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mensile Anno 5 n°47 maggio 2016 € 0,00

a c u L Music Inside Art a Rimini Luca Bassanese Notte della Taranta al Linecheck Cesare Dell’Anna, Opa Cupa, Zina 46° Festival Interceltico Lorient Yukari Kobayashi Festival Cornouaille Quimper Lilith XL a Genova Championnat de Bretagne de danse

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do r a n ro

La notte mediterranea Workshop Jardin Musical Nashville & Blackbones Acoustic Night 16 Riserva Moac Michel Balatti Daniele Falasca Roberto De Bastiani I Ricatti del mercato


Sommario

n. 47 - Maggio 2016

Contatti: direttore@lineatrad.com - www.lineatrad.com - www.lineatrad.it - www.lineatrad.eu

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Music Inside Art a Rimini Buona la prima

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Cesare Dell’Anna e Opa Cupa

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Cantare il Sabir

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Luca Bassanese il trovatore...

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Incontri al MIR: Zina

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Lilith Festival XL con Suzanne Vega

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Testi inediti dell’ultimo CD di Luca Bassanese

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Acoustic Night 16 Duo Power

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I Rebis ambasciatori a Tunisi del Lilith Festival

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La Riserva Moac

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Yukari Kobayashi

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La notte mediterranea

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Eventi

Cronaca

Interviste

Recensioni

Argomenti

di Loris Böhm

A

nche questo mese ci sono cambiamenti di programma, ma sono dettati dagli esiti della Fiera Music Inside di Rimini, cui abbiamo partecipato attivamente. Questi cambiamenti sono tutti in positivo. Stiamo definendo contratti di servizio con alcune società presenti a Rimini, per ampliare l’offerta TV; non entro nello specifico perché per ora mancano le firme e non intendo dare suggerimenti alla concorrenza, ma il prodotto che si sta delineando sarà, oltre che innovativo, decisamente attraente per la totalità di appassionati e addetti ai lavori che vivono di world music. L’abito dilettantistico-amatoriale che ci siamo confezionati in passato, ora ci sta stretto... dobbiamo acquisire quella professionalità che è sinonimo di credibilità. A tal fine posso affermare che il progetto Live Underground è tuttaltro che fallito, ma è destinato ad esplodere in tutta la sua potenza: sarà anch’esso un servizio aggiuntivo a Lineatrad Television e a questo notiziario Lineatrad, che diventerà un approfondimento.

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Tutti gli obiettivi sono stati raggiunti a Rimini... per la prima volta ci siamo trovati davanti un’organizzazione seria e competente, la DOC Servizi, in grado di far fronte a tutti i problemi fieristici, in grado di offrire un valore reale alle proposte, in definitiva di creare una Fiera della Musica che sarà in futuro l’unico punto di riferimento attendibile del mercato musicale italiano, con prospettive di risonanza internazionale. A tal fine si sta definendo un contratto di partenariato con Lineatrad: abbiamo deciso che l’unica Fiera che sosterremo in futuro sarà quella gestita da DOC Servizi... l’unica in Italia in grado di offrire professionalità ma soprattutto ampia visibilità per la world music che amiamo. Riteniamo conclusa la collaborazione con il FIM di Genova, perché dopo il fallimentare “festival delle tradizioni” dell’anno scorso, di cui abbiamo lungamente parlato, quest’anno, invece di cercare un riscatto, hanno ritenuto di non dare spazio alla world music, buttandosi su generi più “commerciali” e

Music Inside Rimini

Editoriale sponsors più appariscenti di Lineatrad; pertanto Lineatrad non sarà presente al FIM di Lariofiere a settembre, e invitiamo tutti gli operatori e musicisti a noi collegati a fare altrettanto, non ritenendo di nessuna utilità alla world music la partecipazione ad una fiera che ha ben altri obiettivi... e vedremo alla fine chi avrà avuto ragione. La nostra televisione non sarà più diffusa su Teleliguria, essendo gestita da chi organizza il FIM, ma su una nostra piattaforma ed eventualmente su altre emittenti digitali. Quello che serve alla NOSTRA musica, non finirò mai di ripeterlo, è la condivisione totale di ideali, non solo a fine economico di lucro (dopotutto abbiamo sempre l’etichetta di nicchia, e chi investe nella nostra musica lo dovrebbe fare per promuovere la cultura e l’arte, prima ancora che per un immediato guadagno!), e non pretendo certo che lavorino gratis per cinque anni come ho fatto io!! Gli organizzatori della Fiera MIR, sono ben consapevoli che non siamo


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Linecheck warm up Talking about format

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Michel Balatti Daniele Falasca

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Nashville & Blackbones

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46° Festival Interceltique Lorient, anno dell’Australia

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Jess Musicanti del Piccolo Borgo

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Musicheria

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Festival Cornouaille Quimper

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Roberto De Bastiani

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La lista per il Premio Nazionale di Loano per la musica tradizionale

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Championnat de Bretagne de danse traditionnelle

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Vito Ottolino

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I Ricatti del mercato

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Workshop Jardin Musical

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ASCOLTATE SU RADIO CITTA’ BOLLATE www.radiocittabollate.it la trasmissione An Triskell ogni GIOVEDÌ alle ore 21:30

un settore trainante del mercato musicale, e per questo motivo ci hanno dedicato un padiglione in un contesto in cui lo show business regna sovrano, con impianti laser e tecnologie d’avanguardia che solo la Notte della Taranta o il Concertone del Primo Maggio possono permettersi... e guarda caso gli organizzatori di quegli eventi erano presenti, proprio nel nostro padiglione! Considerando che entrambi esaltano la nostra musica, sembra quasi ovvio affermare che avranno un canale preferenziale su Lineatrad, così come lo avranno il Premio Tenco, Premio De André, Premio Pigro, Audiocoop, e tutte quelle grosse realtà presenti al MIR di Rimini. Tornando a questo numero di maggio, abbiamo diverse novità discografiche e cronache prestigiose, segno che finalmente si muove in giusta direzione tutto il mercato musicale. Non mi dilungo più di tanto sul contenuto di questo mese... vi lascio la gioia di scoprirlo pagina per pagina, perché ne sono certo, vi divertirete! ❖

www.lineatrad.com

www.womex.com/virtual/lineatrad ANNO 5 - N. 47 Maggio 2016 via dei Giustiniani 6/1 - 16123 Genova

IMMINENTE SU

Direttore Editoriale: Loris Böhm - direttore@lineatrad.com Consulente alla Direzione: Giovanni Floreani - info@musicistieattori.com Responsabile Immagine e Marketing: Pietro Mendolia - e-mailanova@tiscali.it Responsabile Ufficio Stampa: Agostino Roncallo - agoronca@tin.it Hanno collaborato in questo numero: Muriel Le Ny, Giustino Soldano, Luca Ricatti, Annamaria Parodi, Dodicilune, Buenaonda, Federica Calvino Prina

IN PROGETTO

Pubblicazione in formato esclusivamente digitale a distribuzione gratuita completamente priva di pubblicità. Esente da registrazione in Tribunale (Decreto legislativo n. 70/2003, articolo 7, comma 3)

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Music Inside Rimini MUSIC INSIDE ART A RIMINI: BUONA LA PRIMA

«Il Mir e il Music Inside Art sono stati un successo di pubblico ed un momento molto importante per la cooperativa. Rappresentanti di DOC Servizi, provenienti da tante parti d’Italia, si sono ritrovati a Rimini per lavorare insieme ad un unico obiettivo. Un appuntamento fieristico che speriamo diventi fisso» Sabrina Zanetti, capo progetto del Music Inside Art di Loris Böhm e Comunicato Stampa (foto © Loris Böhm)

Lineatrad: Art inside Music!

QuiBaseLuna

Quintorigo live al MIR

Ingresso al MIR

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l 2016 è stato l’anno del debutto per il M.I.R. Music Inside Rimini – Innovation, Technology, Light, Sound & Video, l’evento organizzato da Rimini Fiera in collaborazione con APIAS, SILB FIPE, ENA e il patrocinio di Regione Emilia-Romagna e Comune di Rimini. Un debutto battezzato da ben 9.476 visitatori. All’appuntamento fieristico del 7 al 9 maggio scorsi ha riunito l’intero

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mercato professionale della musica e dello spettacolo dal vivo, ha partecipato anche DOC Servizi, una delle principali cooperative dedicate al mondo della musica, dello spettacolo e della cultura. Una partecipazione importante che si è concretizzata con il Music Inside Art, organizzato in collaborazione con Nord Est Fair s.r.l./Romagna Fiere - tra i più prolifici organizzatori di eventi

fieristici dedicati all’arte moderna e contemporanea - e la partecipazione di Freecom e KeepOn LIVE Circuito Live Club italiani. Dagli allestimenti dei plachi e degli impianti curati dai tecnici di DOC e i suoi sponsor, al fitto programma musicale e teatrale che hanno visto la partecipazione molti artisti (come Paolo Rossi, Irene Grandi, Daniele “Big” Bengi, Cristiano Godano), fino


Music Inside Rimini

ad arrivare ai vari seminari. Il Music Inside Art è stato un vero fine settimana di festa, cultura e eventi. «Il mondo cooperativo italiano è una risorsa fondamentale per l’economia del Paese, in tutte le sue sfaccettature. DOC è la dimostrazione di come, anche in un mondo in continuo movimento come quello dell’arte e dello spettacolo, sia possibile garantire i diritti dei lavoratori, compreso quello alla formazione e all’aggiornamento professionale. Il Mir ci ha permesso di raccontare la nostra grande cooperativa, siamo felici di aver contribuito a portare nei padiglioni della Fiera i 9.476 visitatori calcolati dall’organizzazione riminese», dichiara il presidente di DOC Servizi, Demetrio Chiappa. «L’intera ideazione e produzione del nostro padiglione del Music Inside Art, hanno rispettato tutta la normativa vigente e i più alti standard di sicurezza. Per noi di DOC è stata l’occasione per mostrare come lavoriamo ogni giorno». Fabio Fila (RSPP e Ufficio Sicurezza Doc Servizi). «Il Mir e con lui il Music Inside Art, sono stati un successo di pubblico ed un momento molto importante per la cooperativa. Rappresentanti di DOC provenienti da tante parti d’Italia si sono ritrovati a Rimini per lavorare insieme ad un unico obiettivo», commenta il capo progetto, Sabrina Zanetti (DOC Servizi Rimini). «Siamo riusciti a far incontrare mondi diversi che usano linguaggi diversi, come

quello dell’arte contemporanea con quello della musica. Il risultato è stato un’offerta per visitatori ricca di contenuti. Siamo convinti che il Mir sia un appuntamento fieristico da rendere puntuale ogni anno». «È stato davvero bello e sono orgoglioso di aver partecipato a questo grande evento, DOC Servizi è un mondo che contiene tante realtà. Il Mir è stato la loro occasione per presentarsi con le proprie potenzialità, unite in unica famiglia», dice Marco Manzella, responsabile marketing della cooperativa. ❖

http://www.musicinsiderimini.it/ MUSIC INSIDE ART – CONTATTI Ufficio Stampa Doc Servizi – Simona A. Gallo simona@leasociali.it - 328 7108247 Organizzazione generale – Barbara Biordi organizzazionemir@docservizi.it - 392 8901496 Doc Servizi Soc. Coop. Filiale di Rimini – Via Carrera, 2 – 47923 Rimini (RN) Tel - fax 0541/1835656 Cell 3928901496 - www.docservizi.it Doc Servizi Soc. Coop – Via Pirandello 31B 37138 Verona P.Iva-C.F.-R.I 02198100238 r.e.a. n. 223899 - Albo Cooperative A124423

La disposizione del padiglione Music Inside Art nel contesto del Music Inside Rimini

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Music Inside Rimini

La Bolla Sonora

Gadget e riviste Lineatrad

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Aldo Coppola (Radici Music) in colloquio con Zampogneria Fiumerapido


Music Inside Rimini

Irene Grandi & Pastis live al MIR

Irene Grandi & Pastis live al MIR

Pubblico particolare

Lettura Lineatrad

Dipingere Irene Grandi dal vivo ovvero “Art inside Music”

Dipingere una automobile ovvero “Art inside Car”

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Music Inside Rimini LUCA BASSANESE IL TROVATORE IMPEGNATO DEL FOLK

Incontri al MIR

di Loris Böhm

Luca Bassanese in concerto al festival Le Grand Soufflet Rennes (Francia) - (photo by Noémi Croizer)

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ra davvero ora che anche noi raccontassimo qualcosa di Luca Bassanese, venutoci a trovare allo stand Lineatrad dopo il suo concerto al padiglione Music Inside Art. Di lui la critica giornalistica specializzata ha già scritto tutto, per cui vi rimandiamo alla sua scheda biografica: una carriera davvero fuori dal comune. Ci soffermeremo sull’aspetto umano, non di poco conto, dal momento che abbiamo lungamente dialogato sulla musica folk, sulle sue produzioni discografiche, sul suo singolare modo di presentarsi al pubblico: un antipersonaggio, personaggio suo malgrado vorrei dire. La naturalezza e la garbatezza con cui dialoga col pubblico è la stessa con cui dialoga privata-

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mente; non è scena, non è commedia, è il suo modo di essere... un po’ come Benigni, solo che Luca canta e le sue movenze ipnotizzano il pubblico, il suo sguardo è penetrante, la sua voce ti accarezza e ti bastona nello stesso momento. Più che un cantautore è un narratore con il mestiere del cantastorie, merce davvero rara di questi tempi, sommersi come siamo da cantanti stereotipati che si atteggiano a divi ostentando un look improbabile. Terminiamo il nostro dialogo senza fretta, e la sensazione è di reciproca soddisfazione, ben lontano da quegli incontri della serie “questo mi tocca”. Ci sono tanti cantanti che considerandosi “arrivati” fanno i preziosi,

centellinano le loro apparizioni con i media perchè sono solo seccature, è forse per questo motivo che di loro si parla più per dovere che per piacere; per me oltre che un piacere è un onore parlare di un artista come Luca Bassanese. Mi sono accorto che i testi del suo ultimo album “Quando piove tutti cercano riparo...” non sono inclusi nel libretto del CD e neanche sul suo sito internet, allora gli ho chiesto se poteva spedirmeli, considerando che mi interessava pubblicarli perchè sono molto attuali e significativi: in un attimo li ho ricevuti e vi aiuteranno a imparare le sue canzoni. Grazie Luca, continueremo a raccontare le tue avventure artistiche, non per dovere ma per piacere! ❖


Music Inside Rimini L’ETICHETTA BUENAONDA PRESENTA LUCA BASSANESE Comunicato Stampa

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n percorso anomalo quello di Luca Bassanese, attivista e artista indipendente, che riempie le piazze dei paesi nelle Feste dei Popoli, della Solidarietà, per l’Ambiente, di tutto quel mondo di minoranze che è una grande maggioranza soprattutto in Italia. L’artista da poco ritornato dalla Francia, è stato definito come: “Il menestrello, attivista, poeta e musicista italiano che critica l’austerità convocando fanfare e tarantelle trans alpine, in una grande operetta felliniana popolare e mondiale. Musicista, Luca Bassanese, cresciuto con i dischi di Fabrizio de André e ravvivato dal potente folklore delle due rive adriatiche (quella italiana e quella balcanica) che soffia sul braciere acceso dell’impegno sociale italiano con folate di fiati klezmer e ventate calde di opera buffa. Il suo è uno spettacolo moderno, circense e straordinario, nuova pietra miliare nella sua opera di restaurazione della grande musica popolare italiana.” (Festival internazionale “Le Grand Soufflet” – Rennes, Francia) Luca Bassanese Targa MEI 2015 (Meeting Etichette Indipendenti) come miglior artista di musica popolare, già Premio Recanati Musicultura e Attestato di Merito per l’impegno Civile (Premio Nazionale Marcello Torre) è un artista in sintonia con i movimenti ambientalisti e di impegno civile. Tra le sue collaborazioni con artisti nazionali e internazionali, l’Original Kocani Orkestar di Macedonia presente nel suo album “Al Mercato”, l’artista nord africano di et-

nia e cultura Berbera Bachir Charaf definito “la voce del deserto” nel brano “Il Futuro del Mondo”, l’artista satirico Antonio Cornacchione con il quale ha reinterpretato “Ho visto un re” in omaggio a Enzo Jannacci e Dario Fo. Nel suo ultimo album la partecipazione di Jacopo Fo e del Coro delle Mondine di Bentivoglio. Definito “Personaggio anomalo di questi tempi”, Luca Bassanese è considerato tra i più importanti nuovi esponenti della scena Folk Popolare Italiana. CORRIERE DELLA SERA - “L’orchestra da strada accentua l’atmosfera con Bassanese il “filosofo”, immediato e coinvolgente” (Andrea Laffranchi). BLOW UP - “Che talento, Bassanese, un innato senso per la melodia e l’attitudine a variare spavaldamente registro espressivo fino alla vertigine: certe cose non si imparano...” (Enrico Veronese). IL MUCCHIO “Se oggi in Italia c’è qualcuno che può dare un senso alla nostra musica folk, questi si chiama Luca BAssanese. Nella sua semplicità è semplicemente geniale.” (Gianni Della Cioppa). - Su RAI UNO all’interno della storica rubrica di approfondimento del TG1, Tv7, uno speciale sul tema della Costituzione e dell’impegno civile nell’arte e nella musica d’autore, nel quale è presente per la salvaguardia e la difesa dei beni comuni Luca Bassanese, assieme ad artisti, tra cui, Roberto Benigni, Fabrizio De Andrè, Giorgio Gaber, Franco Battiato, Antonello Venditti, con un estratto dal video della can-

Luca Bassanese al MIR Rimini

zone “Qui si fa l’Italia o si muore” prima traccia del suo quinto album “La Rivoluzione”, che vede la produzione di Stefano Florio per Buenaonda Etichetta Discografica. - RAI NEWS 24 dedica un’intervista a Luca Bassanese a cura della telegiornalista Patrizia Morgani nella quale l’artista tra le altre cose esprime la sua posizione sul tema della nonviolenza parlando del suo album La Rivoluzione. “C’è un mondo che si muove!” per citare uno dei manifesti in musica più conosciuti dell’artista oltre alla sua “Confini”, “L’acqua in bottiglia”, “Salta per l’indignazione” protagoniste negli ultimi anni delle

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Music Inside Rimini

leggenda del Pesce Petrolio” i beni comuni e la Costituzione con “Qui si fa l’Italia o si muore”, il razzismo con “Una sera ho incontrato un razzista”. Con un linguaggio originale e diretto, mai paternalistico o retorico dove la violenza nella parola è messa al bando per lasciare spazio all’allegoria, al ragionamento talvolta surreale su fatti concreti, portando così l’ascoltatore ad osservare gli eventi da angolature diverse fuori da ogni preconcetto.

Luca Bassanese (foto F.Mastronardo)

battaglie civili e ancora oggi colonne sonore dei movimenti per l’acqua, per la terra, per la dignità dei Popoli. Un esempio moderno, attuale, di come la musica può divenire ancora strumento per raccontare un nuovo mondo possibile, non di protesta ma di proposta, ele-

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mento di discussione e confronto. Una musica quella di Bassanese utilizzata anche nelle scuole elementari, medie e superiori per trattare tematiche di estrema attualità come il femminicidio con “Canzone d’amore (contro la violenza sulle donne), l’inquinamento con “La

Brevi note biografiche: Luca Bassanese, ha pubblicato i concept album “Quando piove tutti cercano riparo tranne gli alberi che hanno altro a cui pensare” (2015), “L’amore (è) Sostenibile”(2014), “La Rivoluzione” (2012), “Il Futuro del Mondo” (2010), “La Società dello Spettacolo” (2008), “Al Mercato” (2006), il cd Ep “Oggi che il qualunquismo è un arte mi metto da parte e vivo le cose a modo mio” (2005), la raccolta live “C’è un mondo che si muove!” (2011) e la raccolta studio dal titolo “Popolare Contemporaneo, per l’acqua, per la terra, per la dignità dei Popoli” (2013). Pubblica per Buenaonda Edizioni il romanzo dal titolo “Oggi ho imparato a volare” (2012), a Marzo 2009 il libro e audiolibro dal titolo “Soltanto per amore (poesie, lettere e momenti di vita)” e ad ottobre 2010 il Libro e audiolibro dal titolo “Racconti di un Visionario”. È interprete unico di due spettacoli originali di teatro canzone dal titolo “A Silva: la storia, la vita… e l’arte di tramandarla attraverso la musica” (2005) e “L’Italia Dimenticata” con canzoni di Domenico Modugno (2008). Nel 2012 va in scena lo spettacolo “Un Nuovo Mondo è Possibile!” con Luca Bassanese e Domenico Finiguerra, regia di Stefano Florio e nel 2014 lo spettacolo “La Scuola siamo noi” con Luca Bassanese e Alex Corlazzoli regia di Stefano Florio. ❖


Music Inside Rimini VI PRESENTIAMO I TESTI INEDITI DI “QUANDO PIOVE TUTTI CERCANO RIPARO” pubblicato per gentile concessione di Luca Bassanese

io non resto li a piangere a guardare intellettuali, filosofi, preti e laureati, uscite e mettetevi a lottare! (megafono?) Giovani, ex sessantottini, amici della rivoluzione culturale, (normale) Distruggere non serve Dobbiamo costruire A lamentarsi si finisce per morire! E intanto Passa la processione Passa col Santo in testa Passa anche il giorno di festa E domani si torna a faticare Passa la processione Passa col Santo in testa Passa anche il giorno di festa Ma no, non passa il mio amore Noi indipendenti, noi diseredati, noi che abbiamo i soldi giusti per la strada noi con l’energia presa a rate dalla gente, e la passione per ciò che è importante...

C’ERA UNA MOSCA C’era una mosca che volava piano e si fermò proprio lì davanti a me mi disse vieni prendimi per mano e mi portò via con sé…

LA PROCESSIONE sono affamato di giustizia non di rabbia perchè la rabbia uccide e non perdona Distruggere non serve

Dobbiamo costruire A lamentarsi si finisce per morire Dimmi… quali sono le cose in cui credi? È questo che conta veramente Ciò che odi no, non è importante È solo un vuoto che riempie La tua mente E intanto Passa la processione Passa col Santo in testa Passa anche il giorno di festa E domani si torna a faticare Passa la processione Passa col Santo in testa Passa anche il giorno di festa Ma no, non passa il mio amore Il mio amore per la lotta no non passa ma raddoppia

noi con l’idea che tutto può cambiare perché nulla in questo mondo resta uguale, in ginocchio vi preghiamo mentre in coro vi cantiamo Distruggere non serve Dobbiamo costruire Distruggere non serve Dobbiamo costruire Distruggere non serve Dobbiamo costruire A lamentarsi si finisce per morire! E intanto Passa la processione Passa col Santo in testa Passa anche il giorno di festa E domani si torna a faticare Passa la processione Passa col Santo in testa Passa anche il giorno di festa Ma no, non passa il mio amore Ma non passa il mio amore Ma non passa il mio amore Ma non passa il mio amore!

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OLA OLA OLA (tu sei Superman tu hai venduto Peter Pan) Ola ola ola drinking coca-cola… Tu sei Superman Tu hai venduto Peter Pan Ola ola ola drinking coca-cola… Tu sei Superman Tu hai venduto Peter Pan Intellettuali da sex shop Filosofi hula op Ribelli yo-yo notti a go-go Scrittori da party Creativi già morti Cantanti di spot Poliziotti blak block amori micro chip Preti senza slip Pensieri low cost In frigoriferi no frost uo uo uo uo uo uo uo uo uo uo Ola ola ola drinking coca-cola… Tu sei Superman Tu hai venduto Peter Pan Ola ola ola drinking coca-cola… Tu sei Superman Tu hai venduto Peter Pan Ola ola ola drinking coca-cola… Tu sei Superman Tu hai venduto Peter Pan Ola ola ola drinking coca-cola… Tu sei Superman Tu hai venduto Peter Pan uo uo uo uo uo uo uo uo uo uo Anime zippate Proteste sciroppate sveglie elettro shok A tempo di rock amori in stock vissuti al top idee pop sogni flash mob balli il tip-tap a tempo di rap vivi su face book con crisi di look uo uo uo uo uo uo uo uo uo uo Ola ola ola drinking coca-cola… Tu sei Superman Tu hai venduto Peter Pan

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Music Inside Rimini

Ola ola ola drinking coca-cola… Tu sei Superman Tu hai venduto Peter Pan Ola ola ola drinking coca-cola… Tu sei Superman Tu hai venduto Peter Pan Ola ola ola drinking coca-cola… Tu sei Superman Tu hai venduto Peter Pan

uo uo uo uo uo uo uo uo uo uo lo stracing mentale il balancing morale il meeting carnale il briefing venale l’hosting del vizio il restailing del supplizio sopravvivono illesi al dolore degli offesi

LO SPAVENTAPASSERI (CUSTODE DELL’ORTO) Sono l’unica traccia di umanità Quando solo rimango nell’orto guardiano di questa terra Custode di questo mondo Ho mani di paglia capelli di seta La mia voce è nel vento Fammi sentir per un attimo Il suono del tuo cuore magico fermati qui Ora guardami Respira con me Luna dal cuore d’argento Fermati qui Terra proteggici Respira con me Cantiamo assieme nel vento Lai la la laila la lai... Lai la la laila la lai... Lai la la laila la lai la la lai la la lai Lai la la laila la lai... Lai la la laila la lai... Lai la la laila la lai la la lai la la la Questa terra ha bisogno di umanità Per rinascere come d’incanto Dona speranza ai mie pensieri Luna che illumini il volto Balla se vuoi, Balla per noi Dolce (il) profumo di mosto Restiamo assieme fino al mattino Come rugiada nel bosco Fermati qui Ora guardami Respira con me

Luna dal cuore d’argento Fermati qui Terra proteggici Respira con me Cantiamo assieme nel vento Fermati qui Ora guardami Respira con me Luna dal cuore d’argento Fermati qui Terra proteggici Respira con me Cantiamo assieme nel vento

Lai la la laila la lai... Lai la la laila la lai... Lai la la laila la lai la la lai la la lai Lai la la laila la lai... Lai la la laila la lai... Lai la la laila la lai la la lai la la la Sono uno spaventapasseri Nell’orto dei sogni liberi Non ho verità da nasconderti Da qui osservo il mondo proteggo il raccolto I frutti che nasco dalla terra Sono il sorriso del mondo Come i tuoi occhi di luce in questo orto di pace Fermati qui Ora guardami Respira con me Luna dal cuore d’argento Fermati qui Terra proteggici Respira con me Cantiamo assieme nel vento Lai la la laila la lai... Lai la la laila la lai... Lai la la laila la lai la la lai la la lai Lai la la laila la lai... Lai la la laila la lai... Lai la la laila la lai la la lai la la la

PORCA MEDIOCRITA’ Porca mediocrità Quante volte ti ho incontrata Per la strada, dentro un bar O in una piazza affollata Tra pacche sulle spalle E discorsi di circostanza Quante battaglie perse A favore della tua ambiguità Porca mediocrità e anche oggi si va a lavorare tutto cambierà purché tutto resti uguale E tu che stai piangendo Affacciati al balcone I topi dalla gabbia sono sotto al tuo portone


Music Inside Rimini

Amati, amati non farti fottere i sogni Amati, amati Non ti serviranno soldi Amati, amati Non buttare via i tuoi giorni Amati, amati Lascia tutto e A-ma-ti! Porca mediocrità come ti muovi con eleganza tra invidia e falsità beata sia la tua innocenza così passi tra la gente come un cane che fiuta l’ossa per poi affondare i denti e noi tutti nella tua fossa ha ha ha

Porca mediocrità fa ch’io possa sederti lontano a decine di metri più in là in un mondo, in un mondo più umano E tu che stai ridendo Affacciati al balcone I topi dalla gabbia sono sotto al tuo portone Amati, amati non farti fottere i sogni Amati, amati Non ti serviranno soldi Amati, amati Non buttare via i tuoi giorni Amati, amati Lascia tutto e A-ma-ti! Porca mediocrità alleata di sua maestà

LA BALLATA DEI SANTI LAVORATORI Lai la Lai la lai la la la la la la Lai la Lai la lai la la la la la la Lai la Lai la lai la la la 2v. Balla balla balla Che intanto tempo passa Balla balla balla se anche la fame bussa Balla balla balla Balla anche tu! Balla balla balla che poi qualcuno ingrassa Balla balla balla tutti dentro alla fossa Balla balla balla Balla anche tu! Questa é la ballata dei santi dei santi lavoratori in Italia sono milioni ma chi ci pensa più

Questa è la ballata dei santi Precari di professione Che di lavoro si muore e chi ce la fa più Mentre li dentro i palazzi c’è chi si cura per bene fuori ci restan le spese ma le spese ora pagale tu! Balla balla balla Che intanto tempo passa Balla balla balla se anche la fame bussa Balla balla balla Balla anche tu! Balla balla balla che poi qualcuno ingrassa Balla balla balla tutti dentro alla fossa Balla balla balla Balla anche tu! Lai la Lai la lai la la la la la la Lai la Lai la lai la la la la la la Lai la Lai la lai la la la 2v. Questa è la ballata dei santi di chi pure tra mille catene prova a tirar fine mese Ma oggi non ce la fa più Vi prego fate qualcosa Altrimenti nei libri di storia di santi lavoratori Non ve ne saranno più E a prendervi un per uno verremo con scope e forconi siamo santi non certo coglioni noi siamo fatti così Balla balla balla Che intanto tempo passa Balla balla balla se anche la fame bussa Balla balla balla Balla anche tu! Balla balla balla che poi qualcuno ingrassa Balla balla balla tutti dentro alla fossa Balla balla balla Balla anche tu! Lai la Lai la lai la la la la la la Lai la Lai la lai la la la la la la Lai la Lai la lai la la la 2v.

Amore non piangere... Amore dai vieni anche tu! Balla balla balla Che intanto tempo passa Balla balla balla se anche la fame bussa Balla balla balla Balla anche tu! Balla balla balla che poi qualcuno ingrassa Balla balla balla tutti dentro alla fossa Balla balla balla Balla anche tu! Lai la Lai la lai la la la la la la Lai la Lai la lai la la la la la la Lai la Lai la lai la la la 2v.

HO CONOSCIUTO UN UOMO Ho conosciuto un uomo Con un cappello in testa Ho conosciuto un uomo Con un sigaro tra le dita Ho conosciuto un uomo con tanti figli da sfamare ho conosciuto un uomo che lottava per amore Contro l’ignoranza e l’indifferenza come un Cristo giù dalla Croce Per dare voce a chi non ha voce Ho conosciuto un uomo profeta dentro il cuore… E i suoi occhi erano Il mare di Genova Che si affaccia da una sagrestia una chitarra per cantare Oh Bella ciao portami via (CORO) I suoi occhi erano Il mare di Genova Che si affaccia da una sagrestia una chitarra per cantare Oh Bella ciao portami via una chitarra per cantare Oh Bella Ciao, ciao, ciao! Ho conosciuto un uomo che se andava senza fretta Tra i vicoli di Genova, Genova porto un passo dal mare ho conosciuto un uomo che sapeva amare ho conosciuto un uomo scomodo al potere perché prima d’essere prete era uomo di fede un uomo che credeva nel Vangelo e nella Costituzione parlando di uguaglianza e di liberazione…

Questa è la ballata dei santi Precari di professione Che di lavoro si muore e chi ce la fa più…

E i suoi occhi erano Il mare di Genova Che si affaccia da una sagrestia una chitarra per cantare Oh Bella ciao portami via

E se proprio lo si deve fare Siamo pronti anche ad emigrare Ti saluto mio caro Paese... Amore non piangere Amore non piangere

E i suoi occhi erano Il mare di Genova Che si affaccia da una sagrestia una chitarra per cantare Oh Bella ciao portami via

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una chitarra per cantare Oh Bella Ciao, ciao, ciao! ho conosciuto un uomo sempre con qualcosa a cui pensare trafficante di sogni lui, lui che sapeva amare ho conosciuto un uomo quiete di tempesta in mezzo al mare ho conosciuto un uomo che lottava per amore ditelo alla gente, Don Gallo il suo nome un uomo con un sorriso bianco come un giglio che senza dire una parola ti abbracciava come un figlio E i suoi occhi erano Il mare di Genova Che si affaccia da una sagrestia una chitarra per cantare Oh Bella ciao portami via E i suoi occhi erano Il mare di Genova Che si affaccia da una sagrestia una chitarra per cantare Oh Bella ciao portami via una chitarra per cantare Oh Bella Ciao, ciao, ciao!

QUANDO PIOVE TUTTI CERCANO RIPARO Mi dici nessuno ti da niente per niente Ma il sole continua a brillare Il vento continua a soffiare L’acqua scorre nel fiume Mi dici nessuno ti da niente per niente Ma la terra continua a girare Non si ferma l’onda del mare Non si ferma l’onda del mare non chiedere nulla, che tutto ti sarà dato il canto della terra, la voce del mare il respiro che protegge l’esistenza e per questo continua a respirare Non chiedere nulla, che tutto ti sarà dato, il canto della terra, la voce del mare Quando piove tutti cercano al riparo Tranne gli alberi che hanno altro a cui pensare Mi dici Nessuno ti da niente per niente questo un giorno che qualcuno ci ha insegnato era un uomo forse stanco d’amare ed io per fortuna non l’ho mai ascoltato Mi dici nessuno ti da niente per niente Ma l’albero cresce, la notte scompare Non si ferma l’onda del mare... Non si ferma l’onda del mare... Non chiedere nulla, che tutto ti sarà dato il canto della terra, la voce del mare il respiro che protegge l’esistenza per questo continua a respirare Non chiedere nulla, che tutto ti sarà dato, il canto della terra, la voce del mare

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Quando piove tutti cercano al riparo Tranne gli alberi che hanno altro, che hanno altro a cui pensare La terra il mare La notte scompare Il sole la vita Che cresce che nasce

L’amore la vita la morte L’amore che nasce e rinasce l’amore l’amore L’amore la vita la morte L’amore che nasce e rinasce l’amore... L’amore la vita la morte L’amore che nasce e rinasce l’amore l’amore L’amore la vita…

NO O.G.M. LA TERRA È NOSTRA! (recitato) Attenzione!...Attenzione! Siete circondati! Liberate gli Ortaggi! Cosa c’entrano le fragole con il pesce artico Provalo a spiegare Ad un bambino Di prima elementare E ti dirà che sei pazzo Pazzi sono gli uomini Che giocano a modificare millenni di vita sul pianeta Biotecnologia industriale Togliete le mani dalla terra la terra non è vostra giù le mani dalla terra giù le vostre mani! La terra è nostra La terra è nostra E noi la lavoriamo NO OGM, NO OGM frutti del denaro La terra è nostra La terra è nostra E noi la difendiamo NO OGM, NO OGM la terra noi l’amiamo NO OGM, NO OGM frutti del denaro (recitato) La natura non è qualcosa di altro da noi qualcosa da manomettere, da sfruttare, da usare, la natura siamo noi, siamo noi in ogni albero, in ogni foglia, nel canto degli uccelli, nel frinire delle cicale, siamo acqua, terra, aria… Biodiversità frutti a volontà abbasso il cibo unico

ditelo anche là all’università che l’amore è un piatto armonico fiori, farfalle, api, altri insetti e gli uccelli del cielo È sempre più fragile l’Eco-sistema se produciamo veleno Togliete le mani dalla terra la terra non è vostra giù le mani dalla terra giù le vostre mani! La terra è nostra La terra è nostra E noi la lavoriamo NO OGM, NO OGM frutti del denaro La terra è nostra La terra è nostra E noi la difendiamo NO OGM, NO OGM la terra noi l’amiamo La terra è nostra La terra è nostra E noi la lavoriamo NO OGM, NO OGM frutti del denaro La terra è nostra La terra è nostra E noi la difendiamo NO OGM, NO OGM la terra noi l’amiamo Togliete le mani dalla terra la terra non è vostra giù le mani dalla terra giù le vostre mani! La terra è nostra La terra è nostra E noi la lavoriamo NO OGM, NO OGM frutti del denaro La terra è nostra La terra è nostra E noi la difendiamo NO OGM, NO OGM la terra noi l’amiamo NO OGM, NO OGM frutti del denaro (recitato) La storia più bella del mondo inizia con un seme, finisce con un grande albero e in mezzo i cattivi muoiono tutti! ❖


Music Inside Rimini INCONTRI AL MIR: RISERVA MOAC di Loris Böhm

Fabrizio Russo (Musicista Producer) Roberto Napoletano (Musicista Producer) Patrizio Forte (Musicista Producer) Antonio Scioli (Musicista) Modera: Alfonso Mainelli (Avvocato e ambientalista)

Per tornare al disco, dieci tracce che potrebbero essere dieci singoli, vorrei pubblicare il testo dell’ultima, meravigliosa “Mayday Midai”, che potrebbe diventare un inno generazionale. MAYDAY MIDAI (Music: R. Napoletano – Lyrics: F. Russo)

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randi Riserva Moac, molisani dal sound sconvolgente, avanguardia folk o come vogliamo chiamarla, non gli manca nulla per avere successo, e infatti hanno già vinto diversi premi e award significativi. Uscito alla fine del 2015, appena ascoltato, mi sono subito innamorato di questo disco: “Babilonia” è davvero quanto di meglio si può ascoltare della world music italiana contemporanea. Con disinvoltura si passa dalla fanfara al rap, attraversando lande di generi musicali e substrati di ironica denuncia. Il tutto è ben amalgamato da melodie e ritmi assai coinvolgenti e originali. Per un qualsiasi critico è estremamente difficile dare una etichetta a un gruppo di artisti che fanno del genio e dell’innovazione lo status quo del loro lavoro. Nulla è lasciato al caso, ogni nota, sospiro e riverbero è inserito per uno scopo preciso, per dare una connotazione unica e incisiva... riescono, in de-

finitiva, a trarre l’essenza migliore da ogni genere esplorato, da ogni improvvisazione. Non può partecipare a contest o premi, appunto per l’impossibilità di collocarlo in un genere preciso, ma posso assicurarvi che nel 2015, pur avendo ascoltato una valanga di dischi, posso tranquillamente mettere “Babilonia” in vetta a tutte le preferenze d’ascolto. Sono anche socialmente impegnati... alla Fiera MIR per esempio hanno presentato A ´´RISERVA´´ DI AMBIENTE: L´esperienza della RISERVA MOAC in “Lotta contro il mostro”: concerto a sostegno della mobilitazione popolare contro le Biomasse nel Matese. Relatori: Serena D´Angelo (Presidio contro le Biomasse nella valle del Matese) Valentino Perrella (Imprenditore caseario e promotore di “Lotta contro il mostro”) Lucia Buttino (Rappresentante delle Mamme Coraggio) Riserva Moac (direzione artistica e anima musicale di “Lotta contro il mostro”)

Siamo in cattivo stato come tori anello al naso. Dispersi nella tele come zombie andiamo a caso. Siamo soldati in fila per un posto nella vita: a caccia di “farfalle” barattiamo anche la fica. SE NON TI VUOI SVEGLIARE NON E’ COLPA MIA. CI SONO TROPPE COSE DA BUTTARE VIA! SE NON TI SAI PIU’ AMARE NON E’ COLPA MIA. CI SONO TROPPE COSE DA BUTTARE VIA! Siamo gli eroi del trucco, i sicari dell’inganno. Nell’occhio del ciclone ci governa il grande sonno. Siamo noi che mandiamo certa gente in parlamento. Siamo noi, siamo noi il reality del momento. siamo noi grandi assenti del presente. Abbiamo smesso di sognare, di pensare, tanto poi ci assolve e ci confessa, il prete esentasse… Padre figlio spirito santo aiutaci. Se guardi in su non puoi sapere dove vai, ma se vogliamo dirottare questa nave ce la facciamo se mettiamo i remi in mare. Padre figlio spirito santo salvaci. Se guardi in su non puoi sapere cosa sei, ma se pensare è farsi le domande giuste ce la facciamo se scegliamo le risposte. SE NON TI VUOI SVEGLIARE NON E’ COLPA MIA. CI SONO TROPPE COSE DA BUTTARE VIA! SE NON TI SAI PIU’ AMARE NON E’ COLPA MIA. INSIEME TUTTO QUESTO SPAZZEREMO VIA! ❖

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Music Inside Rimini CESARE DELL’ANNA & OPA CUPA: BALUARDO

Incontri al MIR: il nuovo CD di Opa Cupa

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rascorsi quasi venti anni da quando nel ’98 si formò la prima cellula degli Opa Cupa, la band rappresenta il primo progetto balkan nato in Salento. Opa Cupa è il racconto di testimonianze irripetibili, è una storia di immigrazione, il racconto di viaggi e partenze in cui la condivisione e l’esplorazione generano un’alchimia potente in grado di far crollare le barriere sociali dinanzi al confronto tra etnie e culture apparentemente lontane e diverse. Opa Cupa è il sud del mondo dal quale nasce il nuovo fermento, è la periferia dimenticata ai margini da cui si generano i cambia-menti. Il percorso artistico della band è caratterizzato dalla ricerca delle melodie dei Balcani che si incrociano con le sonorità tipiche del Sud Italia. Arricchite da sfumature progressive jazz e impreziosite dai tempi dispari e irregolari, creano un connubio perfetto fra tradizione ed avanguardia. L’esplosiva band guidata dal Maestro Cesare Dell’Anna negli anni si è nutrita di contaminazioni, esperimenti e dinamicità. Il cuore pulsante degli Opa Cupa è infatti la continua voglia di sperimentare ed arricchirsi musicalmente tramite l’esplorazione di nuovi percorsi sonori, senza la paura di spingersi oltre le barriere di genere.

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Grazie a questo spirito di inclusione e ai testi intrisi di messaggi socio-culturali, gli Opa Cupa negli anni hanno trovato terreno fertile in tutta Italia ma anche in Europa passando dalla Spagna alla Germania, dalla Francia all’Inghilterra e da vari Paesi dell’Est fino agli States per una lunga tournée, sfondando le resistenze linguistiche e di costume. Da questa mentalità nasce “Baluardo”, quarto album della band in cui Cesare Dell’Anna mischia le carte per l’ennesima volta sfidando se stesso, amalgamando immaginari colti con espressioni popolari. Il sound degli Opa Cupa è sfrontato, sprezzante del pericolo di osare che viene rovesciato ed utilizzato per giocare. Il risultato è un viaggio che non può essere raccontato, bisogna farsi trascinare in un mondo in cui l’arcobaleno ritmico disegna la strada percorsa dai musicisti; un viaggio che si affronta scalzi nonostante sotto i piedi ci siano le macerie delle periferie non ricostruite dell’Est Europa, mentre spira a tratti un vento dal Maghreb e a tratti la brezza marina dal Salento. “BALUARDO” diventa la fortezza in rovina da cui si innalza l’urlo di battaglia per affrontare le ingiustizie sociali e personali dei giorni nostri. In questo lavoro si trova tutta l’energia opposta alla distruzione dei sogni e alla mancanza di vergogna la quale fa sì che le poltrone dei piani alti siano occupate da governanti spesso collusi e senza scrupoli, controllori che si muovono impuniti tra strumentalizzazioni e leggi interpretate per interesse personale. “Baluardo” è un acuto riflettere del suono sulla bellezza dell’arte nella sua massima espressione di libertà e creatività, svincolata dagli schemi del clientelismo politico che ammanetta la musica, la censura e rende i suoi protagonisti “mercanti d’arte”. Vittima illustre di tali ingiustizie è stata “La Casa della Musica – Livello 11/8”, nido primordiale di ideali in cui è stato concepito e realizzato il nuovo progetto degli Opa Cupa. Un luogo di incontro e confronto per artisti pieni di vita con un ricco bagaglio di esperienze da raccontare e che trovano una “residenza artistica” in cui raccontarsi e dar voce al proprio pensiero. “Baluardo” è il racconto di uno strano disguido giudiziario e di una cattedrale nel deserto, i sogni infranti e le promesse disattese che rendono la tromba, raffigurata in copertina da Marcello Moscara, non più così libera di suonare e regalare emozioni. “Baluardo” è la politica che prima disfa…e poi disfa. ❖


Music Inside Rimini

Il gruppo Opa Cupa

INCONTRI AL MIR: ZINA Comunicato Stampa

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ina è un melting pot sonoro che simboleggia un mondo fatto di aggregazione e non di rifiuto, di armonia e non di disprezzo. Zina è l’incontro tra culture differenti che si confrontano tra loro e si uniscono grazie alla musica. E’ un progetto che nasce dalla cultura dell’accoglienza, si incardina sull’interrelazione con i migranti che hanno avuto la fortuna di trovare sulle spiagge del Salento la risposta ai loro sogni, la valorizzazione delle

loro capacità artistiche e culturali oltre alla possibilità di esprimersi liberamente nella terra che li ospita. Zina è lo specchio di quella società che nelle diversità trova la linfa vitale per affermare la propria identità nel rispetto e nella condivisione di quella altrui, risultando più ricca, consapevole e matura. La band, nata dall’incontro di alcuni musicisti africani e pugliesi e guidata da Cesare Dell’Anna, rappresenta un viaggio che ci guida dagli spazi infiniti del deserto fino alle pianure del Salento, dalle atmosfere metropolitane alle magie musicali che abbracciano le terre che si affacciano sul Mediterraneo creando nuove commistioni e sonorità. Una fusione che evoca i ritmi della tradizione magrebina e senegalese, le melodie della musica jazz e i suoni del rap, del reggae e dub. ❖ Discografia:

Zina (2007) Afreeque (2009)

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Cronaca ACOUSTIC NIGHT 16: DUO POWER

Beppe Gambetta, chitarra, voce Tony McManus (Scozia-Canada), chitarra, voce Winifred Horan (USA, Irlanda), violino Seamus Egan (USA, Irlanda), chitarra, bouzouki, banjo, flauti irlandesi di Loris Böhm e Federica Calvino Prina

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i rinnova l’attesissimo appuntamento annuale con Acoustic Night, stabilmente nella programmazione del Teatro della Corte di Genova. Come ogni anno mi ritrovo in prima fila alla giornata d’inaugurazione, e come ogni anno rimango colpito dalle scenografie e dalla scaletta musicale proposta dai quattro artisti che si alternano in duo, in assolo e tutti insieme. Come mi ha anticipato lo stesso Beppe Gambetta, le tre serate sono andate da tempo “sold out”, e lui stesso si è dichiarato rammaricato di non aver replicato il concerto una quarta serata, ma qui ci troviamo sempre a dover combattere con la carenza cronica di sponsors e patrocinatori, per cui non si può rischiare più di tanto.

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A dirla tutta, Genova risponde in blocco a questo evento, e arrivano spettatori da mezza Italia, Germania, Inghilterra e altre nazioni, inquanto Beppe cura una corposissima mailing list di super-affezionati che spesso lo seguono in tournee. Il tema di Acoustic Night 16 “Duo Power” ha tratto spunto dall’ultimo lavoro di Beppe Gambetta: il CD Round Trip costruito in duo con il maestro della chitarra celtica Tony McManus. Il Duo è una forma spettacolare di dialogo e sinergia musicale in grado di esaltare le qualità degli artisti e generare poesia in una equazione in cui a volte il risultato dell’addizione “uno più uno” può sorprendentemente diventare “tre”.

La musica di Round Trip è stato un’immaginario viaggio acustico prodotto con paziente lavoro di ricerca e arrangiamento che ha unito lungo un filo di estetica comune melodie antiche che vanno dai campanari liguri ai motivi riscoperti della tradizione celtica. Beppe e Tony hanno spaziato lungo questo filo e in direzioni diverse e per Tony, veterano molto amato dal pubblico dell’Acoustic Night, è stato un ritorno speciale ricco di novità. Il secondo duo composto da Winifred Horan e Seamus Egan ha rappresentato il connubio perfetto tra modernità e tradizione. I due artisti, nati a New York e Philadelphia da famiglie di emigranti irlandesi, si affermano come principali virtuosi e


Cronaca

innovatori della loro tradizione musicale che aprono in maniera spettacolare al futuro e alla creatrività. Seamus e Winifred sono I leader e l’elemento portante della celebrata band Solas, il cui “sound” si è sviluppato in 20 anni di attività attorno all’estetica del loro duo.

Ovviamente, oltre alla spettacolarità del Duo, l’Acoustic Night ha avuto il consueto punto di forza nell’incontro e nell’ensemble di tutti I musicisti. E’ stata un’edizione tinta di colori celtici rivolta più di altre a cavallo tra la musica del vecchio e del nuovo mondo. ❖

Produzione: Beppe Gambetta, Federica Calvino Prina Quadri di scena: Sergio Bianco TEATRO DELLA CORTE, Genova Gioverdì 5 maggio 2016, ore 19:30 Venerdì 6 maggio 2016, ore 20:30 Sabato 7 maggio 2016, ore 20:30

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Cronaca

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Interviste “Haru no uta” ovvero “Ode alla Primavera” in occasione dei festeggiamenti dei 150 anni di amicizia tra Italia e Giappone

INTERVISTA A YUKARI KOBAYASHI di Loris Böhm

La splendida location del Parco di Portofino, accessibile solo a piedi

Il Kokin Wakashû viene tradotto con “Raccolta di poesie giapponesi antiche e moderne”, ed è la seconda raccolta di poesie giapponese pervenutaci successiva al Manyoshu e la prima delle ventuno antologie imperiali della poesia classica giapponese. Si suppone fu compilata all’inizio del X secolo, nel periodo Heian. Raccoglie 1100 poesie divise in venti libri. La prima edizione fu curata da Fujiwara no Teika (1114-1204). Cit. Wikipedia Prima del concerto però intervistiamo la cantante:

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uando una gita escursionistica è finalizzata con un concerto di musica tradizionale è sempre una festa per i sensi... quando la tradizione è quella giapponese ci si riappropria dell’armonia dell’anima. Yukari Kobayashi (voce) e Katsumi Nagaoka (chitarra) con la voce di Francesca Rota, recitante letture dal Kokin Wakashû ci introducono a questo evento.

La musica tradizionale giapponese parla solo di stagioni o anche altri aspetti della vita del popolo?

Sì, principalmente contempliamo la natura e la mettiamo in musica, ad esempio le onde del mare, oppure trascriviamo in musica le festività collegate alla stagione, ma durante questo concerto proporremo anche brani di origine antica, ma anche di composizione contemporanea considerando che voi in Italia apprezzate anche le composizioni moderne.

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Interviste

Queste composizioni appartengono ad una regione del Giappone o a tutta la nazione?

Da tutto il Giappone. Il brano “Hana” per esempio proviene dalla parte di Tokyo, descrive un percorso in barca sul fiume Sumida, che attraversa la città, mentre si ammirano i fiori in modo estatico. Da quanto tempo presentate la vostra musica in Italia?

Forse da più di dieci anni. Quest’anno ricorrono 150 anni di amicizia tra Italia e Giappone, in Giappone fanno tante mostre in contemporanea riguardante la tradizione italiana mentre in Italia cerchiamo di proporre qualcosa della tradizione giapponese. Sul sito dell’ambasciata giapponese in Italia ci sono in agenda tutti gli eventi dedicati a questa ricorrenza. Gli strumenti che utilizzate sono più a corda, o a fiato?

Esatto, sono sia a corda che a fiato, anche di costruzione occidentale. Abbiamo anche artigiani liutai molto capaci. Rispetto al resto dei Paesi Asiatici, forse la vostra musica tradizionale è ancora poco conosciuta in Italia ben-

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ché da noi la world music sia molto seguita... nel resto d’Europa è più conosciuta, da cosa dipende?

E’ musicalmente molto lontana, i compositori sono molto diversi dai vostri quindi può essere interessante ma vi stancate presto di ascoltarla. Sta un po’ cambiando la vostra mentalità: ora siete più affascinati dalle musiche esotiche. Forse dipenderà dal fatto che noi in Italia siamo più abituati a ballare con il ritmo della musica piuttosto che ad ascoltarla in contemplazione?

Non potrei dirlo, non saprei (risata). Mi esibisco ma non ho mai approfondito bene il motivo per cui apprezzate maggiormente altri generi musicali. Mi rendo conto che ascoltando a lungo la nostra musica tradizionale, gli italiani si stancano, per via che la scala è diversa. Ringraziamo la gentile cantante, e ci prepariamo ad ascoltare un concerto che ci resterà ben impresso nella mente. Valeva la pena fare una lunga camminata per poter assistere a questo spettacolo. ❖


Eventi Al Porto Antico 18 Luglio 2016 ore 21

LILITH XL – CON SUZANNE VEGA Comunicato Stampa

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l Lilith Festival 2016 si fa Extra Large con una data extra il 18 luglio al Porto Antico di Genova per il concerto della cantautrice californiana Suzanne Vega. Con un nuovo album in uscita, torna in Italia l’antistar del rock che con le sue ballate intimiste ha aperto la strada a una nuova generazione di cantautrici. “Talks About Love”, questo il nome del nuovo album in di Suzanne Vega basato sulla vita della poetessa Carson McCullers che verrà portato in tour in estate, insieme ai più grandi successi della cantautrice statunitense. L’artista californiana debutta nel 1985 con l’omonimo album subito ben accolto dalla critica. Nel 1987 esce Solitude Standing che raggiunge la N.2 della UK Album Chart, e che contiene il famosissimo singolo Luka. Cambio di stile nel 1990 con Days Of Open Hand, un disco più maturo, sperimentale e profondo. Due anni dopo è la volta di 99.9F°, una miscela eclettica di folk, dance ed industrial. Nel 1996 esce Nine Objects Of Desire. Songs In Red And Grey (2001) parla del suo divorzio dal marito e produttore discografico Mitchell Froom, nel 2003 esce Retrospective, The Best Of Suzanne Vega e nel 2006 Beauty&Crime con il quale ha vinto un Grammy come “best engineered album, non classical”. ❖

Info www.lilithassociazioneculturale.it Prevendite aperte su bookingshow.it http://bookingshow.it/SUZANNE-VEGA-Biglietti/82585 Prossimamente verranno comunicati i nomi delle altre protagoniste della sesta edizione  del LILITH FESTIVAL che si svolgerà il  10-11-12 Giugno, a Genova, in Piazza De Ferrari

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Eventi I REBIS AMBASCIATORI DEL LILITH FESTIVAL AL FESTIVAL INTERNAZIONALE D’ARTE FEMMINISTA DI TUNISI: “CHOUFTOUHONNA” Comunicato Stampa

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enerdì 13 maggio i Rebis suoneranno alla serata inaugurale del Festival Internazionale d’arte femminista di Tunisi “Chouftouhonna”: iniziativa d’arte e di attivismo nata da un piccolo collettivo di donne e che coinvolge in questa seconda edizione artiste provenienti da trentadue paesi del mondo. L’edizione 2016 è ispirata alle parole dell’attivista indiana Anasua Sengupta: “troppe donne in troppi paesi parlano la stessa lingua: il silenzio” e offrirà al pubblico della capitale tunisina una ricca kermesse di concerti, mostre, atelier, conferenze e DJ set con l’intento di creare uno spazio di visibilità e di confronto per l’arte al femminile, troppo spesso ancora confinata a un ruolo minoritario nel panorama internazionale. Da anni i Rebis portano avanti un percorso volto all’incontro e allo scambio interculturale tra l’Italia e il mondo arabo e cercano di tracciare con le loro canzoni (composte in italiano, arabo e francese) ponti emotivi tra le sponde del Mediterraneo. A marzo sono stati in Tunisia per girare con l’équipe italo-tunisina di Cosenude Media Projects il primo videoclip del nuovo album previsto per la prossima estate e che vedrà la collaborazione di grandi musicisti della scena italiana e internazionale. Il nuovo lavoro discografico dei Rebis -intitolato “Qui” e prodotto da Primigenia Produzioni- è un’antologia di racconti al femminile, è il canto di un risveglio, è un’intenzione che desidera sovvertire nel profondo le

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dinamiche di sfruttamento e di oppressione subite e attuate dall’essere umano contemporaneo. Non è dunque un caso che il duo genovese (composto dalla cantante e arabista Alessandra Ravizza e dal chitarrista Andrea Megliola) si sia fatto promotore dell’incontro tra le attiviste del festival Chouftouhonna di Tunisi e le artiste e organizzatrici del Festival Lilith di Genova: appuntamento musicale riconosciuto a livello internazionale per l’originalità e la qualità della sua proposta artistica e per l’importante riflessione che porta avanti sullo stato della musica d’autore e sul ruolo e la partecipazione delle donne “sul, dietro e oltre il palco”. Con lo spirito di condivisione creativa che da sempre le contraddistingue, le direttrici del Lilith Festival hanno dunque proposto

un gemellaggio alle loro colleghe tunisine che vedrà i Rebis come rappresentanti italiani della musica d’autore al femminile in Tunisia e che porterà a Genova un’importante artista tunisina alla serata inaugurale del Festival Lilith che si terrà il 9 giugno in Piazza De Ferrari. Le altre due serate del Lilith Festival si terranno sabato 11 giugno e domenica 12 giugno, sempre in Piazza De Ferrari: headliner della serata di sabato sarà Rita Lilith Oberti & the Sinnersaints, mentre domenica la chiusura del festival toccherà a Nada & A Toys Orchestra. ❖ Lilith Festival: http://www.lilithassociazioneculturale.it Chouftouhonna Festival: http://chouf-minorities.org Rebis: http://www.rebisofficial.it


Argomenti Conferenza alla Fiera MIR Rimini

LA NOTTE MEDITERRANEA: SALENTO, RIVIERA ROMAGNOLA E IBIZA PER UN DIVERTIMENTO DI QUALITÀ di Loris Böhm

Parla Andrea Gnassi, Sindaco di Rimini Per marginare lo spaccio di droga o l’intrusione di pubblico irrequieto, si deve organizzare un’alleanza tra forze dell’ordine e sistemi e operatori dove chi sgarra paga, bisogna introdurre il daspo, e chi crea un precedente va fuori: mi sento più sicuro se vedo una divisa a tutelare l’ordine pubblico. Non è uno scandalo organizzare delle forme estreme di controllo in casi estremi. Quello che è venuto fuori nella notte del Music Inside

Festival secondo me è esattamente l’opposto di quello che doveva venire fuori ovvero che ha iniziato a funzionare il modello che abbiamo messo in atto con la questura e la prefettura; non voglio chiamarlo modello Rimini, ma i giornali devono dare la notizia che ci sono sedicimila persone di pubblico, controlli selettivi all’entrata, la sicurezza diffusa, ci sono zone di decompressione, ci sono zone in cui mangiare e bere, sono stati arrestati quattro spacciatori fuori dalla Fiera, a cui si dà il daspo a vita... se invece passa la notizia in cui in un week end dove ci sono 70% di

hotel aperti viene fuori un titolo del tipo “Macello!”, allora chiudiamo, abbiamo già perso! Mi sarei aspettato che fosse venuto fuori esattamente quello che ha funzionato, ed è scaturita una immagine opposta al modello che si voleva dare all’evento. Un tempo chi si drogava era escluso dal gruppo, adesso succede che ti droghi per far vedere che sei dentro al gruppo, e questo è un problema enorme. Bisogna essere rigidi ed inflessibili. Può essere che dal Salento e dalla Romagna venga fuori una piattaforma nazionale con alcuni

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punti che si offrono al Ministro dell’Interno e che danno la possibilità di questa alleanza non per un titolo di cronaca ma per sconfiggere un problema che esiste. Io auspicherei che le forze dell’ordine fossero presenti... il fatto che quattro disgraziati delinquenti siano stati beccati per me è un vanto, nei confronti di una massa di sedicimila persone. La notte mediterranea va descritta anche per il suo sapore, i suoi profumi: il fascino della notte nel Salento che ti propone i suoi ritmi, i castelli della Romagna con la musica e i servizi di accoglienza. Noi dobbiamo lavorare sui valori irripetibili della notte mediterranea, e dentro questo pacchetto ragionare su misure concrete e serie per costruire un argine ad un fenomeno che coivolge le masse di giovani dalle undici di sera alle quattro di mattina. Questo è un Paese che vive di emergenza, andiamo sempre sull’emergenza ma forse più che sull’emergenza bisogna costruire una strategia faticosa che richiede qualche anno di lavoro.

Parla Paolo Perrone, Sindaco di Lecce Il problema che Andrea ha posto è un problema che noi avvertiamo molto forte. Noi abbiamo scelto un sistema che ha scelto qual’è la strada su cui costruire il proprio sviluppo, la propria crescita, che è quella di offrire un’immagine di Lecce e del Salento come meta turistica, luogo da offrire a viaggiatori attraverso un mix di elementi che hanno prodotto una proposta competitiva. Mi riferisco soprattutto al fatto che la riconoscibilità della nostra terra non è la stessa di dieci o quindici anni fa. Quando una trentina di anni fa dicevo che ero di Lecce mi chiedevano “dov’è Lecce?”, ora non è più così. Si è puntato sugli assets più significativi, che sono il nostro patrimonio sia paesaggi-

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stico che monumentale. Chi conosce Lecce e i centri del Salento sa che c’è stata una fortissima rivalutazione dei centri storici e monumenti pubblici e privati e la riscoperta del Salento rurale, quindi le masserie, l’agricoltura, e la riproposta del mare. Oltre a questo aspetto materiale si è lavorato molto su quello immateriale: si viaggia non più per vedere delle cose ma per vivere delle esperienze; non basta il barocco, il bel mare e la campagna, devi offrire qualcosa di più, e quindi si è lavorato moltissimo sull’aspetto culturale tradizionale storico per far conoscere la nostra musica, la nostra danza, la nostra enogastronomia. Questo ha composto un prodotto al momento molto competitivo, malgrado le difficoltà che Andrea ha presentato per la riviera romagnola, da noi è moltiplicato per mille, perchè se è vero che si sceglie la location in base alla distanza e alla comodità e il tempo per percorrere quella distanza, e al costo relativo del viaggio, allora noi siamo davvero messi male. E’ evidente che in tutto questo “la notte” rappresenta una minaccia o rappresenta una opportunità? Cioè offrire la notte significa rafforzare questa proposta turistica o significa segmentare il mercato che rischia di farti perdere tutto il resto offrendola al popolo della notte. Sono convinto che sia una opportunità, la notte può essere un luogo che se ben proposto serve a rafforzare la mia proposta turistica... al momento a Lecce ce l’abbiamo fatta, è il centro della movida tutto l’anno, anche se venite un lunedì di gennaio troverete la città piena di giovani, con le contraddizioni che questo comporta perchè il centro storico di Lecce è altamente abitato: 11.500 abitanti su 93.000 vivono nel centro storico, per cui esiste difficoltà tra popolo della notte e residenti. Ultimamente quello che è successo nelle ultime stagioni a Gallipoli dove si è data l’immagine

di notte frenetica a buon prezzo ha fatto allontanare tanti turisti. In questo caso non è stata una opportunità ma una minaccia... allora come uscire da questo problema? Noi ci stiamo lavorando anche guardando ad esperienze di successo come Ibiza, Barcellona, dove la proposta turistica viene rafforzata da quella notturna, con qualità e tranquillità. Chi fa il Sindaco deve porre il problema di come far vivere la notte: a mia figlia voglio dimostrare che quella notte sia sicura, creando anche economia. Tantissime iniziative giovanili sono nate al centro storico di Lecce. La notte non è un arco temporale e deve essere affrontato con delle politiche idonee affinchè sia sicura. Immaginiamo che non sia un ghetto per giovani, ma occasione per organizzare gli eventi, visitare un museo, andare a teatro, trattare non come un tempo ma come un luogo, avviare la politica urbanistica dei trasporti ... creando una professionalità che serva a far sì che questi tre elementi, economia, notte sicura e divertimento equilibrato possano attuarsi. C’è bisogno di alleanza tra locali, forze dell’ordine e operatori. Una carta di intenti da attuare tra il Ministro degli Interni, gli operatori economici e responsabili delle politiche locali. La prospettiva per il Salento è che possa essere scelto come meta turistica anche per le prospettive notturne. Lo dico a tutti i presenti: non mi spaventa un sistema di competizione, sicuramente profiquo, che sia tra il Salento, la Romagna e il resto del Mediterraneo, per l’opportunità di mutuare esperienze di successo. Sull’offerta notturna dobbiamo fare un passo in più... andrò ad Ibiza appunto per vedere come il problema è stato affrontato e risolto. L’Onorevole Sergio Pizzolante della Camera dei Deputati, si sofferma sulla spettacolarizzazione della situazione di precaria sicu-


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rezza della discoteca Cocoricò di Riccione. Poi conclude: “Lo sballo non si combatte solo con la repressione. Le forze dell’ordine stanno facendo un lavoro eccezionale, ma se di fronte al comunicato delle forze dell’ordine che puntualmente e correttamente scrive cosa è successo ieri, furto di catenina, di 50 euro, qualche dose di anfetamina, quattro arrestati per spaccio... di fronte a decine di migliaia di persone, se di fronte ad un comunicato corretto delle forze dell’ordine che hanno fatto il loro lavoro in maniera corretta, la mattina dopo sui giornali i titoli sono “fiumi di droga e di arresti” allora cosa si può fare? Come si può reagire di fronte al male di una disinformazione che devasta il lavoro di chi cerca di fare qualcosa

di produttivo che siano le forze dell’ordine, che siano il Sindaco, che siano i parlamentari, che siano gli operatori... come si fa? Questa è la domanda! Se noi abbiamo vissuto l’estate passata come “l’estate delle morti per droga e dello sballo”, se questo è il preludio per la prossima estate, mi vengono un po’ i brividi. Come si fa a non dare nessuna importanza e nessun rilievo al lavoro che si fa, che voi state facendo in positivo, come le forze dell’ordine. E’ vero quello che diceva la moderatrice Fabiana Pacella (giornalista de Il Nuovo Quotidiano di Puglia), delle cose stanno succedendo. Dopo il dibattito dell’estate passata (noi abbiamo fatto questa grande alleanza fra Salento e la Romagna con questo grande evento

ordinato dal Prefetto Palomba) quindi non l’ha fatto “un’associazione a delinquere” bensì il Prefetto con la collaborazione delle forze dell’ordine, dei ministeri e dei sindaci. Si è detto per la prima volta con chiarezza quali sono le dimensioni economiche del mondo della notte per il fatturato, per i mestieri. Il mondo della notte vale quanto l’agricoltura italiana: 70 miliardi di fatturato valgono quanto quella dell’agricoltura italiana... quella è la dimensione. Non possiamo “spegnere” la notte dietro le campagne di disinformazione. Di fatto si penalizza il gestore dei locali notturni che collabora con la giustizia denunciando i pusher e gli spacciatori, perchè gli arresti sono un curriculum negativo per il

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gestore che rischia la chiusura del locale, invece questa onestà va incoraggiata e premiata... si stanno facendo dei passi in avanti con il Ministro degli Interni, ma questi passi in avanti non esistono nell’informazione pubblica... non voglio attaccare l’informazione ma parlare chiaramente, magari domani mi distruggeranno su qualche giornale, ma a me che me ne importa, le cose bisogna dirle, ci deve essere una responsabilità di tutti: la stampa ha un ruolo fondamentale importante come le scuole. Gli sforzi in più devono essere fatti da parte di tutti. Interviene la moderatrice Fabiana Pacella (giornalista de Il Nuovo Quotidiano di Puglia) Bisognerebbe intervenire innanzitutto sensibilizzando i genitori di questi ragazzi che fanno uso di droghe, ma vorrei spostare l’attenzione su quello che è il nocciolo di quest’incontro: Emilia Romagna, Salento, Ibiza: cosa vorreste dare di esempio alle altre due realtà e cosa vorreste prendere. Continua Andrea Corsini, Assessore al Turismo e Commercio della Regione Emilia Romagna E’ già stato detto molto quindi non vorrei ripetere quello che già hanno detto i sindaci con cui sono perfettamente d’accordo. Parto dal voler incoraggiare, perché questa mattina ho avvertito una sensazione di sfiducia dopo gli articoli di stampa di stamattina, invece si deve andare avanti su questa strada perché la startup che è partita in questi giorni a Rimini sia un fatto nuovo, rilevante. Avevamo bisogno di mettere in campo una forte innovazione sul tema della nightlife, perché dagli anni settanta ottanta il mondo della notte seppe reinventarsi. Ora siamo in una fase diversa, tutto sommato positiva per l’economia turistica na-

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zionale e regionale, ma non ci deve spingere a stare fermi, ecco perché credo che l’iniziativa che ha preso la Fiera di Rimini d’accordo con il mondo delle imprese, è riduttivo parlare che riguardi solo di discoteche: stiamo parlando di un’industria che va ben oltre le discoteche, pur essendo un componente importante non sono le sole. Ha fatto bene la Fiera a riproporre dopo diversi anni questi elementi di innovazione perché oggi il nostro prodotto turistico anche in una regione virtuosa, durante questa micidiale crisi economica, ha saputo mantenere elevati livelli di competitività da iniettare nel nostro sistema turistico delle forti dosi di innovazione di prodotto, allora come trent’anni fa fummo all’avanguardia nel mondo dell’intrattenimento, oggi credo che l’iniziativa di startup partita da Rimini debba essere incoraggiata, magari rivisitata in alcuni suoi punti, aggiornata ma può essere davvero quell’elemento che ripropone la Romagna al centro delle politiche di innovazione del prodotto legate all’economia della notte. Un incitamento a continuare su questa strada facendo attenzione alla prevenzione che i sindaci prima di me hanno evidenziato e che condivido, ma credo che sia la strada giusta per affrontare a 360 gradi un tema complesso come quello dell’economia della notte. I resoconti lo dimostrano: 70 miliardi di fatturato, 19 milioni sono le persone che ruotano intorno al divertimento, più di un milione sono gli addetti, le persone che lavorano alla filiera della notte. E’ un pezzo importante del Made in Italy: quando lo celebriamo nel mondo giustamente ricordiamo alcuni comparti produttivi come l’automobilismo, l’agroalimentare, che hanno numeri importanti ma non ci ricordiamo mai dell’economia della notte che è un pezzo significativo dell’economia. Magari qualche Paese ci ha superato nel

corso di questi anni a livello qualitativo, ma dobbiamo ripartire da qui, e credo che questo confronto partito da un convegno di Lecce che mette a confronto realtà che sono leader del mondo dell’intrattenimento, il Salento, la Romagna, Ibiza, possa essere un punto di riferimento importante, un terreno di lavoro sul quale costruire negli anni delle strategie comuni a livello di area vasta. Area vasta perché la sfida non è tra l’Emilia Romagna o le Marche ma neanche tra l’Emilia Romagna e la Puglia... la sfida è con i grandi competitori internazionali extraeuropei, con i grandi bacini statunitensi, asiatici, quindi se vogliamo che il nostro sistema possa vincere la sfida delle competitività, un’alleanza strategica dei Paesi del Mediterraneo rispetto alcuni prodotti sui quali dobbiamo costruire un confronto importante. Questo confronto fra tre realtà fra loro diverse che possono mettere a frutto le loro esperienze, possono costruire un’alleanza, come i progetti derivanti dalla macro regione adriatico-ionica quindi Mediterraneo ma non solo. L’esperienza derivante da questo confronto può allargarsi anche ad altri riferimenti e prodotti perché se vogliamo vincere la sfida competitiva con i grandi bacini internazionali dobbiamo giocarla sulla grande dimensione delle alleanze strategiche. Noi abbiamo recentemente approvato una legge, ne parleremo anche domani al Palacongressi di Rimini con Dario Franceschini, che può dare una risposta al tema delle ridestinazioni dei territori, di come la promozione turistica non può essere confinata all’interno dei Comuni ma neanche delle Province. Questo è solo il primo passo perché la sfida molto più complicata da giocare è anche di carattere culturale, quella di ragionare in termini di macroaree perché si vince sulle macroaree... il piccolo è bello ma porta inevitabilmente a essere confinato in un solo confine e non


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giocare una sfida competitiva con le spalle robuste e vincerla. Credo che ci siano tutte le condizioni, al di là dei problemi che ci sono stati e ci saranno sempre, per fare un buon lavoro nei prossimi anni che ci consentirà di superare questa comunicazione non sempre purtroppo... insomma che rendi onore al lavoro che stiamo facendo e le cose positive che portano a tutti noi.

Interviene la moderatrice Fabiana Pacella Considerare le culture differenti è probabilmente la carta vincente della Spagna e di Ibiza: fare del mondo del divertimento una cultura legata in maniera diretta all’indotto turismo. Vedendo l’Italia e in particolare la Romagna e il Salento, il modo di gestire il divertimento notturno, quali sono le impressioni che avete: positive o negative.

Interviene Joaquim Boadas de Quintana, Segretario Generale “Spain Nightlife”

abbiamo fatto in Spagna due mesi fa: abbiamo lanciato un fumetto pubblicitario molto duro, una baruffa che finisce con un morto... un messaggio crudo ma bisogna farlo perché spiega le conseguenze di una cattiva gestione del divertimentos. Bisogna anche commentare l’eccellenza, che è il contrario dei problemi e insicurezza. Se si investe molto in qualità e prevenzione abbiamo un divertimento durevole. Cosa facciamo in Spagna nel caso della baruffa con un morto... siamo anche accusatori nel processo di giudizio nei confronti dell’autore dell’aggressione perché è l’unico responsabile di quell’atto. Non è responsabile l’organizzatore della notte che ha fatto tutto il possibile perché l’episodio non succeda. Il giornalista chiama noi che siamo gli accusatori, nei confronti della persona che con il suo gesto ha messo discredito verso gli organizzatori della notte; è molto facile distruggere l’immagine di un’attività derivata da molti anni di investimenti e lavoro da parte dell’imprenditore, molto difficile invece è migliorarla.

Cosa facciamo invece per l’eccellenza: per esempio la discoteca di Ibiza più importante nel mondo, ha presentato un certificato di sicurezza all’associazione mondiale della notte che identifica il locale come sicuro per tutti i suoi clienti. Un distintivo che tranquillizza i frequentatori e lancia il messaggio che dentro il locale non ci saranno incidenti di nessun tipo. In ogni caso nei processi l’imprenditore è parte civile accusatore nei confronti di chi arreca danno di immagine al locale. Abbiamo parlato anche di alleanza, che è molto importante tra amministratore, forze dell’ordine e imprenditori; la collaborazione produce la notte sicura, tutto il resto è secondario, ma questo è prioritario, l’unica formula da attuare per la sopravvivenza della vita notturna, in tutte le nazioni del mondo. Ad Ibiza il pubblico è di qualità perché i locali sono di qualità. Il miglior locale di Ibiza (che è anche del mondo) fattura 400 milioni all’anno... nessuno può avvicinarsi a quella cifra. Più guadagni più puoi investire per la sicurezza, e questa è la strada affinché il divertimento non diventi un problema. ❖

Prima di parlare del caso di Ibiza, vorrei continuare il vostro discorso della “demonizzazione della notte”. Questa non è una novità, è un problema perché l’immagine di tutte le discoteche del mondo è in pericolo perché se succede qualcosa il colpevole è sempre l’imprenditore della notte. Detto questo, i punti cruciali sono questi: la assenza di sicurezza, colpa dell’imprenditore, e l’abuso di alcool e consumo di droghe e le baruffe. Come risolviamo in Spagna questi problemi: prima lavorare molto la prevenzione. Quando ho lanciato il messaggio non sono responsabile di quello che è successo. Il messaggio deve essere lanciato in forma amabile, e nello stesso tempo duro, altrimenti il messaggio non arriva. Per esempio la campagna per aumentare la consapevolezza; questo è molto importante... cosa

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Conferenza alla Fiera MIR Rimini: protagonista “La Notte della Taranta”

di Loris Böhm

Dino Lupelli

(Presidente Italian Quality Music Festivals)

Luigi Chiriatti

(Direttore artistico La Notte della Taranta)

Alberto Fumagalli

(Nameless Music Festival)

Massimo Frognani (promoter)

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on potevamo mancare alla conferenza più interessante della Fiera MIR Rimini. I promoter dei più importanti festival italiani a confronto con “La Notte della Taranta”. Il moderatore Lorenzo Ortolani dice: In Italia grossi festival ancora non ce li abbiamo, ora andremo ad approfondire cosa è il formato, cosa vuol dire creare un format ed esportare ed importare un format. La parola a Dino Lupelli che ci spiega cos’è l’Italian Quality Music Festivals. IQMF è una associazione che riunisce i festival che si muovono sul

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territorio della musica attuale, in particolare elettronica ma non solo. L’idea è quella di immaginare che nella scena italiana dei festival si deve partire dell’analisi dello status quo per capire dove possiamo arrivare. Vediamo che all’estero i festival sono delle vere e proprie industrie, hanno budget e fatturati enormi e ci siamo resi conto che tutti quanti noi messi insieme raggiungiamo si e no il livello di un terzo o la metà del fatturato di un festival estero. Questo è un dato importante per far capire oggi la fotografia di quello che è il livello dell’industria in Italia. Tutti insieme i nostri dodici festival hanno un budget annuale che

vanno dai due milioni, due milioni e mezzo di euro... un festival medio internazionale va dai cinque ai sette milioni di euro, i festival grossi vanno dai venti milioni in su per ogni singola manifestazione. Le dimensioni ridotte dell’economia in Italia si ripercuotono sui festival, ma in positivo ci qualifica il fatto che in Italia i festival riescono a svolgersi in dimensioni urbane e contesti storici che hanno un potenziale di attrazione e sviluppo che non è solo legato alla musica. In Italia la nostra associazione si batte affinché a parte le dimensioni del festival in sé, per essere riconosciuti e ci vengano messi a disposizione quegli spazi e quei luoghi


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In centro Luigi Chiriatti relaziona sull’andamento del Festival Notte della Taranta

di prestigio che farebbero la differenza. Io faccio sempre lo stesso esempio. In questo senso Luigi Chiriatti che lavora sulla Notte della Taranta che è un festival molto complesso che coniuga territorio e contenuti in maniera perfetta, è l’esempio lampante di come in Italia puoi competere dal momento in cui oltre all’aspetto musicale di intrattenimento puro riusciamo a coniugare la bellezza del nostro paesaggio, del nostro territorio, e perché no, anche l’ospitalità e il cibo italiano. Questo è il motivo per cui nasce la nostra associazione; come se fosse un marchio di fabbrica su cui abbiamo cominciato a lavorare da poco più di un anno. Luigi Chiriatti, la Notte della Ta-

ranta è uno di quei format che è prettamente italiano, perché si basa sul folclore e la musica folcloristica italiana, che è evoluta però, si è avvicinata alla musica moderna. Parla Chiriatti (Direttore Artistico Notte della Taranta): Senza questo passaggio non staremmo qui a parlare della Notte della Taranta, cioè fare soltanto musica folcloristica o di tradizione avrebbe ristretto di molto un’attrattiva sia musicale che turistica. Il secondo passaggio è quello di distinguere la musica di tradizione a cui fanno capo gli archivi e le documentazioni storiche con la musica dei territori che si incontra con la musica afona. Il format è molto

semplice, per fare questo ogni anno noi ci avalliamo da venti anni di Maestri Concertatori che vengono con il loro bagaglio musicale e si confrontano con le sonorità e le musiche del territorio. Naturalmente questo va inserito nel contesto di attrazione turistica e paesaggistica ma anche fatta di cibi e di posti turistici come piccoli borghi e non soltanto le spiagge del Salento. Questi esempi di architettura che risalgono anche dalla Magna Grecia hanno permesso che questo incontro della musica salentina ed il territorio riformattate attraverso la sensibilità dei Maestri Concertatori che noi scegliamo ed hanno un’anima, fanno sì che questa musica risplendesse di nuove sonorità; di-

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Ancora Luigi Chiriatti al centro risponde alle domande di Lupelli e Fumagalli

versamente parliamo un po’ di archeologia della musica tradizionale che così come l’abbiamo ereditata non potrebbe portare ad altro che ad un sentimento di nostalgia di com’era bello... Abbiamo bisogno invece di provare sentimenti nuovi e storie nuove che passino dalla musica e che vadano al territorio, all’accoglienza e al cibo; far conoscere il territorio alla gente che viene da fuori. La Notte della Taranta è partita da una piazzetta: la piazza di San Giorgio, molto bella con i portici del 1300, oggi ospita 250.000 spettatori solo la notte finale. Abbiamo un festival di 16 tappe che precedono il concertone finale che si svolge in alcune località, come Lecce, Otranto, Gallipoli,

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essenziali per il turismo attrattivo del Salento che comprende altri 150.000 spettatori, per cui è un grosso evento che porta bene anche agli imprenditori che hanno strutture ricettive come ristorazione, o comunicazioni, per cui possiamo affermare che ogni euro speso per la Notte della Taranta ne tornano indietro cinque per il territorio. Per la prima volta gli istituti bancari dove si svolge il festival itinerante cioè le 16 tappe che precedono il concertone, hanno detto che nei giorni del festival dalle due del pomeriggio alle due di notte sono stati prelevati due milioni di euro in contanti... sono cifre importanti che vengono spese presumibilmente sul territorio.

Il moderatore Lorenzo Ortolani dice: Io quando sono venuto alla Notte della Taranta l’anno scorso ad esempio ho imparato a suonare il tamburello, ho imparato a ballare la pizzica, ho imparato molte cose. Tutte queste attività che si fanno intorno alla Notte della Taranta fanno parte del format... Parla Chiriatti: Sì, la musica in se stessa potrebbe risolversi in una serata o in un momento mentre tutto intorno al festival ci sono una serie di attività che vanno dalla costruzione di strumenti tradizionali all’insegnamento nella scuola di pizzica e ad alcuni aspetti culturali che non sono da trascurare come proiezione di filmati storici, racconti da viva voce dei protagoni-


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sti, insomma si possono fare delle vacanze culturali oltre che stare in mezzo a dei suoni importanti proposti dai Maestri Concertatori. (Omesso l’intervento di Alberto Fumagalli, che parla del suo festival di musica elettronica). Torniamo a parlare della Notte della Taranta: è un evento interessante perché è anche aiutato dalla Regione Puglia, cioè c’è un rapporto con la parte governativa, amministrativa.  La regione Puglia stanzia una cifra sostanziosa per la realizzazione di questo festival ma il ritorno economico turistico che ne ha in cambio è altrettanto consistente. Molti altri fondi vengono dalla vendita del marchio della Notte della Taranta, per esempio nel periodo del festival gli alberghi sono completamente pieni, per cui alcuni riservano 50 posti letto per gli ospiti che vengono da fuori. Poi esiste la vendita di tanti gadget. Il problema è la messa in sicurezza del festival, che richiede 600 mila euro perché il paese è piccolo, circa 1.200 abitanti e ha bisogno di essere tutelato anche da un punto di vista strutturale; è composto prevalentemente da persone anziane ma per questo ci lavorano con abnegazione cinque persone tutto l’anno; non è semplice perché ci vorrebbero secondo me trenta persone fisse per concepire un festival che funzioni bene. Ricordiamo che non facciamo pagare nessun biglietto.  Alberto Fumagalli fa i complimenti agli organizzatori della Notte della Taranta per essere riuscita a ottenere finanziamenti dalla Regione, mentre sottolinea come sia impossibile ottenere delle infrastrutture per il suo festival dalle pubbliche amministrazioni lombarde, come degli autobus navetta o treni straordinari per raggiungere la zona del festival da Milano, perchè siamo bollati dall’idea generalizzata che un festival di musica moderna crea solo problemi e non è considerato

un business commerciale che può creare lavoro. Interviene Chiriatti: Non è che la Regione Puglia faccia beneficenza, hanno delle loro convenienze: faccio un esempio, la Grecia Salentina, un territorio di 50 km quadrati dove ci sono questi paesi inerpicati, fino a 10 anni fa aveva 20 posti letto, oggi ci sono 30.000 posti letto, quindi il concetto che noi facciamo cultura è molto limitato. E’ una industria culturale pratica; 30.000 posti letto in un’area così limitata sono una enormità, perché vengono presi d’assalto da giugno a ottobre, tanto che quando finisce il festival la Regione Puglia dice che ringraziano la Notte della Taranta. Il concetto da sfatare è che normalmente dicono che facciamo musica o cultura, no, facciamo posti di lavoro. Un’altra cosa volevo dire sulla critica dei giornali: l’anno scorso abbiamo avuto una polemica tremenda con dei giornalisti de Il Fatto Quotidiano. Il giorno dopo la Notte della Taranta è uscito un articolo ingiurioso che ha bollato il festival di aver riempito di immondizia il paesino. Bene, posso assicurarvi ma lo testimoniano i fatti, che la festa è finita alle 4,30 della mattina, alle 9 il paese era non solo pulito ma anche lavato. Non si sentiva neanche più la puzza di birra. E’ chiaro che ci sono dei tentativi di etichettare questi festival però è anche chiaro che scorre un po’ di vino in più, come da tutte le altre parti, il problema è ripristinare dopo la situazione. Interviene Frognani: Non sono d’accordo: quando qualcuno crea qualcosa di positivo, qualcuno subito ti viene contro, un mio partner tedesco mi ha sempre detto che in Italia è meglio essere numero due che numero uno perché al numero uno vanno tutti contro mentre il numero due può fare business. Questo è il concetto italiano e la politica di oggi. Non accetto che il giornalista, quando faccio qualcosa di

buono poi il giorno dopo deve studiare per come distruggere il mio lavoro, questo è inaccettabile. Si pensa che all’estero è tutto perfetto, tutto preciso, in realtà non è sempre così, né nella direzione economica perché tutti pensano che gli altri vanno come dei treni, in realtà gli altri fanno fatica quanto noi. Ad Amsterdam invece si paga il 4 per cento di SIAE e il 7 per cento di IVA, noi abbiamo dovuto fare una battaglia, per ottenere il 10 per cento in entrambi. Quando si parla del festival americano di Coachella, quest’anno sono state arrestate 146 persone, questo vuol dire che se metti 250 mila persone in un’area è statisticamente probabile che ci sono una serie di persone che non stanno lì per comportarsi bene. Questa cosa non produce in America la richiesta dei benpensanti di chiudere il Coachella, semplicemente portano via i 146 signori. Quando a Roskilde qualche anno fa, uno dei più grandi festival rock, sono morte 6 persone sotto un palco durante un concerto, nessuno ha detto basta Roskilde, ma hanno affrontato il problema. Noi ci troviamo a dover gestire centinaia di migliaia di persone, abbiamo una responsabilità enorme, ma non possiamo essere considerati i tutori dell’ordine pubblico all’interno delle manifestazioni anche perché non ci è concesso dalla legge. Allora guardateci come imprenditori. Non chiuderebbero nessun supermercato perché al suo interno c’è stato un episodio violento. ❖

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Eventi 46° FESTIVAL INTERCELTIQUE DE LORIENT ANNO DELL’AUSTRALIA DAL 5 AL 14 AGOSTO 2016

Anteprima della programmazione al Grand Théâtre di Lorient 14 aprile 2016

di Giustino Soldano e Muriel Le Ny (foto © Giustino Soldano salvo dove diversamente indicato)

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artecipare di persona alla presentazione del Festival Interceltique de Lorient (F.I.L) è sempre una bella esperienza e anche questa volta non ci siamo fatti scappare l’occasione. Lo scorso 14 aprile siamo quindi andati al Grand Théâtre di Lorient per assistere alla conferenza pubblica, durante la quale Lisardo Lombardia, direttore del Festival, ha illustrato il programma del prossimo Festival. All’inizio della conferenza erano presenti anche il presidente del F.I.L Guy Gestin e il direttore del teatro Rodolphe Dana. Come già descritto in altre occasioni, sebbene tale programma sia disponibile nella stessa serata anche sul sito internet del F.I.L, seguire dal vivo l’enunciazione dei concerti e degli spettacoli è tutta un’altra cosa; si scopre con un certo pizzico di suspense, passo dopo passo e con l’ausilio di alcuni videoclip, chi saranno gli artisti che si esibiranno nelle varie giornate del Festival. Inoltre, durante la presentazione del programma, c’è sempre l’esibizione di qualche artista che sarà presente al F.I.L. e che in quest’occasione è stato Patrick Molard che ha dato sfoggio della sua bravura nell’interpretazione di un brano con la cornamusa, offrendo un’anteprima di quello che sarà lo spettacolo intitolato “Ceól Mór - Light and Shade”, una sua creazione che sarà rappresentata nella serata di mercoledì 10 agosto al Grand Théâtre.

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Badge del F.I.L. 2016

Infine, cosa non da poco, dopo la conferenza, durante un cocktail di chiusura, viene distribuito in anteprima il libretto col programma ufficiale del Festival e si scambiano opinioni con gli altri invitati.

Vediamo ora in sintesi cosa ci proporrà il 46° Festival Interceltique. Abbiamo già spiegato in precedenti articoli su questa rivista, che ogni anno, a rotazione, viene designata come rappresentante del Festival una delle Nazioni dell’area celtica come Bretagna, Scozia, Irlanda, Asturie, Galizia, Galles, Isola di Man, Cornovaglia, oppure uno di quei Paesi in cui sono emigrate persone provenienti dalle aree precedenti e appartenenti quindi a quella che è definita la “diaspora celtica”. È il caso di questa edizione in cui ritorna, dopo dieci anni, l’Australia. Sottotitolo di questo prossimo Festival è un riferimento all’altro emisfero: “Des celtes sous la Croix du Sud”. Gli spettacoli dedicati all’Australia saranno: La Soirée d’ouverture Australie sabato 6 agosto

La Grande nuit de l’Australie lunedì 8 agosto Deux étoiles de la Croix du Sud venerdì 12 agosto Gli artisti che rappresenteranno l’Australia saranno: Archie Roach, cantautore e chitarrista di origini aborigene che, come altri suoi coetanei, quand’era ancora un bambino fu prelevato a forza dalla sua famiglia e costretto a vivere la sua infanzia in una famiglia di bianchi. Si esibirà il 6 e il 12 agosto. Jane Rutter, flautista di provenienza dalla musica classica che si diletta anche in brani scozzesi e irlandesi: sarà sulla scena il 6 agosto. Eric Bogle, chitarrista e cantautore di origini scozzesi, autore e interprete di brani famosi tra cui quello contro la guerra dal titolo: “No Man’s Land (The Green Fields of France) “, che è stato ripreso an-

Da sx: Rodolphe Dana, Guy Gestin e Lisardo Lombardia durante la presentazione del F.I.L. 2016

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Patrick Molard durante la sua esibizione

Archie Roach - © Ferne Millen

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Joan Baez - ©DR

che da vari artisti di fama internazionale come Bob Dylan, Donovan e i Chieftains. Lo si potrà vedere il 6 e l’8 agosto. Claymore, gruppo di musica celtica, conosciuto anche in Italia, che è già stato varie volte al F.I.L. Anche questo gruppo si esibirà il 6 e l’8 agosto. Tommy Emmanuel, musicista che suona la chitarra con la tecnica del finger picking. Sarà in scena il 12 agosto. Siobhan Owen, giovane cantante e arpista, gallese di nascita ma residente in Australia, che ha suonato l’anno scorso anche al Fe-


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Si discute amabilmente dopo la presentazione del F.I.L.

Jane Rutter - ©DR

stival Triskell di Trieste. Parteciperà a ben otto concerti durante il Festival. Tra i big internazionali della musica che saranno presenti anche quest’anno al F.I.L. segnaliamo: Joan Baez, che si esibirà il 6 agosto all’Espace Marine, una struttura allestita tutti gli anni in occasione del Festival.

The Corrs; il gruppo irlandese sarà di nuovo a Lorient sabato 13 agosto su un palcoscenico approntato apposta per il loro concerto allo Slipway nella zona del Port de Pêche. Questo gruppo era già stato al Festival nel 1996. In Italia questo gruppo è molto apprezzato e seguito e c’è persino un fan club italiano su internet: http://www.thecorrs.it

Ci sarà inoltre il gradito ritorno delle vedette bretoni come: Alan Stivell, che presenterà, domenica 7 all’Espace Marine, alcuni brani del suo ultimo album “AMzer” in compagnia di numerosi invitati tra cui l’onnipresente Bagad de Lann Bihoué. Dan Ar Braz, che sarà accompagnato dall’Orchestre Symphonique de Bretagne in uno spettacolo all’Espace Marine, giovedì 11 agosto. Sicuramente questi due spettacoli avranno un largo seguito. Uno spettacolo che contiamo di andare a vedere e che consigliamo vivamente, sarà quello del gruppo di Youn Kamm et le Bagad du Bout du Monde che si terrà mercoledì 10 all’Espace Marine. Avevamo già avuto un assaggio dell’esibizione di questo gruppo lo scorso gennaio durante la cerimonia dei Prizioù e ci era molto piaciuto. Ne avevamo parlato, tra l’altro, in un articolo del numero 43 di Lineatrad. Questo spettacolo sarà preceduto dal concerto della violinista canadese Dominique Dupuis, una beniamina del Festival, che si è esibita parecchie volte a Lorient, dove ha iniziato la sua carriera nel 2000. Altri spettacoli interessanti saranno senz’altro quello di: Duncan Chisholm, virtuoso violinista scozzese che sarà ospite dello spettacolo “Cap sur l’Ecosse” che si terrà martedì 9 all’Espace Marine. Duncan aveva già suonato in passato al Festival Interceltique con il gruppo dei Wolfstone e quello dello spettacolo in occasione del settantesimo anniversario dell’associazione di musicisti tradizionali bretoni: Bodadeg ar Sonerion, chiamata ora semplicemente Sonerion, che si terrà venerdì 12 agosto al Grand Théâtre; per l’occasione interverranno: la Bagad Kemper, la cantante Marthe Vassallo e il compositore Sylvain Girault, uno degli elementi del gruppo bretone Katé-Mé. Sarà interessante scoprire il quartetto Ze Big NoZ formato dai quattro sassofonisti: Francis Mounier, Guil-

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Il gruppo dei Claymore - ©DR

Siobhan Owen - ©DR

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Ze Big NoZ - © DR


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laume Schmidt, Gweltaz Hervé e Ronan Le Gouriérec, che si esibiranno il 12 e il 14 agosto sul palcoscenico del Quai de la Bretagne in uno spettacolo prodotto in collaborazione col Festival Interceltique. Come negli anni precedenti saranno molto numerosi gli spettacoli gratuiti o ai quali si accederà mediante un badge che costa 5 Euro, valido per tutti i dieci giorni del Festival. Appuntamento quindi al 5 agosto, per godere appieno di un programma ricco come sempre di numerosissimi spettacoli e manifestazioni adatte a tutte le età e a tutti i gusti. ❖

Alan Stivell - © Jean-Baptiste Millot

Si ringrazia l’organizzazione del Festival Interceltique di Lorient per averci trasmesso le fotografie degli artisti, che abbiamo potuto pubblicare in quest’articolo. Per il programma completo e tutte le informazioni sul Festival vi rimandiamo al sito ufficiale: www.festival-interceltique.bzh/ Il FIL ha una sua pagina anche su Facebook www.facebook.com/festival.interceltique.lorient e su twitter: https://twitter.com/@FESTIVALLORIENT

Dan Ar Braz - @bernard Gal+®ron

The Corrs - ©DR

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Eventi FESTIVAL CORNOUAILLE 19 - 24 LUGLIO 2016 QUIMPER

Anteprima sui principali eventi

Comunicato Stampa a cura di Giustino Soldano

Il duo Rivière - Lagadic - ®Eric Boffy

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a città bretone di Quimper ospiterà dal 19 al 24 luglio la novantaquattresima edizione del Festival Cornouaille. Sono stati conservati i luoghi tradizionali in cui ci saranno i vari spettacoli: il Théâtre de Cornouaille, l’Espace Pierre Jakez Hélias, l’Espace Corentin e l’Espace Gradlon, ai quali è stato aggiunto quest’anno un nuovo sito, il Novomax, vicino allo storico Théâtre Max Jacob. Tutte queste strutture sono concentrate in centro città o nelle immediate vicinanze e tutte raggiungibili comodamente a piedi.

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La programmazione offre degli eventi molto interessanti fin dal primo giorno, martedì 19 luglio con il concerto al Théâtre de Cornouaille, di Ronan Le Bars, virtuoso suonatore di uillean-pipes e del suo gruppo di musicisti. Sulla scena compariranno anche, come invitati, Dan Ar Braz e Stéphane Eicher. In contemporanea all’Espace Pierre Jakez Hélias, si esibirà la cantante e chitarrista Colline Hill che presenterà il suo ultimo album “Skimmed”. Al Novomax sarà invece presente l’arpista Lina Bellard col suo spettacolo “Toutes les filles s’appellent Jeanne”.

A parte Dan Ar Braz, che non ha bisogno di commenti, data la sua fama, segnaliamo il talento del musicista Ronan Le Bars e delle due artiste Colline Hill e Lina Bellard, che abbiamo avuto modo di vedere in precedenti edizioni del Festival Interceltique di Lorient. Mercoledì 20 luglio saliranno, sulle scene dei siti visti prima, rispettivamente: la Bagad Cap Caval, vincitrice numerose volte del campionato di bagadoù, che ospiterà durante il loro concerto il gruppo femminile Barba Loutig, di cui fa parte anche Lina Bellard, in veste di cantante, e il violinista Jonathan


Eventi

Ronan Le Bars - ®Eric Legret

Dour. I Dremmwel, un gruppo di musica tradizionale composto da sei musicisti di Quimper, che festeggeranno per l’occasione i loro trent’anni di carriera. Le due cantanti Marie-Aline Lagadic e Klervi Rivière, nel loro spettacolo “Tout le monde sur le pont’’. Per giovedì 21 luglio il Festival ha programmato: Gabriella Laberge, in arte Gabriella, giovanissima cantautrice e violinista originaria del Quebec, che ha partecipato al Festival international de jazz de Montréal e a un’edizione della versione francese di “The Voice”; sarà quindi una sorpresa andarla ad ascoltare. Non sarà invece una sorpresa, il gruppo dei Doolin che abbiamo avuto modo di seguire in più occasioni; originari di Tolosa, suonano musica irlandese in maniera brillante. Il terzo spettacolo sarà interpretato dal gruppo bretone Dañs er Jeko, di cui fa parte Gwylan Meneghin, un bassista molto valido che conosciamo da diverso tempo. Grande appuntamento quello di venerdì 22 luglio, con il concerto di Alan Stivell al Théâtre de Cornouaille, primo appuntamento estivo dell’artista in Bretagna; prevediamo il tutto esaurito per questo evento. Sul palco dell’Espace Pierre Jakez Hélias, ci saranno invece i Red Cardell, gruppo molto conosciuto e

Colline Hill - ®HamiltonLake

Lina Bellard - ® Eric Legret

amato in Bretagna e altrove, formatosi proprio a Quimper nel 1992. Al Novomax ci sarà invece lo spettacolo “Le Lac d’Eugénie”, col cantante Sylvain Girault, detto anche GirO, ex membro dei gruppi KatéMé e Jeu à la Nantaise. Serata molto intensa quella di sabato 23 luglio, che prevede lo spettacolo di danze tradizionali “ Kement Tu”, organizzato dalla Confédération War’l Leur e vari concerti con la partecipazione del trio EDF fondato nel 1999 dai tre musicisti bretoni Patrick Ewen, Gerard Delahaye e Melaine Favennec

e il gruppo Ars’ys, di cui fa parte il cantante Armel An Héjer, membro anche del gruppo Sa[f]ar che si era esibito l’anno scorso al Cornouaille. Terminerà la serata o meglio la nottata, la “Cyber Fest-Noz” all’Espace Corentin, grandiosa festa danzante con la partecipazione di numerosi gruppi bretoni, che faranno ballare migliaia di appassionati fino alle due, tre di notte. La giornata di domenica 24 luglio sarà dedicata, come da tradizione, alle sfilate dei gruppi in costume e dei suonatori e all’elezione della “Reine de Cornouaille”.

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Eventi Bagad Cap Caval - ® Myriam Jegat

Dremwell - ®Herv + ® Inisan

Sylvain Giro - ®ValK

Alan Stivell - © Jean-Baptiste Millot

Molto numerosi saranno, come sempre, gli spettacoli e i concerti gratuiti, sia pomeridiani sia serali, che vedranno tra i protagonisti gruppi molto famosi come i Soldat Louis e la DJ Miss Blue (all’anagrafe Bleunienn Jégou-Louarn). Previsti anche diversi stage di danze bretoni e di ricamo, oltre a diverse manifestazioni lungo le strade della città. ❖ Gabriella - ®Jean-Charles Labarre

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Programma completo, biglietteria e informazioni sul sito ufficiale www.festival-cornouaille.bzh/


Eventi

Doolin @Bernard Benant

Red Cardell - ®Kamille Le Roc’h

Soldat Louis - ®Myriam Jegat

Dañs er Jeko - ®Didier Ropers

MISS BLUE - ®Vany Picture

Ars’ys - ®Julie Lefévre

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Eventi CHAMPIONNAT DE BRETAGNE DE DANSE TRADITIONELLE GOURIN 2016

Selezione delle danze ammesse alla finale del 3 settembre

di Giustino Soldano e Muriel Le Ny

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vevamo già parlato del Campionato di musiche e danze tradizionali, che si svolge tutti gli anni a Gourin, nel numero 34 di Lineatrad. Questo Campionato, per quanto riguarda le danze, è organizzato dalla Confédération War’l Leur, in collaborazione con la Fédération War’l Leur del Morbihan e in partenariato con il Comitato di Gourin. Ha un regolamento abbastanza complesso. Cerchiamo di riassumere qui le diverse fasi. Una prima selezione dei danzatori avviene mediante una ventina di concorsi di danze appartenenti ai cinque Dipartimenti Côtes d’Armor,

Le danze sorteggiate

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Una fase del sorteggio. Da sx Tristan Gloaguen, Anne-Cécile Tastard con la figlia, Marc Muros

Finistère, Ille et Vilaine, Morbihan e Loire Atlantique. I danzatori iscritti a questi concorsi devono vincerne almeno uno per accedere alla finale o, nel caso di alcune danze con parecchi iscritti, accedono alla finale i primi tre qualificati. I concorsi si svolgono tutto l’anno, normalmente fino al mese di agosto prima della finale. Nel mese di aprile, in occasione di una conferenza stampa nei locali del Castello di Tronjoly a Gourin, sono estratte a sorte le quattro danze durante le quali si sfideranno i danzatori qualificati per la finale.


Eventi

In questa finale, che si tiene a settembre, i danzatori possono scegliere se concorrere a una o più delle quattro danze prescelte come singoli o in coppia; i primi cinque qualificati per ognuna delle danze ricevono un punteggio che va dai 25 punti per il primo ai 10 punti per il quinto oltre a un punteggio supplementare in base al numero di danze a cui concorrono. Alla fine viene stilata una classifica che premia i migliori danzatori che hanno raggiunto i maggiori punteggi. Lo scorso 9 aprile, per la prima volta anche noi abbiamo assistito alla conferenza stampa e al sorteggio delle danze selezionate per il prossimo 3 settembre. In un’atmosfera molto conviviale, dopo una proiezione del video del Campionato di danze del 2015 e gli interventi di Tristan Gloaguen, direttore di War’l Leur; Marc Muros, anziano responsabile della Fédération del Morbihan; Anne-Cécile Tastard, attuale responsabile; David Le Solliec, sindaco di Gourin; Georges Boutet e Laurent Citérin, copresidenti del comitato dei suonatori, è giunto il momento emozionante del sorteggio. Le danze che faranno parte del concorso di quest’anno sono: Dañs Plin, Gavotte du Bas Léon, Passepied de Plaintel e Avant-Deux de St-Martin. Gli appassionati italiani di danze bretoni, che sappiamo essere numerosi, sono quindi avvertiti: appuntamento al 3 e 4 settembre per assistere al 60° Championnat De Bretagne De Musique Et Danse Traditionnelles. ❖

Da sx Laurent Citérin e Georges Boutet copresidenti del comitato dei suonatori

I trofei che saranno assegnati ai vincitori del Campionato di danze tradizionali

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Cronaca WORKSHOP E CONCERTO D’ARPA JARDIN MUSICAL MORBIO INFERIORE – SVIZZERA

23 APRILE 2016 Elisa Vellia “La femme qui marche” dalla Grecia al Canton Ticino di Giustino Soldano e Muriel Le Ny (foto © Giustino Soldano)

Due momenti del Workshop

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lisa Vellia, è un’arpista originaria di Corfù, che avevamo scoperto l’anno scorso a luglio a Dinan in occasione dei “Rencontres Internationales De Harpes Celtiques” (vedi nostro articolo sul n. 38-39 di Lineatrad) e incontrato di nuovo qualche giorno dopo al “Festival Cornouaille di Quimper”. Avevamo molto apprezzato le sue doti di arpista e cantante, così quando abbiamo letto della sua partecipazione a un concerto nella Svizzera italiana, trovandoci per l’occasione nelle vicinanze, ne abbiamo approfittato per andarla ad ascoltare ancora una volta. Questo evento, suddiviso in due parti, un ministage pomeridiano di arpa celtica e un concerto serale, è stato organizzato da Arpitalia, importatore ufficiale per l’Italia di Camac Harps, nella sede di Morbio Inferiore della scuola di musica “Jardin Musical”, per presentare la recente arpa in fibra di carbonio Ulysse, costruita dalla Camac in collaborazione con Elisa Vellia. L’arpista invitata per l’occasione, era arrivata il giorno prima

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da Atene dove si era esibita in una serie di concerti. La giornata è stata molto positiva poiché ci ha dato l’opportunità di scoprire alcune caratteristiche di Elisa Vellia che non avevamo riscontrato nelle precedenti occasioni. Innanzitutto l’abbiamo vista per la prima volta nella veste di docente di musica e ci è molto piaciuto il suo metodo d’insegnamento, con alternanza di musiche, ritmi, canti e danze e, in effetti, il corso, che ha visto la partecipazione di una quindicina d’iscritti di età varie, tra cui alcune adolescenti molto motivate, è stato molto apprezzato. Inoltre, rispetto ai concerti dell’anno scorso, in questa circostanza Elisa ci è apparsa più sorridente, gioviale e rilassata nonostante la stanchezza del viaggio. Il concerto serale, al quale sono intervenute alcune persone oltre ai corsisti, è stato molto gradito dal pubblico, che ha ammirato l’esecuzione dell’arpista e la sua bellissima voce. La Vellia ha proposto diversi brani, tra cui alcuni in greco tratti dai suoi album, compreso il suo

Elisa Vellia con l’arpa Ulysse durante il concerto

ultimo “La femme qui marche”, una canzone di Youenn Gwernig, famoso musicista e poeta bretone, un tango e un brano che aveva suonato durante il corso. Sfortunatamente il pubblico non è stato numeroso; gli assenti hanno perso un’ottima occasione per conoscere un’artista di fama internazionale che si è esibita per la prima volta nel Canton Ticino. ❖ --Ringraziamo Enrico Tartarotti, direttore di Arpitalia e Pauline Fazzioli, sua assistente, per averci dato la possibilità di seguire l’evento.


Eventi

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Recensioni MICHEL BALATTI: THE NORTHERN BREEZE

(Felmay fy8240) di Loris Böhm

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rovate a chiudere gli occhi e ascoltare questo CD senza sapere cosa ascoltate... due sensazioni forti vi si presenteranno: la fresca brezza del nord, e fin qui

ci siamo. La tradizione irlandese irrompe e arriva fino al cuore; la seconda è quella di trovarsi di fronte ad un musicista di quelle lande, e qui ci sbagliamo... ma siamo perdonati perchè Michel Balatti è un fulgido esempio di come un artista italiano da sempre innamorato di Irlanda può alla fine immaginare atmosfere e paesaggi sonori ben distanti dalla nostra penisola, al punto da essere confuso con un residente. Se è membro dei Birkin Tree, ovvero il gruppo italiano che ha suonato nei maggiori festival in Irlanda insieme alle star locali, ci sarà un motivo! Tutto nel disco ci riporta a quelle terre: la foto di co-

DANIELE FALASCA: INCIPIT

pertina, le note solo in inglese, e il contenuto sonoro ovviamente. La Felmay ha fatto centro anche questa volta; tra gli undici brani proposti troviamo diversi tradizionali, alcuni firmati da autori irlandesi e un paio di lunghi brani di suo pugno (e vi sfido a capire quali sono, senza leggere il libretto!). Quasi cinquanta minuti di piacere autentico per tutti i celtofili: Michel Balatti ai flauti e whistles, Michael Bryan alla chitarra, Fabio Biale al piano e bodhran, con gli ospiti Nuala Kennedy al whistles, Caitlin Nic Gabhann alla concertina, e Elena Spotti all’arpa, vi terranno compagnia per questo lungo viaggio... ❖

(Materiali Musicali MAT121) di Loris Böhm

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n disco di un virtuoso fisarmonicista abruzzese, mamma mia! Addirittura venti brani tutti di improvvisazione con venature jazz alla fisa... per la bellezza di un ora e venti minuti di pura “world music istintiva” come lui stesso la definisce. Ohibò, ho pensato, non

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so se reggo fino alla fine all’ascolto! Mi guardo intorno (ho una tonnellata di CD nuovi da ascoltare che aspettano), mentre avvio il lettore. Ogni traccia possiede una carica diversa: romantica, sentimentale, struggente, vivace, malinconica, retrò, sfrenata, un autentico shock emotivo. Va bene, un artista attratto dai suoni dall’età di quattro anni, un fulminante percorso di studi al Conservatorio a L’Aquila, una manciata di premi racimolati qua e là, attraverso una carriera costellata di prestigiose collaborazioni, per finire direttore e insegnante di pianoforte in una scuola di musica, questa è in sintesi la scheda di Daniele Falasca. Si ha davvero l’impressione di ascoltare un Richard Galliano in formato italiano.

Questo album ha visto la luce agli inizi del 2015, non è recentissimo, e l’unico rimpianto è che non possiede un libretto interno con qualche nota dell’autore... ma d’altronde si tratta di un disco completamente strumentale, e le impressioni su questo album si percepiscono con l’orecchio più che con gli occhi. Spessore e classe, intuizioni e abilità in compagnia di Daniele Mencarelli al basso elettrico e Glauco Di Sabatino alla batteria. Più mi avvicino alla fine del disco, più avverto una sensazione di benessere e serenità. Lo riascolterò ogni volta che dovrò disintossicarmi da “certi” musicisti che, per essere originali, strapazzano le mie povere orecchie... e poi vengono etichettati “folk”. Consigliatissimo. ❖


Recensioni JESS: CLICK OFF

(autoproduzione ottobre 2015)

di Loris Böhm

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a cantautrice genovese Jess, con la sua profonda voce e le sue atmosfere malinconiche ha prodotto un album di esordio molto piacevole, cantato in inglese come sua consuetudine. Ricordiamo che ha vinto nettamente le selezioni liguri per il “Wanted Primo Maggio”, un concorso di livello nazionale la cui finale si è tenuta all’Hiroshima Mon Amour di Torino, dimostrando che le ballate folk possono com-

(Radici Music Record RMR171)

petere con generi musicali più alla moda. Otto brani composti di sua mano, sono proposti in questo “Click off”, Jess viene accompagnata da Gianluca Polizzi alla chitarra, Daniele Pinceti al basso e Marco Fuliano alle percussioni; ospiti Pippo Lamberti hammond, Andrea Facco strumenti a corda e Domenico Greco al piano. Se volete saperne di più: http://jessofficial.com ❖

MUSICANTI DEL PICCOLO BORGO TRIO: DI CANTI DI DONNE E D’AMORE di Loris Böhm

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ome preannunciato sullo scorso numero di Lineatrad, eccoci di nuovo a parlare dei Musicanti del Piccolo Borgo con la nuova produzione, questa volta in versione trio.

In effetti è passato un solo mese dall’uscita del nuovo disco, questa volta Silvio Trotta, con una sapiente ricerca sul campo, sceglie di cantare lo spirito più profondo della donna; qui la voce penetrante di Elvira Impagnatiello è protagonista, Silvio suona mandolino, mandoloncello, bouzouki, chitarra battente e tamburello, e Alessandro Bruni la chitarra classica e battente. Tre quarti d’ora di canti tradizionali superbamente interpretati in dodici brani, struggenti e passionali come già abbiamo avuto modo di ascoltare nelle precedenti produ-

zioni di questi artisti; un album ordinato e coerente nella tematica, e graficamente ineccepibile nella completezza del libretto incluso, inequivocabile stile della Radici Music. Lo spirito toscano racconta la dimensione complessa femminile attraverso serenate, ninne nanne, canti d’amore come echi del profondo sud... I nostri interpreti, passati i primi quarant’anni di attività, si apprestano a iniziare un altro decennio in forma smagliante, all’insegna del puro suono acustico e del bel canto... dopotutto chi ha detto che il sentimento, la passione e l’energia si possono ottenere solo elettrificando tutto? I Musicanti del Piccolo Borgo ci insegnano che in fondo basta poco per essere coinvolgenti... e la classe non è acqua! ❖

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Recensioni JESSICA SOLE: TRACCE DI ME

Esce il 20 maggio Tracce di me, il nuovo album di Jessica Sole Comunicato Stampa

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rodotto dal maestro Diego Baiardi e arricchito da collaborazioni illustri (da Paola Folli a Ivan Ciccarelli, da Paolo Costa a Silvio Masanotti), il disco segna l’esordio come cantautrice di Jessica Sole, artista che vanta già una fortunata carriera come interprete. Da interprete sui palchi dei più prestigiosi teatri italiani a cantautrice con un sogno nel cassetto: far conoscere la propria musica, raccolta per anni su un registratore appoggiato al pianoforte di casa. E’ la nuova scommessa artistica di Jessica Sole, che il prossimo 20 maggio farà il suo esordio discografico come cantautrice con la pubblicazione dell’album Tracce di me. Un disco confezionato prodotto e arrangiato dal maestro Diego Baiardi, registrato allo Stripe Studio di Milano dal tecnico del suono Stefano Mariani e suonato da musicisti di prim’ordine quali Silvio Masanotti alla chitarra, Paolo Costa al basso e Ivan Ciccarelli alla batteria. “Inizialmente non credevo ne nascesse un disco - racconta Jessica Sole -: erano tracce lasciate estemporaneamente su un registratore, sedendomi davanti ad un pianoforte, buttando le mani e innamorandomi dell’accordo

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che ne usciva sempre in momenti insospettabili. Non avevo un tema definito, ma le parole uscivano generando ritratti precisi di quello che sono e penso: è come se ogni brano portasse in se parte di me, una traccia”. Nove le tracce racchiuse nell’album, tra cui il singolo Sottobosco lanciato nelle scorse settimane ad anticipare il disco. “I brani sono legati da un filo rosso, un tracciato, che sono io, il mio vissuto e la mia voce”, sottolinea Jessica Sole. In scaletta anche tre cover di brani che rivestono un significato particolare per l’artista: Il mondo di Jimmy Fontana - “Canzone che, commissionatami in passato, mi rese più sicura di me” spiega Jessica Sole -, Tienimi dentro te di Fabio Concato “Canzone che amo da sempre e che mi incanta con quel ‘vorrei vedere il mondo coi tuoi occhi per un po’” - e Pensiero stupendo, brano firmato da Ivano Fossati e reso celebre dall’interpretazione di Patty Pravo: “E’ una canzone - confessa Jessica Sole - che

ha stimolato in me riflessioni tecniche ed emotive”. Dopo gli studi di canto e pianoforte, Jessica Sole intraprende a 18 anni la carriera di interprete, ottenendo subito diversi riconoscimenti in concorsi nazionali ed esibendosi nei principali teatri italiani accompagnata da importanti orchestre sinfoniche. Nonostante la giovane età, nel 2007 sente il bisogno di sospendere la propria attività artistica a favore di una ricerca della propria vocalità. Due anni dopo, a seguito dell’incontro con il maestro Albert Hera, torna a presentarsi al pubblico con una nuova sensibilità e un nuovo modo di scegliere e interpretare il repertorio. Nel 2011 incontra il pianista e produttore Diego Baiardi, con il quale avvia una collaborazione concertistica come cantautrice. Sotto la sua guida, e con il supporto della vocal coach Paola Folli, inizia le registrazioni del suo primo disco, la cui uscita è prevista per maggio 2016. ❖


Recensioni Tra profumi francesi e l’aria salmastra della Liguria “Risvolti”, il primo album di Roberto De Bastiani

ROBERTO DE BASTIANI: RISVOLTI Comunicato Stampa

Ricco caleidoscopio di generi e sonorità: dalle ballate ai ritmi jazzy, dalle cantilene esorcizzanti alle aperture prog, dal passo funky al gusto blues, dagli echi world alla freschezza swing Produzione artistica, arrangiamenti e virtuosismi di Armando Corsi

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n percorso fra testi e composizioni musicali stenografate su fogli di diari e agende gelosamente custodite per molti anni. E’ Risvolti il primo lavoro discografico del cantautore ligure Roberto De Bastiani che vanta la produzione artistica, gli arrangiamenti e i virtuosismi di uno dei più grandi musicisti italiani, “la chitarra che sorride”, Armando Corsi. Dieci variopinti brani che attraversano la canzone d’autore italiana per arrivare fino in Francia, di cui si respira il profumo e l’arte. Ma è l’aria salmastra della Liguria che rimane attaccata sulla pelle, e non solo perché alcuni brani sono scritti in dialetto, ma perché portano con sé gli spaccati di vita dei portici chiavaresi, dei carrugi, dei racconti degli anziani, del “sapore della farinata e della focaccia". Un ricco caleidoscopio di generi, stili, sonorità: dalle ballate nostalgiche ai ritmi jazzy, dalle cantilene esorcizzanti alle aperture prog, dal passo funky al gusto blues, dagli echi world alla freschezza swing. Dieci tracce per delineare un percorso narrativo legato a più luoghi e periodi e a una parte della vita che

all’improvviso affiora dal fondo. Stati d’animo evocati con struggente nostalgia nei brani Mainin e Dormi Dormi in dialetto ligure dove le parole si trasformano in immagini fantasiose e nello stesso tempo reali. Ma anche l’amore per l’arte, che vive nei brani Parigi e Canzoni un po’ in francese, e che ha ispirato la cover e la grafica del disco (Le opere d’arte che animano il booklet di Risvolti sono dell’illustre pittore ligure Luiso Sturla, uno dei più quotati artisti contemporanei a livello internazionale. Le immagini del video di Maadeggiu - di prossima uscita - sono state realizzate nello studio di Roberto Folli, pittore e scultore di Lavagna). Ed ancora storie e racconti della tradizione popolare ligure in A Çittæ e Maadeggiu, in dialetto e La ballata dei Cereghino, dove i protagonisti sono dei cantastorie e giocattolai. Ma Roberto De Bastiani canta anche d’amore, di paure, ribellione, ottimismo e speranza in Cavalli di cartone, Danzami danzami e Ciao Maria. I BRANI TRACCIA PER TRACCIA

1) CANZONI UN PO’ IN FRANCESE Una fotografia. Una città e la sua arte. Giornate trascorse fra mercatini, caffè e le chincaglierie esposte sotto antichi portici e lo sguardo di una donna bella, elegante e impalpabile. In sottofondo una musica suonata da un menestrello. 2) CAVALLI DI CARTONE L’amore profondo per una donna, la sua storia segreta e la paura che l’accompagna. Guardare una giostra che gira lentamente, avvolta dalla luce dei caldi riflessi del sole che colpiscono angeli dorati e cavalli di cartone. In sella la donna amata ormai lontana.

3) A ÇITTÆ Strade, luoghi e personaggi di mare. Un uomo inconcludente senza arte né parte li visita trasportato dalla sua fantasia. Percorre rettilinei e “curve femminili” e stenta a credere che esistano ancora. 4) DANZAMI DANZAMI Essere normali, essere speciali, aspettare il momento e saltarci dentro perché questa è la vita, danzare e far danzare tutto il cielo insieme all’universo. 5) DORMI DORMI L’amore di un padre nel momento più dolce della sera, i sogni e le paure consuete nel sonno di un bambino, aspettando la luce di domani. 6) CIAO MARIA La speranza in una ballata dove le immagini cantate prendono corpo e trasportano la mente in luoghi lontani. La certezza che uno spirito puro può donare serenità e conforto, ritrovando la speranza in un “volto” semplice ma carismatico. 7) MAADEGGIU La tradizione popolare che si ritrova anche nella superstizione ricca di allegria e sfrontatezza. Nonna Letizia, regina della pasta fresca tirata a mano, segreta preparatrice di unguenti sciolti nelle padelle antiche, olii che guarivano tutti i mali e scacciavano il malocchio. 8) MAININ Maria volteggia nel vento accompagnata dal suono del piffero dell’amato, che dolcemente la saluta e le promette che un giorno saranno di nuovo insieme. Una danza infinita e struggente. 9) LA BALLATA DEL CEREGHINO Un racconto amaro e una realtà che non dà scampo, ma anche una ballata dove vince la speranza sull’odio nei confronti di chi la pensa diversamente, dove la violenza non fa paura. Un racconto sulla comunità dei Valdesi presenti nell’entroterra di Chiavari nel secolo passato per i quali, a testimonianza, c’è ancora un piccolo cimitero sepolto. 10) PARIGI Città amata ma all’epoca sconosciuta. Quando si prova a descrivere Parigi senza esserci mai stati si attraversano ponti sulla Senna in compagnia di Monet e Baudelaire, accanto alla donna che ami. E stranamente ti senti a casa, avvolto da un calore famigliare.

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Recensioni

CREDIT

ROBERTO DE BASTIANI voce, chitarra e palmas ARMANDO CORSI chitarra classica, baritono ed elettrica, basso elettrico, piano Fender, palmas e voci GIOACCHINO COSTA chitarra acustica, collaborazioni vocali e palmas ENRICO NEGRO chitarra acustica ANDREA CAROZZO fisarmonica LUCIANO SUSTO basso acustico, fretless, mini bass fretless LORIS LOMBARDO cajon, tabla, djembè,bongos, darbuka, congas, udu, shaker, sonagli e batteria LORENZO CAPELLO batteria MAURIZIO GHIRLANDA armonica MARCO SPICCIO pianoforte SANDRO AMICONE palmas Direzione artistica e arrangiamenti: Armando Corsi Registrazione: Studio“La Saletta” di Andrea Carozzo, San Salvatore di Cogorno Mixaggi e masterizzazione: Studio OrangeHomeRecords di Raffaele Abbate, Leivi CESARE DOTTI Associazione Culturale “O Castello” supervisione traduzione dei testi dal genovese ANNALISA FORNASARI Fotografie ARCHITWO STUDIO Graphics ATELIER DEL PITTORE LUISO STURLA: Location immagini, Chiavari STRATEGIE DI COMUNICAZIONE di Daniela Esposito Ufficio Stampa ANNALISA FORNASARI Management

ROBERTO DE BASTIANI

Cantautore ligure, nasce il 7 luglio del 1966 e cresce nei carruggi e nelle piazzette del centro storico di Chiavari alla quale dedica anche una simpaticissima e affettuosa ballata. Appassionato fin da adolescente della canzone d’autore italiana e straniera, all’età di 13 anni inizia a scrivere le sue prime canzoni. Schivo e riservato ascolta, suona e compone partecipando anche a manifestazioni locali, mettendo a frutto le esperienze maturate durante numerosi viaggi alla scoperta di importanti festival bretoni. La chitarra, dalla quale non si stacca mai, rappresenta il mezzo per fare amicizia, infatti negli anni della adolescenza nasce un forte legame con un altro chitarrista, Enrico Negro di Torino, con il quale stabilisce una collaborazione. Nei suoi brani racconta amori, viaggi e storie di vita vissuta, spesso e volentieri utilizza il dialetto ligure. Molta della sua produzione risale a fine anni ’90, durante un periodo vissuto in una località della Val Graveglia, un momento introspettivo e di maturazione personale.

VITO OTTOLINO: DISTANZE

Quasi tutti i lavori sono raccolti in un diario gelosamente custodito e scritto con un metodo stenografico che ancora oggi De Bastiani usa per prendere appunti, fissare idee, sensazioni e parole. E’ un fine conoscitore della pittura dell’800 ligure e dell’arte contemporanea. Nell’estate del 2015 fa alcuni incontri decisamente importanti e le molte coincidenze fortuite lo convincono che è ora di riaprire quel diario e di condividere le proprie emozioni con le persone che amano la musica. Nascono così collaborazioni importanti con diversi musicisti fra cui il grande Armando Corsi che diventa il direttore artistico del suo primo cd “Risvolti”. Il rapporto di collaborazione si trasforma presto in una profonda amicizia. Ultimamente è stato protagonista, insieme ad altri noti cantautori, in alcuni concerti nell’ambito di un progetto socio-culturale presso le Case Circondariali di Marassi a Genova e a Chiavari. Ha partecipato come ospite al concerto di Armando Corsi a Camogli organizzato dall’Associazione MN guitars e alla “Serata Cantautori” e “Musicisti del Levante”. ❖

(Digressione Music, 2015)

Disponibile in tutti i negozi e sulle principali piattaforme streaming Comunicato Stampa

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n titolo evocativo e quanto mai calzante per il nuovo album di Vito Ottolino, chitarrista di grande talento che padroneggia con

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disinvoltura la grammatica della sei corde, esplorando sonorità che spaziano dalla musica classica al jazz fino a toccare la world music. “Distanze” rimanda non solo alle tante sfaccettature della sua formazione musicale, influenzata da suggestioni sonore e culture differenti, ma anche alla modalità in cui hanno preso vita e si sono evoluti i vari brani, frutto di un percorso che affonda le radici in latitudini e longitudini musicali differenti. Il risultato è una raccolta di dieci brani originali dalla grande forza espressiva, dal tratto colto ma allo stesso tempo permeate da grande immediatezza. Materia sonora ricca di suggestioni e

sfumature differenti, di aperture improvvisative ed eleganti architetture compositive: insomma portatrice della brillante verve creativa del chitarrista pugliese. Complice di questa nuova avventura musicale è il contrabbassista Francesco Angiuli, con il quale Ottolino collabora ormai da tempo dal vivo e che ha contribuito in maniera determinante a plasmare le diverse anime che caratterizzano i brani in un unicum di straordinario impatto. Ad impreziosire ulteriormente il disco si aggiungono le percussioni dell’eclettico Cesare Pastanella, che colora con grande sensibilità i momenti più lirici ed arricchisce di spessore ritmico le incur-


Recensioni

sioni nella world music, nonché Beppe Fortunato alle tastiere e Felice Di Turi alla batteria, presenti rispettivamente in “Movie's Song” e “Misunderstanding”.

TRACKLIST 1. Celeste - 2. Outstanding Journey - 3. Distanze 4. Runnin' Home - 5. Movie's Song - 6. Finis Terrae - 7. Brincadeira - 8. Misunderstanding 9. Last Train Home - 10. Lungo la strada Vito Ottolino - Chitarra Francesco Angiuli - Contrabbasso feat. Cesare Pastanella - Percussioni Beppe Fortunato – Tastiere in Movie's Song Felice Di Turi – Batteria in Misunderstanding

VITO OTTOLINO

Ha cominciato a suonare la chitarra a soli 10 anni imparando i primi accordi dal padre. Molto presto comincia a manifestare un irrefrenabile interesse per generi musicali molto diversi (dalla musica brasiliana al blues acustico, al fingerstyle, al rock...) e quindi per vari stili e tecniche chitarristiche, una sorta di eclettismo musicale che avrebbe in seguito segnato il suo percorso artistico. Dopo aver militato in formazioni dalla varia ispirazione, a 20 anni, forse con un po' di ritardo, ha preso a studiare chitarra classica conseguendo il diploma decennale presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari in soli 7 anni, col massimo dei voti e la lode sotto la guida della Prof.ssa Linda Calsolaro (allieva di Andres Segovia). In seguito ha frequentato varie masterclasses (O. Ghiglia, M. Barrueco, Sergio e Odair Assad, ed altri importanti chitarristi italiani), ha partecipato a diversi concorsi chitarristici nazionali vincendone alcuni ed ha tenuto concerti in ambito classico sia come solista che in duo chitarra violino. Contemporaneamente agli studi classici dal ’88 al ’98 ho continuato a suonare musica leggera accompagnando in tournèe diversi cantanti di fama nazionale, che hanno partecipato al Festival di Sanremo. Attualmente insegna chitarra nella scuola media ad indirizzo musicale e suona in diverse formazioni, dal classico, al jazz , alla musica d’autore, al pop. Dal 2004 è entrato a far parte dei Fabularasa, gruppo con cui ha vinto alcuni tra i più importanti premi nazionali nell'ambito della musica d'autore (il Premio Musicultura ’05, la targa per la miglior musica al premio “Bindi” 2011 a S. Margherita Ligure); ha suonato in alcuni tra i più

prestigiosi teatri Italiani (Arena Sferisterio di Macerata, Teatro Paisiello – Lecce, Teatro Piccini – Bari, Teatro La Fenice – Venezia, Teatro del Sale – Firenze, Teatro Ariston – Sanremo), ha pubblicato due album per l’EGEA (una delle più importanti etichette italiane di Jazz) “En plein air” e “D'amore e di marea”. Quest'ultimo lavoro è stato ritenuto il terzo miglior album del 2012 dalla giuria del Club Tenco (la più autorevole rassegna della musica d'autore italiana). Grazie ai Fabularasa ha avuto l'onore di collaborare in studio di registrazione con importanti jazzisti quali Bruno Defilippi, Nicola Stilo, Gabriele Mirabassi e Paul McCandless (sassofonista degli Oregon già vincitore nel'96 del prestigioso Grammy Award) e con questi ultimi due anche dal vivo. Attualmente continua a suonare in diverse formazioni (dal classico, al jazz, al pop, ecc.) ed ascoltando tutta la musica possibile trovando ovunque qualcosa di bello, e quella irresistibile, incoerente, bulimica, fantastica passione per tutti i generi musicali che sentiva da bambino, quella non gli è mai passata...

FRANCESCO ANGIULI

Nato a Monopoli , si dedica alla musica sin dalla più tenera infanzia studiando dapprima l’oboe, per poi passare al pianoforte (fino al quinto anno in Conservatorio) e definitivamente al basso elettrico e al contrabbasso. A sedici anni si iscrive nella classe di contrabbasso del Maestro Michele Cellaro presso il Conservatorio Nino Rota di Monopoli. Si diploma nel 2006 con il massimo dei voti. Parallelamente porta a termine gli studi di basso elettrico nelle prestigiose scuole romane Università della Musica (dal 1998 al 2000) e Percentomusica (dal 2000 al 2002) dove ha la possibilità di studiare con Massimo Moriconi, Marco Siniscalco, Luca Pirozzi, Michelle Audisso, Massimo Fedeli, Gianfranco Gullotto, Andrea Avena, ecc. Nel Settembre 2006 si trasfferisce in Olanda per specializzarsi in jazz presso il famoso Conservatorio Reale dell’Aia (Den Haag), sotto la guida di Hein Van de Geyn (famoso per le sue collaborazioni al fianco di Chet Baker, Dee Dee Bridgwaters, Lee Konitz, John Abercrombie, e tanti altri). Studia, fra l’altro, improvvisazione con il sassofonista John Ruocco e il pianista Rob Van Bavel, pianoforte con Eric Giben e arrangiamento con Henk Huzinga.

Termina brillantemente gli studi conseguendo il titolo di Bachellor Dgree nel 2007 e il Master Degree nel 2009 con il massimo dei voti, la lode e la menzione speciale. Ha inoltre studiato privatamente con: Franco Petracchi, Ermanno Ferrari, Mike Manieri, Dave Holland, Harvie S., John Patitucci, Alain Caron, Joelle Leandre, ecc. Durante gli anni olandesi (dal 2006 al 2012) ha la possibilità di confrontarsi con musicisti provenienti da tutto il mondo e comincia a costruire una intensa attività internazionale che lo porta in giro per l’Europa e non solo. Si è esibito in: Italia, Olanda, Etiopia, Germania, Belgio, Inghilterra, Francia, Serbia, Montenegro, Portogallo, Grecia, Lituania, Lettonia, Turchia, Finlandia, Danimarca, Polonia, Repubblica Ceca, Austria, Svizzera, Irlanda, Croazia, Slovenia, Bosnia. Si sono avvalsi della sua collaborazione: Steve Grossman, Toninho Horta, Jim McNelly, Tommy Smith, Teddy Charles, Mike Manieri, John Betsch, Philip Harper, Bruno Tommaso, Gianluigi Trovesi, Javier Girotto, Keith Tippet, Louis Moholo, Joe Cohen, John Ruocco, Rachel Gould, Newman Taylor Baker, John Escreet, Reggie Moore, Franco Cerri, Pietro Tonolo, Stefano Battaglia, Walter Wolff, Andreas Fryland, Emanuele Cisi, Ettore Fioravanti, Ernst Rejeiseger, Peter Beets, Simon Rigter, Pino Jodice, Roberto Ottaviano, Pino Minafra, Gianni Lenoci, Mirko Signorile, Gaetano Partipilo, e tantissimi altri. Come didatta ha tenuto seminari presso numerose istituzioni internazionali , fra cui: il Conservatorio di Adiss Abeba (Etiopia), il Conservatorio di Vilnius (Lituania), la Akademia Sztuki di Szczecin (Polonia), la Izmir Art and Culture Foundation (Turchia) , la Hacceteepee University di Ankara (Turchia), la Yassaar University di Izmir (Turchia), il Saulkraasti Jazz Summer Camp (Lettonia) e tantissimi altri. Dal 2011 è docente di strumento, improvvisazione jazz e analisi presso i conservatori di Monopoli e Bari. Ha inciso oltre 20 cd pre etichette internazionali come: Challenge Records (Olanda), Your Favourite Records (Danimarca), Anakrousis (Grecia), Ambiences Magnetiques (Canada), O.A.P. Records (Beglio), Splas(h) (Italia) , Egea (Italia), Alpha Music (Italia), ecc. E’ autore del libro “Giri di Jazz, esperienze ed Itinerari didattici”. ❖

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Recensioni NASHVILLE & BACKBONES: CROSS THE RIVER

Un’esortazione ad attraversare senza paura i numerosi confini della vita di tutti i giorni, i limiti imposti dalla società e a volte da noi stessi Comunicato Stampa

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i intitola “Cross the River” il secondo album dei riminesi NASHVILLE & BACKBONES, collettivo attivo fin dal 1999 e con centinaia di concerti alle spalle, dopo l’ottimo esordio con “Haul In The Nets” nel 2012. Pubblicato il 31 luglio 2015 e preceduto dal singolo “Spirit Of The Summer”, questo secondo disco rappresenta un invito ancor prima che un semplice titolo: un'esortazione ad attraversare senza paura i numerosi confini della vita di tutti i giorni, i limiti imposti dalla società e a volte da noi stessi. Ed è proprio questo che si prefiggono di fare i Nashville & Backbones: attraversare le barriere di genere e superare le etichette che tendono ad attaccarsi addosso in modo quasi morboso. La felicità è sì a casa, ma è anche nell'esplorazione di terre sconosciute, ritmi e percussioni che vengono da lontano, un tuffo in una spiaggia caraibica e la malinconia di un tramonto esotico. Viaggiare per poi tornare fra le comode braccia del country rock e delle ballate folk che affondano le loro radici in un vecchio pub irlandese.

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Gli intrecci vocali fra Marcello, Matteo e Michele sono impreziositi dalla voce e dal violino di Elisa, mentre la base ritmica è fornita dal sempre più affidabile “duo dinamico” dei Backbones (Tommaso e Davide). Il disco presenta inoltre numerose collaborazioni con musicisti di fama nazionale e non solo come Hilario Baggini (Del Barrio), Enrico Farnedi (solista e con i Good Fellas), Claudio Cardelli (Rangzen), etc... “Cross the River” è un lavoro complesso e ambizioso che vuole essere un vademecum per consultare tutte le diverse influenze musicali della band, maturate grazie all'instancabile attività live, viaggi, ascolti ed una inguaribile curiosità. Inoltre i Nashville & Backbones pubblicheranno in primavera un nuovo singolo, che precederà l’inizio del tour estivo. ❖ Tracklist

01. Tell It Like It Is (Dolci) 02. Stone (Tani) con Marco Zanzi al banjo 03. Clueless (Depistado) Dolci-Tani, con Hilario Baggini alla voce, chitarra classica, ronroco e percussioni, Enrico Farnedi alla tromba 04. Coming Home (Dolci-Tani) 05. Hold Me (Tani) con Stefano Bonato all’organetto diatonico, Marco Zanzi al banjo, Enrico Farnedi alla tromba 06. Spirit Of The Summer (Dolci) con Hilario Baggini alle percussioni 07. This Song (Tani) con Jack & Becky al dialogo americano 08. P hotograph (When I Met You) Dolci, con Marco Zanzi al banjo 09. Cross The River (Dolci, De Angeli, Tani) con Claudio Cardelli alla chitarra elettrica 10. Thinking Of You (Tani) con Eugenio Poppi alla pedal steel 11. On Parole (Dolci) con Eugenio Poppi al dobro 12. Backbones (Mastroianni-Tani) 13. Stood On The Hill (Dolci-Tani) 14. The Ballad Of Recap (Tani) con Stefano Bonato all’organetto diatonico, Hilario Baggini al ronroco

Registrato a mixato fra febbraio e maggio 2015 allo studio “I Numeri” da Cristian Bonato Matteo De Angeli: voce, chitarre Marcello Dolci: voce, chitarre, armonica Michele Tani: voce, piano, tastiere Davide Mastroianni: basso Tommaso Taddei: batteria, percussioni Elisa Semprini: voce, violino Sitografia www.nashville-backbones.com www.youtube.com/MarceMikeTeo https://www.facebook.com/nashvillebackbones

BIOGRAFIA

I Nashville & Backbones sono sei ragazzi di Rimini, con i piedi nella sabbia e la testa oltre oceano.
 Attivi fin dal 1999 e con alle spalle centinaia di concerti, i nostri hanno dato alle stampe il loro primo lavoro di inediti “HAUL IN THE NETS” nel 2012, ottimamente accolto da critica e pubblico e che si appresta a tagliare il traguardo delle 1000 copie vendute.
 Nel 2015 esce la loro seconda prova in studio “CROSS THE RIVER”; un invito ancor prima che un semplice titolo. Un’esortazione ad attraversare senza paura i numerosi confini della vita di tutti i giorni, i limiti imposti dalla società e a volte anche da noi stessi.
Ed è proprio questo che si prefiggono di fare i N&B con questo secondo album: attraversare le barriere di genere e superare le etichette che tendono ad attaccarsi addosso in modo quasi morboso.
La felicità è sì a casa, ma è anche nell’esplorazione di terre sconosciute, ritmi e percussioni che vengono da lontano, un tuffo in una spiaggia caraibica e la malinconia di un tramonto esotico. “CROSS THE RIVER” è un lavoro ambizioso che vuole essere una sorta di vademecum per consultare tutte le diverse influenze musicali della band, maturate grazie all’instancabile attività live, attraverso viaggi, ascolti ed un’inguaribile curiosità.


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MUSICHERIA: ALEPH Comunicato Stampa

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al 15 maggio sarà in distribuzione in Italia e all’estero nel circuito IRD e nei migliori store digitali, “Aleph”, secondo lavoro discografico del progetto Musicheria, prodotto dall’etichetta Dodicilune. Il quartetto, guidato da Carlo Bonamico (contrabbasso, basso acustico/elettrico) e composto da Claudio Giovagnoli (sax tenore/soprano, flauto), Franco Santarnecchi (pianoforte, tastiera, fisarmonica) e Bernardo Guerra (batteria), continua a esplorare territori musicali in bilico fra world music e jazz e, a quattro anni di distanza dall’esordio “Le Pendu”, torna con nove brani inediti, composti e arrangiati da Bonamico, e con la cover di “Com’è profondo il mare” di Lucio Dalla. «L’ispirazione che sta dietro l’album è principalmente di origine letteraria. Nel periodo in cui ho composto la maggior parte dei brani ero molto coinvolto dalla lettura di Jorge Luis Borges. C’è un diretto riferimento allo scrittore argentino sia nel titolo del cd che nella traccia “Il libro di sabbia” (entrambi titoli di suoi scritti)», sottolinea Bonamico. «I singoli brani sono concepiti come brevi racconti: alcuni sono permeati di suggestioni etniche (come racconti di viaggio), altri hanno una matrice fantastico/surreale, altri sono frutto di un intento più puramente narrativo o descrittivo. Non sempre c’è un collegamento immediato fra l’uno e l’altro. Il tema principale dell’album è la ricerca della giusta prospettiva, della giusta “apertura” attraverso la quale potersi avvicinare al “tutto” (o, quanto meno, al più possibile…)».

«Un Aleph è uno dei punti dello spazio che contengono tutti i punti […] il luogo dove si trovano senza confondersi, tutti i luoghi della terra, visti da tutti gli angoli […]», scrive Jorge Luis Borges. «In quell’istante gigantesco, ho visto milioni di atti gradevoli o atroci; nessuno di essi mi stupì quanto il fatto che tutti occupassero lo stesso punto, senza sovrapposizione e senza trasparenza. Lo spazio cosmico vi era contenuto, senza che la vastità ne soffrisse. Ogni cosa era infinite cose perché io la vedevo distintamente da tutti i punti dell’Universo». Il disco si apre con “Atlovarig”, un brano piuttosto festoso di ispirazione balcanica, e “Il libro di Sabbia”, composizione dalle molte facce che comincia sottovoce per arrivare ad esplodere in un assolo di sax forsennato, concludendosi con un ritorno al punto di partenza. «“7-10-2013” è la data di un grave incidente avuto dalla mia compagna», spiega Bonamico. «Qui ho cercato di descrivere gli stati d’animo in cui ci siamo venuti a trovare durante quella triste vicenda, partendo da prostrazione e rabbia per andare progressivamente verso l’ottimismo e la fiducia in una ripresa imminente». “Joro Gotan” è un brano prettamente melodico giocato su pochi elementi compositivi, che spicca per semplicità e cantabilità; “Lilyth” è una composizione piuttosto densa e a tratti spigolosa, in bilico fra suggestioni etniche ed atmosfere metropolitane. Il brano è introdotto da un solo di batteria, seguito da una sorta di riff di basso che va a supportare l’intero svolgimento tematico, il quale sfocia in un solo di piano. Una coda di sax su un cambio d’atmosfera

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porta in chiusura il pezzo. In “Cielo d’Opale”, «il riferimento è all’aspetto del cielo che avevo di fronte mentre lavoravo al brano. Un'altra composizione basata su un riff di basso, giocata essenzialmente sull’alternanza di due stati d’animo, uno più leggero e spensierato e l’altro più teso ed inquieto (un po’ come due facce della stessa medaglia)». “Libera-Mente” è un altro brano dalla doppia natura, una più riflessiva ed intimista affidata al pianoforte ed una più solare ed estroversa a cui danno voce i fiati (nell’esposizione del tema abbiamo ricreato l’effetto di una piccola sezione mediante sovraincisioni). Il titolo, in ambedue i significati possibili, va interpretato come un auspicio, un desiderio. “Emme” è la lettera con cui iniziano sia la parola mamma che il nome di mia madre; un ritratto sonoro. L’improvvisazione iniziale di sax connota fortemente “Untitled“, basato su un tema cantabile punteggiato qua e là di elementi di contrasto. Il cd si chiude con “Com’è Profondo il Mare” brano di Lucio Dalla sul quale Bonamico ha iniziato a lavorare in seguito alla notizia della sua morte (avvenuta nel 2012). «Ho dei bei ricordi d’infanzia e giovinezza legati alle sue canzoni ed ho trovato giusto fargli un piccolo omaggio. Il brano è piuttosto rimaneggiato ma mantiene, a mio parere, una forte riconoscibilità». Fiorentino, classe 1972, Carlo Bonamico si avvicina giovanissimo alla musica con lo studio di chitarra classica e pianoforte, a 14 anni comincia ad interessarsi al basso elettrico. Studia prima con musicisti dell’area pop-rock, poi con musicisti di jazz, fra i quali Ares Tavolazzi. Nel frattempo studia arrangiamento jazz presso il Centro Attività Musicali di Scandicci e si interessa di composizione. Collabora intanto con varie formazioni rock-blues e con artisti della scena blues nazionale ed internazionale (ad esempio James Thompson, “Sax” Gordon Beadle, James “Two Scoop” Moore, Leonardo Boni) e fa parte della big band “Ballroom Dance Band” diretta da Dario Cecchini (attuale leader dei “Funk Off”). Dal 1996 ha avuto varie collaborazioni in ambito pop-rock, sia per quanto riguarda esibizioni dal vivo che registrazioni in studio, fra le quali con Marco Parente, Medilatina e La Camera Migliore, gruppo prodotto da Carmen Consoli. Fa poi esperienza nelle più svariate formazioni di jazz (dal trio alla big band), periodo in cui ha la possibilità di suonare con moltissimi esponenti del jazz (e non solo) dell’area fiorentina (Alessandro Galati, Mirko Guerrini, Walter Paoli, Dario Cecchini, Piero Borri, Stefano Scalzi, Fabrizio Morganti, Claudio Giovagnoli, Riccardo Onori, Fabrizio Mocata, Luca Gelli…). Dal 1998 al 2004 è stato membro della band “Soul & Energy” con Sergio Montaleni e Davide Lenti “Malito”, gruppo funkrock col quale si è esibito sui palchi di gran parte d’Italia ed all’estero. Nel 1999 si avvicina alla musica latina collaborando per due anni col violinista Ruben Chaviano, il chitarrista Mino Cavallo ed il percussionista Valerio Perla (“Bye-Ya”). In ambito jazzistico ha collaborato e si è esibito con vari artisti della scena nazionale ed internazionale fra i quali Fabio Morgera, Perico Sambeat, Daniele Gorgone, Ruben Chaviano, Franco Santarnecchi, Simone Graziano, Stefano Tamborrino, Duccio Bertini, Dario Cecchini, Alessandro Lanzoni, Bernardo Guerra e molti altri). Dal 1997 insegna musica presso vari istituti. Nel 2010 ha conseguito il diploma superiore di II livello in “Composizione e Arrangiamento Jazz” presso il Conservatorio Cherubini di Firenze. Dal 2014 collabora col gruppo rock-prog “Seldon”.

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Franco Santarnecchi, pianista, batterista, compositore, si avvicina allo studio della musica sotto la guida di suo padre, musicista polistrumentista. Prima di dedicarsi definitivamente al pianoforte, che diverrà il suo strumento principale, suona il basso e la batteria in diverse formazioni, facendo esperienza in vari generi musicali. Con l’approfondimento dello studio del pianoforte e l’utilizzo delle tastiere nasce in lui sin da giovane una grande passione per il jazz, sia nelle sue espressioni acustiche (ad esempio Bill Evans) che in quelle più elettriche e di contaminazione (soprattutto per la Fusion dei Weather Report). Sempre interessato alla musica in tutte le sue forme, collabora anche con cantautori sia come strumentista che come arrangiatore (ad esempio con Ezio Nannipieri, con il quale vince il Premio Recanati nel 1990). Allo studio del pianoforte abbina sempre più l’approfondimento di tastiere e sintetizzatori, cominciando ad utilizzare anche campionatori, sequenzer, vocoder e organo Hammond. Si dedica quindi con grande impegno alla composizione di brani originali, in cui la tradizione jazz si fonde con ritmi e melodie proprie di altre culture; è di questo periodo la formazione del gruppo Totem (progetto aperto alla collaborazione con diversi musicisti), del quale è l’autore della maggior parte dei brani. In ambito jazzistico ha collaborato e collabora con artisti di levatura internazionale partecipando a moltissimi festival in Italia ed all’estero. Da molti anni (dalla registrazione dell’album “Buon Sangue”, pubblicato nel 2005) è collaboratore stabile di Lorenzo Cherubini (in arte Jovanotti). Dal 2011 dirige la Waves Orchestra, con cui propone sue composizioni originali. Bernardo Guerra nasce a Firenze nel 1988. Inizia a suonare la batteria all'età di tre anni grazie alla passione del padre anch’egli musicista. All'età di otto anni si avvicina al jazz iscrivendosi alla scuola fiorentina del Cam dove prosegue lo studio dello strumento sotto la supervisione di Alessandro Fabbri e Alessandro di Puccio. Nel 2004 e nel 2006 partecipa ai seminari di Siena Jazz, Ronciglione Jazz e il festival di free jazz a Sant'anna Arresi in Sardegna dove ha come insegnanti Jimmy Cobb, Dafnis Prieto, Massimo Manzi, Fabrizio Sferra, Steve Coleman, Thomas Morgan, Enrico Rava e Paolino dalla Porta. Sempre nel 2006 inizia una colaborazione con Alessandro di Puccio e il giovane talento italiano del pianoforte Alessandro Lanzoni che lo porta a suonare in diversi teatri fiorentini come il teatro Puccini e il teatro della Pergola. Con il pianista fonda il Jazz Bam Trio che arriva secondo al concorso nazionale "Emergenti live 2006" a Bergamo. Nello stesso anno lavora in house band col pianista Pietro de Girolamo e il contrabbassista Nicola Vernuccio al Celebrate Cafè di Perugia in occasione di Umbria Jazz. Nel 2008 vince il concorso internazionale di jazz del festival Elba Jazz col quartetto formato da Alessandro Lanzoni, Gabriele Evangelista e Luigi Di Nunzio. Nel 2009 si reca negli Stati Uniti per una serie di concerti e per la registrazione del disco “Amazing little toys” (avvenuta al 58 Media Lab Studio di Brooklyn, New York sotto la supervisione di Josh Roseman) con la collaborazione dei musicisti americani, e allievi della NYU ,Nick Myers, Isamu Mcgregor e Evan Crane oltre al chitarrista italiano Joy de Vito. Nel periodo newyorkese ha come insegnante il batterista americano Ari Hoenig. Dal 2006-2007 collabora con il pianista Simone Graziano e con il sassofonista Claudio Giovagnoli con i quali


Recensioni

nel 2010 fonda i Meeting Sound accompagnati dal talento del contrabbasso Gabriele Evangelista. Il gruppo suona in tutta Italia e registra il suo primo lavoro discografico con l'etichetta Jazz Engine di Marco Valente che esce nel febbraio 2012. Negli ultimi anni inoltre ha lavorato come docente alla New York University di Firenze suonando in tutti i più prestigiosi luoghi del jazz italiano come il Blue Note di Milano, il Torrione di Ferrara,l'Alexander Platz a Roma e il Teatro Lauro Rossi di Macerata e partecipando a grandi festival jazz italiani ed europei come Umbria Jazz, Peperoncino Jazz Fest, Foligno Young Jazz Fest, Tirana Jazz Fest, Utrecht Jazz, Veneto Jazz e altri. Nonostante la giovane età ha già alle spalle collaborazioni con diversi jazzisti del panorama nazionale e internazionale del calibro di Francesco Bearzatti, Alex Sipiagin, Enrico Rava, Alessandro Lanzoni, Nico Gori, Danilo Rea, Gabriele Evangelista, Dan Kinzelman, Joe Remher, Simone Graziano, Mulgrew Miller, Marco Tamburini, Barbara Casini, Cristiano Arcelli, Max Ionata, Franco Santarnecchi, Antonello Salis, Piero Bittolo Bon, Marco Panascia, Perico Sambeat e molti altri. Claudio Giovagnoli, sassofonista e compositore, inizia gli studi classici con il clarinetto all’età di tredici anni per poi dedicarsi principalmente alla musica jazz e funk. Frequenta le scuole jazz di Firenze, Siena e Roma, studiando con grandi musicisti quali S. Cantini, M. Giammarco, P. Dalla Porta, D. Liebman, ecc. Dal '92 ad oggi conta innumerevoli concerti e collaborazioni nell'ambito della musica jazz e funk. Oltre a numerose incisioni come side o session man ha al suo attivo tre dischi come leader: “Il Silenzio dei Titani” (2002, con N. Vernuccio, F. Morganti e F. Santarnecchi), “Native Quartet” (2006, con L. Pieri, P. Dalla Porta, F. Morganti), e "Steam" del Meeting Sounds Quartet (con S. Graziano, G. Evangelista e B. Guerra), edito da Jazz Engine Records nel 2012, che entra fra i dischi del mese su Musica Jazz di gennaio 2013. Dal 2003 inizia a collaborare e poi si integra con il gruppo dei Funk Off, con il quale si esibisce in numerosi festival jazz, quali il London Jazz Festival, Umbria Jazz, BMW Jazz Festival di Sau Paulo (Brasil), Montreux, Instanbul Jazz Festival, Umbria Jazz Winter, Clusone Jazz Festival, Melbourne Jazz Festival, Jazz a Vienne, Black Sea Jazz Festival, ecc., ed anche in alcune trasmissioni televisive quali "Speciale per me" di Renzo Arbore (RAI 1), il festival di Sanremo 2005 con Alexia, Scalo76 (RAI 2), Barbareschi Sciock (LA7), 1° maggio 2010 in piazza San Giovanni a Roma (RAI3), Sostiene Bollani (RAI3), Amici di Maria De Filippi (con Alessandra Amoroso, 2012), ecc. Con i Funk Off incide quattro CD ed un DVD: il primo si intitola "Jazz On", edito nel 2007 da "Blue Note/ Emi", il quale annovera ospiti importanti quali D. Liebman, S. Bollani, P. Fresu e G. Telesforo; il secondo CD esce nel 2010 e si intitola "Una banda così", edito da “My Favorite Records”, ospiti F. Bosso, Horacio “El Negro” Hernandez, A. Salis, G. Petrella; il terzo CD si intitola "Power to the music", edito da "Emarcy Universal" con ospite M. Tamburini; nel 2014 esce il DVD "Funk Off Story - Live at Umbria Jazz 13", allegato alla rivista Musica Jazz (N. 6 – giugno 2014); nel 2015 il quarto CD dal titolo "Things Change", edito da "JAndo Music - Via Veneto Jazz", con ospiti Raul Midón, Avery Sunshine e Fred Wesley. Nel novembre 2014 i Funk Off suonano in South Africa, e nell'occasione si rendono protagonisti di alcune cli-

nics-incontri con i ragazzi delle scuole nelle township intorno a Johannesburg. Altre collaborazioni dei Funk Off, a parte quelle occasionali, sono state quella con Simone Cristicchi dal 2012 e quella con Karima dal 2015 ad oggi. Nel 2015 è in tour in Europa con la cantante chitarrista Ana Popovic, insieme a M. Papadia e F. Morgera, suonando in Germania, Francia (Cahors Blues Festival), Normandia, Svezia, Finlandia (Raumi Blues Festival), Serbia, ecc. Sempre con Papadia nel 2014-15 effettua alcuni concerti con ospite F. Bosso; nello stesso periodo ma con il gruppo funky dei "Sex FM" un altro ospite degno di nota è Fred Wesley, storico trombonista di James Brown. Occasionalmente collabora anche con l’ambiente pop italiano, registrando con Irene Grandi ("Un vento senza nome" - Sony Music 2015), con Cristina Donà (“Torno a casa a piedi” - EMI Music Italy 2011), Biagio Antonacci (“Il cielo ha una porta sola” e "9-NOV-2001"), ecc. Con Antonacci si esibisce anche all’arena di Verona nell’ambito del Wind Music Awards 2009, in diretta su Italia-1; invece con Max Gazzè in un simpatico concerto tributo ai Pink Floyd nel luglio 2011. L’etichetta salentina Dodicilune è attiva dal 1996. Dispone di un catalogo di quasi 200 produzioni di artisti italiani e stranieri, ed è distribuita in Italia e all'estero da IRD presso 400 punti vendita tra negozi di dischi, Feltrinelli, Fnac, Ricordi, Messaggerie, Melbookstore. I dischi Dodicilune possono essere acquistati anche online (Amazon, Ibs, LaFeltrinelli, Jazzos) o scaricati in formato liquido su 56 tra le maggiori piattaforme del mondo (iTunes, Napster, Fnacmusic, Virginmega, Deezer, eMusic, RossoAlice, LastFm, Amazon, etc). ❖ Dodicilune - Edizioni Discografiche & Musicali Via Ferecide Siro 1/E - Lecce - Tel: 0832.091231 info@dodiciluneshop.it - press@dodicilune.it

Track List

1 - Atlovarig 2 - Il Libro di Sabbia 3 - 7-10-2013 4 - Joro Gotan 5 - Lilyth 6 - Cielo d'Opale 7 - Libera-Mente 8 - Emme 9 - Untitled 10 - Com'è Profondo il Mare

All compositions by Carlo Bonamico (Dodicilune edizioni) except 10 by Lucio Dalla Personnel Carlo Bonamico, contrabbasso, basso acustico/elettrico Claudio Giovagnoli, sax tenore/soprano, flauto Franco Santarnecchi, pianoforte, tastiera, fisarmonica Bernardo Guerra, batteria Recording Data Produced by Musicheria and Gabriele Rampino for Dodicilune edizioni, Italy Label manager Maurizio Bizzochetti (www.dodicilune.it) Recorded February 2015 at Jambona Lab Studio, Cascina (Pi), Italy Mixed and mastered April 2015 at Jambona Lab Studio, Cascina (Pi), Italy Sound engineer Antonio Castiello All photos by Michela Nunes Contact: carlobonamico@libero.it, www.facebook.com/MusicheriaCarloBonamico

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Argomenti

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Argomenti I RICATTI DEL MERCATO di Luca Ricatti

marzo scorso ha fatto il giro della rete un video in cui Red Ronnie spara a zero sui talent show, che “uccidono la musica”: impediscono ai nuovi cantautori di emergere, truccano i concorsi e spremono per una stagione giovani dalle belle voci, che vengono poi gettati alle ortiche nel giro di un anno. Racconta che, durante un concorso musicale per band emergenti, salvò i Negramaro da un complotto degli organizzatori, spianando loro la strada per il successo. Dice che i cantautori di oggi sono dei “carbonari” e che i talenti migliori sono costretti a cambiare mestiere. Negli ultimi giorni si è di nuovo parlato e scritto molto su Red Ronnie. Il presentatore televisivo è balzato ai disonori delle cronache perché è andato in televisione a dire che i vaccini fanno diventare i bambini autistici. Non è chiaro perché a qualcuno sia venuto in mente di chiedere di vaccini a Red Ronnie. Forse perché è un fanatico dei complotti (scie chimiche e quant’altro). Quando uno si ammala di complottismo è fregato, non esiste cura. Perché anche di fronte alla confutazione più razionale ti risponderà: questo è quello che vogliono farti credere! Sei stato manipolato! Gli scienziati sono al soldo delle multinazionali! La verità è molto più semplice! Peccato che la verità non è mai semplice. Per quanto mi riguarda, posso testimoniare che pur essendo un cantautore, non sono un carbonaro. Cioè, non è che cerco di nascondermi per combattere il potere. In effetti direi che come musicista vorrei essere notato il più possibile. Poi diciamo anche

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che l’esistenza dei talent show non cambia di una virgola la mia condizione. Major, radio e televisioni non mi cacherebbero comunque. Siamo incompatibili. Quando Red Ronnie si vanta di aver salvato i Negramaro, con tutto il rispetto per i Negramaro, a me viene da dire: e allora? Sinceramente non vedo una grande differenza di qualità tra loro e il pop proposto dai talent show. Anzi, a X Factor ho sentito band molto più interessanti, che poi non vincono ma comunque hanno la possibilità di esibirsi davanti a platee inimmaginabili. Poi si tratta comunque di pop e per ascoltare roba seria mi rivolgo altrove. Ecco, questa idea che ci sia un gruppo di ricchi cattivoni che sfruttano i giovani talenti è una semplificazione della realtà che non spiega nulla e non risolve nulla. L’industria musicale è un baraccone che si sta sgretolando. E che fa di tutto per restare in piedi. Non ha mai puntato a educare le persone ad ascoltare musica di qualità e ora è costretto a spingere sul pop più truce per attirare il pubblico distratto e annoiato. A far cantare cover nei talent show per guadagnare in diritti musicali. Una cosa decisamente penosa, in effetti. Pensare che, in una situazione così tragica, sia tutta colpa dei talent show è demenziale. Non c’è alcuna connessione di causa-effetto. È un po’ come dire che l’autismo di un bambino dipende dal fatto che è stato vaccinato contro il morbillo. Significa inventare connessioni tra fatti diversi per giustificare la propria teoria. ❖

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Lineatrad 47-2016  

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