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ALGUNO DICE QUE NO! El programa nr 1 de la comunidad italiana en la Argentina. De lunes a viernes de 11 a 12 hrs. Por AM990 Radio Spendid Conduccion: Tullio Zembo

L ITALIANO

ALGUNO DICE QUE NO! Il programma nr 1 della collettività italiana in Argentina Da lunedì a venerdì dalle 11 alle 12. Am990 Radio Splendid Conduce: Tullio Zembo

ANNO III - NUMERO 102 - VENERDI’ 5 GIUGNO 2009 • QUOTIDIANO PER GLI ITALIANI NEL MONDO • WWW.LITALIANO.IT • ITALIA 0,50 • ARGENTINA $ 1

Trovati i primi resti del velivolo. E’ lite tra Francia e Brasile sulle cause del disastro dell'A330. Il ministro della Difesa carioca smentisce Parigi: «Cherosene e olio in mare, l'aereo non è esploso in volo. Sono altre le cause». Il dolore dei parenti ALLA PAG. 3

volta di Barack CAIRO IL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI TENDE MANO AL MONDO MUSULMANO: “NON SIAMO IN RRA E NON VOGLIAMO RIMANERE IN AFGHANISTAN” POLITICA ITALIANA

ESTERI

L’ITALIANO VENERDI’ 5 GIUGNO 2009

AIRBUS: MISTERO SULLA SCIAGURA bama all’Islam: “Un nuovo inizio”

elezioni NO GLI SCONTRI DIALETTICI TRA ObamaQuiPolitica CHINI EoffreBERLUSCONI: SOLO LA PAURA QuiMondo inizio" nei raptati Uniti e monNSIONISMO METTE TUTTI DʼACCORDO mano per spez-

Elezioni europee, appello bipartisan a non disertare il voto: ma continua lo scontro tra PD e PDL

rcolo vizioso di e contrasti" se1 settembre. Neldiscorso proll'Università del esidente amerihiesto di superareotipi e di gaibertà religiosa. e uto qui", ha dial Obama, accolto n anding ovation, e, dere un nuovo e si Stati Uniti e i gli o,i nel mondo baonteressi e sul riproci e sulla vemerica e Islam e o- essere in com. L'impegno è a n -e gli stereotipi ull'Islam, ovun8 ino" nella cone che "l'Islam è za o dell'America". a ". non è in gueraam", ha assicusidente, ma "le -

L’ITALIANO VENERDI’ 5 GIUGNO 2009

Cresce la paura per la febbre suina: aumentano i casi di contagio. Il Governo adesso potrebbe chiudere tutte le scuole del paese.

Momento storico: Obama in visita al Il Cairo tende a pag. 4 una mano all’Islam. Tra ItalianinelMondo A Torino la mostra fotografica di noi un nuovo inizio» Giovanni Marrozzini che racconta alla pag. 6 E il premier stuzzica Murdoch: sogni, emozioni e ricordi degli italiani “Forse mi attacca per l’Iva...” d’Argentina: pag. 7 GLI ATTACCHI DEL TIMES

pee, appello bipartisan al voto alla pag. 2

QuiArgentina

Il Times attacca Silvio Berlusconi perché il governo ha aumentato l'Iva a Murdoch? "Spero non sia così, ma l'apparenza è come dice lei". A dirlo è stato lo stesso presidente del Consiglio, rispondendo a una domanda della giornalista di Skytg24 che lo intervistava. "Sono oggi in una tv di Murdoch, che fece spot contro di me e contro il governo quando aumentammo l'Iva",

Sport Galliani non si nasconde più: «Vi spiego perchè il Milan ha deciso di vendere Kakà al Real Madrid». Lunedì la firma De Gaetano a pag. 8


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POLITICA ITALIANA

Verso le elezioni CONTINUANO GLI SCONTRI DIALETTICI TRA FRANCESCHINI E BERLUSCONI: SOLO LA PAURA DELLʼASTENSIONISMO METTE TUTTI DʼACCORDO

La campagna elettorale arriva al rush finale e tanto dal Pdl quanto dal Pd arriva, sia pure con motivazioni molto diverse, l'appello ad evitare l'astensionismo. "Non si capisce cosa c'è in gioco, non è il momento del voto di protesta. Capisco la delusione ma non è il momento di astenersi", dice Dario Franceschini. Il leader Pd ricorda che "un partito di opposizione forte è una garanzia per tutti gli italiani. Nessuno l'8 giugno si vuole svegliare sotto un padrone assoluto a causa dell'astensionismo del nostro popolo". Silvio Berlusconi ricorda che "queste elezioni devono essere sfruttate nell'interesse degli italiani" e invita a non votare "partitini che non raggiungeranno lo sbarramento del 4 per cento" ma neanche il Pd, i cui eletti "probabilmente resteranno da soli e quindi entreranno nel Gruppo misto, il che significa contare zero in un Parlamento di oltre 700 europarlamentari". Fabrizio Cicchitto chiede all'elettorato di "battere l'assenteismo nella consapevolezza che questa manovra di destabilizzazione possa essere respinta soprattutto con il concorso attivo della grande maggioranza del popolo italiano che è con Berlusconi". Il capogruppo Pdl alla Camera si riferisce ad uno scenario che, dal caso Noemi alla polemica sui

GLI ATTACCHI DEL TIMES

Europee, appello bipartisan al voto

DA DESTRA A SINISTRA, TUTTI INVITANO A NON ASTENERSI

voli di Stato, disegna "un tentativo di destabilizzazione" di fronte al quale "se continuasse, come molti segnali fanno pensare, noi non molleremo, non lasceremo certamente solo Berlusconi e, sicuramente, svilupperemo ogni impegno, a livello parlamentare e nella società italiana, affinché questo tentativo antidemocratico venga battuto e l'esecutivo governi e realizzi il suo programma". Intanto è la questione dei voli di Stato ad infiammare lo scontro. "L'indagine

è risibile e obbligata perché c'è stata una denuncia. È un caso che dimostra la meschinità delle persone che stanno all'opposizione", dice Silvio Berlusconi: "Sono non dico felice e soddisfatto - aggiunge - nel vedere come per attaccarmi si attaccano a tutto, anche quando non c'è nulla su cui attaccarsi. C'è una precisa norma che consente al presidente del Consiglio di portare con sé delle persone a costo zero". Dario Franceschini ricorda che "Berlusconi ha fatto bene a

difendere la privacy in casa sua. Casa sua è un problema suo, ma non tutto è uguale e invece i voli di Stato sono un problema dei soldi degli italiani". Il leader Pd rileva poi che "Brown è in crisi perché c'è un ministro che si è dimesso perché il marito ha acquistato un 'filmino’, non si sa bene di che tipo. Pensiamo a noi: da noi si parla di voli di Stato...Io non so se si deve arrivare a quegli eccessi ma è quella la direzione in cui si deve andare: moralità e trasparenza".

E il premier stuzzica Murdoch: “Forse mi attacca per l’Iva...” Il Times attacca Silvio Berlusconi perché il governo ha aumentato l'Iva a Murdoch? "Spero non sia così, ma l'apparenza è come dice lei". A dirlo è stato lo stesso presidente del Consiglio, rispondendo a una domanda della giornalista di Skytg24 che lo intervistava. "Sono oggi in una tv di Murdoch, che fece spot contro di me e contro il governo quando aumentammo l'Iva", ricorda, "non fu però una decisione di nostra volontà, era una richiesta della Ue al governo Prodi, non potevamo evadere quella richiesta, a meno che non avessimo abbassato l'Iva anche per Rai e Mediaset. Questa misura non sarebbe stata votata in parlamento. La reazione di Murdoch lascia intendere che questa fosse una decisione del presidente del Consiglio, ma non c'è nulla di più falso". Ma anche in Italia i media potrebbero attaccare qualcuno per questioni di concorrenza industriale? "Io sono un editore liberale - risponde Berlusconi - lei ricorda sulle reti Mediaset un attacco contro qualcosa o qualcuno?". Silvio Berlusconi si appella anche

SILVIO BERLUSCONI

agli elettori di sinistra per le prossime europee. "Il Pdl non è di destra né di sinistra - dice - ma rappresenterà l'Italia nel Parlamento europeo. Il voto al Pd sarà inutile, perché il Pd è un pesce fuor d'acqua: si dividerà fra Pse e Liberali. Saranno ininfluenti nel Parlamento europeo".

Il viceministro alle Infrastrutture in vista del 21 giugno

L’ex leader del Pd si affida a Facebook

Castelli contro il referendum “E in qualunque modo vada non si sciolgono le Camere”

Veltroni torna a parlare “La destra edifica un paese violento”

“La Lega Nord è fortemente contraria al referendum ed ho sentito dire che se vince il referendum, si sciolgono le Camere. State tranquilli che qualsiasi cosa accade, non si scioglie un bel niente”. Lo ha dichiarato il viceministro alle Infrastrutture, Roberto Castelli, ieri mattina, a Sanremo, in un incontro in vista delle elezioni comunali. “Le Camere non si sciolgono - ha aggiunto Castelli - non perché siamo attaccati alla 'cadrega’, ma perché abbiamo un compito fondamentale: abbiamo fatto la

“Per questo nostro grande e sfortunato paese il Partito Democratico è la principale speranza. Non è solo il mondo a guardarci con preoccupazione e disagio. È la sensazione che vive ciascun italiano, chiunque ami davvero la sua Patria”. Così l'ex segretario del Pd Walter Veltroni rivolge su Facebook il suo appello al voto, nel quale accusa la destra di costruire “un paese violento”. “È capitato molte volte - afferma Veltroni - nella storia di questo paese che a questa coscienza non si accompagnassero comporta-

legge delega sul federalismo fiscale, che per noi è un punto di importanza fondamentale e abbiamo bisogno di due anni di parlamento per poter scrivere i decreti legislativi. Ci manca pure che buttiamo via il lavoro fatto fino ad oggi. Quindi state tranquilli che le Camere non si sciolgono e comunque vada metteremo apposto le cose, in amicizia, come abbiamo fatto sempre fino ad oggi”. Castelli ha ribadito che “in ogni caso, l'orientamento della Lega è di non andare a votare al referendum”.

ROBERTO CASTELLI

menti elettorali conseguenti. E così si sono vissute stagioni politiche che, specie nelle loro fasi conclusive, hanno prodotto crisi profonde. Crisi sociali e crisi del modo di pensare. Spesso una eclisse di quei valori: il senso di solidarietà, la rettitudine, il talento, l'operosità, la generosità individuale e collettiva che hanno accompagnato i momenti migliori della nostra storia nazionale, a cominciare dalla ricostruzione. Una società fondata sull'egoismo è una società violenta. La destra sta edificando un paese violento”.

WALTER VELTRONI


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ATTUALITA’

Airbus caduto, si infittisce il giallo Si avvolge sempre più di mistero la fine dell'Airbus 330 dell'Air France in volo da Rio a Parigi. Nuovi elementi di indagine sono arrivati dagli esperti che continuano a congetturare sulle pagine della stampa le cause della fine, ma il 'giallo’ della fine dell'aereo si infittisce sempre di più. Un nuovo scenario lo ha aperto Le Monde che, citando fonti vicine all'inchiesta, fa sapere che l'aereo "volava a una velocità inadeguata" e che una concatenazione di eventi catastrofici avrebbe condotto a una disintegrazione in volo. Sull'onda di questa ipotesi il gruppo Airbus dovrebbe anche pubblicare una raccomandazione, convalidata dal Bea, Bureau d'enquetes et d'analyses, destinata a tutte le compagnie aeree che utilizzano l'A330. La società aeronautica ricorda infatti che, in caso di condizioni meteorologiche difficili, gli equipaggi devono conservare la stessa potenza dei reattori e l'assetto corretto per riuscire a mantenere in linea l'aereo. L'ipotesi di un'esplosione in volo non viene avallata dal ministro brasiliano Nelson Jobim l'ha esclusa per via della "lunga macchia di kerosene trovata in mare nella stessa zona dei detriti" che renderebbe improbabile un incendio o una esplo-

IL CASO

Mistero sulla sciagura NESSUNA CERTEZZA SULLE CAUSE DEL DISASTRO: SULLA STAMPA INTERNAZIONALE SI RINCORRONO VOCI E RICOSTRUZIONI, RIMANE LʼIPOTESI BOMBA

Arrestati 5 presunti terroristi Bologna e Milano nel mirino

SVENTATI ATTENTATI A BOLOGNA E MILANO

AIRBUS CADUTO, SI RINCORRONO LE INDISCREZIONI

sione". Ma un'altra fonte vicina all'inchiesta ascoltata da Le Figaro ha rievocato la pista di una disintegrazione sulla base della dispersione dei frammenti "su una distanza di più di 300 chilometri". Ma, ha smentito Paul-Louis Arslanian, presidente del Bea "a diversi giorni dall'incidente le correnti e il cattivo tempo hanno favorito la dispersione degli elementi". Ipotesi che però ha ripreso piede sulla testimonianza di un pilota di Air Comet in volo da Lima a Madrid nei pressi e nel momento dell'incidente. In un rapporto destinato a Air

France il pilota ha affermato di aver visto un "lampo di luce bianca", esattamente alle 3.15, sopra Cayenne, in Guyana francese, in prossimità di una "tormenta con attività elettrica a est". El Mundo, che pubblica il rapporto, non esclude la pista dell'esplosione per una bomba a bordo. Intanto si fa luce anche sui messaggi di allarme dell'aereo Air France. La cronologia viene riportata dal quotidiano brasiliano "Jornal da Tarde". Un primo alle 4:00 in cui il comandante informava della presenza di una forte turbolenza. Uno alle 4:10 che segna-

lava che il pilota automatico era stato scollegato. Poi altri due messaggi alle 4:10 e le 4:12, che segnalavano errori nei sistemi per la raccolta e nella visualizzazione di informazioni. Alle 4:13 emergono problemi al sistema principale e ad altri ausiliari collegati al controllo degli spoiler o ai meccanismi di frenata. Infine alle 4.14 l'ultimo messaggio sull'aumento della velocità verticale dell'Airbus, che, secondo la ricostruzione del giornale, potrebbe indicare la depressurizzazione della cabina, o addirittura che l'aereo era già caduto in mare.

Progettavano di fare attentati, tra cui contro la chiesa di San Petronio a Bologna e la metropolitana di Milano, i cinque maghrebini raggiunti da ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip di Milano Simone Luerti su richiesta dei pm Nicola Piacente e Massimo Meroni. Per i cinque l’accusa è di associazione per delinquere finalizzata al terrorismo. I progetti di attentati si collocano tra il 2003 e il 2006: i due relativi alla chiesa di Bologna e alla metropolitana milanese sarebbero dovuti avvenire in prossimità delle elezioni politiche della primavera del 2006. I cinque maghrebini sono coimputati con altri nordafricani, già arrestati tempo fa. Il presunto gruppo terroristico sarebbe operativo anche in

Algeria, Marocco e Siria, in attività di terrorismo in Italia e all'estero, di finanziamento del terrorismo internazionale, di reclutamento ed addestramento di numerose persone inviate in Iraq ed Afghanistan per colpire obiettivi civili e militari. Si tratterebbe quindi di una vasta organizzazione transnazionale nel cui mirino sarebbero finite, oltre al nostro paese, anche altri paesi europei come Francia, Spagna e Danimarca. Il gruppo, inoltre, era stato individuato nella primavera del 2006, quando, all’epoca delle indagini, i carabinieri ritennero la minaccia concreta e imminente da suggerire al ministero dell’Interno un provvedimento di espulsione immediata per sette maghrebini.

Il governo tedesco precisa: “L’offerta di Magna non è vincolante”. Il ministro: quello del Lingotto il piano industriale migliore

Fiat-Opel, per Scajola “la partita non è chiusa” La partita Fiat-Opel non è ancora chiusa. A dirlo è il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola. Sul caso Opel "credo che le carte siano ancora da giocare - ha detto - Il piano industriale della Fiat è il miglior piano presentato, un programma di prospettiva". Per Scajola "la prima scelta del governo tedesco e di General Motors è stata una scelta di carattere finanziario, condizionata dal clima politico tedesco. Mi auguro - ha aggiunto - che le dichiarazioni del cancelliere Angela Merkel vogliano significare che da qui a sei mesi questa fase provvisoria di gestione da parte del governo tedesco e della General Motors possa portare a riconsiderare il progetto, nell'interesse dell'Europa che ha bisogno

di un grande gruppo automobilistico". Dubbi sul comportamento del governo tedesco sono stati espressi anche dalla presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. "Lascia perplessi", ha detto e il fatto che siano prevalse logiche politiche rischia di provocare dei "pasticci". La leader degli industriali ha ribadito che "gli Stati dovrebbero stare da parte, delimitare i campi e le regole del gioco e poi far giocare le imprese e lasciare che siano i piani industriali a prevalere. Gli Stati non devono fare nulla, compresa la politica italiana. I vertici Fiat - ha aggiunto - correttamente non hanno chiesto niente alla politica, perchè dovrebbe essere un gioco tra piani industriali e imprese". La

IL MINISTRO SCAJOLA

Opel intanto non tornerà in utile prima del 2013. A rivelarlo è stato il numero uno del gruppo Carl-Peter Forster. "Gli affari vanno bene - ha detto Forster - la quota di mercato è in rialzo, abbiamo già venduto 120 mila Insigna... faremo di tutto per tornare in utile prima del 2013". Forster ha scartato la possibilità di un fallimento di Opel e fa sapere che i 300 milioni di euro del fondo di emergenza sono sufficienti a "ridisegnare il nostro futuro". Mercoledì il governo tedesco ha spiegato che l'offerta di Magna è solo preliminare e non vincolante e che considera ancora possibili altre offerte, comprese quelle di Fiat e dei cinesi di Baic. Infine circa il 40% del prestito-ponte da 1,5 miliardi di euro

destinato dal governo tedesco alla casa automobilistica tedesca (vale a dire, 600 milioni di euro) andrà alla Gran Bretagna e alla Spagna. Si ribadisce inoltre che l'accordo preliminare tra Gm e Magna non è vincolante. Ma Gm Europe fa sapere che sta lavorando per un accordo definitivo con Magna in 4-6 mesi. "Magna International e Gm Europe hanno firmato un Memorandum of Unterstanding per continuare a lavorare al fine di perfezionare l'intesa per Opel e Vauxhall. Stiamo negoziando costantemente con Magna International per arrivare a un definitivo accordo entro diverse settimane", ha affermato la responsabile della comunicazione di General Motors Europe, Karin Kirchner.


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QUI ARGENTINA

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AVANZA IL CONTAGIO DOVUTO ALLA INFLUENZA “A” IN TUTTO IL MONDO E L’ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE DELLA SANITA’ STA PENSANDO DI ELEVARE A SEI IL LIVELLO D’ALLERTA E BUENOS AIRES PRENDE TUTTE LE CONTROMISURE: IL VIRUS SI ESPANDE ANCHE IN ARGENTINA. E LE SCUOLE CHIUDONO

La febbre suina aumenta e ora mette davvero paura Il governo potrebbe sospendere le lezioni in tutto il paese SALVATORE GIUFFRIDA

BAIRES - Il governo argentino sarebbe in procinto di sospendere tutte le lezioni nel paese a causa dell’allarme febbre suina, che negli ultimi giorni ha fatto registrare un picco notevole. Tutto questo mentre si è in attesa che l’Organizzazione Mondiale della Sanità elevi da cinque a sei il livello di pandemia nel mondo: un aumento di grado di emergenza che ha acceso la luce rossa del governo nazionale, che potrebbe riunire nel giro di questa settimana il comitato di emergenza e analizzare quindi la decisione, certamente drastica, di sospendere tutte le attività scolastiche. Una possibilità che comunque rimarrebbe solo sulla carta se l’Oms non dovesse elevare fino a sei il grado di allerta. Per il momento, il ministro Gabriela Ocana ha ribadito ai dirigenti scolastici di chiudere gli edifici e quindi le attività nell’eventualità in cui di regi-

strino casi di febbre suina tra gli alunni del collegio. La stessa Ocana, tuttavia, ha ammesso che di fronte all’aggravarsi della situazione, il comitato di emergenza sarà guidato dal capo di gabinetto Sergio Massa che dovrà e potrà prendere decisioni e provvedimenti drastici entro questa settimana. Come appunto quello di chiudere le attività scolastiche in tutta la nazione. Tutto questo mentre la Oms ha registrato e confermato il primo caso di febbre suina in Egitto: il virus, insomma, è arrivato anche nel continente africano, l’unico che al momento non era stato ancora contagiato.

Secondo i codici dell’organizzazione internazionale, il livello 5 è caratterizzato dalla propagazione del virus da persona a persona in almeno due paesi di una

Incontro tra la Kek il Consiglio delle Chiese latinoamericane BAIRES - Cooperare insieme su temi di reciproco interesse per “contribuire con un effetto positivo al dibattito sulla globalizzazione in un più ampio contesto ecumenico”. E’ la conclusione, resa nota da Peter Pavlovic, segretario della commissione Chiesa e società della Conferenza delle Chiese europee (Kek), della riunione che si è svolta a Buenos Aires, dal 25 al 29 maggio scorso a Buenos Aires, tra le delegazioni della Kek e del Consiglio delle chiese latinoamericane (Clai). Nel corso dell’incontro – come riferisce l’agenzia Sir - si è discusso delle diverse forme di povertà presenti nei due continenti, sull’indebitamento dei Paesi poveri e sul ruolo e le responsabilità degli Stati nella definizione delle politiche economiche. Particolare attenzione è stata data alla crescente domanda d’integrazione regionale e allo scambio d’esperienze tra i processi d’integrazione europea e quelli in atto nell’America del Sud. Allo stesso tempo sono state anche richiamate le responsabilità delle società civili e delle Chiese nell’affrontare le sfide della globalizzazione. Per mons. Julio Murray, presidente della Clai, “la globalizzazione richiede anche alle Chiese nuove forme di solidarietà e di rispetto reciproco”. “Le nostre Chiese – ha aggiunto - hanno bisogno d’incrementare il lavoro insieme, in modo da riconoscere sia la specificità degli interventi di ciascuna, che quanto ci accomuna nella fede”. Il pastore luterano Nilton Giese, segretario generale della Clai, ha sottolineato il ruolo delle Chiese, chiamate “a rispondere alle tante sfide continuamente poste dalla globalizzazione e che, come noto, riguardano la povertà, la giustizia sociale, l’economia, i cambiamenti climatici”. Per migliorare questa situazione, ha aggiunto Giese, è necessario scoprire “nuovi modelli d’integrazione che consentano non solo l’integrazione dei mercati” e nuovi criteri di sviluppo basati su un “processo di cooperazione e di solidarietà” il cui nucleo centrale “deve essere la persona, l’essere umano”.

Nuovo piano edile lanciato dal Governo BAIRES - Il Governo Argentino si starebbe preparando a lanciare un piano per stimolare la costruzione e la vendita di abitazioni: il provvedimento, del valore di 24 miliardi di dollari, utilizzerebbe le risorse derivate dalla nazionalizzazione dei fondi pensione. Il piano si inscrive in una più generale strategia portata avanti dalla Presidente Fernandez de Kirchner, che ha già visto il lancio di provvedimenti per un totale di 13,2 miliardi di dollari finalizzati ad accrescere i consumi, attraverso lo stimolo all´acquisto di un´ampia gamma di prodotti, dalle lavatrici alle biciclette, con una misura di 300 milioni destinati al settore turistico. Nei primi tre mesi dell´anno il numero di abitazioni vendute nella capitale è sceso del 39 per cento rispetto allo stesso periodo del 2008. Scetticismo da parte degli economisti, che notano come i precedenti provvedimenti non abbiano sortito gli effetti sperati e come parallelamente l´Argentina di prepari ad affrontare un difficile programma di finanziamenti per i prossimi tre anni: il Paese non ha avuto accesso ai mercati internazionali del debito dai tempi della crisi dei bond del 2001. L´obiettivo della Presidente Fernandez è di aumentare di 800.000 unità il numero di occupati nel settore costruzioni. Gli imprenditori sottolineano come l'attuale crisi del settore non sia data dall´arresto dei progetti avviati, che stanno comunque progredendo, quanto dal mancato avvio di nuove costruzioni.

stessa regione: il livello 6, che secondo fonti di Ginevra sarebbe ormai inevitabile, corrisponde alla comparsa di focolai di contagio in almeno un terzo paese di una

regione diversa. E questo starebbe a significare che siamo di fronte a una pandemia mondiale. IN ARGENTINA - Intanto nelle ultime ore almeno sei ulteriori istituti scolastici hanno deciso di chiudere e sospendere le proprie attività scolastiche: tutto questo dopo aver avuto conferma che tra gli alunni si erano registrati, proprio nelle ultime ore, casi di contagio da febbre suina. Il virus avanza, insomma, e in questo modo sono già più di trenta le scuole che hanno deciso di chiudere la porta, sia pure a scopo preventivo: la possibilità che il programma

scolastico dell’anno 2009 non possa concludersi cresce a dismisura, anche se dalle rappresentanze sindacali e dalle associazioni hanno fatto sapere che “è molto più importante salvaguardare la salute che sta al di sopra del programma”. Tra le sei scuole che hanno chiuso i battenti, tre sono nella capitale Buenos Aires, due nel Gran Buenos Aires e una nella località di Azul. Sospese le lezioni anche nel collegio privato di Mallincrockt, a Retiro, dove sono stati riscontrati due casi, uno in un alunno di prima e un altro in uno di quinta. Anche nella capitale, però, chiudono le scuole private: è il caso degli istituti San Antonio da Padua, nel quartiere di Nueva Pompeya, e ancora Los Robles, Sagrada Famiglia, così come il St. Andrews, dove è stato confermato il contagio ai danni di un alunno. E questi sono solo alcuni degli edifici che hanno chiuso, nelle ultime ore.

CLIMA ROVENTE NELLA CAMPAGNA ELETTORALE

Reutemann a zero su Carriò

BAIRES - Il candidato a senatore Carlos Reutemann ha attaccato ieri il leader di Accordo Civico Carriò: “le spara grosse”, ha detto Reutemann, che ha riconosciuto che le sue critiche “possono toglierle voti”, e si è lamentato perché carriò ha detto che “i peronisti sono tutti uguali, dopo il 28 si alleano e poi aggiustano tutto con il portafogli in mano”. Quindi ha definito “a contatto zero” il suo rapporto con Nestor Kirchner. Reutemann è un fiume in piena: riconosce che “Carriò ha parlato di un portafogli che ci unirà, però è una sparata che non fa per niente bene a nessuno”. Ci va giù duro pesante, l’ex governatore: il quale ha accusato il numero uno di Acuerdo Civico “di fare terrorismo” e ha ammesso che tutto questo potrebbe condizionare il voto degli indecisi. Con un risultato negativo per lui. Per quanto riguarda poi le urne nella provincia di Santa Fe, Reutemann ha assicurato che “i sondaggi sono testa a testa”, così come la situazione all’interno del peronismo “è complessa dato che il giustizialismo si è ormai separato in due tronconi e continua senza una guida univoca”. Tutto questo nonostante “dividiamo lo stesso elettorato. Si tratta di una strategia sbagliata dal punto di vista elettorale, così come è sbagliato pensare che ci possiamo riunire dopo le elezioni”. L’ex pilota di Formula Uno ha poi detto la sua anche sulla statalizzazione delle imprese argentine in Venezuela: “Mi sembra che sia una questione di sovranità da parte del governo di Caracas, però di sicuro deve attirare l’attenzione di Buenos Aires. E a proposito della possibilità che l’Argentina possa fare lo stesso, Reutemann ha detto che “qui non ci sono le stesse condizioni, noi argentini abbiamo un’altra formazione”


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ITALIANI NEL MONDO

Il progetto “Hotel Argentina” (Torino, Galleria Fiaf fino al 12 giugno) racconta l’emigrazione dei nostri connazionali nel grande paese sudamericano. I loro ricordi, i loro sogni le loro emozioni...

La storia degli italiani d’Argentina nella mostra fotografica di Giovanni Marrozzini

EDITORE Cooperativa Editoriale L’Italiano Soc. Coop. a mutualità prev. Srl P.Iva 09341041003 REGISTRAZIONE Tribunale di Roma: 492007 del 02.03.2007 ROC: 15506

TORINO - Nel 2005 Giovanni Marrozzini ha affrontato per la prima volta un viaggio in Argentina, dove sarebbe tornato poi nel 2007. Sono nati così due progetti, "Hotel Argentina" ed "Echi", che saranno ora esposti a Torino, in occasione della mostra "Hebron", in programma dal 29 maggio al 12 giugno presso la Galleria Fiaf. "Hotel Argentina" racconta la storia degli uomini e delle donne, delle città e dei paesaggi, per frammenti, lungo una distesa geografica di settemila chilometri. In questo suo lungo viaggio Marrozzini ha spesso incontrato quegli "italiani d’Argentina" che vivono di ricordi e sogni. Ed ha quindi proposto al Comune di Fermo di realizzare una nuova inchiesta sugli emigrati marchigiani, i loro figli, le loro storie. E una volta di più si è interrogato sul "cosa" e sul "come". L'intento non era quello di raccontare la loro vita in Argentina, le loro case, il loro lavoro, i loro volti. Il progetto del fotografo è diventato più ambizioso, ai limiti dell’infotografabile: raccontare i loro ricordi, i loro sogni. "Echi", appunto, un omaggio generoso ai marchigiani d’oltreoceano, commosso e commovente, "il più toccante che nella mia carriera mi sia capitato di affrontare", ha dichiarato l'artista. Giovanni Marrozzini ha iniziato ad interessarsi alla fotografia a metà degli anni Settanta, quando credeva "fermamente che la pratica

impegnata e onesta del fotogiornalismo potesse contribuire a cambiare il mondo. Con un’informazione corretta, con la denuncia, con la testimonianza di fatti ed eventi che i mezzi di comunicazione sembravano, mi sembrava, voler trascurare". Il tempo e l’esperienza non hanno completamente cancellato le ingenuità delle speranze e quando si ha la fortuna di veder nascere e crescere il lavoro di un autore come Giovanni Marrozzini si ha la consapevolezza che se la fotografia potrebbe avere delle difficoltà nell’impresa di cambiare, se non il mondo, ma almeno lo stato di molte cose, serve sempre e più che mai a far conoscere, a informare, a commuovere e a far pensare. Certamente la fotografia ha cambiato la vita di Giovanni Marrozzini, una vita idealmente scissa in due epoche, prima e dopo la fotografia. La sua carriera professionale inizia nel 1997, viaggiando e raccontando un’Italia turistica. Nasce subito dopo l’idea di una rivista semestrale d’arte e cultura, "Village", da lui creata e distribuita per oltre due anni nell’area di Bologna. Nel 1999 ha un grave incidente che lo costringe a letto per otto mesi, costretto a vedere solo soffitti e a sognare spazi più ampi, nei quali perdere davvero lo sguardo. Dopo l’incidente inizia a collaborare con associazioni di volontariato: la fotografia è il suo

mezzo di espressione, lo aiuta a reagire, lo obbliga a concentrare su altri la propria sofferente attenzione. Nel 2003 è quindi in Zambia, nel villaggio di Fisenghe, per raccontare la vita in una missione cattolica, le attività mediche e assistenziali. Lui stesso definisce reportage questo suo primo importante progetto, ma il contatto con una realtà tanto intensa lo costringe a trovare forme narrative che si discostano da subito da una documentazione giornalistica diretta. "Avevo capito", spiega, "che quello che mi interessava era realizzare progetti a lungo termine. Mi sembrava tardi per dedicarmi alla collaborazione con i giornali e ho preferito invece lavorare con associazioni umanitarie o enti che lavorano nel sociale". Nel 2005 un nuovo viaggio, questa volta in Etiopia, per documentare la vita all’interno del St.Mary General Hospital di Dubbo. Sempre in collaborazione con associazioni di volontariato, sempre a contatto con realtà dolorose in una regione che ha gli indici di mortalità più alti al mondo. In Etiopia tornerà ancora per altri due progetti negli anni successivi: la "Wolayta School for the Blind", una scuola per dare una nuova prospettiva di vita ai ragazzi ciechi e una delicata indagine sul tema delle mutilazioni genitali femminili sempre a Wolayta. Parlando oggi di questi suoi due lavori Marrozzini sottolinea quanto

La collettività trentina d’Argentina esprime il suo dolore per la tragica scomparsa dei corregionali Zandonai, Lenzi e Zortea BAIRES - "La collettività trentina dell’Argentina è sconvolta per quanto accaduto al direttore generale dell’associazione trentini nel mondo, Rino Zandonai, al consigliere provinciale Gian Battista Lenzi e al sindaco di Canal San Bovo Luigi Zortea". È quanto dichiara in una nota il coordinatore generale dei Circoli Trentini dell’Argentina, Francisco Nardelli, vicesegretario del Cgie, subito dopo aver appreso che ieri 2 giugno, nel primo pomeriggio, sono stati avvistati dall’Aeronautica brasiliana nell’oceano Atlantico, a 650 km a nord-est dall’isola brasiliana di Fernando da Noronha, un sedile di aereo, un giubbotto di salvataggio arancione, un recipiente, pezzi metallici bianche e macchie di carbu-

rante. "I tre corregionali – prosegue Nardelli – ritornavano in Trentino dopo avere compiuto una visita nel Sud del Brasile comu-

nicando il risultato della "Campagna di solidarietà", portata avanti in favore delle comunità colpite lo scorso anno dall'alluvione, ed altri interventi solidali in favore del Paese sudamericano". "Con la scomparsa di questi tre referenti trentini, molto attivi e coinvolti con il mondo della emigrazione, - conclude Nardelli – si perde un vero patrimonio di esperienza e lavoro in favore delle collettività trentine nel mondo, testimoniato in questi anni da numerose collaborazioni a fianco di noi trentini residenti all'estero. Tutta la collettività trentina dell’Argentina prega per i nostri fratelli scomparsi in un modo cosi inaspettato ed è vicina alle loro famiglie".

siano stati utili per raccogliere fondi per aiutare la scuola o per sensibilizzare l’opinione pubblica. Non parla di fotografia: le sue immagini parlano da sole, sembra voler sottintendere, e quello che conta davvero è che siano servite ad aiutare. Tuttavia con queste due storie inizia a vincere premi e a essere conosciuto. Poi nel 2005 e nel 2007 l'Argentina. L'anno seguente Marrozzini parte di nuovo, con Médicos del Mundo, una ong spagnola che lavora in Israele e nei Territori palestinesi. Va a Hebron per realizzare un lavoro presso le famiglie che hanno subito traumi e che frequentano un centro di salute mentale. È una realtà lacerata e inquietante che fa sorgere in Marrozzini nuovi interrogativi: "In realtà non so quello che sto facendo. Forse non è fotogiornalismo. Forse le mie foto sono troppo personali. Mancano gli ambienti, mancano le informazioni". Ma non mancano - e questo non è Marrozzini a dirlo - di empatia, di partecipazione, di emozione profonda, sentimenti capaci di trasformare l’atto del fotografare in un gesto d’amore e le fotografie in vere opere di creazione, formidabili strumenti capaci di cambiare se non il mondo almeno la conoscenza che ne abbiamo. Tutte queste realtà saranno esposte ora a Torino, nella mostra curata da Renato Longo. AISE

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L’ITALIANO VENERDI’ 5 GIUGNO 2009

ESTERI

La svolta di Barack DAL CAIRO IL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI TENDE UNA MANO AL MONDO MUSULMANO: “NON SIAMO IN GUERRA E NON VOGLIAMO RIMANERE IN AFGHANISTAN”

Obama all’Islam: “Un nuovo inizio” Barack Obama offre "un nuovo inizio" nei rapporti tra Stati Uniti e mondo musulmano per spezzare il circolo vizioso di "sospetti e contrasti" seguito all'11 settembre. Nello storico discorso pronunciato all'Università del Cairo, il presidente americano ha chiesto di superare gli stereotipi e di garantire la libertà religiosa. "Sono venuto qui", ha dichiarato Obama, accolto da una standing ovation, "per chiedere un nuovo inizio tra gli Stati Uniti e i musulmani nel mondo basato sugli interessi e sul rispetto reciproci e sulla verità che America e Islam non devono essere in competizione". L'impegno è a combattere gli stereotipi negativi sull'Islam, ovunque affiorino" nella consapevolezza che "l'Islam è parte dell'America". "L'America non è in guerra con l'Islam", ha assicurato il presidente, ma "le novità portate dalla globalizzazione hanno portato molti musulmanmi a percepire l'Occidente come ostile alle tradizioni dell'Islam". Il capo della Casa Bianca ha parlato di diritti delle donne ("rispetto le donne che scelgono di vivere le loro vite nei ruoli tradizionali, ma deve essere una loro scelta") e della libertà religiosa che è "centrale per la possibilità dei popoli di vivere insieme". Poi Obama ha rivolto lo sguardo al conflitto israelo-palestinese, per

BARACK OBAMA IN EGITTO

il quale ha ribadito che due Stati per due popoli è "l'unica soluzione". "Mi impegnerò personalmente per questo risultato", ha promesso, "e con tutta la pazienza che questo compito richiede". Il presidente americano ha assicurato che "l'America non tornerà indietro sulla legittima aspirazione dei pale-

stinesi alla dignità, alle opportunità e a uno Stato". Quanto a Israele, legato all'America da "un rapporto incrollabile", Obama ha riaffermato che "gli Stati Uniti non accettano la legittimità degli insediamenti in costruzione" che "devono essere fermati". Poi l'autocritica sulle degenerazioni nella lotta al ter-

rorismo: "la paura e la rabbia" per l'11 settembre, ha osservato, "ci hanno portato ad agire in modo contrario ai nostri ideali". Il presidente americano ha avvertito che la crisi nucleare con l'Iran è arrivata "a un punto decisivo". "A nessuna nazione - ha affermato il presidente americano - deve essere

Apertura del portavoce del movimento palestinese

E da Hamas arrivano segni di disgelo “Discontinuità rispetto alla politica di Bush” Hamas vede nel discorso di Barack Obama al Cairo segnali di “discontinuità rispetto alla politica del suo predecessore George W. Bush”. Lo ha detto Taher Nunu, portavoce del governo di fatto del movimento islamico radicale palestinese al potere nella Striscia di Gaza. Nunu spera anche che sia “l'inizio di un cambiamento basilare” e, da parte sua, auspica “ogni forma di dialogo con l'amministrazione Usa” fondata “sul rispetto delle scelta”. Ciò che Obama ha detto “in termini generali sul conflitto (israelo-palestinese) sembra mostrare di-

scontinuità rispetto alla politica di Bush”, ha detto Nunu, pur aggiungendo che il discorso “ha bisogno di spiegazioni ulteriori e di maggiori dettagli”. In ogni caso, “noi speriamo che sia l'inizio di un cambiamento basilare, visto che gli americani sembrano aver compreso il fallimento della politica di Bush”, ha aggiunto Nunu. Da parte sua - ha proseguito il portavoce - “Hamas auspica ogni forma di dialogo con l'amministrazione Usa basato sul rispetto delle scelte democratiche dei popoli su chi li debba rappresentare”. Nunu ha poi detto di aver apprez-

zato che Obama “abbia riconosciuto il consenso che Hamas ha nel popolo palestinese”. Quanto al riferimento del presidente americano alla necessità che gli israeliani alleggeriscano il blocco attorno ai confini della Striscia di Gaza, il portavoce di Hamas si è augurato che Israele lo ascolti e “agisca di conseguenza”. Interpellato infine sul forte richiamo di Obama contro l'uso della violenza da parte dei palestinesi, Nunu ha risposto: “Hamas non vuole praticare la violenza, ma rivendica il diritto legale alla resistenza all'occupazione”.

HAMAS, TIMIDA APERTURA AGLI USA

concesso di avere armi nucleari e ogni nazione, come l'Iran, dovrebbe avere il diritto di accesso al nucleare per scopi pacifici". Obama ha assicurato che gli Usa non mirano a una presenza a lungo termine in Afghanistan. "Non vi sbagliate, noi non vogliamo mantenere le nostre truppe in Afghani-

stan, non puntiamo ad avere basi lì", ha affermato. La guerra in Iraq, ha aggiunto con velata critica all'Amministrazione Bush, ha "ricordato all'America la necessità di usare la diplomazia e ricercare un consenso internazionale per risolvere i nostri problemi ogni volta che è possibile".


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SPORT

Valzer di allenatori IL TECNICO DEL PALERMO VERSO LA ROTTURA COL PRESIDENTE: “LO STIMO MA LA VEDIAMO DIVERSAMENTE, È PROBABILE CHE SI SEPAREREMO” "Non ho detto che Zamparini mi ha stressato. Il presidente ha una maniera tutta sua di gestire i rapporti col tecnico e le scelte tecniche. Ci siamo confrontati, ho espresso la mia opinione e probabilmente si troverà una soluzione". Dopo le parole del presidente del Palermo, che di fatto ha confermato la rottura, il tecnico dei rosanero Davide Ballardini spiega il suo punto di vista sulla situazione che si è venuta a creare. "La soluzione probabile è l'addio - ammette - è probabile che ci si lasci anche se non è ancora detto perché ci siamo dati una scadenza, che è il dieci di questo mese, ma tutto è stato fatto in maniera serena". Per Ballardini gli estimatori non mancano, si parla di Juve, Lazio o Atalanta ma "credo che lo si debba chiedere ai rispettivi club. Al momento non sono stato contattato da nessuno. Bisogna chiedere ai dirigenti di queste tre società perché io non so purtroppo proprio nulla. So che ci sono tanti bravi allenatori ancora senza squadra, siamo in tanti per poche squadre". Certo, arrivasse la chiamata della Vecchia Signora "si realizzerebbe il sogno di una vita, sarebbe bellissimo, non fatemici pensare. Fino a ieri ero a Palermo, passeggiavo e

JUVENTUS

Ballardini e Zamparini, l’addio è quasi ufficiale

IL TECNICO DEL PALERMO DAVIDE BALLARDINI

incontravo tanta gente che ogni volta mi commuove perché mi si avvicinano in modo corretto e discreto, trasmettendomi grande affetto - racconta - E io sono sentitamente commosso da loro". Questo, però, difficilmente servirà a ricucire lo strappo. "Ho incontrato il presidente dopo una stagione esaltante e non ho condiviso certe esternazioni, non condivido un certo modo di gestire i rapporti e anche in altri

momenti certi interventi che sono stati fatti dal presidente - spiega ancora Ballardini - Ma io nei confronti di Zamparini nutro grande riconoscenza e grande stima, così come gli ho detto. Poi, lui ha una sua maniera di gestire le società, i rapporti con le persone che lavorano con lui, e io non sempre mi trovo d'accordo con il pensiero del presidente. Così come le sto dicendo ora, le ho dette al presidente. E dopo un

Il giovane rivelazione del campionato si confessa

anno bellissimo e vissuto intensamente sotto tutti gli aspetti, ho manifestato questi miei dubbi, tutto qua". Il tecnico si dice convinto che "Zamparini prima di tutto mi stimi, poi, sono certo che mi voglia bene. Con il suo comportamento mi ha fatto crescere molto e gliene sono grato. Poi, c'è una maniera di lavorare ed un'altra ancora di farlo. E non è detto che quella dell'uno sia migliore di quella dell'altro".

Cobolli non ha deciso “Ferrara? E’ un candidato...” "È quasi l'ora di annunciare Ferrara? No, è l'ora di decidere per l'allenatore. I nomi non sono ancora decisi". Il presidente della Juventus, Giovanni Cobolli Gigli, ribadisce che la scelta del tecnico per la prossima stagione non è stata ancora fatta anche se "Ferrara rimane sicuramente un nostro valido candidato. Però ci sono anche altri nomi. Blanc intende nei prossimi giorni arrivare alla decisione. Lo spogliatoio sembra schierato con Ferrara? Sembra, perché capire esattamente i pensieri degli altri è sempre complicato". L'altro candidato forte alla panchina della Juventus è Luciano Spalletti ma "è l'allenatore della Roma e mi risulta che la Roma lo voglia tenere e noi rispettiamo i pensieri della dottoressa Sensi", la replica del presidente bianconero, che blinda Amauri ("resta alla Juventus") ma apre alla cessione di un altro attaccante, David Trezeguet. "Sarà sul mercato solo se ci sarà un'ottima offerta, sennò Trezeguet è un punto di

GIOVANNI COBOLLI GIGLI

forza della Juventus e ce lo terremo - avverte - Il prezzo? Non sono io che faccio i prezzi, e poi qualsiasi prezzo dicessi lo sbaglierei in eccesso o in difetto. Io penso che Trezeguet sia un giocatore maturo ma in grado di fare ancora due campionati alla grande". Sul fronte arrivi si parla di D'Agostino ("è un nome, è un buon giocatore ma da qui a dire che lo stiamo trattando ce ne passa") e Pandev ("non l'abbiamo mai trattato e se mai lo faremo, lo faremo con il presidente Lotito in persona").

Giochi del Mediterraneo, in gara 23 paesi per dieci giorni

Santon: “Come Maldini? Pescara 2009, in arrivo Basterebbe la metà” l’edizione dei record "Spero di diventare il Maldini dell'Inter. Mi accontenterei di fare la metà di quello che ha fatto lui in carriera". Queste le parole espresse da Davide Santon nel corso della conferenza stampa di ieri a Coverciano, dove la Nazionale di Marcello Lippi è in ritiro. Per il difensore nerazzurro Maldini "è un esempio e lo sarà sempre. I fischi che ha subito due settimane fa? Dispiace". Il talento di casa Inter poi traccia un bilancio del suo ultimo anno calcistico: "È stata una bellissima stagione, un anno fantastico incominciato con le finali Allievi e Primavera con l'Inter e terminato con que-

DAVIDE SANTON

sta convocazione". Santon rivela di aver parlato con il ct del suo buon momento: "Mi ha fatto i complimenti dicendomi di vivere questo periodo con tranquillità e aggiungendo che è difficile arrivare in Nazionale, ma lo è ancora di più ri-

manerci". Poi arriva il pensiero su Balotelli, attaccante dell'Inter sempre in discussione per via del suo carattere. "È un po’ diverso da me - ammette -. A volte ha degli atteggiamenti che possono dare fastidio e questo all'Inter glielo diciamo sempre. Speriamo che prima o poi capisca - continua Santon perché ha grande talento". Secondo il nerazzurro infatti Balotelli "avrebbe potuto rientrare benissimo in questa nazionale (la maggiore, ndr) se non avesse avuto l'atteggiamento che ha fatto vedere, magari ha solo bisogno di tempo per crescere da questo punto di vista".

A ventidue giorni dalla cerimonia inaugurale, i 16esimi Giochi del Mediterraneo di Pescara2009 hanno svelato numeri ed ambizioni di un evento che segnerà dei record sotto diversi punti di vista. Per numero di atleti, innanzitutto: 4.180, con 2.139 tra accompagnatori e dirigenti, per un totale di 6.318 presenze che animeranno la rassegna abruzzese, al via il 26 giugno sino al 5 luglio. Pescara2009, presentata ufficialmente ieri al Salone d'Onore del Coni, vedrà in gara 23 paesi del bacino del Mediterraneo, due in più rispetto ad Almeria (Andorra e Montenegro), che nei dieci giorni di ker-

GIANNI PETRUCCI

messe si cimenteranno in trenta discipline. La delegazione italiana sarà la più numerosa (853 in totale) davanti a Francia (684) e Grecia (645), l'atletica leggera è lo sport con il più alto numero di paesi rappresentati (22 su 23). E

ancora: 7000 i volontari da coinvolgere, 813 le medaglie da assegnare alle nazioni, 1276 (408 ori, 408 argenti, 460 bronzi) quelle in palio per gli atleti, 800mila gli spettatori previsti che affolleranno i 33 impianti sportivi che fanno 'capo’ allo Stadio Adriatico di Pescara (22 i siti di gara 'ritoccati’ con quasi 17 milioni di euro di contributo del Comitato Pescara 2009. Insomma, numeri record per una manifestazione che, dopo la tragedia del terremoto, assume anche significati extrasportivi: per l'Abruzzo i Giochi sono la prima, grande opportunità per rinascere dopo la catastrofe.


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CONTROCOPERTINA - SPORT

L’ITALIANO VENERDI’ 5 GIUGNO 2009

L’asso brasiliano sceglie il silenzio, mentre il presidente Berlusconi annuncia che nella giornata di lunedì lo incontrerà per definire la situazione. Ma ormai l’affare è cosa fatta

Kakà al Real Madrid, Galliani: “Il Milan non può perdere 70 milioni di euro ogni anno” MARA DE GAETANO

MADRID - Non si parla d'altro. In questo giugno di calcio mercato, il probabile trasferimento di Ricardo Kakà al Real Madrid continua a mantenere costantemente puntate su di sé le luci dei riflettori. I tifosi rossoneri sono in ansia per sapere quale sarà il futuro del brasiliano, coscienti che se è vero che a gennaio il Milan è riuscito in qualche modo a trattenerlo, in questo caso la questione sarà ben diversa. Troppi i soldi messi sul piatto dagli spagnoli, un'offerta che farebbe gola a chiunque e che, ora più che mai, darebbe al club di casa nostra un po' di ossigeno per far fronte ai debiti societari degli ultimi tempi. Galliani è stato molto chiaro: “Anche il cuore deve confrontarsi con i nu-

meri ha detto l'a.d. rossonero - ma non stiamo smobilitando. Ricky al Manchester City non ci voleva andare, al Real sì. Il giocatore si è sempre comportato bene con noi, non ha mai chiesto adeguamenti o prolungamenti di contratto. E' stato qui sei anni vincendo tutto quello che c'era da vincere”. Parole che lasciano, a questo punto, davvero presagire la certezza dell'addio: “La radice del problema è economica; l'Italia ha perso competitività e la serie A deve lottare per non farsi superare dagli altri campionati”. Il Milan dunque, sembra già essere proiettato verso il post-Kakà, e Galliani ha dichiarato che ad ogni modo la squadra non subirà un ridimensionamento, perché si cercherà di puntare su giocatori di grande valore così come si è sempre fatto: “Non arriveranno Amauri o Adebayor, né giocatori del Real, ma una grande attaccante che giochi nella stessa posizione di Ricardo”. Il brasiliano intanto, ha scelto la via del silenzio, preferendo aspettare che chi per lui si occupi della faccenda. Lo ha reso noto Rodrigo Paiva, portavoce del Brasile, il quale ha dichiarato che per ora nella mente del giocatore ci sono solo le due gare di qualificazioni ai Mondiali con Uruguay e Paraguay. Ciò escluderebbe pertanto la presentazione di Kakà al Real nei prossimi giorni. “Ricky è ancora del Milan - ha detto Paiva - anche se la stampa spagnola voleva già fare le foto con la maglia del

Real. Ora però ci aspettano le due partite di qualificazione, poi prenderemo un aereo privato ed andremo in Sudafrica per la Confederations Cup”. Intanto, Berlusconi ha fatto sapere che incontrerà il brasiliano nella giornata di lunedì: “Non posso ancora pronunciarmi, lunedì potrò essere più chiaro. Volevamo molto bene anche a Sheva, ma ci hanno fatto un'offerta che non potevamo eguagliare e alla fine ho fatto scegliere a lui”. Diretto anche nel rispondere alle domande

giungono smentite sul fatto che il Chelsea si sia fatto avanti con

una super offerta per il fuoriclasse del Milan. Lo ha reso noto la società

stessa, attraverso un comunicato apparso sul sito ufficiale dei Blues.

Berlusconi gela il Chelsea e spegne i sogni di Ancelotti: «Pirlo, Pato e Seedorf sono incedibili, nessuna smobilitazione»

riguardanti le possibilità di scelta di un eventuale sostituto: “Noi abbiamo già Ronaldinho che quest'anno ha giocato veramente poco e poi gente come Pirlo e Seedorf; speravo in un ritorno di Gourcuff ma ha preferito restare nel c l u b francese dove gioca.

Ricordo che non sono più il presidente, ma qualcosa in più di un tifoso, perché quando la società fa i debiti sono sempre io quello che se ne occupa”. Staremo a vedere. Ad ogni modo, dall'Inghilterra

MILANO - Silvio Berlusconi, presidente del Milan, in un'intervista concessa a Studio Sport, sul possibile trasferimento di Kakà al Real Madrid, appare rassegnato all'addio del campione brasiliano: "Dentro di me spero ancora in un ripensamento, non è tutto deciso". Poi Berlusconi blinda gli altri pezzi pregiati dell'undici rossonero: "L'unico nostro campione in discussione è Kakà. Pato, Seedorf e Pirlo sono incedibili. Ad Ambrosini rinnoveremo il contratto e sarà il nostro capitano". Berlusconi individua un obiettivo di mercato ben preciso: "Dobbiamo guardare a una punta vera e per questo stiamo sondando il mercato per vedere se c'è il campione che ci serve. Un nome? Non lo facciamo, aumenteremo solo il prezzo". Un nome però Berlusconi alla fine se lo fa scappare, quel Cristiano Ronaldo a cui sussurrò qualcosa all'orecchio la sera della finale di Champions League a Roma. "Gli ho teso una lenza - scherza - gli ho sussurrato: 'Come sarebbe bello vederti vestito di rossonero'". Dopo aver smentito l'interessamento di un gruppo arabo per la società ("Non c'è nulla di concreto e di vero in queste cose, è fantascienza. Nessun sultano è venuto a dirci che farà un Milan stellare"), il numero uno rossonero parla anche dell'addio a Carlo Ancelotti: "I cicli finiscono, poi bisogna cambiare e iniziare una nuova stagione. Credo che il nuovo allenatore porterà vivacità e ambizioni nuove. Ancelotti? Farà benissimo al Chelsea". SE ANDRA’ VIA KAKA’ PRENDEREMO UN GRANDE BOMBER - Berlusconi criptico sul Milan che verra': 'A me la squadra piace cosi' com'e''. Ma poi conferma: 'Per Kaka' si sapra' lunedi''. Altro che Ronaldinho o Kaka'. Il dribbling piu' mirabolante, ancora una volta, lo fa Silvio Berlusconi. Ermetico, ambiguo. O, meglio, ambivalente. La replica del patron rossonero Silvio Berlusconi ai giornalisti di Sky Sport 24, che gli chiedevano quale Milan stuzzicherebbe la sua fantasia per la stagione 2009/2010, e' un gioco di prestigio. Un piccolo capolavoro di comunicazione e di diplomazia. Lascia aperte entrambe le porte: quella dell'ipotesi-rifondazione, con annessa cessione di Kaka', o del colpo a sensazione che prevedrebbe la clamorosa riconferma in pompa magna dell'asso brasiliano: 'A me il Milan piace cosi' come e' adesso', ha risposto il numero uno rossonero. Ma la domanda sorge spontanea: cosa intendeva il presidente con l'espressione: 'cosi' com'e''? Con l'idolo dei tifosi rossoneri mantenuto in rosa, in barba alle sirene che suonano assordanti da Madrid, o dando per scontato l'addio del 'Bimbo d'oro'? Berlusconi prosegue il suo discorso senza fornire ulteriori specifiche:'Ritengo che, con il grande numero di campioni assoluti che possiamo mettere in campo, non ci sia bisogno di altro'. Quando pero' i cronisti lo incalzano sulla vicenda Kaka' e il pressing sul brasiliano si fa tambureggiante, il presidente rossonero alza bandiera bianca e ribadisce quanto gia' precisato:'Confermo che decideremo lunedi', dopo che avro' avuto modo di parlargli. A ora, comunque, nessuna decisione definitiva e' stata presa. E comunque i tifosi milanisti possono dormire su due guanciali: a Leonardo lasceremo in dote una squadra ricca di grandissimi campioni, che fra l'altro non ha bisogno di alcun innesto per quanto riguarda il reparto difensivo. Contiamo sul ritorno di Kaladze e di Nesta'. Sul possibile arrivo di Eto'o, sul piede di guerra con il Barcellona nonostante gli ultimi trionfi in maglia blaugrana, Berlusconi ha nicchiato, ma per la prima volta si e' sbilanciato sull'effettiva urgenza di acquistare un attaccante di peso: un punto di riferimento per il reparto avanzato, diverso per caratteristiche tecniche sia da Pato che da Inzaghi:'Sul fronte della campagna acquisti non c'e' ancora nulla di definito. Pensiamo tuttavia di dover acquisire un centravanti di razza, essendo Pato una seconda punta. Certo, abbiamo Borriello, in cui crediamo molto, ma non siamo ancora sicuri che abbia recuperato al 100% le sue possibilita' fisico-atletiche'. ANCELOTTI FARA’ DI TUTTO PER AVERE PER PATO - Il sogno di Carlo Ancelotti si chiama Alexandre Pato. Secondo il tabloid "The Sun", il 19enne attaccante brasiliano del Milan sarebbe il primo giocatore richiesto dal neo manager del Chelsea, pronto a mettere sul piatto ben 30 milioni di sterline, circa 34,5 milioni di euro. Gli altri obiettivi di Ancelotti sarebbero Glen Johnson, primo acquisto dell'era Abramovich e oggi al Portsmouth (pronti 12 milioni di sterline) e Yuri Zhirkov, stella del Cska Mosca e reduce da un grandissimo Campionato Europeo con la Russia.

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