativo, se e in quali modi intenda intervenire nell'ambito delle proprie competenze al fine di agevolare una soluzione negoziale delle problematiche esposte e, del pari, tutelare la società e tutti gli azionisti".

I contagi potrebbero aumentare con la fine dell’estate

Febbre suina: secondo gli esperti il peggio deve ancora venire. E’ sempre emergenza BAIRES - Continua l’emergenza nel paese a causa dell’emergenza suina: specialisti sanitari hanno detto ieri che la quantità delle persone contagiate dal virus potrà crescere in coincidenza con l’inizio dell’inverno, dato che le basse temperature abbassano anche l’immunità fisica delle persone. “Ancora non è stato toccato il punto più alto”, hanno assicurato i sanitari. I quali insieme alle autorità nazionali si sono detti d’accordo nell’avvisare che nel giro di due o tre settimane si potrebbe arrivare a toccare, in Argentina, un picco massimo di contagi da febbre suina. La situazione dunque comincia a essere preoccupante, al punto che le autorità provinciali hanno espresso tutto il loro timore per il recente aumento dei casi, che, secondo le istituzioni sanitarie, non è certo dovuto al caso ma proprio all’avvicinarsi delle temperature basse. Anche per questo ieri le autorità hanno lanciato un nuovo appello affinché tutti coloro che riscontrino sintomi simili alla febbre A facciano ricorso all’autoisolamento sociale volontario, proprio per evitare complicazioni. Tutto questo mentre il governo nazionale è stato già messo in stato di allerta. “Il migliore consiglio che possiamo dare alla gente è che se si hanno sintomi vicini alla febbre A, si vada immediatamente a consultare un medico e quindi si rimanga in casa, sia per evitare complicazioni a se stessi sia contagi”. A parlare è stato il ministro provinciale della sanità Claudio Zin, che però ha detto chiaramente di recarsi dal medico, in contraddizione con quanto affermato due giorni dai medici a domicilio che hanno denunciato come il sistema sanitario sia ormai al collasso a causa del moltiplicarsi delle chiamate. Per questo i dottori hanno invitato la popolazione a non recarsi dal medico, ma a rimanere in casa ad aspettare che la febbre passi. Insomm,a l’impressione è che ci sia un poco di confusione e contraddizione, nonostante il governo nazionale stia correndo ai ripari. Ieri sono arrivati nel paese due luminari delle malattie infettive, Anthony Mounts, del centro di controllo e prevenzione degli Stati Uniti, e il brasiliano Otavio de Oliva, i quali hanno riconosciuto che “bisogna apettarsi un aumento dei casi di contagio nelle prossime due settimane”. Tuttavia, la situazione, anche secondo loro, è sotto controllo e non c’è motivo di ulteriori preoccupazioni: insomma, secondo i luminari e anche per il governo, “la gente non deve assolutamente entrare nel panico perché altrimenti sarà peggio e si rischia di creare una situazione ingestibile”.

frica. Le due reti della squadra andina sono state segnate da Walter Ayovì al 26' e Pablo Palacios al 37' del secondo tempo. Per Maradona quella di oggi è la seconda sconfitta alla guida della nazionale, dopo la storica goleada (6-1) che gli argentini hanno incassato un paio di mesi fa a La Paz dalla Bolivia. Nei primi '45 la squadra di Buenos Aires ha giocato meglio dell'Ecuador, ma non ha saputo concretizzare. Messi ha giocato bene, con numerose occasioni di gol: con i suoi dribbling ha fatto soffrire spesso la difesa dell'Ecuador, ma non è riuscito ad andare a segno. Tra i migliori in campo, il portiere argentino nazionalizzato ecuadoriano Marcelo Elizaga, che al 28' del

primo tempo ha parato un rigore a Carlitos Tevez. Nella seconda metà, gli argentini hanno probabilmente risentito dell'altitudine (2.850 metri) dello stadio 'Atahualpà, mentre sul piano sia fisico sia del gioco gli ecuadoriani hanno preso il controllo del campo, creando numerose occasioni. Dopo la sconfitta di oggi, l'Argentina rimane tra le quattro nazionali che vanno direttamente in Sudafrica, ma ora ha appena due punti di differenza dall'Ecuador, che con i tre punti preziosi di Quito è risalito alla quinta posizione. La squadra di Maradona dovrà ora vedersela nella prossima partita niente meno che con il Brasile, incontro in programma a Buenos Aires il 5 settembre.

Giudicata colpevole la coppia accusata dell’omicido dell’agente Aldo Garrido BAIRES - A distanza di quattro mesi dal crimine dell’agente di polizia Aldo Garrido, il presidente del tribunale ha anticipato che la sentenza avrà un esito negativo nei confronti degli imputati, che quindi saranno condannati: resta però da definire l’entità della pena che verrà imposta, anche se da un lato la pubblica accusa ha chiesto l’ergastolo e la prigione a vita. Così, la coppia accusata di aver ucciso Aldo Garrido nel mese di febbraio scorso nel corso di un tentativo di assalto nella zona di Buenos Aires di San Isidro, è stata trovata colpevole: la decisione risale a mercoledì scorso durante il processo orale e pubblico, mentre la sentenza definitiva, con l’entità della pena, sarà divulgata appena la prossima settimana. Si tratta comunque di un processo realizzato a tempo di record, dato che il delitto è avvenuto solo quattro mesi fa. Gli imputati rispondono ai nomi di Nestro Luque e Deborah Acuna, entrambi di 29 anni, entrambi hanno confessato di aver colpito e ucciso l’agente, ma hanno aggiunto che si è trattato di un momento concitato e fortuito, non voluto, quindi non hanno avuto intenzione di ucciderlo. A sollecitare l’ergastolo è stata anche la vedova dell’agente Garrido, Marta Barberis, che ieri è stata sentita nell’ambito delle deposizioni dei teste. La pubblica accusa, rappresentata dal pm Vaiani, ha però considerato come aggravante il fatto che la vittima fosse membro delle forze di sicurezza pubblica. Ma al tempo stesso ha sollecitato che vengano considerati anche i capi di accusa di “furto qualificato e detenzione illegale di armi da guerra a uso civile”. Non solo: Vaiani ha chiesto che vengano anche presi in considerazione i precedenti di Luque, che proprio due settimane prima del delitto era uscito di prigione in libertà condizionata, nell’ambito di una condanna per furto. SALVATORE GIUFFRIDA


PAGINA

L’ITALIANO VENERDI’ 12 GIUGNO 2009

5

ITALIANI NEL MONDO

Si trasmette di seguito la nota, dal carattere sentitamente bipartisan, che i 12 deputati eletti all’estero hanno inteso trasmettere al Ministro degli Esteri Frattini al fine di porre in evidenza alcuni aspetti che dovrebbero essere tenuti in considerazione in vista dell’incontro con i coordinatori INTERCOMITES previsto a Roma il prossimo 23 giugno

Tutti i deputati eletti all’estero insoddisfatti di Mantica ROMA - “Gentile Ministro, ci è giunta notizia che il Sottosegretario Alfredo Mantica, con un’iniziativa che ci ha colto di sorpresa, ha convocato a Roma per il giorno 23 giugno, tramite gli Ambasciatori dei rispettivi Paesi, i coordinatori degli INTERCOMITES di tutto il mondo, al fine di “acquisire utili elementi di valutazione” in ordine alla riforma delle leggi istitutive dei COMITES e del CGIE. Nell’occasione si prevede anche un’audizione degli stessi coordinatori, le cui spese di viaggio e permanenza sono sostenute dal MAE, da parte del Comitato ristretto istituito dalla Commissione Affari Esteri del Senato per l’esame delle proposte di legge in esame. Estendere l’ambito della consultazione rispetto a provvedimenti riguardanti istituti di rappresentanza è sempre una cosa importante, anche se lo stesso Sottosegretario Mantica ha evidenziato più volte la sussistenza di una molteplicità di interlocutori che potrebbero interferire sulle politiche emigratorie. Ci sembra, tuttavia, che l’occasione di un’interlocuzione diretta con un certo numero di rappresentanti di base vada colta in tutta la sua potenzialità, evitando che sia ristretta a qualche passaggio formale. Per questa ragione, desideriamo richiamare la Sua attenzione su alcuni punti che, a nostro avviso, sarebbe utile tenere presenti in vista dell’incontro con i coordinatori degli INTERCOMITES: Poiché ad oggi non è dato sapere, quale sia la posizione del Governo sulla riforma di COMITES e CGIE, forse sarebbe opportuno definire in modo formale tale orientamento perché la consultazione possa

avvenire su elementi certi e non su dialoghi informali. Negli stessi giorni si svolgeranno i lavori del Comitato di Presidenza del CGIE. Sarebbe preferibile, dunque, evitare incomprensibili e forse imbarazzanti parallelismi e prevedere che all’incontro possano partecipare anche i componenti dell’organismo dirigente del CGIE, espressione loro stessi dei COMITES e delle comunità all’estero, che potranno integrare utilmente le valutazioni dei coordinatori dei COMITES. La consultazione dei coordinatori degli INTERCOMITES può avere un valore pregnante a condizione che essi siano interpellati non uti singuli, ma come portatori degli orientamenti degli organismi che rappresentano. Per questo ci sembra indispensabile che non solo i coordinatori siano messi nella condizione di raccogliere, in apposite riunioni, le opinioni di tutti i presidenti dei COMITES del loro

Paese, ma che ciascun COMITES possa esprimere autonomamente le sue valutazioni, che saranno affidate ai Presidenti affinché siano rappresentate nella riunione dell’INTERCOMITES: La consultazione sistematica e formale dei COMITES, rinunciando a sbrigative scorciatoie che rischiano di determinare malintesi e approssimazioni, potrebbe essere affidata in tempi adeguati allo stesso CGIE che, come Lei ben sa essendone il Presidente, è per legge il maggior organismo di rappresentanza e di coordinamento delle comunità italiane all’estero e che da qualche tempo sta riservando molta attenzione ai rapporti con le rappresentanze istituzionali e associative presenti sul territorio dei maggiori Paesi di emigrazione. Dal momento che i disegni di legge debbono essere esaminati e approvati in entrambi i rami del Parlamento, francamente

non si comprende come dall’agenda degli incontri dei coordinatori degli INTERCOMITES manchi ogni contatto con la Camera dei deputati e, in particolare, con la Commissione Esteri e il Comitato per gli italiani nel mondo di questo ramo del Parlamento, che pur dovranno esaminare e a valutare la legge di riforma proveniente dal Senato. L’incontro a Roma con i coordinatori degli INTERCOMITES cade in vicinanza della preparazione dei documenti finanziari previsti dalla legge (assestamento 2009, finanziaria 2010, ecc.) e con l’importante provvedimento di riorganizzazione della rete consolare. Si potrebbe cogliere l’occasione, dunque, per acquisire “utili elementi di valutazione” anche su questi aspetti, non meno importanti di quelli relativi alla riforma degli istituti di rappresentanza. Poiché in una fase di ristrettezze finanziarie come quella che stiamo vivendo sono state opportunamente trovate le risorse occorrenti per la venuta a Roma dei coordinatori degli INTERCOMITES, vogliamo sperare che uno zelo non minore si riscontri per integrare le risorse del CGIE affinché possa completare per l’anno corrente le attività indispensabili previste dalla legge. Sicuri di un Suo attento ed efficace impegno per le questioni sulle quali abbiamo ritenuto di richiamare la Sua attenzione, La salutiamo cordialmente. Angeli Giuseppe, Berardi Amato, Bucchino Gino, Di Biagio Aldo, Farina Gianni, Fedi Marco, Garavini Laura, Merlo Riccardo, Narducci Franco, Picchi Guglielmo, Porta Fabio, Razzi Antonio

Rai: in Europa oscurata Il vino del Lazio conquista ancora una volta la nazionale azzurra il palato degli inglesi E’ approdato a Londra con successo il workshop del progetto “Castelli di Bacco”

ROMA - Il vino del Lazio conquista gli inglesi. E’ approdato a Londra con successo il workshop del progetto "Castelli di Bacco" Tour Europeo 2009, voluto dalla Regione Lazio e organizzato dall'Agenzia regionale per lo sviluppo dell'Agricoltura. "Sono rimasta davvero sorpresa dalla qualità dei vini del Lazio in degustazione", ha detto la nota critica di vini del Financial Times, Jancis Robinson, "una qualità che testimonia come la Regione Lazio abbia un potenziale vitivinicolo del quale molti non sono a conoscenza". E proprio per fare conoscere e commercializzare i vini

laziali sui più importanti mercati esteri, dopo una prima tappa nella Loira, la manifestazione è arrivata a Londra e proseguirà il suo viaggio con il Wine Expo di Bordeaux per finire poi con le tappe tedesche di Monaco e Berlino. La giornata si è svolta in una cornice prestigiosa nel centro della città e ha registrato la presenza di oltre 500 addetti ai lavori tra giornalisti specializzati, buyer di settore e appassionati. Dopo un pranzo preparato da Theo Randall, chef vincitore del titolo "Migliore cuoco di cucina Italiana 2008" per la Gran Bretagna, la giornata ha visto alternarsi degustazioni guidate e degustazioni

libere, nel corso delle quali è stato presentato il Lazio, le sue varie espressioni enologiche e i grandi territori della nostra regione, dalla Tuscia ai Castelli Romani, dal Frusinate all'Agro Pontino, con un'attenzione particolare dedicata ai nostri vitigni autoctoni. A promuovere il vino laziale erano presenti 12 aziende. "Abbiamo presentato il sistema "Vino del Lazio" in uno dei mercati più difficili e qualificati del mondo", ha detto il commissario straordinario di Arsial, Massimo Pallottini, "in una maniera altamente professionale che ha garantito un elevato riscontro negli incontri commerciali".

ROMA - All’indomani della partita di calcio Italia – Nuova Zelanda giocata mercoledì sera in Sud Africa e finita 4 a 3 per gli Azzurri, la Fnie – Fondazione Italiani in Europa del Lussemburgo – attraverso Claudia Morandi ha presentato un esposto alla procura di Roma perché la Rai ha oscurato la partita in territorio europeo. "Sono le ore 21.30 del 10 giugno 2009" si legge nell’esposto. "Rai Uno trasmette la partita di calcio amichevole Nuova Zelanda Italia. Qui in Europa, il canale RAI è oscurato e nessuno può vedere la partita. E, questa storia, dura da sempre. La RAI (Uno-Due-Tre) ha da sempre programmi completamente criptati (cioè totalmente oscurati). In particolare, quando trasmette partite di calcio

della nostra Nazionale (ma solo quando si giocano fuori Italia, mentre quando si giocano in Italia, si vedono). Poi quando vi sono film d’epoca, cartoons americani per bambini e in altre mille occasioni. In Rai è un continuo nero-bianco su tutt’e tre i canali, qui in Europa". generazione, cioè quelli che si sono spostati per ragioni di lavoro molti anni fa. E non i loro discendenti. Migliaia gli utenti della Rai in Europa si quindi vedono adesso discriminati nel vero senso della parola dall’oscuramento quasi quotidiano dei programmi Rai. Inutile aggiungere quanto ciò possa essere umiliante per chi, lasciata l’Italia per andare a lavorare fuori, ha contribuito in modo così determinante con le sue rimesse di soldi allo sviluppo economico del Paese".

EDITORE Cooperativa Editoriale L’Italiano Soc. Coop. a mutualità prev. Srl P.Iva 09341041003 REGISTRAZIONE Tribunale di Roma: 492007 del 02.03.2007 ROC: 15506 DIRETTORE Gian Luigi Ferretti VICEDIRETTORE Tullio Zembo DIRETTORE RESPONSABILE Salvatore Santangelo COLLABORANO Italia: Luigi Todini, Angelo De Simoni, Stefano Pelaggi, Eugenio Balsamo Simone Nastasi, Fabrizio Nuzzo Pasquale Campolo Mara De Gaetano Argentina: Daniel Bellicoso Salvatore Giuffrida Brasile: Adriano Bonaspetti, Stefano Andrini Paraguay: Elisabetta Deavi, Antonio Fossati Francia: Carlo Erio Germania: Alessandro Chiodo Svizzera: Antonio Zulian Principato di Monaco: Fabrizio Carbone USA: Luigi Solimeo Nino Antonelli ITALIA Redazione: Via C. Magni 41C 00147 Roma Tel.: 0651604709 Fax: 0651601481 redazione@litaliano.it Stampa Telestampa Centro Italia Srl Località Casale Marcangeli Oricola (AQ) ARGENTINA Redazione: Montevideo 431, 5° piso C1619ABI B.Aires Tel.: 4372-6111 zembot@fibertel.com.ar Stampa: Diario del Viajero Av. de Mayo 666 C1084AAO B. Aires Distribuzione: Antonio Felix De Bonis Estados Unidos 1788, 3° piso - 2 Buenos Aires Tel. 1564193564 Fax: 4305-1175 afdebonis@tutopia.com

Unione Stampa Periodica Italiana

F.U.S.I.E.


PAGINA

6

L’ITALIANO VENERDI’ 12 GIUGNO 2009

ESTERI

Oggi le elezioni nel paese asiatico IL CONSIGLIO DEI GUARDIANI HA AMMESSO ALTRI TRE CANDIDATI OLTRE AL PRESIDENTE IN CARICA AL VOTO POCO PIUʼ DI 46 MILIONI DI PERSONE

Iran, parte la sfida ad Ahmadinejad Oltre al presidente in carica Mahmud Ahmadinejad, in corsa per il secondo mandato quadriennale, il Consiglio dei guardiani della costituzione ha ammesso altri tre candidati al voto di oggi in Iran: l'ex primo ministro Mir-Hossein Moussavi, l'ex speaker del Parlamento Mehdi Karroubi e l'ex comandante dei Pasdaran Mohsen Rezaei. Mahmoud Ahmadinejad, l’ultraconservatore, potrebbe passare alla storia come il primo dei sei presidenti saliti al potere dopo la Rivoluzione islamica a non riuscire a rinnovare il mandato. Nato nel 1965 nel villaggio di Aradan, vicino Garmsar, si è distinto per il suo approccio populista, dando grande enfasi al suo atteggiamento di vita semplice. Ha più volte causato dissenso e preoccupazione nella comunità internazionale per aver in più di una occasione negato l'Olocausto e lo Stato di Israele, definito "il nemico sionista". Ma soprattutto per la decisione di ripristinare il programma nucleare. Hossein Musavi, 67 anni, è stato ministro degli Esteri all'inizio della guerra Iran-Iraq, nel 1980, e in seguito è divenuto anche primo ministro. Durante la presidenza del "moderato" Khatami, è stato suo consigliere. Molti osservatori lo definiscono un pragmatico e una persona capace nell'amministrazione. Per questo è probabile che molti elettori lo potranno sostenere nella crisi economica. Ha fama di moderato ma è comunque un convinto assertore del sistema islamico e cono-

IL PRESIDENTE IRANIANO MAHMUD AHMADINEJAD

sciuto come un anti-americano. Mehdi Kharroubi, 73 anni, è stato due volte presidente della Majlis (parlamento) nei periodi 1990-1992 e 2000-2004, sotto la presidenza del moderato Khatami. Ma, insieme al suo partito, l'Etemad Melli, accusa i radicali al potere di andare verso una società secolare e vorrebbe ritornare al sistema islamico fondato da Khomeini. Tra le sue proposte,

la distensione con l'occidente e uno stop al programma nucleare. Ha spesso criticato Ahmadinejad per le opinioni negazioniste sull'Olocausto e le accuse contro Israele. Mohsen Rezaei, 55 anni, proviene dai pasdaran (i Guardiani della rivoluzione). Dal '97 ha lavorato a stretto contatto con l'ex presidente Hashemi Rafsanjani. Viene presentato come un conservatore. Dall'Argentina è ac-

cusato di aver orchestrato un attacco terrorista ad un centro ebraico a Buenos Aires nel 1994. I candidati eliminati sono stati 471, tra i quali tutte le 42 donne che si erano presentate. Gli elettori sono poco più di 46 milioni, su una popolazione totale di 72 milioni. Possono votare tutti i cittadini che abbiano compiuto i 18 anni. Fino alle ultime elezioni presidenziali, nel 2005, il limite minimo di età era di

15 anni. Vince al primo turno il candidato che ottiene oltre il 50 per cento dei voti espressi. Se nessun candidato riesce a superare questa soglia, i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti vanno al ballottaggio, una settimana dopo. Solo una volta nella storia della Repubblica islamica si è andati al ballottaggio. E' stato nelle scorse elezioni, quando vinse Mahmud Ah-

madinejad battendo l'ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani. Nel 2005 l'afflusso alle urne al primo turno è stato del 63 per cento. Al ballottaggio del 60 per cento. Il presidente è eletto per un mandato quadriennale, e può essere rieletto per un solo altro mandato consecutivo. Ma anche dopo due mandati, può tornare a candidarsi dopo un intervallo di almeno quattro anni.

L’Ufficio indagini smentisce ogni relazione tra i tubi pitot e l’incidente

Ancora mistero sull’aereo Air France caduto La Bea: “Non fu colpa dei sensori di velocità” Il disastro aereo dell'Airbus dell'Air France precipitato non è stato causato dai sensori di velocità. Lo ha reso noto il Bea, l'Ufficio delle indagini e delle analisi per la sicurezza civile. "Non c'è alcun collegamento tra i tubi pitot e le cause dell'incidente", ha detto un portavoce della Bea, aggiungendo che "problemi e incidenti sono stati individuati. Li stiamo studiando". "Questo non vuol dire che volare senza aver sostituito questi pez-

zi sia più pericoloso", ha detto. La Bea non ha voluto commentare un altro scenario avanzato ieri da Le Figaro secondo cui l'incidente sarebbe da attribuire a una rottura di oblò. E Airbus da parte sua ha smentito la notizia data dal quotidiano che il produttore aeronautico avrebbe intenzione di bloccare tutti gli A330 e A340 a lungo raggio per il cambio delle sonde. Ad esprimere dubbi sul fatto che le sonde di velocità siano la cau-

sa dell'incidente è stato anche il direttore generale di Air France, PierreHenri Gourgeon, che non s'è detto convinto dell'ipotesi, pur confermando il programma di accelerazione del cambio delle sonde pivot sui modelli 330 e 340. "Il programma è stato accelerato perché sappiamo che c'è un problema di misurazione di velocità". Ai giornalisti che gli chiedevano del perché l'Air France non avesse agito con trasparenza denun-

ciando subito il difetto delle sonde, Gourgeon ha risposto: "Perché non sono convinto che siano proprio le sonde la causa dell'incidente e quindi non avevo ragione di fare un comunicato". Intanto si preannuncia complicato il recupero delle scatole nere fino a 5000 metri di profondità nell'oceano. Il direttore di Air France ha ribadito che comunque le ricerche continueranno fino al 19 giugno a anche più se necessario.

MISTERO SULLE CAUSE DELL’INCIDENTE AEREO


PAGINA L’ITALIANO VENERDI’ 12 GIUGNO 2009

7

SPORT

Le merengues verso una nuova squadra “galactica” IL PORTOGHESE CEDUTO DAL MANCHESTER UNITED ALLA CIFRA SUPER DI 93 MILIONI DI EURO ORA A MADRID ASPETTANO DI VEDERLO CON IL BRASILIANO È finita come in molti, quasi tutti, si aspettavano a Manchester: dopo sei stagioni Cristiano Ronaldo saluta l'Old Trafford per coronare il suo sogno spagnolo nel Real Madrid, nelle cui file il portoghese è passato alla modica cifra di 93 milioni di euro. Da tempo Sir Alex Ferguson si era rassegnato a perdere il talento di Madeira. In cuor suo sperava di trattenerlo ancora un anno, forse due. Come era riuscito 12 mesi fa quando si era addirittura rivolto alla Fifa per stoppare le ingerenze del Real Madrid. O come nel marzo 2007 quando - di fronte ai primi timidi corteggiamenti del Real - aveva blindato il 24enne portoghese con un nuovo contratto da sette milione di euro all'anno con scadenza 2012. Ma anche il manager scozzese infine si è convinto che di fronte ai 93 milioni di euro del Real Madrid non si poteva più tergiversare. Anche perché i rapporti con le merengues, pessimi negli ultimi 24 mesi, si sono normalizzati con l'arrivo di Florentino Perez, buon amico di David Gill, direttore generale dello United. Ferguson si è anche convinto che dopo l'ennesima stagione di successo Ronaldo, mai amatissimo nello spogliatoio dei Red Devils per i suoi atteggiamenti da prima donna, rischiava di smarrire le giuste motivazioni. Resta

CALCIOMERCATO

Ronaldo-Kakà: il Real forma la coppia dei sogni

CRISTIANO RONALDO, ULTIMO COLPO DEL REAL DI FLORENTINO PEREZ

comunque enorme la perdita tecnica dello United, che si priva di un giocatore capace di segnare 117 gol in 284 partite, 25 la scorsa stagione, addirittura 42 in quella precedente. Prestazioni che gli hanno consentito di vincere il Pallone d'Oro lo scorso inverno. E di vincere praticamente tutto in campo. Ronaldo saluta l'Inghilterra da multimilionario e con un palmares da fare invidia: tre Premier League, una Fa Cup, due Coppe di Lega, una Champions League e un mondiale per club. Trovare un sostituto capace di farlo dimenticare (anche se non è mai riuscito a conquistare il cuore dei tifosi dello Uni-

ted, troppo individualista) è impossibile. Più probabile che Ferguson, in questi giorni in vacanza in Costa Azzurra e atteso a Manchester solo il 26 giugno, punti sul rafforzamento complessivo della squadra. Con due o tre acquisti mirati. I nomi più gettonati in queste ore sono quelli dell'ecuadoregno Luis Antonio Valencia (Wigan), del francese Frank Ribery e del centravanti del Lione Karim Benzema. E torna d'attualità anche la conferma di Carlos Tevez che fino a ieri era dato sicuro partente. Non va neppure trascurata la delicata situazione finanziaria del club: il Manchester United è sì il club più ricco al

mondo (dal valore di 1,42 miliardi di euro secondo Forbes), ma è anche zavorrato da una montagna di debiti (tra 760 e 790 milioni di euro). La proprietà, della famiglia statunitense Glazer, ha più volte ribadito il massimo impegno economico, ma non è escluso che tra le ragioni della clamorosa cessione ci sia anche la necessità di fare cassa, ottimizzando un'investimento quintuplicato nel giro di sei anni: dai 18 milioni spesi nell'estate 2003 per strapparlo allo Sporting Lisbona ai 93 incassati dal Real Madrid. Un'altra buona ragione per accettare la separazione, inevitabile non meno che indolore.

Cobolli: “Juve-D’Agostino: siamo a metà strada” "Per D'Agostino c'è in corso una trattativa, è lunga ma le speranze non mancano, c'è da far quadrare le richieste con le offerte. A che punto siamo? A metà strada". A fare il punto sulla trattativa tra Juve e Udinese per il centrocampista è Giovanni Cobolli Gigli, all'ingresso in Lega Calcio. Il presidente della Vecchia Signora conferma che il problema è rappresentato "dalle contropartite e dal valore" ma ribadisce che "Giovinco interessa moltissimo a Ferrara", per cui non si muoverà. D'Agostino "è un gran centrocampista" ma "Secco e Blanc stanno lavorando con grande determinazione su più campi, alternative ce ne sono di sicuro". Su Pandev Cobolli Gigli ribadisce quanto detto in altre occasioni e cioè che l'attaccante macedone "è un buon giocatore ma se fossimo interessati ne parleremmo con Lotito e questo non è ancora avvenuto" mentre per quanto riguarda Trezeguet è un "giocatore che interessa sempre alla Juventus, lui vuole avere maggiori opportunità di giocare, se si presentas-

IL PRESIDENTE COBOLLI

sero occasioni interessanti per noi e per lui le valuteremmo. La Roma? Bisogna che ci siano opportunità e in questo momento non ho riscontri. Pasqual? È un buon giocatore ma ce ne sono diversi e siamo solo all'inizio trattative del mercato, da qui alla fine può venir fuori un nome piuttosto che un altro". Guardando in casa d'altri, il Milan si è fortemente indebolito con la cessione di Kakà ma "dipende, perchè ha realizzato un ottimo valore dalla cessione e bisogna vedere come lo sostituirà. Credo che ci siano momenti in cui un gestore di squadra di calcio deve necessariamente un giocatore che fa parte del suo patrimonio per rinverdire la rosa".

Lo svedese dell’Inter sempre più vicino al Barcellona

Il tecnico del Milan si tiene stretto i suoi gioielli

Ibra fa il misterioso: “So dove giocherò”

Leonardo rassicura tutti: “Pato e Pirlo? Restano”

Sia l'Inter che il Barcellona negano qualsiasi accordo ma Zlatan Ibrahimovic sembra aver chiaro quale sia il suo futuro. Protagonista mercoledì della vittoria della Svezia su Malta, al termine dell'incontro l'attaccante nerazzurro ha voluto lasciare un alone di mistero attorno a quella che sarà la squadra in cui militerà la prossima stagione. Intercettato dall'emittente svedese Tv4, al giornalista che gli chiedeva se non trovasse strano il fatto di non sapere dove giocherà il prossimo anno, Ibra ha risposto deciso: "Io so dove giocherò, ma lo tengo per me. Se questo mi fa senti-

Pato e Pirlo, assicura il nuovo tecnico del Milan Leonardo, “non si muoveranno da Milano. Sono entrambi importantissimi per la prossima squadra - osserva il brasiliano parlando con i giornalisti a Venezia - Sono fondamentali e fanno parte, soprattutto Pirlo, di un passato recente e vincente”. Leonardo, che a Venezia ha ricevuto il master a honorem in strategie per il business dello sport, definisce “rumor inevitabili” le voci attorno alla fuga di campioni del Milan. “I giocatori conoscono molto bene la nostra società spiega il tecnico brasiliano - i rumor ci sono e ci saranno soprattutto in questo

ZLATAN IBRAHIMOVIC

re bene? Molto", ha aggiunto con un enorme sorriso. Frasi che in Spagna interpretano in un modo

solo: la trattativa per il suo trasferimento al Barcellona starebbe andando a gonfie vele.

LEONARDO

momento. Sarà solo quando chiuderemo il mercato che la rosa sarà completa”. Non conferma né smentisce

che del gruppo possa fare parte anche Dzeko. “Si, mi piace molto” si limita a dire.


PAGINA

8

CONTROCOPERTINA - SPORT

L’ITALIANO VENERDI’ 12 GIUGNO 2009

Ribéry, Toni, Seedorf, sono solo alcuni dei nomi che potrebbero spiccare il volo verso altri lidi e quindi cambiare maglia. Sul forte esterno c’è il Manchester, l’attaccante potrebbe tornare in Italia

Milan, Cassano è più di una ipotesi. Sarà derby con l’Inter? MARA DE GAETANO

ROMA - Se l'imminente avvento della Confederations' Cup concentrerà le attenzioni di media e tifosi sul calcio giocato, non si spegneranno certo i riflettori sul pianeta mercato e sulle varie orbite che gli gireranno attorno. In un periodo di trasferimenti milionari e di cifre da capogiro, è naturale che ci sia la curiosità nonché la speranza di sapere quali saranno i giocatori che nella prossima stagione vestiranno una maglia piuttosto che un'altra. Come ogni estate, il totocampioni impazza, così come il totoallenatori perché, si sa, scegliere il tecnico giusto non è certo cosa da poco conto. Ci si guarda attorno, si osserva l'erba del vicino per attrezzarsi al meglio con le contromisure del caso, si muovono le proprie pedine con attenzione evitando di fare mosse azzardate. Il mercato è in fermento, e, come da copione, sono soprattutto le grandi di casa nostra a dimostrarsi più attive e propositive. Per la verità, sarebbe più indicato parlare di un mercato maggiormente propenso alla riparazione piuttosto che ai rinforzi, alla luce delle cessioni mi-

lionarie degli ultimi giorni che hanno dato un po' di ossigeno alle precarie condizioni finanziarie in cui versano le società italiane. Poco male, economizzare non sarà un impedimento alla ricerca di nomi importanti, nella speranza di concretizzare scelte mirate in grado di risultare efficaci. Ecco quindi, in casa Milan, spuntare il nome di Cassano, che i più davano in procinto di accasarsi all'Inter ma che non sembra aver ancora trovato l'accordo con nessun club: “Ho visto i sondaggi e so che i tifosi del Milan vedrebbero di buon occhio il trasferimento di Antonio in maglia rossonera - ha detto Beppe Bozzo, agente del giocatore naturalmente certe manifestazioni d'affetto fanno piacere, però non è il momento di dichiarazioni ufficiali”. Tutto rimandato ai prossimi giorni quindi, perché al momento non vi sono novità di rilievo, a parte il gradimento per l'eventuale operazione da parte dell'entourage di via Turati. Stop al Milan invece da parte del direttore generale del Wolfsburg: “Dzeko è incedibile”. Il centravanti bosniaco, non sembrerebbe quindi interessato ad ascoltare le proposte

dei rossoneri. Clarence Seedorf invece è stato chiaro, nonostante voci incessanti continuino a dare per molto probabile il suo passaggio al Chelsea: “Sono contento che Carlo (Ancelotti) mi voglia con lui, ma resterò al Milan anche il prossimo anno”. Intanto, Sergio Floccari e Pelè, nuovi acquisti del Genoa, si sono sottoposti alle visite mediche; il portoghese non ha voluto rilasciare dichiarazioni, mentre l'ex attaccante dell'Atalanta ha manifestato il suo entusiasmo per aver scelto il club ligure: “E' una piazza importante,

Parma: il sogno si chiama Pavel Nedved MILANO - "Io non ne so niente, ma è chiaro che Nedved è un campione che fa brillare gli occhi solo a pensarlo". Il centrocampista ceco è uno dei tanti sogni fra le idee di mercato di Tommaso Ghirardi per il prossimo Parma che affronterà di nuovo la Serie A. Come l'ex juventino "è un sogno" Di Natale, oppure Giuseppe Rossi, per il quale Ghirardi sarebbe pronto ad accettare una comproprietà "anche se - ammette - non penso possa più rientrare nei progetti del Parma. È uno per grandi club e non si doveva farlo scappare all'estero". Nella lista c'è pure Jimenez: "È un ragazzo che ci interessa per caratteristiche, voglia di crescere e di emergere. Ma se l'Inter - spiega Ghirardi - avrà delle offerte importanti come si legge sui giornali, il Parma non potrà essere competitivo". Il progetto concreto e più importante, comunque è trattenere Alberto Paloschi, ora in comproprietà con il Milan. "L'operazione è difficile per entrambe le società", ma Ghirardi confida sulla voglia del giocatore di "fare ancora un anno al Parma e poi confrontarsi con una piazza importante come il Milan. Non posso non pensare che non sogni di tornare al Milan, però, essendo un ragazzo maturo, un'altra esperienza in A potrebbe essere interessante". DI VAIO — Marco Di Vaio ha sempre detto di non voler lasciare il Bologna, nemmeno per una squadra della sua Roma. Ma nelle ultime ore qualcosa si è incrinato a proposito dell'ingaggio. La società rossoblù smentisce, ricordando che il contratto è stato rinnovato qualche settimana fa fino al 2011 ed è stato già depositato in Lega". Ma il secondo miglior cannoniere del campionato appena finito è scontento. Inoltre alla finestra c'è la Lazio, spettatore particolarmente interessato. Probabile un incontro con i vertici bolognesi nei prossimi giorni. FIORENTINA — Intanto la Fiorentina è pronta a rinnovare il contratto a Manuel Pasqual, in scadenza nel 2010. Lo ha raccontato il suo procuratore, Gastone Rizzato. Il difensore però piace alla Juventus. "Il club, tramite Pantaleo Corvino, mi ha convocato la scorsa settimana e mi ha detto che la società è interessata a proporre un nuovo contratto a Pasqual - le parole di Rizzato - ne ho parlato con il ragazzo che adesso è in vacanza, ho detto a Corvino che appena rientrerà, alla fine della prossima settimana, ci incontreremo e inizieremo questa trattativa. Se nel frattempo arrivasse qualche offerta alla Fiorentina che possa far cambiare idea alla società, ci informeranno e valuteremo questa eventuale proposta. Siamo sereni e aspettiamo". CELLINO SU... LOTITO — Senza troppi fronzoli e con una buona dose di sarcasmo, il presidente del Cagliari Massimo Cellino sconsiglia al suo allenatore, Massimiliano Allegri, di trasferirsi sulla panchina della Lazio. "Non so se Allegri e Lotito si siano sentiti - ha sorriso Cellino al suo arrivo in Lega calcio -. Ma, se si fossero sentiti, il rischio che Allegri possa andare alla Lazio non ci sarebbe più, perchè uno che conosce Lotito...". "Allegri è un ottimo allenatore, ma non mi strappo i capelli per nessuno. Il discorso ha concluso il presidente del Cagliari - è che a quel ragazzo voglio troppo bene per fargli uno scherzo di cattivo gusto del genere lasciandolo andare lì".

sono molto contento di essere arrivato in questa città dove la gente vive il calcio con una passione straordinaria”. Incerto, anche il futuro di Luca Toni, che dopo l'esperienza tedesca, starebbe valutando la possibilità di un ritorno a casa, sebbene la

destinazione sia tutt'altro che decisa. Ufficializzato invece l'ingaggio del nuovo allenatore del Catania: si tratta di Gianluca Atzori, 38 anni, reduce da una stagione alla guida del Ravenna ed ex giocatore di Lodigiani, Torino, Ternana, Reggina, Ravenna, Empoli e Palermo. Un ritorno, quello di Atzori nella città siciliana, dopo l'esperienza vissuta nella stagione 2007/2008 come vice di Silvio Baldini e Walter Zenga. Il tecnico sarà presentato domani mattina. Non si placa invece, la voglia di acquisto del Genoa; quasi fatta per Kharja, ed ottime possibilità di chiudere per Moussa Dembelè, fresco vincitore di scudetto in Olanda con l'Az Alkmaar. IL PENSIERO DI GALLIANI - 93 milioni di euro. La cifra che il Real Madrid verserà nelle casse del Manchester United per Cristiano Ronaldo, rappresenta un record difficilmente raggiungibile in questo mercato estivo che sta regalando colpi inaspettati. Non solo perché non esiste altra squadra che possa permettersi certe cifre, ma anche perché venduti Kakà e il portoghese nessun altro potrà sperare di incassare tanti milioni. Neanche Moratti con l’eventuale cessione di Ibrahimovic e Maicon. Se i grandi colpi riguardano solo le spagnole o al massimo qualche società inglese, il mercato italiano gravita attorno a ciò che rimane, le briciole, inseguendo l’affare a basso costo. Dopo aver concluso l’acquisto di Alvarez, al Pisa nella stagione appena conclusa, il neo promosso Bari segue con molta attenzione i due napoletani Zalayeta e Pazienza che non rientrerebbero più nei piani di Donadoni. Sempre a caccia di un grande colpo è il Milan al quale ieri era stato accostato anche Antonio Cassano: “Quand'era al Real Madrid ci ho pensato -ha detto oggi Galliani- ma poi l'idea è stata bocciata e non se n'è fatto niente. L'attaccante barese della Sampdoria mi piace molto, chi non lo vorrebbe in squadra vista anche la sua recente crescita, ma ora ci serve soprattutto una punta di peso perchè in quel ruolo siamo già coperti con Ronaldinho".


L'ITALIANO