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arrivata, ho rinforzato o stabilito le regole per il funzionamento del Festival e formalizzato un organigramma. Abbiamo rivisto i contratti di lavoro e, visto che il Festival è una “grande macchina” che si deve muovere in modo ottimale, abbiamo compilato dei mansionari, in modo che ogni singolo dipendente sappia esattamente quali siano i suoi incarichi, le sue responsabilità, le sue condizioni di lavoro, il suo rapporto con gli altri colleghi e gli obiettivi da raggiungere. Il personale che lavora per il Festival da tanti anni, come ha preso questi cambiamenti?

All’inizio, come in tutte le situazioni in cui ci sono delle innovazioni, c’è stata qualche discussione, ma, date le mie esperienze precedenti come direttrice di teatro, ho trascorso parecchio tempo con tutti riuscendo ad instaurare un dialogo continuo con loro per far comprendere i vantaggi di un lavoro più funzionale, che è stato apprezzato anche dal consiglio d’amministrazione. Sono previsti dei corsi di aggiornamento per il personale?

Ci stiamo lavorando; siamo in contatto con l’A.F.P.A. (Associazione per la Formazione Professionale degli Adulti) per stabilire dei corsi di formazione in vari campi. Tali corsi potranno essere sul tema della sicurezza, dell’accoglienza del pubblico, delle norme igienico – alimentari e molto altro ancora, in modo che chiunque lavori per il Festival sia qualificato professionalmente. Ci piacerebbe che anche le persone senza occupazione che s’impegnano nel volontariato, possano accedere a successivi corsi di perfezionamento e avere un’opportunità futura di lavoro. Il Festival ha anche un ruolo importante nel sociale, offrendo la possibilità, anche a persone poco o male integrate nella collettività, di lavorare per il

Festival assumendo così un incarico utile per loro e agli altri. La ringraziamo per la collaborazione e le chiediamo se sarà possibile parlare con qualcuno dei responsabili dei vari settori per conoscere quali sono le loro mansioni.

Certamente, ad aprile, dopo la presentazione del programma del Festival, vi organizzerò qualche incontro con loro. Siamo così tornati negli uffici del FIL a metà aprile. Ad accoglierci, alla reception, troviamo Régine e cominciamo con lei il giro d’interviste. Buongiorno Régine, ci può descrivere quali sono le sue funzioni?

Io collaboro con il responsabile dell’amministrazione e produzione e m’interesso della contabilità, dei rapporti con le banche, della preparazione dei bilanci. Inoltre mi occupo dell’accoglienza delle persone che arrivano qua negli uffici e del centralino. Durante il Festival, al centralino, sono aiutata da un’equipe di venti persone: dodici che lavorano qui e otto che sono al Palais des Congrès (sede delle biglietterie, dell’accoglienza del pubblico e della sala stampa oltre ad essere una delle sedi degli spettacoli. N.d.A.) Da quanto tempo lavora per il Festival?

Collaboro con loro da dieci anni. Ho cominciato nel 2004 come volontaria al centralino, negli uffici della precedente sede del FIL: la “Maison du Festival”. In seguito ho lavorato a tempo determinato al centralino e alla biglietteria e infine sono stata assunta per lavorare permanentemente sia al centralino che alla contabilità. Lei quindi ha un’esperienza nel campo amministrativo?

Ho un diploma professionale in contabilità e in seguito ho appreso anche l’informatica, indispensabile per il lavoro.

Quanto le piace lavorare per il FIL?

Tantissimo, adoro lavorare per il Festival, penso come tutti i miei colleghi. Ci impegniamo a fondo e diamo il massimo per il Festival. Formiamo un’equipe molto solida e affiatata; ci troviamo spesso insieme anche al di fuori dell’ambiente di lavoro e questo contribuisce a mantenere il buonumore anche al lavoro. Qual è il suo rapporto con la cultura bretone? Sono bretone di nascita e di origini. I miei genitori abitano tuttora nelle Cotes d’Armor e nella mia famiglia si parla il bretone. Io non lo parlo correntemente ma lo comprendo benissimo. Ho fatto parte del Circolo di danze, di prima categoria, di Pluneret, con cui ho partecipato a numerosi concorsi; pertanto la cultura e le danze bretoni fanno parte del mio patrimonio. Siamo passati quindi ad intervistare Diane Laure, una delle responsabili del settore artistico. Ci può descrivere in cosa consiste il suo lavoro?

Sono assistente del direttore del FIL e coordinatrice artistica. Mi occupo, sotto la responsabilità del Direttore Generale, della programmazione degli spettacoli; per sei mesi l’anno sono impegnata a stabilire chi viene ad esibirsi al Festival e a quali condizioni, in stretta collaborazione con Lisardo. Prendo contatto con i vari artisti e gruppi e i loro manager per conoscere la loro disponibilità e per negoziare quali sono le loro richieste. In seguito, dopo aver selezionato gli artisti insieme al direttore, sono impegnata nella programmazione e nella logistica; devo assicurarmi che i vari gruppi siano effettivamente presenti, che le condizioni stabilite siano rispettate e mi devo occupare della buona riuscita degli spettacoli. Collaborano con me Hélène che si occupa degli alloggiamenti e

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Lineatrad 30-2014  

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