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pesaro tube

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OPENING_GENNAIO_2011


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by Luna Genzano

Una vacanza lunga un anno Viale Romagna, 38 61032 Fano (PU) tel +39 0721 803039 info@extraspa.it www.extraspa.it


SUPERMAN SINCE 1977

solo per uomo     da oltre trent’anni

Piazza del Comune, 18 60044 Fabriano (AN) Tel. 0732.21800 mail to: info@supermanabbigliamento.it


INDEX LIFE PEOPLE N° 29 DICEMBRE 2010

CHARME: Rough luxury FASHION GREEN STATUS SYMBOL: Tubino nero NEW BRAND: Philipp Plein PHOTOSHOOTING: Gold Fascination GOLD HISTORY: Diesel FASHION: Zaino coccinella GRIFFE STORY: Antonio Marras FROM USA: Il Libro si mette a nudo PHOTOSHOOTING: Blue Denim ICONE DI STILE: James Bond THE STYLIST: Taylor Swift IN THE FUTURE: L’occhio bionico EXTRA-ORDINARY FASHION COVER STORY: Moda e beneficenza contro la SLA FASHION: Una sciarpa, una moda FASHION: Sexy red EVENTI: Sexy lingerie CHIC & SHOCK FASHION: Kin PEOPLE: Cristian Marchi PHOTOSHOOTING: Maya Oprea FASHION: Bellezze Oversize PEOPLE: Doctor Feelx GOLDEN BOY: Flavio Cattaneo THE CLUB: Chang An DREAM INSIDE: Tree Hotel (UN) CONVENTIONAL ART: Andy Warhol DESIGN: L’Altro Caffè HOTEL DI DESIGN: Gombit Hotel DECORTREND TOP DESIGNERS: William Warren WORLD PROJECT: Club Azzurro HOTEL DI DESIGN: Gombit Hotel DESIGN: L'arte al servizio dell'arredo AUTO: Ferrari 599 sa aperta TRAVELS: Cuba Photo by Alessandro Bucci

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Società proprietaria del marchio LIFE PEOPLE : Nero di Bertulli Giacomo P.I. 02270740414 Società a cui è stata data in concessione la rivista per la regione Marche: CONSUL COMPANY s.r.l.

LA REDAZIONE Direttore Creativo Giacomo Bertulli 329.2005433 Direttore Responsabile Silvia Falcioni Grafica Claudio Sperindei 347.1651482 Direttore commerciale Stefano Marangoni Account Manager Enrico Sanchi Servizi giornalistici: Francesco Furiassi Matteo Garofoli Giulia Giovanelli Jean Claude Poderini Federico Sperindei Francesco Sabbattucci Giovanni Zerba Maria Luna Genzano Alan Parker Erika Facciolla Marcello Tosi Marianna Pilato Marina Savarese Samantha Scaloni Valeria Riccobono Samuele Daves Fotografo Alessandro Omiccioli 349.5773620 Ass.Fotografo Mirco Cheli Make up Angela Montrone Hair Stylist Doriana - Eridò Parrucchieri Maurizio - Lounge Parrucchieri Stylist Anna Negusanti PER LA TUA PUBBLICITA’ SU QUESTO MAGAZINE MEDIA CALL 0721.580448 348.8552098 - 339.2705653 Distribuzione MEDIA PLAN s.r.l (Società concessionaria del marchio per le province di Rimini, Pesaro Urbino e Ancona) CONSUL COMPANY s.r.l. Senigallia Amministratore Unico Bartocci Augusto 339.1155711 Redazione : Via Delle Vele, 10 Fano (Pu) Tel. 0721.580448 redazione.lifepeople@gmail.com Autorizzazione del Tribunale di Pesaro n°546 del 18/12/2007 Marchio protetto da Copyright

Cover: Riccardo Montolivo e Cristina De Pin fotografati da Enrico Ricciardi per il calendario SUNSET BOULEVARD a favore della FONDAZIONE STEFANO BORGONOVO


FASHION | CHARME

ROUGH

LUXURY N

asce l’esigenza di produrre una condizione di fiducia con la natura in un rinnovato stimolo creativo. È tempo di ottenere una perfetta armonia con le tradizioni e l’eredità tramandata. La moda non è solo abiti ma comprende tutto ciò che ci circonda, le nostre idee e il modo in cui viviamo. Entra nel sociale, nella cultura e nell’ideologia di un paese, nella psicologia, nella morale, nella politica e nella religione. La potenza della purezza si fonde con il fascino della tecnologia. Siamo nell’età dell’incertezza e abbiamo bisogno di sicurezza. La primaria assicurazione è concessa dialogando e conversando con la natura. È questa la nuova linea di confine che riconduce ad aprire nuovi contatti con l’ambiente, la famiglia e gli amici. Un mood pastoral romance è la nuova ispirazione che suggerisce umori e sensazioni primitive. La coerenza della moda sta nella natura ove si intravede l’unica salvezza. Esaltare la bellezza naturale nell’interpretazione di temi casual neo-grunge. Un’aggressività moderata codifica un look urbancasual e new-sauvage, di gusto vintage, evergreen e sempre sotto controllo. C’è una sensibilità di colore che celebra il desiderio di relax. Si notano rivisitazioni di materiali in chiave finto-rustico. Un abbigliamento che da adito alla fantasia. I capi acquistano un’anima, una rinnovata filosofia della mente. È terminato il delirio di onnipotenza dei creatori di moda e le donne non sono più dipendenti della fashion drague. Un nuovo lusso si affaccia, un abito deve far sognare, deve creare ricordi ed emozioni. Non è precisamente una fuga dalla città ma una ricerca di evasione, una preziosa distrazione che aiuta a sentire una rinnovata dimensione in uno stile country-town. Va considerata come una ricerca di spiritualità, di armonia e rifugio nella meditazione del quotidiano. La ricchezza nel predisporre della propria vita e le scelte che permettono di usare il proprio tempo sono le nuove frontiere del lusso. Lavorare a casa è un lusso, così come vivere in campagna e preparare cene con gli amici e incontri con la famiglia. La qualità del prodotto diventa una priorità fondamentale.La qualità della vita è una condizione irrinunciabile, intesa come tesoro in un viaggio onirico che spazia dalle tradizioni alla cultura personale. E le donne avvertono questa esigenza di abbandono a un’audacia rivisitata, volutamente sobria, ricca di conoscenze di una latente semplicità. La sfera femminile ha un animo pieno di sfaccettature

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FASHION | CHARME

e sa convivere con le proprie scelte. È una nuova immagine importante di una moda da condividere con chi ha le stesse idee. Il look è di un’accattivante e innocente seduzione. Una moda silenziosa, non convenzionale, abbozzata e approssimativa. È un gioco fantasioso nel suo disordine vero o apparente negli eccessi delle forme e delle misure. Questa alternativa è un lusso povero miscelato, non conformista, ribelle senza paura. Sperimenta nuovi materiali e nuove silhouette. I nuovi modelli personalizzano il proprio stile per uscire dalla folla, usano simboli propri, miscelando passato e presente alla ricerca della tradizione in chiave attuale. I colori riprendono contaminazioni naturali. La vita è basata sulla funzionalità, sui valori sani e sul comfort. La campagna e la natura sono lo sfondo dove si riflette la nuova coscienza. Open mind in open air. Il trend outsider è la nuova chiave per i tempi freddi. Strutturati da linee di abiti stratificati di derivazione off-limits ci svelano profondi e incantevoli toni soft. Glam-romantic ci riporta a una moda simbolica nella quale la donna si riconosce in elementi inequivocabilmente femminili. Silhouette ovoidali, capi avvolgenti, per modelli di abiti di stile retrò abbinati a giacche dalla sensibilità scultorea con volumi sinuosi e aspetti arrotondati. I primi realizzati in materiale vibrante come seta, chiffon e organza mentre i capospalla sono di lane cotte, feltri pelosi e tessuti strutturati. I colori sono ambigue reminiscenze della natura, gradazioni polvere fino al grigio Londra e marrone bronzato, con tocchi di bruciato. Rottura delle regole, delle norme e delle consuetudini. Esplorare nuove terre, sistemi naturali, ispirazioni per nuove idee. Piacciono i larghi pantaloni sublimati da cappe strutturate, che rivelano modelli con tagli moderni. Contemporanei sono gli equilibri per giacche e cappotti con ritocchi ultra femminili, di melton e leggere lane mohair. Adeguate troviamo le strutture a effetti concentrici

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nelle gonne e nei piumini. I velluti sono omni-presenti, tessuti tecnici per trapunte con disegni dalle volute fluide che ci portano a mondi meravigliosi. Color luna, tuorlo, grey egg e le diverse gradazioni di ruggine profondi e marron-glacé, sono le tentazioni sui modelli neoclassici. Splendore polare è un’aria di nuova esplorazione per l’inverno. La maglieria sarà in toni ultra miele. Appena scintillante, i filati perlati rivelano raffinate e voluminose tessiture femminili. Vorremo avvolgerci in grandi bozzoli quando indossiamo dei pullovers, con cappuccio e scialle. Grossi tricot, maglie rasate, jacquard in tonalità del bianco, dal cachemire al malfilè, ma tutti con strutture in rilievo che danno movimento e giochi alle superfici. L’aspetto è rude ma corposo, la mania dei particolari e dei ricami rende un capo speciale. Dettagli, volumi e benessere del corpo ricoprono un ruolo determinante in questa moda easy-chic. La nuova moda per l’uomo di questo inverno si spiega e si evidenzia nell’apertura di una parentesi di sobrietà. Il futuro abbraccia il passato in una rilettura di eredità senza paure e incomprensioni. Le novità sono i nuovi codici riconsiderati e corretti. Conosce il comfort e ha confidenza con la realtà, ama ancorarsi a solide certezze con forme new-classic e con stile. Ogni età ha le sue convenzionali idee e osa con coraggio la sua creatività. Ogni tempo è audacia, temerarietà e impudenza. Sensibilità e sicurezza sono i nuovi piani della seduzione diventando raffinatezza e modernità. Lo stile new-romantic è coraggioso per i contrasti e gli abili revival di modelli e materiali. Il nuovo uomo rifiuta l’ambiente ostile e crea una moda entusiastica come l’amore per la vita. Il taglio è basic, relazionato a linee semplici e tranquille che aiutano a dare una silhouette unica. Contaminazione trekking su modelli classici che

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FASHION | CHARME

abbracciano la realtà. Protagonista è la maglieria da considerare in diversi aspetti. Dalle lane grosse miscelate per i cardigan doppiopetto al tricot sottile di cachemire per V-nek e round-nek in un mix intrigante che polarizza la rottura delle convenzioni. Si vedono anche grosse e lunghe sciarpe di maglia avvolgenti che creano un look cocooning e rustico casual. I colori sono mezzi toni neutri invecchiati, color biscotto, greige, marron e grigio asfalto. Il giaccone di montone è il perfetto compagno della maglieria. È robusto e protettivo, avvolge in un tepore e si presta per l’outerwear. I colori diventano soft, pieni di nuances armoniose, ton-surton, camel, blond, honey e toni della terra. Evidente è la fusione fra tradizione e modernità come realtà e irrealtà. La rottura delle convenzioni sta negli accostamenti nuovi e insoliti che creano misura e dismisura. Rivisitazione dei materiali con uno spirito rustico simulato dove incontriamo velluto, panno feltro e cotoni cerati più pelle. Una natura malinconica fa da sfondo a nuovi concetti del vestire che prendono spunto dallo stile cavallerizzo, caccia e pesca. Il desiderio di colori chiari esalta l’esigenza del rilassamento fisico e mentale. Pieni di determinazione, ridisegnano la giacca classica, animata da materiali nuovi, interessante nel suo new-concept. Le giacche sono a petto semplice e doppiopetto realizzate in più materiali, abbinate con gilet di diverse forme. Per i giorni più freddi, giacconi di pelle con tagli asimmetrici e grandi colli e cappotti di grosse lane bouble, offrono un guardaroba perfetto, con tagli classici e fantasie in colori armoniosi. Gli accessori sono il must per l’uomo e per il suo abbigliamento, semplice in apparenza, come un segno del tempo. Nuovi valori e autenticità sono dati dal grande ritorno del berretto di diverse variazioni di modelli, con paraorecchie e visiere realizzate di lana, patchwork, plaid e tessuti tweed. Altro interessante accessorio sono le nuove bretelle di sapore retrò. Questo dinamico ostentare a un look rilassato, ma con toni nuovi e reinventati, trasmettono e comunicano una facciata seria. Determinati e decisi nello stile rassicurante e confortevole, rappresentano la responsabilità e l’affidabilità del nostro romantico eroe.

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FASHION GREEN

FASHION GREEN Samantha Scaloni

moda matematica

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he i designer giapponesi avessero molto da insegnare in termini di tecnologia, avanguardia e lungimiranza, era noto a tutti. Ma di fronte a cotanta perfezione poetica e all’incredibile naturalezza con cui plasmano forme di assoluto rigore e meraviglia, ci si chiede se siano in possesso di qualche gene speciale. Solo così è possibile dare una spiegazione alla folgorante illuminazione creativa con cui Issey Miyake ha sbalordito tutti durante la recente Paris Fashion Week. La sua collezione si chiama 132.5, è stata realizzata interamente con materiali riciclati e punta sull’idea della ri-generazione. Un trionfo di minimalismo green che lascia letteralmente a bocca aperta: basandosi sull’algoritmo di Mitani, Miyake ha creato abiti e gonne a partire da un singolo capo. Gli indumenti sono tridimensionali ma non sono stati mai né tagliati né cuciti: magia? No, matematica. Quando si dice che la moda non fa una piega.

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FASHION GREEN

fashion green E

Ebbene sì, quelli che vedete sono veri e propri gioielli. Nati dal genio creativo del fantasmagorico duo di designer Tithi Kutchamuch e Nutre Arayavanish, i paper jewels hanno fatto il giro del mondo. In perfetto stile origami, la collezione comprende dodici diversi modelli i cui singoli componenti sono stati tagliati al laser da un particolare foglio di carta e assemblati per essere indossati come autentiche opere d’arte. Si può scegliere di acquistare il foglio con tutti e dodici i modelli o di comprarne soltanto uno. Ogni anello è una delizia per gli occhi: a guardarli non soltanto si è colpiti dal design non convenzionale, ma anche e soprattutto dall’inconsueto matrimonio tra forma e materiale. I fiori e le farfalle si sposano con la carta come mai avevano fatto prima. Una delicatezza ecocompatibile al limite del poetico che ruba i cuori a chiunque ami il lirismo nella natura, il minimalismo nella moda e il green nel portagioie.

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FASHION | STATUS SYMBOL

TUBINO NERO Marianna Pilato

il più amato di tutti i tempi

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lassico, adatto a ogni tipo di fisico e abbinabile praticamente con tutto: è il tubino nero, che oggi sembra rivivere una seconda giovinezza, seppur non sia mai passato di moda veramente in tutti questi anni. E come potrebbe essere altrimenti, visto che a lanciarlo sul mercato è stata l’icona dell’eleganza per eccellenza, ovvero l’attrice Audrey Hepburn nel film “Colazione da Tiffany”? Dopo il successo di tale pellicola cinematografica (il capo originale di scena è stato venduto all’asta da Christie’s nel 2006 per 410.000 sterline), infatti, l’abito è diventato un modello passepartout fondamentale, anche perché si può tranquillamente indossare in qualsiasi momento della giornata, coordinandolo per esempio con una giacchina a tema. Oggi le ragazze inglesi sono solite portare il tubino addirittura con sopra il chiodo di pelle, dando vita così ad accostamenti arditi. Ovviamente il little black dress è disponibile in diverse versioni: c’è chi lo preferisce senza spalline, chi scollato davanti, chi dietro, chi corto e chi lungo. Qualunque siano le sue fattezze, esso comunque non perde il potere di

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FASHION | STATUS SYMBOL

snellire e slanciare la figura, e forse è proprio per questo motivo che è tanto amato, anche fra le star di Hollywood (da Jessica Alba a Scarlett Johansson, da Angelina Jolie a Monica Bellucci). Non a caso, sempre più spesso sui red carpet si notano dei tubini neri, naturalmente declinati secondo il gusto dei vari designer. Se Audrey Hepburn ha avuto il merito di farlo conoscere e apprezzare in tutto il mondo durante gli anni Sessanta, chi lo ha ideato e realizzato davvero è stata la stilista Coco Chanel nel 1926, denominandolo inizialmente con l’appellativo francese di Petit Noir (piccolo nero). Per di più, negli ultimi tempi la rivista inglese Daily Mail ha condotto e pubblicato un interessante sondaggio, da cui è emerso che il capo di abbigliamento più importante e amato della storia è per l’appunto il tubino, che supera di gran lunga il reggiseno Wonderbra e addirittura il jeans.

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Per quanto riguarda gli ultimi modelli presentati nel 2010 dagli stilisti, Roccobarocco ha proposto un LBD (abbreviazione che sta sempre per little black dress) in un raso non troppo lucido con una manichina fasciata che ne smorza il rigore. Molto più sensuale è la creazione griffata Hervè Leger, che punta su un micro abito nero, più corto del tubino tradizionale, dalle geometrie innovative che sottolineano con maestria decolleté e punto vita. Dallo stile raffinato è al contrario il tubino Iceberg: poco sopra al ginocchio, semplice, scollato ma non troppo e con un piccolo intarsio all’altezza del seno. Passando alle creazioni per la stagione invernale in corso, la maison Martin Margiela ha prodotto LBD asimmetrici, con un taglio molto moderno e intellettuale. Oscar de la Renta ancora una volta non tradisce il suo amore per lo stile retrò, con abiti neri classici e corti fino al ginocchio, consigliati magari per un cocktail. Ugualmente sobri, infine, sono i tubini Moschino, accompagnati solitamente da un dettaglio singolare (es. un grande fiocco). Insomma, anche le sfilate degli scorsi mesi hanno ribadito che non c’è niente di più semplice e più geniale del tubino nero, trasformabile all’infinito armonizzandolo a vari accessori o tipi di make up.


FASHION | NEW BRANDS

lux stylist

PHILIPP PLEIN Silvia Falcioni

E’

lusso declinato alla massima potenza quello al quale si ispira Philipp Plein, giovane designer tedesco che in pochi anni si è guadagnato uno spazio nel settore della moda più lussuosa. Philipp Patrick Plein nasce a Monaco di Baviera nel 1978 e inizia i suoi studi di legge, ai quali affianca la passione per l'arte trasmessa dai genitori. All'età di appena vent'anni inizia a progettare pezzi di mobilio e qualche anno dopo si lancia nella moda. Per lui i riflettori si accendono però nel 2008, quando propone una collezione heavy metal nel programma di Heidi Klum "Germany's Next Topmodel", a cui segue una campagna con Naomi Campbell e Marcus Schenkenberg. Il 2008 è anche l'anno in cui Plein riceve il Premio New Faces nella categoria Moda. L'anno successivo invece collabora con la Mattel in occasione del 50° anniversario della conosciutissima Barbie.

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FASHION | NEW BRANDS

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FASHION | NEW BRANDS

Lo stilista realizza un abito per la bambola in edizione limitata, presentato alla Fiera del giocattolo di Norimberga. Quella proposta da Philipp Plein è una moda giovane, contemporanea, rock e dal sapore un po' ribelle che abbraccia capi uomo e donna, senza dimenticare gli accessori. A rendere lo stile tanto speciale e glamour è il distintivo abbinamento di pelle e pelliccia con i preziosi Svarowski, che rispecchiano il concept del marchio: Philipp Plein è puro lusso. Le collezioni di abbigliamento e accessori sono il simbolo del glamour e dello stile. Materiali raffinati, di qualità Made in Italy, sete e pellami curati nel dettaglio ed uno stile sempre moderno sono le caratteristiche del brand, che riesce in ogni occasione a distinguersi per il suo esclusivo design. Tra i nuovi capi spuntano teschi, catene e borchie, unite all'immancabile nero, per mantenere quello stile rock che tanto piace ai personaggi dello spettacolo ed alle persone comuni. Le scarpe con tacco, ad esempio, sono impreziosie da borchie eleganti, mentre le ballerine presentano svariati colori ed un teschio discreto sulla punta. Lo stile richiama temi come Jet Set Glamour, Urban Luxury e Cosmopolite Lifestyle.Tra i must have della collezione autunno-inverno 2010-2011 spicca la Bambi Jacket, giacca di pelle nera con con l'immagine del cucciolo Disney. Proprio sul tema fairy tale, diverse sono le giacche ispirate ai protagonisti delle favole, in una mescolanza di tenerezza e grinta che richiama l'infanzia e la proietta al futuro. Ma il vero must della collezione sono i lussosissimi Stripe Stones Highheel, pezzi veramente unici e di gran valore, icone della linea Accessories: non sono semplicemente sandali, bensì veri e propri gioielli, tempestati di strisce di Swarovski, per un effetto seducente e abbagliante. E proprio gli accessori sono un mondo a sé stante del brand, perchè comprendono borse, scarpe e cinture di svariati stili, provenienti da tutto il mondo. Si rispecchia così una componente importante della vita di Philipp, che fin dalla tenera età è stato trasportato dalla passione dei genitori per i viaggi, esperienza che gli ha permesso di conoscere culture e tradizioni diverse, rielaborate poi nella sua arte. Ogni luogo visitato è stato fonte di ispirazione per il giovane designer, dal quale sono nati articoli unici e per nulla banali.Tante proposte e tanti stili, quindi, per accontentare chi cerca un look deciso e di classe, tra cui anche molti VIP, come David Beckham e consorte, Heidi Klum e le Pussycat Dolls. Anche e campagne pubblicitarie di Philipp Plein sono accuratamente studiate

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FASHION | NEW BRANDS

scegliendo volti dello spettacolo che ben si adattano allo stile rocker: è il caso della scelta della top model Naomi Campbell nel 2008 ed ora, per la Couture autunno inverno, il volto è quello dell'attrice britannica Mischa Barton, divenuta famosa per la sua interpretazione nella serie televisiva “O.C. California”. La preferenza per la 24enne inglese viene così motivata dall'azienda: "Philipp Plein è un marchio giovane, sexy, rock, ma di lusso. Siamo riusciti a combinare uno stile L.A. fresco e deciso con la tradizionale manifattura italiana e un gusto europeo. Per noi Mischa Barton è perfetta, è diventata un modello per milioni di ragazze e ha rappresentato lo stile di una nuova generazione. Lei è molto autentica, ha fatto esperienze, è cresciuta e ha tutto ciò che serve per rappresentare un look di tendenza ma maturo”. La campagna comprende 4 scatti della Barton e lo shooting si è svolto nella cornice del James Goldstein Mansion sulle colline di Hollywood a Los Angeles.Trucco minimale, accentuato solo dal make up nero agli occhi, Mischa doveva richiamare un po' Brigitte Bardot con i capelli cotonati e un po' una diva rock'n'roll. Gli scatti faranno un po' il giro dell'Europa, perchè appariranno oltre che in Svizzera in Italia, Austria, Germania, Francia, Grecia e Russia.Nonostante l'attività di stilista lo abbia fatto conoscere nel mondo, Philipp Plein è attento anche al design e fa tesoro dei suoi studi giovanili. Se i suoi abiti sono il simbolo del lusso, la stessa cosa si può dire per gli showroom. L'interior design è sobrio ed elegante allo stesso tempo, totalmente bianco, al centro troneggia il simbolo del brand: un grande teschio di cristallo, di un metro di altezza, ricoperto di Swarovski. Al di là del fatto che l'installazione richiami le stampe degli abiti, il teschio cattura l'attenzione per un altro particolare non di poco conto: su di esso sono applicati a mano da un artista svizzero ben 60.000 cristalli! Il primo “gioiello” come questo è apparso nello show room di Saint Tropez, fino a diventare un elemento di design immancabile anche negli altri punti vendita, segno di riconoscibilità del brand. State quindi molto attenti, se vi dovesse capitare di passeggiare vicino al Duomo di Milano, perchè proprio di recente è stato aperto in via Bigli un nuovo show room targato Philipp Plein...

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PHOTOSHOOTING

GOLD FASCINATION “D

iamonds are a girl's best friend” diceva una famosa canzone resa celebre da Marilyn Monroe e quanto mai azzeccata. Infatti i gioielli sono ormai un accessorio glamour al quale non si rinuncia nemmeno nei momenti più informali e quotidiani. Indossare un accessorio luccicante, da abbinare ad un vestito o solo per impreziosire la figura, è diventato un'arte ed esistono anche delle teorie su come scegliere gli accostamenti. Un gioiello può catturare lo sguardo, può incuriosire, affascinare, provocare. Un gioiello è sempre capace, agli occhi di chi lo indossa e di chi lo guarda, di suscitare emozioni. In base all'accessorio scelto, la figura assume uno stile diverso, con caratteristiche di semplicità, naturalezza o di eleganza. In queste foto i preziosi sono i protagonisti dell'immagine, ciò che balza agli occhi ad un primo sguardo. Realizzati da Il Nautilus, nota orologeria di Riccione, questi pezzi di alta gioielleria conferiscono un tocco di eleganza alle figure, abbinati ad orologi di gran classe.

fotografo: Alessandro Omiccioli assistente: Mirco Cheli

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PHOTOSHOOTING

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PEOPLE | GOLD HISTORY

DIESEL un brand per la creatività di

FRANCO

ROSSO

C

Creatività allo stato puro e artigianalità “Made in Italy”. Potrebbe essere sintetizzato in questa semplice ricetta il successo di Diesel. L’azienda vicentina fondata alla fine degli anni settanta da un gruppo di imprenditori del Nord-Est è diventata una delle più conosciute realtà italiane per l’abbigliamento giovane. Un brand di successo e conosciuto nel mondo che dal commercio del denim ha allargato la sua influenza ad altre nicchie di abbigliamento, passando poi alle calzature, ai profumi, fino ad occhiali, orologi o caschi. Dietro il marchio Diesel si cela anche la storia di Renzo Rosso, un uomo che ha saputo unire alla passione per la moda un’invidiabile abilità imprenditoriale. Il patron della Diesel, nato nel padovano nel 1955 ma bassanese di adozione, sta portando il suo brand in tutto il mondo e, con lo slogan “Be stupid”, sta costruendo il life style di Diesel.

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by Giovanni Zerba

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PEOPLE | GOLD HISTORY

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PEOPLE | GOLD HISTORY

D I P U T S BE Uno stile in cui la creatività e la cura meticolosa del prodotto vanno di pari passo con la voglia di sovvertire i codici della moda e di osare dove nessuno è arrivato: rivoluzionare il concetto di denim. Un capo che può essere personalizzato e di alto livello. Renzo Rosso ha iniziato a produrre vestiti in proprio a soli 20 anni. Tre anni più tardi, nel 1978, ha fondato con altri imprenditori il Genius Group, un’impresa sotto il cui cappello erano racchiusi diversi marchi, fra cui Diesel. Il grande salto per Rosso arriva nel 1985 quando prende il controllo diretto del brand. Il suo laboratorio artigianale cresce sempre di più e in pochi anni diventa una holding con 1600 dipendenti e 1,3 miliardi di fatturato. I suoi designers lo aiutano a sviluppare un marchio di culto che oggi vanta 15 filiali in Europa, Asia e America e svariati negozi a gestione diretta. Risultati che non potevano lasciare indifferente il mondo istituzionale. Nel 1996, riceve il premio dell’Istituto Bocconi di Milano per aver gestito la miglior azienda italiana dell’anno. L’anno seguente, l’azienda americana Erst & Young lo nomina ‘imprenditore dell’anno’. Nel 2005, l’edizione tedesca del magazine GQ lo elegge ‘Uomo dell’Anno’. Negli anni il fascino di Diesel si amplia con licenze di tutti i tipi: con Safilo per la produzione di occhiali da sole, la trevigiana Marbert per i profumi, Global Brand Marketing per le scarpe, e ancora Fossil per gli orologi e Stypen per le penne. Poi sono nate le linee per bambini e teen-ager, Diesel Kids, la 55DSL per l´abbigliamento sportivo e Diesel Style Lab, un prêt-à-porter sperimentale (con magliette, minigonne ma anche pantaloni e giubbotti da uomo). Dal quartiere generale di Molvena, in provin-

DIESEL F/W

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cia di Vicenza, alla nuova sede di Braganze Renzo Rosso porta avanti un’azienda “sostenibile”, verso l’uomo e verso l’ambiente. La nuova sede costruita nel verde e nel massimo rispetto della natura segue la filosofia alla base della produzione del jeans: il ciclo di lavorazione naturale non prevede l’utilizzo della chimica nel processo di invecchiamento come spesso avviene in paesi dove la legislazione vigente consente minore rispetto per l´ambiente. La delocalizzazione di gran parte della produzione non è avvenuta infattti in paesi come la Cina ma nel Sud Italia, in Puglia e in Sicilia, dove ci sono ottimi laboratori. Ambiente che il signor Rosso ama così tanto da aver dato vita anche alla Diesel Farm, una tenuta - acquistata nel 1994 - di oltre 100 ettari sulle colline di Marostica (Vicenza), composta da un casale principale, due strutture abitate, una stalla, un magazzino attrezzi e numerosi altri casali disabitati, oltre a vigneti (pochi ettari, principalmente accolgono Chardonnay, Merlot e Cabernet Sauvignon), ulivi (altri quattro ettari), una vasta area boschiva e 35 ettari di pascolo. Una tenuta prestigiosa che si trasforma nella sede ideale di business meeting, pranzi di lavoro e feste aziendali. Ma Renzo Rosso crede fortemente in tutto il Nord-Est. Crede soprattutto nelle capacità degli imprenditori locali e nel potere di innovazione che racchiudono le aziende di queste zone. Per questo è stato il primo firmatario del Manifesto dell’Innovation Valley. Un progetto di innovazione strategica per questo territorio che vuole mettere in rete imprese ed istituzioni per attrarre investimenti e pianificare progetti creativi.

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FASHION

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erve per portare documenti, per una piccola gita fuori porta, per metterci i libri e andare a scuola o per andare in palestra: svariati sono gli utilizzi dello zainetto, accessorio comodissimo in tante situazioni. Prima ancora delle borse, lo zainetto è un pezzo immancabile a qualsiasi età e non esiste al mondo persona che non ne possieda uno. Nel tempo l'ccessorio ha assunto svariate forme, dimensioni, colori e applicazioni, ma ha mantenuto la sua principale caratteristica: quella di contenere oggetti da trasportare in grande comodità. Ora l'accessorio assume una forma nuova e curiosa, perchè prende si trasforma una simpatica coccinella. Si chiama infatti Ladybird la proposta del gruppo Meccaniche Luciani rinomata azienda di Corridonia (MC) che produce stampi ed utensili tecnici per calzature ed accessori. Grazie all'esperienza maturata in 40 anni di attività, il gruppo è in costante ricerca di nuove sfide, si proietta al futuro senza essere legata da limiti tecnici o di design, in linea con il suo slogan “Con noi sempre un passo più avanti”. E proprio in questa filosofia si inserisce Ladybird, una grazioso zainetto multicolore a forma di coccinella che racchiude speciali caratteristiche: il materiale con cui è realizzato è molto leggero, quindi adatto al tempo libero ed allo sport, pratico e funzionale. E se dovesse piovere, niente paura, perchè Ladybird è impermeabile e terrà al sicuro i vostri oggetti! Alla comodità si unisce poi un design sobrio ma grazioso, originale e allegro con i suoi bei colori accesi che si addicono ad un pubblico giovane e sportivo. Ladybird è stato presentato anche alla fiera Lineapelle, svoltasi lo scorso ottobre a Bologna, insieme alle ultime novità dell'azienda. In più Meccaniche Luciani ha preso parte ad Expo-protection, il salone della prevenzione e gestione dei rischi che si svolge in Francia e richiama i più grandi specialisti del settore della sicurezza.Quindi zaino in spalla e si parte... speriamo che la coccinella ci porti tanta fortuna!

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FASHION | GRIFFE STORY

ANTONIO MARRAS Michela Ricci Associazione Arte Moda

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e si indica un personaggio realmente atipico e lontano dallo stereotipo del mondo della moda, cioè quello consueto agghindato da lustrini e paillettes, senza alcun dubbio non ci si può riferire che ad Antonio Marras. Si entra così immediatamente in una dimensione dove non si usano i soliti termini quali glamour, chic, trendy, ma in un ambiente che ha pochi paragoni nello scenario tipico della moda. Antonio Marras è considerato l’intellettuale e l’artista, il poeta della moda. Le sue collezioni sono fortemente narrative ed emozionali, dietro ogni creazione si rivela l’esigenza di raccontare una storia attraverso l’evocazione di figure di donne speciali mescolate a tradizione, reminiscenze e poesia, che traggono la maggiore ispirazione da quella terra di origine, la Sardegna, con il suo paesaggio e il suo vento, il carattere fiero e tenace: un luogo denso di memoria e di riflessione. Questa è la radice dell’incessante ricerca creativa di Marras, che procede quindi verso l’incontro tra diverse culture, i viaggi l’arte in ogni sua forma; la profonda curiosità intrecciata all’abilità innovativa lo portano ad ottenere collezioni difficilmente categorizzabili, in cui sfugge in maniera sistematica il rapporto col tempo. Affiorano segni, simboli, tracce e recondite memorie, in una miscela più o meno conscia che avvolge chi esperisce delle sue creazioni. Al contrario di molti principi della moda, Marras è assolutamente schivo e autodidatta, uno che non ama insistere sull’aspetto spettacolare della propria immagine, definendosi come un “uomo prestato alla moda, anziché stilista”. E c’è assolutamente del vero, dato che il suo percorso lavorativo si discosta molto da quello dei suoi colleghi, sia per il bagaglio culturale che apporta, che per le singolari scelte professionali. Antonio Marras nasce ad Alghero nel 1961, dove tuttora vive felicemente sposato con Patrizia, dalla quale ha avuto due figli. Preferisce così viaggiare continuamente dalla Sardegna verso Milano e Parigi piuttosto che abbandonare terra e famiglia, rinunciando al lusso e alla figura abituale del successo.

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FASHION | GRIFFE STORY

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FASHION | GRIFFE STORY

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FASHION | GRIFFE STORY

Già da piccolo, grazie al negozio di stoffe del padre, viene a contatto con tessuti, ricami e ornamenti, ne è affascinato e inizia a maturarne un amore quasi ossessivo. Non frequenta nessuna scuola di moda ma nel 1988, mentre ancora lavora come ragioniere, sotto richiesta di un imprenditore del settore che riconosce il suo potenziale, disegna la sua prima collezione, non senza tanti interrogativi e perplessità. Ottiene subito un notevole successo e inizia a lavorare come free lance per numerose firme. In pochi anni riesce a ottenere l’attenzione del mercato con le sue creazioni dense di originalità pur restando nella dimensione artigianale in cui convivono la ricchezza decorativa, il contrasto tra maschile e femminile, e una decisa componente suggestiva richiamata dai costumi sardi. Nel 1997 realizza la sua prima collezione di prèt-à-porter dedicata alla scrittrice Annemarie Schwarzenbach e nel 1999 presenta la linea con l’omonimo marchio. Nel corso degli anni il successo si consolida e le sue sfilate diventano maggiormente attese dal mondo della moda per la peculiarità e imprevedibilità del suo lavoro, sfilate che assumono progressivamente le connotazioni di vere e proprie istallazioni artistiche. E in pochi anni diviene uno dei più amati rappresentanti del Made in Italy, nel 2003 è nominato direttore artistico della maison Kenzo, ruolo che ancora oggi riveste. Nel corso degli ultimi anni molti sono i personaggi che hanno ispirato Antonio Marras, dalla danza di Pina Baush, alle opere di Boltanski, dall’arte di Maria Lai, alle emigranti in Argentina, dai racconti di Pier Paolo Pasolini al giovane conterraneo Antonio Gramsci appena arrivato a Torino, del quale nella Collezione Uomo 2003/04 cita una celebre frase “Odio gli indifferenti e odio chi non parteggia, io sono un partigiano”, fino ad arrivare a Paska Devaddis, la fuorilegge sarda che ha ispirato la sua ultima collezione. La sua passione travolgente verso altre discipline artistiche come la musica, il teatro, la danza, la pittura gli offrono grandi spunti, si trovano contaminazioni del mondo del costume e dell’arte, dai quadri di Klimt all’Ofelia di Shakespeare, dal teatro di Gogol al balletto russo, dal costume sardo al kimono giapponese, ai film noir degli anni trenta e quaranta. I suoi abiti non sono fatti di semplice stoffa ma di infiniti particolari, sovrapposizioni, evocazioni, linee insolite decostruite e ricostruite unendo dettagli apparentemente inconciliabili. Il confine tra arte e moda diventa sempre più sottile e velato, sfilano poesia, sofferenza, nostalgia e amore. Antonio Marras è inoltre protagonista della linea “Laboratorio” composta da abiti realizzati a mano nel suo laboratorio e in serie limitata. Una ricerca sartoriale per la quale ogni abito è un pezzo unico, realizzato con scampoli di tessuti, stoffe povere impreziosite da ricami o decorazioni folcloristiche, stoffe preziose celate sotto bruciature, vernice, silicone, che spesso diventano dei punti di partenza che faranno parte della prima linea. La sperimentazione è la regola. Esiste poi il progetto I’M Isola Marras, una seconda linea versione casual, giocosa e divertente, pensata per una clientela più giovane e con prezzi più contenuti che rende le sue creazioni accessibili ad una più ampia area di ammiratori. Il lavoro di Antonio Marras è difficilmente riassumibile in poche battute, la sua moda è puro racconto, un intreccio sottile in cui si abbracciano i fili e le parole, e che origina un percorso trasversale alle consuetudini dell’ambiente; una trama creativa che avvolge la globalità del cammino storico e artistico, esplorando senza remore le più svariate dimensioni sensibili al fine della compiutezza narrativa.

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AESTHETIC

DAY SURGERY

Più che la bellezza in sé, con tutti i suoi luoghi comuni, tradurla in seduzione.


FASHION | FROM U.S.A.

IL LIBRO SI METTE N A NUDO by Silvia Falcioni

on ha nessuno scopo benefico nÊ umanitario la nuova moda americana che si sta facendo tanto spazio in questo periodo, ma -volenti o nolenti- non possiamo passare sotto silenzio l'ultima tendenza d'oltre oceano. L'intento da cui parte tutto sarebbe anche nobile, cioè diffondere il piacere della lettura in sempre piÚ ampie fasce di popolazione, ma a lato pratico l'iniziativa si rivela una mera trovata commerciale dal gusto discutibile.

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FASHION | FROM U.S.A.

Ma veniamo ai fatti: l'idea è talmente semplice da sembrare quasi scontata, delle ragazze avvenenti si spogliano e leggono a voce alta dei libri, non dei volumi qualunque ma dei capolavori della narrativa mondiale. Il fenomeno prende il nome di “Naked girls reading”, letteralmente “ragazze nude che leggono” ed è nato negli States circa un anno fa fino a raggiungere la ribalta proprio in questi mesi. Le ideatrici sono due note burlesque show girl, Michelle L’amour e Franky Vivid, che hanno conquistato inizialmente il pubblico di Chicago per ampliarsi ad altre otto città (e sembra che in calendario ne verranno inserite altre cinque). Nell'intento di Michelle e Franky, oltre ad un aspetto prettamente culturale, c'era anche il desiderio di abbattere le restrizioni morali per celebrare la libertà da stereotipi, ma soprattutto dai vestiti. Le seducenti lettrici sono cinque: la stessa Michelle L'Amour, insieme a Greta Layne, Mimì First, Dominique Trixx e Mina Mechante. Le naked girls, private dagli ingombranti indumenti, si mostrano come mamma le ha fatte, mantenedo però sempre una grande compostezza con il libro in mano e una lettura decisa. Generalmente sono sedute in salotti di fronte ad un ristretto ed interessato pubblico di ascoltatori, l'atmosfera è (neanche a dirlo!) molto intima, informale e quasi familiare. La lista delle opere è molto vasta, ma soprattutto di buon livello: Allen Ginsberg, Lewis Carroll, Hans Christian Andersen, Charles Baudelaire, Bram Stoker, Fedor Dostoevsky, Stephen King... Tuttavia le avvenenti ragazze non sono proprio nude, perchè se da una parte non indossano vestiti, dall'altra non possono riunciare ad accessori che ne sottolineino la femminilità. Ecco quindi che spuntano collane, bracciali ed orecchini, senza contare appariscenti fiori tra i capelli; non si rinuncia nemmeno allo smalto che si presenta in un sensuale e scontato rosso. Come a dire: so bene in che modo esaltare il mio corpo, anche

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senza vestiti. Inutile dire che le cinque girls sono diventate popolarissime negli States e anche molto richieste, ma non bisogna pensare che si tratti solo di bambole senza cervello. Sembra infatti -secondo i pochi che hanno potuto assistereche le ragazze non si limitino ad una mera lettura superficiale, bensì siano in grado di condurre un dibattito con spunti di riflessione per gli ascoltatori. Probabilmente -aggiungiamo noi malignamente- oltre ai grandi capolavori avranno consultato anche qualche autorevole critica... Di fronte a tale fenomeno, sicuramente originale e sopra le righe, tante sono state le prese di posizione ed i richiami al politically correct. Di sicuro molti commenti si sono mostrati concordi nell'affermare che la trovata sia l'ideale per attrarre l'attenzione di un pubblico sempre più sfuggente e disinteressato alla cultura. Altri invece sostengono che il ricorso al nudo sia solo un escamotage nemmeno tanto originale per ottenere il tutto esaurito. Altri ancora arricciano il naso per il blasfemo accostamento tra una forma di intrattenimento colta ed il mero spogliarsi tipico di uno strep tease; dello stesso accostamento viene anche visto il rovescio della medaglia, quello cioè che riconosce alla lettura anche un ruolo di piacevole passatempo, senza nessuna pretesa di erudizione a tutti i costi. Circolo culturale o night club a questo punto poco importa, dato che le naked girls continuano senza sosta il loro calendario fitto di appuntamenti, l'ultimo dei quali si è svolto a Chicago il 19 novembre in occasione del Naked Girls Reading Literary Honors Award. In più sono nati un sito Internet con tutti gli aggiornamenti ed un club nel quale vedere fotografie e video delle Veneri col libro, club al quale ci si può registrare gratuitamente. Ora c'è chi auspica che questa moda -anche se ben lungi dalla realtà- arrivi anche in Italia, poiché sembra che il pubblico apprezzi le letture svolte in questo modo. Che sia la soluzione alla crisi dell'editoria?


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artigianalita’ e stile made in italy

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uando cerchiamo un abito, guardiamo sempre che sia di tendenza e segua le mode del momento, ma questo non basta: quel capo deve adattarsi al nostro corpo, ci deve appartenere, dobbiamo sentirlo nostro. Lo hanno capito i fondatori di Denim Club, azienda che nasce con l'intento di coniugare l'artigianalità della produzione alla pregiata lavorzione italiana ed alla creatività di grandi stilisti. In un anno e mezzo di attività, il brand si è fatto conoscere sul mercato nazionale grazie alle sue collezioni uomo-donna-bambino di grande vestibilità e di carattere deciso. >>

abiti by (+) People www.denimclub.it accessori by Nick & Sons www.nickesons.com

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abiti by (+) People www.denimclub.it accessori by Nick & Sons www.nickesons.com

Un gruppo di modellisti, stilisti, designer professionisti cura tutta la fase di lavorazione allo scopo di valorizzare la fattura del prodotto; questo di vede nel nuovo marchio (+)People, che risulta eclettico, creativo e raffinato insieme. >>

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La differenza con gli altri competitor sta nella volontĂ di offrire uno stile vintage vero, ogni capo, in primis il jeans ma anche la camicia texana in denim e tessuti giapponesi deve richiamare il culto del capo usato, vissuto. >>

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Il segreto di Denim Club infatti è quello di ripristinare capi best seller che hanno fatto la storia del denim e riprodurli con una vestibilità fashion ed attuale. Tra gli obiettivi per i prossimi anni dell'azienda c'è quello di fare tesoro dell'esperienza maturata per arrivare a proporre un total look di tendenza.

abiti by (+) People www.denimclub.it accessori by Nick & Sons www.nickesons.com

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fotografo: Alessandro Omiccioli stylist: Anna Negusanti assistente: Mirco Cheli makeup artist: Angela Montrone hair Style: Doriana di Eridò Parrucchieri tel: 0721 581883 modelle: Azzurre e Electra


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Menti e Strumenti per la comunicazione creativa ed integrata; per dare una straordinaria immagine a prodotti e servizi; per le relazioni pubbliche, progetti ed eventi speciali;

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PEOPLE | ICONE DI STILE

BOND

Agente 007 con stile

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l personaggio di James Bond nasce per mano dello scrittore britannico Ian Fleming, come protagonista di una serie di romanzi. Bond, nome in codice 007, sigla in cui il doppio zero indica che ha licenza di uccidere, è un affascinante agente speciale inglese con lo spiccato talento di risolvere le contorte macchinazioni di ricchi e potenti menti geniali del male. La sua fama e popolarità derivano da una serie di film realizzati dagli anni sessanta, che vedono come primo interprete Sir Sean Connery. Già dal primo romanzo si delinea una serie destinata a modificare il mondo del cinema e della letteratura. Sebbene il personaggio di James Bond sia una figura letteraria, il suo creatore ne scrive una biografia accurata. James Bond nasce nel 1924 da genitori borghesi, scozzese il padre e svizzera la madre. James ha undici anni quando perde i genitori in un incidente alpinistico. Il giovane Bond è allevato da una zia che ne cura l'educazione. Raggiunge risultati eccellenti sia negli studi sia nello sport ove allaccia durature amicizie. Terminati gli studi, entra a far parte del Ministero della Difesa. Tra le caratteristiche si notano un’abilità insolita, una capacità di arti marziali e una vasta conoscenza in tutti i campi del sapere che gli permettono di poter lavorare per i servizi segreti britannici. All'interno del servizio c’è chi si occupa della branca tecnologica dell'organizzazione impegnata a sviluppare gli immancabili gadget tecnologici di cui 007 non può fare a meno. Trattasi di: orologi, pistole, valigie, anelli, accendini, cellulari e penne che usa come armi o supporti di aiuto in tante situazioni. Ci sono poi il medico del servizio che si prende cura di 007 dopo gli avvenimenti e le segretarie con cui Bond vive inevitabili storie d'amore. Inoltre collaboratori e amici fidati che affiancano l’agente. Le belle donne sono una delle caratteristiche portanti della serie. Si chiamano bond girl e generalmente l’affascinante agente riesce a sedurle in ogni episodio per poi trovarsi alla fine in teneri atteggiamenti. James Bond è sinonimo di seduttore impagabile, oscuro, intimo e tenebroso. Tra queste cito alcune tra le più famose e belle: Ursula Andress, Grace Jones, Kim Basinger e Halle Berry.Tantomeno mancano i nemici. Principale nemico di 007 è inizialmente l'agente sovietico Le Chiffre della SMERSH, una sezione della KGB, i servizi segreti sovietici incaricati di eliminare le spie occidentali. Di seguito Bond vede nascere nuovi nemici, uno su tutti Ernst Stavro Blofeld della SPECTRE, una potente organizzazione criminale. E' famoso per il suo gatto bianco e per il fatto che il suo volto viene

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by Jean-Claude Poderini

JAMES


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PEOPLE | ICONE DI STILE

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PEOPLE | ICONE DI STILE

tenuto in ombra nei film. In seguito sono stati inventati nuovi nemici e Bond affronterà terroristi internazionali, trafficanti d'armi, ricchi signori dei media degenerati e numerosi altri. I nemici di Bond rientrano in un determinato cliché e si accompagnano a curiosi guardaspalle e bellissime donne che, il più delle volte, finiranno per tradirli preferendo loro il fascino dell’agente inglese. James Bond ha avuto sul grande schermo i volti di diversi attori. L'interpretazione rimasta nella memoria collettiva è da attribuire sicuramente a quella dell'attore scozzese Sean Connery. Questa interpretazione è riconosciuta da pubblico e critica come la migliore, tanto che Connery è diventato, nel tempo, l'icona dell’Agente 007. Roger Moore ne diede un'interpretazione molto ironica, riuscendo a sua volta a far amare il personaggio. Il successore Timothy Dalton, non ebbe tempo di conquistarsi il favore del pubblico, perché la serie subì un'interruzione. Il testimone passò a Pierce Brosnan che ebbe un enorme successo per il suo stile. L'interprete più recente è Daniel Craig, il quale ha reso il personaggio molto simile all'idea di Fleming. Tra i film più conosciuti si annoverano: Licenza di uccidere del 1962, Goldfinger del 1964, L'uomo dalla pistola d'oro del 1974, Mai dire mai del 1983 e Casino Royale del 2006. Le colonne sonore sono altrettanto importanti come il James Bond Theme, e vedono cantanti del calibro di Dionne Warwick & Shirley Bassey in Mr. Kiss Kiss Bang, Duran Duran in A View To A Kill, A-Ha in The Living Daylights e Tina Turner in Goldeneye. Inglese era anche l’auto che la spia più amata usava, la famosa Aston Martin DB5 che è probabilmente la macchina più famosa e riconosciuta di James Bond, nonché motoscafi, aerei e altri oggetti volanti.Le giacche da 007 adatte ai veri gadget-maniaci, i pantaloni, i gilet e i pullover; tutti i capi sono dotati di circa una dozzina di tasche, poste in zone strategiche e collegate dal PAN (Personal Area Network), una ragnatela di fessure che uniscono dall’interno le tasche e permettono di fare passare i cavi senza che dall’esterno si possa vedere il cablaggio. Vengono infilati gadget elettronici che si collegano tutti insieme, in abbinamento con il cellulare criptato, il telefono con riconoscimento delle impronte e con Invisible Shooter. Si dice che Ian Fleming fosse un vero fashion addict. Proprio per questo volle che il suo agente speciale 007 fosse vestito come un ricco gentlemen. Per lui delineò un codice vestiario composto di un abito blu di serge di lana, una camicia di seta bianca, cravatta nera di seta, calzini blu e lucenti mocassini neri. Il guardaroba da golf comprendeva giacca a vento nera e scarpe Saxone mentre quello casual pantaloni blu, camicia di cotone Sea Island bianca o blu. Dal primo film all'ultimo, i costumisti hanno decretato stile e stilisti preferiti di 007, passando per epoche e mode ma cercando di rimanere sempre fedeli al decalogo di Fleming affidandosi a un discreto tocco elegante e raffinato. Sean Connery indossava uno stupendo abito di Savile Row, la famosa via dei sarti di Londra, mentre ordinava un Martini vodka secco. Il nome del sarto era Anthony Sinclair che creò per James Bond l’abito “Conduit Cut”, rigorosamente di lana blu dai riflessi grigi. Il taglio era perfettamente e inequivocabilmente british. Con l’attore George Lazenby, nel film “Al servizio segreto di Sua Maestà” del 1969, ci fu una svolta più fashion e fu arricchito il guardaroba di 007 di giacche sportive, blazer e colori più vivaci. Roger Moore non cambiò lo stile a James Bond, perché l’agente 007 doveva essere totalmente inglese.

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PEOPLE | ICONE DI STILE

Gli abiti erano come dipinti sul corpo e non si stropicciavano nemmeno nelle azioni più impensabili e acrobatiche. Il suo sarto Cyril Castle, di Mayfair, scelse colori anni Settanta, come il marrone, e tagli più sportivi. Poi fu la volta di Timothy Dalton negli anni Ottanta con un ritorno al classico. Nei suoi film si vide l'abito a tre pezzi, ma anche strani colori pastello e tagli più atletici. Pierce Brosnan scelse un sarto italiano, Gianni Campagna di Milano, artigiano di tradizione siciliana. Campagna vestì James Bond con stupendi monopetti blu, grigio ferro e abiti da sera molto chic. Di seguito apparve vestito dalla maison abruzzese Brioni, che aveva già esperienza cinematografica alle spalle avendo vestito Gregory Peck in "Vacanze Romane" nonchè Clark Gable e Anthony Quinn. Anche Daniel Craig scelse per i suoi abiti la marca Brioni, il famoso sarto romano molto conosciuto negli Stati Uniti. I classici abiti italiani hanno fatto di Pierce Brosnan e Daniel Craig i James Bond più eleganti. Nell’ultimo film Hollywood ha deciso di vestire James Bond per mano di Tom Ford. Lo stilista americano rappresenta uno stile new global. Il nuovo look Tom Ford-James Bond ha destato curiosità e il risultato è stato sicuramente un look meno british e molto più pop-glamour. Ma a una cosa, l'agente segreto 007 non rinuncerà mai, una luminosa camicia bianca chiusa da gemelli. Ci sono regole dell’abbigliamento o di galateo attraverso le quali si esprime una certa eleganza del vestire e del comportamento. Non è sufficiente avere un ottimo conto bancario, attorniarsi di belle auto, vivere in una casa da favola e circondarsi di donne affascinanti, se non si ha stile. Essere persone raffinate, avere buon gusto e savoir-faire è una condizione innata e contraddistingue un gentlemen. Sono frutto di un buon bagaglio culturale, di frequentazioni interessanti e di conoscenze ottime che aiutano la formazione e creano una personalità unica. James Bond è una delle icone simbolo dello stile, del buongusto, dell’uomo elegante e raffinato. Guardando i suoi film con un occhio critico, osservando i movimenti, i suoi sguardi, la sicurezza che emana, il modo in cui affascina le donne e come le conquista si denota un personaggio con una forte personalità. Diversi sono stati gli attori che hanno interpretato 007 e tutti con modi apprezzabili che hanno aiutato a rendere questo personaggio un agente elegante, distinto e indimenticabile.L'espressione di uno stile è un elemento che crea la differenza. Avere un aspetto signorile dona una sicurezza nelle relazioni sociali. Particolarmente oggi dove la comunicazione visiva ricopre un ruolo rilevante. Un tempo avere buon gusto e stile era più naturale e spontaneo, bastava seguire le tradizioni. Per essere eleganti bisogna conoscere i prodotti, abiti, camicie, cravatte, scarpe, avere cognizione dei materiali con cui sono realizzati. È necessario sapere scegliere con logica i capi e abbinare con gusto. In definitiva necessita avere una consapevolezza nel contestualizzare il giusto abito per le varie occasioni. E se l’eleganza non ha tempo, possiamo capire perché nonostante siano passati decenni e diverse mode, James Bond non ha mai perso il suo aplomb. Si dice che l’eleganza e la raffinatezza sono sempre un passo avanti. Splendido, meraviglioso di una bellezza illegale poteva presentarsi dicendo “Il mio nome è Bond… James Bond”.

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FASHION | THE STYLIST

Il look spregiudicato di

Marianna Pilato

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on è la solita bionda svampita americana. È molto determinata e ha un senso per gli affari pari a quello di un top manager. Indubbiamente affascinante, la sua dote maggiore è però la voce, per la quale è già stata premiata più volte. Stiamo parlando della ventenne Taylor Swift, che durante la scorsa edizione dei Grammy Awards si è aggiudicata ben quattro riconoscimenti, fra cui quello ambitissimo per il miglior album dell’anno. Le canzoni di questa talentuosa ragazza originaria di Wyomissing probabilmente piacciono così tanto perché parlano di problemi e accadimenti della vita quotidiana, nonché di amori finiti ed emozioni comuni alla maggior parte dei giovani d’oggi. Ma Taylor Swift è anche una grande appassionata di moda: di recente, tra l’altro, è venuta a Milano per assistere alla sfilata primavera-estate 2011 di Roberto Cavalli. Dello stilista italiano la pop star indossa volentieri i miniabiti in lamé stretch, i chiodi in pelle con imbottiture all over e i vestiti lunghi in chiffon. Per presenziare al defilé meneghino, invece, si è presentata con una leggera blusa bianca, minigonna a pieghe con balze e stivali, tutto ovviamente firmato sempre dal celebre fashion designer fiorentino. In generale, comunque, la diva ha una passione sfrenata per gli abiti da sera, soprattutto per quelli luccicanti che si fanno notare. Per il giorno, al contrario, è solita optare per vestitini girly, magari con qualche tocco vintage. Inoltre, un capo con il quale si diverte a giocare e a creare accostamenti più o meno azzardati è la giacca da smoking nera: per le occasioni più casual, Taylor

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FASHION | THE STYLIST

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FASHION | THE STYLIST

preferisce abbinarla a un paio di pantaloncini corti e a calzettoni stravaganti, mentre per le serate importanti mette sotto un bustier nero sexy, accompagnato da jeans skinny e scarpe/stivali con tacco alto, oppure da una gonna glitterata con calze sparkly. Un altro articolo che ha dichiarato di avere sempre pronto nell’armadio è pure un maglione navy blue, oversize e con scollo largo. Senza contare Cavalli, altre maison e sarti amati dalla cantante sono Dior, Kaufman Franco e Rick Owens. Essendo una persona che adora scoprire e sperimentare cose nuove, quando è in viaggio non disdegna quasi mai la moda del posto. Le piace insomma visitare ogni tipo di negozio, dal più costoso al più economico, compresi i grandi magazzini come Urban Outfitters, Apostrophe e Topshop. Al pari dell’abbigliamento, la stessa attenzione viene riversata da Taylor Swift nei confronti degli accessori. Per quanto riguarda i gioielli, riemerge nettamente la sua propensione verso il vintage e gli oggetti antichi. La chiave in vecchio stile che lei spesso porta come ciondolo appesa a una catenina, per esempio, l’ha comprata in un punto vendita di antiquariato rivisitandola come bijoux; altro brand del settore prediletto sempre per il suo effetto retrò è quello di Lulu Frost, di cui l’artista sfoggia soprattutto le collane, portate talvolta insieme sovrapponendole. Altri complementi che abbondano nel proprio guardaroba, infine, sono i cappelli (utili per nascondere un hair styling imperfetto), i calzettoni di lana e ovviamente le scarpe, preferibilmente firmate da Dolce & Gabbana o da Christian Louboutin. Ad ogni modo, ciò che conta di più è non cambiare mai il look per piacere a un uomo, ma portare solo ciò che ci fa sentire a nostro agio e sicure di noi stesse, parola di Taylor Swift!

Rihanna

Jennifer Lopez

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my secret night ore venti:30 cena con menĂš alla carta fino a tarda notte ore ventidue live music e dj set ore una ingresso in discoteca

Riviera Adriatica | uscita A14 Marotta (PU) Info e prenotazioni 0721 967389 335 5769917 Aperto venerdĂŹ e sabato


LIFESTYLE |IN THE FUTURE

NEL FUTURO C’E’...

L’OCCHIO BIONICO by Silvia Falcioni

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on si limiteranno soltanto a migliorare la vista gli ultratecnologici occhiali del futuro che moltiplicheranno le funzioni possibili con i normali accessori odierni, consentendo anche l'integrazione con altri mezzi multimediali. Gli occhiali intelligenti, finora utilizzati solo dagli agenti segreti americani nei film, potrebbero diventare realtà. Michael Scholles ed altri scienziati del Fraunhofer Institute for Photonic Microsystems IPMS di Dresda stanno infatti studiando una tecnologia sofisticatissima che potrebbe dare vita ad una serie di applicazioni assolutamente innovative. Non solo si potrebbe ricorrere al fantomatico occhio bionico, in grado di dare la vista a chi l'ha perduta, ma si potrebbero mettere in moto attraverso gli occhi procedure del tutto nuove, come consultare un computer senza aver bisogno di tastiera o mouse. L'idea nasce dalla constatazione del fatto che sono sempre più in aumento gli ipovedenti e che il fenomeno coinvolge l'intera popolazione mondiale, senza distinzioni di età, sesso, cultura... Secondo i dati più aggiornati a disposizione della World Health Organization, nel mondo sono più di 161 milioni i disabili visivi, di questi 124 milioni sono ipovedenti e 37 milioni sono ciechi. Si calcola che per ogni persona cieca, una media di 3.4 persone sono ipovedenti, principalmente concentrati dai 50 anni in su, ma la percentuale sta crescendo anche nei giovani. Il maggior numero di disabili visivi è concentrato nei Paesi in via di sviluppo, con un rischio maggiore rispetto agli uomini. Un fenomeno rilevante, quindi, per il quale i ricercatori tedeschi intendono studiare una soluzione. Vediamo quindi nel dettaglio come funziona questa invenzione. Innanzitutto i nuovi occhiali saranno interattivi, cioè proietteranno direttamente sulla retina i dati che si intendono visualizzare e saranno dotati di sistemi speciali per rilevare il movimento oculare, che permetteranno di consultare informazioni su uno schermo solo con un leggero movimento delle palpebre, far scorrere il menu, selezionare i contenuti di interesse e zoomarli... quello che si dice in un batter d'occhio! I dati potrebbero venire proiettati poi direttamente sulla retina grazie ad uno speciale chip, come una specie di occhio bionico; anche se le immagini giungessero da distanza ravvicinata, sarebbe comunque come vederle in modo reale e quindi a circa un metro. Sarebbe inoltre possibile scegliere in quale parte della retina proiettare le immagini, preferendo zone non danneggiate in modo da migliorare la visione. Inoltre questa tecnologia consentirebbe anche di far fronte ad alcune patologie, come ad esempio ingrandire i dati, modificarne luminosità e contrasti, cosa che permetterà a molti soggetti di vedere cose che altrimenti sarebbero loro precluse. Tuttavia questa invenzione potrebbe tornare utile non solo ad ipovedenti, ma anche a chi non può utilizzare le mani per handicap fisici o le ha semplicemente occupate: solo con gli occhi sarà possibile navigare su internet, usare un computer o cercare informazioni. Si tratta di una tecnologia che potrebbe rivelarsi molto utile, sia in campo medico che informatico, aprendo le porte ad ulteriori nuovi sviluppi, ma soprattutto risolvendo uno dei mali del nostro secolo. L'unico ostacolo fino ad ora resta il fatto che i prototipi sperimentati siano troppo pesanti e costosi, ma da Dresda rassicurano che ben presto si supereranno anche questi ostacoli e si spalancheranno gli occhi all'avvenire.

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entite la mancanza di notizie fresche dal mondo del lusso? Avete un calo di forze se non sapete quale strana invenzione ha raggiunto cifre da urlo sul mercato? Vi prende il malumore se non potete vantarvi con le amiche di sapere tutto sull’extraordinary fashion del momento? Ebbene, siamo tornati per risolvere ogni vostro problema! Spumeggiante e piena di novità, torna la nostra rubrica, più fashion ed extraordinaria che mai! Per questo numero, ci siamo preparati su qualche curiosità ispirata al mondo dei giochi più famosi della nostra infanzia (ahimè ormai lontana!), ma, ovviamente, riveduti e corretti attraverso il prezioso contributo (in tutti i sensi) dell’alta gioielleria. E sempre preziosità varie sono protagoniste di altri capi ed accessori di cui però non sveliamo nulla, lasciandovi il piacere della lettura.

Fissler per chef di lusso

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passando da un Guinness dei primati all'altro, parliamo adesso di una pentola da cucina molto particolare che aspetta di ottenere proprio la certificazione dal Guinness World Records. Più che particolare, poi, sarebbe il caso di dire preziosa, date le caratteristiche e il prezzo. La Fissler in questione, infatti, è tempestata di diamanti, decorata con elementi in oro 18 carati, ha manici e coperchio arricchiti di 270 pietre preziose incastonate artigianalmente e vale ben 150.000 euro. L'esemplare è stato presentato alla Millionaire Fair 2010 di Mosca che si è conclusa recentemente, ed è stato esposto dentro una spessa teca di vetro, illuminata da luci particolari per evidenziare la brillantezza emanata dalle preziosità. Il brand manager dell’azienda produttrice ha detto: “L’utensile non è realmente adatto per la cottura, anzi rabbrividisco all’idea di vederlo sui fornelli. Nasce per servire il cibo splendidamente. Per lo stesso prezzo si può avere una fiammante auto, ma il suo valore è destinato a scendere. Qui si tratta invece di un investimento“. E che investimento....

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Valeria Riccobono

FASHION | EXTRA-ORDINARY

EXTRA ORDINARY Guinness dei primati per il Monopoli di Mobell

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arliamo di un altro gioco che pure ha avuto uno spazio importante nell'infanzia e non di molti: il caro, vecchio Monopoli. Dopo aver ottenuto le necessarie autorizzazioni dalla casa produttrice, la Parker Brothers, il gioielliere Sidney Mobell ha realizzato un'edizione premiata dal Guiness World Records ed attualmente in mostra al Museum of American Finance di New York. Si tratta di un tabellone in lamiera d’oro 23 carati, così come tutte le schede che si ottengono all’acquisto delle proprietà, mentre case ed alberghi sono dei veri e propri lingotti d’oro 18 carati. Una grande varietà di diamanti, rubini, zaffiri e topazi impreziosiscono ulteriormente i camini delle case e i tetti degli alberghi, disegnano i numeri dei dadi del gioco e “illuminano” persino la lampadina della Centrale Elettrica, portando il valore complessivo di questa versione speciale del Monopoli a 2 milioni di dollari. Per completare l'opera c'è voluto un anno intero di lavorazione artigianale: Mobell, infatti, ha iniziato a lavorarci nel 1988, completando poi la scultura nei suoi laboratori a San Francisco l'anno seguente. Si vocifera che questo pezzo unico non sarà mai messo in vendita, tuttavia curiosi ed eventuali interessati all'acquisto (non si sa mai!) potranno vedere questo autentico splendore in esposizione fino all'ottobre del 2012.


A FASHION Y FASHION | EXTRA-ORDINARY

Akillis: solo per gangster chic

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killis è l'accessorio creato da Caroline Gaspard, designer di gioielli, per unire classe ed eleganza concentrandola in una cintura, ma senza perdere il gusto di colpire. Il design della cintura richiama fortemente le storie epiche di spie e gangster costellate di lotte e sparatorie all'ultimo sangue. A questo contribuiscono la pelle di alligatore e soprattutto la fibbia, vera particolarità dell'oggetto: risulta infatti costituita da proiettili vuoti di Kalashnikov, incrostati di diamanti. Questa stravaganza ha già mietuto tre vittime, ovvero tre compratori che hanno sborsato l'equivalente di 40.000 euro per acquistarla. Sicuramente un must have per gli eccentrici, ma che può tornare utile per il travestimento di Hallowen dell'anno prossimo!

Diamanti e biancheria intima: il perfetto connubio per la seduzione

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'appuntamento da segnare sull'agenda è per il prossimo 30 novembre 2010, giorno in cui Victoria's Secret ha programmato la tradizionale sfilata delle sue collezioni. Fin qui niente di speciale, eccetto il fatto che in questa occasione verrà presentato al pubblico il Victoria's Secret Bombshell Fantasy Bra, il reggiseno nato dalla collaborazione tra il marchio statunitense e Damiani. Il modello è davvero il più elegante che Victoria's Secrets abbia mai disegnato: basti pensare che per la sua realizzazione ci sono volute 1.500 ore di lavoro ed il prezzo è stato fissato per 2 milioni di dollari. Il prezioso indumento, inoltre, figurerà oltre modo poiché sarà indossato dalla modella brasiliana Adriana Lima, che per l'evento ha fatto sua la celebre frase di Marilyn Monroe, “diamonds are a girls best friends” . Citazione quanto mai azzeccata.

Il trono dei desideri

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omiglia moltro ad un trono regale ma è sotto tutti gli aspetti una “semplice” poltrona quella creata per Ghibli da un gruppo di maestri argiani italiani. Si tratta di un mobile lussuosissimo, stile impero, realizzato in rettile nero con ricami pregiati e la bellezza di 406 cristalli Swarovski. Un pezzo prestigioso decisamente da collezione ed introvabile perchè al mondo ne è disponibile un solo esemplare. Sedersi su questa poltrona vuole dire veramente sedersi su un trono, soprattutto per il prezzo: 15.800 euro!

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MODA E BENEFICENZA CONTRO S LA SLA >>

pettacolo, moda, sport e beneficenza si uniscono in un grande evento in programma per il 30 novembre allo Spazio Antologico di Milano., la presentazione del calendario SUNSET BOULEVARD 2011 ispirato alla GOLDEN AGE OF HOLLYWOOD realizzato dal fotografo milanese ENRICO RICCIARDI.Una serata di gala ricca di eventi ed emozioni, in favore della Fondazione Stefano Borgonovo, l’Onlus creata dall’ex calciatore di Milan e Fiorentina per combattere la Sla (Sclerosi Laterale Amiotrofica).

CRISTINA DE PIN E RICCARDO MONTOLIVO - MARY ASTOR E HUMPHREY BOGART

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MARIANNE PUGLIA - RITA HAYWORTH

evento milano JUSTINE MATTERA - MARLENE DIETRICH

CECILIA RODRIGUEZ - DOROTHY LAMOUR

MICHEL ALTIERI - RODOLFO VALENTINO

ROBERTA LANFRANCHI - AUDREY HEPBURN

NATALIA MESA BUSH - MARYLIN MONROE

ANDREA LEHOTSKA - CHARLIE CHAPLIN

SILVIA BURGIO - GRETA GARBO

RAFFAELLO BALZO - MARLON BRANDO

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ANGELA MELILLO ( & ENRICO RICCIARDI ) GRACE KELLY & JAMES STEWART

evento milano GRACE HALL - INGRID BERGMAN

CATHERINE D'LISH - VERONICA LAKE

LAURA DRZEWICKA - CLAUDETTE COLBERT

LYDIE PAGES - LAUREN BACALL

GUENDALINA CANESSA - AVA GARDNER

SUSANNA PETRONE - JANE RUSSELL

LUDMILLA RADCHENKO & MATTEO VIVIANI JEAN HARLOW & JAMES CAGNEY

MIRKA VIOLA - GLORIA SWANSON

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C'è grande attesa per i 600 ospiti partecipanti, tra i quali anche molti nomi noti dello spettacolo che hanno posato gratuitamente a favore della Fondazione : Michel Altieri, Raffaello Balzo, Silvia Burgio, Natalia Mesa Bush, Guendalina Canessa, Francesco Coco, Riccardo Montolivo e Cristina De Pin, Catherine D’lish, Laura Drzewicka, Grace Hall, Roberta Lanfranchi, Andrea Lehotska, Justine Mattera, Angela Melillo, Lydie Pages, Susanna Petrone, Marianne Puglia, Matteo Viviani con Ludmilla Radchenko, Cecilia Rodriguez e Mirka Viola. “Sunset Boulevard 2011" prende il nome dalla famosa strada di Los Angeles ,ma anche dal pluripremiato film del regista Billy Wilder, ed è ispirato proprio alla Hollywood degli anni d'oro, richiamandone -a tinte di bianco e nero- i divi dell'epoca, da Rita Hayworth a Marlene Dietrich, da Marlon Brando a Humphrey Bogart e molti altri. Venti pellicole riprodotte in altrettanti scatti fotografici, allo scopo di sensibilizzare anche il mondo dello sport e dello spettacolo verso malattie rare come la SLA. I ricavati della vendita di “Sunset Boulevard 2011”, uniti al contributo dei main sponsors Altitalia, Kin e Rolfi, andranno alla Fondazione Stefano Borgonovo per l’acquisto di allestimenti ed auto per disabili.  Durante la cena di gala l'imprenditore bresciano Dario Rolfi , grazie al progetto calendario, consegnerà a Stefano Borgonovo un’automobile innovativa con allestimento speciale “Freespace by Rolfi”. “Da 25 anni lavoro nella costruzione di veicoli accessibili per la mobilità -sostiene Rolfi- e conosco bene le enormi difficoltà di spostamento delle persone affette da disabilità. Dopo aver accompagnato Stefano ad alcuni eventi, ho pensato che fosse importante agevolare le sue uscite pubbliche mettendogli a disposizione un veicolo confortevole sotto tutti gli aspetti. Stefano è un punto di riferimento per tutti i malati di Sla: anche grazie alla possibilità di muoversi più liberamente, potrà partecipare a numerose manifestazioni promosse per raccogliere fondi da destinare alla ricerca e al sostegno dei malati e delle loro famiglie”. Ancora una volta la moda diventa etica e si mette al servizio di un qualcosa di più grande.

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la Rivoluzione dei Sensi

La Cerbara Strada S.Piero in Tambis, 33 61034 Fossombrone (PU) www.lacerbara.it


Anche i sogni

hanno bisogno di spazio… per sognare… per immaginare di essere lontano, lontano… per godersi un meritato relax… ecco il giusto spazio...

VICTORIA SPA BEAUTY CENTRE by Victoria Palace Hotel Viale Carducci 24, Via Bologna Cattolica, Rimini, Italy Tel 0541 962921 www.victoriabenessere.com info@victoriabenessere.com Aperto tutti i giorni dalle 09,00 alle 22,00


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uest'anno a Natale... regala il piacere ... per te e per chi ami riscopri il benessere dei momenti da vivere nella splendida SPA del Victoria Palace Hotel. Il centro benessere VICTORIA SPA BEAUTY CENTRE è un regalo esclusivo, una magica atmosfera per passare un momento indimenticabile in coppia o in compagnia ... un luogo speciale dove festeggiare un compleanno, un anniversario, un momento importante.All'interno del centro puoi trovare : piscina riscaldata con nuoto controcorrente, effetto pioggia e cascate d'acqua, vasca idromassaggio, bagno turco in roccia con acqua corrente e sauna finlandese, area relax, cromoterapia, aromaterapia, massaggi e cure estetiche, prestigiose linee di prodotti Sothys e St. Barth.


FASHION

UNA SCIARPA

UNA MODA E’

diventato ormai un capo immancabile nel guardaroba maschile e femminile, tante sono le sue tonalità e i materiali di cui è fatta e gli utilizzi sono diversi secondo la stagione. La sciarpa è ormai un must del momento, che in questo periodo invernale torna molto utile avvolta intorno al collo o alla testa, ma è anche un simbolo di eleganza e stile, conferisce all'aspetto quel qualcosa in più che può fare la differenza. Ecco quindi che molti stilisti si lanciano in questo mondo proponendo modelli di svariate lunghezze, dimensioni, tessuti, ma sempre estrosi e di gran tendenza, soprattutto in questo periodo nel quale si pensa ai regali di Natale. Adatta per uomini, donne e bambini, la sciarpa si adatta bene con ogni tipo di look, dallo sportivo, al casual, all'elegante, può essere abbinata all'abbigliamento oppure dare quel tocco in più per distinguersi.

Non poteva essere da meno Moschino che propone una stola doble-tone unisex, in lana. Due le tonalità disponibili, in grigio e rosso. Un accessorio da indossare quotidianamente perchè facilmente abbinabile che dona un look casual e raffinato. 75 euro.

Partiamo con Emporio Armani che sceglie fantasie geometriche su nuance dai toni eleganti e raffinati. Uno stile easy chic rigorosamente Made in Italy, disponibile negli eleganti colori del viola e del marrone. Il prezzo, un po' superiore a quello di una normale sciarpa ma abbordabile: 70 euro.

Il guardaroba si arricchisce di un tocco etnochic con questa sciarpa di Basile, realizzata in chiffon di seta. Questo è il classico accessorio che introduce nel vestiario una nota di colore, grazie alle sue tentazioni esotiche e floreali e alle tinte accese dell'arancio, del rosso e del blu indaco. Prezzo tra i più stracciati: 44 euro (confezione regalo compresa).

Un vero gioiello questa sciarpa di Gucci: raffinata, morbidissima e sempre perfetta in >> Made in Italy, è ogni occasione. Ovviamente realizzata in pregiato cachemire a tinta unita con logo ton sur ton. Il prezzo non è proprio irrisorio: 375,20 euro


FASHION

SEXY

RED Silvia Falcioni

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ualcuno dice che porta fortuna, altri che è il colore della passione, nell'antichità veniva usato per invocare fertilità e abbondanza, mentre per qualche animale è solo uno stimolo per infuriarsi... comunque sia, il rosso è il colore simbolo del Natale e soprattutto un ingrediente essenziale per il capodanno. Indossare qualcosa di rosso è ormai una moda consolidata e -superstiziosi o no- non si può fare a meno di un capo di questo colore, che sia acquistato o regalato. Lo sanno bene le aziende di intimo che in questo periodo lanciano nuove proposte chic e seducenti, che si arricchiscono di pizzi, glitter, strass... In questo turbinio di velate trasparenze e di avvolgenti seduzioni, si distingue il brand Ligerie di Moda, specializzata nel settore intimo e della moda mare. Un'intera collezione è dedicata al Natale, con tanti capi nuovi ed esclusivi, provocanti ed assolutamente da non perdere. Ne prendiamo in esame alcuni tra i più fashion, rimandando i più curiosi al sito www.lingeriedimoda.com per le novità più hot del marchio milanese.

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FASHION

>> Lussuoso babydoll con tanga e giarrettiere della linea 'Femme Fatale' che esalta femmiilità e sex-appeal alla massima potenza. Lussuoso in morbido pizzo rosso, il capo presenta una trama floreale davanti, mentre dietro è interamente realizzato in tulle semi-trasparente. Provocante ma con stile la scollatura, enfatizzata dal taglio a goccia e chiusa con nastro in satin, rigorosamente rosso. Abbinabile con un paio di calze autoreggenti a rete o velate.

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Dall'effetto mozzafiato questo corsetto della nuova collezione 'Femme Fatale' firmata Seven 'til Midnight lingerie, realizzato in morbido pizzo floreale e minuziosamente rifinito da graziosi dettagli delle ruches e del nastro in satin. Si abbina con un tanga coordinato, spalline regolabili e giarrettiere removibili. Con questo capo la femminilità è valorizzata in tutto il suo stile.


FASHION

Un taglio estroso e molto particolare contraddistingue questo babydoll con tanga, fatto di morbidi pizzi, ruches e voilants. Davanti è realizzato in pizzo >> floreale con una fascia che si unisce alle balze ad altezza ombelico, mentre la schiena è totalmente scoperta per sprigionare tutto il suo fascino. Per un tocco di charme in piÚ, si possono abbinare autoreggenti a rete.

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FASHION

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Più discreto ma della stessa raffinata sensualità questo babydoll con tanga coordinato della collezione di intimo e lingerie del brand Renè Rofè. Nel complesso l'idea è quella di leggerezza, delicatezza e trasparenza, dati dai morbidi pizzi e dal tulle trasparente. Particolarità di questo modello sono le coppe in pizzo floreale allacciate dietro il collo, mentre la vita è fasciata da una morbida balza dalla quale ricade il tulle leggero che crea giochi di trasparenze ed esalta la silhouette in tutto il suo splendore.


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PEOPLE | EVENTI

L’enoteca di recente apertura, è situata nei pressi del centro, facilmente raggiungibile sia a piedi che in auto in quanto dotata di parcheggio privato. È gestita con impegno e passione da Giuseppe Bernardi che rappresenta la terza generazione di una famiglia di vinai. L’enoteca è provvista di un assortimento di circa 350 etichette fra nazionali ed estere e prestigiose bottiglie distillati oltre a olii salumi e formaggi tipici. Propone inoltre la mescita di 15 vini doc e igt sfusi della regione e non accuratamente selezionati dallo stesso titolare. In un ambiente spazioso e accogliente si organizzano degustazioni e piacevoli serate a tema. L’enoteca è strutturata anche per effettuare servizio a domicilio e spedizioni. È aperta tutti i giorni esclusa la domenica con orari: 8:30 – 12:30, 14:30 – 19:30.

a disposizione per regali aziendali e strenne natalizie Via Circonvallazione Meridionale, 42/B RIMINI T.0541/901680


EVENTI

In mostra a Mare di Moda le novità per beachwear e lingerie

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Marcello Tosi

SEXY LINGERIE iunta con successo alla sua nona edizione, in programma dal 24 al 26 novembre, la Fiera MarediModa / IntimodiModa di Cannes è la manifestazione più importante per il beachwear e la lingerie, con una presenza internazionale

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EVENTI

internazionale di espositori (oltre quota 100) e visitatori. Una manifestazione in continua evoluzione, per stare al passo con i repentini mutamenti del mercato, che offre dal 2007 ai suoi ospiti un nuovo spazio dedicato ai produttori dell’area Euro Med, l’Outsourcing Show. Per offrire una partnership non solo ai fornitori di tessuti, ma anche a chi si occupa del confezionamento del capo finito. "Europeans do it better" è il claim della campagna pubblicitaria. Un messaggio forte che ben rappresenta il sentimento delle aziende di "MarediModa" e sempre più quello dei confezionisti che, stanchi o scottati da esperienze esotiche disastrose, rientrano ad acquistare i semilavorati in Europa. Un look nuovo, etereo, con stand bianchi come fossero cornici di preziose opere tessili da un tocco di raffinata purezza al percorso espositivo allestito al Palais des Festival, dedicato alle collezioni della primavera-estate 2011, per conoscere quali saranno le tendenze e la moda. Ad impreziosire il salone, un evento nell’evento, la mostra Vintage Holidays from 30’s to 80’s in esclusiva mondiale curata dal celebre collezionista Franco Jacassi. Un viaggio suggestivo nella storia del beachwear raccontata attraverso i capi originali dell’epoca con una texture di splendide affiches e immagini d'epoca a fare da sfondo. Capi unici e introvabili provenienti dalle maison più note al mondo, spesso indossati da dive e starlette del secolo scorso. Grande importanza viene data in questa edizione alla moda ecosostenibile: gli imprenditori del tessile sono invitati a confrontarsi sul tema dell’etica e della tracciabilità del prodotto, per capire le differenze tra una produzione responsabile, che aiuta il mondo e l’ambiente, e una produzione irresponsabile, che non fa altro che danneggiare il nostro pianeta, sia dal punto di vista ecologico che umano. “MarediModa IntimodiModa, non è semplicemente una fiera ma rappresenta la realizzazione di un progetto di un gruppo di imprenditori animati da passione e saper fare – sottolinea Claudio Taiana, presidente della fiera – che esula dalle basse logiche commerciali. E’ questo che oggi viene richiesto ad una fiera specializzata verso un target elevato. Non un contenitore di collezioni ma una piattaforma di servizi avanzati, un polo di eccellenza che si configura come presidio dinamico di quella cultura tessile europea riconosciuta come inarrivabile da tutti i confezionisti di prodotti di qualità. Inoltre, l’assetto no profit della nostra fiera ci consente di essere liberi davvero e molto selettivi senza il gravoso obbligo di dover riempire gli spazi a tutti i costi”.

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EVENTS | SLOWSPARKLIG FESTIVAL

SLOWSPARKLING

identita’ - esperienza - effervescenza MARCHE E ROMAGNA NO BORDER

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on consenso di menti eccellenti, il supporto di importanti aziende e attività del territorio, nonché il Patrocinio della Regione Emilia Romagna e della Regione Marche, delle Province di Rimini e di Pesaro e Urbino, delle delle CCIAA hanno ha dato inizio al numero zero di “SlowSparkling Festival”. Svoltosi in settembre a Cattolica, “città di mezzo” tra le due regioni e le due province, il Festival è stato lo “Step 1” ed è solo uno dei segmenti del più ampio progetto “SlowSparkling” che, attraverso una strategia di valorizzazione identitaria e in una visione virtuosa, vuole rilanciare il territorio compreso tra la provincia di Pesaro Urbino, verso l’entroterra, nelle sue eccellenze, manifestazioni, bellezze, attività. I segmenti del progetto “SlowSparkling” attraverso i quali attuare il rilancio qualitativo del territorio, sono 4: a) SlowSparkling Festival: un importante appuntamento annuale a Cattolica,

b) SlowSparkling Events: realizzare eventi nell’arco dell’anno, sempre nel territorio ma anche fuori Cattolica, nei vari Comuni sin d’ora interessati e coinvolti al Festival (nelle due Province) e nell’entroterra, anche all’interno di manifestazioni già esistenti e in dinamica sinergia, utilizzandone la cassa di risonanza; c) SlowSparkling Land: traslare il concept SlowSparkling (applicato al territorio suddetto) in ambito turistico, e promuovere il territorio in occasione di importanti manifestazioni italiane ed europee, per far leva sul mercato di riferimento e conquistare l’interesse di un target nuovo, considerando l’appeal tematico, capace di esaltare le eccellenze e marcare l’identità; d) SlowSparkling Expo: creare coerentemente un nucleo importante e rappresentativo per presentare con sistema il territorio all’Expo di Milano 2015, condividendo fondamentali linee guida. Il concetto “SlowSparkling” lentezza nella sua accezione negativa. In un mondo in cui saper correre è importante, lo è altrettanto il saper rallentare per apprezzare qualità e particolarità delle cose, seguendo stili di vita e opportunità esperienziali. Nel contempo, una particolare e dinamica capacità attrattiva, produttiva, sedativa ed abbandonando le rigide iconizzazioni. Un concetto collegabile ad un’ancora che, da un punto di vista, concede un riferimento sicuro e dall’altro consente una deriva controllata, senza il rischio di incorrere nell’immobilità o nel naunazionale e fortemente ispirato dall’idea di Progetto. Diego Olivieri - Ideatore “SlowSparkling” “Ho scelto questo nome per il progetto poiché un obiettivo importante è proprio quello di intercettare un pubblico internazionale. In primo piano ci sono le eccellenze di un territorio esteso tra Marche ed Emilia Romagna come pure tra costa è “città di mezzo.. la via al mare e oggi all’entroterra”. E’ importante conoscere la nostra cultura territoriale, tra bellezze ed eccellenze, creare intelligenti e suggestive connessioni, per creare un nuovo prodotto,i stimolare territorio è ricco di realtà belle e importanti, di manifestazioni di ogni genere distribuite nel corso dell’anno. Ora si tratta di porre in essere una strategia di sistema, integrando e organizzando i singoli servizi e le singole strutture. Per

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il numero zero di SlowSparkling Festival, oltre a convegni con temi importanti produttivo, abbiamo avuto il piacere di avere relatori d’eccellenza in tema di design, ospitalità, energia, ovvero temi globali in cui spicca l’identità locale. Ho inserito un concerto del grande jazzista Fabrizio Bosso in trio, oltre a 2 mostre, una Slow e una Sparkling, curate dalla Prof. ssa Carlotta Frenquellucci, oltre ad eventi ludici in location particolari, cosa che fornisce già il senso tante che il Progetto SlowSparkling vuole mettere in luce è l’evincere la nostra identità attraverso le nostre tradizioni ed eccellenze a tutto campo. SlowSparkling è ‘un progetto in divenire, per il rilancio qualitativo e seducente del Territorio e delle sue eccellenze’. Desidero ringraziare tutti gli Enti Patrocinanti il Comune di Cattolica, i relatori per la disponibilità e le aziende che hanno creduto in questa mia mi appassiona ha acquisito maggior credibilità”. Carlo Bulletti - Vice Pres. provincia RN “Il risveglio di una città sopita. Il riscatto di gente operosa. Cultura che diverte, all’insegna di nuovi stili di vita che caratterizzeranno il nostro futuro, migliorandolo. Slow Sparkling è un richiamo agli stili di vita e a piaceri che si poggiano sul bello e questo dovrebbe essere il primo motivo per zione di modernità.” Paolo Fabbri - Semiologo “Il progetto di SlowSparkling Festival si propone di rappresentare la cultura di tutto un territorio ricco di saperi e di sapori. Ma non soltanto questo. Grazie piaceri sensibili e ai gusti intellettuali, la competenza di Diego Olivieri vuol costruire un ponte abitato tra i luoghi di eccellenza che ha gramma un percorso ricco di incontri inattesi e di gradite sorprese; un itinerario “slow”, che bandisce i frettolosi consumi e suggerisce un modo esemplare e anche “sparkling” di assaporare le culture vive del corpo e della mente. Oltre alla persuasione sui contenuti alla quale il progetto mi ha condotto è anche la curiosità del titolo: se avessimo detto ‘Lento ma brillante’, probabilmente non si sarebbero trovati i medesimi consensi, perché ‘lento’ ha una connotazione negativa, al contrario di ‘Slow’ no. ‘Sparkling’ è qualcosa di sfavillante. Come si fa ad essere lenti e sfavillanti nel contempo? La scommessa è proprio questa: assaporare qualcosa che abbia, insieme, rilevanza e brillantezza.” Massimo Gottifredi - Dirig. LegaCoop RN “Il progetto SlowSparkling ha grandi potenzialità poiché valorizza il territorio tra sapori, saperi, elementi che compongono il modo moderno di fare turismo. Già nel titolo ci sono elementi forti. Slow: il turismo è sempre più quello dell’esperienza e le esperienze si assaporano lentamente. Sparkling da lontano, dunque è fondamentale dare alle


EVENTS | SLOWSPARKLIG FESTIVAL

Nardo Filippetti - Pres. Eden Viaggi Bisogna cercare di intercettare la domanda. Grazie per questo progetto d’incontro, di contra le due province e le due regioni. Sostengo mettere berriere a così breve distanza. Si propone un Territorio, che sia Marche o Romagna, con la naturale evoluzione verso il mare. Questo progetto e i suoi momenti d’incontro sono un’opportunità per far comprendere che è importante investire ora. Molte imprese possono essere spostate in altre parti del mondo, ma il territorio non è delocalizzabile. E’ importante non solo valorizzare e organizzare le nostre eccellenze, ma anche comunicarle. A volte per alcuni progetti eccelsi non non è stata prevista un’adeguata azione per comunicare. Sarebbe meglio fare meno, centrando l’obiettivo e comunicare adeguatamente. Mi congratulo con Diego Olivieri per la sua iniziativa, sperando nel suo prosieguo e avrà tutto il supporto da parte delle Istituzioni, dalle imprese private sensibili; Alberto Drudi - Pres. CCIAA Pesaro e Urbino Siamo in un momento in cui vince chi ha più idee. Questa è un’idea brillante, un’iniziativa che fa ragionare il territorio su quali siano le eccellenze del territorio, inteso come parte della Romagna più a sud e delle Marche più a nord, che innesca un meccanismo di alimentazione delle attività come volano, che funge da “moltiplicatore” e si riversa poi inevitabilmente sul turismo, costruendo per il settore un nuovo prodotto e dunque incentivando le visite alle nostre bellezze, ai centri storici, ai musei, ai negozi, alle aziende, ai siti di rilevante importanza. Stefano Cerni – Agronomo Provincia RN “L’idea di realizzare un progetto che abbraccia, tra le eccellenze, la cultura e l’enogastronomia, è particolarmente indicato e sentito nel nostro territorio, specie approcciando in modo così innovativo all’esigenza di promuovere assieme i prodotti, le aziende e il loro luogo, quale fondamentale fattore identitario”. Gilberto Grazia – Vice Pres. LegaCoop RN “SlowSparkling Festival rappresenta un Progetto dalle forti connotazioni di valorizzazione e promozione delle potenzialità che il territorio mabile patrimonio storico, culturale, ambientale, architettonico, di cui il territorio dispone, al dinamismo e dalle capacità d’innovazione, augurio ed un saluto SlowSparkling”. Loris Casalboni - Pres. Oltremateria “Di solito per trovarmi a parlare assieme a un panel di relatori come quello organizzato da Diego Olivieri sul tema del Design quale elemento di congiunzione tra eccellenze del territorio, devo spostarmi all’estero. Invece è importante avere l’opportunità di parlarne a Cattolica, durante SlowSparkling Festival. Le idee valorizzano il territorio e quest’ultimo, relativamente progettazione nata dal pensiero, dalla creatività e dalla capacità”.

Alfredo Monterumisi – docente e consulente di turismo enogastronomico “Il bello ed il buono del nostro Paese l’abbiamo negli occhi e nel gusto, ma soprattutto è nel cuore e nella memoria di milioni di turisti che ogni anno vengono sulla costa della Romagna. Dai viaggi di Goethe di due secoli fa al turismo di massa degli ultimi cinquanta anni sta nascendo il turismo “Amanti della Conoscenza”. E’ un tipo di vacanza selettiva, rispettosa dell’ambiente ed anche colta. I fruitori delle nuove forme di turismo (enoturismo, agriturismo, turismo rurale, enogastronomico, culturale, sportivo amatoriale, ecc.) stanno crescendo. Se la costa vorrà riconquistare il turismo internazionale bisognerà che dia risposte sempre più professionali, non distratte e rituali. “Slow Sparkling Festival” sta andando in questa direzione; cerca l’intesapendo che è l’unione che fa la forza”. Gianfranco Tonti - Presidente Industrie IFI Le imprese manifatturiere innovative perpetuare l’atteggiamento dell’esploratore: andare in territori che non conosce, trovare prodotti nuovi, che non esistono sulla terra per sopravMa prodotti che abbiano contenuti umani. Fare innovazione è creare qualcosa che non esiste. L’impresa va ricondotta a quel nucleo di persone animate all’innovazione, che non si scoraggiano davanti a esperimenti. E’ un percorso coinvolgente per realizzare, un giorno, il frutto di un lungo lavoro di ricerca. Al tempo stesso l’impresa esempio degno di merito, pertanto auguro lunga vita a SlowSparkling e che, grazie alla sua strategia e dinamicità, riesca nel suo obietivo di rivalutazione identitaria del territorio. Veniero Accreman Narra la leggenda che il romagnolo Zavalloni, anarchico e ateo, si convertì a credere all’esistenza di Dio dopo che ebbe gustato i sardoni dell’Adriatico e il vino Sangiovese. In questi anni del turismo nella Riviera Romagnola. Bisogna rendersi conto del cambiamento delle tecnologie. Oggi dobbiamo ripensare alla Riviera come villaggio globale. il progetto SlowSparkling è fortemente innovativo e saprà valorizzare le eccellenze e creare nuove ed importanti stimoli. Il prossimo appuntamento: SlowSparkling video in... 18a buca Durante SlowSparkling Festival un gruppo di giovani emergenti riminesi ha realizzato le riprese e successivamente ha montato il video che, grazie alla disponibilità del gruppo 7 Gold, verrà trasmesso sul circuito Emilia Romagna e Marche (in digitale). Ed è proprio in una struttura meravigliosa come il Riviera Golf Resort di San Giovanni in Marignano, che a metà dicembre verrà presentato questo video. Proprio recentemente la direzione del Riviera Golf Resort ha scelto una linea strategica del tutto assonante al progetto SlowSparkling, facendosi promotore del territorio attraverso un’accurata scelta di prodotti locali d’eccellenza per il “tee restaurant and lounge”, proponendoli con la tradizionale quanto innovativa arte gastronomica dello Chef Giuseppe Ciavarelli. Sarà un’autentica espressione del territorio, nella sua forma più bella, nonchè prima integrazione del progetto con una struttura ricettiva. INFO:

www.SlowSparklingFestival.it

Tel. 0541 961580

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PLATINUM | CHIC&SHOCK

CHIC

Samantha Scaloni

&

CHIC

IL TUO KYOTO FISSO P

rimo indizio: non è un soprammobile di lusso. Secondo indizio: costa quasi 7.000 dollari. Terzo indizio: è targata Judith Leiber. Esatto, è una borsa. Il nome della celebre designer, una tra le preferite dalle celebs di Hollywood che fanno a gara per sfoggiare le sue favolose creazioni sui più scintillanti red carpet, ha appena firmato una stupenda collezione di luxury bags ispirate al Giappone. La fanno da padrone rami di ciliegio, dragoni, pesci koi e ventagli da geisha, ma la regina è lei: Kyoto Minaudiere, la borsa-pagoda in limited edition trapuntata di cristalli austriaci. Originale? Siuramente. Inavvicinabile? Forse. Ma il mood “Occhi a mandorla e pesce crudo” è già nell’aria. Fate un po’ voi.

SHOCK

NOSTALGIA CANAGLIA P

er gli appassionati di una volta, per i nostalgici di sempre: ecco lo yo-yo più esclusivo al mondo. Disegnato dall’ex campione Shinobu Konmoto, il toy viene realizzato solo su ordinazione ed è acquistabile alla modica cifra di 5 mila dollari. Certo, per poterlo srotolare e riavvolgere con le proprie manine bisognerà attendere sei mesi dall’avvenuto pagamento, ma che goduria poi trastullarsi con questo gingillo dal design unico, a metà strada tra cerchione automobilistico e bilanciere da body-building.

MODA + PASTICCERIA = AMOUR FOU C

hi non ha mai sentito parlare dei macarons di Ladurée alzi la mano. Sarebbe strano trovare qualcuno che non conosca le golose meraviglie della celebre pasticceria di lusso parigina, ma la vera notizia è un’altra: John Galliano è sceso in pista e ha messo le mani in pasta. Sì, in quella dei dolcetti Ladurée per cui ha realizzato una special edition di deliziosi macarons al gusto di zenzero e rose. Il packaging riporta versi d’amore in caratteri gotici e uno splendido francobollo, il tutto a celebrare il lancio del suo ultimo eau de toilette “Parlez-moi d’Amour”. Quando si dice “Due piccioni con un macaron”.

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CHIC


PLATINUM | CHIC&SHOCK

SHOCK SHOCK

UNA BARBIE È PER SEMPRE V

i ricordate di quando la pettinavate con amore e la vestivate con eleganza, comprandole camper, cane e supercar (per non parlare della villa)? Dimenticate tutto: finalmente anche Barbie si è svegliata e ha cambiato vita. Basta con orecchini in plastica e abiti cheap, oggi la Signora delle Bambole si presenta più chic che mai. Con un collier disegnato da Stefano Canturi formato da rarissimi diamanti bianchi di piccolo taglio e uno rosa di un carato al centro, la barbie più costosa al mondo verrà prossimamente venduta per 550 mila dollari. La buona notizia è che il ricavato andrà a favore della The Breast cancer Reasearch Foundation per la lotta contro il cancro al seno. La cattiva è che Ken, per comprarle cotanto brillocco, è rimasto in mutande. Qualcuno ha un jeans da prestargli?

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DIO È STATO QUI F

rancamente non so cosa si prova appena ci si rende conto di essere stati ammessi in Paradiso, e quindi di potersi godere un aldilà da favola, ma posso ipotizzare che sia una sensazione simile a quella provata camminando con ai piedi un gioiello del genere. Louboutin sarebbe il San Pietro della questione, Marlena (o Lili Marlene, questo il nome della scarpa appena eletta da 23 designer e 8000 clienti “La più Sexy del 2010”) il nostro biglietto per la felicità eterna. 2445 dollari per questo sogno trasparente e sottilmente intarsiato di Swarovski: per garantirsi il paradiso a vita, il prezzo mi pare più che onesto.

EPPUR SI CALZA

SHOCK

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arantisco: è proprio una scarpa. L’architetto londinese John Hakes si è lanciato nella moda con un progetto assolutamente ambizioso: far camminare le donne su un’idea. In effetti a ben guardare, le sue sembrano tutto tranne che calzature. Eppure. Sinuose e concettuali, le sue scarpe in fibra di carbonio rivestita di gomma sono state concepite come un unico pezzo: avvolgendosi su se stesso, la calzatura crea appoggio, tacco e sostegno. Essenziali, quasi stilizzate. Scomode? Non si sa. Però viene una voglia matta di salirci su e vedere l’effetto che fa.

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Via Levata n.40 - 47853 Cerasolo di Coriano (Rn) Per prenotazioni:

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FASHION

nuova vita alla scarpa

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na percentuale di quasi il 20% del tessuto utilizzato per realizzare capi d'abbigliamento finisce in discarica, una cifra troppo elevata per essere tollerata da una società che deve prestare attenzione ad uno sviluppo sempre più sostenibile. Ed è proprio il tema della sostenibilità ambientale, unito ad una nuova consapevolezza etica, a dilagare anche nel settore della moda e sta spopolando anche tra i grandi stilisti mondiali. Si parla infatti di una produzione di modelli a rifiuti zero, cioè che utilizzano ogni centimetro di stoffa, senza permettersi il lusso di creare degli scarti. La filosofia green, che punta a tutelare l'ambiente, sta spopolando nelle passerelle di tutto il mondo, attraverso l'utilizzo di materiali riciclati, tinte e fibre naturali assolutamente ecocompatibili. Già negli anni Ottanta era in voga una certa moda ecologica dalla connotazione povera, ora invece è diventata alta moda, alla quale sono dedicate rassegne specifiche nelle capitali mondiali della moda. Tra le tante aziende che hanno fatto proprio questa etica c'è Kin 2012, azienda calzaturiera che ha come concept primario quello del rispetto dell'ambiente in ogni fase di produzione fino al packaging, la gestione e la logistica. Le calzature Kin

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sono realizzate in materiale riciclato, ad impatto zero, con pellami di recupero colorati con procedimenti ecosostenibili. Il principio ispiratore di tutta la produzione è che niente deve essere buttato e deve trovare un nuovo utilizzo. E così i tessuti per tomaia e fodera sono composti dal 78% di materiale riciclato, come la suola che è frutto di recupero ed in parte ecotec. All'insegna del riciclaggio anche i sandali, per i quali si utilizzano filati scartati dalla produzione di maglieria e sottopiedi anallergici e antibatterici in cuoio rigenerato, mentre le stampe sono effettuate con inchiostro ecologico. Frequente anche l'utilizzo di materie prime vegetali e rinnovabili. In alcuni modelli poi gli occhielli per i lacci sono antiallergici e realizzati in assenza di nikel, mentre i ricami utilizzano filati ecotec. Tutto insomma è all'insegna del rispetto dell'ambiente, ma senza trascurarne l'estetica, perchè le scarpe Kin sono graziosi gioielli dal design giovanile e di tendenza. Così come i materiali che vengono riutilizzati per un nuovo ciclo di vita, seguendo questa filosofia anche gli uomini avranno un mondo migliore e guarderanno con occhi diversi il nuovo kin (giorno).

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CRISTIAN MARCHI il re della consolle

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uanto è importante instaurare un rapporto tra la musica e chi la ascolta lo sa bene il noto DJ mantovano Cristian Marchi, artista a tutto tondo tra i più richiesti in Italia. Cristian nasce come DJ e remixer, per diventare il “re della consolle”: a renderlo celebre la sua tecnica di mixaggio precisa ed attenta, unita ad attraenti performance sul set, caratteristiche che lo hanno accompagnato nei suoi 20 anni di carriera. La sua musica è decisa, accattivante, coinvolgente, tanto da fargli guadagnare il titolo di uno dei più stimati animatori del dancefloor. Cristian è stato inoltre scelto da alcuni importanti brand come testimonial e come guest star in alcuni eventi. Negli ultimi anni è stato persino definito uno dei DJ più apprezzati della nightlife nazionale con i suoi lavori, come “Move on”, "Love's Gonna Get You", “Love” e "We Are Perfect". A pochi giorni dall'uscita, "Feel The Love" è entrato nella Top 10 dei principali digital shops e nelle chart francesi sia di gradimento che di vendita, mentre "Love SexAmerican Express", in testa alle classifiche italiane e spagnole, gli ha spalancato le porte del clubbing internazionale. L'ultima produzione di Cristian Marchi si intitola "Let It Rain" ed è realizzata in collaborazione con Nari & Milani e Paolo Sandrini. La sua attività si è inoltre ampliata finendo per diventare anche produttore discografico. Tra i suoi punti di forza c'è la capacità di riuscire a creare un legame profondo con il suo pubblico, al quale riesce a trasmettere emozioni ed a coinvolgere. Questo successo è proprio ben testimoniato dal numero astronomico di fan su Facebook: oltre 47.100!

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MAYA

…e gli uomini che non corteggiano più

Fotografo: Alessandro Omiccioli Stylist: Anna Negusanti Assistente: Mirco Cheli Location: Showroom D Architettura - Fano - 0721.802612

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OPREA L

ei si chiama Maya Oprea ed è di nazionalità moldava. Come molte altre ragazze dell'Est è stata attratta dall'Italia e dall'immagine di un mondo patinato che avrebbe cambiato la sua vita; proprio in Italia Maya vive da quattro anni, parlando fluentemente la nostra lingua e sentendosi ormai parte della nostra cultura.

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Come molte sue compaesane è molto bella, avvenente ma mai volgare, seducente senza però sfociare nell'eccesso. Tra le sue passioni c'è quella per la moda, per la quale ha seguito degli studi, ama disegnare abiti e cucire. Maya parla, ride, scherza e spiega con decisione il suo punto di vista, che ovviamente riguarda gli uomini. Secondo lei, molte cose sono cambiate nei rapporti sentimentali, soprattutto per quanto riguarda la posizione di uomo e donna. “Quello di oggi -ci spiega- è un uomo che non fa il primo passo, aspetta che sia la donna ad accorgersi di lui, a dare un segnale di interesse e a conquistarlo. Si è persa l'abitudine a corteggiare o a volte è la donna a farlo, l'uomo non ha più quel coraggio e quell'intraprendenza che lo hanno contraddistinto nel tempo come il sesso dominante”.

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Un'idea ben precisa la sua, condivisa anche da molte italiane più conservatrici, che magari aspettano che sia l'altro a compiere il passo verso qualcosa di più profondo. Come e perchè siamo arrivati a questo punto? Sulle motivazioni Maya ha le idee ben chiare: “I tempi sono cambiati, la donna è sempre più indipendente e meno subordinata al compagno, ha scoperto che con semplici gesti può attrarre, incuriosire, sedurre... in parte è lei la causa di questo cambiamento, con le sue nuove posizioni di potere sul lavoro, che le danno libertà economica, e la sua intraprendenza che la rende meno preda e più predatrice”. Di queste sue teorie Maya parla apertamente, mentre è in discoteca, perchè le piace ballare. Un altro fattore importante che ha portato modifiche nel rapporto tra uomo e donna è proprio il ballo: sempre meno coppie sono attratte da balli lenti come il liscio, che avvicinava le persone in modo romantico. Ma quello di Maya sarà un desiderio di essere corteggiata o l'espressione di un nuovo potere femminile? “La mia non è una critica a nessuno -ci tiene a precisare- è solo la constatazione di un cambiamento, non voglio dire che l'uomo sbaglia perchè non corteggia più o che la donna è troppo emancipata. Sono solo i tempi che sono cambiati e con loro le abitudini”. Cara Maya, non preoccuparti, prima di te la stessa questione era stata evidenziata con nostalgia anche da Sharon Stone che aveva lamentato: “Gli uomini non mi fanno la corte”...

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Gran successo nelle tre serate di ovembre per il nostro concorso che porterĂ nella copertina di Italianotte edizionione Luglio 2011 la ragazza con il volto che primeggerĂ  per fotogenia. Cover Girl vuole essere un momento di aggregazione e divertimento al di fuori degli standard. Se hai un locale, un bar, un pub o una disco non esitare a contattarci...

in collaborazione con ITALIANOTTE x info: 348.8552098 Data Unica: Sabato 11 Dicembre - Calamara - Lido di Fano credits


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FASHION

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BELLEZZ OVERSIZ C hi ha detto che per sfilare in passerella è necessario entrare in una taglia 36? Eh, sì, perchè ora il mondo della moda inizia a rendersi conto che anche la donna un po' rotondetta non vuole rinunciare al suo fascino e cerca abiti che possano aiutarla in questo proposito. Resta comunque tanto spazio per la modella dal corpo perfetto, ma accanto ad essa appaiono sempre più spesso figure più morbide e formose. Dobbiamo infatti riconoscere che quello che siamo abituati a vedere, cioè le icone magrissime a volte fino all'eccesso sono solo un modello tra tanti, non necessariamente il migliore, ma la moda dal canto suo deve rappresentare tutti quelli che vogliono esaltare il proprio fascino. Ecco quindi che la ricerca dei tessuti conduce alla creazione di modelli oversize sicuramente comodi ma altrettanto eleganti, sexy, raffinati. Al di là dell'aspetto commerciale, far sfilare modelle dalla taglia superiore alla 44 racchiude un messaggio fondamentale: sia che si indossi una XS o una L, l'importante è stare bene con il proprio corpo, avere un corretto rapporto con il cibo e mantenersi in salute. La moda torna quindi al servizio delle curve e il fashion system propone sempre più modelli “burrosi”. Nomi importanti sono rappresentativi di questa tendenza, come ad esempio Jean Paul Gautier che ha fatto sfilare la 19enne Cristel Rem con la sua taglia 48, oppure Elena Mirò, che si rivolge al pubblico femminile rigorosamente taglia over 44. Una scelta vincente la sua, poiché si calcola che le taglie comode interessino il 35% del pubblico femminile, e il successo dei suoi capi ha conquistato ben 35 paesi del mondo. Oggi il bran Mirò può vantare 240 negozi, 210 corner in dept stores, 1500 multimarca ed un fatturato stellare che supera i 150 milioni di euro. Eppure c'è ancora chi ritiene che non sia all'altezza delle passerelle più in voga: Elena Mirò è stata infatti esclusa dalla partecipazione di Milano Fashion Week, una decisione presa dalla Camera della moda che ha fatto molto discutere. Ufficialmente si diceva che il brand

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non fosse in linea con la filosofia della manifestazione, ma c'è chi afferma che dietro ci sia l'intento di escludere la donna formosa in favore di quella “grissino”. In ogni caso, l'azienda non si è scoraggiata ed ha presentato comunque le sue proposte con un evento ufficioso, al quale ha aggiunto qualcosa in più: ha lanciato, insieme a Ciao Magre la prima agenzia italiana specializzata in taglie forti, il primo casting internazionale per taglie over 44. Addio quindi alle famose misure 90-60-90 e spazio a 96-76-102 per la taglia 44, 100-78106 per la 46 e 104-82-110 per la 48. Le ragazze che saranno selezionate sfileranno con le nuove collezioni firmate Elena Mirò.E proprio in fatto di abiti, la nuova collezione conferma lo stile del brand, comodo ed elegante, rigorosamente Made in Italy. I nuovi abiti sono la rivisitazione di stili classici uniti ad un tocco di modernità per esaltare curve morbide e donare loro femminilità. I colori sono prevalentemente caldi, come il rosso, il bordeaux, il beige e l'oro, ma non manca l'elegante nero. A volte qualche capo ha tendenze orientali unite ad accessori sempre glamour e i dettagli presentano rifiniture in pelle e paillettes per un tocco di classe. I tessuti sono sempre di gran qualità, come seta, lana, pelle, jacquard, all'insegna della comodità e con tagli che coprono qualche piccolo difetto. Con questi abiti la donna incarna il classico modello mediterraneo: calda, solare, allegra, pur attenendosi strettamente a canoni fashion.Con questa nuova collezione e in occasione del 25° anniversario del brand, Elena Mirò aderisce all'iniziativa “Dai una seconda vita ad un abito usato”, promossa dall’associazione Humana People to People Italia Onlus. Nelle boutique del marchio è possibile portare un capo usato (da uomo, donna o bambino) che verrà donato alle donne del Mozambico. Per ogni capo usato sarà possibile usufruire di uno sconto del 25 per cento su un acquisto dedicato alla selezione speciale "25th anniversary collection". I capi raccolti saranno destinati principalmente alle studentesse del progetto di scuole magistrali Maestre del Futuro in Africa che si avviano a diventare insegnanti di scuole elementari. Un piccolo gesto quindi che dà una valenza sociale alla moda ma soprattutto che può cambiare la vita del popolo africano.

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31 Dicembre 2010 Tradizionale Cenone di San Silvestro con il pescato dell’Adriatico per prenotazioni tel. 0721/968778 cell. 338/3303731

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PEOPLE

DOCTOR

FEELX Un nuovo album per la voce del Chiambretti Night Enrico Sanchi

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n autentico vulcano, Doctor Feelx. Difficile da contenere e soprattutto da intervistare, visti i suoi molteplici impegni artistici. Voce dello show televisivo Chiambretti Night trasmesso da Canale 5 (suo il compito di introdurre gli ospiti con la dovuta enfasi), conduce un programma radiofonico su R101, si esibisce nei locali come cantante, vocalist e talvolta dj. Eccolo concedersi con la sua voce alla Barry White per i lettori patinati di Life People Magazine. Che cosa significa lavorare insieme a Piero Chiambretti? “Chiambretti è davvero un numero uno, un fuoriclasse assoluto. Lavorare con lui è semplicemente fantastico”. Quali puntate di Chiambretti Night ricordi con maggior piacere ed emozione? “Quando abbiamo ospitato Monsignor Milingo è stato tutto molto divertente, con sua moglie gelosissima che continuava ad interrompere la trasmissione. Chiambretti ha gestito il tutto da par suo con grande maestria. Il personaggio invece che mi ha colpito ed impressionato maggiormente è l’allenatore Josè Morinho, quando è venuto ospite allenava ancora l’'Inter, la mia squadra del cuore. Lo Special One (il soprannome di Mourinho – ndr) ha davvero un carisma unico”. Sei in tivù in seconda serata durante la settimana, nel week-end invece trasmetti in radio. “Conduco il programma Disco 101, in onda tutti i sabati dalle 22 all’ 1 su R101. Tre ore dedicate alla miglior discomusic degli ultimi trent'anni. Cerco di trasmettere per non dire insegnare educazione musicale e portare il messaggio del Signore attraverso la musica”.

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Raccontaci qualcosa del tuo nuovo album. “Si intitola ‘Dancin and Movin’, dodici tracce dove spazio attraverso ogni genere musicale, anche se il mio cuore batte ovviamente soprattutto per la black music. Lo sto promuovendo sia in Italia che all’ estero con tante serate, dove attendo tutti i lettori di Life People Magazine. Esce sulla mia neonata etichetta discografica Feel Reel Records”. Che cosa intendi per black music? “La musica non ha né razza né colore, con la black music posso fare riferimento a tanti artisti che purtroppo sono passati a miglior vita: Michael Jackson, Barry White, Otis Redding e lo stesso Bob Marley. Nel mio album mi sono davvero divertito ed emozionato a cantare ‘What A Wonderful World’ in versione reggae”. Hai qualche hobby? Come trascorri il tuo tempo libero? “I miei hobby? Ascoltare musica e giocare a pallacanestro. Con gli anni le abitudini cambiano ma le passioni non cambiano mai. Certo quando la mia fidanzata Alessandra mi darà un figlio le mie priorità e le mie abitudini si modificheranno radicalmente”. Come vivi questo tuo momento di grande successo personale e professionale? “Con grande serenità, e sempre fortificato dalla mia fede religiosa. Questa mia forza interiore – che auguro a tutti – mi permette di sorridere di chi ha sempre parlato male di me senza conoscermi. Queste persone adesso raccontano che sono miei amici, che io sono il numero uno… La vita è una cosa meravigliosa!”. Alcuni dei tuoi siti internet? www.drfeelx.com, www.doctorfeelx.co, www.r101.drfeelx.it

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“La musica non ha

né razza né colore

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FLAVIO CATTANEO primo manager italiano nelle utilities

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Italia è un Paese che, oltre a saper esportare nel mondo importanti intellettuali e scienziati, sa “sfornare” anche manager di indiscusso talento imprenditoriale, apprezzati nel competitivo panorama economico e finanziario internazionale. Fra i giovani manager sta emergendo una vera e propria classe di leader che si sta facendo notare per essere riuscita, in molti casi, a condurre fuori dalla crisi importanti multinazionali. A primeggiare in questa schiera di manager c’è oggi anche Flavio Cattaneo. Milanese, classe 1963, Cattaneo è un nome noto alle cronache rosa per essere il compagno di Sabrina Ferilli, ma è anche un top manager di lungo corso nonostante l’età. Alla guida di Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, dal 2005 Flavio Cattaneo è stato nominato quest’anno primo manager italiano nel campo delle utilities a giudizio degli investitori europei e americani e al quinto posto tra i numeri uno del settore secondo gli analisti finanziari. Flavio Cattaneo si è conquistato l'ammirazione del mondo finanziario nel raffronto tra i big nazionali e internazionali che operano nel settore dell’energia. Un risultato importante per Terna che, pur essendo al 16° posto per capitalizzazione di mercato nell'indice delle utilities, sopravanza aziende di ben altre dimensioni e con una maggiore presenza internazionale. I dati emergono dalla classifica «2010 All Europe Executive Team», stilata dalla rivista finanziaria americana «Institutional Investor», che nel periodo tra ottobre 2009 e gennaio 2010 ha intervistato circa 1.750 tra analisti e gestori di fondi americani ed europei. L’azienda diretta da Cattaneo ha raggiunto però dei risultati importanti per tutto il “Sistema Paese”. Dal 2005 Terna è riuscita a quadruplicare gli investimenti realizzati ogni anno e oggi ha la possibilità di mettere in campo oltre 900 milioni di euro l’anno. In concreto questo significa l’apertura immediata di cantieri che creeranno circa 10 mila posti di lavoro. I progetti di Cattaneo per le infrastrutture elettriche italiane si realizzeranno senza penalizzare la redditività di Terna, un’azienda premiata dalla borsa e che ha realizzato nel primo semestre del 2010 un aumento dei ricavi del 13.9% e del 26,9% di profitti. Terna per Flavio Cattaneo rappresenta l’esperienza manageriale della maturità, la più importante, ma nel suo curriculum può vantare la guida di altre illustri società private e pubbliche. Dopo la Laurea in Architettura e un MBA all’Università Bocconi, Cattaneo si è dedicato da subito all’attività manageriale, prima come imprenditore alla guida della Cattaneo Costruzioni, e poi come numero uno della Fiera di Milano. Proprio sotto la sua guida inizia la rinascita dell’ente fieristico milanese che si appresta ad ospitare l’Expo 2015 e che con Cattaneo ha gettato le basi del suo

Giovanni Zerba

attuale sviluppo. Nel periodo 1999-2003 Cattaneo riesce a creare partnership di livello per il più importante ente fieristico italiano. Una crescita che si completa con la quotazione in borsa, sul segmento Star, dell’ente fieristico nel dicembre del 2002. Un progetto analogo, comprendente una quotazione in borsa, l’avrebbe voluto realizzare anche in Rai. Nella tv pubblica, che Cattaneo ha guidato dal 2003 al 2005, non è riuscito a compiere questo passaggio che sarebbe stato epocale per l’emittente pubblica e che le avrebbe permesso di raggiungere una gestione meno partitocratica. Proprio l’influenza, e in alcuni casi l’interferenza, dei partiti sulla Rai ha fatto si che l’esperienza manageriale di Cattaneo si concludesse prima del previsto. Nel suo breve passaggio in Rai Cattaneo riuscì a far acquistare all’azienda format di successo come “L’Isola dei Famosi” e “Affari Tuoi” ma anche i diritti per la Champions League. Quelli erano però anche gli anni in cui la Rai si permetteva il lusso di sostituire Santoro e Biagi con personaggi meno noti e amati dal pubblico che, con un calo di audience, punì queste scelte aziendali dettate dalla politica. Il resto è storia recente. Ora il nome di Flavio Cattaneo è sempre più sinonimo di Terna e, sebbene la sua nomina sia di natura politica, come già avvenuto in Rai e alla Fiera di Milano, questo volta il manager ha dalla sua parte i numeri dei bilanci che parlano per lui. Quelli che servono per far felici i suoi azionisti.

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ritornano i mercoledi e i sabato notte pi첫 belli della spiaggia di velluto

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Per riscoprire, in un ambiente accogliente e confortevole, i sapori e gli odori della grande tradizione culinaria del territorio marchigiano, accompagnati da un panorama mozzafiato sui monti Catria e Strega.

Tutte le sale sono climatizzate e dotate di ricezione con monitor in risoluzione Full HD, per serate conviviali alla luce dello sport e del calcio italiano, europeo e mondiale. Salette riservate per meeting e cene particolari.

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PLATINUM | THE CLUB

CHANG AN la Cina è qui by Federico Sperindei

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ra il 1996 quando all’interno di un magnificente grattacielo costruito sulla Chang An Avenue, una delle vie più rinomate di Beijing, veniva fondato quello che sarebbe diventato il club privato più esclusivo dell’intera Cina, punto di riferimento indiscusso per uomini d’affari e potenti (alcuni appartenenti al mondo della politica), non solo cinesi, che desiderino incontrarsi per consolidare la propria rete di relazioni. Il 20% dei soci attuali è composto da imprenditori dell’edilizia, ma anche i membri del governo e i leader dell’industria manifatturiera occupano quote importanti all’interno del club. >>

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PLATINUM | THE CLUB

Agli aspiranti membri è formalmente richiesto di portare in dote “una solida forza nel mondo degli affari” nonché “grande moralità e ottime relazioni sociali”, offrendo loro in cambio l’accesso a un universo di lusso ed esclusività (che ne legittima e consolida la posizione di potere), nonché un'ampia gamma di eventi e attività altolocate cui partecipare. Come in ogni situazione elitaria, il cibo ha un ruolo fondamentale. Il Chang An offre all’interno dei suoi locali diverse possibilità culinarie d’alto livello: se la Western Dining Room è un ristorante noto per la proposta di piatti occidentali, la Japanese Dining Room offre il miglior sushi di Beijin, mentre la Chinese Dining Room è ovviamente specializzata in cucina locale. Chi vuole intrattenersi a discutere con amici o clienti trova il suo spazio ideale nel Library Lounge, locale-libreria che offre un bar di lusso ma anche un’ampia varietà di volumi e giornali da consultare mentre una dolce musica di pianoforte, la sera, contribuisce a creare l’atmosfera giusta. Ancora più rilassante è la zona denominata Cigar Divan, dove si possono gustare preziosi sigari cubani messi a disposizione dal club, ma il Chan An non dimentica certo la propensione agli affari dei suoi membri, mettendo loro a disposizione un Business Center dotato di vere e proprie postazioni di lavoro, con possibilità di organizzare videoconferenze e, su richiesta, persino di usufruire di un servizio di segreteria. Lo sport, tanto utile a eliminare le tossine accumulate sul lavoro, occupa a sua volta una posizione rilevante fra le proposte del club, concentrandosi ovviamente su discipline altolocate e nobili: alla palestra e alla piscina si affiancano uno spazio per corsi d’aerobica e uno per lo squash, gioco notoriamente amato dalle classi sociali più alte. Ai bambini dei soci è infine dedicata la Children’s Play Room, con una stupefacente offerta di giocattoli ma soprattutto di film e videogiochi: adeguandosi alle attitudini contemporanee delle nuove generazioni, la presenza di schermi finisce per sovrastare quella di bambole e costruzioni.

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>> via Umberto I , n° 7 MATELICA (MC) tel. 0737.786099 chiuso il mercoledì


PLATINUM | DREAM INSIDE

TREE HOTEL

Letto di lusso su... un albero di Federico Sperindei

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l fascino romantico della casetta sull’albero si materializza in un prodigio di lusso, ingegneria e design, prendendo la forma del Tree Hotel (nella Lapponia Svedese), albergo le cui stanze sono costruite sui pini della foresta boreale. La filosofia della singolarissima struttura si fonda su una tensione alla totale sintonia fra uomo e natura,

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tanto che la fonte di ispirazione del progetto, si legge sul sito internet dell’hotel, è il documentario Treelover di Jonas Selberg Augustsen, storia di tre uomini che costruiscono una casa su un albero dopo essere scappati dall’inquinamento della città. "Abbiamo un gruppo di ambienti unici creati in armonia con la natura e con i nostri valori - spiegano i coniugi Britta e Kent Lindavll, ideatori e proprietari dell’hotel - è importante trovare un altro modo per valorizzare il bosco, piuttosto che tagliare gli alberi per uso industriale. Questa foresta boreale è uno dei polmoni della Terra. Dobbiamo averne cura". La natura è vissuta interamente sia nelle sue manifestazioni più romantiche che in quelle più rigide: l’hotel resta aperto anche d’inverno quando le temperature scendono fino a 30° sotto zero, mentre l’irrinunciabile eco-compatibilità è garantita dall’uso di fonti di energia rinnovabili. Sospese a circa 5 metri di altezza dal suolo, tutte dotate di bagno e zone giorno e notte separate, le unità abitative del Tree Hotel costituiscono anche dei veri capolavori di design, per i quali l’ispirazione alla natura diventa spunto per l’espressione della libera creatività dei diversi studi di architettura che hanno partecipato al progetto. Particolarmente evocativa è la stanza Bird’s Nest (nido d’uccello), decorata in modo che dall’esterno abbia proprio le sembianze di un grande nido di rametti intrecciati, in volontario contrasto con il modernissimo design dell’interno. The Blue Cone è invece una più sobria cabina in legno di betulla con un caratteristico tetto a punta, alla quale si accede da un ponte, sospeso a sua volta fra gli alberi, che parte dalla vicina montagna, così come un ponte conduce a The Cabin, suite dall’architettura essenziale e ipermoderna la cui facciata in vetro offre una straordinaria vista panoramica. Ancora più stupefacente è The Mirrorcube: costruita in alluminio attorno al tronco di un singolo albero, si tratta di un cubo perfetto le cui superfici esterne riflettono l’immagine del cielo e degli alberi circostanti, fondendo la struttura con l’ambiente al punto che è stato necessario dotarla di un segnale a infrarossi per evitare che gli uccelli in volo vi si schiantassero contro. Infine, The Ufo rappresenta la parte fantascientifica dell’hotel: sospeso e sorretto dagli alberi come The Bird’s Nest (vi si accede tramite una scala), ne è tuttavia l’opposto nel concept e nel design. Dove il “nido” esprime la più totale emulazione della natura “ordinaria”, The Ufo è modellato sulla tipica forma ovoidale attribuita nell’immaginario comune alle navicelle spaziali aliene, con oblò e superfici esterne traslucide che creano un effetto particolarmente suggestivo quando il bosco è innevato.

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DESIGN | (UN)CONVENTIONAL ART

ANDY WARHOL

La filosofia milionaria di un mito

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ndy Warhol, la sua fama è talmente condivisa da ogni generazione che sembra quasi inutile qualsiasi presentazione. Sicuramente molti conoscono i lavori più inflazionati che oggi imperano in ogni città, capitale o metropoli occidentale, a volte si tratta addirittura di rivisitazioni in stile, ma pochi conoscono davvero la sua filosofia e la sua vita. Membro d’eccellenza nel gotha dei geni artistici del suo secolo, Andy Warhol, in arte Andrew Warhola, nasce a Pittsburgh (Pennsylvania) il 6 agosto 1928 da genitori immigrati slovacchi di etnia Rutena. Dopo il diploma, egli si trasferisce a New York dove lavora come grafico pubblicitario presso varie riviste: "Vogue", "Harper's Bazar", "Glamour" collaborando anche con il calzaturificio I. Miller come vetrinista. Tornato da alcuni viaggi tra Europa ed Asia, tra il '52 ed il '56 espone i suoi disegni in alcune gallerie newyorkesi ma è solo dopo il 1960 che Warhol comincia a realizzare i primi dipinti ispirati a fumetti e immagini pubblicitarie. Muse ispiratrici sin da subito sono infatti il cinema e la pubblicità, con fini assolutamente svincolati da correnti filosofiche e senza alcuna scelta estetica. Warhol intende semplicemente catturare in un istante le immagini che in quell’epoca sono simbolo della società moderna, immagini popolari, condivise, quotidiane. Dopo tutto è un grande collezionista ed un appassionato catalogatore. Non è un caso che l’insieme dei suoi lavori possa risultare a molti come una

Giulia Giovannelli

sorta di catalogo della cultura massificata americana, proprio come farebbe un documentario. I soggetti di punta sono Marilyn Monroe, che all’epoca incarnava un po’ l’immagine degli USA, le inconfondibili e diffusissime bottigliette di Coca Cola, il simbolo del dollaro, i detersivi in scatola, Dick Tracy, Popeye e Superman. Tutto ciò, apparentemente banale, getta le fondamenta della Pop-art. Diventato più maturo, non solo anagraficamente, Warhol decide di fondare la "Factory", proponendosi come padre fondatore dell'avanguardia creativa di massa. La Factory può essere considerata una sorta di officina di lavoro collettivo permanente dove condividere, accogliere, inventare e creare. Nel 1967, il padre della pop-art si lega al gruppo di Lou Reed, Velvet Underground, di cui cura la copertina del disco, una semplice banana gialla su sfondo bianco. Warhol è sempre nell’occhio del ciclone, discusso, amato, imitato, criticato, in particolare per la sua eccentricità e per l’immagine gloriosa del consumismo americano che va diffondendo, proprio negli anni in cui parte della società cerca di lottare contro di esso. Le sue pubblicazioni continuano per tutti gli anni Settanta e Ottanta, fino quando realizza uno degli ultimi, celebri lavori più discussi: Last Supper, ispirata al grande capolavoro di Leonardo: l’Ultima cena.

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DESIGN

Progetto a cura del Designer Roberto Garbugli (Pesaro) www.garbugli.com


DESIGN

L’ALTRO CAFFE’ Un design da gustare Silvia Falcioni

fotografo: Alessandro Omiccioli

L’

evoluzione è un fenomeno inarrestabile, in qualsiasi campo si guardi ogni cosa si adatta ai tempi ed alle mode, in un inevitabile processo di innovazione. Il cambiamento coinvolge ogni aspetto della nostra vita e non può non interessare anche gli esercizi commerciali che devono adattarsi ai mutati stili di vita, alle tradizioni ed alle culture. >>

Fano(PU), Via Togliatti 23 Tel uff. 0721/864910 - Fax. 0721/860820 - Cel. 335711492 www.guerrino.it - info@guerrino.it

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DESIGN

Alcuni locali sono aree di socialità per eccellenza, nei quali le persone transitano, si incontrano, intrattengono relazioni: è questo il caso delle pasticcerie, che con le loro delizie invogliano il pubblico e con i loro spazi accoglienti lo coccolano. Sono proprio le pasticcerie ad aver subito, nell'ambito della distribuzione, uno dei cambiamenti più profondi, in parte dovuto al miglioramento dei prodotti -generalmente dovuto a chef famosi- ed in parte causato proprio da nuove esigenze aggregative. E' così che le vetrine si sono trasformate in palcoscenici sui quali esporre veri e propri gioielli. Eh, sì, perchè la pasticceria in questo senso diventa un'arte delle più raffinate, tesa a sperimentare nuove forme, nuove materie prime e nuove tecnologie e tecniche di lavorazione. Ma la pasticceria non è solo il luogo che custodisce prelibatezze di ogni tipo, è anche un ambiente in cui si intrattengono relazioni, nel quale i consumatori cercano il piacere di un'esperienza. I clienti sono sempre più consapevoli, sanno bene ciò che cercano e conoscono il valore dei prodotti; va pertanto gratificato non solo il loro senso del gusto ma anche quello estetico. >>

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DESIGN

Progetto a cura del Designer Roberto Garbugli (Pesaro) www.garbugli.com

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DESIGN

Ecco quindi che il design diventa importante nella progettazione di un locale e di conseguenza nella soddisfazione dei consumatori. Lo ha capito bene Andrea Urbani, maestro pasticcere aderente all'Accademia dei Maestri Pasticceri Italiani, che porta avanti con passione e dedizione l'attività intrapresa nel 1947 dal nonno, Guerrino Urbani. Guerrino, abile ad amalgamare uova e farina per farne gustosi capolavori, ha aperto il suo primo locale nel centro storico di Fano ed il suo nome è diventato uno dei simboli della pasticceria; con gli anni l'attività si è consolidata ed ampliata, a lui è succeduto il figlio Urbano e poi il nipote Andrea ed è stato aperto anche un nuovo punto in una dinamica periferia cittadina. Oggi Andrea allarga ancora di più i suoi orizzonti con l'Altro Caffè, che viene definito “l'idea nuova di Guerrino”. Nuova infatti lo è sotto molti punti di vista, primo fra tutti quello del design che contribuisce a creare quell'ambiente gradevole ed accogliente tipico di un luogo di ritrovo. L'intervento del designer Roberto Garbugli, specialista nei settori di industrial, interior ed exhibit design, consiste in un restyling completo del locale allo scopo di unire la tradizionale ospitalità a nuovi elementi di innovazione. Innanzitutto il pavimento è stato rivestito in materiale vinilico che simula una lamiera spazzolata, per ottenere un risultato ad effetto ma allo stesso tempo resistente nel tempo, soprattutto indicato per luoghi in cui circolano molte persone. Particolare e ben riuscita la scelta di laccare le mostrine delle porte, sulle quali è stata applicata una pellicola adesiva con stampe >>

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Progetto a cura del Designer Roberto Garbugli (Pesaro) www.garbugli.com


DESIGN

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DESIGN

digitali. Garbugli ha dato la sua impronta anche con un rivestimento del banco bar, sopra il quale sono state inserite mensole snack ed un'isola centrale realizzata in legno di castagno crudo, per un effetto dal sapore classico e molto elegante. Infine i servizi ed alcuni soffitti sono stati tinteggiati con toni a composizione metallica che rinfrangendo le luci donano un tocco di vivacità all'ambiente. Un interior design sapientemente studiato, nel quale è ancora più piacevole gustare le prelibatezze dolciarie (e non solo quelle!). E' in questo luogo che si può transitare ad ogni ora, fin dalle 6 del mattino per un dolce risveglio, oppure per un pranzo salutare, veloce e leggero che vede il panino servito in un piatto unico con appetitosi contorni. L'aperitivo offre gustose e stuzzicanti proposte per una cena diversa, mentre nel week end l'Altro Caffè diventa punto di incontro esclusivo, dove incontrare amici e gente nuova. Il tutto con gli immancabili capolavori di pasticceria che da sempre contraddistinguono il nome di Guerrino e che vengono preparati con le migliori materie prime, con basi di incomparabile qualità e l'uso del lievito naturale. Una lavorazione artigianale fatta con i metodi di una volta, ma anche con strumenti innovativi e tanta voglia di sperimentare sapori nuovi. E' così che nascono il Morettino e la torta Moretta, due specialità da gustare nel periodo invernale e preparate con una bevanda tipica fanese, la moretta, una miscela di caffè e liquori divenuta famosa per il suo gusto inconfondibile. Con l'approssimarsi del Natale, poi, Andrea Urbani riprende la tradizione con i suoi panettoni lavorati artiginalmente in cui ingredienti e preparazione rispettano la naturale maestria che accompagna ogni fase della realizzazione, per ottenere tipici capolavori di pasticceria.

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gli chef dell’ Altro Caffè

l’Art designer Garbugli con il titolare della pasticceria Andrea Urbani

porta realizzata dall’art designer Garbugli

Progetto a cura del Designer Roberto Garbugli (Pesaro) www.garbugli.com

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DESIGN | HOTEL DI DESIGN

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GOMBIT

HOTEL

DESIGN | HOTEL DI DESIGN

I

Bergamo

Erika Facciolla

l binomio antico-moderno è in grado di suscitare fascinazioni artistiche e suggestioni stilistiche in qualsiasi forma venga espresso. Se poi il genio creativo che ne plasma profili e geometrie è quello di uno dei più apprezzati interior designer d’Italia, il successo è senza dubbio garantito. È proprio il caso del GombitHotel di Bergamo, il primo hotel di design della città del prestigioso circuito alberghiero internazionale DesignHotels, i cui interni portano la firma del designer Gio’ Pozzi. L’ambito marchio viene assegnato solo al 10% degli hotels di tutto il mondo che ogni anno fanno richiesta di affiliazione e per questo è diventato il segno di distinzione delle strutture che hanno fatto della peculiarità architettonica e dell’interior design le proprie caratteristiche distintive, magistralmente combinate con un servizio impeccabile. Il GombitHotel di Bergamo, infatti, è un gioiello incastonato in uno dei luoghi più affascinanti della città, accostato alla magnifica torre medievale del Gombito, nel cuore della Bergamo Alta, tra il duomo e la piazza vecchia. Il

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Se il vetro è tutto il tuo mondo

Vetreria Misa Senigallia, Via Veronese, 36

Tel. 071/6608232

www.vetreriamisa.com


DESIGN | HOTEL DI DESIGN

progetto architettonico ha reso possibile la riqualificazione della torre e delle mura centenarie, le cui origini vengono fatte risalire agli inizi del XII secolo. Strutturato su quattro piani nei quali si sviluppano le tredici stanze di cui è dotato, tutte diverse fra loro, il GombitHotel è un 4 stelle concepito intorno ad uno stile minimal, la cui essenzialità è percepibile nelle linee sobrie e misurate degli ambienti e degli arredi. Una collezione minimalista anche nei toni e nei materiali scelti: grigio per la pavimentazione a lastra grande e preziosa, corda per i lini pregiati e grigio-marrone per le pavimentazioni in legno, con toni leggeri per gli arredi di design, prodotti su misura. Un luogo per veri sognatori che cercano nel viaggio un’esperienza emozionale e autentica da vivere fino in fondo. Il concept sobrio ed eclettico che caratterizza questo hotel sembra essere alla ricerca costante di un equilibrio fra collezionismo e spazio officina: laboratorio sperimentale e galleria al tempo stesso, GombitHotel è frutto degli artisti internazionali e lombardi che hanno contribuito al progetto e si rinnova negli interni accoglienti e curati in ogni dettaglio che cambiano, di

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DESIGN | HOTEL DI DESIGN

giorno in giorno, di stanza in stanza, dando rigore e valore alla funzionalità degli oggetti. Nella Sala della Torre con un soffitto a cassettoni originali campeggia, ad esempio, l’opera originale di Steven Cavagna, i cui libri al soffitto rappresentano un’istallazione materica, rigorosa, applicata al calore della boiserie in legno bianco. Sempre di Steven Cavagna sono i tavolini di appoggio nella hall, realizzati a mano con gesso e juta. I richiami alle geometrie della torre sono presenti in ogni ambiente e molte delle opere usate per decorare le stanze sono state realizzate dai materiali recuperati durante i lavori di restauro del complesso medievale. Ecco perché al GombitHotel, antico e moderno dialogano in maniera armonica in ogni dettaglio, senza stonature, dando vita a contrasti a volte audaci ma di grande impatto artistico che stabiliscono con il territorio e il contesto storico una continuità architettonica perfetta. L’esclusiva attenzione per il design rende l’hotel anche il luogo ideale per mostre ed esposizioni temporanee. L’affascinante scenografia fornita dagli interni consente all’hotel di prestarsi anche come set cinematografico di grande prestigio. La Tower Lounge, una meeting room di 30 posti, con spazi curati e funzionali grazie alla tecnologia a disposizione, è invece perfetta per incontri conviviali o di lavoro all’insegna della massima riservatezza e dell’accoglienza di alto livello, addolcita dai sapori della centenaria tradizione culinaria locale. Tra le particolarità di GombitHotel c’è anche il suo essere una BookCrossing Zone ufficiale, la prima di Bergamo Alta. La casa editrice Lietocolle ha messo infatti a disposizione dell’hotel 40 libri di poesie di vario genere e lingua. Pubblicazioni eleganti, dalla fattura originale, facilmente distinguibili, esattamente come le stanze e le camere dell’hotel. GombitHotel, disegnato su misura, offre il lusso del design sobrio e misurato, che reinterpreta gli spazi storici e

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LP DESIGN | DECORTREND

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DESIGN

by Luna Genzano


DESIGN | TOP DESIGNERS

WILLIAM WAAREN La libreria-bar

di Federico Sperindei

L’

audacia del designer inglese William Warren trova la propria massima espressione nella Shelves for Life, elegante libreria interamente di legno che si può smontare per rimontarla nella forma di una bara, pronta ad accogliere il proprietario della libreria stessa quando passerà a miglior vita. Un’operazione di riciclaggio quantomeno originale da parte di un creativo che in tutta la carriera ha saputo coniugare la funzionalità al sentimento e al gioco, spesso riutilizzando in chiave ironica e postmoderna forme e stili classici.

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DESIGN | TOP DESIGNERS

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DESIGN | TOP DESIGNERS

Del resto Shelf for Life non è l’unica creazione di Warren a mostrare un certo gusto per il macabro. Your Umbrella Sleeps with the Fishes è un portaombrelli che riproduce un paio di stivali intrappolati dentro un blocco di cemento, alludendo a una pratica che, almeno nell’immaginario cinematografico, i gangster usano per eliminare le proprie vittime. Meno scioccante della libreria-bara ma altrettanto ironica è la Sleeping Rough, una panchina per parchi pubblici che in realtà ha la forma e le dimensioni di un letto. Accanto alla passione per le sedie, realizzate rielaborando stili classici come il Vittoriano o riutilizzando forme e materiali che rimandano ad atmosfere genuine, sono proprio le panchine a stimolare maggiormente l’estro di Warren. Risale al 2004 l’idea di Bench of Nails, che obbliga a sedersi su una fitta distesa di punte (dall’estremità forma arrotondata, certo) che ricordano quelle presenti sulle cancellate e ironizzano sull’attitudine delle persone a sedersi su qualunque cosa. È invece datata 2005 la Half Tone

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Bench, una serie di panchine caratterizzate da un doppio, altissimo schienale che consente a chi si siede di proteggersi dagli sguardi altrui ma anche, grazie a una serie di fori presenti sullo stesso schienale (e disposti in modo da comporre forme che decorano la panchina) di poter viceversa spiare gli altri. L’ironia di Warren si esprime del resto anche nell’oggettistica, rappresentata perfettamente dal Drunk Wine Glass, un bicchiere che con la sua forma sghemba nega programmaticamente la “perfezione” della produzione industriale: per realizzarlo, Warren si è affidato ad esperti artigiani, ma solo dopo aver fatto bere loro una certa quantità di vino! Degno di nota è anche Dangerous Rug, un tappeto che simula la superficie di un lago dal quale emerge la testa di un coccodrillo. Come in molte creazioni del designer inglese, l’ispirazione arriva dal gioco e dall’infanzia, quando, come lui stesso racconta, Warren cercava di attraversare la casa senza toccare il pavimento immaginandolo infestato di coccodrilli.


DESIGN | WORLD PROJECT

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DESIGN | WORLD PROJECT

CLUB AZZURRO interazione tra individuo e luogo Marco Correggiari

“L

a conferma della presenza umana viene costantemente auspicata e ricercata entro ogni ambito, situazione costituitasi ed ancor più ambiente vissuto e percepito. Tale presenza trova la sua impronta entro e fuori dal corpo fisico dell’essere umano, che si percepisce. Attraverso la presa di coscienza della propria corporeità la persona si riconosce quale essere fisico compresente entro una spazialità più complessa che è quella vissuta. Una presa di coscienza che chiede costantemente la certezza della presenza del corpo…” (Anna Luana Tallarita - Antropologa dello Spazio e Interior Design Artist ). Il progetto “Club Azzurro”, sviluppato dallo studio D73, si basa sulla riqualifica di un centro sportivo con un approccio di tipo percettivo e con un’attenzione particolare alle modalità di interazione tra le persone e l’ambiente in cui “abitano”, nel senso più completo del termine. Il principio su cui si basa il progetto è la corretta percezione dell’intorno al fine di creare una condizione di benessere finalizzata alla tipologia del wellness. L’intervento di riqualifica del Club Azzurro di Gazzada Schianno, in provincia di Varese, non tratta infatti di un semplice aggiornamento e ammodernamento delle strutture tecniche, che gli impianti per il fitness periodicamente realizzano per essere al passo con i tempi, ma di una reinterpretazione degli ambienti basata su quei parametri definiti “soft” che determinano il cambiamento nell’interazione tra individuo e luogo. Tali parametri sono intesi come aspetti dell’ambiente quali la luce, i colori, persino gli odori in certe particolari occasioni. I progettisti, di conseguenza, hanno posto particolare attenzione all’uso delle superfici, pavimenti e rivestimenti, che non sono più percepite come contenitore asettico ma come elementi che, essendo a contatto con il corpo, interagiscono in modo diretto con la psiche delle persone. La ricerca è stata basata su aspetti che vanno al di là delle primarie scelte costruttive e che caratterizzano un interno rispetto ad un altro, provocando reazioni individuali. Il Club Azzurro è uno dei numerosissimi centri sportivi sorti in Italia in seguito alla moda del fitness, della cura del corpo e del miglioramento della salute. Realizzato alla fine degli anni Ottanta, è nato come insieme di attrezzi da palestra, con una distribuzione esclusivamente funzionale degli ambienti e senza un globale progetto formale. Con il cambio di gestione nel 2007, le necessità di adeguare l’immagine degli interni al gusto estetico contemporaneo ha offerto l’opportunità di realizzare un’area Spa di circa 90 mq con idromassaggio, sauna, bagno turco, area relax e docce di reazione al posto di una precedente area dedicata all’estetica ora demolita. La dimensione relativamente minuta dell’intervento ha permesso ai progettisti un dettagliato studio dei particolari. La ricerca di un ambiente di tipo percettivo ha avuto inizio dalla scelta delle superfici, per le quali è stata utilizzata una pietra high-tech Black Ardesia di Ariostea, un materiale dalla grana intensa, estremamente fine, che si presenta liscia e uniforme. Utilizzata come rivestimento e pavimentazione dell’intera zona Spa, è finalizzata a conferire all’ambiente un clima di intimità, di accoglienza e di protezione, che è il preludio all’abbraccio e all’azione rigenerante dell’acqua. Questa “caverna” del calore e del refrigerio ha un’illuminazione delicata, a spot lungo le superfici ceramiche delle pareti e nella piscina, a formare coni visivi che guidano nei percorsi benessere senza turbare la globale atmosfera di quiete per gli occhi: la luce riflessa sulla Black Ardesia fa anche emergere la delicatezza delle sue venature, che nell’ombra appaiono proprio come quelle della roccia di una caverna. La cromoterapia è realizzata a Led all’interno del bagno turco e della sauna. Tagli di illuminazione tra le piastrelle segnano infine cambiamenti di zona, dalla piscina all’area relax: è volontà del progetto alludere alle funzioni invece di imporle con segni visivi dominanti. Questo connubio armonioso tra i parametri soft rende questo luogo adatto alla ricerca del benessere fisico e mentale.

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DESIGN

L’ARTE AL SERVIZIO DELL'ARREDO L C

a definizione di coffee table in ferro non rende giustizia a questi tavolini frutto dell'estro creativo dell'artista Roberta Savelli. Infatti questi oggetti esclusivi d'arredo sono vere e proprie opere d'arte che si fanno notare in ogni situazione per la loro originalità insolita ed il design ad effetto. Nell'insieme l'oggetto è semplice: una forma ellittica, estremamente sottile e realizzata in ferro. In entrambe le soluzioni, che prendono il nome di ORA M ed ORA L, la lamiera ha uno spessore di 5 mm, viene tagliata al laser e poi lavorata a mano. Su di essa vengono applicati tanti piccoli buchi distribuiti in ordine apparentemente casuale, che contribuiscono a creare quel senso di leggerezza del materiale. Il tocco finale è dato da una verniciatura opaca ad acqua in bianco o argento. Esistono poi altre due versioni: una in acciaio con verniciatura opaca antigraffio ed una in alluminio con verniciatura aumobilistica lucidata a mano. Per quanto riguarda invece i colori, entrambi i tavolini sono disponibili in arancio, azzurro, bianco, nero, rosso e viola. Diverse le dimensioni ed adattabili agli spazi ed ai gusti: ORA M ha una lughezza di 82 cm, profondità 60 cm e altezza 44 cm, mentre ORA L conta 170 cm di lunghezza, 52 cm di profondità e 27 cm di altezza. Entrambe le versioni sono Limited Edition e hanno un costo rispettivamente di 1260 euro ORA M e di 1600 ORA L, un prezzo assolutamente adeguato visto che si tratta non di un semplice tavolino ma di una vera opera d'arte.

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FERRARI 599 SA APERTA la regina si scopre Francesco Sabbatucci

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otrebbe sembrare strano, di primo acchĂŹto, rilevare come in settori ultracompetitivi possano esistere sodalizi e connubi blindati da anni. Eppure accade. Accade quando ad incontrarsi sono punte di diamante capaci di creare convergenze talmente esclusive da formare una complementarietĂ indissolubile ed inscalfibile.

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SPEED | AUTO

SCHEDA TECNICA Motore: 6000 cc V12 Potenza: 670 cv 0/100: 3,6 secondi Km/h max: 325 Produzione: 80 esemplari numerati GiĂ tutti venduti Prezzo: 400.000 Euro


SPEED | AUTO

Accade quando ad incontrarsi sono, ad esempio, due gemme chiamate Ferrari e Pinifarina; un trade union idilliaco di cui la 599 SA Aperta è l’ennesimo e nuovissimo sigillo. 80 esemplari numerati, già tutti venduti ancor prima che l’ultimo salone di Parigi la incoronasse regina. 80, proprio come gli anni trascorsi ad oggi da quando Battista Farina fondò a Torino la Carrozzeria Pinin Farina. Poi una sigla: SA, omaggio a Sergio e Andrea, rispettivamente figlio e nipote di Battista, che gli succedettero negli anni alla guida dell’azienda. La SA aperta oltre che dal suo essere open-air si distingue dalla 599 GTB per un parabrezza più basso di 2,6 centimetri, per il grigio delle pinne sulla coda e degli specchi retrovisori, e per l’esclusivo design dei cerchi da 20’’. Della 599 GTB, la SA APERTA conserva i freni carboceramici e gli ammortizzatori, mentre motore e cambio sono gli stessi della più potente 599 GTO.

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SPEED | AUTO

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SPEED | AUTO

Unico neo riscontrabile in un gioiello di tale caratura è l’assoluta, a nostro avviso, “spraticità” della capote: se si sta guidando a cielo aperto e ci si accorge di un rovescio piovoso imminente occorre fermarsi, scendere, e montarla a mano. Con l’imperativo, una volta montata e rimessisi alla guida, di non superare i 120 km all'ora; limite oltre il quale la tela rischierebbe di venire divelta o strapparsi. In buona sostanza la SA Aperta è nata per rimanere aperta. E perciò guidata preferibilmente in condizioni climaticoatmosferiche confacenti a tali caratteristiche. Anche perché, al di là della capote, bagnare una perla del genere sarebbe un vero peccato. Materiali e colori degli interni sono combinabili in maniera tale da rendere ogni Ferrari SA Aperta un pezzo davvero unico al mondo.

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TRAVELS

CUBA isola dai mille volti Silvia Falcioni

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utto è iniziato sfogliando un catalogo turistico alla ricerca di una meta per trascorrere il Capodanno, finchè tra quelle proposte alcuni amici ci hanno consigliato la loro preferita. Si tratta di Cuba, un arcipelago dei Caraibi situato tra il Mar dei Caraibi, il Golfo del Messico e l'Oceano Atlantico, meta che ha subito suscitano il nostro interesse e della quale non siamo rimasti delusi. Ma perchè attendere il passaggio al nuovo >>

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TRAVELS

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TRAVELS

anno, quando il mondo intero si mette in viaggio per trascorrere qualche giorno di meritata vacanza? Così scopriamo che proprio a novembre inizia il periodo ideale per far visita a questa affascinante località, con il vantaggio di trovare prezzi a buon mercato. Prenotiamo un last minute e in pochi giorni siamo pronti per imbarcarci dall'aereoporto di Firenze, che ci porterà fino al villaggio turistico che ci attende a Varadero. Appena posiamo piede in terra cubana, ci pervade una sensazione di assoluto benessere, un piacevole tepore che in Italia avevamo dimenticato. Una temperatura che oscilla intorno ai 28° ci scalda, tipica del periodo secco che va da novembre ad aprile e che è quello consigliato per le partenze. Riesce difficile con queste temperature immaginare che nel periodo umido, compreso tra maggio ed ottobre, il Paese sia colpito da precipitazioni di grande intensità, da venti molto forti e persino da uragani. Per fortuna il clima caraibico che troviamo ci consente di trascorrere giornate di riposo sulle spiagge di Varadero, una delle principali località turistiche dell'isola. Tutto qui è votato alla vacanza: hotel, bar, ristoranti, gelaterie, negozi, club, discoteche, trenini che collegano un hotel ad un altro. Attrazione principale resta la spiaggia, lunga quasi 20 km, di sabbia bianca calcarea, con un mare cristallino e azzurro ed un'acqua sempre tiepida. E' uno spettacolo svegliarsi presto la mattina a causa del fuso orario ed ammirare questo splendido panorama, che ripaga anche della colazione a base di un frutto ed un panino con prosciutto e mostarda quasi immangiabili.Varadero dista circa 160 km dalla capitale, L'Havana, per la quale sono frequenti visite “clandestine” organizzate dai bagnini. Infatti a Cuba ci sono regole ferree per i turisti, che possono viaggiare solo su taxi autorizzati e pagare solo in dollari (mentre la moneta ufficiale è il pesos); tuttavia se si trasgredisce a qualche regola, a risponderne sarà sempre il cubano trovato in compagnia del visitatore, dal momento che la polizia evita ogni contatto con gli stranieri. A prima vista L'Havana appare subito per ciò che è: una città splendida, su una baia spettacolare, con un'alternanza di piazze e stradine graziose, chiese >>

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TRAVELS

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TRAVELS

e castelli, il tutto di una bellezza unica da far comprendere perchè nel 1982 la città è stata dichiarata patrimonio dell'umanità dall'Unesco. L'impianto architettonico ne rivela la vocazione coloniale dal sapore spagnoleggiante, anche se prende una fitta al cuore notare come alcuni palazzi siano lasciati all'abbandono, edifici anche abitati in continuo rischio di crollo. L'aria che si respira in città è allegra, informale, dovuta alla grande quantità di locali per il divertimento ed anche alle auto vecchio stile americano che girano per le vie, le piazze sono piene di persone che camminano, conversano, bambini che giocano, giovani ragazzi cubani in cerca di una moglie o un marito per andarsene dal loro Paese... Nelle >> piazze bisogna anche stare attenti ai giovani che si avvicinano: alcuni vogliono solo parlare, conoscere i turisti ed i luoghi da cui provengono, ma altri non hanno buone intenzioni. Può capitare di trovarsi a comprare dei sigari, sborsando dei soldi senza ricevere nulla in cambio. Oppure può andare anche molto peggio, ritrovandosi vittime di uno scippo che non di rado avviene a mano armata. Tra i consigli che ci sono stati dati per non incombere nella crescente criminalità ci sono quello di non indossare oggetti di valore e girare sempre con pochi soldi in tasca, lasciare nelle cassette di sicurezza dell'albergo documenti importanti come passaporti e biglietti aerei. Altro consiglio è quello di evitare viaggi notturni fuori dalle città, sia per la sicurezza che per la scarsa manutenzione delle strade. A parte qualche piccolo inconveniente che si può evitare con un po' di attenzione, L'Havana sorprende in ogni angolo e non si può trascurare una visita a Plaza de la Revolucion, che rimane leggermente fuori dal centro. E' qui che si tengono i famosi discorsi di Fidel Castro e dove si trova il famoso murales del Che. La visita prosegue poi a l'Avana Veja con la sua piazza interamente restaurata tranne che per un palazzo decandente che spicca tra tutto il resto e ancora una volta mette in luce le contraddizioni cubane. Tappa anche al Rum Havana Club dove la guida spiega la lavorazione del rum e tutti i tipi di bevande che si producono (giro che inevitabilmente si conclude con un “bicchierino”). Segue >>

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poi la Plaza de la Catedral, con la sua Bodeguita del Medio, locale piacevole per sorseggiare un mojito e concludere la giornata. Il giorno dopo è dedicato ad un'altra meta turistica: Trinidad, definita la “città museo dei Caraibi” per i suoi palazzi signorili, le sue case popolari, le chiese e le piazze che conservano il loro stato originario. La visita parte da Plaza Mayor, intorno alla quale sorgono palazzi adibiti a musei, su cui svetta la torre della chiesa di San Francisco de Asis. Una volta ammirate le grandi case, i lunghi balconi, le carrozze a cavalli, lo sfondo di montagne della Sierra Escambray, si può passare alla spiaggia d'Ancon, una tra le più belle del sud dell'isola, dove rilassarsi con una Canchanchara, cioè un cocktail fatto di aguardiente (cioè acqua ardente, la grappa), limone, miele e ghiaccio.Altra tappa a cui dedicare una giornata è l'isola di Cayo Largo, distante circa 1 ora di aereo da L'Havana. Nonostante la scomodità per raggiungerla, l'isola ripaga il visitatore più tenace poiché ha un paesaggio stupendo, con acque cristalline e spiagge candide, circondate da una lussureggiante vegetazione. Le spiagge di Cayo Largo sono molto rinomate, come Playa Tortuga per la riproduzione di tartarughe, Playa Sirena dove si possono avvistare testuggini di passaggio o Playa Paradiso nel cui caso il nome parla da solo. Imperdibili anche i lidi di Cayo Coco, isola situata nella parte centrale di Cuba il cui nome deriva dall'ibis bianco, chiamato dai locali uccello coco. Oltre che per il suo mare azzurro e la possibilità di trovare un completo relax, Cayo Coco è famosa per le sue strutture di lusso, come villaggi vacanze, alberghi, ristoranti... tuttavia si stanno facendo strada anche i piccoli villaggi, frequentati principalmente da giovani. Alla fine della splendida vacanza, ci siamo reimbarcati sull'aereo che ci avrebbe riporato a casa, rilassati e felici, ma soprattutto per niente ansiosi di tornare al freddo che ci attendeva in Italia! In ogni caso, se non avete ancora scelto la meta per il vostro Capodanno, sicuramente Cuba sarà una destinazione che non vi deluderà.

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TRAVELS

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