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periodico Anno 3 n°34 ottobre-dicembre 2014 € 0,00

Spotify & C. Fiera Internazionale della Musica 2015 Championnat de Bretagne Clarisse Lavanant Gualtiero Bertelli Kitchen Implosion Piia Kleemola Municipale Balcanica Alzamantes

Lineatrad: la musica oltre la serratura

Distribuzione gratuita esclusivamente in formato digitale senza pubblicità www.lineatrad.com - italia: www.lineatrad.it - internazionale: www.lineatrad.eu

Canto Antico Festival Le zampogne Ipotesi sul baghèt Raskas Redi Hasa e Maria Mazzotta Nando Brusco Rainforest worldmusic festival Penang worldmusic festival Aynur


Sommario

n. 34 - Ottobre-Dicembre 2014

Contatti: direttore@lineatrad.com - www.lineatrad.com - www.lineatrad.it - www.lineatrad.eu

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Le polemiche sulle retribuzioni Spotify e le alternative sul mercato

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Gualtiero Bertelli

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Municipale Balcanica “h”oro alle olimpiadi

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FIM 2015, si prepara la terza edizione

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Kitchen Implosion

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Festival “La zampogna”

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Championnat de Bretagne de Musique et Danse Traditionnelles

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Alzamantes / Piia Kleemola

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Canto Antico

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Clarisse Lavanant

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Le Malmaritate

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Francesco Benozzo e Fabio Bonvicini

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Eventi

Cronaca

Interviste

ASCOLTATE SU RADIO CITTA’ BOLLATE www.radiocittabollate.it la trasmissione An Triskell

Recensioni

Argomenti

di Loris Böhm

ogni GIOVEDÌ alle ore 21:30 (chiusura estiva)

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er la prima volta dall’inizio delle pubblicazioni, in questo mese di ottobre, Lineatrad ha avuto una sequenza incredibile di “disavventure” gestionali... unite ad altrettante “disavventure” del sottoscritto. Queste “disavventure” hanno causato l’uscita ritardata e incompleta di questo mese, e mi scuso con i lettori. La mancanza di comunicazioni da parte mia è dovuta appunto alla disavventura che ha procurato la recente alluvione genovese: danni ai servizi internet locali che mi hanno precluso ogni connessione (oltre a gravi danni all’azienda dove lavoro che ne causeranno la chiusura). A queste circostanze naturali già pesanti, che hanno messo in ginocchio tutta la città, hanno fatto seguito i disservizi (e questa volta le colpe sono tutte di origine “umana”) della società svizzera, quella per intenderci che curava la pubblicazione di Lineatrad su iPad e tablet, che ha pensato bene di inviarmi delle fatturazioni inesistenti, se non del tutto impreviste a livello

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contrattuale; questo ha provocato l’immediata cessazione dei rapporti tra la nostra rivista e il loro servizio... potete immaginare la situazione di grave disagio e imbarazzo che questo comportamento mi ha procurato nei vostri confronti. Mi sia consentita solo una breve annotazione polemica sulla “presunta” efficienza e puntualità svizzera, che a quanto pare appartiene più alla leggenda che alla realtà!! Dovrò rivedere tutte le valutazioni sulla tanto bistrattata “azienda Italia” e cercare un servizio nostrano per le pubblicazioni su tablet... ma non adesso perchè ho altre priorità: dopotutto anche attraverso il servizio Issuu la rivista si sfoglia egregiamente sui nuovi tablet. Come dicevo prima: una disgrazia... proprio nel mese in cui fioriscono gli expò, in cui si fanno progetti per l’anno nuovo, in cui insomma tutto avrebbe dovuto “filare liscio”. Buona parte degli articoli e delle recensioni che avevo in mente di pubblicare a ottobre non ho avuto il tempo di

FIM Fiera di Genova

Editoriale organizzarli a dovere, per cui dovrete accontentarvi di un’uscita in formato ridotto, e sarà la penultima del ciclo Lineatrad così come lo abbiamo concepito nel 2012. I tempi cambiano in fretta, troppo velocemente, e mi vedo costretto a modificare “in corsa” tutto il progetto rivista. Non mi soffermo più sulla “penosa” richiesta di donazioni attraverso il crowfounding per racimolare fondi per sopravvivere, tanto il risultato è insignificante. Piuttosto sospenderò la pubblicazione a titolo gratuito (il mese di dicembre sarà l’ultimo, in cui annuncerò la nuova testata a pagamento, stampata su carta, con tutte le registrazioni di legge... con target diverso, per la buona pace di coloro che hanno sempre usufruito del frutto del mio lavoro senza sganciare neanche un centesimo a sostegno! Per contro, ringrazio tutti i collaboratori della rivista, che mensilmente dedicano qualche ora o al massimo qualche giorno senza ricevere compensi in denaro. Io personalmente ci lavoro


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Renat Sette - Elva Lutza

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Redi Hasa e Maria Mazzotta

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Rainforest Worldmusic Festival

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Daniele Falasca

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Blair Dunlop

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Penang Worldmusic Festival

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Daniele Falasca

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Mary Gauthier

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Aynur

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Paolo Tocco: in radio il nuovo singolo...

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Orchestra Bottoni

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Note di fine anno

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Ipotesi sul baghèt in relazione alla bagpipe

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Canti Sacri nel Mediterraneo

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Roberto Fedriga / Arrivederci Folkaos

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Nando Brusco La voce del tamburo

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Raskas

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Al Womex 2014...

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tutti i giorni dell’anno... da domani non lo farò più a titolo gratuito, ma professionalmente, come una impresa, cercando di trarne profitto, e sarò costretto a vendere spazi, indugiare meno su passioni e simpatie e più su interessi economici. Forse perderò un po’ della stima acquisita questi anni ma avrò i mezzi per poter vivere serenamente... in caso contrario si abbassa il sipario e tutti a casa. Per questioni di segretezza professionale non posso dilungarmi troppo sul nuovo target che ho individuato, nella crisi globale... ma quando tutto sarà pronto, toccando ferro, avremo a disposizione un servizio sicuramente innovativo, essenziale, imprescindibile e inimitabile (esistono i trade mark per questo!). In sostanza un beneficio sia per l’utenza finale che per i fortunati che faranno parte della Redazione, e riceveranno un compenso per questo lavoro, e per questo motivo dovranno passare una rigida selezione da parte mia, e sono certo che stavolta non sarò più costretto a supplicare nessuno!

Veniamo dunque ai titoli di coda per Lineatrad “free”. Prima o poi doveva succedere, lo avevamo previsto già dai primi numeri, e lunga vita a Lineatrad e alla nuova testata registrata che forse avrà altro nome, ma devo pensarci ancora. Quello che vi chiedo è di continuare a seguirci con passione perchè comunque la nostra ricerca di solidità e concretezza non pregiudica in nessun modo il nostro impegno per promuovere la cultura musicale meritevole di essere sostenuta, con occhio di riguardo alla musica folk ovviamente. Le ultime righe le dedico al contenuto di questo numero: approfondimenti sul mondo della fruizione della musica e novità discografiche, un interessante flash sul Womex spagnolo appena concluso, anticipazioni sulla Fiera della Musica genovese del prossimo maggio, dove noi saramo sempre media-partner, perchè comunque, nonostante le incredibili difficoltà ad andare avanti, ci sono tante novità di cui parlare, tanti eventi, tanta gente che vive di musica folk, in Italia! ❖

www.lineatrad.com

www.womex.com/virtual/lineatrad ANNO 3 - N. 34 - Ottobre-Dicembre 2014 via dei Giustiniani 6/1 - 16123 Genova Direttore Editoriale: Loris Böhm - direttore@lineatrad.com Consulente alla Direzione: Giovanni Floreani - info@musicistieattori.com Responsabile Immagine e Marketing: Pietro Mendolia - e-mailanova@tiscali.it Responsabile Ufficio Stampa: Fulvio Porro - fulvioporro@yahoo.it Hanno collaborato in questo numero: Pietro Mendolia, Giustino Soldano, Muriel Le Ny, Agostino Roncallo, Fulvio Porro, Annamaria Parodi, Vittorio Grisolia Pubblicazione in formato esclusivamente digitale a distribuzione gratuita completamente priva di pubblicità. Esente da registrazione in Tribunale (Decreto legislativo n. 70/2003, articolo 7, comma 3)

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Argomenti LE POLEMICHE SULLE RETRIBUZIONI DI SPOTIFY AI MUSICISTI E LE ALTERNATIVE SUL MERCATO di Loris Böhm

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n enorme successo planetario si sta materializzando nel servizio di ascolto in streaming di musica: dopo il mezzo fallimento (mai ufficialmente dichiarato, ma tangibile) di iTunes e Amazon, oltre a tutte quelle piattaforme simili diventate obsolete, per lo scaricamento di file mp3 a pagamento, si è avuta una vera esplosione di servizi in rete che propongono addirittura l’ascolto gratuito di un intero brano musicale richiesto, soltanto con qualche vincolo di ascolto pubblicitario. La concorrenza si sta facendo spietata, ovviamente rivolta verso l’utente con progressive introduzioni di vantaggi e sconti, se non addirittura gratuità di abbonamento. I servizi preesistenti, iTunes in primis, ne rimangono stritolate e fatalmente in tempi brevi dovranno essere ristrutturate per offrire un servizio più competitivo, o addirittura dismessi. Tutta questa prolificità di offerte, dettate dal boom di utenze interessate al servizio audio streaming, ha la tendenza di rendere sempre più precario (se non semi-illegale) il rapporto tra fornitore della musica (musicista) e questi servizi per utenza. Sembrano distanti secoli da quando un appassionato andava a cercare vinili nei negozi di dischi per poter ascoltare della musica... la tecnologia sta facendo passi da gigante e rischia di distruggere l’intero mercato musicale, offrendo “low cost” un prodotto che prima aveva un giusto prezzo e dunque un giusto compenso per l’autore.

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Si rischia che gli artisti producano della spazzatura sonora (purchè alla moda) in quantità sempre maggiore, considerando gli esigui ricavi che ottengono dalla vendita su Spotify e compagnia bella... e ancor peggio va ai musicisti che hanno come intermediaria una casa discografica, che preleverà ulteriori provvigioni sulla vendita. Forse l’unico tassello che non risentirà di questo calo repentino di guadagno sarà la società che garantisce i diritti d’autore (SIAE e affini), per assurdo quella che dovrebbe tutelare anche la regolarità di questi servizi in rete! I benefici si possono sintetizzare in un “meglio poco che niente”, ovvero se prima dilagava lo scaricamento pirata di brani mp3 con un danno ingente all’industria discografica, adesso molti “appassionati” di musica con poche disponibilità economiche potranno approfittare con poca spesa delle offerte in rete. Ma è opinione generale che chi si arricchisce con questo business non è certo l’artista, soprattutto chi si propone per la prima volta sul mercato... le etichette discografiche saranno sempre più propense a investire su musicisti già affermati piuttosto che scoprire giovani talenti ancora sconosciuti al pubblico. Ma va detto che questi servizi non hanno nessuna preclusione verso le musiche di nicchia e gli artisti sconosciuti, che vengono gestiti indifferentemente. Considerando la grande confusione che regna e l’enorme malcontento di chi produce musica, sarebbe utile attivare su Lineatrad

un forum mensile di monitoraggio per questo “fenomeno” dilagante interpellando musicisti, etichette discografiche e addetti ai lavori. Nel frattempo, a coloro che invece sono utenti finali convinti fruitori di questo “casino-in-rete”, rilasciamo una sorta di vademecum su quale servizio optare nel marasma delle offerte disponibili. Il colosso svedese Spotify (https:// www.spotify.com) ha molti siti alternativi validi per ascoltare musica on demand in streaming in modalità gratis su dispositivi come iPhone, iPad e Android oltre che dal PC di casa. Il ventaglio dei servizi offerti va sempre più allargandosi rendendo disponibili decine di milioni di brani musicali. Ma cosa significa ascoltare musica in streaming ‘on demand’? La parola significa letteralmente ‘su richiesta’ e racchiude il principio secondo il quale non si è più possessori della musica ma della chiave di accesso ad essa. Infatti per ascoltare musica ‘on demand’ non necessitiamo di scaricare nessun tipo di file ma abbiamo bisogno semplicemente di una connessione internet possibilmente tramite ADSL. Spotify nasce nel 2008 ma approda in Italia solo nel 2013 e tra le sue funzionalità può vantare la creazione di playlist, l’integrazione con i social network oltre la possibilità di ascoltare stazioni radio in diretta. Il servizio prevede tre pacchetti al quale aderire. Il primo è quello a


Argomenti

base gratuita e permette di ascoltare musica illimitatamente ma con la sovrapposizione di pubblicità visiva, il secondo e il terzo invece sono a pagamento e permettono di ascoltare musica senza pubblicità e di accedere a funzioni aggiuntive come quella che riguarda la qualità dello streaming con un ‘bitrate’ che arriva fino a 320 kb/s. Quali sono le sue alternative?

NAPSTER

http://it.napster.com Napster, in passato era un famoso programma per la condivisione dei file audio... dopo vicissitudini legali che ne hanno decretato la chiusura, è oggi un’alternativa a Spotify ed offre un catalogo di 20 milioni di brani. Mette a disposizione una prova gratuita di trenta giorni, trascorsi i quali si potranno ascoltare canzoni online e offline con un abbonamento di 9.95 euro al mese. Risulta essere disponibile per tutte le piattaforme fisse e per le piattaforme mobili, sia smartphone che tablet, Apple e Android. Non solo, presenta anche applicazioni per auto e integrazioni con sistemi HiFi.

MYSPACE MUSIC

https://myspace.com MySpace Music, nato come social network, oggi è conosciuto per il suo catalogo musicale di oltre 42 milioni di brani disponibile gratuitamente. Non tutto è positivo però, avremo problemi di accesso a molti brani in base al luogo di connessione e questo ci obbligherà a usare servizi VPN. Inoltre, dei 42 milioni di brani, quasi 30 milioni sono di artisti sconosciuti, il che significa che l’archivio musicale non è poi così completo rispetto a quello proposto da altri siti.

BLINKBOX MUSIC http://www.blinkboxmusic.com (servizio solo per UK) Blinkbox Music è un servizio alternativo a Spotify ma che si differenzia leggermente. Infatti non propone musica on demand ma streaming musicale basato su stazioni radio, che però sono personalizzabili per artista e gusti dell’utente, in questo modo è possibile creare la propria stazione radio preferita. Il servizio è gratis e supportato dalla pubblicità, è veramente multipiattaforma essendo disponibile per Pc, sistemi operativi Apple e Android, Console Xbox 360 e Playstation3.

SONY MUSIC

https://music.sonyentertainmentnetwork.com

Sony Music Unlimited. Ottimo per il supporto offerto a moltissimi dispositivi Sony e per lo streaming in alta qualità, tuttavia non è eccezionale quando ascoltato tramite browser. Offre un catalogo di 20 milioni di brani e risulta essere compatibile con sistemi operativi Mac e Windows, sistemi mobili iOS e Android, TV  e console Sony PS3, PSP, PS Vita.

possibilità di creare stazioni radio a proprio gusto. Possiede oltre 30 milioni i utenti e per il momento non ha limite temporale di utilizzo né vi sono programmi da scaricare. Tuttavia la qualità non è sempre la migliore, considerato che gli utenti stessi possono caricare musica e che le tracce, quindi, possono essere sia di buona qualità che scarsa. L’ascolto dei brani musicali, infine, è gratuito da browser web e a pagamento da smartphone. Ha un passato travagliato per qualche contenzioso con le case discografiche e accuse di essere ai limiti della legalità. Comunque il servizio ha investitori pubblicitari di primissimo livello e un occhio attento alla musica indipendente che di sicuro non guasta. È possibile creare un account, registrandosi stavolta non con Facebook ma con Twitter o Google+ per accedere a diverse funzioni social, ma non è indispensabile. Tra le tante caratteristiche, Grooveshark promette di imparare a conoscerci: più lo usiamo, più potrà darci dei suggerimenti di canzoni che ci potrebbero piacere. Non ci sono software da scaricare, funziona tutto nella finestra del browser e senza bisogno di sborsare nemmeno un centesimo. In più, va detto, funziona bene. Chi paga allora i diritti d’autore? Semplicissimo, inserzionisti pubblicitari di alto livello che investono correntemente nel sito. Un’altra caratteristica peculiare di Grooveshark riguarda la particolare attenzione alla musica indipendente, permettendo a chiunque di caricare brani musicali anche sconosciuti per aumentarne la divulgazione

GROOVESHARK http://grooveshark.com Grooveshark è forse la più nota tra le alternative a Spotify ed è nato nel lontano 2006 in Florida. Offre streaming illimitato di brani musicali senza pubblicità, oltre che la

GOOGLE PLAY MUSIC

https://play.google.com/music/listen

Google Play Music è il servizio di streaming musicale di Google alternativo. Propone una sezione All ac-

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cess, dove la musica è disponibile da browser, e una sezione Unlimited, che è il vero e proprio streaming musicale on demand stile Spotify.

RDIO

http://www.rdio.com Rdio è un altro servizio molto simile a Spotify che permette di ascoltare musica ‘on demand’ su tutti i dispositivi desktop come Windows, Mac, Linux ma anche con dispositivi mobili tramite la sua applicazione disponibile per iOS, Windows Phone, Android e BlackBerry. Oltre a poter ascoltare musica Rdio ha un servizio molto interessante che permette l’ascolto di stazioni radio e un sistema di preferenze per esse, servizio che anche in questo caso è supportato anche da Spotify. Se effettuiamo la registrazione con Facebook ci darà inoltre la possibilità di condividere con gli amici le playlist ed i brani e di sapere sempre quali sono le tendenze musicali delle persone a te vicine. Purtroppo Rdio, come Spotify, è a pagamento con una versione di prova senza limitazioni per un solo mese dopodichè sarà necessario pagare l’abbonamento.

DEEZER

http://www.deezer.com Deezer è un altro strumento piuttosto interessante. Oltre 26 milioni di utenti in tutto il mondo, quasi 1,5 milioni di «mi piace» su Facebook, più di 6 anni di storia alle spalle per questo servizio francese che conferma una piena localizzazione nel nostro Paese. In questo caso il catalogo brani è anche più vasto di quello di Spotify. Potremo ascoltare

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musica on demand oppure creare la nostra radio web personalizzata. I primi sei mesi saranno completamente gratuiti, a seguire potremo scegliere di mantenere l’account free, usufruendo di due ore mensili di musica gratis, o una delle due soluzioni a pagamento. Si crea un account o ci si registra facilmente con Facebook e si ha accesso a 20 milioni di brani con una qualità davvero sorprendente. Pacchetti di abbonamento come Spotify, 4,99 euro per il «Premium» con 15 giorni gratuiti e 9,99 euro per il «Premium+», che include pure il download, ma chi non vuole pagare nulla può scegliere il pacchetto «Discovery». Che come dice il nome stesso serve a scoprire il servizio. L’ascolto è senza limiti per i primi sei mesi, poi è limitato a due ore al mese.

YOU TUBE DISCO

https://www.youtube.com/disco Infine la più grande libreria al mondo di video musicali è anche il più grande servizio di streaming musicale on demand, parliamo ovviamente di YouTube che, con il servizio YouTube Disco, ci permette di sfogliare il proprio catalogo per playlist. Un servizio da non perdere, ottima alternativa a Spotify e completamente gratuita, senza limiti di tempo. Le alternative a Spotify sono quindi numerose e il consiglio è quello di provare gli strumenti che abbiamo segnalato in questo articolo.

DUOMI

http://www.duomi.com DuoMi, per dirla breve, è un’alternativa completamente gratuita a Spotify e a tutti i servizi di musica

streaming, con possibilità di creare playlist e di salvare offline tutti i brani che volete! Rispetto a Spotify, DuoMi offre addirittura delle funzioni in più, anche se non mancano dei piccoli difetti che però nel complesso non ci faranno rimpiangere l’alternativa a pagamento. Se Spotify costa infatti 9,99€ al mese per avere i brani offline ed evitare le pubblicità, Duomi è completamente gratuita! Il suo più grande difetto: Duomi è localizzata solo in cinese, e questo renderà difficoltoso capire tutte le funzioni dell’app. Ma non preoccupatevi, si trovano in rete semplici manuali su come gestire il servizio.

PLAY.ME

http://www.playme.it Da qui è doveroso partire, almeno per patriottismo, visto che si tratta di un esperimento nato come via italiana allo streaming. Sono stati siglati accordi di partnership con le principali case discografiche, al momento sono disponibili oltre 9,5 milioni di canzoni ad alta qualità (circa la metà di Spotify). Tra i diversi pacchetti disponibili c’è una prova gratuita che dà accesso alla creazione di playlist e alle radio. Poi si parte da 4,99 euro al mese fino a 9,99 euro (come Spotify) per avere anche 20 mp3 in omaggio. Sebbene sia ancora in fase beta, il servizio ha già la sua app per Android e Apple e pubblica un’interessante classifica dei brani più cercati e ascoltati on line. La cosiddetta «streaming chart» perfettamente in linea con il nuovo linguaggio dei tempi. Un elemento che distingue Play. me è il fatto che non necessita di nessuna installazione, bisognerà semplicemente accedere al sito con le proprie credenziali per poter iniziare ad ascoltare musica e radio. Play.me mostra inoltre clas-


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sifiche di ogni genere, da quelle relative alle ultime novità dei brani in MP3, le top 10 e gli artisti più in voga del momento. Questo servizio inoltre è anche disponibile per smartphone e tablet e con la funzione sync offline potremo ascoltare musica anche senza connessioni WiFi, cosa che invece non è possibile con Spotify.

FEEZY

http://www.feezy.it Altra creatura made in Italy, che promette streaming legale e di alta qualità, nata, si legge sul sito ufficiale, «dall’amore per la musica e dalla voglia di renderla disponibile, sempre, a tutti». Anche in questo caso per la vastità del catalogo c’è la garanzia dell’accordo con i quattro giganti del mondo discografico che, uniti alle principali etichette indipendenti, portano a 11 milioni il totale dei pezzi disponibili in streaming. Ci sono dei brani in esclusiva, le immancabili playlist, la possibilità di scoprire le informazioni sugli artisti e nuova musica dei propri generi preferiti. La versione di base è gratis, ma limitata a 15 ore al mese per un massimo di due. Poi bisogna abbonarsi, a 4,99 euro al mese, per levare anche di mezzo le interruzioni pubblicitarie e godersi i brani ad alta qualità (320 Kb/s).   

AUDIOLIZER

http://www.audiolizer.com Servizio molto basico, senza costi e nemmeno l’obbligo di registrazione. Permette di creare delle

playlist al volo e di vedere il video della canzone. Il trucco, dichiarato nei termini e nelle condizioni, è che questo sito fa da raccordo linkando musica da terze parti. In particolare da YouTube. L’idea, va riconosciuto, ha senso: si offre un servizio simile a Spotify pescando nell’enorme pozzo della piattaforma di video sharing di Google. E’ comunque possibile creare playlist, così come per Spotify, includendo anche la propria libreria di iTunes, e scegliere tra tantissimi generi musicali che vanno dal rock classico al country. Il servizio è gratuito e si mantiene grazie alle pubblicità, molti utenti però lamentano alcuni malfunzionamenti in quanto non sempre le canzoni partono per la riproduzione. Nel 2012, si dice che le entrate di Spotify abbiano sfiorato i 500 milioni di dollari. Questo significa che circa 350 milioni (il 70%) sono stati versati in royalties. Spotify ha accordi diretti con le etichette discografiche, i distributori digitali, gli aggregatori e gli editori, a cui versa i diritti d’autore per consentire loro di pagare i cantanti in base agli specifici accordi contrattuali. La regola generale è che la piattaforma paga le royalties in relazione alla popolarità degli artisti: se una band ha collezionato quest’anno lo 0,1% delle riproduzioni totali su Spotify, i detentori dei diritti di quelle canzoni (compagnie discografiche, manager) incasseranno lo 0,1% lordo di 350 milioni. Alla band, come da accordi, arriverà solo una percentuale di questi soldi. Le alternative elencate sono a beneficio dei fruitori ma per chi produce musica vale il discorso che la tendenza di questi servizi, forniti dal nuovo mercato nato su internet, ha come prima regola quella di trovare fonti di guadagno parassitando artisti, per garantire la propria sopravvivenza, e solo in ultima analisi quella di garantire la sopravvivenza dell’artista.

Non è un caso se recentemente ho letto sul quotidiano “Il Secolo XIX” mezza pagina riguardante un cantautore americano definito straordinario che si esibiva in un bar del centro: Brian Smith. Incuriosito da tanto clamore per un concerto di un chitarrista eternamente on the road, mi sono recato al concerto... l’apparenza era di un autentico busker, un giovane un po’ trasandato forse per i continui spostamenti dettati dalla tournee europea; aveva al seguito una grande cassa di CD di alcuni dei tantissimi album che ha prodotto durante la sua carriera (quasi un disco all’anno). Avvicinatomi al tavolino mi sono subito reso conto che i CD venduti erano tutt’altro che regolari: in pratica consistevano in un compact con copertina bianca masterizzato velocemente strada facendo, senza la benchè minima indicazione ne

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dei titoli ne delle royalties, ne etichette... probabilmente copie di “originali” ufficiali, regolarmente registrati e bollati, e pure la copertina, incredibile, era composta da un cartoncino disegnato a mano e piegato con cura per avvolgere il disco in questione. In definitiva un autentico prodotto casalingo senza nessuna tassa aggiunta governativa, percentuale per casa discografica, percentuale per agenzia, percentuale per campagna promozionale... ecco il motivo per cui mi sono affrettato ad acquistare una copia prima che sparissero tutte, letteralmente divorate dagli spettatori, alla popolare cifra di 5 euro per una... e non faccio fatica ad immaginare che nonostante il basso prezzo di vendita, il buon Brian abbia guadagnato parecchio quella sera!! Meditate gente! Anche in questo caso il talento è indiscutibile, si potrebbe obiettare sulla qualità del prodotto discografico venduto (la etichetta adesiva bianca del CD tende a staccarsi e a fare le pieghe... potrebbe danneggiare il lettore con lo sfregamento, per cui bisogna prestare attenzione ed eventualmente staccarla) il concerto comunque è gratuito (senza obbligo di consumazione), il pubblico è entusiasta e il musicista pure... e anche il titolare del bar che in ogni caso ha venduto molti beveraggi agli avventori, per il fatto che questi ultimi non erano gravati dalla spesa del biglietto. Forse è questo il futuro della musica in Italia? La totale clandestinità e il totale boicottamento di leggi, tasse, diritti d’autore e intermediari che si spartiscono la quasi totalità del guadagno del tuo lavoro? A giudicare da quello che sta accadendo direi che ci stiamo arrivando per una questione di sopravvivenza... non certo evadere il fisco con scopo di arricchirci. Un discorso questo che dovrebbe essere valido anche per la nostra rivista Lineatrad, che se fosse “in regola” con le vigenti norme do-

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vrebbe essere iscritta al Tribunale, al ROC, alla SIAE, stipendiare un Direttore Responsabile iscritto all’Albo dei Giornalisti, pagare una tipografia o un editore, pagare le tasse con una Partita IVA, pagare pure i collaboratori secondo una tabella sindacale... tutto questo a fronte di “presunti” guadagni derivanti dalla vendita del prodotto editoriale mensile... ed ho evitato di citare gli introiti di inserzionisti pubblicitari, che ormai non sganciano più neanche un centesimo e

vorrebbero veder pubblicare sempre i loro annunci del tutto gratuitamente (a meno che non sei una rivista affermata come Rolling Stones, ma già, dimenticavo, anche loro ormai sono alla frutta!!). Allora rischiamo tutti, scribacchini e musicanti, che saremmo “meritevoli di altra vita”, come diceva Venditti, di incorrere in sanzioni amministrative e penali... per il bene della Cultura della Musica, fino a quando, ovviamente, ne varrà la pena. ❖


FIM Fiera di Genova Dal 15 al 17 Maggio torna la grande musica alla Fiera di Genova

FIM 2015, SI PREPARA LA TERZA EDIZIONE Comunicato stampa

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ervono già i preparativi per la terza edizione del FIM – Fiera Internazionale della Musica, l’unica manifestazione culturale in Italia che dal 2013 rappresenta tutte le attività legate al settore musicale in un unico grande evento. Dal 15 al 17 Maggio 2015 la Fiera del Mare di Genova tornerà a vibrare al suono di tutte le note della

musica e sarà ancora il luogo in cui le aziende e i musicisti potranno incontrarsi, confrontarsi e gettare le basi per business futuri. L’evento, che avverrà in concomitanza con le prime settimane dell’Expò 2015 di Milano, sarà potenzialmente in grado di attirare visitatori da ogni parte del mondo vista la vicinanza con il capoluogo lombardo.

Tante novità sono state introdotte nella struttura organizzativa, prima tra tutte quella che vede la partecipazione attiva del Comune di Genova come partner sostenitore della manifestazione: un riconoscimento che sottolinea come le istituzioni inizino a nutrire fiducia nei confronti della kermesse musicale, ma anche una risposta agli orga-

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nizzatori che lo scorso anno avevano scommesso su Genova e sulla Fiera del Mare come nuova casa della musica. Accanto ad alcune conferme – come il Riviera Prog Festival, l’area DJ Mania e l’area Mondo Danza, il Fim On Air e il Meet The Music – anche molti nuovi appuntamenti che saranno annunciati nel corso dei prossimi mesi e che renderanno l’edizione 2015 ancora più ricca e interessante, un vero e proprio “evento nell’evento”. Torneranno gli attesi Fim Awards, i riconoscimenti attribuiti ai cantanti e alle band che ultimamente si sono distinti per meriti artistici e per talento: un’attenzione speciale verrà riservata all’eccellenza ligure, senza dimen-

FIM Fiera di Genova

ticare i grandi interpreti nostrani e le leggende del rock a livello internazionale. La Fiera è una vetrina unica per presentare nuovi prodotti discografici, nuove proposte artistiche, concerti e tournée della prossima estate; al suo interno sarà possibile esporre qualunque tipo di strumento musicale e attraverso corsi e seminari si potranno approfondire tematiche relative ad aspetti tecnici e teorici. Non esistono, sul territorio nazionale, altre manifestazioni culturali con un format uguale al FIM in grado di favorire l’incontro tra domanda e offerta di musica. La campagna adesioni del FIM è aperta su più fronti: si può già ri-

Tratto dall’album FIM dell’edizione 2014: Gloria Berloso e Annamaria Parodi allo stand Lineatrad

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servare uno spazio espositivo all’interno dell’Area Expò in base alla propria categoria merceologica, così come organizzare il proprio showcase su uno dei palchi a disposizione per gli artisti emergenti; per chi desidera ampliare le proprie conoscenze e prendere parte a questo grande evento, è il momento di fare richiesta come volontario FIM 2015. Si scaldano i motori: FIM sta tornando più potente che mai! ❖

UFFICIO INFORMAZIONI FIM - Fiera Internazionale della Musica
 Dal 15 al 17 Maggio 2015 - Fiera di Genova Sede Legale: Viale Ansaldo, 28/R - 16137 Genova |  Tel & Fax 010.86.06.461
 www.fimfiera.it   -   direzione@fimfiera.it


Argomenti Gourin 5-6-7 settembre 2014 58esima edizione del Campionato che riceve il Gotha dei suonatori bretoni

CHAMPIONNAT DE BRETAGNE DE MUSIQUE ET DANSE TRADITIONNELLES di Giustino Soldano e Muriel Le Ny

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er chi volesse conoscere a fondo la musica tradizionale bretone, niente di meglio che assistere al Campionato di musiche e danze tradizionali che si svolge tutti gli anni a Gourin, a circa 50 chilometri da Lorient. La prima edizione del campionato di musica tradizionale bretone fu creata nel 1956, da Polig Monjarret, allora segretario generale di “Bodadeg ar Sonerion” e uno dei fondatori del Festival Interceltique di Lorient. Si tratta di una manifestazione molto seguita in Bretagna alla quale interviene la quintessenza dei suonatori a coppie di bombarda e cornamusa, selezionate in prove di qualificazione che si svolgono normalmente dall’ottobre dello stesso anno all’agosto dell’anno successivo, nelle varie zone (terroir) di appartenenza delle relative danze tradizionali, in occasione di quattordici Festival o concorsi come ad esempio La Bogue d’or di Redon (terroir Gallo-Vannetais), il Kan ar Bobl di Pontivy (terroir Laridé-Gavotte), il Festival Fisel di Rostrenen, eccetera. Ci sono due concorsi principali che si svolgono la domenica: quello Koz a cui partecipano le coppie bombarda e biniou (la cornamusa bretone) e quello Braz con le coppie bombarda e cornamusa scozzese. Ogni concorso è suddiviso a sua volta in tre prove nelle quali i suonatori devono eseguire rispettivamente una melodia, una marcia e una danza, tutte appartenenti al medesimo terroir. Ogni prova è valutata da una giuria differente e la somma dei punteggi assegnati de-

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termina la classifica finale e la coppia vincitrice. Le esecuzioni sono di altissimo livello e può capitare a volte che i vincitori degli anni precedenti o coppie molto note e con esperienza pluridecennale, non riescano ad aggiudicarsi nemmeno il podio. Da qualche anno inoltre sono stati introdotti altri concorsi, i cui concorrenti sono sempre selezionati in prove precedenti, dedicati rispettivamente a: Duo libre: coppie che suonano danze tradizionali, ma con strumenti diversi da bombarde e cornamuse, che possono essere: clarinetto, sassofono, violino, organetto, voce, ecc. Giovani: coppie di bombarda e biniou o cornamusa, al di sotto dei vent’anni. Famiglie: coppie sempre di bombarda e biniou o cornamusa, formate da suonatori appartenenti al medesimo nucleo familiare, ma

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con almeno una generazione di scarto. Questi due ultimi concorsi, che si svolgono il sabato, sono soggetti allo stesso regolamento delle prove Koz e Braz viste in precedenza.

Da due anni infine, il campionato è stato esteso alle danze tradizionali. I concorrenti, provenienti da una selezione effettuata durante sedici concorsi vari, devono esibirsi in quattro danze differenti, che

possono essere a cerchio, a coppia o a quadriglia e che vengono sorteggiate qualche mese prima. Le danze di questa edizione 2014 sono state: Laridé a otto tempi, Gavotte bigoudène, Avant-deux de travers e Dans Fisel. Anche in questo caso, la somma dei punteggi ricevuti durante ognuna delle quattro danze, determina un vincitore ed una vincitrice. Il campionato di Gourin, a prima vista può sembrare destinato solo agli addetti ai lavori e agli intenditori di musiche tradizionali, ma


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questa manifestazione, che propone anche concerti, spettacoli, animazioni ed esposizioni varie, è frequentata anche da semplici appassionati e da famiglie e persone che magari intendono passare un

fine settimana diverso, negli spazi incantevoli e immersi nel verde del castello di Tronjoly (che s’intravede nel volantino), sede del campionato. Ogni anno, infatti, la manifestazione è seguita mediamente da

diecimila visitatori e quest’anno, un po’ per la soleggiata giornata di domenica o forse per il concerto pomeridiano dei Soldat Louis, gruppo lorientese molto famoso nato nel 1988, detentore di tre dischi d’oro e per la prima volta a Gourin, gli spettatori sono stati ben 12000. Domenica 7 settembre anche noi eravamo a Gourin ed abbiamo seguito i vari concorsi, durante i quali abbiamo potuto ammirare la maestria dei vari suonatori, capaci di far scaturire suoni e melodie incredibili dai loro strumenti. Abbiamo anche assistito allo spettacolo “Karigosse” in cui si è esibito il “Bugale an Oriant”, circolo di danze di Lorient che fa parte della federazione culturale War’l Leur. È stata un’esibizione molto piacevole e parecchio apprezzata dal pubblico, con una splendida coreografia che ha proposto come tema il periodo in cui Lorient intratteneva delle relazioni con l’Oriente

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per i giovani con Herve Maelan, 16 anni, alla bombarda e del concorso per famiglie, in coppia con suo padre Philippe. Intervistando Enora abbiamo saputo che suona la cornamusa da nove anni, che ha studiato al Conservatorio di Brest e che precedentemente aveva imparato a suonare il violino e poi si è appassionata alla cornamusa, visto che suo padre e sua madre Valerie suonavano nella bagad di Pommerit le Vicomte (dalle parti di Guingamp), in cui attualmente sono impegnate anche le sue sorelle, Louise alla bombarda e Anna alle percussioni. Abbiamo chiesto ad Enora quali sono i suoi progetti per l’avvenire e ci ha detto che vorrebbe diventare

tramite la Compagnia delle Indie, per il commercio di spezie, tessuti pregiati, maioliche e altri oggetti di lusso. Lo spettacolo ha rappresentato alcuni momenti della vita quotidiana che scorreva sul porto di Lorient, quando arrivavano le navi dall’Oriente, con i danzatori che indossavano i diversi costumi tradizionali in uso un secolo fa e altri momenti che si svolgevano ipoteticamente in India, in cui i costumi bretoni si sono mescolati sulla scena con quelli coloratissimi indiani, il tutto condito da danze tradizionali bretoni come laridè, an-dro, pilé-menu, gavotte bigoudène e jabadao. Da notare che uno dei danzatori del circolo, Mael Kernin, ha vinto il campionato di danze tradizionali di quest’anno. Il Kari Gosse, che dà il nome allo spettacolo, è una spezia originaria di Lorient, inventata circa un secolo fa da un farmacista e la cui composizione è rimasta segreta parecchio tempo; attualmente è molto usata nella cucina bretone. Le giornate di Gourin sono anche un’occasione per incontrare persone straordinarie. Tra queste citiamo Enora Morice, diciannovenne suonatrice di cornamusa scozzese, vincitrice, il sabato precedente, del concorso

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Gourin su Google Map


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professoressa di musica. Siamo rimasti colpiti dalla determinatezza di questa ragazza, dalla sua chiara visione del suo futuro professionale, cosa non comune nei suoi coetanei e dalla sua passione per la musica, che fa parte evidentemente di tutta la sua famiglia. Enora ha partecipato col padre anche al concorso Braz di domenica. La coppia si è qualificata oltre il decimo posto, ma essere arrivati a Gourin è già un’impresa notevole visto il percorso molto selettivo per giungere alla finale; ci sono coppie che impiegano anni per accedervi, nonostante il loro ottimo livello. Si deve inoltre tener conto della giovane età della ragazza e che suo padre non è un suonatore professionista. Pensiamo quindi che Enora conquisterà ancora numerosi premi in futuro e che diventerà qualcuno d’importante nel panorama musicale bretone. Le coppie vincitrici di quest’anno sono: Julien Tymen e Michel Ker-

veillant (campioni 2013) per il concorso Koz; Goulven Henaff e Alexis Meunier (terroir Aven-Glazik-Rouzik/Bigouden) per il concorso Braz; la coppia Brunet-Le Gall (chitarre, repertorio Gavotte de Montagne) per il concorso Duo Libre.

Bodadeg ar Sonerion è l’associazione che riunisce i suonatori e le bagadoù e che organizza i concorsi e i campionati di musica tradizionale bretone. War’l Leur è una confederazione di circoli di danze tradizionali bretoni. ❖

I terroir bretoni - Immagine dal sito Geobreizh

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Recensioni CLARISSE LAVANANT

“L’ENCRE À RÊVER” Settimo album della cantautrice bretone Un ipotetico viaggio tra differenti luoghi e ritmi musicali di Giustino Soldano

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larisse Lavanant è una cantante e compositrice poco più che trentenne nata a Morlaix in Bretagna. Dando un’occhiata alla sua biografia si viene a conoscenza che già all’età di quindici anni aveva scritto le sue prime canzoni e che la sua carriera è costellata di numerosi premi e riconoscimenti nel campo musicale. Sette album all’attivo della cantante, di cui il primo “Où c’est ailleurs ?” è uscito nel 2001. L’artista si esibi-

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sce abitualmente come solista ma spesso anche in compagnia di Dan Ar Braz. In occasione del concerto di Clarisse Lavanant tenutosi a Quimper il 24 luglio durante Festival Cornouaille sono riuscito ad intervistare l’artista bretone (vedi Lineatrad di settembre) e ad ottenere una copia del suo ultimo album, che ho poi ascoltato con interesse. L’album, uscito a giugno e realizzato con Jean Félix Lalanne,

chitarrista, arrangiatore e compositore di colonne sonore, è composto di quattordici brani, quasi tutti in francese, di cui sei composti interamente da Clarisse. Si tratta per la maggior parte di canzoni sentimentali, nei cui testi molto poetici, sottolineati da svariate riflessioni personali ed esistenziali, traspare qualche nota malinconica, vuoi un po’ triste. Frasi come nella canzone “Ta chaleur”: Tra la voglia e la paura d’amare, invento un mondo dove ritrovarci o nell’altra “J’dors toute seule”: Dormo in inverno anche quando fa caldo, sola in questo letto senza amore, con nessuno a cui dire buongiorno, e altre ancora, rispecchiano molto probabilmente i sentimenti interiori e la personalità della cantante, che si presenta comunque sempre sorridente e gioiosa durante i suoi spettacoli. Tra i titoli dell’album ci sono anche: un brano famoso della tradizione bretone “An hini a garan” tradotto in francese col titolo “L’homme que j’aime” e canzoni molto famose come “Senza fine” di Gino Paoli cantata in italiano, “Le Métèque” del greco Georges Moustaki cantata però in bretone, “Le temps des enfants” di Danielle Messia e Jean-Jacques Goldman e “Les Étrangers” di Léo Ferré. Da un punto di vista musicale, in questo album ritroviamo vari stili che vanno da quello tipico dei cantanti francesi molto in voga sia oggi sia alcuni anni fa, a melodie più solari e mediterranee e con qualche intrusione orientale come nel primo brano “L’encre à rêver “, a qual-


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che piccolo accenno jazz suonato al trombone verso la fine del brano “Donne moi”, ad armonie esotiche che ricordano isole lontane come in “La vie se danse”, ai ritmi delle danze greche in “Le Métèque”, o a quello delle filastrocche come mi è sembrato cogliere nel brano “L’homme de glace”. In sostanza un viaggio musicale tra differenti luoghi e ritmi, come si diceva nel sottotitolo. Voce fantastica quella di Clarisse Lavanant, che ben si adatta a tutti gli stili citati. Ho trovato singolare sentirla cantare in italiano, e devo notare che se la cava bene, e in bretone, ma in questo caso non sono in grado di esprimere pareri.

Storie di un cantastorie, un nuovo libro a 15 euro per la Editrice Nuovadimensione

Ho provato inoltre grandi emozioni sentirla interpretare in modo magistrale “Les Étrangers” di Léo Ferré, cantante che apprezzo moltissimo e mi è particolarmente piaciuto il testo molto toccante di questa canzone con vari riferimenti ai marinai e alla Bretagna. Buonissima esecuzione quella dei musicisti che hanno accompagnato la cantante in questa avventura: Jean Félix Lalanne alle chitarre e percussioni; Jean-Philippe Audin al violoncello; Eva Montfort al basso e contrabbasso; Philippe Abalain al bouzouki e al trombone; Philippe Guével alle tastiere e Philippe Turbin alle tastiere e alla fisarmonica. ❖

I brani dell’album sono i seguenti: 1 - L’encre à rêver 2 - Ta chaleur 3 - Donne moi 4 - J’dors toute seule 5 - La vie se danse 6 - L’homme que j’aime 7 - Senza fine 8 - Si je ne t’avais pas connu 9 - On leur dira 10 - L’homme de glace 11 - Le temps des enfants 12 - Fragile equilibre 13 - Le Métèque 14 - Les Étrangers Il sito internet ufficiale della cantante è www.clarisselavanant.fr

GUALTIERO BERTELLI: VENEZIA E UNA FISARMONICA di Loris Böhm

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ato a Venezia, Gualtiero Bertelli fonda nel 1964 il Canzoniere Popolare Veneto componendo canzoni in dialetto veneziano e italiano per l’etichetta “I Dischi del Sole”. Le sue canzoni verranno eseguite anche da importanti cantautori come Lauzi e De Gregori per una carriera artistica ricca di successi e carica di soddisfazioni... di cui vi proponiamo la lettura attraverso questo volume succoso, di confezione lussuosa. Profumi e aromi veneti dicevamo, si possono attingere qua e là in queste 154 pagine davvero cariche di storia, vicende, aneddoti, racconti di vita e di esperienze concertistiche di Gualtiero. Un resoconto davvero dettagliato, particolareggiato, delle giornate passate in ambienti legati al mondo delle rivendicazioni sindacali, attraverso spettacoli in cui il nostro e il suo gruppo cantano di problemi sociali, umani, per un pubblico sempre coinvolto e partecipe. Ogni periodo raccontato con situazioni diverse, dove l’impegno politico e sociale di questo brillantissimo cantastorie ne viene esaltato in tutte le sue forme, dove il dialogo con il pubblico non è solo “virtuale” come sempre più spesso accade oggigiorno ai nuovi cantautori, ma si fonde in un unico canto, un urlo di ribellione alle ingiustizie sociali. Rosso come il fuoco, come il colore del suo pensiero politico, come il marchio indelebile che ha lasciato nel canto popolare, questo è Gualtiero per chi l’ha conosciuto, e questo è Gualtiero per coloro che, ne sono certo, si appresteranno a riscoprirlo nelle pagine di questo volume. ❖

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Recensioni KITCHEN IMPLOSION PRETTY WORK BRAVE BOYS! di Agostino Roncallo

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iciamo che Youtube è sempre un serbatoio di sorprese per chi, in qualsiasi ambito musicale, voglia scoprire qualche novità discografica. Ieri, ho casualmente visionato un recente video di una formazione denominata Kitchen Implosion. Il video, per quanto breve, mi ha incuriosito non poco, in quanto per la prima volta in Italia, ho potuto ascoltare un punk-folk nuovo, considerato che forse nessuna formazione si era fino ad oggi avventurata su questi territori. Mi sono dunque documentato e ho individuato il sito del gruppo (www.kitchenimplosion.com) dal quale ho poturo scaricare l’unico CD che la formazione abbia finora prodotto. Il disco dal titolo “Pretty Work Brave Boys!” è stato pubblicato il 5 Settembre 2014, si tratta dunque di materiale fresco di stampa. Leggendo la tracklist ci si accorge che gran parte del materiale è tradizionale. L’ascolto mi è sembrato per molti aspetti sorprendente per la novità del tentativo, quello di coniugare

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il folk, anche composizioni molto note come “Barbagal” e “La bergera”, con un punk rock assai sostenuto. Anzi, se proprio dovessimo riscontrare l’eco di qualche gruppo noto, il pensiero va ai Ramones e, perché no, ai Sex Pistols. Aggiungo che la qualità della registrazione e il lavoro in studio sono apparsi molto precisi ed equlibrati: il disco suona bene insomma e le sonorità si fondono naturalmente senza tuttavia imbrigliare quelle del punk che appaiono libere nell’espressione e nell’impatto valvolare delle chitarre elettriche. A questo punto nasce un dubbio: chi sono realmente i componenti della formazione? Le note sul booklet non rivelano granché. Infatti il gruppo risulta formato da Wenzo (voce, flauti, cornamuse), Ziokartella (fisarmonica e voce), The Egg, da non confondere con “The Edge” (chitarra e voce), Cannibalpaul (basso) e Sam (batteria). L’unica cosa certa è che i musicisti non sono dei novellini, infatti la tecnica sugli strumenti è apprezzabile e il lavoro in fase di registrazione e mix è tutt’altro che trascurabile. Al momento in cui scriviamo questa recensione non abbiamo informazioni ulteriori sull’identità dei musicisti ma contiamo di svelarla Sabato 1 Novembre, in occasione del concerto che si svolgerà alla Loggia del Leopardo di Vogogna, in una serata dove i Kitchen Implosion condivideranno il palco con il quotato gruppo francese dei Moorings. Allora, sapremo.” ❖


Recensioni ALZAMANTES: TENETEVI FORTE di Loris Böhm

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lzamantes sono una banda che prevalentemente propone brani da danza di ogni tradizione e continente, adatta sia a feste che concerti, considerando l’energia prorompente che sono in grado di dare sul palco e la verve, che si può constatare in pieno in questa nuova produzione Rox Records (www.roxrecords.it). Sono esattamente Maddalena Soler alla voce e violino, Dario Tornaghi alla voce e fisarmonica, Andrea Ferrari sempre voce e chitarra elettrica, Lorenzo Tagliapietra con

chitarra sia acustica che elettrica, Alessandro Croce al basso elettrico, Stefano Migliavacca e Francesca Fiore alle percussioni. Già dal titolo si capisce dove vogliono andare a parare: “tenetevi forte”... e così noi facciamo, ascoltando un disco dove si evidenzia subito un entusiasmo e una capacità espressiva non comune. Esiste grande voglia di fare, grande voglia di comunicare emozioni e sensazioni, di interagire con l’ascoltatore, in qualche modo di stupire e impressionare, doti non comuni nel mondo della musica di tradizione, dove costituzionalmente tutto “dovrebbe” essere stereotipato, conservato, decifrabile e assimilabile. Resettate tutto e preparatevi a questo piat-

tone speziato, dove ogni brano è una sorpresa, dove nulla è scontato o intuibile, e ne uscirete rigenerati dopo l’ascolto, ne sono certo consapevoli di avere scoperto qualcosa di diverso ed emozionante. Se proprio dobbiamo trovare un appunto da fare è per la durata del cd di 35 minuti circa, con i suoi otto brani, e qui si poteva fare di più. In ogni caso spaziamo dagli scottish ai valzer, da mazurka a horo per una carrellata a tutto trad, impregnata di estrosità a tal punto da costringere l’ascoltatore a mettere in loop ogni brano. Complimenti agli Alzamantes, alla loro energia non fine a se stessa, alla loro volontà di provare nuove soluzioni tuttaltro che banali. ❖

PIIA KLEEMOLA: PIRUN JA PAPIN POLSKA di Loris Böhm

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uona il violino dall’età di 7 anni, come si conviene a tutti i Nordici, con formazione di stampo classico e folk dal maestro Timo Hannula, fondatore della banda folk Viulisteista Ikäluokkani, poi con il severo maestro polacco Adam Nowak, passando per l’accademia Sibelius e tanto studio. Pluridiplomata, grande ricercatrice e profonda conoscitrice delle

tradizioni finlandesi, dal 1990 in poi, dopo una parentesi di folk irlandese, diventa frequentatrice di celebri festival quali Kaustinen e Viljandi con diversi gruppi musicali, producendo con loro diversi CD. Questo “Pirun” rappresenta la sua uscita da solista, con il fedele violino da cui è capace di tirar fuori ogni tipo di melodia, e dal kantele, l’arpa tradizionale finnica. Una produzione finlandese, quindi, forse distante anni luce dai clamori delle star della musica folk... nella produzione troviamo l’estrosa Anne-Mari Kivimäki, di cui

abbiamo recensito il bellissimo recente album. Polke e tradizionali reinterpretati con una maestria e personalità squisite, suoni eterei dolcissimi e puliti come si può desiderare nei migliori album di folk provenienti dalla Scandinavia. Prodotto dall’accademia musicale Sibelius per l’etichetta Seita Music www.seitamusic.com, il disco (che non è ancora presente sul catalogo in rete) merita di essere considerato per l’acquisto, direttamente richiedendo il titolo dal sito dell’etichetta stessa. ❖

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Eventi ESCE IL PRIMO ALBUM DELLE MALMARITATE

“Ognuno havi ‘n sigretu” è il titolo dell’album della Narciso Records

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opo un viaggio durato più di un anno, nel corso del quale hanno calcato prestigiosi palchi italiani, le Malmaritate sono pronte a presentare “Ognuno havi ‘n sigretu”, il loro primo progetto discografico in uscita il 25 novembre 2014 prodotto dall’etichetta discografica Narciso Records e distribuito da Universal Music Italia. Un disco nel quale la formazione catanese tutta al femminile dà voce ad un percorso di ricerca e riscoperta della tradizione popolare italiana e, al tempo stesso, mantiene un piede fermo nell’attualità, connotando l’album con sperimentazioni e contaminazioni. In “Ognuno havi ‘n sigretu” si fondono ritmicamente i colpi decisi e irrequieti del tamburo di Valentina Ferraiuolo con le calde sonorità del clarinetto basso di Concetta Sapienza, la sinuosità e la melodia del violino di Emilia Belfiore con il tocco inconfondibile e contaminato della chitarra di Gabriella Grasso. E queste continue sovrapposizioni tra passato e presente connotano  anche il nome  scelto dalla band: Malmaritate, termine che designava, nel Medioevo, le donne disilluse da un amore forzato o sbagliato; oggi in quel nome e in quelle storie si possono rispecchiare tutte le donne vittime di violenze e soprusi. L’intero progetto è intessuto di questa tematica ed è per questo che i concerti delle Malmaritate sono    spesso eventi tra musica e teatro, con ospiti da entrambi gli àmbiti che testimoniano i loro no

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ad ogni forma di violenza. Nel disco sostengono il progetto, oltre all’Associazione Nazionale Volontarie del Telefono Rosa – Onlus che patrocina il disco di esordio, quattro artiste di spicco del panorama musicale e cinematografico: Nada, Claudia Gerini, Donatella Finocchiaro, che interpretano tre brani della tradizione popolare italiana, rispettivamente Terra Ca Nun Senti di Rosa Balistreri, Remedios di Gabriella Ferri, Canzone Arrabbiata di Nino Rota; e Carmen Consoli, che interpreta un brano inedito da lei scritto, Ognuno havi ‘n sigretu, che dà il titolo all’album, il cui testo racconta appunto il contesto, il mormorio intorno a una storia di malmaritate. Si è scelto quindi, come data di debutto di questo primo progetto discografico, la Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne, proprio a voler sancire l’impegno delle Malmaritate, manifestato sin dagli esordi, nella lotta contro il femminicidio e la violenza in genere. Il disco verrà presentato in anteprima esclusiva il 25 novembre 2014 dalle ore 9:00 alle ore 13:00

presso la Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica, Viale De Coubertin 30 a Roma, nell’ambito dell’evento “Le donne, un filo che unisce mondi e culture diverse”, organizzato dall’Associazione Nazionale Volontarie del Telefono Rosa – Onlus in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. Sarà ospite di questo concerto anche Claudia Gerini, che – partecipando all’evento - testimonierà una volta in più il suo accorato “no” al femminicidio e il suo sostegno artistico al progetto delle Malmaritate. ❖

Per informazioni sull’evento:

info@narcisorecords.it                                       https://www.facebook.com/Malmaritate   Ufficio Stampa Narciso Records s.a.s. Via A. di Sangiuliano, 134 95131 Catania Tel.: +39 095 7470211 Fax: +39 095 7461491  cell: +39 333 1699760  E-mail: info@narcisorecords.it www.narcisorecords.it


Cronaca Irina Annenkova ha vinto la medaglia d’oro a Nanchino e la musica della Municipale Balcanica ha fatto da colonna sonora alla sua prova vincente

LA MUNICIPALE BALCANICA “H”ORO ALLE OLIMPIADI ! Comunicato Stampa

Irina Annenkova

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a Federazione Russa di Ginnastica Ritmica ha stretto un accordo con la band Municipale Balcanica per utilizzare i suoi brani come colonna sonora delle esibizioni delle atlete russe. La musica della Municipale Balcanica ha accompagnato, infatti, l’avventura vincente della quindicenne ginnasta russa Irina Annenkova alle Olimpiadi Giovanili di Nanchino. La giovanissima atleta ha vinto la medaglia d’oro di Ginnastica ritmica individuale utilizzando un brano del gruppo pugliese come colonna sonora della sua esibizione. Non è questo il primo incontro tra i brani della band e la ginnastica ritmica internazionale perché già nel 2013 l’atleta egiziana Alia Yassin Elkatib li aveva utilizzati in competizioni ufficiali e prima di lei la russa Alexandra Merkulova era stata protagonista della stagione 2010 guadagnando medaglie d’oro e ribalta internazionale esibendosi su musiche della MB. Come colonna sonora delle prove di ginnastica ritmica la musica della “Municipale” ha fatto il giro del mondo come testimoniano i video del web in cui atlete cinesi ed italiane usano i pezzi strumentali del gruppo sia nelle gare ufficiali che in allenamento ma era la prima volta che la collaborazione con la Federazione Russa di Ginnastica e una sua atleta veniva formalizzata e i contatti

con la giovane ginnasta e il suo entourage divenivano amichevoli. Ora il prossimo appuntamento ufficiale è il Campionato Mondiale in Turchia che inizierà il 21 Settembre, e anche là Irina Annenkova si esibirà sulla musica della Municipale Balcanica, presentandosi come una delle maggiori promesse della Ginnastica Ritmica mondiale. “E’ un grande onore – diffonde la Municipale Balcanica sui suoi canali telematici – essere ufficialmente coinvolti in questo sport dove una disciplina durissima incontra la ricerca assoluta della grazia e dell’armonia. Siamo orgogliosi che le atlete abbiano trovato nei nostri pezzi la giusta dinamica per

mettere in mostra il meglio delle proprie abilità. Siamo fieri che le atmosfere dolci nei nostri intro e la frenesia energica dei nostri finali siano la colonna sonora ideale per le ginnaste che vogliono esprimere tutta la loro armonia ma anche la propria incredibile forza.” ❖ VIDEO DOCUMENTS Qualification: https://www.youtube.com/watch?v=zwdBxiD0V8Y Final: https://www.youtube.com/watch?v=tmNcdLoYyk4 Nico Marziale Ass. Cult. Mus. Municipale Balcanica Viale Delle Mimose 24 70038 Terlizzi (Ba) Tel: +39 3403851346 Fax: +39 0802140618 info@municipalebalcanica.it www.municipalebalcanica.com

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Eventi FESTIVAL “LA ZAMPOGNA” XXII EDIZIONE - 17 – 18 GENNAIO 2015  MARANOLA - FORMIA (LT) Comunicato Stampa

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i rinnova a gennaio 2015 l’appuntamento con uno dei festival più importanti in Italia nel panorama della musica popolare e della world music: La Zampogna – Festival di Musica e Cultura Tradizionale. L’appuntamento, giunto alla XXII edizione, e in programma i prossimi 17 e 18 gennaio, coinvolgerà un gran numero di studiosi, musicisti, liutai e un caloroso pubblico, dimostrando quanto sia forte ed in costante aumento, l’attenzione verso questo importante strumento della tradizione popolare italiana. Dalla prima edizione del 1994 ad oggi, molte cose sono cambiate nel nostro settore e il bilancio presenta comunque tanti aspetti positivi. Ad esempio una nuova generazione di musicisti, liutai, appassionati, che solo venti anni fa sembrava impossibile da immaginare, è nata ed è cresciuta dando alla zampogna e agli zampognari una nuova importanza e dignità. Così ci è più facile confermare ora che finalmente appassionarsi alla zampogna non è più un vezzo solo folkloristico. Studiare, promuovere e costruire zampogne significa semplicemente fare cultura. E ancora di più. Suonare questi strumenti significa essere in primo luogo musicisti,

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in molti casi musicisti più aperti al mondo. Il Festival La Zampogna, sotto la direzione artistica di Ambrogio Sparagna e Erasmo Treglia, è diventato con il tempo un appuntamento obbligato per quanti, a più livelli, si interessano del variegato mondo delle tradizioni italiane. Molti sono gli artisti e gli artigiani che affolleranno le strade del paese e integreranno il programma di concerti e seminari e tra questi, in particolare, i tanti suonatori tradizionali di zampogna della zona degli Aurunci, Ausoni e delle Mainarde. Musicisti giovani e anziani, italiani e stranieri, che animeranno i concerti, i seminari e gli incontri. Ma il Festival sarà anche l’occasione per avere un contatto diretto con alcuni tra i costruttori di strumenti musicali tradizionali più importanti della penisola.

La mostra-mercato di liuteria tradizionale di Maranola è considerata infatti tra gli appuntamenti più rilevanti del settore. Costituisce un’occasione unica in cui poter acquistare strumenti musicali, oggettistica tradizionale, attrezzi di uso contadino e pastorale legati al mondo della zampogna e degli zampognari. Numerosi sono inoltre gli ospiti provenienti da varie regioni e ancora segreto il nome di chi riceverà il riconoscimento “Premio La Zampogna 2015” che ha visto negli anni scorsi premiati artisti come Hevia, Simone Cristicchi, Nuova Compagnia di canto Popolare. Enzo Avitabile, Nino d’Angelo. ❖

Le immagini in allegato sono di Ferruccio Frigerio e Maria Zanardi.  

Per maggiori informazioni www.lazampogna.it info@lazampogna.it


Recensioni Ottobre 2014 è disponibile il nuovo album dei Canto Antico

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nnestare le radici della musica popolare del Sud Italia nel giardino metropolitano e cosmopolita di Milano. Tramandare la secolare tradizione della tarantella e della tammurriata attraverso il linguaggio della modernità, per dar voce ad un patrimonio culturale di immenso valore ma spesso confinato in nicchie per pochi adepti o, ancor peggio, svilito da anacronistiche imitazioni senza cuore. Passato, presente e futuro si mescolano nel progetto artistico dei Canto Antico, trio di musicisti sincronizzati su unico battito: quello del South Beat, termine da loro coniato per definire il particolare genere di world music di cui sono fieri paladini. South Beat è anche il nome dato al nuovo lavoro in studio della band, attiva dal 2000 e con alle spalle numerosi riconoscimenti e tour internazionali. Un album che ha il sapore della svolta: più che segnare un nuovo capitolo nella discografia dei Canto Antico, South Beat rappresenta infatti il culmine di un percorso artistico iniziato con la fedele riproposizione delle musiche del Meridione, proseguito con il riarrangiamento personale dei brani della tradizione (si veda il precedente Jesce ‘a lla pubblicato nel 2006) e sfociato ora in una scrittura autorale che immerge tutto il bagaglio delle

esperienze precedenti nei suoni e nei ritmi frenetici della metropoli. “Volevamo raccontare in musica come l’essere emigrati a Milano, ormai quasi vent’anni fa, abbia modificato nel tempo il modo in cui viviamo il rapporto con la nostra terra d’origine. Continuiamo a sentire fortissima questa appartenenza, nel modo di suonare ma anche in quello di concepire le cose, di vivere i rapporti personali e di intendere la vita. Però oggi abbiamo occhi e orecchie diversi, una visione più globale della musica e della società, influenzata dal mondo in cui viviamo: la nostra ‘pulsazione sud’ si è arricchita di nuovi stimoli” spiegano i napoletani Armando Illario (fisarmonica e voce) e Francesca Di Ieso (tamburi a cornice italiani e voce), che insieme al milanese Francesco Nastasi (flauto, cornamusa e piffero) compongono il nucleo storico della band. Per registrare South Beat si sono avvalsi di preziose collaborazioni: dai musicisti Lorenzo Gasperoni (percussioni), Gianantonio Felice (basso) e Marcello Lomascolo (voce) fino all’Orchestra di via Padova di Milano, multietnica ensemble di musicisti che proprio grazie alla sua capacità di far dialogare culture diverse si è rivelata l›ideale per il progetto dei Canto Antico. Il disco si presenta dunque come una miscela esplosiva di suoni e di esperienze, una musica tarantolata che dalla cima del Vesuvio scende nelle campagne del Mezzogiorno per assorbirne i segreti tramandati da generazioni e poi risale lungo la Penisola seguendo il richiamo di nuove influenze sonore. Il filo conduttore, a livello strumentale, è la pulsazione ritmica: proprio come accade nelle tammurriate e nelle tarantelle, ogni composizione dei Canto Antico muove i suoi passi dall’incedere instancabile, quasi posseduto, di tamburi, tamburelli e percussioni. Attorno a quel battito si sviluppa poi un mondo sonoro a cui contribuiscono numerosi strumenti tipici di culture secolari, dalla fisarmonica al piffero, dalla cornamusa al flauto, dai violini agli scacciapensieri, ma anche elementi cardine della musica leggera come il basso, la batteria, perfino il Fender Rhodes. A rendere il mix ancora più esplosivo è poi l’arrangiamento orchestrale, inserito in parte dei brani di South Beat per sottolineare la volontà di sperimentare, di allontanarsi da un puro e nostalgico

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esercizio di ricalco della tradizione. E poi la voce, anzi le voci, che si intrecciano in tessiture polifoniche capaci di trasportare lontano l’ascoltatore, evocando orizzonti sonori distanti latitudini. “Abbiamo arrangiato il disco cercando di creare un ambiente emotivo che non risultasse ostico o di nicchia - spiegano i Canto Antico - e che rendesse fruibile ad un pubblico il più vasto possibile la musica che amiamo e che è scritta nel nostro dna”. Dieci le canzoni che compongono la tracklist di South Beat: cinque sono brani d’autore, quattro (Cicerenella, Carpino Revolution, Gallina e Aremu Rindineddha) riarrangiano fin quasi a stravolgerli altrettanti brani tradizionali del Meridione, mentre l’ultimo è la riproposizione di Malarazza, altro motivo del canzoniere popolare che Domenico Modugno fece conoscere all’Italia col suo celebre ritornello “Ti lamenti, ma che ti lamenti, pigghja lu bastone e tira fori li denti”. Importantissimo, soprattutto nei brani di propria composizione, anche il lavoro di scrittura: i testi, firmati da Francesca Di Ieso, contribuiscono a rafforzare quell’immaginario a cavallo tra passato, presente e futuro che si respira in tutto il disco. Leggende e ritualità ancestrali vengono viste e raccontate con gli occhi e soprattutto con la sensibilità di chi vive nel terzo millennio, con le sue insicurezze e le sue infinite possibilità, tra antiche certezze sgretolate dal tempo e nuove conquiste da inseguire.

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Storie di uomini e di donne che sono figli del Sud e che vivono in maniera ineluttabile la loro appartenenza alla terra d’origine, qualsiasi sia il secolo in cui nascono, il posto del mondo in cui crescono, il ruolo sociale che si costruiscono. Personaggi con la pelle spessa, cocciuti, innamorati, sofferenti, emarginati, sognatori. Come il protagonista di Fico a dicembre, la canzone con cui si apre South Beat, che insegue una libertà radicale e visionaria come un frutto fuori stagione. O come il lottatore di Me vulesse addurmì, pervaso da un dilaniante conflitto interiore tra amore e odio. O ancora in Sanghe, canzone ispirata alla figura di San Francesco, la storia di un uomo che sogna di cambiare il mondo liberandosi dall’abito sociale che lo protegge. Cunta lu jentu riflette invece sulla solitudine dell’uomo nella società globale, mentre antiche leggende napoletane rivivono in Fontanelle, testo che riporta in vita le figure mitologiche e le divinità ctonie della cultura popolare sotto il Vesuvio. Per i Canto Antico, dopo una carriera già ricca di soddisfazioni (nel 2006 il primo premio al concorso nazionale di musica della Val Tidone, nel 2008 il trionfo al Folkontest), di esibizioni in Italia, Europa e America (nel 2003 un tour intero a Cuba) e di prestigiose collaborazioni (tra gli altri Officina Zoè, Mascarimirì, Ugo Maiorano, Marina De Juli, Stygiens, Emanuela Gabrieli), è il momento di spiccare nuovamente il volo, nel segno della propria terra d’origine, di una passione viscerale per la musica e di una pulsazione - il South Beat - che non ha alcuna intenzione di smettere di battere.
❖ Ufficio stampa
MORNING BELL  Rossella Savino   email: rossella.savino14@gmail.com cell: 347 11589449 Sebastiano Giordani email: sebastianogiordani@gmail.com cell: 339 1232383 www.rossellasavino.it


Recensioni FRANCESCO BENOZZO E FABIO BONVICINI LIBERTÀ L’È MORTA di Loris Böhm

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uando si parla delle opere di Francesco Benozzo non si può evitare di menzionare il suo curriculum di letterato, ricercatore, filologo, poeta. La sua bramosia di ricerca sfocia in innumerevoli pubblicazioni librarie e si sviluppa in una tematica anarchica che darà vita a questo album insieme a Fabio Bonvicini. Benozzo è anche cantautore e un suonatore di arpa celtica tra i più quotati in circolazione. Di origini emiliane, come Bonvicini, autore di sette CD usciti in Italia, Galles e infine questo secondo CD per l’etichetta Tutl delle isole Faroe, mescola in questo disco i canti tradizionali anarchici raccolti per via orale nel fine Ottocento con l’influenza medievale gallese e celtica su alcuni brani. Vincitore di una “menzione speciale” al

Edinburg Folk Awards nel 2004 e nel 2006, si è recentemente esibito con il premio Nobel per la letteratura Wislawa Szymborska. Il suo precedente album, prodotto con Tutl, è stato giudicato “miglior album del mese” (maggio 2009) dalla rivista di musica “RootsWorld” e ha raggiunto le fasi finali presso il celebre “Premio Tenco “ italiano. Tornando a questi superbi undici brani, racchiusi insieme ad un corposo libretto con le annotazioni e i testi di tutti i brani sia in italiano che in inglese, dobbiamo sottolineare la qualità dell’etichetta danese Tutl che ha prodotto il lavoro, destinato ad un mercato internazionale, ma anche italiano. Sublime la musica di Francesco, accompagnato impeccabilmente dall’esperto Fabio Bonvicini, organetto diatonico, piva emiliana, baghèt, flauto dolce, ocarina, ciaramella, piffero... musicista che nel corso degli anni ha collaborato con diversi gruppi ed ensemble di musica antica e popolare, come il gruppo di ocarine Ensemble Novecento, il coro gregorianoSeptenarius, l’ensemble di musica barocca La scatola dai suoni, il gruppo di musica tradizionale Pìvaritrio, la banda di pive emiliane Pivenelsacco, l’orchestra La Rumorosa, il gruppo di musica popolare modenese Suonabanda, riproponendo nel gruppo il bassetto, antico strumento ad arco a tre corde. Un binomio eccezionale quindi, che mette in pratica tutta l’esperienza che è in grado di dare... cosa chiedere di più da una produzione discografica? Va bene, è uscita nel 2013, non è recentissima, ma se il viaggio che ha intrapreso per arrivare sul nostro tavolo è stato lungo, questo non significa che merita minore attenzione da parte della critica discografica! ❖

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Recensioni RENAT SETTE - ELVA LUTZA: AMADA

Un binomio che ha creato una suggestione intrigante tra melodie provenzali e sonorità sarde di Loris Böhm

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a fatto centro ancora una volta “Il Tè con l’artista” di Daniela Barca, con un fuori programma carico di suggestioni e di magia. Sulla scena, un impasto di sonorità sardo-occitane, con il duo sardo degli Elva Lutza e il cantante francese Renat Sette, che hanno saputo offrire momenti di intense emozioni al pubblico presente. Il concerto era una anticipazione del disco “Amadas”, realizzato a giugno e pubblicato a settembre. Una rilettura in chiave originale e moderna di brani della tradizione occitana e di quella sarda: “A principi”, “Bela Calha”, “La bela Margoton”, “Amada gioventude”, “Au pont de Mirabeu”, “Sett’ispadas”, “Deo torro”, “Maria Maddalena”, “A la guerra”, “Ave Maria ‘e Deu”. Renat Sette ha cantato con voce intensa e appassionata i brani che ne fanno l’ultimo erede della tradizione occitana dei trovatori, ma ha dato ottima prova di sé anche con i pezzi della tra-

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dizione sarda, spesso cantati in duo con la voce degli Elva Lutza, Nico Casu. Gianluca Dessì, con la sua chitarra ha costruito la colonna portante del concerto, offrendo una dimostrazione di grande tecnica e di puro sentimento, oltre che di simpatia umana. Nico Casu, con la sua tromba, sempre discreta e dolce, ma ben presente nell’impasto sonoro complessivo, ha saputo toccare corde profonde dell’anima. Il concerto è giunto a Osilo dopo una lunga tournée in Francia, dove i tre musicisti hanno raccolto larghi consensi. “Cette collaboration – hanno scritto i francesi – est née de leur estime réciproque, de la volonté de chacun d’echanger et de donner un souffle nouveau aux musiques traditionnelles” (Questa collaborazione è nata dalla loro stima reciproca, dalla volontà di ciascuno di cambiare e di offrire un soffio nuovo alle musiche tradizionali”. A volte un progetto artistico che sfocia in un album è dettato da fattori che prescindono dalla produzione di un ensemble. Questo “Amada” è nato dalla stima e collaborazione tra il duo sardo Elva Lutza, giovane gruppo che in un solo anno ha raccolto significativi successi di pubblico e il premio Parodi, e il cantante provenzale Renat Sette, ultimo menestrello occitano della vecchia guardia, con una carriera piena di partecipazioni con rinomati artisti franco-piemontesi. Le due tradizioni, quella provenzale e quella sarda, in questo disco vengono fatalmente a contatto, e il dialetto provenzale caldo e pastoso di Renat trova valido supporto strumentale nei fiati di Nico Casu e le corde di Gianluca Dessì, e allora i suoni di connotazione isolana si fondono mirabilmente assecondando la poetica e l’ardore del menestrello nizzardo rigenerando il suo inconfondibile stile e realizzando un lavoro di estrema intensità emotiva. ❖


Interviste DANIELE FALASCA Comunicato Stampa

Il titolo del tuo nuovo disco può sembrare sentimentale, in realtà Insieme a te va letto osservando la copertina: tu insieme alla tua amata fisarmonica. È una lettura corretta?

È la lettura corretta, in modo spontaneo mi è venuto in mente questo che vuol sottolineare il mio viaggio nella composizione con questo eccezionale strumento che è l’accordion, e che vorrei far conoscere al grande pubblico con il mio stile. Insieme a te è il tuo quinto album: che differenze ci sono rispetto ai precedenti?

È il terzo come fisarmonicista (ho inciso altri due album per pianoforte solo): per quanto riguarda la scrittura credo di essere riconoscibile sin dal primo disco, tutte le mie musiche parlano sinceramente di me e la maggior parte delle melodie prendono ispirazione dalla persona amata, ovvero la mia ragazza Fiorella. La mia scrittura è il risultato del mio percorso artistico che non si è mai fossilizzato in un solo genere musicale ma, nel corso degli anni, sin da giovanissimo, ha assimilato tanti stili musicali, dalla classica al jazz con influenze di ritmi latini. Si-

curamente ho acquisito una maturità anche come fisarmonicista, dopo anni che non suonavo questo strumento ho dovuto studiare per colmare qualche “difetto” (come la gestione del mantice) e da buon perfezionista spero di essere riuscito nell’intento. Una delle novità di questo disco, oltre all’utilizzo delle percussioni, sono le bonus track cantate: tanti miei ammiratori mi hanno sempre consigliato di affiancare alle mie melodie dei testi e così ho voluto seguire il loro consiglio e devo riconoscere che avevano ragione! Una cosa molto importante da segnalare è il contributo del pubblico: grazie al sostegno di MusicRaiser e dei tuoi ammiratori, Insieme a te ha visto la luce. Sei stupito o sotto sotto te lo aspettavi?

Grazie ai miei ammiratori, al pubblico che mi sostiene e mi segue ai concerti e agli amici (anche musicisti), ho avuto questo importante supporto per la realizzazione della stampa fisica del disco, tutta la fase che precede la stampa é stata autoprodotta così come é avvenuto per gli altri cd. Sinceramente non me l’aspettavo: viviamo in un momento di crisi e la musica, soprattutto quella indipendente, fatica molto ad andare avanti. È stata una stimolante esperienza che ha confermato l’affetto delle tante persone che mi vogliono bene: un segno del destino che mi consiglia di continuare su questa strada.

Cosa pensi di questo “azionariato dal basso” ormai così diffuso? Pensi che il crowdfunding possa essere una soluzione ai problemi della discografia?

Penso che condividere con i fan i propri progetti, anche economicamente, sia un’intelligente mossa per continuare a crederci e creare sempre musica nuova. L’azionariato dal basso è un test importante per l’artista che vuole produrre le sue idee, è come il test di fine concerto: ci sono persone che si avvicinano per farti i complimenti ed altre che, oltre a questo bel gesto, acquistano il cd, infatti con Musicraiser i raisers hanno acquistato il cd in anteprima. Una caratteristica peculiare della tua musica è l’unione di due anime: da una parte quella più “classicamente” melodica e folk, dall’altra l’indole jazz. Quel è il segreto per tenerle in equilibrio?

Non c’è un segreto, nascono spontaneamente: da quando nasce la prima idea (sempre al pianoforte) riesco in poco tempo a scrivere tutto il pezzo ed a depositarlo già il giorno dopo in Siae... Penso che l’esperienza nei diversi generi musicali e la fortuna di aver suonato sempre con grandi talenti mi abbia arricchito e quello che scrivo è il risultato di tanti anni di live, di collaborazioni con grandi artisti e ascolto costante di dischi di altissima qualità, non solo per quanto riguarda il genere ma soprattutto per gli arrangiamenti che hanno sempre stuzzicato la mia attenzione. Mi è capitato spesso di trascrivere per delle composizioni che adoro le parti di ogni singolo strumento, con Charlie Parker e Michel

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Petrucciani per esempio. Ho ascoltato molti dischi di Gino Vannelli e Michael McDonald ed ho avuto la fortuna di ascoltarli dal vivo insieme a musicisti di strepitoso livello.

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Come nasce solitamente un brano di Daniele Falasca?

Spontaneamente al pianoforte. Le musiche dei miei dischi sono state pensate e trascritte in massimo una settimana, dal 2010 ad oggi ho scritto un numero eccezionale di idee, potrei incidere altri album ma le tasche non me lo permettono... Sicuramente l’amore che provo per Fiorella incide molto nella mia scrittura, è sempre la prima ad ascoltare una mia composizione, tra l’altro stiamo incidendo un album con pezzi liturgici di sua creazione, è una brava cantante e ha un ottimo orecchio musicale, con lei sto molto bene ed ho la tranquillità ideale per comporre. Per quanto riguarda la fisarmonica, quali sono stati i tuoi maestri, le figure che per te hanno rappresentato e rappresentano un punto di riferimento musicale?

Non ho avuto un modello di fisarmonicista, mentre per quanto riguarda la mia attività come pianista classico, il mio modello è stato Arthur Rubinstein, ho consumato le videocassette dei suoi concerti, seguivo in ogni suo gesto il suono delle sue dita, la musicalità; volevo fare il concertista classico, ho studiato molto per questo e ho ricevuto diverse soddisfazioni. Da bambino volevo fare il direttore d’orchestra, mi alzavo di notte per seguire i concerti che trasmetteva Rai 3: mentre ascoltavo le diverse sessioni di strumenti, dagli archi ai fiati, seguivo il direttore dirigendo anch’io con lui. Tu e la tua fisarmonica non siete soli: Insieme a te nasce con un team di validi musicisti. Che caratteristiche deve avere uno strumentista per poter collaborare con te?

La prima caratteristica che deve avere un musicista che collabora

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con me è l’umiltà, ho sempre allontanato i presuntuosi e gli arroganti, ne troviamo tantissimi, troppi, anche tra i grandi. Oltre al talento e la musicalità, in ognuno dei miei musicisti cerco la professionalità, la sincerità. Chiedo spesso consigli a loro e mi fido delle loro idee perché li stimo, i musicisti che ho scelto hanno interpretato al meglio la mia musica, ero sicuro dell’ottimo risultato sin dall’inizio. Ti occupi spesso anche di curare arrangiamenti per altri musicisti: quanto è importante per la tua attività confrontarti con la musica altrui?

Il pensiero che un artista mi affidi un arrangiamento mi rende felice ed orgoglioso, quindi lavoro al servizio della sua musica come se fosse la mia.

L’Abruzzo è una regione musicalmente un po’ defilata però ha donato alla musica italiana grandi nomi, da Ivan Graziani a Goran Kuzminac: oggi qual è lo stato di salute della tua terra?

In Abruzzo albergano tanti talenti, i musicisti che suonano nei miei dischi sono tutti abruzzesi. Chi governa questa regione dovrebbe aiutare i giovani musicisti, attivandosi di più per la cultura in generale.

Parallelamente alla tua attività di strumentista e compositore, sei molto presente con la tua scuola: pensi che la musica sia ancora un’arte importante e formativa oppure percepisci un diverso tipo di considerazione?

La musica è sempre un’attività educativa importante per una sana formazione del bambino, oltre all’attività pratica e teorica con lo strumento c’è anche il rapporto di rispetto per l’interpretazione e quindi un rapporto con l’anima del bambino, che può solo avere benefici dalla musica amplificando la sua sensibilità. La musica stimola il bambino ma anche l’adulto, fa bene ad ogni età avvicinarvisi perché tocca le corde del cuore facendoci conoscere parti sconosciute di noi stessi. Insieme a te è un progetto solamente di studio oppure accadrà qualcosa anche dal vivo?

Tornando alla crisi, l’attività live oggi è sempre più difficile anche se io ancora mi difendo, spero di suonare tutte le sere, produco anche con l’intento di diffondere la mia musica a quante più orecchie sappiano apprezzarla e possano giovarsi di essa. Cosa ti aspetti da questo disco?

Mi aspetto di arrivare nelle case di molti italiani e non, di regalare


Interviste

bei momenti di condivisione, di far conoscere un po’ di musica originale che abbraccia generi diversi e trasmette delle emozioni positive in un periodo dove abbiamo tutti bisogno di serenità e spensieratezza. E perché no? di estendere la mia musica oltre i confini nazionali. ❖

Daniele Falasca: Pianista, fisarmonicista e compositore Attratto dai suoni sin da quando aveva 4 anni grazie alla passione per la musica del Nonno (fisarmonicista classico), con il quale ha iniziato gli studi musicali. Si diploma in Fisarmonica e Composizione con il massimo dei voti ed in pianoforte con lode al Conservatorio “A. Casella” di L’Aquila sotto la guida del M° Vincenzo Di Sabatino. Ha frequentato i corsi di alto perfezionamento in pianoforte classico con il M° Bruno Canino ed il M° Aldo Ciccolini. Vincitore di numerosi concorsi Nazionali ed Internazionale come il Premio Brahms ed il Concorso Internazionale Rubistein ( come pianista), la vela d’argento e la fisarmonica d’oro (come fisarmonicista)

Ha collaborato dai 16 ai 25 anni, con le migliori band del centro/Italia e con diversi artisti come Aida Cooper, Rossana Casale, Max Gazzè. Collabora con grandissimi musicisti di fama internazionale come Fabrizio Bosso, Marco Tamburini, Tullio De Piscopo, Luca Bulgarelli, Luca Colombo, Fabio Zeppetella, Amin Zarrinchang, Gabriele Pesaresi. Altri ottimi jazzisti con i quali collabora attualmente sono Fabrizio Mandolini, Glauco Di Sabatino, Daniele Mencarelli, Arturo Valiante, Massimiliano Coclite. Dal 2000 si dedica all’attività concertistica pianistica eseguendo musica classica e proprie composizioni dell’album “Più di mille parole”, composizioni neo-classiche che ha inciso nell’Aprile 2008, prodotto e distribuito dall’etichetta Hdemia s.a.s di cui son state vendute più di 5.000 copie in allegato con il quotidiano nazionale “Il Tempo”. Diverse sono le partecipazioni in tv nazionali Rai e Mediaset. Ha insegnato pianoforte classico e moderno nelle migliori scuole abruzzesi e Laziali con le quali collabora anche oggi. Da 6 anni insegna ed è Direttore della Scuola di Musica “MUSICAHDEMIA” nella quale è docente di pianoforte principale.

Ha ripreso a suonare l’accordion a Gennaio 2011 ed ha già fatto più di 30 concerti in pochi mesi. La Barvin (edizioni muscali) lo ha invitato, nel Settembre dello stesso anno, nell’Auditorium del prestigioso Festival internazionale della Fisarmonica a Castelfidardo, dove ha presentato l’album “Ricomincio da qui” in accordion solo, condividendo il palco con grandi fisarmonicisti quali Gervasio Marcosignori, Frank Marocco, Richard Galliano, Antonello Salis, Luciano Biondini, Massimo Tagliata, Simone Zanchini, Gianfranco Caporilli, Vincenzo Abbracciante e tanti altri grandi musicisti. Dal 2009 esegue, in tutta Italia con varie formazioni, la propria musica, attualmente si esibisce con musiche del nuovo album dal titolo “Ricomincio da qui”, progetto di World Music contenente dodici brani originali, composti in un linguaggio moderno, in cui l’accordion riveste ruolo di protagonista. Da Maggio 2012 collabora con la prestigiosa ditta Brandoni di Castelfidardo, a Settembre 2011 ha presentato l’album “Ricomincio da qui” ed a Settembre 2012 “AnimaLibera” al FIF 2012 di Castelfidardo ed a Luglio 2013 il suo concerto sarà nel cartellone, insieme ad artisti come Richard Galliano, del prestigioso Festifal “THE WORLD OF ACCORDION. Ad Aprile 2013 uscirà il suo quarto album come compositore. Molti sono i commenti positivi sulla musica e l’artista Falasca ne elenchiamo uno del grande jazzista Fabrizio Bosso: “Dopo anni che collaboro con grandi fisarmonicisti come Antonello Salis e Luciano Biondini, scopro con piacere un altro grande talento capace di regalare forti emozioni con questo strumento. Daniele Falasca in questo lavoro riesce a dare prova di una tecnica impeccabile, in grado quasi di far parlare la fisarmonica. Originali le sue composizioni già ad un primo ascolto rimangono impresse nella mente”. ❖

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Recensioni DANIELE FALASCA: INSIEME A TE di Loris Böhm

Si intitola “Insieme a te” ed è il disco che Daniele Falasca, 41 anni, musicista di Roseto degli Abruzzi, ospite speciale del trio “Il Volo” nella tournée italiana, continuerà a promuovere in inverno col suo collaudatissimo quintetto. Dopo lo straordinario successo delle due serate del 20 e 21 luglio scorsi al Teatro Antico di Taormina, Daniele Falasca è stato nuovamente ospite del Volo nei tre concerti della tournée italiana del trio: al teatro d’Annunzio di Pescara il 5 settembre, a Napoli il 12 (è stato ospite anche Tullio De Piscopo) e a Marostica il 16. Se a Taormina il fisarmonicista e compositore abruzzese ha suonato insieme al suo conterraneo Gianluca Ginoble, per le tre date di settembre, a partire da quella attesissima di Pescara, era presente sul palco con il trio al completo. «Il concerto siciliano con Ginoble è andato talmente bene che il produttore Michele Torpedine e l’arrangiatore Celso Valli hanno fortemente voluto la mia presenza con i tre tenori», spiega il fisarmonicista abruzzese. Sarà un trittico imperdibile per gli ammiratori della fisarmonica latin-jazz di Daniele Falasca: lo strumentista abruzzese parteciperà ai brani del Volo e sarà anche un’occasione per poter scoprire il suo ultimo disco Insieme a te.

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Il trio del Volo - i giovanissimi tenori Piero Barone (19 anni), Ignazio Boschetto (18 anni) e Gianluca Ginoble (17 anni) - è famoso in tutto il mondo e i concerti di settembre saranno la parte italiana di un lungo tour internazionale: un’occasione speciale per assistere all’incontro tra l’interpretazione moderna delle grandi arie classiche della tradizione italiana e la spericolata fisarmonica di Falasca. Daniele Falasca sta promuovendo il nuovo album “Insieme a te”, nato grazie al supporto dei numerosi fans attraverso MusicRaiser: è il suo quinto disco, il terzo per fisarmonica dopo due album per piano solo. Tredici i brani, tra cui le bellissime “Insieme a te”, “Passaggiata sul Tamigi” (entrambe in versione cantata da Dante Francani), “Libertango italiano” e Beba do Samba cantata da Alessia Martegiani. I brani sono suonati insieme agli indivisibili Fabrizio Mandolini (sax) e Glauco Di Sabatino (batteria), Bruno Marcozzi (percussioni), Amin Zarrinchang (double-bass), Pierluigi Fidanza (chitarra) e Gianluca Caporale (sax e clarinetto). Attratto dalla musica sin da quando aveva quattro anni, inizia gli studi musicali grazie alla passione del nonno. Il suo corso di studi è stato impeccabile fino al 2011, anno della riscoperta della fisarmonica, un vecchio amore mai sopito e protagonista più che mai nella sua svolta musicale all’insegna del latin-jazz melodico, mediterraneo e suadente, che ha raccolto tanti apprezzamenti dal pubblico e dai colleghi, come Fabrizio Bosso, con il quale ha collaborato. Il nuovo album miscela latin e jazz, world music e invenzioni strumentali, e gode dell’estro melodico dell’autore, che con il suo accordion Brandoni & Sons ricerca e ottiene un suono molto riconoscibile. Daniele dice: Nonostante la crisi, ho riposto buone aspettative in questo progetto perchè penso che siano molte le persone che credono in chi, come me, dedica la propria vita alla musica per realizzare progetti originali... e che siano disposte a sostenerle affinchè questi non restino solo bei sogni chiusi nel cassetto, ma divengano concrete realtà... Ebbene, consentiamogli di realizzare questo progetto, dandogli lo spazio che merita, e procurandoci questo suo nuovo album. ❖


Eventi Paolo Tocco torna in radio con il nuovo singolo dal titolo “Aveva Vent’anni” il primo estratto ad anticipare il disco in uscita a Gennaio.

PAOLO TOCCO: IN RADIO IL NUOVO SINGOLO “AVEVA VENT’ANNI” Comunicato Stampa

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veva Vent’anni” è la storia di un omicidio passionale ben ragionato, è un video ironico a cavallo tra satira e ironia, una ballata leggera di musica italiana che coinvolge con un ritornello che si incide a fuoco nella memoria. A distanza di 5 anni dal suo debutto ottimamente accolto dalla critica con il disco “Anime Sotto il Cappello” e dopo oltre 10 anni di intensa attività discografica come produttore e promoter, torna in scena in prima persona il cantautore abruzzese Paolo Tocco con un nuovo disco in uscita a Gennaio 2015 dal titolo “Il Mio Modo di Ballare”. Ad anticipare le danze in tutte le radio arriva un singolo decisamente accattivante dal titolo “Aveva Vent’anni” a cui si accompagnerà un divertentissimo videoclip in cui l’autoironia e la semplicità sono gli ingredienti fondamentali. Con “Il Mio Modo di Ballare” non scende in campo solo l’anima di un cantautore, ma l’intera squadra della Protosound Polyproject guidata dalla

produzione artistica e tecnica di Domenico Pulsinelli, che coglie l’occasione per confezionare un disco che sia espressione massima di tutta la crescita avuta in questi anni. Un lavoro che promette di emozionare ma anche di mostrare il frutto di un prezioso artigianato sonoro che oggi, con la crisi ormai imperante in ogni ambito sociale e culturale, raramente si ha modo di sviluppare. Paolo Tocco e Giulio Berghella a capo della Protosound Polyproject che dal 2005 ha sviluppato e dato vita a numerosi progetti di comunicazione e di produzione discografica raccogliendo in qualche modo il passaggio di quasi tutta la scena italiana degli ultimi anni. In stretta collaborazione con L’Altoparlante di Fabio Gallo portano a casa anche traguardi come il Premio TENCO 2012 con Zibba come miglior disco dell’anno a pari merito con gli Afterhours, il Premio MEI 2013 e un Premio Della Critica e Della Sala Stampa/ Tv al Festival di Sanremo 2014. La Protosound scende anche in radio, dapprima con il format “Radio

Indie Music Like” in collaborazione con il M.E.I. di Giordano Sangiorgi format che successivamente si è trasformato nel programma “Tutti i Topi vogliono Ballare” andando stabilmente in onda su un circuito di oltre 150 emittenti web ed fm locali e regionali restituendo alla musica oltre 500 passaggi settimanali. Ad oggi Paolo Tocco è stabile collaboratore della redazione di Raropiù di Fernando Fratarcangeli e cura personalmente i contenuti su numerose rubriche on line dedite alla diffusione di musica indipendente italiana. ❖ WWW.PROTOSOUND.NET CONTATTI “Aveva Vent’anni” (Official Video) https://www.youtube.com/watch?v=BP3jdBLEjjw PROTOSOUND POLYPROJECT www.protosound.net ufficiostampa@protosound.it L’ALTOPARLANTE www.laltoparlante.it info@laltoparlante.it DCOD Communication Giulio Berghella promoradio@dcod.it

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Argomenti IPOTESI SUL BAGHÈT IN RELAZIONE ALLA BAGPIPE di Vittorio Grisolia

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on sono uno studioso, sono un semplice appassionato di tutto ciò che riguarda la tradizione musicale in particolar modo quella bergamasca, ma da quasi 25 anni suono il Baghet (cornamusa bergamasca) ed oltre 20 anni fa ho sviluppato un’ipotesi riguardo la sua origine. Le ricerche iconografiche fanno risalire il nostro strumento (molto simile a quello attuale) a prima della scoperta dell’America; in quel periodo molti bergamaschi, bresciani, cremonesi ecc. erano al servizio di famiglie nobili veneziane. Si sa che il popolo ha sempre rappresentato in forme plateali la derisione del padrone e, di conseguenza, del Potere, e ciò accadeva soprattutto nel periodo carnevalesco oppure, per quanto riguarda Venezia, la Maschera era consentita quasi tutto l’anno. Queste rappresentazioni (in forma ancora esistente oggigiorno con le “Mascherate”) venivano eseguite nelle calli e nelle piazze di Venezia e sicuramente ottennero un certo successo (inizio della Commedia dell’Arte?) motivo per cui venne a delinearsi la figura dello “Zanni” (Giovanni,Gianni), termine generico usato per chiamare questi personaggi. Si formarono compagnie che decisero di girare l’Europa, ma-

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gari utilizzando strumenti popolari come il Baghèt, i Pifferi e i tamburi adatti a richiamare l’attenzione all’arrivo della Compagnia nel villaggio o città che fosse e che forse utilizzavano melodie come la “Bergamasca”, raccolta nel Rinascimento dall’Azzaiolo e da altri musicisti-editori, danza diffusa in tutta Europa, citata anche da Shakespeare (diverse ricerche scientifiche sono state fatte su questa importante musica). Arrivarono così in Inghilterra, Galles, Scozia; a tal proposito bisogna sottolineare che la parola “Zani” (giullare-sempliciotto-buffone) si trova anche nel vocabolario inglese. Arriviamo all’ipotesi finale che forse farà arrabbiare o ridere gli Scozzesi: l’antenato della Cornamusa scozzese (Bagpipe) è

il Baghèt (in bergamasco Baghèt vuol dire piccola baga-pancia-sacco). Naturalmente agli scozzesi va il merito d’aver evoluto sia la costruzione dello strumento che l’ esecuzione delle melodie; il Baghèt in Scozia ha dunque avuto uno sviluppo che in bergamasca non si è verificato. Non vanno dimenticate la “Piva emiliana”, la “Musa” piacentina e la “Baga” veneta, cugine del nostro Baghèt. Questa è, esposta sinteticamente e con semplicità, la mia ipotesi (provocatoria) sul Baghèt bergamasco e la Bagpipe scozzese, dedotta a partire dalla mia personale esperienza. Un’ipotesi, niente di più. Spetta ora agli studiosi verificare e dimostrare la veridicità piuttosto che l’erroneità di questa ipotesi. Dimenticavo: sembra che un Clan scozzese, i cui membri sono chiamati “Maccremon” o “Maccrimmon”, famosi suonatori di Bagpipe, sia di origine italiana (Cremona). Ed inoltre, dato attuale, se presa come oggetto di indagine la “Famiglia Zani” di Dossena (Bg), tutti i componenti della quale sono cantori e musicisti popolari, ritengo non priva di fondatezza l’ipotesi che essa sia discendente a pieno titolo (soprattutto nella persona di Piero Zani) degli “Zanni” sopra citati. ❖


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Recensioni ROBERTO FEDRIGA di Loris Böhm

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oberto Fedriga è un giovane cantautore bergamasco. Prima di esordire discograficamente con questo album, si esibisce come cantante di vari gruppi rock locali. Ben presto si affaccia allo studio del canto, e ascoltando autori come Tim Buckley, Tom Waits, Nick Drake e John Martyn inizia ad abbandonare sonorità rock troppo “fragorose” e di impatto per immergersi nel suono dark, borderline, influenzato profondamente dagli autori prediletti elencati. La sua tecnica abbinata alla ricerca dell’interpretazione come obbiettivo principale dell’espressione musicale pro-

ducono l’effetto di ispirare Fedriga a produrre questo suo primo disco che porta il suo nome. Voce intrigante e narrativa, con l’aiuto di un sincopato ritmo jazzato ci mette poco ad impadronirsi delle nostre anime. Discreti quanto determinanti sono gli interventi sonori dei suoi numerosi strumentisti che lo accompagnano in questa avventura. Sax e clarinetto per Guido Bomabardieri, basso per Nicola Mazzucconi, chitarra per Lorenzo Melchiorre e Andrea Lo Furno, percussioni per Matteo Marchese, batteria per Luca Finazzi e infine piano per Francesco Benedetti... davvero tanti per ottenere un sottofondo discreto e mai invasivo: la voce di Fedriga e le sue storie comandano la scena... solo il sax azzarda qualche assolo. Dieci brani di durata non esagerata che si ascoltano tutti d’un fiato, e lasciano una sensazione di benessere finale, la soddisfazione di aver scoperto un autore davvero degno dei nomi, celebri, a cui si è ispirato per l’esordio discografico. Un paragone che potrebbe sembrare azzardato, ma non sfigura davvero Fedriga di fronte a un Tom Waits o chiunque altro; ha trovato una sua dimensione e uno stile che comunque è tutto suo... si tratta di Roberto Fedriga, una personalità tutta nuova, tutta da scoprire. Adesso la palla passa a voi lettori! ❖

GIANRINALDO: ARRIVEDERCI FOLKAOS di Loris Böhm

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overosa segnalazione per questo prezioso doppio CD prodotto dalla piemontese Rox Records a commemorare la chiusura del Club Folkaos... con una lunga sequenza di gruppi e artisti che hanno animato le

serate di questo conosciutissimo locale milanese, tempio delle danze in Lombardia. Per tutti coloro che erano frequentatori abituali di questo locale (e anche per gli appassionati di bal folk, un documento essenziale in cui possiamo ascoltare musicisti davvero particolari, la maggior parte dei quali totalmente priva di produzioni discografiche, o comunque assai difficile da reperire... il che rende questo prodotto altamente consigliato ai collezionisti di CD. (http://www.roxrecords.it) ❖

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Recensioni RASKAS: LA MACHA NIERA di Fulvio Porro

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alla fine ce l’abbiamo fatta! Vale per me, che avevo promesso queste righe ai ragazzi ormai da tempo (e me ne scuso pubblicamente), ma soprattutto vale per loro, i Raskas, che dopo anni di doverosa e onorata gavetta (più o meno equamente suddivisa tra sala prove, live, un po’ di conservatorio, soprattutto targato Sergio Berardo), un paio di “esperimenti demo-live” (senza alcuna particolare pretesa, ne promozionale ne commerciale), hanno finalmente tagliato il traguardo del loro primo album, una pregevole autoproduzione che non mancherà certo di suscitare interesse, sia per le orecchie del semplice fruitore di note musicali come per i piedi dei ballerini. “La Macha Niera”, questo il titolo dell’album della giovane formazione cuneese, trae origine dall’omonimo brano, il primo interamente scritto, musicato e arrangiato dal gruppo, e che in lingua occitana significa letteralmente la macchia nera; una bonaria “presa in giro” di chi si impegna nella ricerca della perfezione (musicale) e del successo, perdendo però di vista la reale dimensione della propria carriera, il rapporto con le persone e con proprio territorio. L’album è un coinvolgente melange di nove tracce (forse ce ne poteva stare qualcuna in più ... ) che spaziano dai circoli circassi alle polke, dai rigoudon alle scottish, con sonorità (sempre in giusto equilibrio tra ritmo incalzante e morbidi fraseggi acustici) che si rincorrono e si intrecciano, mescolando tradizione, folk-rock, qualche pizzico di raggae; poco più di mezz’ora di ascolto che fugge via piacevolmente, sempre con la curiosità di passare al brano successivo. E alla fine, ripartire con un nuovo ascolto!

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Artefice primo del lavoro è Francesco Olivero, autore di tutte le musiche (con la sola eccezione della scottish), ben supportato dai testi di Martino e Piero Adamo (oltre che propri), e con gli arrangiamenti pensati, provati, modificati e riarrangiati dall’intero gruppo. Le registrazioni, il mixaggio e l’editing (e quant’altro ... come si legge sul retro della cover), sono state curate da Maurizio Prudenzano, DJ e fonico di provata esperienza e amico da sempre della band, di cui conosce pregi, virtù, difetti e soprattutto piaceri e necessità tecniche. L’album si apre con una suite di circoli, Floc, gentilmente concesso da Sergio Berardo (leader dei Lou Dalfin) e riarrangiato dal gruppo, e Festo, scritto da Francesco Olivero (allievo di Berardo e membro anche de La Chardouso), dove gli organetti di Sylvain Jenesseaux e dello stesso Francesco si rincorrono armonicamente ben sostenuti dalla ritmica dei gemelli Piero e Martino Adamo (rispettivamente chitarra elettrica e basso) e di Daniele Danzi (batteria) per raccontare dell’incontro tra due ragazzi sotto le stelle, mentre si sente in lontananza il rumore e la musica di una festa. La seconda traccia è un pezzo importante per il suo contenuto storico e nasce come colonna sonora del film di Vittorio Dabbene “Un giorno d’inverno”, uno struggente racconto dell’eccidio nazifascista a Valgrana vissuto attraverso le paure di una famiglia di contadini. “La fin dal mond” non poteva che nascere il giorno della fine del mondo, secondo i Maja; un gioco tra l’apoca-

lisse e la riscoperta dalle cose semplici e piccole, quelle che vediamo ogni giorno, ma solo di rado riusciamo veramente ad apprezzare. Il quarto brano è festa di ghironda, con incursioni elettriche a sei corde (su un pezzo di Dominque Forges, direttore musicale della Compagnie Bérot e dell’Ensemble de Musique Traditionelle de Nevers) fortemente riarrangiato dal gruppo ma che non perde assolutamente il sempre piacevole ascolto della “vioulo”. Barcelouno, brano decisamente più morbido e dalla ritmica raggae, traccia un velocissimo sunto dell’articolata vita dello scrittore Hernest Hemingway; e per rimanere in tema di grandi penne d’oltreoceano, l’album si avvia alla sua chiusura con “Touristas de bel”, libera e mal fatta traduzione (per stessa ammissione del gruppo) di “Easy Rider”, una storia “On the Road”, alla Jack Kerouac giusto per intenderci, di due giovani, stanchi della piccola provincia e della valle troppo stretta, alla conquista del mondo. La settima traccia è indubbiamente un brano “spiritoso” ricordando, nell’hastag del titolo, il noto aperitivo marsigliese, e come tale non poteva che essere uno strumentale: con un po’ di buon pastis in corpo dover anche cantare potrebbe risultare non così immediato! O forse no ... L’album si chiude con “Cafè des epices”, uno strumentale ottimamente supportato dalla chitarra classica di Paola Bernardi (un piacevole seppur fugace “ritorno”), che vuole rievocare le oniriche atmosfere dei bistrot parigini, e che alla fine lascia un po’ con l’amaro in bocca ... ma solamente perché la traccia numero dieci (e magari la undici e la dodici ...) sono rimandate al prossimo lavoro. Prossimo lavoro che potrebbe essere migliorato nella grafica (il nero diffuso mal si adatta all’allegria delle musiche, ma avrà pure una sua recondita ragione ...), e corredato da un piccolo booklet esplicativo dell’album stesso (ma si sa, la finanza è sempre molto, troppo tiranna!) E quindi, buon proseguimento di lavoro e arrivederci al prossimo live! ❖


Argomenti REDI HASA E MARIA MAZZOTTA: URA Comunicato Stampa

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n autunno ricco di soddisfazioni e successi per lo straordinario duo formato da Redi Hasa (violoncello) e Maria Mazzotta (voce). Il loro URA, disco prodotto da Finisterre con la collaborazione di Puglia Sounds, è entrato nella prestigiosa classifica internazionale “World Music Chart Europe” ed è fra i candidati a ricevere l’insigne premio della World Music “Preis der deutschen Schallplattenkritik” in Germania. Dopo la presentazione ufficiale  del pro-

getto alla 17a Fiera Mediterannea di Manresa in Spagna e al Medimex di Bari, Redi Hasa & Maria Mazzotta saranno i protagonisti di un concerto in diretta per RAI Radiotre in occasione della Fiera della Piccola eMmedia Editoria, il 6 dicembre 2014. Il progetto discografico d’esordio di uno straordinario duo che vede la formidabile voce della salentina Maria Mazzotta, solista tra l’altro dell’ensemble Canzoniere Grecanico Salentino, intrecciarsi abilmente con le corde del vio-

loncello albanese di Redi Hasa, solista dell’ensemble di Ludovico Einaudi e del gruppo pugliese Bandadriatica. Il progetto, dal significativo titolo di “Ura” (ponte in albanese, adesso in salentino) porta alla luce i legami possibili tra i repertori che navigano attraverso l’Adriatico unendo i Balcani e i Carpazi con le regioni del Sud dell’Italia. La voce di Maria Mazzotta si muove leggera e ricca di mille sfumature tra le lingue musicali delle due sponde mentre le note di Redi

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Hasa propongono, ogni volta, una e mille soluzioni possibili alle melodie tradizionali. Il primo brano, originale, ci introduce a questo universo sonoro con sfumature “Del cielo e della terra”, come recita il titolo. “Maria” è invece cantata in griko, la lingua delle antiche comunità grecaniche della Puglia e ci porta facilmente alla melodia montenegrina di “Sladjano Moje”. Ma è in “Ederlezi” che il duo raggiunge uno dei suoi apici artistici. Questo brano della tradizione rom, eseguito da numerosi artisti internazionali, è qui interpretato nella sua forma più pura. Il vibrato della voce di Maria e le armonie di Redi ci portano direttamente nel pieno di una carovana e nelle sue magie notturne. DI questo brano è stato realizzato il primo video promozionale del progetto disponibile sul canale youtube di Finisterre. “Ohri” è una composizione originale per violoncello solo e dalle sue note discende il ritmo che ci conduce in Tracia per “Tou Margoudi”,

BLAIR DUNLOP

Argomenti

brano tradizionale tra i più importanti di quella regione-ponte. Si torna in Italia per “Cicerenella”, popolarissima tarantella del Settecento che Maria riesce a trasformare in un gioco vocale molto efficace che rende il brano una piece di commedia dell’arte contemporanea. Ritmo di danza frenetica e voce tra le corde nel “Krivo horo” della tradizione bulgara. Un intreccio complesso reso semplice dalla perfetta armonia delle parti. Il canto tradizionale albanese “Kno mi qyqe” e il celebre scioglilingua rumeno “Dumbala dumba” completano questo progetto discografico che getta un ponte tra mondi musicali lontani ma incredibilmente vicini. ❖

Il progetto discografico

Grazie a Maria Mazzotta e a Redi Hasa, ci si trova subito catapultati nei densi e vivaci aromi dei Balcani. Della maestria vocale e strumentale si resta sbalorditi, c’è unione

perfetta e grande naturalezza nell’esecuzione di brani melodicamente e ritmicamente molto impegnativi. Preziose sfumature armonich insieme a un piglio improvvisativo che trasmette un senso di freschezza che si rinnova ad ogni istante.

Ludovico Einaudi

“Abbiamo sfidato le freddi notti d’inverno con tempi dispari, strofe in rima, il vibrato del canto. Così, nota dopo nota, l’anima si è liberata giocando svelata tra le corde della voce e del violoncello. Abbiamo poi cercato e mescolato la musica e le lingue. Dalle pianure del Sud Italia ai Balcani, fino ai Carpazi. Sembrava una sfida solitaria, un gioco di virtuosismo e invece con quelle melodie e quei ritmi abbiamo costruito un ponte - ura in albanese e vogliamo attraversarlo insieme a voi, ora - ura in salentino”. Maria e Redi

FINISTERRE srl Mobile 338/6263549 E-mail: press@finisterre.it www.finisterre.it

Acoustic music & beyond (oltre i confini del folk)
 Vincitore dell’HORIZON AWARD per BBC Radio 2
 in esclusiva per GEOMUSIC Comunicato Stampa

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a scena inglese si arricchisce di un nuovo volto: BLAIR DUNLOP. Nonostante la giovane età (Blair ha appena superato i vent’anni) egli ha già compiuto passi importanti, sia in campo musicale che in quello cinematografico. Dunlop è figlio del musicista Ashley Hutchings, fondatore di Fairport Convention, SteeleySpan, Albion Band e Rainbow Chasers. Ha debuttato sul grande schermo,

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con un accento americano, nel film di Tim Burton La fabbrica di cioccolato, nelle vesti del giovane Willy Wonka(che diventato grande assumerà le sembianze di Johnny Depp). E’ apparso in due episodi dello show inglese Rocket Man, basato su un ingegnere ferroviario del diciannovesimo secolo, nella parte di Caleb McNully. Ora è un apprezzato chitarrista, cantante e attore: nell’autunno del 2010 è stato in tour nella nuova

produzione di Lark Rise ed ha partecipato ad importanti festival come Big Session, Towersey e Cropredy, riscuotendo unanimi consensi sia dalla critica e dal pubblico. Ne sono conseguiti un gran numero di concerti, sia in solo che con una propria band e partecipazioni ad altri importanti eventi internazionali, con fama rapidamente in crescita. ❖ www.geomusic.it info@geomusic.it

GEOMUSIC – Il suono della terra


Argomenti “...da quando Lennon ululava Mother non ci sono più state canzoni così nude e dense. Cinque stelle!” (UncutMagazine)

MARY GAUTHIER Comunicato Stampa

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ary Gauthier si è imposta prepotentemente negli ultimi quindici anni sulla scena del country alternativo e, più in generale, della musica acustica americana. La sua eccezionale sensibilità creativa e la voce calda e precisa la pongono su un livello di eccellenza assoluta e per lei si sono spesi, a buon diritto, paragoni e accostamenti altisonanti: Townes Van Zandt, Steve Earle, Lucinda Williams, John Prine. Mary fu abbandonata appena nata dalla madre a New Orleans, e visse il primo anno di vita in un orfanotrofio. Adottata da una coppia di Baton Rouge, a quindici anni ruba la loro macchina e scappa verso nord. È l’inizio di una spirale di perdizione in cui precipita: abuso di droghe, alcolismo, galera. Riesce a iscriversi all’università in Louisiana grazie all’aiuto dello stato, ma anche questa esperienza sfocia in un insuccesso. Dopo aver frequentato una scuola di cucina, apre a Boston un ristorante di specialità cajun, il Dixie Kitchen. Le cose incominciano a girare per il verso giusto, gli affari vanno bene, ha smesso di bere, e sta tornando fuori quella vecchia passione adolescenziale per la musica, suonare la chitarra, cantare e scrivere canzoni. Incomincia a esibirsi nei locali di Boston e, nel 1997, a trentacinque anni, pubblica il suo primo disco, Dixie Kitchen. Il successo giunge immediato quanto inaspettato: Mary ottiene una nomination come “miglior nuovo artista folkcontemporaneo” ai Boston Music Awards, e parte in tournée per tutti gli USA con la Nashville SongwriterAssociation. Al ritorno vende il ristorante per poter finanziare il secondo capitolo, Drag queens in Limousine, che esce nel ‘99. Il disco ottiene quat-

tro stelle dalla rivista Rolling Stone, e Mary diventa una presenza fissa in tutti i folk festival più importanti. Latitletrack vince agli Indipendent Music Awards il titolo di “miglior canzone folk”. Il terzo CD, Filth&Fire, è prodotto nel 2002 da GurfMorlix (mitico produttore di Lucinda Williams), ed è nominato “miglior disco indipendente dell’anno” dal New York Times. Ancora prodotto da Morlix, nel 2005 viene pubblicatoMercynow, prima uscita di Mary per una major. Il disco è inserito tra i migliori dieci dell’anno da numerosi giornali (tra cui Billboard e Chicago Tribune); Mary è nominata artista emergente dell’anno dalla American Music Association e Bob Dylan trasmette le sue canzoni nel suo programma radiofonico. Between Daylight and Dark (2007) è prodotto da Joe Henry (già produttore di Solomon Burke, Bruce Cockburn, LoudonWainwright III, Elvis Costello). Il New York Daily News incorona Mary erede di Johnny Cash, il Boston Globe la paragona, per la particolare associazione di durezza e vulnerabilità, a Bruce Springsteen. Con The Foundling (2010), arriva l’attesa chiusura di un cerchio. Mary è finalmente tranquilla, soddisfatta, in pace con se stessa e pronta ad affrontare i nodi emotivi legati alla sua infanzia, e lo fa con unconcept tutto dedicato alla sua storia di neonata abbandonata.

L’album è magistralmente prodotto da Michael Timmins (Cowboy Junkies), e vede la partecipazione di sua sorella Margo (voce dei CJ) e del grande Garth Hudson della Band, oltre a una canzone di cui è coautoreDarrell Scott. Nel 2014 Mary Gauthier firma un altro album meraviglioso, Trouble and Love. Un viaggio interiore sospeso tra folk, poesia e anima che porterà in tour in Italia accompagnata dal violinista Michele Gazich e dal songwriter irlandese Ben Glover. ❖ Discografia - Dixie Kitchen, 1997 - Drag Queens in Limousines, 1999 - Filth & Fire, 2002 - Mercy Now, 2005 - Between Daylight And Dark, 2007 - Genesis (The Early Years), 2008 (compilation) - The Foundling (2010) - The Foundling Alone (2011) - Live at Blue Rock (2012) - Trouble and Love (2014)

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Recensioni ORCHESTRA BOTTONI LIVE di Loris Böhm

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oro sono: Antonella Costanzo: voce, percussioni Alessandro D’alessandro: organetto solista, coord. artistico ed esecutivo Elisa Di Bello, Gianfranco Onairda, Silvia Di Bello, Giuseppe Di Bello, Francesca Villani, Matteo Mattoni: organetti Giacomo Nardone: organetto basso (bassoon) Mario Mazzenga:

basso elettrico, contrabbasso Raffaele Di Fenza: batteria percussiva. Sono romani, una allegra banda di organetti, con l’aggiunta di percussioni e basso elettrico.

In questo disco autoprodotto percorrono una carrellata di classici tradizionali di altri autori con personalizzazione eseguita con gusto e buona capacità interpretativa. Peccato che l’album in oggetto non dispone di un libretto con delle note sull’orchestra, che sarebbe stato davvero utile all’ascoltatore, ma Marc Perrone, Riccardo Tesi e l’ospite Dan Moretti sono ben celebrati. Attendiamo gli sviluppi sul prossimo disco, quello della maturità... intanto procuriamoci questo disco contattando Alessandro via mail: info@orchestrabottoni.it oppure sul cell. 347.8945041. ❖

Sabato 29 novembre 2014, ore 21 – Monastero di S. Chiara, via Lagustena, Genova

Giovedì 4 dicembre 2014, ore 21 – Oratorio S. Antonio Abate, Mele (Ge)

Domenica 14 dicembre 2014, ore 16 – Museo di Sant’Agostino, Piazza Sarzano, Genova

Venerdì 19 dicembre 2014, ore 21 – Oratorio S. Antonio Abate, Mele (Ge)

Ingresso libero a tutti gli eventi

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Interviste NANDO BRUSCO LA VOCE DEL TAMBURO di Pietro Mendolia*

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o dico che i tamburi sono vivi e di notte, quando restano soli, parlano dei fatti loro: “Tamburello bello come va’?” “A tempo di tarantella, e lei?” “Io? Da un po’ di tempo ho come.. un cerchio alla testa!” Così quando gli esseri umani li prendono in mano, se ne sanno accarezzare le pelli e, sapientemente, percuotere le superfici, i tamburi iniziano a parlare e a cantare e raccontano di tutte le storie e le genti che hanno vissuto e incontrato nelle loro movimentate “vite a sonagli”.

Nando Brusco è uno che coi tamburi ci parla. Io l’ho conosciuto a una festa di musica popolare, alcuni anni fa, quando, assieme a due suoi amici (Biagio Accardi e Oreste Forestieri), davano vita al progetto Nagrù, col proposito di arricchire l’elemento identitario musicale calabrese. Questo trio mi piacque per la forte personalità dei suoi componenti e per la passione e la fierezza con la quale soleva raccontare, in musica, la propria terra d’origine: la Calabria. Così ritrovarmi di fronte Nando, questa estate, tutto solo, all’ennesima festa

dell’amicizia popolare mi ha un po’ sorpreso. Gli ho chiesto di raccontarmi del suo percorso musicale. N.: Sono nato a Paola (CS) nel ‘78 e cresciuto all’interno di un contesto culturale popolare rappresentato, in ambito familiare, da mia nonna. Musicalmente mi sono formato nel panorama del folk e interessato anche di poesia dialettale. Da autodidatta mi sono avvicinato all’uso della chitarra, dell’organetto e della zampogna ma sin da piccolo manifestavo una spiccata propensione al ballo tradizionale: la tarantella. L’aspetto

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Interviste

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Interviste

ritmico ad essa connessa mi portò a collaborare, sul finire degli anni ’90, con molteplici formazioni di musica popolare/tradizionali proprio come ballerino. P.: Quando l’incontro col tamburo?

N.: Da questa esperienza capii di essere profondamente legato all’aspetto del ritmo e allo strumento che, nella musica popolare, lo genera: il tamburello, appunto. Così, nel 2003 iniziai un vero e proprio

percorso esistenziale e di studi sullo strumento. Incontrai i più grandi maestri (Massimo Laguardia, Alfio Antico, Paolo Cimmino, Davide Conte, Andrea Piccioni, Leon Pantarei e altri) e conobbi da vicino le varie tecniche tradizionali del sud Italia. P.: Il progetto Nagrù?

N.: Parallelamente, il percorso universitario, mi permise di compiere una ricerca storico-antropo-

logica che mi condusse, in qualche modo, ai progetti artistici ai quali successivamente presi parte. La laurea con una tesi sulla danza tradizionale in Calabria mi spinse a tenere seminari, laboratori e relazioni sull’argomento così, nel 2007, per continuare un mio personale percorso di ricerca, fondai, insieme a Biagio e a Oreste, il trio NAGRU’. Nagrù, che sta per “Nessuna Alterazione Genetica Riscontrata Unicamentepopolare”, nacque dal desiderio di continuare a ricercare, apprendere e trasmettere elementi di una cultura antica, alla quale sentivamo di appartenere. Nagrù sviluppò il proprio lavoro affiancando alla ricerca sul campo - nella quale si incontravano canti e suonate tradizionali - le singole capacità artistiche, sviluppate da noi tre, nelle nostre precedenti esperienze musicali. Realizzammo anche un disco. P.: Successivamente la decisione di proseguire da solo..

N.: Nel 2010 dopo aver tenuto numerosi concerti nei maggiori festival di musica etnica e popolare, sentii il bisogno di lavorare a un progetto individuale: uno spettacolo da Cantastorie (L’Amuri di Calabria) con il quale realizzai oltre 70 repliche partecipando a

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numerosi Festival e Rassegne d’Italia. Ricordo con piacere il ”Festival dei Menestrelli” a Dipignano, ”Terravecchia in Folk” a Pietramontecorvino, “Mojoca Festival” a Mojo della Civitella, o anche “La Valle delle Storie” a Vallefiorita. Continuai, peraltro, a collaborare nel campo della musica popolare e in diversi progetti discografici: Taranta Muffin, Suonatori Libertari Calabresi, Cantori Calabri… P.: Il teatro che importanza ha avuto nel tuo percorso musicale?

N.: Il teatro è stato e rimane il luogo ideale dove raccontare le mie storie. Ho avviato, negli anni, delle collaborazioni teatrali che mi hanno portano a partecipare ad alcuni spettacoli: “Visita Guidata Teatrale GALEAZZO DI TARSIA” (Regia P.Scialis), ”Vibrazioni d’Acqua” (Regia V. Gallo), “Gramsci Antonio, detenuto” (Regia F. Maraghini). Successivamente, nel 2012 presi parte al progetto musicale EtnoJazz

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Interviste

NA’IM con il quale realizzai il disco “DELICATO” e partecipai ad alcuni festival Jazz: “Jazzset” di Acquaviva delle Fonti, “Jonio Jazz Festival” a Faggiano, “Jazz Loci” a Lametia Terme.

P.: Stai girando la penisola con “Tamburo è Voce… Battiti di un Cantastorie”. Raccontaci com’è nato il progetto e in cosa si caratterizza.

N.: Quest’ultimo progetto è nato nel 2012; oltre a partecipare a “Popolo ‘e Tammurriata” a Salerno, al “Festival Artisti del Mediterraneo” di Gasperina, alla “Rassegna Teatrale Vernaculandu” di Montepaone, al “Festival dell’Oralità Popolare” di Torino, l’ho portato in numerosi altri luoghi (Circoli Arci, etc..) con crescente soddisfazione. Con lo spettacolo “TAMBURO è VOCE… Battiti di un Cantastorie”, mi confronto con l’immenso patrimonio di memoria orale del sud Italia e ne restituisco alcuni esempi da me appresi o ricercati. Lo faccio attraverso le suggestioni ritmiche e sonore espresse dai miei

tamburi, strumenti che sono ventre materno, forza generante, evocazioni di storie e leggende del mediterraneo. Una sorta di viaggio tra mito e realtà caratterizzato dalla narrazione affascinante e suggestiva di storie e leggende del mediterraneo, ma anche dalla potenza espressiva dei tamburi a cornice. Lascio Nando al suo viaggio che lo porterà, questo ottobre, al 3° Festival Internazionale di Narrazione “Storie in Tasca” di Besozzo, al Circolo Arci “1° Maggio” di Lodi Vecchio, al Teatro “Nebiolo” di Tavazzano. Mentre ci salutiamo getto uno sguardo alla sacca dei tamburi. Le pelli disegnano immagini che… ho come l’impressione… mi stiano sorridendo. Ma, ovviamente, è solo un’impressione…. ❖ * Pietro Mendolia è autore e compositore del gruppo di nuova musica etnica siciliana Malanova.


Cronaca AL WOMEX 2014, IN SPAGNA LA RICCA CULTURA E TRADIZIONE DELLA MUSICA MALESE Comunicato Stampa

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l World Music Expo (WOMEX) è la fiera internazionale per tutta la musica e gli operatori che lavorano nel mondo. Quest’anno due dei principali artisti tradizionali della Malesia: ‘Madeeh’ e ‘Geng Wak Long’ sono stati selezionati per rappresentare la Malesia nella prestigiosa vetrina di quest’anno dal 22-26 ottobre 2014 in Galizia, Spagna. Galizia, Spagna 21 Ottobre 2014 - Quest’anno per la prima volta in assoluto, non solo uno, ma due artisti dalla Malaysia sono stati selezionati per suonare al WOMEX 2014. Questi due artisti spettacolari dal Sarawak, Malesia: ‘Madeeh’ e ‘Geng Wak Long’ di Kelantan, uniranno un ricco programma di musica tradizionale con la bella cultura e il patrimonio della Malesia. Nel circuito della world music internazionale, ‘Madeeh’ e ‘Geng Wak Long’ sono stati selezionati dalla giuria internazionale WOMEX al ‘Borneo World Music Expo’ e ‘Penang Island Jazz Festival’, rispettivamente. Il processo di selezione è stato effettuato da una giuria di membri stimati della comunità musicale mondiale, con il massimo rigore per mettere insieme il programma per ogni World Music Expo. WOMEX 2014 è l’Expo internazionale che riunisce ogni anno le attività della world music attraverso tutte le frontiere per interagire su una piattaforma globale. Organizzare 60 eventi con più di 300 artisti provenienti da 25 diversi Paesi è possibile solo per una manifestazione di musica unica nel suo ge-

L’artista malese Madeeh, invitato al Womex 2014

nere. In ogni anno per celebrare le diversità e l’unità della world music, WOMEX si svolge in differenti località in Europa che danno a ciascun paese la possibilità di ospitare e mostrare i talenti provenienti da tutto il mondo. Quest’anno il WOMEX 2014 si è tenuto a Santiago de Compostela, Galizia, Spagna da Mercoledì 22 a Domenica 26 ottobre 2014. Ben Mandelson, Direttore Fondatore del WOMEX e leggenda nel settore come un intenditore di World Music, dice: “WOMEX è stato creato con l’intento di riunire tutti gli appassionati di questo settore internazionale. Si tratta di uno dei siti più grandi e migliori per scoprire la musica e connettersi con le persone su scala globale e penso che la Malesia è stata una grande aggiunta al nostro expo”.

Quest’anno la delegazione malese è guidato da Malaysia Grandi Eventi (MME) una divisione della Convenzione Malaysia and Exhibition Bureau (MyCEB), un’agenzia del Ministero del Turismo e della Cultura (MoTAC). MME ha frequentato WOMEX per gli ultimi 2 anni con il solo scopo di comunicare al mondo la diversità unica e il fascino malese coltivato in tutto il mondo della musica e del jazz internazionale. Incaricato nell’ambito del programma di trasformazione economica del Primo ministro (ETP) la missione dell’agenzia è quello di mettere la Malaysia sulla mappa del mondo come sede di scelta per i grandi eventi. MME è stato fondamentale per l’identificazione, il sostegno e la realizzazione de marketing di eventi a livello internazionale, lo stile di vita e gli

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Cronaca

L’altro ensemble malese invitato al Womex 2014: Geng Wak Long

eventi di intrattenimento che saranno ospitati in Malesia. Tony Nagamaiah, Direttore Generale di Malaysia Grandi Eventi dice: “Vedo la world music come un mezzo che trascende il linguaggio e la cultura. La Malesia offre una prospettiva unica in questo aspetto, celebriamo tutte le razze e le tradizioni in ambienti veramente spettacolari. La Malesia è un luogo di classe mondiale per le persone e quello che stiamo facendo al WOMEX di quest’anno è creare l’occasione per gli organizzatori di festival musicali e musicisti di tutto il mondo di collaborare e mostrare la Malesia su un palcoscenico internazionale”. I nostri artisti presenti al WOMEX possono dare alla Malesia incredibili opportunità per promuovere non solo i nostri artisti locali, ma

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per mostrare realmente alla comunità musicale internazionale i diversi talenti e la ricca cultura che la Malesia ha da offrire in termini di linguaggio, le arti e il patrimonio. La Malesia non è solo nota a livello internazionale come una nazione in rapida crescita di imprese avanzate, commercio moderno e talento musicale, ma anche come il palcoscenico ideale per organizzare vivaci festival di livello mondiale “coltivati in casa”, conditi con i paesaggi mozzafiato naturali e un ricco patrimonio multiculturale in cui gli artisti e le persone provenienti da tutto il mondo possono imparare, apprezzare e fare musica. Il 2015 sarà l’anno dei festival in Malesia, l’anno promette una serie di eventi per celebrare diversi festival. La fama internazionale del Rainforest World Music Festival a Ku-

ching, a Sarawak, acclamato come uno dei “25 Top World Music Festival” per gli ultimi 5 anni da Songlines, una nota rivista di world music. Il festival attira circa 25.000 visitatori per una fusione di radici tradizionali del mondo. Durante tutto l’anno ci sono una varietà di eventi come il ‘Penang World Music Festival’ e ‘Penang Island Jazz Festival’, che attira circa 10.000 visitatori e dispone di 100 artisti provenienti da 25 paesi. Turisti e appassionati di musica di tutto il mondo sono accolti per celebrare questi eventi incredibili di musica così come molti altri festival meravigliosi e le nostre attività in tutto l’anno. La delegazione malese del WOMEX comprende ‘Turismo Penang’, la ‘Sarawak Tourism Board’, ‘JL Productions “, e ‘The Connection Capricorn’.


Cronaca

Circa l’Expo World Music (WOMEX) WOMEX è una piattaforma internazionale di networking per l’industria musicale mondiale. L’evento annuale di cinque giorni comprende una fiera vivace del commercio, Showcase Festival, Conferenze, e programmi cinematografici, nonché cerimonie di premiazione. Diciannove edizioni WOMEX hanno affermato il valore della rete oltre i confini, siano essi musicali, politico, culturali o commerciali. Dal 1994 WOMEX ha viaggiato in tutta Europa da Berlino (1994), via Bruxelles (1995), Marsiglia (1997), Stoccolma (1998), Berlino (1999 + 2000), Rotterdam (2001), Essen (2002 + 2004), Newcastle (2005), Sevilla (2003 + 2006-2008), Copenaghen (2009-2011), a Salonicco (2012) a Cardiff (2013). Questa

ventesima edizione del WOMEX si è tenuta a Santiago de Compostela, Galizia, Spagna, da Mercoledì 22 a Domenica 26 ottobre 2014. Per ulteriori informazioni, visitare il sito www.womex.com

Chi è Malaysia Grandi Eventi Malaysia Grandi Eventi (MME) è una divisione di Convention & Exhibition Bureau Malesia (MyCEB), un’agenzia del Ministero del Turismo e della Cultura, Malaysia (MoTAC). MME è stato istituito nell’ambito del programma di trasformazione economica del governo (ETP) per identificare, promuovere, facilitare e supportare eventi internazionali vitali per la scena in Malesia. Con il suo obiettivo principale di migliorare la crescita economica della Malesia e il suo profilo, MME ha anche il compito di individuare e sostenere le offerte di eventi impor-

tanti per lo sport, le arti, i stili di vita e gli eventi di intrattenimento e di fornire assistenza ad eventi di produzione propria e locale al fine di rafforzare ulteriormente l’interesse estero sulla Malesia di come luogo di scelta per i grandi eventi della regione. MME agisce anche come un condotto tra il settore pubblico e il privato nel garantire processi senza soluzione di continuità si ottenuti attraverso rapporti sinergici con gli “stakeholder” di diversi eventi di successo in scena in Malesia. ❖ Per ulteriori informazioni, si prega di visitare il sito www.mymajorevents.com.my e seguire su www.facebook.com/MyCEB, TwitterMyMajorEvents emymajorevents Instagram.

Stampa e Media Contact:

Kaylee Kuah Responsabile Relazioni Pubbliche presso Globale Creative Media Agency (GCMA) E-mail: kay.kuah@gcma.tv Tel: +603 6272 8818 / Hp: +60 122 055 333

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Cronaca RAINFOREST WORLD MUSIC FESTIVAL: IL MITICO FESTIVAL DI SARAWAK! Comunicato Stampa

Vedan Kolod - Russia

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o scorso giugno, la città di Kuching risuonava ancora una volta con i suoni estasianti del Sape. Sì! il Rainforest World Music Festival è stato di nuovo qui e non sarebbe lo stesso festival senza il Sape, il liuto a forma di barca che è diventato il simbolo del Rainforest World Music Festival. Gli strumenti tradizionali, apprezzati dalla comunità Bisayah che provengono dal nord del Sarawak sono stati apprezzati dal pubblico. A comple-

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mento abbiamo ascoltato vecchie melodie popolari delle diverse comunità indigene del Sarawak che sono state improvvisate con un timbro contemporaneo su di esso, ma senza perdere la mistica e la semplice bellezza del modo di vita nel Borneo. Passando dalla Borneo mistica alle regioni Nord-orientali e meridionali della penisola Malese, abbiamo sperimentato una visione artigianale meravigliosa per le tradizioni musicali di quella regione,

come il ‘gioco di ombre’ e ‘Zapin’ uno stile di danza specifica accompagnata dal Gambus, oud, violino e percussioni tradizionali. Da qui ci siamo spostati verso una premiata banda della vicina Singapore, con la musica tradizionale cinese presa da diverse regioni della Cina, stratificata con il patrimonio culturale misto di Singapore e colorata con tocchi contemporanei. Poi c’è la musica del popolo Minangkabau di Sumatra, con la sua


Cronaca

Prem Joshua & Band - India

musica mistica Highland con l’influenza della religione islamica e le tendenze più contemporanee delle regioni costiere. Tutto questo si sente accanto alla musica di tutto il mondo. - Un knock out da brivido le band del Mali / Burkina Faso. Ci sono state anche nuove dimensioni della musica meditativa, piene di mistica. Dal Giappone, min’yo¯, la musica popolare tradizionale che riflette la vita di tutti i giorni - i canti di lavoro, i canti religiosi, le canzoni per bambini, le canzoni della nascita, morte, matrimonio. Dalla Nuova Zelanda, possiamo ascoltare la Taonga pu¯oro, gli strumenti tradizionali del popolo Maori che portano echi della Madre Terra e le storie degli antenati. Misteriose melodie popolari ucraine, le voci delle streghe, le avvincenti percussioni e un mix selvaggio di vecchio e nuovo sounds, la primitiva Musica Jagwa con le sue storie di sopravvivenza urbana, disgrazie della vita quotidiana e voodoo. Dalla Spagna, la musica del txalarparta con testi in

misteriosa lingua basca, le bellissime voci e percussioni provenienti dalla Francia. Poi ci sono canti, danze, riti e tamburi della regione del Kerala nel sud dell’India cantate in un dialetto di un passato arcaico. Per gli appassionati di old-time music e le radici della danza, era presente una premiata band di Prince Edward Island con la musica che è l’aria fresca, il sole sano espresso da allegre danze. Poi c’è la musica salsa e un mix di voce latina, dolce dolce in ottone e ritmi africani che rendono impossibile sedersi in quanto portano dal Borneo alle strade di Santiago di Cuba. Potrai ascoltare i canti tradizionali dell’Inghilterra con la energia espressa dalle danze solide come la roccia. I testi sono, nella vera tradizione britannica, spiritosi e senza pudore. Poi c’è la musica tarantella dal Sud Italia - avvincente, irresistibile e appassionata e la musica celtica dal Galles con balli eleganti e maschere folli. Un migliaio di armonie apparen-

temente in contrasto ma suonate all’unisono, un mondo a parte, ma qui diventa... un mondo insieme ... una vera avventura nel Borneo! Ogni anno, migliaia e migliaia di appassionati di musica viaggiano da tutto il mondo per questo pellegrinaggio a Sarawak, sull’isola di Borneo. L’evento ha trovato la sua casa in Santubong, a 45 minuti di auto da Kuching, capitale del Sarawak. E’ stato ancora una volta votato tra i primi 25 festival internazionali per il 5° anno consecutivo da Songlines, nota rivista di world music. Più vicino a casa, il festival è stato assegnato il BrandLaureate Country Branding Award 2012-2013 dal Asia Pacific Brands Foundation per il suo impegno nel portare il paese sulla scena internazionale. Questo evento annuale, giunto al suo 17° anno, è organizzato dal Sarawak Tourism Board ed è una celebrazione di tre giorni di laboratori musicali e ricco di azione, e spettacoli teatrali. L’evento di quest’anno si è tenuto dal 20 al 22 giugno 2014.

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Cronaca

Dizu Plaatjies and Ibuyambo - south Africa

Sotto l’imponente ombra del Monte Santubong, e nel bel mezzo di una foresta pluviale vergine ai margini del Mar Cinese Meridionale, il Rainforest World Music Festival è un festival unico nel suo genere che riunisce sullo stesso palco musicisti di fama mondiale provenienti da tutti i continenti e musicisti indigeni dagli interni della mitica isola del Borneo. Il partenariato e lo spirito tra i produttori di musica e gli amanti della musica, si celebrano nella culla della Madre Natura, unica per il paradiso verde dove migliaia di alberi

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secolari regnano. Una comunione annuale il cui spirito è senza tempo come l’ecosistema complesso che celebra la diversità della vita. Quest’anno, in concomitanza con laboratori, ci sono stati spettacoli a partire dal pomeriggio alle 2 del pomeriggio in fase di teatro, un totale di 3 fasi durante i giorni di festa. Per i festivalieri che desiderano interagire con i musicisti e sperimentare la musica e la danza delle diverse culture da vicino, i laboratori continueranno allo stesso tempo in varie ‘case’ presso la sede. Le notti sono animate da concerti di cinque ore

che si svolgono su un palco principale e il più piccolo “Albero Stage” che prosegue oltre la mezzanotte. Concerti notturni si svolgono su un palco costruito in riva al lago, sotto il cielo aperto e in un ambiente informale, seduti sui prati d’erba con danze a estasiare il pulsare del mondo. La festa culmina poi in una grande finale, a notte fonda, in cui tutti gli attori sono invitati a suonare sul palco come fossero uno. La line-up di quest’anno è stata confermata. Sul palco del teatro, nel pomeriggio, era presente Talago Buni dall’Indonesia, Horomona


Horo dalla Nuova Zelanda, Ding Yi Music Company da Singapore, Stephan Micus dalla Germania, Lan E Tuyang da Sarawak, e Ryuz dal Giappone. Sul palco principale per la prestazione notturna erano presenti Bisaya Gong Orchestra da Sarawak, Kalakan (Spagna), Son Yambu (UK / Cuba), Karinthalakoottam (India), Tea Party di Barbanera (Inghilterra), Dakha Brakha (Ucraina), Yayasan Warisan Johore Zapin (Malesia), Jamie Smith Mabon (Galles), Canzoniere Grecanico Salentino (Italia), Nading Rhapsody (Sarawak), Debademba (Burkina Faso / Costa d’Avorio / Francia), Geng Wak Long (Malesia), La Cor De La plana (Francia), Bedok Ensemble (Sarawak), Gordie Mackeeman & his Rhythm Boys (Canada), e Jagwa Music (Tanzania). Per la seconda volta consecutiva, si è svolto il Borneo World Music Expo (BWME), un evento che nel suo anno inaugurale aveva mostrato il potenziale di alcune delle band in mostra per essere portate in tour in Europa e negli Stati Uniti. Questo evento ha riunito i professionisti della scena musicale internazionale, che sono confluiti in Sarawak poco prima del festival per condividere idee. Questa manifestazione di musica è stata integrata da una fiera, vetrine musicali, conferenze, mostre e sessioni di networking che hanno promosso la cultura e la musica. E’ stato progettato specificamente per esporre i musicisti asiatici ed etnici sulla scena musicale internazionale. L’evento si è tenuto dal 16 al 18 giugno.

Sarawak La Terra delle Avventure Sarawak è un luogo di storia, mistero, romanticismo e di avventure esotiche, la terra dei favolosi Rajah bianco, il Hornbills e il tango Orang. La sua foresta pluviale ospita il più ricco e vario ecosistema del

Cronaca

mondo. L’antica foresta vergine è anche sede di 27 gruppi etnici con una propria distinta lingua, cultura e stile di vita. Le loro antiche culture possono essere diverse ma hanno una cosa in comune, il loro calore e l’ospitalità. Arrivati a Sarawak e fate un passo nell’avventura. Optate per una passeggiata mattutina nel parco nazionale vicino al vostro hotel, un trekking nella giungla incontaminata con paesaggi mozzafiato e la più lunga foresta pluviale, o trascorrete giornate esplorando il più esteso sistema di grotte del mondo. La visita alle grotte che sono state abitate 40.000 anni fa, fa capire come i mercanti indiani e quelli cinesi hanno effettuato scambi per secoli nel Sarawak prima ancora dei primi europei venuti qui, con racconti di principi e pirati, di cacciatori di teste ed esploratori. O semplicemente rilassarsi sulle nostre spiagge sul Mar Cinese Meridionale, fare immersioni al largo di meravigliose scogliere, o semplicemente godere di una partita a golf o fare uno dei nostri eccellenti corsi. Sarawak ha qualcosa per tutti e tutti sono i benvenuti.

Cosa aspettarsi al Rainforest World Music Festival Oltre alla musica, ci sarà anche un buffet di delizie presso la Food and Village Mart con gli stand Orang Ulu e Iban longhouse che circondano la sede per tutta la durata del festival. Prendete con voi una varietà di arti e mestieri, cimeli di eventi così come CD e registrazioni degli artisti dello spettacolo. Ci sarà una vetrina della cultura del Sarawak per voi per provare e riportare ricordi meravigliosi. La musica non è tutto suono; si tratta di una forma d’arte, e con essa arriva la cultura, la diversità, la creatività, il talento, e spettacoli incantevoli. Il Rainforest World Music Festival è un’occasione da non perdere nel cuore della giun-

gla del Borneo. Questo è dove le persone, indipendentemente dalla loro origine etnica, loro background culturale e interesse nella musica si riuniscono per tre giorni magici per una divertente esperienza attraverso un festival sano con una buona atmosfera di campagna immersa nel verde. Venite a conoscere uno spettacolo musicale davvero memorabile in mezzo al paradiso verde lussureggiante che è la mitica terra di Sarawak. “Selamat Datai”! (Benvenuti!) Ulteriori aggiornamenti sulla Rainforest World Music Festival 2014 sono disponibili online all’indirizzo www.rwmf.net.

Consigli per una piacevole esperienza al Rainforest World Music Festival: • Fare presto. Di solito ci sono lunghe code al cancello per i biglietti o all’accesso alla sede di verifica a causa di misure di sicurezza. • Si prega di non portare oggetti non consentiti (coltelli, oggetti taglienti), in quanto saranno confiscati. • Nessun cibo e bevande e neanche gli animali possono essere portati all’interno dei locali. • Prodotti alimentari, bevande, CD, souvenir e artigianato saranno in vendita durante l’evento. Tutti gli articoli sono venduti su richiesta, tranne dove indicato e non c’è bancomat presso la sede quindi per favore prepararsi di conseguenza. • possibilità di parcheggio limitati sono disponibili nei pressi del sito del festival. Tuttavia, per evitare eventuali disagi, si consiglia di prendere i bus navetta che opereranno a intervalli regolari durante l’evento. • È possibile portare le proprie sedie o stuoie sul prato. • Portare con sé il desiderio di essere tutt’uno con la natura e un desiderio di celebrare e unirsi con lo spirito di tutto il mondo. ❖

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Eventi PENANG WORLD MUSIC FESTIVAL 2015

11 - 12 Aprile 2015 Esplanade, Penang, Malaysia

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L’Ufficio del Turismo di Penang organizza due notti di musica e cultura universali al Penang World Music Festival 2015, i giorni 11 e 12 aprile 2015. Il festival si terrà presso l’Esplanade, a George Town, Penang.

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li amanti della musica possono aspettarsi una vasta gamma di musicisti provenienti da tutto il mondo che proporranno una fusione di world music e musica tradizionale e contemporanea presso il sito più rappresentativo della città patrimonio dell’UNESCO, l’Esplanade. Secondo il Ministro del Turismo di Stato di Penang, il signor Danny Law “Penang aspira ad essere il modello di città per la cultura il patrimonio; crediamo di fare opera di conservazione, mettendo in mostra la bellezza della musica del mondo. Penang World Music Festival funge anche da piattaforma per raggiungere una comprensione culturale tra i diversi paesi e le diverse culture in essi rappresentati”. A parte gli spettacoli trascinanti, i spettatori del festival possono anche farsi avanti per seguire più da vicino e personalmente i musicisti, frequentando i laboratori musicali gratuiti che si terranno presso il più grande fortino in Malesia, in funzione

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da 100 anni: Fort Cornwallis. Le deliziose prelibatezze di Penang, CD e souvenir saranno venduti durante il festival. I biglietti per Penang World Music Festival 2015 saranno disponibili a partire da novembre sul sito www. penangworldmusic.gov.my con il prezzo di circa 20 euro per un giorno e circa 35 euro per un pass per due giorni. Per ulteriori informazioni sul festival si prega di inviare una e-mail

a info@visitpenang.gov.my o chiamaci al + 604-6505136. Per la stampa, si prega di contattare nadia@visitpenang.gov.my ❖


Eventi

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Argomenti AYNUR: HEVRA Comunicato Stampa

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a musicista curda Aynur, ha dato innumerevoli concerti in tutto il mondo e ha raggiunto un grande successo nel mondo della musica; è stata artista ospite al concerto dei Silk Road Ensemble che è stato condotto dal violoncellista di fama mondiale Yo-Yo Ma nel Zorlu Center PSM per due giorni. Ha poi accompagnato i Silk Road Ensemble, che prendono il nome dalla storica via della seta e propongono le culture etniche di Asia ed Europa nelle loro esibizioni.

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Aynur si è esibita sul palco per 25 minuti durante la performance del famoso virtuoso di violino Kayhan Kalhor. Anche Yo-Yo Ma ha accompagnato Aynur con il suo violoncello dando al pubblico un concerto multiculturale indimenticabile.

Il nuovo album di Aynur “HEVRA/TOGETHER”

Aynur è la più importante interprete di "world music curda" non solo nel suo Paese d’origine ma

in tutto il mondo e, infine, dopo 3 anni, il suo nuovo album "Hevra" è stato pubblicato e distribuito nei negozi di musica sotto l'etichetta Sony Music Classical! L’album di debutto di Aynur arriva nel 2004 con “Keça Kurdan" seguito da "Nûpel” nel 2005 e la sua ultima pubblicazione è stata nel 2010 con "Rewend". L'attenzione del pubblico è stata grande ed è stata menzionata abbastanza frequentemente nei circoli musicali di tutto il mondo.


Infine, ha collaborato con importanti musicisti sia in Turchia che all'estero in vari progetti e concerti ha costruito un grande gruppo di fan. Nel suo nuovo album "Hevra" ha lavorato con il compositore e chitarrista Javier Limón, che è il produttore di artisti come Buika, Yasmin Levy e Mariza e anche il vincitore di 5 premi Latin Grammy. Essendo uno dei più prestigiosi artisti della Spagna, il lavoro di Javier Limón copre una vasta gamma di musica, tra cui Brasile, afro-cubana e jazz. Aynur e Javier trascendono i limiti della musica nel nuovo album "Hevra" per raggiungere una sintesi tra est e ovest. Aynur è sia l'autore e compositore delle canzoni "Pés¸ Nare", "Tobedar im” e "Diyarbekir". Al posto dei tradizionali strumenti utilizzati nei suoi album precedenti, il suono del nuovo album porta le melodie flamenco di Limón. Cattura il suono comune della musica curda e del flamenco, rende l'album un prodotto di grande sintesi.

Cronaca

La registrazione è stata effettuata sia a Madrid che Boston. "Xerîw” è una registrazione dal vivo con il compositore e pianista spagnolo Ariadna Castellanos e "Sîsîlé" è stato registrato anche dal vivo con un grande musicista, Cemil Qoçgirî, e la sua tembur.

Anche l’autunno è finito ma la musica continua... i problemi per Lineatrad si moltiplicano, ma il futuro non è stato ancora scritto...

In quest’album, tanto atteso di Aynur: "Hevra" (che significa "insieme"), si attraversano i confini della musica, con Javier Limón, prodotto dall'etichetta Sony Classical Music si può richiedere facilmente in tutti i negozi di musica... per scoprire un talento. ❖

NOTE DI FINE ANNO di Loris Böhm

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uesta volta è finita per davvero... Lineatrad, così come lo abbiamo inteso per tre lunghi anni, chiude i battenti con l’ultima pagina dell’ultimo numero di questo maledetto 2014. Tanti imprevisti, tante spese non programmate, tante disavventure, e alla fine nella mente si fa strada un pensiero che non avremmo mai voluto attuare: un cambio di filosofia e di strategia che non sarà necessariamente attuato in tempi brevi, per la sopravvivenza di Lineatrad come testata giornalistica. Sarà necessario tornare a pubblicare su carta, saranno necessarie

tutte le registrazioni previste dalla legge, con seguente pagamento di tasse e oneri di vario genere, sarà necessario ovviamente applicare un prezzo di acquisto al prodotto. In tempi di crisi profonda come quello in cui stiamo vivendo sembra una follia avanzare queste ipotesi... ma lo facciamo per continuare ad avere un futuro, visto che attualmente è impossibile continuare a pubblicare una rivista che non è ufficialmente una rivista, che comunque ha molteplici spese di gestione senza nessuna prospettiva di rientrare dal passivo con fantomatici quanto inesistenti proventi

derivanti da offerte libere sul sito internet. Non abbiamo nemmeno pubblicato l’elenco dei pochi lettori che hanno offerto un euro (o poco più), per un ammontare totale che non raggiunge nemmeno lontanamente i cento euro... e con una cifra simile io ci compro le noccioline, altro che pubblicare una rivista!! Ringrazio tutti coloro che ci hanno sostenuto e ci sosterranno a risollevarci col nuovo progetto: affinchè, come ho scritto sulla copertina, Lineatrad rappresenti davvero “la musica oltre la serratura”... sul sito www.lineatrad.com leggerete tutti gli sviluppi futuri. ❖

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Media Partner:

RadiciMusic

www.radicimusicrecords.it

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Spotify & C. Fiera Internazionale della Musica 2015 Championnat de Bretagne Clarisse Lavanant Gualtiero Bertelli Kitchen Implosion Piia Klee...

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