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Giornale autofinanziato del Politecnico di Bari

Febbraio 2010

Architettura 2011, l’Odissea continua...

Editoriale 25 Novembre, sette di mattina. L'aria è diversa rispetto agli altri giorni, si sente, già dall'ingresso, che qualcosa è cambiato. Appena entrati, nell'atrio coperto tanti striscioni capeggiano sulle balconate. Ma ce n'è uno più grande di tutti. Recita: Ingegneria occupata. L'atrio è stranamente pieno per l'orario. Tutti passano, si fermano, si chiedono cosa sia successo. Alcuni sono contenti, altri si arrabbiano, alcuni si complimentano, altri ancora cercano di provocare. Non riuscendoci. Del resto, il loro ruolo è anche quello. Dentro e fuori, volti segnati da una notte svegli e dalla consapevolezza che, nonostante li sforzi appena passati siano parsi esorbitanti, nulla è ancora terminato, anzi, tutto sta per cominciare. E così è stato. Da quel giorno, a Bari, si inizia e si prosegue un percorso che in tutta Italia in quel momento stava nascendo. Continua a pagina 2 ->

Sommario Architettura 2011, Pag. 1 l’odissea continua Editoriale

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Un autunno molto Pag. 2 caldo Proposta tasse

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Erasmus

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I

l 24 novembre 2010 il Preside di Architettura, assieme ai docenti ed un copioso numero di studenti, ha inaugurato il 20° anno accademico della Facoltà. La tanto attesa nuova sede è, quindi, finalmente arrivata! Peccato, però, che la suddetta, già da quanto si vede all’esterno, sia a metà strada tra un edificio in cantiere e un rudere abbandonato alle intemperie. Il primo elemento allarmante è l’accesso alla struttura: non solo non c’è una rampa per disabili né un’entrata a norma, ma neanche una strada! Una volta entrati (finalmente) nella struttura sembra tutto perfetto, tutto nuovo e pulito. Ad un certo punto, però, ci si rende conto che su ben 5 piani non c’è uno spazio adeguato per far studiare gli studenti. Le uniche cose che troviamo sono uffici, aule ed una biblioteca quasi sempre chiusa. La prima cosa che abbiamo pensato, entrando, è quindi stata “ma su 5 piani, possibile che non si poteva creare uno spazio simile a “mostra progetti”? Come se ciò non bastasse, non appena terminate le lezioni, le aule vengono chiuse come dei fortini per custodire chissà cosa, rendendo ancora più difficile trovare un posto in cui studiare. Con grande sconforto, quindi, prendiamo i nostri 10 kg di zaino e andiamo nella vecchia e fidata Ingegneria, nonostante ora ci sia una palazzina di 5 piani fatta appositamente per noi studenti. La nostra sede,

quindi, non è altro che una struttura di facciata, un finto traguardo raggiunto dopo anni di sacrifici che ci ha solo liberato dai disagi delle aule di Celso Ulpiani ma che, per il resto, ha creato solo spazi comodi per docenti e ricercatori. Noi studenti non abbiamo spazi ricreativi, non abbiamo luoghi di studio, non abbiamo una biblioteca che fornisca servizi adeguati e le aule iniziano già a risentire dei prezzi di costruzione davvero bassi. Si notano, inoltre, imprecisioni negli impianti che portano ad avere già macchie di muffa sui soffitti o la metà dei bagni in disuso. Per questo motivo, la mattina dell’inaugurazione, un gruppo di studenti e rappresentanti di Architettura e Disegno Industriale, tra cui noi di Link Politecnico, ha deciso di manifestare contro questa finta inaugurazione, chiedendo di posticipare l'evento al momento in cui i lavori fossero terminati ed i problemi risolti. Quella mattina abbiamo messo dei cartelli di pericolo, mostrando esplicitamente tutte le mancanze della nuova sede e abbiamo distribuito volantini che mostravano le problematiche della Facoltà e il disagio degli studenti. Il messaggio forte, e forse insolito per le abitudini della nostra Facoltà, è stato recepito tanto dagli studenti quanto dai professori, ma anche da giornalisti lì presenti che hanno dato voce alla nostra iniziativa attraverso articoli di giornale. La voce della protesta è stata il tema fondamentale anche dell’intervento ufficiale del rappresentante degli studenti durante l'inaugurazione. Il rappresentante ha letto un documento sottoscritto da tutte le associazioni studentesche in cui sono presenti sia riferimenti alla buona offerta didattica della Facoltà, sia aspre, ma sacrosante, critiche, sollevate dagli studenti, nei confronti del sistema verticistico che impedisce un incontro più democratico tra docenti e popolazione studentesca. E’ giusto festeggia-

re il nuovo anno accademico e l’apertura della nuova sede, ma è altrettanto legittimo pretendere delle risposte, dal Preside Claudio D’ Amato Guerrieri, su: -L’esiguo numero d’esame all’anno;

di

appelli

-Il sistema dello sbarramento tra primo e secondo ciclo comunemente inteso come “sbiennamento”; - L’ i l l e g i t t i m a r ic h i e s t a d i un’ulteriore tassa di 120€ per l’accesso al laboratorio di tesi, che dovrebbe permettere ai tesisti di restare nella struttura qualche ora in più rispetto al comune orario di chiusura della Facoltà;

-Chiarire una volta per tutte la funzione dei Regolamenti Didattici che vengono annualmente redatti ma che cambiano di anno in anno il piano di studi degli studenti attraverso norme retroattive che creano confusione ed ingiustizie. La situazione che costantemente avvertono gli studenti della Facoltà di Architettura di Bari è inequivocabilmente precaria ed è quella che molti studenti decidono di accettare in silenzio, sia per un senso di sfiducia ormai diffuso che per paura. L’augurio è quello di poter partecipare ad una vera inaugurazione e di brindare tutti insieme al plenilunio per un effettivo nuovo inizio. E’ tempo di una presa di posizione da parte di tutti gli studenti! E’ tempo di alzare la testa e pretendere un cambiamento!

Daniele Fiore e Roberta Valenzano


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LINKastro

Un autunno molto caldo

E

ra da prima dell'estate che si sapeva che questo autunno sarebbe stato molto più caldo di quanto ci si sarebbe mai aspettati. Il motivo, credo, ormai è noto a tutti. Nel 2008, i tagli della manovra finanziaria Tremonti, hanno iniziato un preciso ed efficace processo di smantellamento dell'Università Pubblica, proseguito con il disegno di legge Gelmini, ormai tramutato in legge dal Parlamento. All'interno del nostro Ateneo, la protesta dei ricercatori del mese di luglio ha lasciato qualcosa di profondo, il segno che la lotta non è più solo degli studenti, ma anche dei professori o dei dottorandi,

“Link Politecnico prende onori e oneri e si fa apripista di questa battaglia nella nostra città” accortisi della barbarie messa in campo dal Ministro della Pubblica Istruzione. Il nuovo hanno inizia in maniera diversa, in tutte le città d'Italia c'è un'atmosfera più dinamica del solito. A Roma, la Facoltà di Ingegneria della Sapienza viene occupata appena iniziato l'anno accademico. Le mobilitazioni di ottobre e di novembre sono molto più partecipate, ognuno scende in piazza con la consapevolezza che la battaglia che si sta portando avanti è contro un nemico molto forte. L'8 ottobre ed il 17 Novembre sono solo due esempi in cui il movimento, in particolar modo barese, ancora allo stato embrionale, inizia a prendere forma, in piazza, supportato dalle urla corali di studenti e lavoratori.

Editoriale

Proprio la nostra Facoltà è stata il fulcro della vera e propria nascita del movimento a Bari quando, il 25 Novembre, lo stabile della Presidenza della prima facoltà di Ingegneria, viene occupato da un gruppo di studenti e studentesse. Questi studenti, consapevoli di quello che stava succedendo, decidono per un gesto forte, che mai nessuno aveva osato nel nostro Ateneo, per far capire quanto non fossero intenzionati a restare passivi di fronte al furto del loro futuro. Link Politecnico prende onori e oneri e si fa apripista di questa battaglia nella nostra città. Un gesto rischioso, che può aver portato anche dei disagi, ma che è servito a dare risalto a queste dinamiche che condizionano la vita di studente, troppo spesso ignorate o supinamente accettate da chi dovrebbe tutelarci. Centinaia di studenti, non solo del Politecnico ma anche di Farmacia, Geologia, Agraria ed altri, vengono da noi, nei giorni dell'occupazione, per informarsi e per scendere in piazza insieme. Nascono cortei spontanei dal campus per la città, vengono partorite idee per andare avanti. E' nato, di fatto, il movimento a Bari. Il 30 Novembre, una delle più grandi giornate di mobilitazione per quanto riguarda il panorama nazionale, a Bari si svolge un grande corteo che crea non pochi disagi, bloccando le arterie principali della città. Alla fine del corteo, il movimento decide di ampliare il suo raggio d'azione e si divide nelle Facoltà di Agraria e Giurisprudenza e nel Rettorato del Politecnico. Nel frattempo, in tutt'Italia le mobilitazioni studentesche si espandono a macchia d'olio. Città come Roma, Torino, Milano, Bologna, in certi giorni sem-

brano infiammare. Bari non è da meno, anche qui siamo riusciti a dimostrare che uno studente non è solo una macchina da studio come avrebbero voluto imporci, che l'università non può e non deve essere un esamificio in mano a qualche privato e che la conoscenza non è una merce da poter barattare. La mobilitazione ha avuto grandi momenti di risalto mediatico, e lunghi periodi di analisi e preparazione, che spesso non vengono considerati ma che sono anche più importanti della semplice manifestazione pubblica. Adesso si apre una fase ancora più delicata, la battaglia giorno per giorno, negli organi e nelle città, per contrastare le conseguenze della Gelmini. Noi continueremo nel silenzioso lavoro di ogni giorno, è finito il tempo della grande attenzione, ora è il tempo di agire e lottare ancora più di prima. Abbiamo avuto il plauso delle istituzioni del Politecnico, l'appoggio dei lavoratori,

“Adesso si apre una fase ancora più delicata, la battaglia giorno per giorno, negli organi e nelle città, per contrastare le conseguenze della Gelmini” un grande aiuto dagli studenti, e questo è un validissimo motivo per continuare. E noi non ci tiriamo indietro, finché avremo la consapevolezza di andare nella direzione giusta. Francesco Lorusso

(continua da pagina 1)

Come a Bari, anche a Roma, Pisa, Firenze, Trieste, Padova, Cagliari e Palermo, un' Italia interna esprimeva con forza le proprie ragioni, riguardo ad un futuro che non hanno ma che vogliono avere e con il quale nessuno ha il diritto di giocare. Nella facoltà occupata, non tutto rimane statico: iniziano le prime assemblee di gestione, organizzative; si instaurano gruppi di lavoro dai quali poi nascerà una vera e propria proposta alternativa alla tassazione che il Politecnico ha imposto per quest'anno. Dopo il primo giorno di assestamento, finalmente, persone estranee all'associazione che ha, di fatto, occupato si uniscono alla lotta: la protesta si allarga ed il simbolo Link cade, si diventa tutti occupanti e si stilano documenti firmati col nome di INGEGNERIA OCCUPATA. Gli occupanti ormai non sono più solo Ingegneri, ma anche Architetti, Farmacisti, Biologi, Geologi, Linguisti, Umanisti. Il Politec-

“Il nostro tempo è qui e comincia adesso. Di buttarlo via non ho alcuna intenzione” nico assiste a ciò che, di fatto, è la prima occupazione che questo luogo abbia mai visto. Ormai a Bari , grazie alla nostra molla, è scattato qualcosa, gli studenti medi si organizzano e occupano le scuole, impazzano le

assemblee e nelle riunioni di gestione degli occupanti si capisce che sta nascendo qualcosa di grande. Il movimento decide di arrivare ad un percorso unitario e, dopo una coinvolgente manifestazione per le vie della città, gli studenti in mobilitazione decidono di occupare la Facoltà di Agraria e il Rettorato del Politecnico. Vedete, certi atti di forza non nascono da un giorno all'altro per qualche capriccio dei singoli, non nascono da sciocche ripicche nei confronti di qualcuno che, dall'alto, decide delle nostre vite senza nemmeno prendere in considerazione fattori fondamentali per la vita di ognuno di noi. Un movimento nasce da esigenze collettive, da spiriti che non ne possono più di vedere la propria laurea perdere valore giorno dopo giorno, da gruppi di persone che non riescono a chinare la testa dinnanzi alle ingiustizie che colpiscono loro stessi e, soprattutto, gli altri. Se mi chiedessero

perché, dopo tante sconfitte, continuo a lottare, non sono certo della risposta. La forza di continuare ad andare avanti nonostante l'approvazione di una riforma come quella da poco passata al Parlamento è un qualcosa mosso da sentimenti che vanno oltre il razionale. Probabilmente, a questa domanda risponderei semplicemente: il nostro tempo è qui e comincia adesso. Di buttarlo via non ho alcuna intenzione. Andrea Rizzo


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Giornale autofinanziato del Politecnico di Bari

In gruppo (di lavoro) si vince

P

olitecnico di Bari - 16 Novembre. Il sindacato studentesco Link lancia un’assemblea nell’atrio coperto per illustrare i punti principali della riforma Gelmini e gli effetti di quest’ultima sull’Università Pubblica, uniti alla manovra finanziaria del 2008. Al termine dell’assemblea, durante la quale si era parlato anche del nuovo regolamento di tassazione del Politecnico, viene lanciato un gruppo di lavoro. Il fine di questo gruppo è quello di creare una proposta tasse alternativa, collettiva e non limitata al lavoro di alcuni componenti di una sigla studentesca. La proposta tasse, in seguito elaborata, non è frutto del lavoro di un'associazione, ma espressione del volere della popolazione studentesca della quale noi ci facciamo portavoce. E' una proposta tasse studiata in un gruppo di lavoro, privo di simboli, da quella parte di studenti che, come noi, crede che un buco di bilancio, seppur dovuto per la stragrande maggioranza ai tagli di un governo da noi contestato, non possa e non debba colpire gli studenti e le famiglie più deboli. In una Università dove gli spazi-studio scarseggiano, dove i laboratori funzionano raramente, dove le esperienze di formazione non sono propriamente quelle che ci aspetta da un Politecnico, dove il diritto allo studio diventa sempre più élitario, dove vediamo sempre più borsisti e sempre meno vincitori e dove lavorare

“La politica di serietà e trasparenza portata avanti dal nostro Politecnico ha espresso, attraverso la figura del Magnifico Rettore, l'apertura nei confronti di una proposta tasse che partisse dal basso. Noi, come tutti gli studenti, ci auguriamo che questa non sia la solita mera pubblicità alla quale la nostra classe politica e, più in generale, il nostro paese, ci hanno abituato negli ultimi anni”

a nero per pagarsi gli studi è sempre più necessario, non si può approvare una proposta tasse che prevede un surplus del 50% o addirittura, del 100% per i fuoricorso appartenenti a ciascuna fascia di reddito. Riteniamo inaccettabile che si debba colpire indistintamente questa categoria di studenti, eliminando, tra l'altro, la figura di studente lavoratore ed inglobandola in quella, per nulla identica, di studente part-time. L'analisi del gruppo di lavoro, proseguita durante l'occupazione della I Facoltà di Ingegneria, ha portato alla formulazione di nuovo regolamento tasse, tramite una precisa raccolta di dati ed un impegno ferreo e continuo, che, qualora non venisse preso in considerazione, deluderebbe le aspettative di molti. La politica di serietà e trasparenza intrapresa dal nostro Politecnico ha espresso, attraverso la figura del Magnifico Rettore, l'apertura nei confronti di una proposta che partisse dal basso. Noi, come tutti gli studenti, ci auguriamo che questa non sia la solita mera pubblicità alla quale la nostra classe politica e, più in generale, il nostro paese, ci hanno abituato negli ultimi anni. Claudio Cesaroni

Erasmus, esperienza formativa Ogni studente che sceglie di studiare all'Università lo fa per un motivo diverso. La maggior parte degli studenti scelgono il loro percorso di studi in base ai propri interessi, in base alle proprie preferenze e con la volontà di intraprendere un arricchimento culturale da poter sfruttare all'interno del mondo di lavoro in futuro. Ogni Ateneo offre, oltre al normale percorso formativo, la possibilità di studiare, per un determinato periodo, in un paese estero, proseguendo, comunque, il proprio piano di studi. L'Erasmus, appunto. Questa è un'esperienza che può rivelarsi molto formativa in quanto offre opportunità davvero invidiabili per ampliare il proprio bagaglio culturale. Ad esempio, vi sono sedi convenzionate che, nelle varie località, vengono ritenute formative per le esperienze di interfacciamento con strutture interne all'ateneo molto ben sviluppate e in collegamento con le aziende del territorio. Le tesi sono sperimentali e quindi hanno un alto valore formativo. Questi sono solo alcuni dei punti salienti per i quali scegliere di studiare in Erasmus. Il Politecnico di Bari, all’interno del Lifelong Learning Programme (LLP)/ ERASMUS della Unione Europea, bandisce borse per incentivare la mobilità studentesca interuniversitaria Europea. Possono fare richiesta sia studenti che dottorandi con una media voto di 24/30 o con un voto di laurea triennale minimo di 88/110. Non è consentita la mobilità al primo anno della laurea triennale. Gli iscritti alla laurea triennale dovranno aver sostenuto almeno 42 crediti prima della partenza. La durata della borsa varia da un minimo di 3 mesi ad un massimo di 12 mesi. Ovviamente, i richiedenti vengono inseriti in graduatoria anche in base al percorso di studi che propongono alla commissione. Per informazioni più approfondite non esitate a contattarci sul Forum del Politecnico di Bari su Facebook. Vi daremo tutte le informazioni richieste riguardo il bando di concorso. Ricordiamo che il termine per inviare la richiesta è il 22 Febbraio 2011. Link Politecnico

Rubrica: CHIEDILO A LINK Parte la rubrica "Chiedilo a Link" grazie alla quale ognuno di voi avrà la possibilità di scriverci per esprimere le proprie perplessità riguardo il Politecnico e il suo funzionamento. A lezione, nelle aule studio, durante le sessioni d'esame, durante i ricevimenti dei professori, capita di incontrare dei problemi dovuti, spesso, alla poca organizzazione. Da questo momento in poi, se avrete dubbi che volete condividere con tutta la popolazione studentesca, non esitate ad inviarci le vostre domande, riceverete una risposta nel successivo numero de "Linkastro". Potete scriverci alla casella di posta elettronica, inviando una mail a linkpoliba@gmail.com, con oggetto “Chiedilo a Link”


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I

l Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, costituito da centinaia di comitati territoriali che si oppongono alla privatizzazione, insieme a numerose realtà sociali e culturali, ha deciso di promuovere 3 quesiti referendari. . I tre quesiti vogliono abrogare la vergognosa legge approvata dall’attuale governo nel novembre 2009 e le norme approvate da altri governi in passato che andavano nella stessa direzione, quella di considerare l’acqua una merce e la sua gestione finalizzata a produrre profitti. Il primo quesito vuole abrogare l’affidamento della gestione del servizio idrico a soggetti privati o a società a capitale misto pubblico-privato. Con il secondo quesito si cerca di qualificare più compiutamente il percorso referendario come relativo al tema dell’acqua. Infatti l’art 23 bis (primo quesito) non riguarda nello specifico il solo settore idrico. Ci si pone come obiettivo quello di intervenire sul problema della gestione diretta del servizio idrico, attraverso forme societarie che siano idonee a svolgere una funzione sociale. Con il terzo quesito si elimineranno i profitti dal bene comune acqua; si tratta in questo caso di abrogare poche parole, ma di grande rilevanza simbolica e di forte e sostanziale concretezza. La norma che si vorrebbe abrogare è quella che consente al gestore di fare profitti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio.

Polisound Continua la serie di concerti dove si deciderà chi fra i concorrenti parteciperà al Polisound

Vieni, Vota e Divertiti... Prossime serate: 18 Febbraio - Glory Holes vs Voyager

26 Febbraio - Blaind Faith vs Variante Chevac

E’ partita la campagna di tesseramento a Link Bari

E tu che aspetti?

Contatti Link Politecnico: Andrea Rizzo: Clara Gentile: Claudio Cesaroni: Fabrizio Panzarini: Francesco Lorusso: Francesco Valentini:

080/5963232 340/5476237 329/0112066 339/2463827 328/3373387 340/0633464 333/9318218

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