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ANNO 7 NUMERO

74

FEBBRAIO 2018

Sogni in erba 1 ½ˆ“«Ài˜`ˆÌœÀiÊ>}ÀˆVœœÊUÊiLLÀ>ˆœÊÓä£n L’UNICO GIORNALE INVIATO A TUTTI GLI IMPRENDITORI AGRICOLI


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Febbraio 2018

SOMMARIO £Ó

Nuova legge di stabilità Impariamo a conoscerla

SEMINATIVI

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L’Italia proclama il 2018 Anno nazionale del cibo

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Valgrana premia i primi tre nati del 2018

A Lombriasco, la sfida della filiera cerealicola

ATTUALITÀ

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L’agricoltura dopo la crisi

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In rialzo l’andamento delle immatricolazioni

L’EDITORIALE

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Santi, santini e scontrini

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Enoturismo, nasce una nuova attività

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Riso protagonista alla fiera in campo

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La fiera di Carmagnola compie 554 primavere

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Chiediamo gli invasi

FISCO E TRIBUTI

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FORMAZIONE

L’ARIA CHE TIRA

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FIERE

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Nuovo labirinto delle detrazioni

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Pac e libero scambio Trattative in corso

Imparare a riparare le macchine agricole

ZOOTECNIA

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Il progetto di riforma dei servizi zootecnici


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Quando il vitello è un investimento

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Dalle Ande alle Alpi la marcia dell’alpaca

RICERCA

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La Bper dona ad Agrion un dottorato di ricerca

66

Piemonte e Alto Adige Network sulla ricerca

L’IMPRENDITORE AGRICOLO Direttore responsabile: Osvaldo Bellino Direttore editoriale: Valerio Maccagno

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Bene formaggi e salumi ma si può fare molto di più

Latte e formaggio Stop ai pregiudizi

ORTOFRUTTICOLTURA

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Coltivare castagne in qualità e quantità

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La lotta alla cimice inizia con le reti

Ambrosia, la stagione chiude in anticipo

L’INVITATO SPECIALE

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Focaccia di Recco la sposa perfetta

Direzione, redazione e amministrazione: Via Pylos, 20 - 12038 Savigliano - Cuneo Tel. 0172.711279 redazione@imprenditoreagricolo.com www.imprenditoreagricolo.com

RADICI

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Il successo di Nutella? E’ merito della Madonna

ENOLOGIA

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Moscato, riflessioni di un contadino

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Storia della vitivinicoltura tra Monarchia e Repubblica

Editore: Réclame S.r.l. Via Pylos, 20 - 12038 Savigliano - Cuneo

Pubblicità: Réclame Ufficio: 0172.711279 Agente: Luca Ternavasio - 340.3190808 Via Pylos, 20 - 12038 Savigliano - Cuneo

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Abbonamento Anno 2018 - Euro 23,00

OSSERVATORIO PREZZI

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Prezzi e mercati all’ingrosso

SCADENZE FISCALI

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Scadenze marzo 2018

MERCATINO

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Gli affari dell’Imprenditore

Conto corrente postale n° 1003849591 Bonifico bancario BCC Cherasco Agenzia Cavallermaggiore - IBAN: IT57X0848746150000050101900 Intestato a Reclame srl Causale: Abbonamento 2018 indicare nome, cognome ed indirizzo Associato

Unione Stampa periodica Italiana

Copia gratuita

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L’edit"i#e

Santi, santini e scontrini Per Michele Ferrero, gran patron della Nutella, febbraio era il mese della Madonna di Lourdes. Nei giorni della ricorrenza delle prime apparizioni, non mancava mai di fare visita alla grotta di Massabielle, ricordando che nulla sarebbe stato possibile della sua impresa, senza l’aiuto della Vergine. Quest’anno in cui febbraio coincide con la campagna elettorale e nessuno in Italia sembra preoccuparsi di Lourdes, verrebbe da domandarsi a quale santo si raccomandino i politici italiani, che promettono miracoli, senza tener conto degli unici titolati a dispensarli. Lungi dall’auspicare un governo di santi, almeno non si creda all’onnipotenza degli uomini, come insegnò lo stesso Ferrero e come ben sanno i contadini, che confidano nel sole, anche quando non lo vedono splendere. Senza il sole e l’acqua non ci sarebbe l’agricoltura, ma la natura richiede rispetto, mentre il sonno della ragione, in politica come nelle stalle e nei frutteti, genera mostri. In questi anni di vacche magre, i dati Nomisma indicano che il settore primario ha saputo intercettare le tendenze di una domanda profondamente cambiata. La ragione non si è addormentata. E’ vero che hanno ceduto le aziende più fragili, ma il valore aggiunto del comparto è paradossalmente aumentato. Sono cresciuti la produttività e il numero dei giovani e delle donne titolari delle aziende agricole. Il comparto sembra essersi irrobustito, certamente si sta innovando più velocemente di altri settori. C’è il boom del biologico e dei prodotti a marchio, dell’agriturismo e del contoterzismo. Un quadro dinamico e maggiormente competitivo, che guarda alla tecnologia e alla digitalizzazione, come ulteriore salto di qualità, ponendo inevitabilmente in discussione anche i vecchi criteri della Politica agricola comunitaria, che si vorrebbe meno burocratica e più coraggiosa nel premiare chi lavora, a scapito di chi coltiva la finanza anziché i campi. Un terreno sul quale l’agricoltore può cercare l’alleanza direttamente con il consumatore, per fortuna sempre più devoto alle etichette alimentari, piuttosto che ai santini elettorali.

Osvaldo Bellino

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L’%ia che t'a

Chiediamo gli invasi Il mese scorso, è stato naturale, anche perché molti lettori ce lo hanno suggerito, occuparsi di cosa la politica che si presenta tirata a lucido per le elezioni del 4 marzo dovrebbe immediatamente fare per l’agricoltura. E ci è caduto l’occhio su quel mostro ingrassato inesorabilmente con il passare delle generazioni che è la burocrazia, vero e proprio parassita gigante che succhia il sangue dell’essere su cui si è istallato. Tutto, dalle attività quotidiane ai Psr, subisce il peso gravoso della burocrazia e quindi, non abbiamo cambiato idea sulla priorità. Che richiede un drastico taglio dei ranghi della burocrazia e un drastico cambiamento della mentalità in coloro che resteranno a comporre i pur ridotti ranghi. Tuttavia, questo mese vogliamo aggiungere un riflessione di segno diverso: concreta e puntuale per la provincia di Cuneo. Vogliamo dire chiaro qual è secondo noi l’unico intervento imprescindibile in termini concreti. E parliamo di invasi e di dighe, necessarie a fare i primi. In Italia, dopo il 1969, non è stata inaugurata nessuna delle maggiori dieci dighe del Paese. Sono tutte, tutte più vecchie. Qualcuna risale addirittura agli anni ’40 e l’hanno costruita in parte pure i prigionieri di guerra. Cosa c’è di strano? Di strano c’è che da quando il cambiamento climatico ha iniziato a farsi sentire (il club di Roma si costituì proprio nel 1970) e di acqua ce n’è stata via via sempre di meno - ogni anno, sempre più concentrata in eventi catastrofici, mal distribuita sul territorio - noi abbiamo smesso di pensare a come conservare, immagazzinare, regimentare l’acqua che serve oggi alla nostra agricoltura e domani (un domani molto prossimo) a tutti per gli usi potabili. Sarà campanilista, ma tra il Ponte sullo Stretto e una rete di invasi che assicurino la regimazione delle acque che ci permetta di guardare al futuro senza sperare soltanto in Padre Indovino, gli agricoltori e gli allevatori cuneesi non dovrebbero avere dubbi su cosa vada sostenuto e, anzi, preteso. Anche a scapito dei localismi, soprattutto a favore del lavoro e della resilienza delle nostre popolazioni.

Michele Antonio Fino

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FISCO E TRIBUTI DI ALBERTO TEALDI - COMMERCIALISTA - a.tealdi@studiocugnasco.it

Enoturismo, nasce una nuova attività Meglio tardi che mai, questo è quello che viene da dire dopo che nella Legge di Stabilità per il 2018 è stato definito dal punto di vista legislativo il concetto di enoturismo. LACUNA DA COLMARE Gli operatori del settore, anche se le linee operative sono state demandate ad un futuro Decreto Ministeriale, attendevano questo provvedimento in quanto sempre di

Finalmente al via la normativa fiscale che regola le iniziative a carattere didattico, commerciale e ricreativo nell’ambito delle cantine più l’attività agricola connessa di trasformazione dell’uva in vino ha sviluppato nelle cantine una serie di attività di degustazione (con il fine di presentare il prodotto e quindi di favorirne la commercializzazione) che non rientrano tra quelle connesse previste dall’art. 2135 del codice civile. In alcuni casi una “pezza” veniva messa considerando tali attività come agrituristiche, qualora l’azienda proponesse anche attività di ospitalità o come cessione di prodotti,

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ma in assenza di tali presupposti l’unico inquadramento, dal punto di vista reddituale, poteva essere per esclusione quello dell’attività commerciale non esercitata abitualmente e classificata nei redditi diversi. DEFINIZIONE DI ENOTURISMO Nella Legge di Stabilità si definiscono con il termine enoturismo “tutte le attività di conoscenza del vino espletate nel luogo di produzione o di esposizione degli strumenti utili alla coltivazione della vite, la degustazione e la commercializzazione delle produzioni viticole aziendali, anche in abbinamento ad alimenti, le iniziative a carattere didattico e ricreativo nell’ambito delle cantine”. Così come è scritto il concetto di enoturismo non è solo circoscritto all’ambito delle aziende agricole ma, pare, non abbia limitazione soggettiva a meno di diverse indicazioni con il prossimo Decreto Ministeriale. INQUADRAMENTO FISCALE Quello che più conta per le aziende agricole è che tale attività dal punto di vista fiscale ottiene un chiaro e preciso inquadramento in quanto viene equiparata a quella agrituristica con una determinazione forfettaria del reddito pari al 25% dei ricavi conseguiti e il versamento, sempre a titolo forfettario, dell’Iva al 50%. L’unica pecca che nella norma non è previsto entro il quale dovrà essere adottato il Decreto Ministeriale con le linee operative ma si auspica venga emesso a breve in modo tale da poter più compiutamente esporre la positiva novità.


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FISCO E TRIBUTI DI MARIANNA CUGNASCO - COMMERCIALISTA - mar.cugnasco@studiocugnasco.it

Nuova legge di stabilità Impariamo a conoscerla Vademecum sulle principali disposizioni entrate in vigore all’inizio del 2018, tra lavoro e fiscalità. Prevista tra tre anni la rimodulazione dell’Iva al 25 per cento Numerose sono le novità introdotte dalla Legge di Stabilità per l’anno 2018, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 29 dicembre 2017. Molte sono anche le proroghe di disposizioni già vigenti, talvolta riproposte con alcune modifiche. Le norme contenute nella legge in commento spaziano dalle imprese alle persone fisiche, dalle imposte dirette a quelle indirette: di seguito ne vengono brevemente citate alcune, che verranno approfondite nei prossimi numeri.

STREETFOOD E AFFIANCAMENTO Tra le novità per il settore agricolo vanno segnalate l’estensione della disciplina della vendita diretta anche per le cessioni itineranti (streetfood), nonché l’introduzione dell’istituto dell’enoturismo, che prevede una tassazione a forfait sia per l’Iva (50% sui corrispettivi) che per l’imposta sui redditi (25% dei corrispettivi). Particolarmente importante è anche l’introduzione del contratto di affiancamento in agricoltura, nato per

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favorire il passaggio generazionale tra agricoltori over 65 e giovani agricoltori, per il quale non è stato tuttavia ancora previsto uno specifico inquadramento fiscale. APICOLTURA E DISTRETTI Importanti novità anche per i piccoli apicoltori con meno di 20 alveari, operanti in aree montane: per tali soggetti i proventi dell’attività apicola non costituiscono base imponibile Irpef. È stato inoltre introdotto il


concetto dei cosiddetti “distretti del cibo”, forme organizzative locali con finalità di promozione dello sviluppo territoriale, riduzione degli sprechi e garanzia della sicurezza alimentare, nonché di promozione e salvaguardia del territorio attraverso le attività agricole e agroalimentari. COMPENSAZIONE IVA Tra le conferme alle disposizioni previgenti troviamo la proroga per il triennio 2018-2020 delle percentuali di compensazione Iva per le cessioni

di bovini e suini vivi, le quali dovranno essere fissate da uno specifico decreto ministeriale in misura non superiore, rispettivamente, al 7,7% e all’8% (7,65% e 7,95% nell’ultimo biennio). Come già approfondito nel numero di gennaio è stato confermato anche l’esonero contributivo triennale previsto per le nuove iscrizioni alla previdenza agricola da parte dei giovani agricoltori.

ulteriori importanti novità in tema di imposte sul reddito, che esulano dal settore agricolo, si segnala, per particolare rilevanza, la riforma del regime di tassazione dei redditi di capitale e dei redditi diversi di natura finanziaria, con la previsione di una tassazione a titolo d’imposta nella misura del 26% anche per le componenti reddituali derivanti dal possesso di partecipazioni qualificate.

IMPOSTE SUL REDDITO Per quanto riguarda alcune delle

NOVITA’ IVA Per quanto concerne le novità Iva è

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FISCO E TRIBUTI stato introdotto l’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica dal 2019 per le fatture emesse a fronte di cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti, o identificati in Italia, sia per le operazioni verso soggetti passivi Iva che verso privati. Saranno esonerati dall’adempimento solo i contribuenti minimi ed i forfetari. Dal 1 gennaio 2019 viene altresì prevista l’abrogazione dell’obbligo di comunicazione dei dati delle fatture, mentre il termine relativo al primo semestre del 2018 è stato differito al 1 ottobre 2018. È stato inoltre rimodulato l’incremento delle aliquote Iva a partire dal 2019: salva l’adozione di successivi provvedimenti normativi che consentano di modificare quanto previsto, l’aliquota Iva ordinaria, attualmente pari al 22%, verrà innalzata al 24,20% a partire dal 1 gennaio 2019, al 24,90% a decorrere dal 1 gennaio 2020 ed al 25% a decorrere dal 1 gennaio 2021.

L’aliquota ridotta del 10% sarà invece innalzata all’11,50% a partire dal 1 gennaio 2019 ed al 13% a partire dal 1 gennaio 2020. PROROGHE E AGEVOLAZIONI Tra le proroghe si segnala nuovamente la rivalutazione – con versamento dell’imposta sostitutiva dell’8% entro il 30 giugno 2018 – del costo fiscale di terreni e partecipazioni non quotate detenuti, al di fuori del regime d’impresa, alla data del 1 gennaio 2018. Sul fronte agevolazioni fiscali sono state inoltre prorogate al 31 dicembre 2018 le detrazioni del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica delle singole unità immobiliari (ecobonus) e quella del 50% per le ristrutturazioni edilizie, con parziali modifiche; nonché il cosiddetto “bonus mobili”. Da segnalare, invece, l’introduzione della detrazione Irpef del 36% per gli interventi di sistemazione a verde di aree private, il cosiddetto “bonus verde”, fino ad un ammontare di spesa massimo agevolabile di 5.000 euro,

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con un importo detraibile da ripartire in dieci rate annuali. INCAPIENTI È stato inoltre stabilito che i soggetti non tenuti al pagamento dell’Irpef o gli “incapienti” (ossia coloro che, a causa di un reddito e di un’imposta lorda troppo bassa, non possono sfruttare completamente la detrazione) dal 1 gennaio 2018 possono cedere le proprie detrazioni spettanti per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, sia ai fornitori che hanno effettuato i predetti interventi che ad altri soggetti privati. Questo sia in caso di interventi eseguiti sulle parti comuni degli edifici condominiali che nel caso di interventi eseguiti su singole unità immobiliari. Nei prossimi numeri affronteremo nel dettaglio alcuni dei provvedimenti citati, per chiarire e dettagliare alcune disposizioni e per fornire eventuali ulteriori precisazioni su alcuni temi che ancora non hanno trovato compiuta attuazione a livello normativo.


ATTUALITÀ

L’agricoltura dopo la crisi Circa 180 mila imprese in meno, con una decrescita della forza lavoro di quasi l’8%. Ma anche una buona tenuta del valore aggiunto (+3,9%) e un valore medio della produzione per azienda cresciuto dell’88 per cento. È la morfologia della campagna italiana post-crisi ritratta dallo studio Fieragricola-Nomisma. Per l’agricoltura la crisi ha fatto da acceleratore nella struttura, nei processi e nella competitività delle imprese agricole italiane, alla stregua di un selezionatore naturale che ha sostanzialmente espulso le aziende più deboli, quelle meno strutturate e organizzate, ma anche chi non è riuscito a intercettare le tendenze di una domanda profondamente cambiata.

SALTO DI QUALITA’ L’uscita dal mercato, in dieci anni, di quasi il 20% delle imprese agricole, in buona parte a conduzione diretta, ha coinciso infatti con diversi salti di qualità: dal valore della produzione, alla crescita (del 58%) della superficie media per azienda, alla produttività che, con 36 mila euro per addetto, è oggi quasi il doppio rispetto alla media Ue. Inoltre, fa ben sperare sia l’ulteriore incremento delle aziende a conduzione femminile – oggi al 20% contro una media Ue del 13% – e gli incoraggianti ultimi sviluppi di imprese under 35, a +14% negli ultimi 18 mesi, sebbene l’età media sia ancora molto più alta dei colleghi europei.

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ATTUALITÀ

La morfologia della campagna italiana ritratta dallo studio di Fieragricola Nomisma: le aziende più deboli hanno ceduto, ma il valore aggiunto è cresciuto META’ DEL GUADO «Rispetto ad altri settori, come l’intero manifatturiero o le costruzioni, il nostro primario ha reagito prima alla recessione, cercando di irrobustirsi e innovarsi – ha detto il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani –. Possiamo dire che oggi siamo a metà del guado: più strutturati ma ancora non abbastanza rispetto ai competitor, più professionali ma in attesa del grande passo digitale e in parziale ripresa sul fronte delle nuove trattrici, più giovani in un comparto ancora tradizionalmente dominato da conduttori in età avanzata. Fieragricola in questo studio ha analizzato il decennio 2007-2017 per

16 ½ˆ“«Ài˜`ˆÌœÀiÊ>}ÀˆVœœÊUÊiLLÀ>ˆœÊÓä£n

capire come procedere verso il definitivo salto di qualità». BOOM BIOLOGICO Cambiano i consumi: boom del bio. Secondo lo studio FieragricolaNomisma negli anni pre e post-crisi è cambiata la struttura, ma anche la congiuntura; una rivoluzione condotta da una domanda che ha ridotto tutti i consumi alimentari (-10,7% in media), con punte legate a prodotti più voluttuari (-13% per vino e alcolici). A fare in parte da contraltare, il boom del biologico – cresciuto nella Gdo del 160% e nei campi del 56% – unitamente alla crescita dei prodotti a marchio (+87%) e all’attività sempre

più multifunzionale del settore primario, con l’agriturismo che ha visto crescere del 35% le proprie strutture e con il boom del contoterzismo. Infine, un chiaroscuro legato all’export della nostra materia prima, da record nel 2017 (6,6 miliardi di euro), ma con il massimo storico anche dell’import (12,8 miliardi). Ne consegue un saldo negativo senza precedenti: -6,1miliardi di euro. NUOVI STRUMENTI Per il direttore area Agroalimentare di Nomisma, Denis Pantini: «Nel prossimo futuro i produttori avranno bisogno di nuovi strumenti - finanziari e di gestione del rischio - per combattere volatilità dei prezzi ed effetti nefasti del cambiamento climatico e modelli organizzativi per rafforzare la competitività ed integrare maggiormente la loro posizione nella filiera. Da questo punto di vista, lo sviluppo tecnologico e la digitalizzazione potranno favorire l’implementazione di modelli produttivi più efficienti».


In rialzo l’andamento delle immatricolazioni Dopo un calo delle immatricolazioni che nel periodo 2007-2016 è stato per l’Italia nell’ordine del 32% (elaborazioni Nomisma su dati FederUnacoma, divulgati da Fieragricola Verona), nel 2017 il mercato italiano delle trattrici chiude con un incremento del 23,8% per le trattrici (22.705 unità immatricolate, rispetto alle 18.341 del 2016), e un incremento del 24,4% per le trattrici con pianale di carico (motoagricole), che registrano

963 unità rispetto alle 774 dell’anno precedente. MIETITREBBIATRICI In crescita, sia pure con percentuali molto più contenute – come riporta FederUnacoma, sulla base delle registrazioni fornite dal Ministero dei Trasporti – risultano anche le vendite di mietitrebbiatrici (+2%, con 350 unità contro le 343 del 2016), e di rimorchi, che registrano un attivo

dell’1,4% (9.377 unità contro 9.247). Chiude il 2017 invece con un segno negativo (-4%), la categoria dei sollevatori telescopici. IMMATRICOLAZIONI L’inversione di rotta delle immatricolazioni è frutto di più fattori. In parte, come rileva l’associazione di riferimento dei costruttori di macchine agricole, aderente a Confindustria, per effetto del “maggiore utilizzo

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Tornano a crescere le vendite di trattrici e mietitrebbie, un’inversione di rotta in gran parte dovuta al maggiore utilizzo dei fondi per la meccanizzazione previsti dai Piani di Sviluppo Rurale dei fondi per la meccanizzazione previsti dai Piani di Sviluppo Rurale”; poi, per l’entrata in vigore dal scorso 1° gennaio 2018 della “Mother Regulation”, la normativa europea sulle macchine agricole (Regolamento 167/2013), “che introduce novità per quanto riguarda alcuni requisiti costruttivi dei mezzi meccanici, e ciò ha spinto le industrie costruttrici ad attuare politiche di marketing specifiche per promuovere la vendita degli stock di macchinario già prodotto”.

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RECORD EMILIANO La ripartizione per Regione delle immatricolazioni italiane – riportata da FederUnacoma - evidenzia, per le trattrici, incrementi particolarmente vistosi in Emilia Romagna (+62,6%, con 2.945 macchine), e in Friuli Venezia Giulia (+69,5%, con 863 unità). Sopra la media nazionale anche le immatricolazioni in Puglia (+34,4%) e in Veneto (+33,5 per cento).


ATTUALITÀ DI DAVIDE GALFRÈ - GEOMETRA - galfre.davide@gmail.com

Nuovo labirinto delle detrazioni Varia l’aliquota della riqualificazione energetica, confermato il Bonus mobili, mentre si aggiunge il Bonus verde Come consuetudine degli ultimi anni, anche per il 2018 lo Stato ha previsto delle detrazioni fiscali attraverso la Legge di Bilancio firmata negli ultimi giorni del 2017. RISTRUTTURAZIONI E BONUS VERDE Grossomodo le detrazioni sono simili al passato, con alcune differenze soprattutto nelle riqualificazioni energetiche e sismiche. Per le opere edilizie in genere è stata mantenuta l’agevolazione del 50% della spesa sostenuta per opere almeno di manutenzione straordinaria nelle abitazioni singole o manutenzione ordinaria per lavori su parti

condominiali, cui si aggiunge la possibilità di detrazione del 36% anche per la riqualificazione dei giardini, cosiddetta Bonus Verde, condominiali o privati che siano, per la realizzazione o sistemazione di aree verdi, di sistemi di irrigazione o pozzi. RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA Le più grosse differenze riguardano le detrazioni previste per la riqualificazione energetica. Invero, per alcune spese la detrazione è scesa dal 65% al 50% della spesa sostenuta: acquisto e posa di schermature solari; acquisto e posa di serramenti;

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acquisto ed installazione di caldaie a condensazione che non raggiungono alti livelli di rendimento (classe A) e acquisto e posa di caldaie a biomassa (legna, pellet o cippato). Purtroppo quest’ultima notizia non suscita buon umore in nessuno degli addetti ai lavori anche poiché gli interventi sopra elencati (ora detraibili al 50%) erano tra i più gettonati nelle riqualificazioni. Si spera quanto meno che per il futuro non si pensi di scendere ulteriormente al 36%, dato che la possibilità di detrazione al 65% aveva decisamente favorito il mercato, con tutte le annesse attività lavorative. PANNELLI SOLARI E ALTRO Resta invariata al 65% la detrazione

prevista per tutte le altre riqualificazioni energetiche quali installazione di pannelli solari, pompe di calore o posa di cappotto termico, ad esempio. Confermato inoltre il cosiddetto Bonus Mobili che prevede la detrazione del 50% anche per spese relative all’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici quando abbinato ad opere di manutenzione della casa cui i mobili stessi sono destinati. MASSIMALE DI DETRAZIONE Resterà da valutare di caso in caso il massimale di detrazione, il quale comunque sarà su base decennale ed in quote di pari valori, con la possibilità anche di cederla a terzi. Una possibilità ghiotta soprattutto per gli incapienti (soggetti con un reddito non abbastanza alto da poter comprendere la detrazione che andrebbe persa). PRATICA EDILIZIA In ogni caso, si consiglia caldamente di fare affidamento ad un professionista del settore per fruire delle

Óä ½ˆ“«Ài˜`ˆÌœÀiÊ>}ÀˆVœœÊUÊiLLÀ>ˆœÊÓä£n

detrazioni e non basarsi solamente sull’annuncio pubblicitario dei rivenditori, poiché le condizioni da rispettare, oltre al bonifico speciale, possono anche essere più restrittive di quanto si pensi; basti pensare alla pratica edilizia da presentare al Comune prima di iniziare i lavori di manutenzione o ristrutturazione o, ancora, alla pratica ENEA da inviare a mezzo web entro 90 giorni dall’ultimazione dei lavori di riqualificazione energetica, ricordando anche gli obblighi previsti in materia di sicurezza ed igiene dei luoghi di lavoro ogni qualvolta si eseguano delle opere edilizie. CONDOMINI FAVORITI La Legge di Bilancio è stata particolarmente attenta soprattutto per la riqualificazione dei condomini, dove in alcuni casi le detrazioni fiscali possono arrivare al 75% e dove la previdenza in materia, anche di sicurezza statica e sismica, vuole essere ampliamente favorita da parte del legislatore.


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FIERE

Riso protagonista alla fiera in campo Sabato 3 e domenica 4 marzo a Caresanablot, l’evento che da oltre quarant’anni sperimenta in campo la meccanizzazione della risicoltura Fiera in Campo® da oltre 40 anni ha lo scopo di promuovere il settore risicolo e la sua meccanizzazione ed è la prima fiera del settore in Italia, annualmente organizzata dalla sezione Anga di Vercelli. Dapprima itinerante, ospitata dalle più importanti tenute agricole della provincia vercellese, da ormai un decennio la Fiera in Campo® si svolge stabilmente presso il Centro Fieristico di Caresanablot (Vc), a due passi dal capoluogo. Ciò che la

contraddistingue dalle altre fiere agricole è la possibilità di vedere lavorare, direttamente in campo, le attrezzature esposte all’interno dei padiglioni. IDEA VINCENTE La Fiera nacque 41 anni fa da un’idea dei fratelli Gianmario e Giuseppe Delsignore, i quali, all’epoca giovani agricoltori dell’Anga, sentirono l’esigenza di meglio comprendere quali fossero i trattori e le attrezzature che più di

ÓÓ ½ˆ“«Ài˜`ˆÌœÀiÊ>}ÀˆVœœÊUÊiLLÀ>ˆœÊÓä£n

altre potevano adattarsi ai particolari terreni della loro azienda, dove le complicazioni legate alla coltivazione del riso si moltiplicavano esponenzialmente rispetto alle pianure limitrofe. RISICOLTURA MECCANIZZATA Era il periodo dello sviluppo della meccanizzazione in risicoltura: i primi trattori a doppia trazione molto spesso trovavano difficoltà a lavorare terreni con aratri polivomeri (bivo-


FIERE meri/trivomeri) in linea e, pertanto, nasceva l’esigenza di applicare ingegnose soluzioni ideate da artigiani locali: ne sono esempi i cerchi con sovrapattini applicati agli pneumatici e, nei casi più impegnativi, l’applicazione diretta delle cingolature tipiche delle mietitrebbie, permettendo così un buon compromesso per scaricare a terra la potenza necessaria garantendo, al contempo, il galleggiamento del mezzo. MINIMA LAVORAZIONE Negli anni ’80, vennero introdotte nuove applicazioni: trattori di categoria superiore (150 CV) garantivano la potenza necessaria per il traino delle prime attrezzature a controllo laser per il livellamento delle risaie. Alle porte del nuovo millennio, nuovi scenari mutarono le centenarie e radicate tradizioni agricole: la tecnica dell’aratura venne affiancata dalle moderne tecniche di minima lavorazione. Fu una nuova epopea per gli artigiani locali, una nuova corsa all’ideazione ed alla sperimentazione

di attrezzature innovative che, invece di ribaltare i 25 centimetri di terreno classici dell’aratura in risaia, consentissero una frantumazione del primo orizzonte di 15-18 centimetri garantendo un efficace mescolamento del terreno con i residui colturali presenti in campo. ELETTRONICA APPLICATA E poi, ancora, il boom dell’elettronica applicata alle tecniche di coltivazione con i primi sistemi di guida parallela usati per alleggerire l’impegno umano e ottimizzare la concimazione, la semina e l’irrorazione per arrivare, oggi, alla guida GPS auto-assistita con controllo satellitare delle attrezzature applicate ad ogni tipo di mezzo. VERCELLIFIERE Oggi, tutto il meglio della meccanizzazione legata alla risicoltura sarà in esposizione il 3 e 4 marzo presso i padiglioni coperti di “VercelliFiere”. Oltre 130 ditte espositrici provenienti da tutta la Pianura Padana, e non solo: i marchi costruttori di trattori

commercializzati in Italia saranno tutti presenti, capitanati da Landini Italia, sponsor principale della manifestazione. E poi il meglio della meccanizzazione e delle attrezzature per la lavorazione dei terreni e lo spandimento ed irrorazione delle colture. Senza dimenticare i sistemi elettronici, di controllo e guida automatizzata, in modo particolare i sistemi Topcon Agricolture, sponsor tecnico, unitamente ad Agricola Perazzo e Bresciani, fornitrice di mezzi tecnici. PROVE IN CAMPO I mezzi e le attrezzature, oltre ad essere esposti, saranno anche utilizzati per le prove in campo, fiore all’occhiello della manifestazione: proprio come è stato per i fratelli Delsignore, gli agricoltori avranno la possibilità di vedere e valutare istantaneamente ed in prima persona le diverse attrezzature, così da potersi orientare nel miglior modo possibile verso la scelta del mezzo più adatto alle esigenze della loro azienda agricola.

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FIERE

La fiera di Carmagnola compie 554 primavere Sabato 10 e domenica 11 marzo, poi il gran finale con la Mostra delle Frisone, in concomitanza con Ortoflora, domenica 8 aprile La storica Fiera Primaverile di Carmagnola, tradizionale manifestazione dedicata all’agricoltura, raggiunge quest’anno la 554° edizione. MOSTRA DELLA PIEMONTESE Sabato 10 e domenica 11 marzo, in piazza Italia, presso il Foro Boario, 39° mostra provinciale del bovino di razza piemontese; esposizione macchine agricole con 170 ditte espositrici nei settori macchine e attrezzature agricole, mangimi e zootecnia, energie alternative, autocarri e movimento terra, automobili e altri settori. Al fine di rendere più omogenea e fruibile la fiera, nonché per adem-

piere alla normativa in materia di sicurezza degli eventi, l’edizione 2018 presenterà alcune novità nella distribuzione delle aree fieristiche. Le bancarelle mercatali saranno sistemate in piazza IV Martiri, gli operatori agrimeccanici dell’area di piazza Martiri verranno invece ricollocati in piazza Mazzini e in altre aree vicine al parco comunale. Sarà comunque confermata l’impostazione complessiva della fiera, che inizierà il sabato con gli espositori del settore agricolo e la rassegna zootecnica. MERCANTICO E FIERA La domenica mattina sarà la volta del

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Mercantico lungo l’asse di via Valobra e la parte mercatale della fiera, e della Mostra concorso degli animali da cortile. Saranno attesi più di duecento banchi di abbigliamento, calzature, suppellettili, artigianato, alimentari e dolciumi, insieme ai trecento banchi del Mercantico. FRISONE IN PASSERELLA Tra le iniziative del “dopo la Fiera”, domenica 8 aprile, in piazza Italia (Foro Boario), in concomitanza con la manifestazione Ortoflora, si terrà la 39° Mostra Provinciale del Bovino di Razza frisona italiana.


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ATTUALITÀ

Pac e libero scambio Trattative in corso Il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, il 29 gennaio ha partecipato al Consiglio dei ministri europei dell’agricoltura e della pesca. Tra i punti all’ordine del giorno: il dibattito sulla nuova Politica Agricola Comune e il commercio internazionale dei prodotti agricoli, con particolare attenzione ai negoziati di libero

bisogno di una Politica Agricola Comune più semplice – afferma il ministro Maurizio Martina – che tuteli il reddito di quanti operano in questo settore, dando loro risposte concrete, e che tenga conto anche delle sfide climatiche e della sicurezza alimentare, due temi cruciali sui quali dobbiamo tenere alta l’attenzione. Le

Confronto aperto al Consiglio dei ministri europei dell’agricoltura per promuovere un sistema di regole virtuose che tuteli il reddito basato su regole più virtuose deve invece essere valorizzato, rendendo trasparente e tracciabile l’intero processo produttivo: dal territorio di provenienza dei prodotti ai metodi di produzione, passando per la trasformazione, fino alla commercializzazione. Questioni che possono essere risolte con norme comuni sull’etichettatura obbligatoria dell’origine delle materie prime agricole, come già fatto dall’Italia».

scambio in corso e a quelli futuri intrapresi dall’Unione europea. GRANDE CAMBIAMENTO «Ci troviamo di fronte a un grande cambiamento, necessario per venire incontro alle richieste dei cittadini e degli agricoltori. Abbiamo dunque

regole più restrittive che gli agricoltori europei sono chiamati a rispettare in materia di ambiente, salute e benessere animale, senza considerare i diritti umani e la sicurezza del lavoro, oggi sono percepite come un insieme di vincoli che si traducono solo in maggiori costi. Un sistema produttivo

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ACCORDI COMMERCIALI Sul fronte degli accordi commerciali: «Sono uno strumento estremamente importante – conclude Martina – per aprire nuovi mercati e dare opportunità ai nostri produttori. Ma servono regole giuste. La nostra priorità è tutelare i prodotti sensibili, e le nostre Indicazioni Geografiche. Il mancato riconoscimento o una tutela parziale delle Ig possono creare enormi penalizzazioni alle produzioni europee di qualità e vanificare gli effetti positivi dell’apertura di nuovi mercati».


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ZOOTECNIA

Il progetto di riforma dei servizi zootecnici Il Consiglio dei ministri ha approvato lo schema di decreto legislativo con il quale si punta alla riorganizzazione dei servizi al settore zootecnico e in particolare della disciplina della riproduzione animale, finalizzata al raggiungimento degli obiettivi stabiliti dalla politica agricola comune e dalle norme nazionali in materia. GENETICA E BIODIVERSITÀ «Continuiamo a lavorare per rafforzare la zootecnia italiana – ha dichiarato il ministro Maurizio Martina -; il miglioramento gene-

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tico, attività cardine del sistema allevatori del nostro Paese, oltre a comportare importanti benefici per gli allevatori che vi aderiscono, è un investimento strategico di lungo periodo, con effetti per tutta la filiera produttiva. Viene assicurata la produzione di latte, carne e derivati con i più elevati standard di sicurezza alimentare e di qualità, valorizzando la tipicità e la biodiversità delle nostre produzioni zootecniche». ADEGUAMENTI LEGISLATIVI L’adozione del provvedimento


ZOOTECNIA legislativo garantirà infatti un adeguamento delle normative alla disciplina comunitaria, la specializzazione e liberalizzazione dei servizi legati al miglioramento genetico animale, la semplificazione ed ottimizzazione dei modelli organizzativi e la riorganizzazione e valorizzazione delle banche dati e delle informazioni raccolte negli allevamenti zootecnici italiani. LE PRINCIPALI NOVITÀ 1. Il riconoscimento degli “Enti selezionatori” quali soggetti deputati alla realizzazione e gestione di programmi genetici se in possesso di determinati requisiti; 2. il riconoscimento del principio per il quale la gestione dei libri genealogici e dei registri anagrafici è un necessario strumento della conservazione della biodiversità animale e della valorizzazione delle razze autoctone; 3. il riconoscimento del principio per il quale l’iscrizione ai libri genealogici e ai registri anagrafici costituisce elemento fondamentale per l’indivi-

Approvato il decreto del Consiglio dei ministri che punta, in particolare, alla disciplina della riproduzione animale

duazione della razza e per la certificazione d’origine; 4. la specializzazione delle attività e della separatezza delle funzioni tra la raccolta dati zootecnici nelle aziende e loro elaborazione ai fini della selezione da parte degli Enti selezionatori; 5. il riordino del sistema di raccolta e gestione dei dati in allevamento, con particolare riguardo agli aspetti legati alla unicità e multifunzionalità del dato raccolto e alle modalità di accesso da parte di terzi, oltreché all’utilizzazione del dato ai fini della consulenza; 6. la costituzione di una Banca Dati Unica Zootecnica a livello nazionale e la definizione da parte del Mipaaf delle modalità di accesso ai relativi dati; 7. la costituzione di un Comitato nazionale zootecnico (CNZ), con compiti di regolazione, standardizzazione e di indirizzo dell’attività di raccolta dati negli allevamenti e di programmazione della politica di settore.

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ZOOTECNIA DI DAVIDE GRANDE - MEDICO VETERINARIO - davide.grande@ferreromangimi.it

Quando il vitello è un investimento La corretta gestione alimentare della rimonta permette di ottenere il meglio dalle future bovine in lattazione L’alimentazione della rimonta è il maggior costo durante lo sviluppo dei vitelli nell’aziende lattifere. Preso atto di questo, come possiamo ottimizzare questo sistema per poter ottenere in futuro manze e vacche performanti? SISTEMA RIMONTA La gestione del vitello è un tassello strategico nella routine delle nostre stalle. Ci sono dei punti che se applicati correttamente e con costanza permettono di ottenere vitelli sani e con buoni tassi di crescita. Non esiste un’uni-

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ca strada per raggiungere questi obiettivi, i vitelli devono essere visti come un componente all’interno del “sistema rimonta”. All’interno della vitellaia, il tasso di morte dopo le 24h di vita deve rimanere inferiore al 5%, le percentuali di capi con diarrea o sindrome respiratoria non devono superare rispettivamente il 25% e il 10%. Importantissimo è il raddoppio del peso al momento dello svezzamento o superati i 56 gg di vita. PUNTI CHIAVE Nell’allevamento della vacca da latte i costi


alimentari sono calcolati in base a kg latte/kg SS, nell’allevamento del vitello è meglio utilizzare parametri come: incremento/ kg SS ingerita, costo per unità di peso incrementato, costogiorno fino all’entrata in mungitura e non il costo alimentare per giorno. Nel managment dei vitelli i punti

chiave sono: - Programma di colostratura - Acqua di abbeverata - Latte o sostitutivi del latte - Gestione alimentare del periodo pre-svezzamento/svezzamento - Gestione alimentare post-svezzamento

PROGRAMMA COLOSTRATURA Acqua di abbeverata: sia che alleviate 5, 50 o 500 vitelli, il colostro di qualità e in quantità è essenziale per dare ai vitelli la spinta decisiva. Per valutare la qualità del colostro è utile munirsi di un rifrattometro Brix. Si consiglia di somministrare tra le 2/6

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ZOOTECNIA

ore dopo il parto colostro pari al 10% del peso vivo del vitello. Importantissima è la pulizia degli strumenti utilizzati per alimentare i vitelli, più sono puliti e meno si avranno proliferazioni batteriche. Il colostro è il fattore più importante per ottenere vitelli sani con alta sopravvivenza. L’acqua deve sempre essere a disposizione e pulita, la corretta assunzione crea un ambiente umido nel rumine ideale per la crescita batterica. LATTE O SOSTITUTIVI In commercio si trovano molti prodotti con diversi standard qualitativi, sia che si usi latte bovino miscelato ad acqua o derivati/ sostitutivi del latte la cosa importante e chiedersi se somministriamo la giusta quantità. I vitelli necessitano fino a 6 litri al giorno, divisi possibilmente in almeno due pasti. Un programma di alimentazione adeguato può essere economicamente vantaggioso se si riduce il tempo allo svezzamento e se il tasso di crescita è corretto. GESTIONE ALIMENTARE Un incremento di 800 gr al giorno con l’assunzione di 1 kg di SS dovrebbe essere l’ideale. Studi recenti affermano che i vitelli pre-

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feriscono mangimi starter con forma fisica specifica. Preferiscono prodotti pellet dalla consistenza media o “materie prime a vista”, meglio evitare prodotti troppo duri o farinosi. I vitelli andrebbero svezzati quando consumano più di 700 grammi di starter per almeno tre giorni. Importante è pesare gli animali alla nascita e allo svezzamento. Gli starter dovrebbero essere formulazioni semplici che stimolano l’assunzione e lo sviluppo ruminale, soddisfando gli accrescimenti nel modo più economico possibile. POST SVEZZAMENTO Una volta svezzati i vitelli vengono stabulati in box multipli e alimentati con razioni che soddisfano i loro fabbisogni nutrizionali. Utili in questo caso sono razioni ricche di foraggi e prodotti concentrati specifici come mangimi o mix di materie prime. In tutte queste fasi la corretta gestione sanitaria con un adeguato piano vaccinale è un fattore di successo. I nostri vitelli sono un investimento per il futuro, vitelli sani e sviluppati ci permetteranno di ottenere il meglio dalle future bovine in lattazione.


ZOOTECNIA

Dalle Ande alle Alpi la marcia dell’alpaca L’allevamento dei camelidi sudamericani promuove la valle Maira, grazie all’iniziativa dell’autotrasportatore Filippo Reinero È originario dell’Arco andino (Perù, Bolivia e Cile), il suo aspetto ricorda vagamente quello di una pecora e dal suo manto si ricava una lana particolarmente pregiata. Stiamo parlando dell’alpaca, animale appartenente alla famiglia dei cosiddetti camelidi, che dal 2014 è curiosamente presente anche sulle montagne della Val Maira, a Canosio. Grazie ad un’idea di Filippo Reinero,

autotrasportatore originario proprio del piccolo centro montano, che ha messo in piedi “MairAlpaca”: allevamento che oggi conta 15 capi dal morbido mantello. Un secondo lavoro, che col tempo (come si augura Filippo) potrebbe diventare il primo. PARTENZA DAL NULLA «Sono partito nel 2014 – spiega Filippo – ma l’idea mi frullava in testa da un

Filippo Reinero con un’alpaca

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po’ di anni. Cercavo un animale che fosse semplice da allevare, economico da mantenere e che avesse a che fare con la montagna». E la scelta è così ricaduta su animale da noi “insolito” come l’alpaca. «Poco per volta sta prendendo piede anche da noi – prosegue – ma quattro anni fa era meno diffuso. I primi due capi, femmine, li ho acquistati a Perugia; altri due li ho presi in Francia, uno ad Alessandria e cinque sono nati in questi anni. Di recente, a fine gennaio, ne ho fatti arrivare

altri cinque: in totale ora ho 15 animali». Ad aiutare Filippo, specialmente per quanto riguarda la promozione dell’allevamento su internet, c’è la sua compagna Michela. FACILI DA ALLEVARE Per l’allevamento dell’alpaca dimentichiamoci le classiche stalle a cui siamo abituati. «Essendo Canosio a 1300 metri d’altezza, il freddo è notevole. Per cui ho sistemato gli animali in un capanno dalle porte aperte: possono entrare e uscire liberamente. L’alpa-

34 ½ˆ“«Ài˜`ˆÌœÀiÊ>}ÀˆVœœÊUÊiLLÀ>ˆœÊÓä£n

ca, essendo originario delle Ande, non teme comunque il freddo, può arrivare anche a 25° sotto zero». E per quanto riguarda il cibo? «L’alimentazione di questi animali – aggiunge l’allevatore – è composta principalmente da fieno e (poco) mangime, un misto di fioccato e pellettato. In Perù e in Bolivia l’erba è molto “povera”, per cui patiscono l’eccesso di proteine». LANA ANALLERGICA Il “frutto” dell’allevamento degli alpaca è la lana. La

tosatura – praticamente uguale a quella delle pecore – viene effettuata da Filippo una volta all’anno, verso fine maggio, e ciascun animale dà una resa di circa 3 kg di prodotto. La lana tosata sulla schiena della bestia (fino a metà pancia) è di prima scelta, e viene impiegata per la maglieria e la produzione di gomitoli. Tutto il resto viene classificato come “seconda scelta” e usato, per esempio, per rivestimenti e trapunte. A rendere la lana di alpaca particolarmente pregiata è il fatto di essere leggera e soprattutto anallergica. «I maglioni realizzati con questo tessuto non si lasciano andare». PASSEGGIATE SPECIALI Non solo lana: l’allevamento di Reinero organizza anche passeggiate con gli


ZOOTECNIA alpaca nel circondario di Canosio, rivolte ai bambini (ma non solo). «Con i bambini più grandi e con gli adulti facciamo uscite mattutine di circa di tre ore, per i bambini più piccoli le passeggiate sono pomeridiane e durano un’ora e mezza. Insieme a noi c’è sempre una guida escursionistica del posto: raccontiamo degli animali e parliamo della valle, cercando di soddisfare le tante curiosità dei bambini... e anche quelle dei loro genitori!». ACCOGLIENZA POSITIVA Come hanno reagito gli abitanti del posto all’arrivo di un animale insolito come l’alpaca? «Inizialmente – confessa l’allevatore – c’è stato un po’ di scetticismo nei più anziani, nei più tradizionalisti. Ma nel complesso l’accoglienza è stata molto positiva. Il primo anno abbiamo organizzato

alcune passeggiate dedicate appositamente agli abitanti del paese». RIVITALIZZARE IL TERRITORIO In tempi in cui le montagne sono sempre più desolate, Filippo Reinero ha scelto dunque di scommettere proprio sulla montagna. E da attività come la sua, il territorio montano non può che trarre benefici. «Collaboriamo con altre strutture della zona, che segnalano la nostra attività ai turisti in vacanza. La sorella della mia compagna, ad esempio, ha riaperto a Canosio il bar che fu di mia nonna: il locale è diventato meta e parte integrante delle nostre passeggiate con gli animali. Con la sinergia tra diverse attività della vallata vogliamo rivitalizzare il territorio». Matteo Garnero

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ZOOTECNIA DI GIOVANNI BATTISTA TESTA

Bene formaggi e salumi ma si può fare molto di più È stato presentato a Roma il quindicesimo Rapporto Ismea - Qualivita sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane Dop, Igp e Stg, l’indagine annuale che analizza i più importanti fenomeni socio-economici del comparto della qualità

295 riguardanti i prodotti alimentari e 523 riguardanti il settore vino. Le Dop sono 572, delle quali 167 appartenenti al settore food e 405 al settore vino. Le Igp sono 244, delle quali 126 appartenenti al settore

peso fisso e del 1,8% delle vendite del Vino. AMBITO MONDIALE A livello mondiale i prodotti Dop, Igp e Stg riconosciuti sono complessivamente 3.005, dei quali 2.979 appartenenti ai paesi

Positivi i dati dell’ultimo Rapporto Ismea-Qualivita sulle produzioni agroalimentari Dop, Igp e Stg. Promossa la strada della qualità, che però è ancora poco frequentata, soprattutto nel settore dei trasformati suinicoli alimentare certificata. Il rapporto si riferisce ai dati 2016. PRIMATO ITALIANO Si rafforza il primato mondiale dell’Italia per numero di prodotti Dop Igp con 818 Indicazioni Geografiche registrate a livello europeo, delle quali

food. Il comparto esprime i risultati più alti di sempre anche sui valori produttivi con 14,8 miliardi di valore alla produzione e 8,4 miliardi di valore all’export. Dati che testimoniano una crescita del +6% su base annua e un aumento dei consumi nella Gdo del 5,6% per le vendite Food a

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dell’Unione Europea e 26 di competenza di Paesi extra-UE. Settorialmente i prodotti registrati sono 1.419 per il comparto food e 1.586 per il settore vini. Nel corso del 2017 sono stati registrati complessivamente 46 nuovi prodotti dei quali 39 per il comparto food e 7 per il comparto

vini. A livello dell’Unione Europea le Indicazioni Geografiche sono 2.979, delle quali 1.393 food e 1.586 appartenenti al settore vino. Le nuove registrazioni dell’anno 2017 sono 46, delle quali 39 appartenenti al comparto food e 6 al comparto vini. CATEGORIA FORMAGGI I Formaggi sono la principale categoria delle Dop e Igp in termini di volume d’affari, con un valore alla produzione che supera i 3,7 miliardi di euro per un’incidenza del 57% sul totale del comparto Food (rispetto a un peso del 18% per numero di prodotti certificati). Complessivamente i formaggi certificati sono 53 dei quali 50 Dop, 2 Igp e 1 Stg. Continua a crescere la quantità certificata (+2,9%) che supera le 517 mila tonnellate di prodotto, con aumenti più che proporzio-


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nali in termini di valore alla produzione (+3,1%) e di valore al consumo (+3,8%). La quantità esportata, pari al 34% della produzione certificata complessiva, mostra risultati che migliorano quelli già eccellenti del 2015: con quasi 1,65 miliardi di euro, l’export cresce del +3,3% e rappresenta il 49% del totale delle esportazioni del comparto Food.

Reggiano Dop (+9%), Mozzarella di Bufala Campana Dop (+11%), Gorgonzola Dop (+7%) e in generale sembrano esserci risultati migliori per i formaggi di latte vaccino rispetto a un calo delle esportazioni per i pecorini Dop. Valle Padana, Campania e Sardegna rappresentano le aree territoriali con maggiore impatto delle filiere casearie certificate Dop Igp.

PRINCIPALI DENOMINAZIONI Le principali denominazioni – Grana Padano Dop, Parmigiano Reggiano Dop, Mozzarella di Bufala Campana Dop, Gorgonzola Dop – rappresentano da sole oltre l’80% della produzione della categoria, circa l’82% del valore (produzione e consumo) e oltre l’86% del valore

CATEGORIA SALUMI I salumi appartengono alla categoria dei prodotti a base di carne. Complessivamente i salumi italiani certificati sono 41, 21 Dop e 20 Igp. Di questi 39 sono salumi a base di carne suina, 1 a base di carne bovina (Bresaola) e 1 a base di carne d’oca. Nell’analisi che segue ci concentriamo sui 39 salumi a base di carne

all’export dei formaggi Dop Igp. I primi dieci prodotti, invece, rappresentano la quasi totalità della categoria in termini di volume e di valore (96%). Fra i prodotti principali, trend particolarmente positivi a livello di produzione certificata e valore al consumo per Mozzarella

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di Bufala Campana Dop (+8%), Pecorino Romano Dop (+18% e +25%), Pecorino Toscano Dop (+32% e +10%) e Provolone Valpadana Dop (+12% e +9%). Sul fronte export buoni risultati per le quattro grandi filiere della categoria Grana Padano Dop (+4%), Parmigiano


ZOOTECNIA suina. I Prodotti a base di carne rappresentano la seconda categoria delle Dop e Igp per giro d’affari, con un valore alla produzione superiore ai 2 miliardi di euro per un’incidenza del 30% sul totale del comparto Food, quota che supera il 34% se si considera il valore al consumo (vicino ai 4,7 miliardi di euro). TREND POSITIVO Il settore, che conta 4.014 operatori, ha evidenziato trend positivi rispetto al 2015, sia a livello di produzione certificata (+3,2%) che di valore (+10,7% alla produzione, +4,5% al consumo). L’export, che copre una quota del 17% della produzione, riporta ottimi risultati: con oltre 570 milioni di euro le esportazioni evidenziano un incremento

Dop (+8,3%) e Prosciutto di Norcia Igp (+17,9%). Risultati in calo invece per lo Speck Alto Adige Igp, -3,7% e i Salamini Italiani alla Cacciatora Dop, -3,3%.

record del +13,6% rispetto 2015 e rappresentano il 17% del valore delle esportazioni del comparto food. Tra i diversi salumi il Prosciutto di Parma Dop traina la filiera con oltre il 40% della categoria per quantità e valore alla produzione e quasi il 50% per valore all’export. Le altre grandi

produzioni della categoria sono Mortadella Bologna Igp, Prosciutto di San Daniele Dop e Bresaola della Valtellina Igp che, ancora una volta sul fronte export, hanno riportato crescite in doppia cifra rispetto al 2015. In crescita i valori della produzione relativi a Prosciutto Toscano

ANDAMENTO EXPORT Complessivamente l’export di prodotti Dop e Igp ha raggiunto nel 2016 i 3.400 milioni euro, +4,4% sul dato 2015. L’export dei formaggi ha registrato un incremento del 3,3% passando da un valore di 1.596 milioni di euro a 1.648 milioni di euro. Ottima la performance del Provolone Valpadana Dop che ha aumentato il proprio export del 27,2%. L’export di salumi Dop e Igp ha fatto meglio, passando da 488 milioni di euro di valore dell’exportdel 2015 a 571 milioni di exportnel 2016, + 13,6%. In partico-

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Piemonte. Evidentemente si è rimasti un po’ ai margini della valorizzazione delle nostre produzioni.

lare hanno registrato un incremento a doppia cifra la Mortadella di Bologna +36,2%, il prosciutto Toscano Dop +20,7%, il Prosciutto San Daniele +13,7% e le piccole Dop e Igp +35,3%. In calo pesante il Cotechino di Modena Igp – 78,4%, i Salamini alla Cacciatora -17,4% e lo Spck Alto Adige Igp – 6,5%. FOOD VALLEY A livello territoriale i distretti con maggiore impatto delle filiere certificate Dop Igp si concentrano nella “Food Valley” emiliana (Parma, Piacenza, Modena), in Lombardia, nel Nord-Est (Trentino, Friuli Venezia Giulia) e in varie zone del Centro Italia (Toscana, Umbria e Lazio). La provincia di Parma da sola rappresenta il 49,1% del valore della produzione (991,5 milioni di euro) dei salumi Dop e Igp in Italia. La Provincia di Udine (grazie al prosciutto San Daniele) rappresenta il 14,62% del valore della produzione (295,2 milioni di euro) e si piazza al secondo posto. Tra le prime venti province ove si producono formaggi Dop e Igp compare la sola provincia di Novara (6° posto), mentre per i salumi Dop e Igp non figura nessuna delle province del

MODELLO AGROALIMENTARE Particolarmente significativo l’intervento in chiusura di Maurizio Martina, ministro delle Politiche agricole: «Il sistema delle Indicazioni Geografiche è un pilastro del nostro modello agroalimentare. In questi anni abbiamo avuto un ruolo guida in Europa e nel mondo proprio per affermare il diritto alla tutela dei marchi geografici. E i risultati parlano chiaro: in 10 anni abbiamo quadruplicato l’export, raddoppiato il valore della produzione, aumentato i produttori coinvolti». TERRITORIO PROTAGONISTA «Dietro una Dop o una Igp – osserva il ministro - ci sono le storie dei nostri

territori, del saper fare italiano amato e imitato nel mondo. C’è soprattutto futuro. Per questo vogliamo continuare a rafforzare i prodotti di qualità, puntando su internazionalizzazione e formazione. A chi propone dazi e barriere, rispondiamo che servono regole giuste in mercati aperti. Soprattutto per le piccole e medie imprese che danno vita alle nostre

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IG. L’obiettivo invece è dare loro più opportunità, facendo crescere la competitività delle produzioni e difendendole dalla contraffazione. La lotta al falso cibo ci vedrà sempre in prima linea, perché togliere spazi all’italian sounding significa portare valore ai nostri agricoltori, allevatori e artigiani del cibo». BUONA STRADA Le elaborazioni presentate evidenziano in generale un andamento positivo. Per i formaggi si registra una crescita della produzione del +2,9%, del valore della produzione del +3,1% e dell’export +3,3%. Più marcata ancora la crescita nel settore dei salumi: produzione +3,2%, valore +10,7% e export +13,6%. Più in generale, però, occorre sottolineare che i formaggi Dop e Igp rappresentano il 43,93% dell’intera produzione di formaggi e che i salumi Dop e Igp rappresentano solamente il 16,90% della produzione italiana e il 21,01% del valore. MOLTO DA FARE Il risultato dei formaggi Dop e Igp è buono, ma non sufficiente, potrebbe essere molto di più. Per quanto riguarda la suinicoltura, incentrata sulla produzione di suini pesanti da salumeria, il risultato è scadente. E’ noto a tutti che la produzione nazionale di latte o di maiali può essere valorizzata se è qualificata e si distingue da tutto il resto della produzione e il principale strumento di distinzione della produzione passa dai trasformati Dop e Igp. Pertanto occorre lavorare ancora molto se vogliamo portare le quantità di prodotto certificato ai livelli auspicati.


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ZOOTECNIA

Latte e formaggio Stop ai pregiudizi

Gli alimenti di origine animale contribuiscono in modo significativo a fornire la quota necessaria di energia e nutrienti nella attuale dieta occidentale. Le statistiche indicano che, nel 2016, più di 45 milioni di tonnellate di carne, 13 milioni di tonnellate di latte e circa 7 milioni di tonnellate di uova sono state prodotte in Eu (Fefac, Annual Report 2015-2016).

QUALITA’ DA SCOPRIRE È ormai noto che la qualità degli alimenti non si valuta esclusivamente in termini di sicurezza chimica e microbiologica o di profilo nutrizionale, ma anche in termini della capacità degli alimenti di promuovere il benessere e prevenire le malattie cronico-degenerative. In particolare, esistono evidenze consolidate circa

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l’effetto che gli alimenti esercitano sullo stato infiammatorio generale dell’organismo, che ha una relazione diretta con l’insorgenza di malattie non trasmissibili di tipo cronico, quali patologie cardiovascolari, cancro e diabete. PREGIUDIZI DA SFATARE Gli studi attuali stanno rivalutando la qualità degli alimenti di origine animale

ed, in particolare, dei grassi di origine animale. Per circa un ventennio il consumo di grassi, in particolare saturi, di origine animale, è stato sconsigliato da medici e nutrizionisti perché messo in relazione all’innalzamento del livello del colesterolo HDL (“cattivo”) e, quindi, ad un maggior rischio di malattie cardiovascolari. In realtà, la ricerca attuale ci dice che questa valutazione causa-effetto non è del tutto corretta e che l’effetto del consumo di grassi cambia molto in relazione al tipo di alimento in cui sono contenuti e alla qualità dei grassi stessi. EFFETTI PROTETTIVI Sulla base delle ultime evidenze della letteratura scientifica, infatti, il consumo di latte e latticini interi non solo non risulta correlato con maggior rischio di malattie cardiovascolari, ma pare possa avere addirittura un effetto protettivo nei confronti di queste patologie.


ZOOTECNIA Questo perchè latte e derivati possono contenere grassi di tipo più o meno favorevole per la salute umana, soprattutto in relazione alla dieta che seguono gli animali. Il ruolo della nutrizione animale nella ottimizzazione del profilo nutrizionale e salutistico dei prodotti animali derivati sta diventando sempre più importante. La formulazione della dieta degli animali in produzione zootecnica può influenzare, infatti, sia la qualità che la funzionalità degli alimenti di origine animale derivati.

quale le popolazioni svizzera e francese, tra i maggiori consumatori di formaggi al mondo, hanno una bassa incidenza di patologie

PARADOSSO ALPINOFRANCESE Un esempio semplice, ma quanto mai rappresentativo, in questo ambito è dato dal cosiddetto“paradosso alpino-francese”, secondo il

cardiovascolari. Il fenomeno può essere in parte spiegato dal fatto che molti dei formaggi consumati in questi Paesi derivano da sistemi di allevamento estensivo o semi estensivo

(di montagna, alpeggio), in cui gli acidi grassi favorevoli per la salute si concentrano naturalmente in questi prodotti, grazie alla dieta

Recenti studi scientifici stanno rivalutando la qualità di alimenti e grassi di origine animale: l’allevamento fa la differenza a base di foraggi fornita agli animali. Tra questi, gli acidi grassi poli-insaturi della serie Omega 3, il cui regolare consumo è stato dimostrato riduca in modo significativo l’incidenza di

malattie cardiovascolari, infarto e ictus. FORMAGGI SALUTARI Secondo recenti studi, infatti, mantenendo invariata la quantità di formaggio consumato (dato medio nelle popolazione occidentali: 55 g/giorno), ma variandone la tipologia (formaggio derivato da allevamenti di montagna o basati su alimentazione a base di foraggi), si potrebbe aumentare fino a quattro volte l’apporto di uno dei principali acidi grassi della serie Omega 3 con provati benefici per la salute, l’acido alfalinolenico, senza cambiare le proprie abitudini alimentari. Laura Cavallarin, Ispa Cnr Daniele Giaccone, Arap

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A Lombriasco, la sfida della filiera cerealicola Giovedì 22 febbraio, all’Istituto “Don Bosco” convegno su scelta varietale, fertilità del suolo e qualità delle farine Giovedì 22 febbraio 2018, dalle 9 alle 13, si terrà presso l’Istituto Tecnico Agrario “Don Bosco” di Lombriasco (Torino) un convegno su scelta varietale, fertilità del suolo e qualità delle farine nell’ambito della cerealicoltura sostenibile. L’incontro è rivolto a tutti gli operatori della filiera (agricoltori, tecnici e trasformatori, sia convenzionali sia biologici) e liberi professionisti. SOSTENIBILITA’ ECONOMICA Le dinamiche dei mercati cerealicoli

impongono, da tempo, la necessità di ridisegnare le strategie agronomiche al fine di assicurare la sostenibilità economica di colture (quelle cerealicole) oramai assimilate a pure commodity e soggette alla volatilità dei mercati (e quindi dei prezzi). Superare tale negativa congiuntura economica, con una agrotecnica molto più accurata, permette all’agricoltore di garantire maggior valor aggiunto alle produzioni e di stabilizzare il proprio reddito.

44 ½ˆ“«Ài˜`ˆÌœÀiÊ>}ÀˆVœœÊUÊiLLÀ>ˆœÊÓä£n

ATTENZIONE AI CONSUMATORI Altro fondamentale sfida per la filiera (soprattutto agricola) è la sempre più accresciuta sostenibilità delle colture. Non può di certo essere ignorata la tendenza dei consumatori ad orientarsi verso prodotti a maggior tasso di salubrità che derivano da contesti agro-ecologici attenti alla conservazione della biodiversità ed alla preservazione del suolo e delle risorse idriche.


INIZIATIVA FINANZIATA AI SENSI DEL PSR 2014-2020 DELLA REGIONE PIEMONTE – MISURA 1 – OPERAZIONE 1.2.1 AZIONE 1: ATTIVITA’ DIMOSTRATIVE E DI INFORMAZIONE IN CAMPO AGRICOLO

SGRAVI FISCALI ALLE IMPRESE CHE ASSUMONO I GIOVANI L’anno nuovo porta buone notizie per le imprese che intendono investire sui giovani. La Legge di Bilancio 2018 ha introdotto un significativo sgravio contributivo del 50% per l’assunzione di under 35. Il Bonus assunzioni 2018, valido per i contratti effettuati dal 1° gennaio al 31 dicembre prossimo, è ammesso per i lavoratori fino a 35 anni di età a patto che questi non siano mai stati occupati con un contratto a tempo indeterminato. Le imprese che sceglieranno di assumere potranno contare su uno sgravio contributivo del 50% sui contributi previdenziali - ad esclusione di contributi e premi Inail -, per un importo massimo di 3.250 euro all’anno e una durata complessiva di tre anni, pari a 36 mesi. Per le aziende agricole si tratta di un’opportunità da cogliere al volo, per iniziare anche un’attività di colla-

borazione in un mondo non sempre facile, proprio per il peso delle tasse e della burocrazia. E contemporaneamente contribuire alla crescita del tessuto economico e sociale locale. Il Bonus spetterà per le assunzioni fatte da datori di lavoro del settore privato che, nei sei mesi precedenti, non abbiano effettuato licenziamenti individuali o collettivi nell’unità produttiva di riferimento. Le assunzioni agevolate prevedono tre tipologie di contratto: assunzione stabile con contratto a tempo indeterminato, trasformazione a tempo indeterminato di contratto a termine o ancora prosecuzione di contratto di apprendistato professionalizzante a tempo indeterminato stabilita nel 2018, ma soltanto a condizione che il lavoratore non abbia compiuto il trentesimo anno di età alla data della prosecuzione.

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ORTOFRUTTICOLTURA DI MATTEO MARENCO - VIVAISTA E AGRONOMO - info@labovivairoero.com

Coltivare castagne in qualità e quantità Ci sono ampi spazi di mercato nazionale e internazionale, ma occorre unire l’offerta e promuovere il prodotto La castagna italiana è da sempre considerata un’eccellenza nazionale. Il germoplasma nazionale, ricco di cultivar dalle caratteristiche chimiche, sensoriali e tecnologiche ben definite, è stato negli ultimi anni implementato con la diffusione di ibridi euro-giapponesi, resistenti agli attacchi del cinipide galligeno del castagno, fitofago che ha seriemente minato la sopravvivenza della castanicoltura italiana e non solo. MERCATO E CINIPIDE Ma come si muove il mercato castanicolo italiano? Il nostro paese è sempre stato un’importante esportatore, fino al crollo delle produzioni causato dall’invasione del cinipide, che ha portato l’Italia ad essere un forte importatore di castagne. Infatti, se nel 2006 eravamo il quarto

meccanizzazione per la raccolta e potatura.

paese importatore, oggi siamo il primo per valore degli scambi ed il secondo per quantità con valori superiori a 37 mila tonnellate. Le castagne che troviamo sul mercato nazionale non provengono dalla Cina, ma soprattutto da Spagna, Portogallo, Albania, Grecia e Turchia. Tuttavia, l’industria cerca sempre di più il made in Italy, sia per ragioni sanitarie del prodotto stesso che per qualità. MODERNIZZAZIONE Cosa occorre fare per

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rilanciare la castanicoltura nazionale? La modernizzazione degli impianti è la chiave per rilanciare la castanicoltura italiana. È necessario guardare il castagno come una vera e propria coltivazione frutticola, cambiando logica imprenditoriale come si è già iniziato a fare in Cile, Portogallo e Spagna, dove il castagno viene coltivato come pianta da frutto, seguendo standard agronomici e produttivi moderni e con l’introduzione della

FILIERA E MARKETING Inoltre, occorre valorizzare la produzione nazionale davanti al consumatore. L’alta qualità delle produzioni italiane ha portato alla creazione di 14 prodotti a denominazione di origine (Igp o Dop) tra cui la Castagna di Cuneo ed il Marrone di Castel del Rio, non abbastanza potenziati sul mercato. La causa va ricercata nella mancanza di una filiera che si faccia carico di coordinare un sistema fatto di piccoli produttori. Il marketing gioca quindi un ruolo fondamentale nel rilancio della castanicoltura italiana di qualità. Creare un valore aggiunto sfruttando il nome del territorio di produzione funziona, ma bisogna garantire la quantità di prodotto.


RICERCA

La Bper dona ad Agrion un dottorato di ricerca La Fondazione per la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo tecnologico dell’agricoltura piemontese, Agrion, è stata protagonista alla serata di auguri di Bper Banca durante la quale si è esibito il cantante Antonello Venditti. Prima del concerto, lo spazio per la solidarietà, con l’annuncio di contributi a sostegno di importanti progetti in ambito sanitario e, più in generale, con rilevanza sociale e contenuti innovativi.Nell’occasione l’amministratore delegato di Bper Banca Alessandro Vandelli ha ripercorso l’attività svolta nel 2017, anno in cui si è celebrato il 150° anniversario dell’Istituto, ricordando in particolare i valori di vicinanza al territorio e alle persone che hanno contraddistinto questi 150 anni di storia. BORSA DI STUDIO. Il presidente di Bper Banca, Luigi Odorici, ha consegnato le buste ai beneficiari, tra cui anche Agrion, Fondazione per la ricerca, l’innovazione e lo svilup-

Intervento di beneficienza della banca a favore dell’innovazione e sperimentazione agricola piemontese po tecnologico dell’agricoltura piemontese. La Fondazione attiverà un dottorato di ricerca e una borsa di studio presso Agrinnova, Centro specializzato dell’Università di Torino. «Un sentito ringraziamento a Bper Banca e al management di Cassa di Risparmio di Saluzzo per questo significativo segnale e impegno economico a favore di ricerca e innovazione in agricoltura – commenta Giacomo Ballari, presidente Fondazione Agrion -. Siamo certi che queste risorse ci permetteranno di avviare un percorso importante per dare risposte alle tante esigenze emerse durante la Conferenza organizzata dalla Banca. Sicuramente un‘azione su alcune emergenze attuali, ma anche per offrire nuovi spunti di innovazione alle imprese del territorio. Contiamo, in breve tempo, di presentare le linee principali di questa attività». SOSTEGNO ALL’AGRICOLTURA. «L’intervento della nostra capogruppo Bper Banca Spa – dichiara Roberto Civalleri, presidente della Cassa di Risparmio di Saluzzo S.p.A. – si inserisce nello storico sostegno all’agricoltura e al territorio sviluppato negli anni dalla Cassa». ½ˆ“«Ài˜`ˆÌœÀiÊ>}ÀˆVœœÊUÊiLLÀ>ˆœÊÓä£n

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ORTOFRUTTICOLTURA

La lotta alla cimice inizia con le reti Agrion le considera una soluzione temporanea, ma valevole, e la Regione Piemonte le finanzia con due bandi del Psr Tanti i tecnici delle organizzazioni agricole e delle OP ortofrutticole che hanno partecipato, venerdì 26 gennaio, all’incontro promosso da Regione Piemonte presso la sede di Agrion di Manta per presentare il contenuto dei bandi PSR Misura 5, Operazione 5.1.1. n.3 e 4 relativi alla “Prevenzione dei danni da calamità naturali di tipo biotico causati da Halyomorpha halys (Cimice asiatica) e Drosophila suzukii (Drosophila)”. MODALITA’ PREVENTIVE L’evento è stato inoltre l’occasione per fare il punto sulle azioni di

prevenzione, lotta e ricerca messe in atto, o avviate, contro la Cimice asiatica. Questi insetti, infatti, sono purtroppo ormai sempre più diffusi e interessano tutti i comparti produttivi, senza esclusione. In particolare durante la mattinata è emerso che la creazione di barriere fisiche, quali ad esempio le reti antinsetto, costituisce una concreta possibilità di contenimento particolarmente in alcuni settori, come quelli frutticolo ed orticolo. Una realizzazione che, su fruttiferi, risulta semplicemente praticabile dove già sono in essere sistemi antigrandine che

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possono venire integrati completandone la chiusura sui bordi e le capezzagne. Nel settore dei piccoli frutti è la Drosophila il pericolo numero uno, per la quale non esistono strategie di difesa attive efficaci: anche in questo caso l’adozione di reti antinsetto rappresenta la via ecosostenibile più concreta e affidabile. SOLUZIONE ALLA PORTATA «Fondazione Agrion continua la sua lotta alla Cimice asiatica – dichiara il presidente, Giacomo Ballari -. Con piacere abbiamo ospitato questo incontro e abbiamo accolto con fa-


ORTOFRUTTICOLTURA vore la volontà di Regione Piemonte di sostenere le imprese che vogliono utilizzare le reti antinsetto per cercare di mitigare l’impatto dell’invasione di questi insetti. Una soluzione che non può essere adottata da tutti e su tutte le colture ma che rappresenta una soluzione per molti con un impatto ambientale contenuto. Ritengo inoltre molto utile la volontà di Regione Piemonte di istituire un tavolo tecnico scientifico sotto la regia del Settore Fitosanitario Regionale per gestire e coordinare con la massima attenzione tutte le attività di lotta e sperimentazione necessarie per affrontare la sfida posta da questi piccoli invasori». NUOVE STRATEGIE «Le reti antinsetto – spiega Graziano Vittone, responsabile difesa settore frutticolo di Agrion – possono rappresentare una soluzione, ma non l’unica via di contrasto a questo problema: ecco perchè stiamo continuando a lavorare con impegno e costanza per la ricerca e la messa in atto di altre strategie che possano fermare questo fenomeno e tutelare tutte le nostre culture, indipendentemente dal settore produttivo. Le reti antinsetto costituiscono comunque, oggi, una

soluzione temporenea ma valevole: ecco perchè, alla luce dell’esperienza maturata in questi anni, vogliamo confermarne l’efficacia. Per la loro realizzazione si dovranno rispettare alcune semplici ma fondamentali attenzioni affinché il sistema funzioni. Nel mentre, Agrion conferma il proprio impegno nel proseguire con l’analisi e la messa in atto di soluzioni alternative, efficaci e di aiuto concreto per debellare questo insetto così nocivo per l’agricoltura piemontese». OBIETTIVO COMUNE Il presidente di Agrion, Giacomo Ballari, portando il saluto ai partecipanti, ha evidenziato come di fronte a questa emergenza sia necessaria la massima collaborazione di tutti: «Non esistono marchi, bandiere o campanili – ha concluso Ballari – ma vi deve essere un solo obiettivo comune: difendere le nostre eccellenze produttive riportando la presenza di questo insetto in equilibrio con l’ecosistema con tecniche che garantiscano la salubrità delle nostre colture e quindi la massima sostenibilità da un punto di vista ambientale. Dobbiamo continuare a provare tutte le soluzioni possibili, supportati dalla

ricerca scientifica e mettendo a confronto le esperienze di lotta adottate in quei luoghi in cui la cimice ha iniziato a far sentire la sua presenza prima che da noi. FINE FEBBRAIO Proprio in quest’ottica stiamo pensando a un appuntamento aperto a tutti, entro la fine del mese di febbraio 2018: un nuovo incontro promosso da Fon-

dazione Agrion dove verranno esposti brevemente i risultati dell’attività di sperimentazione del 2017 per poi passare a un confronto in merito alle strategie di difesa dalla Cimice asiatica. Sarà una nuova occasione di informazione e discussione, in occasione della quale verranno affrontate e illustrate le diverse possibilità di controllo e contrasto messe a punto».

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Ambrosia la stagione chiude in anticipo Programma di fornitura dei clienti in esaurimento già a fine febbraio. Produzione ridotta nel 2017, ma le prospettive commerciali sono ottime

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ORTOFRUTTICOLTURA Nonostante una stagione con volumi ridotti del 20% a causa degli eventi climatici della primavera 2017, la commercializzazione della mela Ambrosia™ è proceduta regolarmente dall’autunno fino ad oggi, ed è ormai in corso la programmazione delle ultime calibrazioni per un finale di stagione naturalmente anticipato rispetto agli ultimi anni. CHIUSURA ANTICIPATA «Il nostro prodotto è ormai sostanzialmente piazzato – afferma Marco Rivoira dell’omonimo Gruppo piemontese – e prevediamo di concludere le forniture ad inizio febbraio, a seconda dei calibri programmati per i diversi mercati. Sia Ambrosia™ che Gold Rosé™ hanno goduto di una richiesta costante in Italia, Spagna, Germania e Medio Oriente portandoci quindi ad anticipare la conclusione delle vendite grazie ad un mercato molto dinamico». Il manager piemontese esprime particolare soddisfazione per la forte richiesta dei partner mediorientali e ancor più per la riuscita dell’introduzione della mela Ambrosia™ in vassoio in Germania, con volumi che hanno superato le aspettative. ITALIA E GERMANIA «Per quanto ci riguarda –

continua Fabio Zanesco, direttore commerciale di VI.P Val Venosta – dalla metà di ottobre fino ad oggi abbiamo lavorato con continuità, puntando ad una rotazione continua del prodotto anche a causa della produzione ridotta, e focalizzando il nostro lavoro con Ambrosia™in Italia e Germania, che hanno rappresentato la maggior parte delle vendite. Abbiamo programmi di fornitura per i nostri clienti fino alla fine di febbraio, e stiamo programmando quindi la lavorazione del prodotto per le prossime settimane. Da segnalare anche la richiesta dal mercato di Hong Kong, dove abbiamo potuto fornire i primi volumi ad un distributore locale, pur non riuscendo a soddisfare l’intera richiesta». ESPANSIONE COMMERCIALE In conclusione, quindi “un’annata pienamente soddisfacente per la varietà, che lascia fortemente convinti delle scelte fatte – concludono i due partner – e ci spinge ad estendere già lo sguardo verso la prossima campagna, con la produzione in crescita ed una ulteriore espansione dei canali commerciali”.

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ATTUALITÀ

L’Italia proclama il 2018 Anno nazionale del cibo I ministri Dario Franceschini e Maurizio Martina hanno proclamato il 2018 Anno nazionale del cibo italiano. Al via manifestazioni, iniziative, eventi legati alla cultura e alla tradizione enogastronomica dell’Italia. Tutte le iniziative dell’Anno del cibo italiano sono connotate da un logo ufficiale. ECCELLENZE RURALI Si punterà sulla valorizzazione dei riconoscimenti Unesco legati al cibo come la Dieta Mediterranea, la vite ad alberello di Pantelleria, i paesaggi delle

Langhe Roero e Monferrato, Parma città creativa della gastronomia e all’Arte del pizzaiuolo napoletano iscritta di recente. Sarà l’occasione per il sostegno alla candidatura già avviata per il Prosecco e la nuova legata all’Amatriciana. Allo stesso tempo saranno attivate iniziative per far conoscere e promuovere, anche in termini turistici, i paesaggi rurali storici, per il coinvolgimento e la promozione delle filiere e ci sarà un focus specifico per la lotta agli sprechi alimentari. Lo stretto legame tra cibo,

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arte e paesaggio sarà inoltre il cuore della strategia di promozione turistica che verrà portata avanti durante tutto il 2018 attraverso l’Enit e la rete delle ambasciate italiane nel mondo e permetterà di evidenziare come il patrimonio enogastronomico faccia parte del patrimonio culturale e dell’identità italiana. DISTRETTI DEL CIBO «Abbiamo un patrimonio unico al mondo – ha dichiarato il ministro Maurizio Martina – che grazie all’anno del cibo potremo

valorizzare ancora di più. Dopo la grande esperienza di Expo Milano, l’esperienza agroalimentare naziona-


davvero questi valori facendoli conoscere a livello internazionale».

le torna ad essere protagonista in maniera diffusa in tutti i territori. Non si tratta di sottolineare solo i

ELEMENTI DISTINTIVI «Dopo il successo del 2016 Anno nazionale dei cammini e del 2017 Anno nazionale dei borghi – osserva il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini -, il 2018 sarà l’Anno del cibo italiano. Un’occasione importante per valorizzare e mettere a sistema le tante e straordinarie eccellenze e fare un grande investimento per l’immagine del nostro Paese nel mondo. Grazie alla collaborazione dei Ministeri della Cultura e dell’Agricoltura, l’Italia potrà promuoversi anche

Lo stretto legame tra enogastronomia, arte e paesaggio sarà il cuore della strategia di promozione turistica attraverso la rete delle ambasciate italiane nel mondo successi economici di questo settore che nel 2017 tocca il record di export a 40 miliardi di euro, ma di ribadire il legame profondo tra cibo, paesaggio, identità, cultura. Lo faremo dando avvio al nuovo progetto dei distretti del cibo. Lo faremo coinvolgendo i protagonisti a partire da agricoltori, allevatori, pescatori, cuochi. E credo che in quest’ottica sia giusto dedicare l’anno del cibo ad una figura come Gualtiero Marchesi, che ha incarnato

all’estero in maniera integrata e intelligente valorizzando l’intreccio tra cibo, arte e paesaggio che è sicuramente uno degli elementi distintivi dell’identità italiana». Franceschini ha annunciato l’avvio di una campagna di comunicazione social dei musei statali che pone l’attenzione sul rapporto, nei secoli, tra arti e enogastronomia, sottolineandone il ruolo fondamentale nella costruzione del patrimonio culturale italiano. ½ˆ“«Ài˜`ˆÌœÀiÊ>}ÀˆVœœÊUÊiLLÀ>ˆœÊÓä£n

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ENOLOGIA

Moscato, riflessioni di un contadino Dopo anni di sacrifici e bassissime rese, l’andamento dell’Asti Spumante sembrava migliorare, ma l’illusione è durata poco…

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Sono passati 20 anni da quando ho iniziato a condurre l’azienda agricola di mio padre, di mio nonno e di mio bisnonno. Appena ho iniziato mi sono subito ritrovato nella crisi del 1999, crisi che è stata risolta con svariati anni a rese bassissime per smaltire le eccedenze di prodotto. Anni duri per i contadini del moscato, con il reddito decurtato anche del 25%. BREVE ILLUSIONE Dopo sacrifici fatti dalla parte agricola, le cose sembravano andare meglio, ma è durata poco questa illusione.

Rieccoci qua con un’altra crisi. Abbiamo alle spalle 2 anni con rese basse, sotto gli 80 quintali per ettaro,

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2 anni nei quali i contadini del Moscato ci hanno rimesso oltre il 40% di reddito e con la prospettiva della prossima vendemmia ancora incerta. DUE TIPOLOGIE Con le nostre uve l’Industria ha la possibilità di produrre due tipologie: l’Asti spumante ed il Moscato d’Asti. Il primo in questi ultimi anni ha perso sui 30 milioni di bottiglie, tante discussioni, progetti, parole, parole… Il Moscato d’Asti senza troppo rumore si è guadagnato sui mercati internazionali oltre 30 milioni di bottiglie, grazie a tanti piccoli produttori che vanno in giro per il mondo a farlo conoscere e far conoscere le nostre belle colline e quasi sempre a loro spese.


DECLINO E MEMORIA Una domanda mi viene spontanea. Visto che il Moscato d’Asti tira e visto che tirano anche gli Spumanti ad eccezione dell’Asti perché non realizzare anche una bottiglia di Moscato d’Asti tipo spumante? Io non me ne intendo di marketing commerciale, ho solo fatto la terza media, ma mi piacerebbe che qualcuno, che ne sa più di me, mi spiegasse perché si continua a spingere un prodotto che è in continuo declino e ci si dimentica l’altro che continua a crescere. RUOTA SGONFIA Un po’ di tempo fa, da buon contadino, spingendo una carriola facevo un’enorme fatica, guardo e avevo la

ruota sgonfia. Spingere l’Asti è come spingere una carriola con la ruota sgonfia, una fatica tremenda, sopportata in gran parte dai Contadini del Moscato con le rese basse. Giovanni Marino consigliere CTM, Coordinamento Terre del Moscato

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ENOLOGIA DI CARLO ARNULFO - AGRONOMO - ENOLOGO - carlo.arnulfo@bioservice.biz

Storia della vitivinicoltura tra Monarchia e Repubblica

ENOLOGI IN CANTINA Con Staglieno, patrizio

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sabauda e alle famiglie aristocratiche. La versione secca o amara del vino Barolo deriva dall’influenza dei vini d’oltralpe fattasi più serrata con l’occupazione francese.

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assaggiato il vino della Marchesa Giulia di Barolo, lo trovò così buono che volle avere anch’esso una tenuta che lo producesse: acquistò così il castello di Verduno e le annesse cantine. La diplomazia piemontese s’incarica di far conoscere i vini locali all’estero. I Fal-

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Il re sabaudo Carlo Alberto (1798 – 1849) ebbe un importante ruolo su viti/ enologia della zona, tant’è che il vino Barolo vede la sua nascita ufficiale nelle “Notizie topografiche e statistiche sugli stati sardi di S.M.”: “ … il vino detto Barolo gode di maggiore rinomanza rispetto a le

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Dagli apprezzamenti di Carlo Alberto di Savoia alle soddisfazioni del mercato contemporaneo, sulla strada della qualità varie qualità tutte squisite…”. BAROLO A CORTE Carlo Alberto, dopo aver

letto, marchesi di Barolo, ebbero il merito di creare un prodotto di prestigio, riservando parte della loro produzione alla corte

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genovese, nominato enologo delle Reali cantine di Pollenzo, prese forma la figura dello specialista chiamato a curare la pro-

duzione del vino: l’enologo. Dalle lettere del fattore di Cavour nel comune di Grinzane (1847-1852) si apprende che nelle cantine giaceva vino “alla francese” delle annate 1843 e 1844 assieme al vino nero alla Staglieno. Sono gli anni dove a Grinzane come a Barolo e a Serralunga operava l’enologo Luis Oudart, fautore del vino alla francese. FERMENTI OTTOCENTESCHI La seconda metà del 1800 può essere definita come una stagione di grande fioritura della viticoltura locale. Le varietà coltivate iniziarono a collocarsi sul territorio in funzione delle loro attitudini ed esigenze. Con l’esportazione del Barolo verso le Americhe, anche gli altri vini recuperano notorietà. Intanto la tecnica produt-


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tiva si perfeziona e si adegua alle diverse tipologie di vino. Si mettono a punto le vinificazioni del moscato, dei vini da invecchiamento e quelli più semplici detti vini comuni.

Fillossera

BOTTI E BOTTIGLIE Alla fine del 1800 in più occasioni la qualità dei vini locali acquisisce maggior prestigio attraverso le menzioni ricevute. Nel 1873 nell’esposizione universale di Vienna, i vini locali ricevono una serie di menzioni che toccavano le annate 1865, 1869, 1871; anche in altre manifestazioni i produttori locali raccolsero consensi. Questa fase d’intensa trasformazione del settore vitivinicolo favorita anche dalla vicinanza di grandi città come Torino, Genova e Milano le quali si andavano industrializzando, vede nascere molte prestigiose cantine. Nel corso del XIX secolo il trasporto del vino in botte lascia spazio alla bottiglia grazie alle migliorate tecniche produttive delle vetrerie che

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fornivano un prodotto in grado di resistere alla tappatura, effettuata a pressione e con il sughero. FILLOSSERA L’arrivo nel Vecchio Continente dell’Oidio (1845) e della Peronospora (1878) dall’America del nord trovò la viticoltura europea impreparata a combattere queste nuove malattie. Si rimediò in un primo tempo importando, sempre dal Nuovo Mondo, varietà (come Isabella e altre denominate volgarmente Uva Fragola) resistenti al patogeno. Con l’uso di queste viti americane, soprattutto in Francia, si iniziò a importare il terribile parassita, la Filossera (1868), che da lì a poco avrebbe devastato la viticoltura europea e costretto questa coltura ad un rinnovamento epocale.


SOLUZIONI VIVAISTICHE Dopo lunghi studi e numerosi tentativi, si arrivò al passaggio risolutivo: si comprese che alcune specie di vite americane erano resistenti e potevano essere utilizzate per costruire una pianta “bimembra” con piede americano ma apparato vegetativo e riproduttivo europeo. Un immenso lavoro si compì in quegli anni che videro intere regioni viticole ricostruite con le nuove barbatelle innestate: prendeva corpo l’attività vivaistica. La viticoltura conosciuta da tutto il mondo antico, medievale e dell’epoca dei lumi era scomparsa per sempre. Ne nasceva una completamente nuova. ERA MODERNA A cavallo tra Ottocento e Novecento, le attività agricole erano in difficoltà perché subivano la concorrenza delle altre nazioni e obbligavano alla migrazione verso altri continenti. La viticoltura reggeva ed era la coltivazione principale di queste colline; lo testimoniavano anche le superfici dedicate alla vite, le quali poco si discostavano da quelle attuali. Intanto la fillossera obbligò a ristrutturare i vigneti che assunsero connotati di maggior specializzazione. Molte varietà poco qualita-

tive vennero abbandonate, le forme di allevamento si razionalizzarono e si introdusse l’uso della spalliera e del filo di ferro. Il flagello si diffuse lentamente e trovò i viticoltori preparati sicché la produzione non subì enormi cali, anzi si esportò in Francia per sopperire ai cali produttivi molto più consistenti. L’occasione fu propizia al definitivo abbandono delle viticolture promiscue e marginali. Un importante ruolo lo ebbe la Scuola Enologica di Alba, fondata per regio decreto nel 1881 che, attraverso la ricerca e la divulgazione delle pratiche agricole, contribuì allo sviluppo del settore. Nascono in questo periodo le prime cantine sociali per vinificare le uve prodotte dai soci. PRODUZIONI LOCALI L’esigenza di tutelate le produzioni locali spinse a presentare in parlamento nel 1899 un disegno di legge per tutelare il Barolo e Barbaresco dalle frodi. Nel 1908 i produttori, stanchi di vedere vini provenienti da altre regioni venduti come Barolo o Barbaresco, costituirono ½ˆ“«Ài˜`ˆÌœÀiÊ>}ÀˆVœœÊUÊiLLÀ>ˆœÊÓä£n

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Il castello di Barolo

un’associazione sindacale per tutelare la produzione e il commercio di questi due vini ponendo le basi che portarono negli anni trenta alla costituzione del Consorzio di difesa del Barolo e Barbaresco il quale portò al riconoscimento DOC nel 1966 e nel 1980 della DOCG, gli altri vini via via si accodarono ottenendo le attuali

9 DOC e 6 DOCG (riferite esclusivamente alle zone Langa e Roero). TRA I E II GUERRA MONDIALE La viticoltura, dopo i cali produttivi segnati fra le due guerre dovuti alla necessità di produrre più grano, si accoda alla rinascita economica

ÈÓ ½ˆ“«Ài˜`ˆÌœÀiÊ>}ÀˆVœœÊUÊiLLÀ>ˆœÊÓä£n

del periodo post guerra. Il settore intraprende una sorta di industrializzazione della coltivazione che si estrinseca attraverso l’introduzione della meccanizzazione e attraverso le pratiche agronomiche nuove. È un periodo segnato da rese elevate e bassi prezzi dell’uva, anche se non mancano produttori anticipatori della


ENOLOGIA

rinascita qualitativa come il signor Beppe Colla della Prunotto e altri. Sulla spinta di tale congiuntura si diede risposta ai viticoltori attraverso la costituzione di numerose Cantine Sociali le quali si limitavano, tranne poche eccellenze, alla vinificazione senza affrontare direttamente la vendita del prodotto finito. Anche il ricorso a varietà non autoctone ha fatto capolino ma ha trovato pochi estimatori che per altro si stanno ricredendo per il rischio di banalizzare il vino. ANNI OTTANTA Occorre attendere fino agli anni 80 per registrare una svolta qualitativa. L’introduzione dei disciplinari di produzione di tutte le varietà locali regolamenta l’impianto dei vigneti e

territorio. Ben presto trova soddisfazione nelle esportazioni sia in Europa che in tutti gli altri continenti, contendendosi i mercati con la vicina Francia. Negli ultimi anni si è fatto strada il ritorno a pratiche viticole più rispettose della pianta e dell’ambiente. Le varietà tradizionali sono state migliorate nei loro caratteri produttivi e di resistenza alle malattie attraverso la selezione. La tendenza è di produrre vini dalle identità varietali e territoriali marcate e leggibili dal consumatore. TERRITORIO E TRADIZIONE Il vino sta assumendo una valenza che va oltre il fatto economico e abbraccia valori etico-culturali che passano attraverso una

Beppe Colla

norma le tecniche viticole ed enologiche; stabilisce inoltre i parametri qualitativi e organolettici minimi per poter beneficiare della DOC/DOCG. Il salto di qualità viene trainato dal Barolo al quale si accodano le altre DOC locali. Il vino delle Langhe e Roero inizia a farsi notare a livello internazionale per i suoi aspetti qualitativi e la serietà del

integrazione anche di tipo paesaggistico col territorio e diventa strumento di veicolazione della cultura e della tradizione. Il compito attuale è quello di consolidare le posizioni acquisite a livello nazionale e soprattutto internazionale in termini qualitativi, individuando strategie che non perdano le connessioni con l’ambiente. ½ˆ“«Ài˜`ˆÌœÀiÊ>}ÀˆVœœÊUÊiLLÀ>ˆœÊÓä£n

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FORMAZIONE

Imparare a riparare le macchine agricole A Fossano, il nuovo corso triennale di Formazione professionale per istruire la generazione dei meccanici specializzati del futuro Nel prossimo anno scolastico il Cnos-Fap di Fossano ospiterà un nuovo corso triennale, unico in Piemonte, nato dall’esigenza del territorio: un corso per “operatore alla riparazione dei veicoli con particolare riguardo alla meccanizzazione agricola e movimento terra”. Sostanzialmente un corso

per riparare le macchine agricole. SCUOLA E LAVORO «Per noi l’alternanza scuola – lavoro non è una novità, – dice il direttore provinciale Cnos Fap Maurizio Giraudo – la pratichiamo da anni. I nostri corsi sono organizzati in collaborazione con le aziende del

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settore che sono pertanto ben disposte ad accogliere i nostri ragazzi». Ma com’è nata l’idea di un corso per riparatori di macchine agricole? «Ogni anno ci incontriamo con le associazioni di categoria per verificare le esigenze reali del mondo del lavoro – spiegano Maurizio Giraudo e Gian Carlo

Dho, coordinatore dei corsi Cnos Fap di Fossano – per evitare di dare continuità a corsi che finiscono per sfornare disoccupati lasciando scoperte aree in cui c’è necessità di manodopera. Nel corso di queste riunioni, da parte di più aziende, è emersa la necessità di formazione nell’ambito


della meccanizzazione agricola. Sul nostro territorio sono infatti presenti molte aziende di questo settore. Confartigianato Cuneo e Arproma (Associazione Revisori e Produttori Macchine Agricole) ci hanno segnalato questa necessità e abbiamo quindi proposto alla Regione l’attivazione di questo nuovo corso, ottenendo l’autorizzazione per il prossimo anno scolastico». FORMAZIONE SPECIFICA Il corso attualmente è una “derivazione” del corso per riparatori dei veicoli a motori che il Cnos Fap offre da anni. L’obiettivo è di ottenere al più presto un indirizzo vero e proprio, perché il settore della meccanizzazione agricola necessita di una formazio-

ne specifica. «La meccanica agricola – aggiunge Luca Crosetto, presidente Confartigianato Cuneo e Arproma – richiede una preparazione a 360 gradi, con conoscenze di elettronica, idraulica, motoristica… Una figura di questo tipo può essere molto utile nelle nostre aziende (che oltre a costruire macchine agricole, molto spesso effettuano anche riparazione), e può essere utilissima anche nelle piccole aziende artigiane – e sono molte – che si occupano esclusivamente di riparazione di macchine agricole: il classico fabbro oggi deve saper riparare attrezzi evoluti, dotati di radiocomando e di altre funzioni. Il ragazzo formato in un corso di questo tipo potrebbe essergli molto utile».

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RICERCA

Piemonte e Alto Adige Network sulla ricerca L’accordo di collaborazione tra la Fondazione Agrion e il Centro di sperimentazione Laimburg agevola lo scambio di conoscenze su qualità, innovazione varietale e agricoltura biologica Qualità, innovazione varietale e agricoltura biologica. Sono questi i temi delle attività della Fondazione per la ricerca, l’innovazione, e lo sviluppo tecnologico dell’agricoltura piemontese Agrion, e del Centro di Sperimentazione Laimburg, firmatari di un accordo quadro di collaborazione.

COLLABORAZIONE CONSOLIDATA Una collaborazione che dura dal 1990 quella del Centro di Sperimentazione Laimburg e Agrion, istituto di ricerca piemontese, incentrata sulla ricerca applicata in ambito di innovazione varietale e difesa delle piante. Qualità, sostenibilità,

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agricoltura biologica e coinvolgimento di industria e consorzi sono gli assi dei due centri di ricerca che hanno deciso di ufficializzare la propria collaborazione firmando un accordo quadro. OBIETTIVI Lo scopo è promuovere la collaborazione scien-

tifica, il trasferimento tecnologico, la formazione superiore e la divulgazione scientifica, con particolare attenzione all’agricoltura altoatesina e piemontese. Si semplifica così lo scambio di know-how sulla ricerca varietale di frutti e sulle tecniche di difesa delle piante, ma si aprono anche nuove prospettive


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vantaggio per le attività di ricerca dei due Centri e quindi per l’agricoltura locale.

Il gruppo dirigente di Centro Laimburg e Fondazione Agrion

per le due Regioni coinvolte che potranno valorizzare al meglio le reciproche ricerche in diversi settori. LISTE VARIETALI NAZIONALI L’attività principale svolta in collaborazione tra Centro Laimburg e Fondazione Agrion è il progetto Liste varietali nazionali — che era stato finora finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole — volto a caratte-

rizzare e innovare le varietà di mele e drupacee in agricoltura. L’accordo garantisce non solo il proseguimento di questa attività di ricerca, ma anche ulteriori sinergie. Infatti, insieme alla frutticoltura, anche il settore difesa delle piante sarà una tavola di scambio e arricchimento di conoscenze su nuove tematiche di ricerca e nuove tecniche per il controllo di insetti invasivi e fitopatologie e potrà essere di grande

Èn ½ˆ“«Ài˜`ˆÌœÀiÊ>}ÀˆVœœÊUÊiLLÀ>ˆœÊÓä£n

NUOVE PROSPETTIVE «Siamo molto soddisfatti di questo accordo quadro - spiega Giacomo Ballari, presidente Agrion -. Ci permetterà di dare ancora più sostanza a una collaborazione in atto da tempo con il centro Laimburg, tra i più importanti e affermati a livello nazionale e internazionale. Siamo convinti che, grazie a questi scambi di progettazioni e contenuti, sia possibile raggiungere risultati sempre più concreti per le aziende agricole dei nostri territori. Significa, infatti, poter condividere ricerche, sperimentazioni, dati, progetti e tutto quanto realizzato nelle singole realtà. Grazie a questa rete di lavoro potremo migliorare ancora in diversi settori di intervento, da quello frutticolo a quello vitivinicolo. E’ un risultato importante per Agrion, che si conferma cosi un interlocutore in


RICERCA grado di dialogare ai massimi livelli, lavorando con i più accreditati centri a livello internazionale nel settore della ricerca in agricoltura». OPPORTUNITA’ PER I PRODUTTORI «Si tratta di un’occasione per ampliare la biodiversità nella nostra agricoltura locale e, perché no, di trovare nuove opportunità per i produttori locali», afferma Walter Guerra, direttore dell’Istituto di Frutti - e Viticoltura del Centro Laimburg che aggiunge: «Lo scambio di conoscenze e il supporto da parte di Agrion sarà in questi nuovi ambiti di grande importanza». NETWORK DI RICERCA «Questo accordo rientra nel progetto più ampio del Centro Laimburg di espandere il suo network di ricerca a livello nazionale e internazionale, con diversi istituti di ricerca europei nel settore agroalimentare. L’obiettivo è quello di rafforzare la cooperazione nella ricerca e nell’innovazione nei settori dell’agricoltura e delle tecnologie alimentari al fine di creare nuove sinergie per obiettivi comuni», dichiara Michael Oberhuber, direttore del Centro Laimburg.

FONDAZIONE AGRION Fondazione Agrion nasce nel 2014 - dall’esperienza precedente già in essere di Creso - con con lo scopo di promuovere e realizzare la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo tecnologico dell’agricoltura piemontese. Il cuore della sua attività è la creazione di percorsi di innovazione volti a migliorare la qualità del prodotto agricolo e agroalimentare piemontese. In questo caso la qualità è intesa in tutte le sue diverse accezioni: non solo sensoriale e nutrizionale, ma anche come sinonimo di salubrità, sicurezza alimentare, ecosostenibilità.

CENTRO DI SPERIMENTAZIONE LAIMBURG Il Centro di Sperimentazione Laimburg è l’istituto di ricerca leader nel settore agroalimentare in Alto Adige e si occupa soprattutto di ricerca applicata diretta ad aumentare la competitività e la sostenibilità dell’agricoltura altoatesina per garantire la qualità dei prodotti agricoli. Ogni anno, i 200 collaboratori del centro lavorano a 350 progetti e attività in tutti campi dell’agricoltura altoatesina, dalla frutticoltura e viticoltura fino all’agricoltura montana e alle tecnologie alimentari. Il Centro di Sperimentazione Laimburg è stato fondato nel 1975 a Vadena nella Bassa Atesina.

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L’INVITATO SPECIALE DI FABRIZIO SALCE - GIORNALISTA - CONDUTTORE TELEVISIVO

Focaccia di Recco la sposa perfetta Non è ancora l’ora di pranzo quando arrivo allo storico ristorante hotel da Dao Vittorio di Recco a pochi passi dalla bella Genova. Storico, si perché ormai la famiglia Bisso, giunta alla quarta generazione, sta crescendo la quinta che promette molto bene. Sulle pareti del locale centinaia di foto dei tanti personaggi famosi che qui hanno trascorso serate indimenticabili. Prendo possesso della mia stanza, mi sciacquo il viso e preparo la macchina foto-

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grafica per il pomeriggio. Ad invitarmi questa volta è stato il Consorzio della Focaccia di Recco col formaggio per presenziare ad un evento denominato “Fattore Comune”. BUONA COMPAGNIA La Focaccia di Recco col formaggio ha ottenuto il 15 gennaio 2015 il riconoscimento comunitario Igp dopo un iter durato oltre 10 anni. Nel pomeriggio presso il teatro del Comune di Sori, a pochi chilometri da Recco, ci sarà un incontro mirato alle

eccellenze agroalimentari nostrane tutelate dall’Unione Europea che mettono in risalto il Comune di appartenenza dai cui il prodotto prende l’identificazione. Motivo per cui la Focaccia oggi sarà in buona compagnia con il Lardo di Arnad Dop (Valle d’Aosta), la Robiola di Roccaverano Dop (Piemonte), i Maccheroncini di Campofilone Igp (Marche), il Prosciutto di Norcia Igp (Umbria) e il Pane di Genzano Igp (Lazio). A condurre l’incontro con relativo “talk show” sarà il


L’INVITATO SPECIALE giornalista Edoardo Raspelli coadiuvato da Liubetta Novari. E la celebre Focaccia? Ora vi racconto qualcosa in merito. FOCACCIA SPECIALE La Focaccia di Recco col formaggio è un prodotto da forno che si ottiene lavorando un impasto di farina di grano tenero, olio extra vergine di oliva, sale e acqua. Non viene lievitato e si lavora in due sfoglie molto sottili che a loro volta vengono farcite con formaggio fresco a pasta molle di latte vaccino fresco pastorizzato. L’impasto ottenuto deve risultare molto morbido e riposare a temperatura ambiente per 30 minuti. La sfoglia sottile dovrà essere al di sotto del millimetro. La si adagia sulla teglia

di cottura precedentemente unta con olio extra vergine di oliva e si procede con la farcita. Il formaggio (crescenza o stracchino) lo si posiziona in piccoli pezzetti della grandezza di una noce fino a raggiungere l’intera copertura della sfoglia.

Dal riconoscimento dell’Igp al matrimonio con il formaggio e le eccellenze agroalimentari del Belpaese. Un’antica storia di buon gusto

SFOGLIE RIPIENE Una seconda sfoglia di impasto verrà dunque sistemata sopra il formaggio. Le due sfoglie devono essere saldate ai bordi al fine di impedire la fuoriuscita del ripieno durante la cottu-ra. Si praticano dei fori al di sopra in modo tale da consentire gli sfoghi dei vapori di cottura del formaggio, si aggiunge ancora olio e sale. La cottura della nostra Focaccia avviene in forni ad una temperatura tra i 270

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L’INVITATO SPECIALE e i 320 gradi per 4-8 minuti sino a quando il colore della Focaccia sarà dorato, con stirature marroni sulla parte superiore. Vengono esclusi trattamenti di pre-cottura, surgelazione, congelazione o altre tecniche di conservazione. La forma della Focaccia può variare, circolare, quadrata o rettangolare ma mai più alta di un centimetro. Al palato risulta friabile nella parte superiore e decisamente morbida all’interno. La zona di produzione comprende i Comuni di Recco, Sori, Camogli ed Avegno tutti in provincia di Genova. RADICI SARACENE La sua storia sembra risalire ai tempi delle invasioni saracene, quando il popolo per scappare si rifugiava

nell’entroterra e l’olio, la farina e il formaggio erano gli ingredienti più presenti. Alla fine del 1800 l’azione di gruppo di alcuni ristoratori e panificatori recchesi ne estese il periodo di consumo, un tempo limitato alla festa di Ognissanti, quando la Focaccia veniva anche distribuita gratuitamente alla popolazione, a tutto l’anno. FATTORE COMUNE Ma la giornata “Fattore Comune” prevede un secondo interessantissimo momento. Terminati i lavori di incontro al teatro di Sori si ritorna a Recco dove, forse non tutti sono a conoscenza, non esiste un centro storico. Recco subì più di 25 bombardamenti durante la seconda guerra che ne

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distrussero gli edifici datati. Ci si riposa un attimo. Mi godo le foto dei volti noti appese alle pareti dell’hotel e penso a quanto siano cambiati i tempi in pochi decenni. Mi preparo al secondo momento della giornata: alla serata degustazione. DANZE DEL GUSTO Raggiungo con altri colleghi il ristorante Manuelina associato al Consorzio della Focaccia dove sono stati allestiti degli spazi dedicati ad ognuno dei prodotti Dop e Igp presenti. Si aprono le danze del gusto. Mi godo il pane, il formaggio, il lardo e il prosciutto. Mi delizio con porzioni di Focaccia e assaporo i maccheroncini rigorosamente conditi con il ragù sull’asse di legno come da tradizio-

ne. Penso alle volte che per vie dei servizi giornalistici che ho realizzato per la televisione ho gustato queste eccellenze direttamente sui loro territori; scusatemi: sui loro Comuni. Mi godo la serata come l’ennesima preziosa occasione per conoscere, capire e apprezzare queste realtà del patrimonio gastronomico del mio paese. GUSTOSI APPUNTI Domani prima di ripartire faremo tappa a Camogli, delizioso borgo marinaro dalle case color pastello. Gusteremo ancora la Focaccia e magari un Camogliese, dolcino tipico del luogo. Rientrerò soddisfatto, cosciente di poter scrivere ancora dei miei appunti di viaggio del gusto.


Valgrana premia i primi tre nati del 2018 Giovedì 25 gennaio, nel nuovissimo magazzino di stagionatura della Valgrana spa di Scarnafigi, si è svolta la consegna della forma di Formaggio Piemonte ai primi tre bambini nati in provincia di Cuneo nel nuovo anno. Premiati i piccoli Vittoria Ferrero di Valgrana, Leonardo Ricci di Cervasca

e Jannat Moubsset di Vicoforte, accompagnati dai rispettivi genitori. La consegna delle forme, del peso di 34 chilogrammi l’una, è stata preceduta da una breve visita ai nuovi reparti di stagionatura comprensivi di 280 mila posti forma e da un pranzo al quale hanno preso parte, tra gli

altri, anche numerose autorità civili e militari. PROMUOVERE LA NATALITA’ «Questa giornata particolare è nata da una constatazione – ha affermato il presidente della Valgrana spa, Franco Biraghi rivolgendosi ai presenti

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ATTUALITÀ -: avrete letto che la nostra provincia comincia a diventare sempre più vecchia e che le famiglie hanno sempre meno figli. Un trend che segue quello dell’Italia intera. A me piacerebbe che questa tendenza venisse invertita. Così abbiamo deciso di dare un segnale forte e di premiare i primi tre neonati del 2018 con una forma intera del nostro prodotto principe, il Piemontino, realizzato senza l’impiego di lisozima e conservanti e con il solo utilizzo di latte piemontese, sale e caglio. L’augurio è che questi bambini possano crescere sani, mangiando prodotti sani come quelli della nostra bella provincia di Cuneo». PORTE APERTE All’iniziativa hanno preso parte gli onorevoli Chiara Gribaudo e Mino Taricco, oltre all’assessore regionale alle Politiche Agricole, Giorgio Ferrero, il presidente provinciale e regionale di Confagricoltura Enrico Allasia, i rap-

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Il caseificio di Scarnafigi regala tre forme di Formaggio Piemontino ai primi tre neonati della provincia. Un segno di fiducia nel futuro

presentanti di Confindustria Cuneo, sindaci, assessori e amministratori dei Comuni di Valgrana, Cervasca, Vicoforte e Scarnafigi. Presente anche una rappresentanza di bambini della scuola materna di Scarnafigi, che hanno potuto assistere dal vivo alle complesse manovre del taglio di una forma di Formaggio Piemonte. FESTA DEI FORMAGGI Un’iniziativa analoga a quella della Valgrana si terrà il prossimo 24 marzo, sempre a Scarnafigi, in occasione della prossima ‘Festa dei Formaggi’, appuntamento promosso dai Consorzi per la tutela del formaggio Bra dop e Raschera dop con il ‘Distretto dei formaggi’ composto dai comuni di Scarnafigi e Ruffia. In quell’occasione, verranno premiati tutti i nati nel 2017 di Scarnafigi, Ruffia e Frabosa Soprana: ai maschietti sarà consegnata una forma di Bra e alle bambine una forma di Raschera.


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RADICI DI LUCIANO NICOLINO

Il successo di Nutella? È merito della Madonna Michele Ferrero

Tre anni fa, nella ricorrenza dell’apparizione della Vergine a Lourdes, moriva Michele Ferrero. Una storia di lavoro e devozione

Sembra di ieri la notizia della morte di Michele Ferrero data dai mezzi di comunicazione di tutto il mondo, eppure sono già passati tre anni e la storia di questo straordinario industriale piemontese, nativo di Dogliani, non finisce mai di stupire. MONDO AGRICOLO Serietà, passione per il lavoro e riservatezza hanno sempre contraddistinto il patron della Nutella. Michele

Ferrero ha avuto da sempre grande riguardo verso il suo amato Piemonte, verso il mondo agricolo, dove la sua azienda continua ad acquistare e trasformare prodotti che sono qualitativamente autentiche eccellenze a livello mondiale. Ha inoltre dedicato un’attenzione particolare verso i suoi dipendenti, verso la loro formazione e valorizzazione e giustamente la sua grande preoccupazione era che l’azienda diventasse sempre più soli-

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da e forte, per garantire a coloro che vi lavorano un posto sicuro. LAVORARE CREARE DONARE Con questo impulso nacque la Fondazione Ferrero che, oltre ad occuparsi degli ex dipendenti in difficoltà e a promuovere tante altre iniziative con il motto “lavorare creare donare”, cerca di aiutare il prossimo in difficoltà. Nel 1980 a Michele Ferrero non sfugge il dramma del devastante


RADICI terremoto che colpì in modo particolare un piccolo paese della Lucania, Balvano, in provincia di Potenza, dove, nel crollo della chiesa di Santa Maria Assunta, morirono più di 70 persone. Proprio in questo paese volle far sorgere uno stabilimento della Ferrero per dare soccorso e speranza alla popolazione, dove oggigiorno lavorano oltre 300 dipendenti.

queste parole: “Il successo della Ferrero lo dobbiamo alla Madonna di Lourdes, senza di lei noi possiamo poco”. In tutti gli stabilimenti della Ferrero sparsi per il mondo, c’è sempre in bellavista una statua della santa Vergine. A Lourdes, Michele Ferrero andava tutti gli anni, organizzando la visita anche per dipendenti e manager.

DEVOZIONE MARIANA Nel 2014 il paese lucano, in segno di ringraziamento, gli ha conferito la cittadinanza onoraria, ma quelli che lo conoscevano sapevano bene che tutto questo impegno verso il prossimo era dovuto alla fede genuina e indelebile che condivideva pienamente con la moglie, la signora Franca Fissolo, conservando nel suo cuore un posto speciale per la beata Vergine Maria. Alla celebrazione per il cinquantenario della Fondazione dell’azienda, nel suo discorso disse chiaramente

RICORRENZE COMUNI E’ per questo motivo che colpisce profondamente il fatto che Michele Ferrero sia morto nella settimana in cui il popolo cristiano festeggia l’apparizione della Madonna a Lourdes, settimana nella quale il santuario francese è assiepato dai pellegrini provenienti da tutto il mondo ed in particolare il 14 febbraio, giorno esatto della sua dipartita, il giorno in cui la santa Vergine era apparsa per la seconda volta alla grotta di Massabielle alla piccola Bernadette Soubirus.

La Madonna di Lourdes

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Vendo tornio tradizionale, troncatore a disco, trapano a colonna, smerigliatrici, compressori, punzonatrici, pressa da 50 ton., travi in abete da mt. 10,20. Tel. 331/8279842 Vendo, causa esubero, piantine di lampone unifere. Tel. 342/8790490

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GLI AFFARI DELL’IMPRENDITORE Vendo agnelloni da macello. Tel. 338/4582029 Vendo botte per diserbo da lt. 600 con taratura regolare marzo 2017 e coppi vecchi. Tel. 338/4582029 Vendo n.2 serre lunghe 50 mt. larghe 8 mt, centine diam. 60 con telo e n. 5 cassoni in plastica 113x113, altezza 50 con rubinetto. Tel. 333/9744013

Vendo trattore Fiat Agri Winner F115 revisionato come nuovo, euro 15000 più seminatrice Fontana per semina a spaglio adatta al farro, euro 1200. Tel. 335/5206389 Vendo portoncino per interno. Tel. 339/8511052

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Vendo trinciastocchi Becchio larg. 2,40 mt. Tel. 333/5863287

Vendo aratro trivomere Kuhn causa inutilizzo, ben tenuto. Tel. 339/2147310

Vendo frigo latte usato, mod. Yapi 22 q.li e frigo latte modello Dru 27 q.li. Tel. 333/8742296

Vendo trattore David Brown 1210, 2 RM, cv 85 con caric. ant. collaudato, motore e gomme nuove. Tel. 331/8270741

Vendo trattore Fendt Farmer 2, disco Massano da 29. Tel. 333/5863287 Vendo pneumatici da neve Michelin 195/60/15. Tel. 334/9209074 Vendo refrigeratore latte da 2500 lt. catena asportaletame 130 mt. circa, trasporto latte. Tel. 349/1626109

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Vendo trattorino Star Goldoni 3080 60 cv. Tel. 366/4072197

Vendo dischi con slitte per fare argini alla seminatura del mais, centine per fare serre di larg. 7 mt. in ferro, reti antipiralide in plastica h. 1 mt. lung. 100 mt, plance in cemento per silos 2,50 h. larg. 2 mt. Tel. 338/7577391 Vendo vitella Jersey di 8 mesi. Tel. 335/7253643


GLI AFFARI DELL’IMPRENDITORE Vendo rotofalce, estirpatore 3mt, rullo e rimorchio non ribaltabile con libretto. Tel. 333/1996709 Vendo paglia erba medica in ballot piccoli, consegna a domicilio. Tel. 377/5319263 Vendo mucche, manze iscritte Apa per cessata attività. Tel. 348/7641335 Vendo spazzatrice MTD a cingoli da 9 cv, larg. di lavoro 70 cm, doppio avviamento manuale/elettrico, faro lavoro e leve di sterzo. Tel. 331/8270741 Vendo sala mungitrice per ovini n°48 posti, frigo latte q.li 10 e portone l. 2,10 h. 4,75 mt. Tel. 366/1158982 Vendo 100 titoli Pac valore 100 euro più greening e acquisto titoli da 400 euro in su. Tel. 328/9127037 Vendo sega a nastro da 60, marca Pezzolato, legname, vasche in vetroresina, botti in legno, quadri e tappeti di valore, pompa irrigazione Caprari. Tel. 0173/34567 Vendo 100 piantini di nocciola Tonda Gentile Trilobata, bellissimi, causa esubero. Tel. 338/4575793 Vendo miscelatore carrellato per mangimi 220-380 e bilancia a orologio q.li 6. Tel. 333/9796614 Vendo cisterna per acqua 1000-4000-8000 lt. Silos in vetroresina usati e cerco tubi in cemento usati diam. 40-50 e pozzetti. Tel. 349/3174064 Vendo Girello Deutz-Fahr rimesso a nuovo causa inutilizzo. Tel. 333/9038275

Vendo miniescavatori carro variabile, escavatori 25-30 q.li Komatsu e Takeuchi, escavatori 50,60,80 q.li Neuson, New Holland. Pinze da legna varie misure e rotatori, trince forestali, motocarriole. Tel. 338/8531436 oppure 320/0809674 Vendo trattore Ford Maio 50 cv anni 50 per pezzi di ricambio o d’epoca. Tel. 334/7188761 Vendo lama neve Bombelli con documenti, trattore Renault Ares 640 Z rimorchio ribaltabile 1 asse. Tel. 338/1331256 Vendo pressa quadra Deutz Fahr 120x60, mungitura per ovini 12 posti, frigo latte 250 lt e botte 300 lt. con ventola per nocciole. Tel. 338/9520796

CERCO Cerco zavorre per trattori Fiat serie 90. Tel. 328/2699590 Cerco Piaggio Vespa 50/125/150/200 e moto d’epoca da restaurare, pagamento immediato. Tel. Andrea 347/0196953 Cerco terreni in affitto. Tel. 389/6137106 Cerco bottiglie vino Barolo e Barbaresco, vecchie annate, prezzi ragionevoli, massima serietà. Tel. 335/7311627 50enne cerca compagna amante campagna per convivenza. Tel. 333/3948263 Az. agr. cerca terreni in affitto zona Mondovì e dintorni. Tel. 333/6602762 Cerco 7/8 giornate piemontesi di terreno preferibilmente irriguo, zona Alba o Pollenzo. Tel. 329/1581955

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GLI AFFARI DELL’IMPRENDITORE Cerco terreni in affitto zona Montana per annata 2018. Tel. 338/4582029 Cerco operaio saldatore con patente C zona Levaldigi. Tel. 0172/374114 50enne cerca compagna per eventuale futuro insieme. Tel. 389/6137106 Cerco carro miscelatore per foraggi, trainato, capacità una rotoballa, in buono stato d’uso. Tel. 339/5458479 Cerco lavoro come muratore o magazziniere in frutta e verdura. Tel. 331/8970987 Cerco mt. 5 autocatture antisoffocamento e spaccalegna usato più impagliatrice. Tel. 388/6219935 Ragazzo piemontese agricoltore cerca lavoro in agricoltura anche alpeggio. Tel. 329/8193460 Cerco pecore e capre in custodia, periodo estivo, da portare in alpeggio. Tel. 348/9518486 Cerco fieno balle piccole. Tel. 340/1686304

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Cerco forca da letame larg. mt. 2,10 posteriore per trattore. Tel. 349/7921124

VARIE Abbattimento potatura piante e pini. Tel. 348/7902395 Pierin imbianchin piemunteis, da 35 anni al vostro servizio. Tinteggiature interne ed esterne, verniciatura, ripristino facciate, verniciatura serramenti e inferriate. Professionalità e serietà a prezzi imbattibili. Preventivi gratuiti. Tel. 340/7751772 Geometra esegue lavori di verifica dei confini dei terreni, pratiche catastali in genere, divisioni, progettazioni civili e rurali, successioni e tutto quanto ne consegue, attestati di certificazione energetica, sicurezza cantieri ed aziendale, il tutto a prezzo equo. Tel. 328/0060578 oppure 348/4635060 Eseguo lavori di potatura vitigni e noccioleti. Tel. 338/9960659


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L'Imprenditore Agricolo - Febbraio 2018  
L'Imprenditore Agricolo - Febbraio 2018  
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