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MICHELE MENEGON

LA POESIA INVINCIBILE


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LA POESIA INVINCIBILE

MICHELE MENEGON


© Fotografie: Michele Menegon © Testi: Michele Menegon Grafica e stampa: Lineagrafica Bertelli Editori snc ISBN 978-88-95841-05-2

PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

Ringraziamenti Un grazie particolare a Stefano Albergoni, Enrico Rossi e Mauro Franceschi. Grazie a Corrado Accordino, Renato Bonato, Ilaria Cresti, Elisabetta Curzel, Giovanna Lipparini, Osvaldo Negra, Alessandra Pallaveri, Fabio Pupin, David Tombolato.


UR, la poesia invincibile

Poco più di un milione di anni fa, per la prima volta da quando la vita aveva avuto inizio, oltre tre miliardi di anni prima, si affacciò all’esistenza una forma di vita in grado di volgere il proprio sguardo su se stessa e su ciò che la circondava. Quell’organismo, chiamato uomo, divenne l’occhio consapevole attraverso il quale la vita indaga se stessa, il collo di bottiglia della coscienza del mondo, l’elemento decisivo attraverso cui il mondo consapevole acquista identità.

che tutto questo, se non opportunamente gestito, possa mettere a dura prova la vita sul pianeta. Ma non è così. Qualcosa, nella storia della vita sulla Terra, è immutato e immutabile. Esisteva prima che l’uomo comparisse, esisterà dopo la sua scomparsa. Questo qualcosa assume forme e identità che cambiano con il tempo; riceve nomi e descrizioni diverse da filosofi e teologi ma rimane uguale nella sostanza.

Tutto sembra così come l’uomo lo percepisce: il tempo, l’ambiente, lo sviluppo, il futuro e le soluzioni tecnologiche che aiuteranno ad affrontarlo. Tutto sembra girare intorno all’uomo, alla sua capacità di trasformare e addomesticare la realtà o alla sua capacità distruttiva – come se, dall’agire dell’uomo, dipendesse addirittura la sorte della vita sul pianeta. La minaccia nucleare, la deforestazione e l’innalzamento globale della temperatura, l’aumento della popolazione, le manipolazioni genetiche: pare

La biologia suggerisce che tutto potrebbe aver avuto origine dall’inarrestabile tensione verso l’autoreplicazione di geni. Il modo migliore – forse l’unico possibile - per garantire la propria perpetuazione sarebbe stato la creazione di organismi: plastici, mutevoli, capaci di autoreplicarsi sotto una rigida dittatura di acidi nucleici. Tutto potrebbe riassumersi in un’unica linea di sangue che nel tempo muta foggia e colore, assume i caratteri di individui diversi che trasmettono sempre lo stesso ‘pool’ di informazioni, codificate

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In questo scenario, l’uomo potrebbe essere il primo rappresentante di una nuova tendenza evolutiva: il primo tentativo di preferire capacità indagatorie e abilità nel modificare l’ambiente circostante, al perfezionamento di forme e funzioni: dal punto di vista della vita meglio mettere a punto un organismo in grado di modificare l’ambiente che adattare continuamente l’organismo a un ambiente che cambia capricciosamente.

di volta in volta con leggere variazioni sul tema. Gli organismi sarebbero semplici contenitori in grado di adattarsi o meno alle condizioni ambientali. Gli individui sarebbero così il mezzo che permette il trasferimento dei dati, e non il fine ultimo della vita. La vita, date le condizioni minime necessarie, esiste e non può fare altro che esistere: è la regola, non l’eccezione. Una potente regìa di acidi nucleici, vasta tanto quant’è vasto il mondo: immortale, in perenne replicazione e adattamento, che crea intelligenza e amore, altruismo e passione, odio e pietà.

La consapevolezza del cambiamento regala all’uomo la continua misura di se stesso, ne inquadra la dimensione, lo spiega come parte soggetta al tutto. Non viceversa. Gli uomini sono indispensabili solo a se stessi, non possono distruggere se non se stessi. Il giorno in cui l’ultimo uomo lascerà il pianeta, milioni di altre specie faranno ciò che sempre hanno fatto: vivere e cambiare.

Le travolgenti passioni dell’uomo, dal punto di vista dell’uomo, diventano così pura estetica. L’assenza di un senso trascendente e la conseguente necessità di attribuzione di senso, ne fanno lo spettacolo più grande. La bellezza è tutta li, non c’è un luogo da cui proviene, non c’è una sorgente. La bellezza è connaturata alle cose.

UR è ciò che sopravvive, ciò che ci sarà sempre, ciò che per sua natura è incurante della nostra sorte. UR è genesi della poesia invincibile.

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La macchina fotograďŹ ca è un oggetto straordinario, ha del soprannaturale.

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Didascalie

7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15. 16. 17. 18. 19. 20. 21. 22. 23.

Foresta di Nyungwe, Ruanda I Foresta di Nyungwe, Ruanda II Foresta di Nyungwe, Ruanda III Foresta di North Pare, Tanzania I Foresta di North Pare, Tanzania II Foresta di Harenna, Etiopia Foresta di Cyamudongo, Ruanda Foresta di Madehani, Tanzania Foresta di North Uluguru, Tanzania Gorilla orientale di pianura, Kahuzi- Biega, Repubblica Democratica del Congo I Gorilla orientale di pianura, Kahuzi- Biega, Repubblica Democratica del Congo II Gorilla orientale di pianura, Kahuzi- Biega, Repubblica Democratica del Congo III Callulina shengena, Foresta di Chome, Tanzania Leptopelis barbouri, Foresta di Uzungwa Scarp, Tanzania Ensatina eschscholtzii, Redwood National Park, California, USA Rieppeleon brevicaudatus, Foresta di Uzungwa Scarp, Tanzania Philothamnus angolensis, Foresta di Milo, Tanzania

24. Cerambicide non identiďŹ cato, Foresta di Nguru South, Tanzania 25. Calla, Nyungwe National Park, Ruanda 26. Polyscias fulva, Nyungwe National Park, Ruanda 27. Pianura ad acacie, Ngorongoro Conservation Area, Tanzania 28. Grande acacia, Ngorongoro Conservation Area, Tanzania 29. Acacie, Ngorongoro Conservation Area, Tanzania 30. La giraffa di Lamarck, Mikumi National Park, Tanzania 31. Ritratto di giraffa, Mikumi National Park, Tanzania 32. Cadavere di giraffa Ruaha National Park, Tanzania 33. Impala, Mikumi National Park, Tanzania 34. Zebra nell’erba, Mikumi National Park, Tanzania 35. Due gnu in corsa, Ngorongoro Conservation Area, Tanzania 36. Gnu in corsa, Ngorongoro Conservation Area, Tanzania 37. Giovane babbuino nella pioggia, Ruaha National Park, Tanzania 38. Ippopotamo, Selous game Reserve, Tanzania

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39. Otarda dal ventre nero, Mikumi National Park, Tanzania 40. Elefante africano, Ruaha National Park, Tanzania 41. Pianura alberata, Mikumi National Park, Tanzania 42. Lago Manze, Selous Game Reserve, Tanzania I 43. Lago Manze, Selous Game Reserve, Tanzania II 44. Tantali in volo, Lago Natron, Tanzania 45. La simmetria dell’oca, Selous Game Reserve, Tanzania 46. Aquila pescatrice africana, Selous Game Reserve, Tanzania I 47. Aquila pescatrice africana, Selous Game Reserve, Tanzania II 48. Ibis sacro, Selous Game Reserve, Tanzania I 49. Ibis sacro, Selous Game Reserve, Tanzania II 50. Ibis sacro, Selous Game Reserve, Tanzania III 51. Oca egiziana in volo, Selous Game Reserve, Tanzania 52. Anastomo, Selous Game Reserve, Tanzania 53. Oldonyo Lengai in eruzione, Tanzania 54. Oldonyo Lengai, Tanzania I 55. Oldonyo Lengai, Tanzania II

56. 57. 58. 59. 60. 61. 62. 63. 64. 65. 66. 67. 68. 69. 70. 71. 72. 73. 74. 75. 76.

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Asini in fila, Lago Natron, Tanzania Ginepro, Deserto del Mojave, California, USA Duna, Deserto del Mojave, California, USA I Duna, Deserto del Mojave, California, USA II Deserto del Mojave, California, USA Pogona, Via Madonnina, Trento, Italia Hemidactylus mabouia, Isola di Unguja, Tanzania Biscia dal collare, Monte Grappa, Veneto, Italia Vipera dal corno, Alto Adige, Italia I Vipera dal corno, Alto Adige, Italia II Ragno con tela, Val di Cembra, Trentino, Italia Semprevivo, Alto Adige, Italia Trifoglio del Redwood, California, USA Mare all’Isola di Lefkada, Grecia I Mare all’Isola di Lefkada, Grecia II Medusa, Ozeaneum di Stralsund, Germania Dolomiti, Gruppo del Sella, Italia I Dolomiti, Gruppo del Sella, Italia II Dolomiti, Gruppo delle Tofane, Italia Mano di Galagone, Monti Udzungwa, Tanzania Pastore Maasai, Lago Natron, Tanzania


Note biografiche

Michele Menegon (Montebelluna, 1969) lavora presso il Museo delle Scienze di Trento e, da più di 15 anni, si occupa di ricerca e conservazione nelle foreste montane dell’Africa Orientale, in collaborazione con alcune tra le più importanti agenzie internazionali di conservazione della biodiversità, tra cui Wildlife Conservation Society e Conservation International. È rappresentato dalle agenzia fotografiche Ardea e Fotonatura. Collabora con quotidiani e riviste in tutto il mondo. Nonostante ciò continua a fotografare prima di tutto per passione.

www.michelemenegon.it

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€ 25,00

IVA inclusa

ISBN 978-88-95841-05-2

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UR - La poesia invincibile  

Estratto del volume fotografico di Michele Menegon

UR - La poesia invincibile  

Estratto del volume fotografico di Michele Menegon

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