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ALGUNO DICE QUE NO! El programa nr 1 de la comunidad italiana en la Argentina. De lunes a viernes de 11 a 12 hrs. Por AM990 Radio Spendid Conduccion: Tullio Zembo

L ITALIANO

ALGUNO DICE QUE NO! Il programma nr 1 della collettività italiana in Argentina Da lunedì a venerdì dalle 11 alle 12. Am990 Radio Splendid Conduce: Tullio Zembo

ANNO III - NUMERO 101 - GIOVEDI’ 4 GIUGNO 2009 • QUOTIDIANO PER GLI ITALIANI NEL MONDO • WWW.LITALIANO.IT • ITALIA 0,50 • ARGENTINA $ 1

Primo rapporto a fine giugno. Un team di 30 esperti al lavoro. Le scatole nere potrebbero essere a 3mila metri e un mini sommergibile le cercherà: continueranno a mandare un segnale per un mese ALLA PAG. 6

TROVATI I RESTI DELL’AIRBUS QuiArgentina

QuiPolitica

QuiAttualità

Europee 2009: clima sempre incandescente in vista del voto. Scambi di accuse tra Sinistra e Maggioranza

Crolla il Pil di Eurolandia: dati allarmanti, mai così in basso dal 1985. La Germania maglia nera

alla pag. 2

alla pag. 3

L’ex presidente Usa Bill Clinton in visita a Buenos Aires parla di democrazia e di Medioriente: «Il pericolo è l’Iran».

a pag. 4

Sport Pavel Nedved choc: forse ci ripensa e giocherà un altro anno. Ma l’addio alla Juventus è certezza, il ceco cambierà maglia

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Sport Kakà-Real Madrid: ormai è cosa fatta. Il brasiliano firmerà tra una settimana per le Merengues, anche se il Chelsea di Ancelotti non molla De Gaetano a pag. 8


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L’ITALIANO GIOVEDI’ 4 GIUGNO 2009

POLITICA ITALIANA

Europee, clima incandescente CONTINUANO GLI SCONTRI NONOSTANTE LʼAPPELLO DI NAPOLITANO. FRANCESCHINI DENUNCIA: “IL PD DANNEGGIATO”. GASPARRI: “NON SANNO DOVE ANDARE”

Nonostante l'invito del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che "un punto venga messo tra tre giorni e tutti traggano motivo per assumere atteggiamenti più ponderati", continuano polemiche e schermaglie tra i partiti in vista del voto di sabato e domenica. Dario Franceschini denuncia che "il Pd è stato danneggiato dalla campagna sul gossip e penso che in questa campagna elettorale ci sia stata molta cattiveria. Io sono stato insultato quotidianamente con aggettivi coloriti". Il numero uno del Pd mette in guardia che domenica "se vince Berlusconi è in pericolo la qualità della democrazia". Parole che suonano del tutto stonate per Daniele Capezzone che denuncia un "Franceschini alla frutta che pietisce voti". Il portavoce del Pdl osserva "non si è mai visto il capo di un grande partito appellarsi alla propria manifesta inferiorità per strappare o pietire qualche voto. E' una pietra tombale sulla credibilità presente e futura del Pd come alternativa al Pdl ed al governo Berlusconi". Dario Franceschini ha anche detto che i partiti progressisti, sia socialisti che non, sono "a un passo" da un accordo per formare un nuovo gruppo all'Europarlamento. Per Maurizio Gasparri, capogruppo Pdl a Palazzo Madama, in Europa "credo

LA DENUNCIA

Verso il voto tra le polemiche Bonino: “I telegiornali promuovono solo Pdl e Pd”

EMMA BONINO

EUROPEE, AL VOTO TRA LE POLEMICHE

che il Pd non sappia dove andare. Credo che il Pd difficilmente reggerà alla prova elettorale prima e alla prova europea dopo. Oggi il Pdl è saldamente radicato nel Ppe ma cosa farà il Pd nelle sue capriole costanti non so immaginarlo". Appello a votare Pd viene dall'ex premier Romano Prodi: "Non è tempo né di astensioni

né di sofisticate distinzioni". Per Prodi rispetto all'intensificarsi di "segnali di allarmi", il Pd, pur nel suo non facile cammino, "è l'unica concreta risposta". Mentre Emma Bonino continua l'occupazione dello studio Rai di Saxa Rubra, rivendicando la par condicio per la lista Bonino-Pannella nelle comunicazioni

a pochi giorni dal voto, una denuncia a firma Marco Pannella e della stessa Emma Bonino, in cui si ipotizzano i reati di abuso d'ufficio e omissione di atti d'ufficio per presunte irregolarità nella gestione degli spazi elettorali nei Tg della Rai, è stata fatta nei confronti del dg Mauro Masi e dei direttori dei tre Tg.

''Nei Tg si promuovono sono alcuni personaggi politici e alcune liste, ovvero Pd e Pdl''. Questo il contenuto della denuncia firmata da Marco Pannella ed Emma Bonino e depositata alla Procura di Roma. Nella denuncia si sottolinea che i ''Tg sarebbero deputati in campagna elettorale a garantire la parità di trattamento tra i competitori elettorali, così da garantire agli elettori una informazione completa e imparziale''. Inoltre nel testo consegnato alla Procura di Roma si evidenzia che ''ciascun direttore o vicedirettore dei Tg ha un'area politica di riferimento, formula ipocrita che nasconde una realtà in cui ciascuno di costoro ha propri referenti politici ai quali esprimere fedeltà e riconoscenza. Cosa che si tra-

Indagine sui collaudi degli impianti di combustibile da rifiuti

Lombardo firma un decreto operativo

Campania, 15 arresti: c’è anche il presidente della provincia di Benevento

Palermo: emergenza verso la fine, stop allo sciopero bianco

La GdF e la Dia di Napoli hanno eseguito molti arresti nell'ambito di un'indagine sulla gestione dello smaltimento dei rifiuti in epoca commissariale in Campania. In manette sono finiti funzionari regionali, professori universitari ed esponenti politici, tra i quali anche il presidente della provincia di Benevento, Aniello Cimitile, che ha avuto il beneficio dei domiciliari, così come gli altri 14 arrestati. L'indagine è centrata sui collaudi degli impianti di combustibile da rifiuti

L'emergenza rifiuti a Palermo si risolverà nell'arco di pochi giorni. Sono state individuate e prescritte e modalità operative attraverso cui la città sarà ripulita. Il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, ha firmato un decreto che mette a disposizione 40 autocompattatori provenienti da tutta la Sicilia. Sarà anche garantita la copertura economica per la riparazione di altri venti autocompattatori. I lavoratori hanno infine sospeso lo sciopero bianco. Il sinda-

(Cdr), oggi riconvertiti in impianti per la tritovagliatura. Collaudi che sarebbero stati falsati e avrebbero determinato la produzione di rifiuti da smaltire non conformi. L'indagine è centrata sui collaudi degli impianti ex Cdr del napoletano (Giuliano e Caivano) e del sannio (Casalduni). L'accusa per tutti è di falso ideologico, avendo attestato l'idoneità degli impianti quando erano già sequestrati e la conformità del loro prodotto alle specifiche del contratto stipula-

CAMPANIA, 15 ARRESTI

to tra Regione Campania e Fibe, società del gruppo Impregilo che ha gestito lo smaltimento dei rifiuti nella regione dal 1998 al 2005. Cimitile, in particolare, ex rettore dell'università del Sannio, è indagato in quanto collaudatore e non nella sua veste di presidente della Provincia.

co di Palermo ha scritto una lettera di scuse ai turisti a nome di tutti i palermitani, per i disagi provocati in questi giorni. La lettera è stata recapitata questa mattina a tutti gli alberghi: "Desidero esprimervi il mio rammarico per il disagio che in questi giorni avete provato nel girare la nostra città scrive Diego Cammarata . L'emergenza, determinata da uno sciopero degli addetti alla raccolta della spazzatura, verrà superata nel più breve tempo possibile".

duce in milioni di euro dei contribuenti, posto che si esprime sotto forma di spazi televisivi garantiti con una informazione compiacente per qualità ed illegale per quantità''. Nella denuncia inoltre si spiega che ''solo l'intervento diretto del presidente della Repubblica, giunto a campagna elettorale inoltrata, ha consentito nel corso di questa ultima settimana di mitigare gli effetti di un precedente periodo ove deliberatamente ciascuno dei responsabili delle singole trasmissioni di approfondimento politico aveva omesso di garantire alle liste concorrenti la parità di trattamento dovuta per legge. Ma se questo è accaduto per trasmissioni come Porta a Porta, Ballarò e Anno Zero, ciò non e' accaduto per i telegiornali''.

RAFFAELE LOMBARDO


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ATTUALITA’

Crolla il Pil di Eurolandia Crolla il Pil di Eurolandia nel primo trimestre dell’anno: - 2,5% rispetto agli ultimi tre mesi dell’anno scorso. È il calo più marcato da quando è nata la zona euro. Nella Ue-27 il calo è stato invece del 2,4% mentre nel Regno Unito dell’1,9%. È quanto emerge dai dati diffusi dall’Eurostat, che confermano le stime flash di maggio. Su base annua, invece, il Pil della Ue-16 è calato del 4,8% mentre nella Ue-27 del 4,5%. Analizzando il Pil dei singoli Paesi di Eurolandia nel primo trimestre del 2009 rispetto agli ultimi tre mesi dell’anno scorso i dati più negativi riguardano la Germania (-3,8%), poi Austria e Olanda (-2,8%), Italia (2,4%), Spagna (-1,9%), Belgio (-1,6%) e Francia (-1,2%). Anche su base annua la ‘maglia nera’ tra i Paesi della zona Euro va alla Germania (6,9%), seguita da Italia (5,9%), Francia (-3,2%) e Spagna (-3,0%). Tra i Paesi dell’Europa dell’est a resistere alla recessione è la Polonia, che segnala una crescita dello 0,4% sul trimestre precedente e dell'1,9% su base annua. In Lituania il calo rispetto al trimestre precedente è stato del 10,5%, in Lettonia dell'11,2% mentre dati negativi si sono registrati anche per Estonia, Ro-

TERREMOTO

Europa, numeri allarmanti SECONDO I DATI DIFFUSI DALLʼEUROSTAT NELLA UE A 16 IL CALO SU BASE ANNUA È STATO DEL 4.8%, PEGGIO LʼITALIA CHE ARRIVA A -5.9%: PEGGIO SOLO LA GERMANIA Cgil preoccupata: “Ancora una conferma della crisi”

AGOSTINO MEGALE

ZONA EURO, PRODOTTO INTERNO LORDO IN CRISI

mania, Slovacchia e Ungheria. A incidere maggiormente sulla recessione nel primo trimestre del 2009 nella zona euro – evidenzia l’Eurostat - una diminuzione di mezzo punto percentua-

le nella spesa delle famiglie per i consumi (-1% nella Ue-27), un calo del 4,2% degli investimenti (4,4% nella Ue-27), dell’8,1% dell’export (7,8% nella Ue-27) e del 7,2% delle importazioni (-

7,8% nella Ue-27). Secondo quanto sottolinea sempre l’ufficio europeo di statistica, nel primo trimestre del 2009 il Pil statunitense è calato dell’1,5% mentre quello del Giappone del 4%.

“Il dato Eurostat sulla caduta del Pil nel primo trimestre rappresenta una conferma ulteriore della gravità della crisi mentre il governo continua ad essere inerte”. E’ quanto afferma il segretario confederale della Cgil, Agostino Megale, in riferimento ai dati resi noti oggi dall’istituto di statistica europeo. Per il dirigente sindacale, inoltre, “il dato sul Pil, su base tendenziale, significa una caduta a marzo di –5,9 punti nel 2009, che porta inevitabilmente ad un Pil annuo a –5%, così come indicato dal Governatore della Banca d’Italia”. Inoltre, osserva Megale, “le conseguenze più immediate sono sull’occupazione, sui redditi e sul sistema produttivo, ricordando che in autun-

no raggiungeremo il punto più critico”. Sull’occupazione, spiega, “tra il 2009 e il 2010 un calo del Pil così consistente comporterà un incremento della disoccupazione che coinvolgerà 1,1 milioni di lavoratori in più: i giovani disoccupati sotto i 35 anni saranno +639.777 rispetto al 2008, per un totale di 1.584.777 giovani disoccupati alla fine del biennio. Le donne disoccupate (comprese quelle sotto i 35 anni) saranno invece +548.009 nel 2010, per un totale di 1.465.924 donne che resteranno senza lavoro alla fine del biennio. Una buona parte di questi lavoratori a rischio si trova nei 2 milioni di contratti a termine ricordati dal Governatore Draghi”.

Nasce una iniziativa di “Amici della Costituzione” che invita a non cambiare la legge elettorale: “Non si abroga il porcellum”

Comitato per l’astensione: “Referendum dannoso” Il referendum elettorale del 21 giugno è dannoso e inutile. Ne sono convinti i promotori del “Comitato amici della Costituzione per l’astensione al referendum” che ieri mattina, con una conferenza stampa a Montecitorio, hanno illustrato le finalità dell’iniziativa. “Il punto comune a tutti gli aderenti – ha spiegato Stefano Passigli – è la convinzione che il referendum è dannoso e inutile” perché “non consegna quello che promette”. Prima di tutto dice Passigli “è sbagliata la convinzione che la vittoria del sì abrogherebbe il ‘porcellum’, che invece rimane con le liste bloccate e ne uscirebbe rafforzato” perché sarebbe “santificato dal voto popolare”. “Il refe-

rendum, in tutti e tre i quesiti, non modifica il ‘porcellum’ e non semplifica il sistema dei partiti” spiega ancora Passigli secondo cui invece metterebbe a rischio il “pluralismo moderato” e condannerebbe i piccoli partiti a diventare ‘correnti’ di quelli più grandi. “Molto pericolosa” è invece l’unica modifica che il ‘sì’ al referendum introdurrebbe, il premio di maggioranza. “E’ pericoloso perché mette a rischio tutti gli equilibri ed indebolisce tutti i pesi e contrappesi del sistema” dice Passigli, permettendo a chi ottiene il premio di eleggere arbitrariamente i vertici della autorità indipendenti di garanzia, i giudici costituzionali, lo stesso presidente della Repubblica e favorendo così

REFERENDUM, C’È ANCHE IL COMITATO PER L’ASTENSIONE

un rapido passaggio ad un sistema di partito dominante. “Questi rischi – spiega ancora Passigli – ci portano a dire che il ‘sì’ va fermato e non si ferma con il ‘no’ che potrebbe invece essere letto come un sostegno al porcellum”. Secondo Bruno Tacci invece il rischio è quello di “finire dritto filato in Argentina o in Unione Sovietica” e votando ‘sì’ si “continua a fare il gioco di Berlusconi”. In conferenza stampa sono stati diffusi i nomi di 50 personalità che hanno già aderito all’iniziativa. Un’altra lista sarà diffusa dopo le elezioni europee perché spiega Passigli “molti hanno opinioni diverse dai loro partiti” e hanno chiesto “di far conoscere la loro posizione dopo il voto”.


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QUI ARGENTINA

L’ITALIANO GIOVEDI’ 4 GIUGNO 2009

“Il maggior pericolo che il mondo deve ora affrontare è l’Iran”: parola di Bill Clinton, ex presidente degli Stati Uniti che si trova attualmente in visita in Argentina. Il marito del segretario di stato Hillary Clinton ha rivolto pesanti critiche al regime Ahmadinejad

Clinton in Argentina per parlare di crisi e diplomazia zione palestinese attraverso la formula dei “due stati, due popoli”. Nessun accenno, invece, all’attuale situazione che si sta vivendo in Venezuela, e soprattutto nessun accenno alla politica di nazionalizzazione che il presidente Hugo Chavez sta portando avanti anche a danno di imprese argentine, limitate anche nell’esportazione di automobili, per le quali il mercato venezuelano rappresentava uno sbocco tra i più importanti. Ha invece dedicato buona parte del suo intervento alla necessità di un cambio istituzionale nel settore finanziario internaziona-

SALVATORE GIUFFRIDA

BAIRES - “Il maggior pericolo che il mondo deve ora affrontare è l’Iran”: parola di Bill Clinton, ex presidente degli Stati Uniti degli anni novanta, che si trova attualmente in visita in Argentina. Il marito del segretario di stato Hillary Clinton ha rivolto pesanti critiche al regime teocratico di Ahmadinejad e ha parlato del potenziale arsenale nucleare che Teheran sta portando avanti. Quindi ha rivolto la sua attenzione alla situazione in Medioriente, ribadendo l’importanza di appoggiare la creazione di una na-

Al via il processo al cecchino di Belgrano BAIRES - Via al processo a Martin Rios, il tiratore seriale di Belgrano. L’uomo in particolare è accusato di aver assassinato Alfredo Marcenac e di aver ferito almeno 11 persone: Rios avrebbe sparato a caso, all’impazzata, colpendo i passanti che in quel momento transitavano per le strade di Belgrano. Tra i passanti, c’era proprio Marcenac. E già secondo alcune indiscrezioni, l’avvocato difensore di Rios porterà avanti la linea giuridica secondo cui non è possibile, a rigore di legge, portare l’imputato dinanzi alla corte argentina, in particolare a causa delle sue condizioni mentali precarie. Al contrario, la linea dell’accusa sarà quella di dimostrare che Rios era, al momento dei fatti di sangue, nel pieno delle sue facoltà mentali e psichiche. Il processo è iniziato alle ore 9 di mattina, presso il 12esimo tribunale orale criminale, di cui fanno parte i giudici Alfredo Rizzo Romano, Carlos Bruno e Ana Dieta de Herrero. Per la preicisione, si prevede che all’inizio siano chiamati a testimoniare ventitrè periti psichiatrici e psicologici, convocati tanto dalla difesa quanto dall’accusa per risolvere la questione della facoltà mentale dell’imputato: secondo Angel Ramallo, legale di Rios, il caso è riconducibile al processo del mese di luglio scorso, quando il tribunale orale di San Isidro sospese il processo a carico di un altro suo assistito perché questi non comprendeva la criminalità degli atti commessi con l’arma in pugno. D’altro canto, il procuratore Carlos Gimenez Bauer cercherà di provare che Rios era pienamente capace di intendere e volere. Di certo, al momento, c’è che l’istruttoria ha deciso che il capo d’imputazione è di “omicidio aggravato per motivi di piacere”, al quale si deve aggiungere il possesso illegale di armi da fuoco. E secondo il giudice Maria Fontbona de Pombo, non ci sarebbero dubbi sulle facoltà mentali di Rios, dato che “sempre in ogni occasione criminale si è dato alla fuga dal luogo dove ha commesso i delitti, scappando in bicicletta o a piedi ma comunque riuscendo a evitare di essere preso”. In particolare il principale degli atti criminosi attribuito a Rios è avvenuto il 6 luglio 2006, all’angolo tra avenida Cabildo e Josè Hernandez, in pieno centro di Belgrano. Tutto è accaduto, poi, in piena ora di punta: Rios fu arrestato otto giorni dopo, per una pura casualità, quando guidava l’auto della madre nella località Munro ed era armato.

Dakar 2010: si parte da Buenos Aires BAIRES - La prossima Dakar si svolgerà in Cile e Argentina, attraverso il deserto dell'Acatama. Oggi a Parigi è stata presentata la nuova edizione della corsa che, come quest'anno, si svolgerà in Sud America. Le tappe si snoderanno tra Cile e Argentina, in un percorso più a nord di quello di quest'anno, che lambisce il deserto cileno di Acatama. Prenderà il via il 2 gennaio da Buenos Aires, attraverserà le Ande e si comporrà di cinque tappe sabbiose. Per quanto riguarda le novità regolamentari, la più eclatante è la riduzione della cilindrata per le moto, che non dovrà superare i 450 cc, una misura volta soprattutto a limitare lo strapotere della Ktm, che negli ultimi anni godeva di un dominio praticamente incontrastato.

le, affinchè si venga a creare un nuovo regime di cambio e monetario. A tal proposito, Clinton ha detto, rivolgendosi alle personalità del mondo bancario presenti in platea, che “il momento peggiore della crisi sembra essere passato, e i nostri due paesi stanno lavorando insieme per uscire dalla crisi”. L’ex presidente ha pranzato con una delegazione di circa venti rappresentanti del mondo imprenditoriale nazionale, prima di intervenire in nome della sua fondazione, “Clinton Global iniziative”, dinanzi a una platea di oltre mille invitati, presso l’hotel Hilton di Buenos Aires.

Campionessa di tango: il sogno di Sara da Varese a Buenos Aires VARESE - Chi ha mai detto che “buon sangue non mente”? Il luogo comune è stato debellato ancora una volta, perché Varese ha battuto Buenos Aires sul campo di casa, il tango. A realizzare la storica impresa - tale è stata anche per i giornali sudamericani - è stata una ballerina di Varese, Sara Parnigoni, che martedì ha vinto la competizione di tango metropolitano più quotata della capitale argentina e si è guadagnata in questo modo la possibilità di rappresentare la città d’adozione ai campionati mondiali di tango, in programma sempre a Buenos Aires nella seconda metà di agosto. Sara abitava a Varese e fin da piccola si è sempre dedicata alla danza caraibica, poi, crescendo, qualcosa è scattato. Da lì in avanti la passione per il tango non l’ha più lasciata, tanto che se l’è portata dall’altra parte dell’oceano, nella patria del “pensiero triste che si balla”, come lo definisce la tradizione porteña. La scelta finora le ha dato pienamente ragione. «In passato era vero, gli argentini erano avvantaggiati nel tango, ma oggi questa è diventata una danza per tutti», ha raccontato Sara Parnigoni, comparsa su tutti i quotidiani locali di Buenos Aires dopo la vittoria nella categoria tango adulto (under 40). Era arrivata lì nel 2002, e da allora non ha più smesso di frequentare le milongas, i locali da ballo dove tipicamente si balla il tango, ed è arrivata oggi al grande traguardo: oltre alla soddisfazione personale, Sara ha visto riconosciuto a tutti gli effetti il proprio talento, tanto da essere la ballerina delegata dalla capitale globale del ballo latino tango a rappresentarla davanti al resto del mondo.

Progetti rinnovabili in Argentina BAIRES - La compagnia di stato argentina Enarsa ha presentato l´asta su progetti nel settore delle energie rinnovabili la cui produzione complessiva sarà pari a 1 gigawatt. I progetti, finalizzati a produrre energia a costi più bassi e a ridurre la dipendenza dell´Argentina dalle fonti non rinnovabili, includeranno la costruzione di impianti eolici, solari, geotermici e alimentati da biomasse. Il Governo prevede che gli impianti eolici da soli produrranno circa 500 megawatt della capacità produttiva prevista. I nuovi progetti, nell´ambito dei quali sono offerti contratti quindicennali, porteranno investimenti per circa 2,5 miliardi di dollari. L´intenzione del Governo è di portare la percentuale di energia generata da fonti rinnovabili all´8 per cento entro il 2016, rispetto all´attuale 1 per cento. Il Governo intende fare in modo che nella costruzione dei nuovi impianti vengano utilizzati componenti costruiti in Argentina. Tale requisito sarebbe però al centro di controversie, avendo già in passato impedito di dare vita a progetti nel settore. Il nodo principare sarebbe costituito dal fatto che le imprese argentine sono ancora sprovviste della capacità di produrre tali componenti nelle quantità adeguate. Già nel 2005 il Governo aveva progettato un piano da 300 milioni di dollari per la produzione di oltre 300 megawatt attraverso turbine eoliche da collocare per la maggior parte nella quasi disabitata - e molto ventosa - regione della Patagonia. Tuttavia quel programma non ha poi avuto seguito. In dieci anni, nonostante il crescente interesse per le rinnovabili, andato di pari passo con l´incremento dei prezzi del petrolio, l´Argentina ha aumentato la produzione di energia eolica solo da 10 a 29 megawatt. All´asta, che verrà aperta ufficialmente alla fine di agosto, hanno già mostrato di essere interessate, tra le altre, l´americana AES, la danese Vestas Wind Systems - un colosso mondiale nel settore eolico - la spagnola Endesa, l´impresa locale Argentina´s Pampa Energia, la brasiliana Petrobras e la tedesca SoWiTec.


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ITALIANI NEL MONDO

“Il PdL scenda sul terreno, si mescoli alla gente, crei ed alimenti una struttura sul territorio, faccia sentire ai connazionali all’estero la vicinanza fisica, non soltanto con comunicati stampa”

Pdl all’estero, necessità di organizzazione ROMA - Abbiamo assistito alle vicende che, nel passato, hanno coinvolto in Forza Italia numerosi personaggi incaricati di seguire gli Italiani all’estero. Sono state comete, interessate più a far brillare la luce propria che a preoccuparsi dell’organizzazione di una valida struttura capace di mobilitare una platea di elettori sempre più disillusa. Nel congresso fondativo del Partito della Libertà si è avuta l’impressione che una nuova via fosse intrapresa: la creazione di un Dipartimento per gli Italiani all’estero, la nomina di un coordinatore, l’on. Di Biagio e di ben quattro vice coordinatori, l’on. Zacchera e Michaela Biancofiore, i Sen. Di Gregorio e Bettamio. Sono noti l’impegno del primo, la grande vivacità del secondo, che tuttavia in questo periodo ha altre gatte da pelare, le iniziative ad alto livello del Sen Di Gregorio, mentre più in ombra appaiono gli altri due personaggi. La creazione di un così consistente gruppo di lavoro autorizzava la speranza di nuove iniziative capaci, finalmente, di mobilitare e sensibilizzare l’insieme di moderati che sono la maggioranza delle comunità italiane e che non partecipano a nessun tipo di votazione, per i Comites o nazionali, visto che l’astensionismo si aggira intorno a cifre del 60-70%, per l’assenza di adeguate spinte emotive, di informazione, di motivazioni. E’ sconcertante, tuttavia, dover constatare che finora non è successo niente di concreto, salvo un generico appello dell’on. Palmieri e qualche iniziativa personale, ma anche molto puntuale, del Sen. Di Gregorio. La Sinistra non riesce a far passare ed accettare il suo messaggio in Italia per la litigiosità delle sue componenti, per il populismo becero di alcuni recenti new comers, per il massimalismo incompetente e conservatore di ecologisti ed estremisti incapaci di cogliere le mutazioni di un mondo in trasformazione, per l’assenza di un

leader carismatico e credibile. E questo è un bene ed una fortuna per il nostro Paese. All’estero, invece, la Sinistra dispone di una formidabile macchina organizzativa, costruita nei decenni, da politici di professione, da sindacalisti, da insegnanti, da strutture quali i Patronati, che accanto ad un’attività meritoria a favore dei nostri connazionali non disdegnano dallo svolgere una attenta e proficua azione di propaganda politica. Ad ogni tornata elettorale, locale o nazionale, i moderati hanno contrapposto a questa macchina ben oliata e strutturata sforzi volontaristici e amatoriali, spesso basati su iniziative personali, foriere di divisioni, dispersione e soprattutto disillusione. Non deve essere, inoltre, trascurata la circostanza che in Madrepatria un leader carismatico come Berlusconi è capace di produrre la formidabile rimonta rispetto ai sondaggi cui si è assistito nel 2006, mentre all’estero un evento del genere è molto più problematico.

La stampa locale in lingua italiana, anche quella abbondantemente foraggiata da risorse statali, è spesso avversa al centro destra e soprattutto al suo leader, la stampa nazionale, quando arriva, nella migliore delle ipotesi, è agnostica, la stampa straniera, la più seguita dai nostri connazionali, è generalmente pronta a cogliere più gli aspetti caricaturali e negativi degli eventi italiani che le realizzazioni ed i successi del governo. Questo insieme di circostanze, in estrema sintesi, genera isteresi nelle reazioni degli elettori italiani all’estero allontanandoli dalle vicende nazionali e costituisce un invito ad astenersi dalla partecipazione alle scelte politiche, provocando conseguenze gravi per il governo del Paese come nelle elezioni del 2006. A questo punto è necessario avere il coraggio e la volontà di dire basta al dilettantismo e contrapporre all’avversario politico la stessa professionalità di cui egli è capace: attribuire quindi alle strutture per gli Italiani all’estero nell’ambito del PdL risorse adeguate e giovani

professionisti della politica messi alla prova per creare centri di agglomerazione e di ricerca del consenso nelle diverse vastissime circoscrizioni elettorali, capaci di informare, in maniera profonda, capillare e continuativa i connazionali, di motivarli, di dare loro fiducia e voglia di partecipare, idonei a contraddire efficacemente le menzogne ed i veleni di avversari politici senza scrupoli e finora senza reale contrasto, un tirocinio di fuoco per chi ha ambizioni di carriera. Il PdL scenda sul terreno, si mescoli alla gente, crei ed alimenti una struttura sul territorio, faccia sentire ai connazionali all’estero la vicinanza fisica, non soltanto con comunicati stampa letti solo da pochi iniziati: le elezioni per i Comites saranno indette entro l’anno prossimo, cioè domani, quelle legislative nel 2013, cioè dopodomani, non c’è davvero tempo da perdere. Non si dimentichi che ciascun rappresentante parlamentare delle circoscrizioni estero viene eletto raccogliendo poco più del 10% dei voti potenziali del bacino elettorale. Ove non vi fosse la volontà di agire con determinazione e soprattutto professionalità, cosa onesta sarebbe abolire la direzione per gli Italiani all’estero nel PdL, cancellare le illusioni ad essa legate, considerare i connazionali una risorsa inutile, lasciare cadere ogni retorica sull’argomento poiché, in definitiva, una brillante e convincente vittoria elettorale in Madrepatria rende inutile la partecipazione ed il concorso al voto dell’altra Italia, quella costruita col sacrificio dalla diaspora di coloro che hanno cercato lavoro e fortuna all’estero, minatori e scienziati, tutti uniti da lingua, cultura, ricordi e nostalgie. E’ una conclusione dolorosa, ma doverosa da chi si è stancato di ricevere schiaffoni immeritati ad ogni tornata elettorale. Ammiraglio Mario Bosio - Tenda

Giovani oriundi veneti a Verona Per un progetto formativo dell’Assessorato ai Rapporti con i Veronesi nel mondo del Comune di Verona in collaborazione con il CTIM Veneto VERONA - In questi giorno sono arrivati a Verona giovani oriundi veneti (5 provenienti dall’Ucraina,2 dalla Romania,1 dalla Moldavia,1 dal Montenegro) per partecipare al Progetto formativo “Trasporto e logistica”, iniziativa organizzata dall’Assessorato ai Rapporti con i Veronesi nel mondo del Comune di Verona in collaborazione con il CTIM Veneto I ragazzi sono impegnati in un percorso formativo di 150 ore che prevede: lezioni frontali, visite guidate nei luoghi più caratteristici e significativi di Verona, contatti istituzionali (Comune, Provincia, Assessore ai Flussi Migratori della Regione Veneto, Oscar De Bona), incontri con il mondo produttivo della nostra città (Enti e Aziende pubbliche e private). Sono alloggiati presso il Centro Congressi Mons. Carraro, carichi di entusiasmo tipicamente veneto verso i luoghi di origine dei loro avi e motivati da un voler acquisire competenze e conoscenze relative alle trasformazioni del sistema imprenditoriale e del mercato del lavoro, con particolare riferimento al trasporto ed alla logistica. Coordinati dal Prof. Giuseppe CIRILLO, dell’Università di Verona, hanno già affrontato le prime lezioni tenute da docenti esperti in materia e assaporato la buona cucina veronese visitando alcuni luoghi tra i più caratteristici della nostra città. Il progetto Trasporto e Logistica si pone quindi come valida occasione per ottimizzare conoscenze e competenze, sia linguistiche che storico culturali, e come raccordo tra i giovani oriundi e la realtà veronese consolidando e mantenendo viva la memoria di chi li ha preceduti e che ha saputo far emigrare, nei vari Paesi, insieme alla fatica e al sacrificio, tutto il sapere veneto, in particolare quello della cultura contadina e non solo, del fare e del progredire. Visto il buon risultato ottenuto negli anni precedenti con la realizzazione di progetti similmente analoghi, si è inteso pertanto dare proseguo a tale esperienza, resa possibile anche grazie al contributo stanziato dalla Regione Veneto e dal Consorzio ZAI, ponendo in risalto il ruolo centrale di Verona punto di incrocio dei principali corridoi trans europei per la circolazione di merci, persone, idee. I giovani oriundi sono stati ricevuti in Municipio dall’Assessore ai Rapporti con i Veronesi nel mondo del Comune di Verona Vittorio Di Dio che ha spiegato loro che l’obiettivo che l’Assessorato intende perseguire con l’attuazione di questo progetto, è quello di fornire un supporto tecnico-operativo a questi giovani attraverso uno studio teorico sullo sviluppo economico culturale di Verona grazie anche ai sopralluoghi presso alcune aziende che operano nei vari settori produttivi ai rapporti con i referenti istituzionali cittadini ed i rappresentati della Regione Veneto al fine di implementare le relazioni interistituzionali tra Verona e le Comunità di oriundi sparse in Europa e nel Mondo.

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Unione Stampa Periodica Italiana

F.U.S.I.E.


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ESTERI

Airbus caduto LA NOTA DI AIR FRANCE SULLʼINCIDENTE: “LA RICERCHE NON SARANNO FACILI MA CI SARÀ TRASPARENZA TOTALE”. IL 27 MAGGIO CI FU UN ALLARME BOMBA

“Scoprire la verità sarà difficile”

PROSEGUONO LE RICERCHE DELL’AIRBUS CADUTO NELL’ATLANTICO

Un primo rapporto su cosa sia accaduto all'Airbus dell'Air France precipitato nell'Atlantico sarà consegnato dagli esperti a fine giugno, anche se arrivare alla soluzione del giallo sarà difficile. Lo ha annunciato il direttore dei servizi per le indagini sugli incidenti aerei che, nel corso di una conferenza stampa a Parigi, ha assicurato che l'inchiesta sarà "trasparente" e la stampa sarà "costantemente tenuta aggiornata". Una squadra di trenta persone è al lavoro sui pochi dati raccolti e lo

stesso capo della squadra di inchiesta ha avvertito che sarà un'impresa recuperare il relitto e le scatole nere, ma ha anticipato che un dato è già dato per assodato: alla partenza da Rio de Janeiro non era stato rilevato alcun problema al velivolo. Si è intanto saputo che il 27 maggio un volo dell'Air France in partenza da Buenos Aires e diretto a Parigi era stato ritardato perché la compagnia aerea aveva ricevuto un allarme bomba, tramite una telefonata all'aeroporto di Ezeiza. Ma dopo

"tutte le operazioni di routine, che durarono circa un'ora e mezzo", l'aereo ripartì come previsto. I sommozzatori brasiliani sono stati i primi ad arrivare e a percorrere la scia di detriti lasciata dall'Airbus dell'Air France precipitato nell'Atlantico nella notte tra domenica e lunedì. Intanto anche i vertici delle forze arnate francesi hanno confermato che quelli trovati in mare sono senza dubbio i rottami dell'aereo scomparso. Maltempo e mare grosso ostacolano la raccolta di qualunque og-

getto possa essere utile a capire e cosa sia successo al volo AF447 sparito dai radar mentre nella zona infuriava una tempesta. Quattro navi della marina brasiliana equipaggiate con strumentazioni per il recupero e una nave cisterna pattugliano un braccio di mare lungo cinque chilometri disseminato di sedili, cavetteria, frammenti metallici e macchie di kerosene 1.200 chilometri a nordest di Recife. Tutto quello che verrà trovato sarà poi trasferito in elicottero alla base brasiliana

nell'arcipelago di Fernando de Noronha. Ma le scatole nere potrebbero essere a una profondità compresa tra i due e i tremila metri e l'unica speranza è nel segnale che continueranno a mandare per un mese dal giorno del disastro. Secondo gli esperti la caccia alla registrazione con i dati di volo e di bordo e a quella con le conversazioni dell'equipaggio sarà la più ardua dopo quella lanciata per ritrovare il Titanic. Ma il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva è convin-

Meira Kumar, appartenente alla casta degli intoccabili, votata all’unanimità

Una donna presidente della Camera Bassa Storica svolta nella politica indiana Svolta nella politica indiana: per la prima volta una donna è stata eletta alla presidenza della Camera bassa del Parlamento, la Lok Sabha. Meira Kumar, 64 anni, appartenente agli intoccabili, i Dalit, ha ricevuto il voto unanime dei deputati. La sua candidatura era stata avanzata da Sonia Gandhi, presidente del Partito del Congresso vitto-

rioso nelle elezioni svoltesi a maggio, ed è stata appoggiata dall'opposizione. Il primo ministro indiano, Manmohan Singh, ha parlato di "occasione storica" per il Paese e lei si è detta "onorata" di essere la prima donna a ricoprire questo alto incarico. Figlia dell'eroe dell'indipendenza ed ex vicepremier Jagjivan Ram, la Kumar è stata ambasciato-

re e Madrid e a Londra. In seguito ha abbandonato la carriera diplomatica per dedicarsi alla causa degli intoccabili, la comunità esclusa dal sistema induista delle caste e discriminata dalla società indiana malgrado sia formata da 250 milioni di persone, circa il 25% della popolazione. La Kumar è stata anche ministro per la Giustizia sociale. La nomina

ha anche una valenza di apertura alle donne in un Parlamento in cui 484 dei 543 deputati sono uomini. Ma nella più grande democrazia del mondo la svolta rosa era già iniziata, grazie a Sonia Gandhi e alle altre tre donne leader di partito e a Pratibha Devisingh Patil che nel 2007 è diventata il primo presidente donna dell'India.

SVOLTA STORICA IN INDIA

to che sarà un'operazione coronata dal successo: "Un Paese capace di trovare il petrolio a sei chilometri di profondità può trovare un aereo a duemila" ha detto. Il Brasile ha proclamato tre giorni di lutto nazionale e a Parigi, nella cattedrale di Notre Dame, sarà celebrato un rito ecumenico al quale parteciperà Nicolas Sarkozy. Per capire qualcosa di più gli esperti esamineranno due aerei della Lufthansa che alla stessa ora del disastro incrociavano nella zona attraversata dal volo AF447.


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SPORT

Impazza il mercato LʼAGENTE DEL CECO APRE SPIRAGLI VERSO UN NUOVO ANNO DA CALCIATORE, MA LONTANO DA TORINO E I BIANCONERI INTANTO CERCANO DʼAGOSTINO

"Fra dieci giorni comincerà a stufarsi e vorrà riprendere a correre. Fino al primo settembre cercherò di piazzarlo nelle migliori squadre del mondo". Mino Raiola, agente di Pavel Nedved, è convinto che il suo assistito, che domenica ha dato l'addio alla Juventus, potrebbe anche proseguire la carriera lontano da Torino. "Avesse voluto veramente lasciare il calcio, l'avrebbe fatto domenica, al momento ideale - ha detto Raiola a Radio Radio Tv – Come procuratore ed amico, cercherò di convincerlo ad ogni costo a rimanere un calciatore: negli ultimi cinque mesi è stato da Pallone d'Oro...". Raiola, che non vuol approfondire i motivi dell'addio alla Juve ("E' il suo stile, su questo noi non parliamo, se vuole può farlo il club bianconero"), non smentisce le voci di un interessamento dell'Inter: "La sua non sarà una scelta economica, come in questi ultimi anni. Se andrà all'Inter, sa che farà del male ai tifosi bianconeri e forse anche a se stesso. Vedremo cosa succederà". Infine una battuta su Maxwell: "I suoi rapporti con Mourinho sono molto migliorati, potrebbe anche restare all'Inter". Ma il mercato della Juventus passa anche per alti nomi. "Il solo fatto che se ne parli è

NAZIONALE

Nedved choc: forse riparte ma senza Juventus Riva: “Maldini può essere il Platini dell’Italia”

GIGI RIVA

PAVEL NEDVED

un motivo di soddisfazione. Io ai Pozzo ho detto che lascerei Udine soltanto per una grandissima squadra e la Juve risponde a questo requisito. Oltretutto sono un vero juventino". A parlare del suo possibile trasferimento alla corte della Vecchia Signora, in un'intervista a "Tuttosport", è Gaetano D'Agostino, centrocampista dell'Udinese che piace molto ai bian-

coneri. D'Agostino appare elettrizzato dalla possibilità di giocare con Del Piero ("stravedo per lui per il semplice motivo che lo considero uno dei giocatori più forti della storia") ma anche con Diego. "Sicuramente possiamo coesistere - continua - perché a me piace essere il punto di riferimento davanti alla difesa e lui, che ama non dare riferimenti, sarebbe libero di muoversi

Nuoto, il presidente del Comitato organizzatore è ottimista

davanti". In attesa di conoscere il suo futuro, il giocatore si gode la convocazione in azzurro. "Intanto sono felice di fare parte della lista dei 23 per la prossima partita aggiunge - in fondo il ct ha potuto pescare da una rosa di 500 giocatori. So che Lippi mi stima, è logico che il Mondiale rappresenti un obiettivo. Quindi in azzurro spero proprio di rimanerci".

Anche la Nazionale italiana di calcio saluta Paolo Maldini. Il commiato al quarantunenne campione del Milan che lascia il calcio arriva da Gigi Riva, team manager azzurro e storico punto di riferimento per l'Italia, oltre che da giocatore, anche da dirigente. ''Paolo Maldini - ha detto Riva nel primo giorno di raduno in vista della Confederations Cup - è un patrimonio del nostro calcio. Spero rimanga nel nostro mondo, dobbiamo fare di tutto perché sia così. Lui può essere il nostro Platini: deve studiare da presidente. Perché lui è e sarà sempre si-

nonimo di correttezza, lealtà e trasparenza''. Riva ha accompagnato Paolo Maldini nella sua lunga carriera azzurra. ''Lo ringrazio come capitano della Nazionale - ha aggiunto il capocannoniere azzurro di tutti i tempi - e' stato un giocatore esemplare, un uomo vero, un esempio per tutti i giovani. In Nazionale ha giocato 124 partite. E penso di poter dire che non ne ha sbagliata una. Le ho viste tutte, dalla prima a Spalato contro quella che allora era la Jugoslavia, all'ultima contro la Corea del Sud: non ha sbagliato nulla''.

Annuncio a sorpresa dell’allenatore biancoceleste

Malagò: per Roma 2009 Delio Rossi ha deciso siamo a buon punto “Lazio, me ne vado” "Come Comitato organizzatore siamo a buon punto. Avevamo un cronoprogramma e ogni tassello sta andando al posto giusto. Come ho sempre detto, sarà giudicato per questi aspetti e sono convinto che noi, Roma e tutto il paese farà una grandissima figura". Lo ha detto il presidente del Comitato organizzatore dei Mondiali di Nuoto di Roma 09, Giovanni Malagò, durante la conferenza stampa di presentazione delle medaglie dei Mondiali a Villa Madama a Roma. "La caratteristica principale di questi Mondiali di nuoto", ha spiegato Malagò, "sarà quella di un evento di dimensioni

'kolossal'". Un evento che "al tempo stesso avrà un occhio di passione, di anima, di pancia e di romanticismo visto il contesto scenografico e la bellezza di Roma". Ai Mondiali parteciperanno 2830 atleti, 190

nazioni, 2 miliardi di telespettatori e 200mila tifosi che saranno sulle tribune delle piscine: tutti numeri che il presidente del comitato organizzatore riferisce essere "in costante aumento

CONTO ALLA ROVESCIA PER ROMA 2009

Tra la Lazio e Delio Rossi è divorzio. L'annuncio arriva a sorpresa dallo stesso tecnico biancoceleste. "Il prossimo anno non sarò più l'allenatore della Lazio -le parole di Rossi- Domani (oggi, ndr), molto probabilmente, convocherò una conferenza per comunicare alla stampa la mia decisione". Per lui si parla già della possibilità di prendere il posto di Ballardini al Palermo. "Prima di cercare qualsiasi altra società voglio risolvere la situazione con la Lazio", è stata la risposta del tecnico biancoceleste. Gli apprezzamenti di Zamparini? "Mi fanno piacere, però è ancorapresto per parlare di una destinazione

DELIO ROSSI

futura". Intanto, contattato sempre da stadionews.it, il presidente della Lazio Claudio Lotito ha fatto sapere di non essere stato ancora contattato dall'allenatore.

"Non l'ho ancora sentito -ha riferito- non so ancora nulla. Se Rossi vorrà andare via basta che me lo dice. Non ho avuto contatti con altri allenatori".


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CONTROCOPERTINA - SPORT

Decisivo l'incontro della dirigenza rossonera con Florentino Perez. Tra una settimana dovrebbero esserci le firme. Ma il Chelsea rilancia: Ancelotti vorrebbe con sè il suo pupillo

Kakà-Real: è quasi fatta. Ma i Blues non mollano MARA DE GAETANO

MADRID - Sembra essere una vera e propria asta senza fine quella a cui stanno partecipando tre big del calcio internazionale. Una lotta senza esclusione di colpi per riuscire ad aggiudicarsi il sì di Ricardo Kakà, l'uomo mercato dell'anno, il campione che ogni club vorrebbe annoverare tra le proprie fila. Il presidente Berlusconi, con il suo “non so se saremo in grado di trattenerlo”, ha espresso sinteticamente le difficoltà del Milan di rinunciare ad accettare le offerte più che allettanti che da giorni arrivano da Spagna e Inghilterra. Il Real appare in pole position, anche

perché al giorno d'oggi, mettere sul piatto 68,5 milioni di euro non è cosa da tutti. Al giocatore andrebbe invece un quinquennale da 9,5 milioni a stagione. Una proposta da leccarsi i baffi, che ha costretto il numero uno dei Blues a ricorrere alla contromossa. Un piano B, quello di Abramovich, che pare sconfinare oltre la moralità, dato che il presidente del Chelsea sarebbe pronto ad offrire al brasiliano un ingaggio di 16 milioni all'anno. Al Milan invece, andrebbero 80 milioni di euro, una cifra considerevole e sicuramente smisurata. Decisivo però, per il momento, pare essere l'incontro di due giorni fa tra Adriano

Galliani, il papà di Kakà Bosco Leite, Gaetano Paolillo ed il presidente del Real, Florentino Perez. Quest'ultimo, dopo una trattativa durata 4 ore e svoltasi negli uffici dell'Acs, la sua grande impresa di costruzioni, sarebbe uscito soddisfatto per aver raggiunto l'accordo che, tra una settimana, dovrebbe essere sancito con le firme. In serata infatti, dopo aver discusso a lungo sul futuro del giocatore, i quattro avrebbero raggiunto la fatidica stretta di mano che costringerà Milan e Chelsea a mettersi l'anima in pace. In aggiunta, vi è la ritrovata sintonia fra l'a.d. rossonero ed il padre-procuratore del brasiliano; molti ricorderanno

infatti, quel che accadde nel gennaio scorso, quando Kakà fu in procinto di passare al Manchester City, ma l'accordo saltò all'ultimo momento e non solo per

della Nazionale, a Coverciano, Gattuso si è lasciato sfuggire anche un pensiero sul Milan del futuro: “Maldini ha lasciato per

Ibrahimovic: cresce l’ipotesi Barcellona MILANO Dopo Kakà, in procinto di prendere il volo per trasferirsi in quel di Madrid, un'altra stella del nostro calcio potrebbe decidere di lasciare l'Italia per andare ad impreziosire la Liga. Il futuro di Ibrahimovic infatti, non è ancora per niente chiaro, e le insistenti voci degli ultimi giorni, sembrano dare per certo l'addio fra lo svedese ed il club nerazzurro. Un tira e molla che accresce l'ansia ed il malcontento dei tifosi, sicuramente desiderosi di poter applaudire almeno per un'altra stagione le prodezze del proprio campione. Il Barcellona insiste, e lo fa con una proposta concreta e sicuramente allettante, degna almeno di essere presa in considerazione. Sul piatto della bilancia infatti, ci sarebbero 30 milioni di euro nonché il cartellino di Eto'o. L'attaccante blaugrana, 28 anni ed in scadenza di contratto nel 2010, potrebbe essere una valida alternativa ad Ibra, il quale ha più volte ribadito di voler fare nuove esperienze: “Non farò come Maldini, non starò fino a fine carriera nella stessa squadra. Il Barcellona? Gioca un calcio meraviglioso”. Parole che hanno il sapore del distacco, e che probabilmente, nei prossimi giorni, potrebbero trovare seguito in risvolti concreti. Più o meno simile il discorso di Eto'o, già in procinto, lo scorso anno, di lasciare il Barcellona per finire a giocare in Azerbaigian; la trattativa saltò all'ultimo momento ed oggi l'attaccante si ritrova ad essere campione d'Europa. Un titolo importante che ne ha fatto crescere la quotazione di mercato, ritenuta comunque dall'Inter piuttosto adeguata al valore del giocatore. E' stato lo stesso Guardiola a dare l'assenso per il via libera alla sua cessione, a patto che nella prossima stagione, possa allenare la coppia Ibra-Messi, sicuramente il sogno proibito di qualsiasi tecnico. Moratti sembra stia valutando il da farsi, intanto Mino Raiola, agente di Ibrahimovic, è stato chiaro nell'esprimere le proprie intenzioni: “A mia moglie non piace andare in vacanza in Spagna … Se qualcuno vuole Zlatan deve venire a Milano”. Ha invece commentato così l'interesse di Guardiola per lo svedese: “ L'allenatore del Barcellona è una persona intelligente, si vede in tutte le cose, anche in questa. Oggi Zlatan è il giocatore più forte al mondo, è l'unico che cambia il volto ad una squadra. E' vero, non è stato determinante in Champions', ma ce ne saranno altre. Io comunque, non mi sono seduto ad un tavolo né con il Barcellona, né con altri. E poi non è semplice trovare un accordo con Moratti”. Raiola ha inoltre rassicurato i tifosi sul fatto che i rapporti tra lui ed il numero uno nerazzurro siano ottimi, e sullo stato d'animo di Ibrahimovic, che lui giudica “sereno e tranquillo”. Per quanto riguarda il futuro del suo assistito, ha affermato che “non è mai stato chiesto un aumento, né mai lo sarà. Lui ha il suo carattere, dice quello che pensa e non è come quelli che baciano la maglia e poi se ne vanno. Ibra regala grandi emozioni; o si ama o si odia”. Difficile a questo punto capire in che direzione andranno le cose, perché se è vero che Raiola cerca di rassicurare gli animi degli interisti, è pur vero che le dichiarazioni dello svedese lasciano presagire tutt'altro. Ad ogni modo, il procuratore del momento, si è lasciato scappare qualche indiscrezione anche su Pavel Nedved, dato che recenti voci di corridoio hanno lasciato intendere la possibilità di un colpo di scena: “Se Pavel avesse voluto lasciare il calcio, lo avrebbe fatto al momento opportuno. Se andasse all'Inter sa che farebbe male ai tifosi bianconeri e forse anche a sé stesso, ma il calcio è imprevedibile, vedremo cosa succederà”. Chi all'Inter dovrebbe rimanerci, è Maxuel, più volte dato in partenza ma in procinto di rinnovare: “I rapporti tra Maxuel e Mourinho sono molto migliorati - ha aggiunto Raiola - pertanto ci sono buone probabilità che il giocatore resti a Milano”.

il volere di Silvio Berlusconi. All'ormai quasi ex rossonero, verrebbe assegnata la maglia numero 5, la stessa appartenuta ad un altro re del centrocampo, Zinedine Zidane. Da Londra però, ecco spuntare le puntuali voci che vedrebbero in vantaggio il Chelsea rispetto alla rivale spagnola. Non resta pertanto che attendere gli sviluppi che di certo, si susseguiranno nelle ultime ore. Intanto, arrivano le dichiarazioni di chi, in questi ultimi anni, con il brasiliano ha condiviso gioie e dispiaceri in campo e fuori, uno su tutti Rino Gattuso, suo grande amico nonché estimatore: “Dispiace che possa andare via uno come Kakà. E' un giocatore che sa fare la differenza, che se sta bene ti fa vincere le partite. Spero che la società valuti nella maniera più giusta”. Intanto, dal ritiro

Kakà e Ibrahimovic: due stelle di assoluta grandezza del nostro campionato, attirati dalle sirene spagnole, potrebbero presto lasciare le due sponde milanesi. Lo svedese, quest’anno capocannoniere, potrebbe finire al Barcellona, in cambio di 30 milioni di euro più il cartellino del camerunense Eto’o. Con i soldi l’Inter potrebbe comprare poi un altro attaccante

l'età, ma ci sono Thiago Silva e Nesta, che la prossima stagione tornerà alla grande. Io non penso ci sarà un ridimensionamento, altrimenti sarei il primo ad andare a parlarne con la dirigenza”. Infine, un messaggio per Carlo Ancelotti: “Dopo tanto tempo insieme spiace che non ci sia più, ma non è mica rimasto senza lavoro. Anzi, lo invidio un po'”.


L'ITALIANO