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L ITALIANO GIOVEDI’ 10 DICEMBRE 2009 - Anno III - Numero 225 QUOTIDIANO DELL’ITALIA NEL MONDO

www.litaliano.it

Italia 0,50 euro - Argentina 1 peso - Albania 10 lekë

“Qualche convegno in meno e qualche latitante in più arrestato fa bene al Paese”: lo ha detto il ministro della Giustizia che ha innanzitutto reso omaggio al procuratore capo di Palermo Messineo per i recenti arresti di importanti latitanti, tra cui quello di Gaetano Fidanzati “che ha consentito di decapitare la mafia palermitana” alla pag. 2

alla pag. 2

ALFANO ALL’ATTACCO: NO AI MAGISTRATI “SHOW MAN” QuiItalia

QuiArgentina

QuiAttualità

Sindacalisti della Kraft ancora sul piede di guerra: scoppia la protesta a General Pacheco

Clima: è rovente l’aria al vertice di Copenaghen. La Cina “bacchetta” pesantemente gli Usa

alla pag. 4

Immigrati, Bagnasco replica alle parole della Lega: «Occorre coniugare il rispetto della legalità con lo spirito di accoglienza»

a pag. 2

QuiMondo Grecia e Dubai continuano a pesare sui

alla pag. 3 listini del Vecchio Continente. Si teme in

particolare che la situazione del debito greco possa precipitare pag. 6

Sport L’amministratore delegato della Sampdoria Beppe Marotta difende Cassano dopo il gestaccio ai tifosi: «E’ triste per colpa di Lippi» alla pag. 8


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POLITICA ITALIANA

Il guardasigilli alle toghe IL MINISTRO ALFANO BACCHETTA I MAGISTRATI ED ELOGIA IL LAVORO DELLʼANTIMAFIA: “LEGGI E FATTI SONO GLI UNICI A SPAVENTARE LA CRIMINALITÀ”

L’ITALIANO GIOVEDI’ 10 DICEMBRE 2009

"L’antimafia delle leggi e dei fatti è l’unica che spaventa davvero la mafia". Lo ha detto il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, intervenendo alla conferenza stampa del Pdl al Senato sul bilancio della lotta alla criminalità organizzata. "Il governo ha rivendicato con orgoglio Alfano - non a caso in questi 19 mesi è intervenuto sui due aspetti che più stanno a cuore ai boss, inasprendo il regime del carcere duro e rendendo sempre più efficace l’aggressione ai patrimoni accumulati illecitamente". Il Guardasigilli ha rinnovato i suoi complimenti al procuratore generale di Palermo per il tris di arresti Raccuglia-NicchiFidanzati, "che ha consentito di decapitare la mafia palermitana mandando anche un messaggio importante: quello che si può vincere la mafia anche senza fare il giro delle televisioni e senza fare convegni, ma lavorando di più in procura. Qualche passaggio televisivo e qualche convegno in meno - ha aggiunto- a volte può tradursi nella cattura di qualche latitante in più". Poi il ministro ha anche tracciato un bilancio del 41 bis: "Al 6 dicembre i detenuti al 41 bis erano 644: con quello che firmerò immediatamente per Nicchi, diventeranno 645, record storico di detenuti mafiosi al carcere duro. Quello precedente risaliva alla fine

FINANZIARIA

“Pm, meno in tv e più in Procura”

IL MINISTRO ALFANO

del 2001". Gli ha fatto eco il ministro dell’Interno Roberto Maroni che sempre ricordando gli arresti compiuti negli ultimi tempi contro Cosa Nostra ha detto: "Gli straordinari risultati ottenuti dal governo nella lotta alla criminalità organizzata, superiori a quelli di qualsiasi altro governo, non ci bastano, noi vogliamo sconfiggere definitivamente la mafia". Il responsabile del Viminale ha inoltre aggiunto:

"Credo che sarebbe utile la creazione di una vera e propria agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata”. Alfano ha poi spiegato che la riforma per via costituzionale della giustizia ‘’ha una sua complessiva dignità, tale da poter essere attuata anche autonomamente’’ rispetto alle riforme che riguardano modifiche alle forme di Stato e di governo. Riguardo alla separa-

zione delle carriere tra pm e giudici, o a modifiche relative alla composizione del Csm, il Guardasigilli sottolinea che al momento ‘’testi non ci sono, perché le riforme non si improvvisano’’. I testi delle riforme costituzionali della giustizia saranno presentati al Parlamento ‘’quando il governo avrà un testo definito, ma – sottolinea Alfano - la bussola che ci orienta eè quella della parità tra accusa e difesa’’.

Epifani: “Il governo sbaglia con il trattamento del Tfr” Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti ha dato garanzie di finanziamento per i giornali con una precisa "funzione storica e politica". Tremonti, in collegamento telefonico con lo studio del presidente della Camera, Gianfranco Fini, dove erano presenti alcuni direttori di giornali tra quelli a rischio di tagli del finanziamento pubblico, ha dato assicurazione che al massimo entro i primi giorni del prossimo mese di gennaio verranno inserite in un decreto legge (il ‘mille proroghe’ o quello sullo sviluppo) le nuove norme che ripristineranno il "diritto soggettivo" ai fondi pubblici per l’editoria per le testate che ne avranno i requisiti. Forti critiche alla manovra finanziaria sono giunte dal segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, in particolare sull’utilizzo del Tfr per finalità di spesa corrente. A margine di un congresso del sindacato organizzato a Milano sul tema della crisi, Epifani ha sottolineato la maggior ragionevolezza della proposta da tempo avanzata dalle aziende che ne sostenevano un investimento in infrastrutture e sviluppo. "La imprese - ha detto

GUGLIELMO EPIFANI

Epifani - chiedevano che il Tfr venisse destinato alle infrastrutture e alle imprese e avevano ragione. Metterlo in spesa corrente significa perdere un’occasione. Se si vuole utilizzare quel Tfr presso l’Inps, che serva per sostenere l’economia. Cosi’ avrebbe un senso mentre metterlo a spesa corrente non serve". Epifani ha inoltre definito la manovra una Finanziaria di "galleggiamento". "Nessun galleggiamento, questa finanziaria può rappresentare lo strumento per ridare lo slancio finale al sistemapaese dopo tutti i provvedimenti adottati dal governo per fronteggiare e superare la crisi", è la replica del ministro per l’attuazione del Programma, Gianfranco Rotondi.

Il presidente Cei replica alle critiche della Lega Nord

Il ministro: “Per farlo serve una crescita dell’ 1-1.5%”

Immigrati, Bagnasco: “Coniugare l’accoglienza con la sicurezza”

Brunetta: “Quest’anno niente tagli alle tasse, più in là vedremo”

“Occorre coniugare il principio dell’accoglienza con l’esigenza di sicurezza e legalità”: il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, ha risposto così ieri mattina alle domande dei cronisti sulle critiche della Lega Nord al cardinale Dionigi Tettamanzi per le sue posizioni in favore degli immigrati. Bagnasco ha sottolineato che occorre “ribadire con assoluta chiarezza e fermezza che bisogna saper coniugare con serenità e realismo il principio dell’accoglienza, che fa parte

della storia e del patrimonio religioso, culturale e umano del nostro popolo con l’esigenza di sicurezza e legalità che tutti condividono”. Queste due esigenze, ha sottolineato Bagnasco, “non sono assolutamente contraddittorie e contrastanti”. “Sono due facce della stessa medaglia” ha aggiunto. “Io credo - ha concluso il cardinale Bagnasco - e su questo piano si possono trovare soluzioni rispettose ed efficaci. E la Chiesa non può che ricordare secondo la sua missione questi essenziali principi”.

IL CARDINALE BAGNASCO

“Per quest’anno e l’anno prossimo tagli alle tasse non ce ne saranno. Se l’anno prossimo la crescita sarà nell’ordine dell’11,5%, ci sarà spazio per manovre più consistenti e per il rispetto dell’impegno del Governo di una riduzione consistente della pressione fiscale entro la fine della magistratura”. Lo ha detto, intervenendo a Mattino Cinque, il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, spiegando che “in questo momento sarebbe stato paradossale tagliare

le tasse mettendo nuove tasse”. Il ministro ha quindi evidenziato che “se volessimo fare un bel taglio di tasse servirebbero 10-12 miliardi di euro, che dovrebbero essere coperti e ora non ci sono”. Anche perché “la crisi è stata attraversata decentemente bene, meglio di altri Paesi, ma è venuta meno la crescita che è la condizione essenziale per tutto”, anche per il taglio della pressione fiscale. Brunetta ha quindi dedicato spazio alle misure contenute in Finanziaria: “E’ un taglia e

RENATO BRUNETTA

metti che riguarda l’1% del bilancio dello Stato, pari a 900 miliardi. Complessivamente è quindi una correzione pari a circa 900 milioni di euro e che serve a coprire maggiori spese per 8-9 miliardi di euro”.


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Il vertice sui cambiamenti climatici LA CINA IN PRESSING SU OBAMA PER IL TAGLIO DELLE EMISSIONI, I PAESI EMERGENTI BOCCIANO IL PIANO ROMA, ATTIVISTI DI GREENPEACE IN AZIONE

Copenaghen, il clima è caldo Al vertice di Copenaghen si muove la Cina che chiede al presidente Usa, Barack Obama, di aumentare l’offerta di taglio di emissioni inquinati, indicando allo stesso tempo una disponibilità al negoziato perché si arrivi a un risultato concreto nel summit di Copenaghen. Il capo negoziatore del gigante asiatico al vertice sul clima dell’Onu, Xie Zhenhua, ha assicurato che Pechino vuole giocare un ruolo costruttivo nel summit, il cui successo dipende in larga parte dall’accordo con Washington (considerato che i due Paesi emettono insieme il 40 per cento dei gas serra). “Spero davvero che il presidente Obama possa portare un contributo concreto a Copenaghen”, ha detto Xie. Secondo la Cina, inoltre i Paesi ricchi devono tagliare i gas serra di almeno il 25-40 per cento entro il 2020. E Pechino “valuterà” l’obiettivo globale di dimezzare le emissioni entro il 2050. Quanto al contributo da destinare ai paesi più poveri per aggiornare le proprie tecnologie, secondo Xie non bastano 10 miliardi all’anno per il triennio fino al 2012. Xie ha spiegato che la Cina potrebbe accettare un obiettivo di dimezzare le emissioni globali entro il 2050 se le nazioni svi-

ABUSI SESSUALI

ATTUALITA’

Taranto, pensionato di 82 anni abusava della nipotina di 14 Un pensionato di 82 anni è stato arrestato dalla Polizia di Taranto con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di una nipotina di 14 anni, che veniva puntualmente accompagnata agli “incontri” dalla madre, arrestata anche lei con l’accusa di sfruttamento della prostituzione. Dopo la denuncia di un parente, gli investigatori della Squadra Mobile di Ta-

ranto, hanno appurato, anche con intercettazioni telefoniche, che gli incontri avvenivano dietro compenso di 50 euro, e che l’anziano aveva così prosciugato il conto, dilapidando anche la pensione. Nella abitazione dell’anziano, al quale sono stati concessi gli arresti domiciliari in una casa di riposo, gli agenti hanno scoperto numerose confezioni di “Viagra”.

CLIMA, DIMOSTRAZIONE DI GREENPEACE AL COLOSSEO A ROMA

luppate aumenteranno i target di taglio alle emissioni entro il 2020; e ha anche dato la disponibilità della Cina ad aiutare finanziariamente le nazioni in via di sviluppo perché possano contribuire con tecnologie pulite a frenare il surriscaldamento climatico. Martedì la situazione al vertice del Clima si era surriscaldata sulle tensioni dei paesi emergenti che hanno di fatto ‘bocciato’ un piano della presidenza danese circolato che fisserebbe al 2050 diritti di emissione pro-capite

doppi per i paesi sviluppati rispetto a quelli non industrializzati. “Sono solo bozze di lavoro” ha detto la Danimarca cercando di gettare acqua sul fuoco. Intanto l’Europa ha fatto sapere di poter arrivar a un accordo per concedere aiuti immediati di due miliardi l’anno dal 2010 al 2012 ai paesi poveri per fronteggiar il costo delle misure per ridurre l’effetto-serra. L’atmosfera tesa di Copenaghen si è riflessa ieri anche a Roma dove alcuni attivisti di Greenpeace si sono arrampica-

ti sul Colosseo per esporre un grande striscione giallo con su scritto “Copenaghen: accordo storico subito”. Sul posto è accorso anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che ha detto di condividere l’iniziativa: “è una manifestazione che sinceramente apprezzo e penso che questo striscione sia assolutamente pertinente con il ruolo di simbolo del Colosseo. Una volta tanto si tratta di una protesta che accettiamo molto volentieri anche perché almeno non blocca il traffico”.

TARANTO, ABUSI SESSUALI IN FAMIGLIA

Secondo il rapporto di Legambiente e Protezione Civile ancora troppe le amministrazioni che non fanno lavoro di prevenzione

Frane e alluvioni, a rischio l’80% del territorio Sono ancora troppe le amministrazioni comunali italiane che tardano a svolgere un’efficace ed adeguata politica di prevenzione, informazione e pianificazione d’emergenza, poche quelle che svolgono un lavoro di mitigazione del rischio idrogeologico, e oltre un comune su quattro non fa praticamente nulla per prevenire i danni derivanti da alluvioni e frane. Questo quanto emerge da Ecosistema rischio 2009, l’indagine di Legambiente e Protezione civile, condotta su 1.485 amministrazioni comunali italiane, per monitorare la mitigazione del rischio idrogeologico tra le amministrazioni comunali considerate a più alto rischio dal ministero dell’Ambiente e

dall’Upi. Nel 79% dei comuni intervistati sono presenti abitazioni in aree golenali, in prossimità degli alvei e in aree a rischio frana e nel 28% dei casi sono presenti in tali zone interi quartieri. Nel 54% dei comuni campione della nostra indagine sono presenti in aree a rischio addirittura fabbricati industriali. Soltanto il 7% dei comuni intervistati ha intrapreso azioni di delocalizzazione di abitazioni dalle aree esposte a maggiore pericolo e appena nel 3% dei casi si è provveduto a delocalizzare insediamenti o fabbricati industriali. Nel 36% dei comuni non viene svolta regolarmente un’attività di manutenzione ordinaria delle sponde dei corsi d’acqua. Il 76% dei comu-

TERRITORIO ITALIANO A RISCHIO FRANE E ALLUVIONI

ni che hanno partecipato all’indagine ha realizzato opere di messa in sicurezza dei corsi d’acqua e di consolidamento dei ver-

santi. E’ necessario che nei luoghi maggiormente esposti a pericolo di frane e alluvione siano presenti sistemi di monitoraggio

che consentano di dare tempestivamente l’allerta, ma appena il 43% è dotato di sistemi per mettere in sicurezza i cittadini

in caso di necessità. Migliore la situazione per quanto riguarda l’organizzazione del sistema locale di protezione civile, fondamentale per salvare la popolazione ad evento in corso. L’82% dei comuni si è dotato di un piano di emergenza da mettere in atto in caso di frana o alluvione. Soltanto il 54% di questi piani risulta essere stato aggiornato negli ultimi due anni. Nel 64% dei comuni esiste una struttura di protezione civile operativa 24 ore su 24. Quanto a piani di emergenza e formazione, in Italia i comuni sono ancora in ritardo: il 26% delle amministrazioni ha organizzato iniziative dedicate all’informazione dei cittadini e il 29% ha organizzato esercitazioni.


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QUI ARGENTINA

Durante le prime ore di questa mattina, vari sindacalisti della Kraft Foods (ex Terrabusi) hanno formato un corteo a General Pacheco, km. 35. La manifestazione ha bloccato il traffico in entrambi sensi

Sindacalisti della Kraft ancora sul piede di guerra SALVATORE GIUFFRIDA

BAIRES - Durante le prime ore di questa mattina, vari sindacalisti della Kraft Foods (ex Terrabusi) hanno formato un corteo a General Pacheco, km. 35. La manifestazione ha bloccato il traffico in entrambi sensi per circa un’ora e mezza. I sindacalisti sono stati accompagnati dai membri della Gendarmeria Nazionale. Il delegato Javier Hermosilla ha criticato alle autorità della multinazionale statunitense e affermò che l’obiettivo di queste manifestazioni è che “il governo costringa alla società” alla reintegrazione dei lavoratori licenziati. La richiesta nasce come risposta alla negativa della società di “reintegrare i suddetti lavoratori nonostante sia stato richiesto in più occasione da parte del Ministero del Lavoro il ricollocamento di tale forza lavorativa”. Inoltre la polizia ha sgomberato una manifestazione organizzata dagli studenti di sinistra della Facoltà di Lettere e Filosofia tra la Corrientes e Callao, nel centro della città, che volevano dimostrarsi solidali son i sindacalisti dell’ex Terrabusi Dopo essere stati rilasciati dalle forze dell’ordine, i sindacalisti si avviarono per

formare un nuovo corteo diretto verso l’Unione Industriale Argentina (UIA), sito tra l’Avenida de Mayo e

9 de Julio. Nel pomeriggio, dopo le 15, si recheranno al Ministero del Lavoro sito in via Leandro Alem 600, per

richiedere “l’effettiva applicazione, senza un ulteriore indugio, degli obblighi che la Kraft viola costantemente”.

L’ITALIANO GIOVEDI’ 10 DICEMBRE 2009

Incidente d’auto: muore una intera famiglia. E’ polemica per il grave ritardo nel ritrovamento dei corpi BAIRES - “Abbiamo sbagliato da qualche parte”. Una ammissione di colpa, che è stata riconosciuta dal sottosegretario alle investigazioni di Buenos Aires Paolo Starc. Il riferimento del sottosegretario è alle critiche ricevute da parte della famiglia Pomar in merito al tempo impiegato per scoprire dove vi trovava la macchina con la coppia e le loro due figlie giovani. “Stiamo valutando chi è responsabile per le operazioni di gestione in questo settore”, ha detto il numero due del ministero della ricerca sulla sicurezza capitolino, il quale ha riconosciuto che “da qualche parte qualcosa non ha funzionato”, riferendosi soprattutto alle operazioni condotte dagli agenti di polizia che erano dietro le tracce della famiglia Pomar, che soltanto ieri è stata ritrovata dopo oltre 24 ore di destinazione sconosciuta. “Stiamo valutando di stabilire chi è responsabile per le operazioni di gestione sono state condotte intorno allo spazio di Gahan”, il quartiere di Buenos Aires di Salto, ha detto ancora Starc, il quale ha anticipato che cercherà di definire “la responsabilità per gli errori che sono stati fatti nel non individuare il veicolo famiglia di Marmol. “Capisco il dolore”, ha replicato il sottosegretario alle parole di Maria Cristina Rober, che si è dichiarata “molto delusa” dalle attività della polizia. Comunque Starc ha detto che nel luogo dove è avvenuto l'incidente “la strada è in cattive condizioni” e ha poi continuando affermando che “per noi è un incidente, ma non ne so ancora il motivo”. Infine ha aggiunto che la situazione (era notte e pioveva) e le cattive condizioni della strada 31 hanno finito per formare un cocktail "terrificante”. In tutto questo la madre di Gabriela Pomar, il cui corpo è stato ritrovato ieri insieme a quello del marito Luis e quelli dei suoi due figli, entrambi minori di età, ha ribadito che “non ci sono dubbi che si sia trattato di un incidente di auto”. Quindi ha confermato le sue critiche alla polizia. “Io avevo fiducia nelle loro operazioni, invece niente. Neanche mi hanno messo al corrente delle evoluzioni, ho appreso tutto dalla televisione. Come può essere che in ventiquattro ore non abbiano trovato né registrato niente”, si domanda una amareggiata Maria Cristina Robert. Che ora “vive in un incubo”, dopo la morte della figlia, dei nipoti e del genero. E ora chiede “il motivo di un ritardo così forte nelle operazioni e nelle investigazioni”. Intanto non c’è tempo solamente per il pianto e le recriminazioni; sono già iniziati gli esami autoptici nell’ospedale di Lomas de Zamora. Le autopsie determineranno le ragioni della morte e la dinamica dell’incidente.

Incontro Nazionale dei Pugliesi in Argentina LA PLATA - Nel ambito del Corridoio Produttivo Turistico Culturale Italia-Argentina si informa della convocazione realizzata dai Consiglieri del Consiglio Generale dei Pugliesi nel Mondo-Area Sudamerica-Argentina) Nicolas Moretti e Gianni Zaccaria per informare e sviluppare le nuove strategie a livello nazionale e d'accordo a quanto convenuto nell'ultima riunione del CGPM (Consiglio Generale dei Pugliesi nel Mondo realizzato il 21 e 22 ottobre 2009 a Bari Italia) si informa che lo scorso sabato 28 novembre si sono riuniti, durante un'intera giornata, le Associazioni, Circoli e Centri Pugliesi dell'Argentina presso la sede dell'Associazione Pugliese di La Plata. L'obiettivo dell'assemblea era informare e lavorare insieme ai presidenti e delegati, circa le nuove proposte, strategie ed azioni durante il periodo 2009/2011 e che include la discussione del Piano 2010 come stabilito nell'Assemblea Plenaria del 21 e 22 ottobre 2009 nell'ambito del Consiglio Regionale della Puglia-Italia.- In questo modo, durante la riunione è stato elaborato il documento finale per determinare gli obiettivi e le azioni in comune nel territorio, che sarà inviato all' Ufficio Presidenza,alla Regione Puglia-Servizi Pugliesi nel Mondo e il resto degli assessorati coinvolti. All'incontro hanno partecipato i presidenti, delegati e giovani delle Associazioni, Circoli e Centri Pugliesi dell'Argentina. A detto plenario erano presenti: i consiglieri per il CGPM e presidenti Nicolás Moretti (Associazione Pugliese di La Plata) e Juan Zaccaría (Centro Famiglia Pugliese di Mendoza), la Sig.ra Teresa Vizzarri (Delegata U.M.A-Unione Molfettese Argentina- Città Autonoma di Buenos Aires); Liuzzi Jr. (Delegato Associazione Regione Puglia Córdoba); Victoria Blassi (Presidente Associazione Pugliese Cento Patrie Una Terra -Wilde); Nicolás Pagliuca (Centro Famiglia Pugliese San Nicolás); Sig. Luciano Cappelletti (Presidente Centro Famiglia Pugliese San Nicolás); Sergio Patruno (Presidente Centro Pugliese di Mar del Plata); Sig.ra Marisa Bevars (Presidente Centro Pugliese di Bahía Blanca); Adriana Favorito (Delegata U.M.A Città Autonoma di Buenos Aires). Tra la delegazione composta da commissioni direttive e giovani erano presenti: Natalio Battaglia (Associazione Pugliese di Buenos Aires); Alejandra Marzocca (Asssociazione Pugliese di Bahia Blanca); Jorge Natoli (Centro Pugliese di Mar del Plata); Juan Contursi (Mendoza); Liliana Moretti, Alejandra Compagnucci e Maria Cristina Martinez (La Plata); German Tuymans (Buenos Aires, U.M.A); Pablo Franco D'Adamo (San Nicolas); Sebastián J. Chinigo, Antonella Moretti; Zarina Surache e Nicolás Moretti Jr. (Associazione Pugliese di La Plata). Nella modalità di laboratorio, i due tavoli di lavoro integrati dal gruppo di giovani e adulti, hanno realizzato una diagnosi della realtà esistente, hanno trovato delle forze della situazione locale attuale e a questo riguardo hanno proposto dei progetti e nuove strategie per lo sviluppo di possibili azioni che rispondono ad una crescita in congiunto delle Associazioni in Argentina. In questo modo, si è concluso, di fronte alla necesità di un ordinamento dell'informazione che si sta ricevendo con l'uso e lo sviluppo delle nuove tecnologie dell'informazione, rinforzando le comunicazioni con l'impegno dei consiglieri, di sostenere un sistema di informazione permanente online e fluido, via Internet. E’ stata espressa l'intenzione, inoltre, di consolidare attraverso la Federazione, le buone pratiche nelle aree che le associazioni più antiche stanno sviluppando e che arricchiscono il resto, attraverso ponti e corridoi produttivi turistici culturali tra la regione Puglia e l'Argentina. Tutto ciò si complementa con la promozione della Regione Puglia nel territorio Argentino attraverso viaggi di scambio, promozione del Made in Puglia, l'internazionalizzazione con gli enti pubblici e privati, i Centri di Formazione, Centri di ricerca, ONG, Imprese e Camere. Queste azioni saranno integrate coinvolgendo e costruendo con la partecipazione delle nuove generazioni nel processo di sviluppo locale e internazionale tra il vecchio e il nuovo processo di sviluppo territoriale esistente.Al termine dell'incontro, è stato elaborato un documento finale, che sarà consegnato alla presidenza del CGPM e alla Regione, Nicolás Moretti, Consigliere del Consiglio General Regione Puglia nel Mondo e Gianni Zaccaria hanno puntualizzato: circa la necessità di lavorare con intelligenza, in comune, creando un sistema di ordine di azione strategica complementaria nelle distinte regioni dell'Argentina e con la Regione Puglia-Servizi per i Pugliesi nel mondo, ed altri assessorati della Regione con il fine di cominciare ad educare la crescita e promuovere l'umanizzazione del proprio sviluppo territoriale Pugliese nelle area della produzione, il turismo e la cultura con una comunicazione ed azione permanente. In questo senso hanno distaccato: "Pretendiamo essere coerenti in linea con la legge Interventi a Favore dei Pugliesi nel mondo e lavoreremo sulle decisioni prese in questa riunione, con azioni finalizzate all'arricchimento delle nuove generazioni senza dimenticare il vero sentimento emigratorio dei nostri antenati. Un legame che vogliamo mantenere con vita perchè sono le radici profonde che costituiscono la nostra propria identità".


L’ITALIANO GIOVEDI’ 10 DICEMBRE 2009

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ITALIANI NEL MONDO

LA RELAZIONE DI RINO GIULIANI (PRESIDENTE CNE) AL CONVEGNO UNAIE-CASSAMARCA

L’associazionismo italiano nel mondo è una risorsa inesauribile? Le sfide e le prospettive ROMA - "Associazionismo italiano nel mondo, una risorsa inesauribile? Le sfide e le prospettive" è stato il tema della relazione con cui Rino Giuliani, presidente della Conferenza Nazionale dell’Emigrazione, ha introdotto il convegno "Italiani nel mondo: associazionismo, organismi di rappresentanza e umanesimo latino" svolto il 5 dicembre scorso a Treviso. Promosso da UNAIE, Umanesimo Latino e Fondazione Cassamarca, il convegno si è proposto quale momento importante di ricerca e di confronto, ma anche un’opportunità per mettere sotto i riflettori politiche nazionali e regionali rivolte agli italiani all’estero basandosi sulla considerazione che la rete associazionistica italiana nel mondo stia vivendo una difficile fase di transizione, stretta tra processi d’integrazione molto avanzati e l’esigenza di rinnovare strumenti d’intervento e progettualità. "Il tema dell’odierna discussione – ha esordito Giuliani – ha la fortuna di trovarsi oggi collocato in un contesto non teorico ma concreto, dentro un confronto vero nel quale si confrontano posizioni ed il cui esito non è scontato. Come sempre l’esito dipenderà dalla correlazione fra le forze che si misurano in campo e non solo dalla maggiore o minore bontà delle argomentazioni. I toni gridati e gli interventi sopra le righe preannunciano un fine di 2009 nel quale dovremo fare appello a tutta la nostra capacità di tenere la barra dritta e di non farci trascinare in polemiche da cortile. Lo esige la posta in gioco e cioè la salvaguardia di una idea di partecipazione democratica, di un modus operandi libero, lontano da scelte elitarie e populistiche, di partitizzazione degli organismi di rappresentanza che sono all’opposto dell’idea di associazionismo diffuso, pluralistico, rinnovato con il quale unire nuove e vecchie generazioni per l’Italia di oggi, quella della madrepatria e quella delle comunità italiane all’estero". "Ci sono senatori eletti dall’estero espressione dell’associazionismo che vorrebbero farci scomparire ed altri che ci vorrebbero ridurre a mera testimonianza. Dal governo nel suo insieme – ha rilevato Giuliani – non possiamo dire che sia venuto, sin dalle prime dichiarazioni del senatore Mantica, il giusto riconoscimento del ruolo delle associazioni o che ci sia stata una chiara consapevolezza dell’importante ruolo di promozione sociale ed umana delle associazioni né che siano state promosse forme di sostegno finanziario. Il sottosegretario con delega per gli italiani all’estero più volte ha affermato che non crede a questo associazionismo e che il suo pensiero va ad una emigrazione nuova di giovani professionisti ed imprenditori, non meglio definita che si rivolge a paesi nuovi e che, questa sì, sarebbe degna di tutela e di riconoscimento. La domanda che ci facciamo oggi – ha ricordato il presidente della Cne – è se un patrimonio esistente di migliaia di associazioni ha trovato o può trovare oggi un effettivo, convinto, non strumentale riconoscimento

delle nostre istituzioni ,Parlamento, governo ma anche realtà intermedie fondamentali quali i partiti politici riconoscono e rispettano il ruolo di rappresentanza sociale delle associazioni e quindi la possibilità delle consulte dell’emigrazione e della CNE di concertare e negoziare per gli italiani all’estero? Quali sono le ragioni alla base della palese incongruenza che emerge dal confronto fra la riaffermazione in via di principio del ruolo presente e futuro delle associazioni ed i contenuti del testo Tofani nel quale sono state unificate le diverse proposte di legge di modifica di Comites e CGIE presentate in Senato. Ed ancora che rapporto c’è fra i documenti in tema d’emigrazione assunti dal maggior partito di opposizione e quanto viene attivamene sostenuto dal senatore Micheloni". "L’attuale sistema – ha proseguito Giuliani – non piace ad alcuni che lo vogliono cambiare con qualcosa di totalmente diverso, qualcosa di diverso da cambiare subito senza confronti con nessuno, mettendo insieme riforma del CGIE e riforma dei Comites che non necessitano certo di un unico procedimento di revisione. Il finto processo riformatore è figlio di una idea di società portata avanti in altri ambiti decisionali secondo la quale la governabilità è più importante della partecipazione alle decisioni ed il ruolo dei leaders deve avere più peso delle forze politiche che li esprimono. A ben vedere ci sono nel paese almeno due linee che si confrontano sull’idea di società e vi sono due linee che si contrappongono sul versante degli italiani all’estero. Noi come CNE siamo per il pluralismo delle associazioni all’estero, a favore della loro disseminazione in modo estensivo dalle parrocchie italiane ai centri culturali alle scuole ai patronati pensiamo che le stesse debbano poter nascere e vivere in autonomia e nella piena libertà del diritto di associazione". "È per questo – ha sottolineato – che respingiamo e combattiamo tutte quelle proposte che mirano a ridurne il numero, a chiudere gli

spazi ad imporci il silenzio nei Comites e nel Cgie. Noi – ha aggiunto – siamo contrari alla riduzione dei Comites che produrrebbe una frattura fra rappresentanza di base e territori, con la riduzione della partecipazione e dell’esercizio dei diritti di cittadinanza. Respingiamo l'eliminazione del mondo associativo nel circuito di formazione dei Comites e nell'elezione dei membri del CGIE. Il nostro dissenso, dovrebbe essere chiaro, non è sulla opportunità di rivedere l'esistente sulla base di nuove, vere esigenze o di riformare sensatamente quello che l'impegno trentennale di diverse generazioni ci ha consegnato, senza recidere le radici della partecipazione e l'ispirazione di servizio che finora ha animato questi organismi. La radice associazionistica del CGIE e dei Comites sono la migliore garanzia del loro ruolo insostituibile nel sistema delle rappresentanze democratiche degli italiani all’estero". "Con la ri-definizione dei ruoli istituzionali delle Regioni – ha ricordato ancora Giuliani – l’associazionismo ha potuto assumere un ruolo di mediazione tra i migranti ed i rispettivi territori, di partenza, arrivo e ritorno, facilitati in questo da normative regionali nuove. In questa fase qualcuno errando ha voluto contrapporre associazioni nazionali ed associazioni regionali dando ad intendere che queste ultime erano il nuovo che avanzava e le altre erano il passato da far passare. Qualche normativa regionale ha voluto penalizzare le associazioni nazionali. Noi come CNE abbiamo lavorato e siamo impegnati per l’unità del mondo associativo e non per la sua sterile divisione. Oggi l’esigenza di operare con una unità d’intenti è sentita larghissimamente nel mondo associativo. Molto meno è compresa dal mondo politico. Nei rapporti con le Regioni – per Giuliani – vanno evitati atteggiamenti di tipo strumentale, vanno arginati, per mantenere un orientamento e un indirizzo capace di generare legami più ampi e profondi di carattere sociale e cultura-

le, oltre che economico e commerciale. Dobbiamo conciliare ed integrare un protagonismo a dimensione nazionale con quello a dimensione regionale. Nelle prossime settimane avanzeremo alcune proposte". "La CNE – ha quindi ribadito – si rende disponibile ad un lavoro comune: la risorsa associazionismo è essenziale soprattutto se aderente alle esigenze del presente. Negli ultimi decenni è cambiata la fisionomia dell’emigrazione italiana: a quella tradizionale, nazionale e regionale si sono aggiunte le generazioni nuove,una nuova componente giovanile qualificata anche con le sue forme organizzative. Esiste inoltre il più ampio bacino dei discendenti fonte anch’essi di momenti specifici di aggregazione e di forte, crescente interesse verso l’italianità. Le associazioni anche verso di loro, rinnovandosi, sono in grado di offrire visibilità, di svolgere ruoli di mediazione, di coprire una diversità di obiettivi: ricreativi, sociali, culturali, professionali, religiosi. Occuparci del futuro delle associazioni di emigrazione – ha sottolineato ancora – equivale ad occuparsi del futuro delle nostre collettività. In assenza della funzione aggregativa e organizzativa, di orientamento e confronto assicurata dalle associazioni le nostre collettività ed i singoli soggetti non esisterebbero in quanto tali ci sarebbe solo l’integrazione dei paesi d’accoglienza". "L’attività di promozione e mediazione sociale, che storicamente ha svolto e svolge l’associazionismo costituisce la funzione fondamentale per la riproduzione del senso di appartenenza e del legame con l’Italia anche e soprattutto nelle mutate condizioni. Le realtà italiana e di origine italiana nel mondo, da tempo hanno avuto una loro autonoma evoluzione sul piano dell’avanzata integrazione nei Paesi di residenza e con l’accresciuto numero di generazioni d’origine, che non hanno un legame diretto con l’Italia, ma con la quale vogliono comunque mantenere moderne forme di collegamento". "Anziché farle scomparire – ha osservato Giuliani – occorre invece sostenerle con politiche di intervento plurisettoriali. Noi pensiamo che non vadano fatti colpi di mano ma che il riordino di Comites e Cgie sia confrontato con tutti quanti sono interessati . Da tempo chiediamo che siano i partiti a fare un passo indietro negli organismi da garantire e rafforzare proprio con una più visibile presenza delle associazioni regionali e nazionali. Le politiche dei soli tagli verso gli italiani all’estero adottate dal governo, prive di un progetto di riforma e valorizzazione delle nostre comunità, le forzature della "bozza Tofani" sono la pars destruens. Non le condividiamo. L’associazionismo può subire colpi ma il suo ruolo, oggi come ieri seguiterà ad essere svolto. Molto dipenderà – ha concluso – dalla compattezza con la quale le associazioni, tutte le associazioni sapranno insieme rispondere agli attacchi cui oggi sono fatte oggetto".

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Unione Stampa Periodica Italiana

F.U.S.I.E.


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ESTERI

Economia, nuovi timori IL MINISTRO DELLE FINANZE DI ATENE RASSICURA DOPO IL DECLASSAMENTO DEL DEBITO, MENTRE SI TEME CHE LA PERDITA DEL GIGANTE ARABO SIA DI 47 MILIARDI

L’ITALIANO GIOVEDI’ 10 DICEMBRE 2009

Grecia e Dubai, allarme debito Il declassamento del debito sovrano della Grecia e la ristrutturazione dei 26 miliardi di dollari di debiti di Dubai World creano allarme sui mercati. I timori per Grecia e Dubai frenano le Borse europee e fanno calare i listini asiatici, con Tokyo che perde l’1,3%. E anche l’euro ne risente. In Grecia il ministro delle Finanze, George Papaconstantinou assicura che non c’è nessun rischio di default. “Ci stiamo muovendo nella giusta direzione per rassicurare i mercati e i cittadini” dice il ministro, in un’intervista alla tv Bloomberg, dopo che martedì Fitch ha declassato a ‘BBB+’ il debito sovrano della Grecia, portando l’outlook a ‘negativo’ e ieri la stessa Fitch ha messo tutta la finanza strutturata della Grecia sotto osservazione con implicazioni negative. Papaconstantinou comunque getta acqua sul fuoco e nel suo intervento ricorda che il paese, pur contando sull’ombrello dell’Ue, punta sulle proprie forze per superare la crisi. “La Grecia conta sulle proprie forze dice il ministro - Non aspettiamo l’arrivo di un salvatore”. “Posso assicurarvi aggiunge - che il governo farà tutto quello che è necessario per recuperare la credibilità persa”. “Per il momento - dice ancora il ministro - stiamo chiedendo soldi in prestito a un prezzo più alto, ma non c’è carenza di liquidità sui mercati”. Intanto crescono i timori per la crisi di Dubai. La paura è che i debiti a rischio siano quasi il doppio dei 26 miliardi di

ECONOMIA MONDIALE IN APPRENSIONE

dollari che Dubai World intende ristrutturare. Si parla di quasi 47 miliardi di dollari, una cifra che coinvolgerebbe anche ad altre società finora rimaste ai margini della temuta insolvenza. Finora i debiti da ristrutturare sono ufficialmente 26 miliardi di dollari e riguardano soprattutto il colosso immobiliare Nekheel, le cui passività nel primo semestre sono cresciute del 7,2% a 20 miliardi di dollari e le cui perdite semestrali ammontano a 3,65 miliardi di

dollari. Tuttavia ci sono almeno altre 5 società che potrebbero annunciare a breve la propria impossibilità ad onorare le scadenze sui debiti. Si tratta di Istithmar, Draydocks, Dubai Financial, Dubai Holding Investment e Dubai International Capital. In questo caso i debiti a rischio salirebbero a quasi 35 miliardi di dollari. Intanto la Istithmar World, il colosso che detiene le partecipazioni internazionali di Dubai World, ha perso W Hotel, la sua catena di al-

berghi a Manhattan, che è stata venduta per soli 2 milioni di dollari a un’asta di pignoramento. Istithmar fa sapere che questa operazione non rientra nella ristrutturazione del debito di Dubai World ma la perdita è ugualmente pesante. La catena di hotel era stata acquistata per 282 milioni di dollari nel 2006 e all’asta è stata comprata per appena 2 milioni di dollari da LEM Mezzanine, un fondo di private equity legato alla società immobiliare Lubert-Adler Partners. In-

tanto il Financial Times fa sapere che un’emissione di bond della Dubai Electrity and Water Authority (Dewa) da 2 miliardi di dollari, con scadenza nel 2036, potrebbe essere riscattata in anticipo il prossimo 14 dicembre, quando scade anche il bond islamico da 4 miliardi di dollari di Dubai World. Dewa smentisce la notizia, anche se l’impressione è che i debiti a rischio di Dubai tendano ad allargarsi a macchia d’olio. Ieri l’agenzia internazionale Moody’s

Il presidente russo sulla stampa: il giornalista deve dire la verità

Medvedev all’Ucraina: “Sbagliato cambiare gli accordi sul gas” Il presidente russo Dmitri Medvedev ha detto che sarebbe “irresponsabile” cambiare gli attuali accordi e contratti tra Russia e Ucraina in materia di forniture e transito del gas. “Gli accordi russoucraini sulle forniture di gas e sul transito sono in vigore, e io ritengo del tutto irresponsabili le proposte per rivedere tali intese”, ha detto Medvedev intervenendo a Mosca un Forum sui media europei e asiatici. Ammettendo la

possibilità di migliorare e perfezionare la base negoziale degli accordi russo-ucraini, Medvedev ha poi detto di sperare che il passaggio dal prossimo gennaio al sistema di pagamento secondo le leggi di mercato avverrà in maniera “indolore”, senza contraccolpi sulle forniture di gas all’Europa. Quest’anno, ha ricordato il presidente, all’Ucraina è stato applicato uno sconto del 20% mentre per la Russia è stata decisa una

tariffa agevolata. “A partire dal prossimo anno verranno introdotte condizioni di mercato negli scambi, il prezzo del gas sarà quello di mercato, le tariffe di transito saranno anch’esse di mercato”, ha affermato Medvedev. “Se i nostri partner ucraini daranno prova di senso di responsabilità”, tutto andrà bene, e per l’Europa non vi saranno penuria di gas e altri prodotti energetici”, ha concluso. Medvedev ha parlato poi anche di in-

formazione, dicendo che “il compito principale del giornalista è dire la verità. Il modo in cui ciò viene fatto è una decisione che spetta al giornalista stesso”. “La libertà di parola ha aggiunto - presuppone responsabilità e competenza da parte del giornalista. Ci possono essere posizioni diverse sulla profondità della libertà dei mezzi di informazione, ma in primo luogo essa presuppone responsabilità e competenza”.

DMITRI MEDVEDEV

ha declassato il rating di sei società di Dubai World, portando a livello junk e cioè ‘spazzaturà il rating di Dp World, uno dei gioielli di Dubai, la società che controlla 49 grandi porti in tutto il mondo e che non rientra ufficialmente nella ristrutturazione. Se anche Dp World dovesse risultare a rischio di default, il debito da ristrutturare di Dubai salirebbe a 46,7 miliardi di dollari, quasi il doppio del debito di cui finora si è annunciata la ristrutturazione.


PAGINA L’ITALIANO GIOVEDI’ 10 DICEMBRE 2009

Lʼeliminazione di Del Piero e compagni BIANCONERI SCONFITTI CLAMOROSAMENTE PER 4-1 IN CASA COL BAYERN E RETROCESSI IN EUROPA LEAGUE FERRARA: “FA MALE USCIRE, MA SONO STATI SUPERIORI”

SPORT

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LA DELUSIONE DEGLI JUVENTINI

Juve sconfitta ed eliminata dalla Champion League. Nonostante due risultati su tre a disposizione e nonostante il vantaggio iniziale di Trezeguet, i bianconeri crollano in casa con il Bayern Monaco e non si qualificano agli ottavi della massima competizione europea. In una parola, un fallimento. Non capitava dalla stagione 2000-2001 che la Juventus non superasse la fase a gironi. “È una grande delusione non tanto per me, quanto per tutto l’ambiente, la società, i tifosi - ammette Ciro Ferrara -. Fa male uscire dalla Champions, ma nelle ultime due partite abbiamo raccolto zero punti e stasera abbiamo dimostrato che non sappiamo gestire il pareggio. Il Bayern ci è stato superiore in tutto, nella corsa, dal punto di vista tecnico e tattico, ci ha creato diverse difficoltà. Noi invece abbiamo fatto molto poco”. La Juve è apparsa inferiore soprattutto nel

gioco. “È difficile spiegare i motivi - prosegue il tecnico bianconero -. Non è giusto trovare alibi, anche se sappiamo tutti il dispendio enorme di energie fisiche e mentali che c’è stato sabato contro l’Inter. Il rombo? Molto spesso loro ci hanno messo in difficoltà con gli esterni larghi, trovando la giocata giusta tra le linee”. Anche Jean-Claude Blanc non nasconde l’amarezza. “Sono arrabbiato e deluso, ma il calcio è così - spiega il presidente bianconero -. Il nostro progetto però è forte, si va avanti sulla stessa linea, con Ferrara allenatore. Bisogna avere fiducia perché il nostro è un gruppo di qualità, bisogna lavorare uniti a partire da domani”. Che cosa non ha funzionato? Ancora Blanc: “Il Bayern ha disputato la più bella partita della stagione, mentre noi giocato abbiamo giocato male, ha vinto il migliore in campo. Credo che abbiamo pagato gli sforzi di sabato sera,

a livello fisico ed emotivo. Questo ha forse fatto la differenza. Capiamo la delusione dei tifosi, avevamo altri obiettivi. La forza di una squadra si vede però nell’attaccamento dei tifosi”. Tra le delusioni della serata juventina bisogna inserire anche Diego e Felipe Melo. I due brasiliani, fiore all’occhiello della campagna acquisti estiva, sono stati sostituiti e sono usciti tra i fischi del pubblico. Ferrara li difende: “Non faccio un’analisi dei due ragazzi, faccio un’analisi più ampia che coinvolge tutti, compreso il sottoscritto. Non è giusto colpevolizzarli perché la prestazione in generale non è stata di alto livello”. Da parte sua Diego non si nasconde. “I fischi dei tifosi sono giusti - spiega il brasiliano, ancora a secco di gol in Europa con la maglia bianconera - Non abbiamo fatto bene, è normale che i tifosi reagiscano così, è giusto. Sono il primo a dire che devo fare meglio, in allena-

mento e in partita. Come si riparte? Con personalità. Non abbiamo raggiunto un obiettivo, è un momento molto difficile, ora dobbiamo lavorare uniti”. Duro Fabio Cannavaro. “È stata una partita da dimenticare - sottolinea il capitano della Nazionale . Dopo il vantaggio, non siamo riusciti a gestire la gara e a portarla in porto. È mancato lo spirito visto contro l’Inter. Se manchiamo in questo diventiamo una squadra normale. Sabato sera si era intravisto qualcosa di positivo, non ci siamo ripetuti. Ora il campionato resta un obiettivo importantissimo”. Il Bayern intanto festeggia una meritata qualificazione. “La mia squadra è stata decisamente la migliore - esulta il tecnico Louis Van Gaal -. Abbiamo giocato un primo tempo straordinario, ma non abbiamo avuto la fortuna di chiudere la gara. Nel secondo tempo poi abbiamo giocato un grande calcio, dimostrando grande mentalità. È giusto che sia stato il Bayern a passare il turno. Chiude KarlHeinz Rummenigge, ex stella dell’Inter, ora dirigente dei bavaresi. “È stata una partita difficile per la Juve, se ti basta il pareggio a volte sei condizionato. Abbiamo disputato un grande match, meritando di vincere. Diego deludente? È un grande giocatore, è nuovo e ha bisogno di tempo, vi consiglio un po’ di pazienza con lui”. Il Bayern festeggia, i tifosi juventini contestano giocatori e società e invocano Luciano Moggi.

BAYERN

Bruttissima Juventus, addio Champions League Stampa tedesca entusiasta “La rivincita di Van Gaal”

LOUIS VAN GAAL

La stampa tedesca esulta per la vittoria del Bayern Monaco sulla Juventus a Torino. “4-1! La più grande vittoria di Van Gaal”, titola in prima pagina il tabloid Bild riferendosi al tecnico dei bavaresi. “Il Bayern trionfa a Torino”, prosegue il giornale, che dedica una pagina intera alla partita. “Il Bayern è stato coraggioso e superiore fin dall’inizio nella partita più importante dell’anno”, commenta il tabloid. “Il colpo della liberazione del Bayern”, titola il quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz), mentre il Tagesspiegel titola “Il meglio del Bayern” e la Berliner Zeitung incalza: “Frustata inaudita”. “È stata una se-

rata storica”, ha commentato il quotidiano berlinese. “I giocatori del Bayern hanno giocato con la sicurezza di se stessi a cui eravamo abituati in passato, ma che negli ultimi tempi avevano perduto ha osservato il Tagesspiegel -. La Juve ha lasciato inaspettatamente molto spazio al Bayern e i tedeschi lo hanno saputo sfruttare”. “Con il suo gol finale, Timoschtschuk ha trasformato la sconfitta della Juve in una umiliazione”, scrive da parte sua la Faz. ‘Il dominio invece del dramma’, titola lo Spiegel online: “Aggressivi, grintosi e infaticabili”: così, il prestigioso settimanale tedesco descrive i giocatori del Bayern Monaco.

Il tecnico romano: “Fare un esperimento per tre anni”

Oscurate le pubblicità del golfista dopo gli ultimi scandali

Mazzone ripropone la moviola in campo

Woods non fa più centro Gli spot non passano più

Tre anni di moviola in campo a titolo sperimentale. È la proposta che fa Carlo Mazzone per mettere fine una volta per tutte alle ricorrenti polemiche arbitrali. “Bisognerebbe mettersi d’accordo su quest’aspetto - dice l’ex allenatore -. L’arbitro, con due collaboratori di linea, non può coprire bene tutto il campo perché il gioco è diventato velocissimo.

Per questo o si accetta l’errore arbitrale in buona fede, senza pensare a cose brutte, oppure mettiamo in campo la moviola. Si potrebbe fare anche un tentativo per tre anni: se l’esperimento convince si va avanti altrimenti si può tornare indietro”. Per Mazzone “l’errore arbitrale purtroppo fa parte del gioco”. E aggiunge: “Non dobbiamo concen-

trarci sugli arbitri e pensare che i direttori di gara siano in malafede. Nel gioco del calcio non è facile fare l’arbitro. Mi domando sempre come mai non mettono la moviola in campo. Vorrei vedere questo aiuto in campo prima che lascio questa vita terrena... Sarebbe più interessante. In diretta il guardalinee potrebbe dire se è fallo o meno”.

L’immagine di Tiger Woods come ‘testimonial’ di marchi famosi sta a poco a poco sparendo dalle tv americane. Lo ha rilevato l’istituto di rilevazione Nielsen, secondo il quale nell’ultima decina di giorni (da quando cioè ha avuto inizio la scandalo Woods) nessuna pubblicità è più stata trasmessa su 19 delle tv via cavo che normalmente ospitavano

TIGER WOODS

i suoi spot. L’ultimo in ordine di tempo è stato uno spot della Gillette, andato in onda il 29 novembre scorso. Tra i grandi ‘nomi’ che avevano associato la loro immagine a quella del golfista più famoso al mondo, marchi come Accenture, Pepsi.Co (Gatorade), Tag Heuer, Electronics Arts Inc, Nike, Propter & Gamble (Gillette).


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CONTROCOPERTINA - SPORT

L’ITALIANO GIOVEDI’ 10 DICEMBRE 2009

Cassano è depresso, colpa di Lippi Così l’amministratore delegato Marotta dopo l’ennesima lite tra Antonio e i tifosi: «Solo un siparietto, adesso però deve stare calmo» MARA DE GAETANO

GENOVA - Ieri lo screzio con i tifosi, oggi la difesa dell'amministratore delegato della Samp Giuseppe Marotta: Antonio Cassano nervoso? Antonio Cassano in calo di forma? Nulla di tutto questo. Dietro alle recenti cattive prestazioni del fantasista ci sarebbe solo "la sofferenza" del calciatore "per l’esclusione dalle convocazioni per la nazionale". Nessuna polemica però da parte del dirigente in merito alle scelte del c.t. Marcello Lippi. "Come ogni calciatore, Cassano ha l’obiettivo di indossare la maglia azzurra, ma ormai è scritto che non andrà ai Mondiali e Lippi ha il diritto di fare le scelte che ritiene opportune". SOLO UN SIPARIETTO — Intanto a soffrire del momento negativo del fantasista è tutta la Samp. "Cassano ha regalato a inizio stagione emozioni straordinarie e dietro le sue prestazioni si è compattata tutta la tifoseria, poi ha avuto un calo fisiologico", ha

detto Marotta a Radio Radio. "Da una sparuta minoranza è arrivato il dissenso, che bisogna saper gestire. Non c’è stata nessuna contestazione, ma quando Cassano fa una cosa diventa subito una ’cassanata’. C'erano 500 persone ad assistere all'allenamento, c'è stato solo un siparietto tra un tifoso e il giocatore ma un calciatore bravo come Cassano deve avere la forza di chiudere la bocca". Domenica i blucerchiati ricevono la Roma. Per Cassano, ex giallorosso, è una sfida particolare. "Se giocassimo a Roma, Cassano potrebbe risentire della situazione. Ma giochiamo in casa", dice Marotta. BILANCIO — L'ambiente blucerchiato sembra risentire degli ultimi risultati negativi. Ma per Marotta i pesanti k.o. contro Genoa e Milan non hanno minato la stabilità della panchina del tecnico Gigi Delneri: "Sono cose assolutamente false. Con Delneri abbiamo cominciato un progetto e siamo assolutamente soddisfatti". "La Sampdoria -aggiunge l'a.d.ha vissuto un grandissimo

sogno all'inizio del campionato. La nostra partenza è stata devastante, poi c'è stato un brusco risveglio. Non potevamo continuare a vincere perché lo spessore della nostra squadra non è tale da consentirci di rimanere al vertice. Dai sogni siamo passati alla realtà e dopo 15 giornate abbiamo 24 punti, non siamo una squadra di prima fascia ma di seconda. Stiamo portando avanti il nostro progetto che prevede anche la valorizzazione di giovani come Poli, Cacciatore e Rossi". Il bicchiere, insomma, è mezzo pieno: "La Sampdoria come società non può che essere contenta. La situazione è soddisfacente anche se consideriamo i risultati. Fuori casa abbiamo perso in modo secco contro Milan e Juventus che sono al secondo al terzo posto in classifica. Siamo una delle due squadre ad aver battuto l'Inter. Abbiamo perso il derby, ma in uno stadio che per tre quarti era occupato dai tifosi del Genoa". LA NUOVA CASSANATA - Antonio Cassano s’ispira

ancora al lato oscuro di Diego Maradona, ovvero nella gestualità volgare con cui, ieri pomeriggio a Bogliasco, dopo pochi minuti di allenamento, ha reagito alle invettive di un tifoso. «Vieni a correre anche tu con gli altri, non fare il permaloso» era stato l’urlo di un ragazzo, accorso con altre centinaia di tifosi al centro sportivo di Bogliasco per la seduta. Il fantasista ha ribattuto: «Io non ho paura di te, ho due c... così», aggiungendo un chiaro moto ondulatorio della mano destra, prima di essere accompagnato alla palestra dal preparatore personale Agostino Tibaudi. E’ il nuovo segno di plateale insofferenza, verso il mondo e forse se stesso, di un campione perso nel suo labirinto, una sortita solo in parte temperata dalle spiegazioni a freddo del capitano doriano Angelo Palombo («Da capobranco, sta accentrando su di sé la sofferenza di tutti noi per la crisi di risultati, di cui si sente primo responsabile»), dell’amministratore delegato Beppe Marotta («Antonio attraver-

sa un brutto periodo, gli brucia non tanto l’esclusione dalla Nazionale ma che nessuno gli abbia spiegato i motivi di un no tanto deciso») e dello stesso Cassano. Il giocatore, uscito dal cancello a bordo del suo fuoristrada quando già erano le sette di sera, si è fermato a firmare autografi per le decine di fans rimasti ad aspettarlo, consegnando loro parole di rincrescimento per l’accaduto e una promessa: «Io sarò calmo quando gli altri saranno educati con me. Non ho nessuna intenzione di andare via, sto ancora bene qui alla Sampdoria».

Cassano ha sbagliato ma la Samp ha bisogno di lui GENOVA - La premessa è semplice: Cassano ha sbagliato. Il gesto volgare verso un tifoso, prima di lasciare il campo di allenamento di Bogliasco smoccolando, non solo fa entrare Fantantonio nell’élite dei “mimi osceni” del calcio, insieme a Maradona e Ibrahimovic (però va detto che quello di Cassano era un gesto appena abbozzato). Ma è sbagliato soprattutto per il contesto in cui è avvenuto. La giornata di ieri era speciale, per la Samp: il primo allenamento dopo una settimana da incubo. Ricapitoliamo. Sabato 28 novembre, sconfitta 3-0 nel derby della Lanterna. Martedì 1° dicembre, sconfitta 2-1 al Ferraris, contro il Livorno ed eliminazione dalla Coppa Italia, in cui l’anno prima la Sampdoria era stata finalista. Ultima tappa, 5 dicembre, batosta contro il Milan al Meazza, un 3-0 maturato dopo appena 23 minuti. Altre tifoserie, in occasioni simili, avrebbero fatto fuoco e fiamme. I sostenitori blucerchiati, invece no. Arrivati a Milano in duemila, hanno cantato per tutta la partita, anche sul 3-0. Non applaudivano la gara, ovviamente, ma la squadra e la società. Perché la Sampdoria, per gran parte di questo campionato, ha fatto vedere il miglior calcio della stagione, giocando meglio di squadre costate cinque volte di più. Giocava bene, vinceva, dava l’immagine di una squadra giovane e sfrontata, molto simile a quella che vinse uno scudetto e fu protagonista di un ciclo indimenticabile, a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta. La Sampd’oro. Oggi il sapiente meccanismo fatto di campioni (Cassano, Pazzini, Palombo), giocatori rigenerati (Mannini e Ziegler) e giovanissimi (Poli, Cacciatore) si è inceppato. E se è vero che i tifosi della Sampdoria sono speciali, e che esiste ancora quello “stile Samp” di cui Paolo Mantovani era orgoglioso, è anche vero che molti sono comunque preoccupati, nervosi. Le voci di questi tifosi delusi, nei giorni scorsi, si sono sentite, nelle trasmissioni come nei forum sui siti. Anche per questo era stata lanciata da alcuni tifosi l’idea di darsi appuntamento al Mugnaini di Bogliasco. Non per contestare, ma per fare quadrato e fare sentire alla squadra che l’ambiente era compatto e pronto a ricominciare a camminare di buona lena. Una bella iniziativa, ma il siparietto di Cassano ha parzialmente guastato la festa e ha rischiato di dare all’esterno l’immagine di un ambiente nervoso e spaccato (fatto che, a quanto trapela dallo spogliatoio, non corrisponde alla realtà). Insomma, il Cassano comunicatore, così divertente ed efficace quando scrive libri, in questo caso ha commesso un autogol. Dopo il fuori programma, Cassano ha spiegato di avere equivocato le parole del tifoso. Lui aveva detto “Non fare il permaloso”, perché lo vedeva correre lontano, e lui ha capito “Sei un pauroso”. Da uomo a sangue caldo qual è Cassano, cresciuto nelle strade di Bari Vecchia, si trattava un insulto che non poteva accettare. Non solo. Cassano non è un freddo, ma un ragazzo passionale. Se ha scelto la Samp, rinunciando a una parte consistente dello stipendio che percepiva al Real Madrid, è perché si è innamorato dell’ambiente. Se non ha mai esercitato la clausola che gli consente di svincolarsi e andare a giocare dove gli pare (magari dove può disputare la Champions e guadagnare di più), è perché a Genova ha trovato la serenità, un amore, una casa. Per questo soffre particolarmente le contestazioni: da chi ti apprezza fanno più male. Dicono anche che Cassano non sia più lui da quando ha capito definitivamente che Lippi non lo chiamerà per i Mondiali in Sudafrica. Non è bastato farsi “massacrare” le caviglie in silenzio ogni settimana dal difensore avversario di turno. E neanche mettere in archivio le “cassanate” contro arbitri e allenatori. E neppure iniziare ad allenarsi prima dei compagni, in estate per farsi trovare tirato a lucido a inizio campionato. Niente azzurro. La delusione è stata terribile. Ma proprio per questo Cassano ora dovrebbe reagire mostrando nella Sampdoria quello che solo lui sa fare. Lui è una bandiera della Sampdoria e dei suoi tifosi, il vicecapitano, il gioiello più scintillante che i blucerchiati abbiano visto sul prato di Marassi da molti anni a questa parte. E un simbolo come lui deve accettare se qualcuno lo mette in discussione, a fronte di una tifoseria compatta che lo adora e lo applaude anche quando non è in giornata.


L'ITALIANO