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Cronaca

in concerto di aver scelto la sedia “acustica” in opposizione a quella “elettrica” che aveva freddato Sacco e Vanzetti). Chiede come cachet l’equivalente del salario giornaliero di un metalmeccanico e, coerentemente, suona anche per otto ore di seguito (“fino a che anche l’ultimo spettatore non se ne andava” come riferisce orgoglioso). Splendida testimonianza di questo periodo sono due dischi autoprodotti: Maul del 73 (il suo “disco bianco”) ed Il banditore dell’anno seguente. Stanco, deluso ma mai domo si ritira nella nativa Mola, dove continua ad incidere cassette che lui stesso vende producendo anche opere monumentali come La leggenda della nascita di Mola (un cofanetto di quattro cassette per la durata complessiva di circa cinque ore). Caduto nel dimenticatoio, viene riscoperto solo in tempi recenti, complice anche il film di Guido Chiesa

del 2004 che dalla sua canzone più nota, Lavorare con lentezza, prende il titolo. Se è questo film a traghettare Del Re e tutto il suo portato verso le nuove generazioni ,sono i Tetes de Bois a sancirne il ritorno sulle scene: nel 2006 lo vogliono al loro fianco per cantare “Lavorare con lentezza” in una tappa del loro tour Avanti Pop. Il riconoscimento, quanto meno tardivo, del suo straordinario talento da parte della cultura ufficiale arriva solo nel 2010: il primo maggio 2010 suona a Roma, per il tradizionale concerto in Piazza San Giovanni, insieme a Vinicio Capossela, mentre il 13 novembre 2010 viene invitato al Teatro Ariston di Sanremo al Premio Tenco. Sempre dello stesso anno è l’appassionato documentario di Angelo Amoroso d’Aragona Io e la mia sedia, Muore il 6 giugno 2011, portato via da quell’insuf– ficenza renale che aveva scelto di curare da solo con una dieta a base di polpo o “octopus”, come diceva lui. Il giorno seguente un ragazzo dell’Arci porterà al funerale una sedia, servita ad Enzo per l’ultimo concerto, tenendola alta sul capo a mo’ di bandiera. Una grandinata si abbatterà sugli amici che seguono il feretro e su quella sedia: è bello credere che sia stato Enzo che si è fatto un’ultima suonata. ❖

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Lineatrad 6-2012  

Musicisti in “fuga” Enzo Del Re Novità discografiche Speciale Festival: Folkest e Suq La fisarmonica e l’organetto La wienerlied Kabila Ethn...

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