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REGOLARMENTE JAPSTYLE

n.6

LO STILE MANGA! QUEZAL INTERVISTA

ALESSANDRA PATANÈ! FOCUS ON:

SWORD PRINCESS AMALTEA! CAPITOLO 3 di Mirco Cabbia

STONE OF FATE SWORD PRINCESS AMALTEA CAP. 4 di NATALIA BATISTA

CROSSING MASTERS CAP. 8 di LAURA SANTUS

Doraetos Manga | Numero 6 | Anno 2 | Dicembre 2014

DARK LUSTER

CAP. 5 di GIULIO SCIACCALUGA


Direttore

Davide Della Via Revisione e Lettering

Orsetta Berni

Illustrazione copertina

Laura Santus

Grafica e Impagniazione

Orsetta Berni Marino Mele (Cover) Gianni Lagioia (Cover)

Fumetti

Natalia Batista Claudia Cocci Gian Marco Bachetti Laura Santus Giulio Sciaccaluga Mirco Cabbia Giovanni Valenti Articoli

Natalia Batista Davide Della Via Traduzioni

Character designer Quezal drago

Gabriele Bagnoli

Davide Della Via Orsetta Berni Special Guest

Alessandra Patané Doraetos Manga 6 - Regolarmente Japstyle - Pubblicazione Web - Dicembre 2014 Doraetos Manga è gratuito e scaricabile legalmente dagli appositi spazi. Una pubblicazione Doraetos Manga. Sito web ufficiale www.doraetosmanga.it vietata la distribuzione in altri siti e/o spazi non appartenenti a Doraetos Manga senza previo consenso. Doraetos Manga è presente anche su: Facebook, Twitter, Blogfree, deviantART e You Tube. Per contattare lo staff scrivere all’indirizzo mail doraetosmanga@email.it oppure tramite messaggi privati su Facebook o altri spazi ufficiali. Si ringraziano: Graphic Lines, Jigoku e AnimeManga per l’inserzione pubblicitaria.


REGOLARMENTE JAPSTYLE COS’ È DORAETOS MANGA È UN PROGETTO AMBIZIOSO E SOFISTICATO E UN GRUPPO DI RICERCA CREATIVO SUI FUMETTI E SULLA LETTERATURA. I nostri obiettivi sono:

• Dare spazio ai cosiddetti “mangaka” italiani - cioè autori che hanno avuto influenze metodologiche e stilistiche da fu-

mettisti giapponesi e/o orientali, siano essi fumettisti, illustratori o scrittori. Inoltre ci impegneremo a cercar di far convergere su di loro l’attenzione di un pubblico quanto più vasto possibile e di realtà più grandi di DM. • Indagare il fenomeno del fumetto giapponese (e/o orientale) in tutti i suoi aspetti e le ripercussioni che può avere al di fuori del territorio nipponico passando per il filtro di altre realtà e culture. • Contribuire a diffondere una maggiore sensibilità in Italia verso il fumetto tramite l’utilizzo del web o l’organizzazione di iniziative come concorsi, workshop e seminari. • Creare una rete di idee ed esperienze fra autori, aspiranti autori e lettori. Doraetos Manga si esprime, per il momento, in due forme principali: 1. Una rivista online che ospiterà fumetti e mostrerà, sulla falsariga delle riviste accademiche, le nostre ricerche, i nostri articoli analitici, interviste e le nostre esperienze. 2. Il canale Youtube, su cui caricheremo contenuti di varia natura, come ad esempio recensioni, reportage, video di approfondimento, pubblicità, tutorials, videofumetti e tanto altro ancora. I social network saranno gli spazi su cui autori, redazione e lettori potranno interagire fra di loro. I nostri principi sono quelli che stanno alla base di ogni persona corretta, in particolare: serietà, sincerità, trasparenza e indipendenza di pensiero. Per ulteriori informazioni sul progetto, vi rimandiamo alla sezione DOCS del nostro sito, in cui potrete trovare anche una guida tecnica con l’elenco dei generi che pubblicheremo.

Mascotte

ello, Quezal mettiti qui, qu fai al ez Qu to, es qu fai Quezal al dai le news… sarò anche Quezal intervista tizio, Quez nte, caparbia, volenterosa, bella, intelligente, intraprende già detto che sono bella, la ho , no (ah te an cin as aff ol, co alissima e stilossissima… gin ori tto ttu pra so e ) ile sim è cosa ire codesto spazio vuomp rie vo de e ch to fat o ‘st i, però, da ate pure risparmiarmelo, cari, to con quattordici righe potev direzione di DM! =____=’ E anzi carissimi, membri della certo non mi manca, quindi di a ier ch iac ch la to tan e’, bb va ah! Ci sono! Ragazzi, una … rvi nta co rac e ch ’ po un mo vedia alcune persone sono davvero cosa assurda! No, davvero, ora, è successo questo: una fuori di testa! XD Insomma, all se potessi fare la fusion con mia fan mi chiede “Quezal, ma fuori?” Io le ho risposto: Mr. Satan, cosa ne uscirebbe r così come sono, perché “ma io sono super super supe uno?! E poi con Mister alc qu n co i rm de fon i vre do i ma ai in zucca? Che ne saSatan, per giunta? Ma che c’h pettinatura che tutti mi rebbe poi della mia sgargiante ere poi una capigliatuinvidiano? No, no, finirei per av n mi donerebbe affatto, ra afro come questa… no, no che figura ci farei?!”

Quezal

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INDICE

CROSSING MASTERS CAP. 8 di Laura Santus Non sempre le buone azioni vengono percepite come tali, e Kain si troverà a dover difendere Rose da un gruppo di ragazzi che ce l’ha con lei.

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PREISTORY CAP. 1 di Giovanni Valenti Inizia su questo numero di DM una divertente avventura con uomini preistorici, dinosauri e… strani visitatori!

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LO STILE MANGA Domande e risposte circa il fumetto italiano japstyle

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DARK LUSTER CAP. 5 di Giulio Sciaccaluga Shin non è disposto a lasciare da sola Siska, ma quest’ultima dà dimostrazione di sapersela cavare combattendo un misterioso avversario.

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SWORD PRINCESS AMALTEA CAP. 4 di Natalia Batista Scampati al gruppo di bandite, Amaltea e Ossian pernottano in una locanda per riposare, ma i litigi continueranno.

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FOCUS ON: SWORD PRINCESS AMALTEA 100

Natalia Batista ci racconta le origini di Sword Princess Amaltea e dei suoi personaggi.

SCROLLBOUND CAP. 4 di Claudia “Karee” Cocci 105

Dopo aver acciuffato Rocco, Evey si trova di fronte... a un enorme Meka Drago! Come riuscirà a cavarsela?

QUEZAL INTERVISTA: ALESSANDRA PATANÉ

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Quezal ha intervistato una delle autrici più in gamba e popolari dei webcomics italiani! Siate “greedy” di curiosità e volate a leggerla!

STONE OF FATE CAP. 3 di Mirco Cabbia 130

Jeremiah fa la sua esplosiva entrata in scena, ma, come scoprirà Roberto, i Noctis non sono avversari da sottovalutare.

RACCOLTA OMAGGI NARUTO 152

Gli autori di Doraetos Manga, altri disegnatori e fan in generale hanno voluto omaggiare Naruto. Scopriamo insieme i loro tributi a Kishimoto.

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Doraetos Manga è una rivista no-profit e

tutto il lavoro svolto è stato sistematicamente organizzato fra i ritagli di tempo di studio e lavoro. Ci scusiamo per eventuali errori o refusi e vi saremmo grati se ce li segnalaste. Grazie per l’attenzione.

Lo staff di DM

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CROSSING MASTERS RIASSUNTO I Masters sono persone con abilità particolari, per questo motivo il governo di Imperial li tiene sotto stretta sorveglianza. In questo contesto, Kain e Melinda si ribellano ad Imperial divenendo così dei ricercati, per sfuggire all’arresto e ritrovare un’amica scomparsa, Rebecca, lasciano la città in cui vivono e iniziano il loro viaggio. Kain e Mel sono arrivati al villaggio di Selina, dove Kain si troverà a dover difendere Rose, una simpatica anziana, da un gruppo di ragazzi che ce l’ha con lei.

KAIN Un ragazzo impulsivo e un po’ avventato che non sopporta più le ingiustizie di Imperial. Non avendo alcuna abilità particolare deve usare i tonici per combattere.

MELINDA Amica d’infanzia di Kain e abile Master, è molto responsabile e gentile, cerca sempre di risolvere i guai causati da Kain.

LA LEGGE DI IMPERIAL

Tutti i Masters non appartenenti ad un apparato militare Imperiale non devono praticare la loro abilità. Chi lo farà o aiuterà un ricercato verrà severamente punito dalla legge.


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CONTINUA... - CROSSING MASTERS di LAURA SANTUS - CAPITOLO 8- FINE -


LO STILE MANGA Esiste la sottocategoria dei fumetti japstyle? Sì, esiste ed indica le opere di tutti quegli autori che hanno avuto contaminazioni stilistiche e metodologiche da autori giapponesi. Però, ad esser franco, a mio avviso non dovrebbe proprio sussistere la necessità di dover etichettare sempre e comunque un’opera japstyle con etichette varie quali possono essere “manga”, “manga italiano”, “spaghetti manga”, etc. Chiamiamoli semplicemente fumetti. È bene però precisare che sarà un tipo di categorizzazione destinata probabilmente a svanire, poiché credo che le commistioni fra fumetti di diverse aree del mondo saranno sempre più attive, rendendo finalmente inutile ogni categorizzazione superflua di sorta.

I fumett i giapponesi sono tutti uguali? È assolutamente lapalissiano che non sono tutti uguali. Così come, giusto per citare un caso analogo, non sono tutti uguali gli stili dei disegnatori della Bonelli (purtroppo mi è capitato piuttosto spesso di sentire opinioni del genere). Se vi sembrano tutti fotocopie, allora consiglio la lettura del mio articolo “Irvyne è Inuyasha?”, pubblicato su Doraetos Manga n°4.

Ma se non sono tutti uguali, come spieghi la presenza di cloni su cloni che ho visto in Giappone? La questione è più complessa di quanto possa apparire inizialmente. Diciamo innanzitutto che tutto il mondo è paese. Similarmente a

Comic manga è uno strano termine che hanno coniato gli statunitensi per riferirsi ai japstyle (termine che potrebbe essere essere benissimo inteso come "fumetto comico", come può essere Dottor Slump ad esempio)... il primato però spetta a noi con spaghetti manga! come succede in altri mercati, anche in quello Giapponese è possibile trovare opere dallo stile molto simile, se non praticamente quasi identico, a quello di opere ben più famose. Il fine di queste opere è semplicemente quello di lucrare il più possibile. Quindi, facciamo bene distinzione fra quello che possiamo chiamare il

“mercato giapponese di fumetti vero e proprio” e quello che ha una natura più commerciale. In secondo luogo, tutta questa questione potrebbe essere giudicata, come sovente accade, con un tipo di metro occidentale. I Giap-

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ponesi infatti, abituati da sempre a dover distinguere kanji praticamente uguali fra loro se non fosse per “una virgola”, vi direbbero che in tutti questi cloni loro ci vedono tratti stilistici diversi. Touché.

Esiste lo stile manga? Esiste, ma a mio parere trovo scorretto dire “stile manga” (per approfondire, “Manga schiocchezze” su DM n°2) e si dovrebbe quindi dire secondo me stile giapponese oppure usare la forma contratta inventata da noi, cioè japstyle, se proprio si è così pigri. È totalmente sbagliato pensare invece che esista un solo e unico stile giapponese e chiamarlo “stile manga”. Quando si parla di stile giapponese, si parla di un grandissimo insieme di stili diversi accomunati da una o più caratteristiche.

È corretto usare le parole “manga”, “comics”, etc? No, lo trovo scorretto: sono dell’opinione che sia sbagliato perché sono tutte parole straniere che indicano fumetto. Non vedo alcuna necessità di usare una parola straniera, visto che ne possediamo già una in italiano per indicare quei “racconti fatti da immagini sequenziali”. E non vedo soprattutto il senso di stravolgerne il significato originale. Con la parola “manga” infatti succede la stessa identica cosa successa con la parola otaku; parola che, ricordiamolo, in Giappone ha una valenza negativa. Infatti, non significa semplicemente appassionato di fumetti o di animazione, bensì fan sfegatato di queste

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tipologie di intrattenimento - ma anche videogiochi, etc, etc - i cui comportamenti possono spesso sfociare anche in forme di isolamento sociale o in manie di collezionismo. Davvero curioso come molti occidentali si pavoneggiassero un tempo di questo titolo prima di scoprire il reale significato.

Ma io voglio usare la parola manga! E io allora userò di mia iniziativa altre 2500 parole prese da varie lingue straniere, e vediamo se poi arriviamo a capirci. Abbiamo una nostra parola che è perfettamente funzionale e di certo non è brutta: usiamola, perché incasinarci?

Ma sai, per “manga” si intende in realtà la cultura fumettistica giapponese. Non ha ragion d’essere neanche indicare con quelle parole straniere “una cultura fumettistica particola-

re”, perché basterebbe dire “fumetto giapponese”, “fumetto francese” e così via. Inoltre, almeno per coerenza, a questo punto dovremmo applicare questa (fantomatica) regola anche alla stragrande maggioranza di altre cose: dovremmo chiamare, ad esempio, i romanzi cinesi xiaoshuo e le persone giapponesi nihonjin. O ancora dovremmo usare parole in diverse lingue per indicare film provenienti da diverse aree del mondo. Però di norma ciò non accade, quindi perché mai deve sussistere questa esigenza nel sottolineare che qualcosa ha origini straniere etichettandola con una parola di una lingua diversa dall’italiano? Secondo me i seguenti motivi potrebbero avere una certa valenza e potrebbero essere veritieri contemporaneamente: 1) Gli italiani hanno sempre subito una sorta di fascino dalle parole straniere (non chiedetemi il perché...). Ecco che il termine “comics” ad esempio fa più figo della parola italiana fumetto.


In una fumetteria giapponese un occidentale potrebbe avere l’idea di trovarsi di fronte a cloni su cloni degli stessi fumetti... un Giapponese però potrebbe non essere d’accordo.

2) Ho trovato numerosi indizi che mi portano a supporre che il popolo italiano sia in una certa percentuale alquanto xenofobo, quindi l’appassionato medio di fumetti forse lo fa per xenofobia? Nonostante tutto non voglio crederci, ma non escludo che possano sussistere casi del genere. Quindi forse lo xenofobo ci tiene a sottolineare la provenienza di un fumetto etichettandolo con una parola straniera? Curioso poi notare che il popolo giapponese, che è molto nazionalista, per riferirsi a un fumetto italiano, francese o americano usi la sua parola, cioè manga… questo perché hanno ben chiaro che stiamo parlando in ogni caso di libri/racconti con immagini sequenziali e non ha senso utilizzare una parola straniera. Concludendo, inoltre ho sempre trovato molto strambo tutto ciò: anche se accettiamo senza problemi romanzi e film di autori di tutte le aree del globo, che sicuramente avranno avuto contaminazioni da loro colleghi che operano in diverse aree del mondo dalla loro, poi ci facciamo problemi quando un autore italiano di fumetti si esprime con uno stile alla giapponese. Ma che strano! 3) Gli appassionati di fumetti e serie animate giapponesi in passato son sempre stati visti in generale con occhio critico: in poche parole, erano visti come dei disadattati. Il mondo

intorno a loro non capiva e/o non accettava la loro passione e in controrisposta a tutto questo gli appassionati di fumetti giapponesi hanno voluto usare la parola straniera per segnare in maniera netta il confine fra quello che a loro piaceva e quello che ritenevano normale i loro genitori, la scuola, i disegnatori, gli editori e la società in generale. Quindi se per fumetto la società italiana intendeva qualcosa come “Tex”, allora con la parola “manga” si voleva intendere il fumetto giapponese, un tipo di opera che ha certe caratteristiche che lo fanno differire da un “Tex” tanto odiato. E probabilmente si sarà verificato anche il processo inverso: chi faceva il fumetto alla “Tex” o leggeva Tex non vedeva di buon occhio il fumetto giapponese, ed ecco che usare la parola “manga” fungeva da muro divisore fra ciò che è un Tex e ciò che non lo è. Ed ecco perché mi batto tanto per usare la parola fumetto: non è un problema solo linguistico, ma anche culturale. Un problema che crea nella mente delle persone, dei paletti che non dovrebbero esserci. Paletti che condizionano de facto anche scelte professionali o gusti di mercato. 4) Forse dipende anche in parte dalla pigrizia: si fa prima a dire manga piuttosto che fumetto giapponese… sono convinto che presto ci scocceremo pure di respirare da soli!

Ma è stato davvero così necessario che voi abbiate coniato il termine “japstyle”? Credo di sì, almeno per il momento penso possa avere una sua utilità. Abbiamo sempre cercato un termine che facesse capire immediata-

mente al lettore, senza passare per strane e ambigue combinazioni con la parola straniera manga (manga italiani, manga non giapponesi, etc), che i nostri fumetti sono di derivazione giapponese. Tutto ciò principalmente per motivi di stampo pubblicitario (è capitato che ci sia stato chiesto: “leggo che questi che fate sono fumetti, ma non dovreste chiamarli manga? I fumetti sono quelli italiani!”). Purtroppo però la lingua italiana non ci veniva in aiuto, poiché avremmo dovuto coniare una definizione come “fumetti a contaminazione stilistica giapponese”: un’etichetta decisamente troppo lunga. Con la lingua italiana è anche impossibile fare fusioni di parole, e così abbiamo pensato che la lingua inglese ben si prestasse al nostro scopo: è internazionale e adatta a fusioni di parole. Ecco che dicendo fumetto japstyle o japstyle comics possiamo farci capire subito praticamente da chiunque, in Italia e nel mondo. Ma confidiamo sempre che in un futuro non lontano potremo liberarci anche di questa etichetta supplementare, utilizzando definitivamente solo la parola “fumetto”.

I manga vendono, ma perché i japstyle non dovrebbero? Escludendo un problema di natura culturale che snobba la produzione japstyle (“ma voi siete italiani, non potete fare queste cose!”), quest’ultima avrebbe in teoria quasi tutte le carte in regola per competere nel mercato dei fumetti. In realtà però sono il primo ad essere scettico sul provare a replicare fedelmente qui

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Mi sa che neanche Sheldon il cervellone ha le idee tanto chiare... in Italia un tipo di produzione alla giapponese al 100%: non abbiamo lo stesso pubblico, non abbiamo la stessa struttura organizzativa delle casi editrici nipponiche e soprattutto non sappiamo sottostare agli stessi ritmi lavorativi dei nostri colleghi giapponesi. Al momento, in generale, il massimo che possiamo vedere sono opere monografiche o serie brevi, e poco conta se sono fruibili online oppure no.

me, è usare le piattaforme online per i fumetti e dare la priorità ad altre tipologie di lavoro. In aggiunta ritengo necessario presentarsi come autori molto validi, sia nel campo del disegno che nel campo della narrazione, almeno in questa fase che stiamo attraversando. Fare contrariamente purtroppo mina alla reputazione del nostro tipo di produzione, alimentando di fatto quelli che sono i pregiudizi che ci vedono coinvolti.

Ma allora si può fare o Il manga non ci apparnon si può fare “manga” tiene! Invece dai comics in Italia? possiamo attingere perché è un tipo di cultura Tenendo conto della mia risposta fumettistica più vicina precedente, io credo che si possa alla nostra. fare. Ma attenzione, al momento è tutto un percorso in salita, pieno di ostacoli, di odiosi compromessi e la situazione editoriale in generale è molto fumosa. Inoltre non aiuta certo neanche il livello culturale generale dei lettori. La strada migliore da percorrere al momento, secondo

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La frase “non ci appartiene” è una frase scaturita da una persona che ha scarsa coscienza di sé. Se è vero come è vero che un Giapponese è un essere umano così come lo è un Italiano, perché elementi culturali presenti in una determinata area geografica, in special modo tenendo conto che il mondo è

sempre più collegato, non dovrebbero contribuire a creare la mia personalità? Si verrebbe a creare qualche problema? Pensiamoci: siamo stati invasi dalla cultura nord americana, ma nessuno si è posto (ahimè) il problema. Assumiamo comportamenti di persone che non appartengono alla nostra cerchia familiare, ma nessuno ne ha fatto mai un dramma. Accettiamo comunemente altri credi religiosi, ma in Italia non è scoppiata nessuna guerra santa. Mandiamo i nostri figli a frequentare corsi di Karate, ma nessuno si è posto la domanda se fosse necessario avere gli occhi a mandorla oppure no. Addirittura abbiamo imparato dagli animali per inventare sempre cose nuove, ad esempio abbiamo preso spunto dagli uccelli per creare gli aeroplani, e mai nessuno ha condannato tutto ciò. Dunque, quale dovrebbe essere il problema, il peccato capitale, se quindi decido di assimilare un elemento culturale che deriva da un altro uomo che abita in un arcipelago di questa Terra chiamato Giappone? Questo è un processo del tutto naturale e coinvolge praticamente tutti e ha coinvolto decenni fa anche i Giapponesi: quando cominciarono a creare i loro fumetti, quasi non si fecero assolutamente problemi a miscelare elementi autoctoni della propria cultura con quelli della cultura fumettistica americana ed europea. Proprio per questo il fumetto giapponese ha primeggiato in tutto il mondo, poiché ha creato una miscela di caratteristiche diverse che gli hanno garantito il successo. Proprio come ci insegna l’evoluzione, è l’incrocio di elementi differenti la chiave della vita e della sopravvivenza: ecco perché i fumetti giapponesi vincono in tutto il mondo.

Davide Della Via


DARK LUSTER RIASSUNTO Shin, il protagonista di Dark Luster, potrebbe essere scambiato per un ragazzo apparentemente normale, se non fosse per i suoi capelli bianchi e una forza fuori dal comune. Un giorno, mentre si reca a scuola, incontra una strana ragazza dai lunghi capelli rossi. Il ragazzo però non sa che quello è solo l’inizio di una serie di eventi fuori dal comune che lo porterà faccia a faccia con poteri di una grandezza difficilmente immaginabile. Dopo aver avvertito una strana presenza, Siska corre via alla ricerca di questo misterioso avversario. Shin non è disposto a lasciarla da sola, ma la ragazza non sembra aver bisogno del suo aiuto...

SHIN Il protagonista, sembra un ragazzo normale... capelli a parte.

SISKA Una ragazza in grado di uccidere gli Umbral servendosi di una falce, ha salvato Shin già due volte.

UMBRAL Degli umani diventati mostri senza anima, uccidono le persone divorando le loro anime.


CONTINUA... - DARK LUSTER di

GIULIO SCIACCALUGA

- CAP. 5 - FINE -


SWORD PRINCESS AMALTEA RIASSUNTO Il mondo di Sword Princess Amaltea è un po’ diverso rispetto al nostro: le donne sono il “sesso forte” ed esercitano la loro supremazia grazie all’uso della magia, impossibile da praticare per gli uomini. Le terre sono divise in vari Reginati e vige un momento di pace grazie ad accordi presi dopo una sanguinosissima guerra. Fra questi ce n’è uno che sancisce il destino delle principesse: se si salva un principe in pericolo e lo si sposa, la principessa otterrà automaticamente il reame della madre del primo. La principessa Amaltea è chiamata proprio ad adempiere, controvoglia, questa missione. Scampati al gruppo di bandite, Amaltea e Ossian pernottano in una locanda per riposare, ma i litigi tra i due continueranno.

AMALTEA La principessa spadaccina Amaltea è un tipino alquanto presuntuoso. Sin da piccola si è prefissa l’obiettivo di raggiungere e superare in abilità sua sorella maggiore Dorotea.

DOROTEA Dorotea è la sorella maggiore di Amaltea. In quanto primogenita, non dovrà partire in missione poiché erediterà il regno direttamente da sua madre.

OSSIAN È il principe che Amaltea ha salvato. Non sembra essere intenzionato a sposare la principessa.


FOCUS ON

SWORD PRINCESS AMALTEA


La nascita di Sword Princess Amaltea La storia di Sword Princess Amaltea si svolge in un mondo fantasy con un sistema matriarcale in cui la magia è il potere e le principesse sono mandate a salvare un principe in difficoltà. Il personaggio principale di questa storia, la Principessa Amaltea, accetta questo compito con riluttanza. Ma chi è Amaltea, com'è cominciato tutto? Lasciatemi raccontare...

il miglior passo successivo. Avrei potuto lavorare ad un nuovo fumetto d'amore, ma ci sarebbe stato il rischio di finire per essere etichettata solo come una artista di quel genere. Dissi che volevo provare a fare un fumetto per ragazzi carico d'azione, ma l'editore – saggio ed esperto – mi rispose che nemmeno i Giapponesi possono competere con i grandi successi: Naruto, One Piece e Bleach. È meglio concentrarsi sul

pubblico femminile, che è anche maggiormente disposto a pagare per i fumetti cartacei e oggi domina il gruppo dei lettori di fumetti in Germania. Così pensavo... Volevo comunque provare il genere action, quindi perché non un action per ragazze? Con un personaggio femminile interessante e forte. Volevo anche

La prima idea per il concept di questo fumetto mi è venuta nel 2010. Avevo appena finito il mio lavoro Ein Lied für Elise, il mio fumetto sull'amore tra due ragazzi che l'editore tedesco Tokyopop stampò quell'autunno. L'editore mi chiese se avessi un'altra idea per una storia per una possibile collaborazione futura ed io ovviamente l'avevo! Parlammo di quale sarebbe stato

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fare qualcosa di stampo fantasy, ispirato dalla serie televisiva Il trono di spade. Ma mi frustrava il fatto che così tante storie fantasy si svolgono in un mondo patriarcale, anche se il genere fantasy dava all'autore la libertà di cambiarlo. Volevo fare una storia fantasy che spiccasse e giocasse con i cliches. Mi ricordai una storia che lessi quando avevo quindici anni, una storia che cambiò la mia percezione del mondo, intitolata Le figlie di Egalia di Gerd Brantenberg. In questo mondo anni Cinquanta, gli uomini sono il sesso debole e non hanno diritto al voto. Mi chiesi se ciò potesse funzionare in una storia fantasy, lasciare che il principe sia l'oggetto del desiderio e la principessa il personaggio attivo...? Sì, può funzionare. Presentai la mia idea all'editore e mandai questi primi design della principessa e del principe. All'editore piacque la storia, ma non i design. Non erano abbastanza interessanti e iconici. Si torna al tavolo da lavoro! Mi presi il mio tempo per ridisegnare la principessa e la storia. Durante il 2011 lavorai a delle illustrazioni per una serie di libri per bambini e non ebbi tempo di lavorare a Sword Princess Amaltea, ma feci delle ricerche quando visitai i parenti di mio padre in Portogallo. Andammo in antiche rovine e castelli e feci un sacco di foto, come questa di un castello in Guimarães, che finì per far parte del castello della madre di Amaltea. All'inizio del 2012 ebbi finalmente il tempo per cominciare a lavorare per davvero al fumetto, fu allora che creai l'attuale design di Amaltea. Questa immagine fu la prima che feci di lei e ancora oggi penso sia la migliore che ho realizzato finora.


Realizzai presto che questa storia aveva bisogno di essere strutturata in modo opportuno e feci alcuni studi sulla narrazione. In questo modo trovai Anatomia di una storia di John Truby, un fantastico libro con tutti i passi per costruire una storia. Lo raccomando vivamente! Seguii le “lezioni” del libro e grazie a ciò pianificai tutto. Durante la primavera del 2012 riuscii a realizzare il primo capitolo – che finì per diventare il capitolo 2 nella versione definitiva – e lo mandai a diversi editori in Svezia e all'estero. Tokyopop mi dovette dire di no perché il mercato non era abbastanza solido, ma voleva seguire i miei progressi. Mostrarono interesse un editore Danese ed uno Svedese, alla fine firmai il contratto con Kolik Förlag. E con Doraetos Manga, sono molto contenta di averlo fatto! A quel punto realizzai che avevo

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abilità. È meno forte o capace di sua sorella? È meno degna di amore? Queste sono domande che penso Amaltea si ponga. Da questo punto di vista, Amaltea è una perdente. Allo stesso tempo, siccome le donne hanno più potere degli uomini in questo mondo, Amaltea ha un grande privilegio. Non solamente è reale, ma è anche in cima alla piramide del potere in quanto donna. La sua voce è ascoltata e può dare ordini che la fanno sentire in diritto di avere un'opinione, al contrario degli uomini che in questo mondo sono trattati più come oggetti che le donne possono possedere. Questo rende Amaltea anche molto spavalda ed egocentrica, poiché è abituata ad essere ascoltata e messa in primo piano, e tratta le persone (specialmente gli uomini) in modo non molto rispettoso. Sotto questo aspetto, Amaltea è a dire il vero un oppressore, ahah.

bisogno di conoscere un po' di più Amaltea. Dato che avevo già pianificato l'intera storia, sapevo cosa avrebbe passato. Ma chi era? Decisi di modellarla secondo l'ambiente in cui vive e il modo in cui è stata cresciuta, poiché credo che la maggior parte delle persone siano definite da ciò.

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Amaltea è la secondogenita. Ha una sorella maggiore, Dorotea, che in genere ha un trattamente speciale da parte di loro madre, la regina Galatea. Dorotea è l'erede al trono e Galatea la sta preparando per il giorno in cui dovrà sedersi sul trono. Amaltea lo sa. Questa mancanza di apprezzamento da parte della persona più potente nella sua vita rende Amaltea insicura della propria

Queste due parti contrastanti dell'essere di Amaltea sono ciò che la rende così interessante, secondo me. In qualche modo il lettore (ed io stessa) può odiarla e in altri ci identifichiamo con lei. La mia speranza è, come per tutti i buoni narratori, far realizzare poco a poco ad Amaltea i suoi difetti e i suoi desideri e farla migliorare. Senza dire troppo, spero che questa storia vi possa mostrare che avere rispetto è fondamentale se lo si vuole ricevere. Grazie di leggere Sword Princess Amaltea, spero che lo seguiate fino alla fine! Natalia Batista


SCROLL BOUND RIASSUNTO Evey, una ragazzina un po’ goffa e tutto pepe, scopre per caso in una stanza segreta della casa di suo zio un antichissimo Scroll. La pergamena contiene un grandissimo potere che involontariamente Evey assimila. A causa di ciò, sarà costretta a scappare da un gruppo misterioso che era alla ricerca proprio di quella pergamena. Fatta la conoscenza del gran sacerdote Goro, Evey viene affidata al monaco guerriero Takumi che avrà il compito di scortarla alla capitale affinché i dieci saggi possano rimuovere dal corpo di Evey quel potere tanto grande, quanto potenzialmente micidiale, che la ragazza ha acquisito. Dopo aver acciuffato Rocco, Evey si trova di fronte... a un enorme Meka Drago! Come riuscirà a cavarsela?

EVEY Apprendista maga, è la protagonista di Scroll Bound. Ha aperto per caso una potentissima pergamena e ne ha acquisito l’immenso potere.

TAKUMI Un monaco discendente dei guerrieri d’ombra ed intenzionato a seguire la via degli

Shadow Master. È stato eletto guardia del corpo di Evey dal gran sacerdote Goro.

EUSTACHE È lo zio di Evey. Sembra innocuo, ma è un mago molto potente. Nel capitolo precedente, ha accompagnato personalmente la nipote al tempio dell’alba per chiedere aiuto al suo amico

Goro.


CONTINUA... - SCROLL BOUND di

CLAUDIA COCCI

- CAP. 4 - CONTINUA SU DA -


AVVISO AI LETTORI

Carissimi lettori di ScrollBound, grazie per la vostra fedeltà e simpatia: siete cresciuti ancora in questi ultimi mesi nonostante il lungo periodo di attesa tra una capitolo e l’altro. Ma oggi siamo qui a scrivervi perché vogliamo tenervi col fiato sospeso ancora per un po’… Sì avete capito bene: questa volta Doraetos Manga, come avete visto, contiene solo una parte del nostro lavoro poiché il restante verrà pubblicato su altre piattaforme di lettura online. Vi rimandiamo pertanto all’account DeviantArt (dopo l’annuncio della chiusura di Inkblazers, pensiamo che sia più facile raggiungerci qui) www.goldman-karee.deviantart.com dove potete trovare già i primi tre capitoli in inglese e in italiano, sempre gratuiti. In più, per gli anglofoni, trovate ScrollBound anche su Tapastic, ma solo nella lingua d’oltremanica (per non-gentile concessione del suddetto sito XD l’italiano non è contemplato come scelta) www.tapastic.com/series/ScrollBound Si tratta di un esperimento che vogliamo fare assieme a voi, per capire quanti ci seguirebbero con cadenza quindicinale e mettere noi stessi alla prova fornendovi materiale in tempi prefissati. Speriamo che l’idea possa piacervi e che allo stesso tempo ci mantenga vicini; ogni informazione sarà pubblicata successivamente all’uscita di questo numero di DM sulla pagina facebook www.facebook.com/Claudia.Karee.Cocci che vi invitiamo a seguire per restare sempre aggiornati! Grazie infinite, i vostri amichevoli autori di quartiere


LE INTERVISTE DI QUEZAL


ata da tutti Alyah) am hi (c nè ta Pa a dr an less raio e vive dovunque nasce in Sicilia il 20 Febb tranne in quest’ultima. ics Internazionale di Com Diplomata alla Scuola me colorista per delle co a er rri ca a su la de intrapren fumetto (tra cui anche di le vo ta lle de r pe e riviste te azzano); successivamen av C di to al Sm e ny hn Jo e a Editoriale il 2° volum pubblica con la Kawam ok. della collana Manga Bo o ti un progetto per un an av rta po te en m al Attu suo o Apophis e lavora sul at m ia ch e or at gi eg en sc da Shockdom, ito ed er ow Fl y ed re G webcomic almente lavora. casa editrice in cui attu angiare mentre ride. m e e er rid e, ar gi an m Ama

A

ALESSANDRA PATANÈ

La tua acconciatura e un po’ anche il tuo modo di fare mi ricordano un po’ Moo: ti rispecchi in lei? O forse è solo una coincidenza?

L’acconciatura è una coincidenza... il fatto che sia tonta e rumorosa temo sia una crudele verità.


Qual è il personaggio di GF che ti piace di più disegnare? Qual è quello che ti mette più in difficoltà?

Adoro disegnare Moo e i robo. Mi mette in difficoltà Jeko ma solo a livello di tempo e per colpa dei suoi dreads che mi fan venire una gran voglia di rasarlo a zero! XD

Come è nata l’idea di GF? E di quanto si è discostata o si sta discostando dalla tua idea originale?

L’idea mi è venuta ispirandomi ad un incubo che ho avuto sul serio: vedevo delle ombre proiettate sui muri che rubavano i cinque sensi delle persone che vi passavano accanto. Era un sogno molto strano ma l’ho voluto riadattare alla storia, creando i Robo: forze del male nate dai vizi capitali degli esseri umani e diventati padroni incontrastati del mondo. Naturalmente questo è stato l’input, poi la trama si è sviluppata in modo assai differente.


Oltre a GF, hai anche cominciato uno spin-off, Bakanbotoru, cosa ti ha spinta a farlo? Trovi più divertente disegnare i personaggi nella loro “forma” originale o in quella dello spin-off?

Lo spin-off è senz’altro divertente e fatto per puro svago! Inoltre con quello mi cimento nel mio vero stile e quindi mantengo sempre la mano. Però preferisco la loro ‘forma’ originale! Ormai ci sono affezionata! *-*


Sulla tua pagina un po’ di tempo fa hai annunciato un gioco di GF, potresti spiegarci qualcosa in più? Cosa dobbiamo aspettarci? Come si sta rivelando questa esperienza per te?

Si tratta di un gioco semplice, sviluppato a due mani nei ritagli di tempo, nato dal desiderio di portare su un videogioco le dinamiche d’azione e i personaggi del fumetto. Il tool di sviluppo è RPG Maker VX Ace che fornisce, oltre a un set di librerie base, una vasta scelta di script open source per dare al gioco caratteristiche personalizzate. Il risultato è un action-adventure RPG, con combattimenti in mappa (come i primi Zelda), minigiochi e creazione di oggetti e poteri a partire dalle anime lasciate dai nemici (come in Monster Hunter). La trama, arricchita dai miei disegni, è il prequel del fumetto e vede Keo, appena risvegliatosi dalla morte, affiancarsi a Kurobo per comprendere gradualmente la sua natura di contenitore. La distribuzione sarà inizialmente affidata a Steam Workshop, il che renderà il gioco disponibile solamente per PC.

Prima di pubblicare GF con la Shockdom hai pubblicato un libro nella collana Manga Book della Kawama. Come è stata come esperienza? In quanti e quali aspetti differisce il tuo rapporto con l’attuale casa editrice rispetto a quello che hai avuto con la Kawama?

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Direttamente con la Kawama non ho avuto molti riscontri perchè curavo il MangaBook con la mia editor ed ex insegnante con cui mi sono trovata (e trovo tutt’ora) benissimo e mi ha insegnato veramente tanto. L’esperienza è stata molto costruttiva e mi ha dato un ottimo esempio di cosa sia una scadenza ed una consegna.

Com’è lavorare a contatto con altri autori pubblicati dalla stessa casa editrice come Bigio, autore di Drizzit?

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Terribile. Bigio è odiosissimo! No, non è vero! Scherzo! XD Ti sembrerà assurdo ma sono una gran fan di Drizzit e stimo tantissimo il suo lavoro tanto che vorrei prendere il suo percorso ad esempio per il mio fumetto (sebbene molto diverso). Puoi immaginare la super felicità dell’evoluzione da fan a collega quindi. XD Lo stesso vale per Sio... o Dado, Albo, Gaunt e tantissimi altri autori che conoscevo già in precedenza (anche se in maniera minore rispetto a Drizzit). Lavorare a fianco di autori o comunque di persone che condividono la tua stessa passione è meraviglioso, specie se li senti più come una famiglia che come dei colleghi. La cosa che amo di più di loro? La totale mancanza di invidia e competizione cattiva... cosa che, ahimè, in molti artisti - certe volte anche involontariamente - regna sovrana. :)


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Come mai hai deciso di creare Greedy Flower con questo stile così puccioso?

Immagina di vedere una copertina super-pucciosa, di aprirla... e di trovare un contenuto assolutamente horror e tremendo che ti spiazza e ti ci fa rimanere maaaaaaaaaaaaalissimo. Ecco il motivo. :P

Tra i tuoi autori preferiti c’è Benjamin: cosa ti ha colpito di lui? Segui lo sviluppo del fumetto cinese?

Di lui mi ha colpito e colpisce l’uso dei colori e la resa realistica che dà in ogni sua illustrazione. Non seguo moltissimi autori cinesi, ma questo mi ha veramente impressionata! Ho decisamente dovuto comprare tutti i suoi artwork perché meritavano!

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Una breve analisi a corde sciolte sul fenomeno japstyle in Italia e nel mondo.

In Italia ha preso piede da tempo, così come nel resto del mondo! Non solo il fumetto ma anche alcune mode ed io, da fanatica del Giappone, non posso che esserne felice. Da autrice però ammetto che sono molto felice di questo neo-interessamento ai fumetti e webcomic di nazione! È una spinta non indifferente alla mia autostima e a quella di tutti gli artisti italiani (che son tanti) nel fare fumetto. Lo stile giapponese influenza ed influenzerà sempre il tipo di disegno e la narrazione ma questo non deve mai essere necessariamente un male anzi: una miscellanea di stile e narrazione rende una storia unica e originale. :D

Cambieresti qualcosa in Greedy Flower?

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Lo farei a colori sebbene la mia iniziale scelta fu stata del bianco e nero per motivi di genere: purtroppo l’albo a colori sembra piacere di più ma non sono in grado professionalmente di rendere Greedy Flower ‘decente’ con la colorazione! È l’unico rimpianto che ho sulla resa dei cartacei!

E se… i personaggi di GF facessero cosplay? Da cosa si travestirebbero?

Visto che tutti ironicamente mi paragonano Greedy Flower a Soul Eater... ecco. XD Mi sa che si vestirebbero da loro!

Se potessi incontrare i tuoi personaggi, cosa pensi che ti direbbero?

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Non direbbero nulla. Prenderebbero qualsiasi cosa purchè contundente e me le darebbero di santa ragione! XD

Che propositi hai per il prossimo futuro?

Intanto di finire Greedy Flower che credo che con questa velocitĂ la fine sarĂ  prevista tra un anno e mezzo! Poi chi lo sa! Ho altri progetti chiusi e dimenticati nel cassetto: potrei rispolverarli e farci qualcosa!


Ma se io, Quezal, fossi un personaggio di GF come apparirei? :3

Direi piĂš o meno cosĂŹ. :3

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STONE OF FATE RIASSUNTO Roberto, all’apparenza un normalissimo ragazzo, è in realtà possiede l’abilità di leggere nel pensiero. In seguito ad uno strano episodio nel quale rischia la sua stessa vita, viene a conoscenza da un uomo, di nome Frederich, del fatto di non essere l’unico possessore di un potere soprannaturale. La sua abilità, però, è superiore a quella raggiungibile da un qualsiasi umano e per questo Frederich, dopo essersene accorto, decide di portarlo con sé in una dimensione parallela alla Terra. Jeremiah fa la sua esplosiva entrata in scena, ma, come scoprirà Roberto, i Noctis non sono avversari da sottovalutare.

ROBERTO Un ragazzo come tanti all’apparenza, ma sa leggere nelle menti altrui.

FREDERICH Un

uomo del misterioso gruppo a cui dovrà

unirsi

Roberto. Possiede il potere di Ignis.

ALEXIE Una delle ragazze dello stesso gruppo di Frederich. Roberto se ne è invaghito al primo sguardo.


CONTINUA... - STONE OF FATE di

MIRCO CABBIA

- CAP.3- FINE -


STEP BY STEP DELLA COPERTINA


OMAGGIO A NARUTO Naruto,

uno dei più importanti e famosi fumetti giapponesi contemporanei, è recentemente terminato. Alcuni autori professionisti insieme a fedelissimi fan hanno deciso di omaggiare il maestro Kishimoto con dei sentitissimi tributi. Voltate pagina per scoprili tutti (dattebayo)! E CON I FUMETTI NON È MICA FINITA QUI! SUBITO DOPO LE ILLUSTRAZIONI DEI PRO, SEGUE UN FUMETTO-TRIBUTO ALTRETTANTO PRO DI DUE AUTORI CHE SICURAMENTE CONOSCERETE: ENRICO MARTINI (STORIA) E DAVIDE ZUPPINI (DISEGNI)!


01


SERENA GIAVOTTO


GAETANO SCOGLIO


GIUSEPPE ARENA


MELINA TUVO


BARBARA MIELE


GLI AUTORI DI DM IN QUESTO NUMERO

MARIA LAURA SANTUS Mi chiamo Laura sono nata nell’1986 e da sempre amo disegnare. La passione per i cartoni animati ce l’ho da quando avevo 4-5 anni e guardavo in tv i Cavalieri dello Zodiaco e Candy Candy (e molti altri). Ma la passione vera e propria per il fumetto e con particolare attenzione a quelli giapponesi arriva durante l’adolescenza quando a 14 anni inizio a cimentarmi con le prime tavole. Era il lontano 2000 e da allora ho sempre lavorato in coppia con mio cugino e socio Andrea Loi (https://www.facebook.com/andrea. loi.509?fref=ts). Insieme abbiamo realizzato varie storie autoconclusive tra cui: Bushido, il cammino di un guerriero; Jack, il Pirata libero; Cocorita; e Musa la quale ha vinto il terzo posto ad un concorso locale “Nuvole Quartesi 2009”. Purtroppo non ho potuto proseguire i miei studi in direzione artistica e attualmente frequento la facoltà di Lingue e Letterature straniere. Dal 2009 mi occupo da sola di un progetto tutto mio e cioè Crossing Masters che ho iniziato a progettare e a pubblicare lo stesso anno su Deviant Art.

Le mie pagine: Facebook : CrossingMasters DeviantArt : http://yukonouta.deviantart.com/ Ask : http://ask.fm/LauraS86 Pinterest : http://it.pinterest.com/laurasantus3/ Twitter : https://twitter.com/CrossingMasters

GIULIO SCIACCALUGA Giulio Sciaccaluga, nato nel giugno del 1993. Ha conseguito la maturità artistica con ottimi risultati dopo 5 anni di liceo artistico ed ora frequenta una scuola triennale di fumetto a Chiavari. Attualmente lavora ad un fumetto dedicandovi parecchio tempo ed impegno, nella speranza che possa, prima o poi, essere letto da tante altre persone che come lui amano i fumetti giapponesi.

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GLI AUTORI DI QUESTO NUMERO MIRCO CABBIA Nasce a Venezia il 3 Febbraio 1993 e fin da quando è in fasce scopre il grande universo del disegno. In tenera età si appassiona al fumetto, ma, essendo piuttosto pigro, lascia perdere per continuare a disegnare macchine e dinosauri. Al terzo anno di scuola al Liceo artistico, quasi per svago, realizza un fumetto di 10 pagine intitolato “Roberto Spae” con il quale vince il concorso interno, cosa che fa riaffiorare la sua passione per questo genere. Ora prova sempre più interesse per il fumetto, in particolare il manga giapponese, con il quale tenta di affinare le sue tecniche nel disegno. Attualmente frequenta la facoltà di architettura allo IUAV, senza sapere perché l’ha scelta, dato che è noiosa come poche, e durante il tempo libero (quel poco che ne rimane) continua ad esercitarsi nel disegno in stile manga.

Links: http://sciamano240.deviantart.com/ E-mail: Mko_2420@hotmail.it

NATALIA BATISTA Classe 1986, artista manga svedese e insegnante di fumetto presso la Serieskolan di Malmo. Ha studiato alla Serieskolan dal 2005 al 2007 e successivamente, fra il 2006 e il 2007, ha pubblicato il suo primo lavoro sulla rivista svedese di musica “Okej” col suo fumetto “Lova”. Dopo aver partecipato a diversi concorsi nazionali e internazionali di fumetto, riesce a classificarsi fra i finalisti del concorso svedese Mangatalangen (sia nel 2006 che nel 2007) e alla seconda edizione del famosissimo concorso Morning International Manga Competition. Ha debuttato nel 2010 con la sue serie “Mjau!” in Svezia e con il suo fumetto “A song for Elise” in Germania pubblicato da Tokyopop. Nel 2012 “Mjau!” è stato serializzato anche sulla rivista portoghese “Banzai”. “A song for Elise” è partito come progetto autoprodotto e può essere letto online in inglese su: AsongForElise.smackjeeves.com Ha inoltre illustrato varie serie di libri fantastici per bambini e un magazine a fumetti volto a sensibilizzare sul tema del clima atmosferico. “Sword Princess Amaltea” è il suo più lungo progetto a fumetti in assoluto, sarà anche pubblicato in Svezia e Danimarca. Potete seguire il fumetto anche su Facebook a questo indirizzo: facebook.com/swordprincessamaltea

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CLAUDIA COCCI Istruzione: 2007-2013 frequenta: - Accademia di Belle Arti di Macerata (Italia) - Corso di Comunicazione Visiva Multimediale (attuale GPA 28/30) Febbraio-luglio 2012 ha requentato: - Ècole Nationale Superieur d’Art, Nancy (Francia) - Opzione Comunication Pubblicazioni: 2012: - Illustratrice per Little Dreamers Vol .1, libro di Casini Editore. - Illustratrice nel secondo numero della web-zine Speechless. 2013: - Autrice della serie ScrollBound pubblicato sul web-zine Doraetos Manga. - Inizio collaborazione come disegnatrice per la serie a fumetti Steelman sul magazine NON?Si! (Francia)

Links: h t t p : / / w w w. f a c e b o o k . c o m / DejaVu13Art Per donare all’autrice: claudia_ c389@live.com

GIAN MARCO BACHETTI Nato ad Ascoli Piceno il 29/09/77. Dopo aver frequentato l’ISD’ A O. Licini ad Ascoli Piceno frequenta il corso di restauro e decorazione triennale. Vice presidente e fondatore dell’associazione Dimensione Fumetto che da vent’anni promuove il fumetto nella realtà del Piceno. Creatore di giochi di ruolo e da tavolo, ha all’attivo la produzione di duo giochi da tavolo per la provincia di AP e la Lisciano Giochi. Attualmente collaboratore per Doraetos Manga con la sceneggiatura del fumetto Scroll Bound.

GIOVANNI VALENTI Giovanni Valenti in arte “Gioz”, inizia a disegnare dinosauri all’asilo e a creare propri personaggi e piccole storie dalle elementari. Alle medie, a causa di un amore spropositato verso Dragon Ball, inizia ad imitare lo stile di Toriyama e a creare i suoi primi racconti “seri”. Finite le superiori, il disegno ha sempre un posto speciale nel suo cuore, ma non riesce mai a dedicarsene con impegno, anche se nel frattempo inizia a leggere manga, a scoprire stili differenti, e così nella sua testa iniziano a crearsi nuovi personaggi e racconti. Nel 2012 partecipa ad un contest online che lo porterà a pubblicare poi nel 2014 una storia autoconclusiva su Asterix per il volume di tributi al mondo del fumetto “Meanwhile in Elsewhere” della Cyrano Comics in occasione del Mantova Comics & Games. Sempre in questa occasione, ha la grande opportunità di poter stare allo stand della casa editrice e sentirsi quasi un fumettista professionista. Per quanto riguarda il presente, collabora con Doraetos Manga, pubblicando la sua ultima avventura “Preistory”.

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EDITORIALE

Direttore E con questo mio editoriale termina il sesto numero di Doraetos e comincia da subito il nuovo percorso editoriale e promozionale annunciato qualche settimana fa. Ecco riassunte schematicamente le novità che ci vedono coinvolti: 1) Doraetos Manga diventa trimestrale e i numeri della rivista usciranno i giorni 21 di Marzo, Giugno, Settembre e Dicembre. Questo ce l’avete chiesto in molti e abbiamo trovato il modo per venirvi incontro. 2) Il nostro sito web è più accattivante e funzionale che mai! Qui potrete leggere tutto ciò che ci riguarda e tenere nota delle pagine personali dove gli autori pubblicano le loro opere. 3) Stiamo cominciando concretamente ad aprirci a un pubblico internazionale, ed ecco perché abbiamo dato grande importanza al far tradurre i nostri fumetti almeno in lingua inglese. 4) La pagina Facebook di Doraetos, come avrete sicuramente già notato, sta puntando molto sulla interattività con l’utenza: lo stile generale è sempre serio e di stampo professionale, così come l’avete sempre apprezzato, ma si è ritenuto necessario “ammorbidirsi” un po’ per poter interagire al meglio con un numero maggiore di persone. Inoltre è stato riaperto il nostro account ASK, quindi inondateci di domande e noi vi risponderemo con piacere per filo e per segno a ogni vostra curiosità. 5) Il canale Youtube di Doraetos crescerà mese per mese, proponendovi contenuti sempre più interessanti e vicini ai vostri gusti e alle vostre richieste. 6) I fumetti pubblicati su Doraetos saranno fruibili anche per la lettura online su piattaforme come Tapastic. Ricordiamo a tutti che queste due piattaforme, a differenza di Facebook, possono ripagare economicamente gli autori tramite un sistema basato sulle visualizzazioni (un po’ come succede con Youtube). 7) In passato ci avete chiesto un’apertura maggiore verso “gli esordienti”. Ebbene, ho pensato a qualcosa che potreste trovare molto, molto interessante! 8) Doraetos, se le condizioni saranno favorevoli, tornerà nelle fiere del settore dopo la fantastica esperienza del Napoli Comicon. Probabilmente torneremo lì e magari ci scappa qualcosa anche per Teramo e Rimini Comics. 9) Molti dei nostri fumetti hanno materiale sufficiente per poter essere stampati. Quindi… continuate a seguirci per saperne di più!

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Niente male, non trovate? Pensate che siamo riusciti ad organizzare tutto questo nonostante imprevisti vari (vedi quelli per il numero 5…) e la mole di studio e lavoro generale che ogni giorno ci vede tutti coinvolti. Ecco perché, per concludere, vi invito a seguire gli autori soprattutto su Inkblazers e Tapastic e a condividere (come e quando preferite) quello che creano sui principali social network. Così facendo, quindi praticamente con pochissimo, potrete contribuire a far sì che il loro lavoro possa andare avanti senza intoppi. Detto ciò, il prossimo appuntamento con la rivista sarà a Marzo, e il tutto sarà “regolarmente japstyle”.

Davide Della Via

ARRIVEDERCI AL PROSSIMO NUMERO!

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Il materiale originale pubblicato su questa rivista appartiene a Doraetos Manga e ai suoi autori. È vietata la copia, la stampa, la diffusione in pubblico, l’uso e qualsiasi altra attività senza il nostro esplicito consenso. Illustrazione di Copertina Mirco Cabbia Contatti doraetosmanga@email.it Illustrazione varie di Quezal: Qsan http://qsan90.deviantart.com/ Robun http://h-robun.deviantart.com/ miraongchua http://miraongchua.deviantart.com/ Il resto del materiale è stato utilizzato solo a scopo illustrativo. www.doraetosmanga.it

Doraetos Manga N°6  

Una rivista di fumetti italiani ispirati ai "manga" giapponesi.

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