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ALGUNO DICE QUE NO! El programa nr 1 de la comunidad italiana en la Argentina. De lunes a viernes de 11 a 12 hrs. Por AM990 Radio Spendid Conduccion: Tullio Zembo

L ITALIANO

ANNO III - NUMERO 105 - MERCOLEDI’ 10 GIUGNO 2009 • QUOTIDIANO PER GLI ITALIANI NEL MONDO • WWW.LITALIANO.IT • ITALIA 0,50 • ARGENTINA $ 1

Intesa tra il presidente del Consiglio e il leader della Lega. Niente appoggio al sì nel referendum del 21 giugno. Pieno sostegno ai candidati del centrodestra ai ballottaggi. Fini: «Andrò a votare e spero che ci vadano anche gli italiani» ALLA PAG. 2

dalo CHIATA DAL NUCLEO INVESTIGATIVO ESTERI 6 A RETE DI CORRUZIONE LEGATA A DIVERSE Airbus caduto, si prendono provvedimenti RE OSPEDALIERE DELLA CAPITALE SETTIMANA DALLʼINCIDENTE DELLʼATLANTICO, QuiAttualità A UNA QuiMondo

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ATTUALITA’

GNO 2009

BERLUSCONI-BOSSI, PATTO DI FERRO PAGINA

L’ITALIANO MERCOLEDI’ 10 GIUGNO 2009

LA COMPAGNIA FRANCESE SOSTITUISCE TUTTI I RILEVATORI DI VELOCITAʼ SUI PROPRI VELIVOLI

L'Air France ha ceduto alle pressioni dei suoi piloti per la sicurezza degli aerei. A una settimana dal disastro del volo RioParigi, costato la vita a 228 persone, la compagnia di bandiera francese ha accettato di sostituire i sensori di velocità su tutti i suoi Airbus A330 e A340. Finora la compagnia di bandiera francese aveva evitato di dare il via alla sostituzione già programmata per evitare un collegamento diretto tra la tragedia e la strumentazione di bordo. Adesso il cambio di rotta: Air France ha sottoposto ai piloti "un calendario di sostituzione" delle sonde Pitot che adesso prevede che nessun aereo potrà decollare se non avrà sostituito almeno due dei tre sensori per la pressione "dinamica", quelli che permettono di conoscere la velocità a cui procede il velivolo. L'annuncio è stato dato Erick Derivry, portavoce del sindacato dei piloti Snpl: "A partire da oggi, tutti gli aerei saranno modificati, anche se ciò comporterà dei ritardi", ha spiegato. Gli Airbus del tipo A330, così come quelli del volo A447 inabissatosi il primo giugno al largo del Brasile, possie-

QuiArgentina Il giornalista Hernan Buzzella racconta i retroscena della campagna elettorale: «Nestor in campo per salvare la moglie»

VATICANO

Scandalo malasanità in Sensori, numerose strutture ospedaliere della Capitale: nove gli arresti

Sensori di velocità nuovi La Cei: agenzia umanitaria Air corre ai“Né ripari perFrance tutti gli aerei Air France: a pag. 3 né estranei alla società” società che garantivano lo decide la compagnia ad Sport questi servizi, il direttore amministrativo avrebFinalmente la verità di Kakà: «E’ vero be riscosso tangenti e dalla strage una settimana favorito - come ha spie-

anità, 9 arresti a Roma

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ALGUNO DICE QUE NO! Il programma nr 1 della collettività italiana in Argentina Da lunedì a venerdì dalle 11 alle 12. Am990 Radio Splendid Conduce: Tullio Zembo

alla pag. 2 gato il maggiore Loren-

zo Sabatino, comandante del Nucleo investigativo dell'Arma nel corso di una conferenza stampa - "l'utilizzazione di un metodo di conteggio delle degenze del tutto errato che di fatto generava sistematicamente un aumento considerevole e non rispondente alla realtà del numero delle persone che risultavano ammesse a vitto e sottoposte a ricovero, con la conseguente lie-

AIR FRANCE INTERVIENE SUI SENSORI DOPO L’INCIDENTE DI LUNEDÌ SCORSO

alla pag. 6

sono un giocatore del Real Madrid, manca solo la firma. Mi spiace, a Milano lascio il cuore»

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Sport

MONSIGNOR BAGNASCO

Né “agenzia umanitaria” né interprete di una fede “disincarnata” estra-

“Fior di milioni... per fior di bidoni”. Nostro viaggio nel calcio italiano che continua ad acquistare pseudo-campioni stranieri e non valorizza i nostri talenti a pag. 8 italiani riconfermano “una netta presa di distanza” da quelle visioni


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L’ITALIANO MERCOLEDI’ 10 GIUGNO 2009

POLITICA ITALIANA

La maggioranza fa squadra I DUE LEADER CON UNA NOTA ANNUNCIANO LʼIMPEGNO COMUNE IN VISTA DEI BALLOTTAGGI AMMINISTRATIVI, MENTRE ANCHE IL PDL MOLLA IL REFERENDUM

Mentre si va stabilizzando il quadro della tornata amministrativa, che incrocia l'esame del voto europeo, entra nel vivo la battaglia referendaria. Ed è proprio in vista del prossimo appuntamento con le urne, insieme ai ballottaggi locali ma 'pesanti’, che arriva la prima presa di posizione ufficiale di Silvio Berlusconi. Tanto ufficiale che è una nota di palazzo Chigi a sancire che il presidente del Consiglio ed Umberto Bossi "in vista dei prossimi ballottaggi per le elezioni amministrative, hanno condiviso la necessità di un comune e forte impegno del Popolo della Libertà e della Lega Nord a sostegno dei loro candidati, per completare l'eccezionale successo della quasi totalità delle amministrazioni già conquistate al primo turno. A tal fine hanno garantito il loro personale coinvolgimento nelle ultime due settimane di campagna elettorale". Invece, prosegue la nota della Presidenza del Consiglio, Berlusconi "ha altresì ritenuto di esplicitare che la riforma della legge elettorale debba essere conseguente alle da tutti auspicate riforme del bicameralismo perfetto e che, pertanto, non appare oggi opportuno un sostegno diretto al refe-

ECONOMIA

Berlusconi-Bossi, l’asse si rinsalda

SILVIO BERLUSCONI E UMBERTO BOSSI

rendum del 21 giugno". Paolo Bonaiuti conferma che "di fronte a risultati come questi, con province intere che vengono portate via alla sinistra soprattutto nel Nord, e con città come Firenze e Prato, quest'ultima governata da 63 anni dalla sinistra, in cui si arriva a un ballottaggio che nessuno poteva prevedere, l'umore di Berlusconi non può che essere eccellente". Al fianco di Berlusconi si schiera anche il ministro lumbard Roberto Calderoli: "Chi dice che Berlusconi è stato la-

sciato solo ha assolutamente ragione. Il rapporto con l'elettorato, con il popolo, deve essere mantenuto costantemente. E io di grossa attività sul territorio non ne ho vista da parte del Pdl". "Come sempre aggiunge - è dovuto scendere in campo lui, Berlusconi, negli ultimi giorni. Ma non ha senso che debba intervenire sempre e solo lui a tentare il recupero sul filo di lana...". L'Idv si assegna un futuro "da partito di opposizione a partito del cambiamento" e Di Pietro riunirà il 22 giugno

l'esecutivo del partito "contenitore di quella società civile che non vuole stare solo a guardare, ma che vuole partecipare al cambiamento". "È stata una campagna elettorale orribile in cui non si è parlato di Europa e questo ha fatto male alle stesse istituzioni europee", è il rammarico del ministro per le Politiche europee, Andrea Ronchi, per il quale "l'affermazione di partiti euroscettici e xenofobi deriva da un'Europa che appare fredda, sempre più lontana, vissuta e vista con distacco".

Marchionne avvisa gli Usa “Non molliamo Chrysler” La Fiat non molla la presa su Chrysler, nonostante negli Usa la Corte Suprema abbia congelato a tempo indeterminato la vendita degli asset della compagnia di Detroit. La sentenza della Corte Suprema, che ha accolto la richiesta dei fondi pensione dell'Indiana di sospendere temporaneamente la cessione di Chrysler alla Fiat, non specifica quanto durerà il rinvio. Se i tempi saranno brevi l'intesa con Fiat procederà speditamente. Se invece saranno lunghi la cessione delle attività Chrysler alla newco potrebbe richiedere settimane, o addirittura mesi per essere completata. Nel frattempo la Fiat ha chiarito che intende andare avanti con la sua offerta, anche se il rinvio andrà oltre la scadenza del 15 giugno, fissata per l'ufficializzazione dell'intesa con Chrysler. "Non ce ne andremo mai" rivela l'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne. Il giudice Ruth Bader Ginsburg, che lunedì ha sospeso la vendita, potrebbe ora decidere di esaminare il ricorso dei tre fondi pensione da sola, affrettando

SERGIO MARCHIONNE

così la procedura, oppure potrebbe chiedere agli altri giudici di valutare se è il caso di riunire l'intero collegio in seduta plenaria per riesaminare il caso, come chiedono i creditori di Chrysler. Una procedura di questo tipo raramente viene utilizzata dalla Corte Suprema per prendere in esame casi come quello di Chrysler e, negli ultimi anni, è stata adottata solo per i casi di pena di morte, per quelli di terrorismo e per i finanziamenti illeciti in campagna elettorale. I tre fondi pensione dell'Indiana sostengono che l'accordo Fiat-Chrysler viola le leggi sul fallimento e che il governo Usa non ha diritto di usare i fondi del piano Tarp, destinati al settore finanziario, per aiutare il comparto dell'auto.

Il ministro pensa ad un guadagno di almeno il 50% Parla la leader di Confindustria

L’obiettivo di Brunetta “Aumentare a costo zero la produttività” Innovazione per l’efficienza: è questo l’appello ripetuto, quasi come fosse un mantra, dal ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta durante la Giornata nazionale dell'innovazione organizzata dal suo ministero. “Con poche innovazioni – ha osservato Brunetta – potremmo aumentare la produttività nella pubblica amministrazione fino al 50% e a costo quasi zero. Un esempio: al tribunale di Roma domani (oggi, ndr) sarà presentata un’innovazione che risolverà il problema delle notifiche, degli accessi e della produttività al costo

irrisorio di 100-150 mila euro. Come nel tribunale di Roma, che è il più grande d'Europa e forse del mondo, la stessa cosa si può fare in tutti gli altri tribunali d'Italia”. Analoghi interventi, secondo il ministro, sono possibili anche in altri settori chiave come quello della sanità: "In questo ambito – sottolinea il ministro - l'innovazione potrebbe portare a un risparmio del 10% che equivarrebbero a risorse pari a 10, 20 o anche 30 miliardi di euro". Altro settore è la scuola dove secondo il titolare del dicastero della Pubblica amministrazione “bastereb-

be far funzionare la rete che già collega tutte le realtà italiane e il ministero ma nella quale oggi non passa niente”. Si tratta, in sostanza, di mettere in atto una serie di interventi mirati per rendere più produttive alcuni settori fondamentali dell’amministrazione del nostro paese, anche per reperire maggiori risorse spendibili per contrastare la crisi economica. Proprio a proposito dell’attuale congiuntura negativa il ministro Brunetta ha sottolineato come sia opportuno “costruire un percorsoponte, da avviare subito, per fare ripartire consumi e investimenti interni. Questo percorso – ha aggiunto - deve però essere condito da processi di semplificazione e razionalizzazione normativa e dalla privatizzazione delle public utilities”.

Marcegaglia d’accordo “Un buon governo passa per l’efficienza” L’analisi di Brunetta ha incontrato i favori del presidente di Confindustria Emma Marcegaglia: "Un buon governo – ha detto la leader degli industriali passa per un'amministrazione efficiente. Nel contesto in cui ci troviamo – ha aggiunto - è necessario fare sistema: ricerca e innovazione sono fondamentali. La crisi non deve distoglierci da questo, vogliamo lavorare in una logica di medio termine e siamo fortemente convinti che per avere una crescita duratura negli anni bisogna investire molto in modo serio e non parcellizzato". Gli imprenditori

in questo sono pronti a fare la loro parte: "Stiamo lavorando con tutto il sistema confindustriale coordinato da Diana Bracco per dare il nostro contributo fattivo, troppo spesso nel nostro Paese – ha spiegato - ci si è limitati a dire e a scrivere programmi e poi ci si è fermati nell'applicazione. Noi vogliamo lavorare per fare buoni programmi e nuove leggi ma, soprattutto, per dare un contributo alla loro applicazione. E' il momento per fare tutti insieme un salto di qualità e l'efficienza della pubblica amministrazione è un passo fondamentale”.

EMMA MARCEGAGLIA


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ATTUALITA’

Malasanità, 9 arresti a Roma I pasti venivano ‘serviti’ ad ammalati inesistenti, il servizio di lavanderia funzionava anche per i pazienti che da tempo erano tornati a casa. Invece di sottrarle, sommavano le 'uscite’ alle presenze, alterando il dato reale delle spese e guadagnando ingenti somme di denaro a danno dell'amministrazione pubblica. Una indagine lunga e complicata che ha portato alla scoperta di una fitta rete di corruzione, quella portata a termine dai carabinieri del Nucleo investigativo di Roma che hanno arrestato nove persone accusate a vario titolo di corruzione, falsità ideologica, truffa ai danni del Servizio sanitario regionale e favoreggiamento. "Una ragnatela" di corruzione, come l'ha definita il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo che ha coordinato l'inchiesta con i sostituti Giovanni Bombardieri e Maria Cristina Palaia. Gli arrestati sono dirigenti e funzionari della sanità pubblica e imprenditori titolari di appalti con la pubblica amministrazione e alcuni loro impiegati. Cinque persone sono state rinchiuse in carcere, quattro sono ai domiciliari e altre tre sono indagate a piede libero. Nessun medico coinvolto. Tra gli arrestati c'è anche il direttore amministrati-

ROMA, SCOPERTO UN GIRO DI MALASANITÀ

vo del "Santa Maria Addolorata", struttura del "San Giovanni". F. C., 70 anni, ieri mattina è stato svegliato dai militari che in casa gli hanno trovato durante una perquisizione 40 mila euro in contanti. Un'indagine iniziata due anni fa quando i carabinieri arrestarono

un imprenditore che per aggiudicarsi un appalto per la sicurezza interna pagò una tangente di 20 mila euro. Da quel fatto i carabinieri sono riusciti a fare luce sulla gestione dei servizi di mensa e lavanderia. Per anni, d'accordo con i titolari e i rappresentanti delle due

società che garantivano questi servizi, il direttore amministrativo avrebbe riscosso tangenti e favorito - come ha spiegato il maggiore Lorenzo Sabatino, comandante del Nucleo investigativo dell'Arma nel corso di una conferenza stampa - "l'utilizzazione di un metodo di conteggio delle degenze del tutto errato che di fatto generava sistematicamente un aumento considerevole e non rispondente alla realtà del numero delle persone che risultavano ammesse a vitto e sottoposte a ricovero, con la conseguente lievitazione indebita dei dati relativi all'erogazione dei servizi di mensa e lavanderia e degli importi pagati dall'Azienda pubblica alle società private che gestivano i servizi". Secondo una stima fatta da una commissione interna, l'Azienda tra il 2003 e il 2006 ha speso circa 3,2 milioni di euro in più del dovuto. Altre irregolarità sarebbero state accertate per l'aggiudicazione di un appalto da 2,8 milioni di euro a una cooperativa che fornisce servizi all'Istituto zooprofilattico per la Regione Lazio e Toscana e in relazione alla gestione di alcuni appalti presso gli ospedali Sant'Eugenio" e il "Cto".

VATICANO

Lo scandalo SCOPERCHIATA DAL NUCLEO INVESTIGATIVO UNA FITTA RETE DI CORRUZIONE LEGATA A DIVERSE STRUTTURE OSPEDALIERE DELLA CAPITALE

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La Cei: “Né agenzia umanitaria né estranei alla società”

MONSIGNOR BAGNASCO

Né “agenzia umanitaria” né interprete di una fede “disincarnata” estranea alla “città dell'uomo”: la Conferenza episcopale italiana, nel comunicato finale dell'assemblea, riafferma il suo ruolo e prende le distanze da chi la vorrebbe semplice fonte di aiuto o relegata nel privato. I vescovi italiani - riferisce la nota - si sono ritrovati nelle affermazioni iniziali del presidente, card. Angelo Bagnasco, che disegnavano una Chiesa interessata ad “ampliare i punti di incontro” ma non incline ad usare “l'ideale della fede in vista di un potere”. “Chiamati in causa non solo da inediti problemi economici e sociali, ma anche in ricorrenti questioni bioetiche” - si legge nella nota finale - i vescovi

italiani riconfermano “una netta presa di distanza” da quelle visioni che vorrebbero ridurre la Chiesa ad “agenzia umanitaria, chiamata a farsi carico delle patologie della società a irrilevante rispetto alla fisiologia della convivenza sociale”. E rigettano anche un modello di Chiesa privo di “connessioni antropologiche” e “incapace di offrire il proprio apporto specifico all'edificazione della città dell'uomo”. In questa ottica, anche in materia di “emergenza educativa” tema centrale dell'assemblea di quest'anno, la Cei ha voluto proporre “un atteggiamento positivo e non allarmistico” in continuità con il passato sebbene in “un contesto culturale e sociale mutato”.

Maxi-operazione definita “Ticket to ride” contro una organizzazione curdo-irachena che faceva entrare clandestini nel Continente

Immigrazione, manette per 46 tra Italia ed Europa “Ticket to Ride”, questo il nome della maxi-operazione scattata ieri mattina all’alba contro un’organizzazione curda-irachena che ha fatto arrivare dall’Iraq in Europa, clandestinamente, migliaia di immigrati: 46 gli arresti effettuati, 32 in Italia, 7 in Germania, 2 in Belgio, Svizzera e Francia e uno in Grecia. In Svezia e Inghilterra l’operazione è ancora in corso. Complessivamente, il Gip del tribunale di Venezia ha emesso un provvedimento di custodia cautelare per una settantina di persone, tutti curdi-iracheni. L’organizzazione – secondo quanto spiegato in una conferenza stampa dal direttore della Direzione anticrimine centrale della Polizia, Franco Gratteri e dal procuratore di Venezia, Vittorio Bor-

raccetti - ha introdotto almeno 2.500 immigrati clandestini, nel corso di 180 viaggi, ma è molto probabile che il numero complessivo sia di almeno il doppio. Il viaggio verso l’Europa – per ogni immigrato – veniva a costare tra i quattro e gli otto mila dollari, ma anche 10 mila dollari per un viaggio in aereo con documenti falsi. “Sullo sfondo di questa indagine c’è una tragedia di migliaia di vite umane, sfruttate da personaggi senza scrupoli che lucrano sulla vita dei disperati” ha affermato Borraccetti, che svelando i particolari dell’indagine - partita a maggio del 2006 con la scoperta di 36 clandestini al porto di Venezia, nascosti in un Tir proveniente da Patrasso – ha parlato di “attività

SRADICATA UNA ORGANIZZAZIONE LEGATO ALL’ARRIVO ILLEGALE DI IMMIGRATI

investigativa eccellente basata sulle intercettazioni telefoniche”. Franco Gratteri ha invece sottolineato l’importanza della collabo-

razione internazionale, “oggi uno degli strumenti più efficaci per contrastare il traffico di esseri umani”, che di poter eseguire dei

provvedimenti in ha consentito contemporanea in diversi paesi della Ue. A condurre l’indagine è stata la Squadra mobile di Ve-

nezia, insieme con la Polizia di frontiera veneziana e con il coordinamento del Servizio operativo centrale della Polizia. Arresti e perquisizioni sono stati effettuati a Venezia, Roma, Bologna, Rimini, Ancona, Como, Verona, Arezzo, Sassari, Bergamo, Bari, Bolzano, Milano, Crotone, Palermo, Cosenza e Imperia. Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, si è congratulato con il capo della Polizia, Antonio Manganelli, per l’operazione “Ticket to ride”: “Quella conclusa oggi (ieri, ndr) – ha dichiarato in una nota - è una delle operazioni più importanti degli ultimi anni che conferma, ancora una volta, l’efficacia dell’azione di contrasto alla tratta dei clandestini e di esseri umani messa in atto dal governo”.


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QUI ARGENTINA

L’ITALIANO MERCOLEDI’ 10 GIUGNO 2009

Hernàn Buzzella, giornalista argentino, spiega al portale Peace Reporter i retroscena della campagna elettorale a pochi giorni dalle parlamentari che si svolgeranno il prossimo 28 giugno

Nestor Kirchner in campo per “salvare” Cristina Poche idee e pochi progetti. Difficile dire chi vincerà DALLA REDAZIONE

BAIRES - Un anno e mezzo dopo aver ceduto la presidenza alla moglie Cristina, Nestor Kirchner torna alla politica ufficiale come candidato a deputato nelle elezioni parlamentari del 28 giugno prossimo, per cercare di salvare dalla possibile debacle la moglie presidente e il partito peronista. L'ex presidente si candida, questa volta, non nella provincia di Santa Cruz dove è nato e dove ha costruito il suo successo politico, ma nella capitale. Buenos Aires sarà decisiva per le elezioni, perché il 38 percento dell'elettorato argentino vota lì. Assieme a Kirchner si presenterà il governatore di Buenos Aires, Daniel Scioli, che gode di una certa popolari-

Retrocede ancora l’indice di rischio paese BAIRES - L’indice di rischio paese continua a retrocedere ancora e attualmente ha toccato la fatidica soglia dei 1100 punti. L’indice è elaborato dalla banca finanziaria internazionale JP Morgan, secondo cui il valore del rischio per gli investimenti esteri che vengono fatti in Argentina continuano a scendere inesorabilmente. L’ultimo crollo, oggi, quando si è registrato una caduta di ben 43 unità di misura, rispetto alla chiusura di lunedì scorso. Insomma, l’economia argentina si sta avvicinando al livello che si era avverato nel mese di ottobre del 2008. L’indice misurato dalla banca JP Morgan misura la differenza del tasso sui buoni domestici rispetto ai suoi “parenti”, quindi i buoni emanati dal Tesoro degli Stati Uniti: proprio in comparazione a questi ultimi, i buoni emessi dal ministero delle finanze di Buenos Aires hanno perso 43 unità attestandosi alla soglia di 1100. Tutto questo dopo che nella giornata di martedì i principali buoni del Tesoro nazionale si erano attestati con una caduta media di 0,4%, termine che stava a indicare un guadagno del 5,5% se accumulato ai valori del mese di giugno. “Cominciano a vedersi alcune difficoltà per mantenere la corsa al rialzo dei buoni nelle ultime settimane, e questo è dovuto alla forza delle rendite dei buoni del Tesoro degli Stati Uniti”, ha detto Claudio Szlainen, analista di “Marlon Recursos Financieros”. Secondo lo stesso Szlainen, comunque, “questa situazione sta provocando alcuni guadagni”. E infatti nel mercato versatile di Buenos Aires, bisogna sottolineare la caduta del 3,2% del buono “Par” quotato in pesos così come la caduta del 2,5% di “Boden 2014” quotato in dollari. “Il volume è caduta molto, per questo è difficile mantenere il rialzo delle settimane scorse”, ha aggiunto Marcelo Trovato, analista di Caja Social de Inversiones. Dal canto suo, il governo realizzerà questa settimana una gara pubblica per dare inizio al pagamento di una quota già scaduta di “Boden 2014” entro il mese di agosto prossimo. Anche questo è un segnale che vuole testimoniare che il mercato ha liquidità.

Scontro aperto tra Garrè e i militari BAIRES - Ancora una polemica decisione del ministro della difesa Garrè: il titolare del dicastero ha infatti proibito che i resti del generale Rodolfo Enrique Wehner siano velati nel reggimento di Salta. E tutto questo perché il generale era soggetto a indagini per una questione sui diritti umani. Si tratta però solo dell’ultima polemica o meglio ancora della goccia che sta facendo traboccare il vaso: la decisione sul generale Wehner è solo l’ultimo episodio che va a rinfocolare uno scontro tra il ministro e le forze armate che mai hanno troppo amato la Garrè. E così aumenta il malessere e il malcontento tra i militari. Nell’ultimo caso, la ministra ha poi impedito che Wehner venga velato e sepolto con tutti gli onori militari: in particolare il generale ha a suo carico un processo ancora aperto per denunce di supposti crimini di lesa umanità avvenuti durante la dittatura militare nel paese. Wehner è deceduto venerdì scorso, nell’ospedale militare, dove si trovava ricoverato. I familiari, insieme con la moglie vedova, hanno ricevuto la notizia che non potevano piangere il caro estinto con gli onori per bocca del comandante della V brigata di montagna generale Jorge Altieri, che ha già manifestato, anche pubblicamente, tutto il suo disaccordo. E la telenovela tra i militari e la Garrè prosegue. SALVATORE GIUFFRIDA

tà, mentre il sindaco della capitale, Mauricio Macri, è il capo dell'opposizione. Se il marito della presidente e il loro partito perderanno, come molti prevedono, il governo si troverà di fronte un Congresso con maggioranza di opposizione e sarà costretto quindi a dialogare e negoziare. A raccontare cosa si respira in Argentina a poche settimane dal voto è Hernán Buzzella, giornalista di Critica digital. Questa campagna elettorale è molto povera di idee. A promettere un futuro migliore sono solo le facce dei candidati. Nessuno che espone progetti, tutti che evitano dibattiti testa a testa o che si limitano a dar mostra di sé, niente di più. La teoria principale di Kirchner è: "O vinciamo noi o l'Argentina cadrà nel caos". Quando dice "noi", si riferisce alla maggioranza. Ed è una visione molto lontana dalla realtà, eppure la usa come ne usa altre di frasi allarmiste. La sua intenzione è continuare con il medesimo modello inaugurato nel 2003 e che ora continua con Cristina Kirchner. Francisco de Narváez insiste sull'insicurezza, ma il problema è che non spiega come risolverla. Utilizza soltanto frasi fatte che suonano quali belle parole. È un multimilionario e sta spendendo una fortuna in questa campagna elettorale. La sua faccia compare da ogni parte, televisione, strade, riviste, ma credo che nessuno sappia davvero cosa proponga veramente. Sinceramente non so chi sia il miglior candidato. Personalmente non ho fiducia in nessuno dei grandi partiti. Dovendo sceglierne uno, mi schiero con Pino Solanas di Progetto sud. L'ex presidente Néstor Kirchner, candidatosi, ha dichiarato "Ci vogliono proscrivere come nel 1955", aggiungendo "se siamo tanto male come dicono, perché vogliono proscriverci?". Ci spiega a chi si riferisce? E perché parlare di prescrizione? Parla di quando il peronismo venne proscritto dal 1955 fino al 1964. La proscrizione del movimento di Juan Domingo Perón fu imposta dal governo militare che lo rovesciò. E Kirchner è molto lontano da tutto ciò. In queste elezioni, la maggioranza ha candidato molti politici che già stanno esercitando altri ruoli. Per esempio, Daniel Scioli è il governatore della provincia di Buenos Aires e Sergio

Massa è il capo di gabinetto. Se verranno eletti, continueranno nei loro ruoli, senza diventare deputati. Un fatto insolito di fronte al quale l'opposizione ha reagito appellandosi contro le così dette "candidature testimonial". E la Giustizia ha risposto, parlando a favore della maggioranza, ma lasciando la decisione finale al popolo. Ed è riferendosi a questa legittima impugnazione che Kirchner ricorre al vittimismo, dicendo che lo vogliono proscrivere. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha spedito una lettera al presidente Cristina Kirchner, in occasione della festa nazionale del 25 maggio, dove ha lodato "gli sforzi dell'Argentina nel lavorare in maniera costruttiva nella regione latinoamericana e non solo". Il presidente si è affrettata a sottolineare che quel messaggio andava al di là di un saluto formale e che "è un'identificare quello che noi abbiamo pianificato con quello che Obama ha sempre perseguito nella sua campagna elettorale". Che c'è dietro? È una maniera di Obama per appoggiare i Kirchner? Non lo vedo come un appoggio ai Kirchner, ma come un tentativo di Obama di avvicinarsi ai paesi dell'America Latina. Durante il governo Bush, le relazioni con la maggior parte dei paesi della regione sono state molto fredde, e c'è intenzione - da entrambi i lati - di cercare di rimediare. Per merito dell'immagine molto positiva che ha il presidente degli Stati Uniti, mostrarsi vicino a lui o alle sue idee è politicamente assai redditizio. Cristina lo sa molto bene e non si lascia scappare nessuna opportunità. Il fiscal ha convalidato la candidatura dell'aguzzino della dittatura Luis Abelardo Patti. Come può essere? È una vergogna. Quello che fanno è scaricare il barile l'uno con l'altro. Il fiscal dice che non può essergli impedito perché non c'è una condanna definitiva contro di lui. E spiega che sono i deputati che dovrebbero cambiare la legge. Patti è stato un repressore durante l'ultima dittatura e attualmente fa campagna elettorale dal carcere. È prigioniero dal novembre 2007, accusato di sequestri, assassinii e torture. Sono situazioni che solo possono accadere in un paese poco serio come il nostro.


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ESTERI

Airbus caduto, si prendono provvedimenti A UNA SETTIMANA DALLʼINCIDENTE DELLʼATLANTICO, LA COMPAGNIA FRANCESE SOSTITUISCE TUTTI I RILEVATORI DI VELOCITAʼ SUI PROPRI VELIVOLI

Sensori, Air France corre ai ripari L'Air France ha ceduto alle pressioni dei suoi piloti per la sicurezza degli aerei. A una settimana dal disastro del volo RioParigi, costato la vita a 228 persone, la compagnia di bandiera francese ha accettato di sostituire i sensori di velocità su tutti i suoi Airbus A330 e A340. Finora la compagnia di bandiera francese aveva evitato di dare il via alla sostituzione già programmata per evitare un collegamento diretto tra la tragedia e la strumentazione di bordo. Adesso il cambio di rotta: Air France ha sottoposto ai piloti "un calendario di sostituzione" delle sonde Pitot che adesso prevede che nessun aereo potrà decollare se non avrà sostituito almeno due dei tre sensori per la pressione "dinamica", quelli che permettono di conoscere la velocità a cui procede il velivolo. L'annuncio è stato dato Erick Derivry, portavoce del sindacato dei piloti Snpl: "A partire da oggi, tutti gli aerei saranno modificati, anche se ciò comporterà dei ritardi", ha spiegato. Gli Airbus del tipo A330, così come quelli del volo A447 inabissatosi il primo giugno al largo del Brasile, possiedono tre sonde Pitot, situate sulla prua, all'esterno della fusoliera. Servono a calcolare la pressione dell'aria che attraversano e quindi la velocità rispetto al terreno. Due messaggi inviati dall'aereo prima della sua sparizione mostrano che le sonde Pitot potrebbero

AIR FRANCE INTERVIENE SUI SENSORI DOPO L’INCIDENTE DI LUNEDÌ SCORSO

aver avuto un ruolo nell'indicare una velocità sbagliata all'aereo e quindi aver avuto un ruolo nel disastro. Una nota interna destinata ai piloti in data 6 novembre 2008 rivela che l'Air France era al corrente di "un numero significativo di incidenti" in

questi strumenti di misurazione. Lunedì l'Alter, il sindacato minoritario dei piloti (che rappresenta il 5% dei piloti Air France) aveva chiesto agli equipaggi dell'azienda di rifiutarsi di volare con gli aeromobili sui quali non fossero ancora stati cam-

biati gli strumenti che misurano la velocità. Intanto le squadre di soccorso brasiliane e francesi hanno recuperato dalle acque dell'Atlantico altri otto corpi delle vittime della tragedia, portando a 24 il totale dei cadaveri ripescati dopo la tragedia. I

cadaveri si trovavano 440 chilometri a nord-est dell'arcipelago brasiliano di Sao Pedro e Sao Paulo, e sono stati portati nelle isole di Fernando de Noronha. Dopo i primi esami, le salme saranno inviati "immediatamente" con un "ponte aereo" a Recife,

Il leader portoghese accetta un eventuale secondo mandato alla Commissione

Barroso verso la riconferma alla presidenza Cohn-Bendit prova a sbarrargli la strada “Sono onorato che il presidente del Consiglio Ue mi abbia chiesto di proporre il mio nome per un secondo mandato” a capo della Commissione europea. Lo ha detto il presidente dell'esecutivo Josè Manuel Barroso al termine di un incontro con il premier della Repubblica Ceca, Jan Fischer, sottolineando di aver “acconsentito a questa richiesta”. Barroso è il solo candidato ufficiale dichiarato per ricoprire di nuovo l'incarico di presidente della Com-

missione europea e sta attendendo di ottenere l'assenso dai 27 leader dei Paesi Ue a Bruxelles nel vertice della prossima settimana. Fischer e Barroso hanno esaminato i punti dell'agenda del prossimo Consiglio europeo, ma anche le questioni di natura istituzionale e il referendum in Irlanda, nonché gli aspetti legati al cambiamento climatico che saranno esaminati nella conferenza di Copenaghen. “In ultimo ma non ultimo ha riferito Fischer - ho

chiesto al presidente di essere pronto” a ricoprire di nuovo l'incarico di presidente della Commissione, forte della risposta positiva che viene dagli Stati membri. Il leader dei Verdi Daniel Cohn-Bendit è convinto di però 'potercela fare'' a impedire che il presidente della commissione europea José Manuel Durao Barroso svolga un secondo mandato e ritiene questa ''una battaglia molto importante che darebbe all'europarlamento un'altra dimensione''.

Cohn-Bendit spiega il suo progetto. ''Se - afferma sommiamo socialdemocratici, ecologisti, estrema sinistra e liberal-democratici ci mancano 30 voti'' per sbarrare il passo a Barroso. ''Possiamo trovarli -aggiunge - fra i 'sovranisti' europei''. ''Possiamo farcela - osserva il leader dei Verdi - ed è una battaglia molto importante'' perché ''darebbe all'europarlamento conclude -un'altra dinamica e un'altra dimensione''.

JOSÈ MANUEL BARROSO

dove le famiglie collaboreranno alle operazioni di identificazione che saranno condotte con l'ausilio delle impronte dentali e dei test del Dna. Nelle prossime ore è previsto maltempo che potrebbe ostacolare le operazioni di soccorso.


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SPORT

Dal Brasile il grande annuncio UFFICIALE IL PASSAGGIO DI KAKÀ AL REAL MADRID: IL FANTASISTA SPIEGA CHE “NON VOLEVO ANDARMENE MA ECONOMICAMENTE ERA LA COSA MIGLIORE PER TUTTI” Ha scelto di parlare solo dopo l'annuncio ufficiale. È stato corretto fino all'ultimo, nei confronti dei suoi ex tifosi, Ricardo Kakà, ormai ex calciatore del Milan. Fra le ragioni del suo trasferimento al Real Madrid - per una cifra intorno ai 65 milioni di euro - la crisi economica che ha colpito le società di calcio, quindi anche il Milan: è stato lo stesso giocatore brasiliano a sottolinearlo, durante la conferenza stampa che si è svolta a Recife, quartier generale della ‘Selecao’, poco dopo l'annuncio della sua firma con la squadra spagnola. “La mia intenzione era quella di continuare nel Milan - ha spiegato Kakà - ma la crisi economica ha colpito molto le società di calcio, principalmente quelle come il Milan. Ho quindi parlato con il club rossonero e siamo giunti alla conclusione che la cosa migliore per tutti era il mio trasferimento”. “I miei vincoli professionali con il Milan sono finiti, ma il vincolo affettivo non finirà mai - ha tenuto a precisare il fantasista brasiliano -. Il Milan non aveva mai vissuto una crisi come quella che sta attraversando adesso, per la prima volta la società ha pensato di vendere un suo giocatore”. Il Milan ha quindi “dovuto fare questo sacrificio, credo che il club non abbia alcuna colpa. Comprendo perfettamente bene la posizione del Mi-

WOLFSBURG

“Mi spiace Milan, ma è stata colpa della crisi” Dzeko vede rossonero “Da sempre la mia squadra”

KAKÀ

lan”, ha proseguito il giocatore, ricordando “di aver sempre detto che, in caso di addio al Milan, sarei andato al Real”. “Il mio trasferimento non è stata una questione monetaria, perché ho ricevuto offerte superiori”, ha concluso Kakà, riferendosi alle 'avances' invernali del Manchester City. Il brasiliano ha infine ricordato che, nella scelta del Real, ha pesato il parere di David Beckham: “È stato lui a dirmi che il rapporto che il club ha con il giocatore e l'organizzazione della società sono eccellenti”. Kakà ha aperto una porta sul proprio futuro, e non solo.

“Insieme a giocatori storici come Raul e Casillas - ha spiegato - cercheremo di fare di nuovo grande il Real, sia in Spagna sia in Europa”. La società madrilena “ha un buon progetto sportivo” ha sottolineato Kakà, precisando di ritenere che il suo presidente Florentino Perez, “farà una squadra molto competitiva”. “Ora ho 27 anni, da giocatore ho vinto tutto quello che potevo vincere. Sto andando - ha proseguito - in un posto dove arrivo come uno dei migliori del mondo, ma dove ancora non ho conquistato niente: questa è la mia grande motivazione”.

L’agente conferma la rottura tra Lotito e il macedone

Il fantasista ha inoltre precisato che, nella squadra delle 'merengue’ intende giocare “con la maglia numero 6, non con la 5, che era quella usata da Zidane: non mi piacerebbe usare quella maglia, proprio per la sua 'storia’ con Zidane”. Secondo Kakà, ormai al Real Madrid, il suo erede tra i rossoneri sarà Alexandre Pato: “Ha un futuro brillante, sia al Milan sia nella Selecao brasiliana”, ha detto. “Il grande nome del Milan per il presente e il futuro è Pato. Questo è stato l'anno della sua conferma, ha disputato una stagione eccellente”, ha insistito.

EDIN DZEKO

Il Milan vuole Edin Dzeko e lui vuole il Milan. Al 23enne attaccante bosniaco del Wolfsburg, grande protagonista della cavalcata verso il titolo della formazione di Magath, sono interessati diversi club inglesi come Arsenal e Manchester City ma il giocatore preferirebbe accasarsi in rossonero. "Il Milan è sempre stata la mia squadra preferita, sin da quando ero un ragazzino che cresceva a Sarajevo", le parole di

Dzeko riportate dal "Daily Mirror". E che la partenza del bomber bosniaco sia più di un'ipotesi lo lascia capire Jurgen Marbach, dirigente del Wolfsburg, che si dice interessato a Diego Forlan. "Si tratta di giocatori fuori dalla nostra portata ammette - ma stiamo cercando qualcuno al livello di Dzeko e Grafite, che non vada in panchina solo per subentrare e potremmo concentrare i nostri sforzi un obiettivo".

Formula Uno: il britannico punta al riscatto in casa propria

Pandev, addio Lazio Hamilton cerca gloria “Decisione irremovibile” “A Silverstone vinco io” "La decisione di lasciare la Lazio è irremovibile". Leonardo Corsi, agente di Goran Pandev conferma la volontà del suo assistito di voler lasciare la Lazio. "Il presidente è testardo continua - dentro di sè covava l'idea di rinnovare il contratto ma qualcosa si è rotto nel meccanismo e la decisione di Goran adesso è irremovibile. Vedremo quali saranno le intenzioni della società, non è stato fatto un prezzo, c'è la volontà ad accontentare tutte le parti. La Lazio ha dato tanto a Pandev ma altrettanto ha fatto il giocatore. Tra un anno si libera a parametro zero? Il

giocatore ha manifestato la sua intenzione, il prezzo lo decide la Lazio, noi non forzeremo la mano. Se il presidente ci darà un'indicazione precisa noi sapremo come muoverci. Decisione improvvisa? No, il giocatore sta meditando sulla cosa ormai da tempo. Durante l'anno ci sono stati degli incontri col presidente, a Pandev sono state fatte delle proposte che lui ha valutato. Si aspettava una chiamata? Sì anche questo è vero ma il presidente ha una sua strategia di portare avanti i rinnovi e non gli vogliamo dare colpe. Noi avevamo avanzato l'ipote-

si del rinnovo ai tempi della champions, in quel momento il presidente aveva la priorità Rocchi, adesso il giocatore ha fatto le sue valutazioni". Corsi esclude che la decisione del giocatore sia motivata dalla presenza ingombrante di Zarate che gli ha tolto la scena. "Pandev non è una prima donna spiega - anzi se si tolgono i riflettori da lui vive anche meglio. Mi sento di escludere questa cosa. Probabilmente da un punto di vista tecnico-tattico forse si è divertito meno rispetto agli altri anni, ma non voglio legarlo a un giocatore".

"A Silverstone sarà tutt'altro che facile per noi perchè si tratta di una pista veloce". Lewis Hamilton non nasconde i problemi della Mclaren che quest'anno non riesce a essere competitiva, come nel recente passato. Anche nella pista di casa, in occasione dell'ottavo appuntamento stagionale il 21 giugno le cose non sono destinate a migliorare per il campione del mondo. "Anche se sarà difficile - continua il brittannico - non vedo l'ora di correre sulla pista di casa davanti al mio pubblico. Questa è una stagione difficile per me in Formula 1, la prima visto che nei due precedenti mondiali sono

stato in lotta per il titolo. Anche la strategia di gara è diversa perché bisogna sapere gestire le gomme, le frenate, tenere il passo di chi ti sta davanti. Però può essere anche più divertente provare a risalire posizioni e duellare con gli avversari. Non è la prima volta nella mia carriera che attraverso momenti difficili, era già accaduto quando correvo nei Kart e nelle formula junior. Però, queste difficoltà aiutano a fortificare il carattere di un pilota. Io so bene che c'è sempre da imparare qualcosa e penso a migliorarmi giorno dopo giorno come uomo e come pilota. Con il team abbiamo

attraversato momenti fantastici e sono sicuro che presto arriveranno di nuovo le vittorie e i momenti positivi. Per farlo, però bisogna lavorare molto duramente". Hamilton parla in maniera positiva dell'attuale leader del mondiale Jenson Button, destinato a essere il suo successore: "È un pilota fantastico - dice Hamilton ha aspettato per diverso tempo la propria chance e adesso che ha a disposizione una monoposto competitiva sta mettendo in mostra tutto il suo valore. Non ha commesso errori e anche a Silverstone è destinato ad essere il protagonista della corsa".


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CONTROCOPERTINA - SPORT

L’ITALIANO MERCOLEDI’ 10 GIUGNO 2009

ECCO I PERCHÉ DI UN CALCIO ALLO SBANDO, FATTO DI SPRECHI E BILANCI IN ROSSO (27 milioni, ceduto quindi in prestito gratuito), Makelele (24, lasciato a parametro zero), Mutu (25,5 licenziato), Shevchenko (44, prestito). Numeri da far rabbrividire, cifre esorbitanti che ci fanno

Fior di milioni per …fior di bidoni! MARA DE GAETANO

MILANO - Un indovinello potrebbe starci tutto: cos'hanno in comune la stragrande maggioranza dei presidenti delle squadre di serie A? Soldi a palate? Vite privilegiate? Esatto a metà … La verità è un'altra; la verità è che i numeri uno del calcio italiano sono costretti a confrontarsi con la dura realtà, un presente che li starà inducendo, probabilmente in più di un'occasione, a mangiarsi le mani per la rabbia. La storia di Paperon de Paperoni non piace più a nessuno, è ora di farsi due conti in tasca, ed il rosso vivo delle società sintetizza al meglio quanto sia inevitabile ed obbligatorio subire le conseguenze degli errori passati. Da sempre, il calciomercato estivo, ancor più che quello di gennaio, ha suscitato l'interesse e l'entusiasmo di chi, alla bellezza ed al fascino del pallone ci crede veramente ma, a lungo andare, ci si avvierà verso una vera e propria

inversione di tendenza. A far notizia infatti, non è più il campione di turno da acquistare, semmai il fuoriclasse da vendere per tappare gli enormi buchi di bilancio che, altrimenti, si trasformerebbero in vere e proprie voragini. Ma andiamo un po' indietro nel tempo, facciamo un salto in un passato non troppo remoto per render meglio l'idea di come il volto del calcio stia assumendo una faccia diametralmente opposta. Quanti presunti campioni si son visti gonfiare il portafogli offrendo in cambio delle belle passeggiate sul terreno di gioco? Tanti, troppi. L'elenco potrebbe essere infinito, e, ad onor del vero, a contendersi il gradino del podio sembrerebbero esserci proprio Inter, Milan e Juventus. Certo, per le grandi, spendere e spandere è più semplice, ed ecco che parlare di cifre da capogiro si rivela quasi un'ovvietà. Il Dio Denaro è così; C'è chi può e chi non può, il problema è che se per anni si può, diviene al-

tresì molto complicato fare delle rinunce per tirare la cinghia. Formiche non ci si diventa, si nasce e, nel caso dei presidenti di casa nostra, il dubbio che ci possa essere un'inversione di tendenza appare piuttosto lecito. Tuffiamoci nel passato quindi e, verrebbe da dire, facciamoci quattro risate. Come dimenticare gente come Van Der Meyde e Vampeta, Vieira o Poulsen? O, sempre per restare in casa Inter, i 30 milioni buttati al vento da Moratti per acquistare Quaresma? Per non parlare di tutti quei campioni, presunti o a metà, acquistati per fior di quattrini e ceduti per due soldi al primo offerente perché in scadenza di contratto o, semplicemente, perché ritenuti di livello troppo scadente per vestire una maglia piuttosto che un'altra. Anche qui, la lista rischierebbe di dilungarsi a dismisura ma, solo per citarne alcuni, ci si potrebbe soffermare su Hernan Crespo

Ve lo ricordate Denilson? Adesso giocherà nel campionato vietnamita MILANO - Secondo i quotidiani locali, il fantasista brasiliano Denilson è stato ingaggiato dal club dell'Hai Phong, attualmente sesto nel campionato vietnamita. Stando a quanto riportato dal giornale "Thanh Nien", il campione del mondo del 2002 si è allenato per la prima volta con la sua nuova squadra già lunedì e disputerà la seconda parte del campionato asiatico a partire dalle prossime settimane. "Non conosco nulla del calcio vietnamita, ma affronto questa avventura con grande passione", ha dichiarato l'estroso giocatore, libero dallo scorso mese di gennaio dopo un provino fallito con il club inglese di Premier League del Bolton. Nel 1997 il trasferimento di Denilson dal Palmeiras al Betis Siviglia, che sborsò ben 30 milioni di euro (l'equivalente di oltre 45 milioni di franchi), fu all'epoca il più caro della storia del calcio ma si rivelò uno dei più grandi "bidoni" degli ultimi vent'anni. Successivamente il nazionale brasiliano aveva tentato di rilanciare la propria carriera vestendo la maglia del Bordeaux, del club saudita dell'Al Nasr e dell'FC Dallas (Major League americana) prima di fare rientro in Brasile nelle fila del Palmeiras.

davvero interrogare su quale sia il reale valore dei soldi. Probabilmente è anche inutile starci lì troppo a riflettere per venirne a capo; il calcio si sa, è un business a tutti gli effetti che si cela dietro la maschera del gioco e dello spettacolo. Un vascello che sembrava perfetto ed affidabile e che ora fa acqua da tutte le parti. Non ci sono altre soluzioni, l'unica è privarsi dei campioni veri, di quelli che però sono costretti a farsi ammirare in altri paesi perché le tasche delle dirigenze italiane, da piene si sono ritrovate ad essere bucate. Ecco quindi partire Kakà, e mai le parole di Galliani dei giorni scorsi furono più eloquenti (“Non possiamo rifiutare un'offerta del genere, il Milan non è in condizione di dire di no”…); situazione pressoché identica quella di Ibrahimovic. Moratti sa di essere in difficoltà, e l'unico modo per risanare un bilancio tutt'altro che felice sarebbe quello di privarsi della sua punta di diamante. Il calcio italiano piange lacrime amare e, intanto c'è chi oltre confine si fa beffa di noi. Spagna e Inghilterra, forti di una gestione regolamentare sicuramente più giusta ed efficace, continuano ad allargare le braccia per accogliere giocatori che fino a qualche anno fa, avrebbero firmato carte false pur di disputare il campionato più bello del mondo, anche se forse sarebbe meglio anteporci la parola ex … Che resta da fare quindi? Una soluzione, seppur piccola ma ad ogni modo razionale, sarebbe quella di aggiungere un pizzico di sale in zucca in più, ridimensionando gli ingaggi ed in particolar modo, puntando sui vivai e sui talenti emergenti, troppo spesso accantonati o abbandonati a loro stessi. Facile a dirsi …

L'ITALIANO  

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