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LINKastro - Giornale autofinanziato del Politecnico di Bari

Editoriale 24 Marzo, Facoltà di Agraria. A Bari è notte. E non solo a Bari. Di notte si sopisce, si dorme, ci si lascia tutto il giorno dietro. Nascondiamo pensieri dietro un lungo respiro e ci prepariamo per un giorno nuovo. Stanotte, mentre tutti dormono, qualcuno decide di non farlo. Qualcuno è rimasto sveglio, qualcuno ha deciso di farlo già da tempo e sente che è arrivato il momento di ronzare nelle orecchie altrui. Qualcuno vuole spiegare, dire, affermare se stessi, i propri spazi, i propri diritti... i propri beni. Quei beni che tutti hanno ma non lo sanno, quei beni che appartengono a tutte le menti. Stanotte a Bari, ci siamo messi insieme perché questa notte fosse nostra e per sempre, perché questi beni lo fossero. Ci siamo messi insieme per rivendicare i beni, quei beni senza i quali l'uomo non esisterebbe, senza i quali questa notte non esisterebbe. Beni che stanotte abbiamo scelto di non far sopire, beni il cui interesse comune abbiamo scelto di non far dormire, beni comuni senza i quali non esisterebbe il sonno. Stanotte abbiamo deciso di rimanere svegli, e di svegliare rendendo questa notte viva: viva con noi, i nostri diritti e i nostri beni, viva stanotte per vivere per sempre.

Francesco Mariella

Sommario: Dove sono i nostri spazi?

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Ambiente

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Nucleare? No, grazie Vogliamo l’acqua e il Sole, mica la Luna

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Servizi agli studenti

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Dove sono i nostri spazi? Riuscire ad organizzare un seminario, cosa facile a dirsi. In una situazione ideale, alla richiesta di un'aula magna, all'interno di un'U-

che diano agli studenti la possibilità di esprimersi. La libertà di autodeterminarci e formarci, al di là del banalmente scolastico, è una questione n ecessariamente legata agli spazi a disposizione che (non?) abbiamo. Non è concepibile che, all'interno Aula magna “Attilio Alto” di un Ateniversità, per tenere un neo, di un Campus Universeminario utile a tutta la sitario, di una città, un comunità studentesca e gruppo di studenti, un non, riguardo la situazione gruppo di cittadini con la della privatizzazione dell'ac- volontà di crescita e autoqua, sarebbe la normalità formazione debba trovarsi ricevere una risposta affer- perennemente i bastoni tra mativa. Ma, purtroppo, non le ruote. Dove sono i nostri viviamo, assolutamente, in spazi? Come facciamo a una situazione ideale. Il 23 modificare quello che siamo Marzo, avremmo voluto se non ne abbiamo, di fatorganizzare questo semina- to, la possibilità? Ma vogliario nell'Aula Magna Orabo- mo farci qualche domanda? na, nel nostro Politecnico, Perché ogni qualvolta c'è ma "problemi tecnici" impe- bisogno di studiare in santa discono il sereno andamen- pace si deve cercare, per to delle cose. Infatti, l'asse- ore, un posto in qualche gnazione dell'aula non è aula per stare tranquilli? stata possibile data la man- Perché gli studenti devono canza del personale di Vigi- organizzarsi da soli per imlanza e, quindi, l'effettiva parare ad usare un proimpossibilità di gestione gramma come Autocad, che dell'Aula Magna. Questa è per Ingegneri ed Architetti l'ennesima, emblematica è il pane quotidiano? Perdimostrazione che, di fatto, ché, giorno dopo giorno, si all'interno della nostra Uni- riducono gli spiragli per la versità, mancano gli spazi promozione di eventi quale

può essere un seminario? Perché abbiamo strutture, quali le aule di Architettura, abbandonate a loro stesse, inutilizzate? Un'altra dimostrazione che la realizzazione di quel plesso sia stata un'operazione di facciata mirata al soddisfacimento delle richieste di pochi. Perché un regolamento di retribuzione raddoppia le tasse e riduce i servizi? Aule, banchi, tavoli, sedie, libri, discussione. Crescita. Utopia. Oltretutto, la nauseante burocratizzazione dei processi di richieste, modulistica, domande di prenotazione, spole da un ufficio all'altro, non giova minimamente alla causa. Inoltre, c'è da considerare l'imbarazzante questione in cui versano i Vigilanti del nostro Politecnico, trovatisi a versare in una condizione di ulteriore precarizzazione, accompagnata da una mancanza lampante di chiarezza nel capitolato di appalto, dovuto anche ai tagli che il Politecnico ha dovuto effettuare. Tutto questo porta sempre e comunque noi studenti a pagare le conseguenze, nelle piccole e nelle grandi contingenze. Ciò nonostante continuiamo a provarci. Sempre e comunque. Andrea Rizzo


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Rispettare l’ambiente per rispettare se stessi Per molto tempo le questioni legate alla tutela ambientale sono sembrate

troppo lontane dalla realtà nella quale la gente comune vive ogni giorno. Oggi, però, si sente una maggiore sensibilizzazione riguardo a certe tematiche: la maggior parte delle persone ha compreso l’importanza del rispetto dell’ambiente non come qualcosa di fine a sé stesso, ma come una forma

di investimento volto a tutelare il proprio benessere e quello delle generaz i o n i f u t u r e . Spesso questo tipo di riflessione è tanto elementare quanto difficile da fare propria in quanto la completa presa di coscienza di tutto ciò da parte dei cittadini deriva da un lavoro molto più ampio che necessita un notevole impegno di analisi. Questo lavoro deve essere fatto, principalmente, a livello individuale. Il primo passo sta nel capire che l’uomo non è il consumatore per eccellenza del pianeta, ma che, insieme a molti altri organismi, partecipa ad un ciclo naturale nel quale vengono utilizzate delle risorse, poi trasformate in nuovi prodotti, a loro volta utilizzati da altri esseri viventi o destinati a successivi processi di modificazione. Spesso, l’uomo si limita a fare dei ragionamenti a breve termine, nei quali non prevede le ripercussioni che si possono avere in primo luogo su altre forme di vita o su altri sistemi naturali e in secondo luogo su

se stesso. Uno dei passaggi fondamentali da fare per comprendere il problema dell’inquinamento è, infatti, capire che il rispetto dei diritti umani è strettamente collegato a quello dell’ambiente. Detto ciò bisogna ricordare che il rispetto dell’ambiente si realizza prima di tutto con un importantissimo mezzo, quale una conoscenza quanto più oggettiva possibile della situazione con la quale si ha a che fare. Un classico esempio è quello della produzione di elettricità, fattore primario nelle attività umane e di grandissimo impatto sull’ambiente. Ponendo un esempio particolare come quello della energia nucleare è strettamente necessario che la gente conosca le peculiarità di questa tecnologia, per avere i mezzi necessari ad una valutazione oggettiva relativamente alla convenienza o meno di un eventuale utilizzo in una specifica zona o a quelle condizioni. Leonardo Laneve

Nucleare? No, grazie L'emergenza della situazione prodotta alla centrale nucleare di Fukushima ha riportato d'attualità la scelta del governo italiano di costruire nuove centrali nucleari a 14 anni dal Referendum che impose la chiusura delle centrali costruite dal dopoguerra in poi. Nonostante l'opera di d i si n fo rmazi o n e messa in piedi dalle lobby nucleariste, procede la campagna referendaria per bandire il nucleare dall'Italia. E' da più di un mese che si è costituito il Comitato"Vota Sì per fermare il nucleare" a cui abbiamo dato immediata adesione perché la necessità di investire sulle energie verdi e di una riconversione energetica non è nata con il terremoto in Giappone ma è evidente agli occhi del mondo intero in una fase storica che dimostra i limiti dello sviluppo portato alle estreme conseguenze. L'inquinamento crescente ha

messo in moto crisi climatiche ed alimentari ingigantendo le disuguaglianze sociali ed economiche del nostro pianeta. Cambiare si può, il referendum potrà essere un punto di partenza da cui prendere il coraggio per investire nella riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera, come auspicato nel protocollo di Kyoto e dalla strategia Europea "20-2020" e profondamente disattesi dall'Italia. La nostra opposizione al nucleare non è ideologica ma nasce dal credere che la ricerca dell'alternativa, verso un mondo più giusto ed equo, passi anche da scelte coraggiose nella direzione di politiche energetiche ed industriali che siano realmente ecologiche. Il futuro è nostro, lo abbiamo detto spesso nelle piazze durante l'ultimo autunno, ora è il tempo di dimostrarlo sostenendo il "Sì" al Referendum. Daniele Di Mitri


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Vogliamo l’acqua e il Sole, mica la Luna VOTA SI' AI REFERENDUM PER L’ACQUA BENE COMUNE! SI' per fermare il nucleare, per la difesa dei beni comuni, dei diritti, della democrazia Sabato 26 marzo il popolo dell’acqua ha indetto a Roma una grande manifestazione nazionale per 2 SI' ai referendum per l’acqua bene comune, per il SI' per fermare il nucleare, per la difesa dei beni comuni, dei diritti e della democrazia. Una piazza per l’acqua, una piazza per la vita. Questi referendum sono fondamentali per tutte le donne e uomini che guardano ad un altro modello di società, di sviluppo e al futuro del pianeta. E’ da anni che i movimenti in difesa dell’acqua bene comune si battono per il suo riconoscimento quale diritto umano universale, diritto calpestato da diverse norme che vogliamo abrogare con i referendum. A questa battaglia contro la mercificazione dell’acqua si unisce la battaglia contro il ritorno al nucleare in Italia. Il tremendo terremoto che ha colpito recentemente il Giappone e la drammatica situazione venutasi a creare nella centrale nucleare di Fukushima, con il disastro nucleare tuttora in corso e con conseguenze ancora imprevedibili ma in ogni caso tragiche per la popolazione coinvolta e per l’ambiente dell’intero pianeta, rendono l’appuntamento del 26 ancora più importante e urgente. Per questo chiediamo a tutte le don-

guardano a quegli avvenimenti con crescente angoscia e con altrettanta indignazione, di dimostrare il proprio rifiuto a scelte dettate da interessi economici e di potere che disprezzano e distruggono il diritto alla vita, all’acqua, alla salute e ai beni comuni delle popolazioni e del pianeta. Anche i comitati antinucleari, impegnati per fermare il ritorno del nucleare in Italia, hanno fatto appello a mobilitarsi e partecipare alla manifestazione di sabato prossimo. Mobilitiamoci tutte e tutti da ogni parte d’Italia, riempiamo le strade e le piazze di Roma con i colori della vita contro le scelte di morte. Perché solo la partecipazione è libertà, solo la condivisione è speranza di futuro. Vi aspettiamo.

Dal “Forum italiano per i movimenti sull’acqua”

CORSO DI RHINO & VRAY Aperte le iscrizioni per il Corso gratuito di Rhinoceros e VRay Organizzato da Link Bari al Politecnico (max 100 persone) Per informazioni contattate Link Politecnico su facebook, inviate una mail a linkpoliba@gmail.com o passate dalla nostra auletta nell’atrio coperto del Politecnico

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Servizi agli studenti? Il Poliba dice NO Bari, 22 Marzo. Il Consiglio di Amministrazione del Politecnico decide di modificare, con una votazione a maggioranza, la percentuale, fino ad ora fissata al 60%, del fondo sul Diritto allo Studio, scegliendo per un'individuazione annua di tale percentuale. Ciò significa che per i prossimi anni, questa percentuale potrebbe corrispondere anche ad una cifra molto minore rispetto a quella attuale. E' il 2010 e il Politecnico di Bari chiude l'anno con un buco di bilancio di 3 milioni di euro. Il Consiglio di Amministrazione, quindi decide di decurtare il fondo per gli studenti (il fondo della Legge 390, che riguarda le borse di studio fornite dall'Università, il miglioramento della didattica, attrezzature, servizi agli studenti, convenzioni, eccetera) di più di due milioni di euro, a fronte dei 3 milioni disponibili in precedenza. Questo significa che le risorse, per il prossimo anno, ammonteranno a circa 900 mila euro. Il taglio apportato a questo fondo servirà a pagare gli stipendi, la pulizia, in generale, contribuirà ai capitoli legati alla gestione e alla manutenzione dell'Ateneo. Tutte cose sacrosante, ma la domanda sorge spontanea. E' mai possibile che ogni qualvolta ci siano buchi da riempire, fondi tagliati, insufficienze economiche, a pagarne, nel vero senso della parola, le spese siano sempre gli studenti? Viviamo in una situazione critica per tutta la popolazione studentesca, ripetutamente ed esclusivamente colpita da tutte le procedure governative degli ultimi anni. Come se ciò non bastasse, quando c'è da salvare la baracca, il peso maggiore ricade sempre sulle nostre spalle e l'Amministrazione dell'Università non esita un istante prima di calare la mannaia. Riteniamo inaccettabile che, a causa di anni di scriteriata amministrazione, le ripercussioni siano così pesanti sempre e solo per gli studenti. All'interno del nostro Ateneo i servizi erano già in precedenza mediocri, per usare un eufemismo, con il taglio ai finanziamenti non hanno fatto altro che peggiorare. Eppure le tasse sono aumentate in maniera corposa, nonostante le esplicite proteste degli studenti. Analizzando la situazione a livello più generale, siamo consapevoli del momento particolarmente spinoso, dovuto ad un finanziamento all'Università Pubblica ridotto all'osso ma crediamo che gli studenti debbano, comunque, essere tutelati e valorizzati, ricevendo un trattamento diverso da quello che, ormai, è diventata prassi. Andrea Rizzo

Controagenda Ogni giorno presso le nostre aulette Ritira GRATUITAMENTE la tua CONTROAGENDA All’interno troverai informazioni sulla nostra associazione, le nostre iniziative, l’altra riforma, lo statuto dei diritti e la vita nell’Università! Informazioni sull’Adisu, borse di studio e tanto altro ancora!

Contatti Link Politecnico: Andrea Rizzo: Clara Gentile: Claudio Cesaroni: Fabrizio Panzarini: Francesco Lorusso: Francesco Valentini:

080/5963232 340/5476237 329/0112066 339/2463827 328/3373387 340/0633464 333/9318218

linkpoliba@gmail.com andrearizzo90@gmail.com claragen@libero.it c.cesaroni86@gmail.com fabriziopanzarini@gmail.com frankielorusso87@hotmail.it francescovalentini90@gmail.com

Per info passate dalla nostra auletta nell’atrio coperto del Politecnico


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Potenza al fianco delle vittime innocenti, contro le mafie e la corruzione

Per info passate dalla nostra auletta a primo piano del palazzo di Scienze Politiche e Giurisprudenza www.linkbari.it

Sommario: Potenza al fianco delle vittime innocenti, contro le mafie e la corruzione

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Uniti per lo sciopero, ci vediamo a Roma

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26 e 27 Marzo, l’alternativa alla fuga

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L’AltraRiforma per il diritto allo studio: Cosa chiediamo

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Il 31 Marzo fai scoppiare le mafie

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Sono stati circa 80 mila i partecipanti alla 16/a Giornata delle memoria in ricordo delle vittime delle mafie, che si è svolta a Potenza. Il corteo è stato aperto da Filomena Iemma e Gildo Claps - la madre e il fratello di Elisa, la studentessa potentina di 16 anni scomparsa il 12 settembre 1993, il cui cadavere e' stato trovato il 17 marzo 2010 nel sottotetto di una chiesa. Al loro fianco c'erano don Luigi Ciotti e il referente della Basilicata di Libera, don Marcello Cozzi. Subito dopo i parenti delle 900 vittime delle mafie, i cui nomi sono stati elencati ieri sera in una veglia di preghiera e ricordati anche oggi al termine del corteo, dal palco. Proprio don Ciotti ha definito un'emozione gli occhi e lo sguardo dei familiari delle vittime, giunti a Potenza da ogni parte d'Italia e d'Europa. E' anche importante -

ha aggiunto - che vi sia un giorno all'anno in cui ricordiamo tutte le vittime delle mafie. Cosi' come e' importante - ha concluso - che l ' i mp eg n o sia di tutti i giorni perché la speranza e la libertà devono essere un impegno quotidiano'. E' stato il chirurgo Gino Strada, fondatore di Emergency, a cominciare la lettura dei nomi delle 900 vittime delle mafie, al termine del corteo.'E' stato un grandissimo onore - ha detto Strada - perché questa e' una bellissima parte dell'Italia'. Ai cronisti che gli chiedevano un commento sul valore simbolico d el l a G io rnat a d el l a memoria e sui riflessi della riforma della giustizia sulla lotta alla mafia, Strada ha risposto che 'in realtà ci vorrebbe giustizia perché in questo momento non ce n'è proprio'. Dopo Strada, parte dei nomi sono stati letti anche dai magistrati Giancarlo Caselli e Antonino Ingroia. 'Non si può parlare di riforma ma bisogna parlare di sequestro della giustizia'- ha detto, riferendosi al progetto di riforma della giustizia deciso dal Gover-

no, don Luigi Ciotti. 'Questo progetto - ha aggiunto indebolisce l'autonomia della magistratura. Non e' possibile sottomettere l'indipendenza dei pubblici ministeri al potere politico. Dobbiamo dire 'no' alla cancellazione dell'articolo 101 della Costituzione che deve rimanere uno dei capisaldi del nostro ordinamento. Dobbiamo difendere l'indipendenza della magistratura e l'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge'. In un altro passaggio del suo discorso, riferendosi alle intercettazioni, don Ciotti ha detto che 'senza le intercettazioni, magistrati come Caselli e Ingroia non sarebbero qui'.'La vera forza della mafia e' fuori dalle m a f i e e la corruzione e' il vero volto della mafia in Italia' ha proseguito don Luigi Ciotti. Al termine del suo intervento, don Ciotti ha salutato le migliaia di persone presenti tenendo per mano don Marcello Cozzi, referente lucano di Libera, e Filomena Iemma, madre di Elisa Claps: 'E' una vergogna ha aggiunto don Ciotti - che l'Italia non abbia inserito nel codice penale i contenuti del Trattato di Strasburgo del 1999 contro la corruzione. In Italia - ha concluso si perdono 60 miliardi di euro per la corruzione, i soldi ci sono ma bisogna prenderli ai corrotti'. Da “libera.it”


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Uniti per lo sciopero, ci vediamo a Roma l prossimo 6 maggio lo sciopero generale indetto dalla Cgil si presenta come una grande occasione per il cambiamento nel nostro paese. Non sarà una data rituale, e questo è gia dimostrato non solo per come è stato letteralmente costruito dal basso, dalle lotte di questi mesi, ma anche dal fatto che l'indizione delle «quattro ore» fatta dalla segreteria è già stata estesa all'intera giornata da molte categorie, dal commercio alla funzione pubblica, alle telecomunicazioni agli edili, e proposta dal segretario generale dei metalmeccanici alla propria categoria.[...]A Pomigliano e Mirafiori, nella scuola o all'università, chi governa lo fa in funzione degli interessi privati di pochi, trasformando i beni comuni, siano essi i diritti o le risorse, la conoscenza o la ricchezza generale prodotta, in qualcosa che è «privato», di pochi e per gli scop i d i pochi. La d emocrazia diviene così il campo libero di manovra di una rete di oligarchie, le cricche, le caste, i potentati di affari, le lobbies senza scrupolo alcuno, le bande di arraffoni, corrotti, mafiosi. La democrazia viene svuotata perché «privata» del controllo pubblico sulle scelte che riguardano tutti; separata dalla giustizia sociale che è il suo fine.

Noi crediamo che sia giunto il momen- paese si fermi veramente e guardi come to di dire basta. È il momento di affer- prendere in mano il suo futuro. mare con la forza di una partecipazio- A partire anche dal percorso di Uniticontrolacrisi che ha avuto origine nella grande manifestazione della Fiom del 16 ottobre scorso, facciamo appello a tutti coloro che si stanno mobilitando nei propri luoghi di vita, nelle industrie, nell'università e nella scuola, nelle realtà del lavoro autonomo di seconda generazione, agli intellettuali, agli artisti e a tutto il mondo della conoscenza e dell'informazione, ai comitati ambientali e a coloro che si batne ed impegno civile e sociale che non tono con i migranti per i diritti negati, vi è più alcuna differenza tra le lotte alle donne, perché questo sciopero sia contro il ddl Gelmini e quelle degli o- costruito dal basso, città per città, quarperai e operaie della Fiat, tra tiere per quartiere, e si concretizzi in la battaglia democratica contro l'oligar- una grande e lunghissima giornata di c h i a a l p o t e r e e l e s u e protesta e proposta. Uno sciopero che nefandezze pubbliche e private e quel- sappia unire l'indignazione con la lotta la per la dignità delle donne sul per i diritti sociali, che sia quindi una lavoro e nella società. Non deve più sollevazione del popolo della nuova deesserci nessuna separazione tra mocrazia e della nuova società. Per codemocrazia e diritti, tra costituzione struirlo insieme bisogna cominciare subiformale e materiale. Aggravata to a mescolarci gli uni con gli altri, a dalla proposta del ministro della Giusti- confrontarci tra tanti e diversi su come z i a d i r e n d e r e l a C o r t e fare, su cosa significhi «bloccare il paeCostituzionale dipendente dal governo se». Auspichiamo che si possa trovarci a di turno.[...]È per questo che discuterne in una grande assemblea riteniamo lo sciopero generale l'occa- nazionale il prossimo 25 marzo a Roma, sione di praticare insieme questo a ridosso della manifestazione in difesa esercizio di libertà, di essere tutti uniti dell'acqua pubblica e per i referendum. p e r c h é i l 6 m a g g i o q u e s t o La primavera è già iniziata.

26 e 27 Marzo, l'alternativa alla fuga Dopo mesi intensi di mobilitazione crediamo sia importante incontrarsi e ripartire dai contenuti della nostra battaglia. Serve infatti una discussione pubblica che non si incentri solo sui tempi, bensì sui temi. Promuoviamo quindi un'occasione di confronto aperta a tutte le realtà studentesche universitarie che in questi mesi hanno condiviso in tutt'Italia il percorso di altrariforma dell'università. Invitiamo tutti a rileggere il testo provvisorio dell'altrariforma, aggiornato all'ultimo incontro nazionale, che si è svolto a Torino nell'occupazione di Palazzo Campana. Sarà importante potersi confrontare sulla riforma degli statuti alla luce dell'approvazione della riforma Gelmini. Abbiamo da tempo preparato, con un lavoro da parte di studen-

ti di tutt'Italia, un opuscolo di proposte sulla riforma degli statuti. Sarà anche e soprattutto un momento di confronto, in vista di una nuova stagione di lotte, verso lo sciopero generale del 6 maggio. Due giorni con un'assemblea e dei workshop tematici per ripubblicizzare l'università e liberare l'Italia. Ecco il programma: 26 marzo - Facoltà di Economia Università la Sapienza - Roma ore 9:30 - inizio dei lavori - introduzione e presentazione del testo dell'AltraRiforma di Palazzo Campana Occupato. ore 10 - workshop tematici: - diritto allo studio, nuove forme di Welfare, tra nuovi bisogni e vecchi tagli. - reinventare la partecipazione, ricostruire la democrazia negli atenei.

- cosa imparare, come imparare: ripensare la didattica. - riscrivere i bilanci, ridisegnare la tassazione. - riforma degli statuti: il punto della situazione. Dalle 14:30 i workshop sono sospesi per consentire la partecipazione all'importante manifestazione nazionale sull'acqua bene comune, verso il referendum. ore 22 - concerto Krikka Reggae - CSOA Intifada 27 marzo -facoltà di Sociologia - La Sapienza - Roma ore 9:30 - assemblea plenaria verso lo sciopero generale: il movimento studentesco tra ripubblicizzazione dell'università e liberazione dell'Italia.


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L'ALTRA RIFORMA PER IL DIRITTO ALLO STUDIO: COSA CHIEDIAMO 1. Copertura totale delle borse di studio mediante un incremento dei trasferimenti statali alle regioni. Per raggiungere tale obiettivo è necessario un investimento pari a circa 100 milioni di euro*, per coprire gli oltre 30 mila studenti che per legge avrebbero diritto alla borsa di studio ma, di fatto, non la ricevono. 2. Dopo aver raggiunto la copertura totale delle borse di studio, è necessario un ampliamento degli idonei, estendendo i criteri di reddito sulla base dei quali viene assegnata la borsa di studio. Devono essere fissati inoltre per legge dallo Stato i livelli essenziali delle prestazioni erogati dalle Regioni e in particolare l'entità minima garantita delle borse di studio. 3. Istituire convenzioni sui trasporti per gli studenti per rendere gratuiti da subito i trasporti urbani nelle aree municipali universitarie, senza distinzione tra residenti e non residenti, e per ridurre al 50% il costo dei trasporti extraurbani in tutte le regioni per i pendolari, per poi arrivare gradualmente alla gratuità totale della tratta casauniversità entro 4 anni. 4. Abolizione del prestito d'onore e di ogni forma di sostegno al diritto allo studio che preveda l'indebitamento degli studenti. In particolare in questo contesto di carenza di finanziamenti sul diritto allo studio riteniamo che l'incentivazione del merito vada perseguita con opportunità di formazione di qualità e non con “mance” e erogazioni monetarie. 5. Incremento delle risorse per le borse part-time di collaborazione presso le università italiane (150 ore). Le borse vanno assegnate secondo i criteri con cui vengono erogate le borse di studio, e va definito un livello minimo nazionale della retribuzione oraria, pari alla media delle retribuzioni attuali. 6. Istituzione di una “borsa preventiva” di carattere nazionale, erogata agli studenti iscritti all'ultimo anno della scuola superiore per favorire la loro libera scelta, indipendentemente dalla regione nella quale lo studente scegliesse di studiare. 7. Istituzione di organi di controllo da parte degli studenti per la qualità delle mense e dei servizi agli studenti. 8. Nessuna esternalizzazione ai privati dei servizi per il diritto allo studio. 9. Carta di cittadinanza studentesca per l'accesso gratuito ai contenuti culturali. 10. Piano pluriennale di finanziamento straordinario per l'edilizia universitaria, che finanzi la realizzazione, tramite il recupero di determinate aree urbane, di nuove case dello studente e di alloggi pubblici a canone concordato. Servono inoltre iniziative, come lo sportello casa gestito da Università e Comune, in grado di favorire la lotta al sommerso. 11. Borse Erasmus: aumento dell'integrazione ministeriale della quota erogata e concessione di una parte della borsa al momento della partenza. Va inoltre prevista una differenziazione a seconda del costo della vita del paese di destinazione. 12. Copertura totale delle borse per i dottorandi. 13. Lotta serrata all'evasione e all'elusione fiscale nella contribuzione universitaria. 14. Attivazione di un fondo speciale anticrisi per gli studenti le cui condizioni reddituali sono mutate nel corso dell'anno a causa della crisi economica.

Leggi il testo completo dell’AltraRiforma su www.coordinamentouniversitario.it


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E’ partita la campagna di tesseramento a Link Bari

E tu che aspetti? Ricordiamo i prossimi eventi riguardanti il tema della acqua bene comune: 26 Marzo Ore 14 - Piazza della Repubblica, Roma 12 e 13 Giugno Referendum abrogativo del Decreto Ronchi che privatizza gli acquedotti italiani

Per maggiori info: www.acquabenecomune.org

Il 31 Marzo fai scoppiare le Mafie Il 19 di Marzo decine di migliaia di persone erano a Potenza nella marcia per il ricordo delle vittime di Mafia promossa da Libera. Anche quest'anno il 31 di Marzo, la Rete della Conoscenza Bari (UdSBari, LinKBari e ZonaFranka), in occasione dell'anniversario dell omicidio di Francesco Marcone vittima della faida mafiosa nella Capitanata, promuoviamo un'iniziativa tanto simbolica quanto simpatica in piazza Umberto I. Faremo scoppiare pacificamente dei palloncini per ricordarci e per ricordare di come la Mafia continua tutt'oggi a mietere vittime innocenti sopratutto in Puglia. Il peso della malavita organizzata è tutt'ora un disagio sociale avvertito dalla cittadinanza tutta. E' per questo che crediamo che la lotta contro le mafie, le loro cause e i loro effetti, deve essere un principio fondamentale che dev'essere promosso tanto nelle scuole quanto nelle piazze. Invita tutti i tuoi amici in piazza il 31 di Marzo! Vieni pure tu a far scoppiare le mafie!

Zona Franka c/o via M. di Montrone 80 Laboratorio politico, sociale, artistico e culturale


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