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Giornale autofinanziato del Politecnico di Bari

Numero 0 - Maggio 2010

Mobilitazioni

Editoriale Il mondo universitario sta cambiando ma, sfortunatamente, non tutti se ne accorgono. Per questa ragione vogliamo, prima di tutto, dare un senso alle nostre azioni e spiegarne il motivo, affinché la nostra voce non resti inascoltata o, più semplicemente, incompresa. Per questo nasce LINKASTRO, un giornale totalmente autofinanziato, libero e che abbia come obbiettivo un'informazione oggettiva e critica su tutte le problematiche che interessano gli studenti universitari ed in particolare gli studenti del Politecnico di Bari. L‟alternativa c‟è ed è davanti ai vostri occhi, e adesso è nelle vostre mani. Continuerete a farvi scegliere o finalmente sceglierete?

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gni riform a della scuola e ogni governo ha sempre portato gente in piazza. Gente che, all'ora di pranzo, era comodamente seduta attorno ad un tavolo nella propria casa; ma oggi qualcosa è cambiato, il vento fischia ancora più forte e questo maggio è più caldo di quanto sembri. Il malcontento per la riforma Gelmini ed i tagli della 133 portano il 17 novembre „09 la popolazione studentesca ad esprimere il proprio totale dissenso per le strade cittadine; nel frattempo proseguono assemblee dei ricercatori e degli studenti, ma tra questi non vi è mai un punto d‟incontro. La presa di coscienza del popolo studentesco aumenta e, facendosi carico di un'

Polisound

Link Politecnico

Sommario Mobilitazioni

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Udu - Link

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Continua la serie di concerti dove si deciderà chi fra i concorrenti parteciperà al Polisound

La Nota Stonata Pag. 2 Magliette Link

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L’Altrariforma

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Acqua bene comune

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Contatti

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onerosa responsabilità, il 27 Aprile, durante un'assemblea tenutasi a Scienze Politiche, gli studenti decidono di occupare la facoltà, trasformandola in un laboratorio politico, pur non intralciando lo svolgimento delle lezioni. La voglia di creare una riforma che parta dal basso diventa motore della mobilitazione, contrastando la disinformazione che vuole dipingere gli studenti come "facinorosi"; nessuno sapeva cosa volesse dire occupare una facoltà e in molti ci vedevano come un gruppo di nostalgici che voleva giocare al '68; ma la voglia di cambiare è riuscita a tenere occupata una facoltà come Scienze Politiche per 21 giorni. I sogni del movimento erano troppo grandi per essere contenuti fra le quattro mura di una singola facoltà, così l'occupazione è stata estesa al Dipartimento di Matematica. Non siamo delle pantere ma "semplici" studenti che sono riusciti a trascinare nel movimento, persino le università di Catania, Siena e Torino, dove sono state occupate intere facoltà. Sono stati

Vieni, Vota e Divertiti...

21 giorni in cui l'"Università degli Studenti " ha collaborato con realtà esterne, con le più importanti testate giornalistiche e non solo, e ha portato a casa grandi risultati. La protesta è culminata il giorno 18 Maggio, quando il movimento ha preso possesso dell'Ateneo, bloccando ogni attività didattica e amministrativa e costringendo il Rettore, fino ad allora indifferente alle svariate forme di protesta, ad un confronto pubblico con gli studenti. Nel contempo i Ricercatori di tutta Italia, lo stesso giorno, occupavano simbolicamente i Rettorati in segno di protesta nei confronti di un Ddl che svilisce la figura del ricercatore a semplice portaborse. Anche il Politecnico di Bari si è reso portavoce di questa protesta: venerdì 21 Maggio i ricercatori e gli studenti si sono riuniti nell'atrio del Politecnico in assemblea generale per dire „no‟ al Ddl e ai tagli della 133 minacciando il blocco della didattica dal prossimo anno accademico. Questo comporterebbe un grande disagio per il nostro Ateneo visto che, come ben sappiamo, la maggior parte dei corsi è tenuta da ricercatori. Molti studenti hanno partecipato all'assemblea esprimendo il loro dissenso nei confronti della riforma e la loro completa solidarietà a chi, come noi, combatte in prima linea per la salvaguardia della didattica e dell'università pubblica. In tal senso ci auspichiamo che la quasi totalità della popolazione studentesca si unisca nella protesta con partecipazione attiva, perchè ci vogliono ignoranti, ma ci avranno ribelli. Clara Gentile Claudio Cesaroni


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LINKastro

La Nota Stonata

egli ultimi mesi ha tenuto banco, nei vari consi gli, l‟adeguamento alla “famosa” nota 160, con la quale il Ministero è intenzionato ad aumentare i parametri necessari all‟attivazione di corsi e curricula. A parte i tecnicismi e le formule, è giusto sapere cosa è questa nota. Anzi, cosa non è. Non è una legge ma solo una bozza che va ad integrare la riforma Gelmini, utilizzata, però, come minaccia per i vari Atenei italiani, in quanto, un non adeguamento a questa nota, qualora venisse approvata, comporterebbe un taglio del finanziamento alle Università, già in forte crisi, negli anni a venire. La scelta adottata dal nostro Politecnico è stata quella di adeguarsi comunque, e questo ha portato a una diminuzione drastica dei curricula e degli indirizzi per tutti i corsi, la minaccia del numero chiuso per i corsi più scelti del nostro ateneo (un problema risolto per quest‟anno ma con il serio rischio che risorga l‟anno prossimo) e il sacrificio di Foggia ormai incanalata verso una chiusura totale (rimarrà un singolo corso triennale). Senza entrare nelle questioni dei singoli corsi, si pone un problema che ormai è diventato generale per tutto il mondo accademico: i tagli della 133, il ddl Gelmini e la nota 160 sono parte di un pr og etto d i smante llam ento dell‟Università Pubblica, che ha fortemente ridimensionato l‟offerta formativa del Politecnico, così come di tutte le università, riducendo notevolmente la possibilità di una scelta più vicina alle richieste degli studenti. Dopo lunghe discussioni e tantissimi incontri, dopo aver portato tutto il nostro dissenso negli organi, abbiamo lottato per non attivare il numero programmato nei corsi più numerosi (L3 Meccanica, Gestionale e altri), cercando di salvare anche l‟offerta formativa della sede di Foggia, che pur-

troppo non è stata possibile per varie logiche di strategie e interessi. Inoltre, ci siamo sempre espressi in maniera che, se un adeguamento a questa nota (che non ha valore di Legge) ci deve essere, non può che essere accompagnato da un forte dissenso in tutte le sedi decisionali, da parte del Rettore, dei Presidi e di tutto il mondo accademico nei confronti di queste storture che il Ministro Gelmini ha portato nell‟Università. Un dissenso che è emerso fra gli addetti ai lavori, ma che deve arrivare a tutti, soprattutto agli studenti, in maniera che possano capire la gravità della situazione. I problemi sorgeranno già dall‟anno

“Noi comunque continueremo a monitorare e farci sentire quando lo riterremo opportuno, e siamo sempre a disposizione per chiarimenti e spiegazioni” prossimo: si fa strada l‟idea di chiusura di altri corsi (disegno industriale è a forte rischio e solo la mobilitazione spontanea degli studenti ne ha impedito la chiusura quest‟anno stesso), si avrà una perdita di indirizzi nei corsi, con specialistiche secche o al massimo con un paio di esami di differenza, la probabile introduzione del numero programmato in molti corsi e l‟abbassamento del numero dove già previsto, che limita la possibilità di iscriversi per chiunque voglia intraprendere il percorso per diventare ingegnere o architetto. Come Link abbiamo portato le rivendicazioni

Magliette Link “E' nell’indifferenza che un uomo, un uomo vero muore davvero” Taglie: M - L - XL

degli studenti negli organi dove eravamo presenti perché crediamo che solo una visione d'insieme del problema possa portare a soluzioni concrete nel piccolo e che al fianco dei problemi strettamente attinenti ai singoli corsi di Laurea bisogna affrontare le tematiche più generali. Ormai l'offerta formativa per l'anno prossimo è stata definita, ha delle pecche che non abbiamo evitato di sottolineare, ma alla fine è stato fatto un lavoro di cooperazione con tutte le parti. Noi comunque continueremo a monitorare e farci sentire quando lo riterremo opportuno, e siamo sempre a disposizione per chiarimenti e spiegazioni, che in un articolo sono troppo lunghi da affrontare dettagliatamente. Francesco Lorusso

Passaggio da Udu a Link A Bari è tramontato il sole A Bari brillano le stelle

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bbiamo sempre creduto nel progetto del sindacato studentesco, l'abbiamo sempre difeso dall'inizio della nostra storia territoriale, così come abbiamo sempre difeso l'idea di una rappresentanza eterogenea e plurale in cui ci fosse un dibattito costante sulle linee politiche nell‟ambito delle regole della democrazia sindacale. Non riconoscendo, così, la legittimità del congresso svoltosi nel mese di maggio dello scorso anno, abbiamo fatto una scelta condivisa all'unanimità da tutta l'allora UDU BARI: INTRAPRENDERE UN'ALTRA STRADA. Abbiamo terminato la nostra esperienza con l'Unione degli Universitari ed intrapreso il percorso costituente di LINK, investendo fin da subito tutte le energie per costituire un coordinamento universitario e la discussione di una rete con gli studenti medi, gli studenti dell'AFAM e i dottorandi. Visita il nostro sito

Costo: 5, 50 euro Come averla? Contattaci nelle nostre aulette o all'indirizzo info@linkbari.it, specificando la taglia richiesta e, eventualmente, la facoltà di riferimento.

www.linkbari.it linkpoliba@gmail.com


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Giornale autofinanziato del Politecnico di Bari

L’Altrariforma "Voi non siete capaci? Ci pensiamo noi" Gli studenti uniti in un'idea comune, libera e democratica dell'Università italiana

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li anni passano, i Governi cambiano, ma le carte in tavola sono sempre le stesse. Quanti Ministeri hanno parlato di riforma dell'Università, cambiamenti radicali, diritto allo studio, progresso? Negli ultimi vent'anni, queste belle parole le abbiamo sentite tante volte, forse troppe. Dopo l'ennesima prova di incompetenza da parte dell'ennesimo Governo, è arrivato il momento di far capire che noi studenti non siamo capre ignoranti, buone solo a star sedute in delle aule a prendere appunti, ad affannarci per dare esami, disposte a restare in silenzio mentre i nostri futuri vengono barbaramente distrutti da chi, oggettivamente, non ha le capacità per decidere quale sia la strada giusta da seguire o meno. Dopo manifestazioni, presidi, assemblee, a seguito delle quali gli studenti sono stati accusati di essere meramente ideologici o demagogici, ad una palese mancanza del Ministero della Pubblica Istruzione, evidentemente inadatto per sviluppare un qualsivoglia progetto, è stato contrapposto un qualcosa di diverso, alternativo: l'ALTRAriforma. Questo documento, interamente ideato da studenti, non rivendica nulla di fantascientifico; presenta, invece, semplici punti basilari per un corretto andamento degli atenei, come il diritto allo studio concreto, una maggiore rappresentanza di NOI studenti all'interno delle decisioni degli atenei ed una regolamentazione sui bilanci delle varie Università, troppo spesso soggetti ai voleri di baronati et similia. Contrariamente all'accezione che i nostri politici danno alle parole "diritto allo studio", caratterizzata molto spesso dall'ambiguo concetto di meritocrazia, crediamo, così come afferma la Costituzione, che non si possa assolutamente limitare chi non ha mezzi e possibilità economiche a vedere l'università solo come un bel sogno. Per questo motivo, i punti principali sul diritto allo studio dell'ALTRAriforma parlano della copertura totale delle borse di studio e piani di costruzione per case dello studente mediante finanziamenti da parte delle Regioni ( in Puglia, solo poco più della metà degli studenti aventi diritto ad una borsa di studio la riceve effettivamente ) e convenzioni sui trasporti per gli studenti pendolari. Si parla dell'abolizione del prestito d'onore, considerato un modo in cui il merito viene conseguito mediante pagamenti e grazie al quale è quasi certa la

possiblità di indebitamento da parte di uno studente. Inoltre si chiede la sacrosanta regolamentazione delle borse parttime e delle borse per i dottorandi, molto spesso trovatisi a dover tenere lezioni o addirittura interi corsi a titolo gratuito, mentre il docente strutturato di turno si riposa beatamente. Altri punti sono rivolti all'istituzione di fondi devolubili alle Borse Erasmus, agli studenti dell'ultimo anno delle scuole superiori per aiutarli nella loro scelta futura, agli studenti le cui condizioni reddituali sono cambiate nel corso dell'anno a causa della crisi economica o utilizzabili per la creazione di carte studentesche valide per l'accesso alle attività culturali. Per quanto riguarda, invece, la parte della Governance e della rappresentanza studentesca, come primo punto si afferma di non permettere, nella maniera più assoluta, la partecipazione di esterni, che siano enti locali o privati, nella gestione dell'università, visto e considerato che le questioni trattate, soprattutto nei consigli di amministrazione, riguardano l'università e nessun altro. Tra gli altri punti si parla di un aumento della percentuale di studenti negli organi decisionali, l'approvazione dello Statuto degli studenti e delle studentesse e del codice deontologico ( volto ad impedire l'assegnazione

In definitiva, il concetto che si vuol portare avanti è che l'ALTRAriforma nasce da una voglia da parte degli studenti di gridare "BASTA" di una qualunque carica qualora fossero presenti legami di parentela), si richiede una componente studentesca quantomai giusta nei processi di valutazione dei servizi per gli studenti stessi e la periodica possibilità di svolgere assemblee con sospensione delle lezioni, in modo tale da far partecipare tutti gli studenti. Tra l'altro, è presente fra i punti l'introduzione di istituti di democrazia diretta, come il Referendum studentesco e l'allargamento dell'elezione del Rettore anche agli studenti, calcolata con voto ponderato. Inoltre, si invoca ad una precisa e chiara definizione degli incarichi del consiglio di amministrazione

e del Senato Accademico, (svuotato del proprio compito dal disegno di legge Gelmini) e l'abolizione del CNSU. Per chi non lo sapesse, il CNSU, è un organo meramente consultivo che, spesso e volentieri, viene ignorato dal governo, divenendo, di fatto, un'occasione per il rappresentante eletto di turno di percepire il gettone di presenza. L'ALTRAriforma prevede, invece, l'istituzione di una vera conferenza nazionale studentesca, composta da 1, 2 o 3 rappresentanti di ogni ateneo, pronta a partecipare nelle commissioni ministeriali o parlamentari quando si parla di Università. Prendendo in considerazione l'ultima parte del documento, quella sui finanziamenti, i punti rivendicano, in primis, l'abolizione dei tagli della legge 133/08 e il finanziamento dell'università da 8 026 a 11 512 dollari per studente (media Ocse). Inoltre si sente il bisogno di regolamentare la figura dello studente a tempo parziale, con effetti sul piano di studio e sulla tassazione. In ultimo, ma non per importanza, la questione della ripartizione dell'FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario), assegnato, tutt'oggi, sulla base di criteri punitivi che non fanno altro che aumentare il deficit delle università "più deboli". In definitiva, il concetto che si vuol portare avanti è che l'ALTRAriforma nasce da una voglia da parte degli studenti di gridare "BASTA" al progressivo smantellamento dell'università e dalla necessità di presentare qualcosa di concreto, semplice ed applicabile alle nostre leggi. Ci provassero ora a dire che siamo solo ideologici. Andrea Rizzo


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Acqua bene comune

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l Forum Italiano dei Movimenti per l‟Acqua, costituito da centinaia di comitati territoriali che si oppongono alla privatizzazione, insieme a numerose realtà sociali e culturali, ha deciso di promuovere 3 quesiti referendari, depositati presso la Corte di Cassazione di Roma mercoledì 31 marzo 2010. Sosterranno tale iniziativa anche diverse forze politiche. Da sabato 24 aprile è iniziata la raccolta delle firme; in tre mesi dovremmo arrivare almeno a quota 500.000 per poter richiedere i referendum. I banchetti per la raccolta delle firme saranno allestiti su tutto il territorio nazionale. I tre quesiti vogliono abrogare la vergognosa legge approvata dall‟attuale governo nel novembre 2009 e le norme approvate da altri governi in passato che andavano nella stessa direzione, quella di considerare l‟acqua una merce e la sua gestione finalizzata a produrre profitti. Il primo quesito vuole abrogare l‟affidamento della gestione del servizio idrico a soggetti privati o a società a capitale misto pubblico-privato. Con il secondo quesito si cerca di qualificare più compiutamente il percorso referendario come relativo al tema dell‟acqua. Infatti l‟art 23 bis (primo quesito) non riguarda nello specifico il solo settore idrico. Ci si pone come obiettivo quello di intervenire sul problema della gestione diretta del servizio idrico, attraverso forme societarie che siano idonee a svolgere una funzione sociale. Con il terzo quesito si elimineranno i profitti dal bene comune acqua; si tratta in questo caso di abrogare poche parole, ma di grande rilevanza simbolica e di forte e sostanziale concretezza. La norma che si vorrebbe abrogare è quella che consente al gestore di fare profitti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio.

Chiunque volesse sostenere il referendum può recarsi presso i banchetti allestiti appositamente: Giovedì 27, NOTTE BIANCA (Campus), dalle ore 20 Claudio Cesaroni

La notte bianca degli studenti 27 MAGGIO - CAMPUS UNIVERSITARIO

MUSICA / ARTE / CULTURA / CINEMA / MOSTRE FOTOGRAFICHE / INSTALLAZIONI VISIVE / VIDEOPROIEZIONI / DANZA

.... e I MINISTRI!

Contatti Link Politecnico: Andrea Rizzo: Clara Gentile: Claudio Cesaroni: Fabrizio Panzarini: Francesco Lorusso: Francesco Valentini:

080/5963232 340/5476237 329/0112066 339/2463827 328/3373387 340/0633464 333/9318218

linkpoliba@gmail.com andrearizzo90@hotmail.it frankielorusso87@hotmail.it psoces@tin.it fabriziopanzarini@gmail.com claragen@libero.it francescovalentini90@hotmail.it

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