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delle manovelle molto morbide che non comportano un eccessivo affaticamento della mano e consentono di suonare in comodità per molte ore di seguito. Inoltre le sue ghironde hanno molto carattere e sono contraddistinte da una bella profondità di suono il quale risulta essere sempre rotondo e avvolgente con una delicatezza di fondo che le rende perfette per la musica antica e la musica d’ascolto. Che tipo di rapporto avete con i Lou Dalfin la cui collaborazione ai vostri album appare continua?

I Lou Dalfin sono stati e sono tutt’ora un punto di riferimento per me, in quanto sono il gruppo che più di tutti ha saputo dare lustro alle nostre tradizioni. Sono conosciuti da un grande pubblico e da anni portano avanti un grande lavoro di qualità nell’ambito della musica popolare. In particolare Sergio Berardo è stato il mio maestro per molti anni e a lui devo molto di quello che e so molto di quello che ho fatto e da sempre è per me come per molti altri un punto di riferimento nell’ambito della musica occitana. Come nasce “Artemisia”, composizione nata da una collaborazione con

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40/2015

Interviste

Valeria Tron? In questo pezzo come hai lavorato con ghironda, cornamusa e voci sovrapposte che sembrano registrate parte in strada e parte in studio?

Quella con Valeria Tron è una straordinaria collaborazione, in quanto lei è una delle poche cantautrici in lingua occitana che conosco,capace di raccontare con grande poesia la montagna e le sue storie. Artemisia,che è uno dei brani del disco di Valeria, è una composizione nata a quattro mani tra me e lei. Abbiamo pensato di trasformare il brano dandogli un sapore esotico richiamando l’atmosfera che si respira nei mercati nordafricani, sovrapponendo appunto le voci registrate in un mercato alla melodia vocale registrata in studio condita poi con una melodia affidata alla ghironda e sovraincidendo dei fraseggi liberi di cornamusa. Quali elementi significativi hai trovato nella collaborazione con i Gai Saber in “Angels Pastres Miracles”?

La collaborazione con i Gai Saber mi ha insegnato molto, soprattutto sulla tecnica dell’arrangiamento, campo in cui Alex Rapa è un vero maestro. E’stata importante per imparare a gestire diversi strumenti

acustici che suonano su basi elettroniche cercando di dare uno spazio razionale al tutto. “Angels pastres e miracles” è stato un bellissimo progetto, prendere melodie cosi antiche e rielaborarle dandole un’altra prospettiva interpretativa si è rivelato una mossa vincente dando vita a un disco che ha incontrato un ottimo successo sia nella critica che nel pubblico. So che siete al lavoro per nuove registrazioni: puoi anticipare qualcosa in questo senso ai lettori di “Lineatrad”?

Si diciamo che in pentola bollono un po’ di lavori discografici tra cui il terzo disco della Ramà e de lo Truc,un lavoro solista,uno invece in duo con uno straordinario violoncellista (Lamberto Curtoni), il secondo album con Valeria Tron e un disco con la Peiro Douso, formazione della Val Chisone che riarrangia melodie popolari in chiave swing. Inoltre a breve uscirà il nuovo disco dei mitici Yo Yo Mundi che vede anche la mia presenza come musicista nella registrazione, insomma si può dire che succederanno delle cose. Grazie a tutti e soprattutto a te Agostino e un saluto alla mitica rivista “Lineatrad”. ❖

Lineatrad 40-2015  

I Ricatti del mercato Associazone culturale Mantice Medhat Abdelati (Afrika Tage) Guy Davis I Concerti di san Torpete Ethnogenova Dialoghi...

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