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Numero 1 - Febbraio 2012

li uleggo 2

Disegna il logo di LiLuleggo!

Il logo che vedi qui sopra è solo provvisorio. da oggi si apre il concorso per il nuovo e definitivo logo di LiLuleggo. Inviaci la tua proposta a: giornalinolilu2@bluewin.ch Specifiche: dimensioni minime: 22x10 (cm) o 2600x1180 (px), risuluzione: 300 ppi, colore: bianco e nero. Amnesty | pag. 4

A M N E S T Y L I LU 2 SI PRESENTA Martina, la responsabile di AmnestyLilu2, è stata intervistata per presentare il gruppo al corpo studentesco e ci parla di questa associazione. Nella pagina a fianco: la maratona di lettere, come funziona? Cultura | pag. 8

COLOMBIA

Un viaggio alla scoperta della terra degli indios dimenticata da tempo, che conserva tradizioni e modi di vivere. Lamentele | pag. 20

DIVANI, COMPUTER E SETTIMANA SPECIALE

La rubrica delle lamentele di LiLuleggo affronta diversi temi.

Liceo | pag. 10

CANNABIS AL LICEO Inchiesta sul consumo di droga nel nostro liceo. Due

interviste e un sondaggio per scoprire il mondo che si cela dietro il consumo di cannabis a scuola.

PROGETTO COMENIUS

La prima avventura: racconto del viaggio in Germania.

SPECIALE ROCCOLINO Gli artisti si presentano Opinioni | pag. 6

GIOVANI E GIÀ DIFFIDENTI

La presenza straniera: una realtà inesorabile, sempre più evidente, sempre più discussa, mediatizzata e purtroppo ridicolizzata e disprezzata.


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LiLuleggo 1

Il rompipallilu Stando a fonti certe, è vietato fumare in tutta Breganzona perché dentro la linea rossa.

IMPRESSUM Redazione Alessandro Bianchi Diego Medolago Zoe Bernasconi Roberto Sirna Camilla Ceroni Ashanti Trochen Mila Passardi Collaboratori

Anissa Annalise Damiano Deborah Diana Gayané Greta Laura M. Laura O.

Impaginazione

Lisa Maurizio Michela Michele Molly Noé Sabrina Zoé H

Alessio Lavio


LA GENESI •L’idea é nata intorno a un tavolo, durante una normalissima cena. Ad un tratto emerse la domanda: “ma come mai il LiLu1 ha il proprio giornale mentre noi no? Non dovremmo crearne anche noi uno?”. All’ inizio era una proposta un po’ azzardata, lanciata così, ma venne comunque portata alla riunione del comitato studentesco. Nel verbale di febbraio 2011 venne scritta solo una parola, situata in fondo al foglio: giornalino. Ci accorgemmo subito che il tempo non era dalla nostra parte, era impossibile mettere in piedi un progetto del genere nei pochi mesi restanti; durante l’ultima riunione dell’ anno scolastico quindi ci lasciammo con una promessa: l’anno prossimo avremmo creato il giornalino del Liceo di Lugano 2. Fu così quindi che durante la prima assemblea la proposta venne presentata a tutti gli studenti. Il resto della storia è nota: molti allievi hanno aderito al progetto e (finalmente) anche noi abbiamo un nostro giornale; speriamo che possa diventare un vanto per il nostro istituto.• per il Comitato Studenti,

Fabrice Roncoroni, 4E

LiLuleggo 1

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Sommario Impressum 2

La genesi 3

Amnesty

AmnestyLilu2 si presenta 4

Attività del primo semestre 5 Opinioni

Salvaticino 6

Giovani e già diffidenti 7 Cultura

Colombia 8

Svago

Intermezzo ludico 9 Liceo

Cannabis al Liceo  10 Speciale Roccolino

Gli artisti si presentano 12

Liceo

Grazie Edo! 18 Comenius 19 Lamentele Divani 20

Computer 20

Settimana Speciale 21

Recensioni

Letture 22 Svago

Il furboroscopo 23 Agenda Lilu2 24


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Amnesty | LiLuleggo 1

AMNESTYLILU2 SI PRESENTA

Martina, la responsabile di AmnestyLilu2, è stata intervistata per presentare il gruppo al corpo studentesco e ci parla di questa associazione. •Cos’è, come hai conosciuto e da quanto tempo sei membra di Amnesty? Amnesty International è un’organizzazione mondiale che da 50 anni promuove e difende i diritti umani fondamentali delle persone. Già da diversi anni conoscevo Amnesty International, ma fino alla seconda liceo non facevo parte del gruppo presente nel nostro liceo; ho però partecipato con interesse alle attività che il gruppo ha promosso a scuola. Inoltre alcuni miei amici ne facevano parte, e quasi per caso mi sono ritrovata a dovere organizzare la partecipazione del gruppo al progetto „Azione 72 ore“. Sono così entrata a far parte della nostra sezione di Amnesty International, e mi sono incaricata di „gestirlo“. Contemporaneamente, sono diventata membra di Amnesty Svizzera e del Gruppo Ticino 48, che in pratica è il gruppo ticinese di Amnesty International. Il gruppo Amnesty del liceo, come si è creato?

Nel 2005, in seguito a una conferenza dell’ex bambino soldato John Baptist Onama che si è tenuta nel nostro liceo, un gruppo di allievi ha deciso di reagire ed attivarsi. Il gruppo si è subito organizzato come gruppo di giovani (all’interno del Gruppo Ticino 48) con lo scopo, perseguito tutt’ora, di promuovere la sensibilizzazione su temi legati ai diritti umani e proporre modi concreti per difenderli.

In concreto, di cosa si occupa Amnesty? Per raggiungere i suoi obiettivi, Amnesty International agisce su diversi piani. Ogni mese vengono pubblicati sulla rivista della Sezione (in tedesco o francese) e su altri quotidiani svizzeri le “Lettere del mese”, ovvero tre casi di persone i cui diritti umani sono stati violati, per le quali si lancia un appello al governo e alle autorità responsabili, che vengono messi sotto pressione da centinaia di migliaia di lettere, messaggi fax e telegrammi: in questo modo si cerca di cambiare il loro atteggiamento e sensibilizzarli verso quelli che sono i diritti dell’uomo. Sono presenti inoltre molte sezioni in tutto il mondo che lavorano su dossier riguardanti singoli paesi e persone, svolgono le campagne mondiali promosse dal Segretariato Internazionale e informano e sensibilizzano l’opinione pubblica, attraverso varie attività. E per quanto riguarda la morale? Quali sono i suoi valori?

Il motto di Amnesty International è „Armati di penna!“. Questo è lo spirito dell’organizzazione: difendere, con metodi non violenti, i diritti fondamentali di tutti coloro che ne sono stati privati. Amnesty International è un movimento indipendente da qualsiasi governo, parte politica, interesse economico e credo religioso. Per questo, accetta esclusivamente contributi finanziari privati e si autosostiene grazie alle tasse sociali versate dai membri e alle donazioni.

Poche settimane fa,in Georgia è stato giustiziato, attraverso l’iniezione letale, Troy Davis, la cui colpevolezza, tra l’altro, non era nemmeno certa al cento per cento. Cosa ne pensa Amnesty? Amnesty International crede nell’innocenza di Troy Davis circa l’omicidio di un poliziotto commesso vent’anni fa. Non ci sono prove e l’arma del delitto non è stata mai trovata. Inoltre, la polizia ha forzato sette dei nove testimoni a ritrarre o cambiare la loro deposizione. Amnesty International ha lanciato appelli e una petizione firmata da quasi un milione di persone contro la sua esecuzione, che purtroppo è però avvenuta. Qual’è la tua opinione sul fatto che tutt’oggi, nel XXI secolo, in alcuni stati, tra l’altro facenti parte dei paesi così detti “sviluppati”, si attui ancora la pena di morte?

Personalmente condivido appieno l’idea di Amnesty: la pena di morte è disumana, sbagliata e, a che dir si voglia, non scoraggia l’uomo ad attuare della violenza, bensì lo Stato stesso, uccidendo qualcuno, legittima il popolo alla violenza. Inoltre i fatti dimostrano che nonostante queste severe pene inflitte dallo Stato, i crimini non sono affatto diminuiti. Un motivo per cui bisognerebbe cominciare a partecipare alle attività di Amnesty Lilu2?

Sostenendo attivamente Amnesty International, mi sono resa conto che basta veramente poco per contribuire alla realizzazione di grandi passi verso un mondo più giusto e più rispettoso dei diritti umani. Con il tempo mi sono resa conto che con poco, e anche se non siamo in molti, si può far tanto: facciamo parte e contribuiamo ad un progetto internazionale, ed è bello vedere che come giovani cominciamo a prenderci le prime responsabilità, a livello di coscienza personale, nei confronti della società che ci circonda. Inoltre non occupa molto tempo, e il bel gruppo che si è creato lavora sempre con piacere. Il nostro è un gruppo aperto a tutti e vi invito a partecipare alle nostre attività e a venire liberamente ai nostri incontri: abbiamo tanti progetti interessanti in cantiere! •

L.M.


ATTIVITÀ DEL PRIMO SEMESTRE • Venerdì 25 ottobre: in piazza per i diritti delle donne Abbiamo partecipato alla ma nifestazione in Piazza Dante a Lugano contro la violenza sulle donne. La manifestazione era stata proget tata da DAISI ( gruppo donne Amnesty Ticino per i diritti femminili). Grazie a danze in cerchio, candele e una marcia verso il lago, abbiamo attirato l’attenzione dei molti passanti, che interessati si sono uniti a noi nelle danze e negli slogan contro la violenza sulle donne. Sono state inoltre raccolte molte firme per chiedere che i soldati che violentano le donne subiscano un processo.

ternazionale dei diritti umani. Quest’anno erano sei i casi pro motori: Jabbar Savalan, ragazzo imprigionato per aver protesto su facebook contro il governo era il caso simbolo. Ricordiamo che questi casi sono solamente la punta dell’iceberg, ma che richiamano a tutta una serie di ingiustizie e violazioni dei diritti umani che molte persone subiscono in tutto il mondo ogni girono! Il totale delle lettere raccolte è stato 301! Grazie a tutti i partecipanti che ci hanno aiutato a far sentire la nostra voce, nono stante siamo solo dei ragazzi di una cittadina del Canton Ticino, fino in Sri Lanka!

Lunedì 12 dicembre: Marato na di lettere a scuola Anche la nostra scuola ha par tecipato alla Maratona di Let tere di Amnesty International promossa per la giornata in -

Martedì 13 dicembre: Confe renza di Musaad Abu Fagr Musaad Abu Fagr è stato il caso simbolo della maratona di lette re del 2009, era stato imprigionato per aver protestato contro il dittatore egiziano e grazie anche alle lettere di Amnesty International è stato liberato. È venuto nella nostra scuola a raccontarci la sua storia e a in formarci a proposito della primavera araba e della situazione

S abato 10 dicembre: giorna ta internazionale dei diritti umani All’Università della Svizzera Italiana (USI), si è tenuta una conferenza con illustri oratori come Dick Marty, tra i Patroni del Gruppo Ticino al momento della sua nascita, e il difensore dei diritti umani egiziano Musaad Abu Fagr. Il nostro gruppo ha aiutato ad allestire la banca rella e a far firmare lettere per la maratona di lettere.

LiLuleggo 1 | Amnesty

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attuale. La conferenza è stata molto interessante ed istruttiva, e credo di parlare a nome di tut ti i partecipanti della maratona di lettere di 2 anni fa, nel dire che è stata una grande emozio ne vedere da vicino una persona che è stata su molti manifesti e che è stata liberata anche con il nostro aiuto! Ciò dimostra che il nostro lavoro è utile e ci stimola a continuare con impegno! •

Laur a Olgi ati


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Opinioni | LiLuleggo 1

SALVATICINO Un’idea ma non un esempio

Primo manifiesto di Salvaticino (http://www.salvaticino.ch). •Salvaticino si definisce un gruppo eterogeneo di persone, che vivono e lavorano per il Ticino e che credono in questo paese e vogliono che sia migliore. La presenza di questa organizzazione si è notata soprattutto in occasione delle ultime elezioni federali avvenute in Svizzera alla fine del mese di ottobre. Il gruppo di persone vuole difendere i buoni valori, quali l’etica e la morale, scontrandosi così contro le volgarità e le illegali tà che i cittadini devono subire, che spesso provengono dal mondo politico. Salvaticino ha decisamente pre so di mira i toni leghisti e soprattutto quelli del suo prin cipale esponente, Giuliano Bignasca, e quelli del suo periodico, Il Mattino della Domenica. Giusto prendere di mira questo periodico, non sto criticando le idee politiche, ognuno ha le proprie ed è libero di esporle, ma con dei toni adeguati, cosa che il Mattino non sembra essere sempre capace. La cosa che più mi ha dato fasti -

dio è che Salvaticino, partendo da un’ottima idea di base (quel la di difendere etica, rispetto e tolleranza), è caduto in una sgradevole campagna antipo litica nei confronti di un solo partito, lasciando così in secondo piano le ambizioni iniziali. Il gruppo che avrebbe dovuto salvare l’etica si è dimostrato quindi il primo a dimenticarla! Ricordiamo inoltre che nel corso della propria campagna anti politica questa organizzazione è stata colpevole di danneggia menti dei cartelloni delle cam pagne elettorali di alcuni parti ti, di plagio (per aver copiato e diffuso più volte delle false co pie dei giornali di Bignasca), ma soprattutto, la cosa più grave, di offese e volgarità nei confronti di certi esponenti politici. Non sto difendendo nessuno, anzi, sono seccato come un buon progetto sia stato mandato in fumo per queste gravi colpe. Quello che si voleva fare credere una buona azione si è semplicemente dimostrato una presa in giro, una volgarità. Inoltre, una

volta finite le elezioni il gruppo ha lasciato poche tracce di sé e ha nettamente diminuito la pro pria presenza e il proprio lavo ro. Speriamo che presto in Ticino nascano nuovamente organizza zioni con delle buone idee per quanto riguarda la dife sa dell’e tica, ma soprattutto che riesca no ad agire come arbitri e non come dei criminali.•

Alessandro


LiLuleggo 1 | Opinioni

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GIOVANI E GIÀ DIFFIDENTI Stop alla xenofobia.

•La presenza straniera. Una realtà inesorabile. Sempre più evidente, sempre più discussa, mediatizzata, a volte, purtroppo ridicolizzata e disprezzata. Troppo spesso il tema dell’immigrazione risveglia nell’opinione pubblica paure che, invece di essere affrontate, vengono continuamente alimentate dall’offensiva mediatica, dalla provocazione, dalla cartellonistica d’impatto. Ci si lascia abbindolare e spaventare, ci si ritrova ad annuire davanti ad un qualsiasi manifesto dall’impatto efficace, prendendo il messaggio per vero così come viene dato, senza magari neppure riflettere. Si diffonde una paura morbosa che prende sempre più importanza; un timore che, quasi inevitabilmente, viene assorbito e incamerato anche nei giovani. Giovani che dovrebbero essere invece pieni di fiducia verso il futuro e guardare l’orizzonte a trecentosessanta gradi, senza avere addosso la tristissima diffidenza nei confronti di chi viene da un altro paese, senza nutrire rancore per altre culture e per altri stili di vita. Non dimentichiamo che fino a non molti anni fa, eravamo noi che migravamo lontano dal nostro Ticino. Lasciavamo le piccole valli speranzosi, alla ricerca di un futuro migliore in California, in Australia e in Sud America. Quindi perché contrassegnare come pericoli per la società o come ruba lavoro chi viene qui in cerca di una vita “possibilmente” migliore?

Non lasciamoci influenzare da insistenti campagne xenofobe che contribuiscono soltanto a soffiare sul fuoco paure che portano con sé intolleranze e conflitti sociali. La presenza straniera è un dato di fatto, una realtà inesorabile, non è una malattia, e tanto meno un branco di topi che vogliono rubarci il formaggio. Sono uomini. Uomini la cui diversità non va temuta, né combattuta, e neppure disprezzata; sono persone come noi, con una loro vita alla spalle, con dei sogni, dei progetti, degli ideali. Questo va ben tenuto a mente, lo straniero non è né migliore né peggiore di noi. Troppi sono i pregiudizi che si danno senza neppure sapere fino in fondo le cose; manca addirittura la curiosità di voler conoscere qualcuno prima di giudicarlo! Purtroppo è così, viviamo in una società in cui è più facile spezzare un atomo che un pregiudizio, Einstein lo diceva. Riguardo a come debba essere gestita la presenza straniera nel nostro paese, affari della politica e di chi sicuramente se ne intende più di me. A me sta a cuore soltanto dire di non lasciarsi avvolgere da una fitta nebbia di inquietudini che possono nascere da quello che sentiamo o leggiamo, ma di apprezzare quelle persone che forse ci paiono un poco “strane”(anche se a dire il vero di strano non hanno proprio nulla), perché sono sicura che hanno molte più cose da darci che da toglierci e che, una volta aver scavalcato il fatidico gradi-

no della titubanza, non possono che trasmetterci insegnamenti, valori ed emozioni nuovi. Ricordiamoci che l’identità va costruita con gli altri e che la valorizzazione delle diversità linguistiche e culturali gioca ha un ruolo fondamentale: la disuguaglianza e l’eterogeneità arricchiscono i pensieri, le idee e le persone stesse, aiutano a maturare e permettono di vedere il mondo da più punti di vista. (Se vogliamo metterla in termini più scolastici, una tavola periodica di soli tre elementi non porterebbe sicuramente alla nascita di una grande varietà di molecole e di composti.)

Il domani dobbiamo costruirlo noi. Vogliamo vivere in una società in cui domina la chiusura mentale nei confronti di chi è diverso? Vogliamo continuare a credere alle etichette che si affrancano alle nazionalità, allo stereotipo dell’albanese che ruba e dell’italiano che porta via il lavoro? Basta a tutte queste discriminazioni fondate soltanto su una sfiducia in sé stessi, che porta a criticare chi si trova in una situazione più delicata per sentirsi più forti o più sicuri. Mettiamo da parte tutte queste stupide paure e puntiamo piuttosto ad un domani più sereno, più variato, ricco di mescolanze fra colori e di sfumature.•

Camilla


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Cultura | LiLuleggo 1

COLOMBIA

La terra degli indios dimenticata da tempo, che conserva tradizioni e modi di vivere. •Aztechi, Maya ed Inca: le civiltà precolombiane di cui si parla maggiormente, ma non erano solo queste. Prima dell’arrivo dei conquistadores, in Colombia vivevano i Tayrona. Il loro territorio si estendeva sulla Sierra Nevada de Santa Marta, massiccio che si trova a nord del paese e si affaccia sull’oceano Atlantico, vicino alla città di Santa Marta, nella quale si situa la più alta montagna perennemente innevata situata vicino a una costa. I Tayrona furono i più abili orefici e cesellatori di tutte le civiltà precolombiane. Infatti pare che il mito de “El Dorado” sia nato proprio nel territorio dei Tayrona, perché i conquistadores, abituati alle isole caraibiche e appena sbarcati sul continente, si stupirono delle quantità enormi di oro che possedevano i Tayrona, così costruirono il mito. Questi indigeni erano degli abili guerrieri, tennero testa agli invasori per più di cento anni con le loro frecce avvelenate. I conquistadores però ebbero il sopravvento, i Tayrona dovettero rifugiarsi e scappare verso le cime delle montagne più alte, dove cercarono di ricostruirsi una vita. Con il tempo si divisero in quattro principali tribù: gli Arhuacos, i Kogui, i Wiwa e gli Arsarios. Questi gruppi di Indios tuttora abitano la Sierra Nevada de Santa Marta e vivono quasi nello stesso modo in cui vivevano i loro antenati, mantenendo vive parti delle tradizioni, pur avendo perso i fasti della loro antica cultura. Nei 500 anni successivi alla colonizzazione i discendenti dei Tayrona si sono impoveriti, perché derubati dall’uomo bianco. Ancora oggi vengono cacciati dalle loro terre e derubati dei loro beni da coloro che considerano il loro fratello minore, l’uo-

Bambino Arhuaco nel suo villaggio. (foto di proprietà dell’autrice).

mo bianco. Gli Indios della Sierra Nevada hanno parecchi problemi, uno di questi è causato dallo Stato, che usa sulle proprie coltivazioni prodotti chimici che bruciano e devastano l’ecosistema, i raccolti e di conseguenza la salute di queste tribù. Il lavoro di artigianato, ad esempio amache, borse e bracciali, per cui le donne possono impiegare più di sei mesi nella realizzazione, spesso viene scambiato dagli uomini per delle bottiglie di Chirrinchi, rum di bassa qualità. Per questo motivo parecchi Indios sono alcolizzati e progettano la loro vita in base all’alcol, dato che l’uomo bianco non gli ha lasciato nient’altro su cui aggrapparsi. Malgrado quel che i coloni hanno fatto a queste popolazioni, esse sono sempre disposte ad aprire le braccia a

chiunque, aperti a offrire protezione spirituale e far conoscere la propria religione, basata sulla natura. Per loro esiste la Madre Terra, che è presente in ogni oggetto materiale, è la creatrice di tutto ciò che esiste. Qualsiasi gesto si voglia compiere, c’è un piccolo rituale da fare per rendere omaggio alla Madre terra che lo ha reso possibile. Per concludere, gli Indios di cui vi ho parlato sono parte dei pochissimi popoli indigeni rimasti al mondo, ed è straordinario che siano riusciti a mantenere questa identità a due passi dalla civiltà moderna.•

Sabrina


INTERMEZZO LUDICO

LiLuleggo 1| Svago

Il Sudoku

Il rompipallilu Studente costretto a 10 anni di reclusione: il malcapitato avrebbe parlato in biblioteca.

Le soluzioni a pagina 23 Il Cruciverba

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10 Liceo | LiLuleggo 1

CANNABIS AL Inchiesta sul consumo di droga nel nostro liceo. Due interviste e un sondaggio per dietro il consumo di cannabis a scuola.

•Abbiamo raccolto la testimonianza di due allievi di quarta consumatori di cannabis: Luca e Giovanni (nomi fittizzi).Ci hanno gentilmente raccontato la loro esperienza e spiegato come funziona “il giro” al liceo. Luca ci racconta che ha provato per la prima volta a quattordici anni, si trovava in compagnia e gli hanno offerto una canna e l’ha provata senza sentire nulla ma divertendosi. A partire dai quindici anni l’uso si è fatto più frequente e regolare. Giovanni ha invece cominciato più tardi: poco prima dei diciassette anni, per curiosità.

stare mezz’ora a guardare il cielo e ti chiedi: ma perchè devo fumare per scoprire quanto è bello il cielo? Voglio scoprire quanto è bello il cielo anche senza fumare. Questo ti fa passare la voglia di fumare per un po’... poi te ne freghi: se per capire quanto è bello il cielo devi fumare, allora fumi. Le prime dieci volte comunque non mi diceva niente. 28%

22%

21%

17%

30 %

52% NO

48% SI

7%

25 % 20 % 15 % 10 %

Sondaggio Hai mai provato una canna? 5%

Cosa ti ha spinto a continuare? 0% L.: La compagnia G.: Le belle sensazioni,l’euforia, il divertimento che scaturiva dallo stare tutti insieme, il senso di appartenenza a un gruppo. Quanto spesso fumavi ai tempi? L.: Era molto variabile da una all’anno fino a tre alla settimana con delle pause anche di mesi. Adesso circa una alla settimana, ma tutto dipende dalle occasioni che ti si presentano.

Perchè le pause? L.: Volevo dimostrare a me stesso di avere il controllo. Quando sei “in botta” guardi fuori e puoi

<13 anni

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anni

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anni

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5% 18

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Sondaggio A che età la prima canna? 17%

Poi hai cominciato a sentire gli effetti... L.: Tante persone li notano nella musi7% ca. Per esempio ascoltando una 5%canzone che hai già sentito duecento volte senti < 13 anni 14 anni anni 16 anni anni 18 anni cose che di 15solito non17noti, l’apprezzi particolarmente, ti sembra una cosa geniale, la cosa più bella del mondo. È fuori di testa. Io lo noto nel camminare: posso camminare per ore ridendo tutto il tempo pensando alla genialità di cose che ci sono per la strada. Le cose più banali, cose di tutti i giorni, diventano un’esperienza stupenda. Questa è chiaramente una cosa che ti spinge. Ma allo stesso tempo ti domandi come mai senza fumare non puoi divertirti così tanto.

Pensi si possa definire dipendenza? L.: Penso che in certi momenti della vita si crei una dipendenza psicologica. È una

voglia, è come aver voglia di bersi un bicchiere di coca cola. G.: Forse. Ci sono stati periodi in cui ho fumato più del solito e altri (anche abbastanza lunghi) dove non ho fumato.

Che cosa ti dà fumare? Quali sono i vantaggi? Cosa ti piace? L.: Baudelaire scrisse: “l’hascisc si stende su tutta la vita come una vernice magica, la colora solennemente e ne rischiara tutta la profondità. L’occhio interiore trasforma tutto e dà a ogni cosa il complemento di bellezza che le manca per essere veramente degna di piacere.” Questo è quello che ti dicevo: ti fa apprezzare cose di cui normalente non ti curi. Qualcosa che dà nuova vita alla diciotto realtà. diciassette me è un’esperienza che G.: Secondo non sedici si racconta ma si vive. Fumare da tante sensazioni, che possono anche variare molto tra loro di volta quindici in volta. Uno dei vantaggi che si poquattordici trebbe vedere nel consumo di cannabis, tredici è l’assenza delle preoccupazioni per la durata della “botta”, oppure la sensazione di rilassamento totale o al contrario l’euforia che può dare,.. Sicuramente uno di quelli più piacevoli è l’assenza temporanea di preoccupazioni.

Pensi che il consumo di cannabis influenzi il tuo rendimento a scuola? L.: No, non lo penso. Ci sono casi in cui puoi andare “stono” a lezione con un interesse maggiore per gli argomenti che si stanno trattando. A me è successo che dovevo studiare per un espe di storia e avendo fumato percepivo la storia: immaginavo le avventure di Napoleone. Mentre normalmente avrei perso l’interesse per l’argomento e avrei dimenticato tutto dopo cinque minuti, quella volta


LICEO scoprire il mondo che si cela

lastico 2010/2011 sono stati promossi 45 studenti di quarta su 46 che consumavano almeno una canna al giorno (presso gli istituti LiLu1, LiLu2 e SCC).»

Ritieni che il consumo di cannabis abbia effetti negativi sulla tua motivazione o sui tuoi rapporti sociali? L.: No, io non ho accusato nessuno di questi problemi, anzi, ho sempre più voglia di fare le cose. Sotto l’influsso della cannabis mi è successo più volte di avere una voglia esagerata di fare le cose. Per esempio dopo che ho fumato vorrei giocare a pallavolo fino a star male. Sono talmente preso dal gioco, sono talmente vivo che non smetterei più. Gli effetti, sia positivi che negativi, dipendono sopratutto dall’individuo. G.: L’effetto più rilevante credo sia la mancanza di motivazione. Ma non ritengo sia per il momento grave in quanto va a fasi e non influenza in modo rilevante il mio stile di vita. Perchè continui pur essendo consapevole degli effetti sulla tua salute (rischio di cancro e malattie respiratorie)? L.: Ogni tanto la voglia di fumare è maggiore della consapevolezza del danno che fa il fumo. G.: La vita finisce per tutti. Forse incoscienza, forse altro, ma non sono preoccupato.

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Canapa: politica e realtà. (LAM 2011 di Francisco Rapp): « Nell’anno sco-

no

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era affascinato. Può influenzare negativamente (se si fuma in momenti sbagliati), può non influenzare del tutto o può influenzare positivamente conferendo interesse agli argomenti di studio. G.: Non credo, e anche se fosse, credo che lo influenzi solo marginalmente.

Pensi che sia un problema il consumo di droghe al liceo? L.: Penso che sia un problema lasciare che continui senza conseguenze. G.: Il consumo sul suolo scolastico non ritengo sia grave, per quanto ne so è ristretto a un piccolo numero di allievi. Fuori scuola è difficile dare un giudizio, ma io credo che finché non influisca sullo stile di vita e sul rendimento scolastico in modo rilevante non sia un problema grave.

ns

um

o

11% quando ne ho l’occasione 9% alle feste con gli amici 5% una o due alla settimana 3% una o due al mese 2% giornalmente Sondaggio Quanto spesso consumi?

Si può comprare anche a scuola? L.: Si, ci sono degli studenti che la vendono ma non ho mai visto gli spacciatori esterni che vengono al liceo.

Come funziona? L.: Ci sono gli studenti che consumano e gli studenti che oltre ad avere la quantità per sè ne hanno anche da vendere. Più ne compri meno ti costa. Quindi vendendo, un po’ ci guadagni. I ragazzi che sono sempre stati compratori un giorno decidono che vogliono anche vendere. Quindi chiedono a uno che vende al liceo, lui ti passa un numero di telefono di uno che ti vende le grandi quantità (non direttamente un coltivatore, tutti la ricevono da altri). Quindi diventi un acquirente all’ingrosso e vendi al liceo agli acquirenti al dettaglio. È un circolo, non è che uno è definito lo spacciatore del liceo, tu un giorno compri da lui e un altro decidi di vendere te. A volte succede che non vuoi andare direttamente dal venditore e quindi mandi uno che già ci va e dai i soldi a lui. Poi se hai tanta merce la vendi oppure la tieni per te come scorta

LiLuleggo 1 | Liceo

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e la consumi poco alla volta. Dopo c’è chi ha un posto o dei genitori permissivi e si coltiva la sue piante e principalmente la usa per uso personale o ad amici e compagni regala o vende piccole qunatità. Così sai che l’origine è controllata, la qualità è buona e rischi di meno con la polizia. Ci sono anche coltivatori al liceo? L.: Quest’anno penso di no, l’anno scorso però ce n’erano diversi.

Quanto costa? L.: Outdoor (coltivata con luce naturale ndr.) quattro grammi ti costano cinquanta franchi (che equivalgono a otto canne) mentre indoor (coltivata con luce artificiale ndr.) con cinquanta franchi prendi tre grammi e mezzo. Questi sono i prezzi correnti perchè poi variano spesso. Canapa: politica e realtà. (LAM 2011 di Francisco Rapp):«Al liceo, nell’an-

no scolastico 2010-2011, c’erano 11 studenti che vendevano erba, 6 erano minorenni.»

Uno motivo per drogarsi: L.: Ricordarsi quanto è bello il mondo se dovessi essertene dimenticato durante la settimana. G.: Dà sensazioni nuove, diverse che difficilmente si possono provare altrimenti. Un motivo per non farlo: L.: La tristezza di doversi fare del male per ricordarsi quanto è bello il mondo. G.: Può diventare difficile dire e dirsi di no.•

Alessio Lavio e Maurizio Vannetti


12 Speciale Roccolino | LiLuleggo 1

ATHINA THOMI • Athina si iscrive al “Roccolino” ormai da quando esiste. Anche se dice che quest’anno non ha veramente scelto di partecipare di sua spontanea volontà, ma è stata obbligata da due sue com pagne con le quali frequenta l’OC di musica. Le piace cantare, questo le permette di esprimere dei sentimenti e delle emozioni che non si riuscirebbe ad esprimere in modo diverso. Cantare per lei può essere anche un passatempo, un semplice sfogo. Il canto per lei però rimane una passione, oltre che ad avere altri progetti per il futuro, dice che al giorno d’oggi non è così semplice mantenersi cantando. Athina canta da s empre, ha ini ziato a farlo sotto la doccia, ma non ha mai voluto prendere parte a n essuna scuola di canto. Tra lei e la musica esiste un feeling e quindi lei ne approfitta. La sua cantante preferita è Laura Pau sini e non riesce a capire come mai molti sosten gano che non sappia cantare. Lei la trova una delle poche in grado di esprime re delle emozioni intense. Le piace tenersi informata su quasi tutto, quindi è un’interes sata lettrice di giornali. Si definisce anche una buona sportiva, senza però dimen ticare di dedicare parte del suo tempo libero alla famiglia e agli amici. Athina trova che il nostro liceo sia bello, le piace e non sa per ché, se potesse sc egliere non ne vorrebbe un altro. Dopo quattro anni in questa scuola si sente di dire che qui ha passato dei mo-

menti bellissimi, incontrando molte persone. Lo trova un liceo organizzato, anche se la mensa non è forse delle migliori… però le va bene così!

S ei abbastanza decisa e criti ca, già nel vivo della gara! In vece parlando più in grande cosa mi dici riguardo alla me ritocrazia. Esiste ancora que sto concetto?

S ei decisamente quella con più esperienza in questa edi zione del “Roccolino”. Quali sono i tuoi obiettivi per que sta edizione? S ei fiduciosa in te stessa?

Prendiamo l’esempio della mu sica: basta avere le conoscen ze giuste od andare in reality show e commuovere il pubblico per ottenere del successo. Oggi le persone che il successo se lo sono meritato verame nte sono poche. Qui da noi sarebbe molto difficile sfondare nel mondo della musica, le raccomandazio ni contano parecchio a mio pare re. Il mondo purtroppo funziona così, tante volte basta essere amico di quello che ha le conoscenze giuste e siccome gli onesti sono in estinzione, non è così facile diventare qualcuno anche se sei bravo veramente. In gene rale sostengo che la meritocrazia da noi come concet to esiste, ma non sempre viene applica to concretamente, è sufficiente guardare il mondo politico. Per quanto riguarda il mondo lavo rativo, invece, sostengo che an cora ce ne sia, ma non in tutti gli ambienti… •

Se devo essere sincera penso che non vincerò neanche quest’anno, ma io vado per divertirmi quindi non ne faccio un dramma. Vorrei solo far notare che è tanto semplice vedere vincere ragazzi che passano tante ore alla settimana a fare canto… non so come spiegare, ma io mi ritengo una persona onesta e vedere queste cose un po’ mi scoccia. Sono quattro anni che ci provo e siccome sono all’ultimo anno, magari anche per pietà, sarebbe un buon motivo per cui potrei vincere. La vittoria del concorso sarebbe un bel regalo insomma! Però capisco di avere qualche lacuna, non ho una grande ap parizione scenica e purtroppo sono un po’ timida e non riesco ad esibirmi mai al meglio delle mie potenzialità. Voglio comun que augurare un in bocca al lupo a tutti gli altri partecipanti e mi auguro che anche questa edizione sia un bello spettacolo come le scorse!


KEVIN BARBIERI • Kevin è un ragazzo alto e ben piazzato, ma non abbiate paura di lui, perché si definisce una persona abbastanza pacifica, ma guai a toccargli ciò che gli è più caro, altrimenti diventa una bestia e dopo sono guai! Crede che sia il suo segno zodiacale, i gemelli, ad attribuir gli questa doppia personalità. Gli spaghetti alla pineta cuci nati da sua nonna, una ricetta molto particolare, sono il suo piatto preferito. Per quanto riguarda il calcio l a sua squadra preferita è la Juventus, mentre per quanto riguarda le nazionali tifa Italia, però la sua città preferita, la Grande Mela, è ben lontana dalla sua amata peniso la. Nonostante la stazza che gli conferisce grande coraggio e carattere a primo impatto, Kevin, inizialmente aveva un po’ paura di venire al liceo, ma è basta ta una settimana per mettersi a suo agio. Crede che iscriversi alla nostra scuola sia stata una delle sue scelte migliori, ora gli piace davvero molto! Al di fuori della scuola non chiede troppo per essere felice, il suo interesse maggiore è il divertimento, meglio ancora se in compagnia degli amici. Hai fatto una scelta coraggiosa a partecipare al “Roccolino”. Quali sono le origini di questa decisione? All’inizio non volevo partecipare, ma grazie all’incoraggia -

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mento dei miei compagni e del professor Rizzoli ho pensato che sarebbe potuta essere una bel la esperienza, quindi mi sono iscritto. Cantando riesco ad esprime rmi nel miglior modo, perché la musica per me è una cosa indescrivibile e quando canto mi trovo nel mio mondo, nel quale do il massimo. La mia passione per la musica è nata tantissimi anni fa, quando ancora stavo nella pancia di mia mamma. Sentivo la musica fin dai principi in quanto lei non ha mai smesso di ballare e cantare, pur essendo incinta. Quali sono invece le tue aspet tative per questa competizio ne e per il futuro? Come già anticipato in precedenza, per me cantare è una passio ne che fa parte del mio essere, però in futuro non ambisco ad una carriera canora, però se mi si aprisse una strada… insom ma, sarei la persona più felice del mondo! Per quanto riguarda questa competizione penso che un buon motivo perché io possa vincere è perché canterò dando il massimo e mettendo il cuore, ma non sarò l’unico. Ascoltando anche gli altri partecipanti cre do che ci sia gente più qualificata di me, però ripeto, dando il massimo, mai dire mai, staremo a vedere…

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Vediamo di conoscerti un po’ meglio sotto diversi aspet ti, uscendo anche dalla sfera musicale e liceale. Cosa pensi della situazione mondiale at tuale? Si può migliorare o va bene così? La situazione mondiale, eco nomicamente parlando, non è molto stabile. Tutto ciò, a mio parere, è avvenuto a causa dell’avidità dell’uomo che ha avuto origine con l’introduzione della moneta. Si guardi l’Italia ad esempio: tutti litigano per i soldi e intanto il paese va a ro toli… un modo per risolvere questa situazione sarebbe ripartire da capo, rimettendo tutti alla pari, magari con un sistema mo netario universale. •


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MARTA STORNI, PRISCILLA THAMBIAH, ALESSIA SPAGNOLO E ANISSA BOSCHETTI • Marta, Priscilla, Alessia e Anissa sono quattro ragazze che ormai sono già nelle file dei veterani del concorso canoro, in quanto vi partecipano da anni, sperando che magari questa sia la volta buona. Marta sembra avere una buona forchetta, in quanto ama il cibo in generale. La Spagna è la sua nazione preferita, ma la sua città preferita, Istanbul, si trova ben distante dalla patria della paella. “Live, love, laugh”, oltre che ad essere il suo motto, è anche il modo più semplice per descrivere sé stessa! Priscilla ascolta ogni genere musicale, si definisce un “bigné alla crema”, che con la sua dolcezza riesce sempre a metterci di buon umore, ma come la crema che fuoriesce al primo morso, può rivelare anche lei il suo lato… cattivo, per non essere maleducati. Nonostante il paragone con il dolce, la sua cucina preferita, quella indiana, è più piccante e saporita, di conseguenza una delle sue mete preferite è lo Sri Lanka. Alessia si definisce un “anemone di mare”: generosa, pronta ad offrire rifugio alle persone che ama, ma attenzione perché dice di essere pronta a sbarazzarsi di tutte quelle che si mettono sul suo cammino! La sua cantante preferita è Amy Winehouse, invece, per quanto riguarda la cucina non ha particolari preferenza: ama la pasta cucinata in tutte le salse! Anissa si paragona a un delfino, come questo animale ha sempre vo-

glia di sorridere e divertirsi, mantenendo il senso del gruppo e non conoscendo confini. Ama luoghi molto lontani da casa propria, in particolare l’Australia e la sua capitale: Sydney. Ognuna di loro ha il proprio ruolo, ma quando sono unite, le loro caratteristiche si fondono fino a formare il gruppo, che apprezzano così tanto. Si trovano così a cantare in tutta gioia e sembra addirittura che le loro docce apprezzano la loro voce, ma le loro mamme un po’ meno… Siete un bel quartetto! Ma ora occorre sentire anche le vostre parole e mettervi un po’ alla prova con qualche domanda. Partiamo dalla realtà che ci circonda, il nostro liceo e la società in cui viviamo. Che ne pensate a riguardo? Ci troviamo bene nel nostro liceo. L’ambiente è amichevole e piacevole, ci sono pochi disagi e tutti sono accettati per quello che sono. Si potrebbe chiaramente migliorare qualcosa, siccome l’essere umano è una creatura incontentabile. Diciamo che alle volte ci vorrebbe una maggiore collaborazione fra studenti e anche l’amministrazione può essere migliorata. Parlando della nostra società sotto un punto di vista globale, vediamo uno dei più grandi problemi nelle disuguaglianza, nel consumismo di massa

e nella mentalità chiusa di molta gente. Queste cose purtroppo non potranno mai essere risolte, se non con uno sforzo comune. Bisogna sapere agire e non solo idealizzare dei buoni propositi. Cosa mi dite invece riguardo alla musica? Dalla vostra esperienza al concorso fino al mondo musicale odierno. La musica è per noi un modo di evadere dalla realtà che ci circonda e per esprimere noi stesse. Abbiamo già partecipato gli scorsi anni al concorso, questo è ormai il terzo anno di fila che ci proviamo e questo volta ci siamo scelte delle canzoni adatte. Sappiamo di avere dei degni avversari, però noi ci proviamo! Per due di noi la musica è solo un piacere (Priscilla e Alessia), mentre altre due (Marta e Anissa) ambiscono a fare diventare la musica più importante nella loro vita, anche se sanno che è difficile. In questi tempi ci sono tantissimi nuovi talenti, forse troppi, e tutti hanno qualcosa da dire e da donare agli altri. Senza gli agganci giusti non si può sperare di diventare qualcuno, è sempre più raro che un talento diventi famoso per quello che è veramente. •


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MATTEO E FRANCESCA NICOLI • Matteo e Francesca Nicoli sono due fratelli che hanno deciso di presentarsi insieme per questa edizione del concorso canoro. Però si definiscono un duo momentaneo, perché di solito sono abituati ad essere avversari… alla playstation! Francesca non è mai stata bra va a descriversi, ma si definisce abbastanza simpatica, in certi momenti sa essere anche cattiva e insopportabile… per non essere volgare. Le piace molto giocare in una squadra, ma atten zione perché è una pasticciona! Adora le sue amiche e le difende davanti a tutto, guai a toccarle! Matteo adora la vita e pensa che bisogna viverla senza limiti o freni facendo ciò che ci sentiamo di fare! Si definisce un amante della buona tavola e come sua sorella è maledettamente disordinato. Entrambi amano lo sport , in particolare la pallavolo e l’ho ckey, anche se in famiglia i fra telli sono in contrasto per quan to riguarda il derby fra le due ticinesi! Come vi è venuta l’idea di par tecipare al “Roccolino”? Matteo : Sono stato io a convin cere mia sorella, l’idea è venuta da me ascoltando una canzone che cantavamo sempre e tutti e

due adoravamo. Cantavamo già assieme qualche volta, ma per divertirci alla playstation, quin di non sarebbe stato male pren derla un po’ sul serio per una volta, come se fosse una sfida, ma non troppo seria… io da solo non ce l’avrei mai fatta, magari lei sì, siccome è molto più brava di me. Francesca : Se devo essere sincera neanche io ce l’avrei fatta a partecipare da sola. Sono più brava di lui perché lo straccio continuamente quando ci sfidiamo ai videogiochi! È vero, da lui è partita l’idea di partecipare al concorso canoro, però la canzone l’ho scelta io, dicendogli che se non avessi fatto quella non avrei partecipato! Non è sicura mente una canzone che abbiamo scelto per vincere, ma perché ci piace e crediamo possa trasmettere qualcosa. Insomma una passione che vi unisce anche in casa! Invece cosa mi potete dire ri guardo il nostro liceo? C’è un bellissimo ambiente, tut ti si conoscono, sembra quasi di essere in una grande famiglia. Il luogo è fantastico, lontano dalla città, che però rimane comunque facilmente raggiungibile. Ci sono due aspetti negativi: pensiamo che il liceo sia da ripittu-

rare, ma soprattutto non abbia mo ancora superato i l trauma della scomparsa dei divani! Guardando al futuro. Pensate che sia difficile ottenere un successo nel mondo musicale? È un mondo nel quale la bravu ra è importante, ma conta mol to anche la passione e l’impe gno, anche se ultimamente molti personaggi risultano essere abbastanza mediocri, infatti non hanno ottenuto un grande suc cessi quelli. •


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SARA PELLEGRINO E GABRIELE BETTINI • Sara e Gabriele cantano insieme da poco, si sono conosciuti lo scorso anno frequentando la stessa classe. I due sono sicuramente rivali in ambito calcistico, in quanto lei è tifosa dell’Inter, mentre lui è juventino. Sara dice di amare l’Inghilterra e soprattutto la sua capitale Londra. Gabriele, invece, preferisce il prodotto nostrano: ama la Svizzera, ma il suo sogno nel cassetto è di visitare New York. C’è una cosa che sicuramente li accumuna: la cucina delle rispettive nonne. Entrambi vogliono dimostrare di avere qualità e vogliono essere premiati per il coraggio avuto, per poi, magari, riuscire a vantarsi il giorno dopo una possibile vittoria… Non credono di avere un buon motivo per non vincere, anzi trovano assurdo che chiunque debba avere o ammettere un solo motivo per non vincere una competizione. Gabriele è un ragazzo semplice e complicato allo stesso tempo, è estremamente estroverso al punto tale che dicono che socializzerebbe pure con i sassi, però sulle questioni private rimane molto riservato. Aggredisce la propria vita e non la subisce in modo passivo: utilizza la sua aggressività come uno stimolo. Inoltre sembra essere molto egocentrico… Sara, invece, può risultare molto timida e introversa e può risultare perfino snob qualche volta. Ma ci garantisce che basta scambiare qualche parola e stabilire un rapporto con lei per cambiare subito idea e scoprire la sua personalità solare e divertente. Guai ad essere

ipocriti e superficiali con lei, odia le persone di questo gente, come non porta particolare simpatia a quelle egocentriche. Attento Gabriele… Come mai avete scelto di partecipare al concorso canoro? Vogliamo dimostrare a noi stessi e agli altri di cosa siamo capaci. Abbiamo accettato la sfida di presentarci insieme, nonostante abbiamo due personalità molto diverse.

per il gruppo dei Queen, in particolare per il frontman Freddy Mercury. Oltre al canto avete altre passioni? Gabriele: A me piace leggere, ma soprattutto amo lo sport, credo che sia un importante valvola di sfogo. Sara: Anche a me piace leggere, ma per il resto sono piuttosto pigra…

Da quando nutrite una passione per la musica e come vivete questa vostra relazione?

Un’ultima domanda riguardo agli studi e alle possibilità di successo, cosa ne pensate a riguardo?

Sara: Io canto sin da piccola. Inizialmente ero più attratta dall’arte della danza, ma poi a 11 anni ho conosciuto quella del canto che ho seguito con delle lezioni private, che tutt’ora frequento molto attivamente. Non ho un vero e proprio cantante preferito perché ho gusti molto variati. Cantare certamente per me è una grande passione, devo ammettere che ambisco a diventare una cantante professionista, mi piacerebbe sfondare nel mondo della musica, anche se so che è molto difficile.

Siamo di comune accordo su questa risposta, pensiamo che il liceo offra delle buone possibilità, anche grazie ai corsi extrascolastici che permettono di incoraggiare gli studenti a sviluppare le proprie passioni. Però guardando al futuro crediamo che la società di oggi viva di raccomandazioni, soprattutto nel mondo della musica, dove però avere una certa bravura occorre sicuramente, altrimenti i dischi non te li compra nessuno. Però con perseveranza e magari anche un pizzico di fortuna si può arrivare in alto! •

Gabriele: Anche per me cantare è una grande passione, però rimane tale e non ho intenzione di farla diventare una professione. Canto sin da piccolo sotto la doccia, per la gioia di tutta la mia famiglia! Attualmente ho una grande passione


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GLI ALTRI ARTISTI IN BREVE STEFANIA CHIARA ANCONA KOLEY • Cantare per le è una forma di comunicazione, un modo per sfogarsi e divertirsi. Quando aveva solo tre anni e guardava lo Zecchino d’Oro ha scoperto che esisteva un feeling tra lei e la musica, però, per lei, la musica rimane una semplice passione, non ambisce a raggiungere traguardi maggiori in futuro. •

ANAIS TADDEI

• Cantare è la passione di Anais, trasmessa in famiglia e iniziata verso la terza media. Siccome non pratica uno sport, si dedica interamente alla musica e non esclude la possibilità di farla diventare qualcosa di più che una semplice passione in futuro. All’inizio non era troppo convinta di iscriversi al “Roccolino”, poi però le sue compagnie l’hanno iscritta e incoraggiata. Ammette che ha un po’ di vergogna a esibirsi davanti a tutti, però è consapevole di avere delle capacità nel cantare. •

• Cantare, cosa vuol dire per te? Cantare è ciò che permette di esprimermi al meglio, è uno dei pochi mezzi che riesce a far si che io possa lasciare uscire ogni sensazione e emozione. Cantando riesco sempre a dire le cose come stanno e dire la mia senza che nessuno possa contestare. Come e quando ti sei resa conto che esiste un feeling fra te e la musica? Di preciso non lo so, ma vivendo a stretto contatto con essa fin da piccola so per certo che è una parte della mia vita a cui non posso e non potrò mai rinunciare. Cantare, passione o professione? Diciamo che cantare è una passione che porterò avanti sicuramente nel futuro se poi diventerà qualcosa di più sarà da vedere, ma cercherò comunque di intraprendere una strada che sia a contatto con la musica. Pensi che sia difficile ottenere un vero e proprio successo musicale? Quanto conta la bravura e quante le raccomandazioni a tuo parere? Penso che ottenere un successo musicale sia un’impresa molto difficile, la bravura a mio parere dovrebbe sempre contare più della raccomandazione, ma sappiamo tutti che oggigiorno purtroppo non funziona sempre così. •

JULIA PELLONI E I CDL

• Julia fa da portavoce del trio e si presenta. Cantare per lei vuol dire semplicemente fare quello che vuole e immaginare il posto dove vorrebbe essere. Trova che il fatto di miscelare più generi musicali diversi come fanno loro tre sia una bellissima cosa, quindi non c’era luogo migliore per esibirsi se non al “Roccolino”. Per quello che riguarda l’iscrizione, l’idea è nata da suo fratello, Lucas. La musica per Julia è una passione, ma non esclude la possibilità di farla diventare una professione un giorno, ma è consapevole che è una sfida molto difficile! Non ha nulla da criticare al nostro liceo, ma organizzerebbe più spesso eventi come il “Roccolino”! CDL = Luke e Cisco, due amici che mettono la passione per comporre, scrivere e cantare RAP. Rappiamo dei nostri problemi, che magari potrebbero essere anche i vostri! Rappiamo anche di tutte le cose belle che questa vita ha da offrirci. Il RAP è la nostra valvola di sfogo e il nostro mezzo per valorizzare tutto ciò che c’è di buono al mondo. Per esempio Lucky ha lanciato di recente un pezzo nel quale racconta la rottura del rapporto tra lui e la sua ragazza. Il video sta spopolando su facebook e YouTube, quindi se non l’aveste ancora visto “NON SIETE COOL”. Cosa aspettate? Cercate “lacrime di fuoco” sul vostro portale preferito e fatevi un’idea di cosa vi aspetta da CDL quando salirà sul palco del Roccolino 2012! Pace. •


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GRAZIE EDO! •Purtroppo questo anno scolastico è cominciato con una grande assenza, quella di Edo, il nostro bidello. Questa assen za è diventata ancora più forte, quando Edo ci ha lasciati dopo aver perso la sua battaglia con tro una grave malattia. Tutti lo ricordiamo e tutti lo ri corderemo a lungo, perchè una brava persona come lui è impos sibile scordarsela. Lo ricorderemo come il bidello del nostro liceo, quello che quando arriva vi al mattino presto o andavi via alla sera tardi era sempre lì, al LiLu2. Quello che vedevi spesso in pausa e incrociavi sempre nei corridoi di scuola. Quello che quando entravi in mensa era seduto a bere il caffé al tavolo rotondo in compagnia della professoressa Fontana. Quello che mentre noi eravamo a lezione lo vedevamo fuori dalla finestra a tagliare l’erba o fare quattro passi con il suo cane. Quello che almeno una volta ti ha sgridato perché hai posteggiato lo scooter dove lui doveva passare con il trattorino. Quello che era on nipresente e spesso ti domandavi come facesse a spostarsi all’interno del nostro liceo. Grazie di tutto Edo, nel nostro liceo ora hai lasciato un grande vuoto, ma il ricordo della tua semplicità e generosità, resteranno la migliore lezione alla quale abbiamo mai assistito in questa scuola.•

I collaboratori di LiLuleggo


LiLuleggo 1 | Liceo

COMENIUS Viaggio in Germania: inizio dell’avventura!

•A partire da questo anno scolastico, la classe 2D del nostro liceo partecipa per la prima volta in rappresentanza della Svizzera italiana ad un progetto Comenius. Si tratta di un lavoro con l’obiettivo di sviluppare la conoscenza e la comprensione delle diversità culturali e linguistiche europee, lavorando a distanza ma anche collaborando durante cinque incontri previsti nelle diverse nazioni. Il lavoro si svolge sull’arco di due anni con la collaborazione di tre scuole europee che si trovano in Germania, Grecia e Spagna. Nel nostro caso specifico, il tema riguarda i media e ha come titolo “I giovani e i media: solitudine o socializzazione?”. Sviluppando il progetto, la nostra classe ha contribuito all’elaborazione di un primo questionario d’indagine, che ha somministrato ai compagni delle prime e delle quarte del nostro liceo e che sarà seguito da altri test riguardanti l’argomento, ma più specifici: ci siamo infatti prefissi di indagare le abitudini dei giovani dei quattro diversi paesi mettendole poi a confronto. Possiamo dunque annunciare che vi chiederemo ancora di rispondere ad alcuni questionari, a cui stiamo lavorando in questo periodo e per mezzo dei quali dovremmo riuscire a raccogliere una quantità di dati sufficiente per potere elaborare alcune statistiche su cui riflettere, da cui prendere spunto per potere sviluppare oltre il nostro progetto. Nel frattempo, a fine novembre sette allieve, accompagnate dalla professoressa Manuela Grasdorf (insegnante di tedesco e responsabile svizzera del progetto) e dal professor Ferdinando Lehmann (inse-

gnante di matematica e, per l’occasione, autista), hanno partecipato al primo incontro in Germania, più esattamente a Karlstadt.

Dopo aver viaggiato durante tutta la giornata di sabato 26 in uno strettissimo minibus, siamo giunti a destinazione, al Johann Schöner Gymnasium, dove le nostre ospitanti ci hanno accolte calorosamente, nonostante il freddo. La domenica è stata dedicata alla conoscenza del gruppo tramite un brunch iniziale, seguito da una serie di giochi e dalla presentazione delle rispettive regioni. Nel pomeriggio siamo poi stati divisi in piccoli gruppi per un “rally” attraverso Karlstadt, un percorso che richiedeva di rispondere a varie domande lungo il tragitto. Infine, noi svizzere e le nostre ospitanti tedesche abbiamo passato insieme la serata, conoscendoci meglio e dimenticando la nostra timidezza iniziale. Il primo vero giorno lavorativo è stato lunedì, dedicato all’elaborazione dei risultati raccolti con il primo sondaggio; ci siamo così suddivisi i compiti concentrandoci a gruppi sulle diverse categorie comprese nel questionario, iniziando ad analizzare i dati finali delle quattro nazioni. La comunicazione – soprattutto all’inizio - non era semplice, poiché non tutti i partecipanti erano in grado di esprimersi in tedesco, quindi abbiamo dovuto utilizzare anche l’inglese. Certamente il passaggio continuo da una lingua all’altra non è stato sempre facilissimo! Dopo pranzo abbiamo visitato, con una guida tedesca, la residenza di Wutztburg, a 20 km da Karlstadt. In seguito siamo andati tutti al “Weinachtsmarkt” dove, nell’atmosfera

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natalizia, abbiamo mangiato würstel, crêpes alla nutella e zucchero filato in buona compagnia.

Martedì 29 abbiamo concluso i nostri lavori, preparando una presentazione per la festa finale della sera stessa. Avendo il pomeriggio libero, con le nostre famiglie abbiamo cucinato una specialità per la cena in comune, che ha avuto luogo negli spazi della scuola. Alla sera, infine, ogni gruppo ha presentato il lavoro svolto nei due giorni, dopodiché abbiamo gustato le specialità di quattro paesi diversi. L’ultimo giorno, il mercoledì, abbiamo dovuto salutare tutti i nostri compagni d’avventura, anche quelli che non conoscevamo ancora bene, e siamo partiti in direzione di Lugano. All’ultimo momento alcune ragazze tedesche ci hanno raggiunto chiedendoci di fare l’ultima “foto di gruppo”, una frase che, alla fine del viaggio, è diventata la preferita da tutti!

Durante il lungo viaggio di ritorno abbiamo ripensato ai bei momenti passati insieme, all’aiuto dato dai professori, alle esperienze vissute e alle nuove amicizie, e ci sembrava che il tempo fosse passato troppo velocemente. Naturalmente ci rivedremo presto: il prossimo incontro si terrà da noi, nel febbraio del 2012; in questa occasione lavoreremo su un nuovo argomento: “I miei idoli o la persona che mi ispira”. I partecipanti provenienti da Germania, Grecia e Spagna verranno ospitati dalle nostre famiglie. Tra le altre attività previste per il gruppo Comenius, ci sarà l’annuale concorso canoro, che quest’anno, proprio in onore della loro presenza, è intitolato “Essuihede”, cioè ES(paña)SUI(sse) HE(llas)DE(utschland): la nostra scuola si rallegra di accoglierli!•

Annalia Bodeo e Febe Tognina


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DIVANI COMPUTER Si chiude una porta...e si

Ne sappiamo abbastanza per parlare?

apre un portone? •Tra gli studenti del Lilu2 è presente una diffusa disapprovazione riguardo la decisione della direzione, avvenuta nel mese di settembre, concernente la rimozione dei divani di fronte alle aule di matematica. Forse molti non sanno, e mi riferisco ai nuovi arrivati di prima e ai lettori esterni al liceo, che questi divani sono stati acquistati dalla direzione attingendo alla cassa allievi (Fr. 500.-), e che erano stati accolti con molto entusiasmo e gratitudine da parte di tutti gli studenti. Questo spazio relax, però, è divenuto ben presto una sorta di spazio ricreativo, che ha sorto delle lamentele da parte dei docenti che svolgono le lezioni nelle aule adiacenti, a causa degli schiamazzi e della mancanza di rispetto da parte di alcuni. Ora che ci ritroviamo senza questo privilegio - perché è di questo che si trattava - ci si pente di averne abusato e si chiede un’ulteriore possibilità alla direzione di riottenere i divani. Sarebbe inoltre interessante l’idea di creare una sorta di “aula degli studenti”, un’ aula a disposizione degli allievi dove possono rilassarsi e passare il tempo libero senza recare disturbo alcuno. Che ne dite, popolo del Lilu2? Varrebbe la pena proporlo alla nostra direzione? Vorrei ricordarvi in ogni caso che, qualsiasi sia la vostra decisione, siamo noi a dover fare il primo passo in modo che la direzione ci venga incontro, mantenendo sempre un comportamento adeguato e rispettando cose e persone. •

Annalise Foletti

•All’inizio dell’anno scolastico 2009-2010 è stato introdotto il sistema operativo Open Source, Ubuntu Linux. Ovviamente, le lamentele non hanno esitato ad arrivare: la maggior parte degli allievi si è subito movimentata, irritata da questo cambiamento. Infatti molte estensioni dei file precedentemente salvati su Windows XP a scuola, e successivamente su Windows o Mac a casa, non andavano più bene, in quanto in Open Office, per quanti vantaggi possa avere e per quanto possa essere simile a Microsoft Office, se si trasferisce un file da un sistema all’altro non si creano altro che casini. Ovviamente i vantaggi che la scuola ne ha tratto sono chiari: molte meno spese per sistemi operativi e programmi, aggiornamenti gratuiti, essendo un Open Source creato dagli utenti, e scarsa presenza di virus e malware, dato il poco utilizzo del sistema. Possiamo quindi dire che la nostra scuola ha adottato Linux “solo” per risparmiare? Si, ma non solo per risparmiare soldi, ma anche per risparmiare tempo. Nel corso dell’assemblea scolastica di settembre 2011, uno studente di quarta Liceo ha criticato il fatto che nei computer presenti nella aule, a cui è consentito l’accesso solamente ai professori, sia stato installato Windows 7. Quelli presenti nelle aule di informatica e in biblioteca hanno, invece, il sistema operativo sia Ubuntu. Il suo intervento, però, non era mirato a criticare Linux, bensì la presunta poca coerenza che gli addetti ai computer hanno avuto: all’inizio dell’anno scolastico 2009-2010, come ho già puntualizzato, è stato introdotto in tutte le macchine a disposizione degli

allievi il sistema operativo libero, mentre in tutte le altre si è preservato Windows XP, con lo scusante di dover prima convertire tutti i file in modo che potesse leggerli anche Ubuntu e con la promessa di installarlo al più presto anche nei loro. A tre anni di distanza, non solo non hanno inserito Linux, ma hanno pure introdotto Windows 7. Agli occhi di una persona con poche informazioni potrebbe sembrare una scelta priva di coerenza, che non mette noi studenti al centro dell’attenzione. Analizziamo però gli elementi a nostra disposizione: in risposta a questa critica, il CDD ha spiegato che la Microsoft ha fatto una buona offerta alla nostra scuola, che l’ha valutata e adottata. Come questa storia andrà a finire non lo possiamo prevedere, ma siamo sicuri che la direzione farà ciò che è meglio per tutti. •

Roberto Sirna, 2A


LiLuleggo 1 | Lamentele

SETTIMANA SPECIALE •Quasi tutti gli studenti ormai ne parlano, ma non tutti esattamente sanno di cosa si tratti. La tanto famosa settimana speciale, o d’approfondimento, che era composta, fino all’anno scolastico scorso, da cinque giorni in cui non si fanno attività strettamente scolastiche. Per le classi prime questi temi sono scelti dalla direzione. Invece, per le classi seconde e terze, gli allievi devono optare gli allievi tra le proposte avanzate dai professori o dagli stessi allievi. Le classi quarte, invece, sono occupate in gita. Da quest’anno, però, la tanto gradita settimana d’approfondimento è stata accorciata di due giorni. Il programma non è cambiato, ma ovviamente ci stiamo chiedendo il motivo di questo cambiamento. Il motivo primario è stato quello che ci sono state delle difficoltà riportate dagli organizzatori nel trovare attività pertinenti al tema, riuscendo ad occupare e coinvolgere con interesse gli studenti per tutta la settimana. È stato detto che in questi giorni le attività possono essere condensate e funzionare meglio nell’insieme. Dalle mie esperienze personali, posso fermamente affermare che non è del tutto vero. L’anno passato ho frequentato il corso di fumetto: il nostro obiettivo era di “creare” una piccola storia a vignette lunga al massimo cinque pagine. Nessuno, o solo pochissime persone, sono riuscite a finirla. In secondo luogo ho intervistato alcuni di voi lettori, chiedendovi cosa pensavate di questo cambiamento e quali esperienze avreste voluto fare. Le risposte sono state di vario tipo: la minoranza ha risposto di essere a favore di questa scelta,

una media fetta alla quale questo cambiamento non ha dato alcun fastidio, o quasi, poiché in questa settimana riusciva tranquillamente a svolgere tutte le attività nel proprio programma e addirittura a fare di più, mentre la maggioranza mi ha risposto molto francamente di essere molto contrariata. Sono stato abbastanza colpito, negativamente, da alcuni studenti di quarta che hanno risposto che non erano interessati, perché quest’anno fanno una gita di cinque giorni proprio in quella settimana speciale, o meglio nei tre giorni d’approfondimento. Nessuno di noi, però, può addossare la colpa alla direzione o ad altri responsabili, poiché se sorgono problemi, è proprio forse a causa della gente che, nonostante faccia parte dell’istituzione scolastica, non si presenta ai corsi. Un altro punto toccato è stato quello delle proposte: il direttore ha sollecitato noi studenti ad avanzare delle proposte, che non sono abbastanza per il numero di studenti nel nostro istituto. Ora non ci resta che aspettare e vedere come le cose si evolveranno, sperando che possano tornare come l’anno passato.•

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Fai sentire la tua voce Pensi che qualcosa al liceo non funzioni? Vorresti dei cambiamenti nella nostra scuola? Vuoi esprimere anche tu delle lamentele? Manda il tuo all’indirizzo:

contributo

giornalinolilu2@bluewin.ch

Roberto Sirna, 2A

Il rompipallilu Studente della Valcolla inizia la scuola solo questa settimana. Aveva perso la posta il 29 agosto.


22 Recensioni | LiLuLeggo 1

LETTURE

Danilo Zolo, Globalizzazione. Una mappa dei problemi

•Un libro dal breve spessore e dai concetti chiari che riassume nel migliore dei modi un fenomeno, nonché un problema sotto molti aspetti, dei giorni nostri: la globalizzazione. Il tema è analizzato sotto molti punti di vista, dagli aspetti economici fino alla sua influenza nelle guerre. Una vera e propria mappa dei problemi che riesce ad esporre, senza alcuna parzialità, le conseguenze che la globalizzazione ha sul nostro pianeta e sul nostro stile di vita. Ho appezzato molto questa lettura, perché oltre ad essere stata molto piacevole, per quanto riguarda il modo in cui vengono esposti i vari problemi, mi ha fortemente colpito l’assoluta obiettività delle varie tesi: una sensata esposizione di dati di fatto che portano a delle riflessioni e magari anche a qualche possibile soluzione. A mio parere occuparsi di globalizzazione e informarsi a riguardo è fondamentale, in quanto lo reputo uno dei maggiori problemi del giorno d’oggi, comunque rimane sicuramente un problema che riguarda veramente tutti, o meglio, l’intero globo! Questo fenomeno sta influenzando da anni (e questi ultimi periodi sono l’evidenza) molti Stati e quindi anche intere popolazioni! La più grande apertura da parte della società umana rischia di frantumare maggiormente essa: una buona informazione a riguardo può metterci in guardia riguardo ai difetti, ai pregi e alle lacune di questo fenomeno che ha preso il sopravvento

a partire dagli anni ’90. Consiglio questo libro piuttosto ai ragazzi di terza e, soprattutto, di quarta. Ci sono certi passaggi in cui bisogna possedere già una formazione di base adeguata, in modo tale da comprendere nel migliore dei modi tutte le tematiche e le riflessioni del libro, riuscendo in seguito ad elaborare una propria riflessione una volta terminata la lettura. Inoltre molti argomenti trattati potrebbero tornare utili nel corso dell’anno scolastico, ma soprattutto (per quelli di quarta) per l’esame di scienze umane. Ragazzi di prima e seconda potrebbero comunque leggerlo cominciando ad avere un primo approccio con questo tema, come già detto il libro è scritto in modo semplice e diretto.•

Alessandro Bianchi, 4C

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Rafael Abalos , Kôt. Un enigma lungo mille anni •“Nelle profonde caverne della mente si nascondono ancora mostri che ci divorano”. Sinceramente non avevo la più pallida idea su che argomento scrivere la mia recensione perciò ho fatto la scelta più banale che potevo fare: scriverò del mio libro perferito. Però non è una scelta così banale. Infatti immagino che questo libro, che io ritengo fantastico, sia quasi del tutto sconosciuto alla maggior parte di voi. Il romanzo di cui vi sto parlando è un thriller per ragazzi intitolato Kôt e scritto da Rafael Abalos. Il miglior pregio (o peggior difetto) di questo libro è la suspense: il libro e i suoi misteri ti coinvolgono talmente tanto che smettere di leggerlo diventa uno sforzo estremo (e non sono l’unica a pensarlo!). Inoltre Kôt è talmente imprevedibile che ti impedisce di fare ipotesi corrette sui legami fra i misteri che circondano la vita di Nicolas, Beth, Aldous Fowler, Walter Stuck e Kenneth Kogan: i personaggi delle tre storie apparentemente separate, che solamente negli ultimi capitoli si uniscono, facendo finalmente luce su un misteri di omicidi “tecnologici”, sette segrete di personaggi incappucciati, giochi apparentemente virtuali e della pietra filosofale, oppure di “essenza del mistero”. Credo che questo libro sia fantastico e consiglio a tutti, soprattutto ai “primini”, di leggerlo, perché se un libro è un buon amico Kôt è in grado di essere molto di più! Assegno come voto personale a questo libro un meritato 5,5!•

Mila Passardi 1E


LiLuleggo 1| Svago

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IL FURBOROSCOPO

Cancro Una gita all’aria aperta potrebbe aiutarvi a distogliere la mente dai problemi, oppure bloccarvi a casa con 40 di febbre se non vi coprirete bene.

Leone Urano è in posizione armonica, non ho la più pallida idea di cosa questo centri con la vostra esistenza, seguite il vostro istinto che è meglio.

Sagittario Il transito di Saturno vi opprime e vi affatica. Mollate tutto e andate a farvi una dormita. Quando vi sveglierete Saturno sarà ancora lì, ma almeno non avrete le borse sotto gli occhi.

Toro La possibilità di vivere un colpo di fulmine è molto elevata nei prossimi giorni, state quindi attenti a non portare oggetti metallici con voi.

Bilancia Prendetevi le responsabilità della vostre azioni, a meno che non ne abbiate combinata una grossa, a quel punto vi convine incolpare il più debole nelle vicinanze e sperare di farla franca. Plutone garantisce.

Acquario Mercurio si diverte a farvi andare male a scuola, questa è la scusa migliore che potete utilizzare per far star calmi i vostri genitori. E se ci crederete fino in fondo magari riuscirete ad illudere pure voi stessi.

Ariete Meno tempo su facebook e di più a studiare, vedrai che serve! Mercurio si trova in ottima posizione, potresti incontrare persone interessanti nei prossimi tempi, ma non lo farai perche sarai sui libri.

Gemelli Qualcosa non va all’interno della vostra relazione sentimentale, questo lo dicono gli astri, vi affiderete a loro o agirete per conto vostro?

Vergine Giove, non voi, ma Giove, vi garantisce un’amicizia solida. Alcuni legami sono ora più solidi che mai e vi renderete conto che la lontananza per due persone che si vogliono bene, può essere superata utilizzando il telefono.

Scorpione Non accontentatevi delle briciole, non siete canarini, andate in mensa e compratevi una delle tante schifezze che sono offerte a caro prezzo, e vedrete che sarete sazi veramente.

Il rompipallilu Curiosità: l’anno scolastico 2014-15 finirà il 15 giugno, mentre l’anno scolastico 2015-16 inizierà già a maggio.

soluzioni intermezzo ludico

Capricorno E’ molto probabile che si verifichino delle coincidenze che vi faranno riflettere, per evitare il grave danno che la riflessione causa all’ignoranza potete continuare a guardare programmi spazzatura su Mediaset.

Pesci Un certo disordine rischia di caratterizzare la vostra esistenza. Per via della posizione astrale non avrete le idee molto chiare, vi converrà quindi portarvi una torcia o semplicemente accendere la luce per schiarirvele.


AGENDA LILU2 6 - 7 febbraio Sportello informativo SUPSI

7 febbraio (pomeriggio) Conferenza 1 per l’esame scienze umane. classi: quarte

di

6 - 10 febbraio Ospiti i rappresentanti delle scuole partner de l progetto Co menius. 8 febbraio, 21.00 Concorso canoro Essuihede (ex Roccolino)

9 febbraio,USI Giornata di orientamento preaccademico OrientaTI. classi: terze

14 febbraio (pomeriggio) Conferenza 2 per l’esame di scienze umane. classi: quarte 18-25 febbraio Vacanze di carnevale

27 febbraio, 10.05 - 11.40 conferenza sul download illega le. classi: seconde e terze 27 febbraio, 17.15, Biblioteca Incontro con l’ex allieva Domi nique Spirig, laureata in biolo gia. Per il ciclo Lavori in corso . 29 febbraio Conferenza del musicologo Car lo Picca rdi per il ciclo L’Italia s’è desta.

LiLu2 Fashion day 14 febbraio

•Altri licei già ce l’hanno… quindi perché non importarla anche da noi? Quest’anno, più precisamente il 14 febbraio , vieni anche tu a scuola seguendo il “dress code”: Elegante! Partecipa anche tu alla prima “Giornata dell’eleganza” firmata Lilu2. Aiutaci a lanciare questa iniziativa, informa i tuoi compagni e amici per la massima riuscita di questo “Fashion-day ”.•

Il fumetto di Deborah

8 marzo, 17.15, Biblioteca Incontro con l’ex allieva Céline Antonini per il ciclo Lavori in corso. 14 marzo, 17.15, Biblioteca Incontro con l’ex allieva Anja Giudici per il ciclo Lavori in corso. 20 marzo Conferenza dello scrittore e giornalista Maurizio Maggiani per il ciclo L’Italia s’è desta. 26 – 30 marzo Gite classi 4e

28 – 30 marzo Giornate speciali

4 aprile Conferenza dello stori co Raffa ello Ceschi per il ciclo L’Italia s’è desta. 6-14 aprile Vacanze di Pasqua

3-5 Maggio, USI Scienza e gioventù, concorso nazionale.


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