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In questi dieci anni ha notato dei cambiamenti nell’organizzazione del Festival?

Lo spirito del FIL a mio parere non è cambiato, c’è sempre una larga partecipazione di volontari e le persone coinvolte lavorano con entusiasmo. Da un punto di vista organizzativo, siamo più numerosi rispetto al passato e credo che siamo più professionali; sono aumentate le pratiche amministrative da seguire e sono state raffinate le strategie nelle comunicazioni e nel marketing, che sono molto importanti per il mantenimento e la riuscita del Festival. Abbiamo quindi intervistato l’assistente di Diane, Hélène. Da quanto tempo collabora con il Festival?

Dal 1998.

Trova difficile il suo lavoro?

Più che difficile, diciamo che è parecchio impegnativo, ma l’esperienza è molto d’aiuto e comunque è un lavoro molto interessante. Personalmente mi occupo di tutto quello che riguarda l’accoglienza e la sistemazione degli artisti, dei gruppi, delle delegazioni e di tutti quelli che, a titolo professionale, partecipano al Festival. È un lavoro meticoloso che richiede parecchio tempo e attenzione. Già dal mese di settembre si devono contattare gli alberghi, concordare i prezzi e fare le prenotazioni per l’estate successiva. Una volta che Diane ha concluso i contratti con gli artisti, mi passa le informazioni e in base alle varie esigenze, devo pianificare le sistemazioni alberghiere, in pratica circa 10.000 pernottamenti suddivisi in 25 alberghi. Inoltre devo collocare i gruppi di danzatori, dei musicisti delle band e le varie delegazioni nei dormitori dei licei e dei collegi di Lorient. Ci sono delegazioni numerose, come ad esempio quelle dell’Irlanda e della Scozia, che sono

composte da 150 partecipanti ciascuna; in totale gli spazi disponibili in queste strutture sono 700. Inoltre devo occuparmi della ristorazione dei vari gruppi: i pasti, 30.000 durante il Festival, sono serviti nella mensa del liceo Dupuy De Lôme. Tra i miei incarichi c’è anche quello di provvedere ai trasferimenti via terra o via mare, come ad esempio per i provenienti dalla Cornovaglia, dal Galles o dall’Irlanda o di chi arriva all’aeroporto di Parigi e quindi devo pianificare con diverso anticipo il noleggio dei vari mezzi di trasporto come traghetti, pullman e auto. In effetti, il suo è un lavoro molto intenso.

Sì, ma non finisce qui; già durante l’inverno devo organizzare i vari spazi espositivi come il “Marché interceltique” cioè tutte le tende e bancarelle che si vedono durante i dieci giorni del Festival, in cui artigiani e commercianti espongono i loro prodotti. Tra l’altro quest’anno abbiamo ricevuto diverse richieste da parte di artigiani italiani che fabbricano oggetti con simboli e motivi celtici. Alla base c’è un lungo lavoro di selezione perché le domande dei possibili espositori superano abbondantemente i 160 spazi disponibili e i prodotti proposti devono essere comunque in tema con lo spirito del Festival. Ci sono inoltre le esposizioni dei fabbricanti di strumenti al “Jardin des Arts et des Luthiers” e i padiglioni della Bretagna e delle varie Nazioni rappresentate. Nel periodo estivo sono affiancata da due persone che mi aiutano nelle fasi definitive della pianificazione e organizzazione. Ho poi una terza funzione: mi occupo di fornire a quei gruppi, associazioni o aziende, che vogliono venire a Lorient durante il Festival, le indicazioni necessarie per organizzare il soggiorno e procurarsi i biglietti per assistere ai vari spettacoli.

Parla qualche lingua straniera?

Sì, parlo correntemente l’inglese e lo spagnolo, necessari ai rapporti che ho tutto l’anno con le delegazioni dei Paesi invitati. Parliamo successivamente con Vincent, che lavora nel settore delle risorse finanziarie. Quali sono i suoi compiti?

Sono responsabile della sezione partenariato e sovvenzionamenti e del “Club K” che raccoglie tutte le Imprese di Lorient e vari partner, con lo scopo di favorire gli scambi economici e culturali. Il Club K si chiama così perché K è l’abbreviazione di Ker che in bretone significa villaggio. Sono qui da novembre e sostituisco Emilie, che è in congedo per maternità, fino al gennaio 2015. Mi occupo della ricerca di sponsor privati per il FIL che ci servono ogni anno in numero maggiore, perché le sovvenzioni pubbliche sono insufficienti e tendono a diminuire. Ci sono due tipi di partner: quelli che investono nel Festival per avere maggiore visibilità e i patrocinatori che fanno le loro donazioni senza fini commerciali. Da quest’anno cerchiamo anche privati che vogliono sostenere il Festival tramite una raccolta di fondi on-line sul sito internet del FIL Le donazioni, tra l’altro, sono defiscalizzabili. Qual è la sua formazione professionale?

Ho compiuto degli studi in Amministrazione aziendale e ho seguito un Master in Marketing che mi è tornato utile per quanto riguarda le trattative con le aziende e la ricerca di nuovi partner. Come avvengono i contatti con gli sponsor?

Da settembre a novembre contatto i partner per fare un bilancio dell’edizione appena passata del Festival, per conoscere il loro livello di soddisfazione e per cercare

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Lineatrad 30-2014  

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