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| | N O T R E - D A M E D E PA R I S | M I T O E F I N Z I O N E | M Y T H A N D F I C T I O N | | GIUGNO - JUNE 2019

585

Mensile / Monthly magazine € 10,00

€ 5,00 (Italy only)

EFFETTI SPETTACOLARI Spectacular Effects

• Il percorso Treetop a Copenaghen • La nuova libreria di Chongqing • Il Jewel Changi Airport di Singapore

MediaGroup spa - Poste Italiane spa - Spedizione in Abbonamento Postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n°46) art.1, comma 1, DCB Milano Printed in Italy

• The Treetop Experience in Copenhagen • The New Bookstore in Chongqing • The Jewel Changi Airport in Singapore


Firme

GIANNI BIONDILLO Nato a Milano nel 1966, è narratore, architetto, psicogeografo. Come saggista si è occupato di leggere e interpretare lo spazio della metropoli contemporanea. Nel 2011 ha vinto il Premio Scerbanenco, nel 2014, in Francia, il Prix Violeta Negra, nel 2018 il Premio Bergamo. Scrive per il cinema, il teatro e la televisione. Fa parte della redazione di Nazione Indiana. È tradotto in varie lingue europee. Il sapore del sangue è il suo ultimo romanzo (Guanda, 2018). A narrator, architect, psycho-geographer, he was born in Milan in 1966. As an essayist he has analysed and interpreted spaces in the contemporary metropolis. He won the Scerbanenco Prize in 2011, the Prix Violeta Negra in France in 2014, and the Bergamo Prize in 2018. He writes for cinema, theatre and television and is part of the editorial staff of Nazione Indiana. His works have been translated into various European languages. His latest novel is entitled Il sapore del sangue (“The Flavour of Blood”, Guanda, 2018). MATTEO POLI Architetto, è ricercatore al Politecnico di Milano dove insegna Landscape design. Ha una vasta esperienza internazionale come consulente progettuale nel campo dell’architettura, dell’urbanistica e del disegno del paesaggio. Attualmente cura la sezione Paesaggio del festival di architettura Milano Arch Week ed è condirettore del Master in Landscape Architecture – Land Landscape Heritage del Politecnico. He is an architect, working as a researcher and landscape design professor

6 ABITARE 585

at the Politecnico di Milano. He has an extensive international experience as a design consultant in architecture, urbanism and landscape. He currently manages the landscape section of the Milano Arch Week and co-chair the Politecnico’s MSc in Landscape Architecture – Land Landscape Heritage. ANNA MERCI Architetta, ha vissuto quattro anni a Parigi prima di rientrare in Italia e aprire il suo studio. Ha partecipato a numerosi concorsi internazionali ricevendo premi e menzioni. Nel 2018 ha vinto la realizzazione del Padiglione Mextròpoli a Città del Messico. Lavora sulle diverse scale del progetto architettonico, dalle installazioni temporanee alla rigenerazione urbana. Tiene lezioni accademiche, organizza eventi culturali e scrive su riviste specializzate. An architect, who lived in Paris for four years before returning to Italy and opening her own studio. She has taken part in numerous international competitions, winning awards and receiving special mentions. In 2018 she won the competition to design the Mextròpoli pavilion in Mexico City. She works on a variety of architectural scales, from temporary installations to urban regeneration. She gives academic lectures, organises cultural events and writes for specialist magazines. www.annamerci.com MARTINA LANDSBERGER Laureata in Architettura al Politecnico di Milano e dottore di ricerca allo Iuav di Venezia, è professore associato in Composizione architettonica

e urbana presso il dipartimento ABC del Politecnico di Milano. She graduated in Architecture from Milan Polytechnic. She took a PhD at the Università IUAV in Venice. She is associate professor into Architectural and Urban Composition at the Department ABC of the Politecnico di Milano. ALBERTO W. A. D’ASARO Conosciuto anche con il nome di Paletta, è architetto dal 2013. Ha collaborato con diversi studi d’architettura ed è assistente al Politecnico di Milano. Prende appunti da sempre e disegna dove può. La piattaforma palazzi.club gli permette di veicolare la sua passione per l’illustrazione creando una rete sempre più ampia con cui collaborare e crescere. Known also simply as Paletta, he has been an architect since 2013. He has worked with various architecture practices and is an assistant at the Politecnico di Milano. He is always taking notes and draws wherever he can. He is able to convey his passion for illustration through the palazzi.club platform, creating a network to collaborate and grow with.


Floor: Grande Marble Look Golden White Walls, furnishing and countertop: Grande Stone Look Ceppo di Gré

Human Design Da più di ottant’anni progettiamo ceramiche in cui tecnica e innovazione sono al servizio delle persone. Perché il vero design nasce sempre attorno alle emozioni di chi lo vive marazzi.it


Sommario

40

Il restauro della Villa Borromeo d’Adda curato da Atelier(s) Alfonso Femia ad Arcore, Milano / The restoration of the Villa Borromeo d’Adda by Atelier(s) Alfonso Femia at Arcore, Milan.

15

Orizzonti

28

Libri

30

Vertigine nella foresta

Vertigo in the Forest

txt alice piciocchi photos rasmus hjortshØj

40

Settecento con vista

Eighteenth Century with a View

txt sara banti photos stefano anzini

50

La casa dei libri The House of Books

txt matteo zambelli photos shao feng

58

Come un “molo” familiare

Like a Familiar “Jetty”

txt michele calzavara photos derek swalwell

66

50

A Chongqing, nel sudovest della Cina, una stupefacente libreria dalle atmosfere escheriane / In Chongqing, South-west China, an astonishing bookshop with Escherian atmospheres.

L’ideale gotico contemporaneo

The Contemporary Gothic Ideal txt gianni biondillo

74

Questione di geometrie

A Question of Geometry

txt alice piciocchi photos eric staudenmaier

84

Omaggio a Cerdà Homage to Cerdà

txt martina landsberger photos josé hevia

92

Uno scrigno rosso fuoco A Fiery Red Casket

txt francesca gotti photos fernando alda

66

Lo scrittore Gianni Biondillo ricostruisce la vicenda di Notre-Dame tra storia, mito e finzione / The writer Gianni Biondillo reconstructs the story of Notre-Dame, picking his way between facts, myth and fiction.

585 ABITARE 9


Sommario

102

Nell’aeroporto di Singapore il nuovo hub visionario con parco tropicale, di Moshe Safdie / At Singapore airport a new and visionary hub with a tropical parkland, by Moshe Safdie.

98

In punta di piedi sulla spiaggia Tiptoeing on the Beach

txt matteo poli photos alejandro gálvez

102

Un eden tecnologico

A Technological Garden of Eden txt irene guzman

108

Inventare la notte Inventing the Night txt anna merci

112

1959 Double Diamond

115

Il Bauhaus e l’Italia The Bauhaus and Italy

txt alberto bassi

122

Sos Design

129

Il peso dei dettagli

txt marco consoli

122

I progettisti si preparano al cambiamento climatico e studiano soluzioni d’emergenza / Designers are preparing for climate change and studying emergency responses.

Details that Make a Difference txt mia pizzi

140

Aria buona

A Breath of Fresh Air

curated by mia pizzi txt ali filippini

146

Re-Habitat

drawing alberto w. a. d’asaro

129

I particolari che sono in grado di dare senso agli oggetti o di dotarli di nuove possibilità / Details that can give meaning to objects or offer a whole new take on them.

10 ABITARE 585


SEI

g r u p p o e u r o m o b i l .c o m

L a b u o n a c uc i n a i t a l i a n a dove cultura del proget to e qualitĂ dei materiali esaltano il made in Italy in una dimensione internazionale. S E I l a c uc i n a f i r m a t a d a Marc Sadler per Euromobil.


Staff

| | NOTRE-DA ME DE PA RIS | IL GOTICO POP E GLOBA LE | POP, GLOBAL GOTHIC | | GIUGNO - JUNE 2019

585

Mensile / Monthly magazine € 10,00

€ 5,00 (Italy only)

EFFETTI SPETTACOLARI Spectacular Effects

• Il percorso Treetop a Copenhagen • La nuova libreria di Chongqing • Il Jewel Changi Airport di Singapore • The Treetop Experience in Copenhagen • The New Bookstore in Chongqing • The Jewel Changi Airport in Singapore

Camp Adventure Park – The Treetop Experience

è pubblicata da / is published by RCS MediaGroup S.p.A.

p. 30

Presidente e Amministratore delegato Urbano Cairo

Haslev, DK (photo Rasmus Hjortshøj)

Consiglieri Marilù Capparelli, Carlo Cimbri, Alessandra Dalmonte Diego Della Valle, Uberto Fornara, Veronica Gava Gaetano Miccichè, Stefania Petruccioli Marco Pompignoli, Stefano Simontacchi Marco Tronchetti Provera

Direttore responsabile Editor in chief Silvia Botti Capiredattori Managing editors

Collaboratori Contributors

Sara Banti Architettura, attualità, sito web Architecture, news, web site

Fernando Alda Stefano Anzini Alberto Bassi Stefano Benedetti Gianni Biondillo Michele Calzavara Marco Consoli Laura Cardia Alberto W. A. D’Asaro Shao Feng Ali Filippini Maurizio Francesconi Elena Franzoia Alejandro Gálvez Francesca Gotti Irene Guzman José Hevia Rasmus Hjortshøj Martina Landsberger Claudia Lodetti Alessandro Martini Anna Merci Francesca Oddo Matteo Poli Eric Staudenmaier Derek Swalwell Matteo Zambelli

Chiara Maranzana Sistema multimediale Multimedia system Design consultant Mia Pizzi Curators Alice Piciocchi Web and events Roberto Ricci Infographic and maps Graphic Staff Fabio Grazioli Caposervizio digital Digital senior editor Elena Liberatore Caposervizio paper Magazine senior editor Segreteria di redazione Editorial secretary Monica Guala Ricerca fotografica Photo research Progetto grafico Graphic design Antonio Meda

Direttore generale News Alessandro Bompieri Rivista internazionale a periodicità mensile edita in lingua italiana e in lingua inglese e diffusa in tutto il mondo, fondata da Piera Peroni nel 1961. An international magazine published monthly in Italian and English, founded by Piera Peroni in 1961 and sold all over the world. via Angelo Rizzoli 8 – 20132 Milano tel. +39 0225843420 redazione@abitare.rcs.it

Federazione Italiana Editori Giornali

Unione Stampa Periodica Italiana

Stampa Rotolito, Seggiano di Pioltello (MI). Printed in Italy Abbonamenti Italia Per informazioni telefonare allo 0263798520 o scrivere a RCS MediaGroup spa, Servizio Abbonamenti, via Angelo Rizzoli 8, 20132 Milano, fax 0225883625, abbonamenti@rcs.it, www.abbonamentircs.it Il servizio è aperto da lunedì a venerdì con orario continuato dalle 8.30 alle 18.30. L’abbonamento andrà in corso dal primo numero raggiungibile e può avere inizio in qualsiasi periodo dell’anno. Il cambio d’indirizzo è gratuito: comunicare, almeno 30 giorni prima, il codice abbonato, nome, cognome, indirizzo completo. Abbonamenti estero / Worldwide subscription “Abitare” (USPS 343030) is published by RCS MediaGroup S.p.A. in 10 issues per year. Please contact Fastmag srl, via Portuense 1555, Commercity Isola N/47, 00148 Roma (RM), tel. +39 0665000808, e-mail sub@fastmag.it, www.fastmag.it. Arretrati Richiedeteli al vostro edicolante oppure a Corena srl, info@ servizi360.it, fax: 0291089309. Il costo è pari al prezzo di copertina maggiorato dei costi di spedizione. L’importo deve essere inviato anticipatamente, tramite bonifico bancario, IBAN IT45A0306933521600100330455. La disponibilità delle copie arretrate è limitata, salvo esauriti, agli ultimi 12 mesi.

John Foot Proof-reader Shanti Evans David Lowry

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Advertising manager Connie Chiaro connie.chiaro@rcs.it Magazine

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GEORGE ROSE / GETTY IMAGES

Orizzonti

New York-New York Hotel & Casino, Las Vegas.

Il 6 giugno a Las Vegas apre A’19, l’annuale Conferenza sull’architettura dell’AIA, American Institute of Architects. Il tema di quest’anno è Blueprint for a Better Future, progetti per un futuro migliore. Perché, come recita il sottotitolo, “progettare un futuro migliore significa prendere atto delle sfide cruciali che oggi affrontano le città e il nostro mondo”. Non è un caso la scelta del luogo. Al di là dei suoi eccessi e della sua singolare voglia di copie e surrogati, Las Vegas resta uno straordinario quanto influente laboratorio di progettazione. E non è un caso la scelta del relatore del discorso programmatico inaugurale. Della relatrice, anzi. Si tratta di Reshma Saujani, fondatrice di Girls Who Code, una realtà non-profit che lavora alla riduzione delle disparità di genere in ambito tecnologico. La prima donna indiano-americana a correre per il Congresso degli Stati Uniti ha infatti avviato una coraggiosa rivoluzione che ha già coinvolto oltre 90mila ragazze. Come dire, immaginare e progettare spazi e ambienti senza barriere per persone di ogni genere (e di ogni età e abilità) è la chiave di un buon progetto e di un buon futuro. Silvia Botti On 6 June A’19, the annual Conference on Architecture of the AIA (American Institute of Architects) opens in Las Vegas. This year’s theme is Blueprint for a Better Future. Because, as the event’s subtitle declares, “Designing a better future means taking on the critical challenges facing cities – and our world – today”. The choice of the location is not coincidental. Above and beyond its excesses and its singular obsession with copies and substitutes, Las Vegas remains an extraordinary and influential laboratory of design. And the choice of the keynote speaker on the opening day is no coincidence either. She is Reshma Saujani, founder of Girls Who Code, a non-profit organization that aims to close the gender gap in technology. The first Indian-American woman to run for the US Congress, she has in fact started a courageous revolution that has already reached over 90,000 girls. As if to say, imagining and designing spaces and settings without barriers for people of any gender (and any age and skill level) is the key to a good project and a good future. 585 ABITARE 15


SO MORIMOTO

MITCHELL JOACHIM / TERREFORM ONE

A destra, il Bamboo Theater di Xu Tiantian di studio DnA. Sotto, il Monarch Sanctuary di Terreform One. In basso, il tessuto Glowing transgenic silk, uova di baco da seta con dna di meduse o corallo. Right, the Bamboo Theater by Xu Tiantian by DnA Studio. Below, the Monarch Sanctuary by Terreform One. Bottom, the fabric Glowing transgenic silk uses silkworm eggs with jellyfish or coral DNA.

WANG ZILING / COURTESY DNA_DESIGN AND ARCHITECTURE

Orizzonti

NEW YORK

UN’EMPATIA DA RICOSTRUIRE

AN EMPATHY THAT MUST BE REBUILT LA COOPER HEWITT DESIGN TRIENNIAL, aperta a New York fino al 20 gennaio 2020, indaga il complicato rapporto tra uomo e natura. Articolata in sette sezioni che ricapitolano le strategie dei designer nel lavorare con la natura – Capire, Simulare, Salvare, Facilitare, Aumentare, Risanare e Nutrire– presenta 60 progetti. Tra questi, Curiosity Cloud di Mischer’Traxler, 264 bulbi di vetro all’interno dei quali il modellino di un insetto si muove al passare del visitatore; Resurrecting the Sublime degli artisti Alexandra Daisy Ginsberg e Sissel Tolaas e della biologa Christina Agapakis che ricrea l’odore dei fiori estinti; Air Ink, esperimento della start-up indiana che converte le particelle di fuliggine in inchiostro; Infinity Burial Suit, tuta di cotone biologico che scompone le tossine presenti nel corpo umano. (Alice Piciocchi)

THE COOPER HEWITT DESIGN TRIENNIAL, open in New York until 20 January 2020, explores the complex relationship between man and nature. Divided into seven sections that summarise designers’ strategies when working with nature – Understanding, Simulating, Salvaging, Facilitating, Augmenting, Remediating and Nurturing – it presents sixty projects. Among these, Curiosity Cloud, 264 glass bulbs by Mischer’Traxler, each of which contains the model of an insect that moves when a visitor passes by; Resurrecting the Sublime by artists Alexandra Daisy Ginsberg and Sissel Tolaas and the biologist Christina Agapakis that recreates the smell of extinct flowers; Air Ink by an Indian start-up converts soot particles into ink; the organic cotton suit Infinity Burial Suit that can break down the toxins in the human body.

NUMBERS È il valore commerciale, in miliardi di euro, dei servizi di impollinazione forniti dalle api alle principali colture in tutto il mondo (fonte: Unione Europea). The commercial value, in billions of euros, of the pollination services provided by bees for the world’s main crops (source: European Union).

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Il telaio visto da una nuova prospettiva

ECLISSE 40 Collection

Design Francesco Valentini | Lorenzo Ponzelli

Un telaio in alluminio anodizzato che diventa elemento d’arredo, esaltando la porta come una cornice. Una superficie inclinata a 40 gradi che conferisce un senso di profondità alla parete, dietro la quale si nasconde una porta ECLISSE Syntesis filo muro. Scopri tutte le finiture su eclisse.it


COURTESY ARCHIVIO FUKSAS

Orizzonti

L’aeroporto di Gelendzhik nella Russia meridionale collegherà la terza località turistica del Mar Nero con undici destinazioni interne / The new Gelendzhik Airport in southern Russia will connect the third most popular tourist resort on the Black Sea with eleven other domestic destinations.

RUSSIA

IL VOLO DI FUKSAS

THE FUKSAS AIRPORT IL FUTURO AEROPORTO DI GELENDZHIK, di Massimiliano e Doriana Fuksas, ricorda un uccello nell’attimo dinamico in cui cambia direzione di volo. L’imponente struttura d’acciaio con travi reticolari che si erge su un’area di 7.800 metri quadrati combina una copertura capace di controllare la luce naturale, con una qualità spaziale che dialoga con il paesaggio circostante. Porta d’accesso alla città, riduce al minimo il proprio impatto ambientale grazie anche all’impiego di materiali ecocompatibili come le lastre ceramiche riciclabili Scratch Italcer, design Studio Fuksas. (Irene Guzman) THE DESIGN OF THE NEW GELENDZHIK AIRPORT by Massimiliano and Doriana Fuksas was inspired by the dynamic moment a bird changes the direction of its flight. The imposing steel structure, consisting of a reticular system of steel trusses on a 7,800-sqm site, will combine a roof capable of controlling daylight with a spatial quality intended to foster interaction with its surroundings. A new gateway into the city it displays good green credentials thanks to the use of eco-compatible materials, including Italcer recyclable Scratch slabs, design by Studio Fuksas.

SOUND DESIGN

COURTESY ARCHIVIO FUKSAS

HI-FI MINIMALE

MINIMAL AUDIO SOLUTION AZIMUT-KAMUT2L È UN SISTEMA AUDIO HI-FI dalle linee rigorose e minimali. I suoi due diffusori da parete sono i più piccoli attualmente sul mercato: misurano 2,2 x 10 cm, e pesano solo 46 grammi. Completano l’impianto un amplificatore, un subwoofer e il telecomando. È tra i modelli presentati da poco dall’azienda fiorentina specializzata in sound design K-Array. (Francesca Gotti) A COMPLETE AUDIO SOLUTION IN A MINIATURE PACKAGE. Azimut-KAMUT2L has two wall loudspeakers which are the smallest available on the market, measuring 2.2x10 cm, and weighing just 46 grams. The system includes an amplifier, a subwoofer and the remote control. The model has been recently presented by Florence-based sound design specialists K-Array.

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TATJANA PLITT

TATJANA PLITT

MIHALY SLOCOMBE ARCHITECTS

GIALLO SOLE IN UN INTERNO

BRIGHT YELLOW IN AN INTERIOR

JOYFUL HOUSE È UNO SPAZIO DINAMICO E VIVACE concepito da Mihaly Slocombe Architects come ampliamento di un candido cottage in stile edoardiano di inizio Novecento, a Geelong (Autralia). All’interno si presenta come un unico ambiente accogliente e pieno di luce, con doppia altezza e soppalco e il soffitto dipinto di giallo. Comprende soggiorno, sala da pranzo, cucina e area gioco, mentre la parte originale della casa è stata riconfigurata come zona notte e delimitata da una striscia di servizi compatti. (IG)

FLUSSI INCONSUETI

NOT EXACTLY GOING WITH THE FLOW

TATJANA PLITT

3D PRINTING

JOYFUL HOUSE IS A DYNAMIC AND LIVELY SPACE designed by Mihaly Slocombe Architects as an addition to a white, early twentieth-century Edwardian style cottage on the outskirts of Geelong, in Australia. Inside it presents as a welcoming open-plan room full of light, with a double height ceiling and a mezzanine, and the ceiling and the upper part of the walls painted yellow. It comprises the living room, dining room, kitchen and play area, while the original part of the house has been reconfigured as a sleeping zone and is bounded by a compact services strip.

GROHE ha sperimentato la stampa 3D su metallo con i miscelatori Atrio Icon 3D e Allure Brilliant Icon 3D: il design inusuale fa apparire il flusso quasi un’illusione ottica (l’acqua scorre nei sottili profili laterali). Il processo industriale – fusione laser a letto di polvere, smerigliatura e spazzolatura manuali – è complesso e al momento costoso: la produzione si limita a pochi pezzi all’anno o su richiesta. (Mia Pizzi) GERMAN BATHROOM SPECIALIST GROHE used 3D printing on metal for the Atrio Icon 3D and Allure Brillliant Icon 3D mixer taps. The design is so unusual that the flow almost looks like an optical illusion (the water flows along the slimline side profiles). The industrial process is complex and still quite costly – laser and melted powder, polishing and brushing by hand – with production limited to just a few pieces per year, or else made to order.

Tutte le superfici, vassoi e piatti dello Zero Waste Bistro sono di plastica riciclata. Zero Waste Bistro’s walls, furnishings, trays and plates are laid with recycled plastic.

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COURTESY STUDIO BOUROULLEC

Orizzonti RONAN ED ERWAN BOUROULLEC

FORME INFANTILI

WHIMSICAL CREATIONS IN A NEW COLLABORATION WITH VITRA Ronan and Erwan Bouroullec have created the Vases Découpage. They are a series of cast ceramic cylinders, with various informal shapes attached to them or slotted into them made from slabs of clay: some are deformed, while others point upwards or are bent to form a bridge between one vase and another. Pastel shades and irregular textures come together in a fragile and precarious yet sculptural way, their very disparity giving rise to a new and original harmony. A selection of the Bouroullec brothers’ prototypes will go into production as part of Vita Accessories Collection. La combinazione degli elementi crea una “famiglia” di vasi. The various elements create a set of compositions.

FLASH DARIO TETTAMANZI

COURTESY STUDIO BOUROULLEC

IN UNA NUOVA COLLABORAZIONE CON VITRA, Ronan ed Erwan Bouroullec hanno creato i Vases Découpage. Si tratta di cilindri pressofusi di ceramica, da cui fuoriescono profili informali e barre estruse ottenute da panetti d’argilla, e poi deformate: in alcuni casi si allungano verso l’alto, in altri si ripiegano su sé stesse o formano dei ponti da un vaso all’altro. Colori pastello e texture irregolari convergono in equilibri scultorei fragili e precari, ma dalle discordanze emerge una nuova armonia. Una selezione dei prototipi realizzati dai fratelli Bouroullec sarà messa in produzione, come parte della Vita Accessories Collection. (IG)

Decorativo e funzionale, il servomuto Joly è firmato da Lorenz + Kaz e Agustina Bottoni per Colé Italian Design Label. Decorative and functional, the Joly valet stand is by Lorenz + Kaz and Agustina Bottoni for Colé Italian Design Label.

20 ABITARE 585


RACHEL CHERRY

A sinistra / Left, Bow Arts, Campaign for Empathy. In basso / Bottom, Pricegore + Yinka Ilori, The Colour Palace.

A LONDRA SI RAGIONA SUI “BORDI” LONDON AND LIFE “ON THE EDGE”

FINO AL 30 GIUGNO IL LONDON FESTIVAL OF ARCHITECTURE si concentra sul tema dei confini, da quelli tra quartieri a quelli nazionali (in pieno dibattito sulla Brexit), fino a “sconfinare” nell’immateriale, aprendo il dibattito sulle nostre vite private sempre più invase dalla rete e i suoi eccessi. Tra gli appuntamenti, un coloratissimo padiglione temporaneo (accanto alla Dulwich Picture Gallery) curato dal duo Pricegore con l’artista-designer nigeriano Yinka Ilori e la mostra Boundaries of Diversity che esplora i temi della migrazione, della rigenerazione e della comunità a Londra Est. (AP)

PRICEGORE

UNTIL 30 JUNE THE LONDON FESTIVAL OF ARCHITECTURE is focusing in particular on the idea of boundaries: between neighbourhoods, between nations (as the Brexit debate rumbles on) and beyond into the immaterial world, with an examination of how our private lives are increasingly being invaded by the internet and its excesses. Events include a temporary outdoor structure dubbed the “Colour Palace” (at the Dulwich Picture Gallery) curated by Pricegore and Nigerian artist-designer Yinka Ilori and an exhibition exploring the themes of migration, regeneration and community in East London.

JUNYA ISHIGAMI + ASSOCIATES

FESTIVAL OF ARCHITECTURE

JUNYA ISHIGAMI

ECCO LA SERPENTINE 2019

HERE IS 2019 SERPENTINE

UN TETTO A BALDACCHINO DI LASTRE DI ARDESIA sembra emergere dal terreno tra Kensington Gardens e Hyde Park, a Londra: il Serpentine Pavilion di Junya Ishigami è un inno al rapporto tra costruito e paesaggio naturale. Un po’ caverna, un po’ rifugio, un po’ santuario per la contemplazione, l’edificio temporaneo gioca sui contrasti tra l’ardesia e l’apparente leggerezza degli esili pilastri portanti, quasi da poter essere soffiata via dalla brezza. Dal 20 giugno al 6 ottobre. (AP) A CANOPY ROOF MADE OF SLABS OF SLATE that appears to emerge from the ground between Kensington Gardens and Hyde Park, in London: Junya Ishigami’s Serpentine Pavilion is a hymn to the relationship between the built and the natural landscape. Part cave, part refuge, part sanctuary for contemplation, it plays with contrasts, a heavy presence of slate and a slight appearance (thanks to the slender load-bearing pillars) that almost looks like it could be blown away by a breeze. From 20 June through 6 October. 585 ABITARE 21


ISHITA SITWALA / THE FISHY PROJECT

ISHITA SITWALA / THE FISHY PROJECT

ISHITA SITWALA / THE FISHY PROJECT

ISHITA SITWALA / THE FISHY PROJECT

Orizzonti

INDIA

UN RIFUGIO GREEN A GREEN REFUGE

NELLA PERIFERIA DI SURAT, INDIA, SORGE JUNGALOW, un rifugio nella “giungla urbana” progettato da Neogenesis+Studi0261. Circondata da case a schiera, l’abitazione colpisce per la semplicità dei suoi materiali ed è rivestita di vegetazione. Gli ambienti, disposti su tre livelli, si sviluppano attorno a un cortile interno delimitato da vetrate scorrevoli a tutta altezza. Una piccola “oasi” apprezzabile da ogni angolo della casa. Gli interni, seppur modesti per non tradire lo spirito volutamente elementare dell’abitazione, presentano alcune peculiarità, quali le finestre circolari delle camere da letto che incorniciano la vista sul paesaggio. (Claudia Lodetti) ON THE OUTSKIRTS OF SURAT, IN INDIA, SITS JUNGALOW, a refuge in the “urban jungle” designed by Neogenesis+Studi0261. Surrounded by suburban townhouses, the home is striking for the simplicity of its materials and is covered in vegetation. The rooms, arranged across three levels, unfold around an internal courtyard: delineated by floor-to-ceiling sliding glass doors, it’s a little “oasis” that can be enjoyed from every corner of the house. The interiors, although modest to respect the intentionally elementary spirit of the home, present a few peculiarities, such as the round windows in the bedrooms that frame the view of the landscape. A sinistra, il piccolo santuario ispirato alle Shikhara indiane aiuta anche la ventilazione

naturale dell’edificio / Left, the temple inspired by Indian Shikhara also contributes to the building’s natural ventilation.

FLASH Marco Venzano riveste di morbido tessuto Kvadrat il flessibile del miscelatore da cucina Levante di Nobili Rubinetterie. Marco Venzano covers in a soft Kvadrat fabric the flexible hose of the Levante kitchen mixer tap from Nobili Rubinetterie.

22 ABITARE 585


MARCO DE SCALZI

MARCO DE SCALZI

PARMA

GUIDO CANALI ALLA PILOTTA GUIDO CANALI AT THE PILOTTA

ART & DESIGN

QUINTE SCENOGRAFICHE THEATRICAL BACKDROPS

SI CHIAMANO BAMBOU, BISSO, COUTURE (a destra), GRISELLA e rivelano nel nome la fonte di ispirazione. Sono alcune delle nuove quinte mobili di Paola Lenti, parte della collezione Scenery. Si tratta del frutto di una ricerca sullo spazio abitativo che l’imprenditrice conduce da anni – in collaborazione con designer e artisti – per far evolvere il linguaggio del brand, sempre in equilibrio tra l’architettonico e il decorativo. E con un forte contenuto di artigianalità. (MP)

THE REDEVELOPMENT OF THE NORTH WING of the Monumental Complex of the Pilotta Palace in Parma reorganises the exhibition sequence in a way that would optimise the flexible modular structures originally devised by Guido Canali in the 1970s. The aim of the project, backed by curator Simone Verde, was to enhance the versatility of the exhibition system, adapting it to new museum demands and using Canali’s partitions to divide up the nearly 80-metre-long space into a series of more intimate, enclosed spaces where the 107 works of 17th and 18th-century art could be shown off to better effect while respecting the majestic architecture of the space and the architectural nature of the original design project.

COURTESY PAOLA LENTI

MARCO DE SCALZI

IL RIALLESTIMENTO DELL’ALA NORD del Complesso Monumentale della Pilotta a Parma ottimizza le strutture modulari e flessibili progettate da Guido Canali negli anni Settanta. L’obiettivo dell’intervento, voluto dal direttore Simone Verde, è stato esaltare la versatilità del sistema allestitivo, riadattandolo alle nuove esigenze museologiche e sfruttando i setti pensati da Canali per suddividere la campata, che sfiora gli 80 metri di lunghezza, in una serie di spazi dall’atmosfera più intima e raccolta (dove le 107 opere del Sei-Settecento europeo acquisiscono maggiore rilevanza), restando comunque fedeli alla maestosità architettonica dello spazio e alla natura architettonica del progetto originario. (IG)

PAOLA LENTI’S NEW MOVABLE PARTITIONS, whose very names Bambou, Bisso, Couture (right) and Grisella hint at the inspiration behind them, are part of the Scenery collection. They are the result of research into living spaces she has been working on for years – in collaboration with designers and artists – to develop the language of the brand, which strives to find a perfect balance between the architectural and the decorative, and includes a strong artisan component. 585 ABITARE 23


STEFANO FERRANDO

Orizzonti

LYRA AOKO

CAGLIARI

UNA PIAZZA GENERATRICE AN INSPIRING SQUARE

È UN QUARTIERE «DIFFICILE» QUELLO DI IS MIRRIONIS A CAGLIARI. E la rigenerazione di piazza San Michele ha l’obiettivo di offrire un luogo nel quale tornare liberamente a identificarsi e a socializzare. Opera dello studio locale VPS Architetti (Giuseppe Vallifuoco, Mirco Pani e Ilene Steingut), il progetto è parte di un sistema di spazi pubblici che affronta le numerose criticità locali. L’assialità dei percorsi interagisce con le linee curve del nuovo setto antistante la chiesa, dei muri bassi che circondano le aiuole, delle sedute di pietra. Descrivendo una percorribilità articolata e varia. (Francesca Oddo)

A FAVARA SI STUDIA LA CITTÀ

STUDYING THE CITY IN FAVARA

NEL PARCO TURISTICO CULTURALE di Favara (Agrigento) si tiene la prima edizione della biennale Countless Cities (dal 28 giugno al 27 ottobre) con la partecipazione di artisti, architetti, fotografi. Lo sguardo si sposta dalla dimensione dello stato a quella della città, in coerenza con i dati che evidenziano come gli insediamenti urbani siano diventati il fulcro dei cambiamenti globali. La mostra portante è a cura di David Adjaye e mette in scena 54 città africane che si raccontano attraverso la lente dell’architettura. (AP) THE FARM CULTURAL PARK OF FAVARA (Agrigento) is now to play host to the first edition of the biennial Countless Cities (from 28 June to 27 October) with the participation of artists, architects and photographers. The view shifts from a national to a city dimension, in line with international data that are revealing how urban settlements have become the central focus of global change. The main exhibition of this first edition, curated by David Adjaye, presents 54 African cities whose story is told through the lens of architecture.

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STEFANO FERRANDO

FARM CULTURAL PARK

IS MIRRIONIS IN CAGLIARI IS A “TOUGH” NEIGHBOURHOOD. And the renewal of Piazza San Michele aims to offer people a place they can freely identify with once again and socialise in. The work of the local firm VPS Architetti (Giuseppe Vallifuoco, Mirco Pani and Ilene Steingut) the square is a piece of a larger mosaic of public spaces that tackle the many local issues. The axiality of the paths interacts with the curved lines of the new septum in front of the church, of the low walls surrounding the patches of grass, and of the stone benches. Outlining an articulated and varied accessibility.


ALFIO GAROZZO

ALFIO GAROZZO

Qui sotto / Below, Anna Rhodes, Clare Flatley, Carmine Catcher; a destra / right, Andy Sturgeon, Layers.

GARDEN BIENNALE

GIARRE TRA ARTE E NATURA

NUMBERS

GIARRE AMID ART AND NATURE È IN CORSO FINO AL 27 OTTOBRE la seconda edizione di Radicepura Garden Festival, biennale dedicata al paesaggio mediterraneo ideata dal vivaista Mario Faro nel parco botanico di famiglia a Giarre (Catania). Sul tema Giardini Produttivi – dedicato alla possibilità di coniugare utilità ed esigenze estetiche in ambito green – i due paesaggisti di fama internazionale Antonio Perazzi e Andy Sturgeon hanno creato altrettanti giardini site-specific. Alcuni giovani designer, selezionati con un bando internazionale, hanno prodotto dieci piccole ma stimolanti installazioni verdi. Completano il quadro gli interventi artistici di Renato Leotta e Adrian Paci. La landscape designer inglese Sarah Eberle e lo stesso Faro hanno prodotto un programma vasto, che comprende, oltre a conversazioni e residenze d’artista, una summer school (in agosto) in collaborazione con l’Università di Catania e il festival cinematografico Garden-in-Movies diretto da Ornella Sgroi. (MP)

THE SECOND EDITION OF THE RADICEPURA Garden Festival, the two-yearly event inspired by Mediterranean landscapes devised by nurseryman Mario Faro, and held in the family’s botanical gardens in Giarre (Catania), runs until 27 October. Addressing the theme Productive Gardens, on ways of combining utility with aesthetic appeal in a natural context, two big names in international landscape design, Antonio Perazzi and Andy Sturgeon, have created their own sitespecific gardens. A number of young designers, selected through an international invitation, have produced ten small but very interesting green installations, with artistic contributions from Renato Leotta and Adrian Paci. The British landscape designer Sarah Eberle and Faro himself has resulted in an extensive programme, which includes conversations and artist residences, a summer school (in August) in collaboration with the University of Catania and the Garden-inMovies film festival, directed by Ornella Sgroi.

Sono gli anni del Tetris, il videogioco (mai brevettato) inventato dal programmatore russo Aleksej Leonidovič Pažitnov il 6 giugno 1984 mentre lavorava all’Accademia delle Scienze dell’URSS a Mosca. The age of Tetris, the video game (which was never patented) invented by Russian computer programmer Aleksej Leonidovič Pažitnov on 6 June 1984, while he was working at the USSR Academy of Sciences in Moscow.

COMUNICATO SINDACALE L’ASSEMBLEA DEI GIORNALISTI DEI PERIODICI RCS prende atto dei positivi risultati aziendali, che hanno generato la distribuzione di dividendi e l’erogazione di premi ai manager, e ribadisce la centralità del ruolo dei giornalisti all’origine di questo successo. L’assemblea denuncia il mancato rispetto dell’accordo integrativo del 21 maggio 1992 e il successivo del 1993 in redazioni – cartacee e web – in cui ogni giorno lavorano fianco a fianco giornalisti ai quali è riconosciuto l’integrativo, in toto o in parte, e colleghi che ne sono privi. Chiede pertanto l’applicazione in ogni sua parte del suddetto accordo (premio fisso, variabile, auto, rimborso carburante, aggiornamen-

to professionale) a tutti i giornalisti dei Periodici Rcs. Dichiara la sospensione dell’accordo sullo smaltimento ferie siglato a giugno 2018 e proclama lo stato di agitazione. L’assemblea attende l’apertura di: un tavolo per l’estensione a tutti i giornalisti dell’integrativo in ogni sua parte un tavolo per discutere dell’organizzazione del lavoro nelle redazioni web, in condizioni sempre più problematiche. 21 maggio 2019 585 ABITARE 25


COURTESY BLUE LAGOON

eventi

L’ISOLA DELLE MERAVIGLIE THE ISLAND OF WONDERS

COURTESY BLUE LAGOON

COURTESY BLUE LAGOON

| Il boom turistico dell’Islanda, tra natura incontaminata, architetture sorprendenti e design di tendenza / Iceland’s tourism boom, amidst unspoiled nature, surprising architecture and trendy design

Secondo la UNWTO, l’organizzazione mondiale del turismo che fa capo alle Nazioni Unite, l’Islanda è al momento una delle destinazioni del cuore. Una delle più amate in assoluto, con una crescita costante di turisti, quasi quintuplicati nel giro di sette anni. Ma perché piace così tanto l’Islanda? E che cosa garantisce il formidabile passaparola che moltiplica le prenotazioni? Ma soprattutto, come sta cambiando il volto di un paese travolto dall’improvviso successo turistico? Abitare ne parla a Destinazione Islanda. Natura, cultura, design, una serata di racconti e immagini dedicata all’Islanda organizzata in collaborazione con B&B Italia. Nello store dell’azienda, in via Durini a Milano, verranno mostrate le meraviglie di un Paese molto speciale che ha un rapporto particolare con l’architettura e il design. According to the UNWTO, the United Nations specialized agency for the promotion of sustainable tourism, Iceland is at the moment among the world’s favourite destinations. One of the most popular of all, with a constant growth in the number of tourists, which has increased almost five-fold in just seven years. But what draws so many people to Iceland? And what drives the formidable word-of-mouth advertising behind the ever growing number of bookings? And, above all, how is this sudden boom in tourism changing the face of the country? Abitare will be discussing this at Destinazione Islanda. Natura, cultura, design, an evening of stories and images devoted to Iceland promoted with B&B Italia. In its store on Via Durini in Milan, the event will present the wonders of a unique country that has a special relationship with architecture and design. Destinazione Islanda. Natura, cultura, design con / with Silvia Botti, direttrice / editor in chief Abitare Roberto Barbazza, sales manager B&B Italia Contract division Sigurdur Thorsteinsson, partner DGI, chief brand officer Blue Lagoon Iceland Giovanni Moro, managing editor Dove magazine

Basalt Architects, The Retreat at Blue Lagoon hotel, Reykjanes Peninsula, Iceland. Interior design by Design Group.

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Milano, 18 giugno 2019 B&B Italia Store, via Durini 14, ore 18


MARINA KAVALIREK

ROMA

GUIDA PER ARCHITETTI GUIDE FOR ARCHITECTS

MARINA KAVALIREK

MARINA KAVALIREK

Dall’alto / From above: la chiesa di / The church of San Pio da Pietrelcina; la Grande moschea di Roma / Rome’s great mosque; il Museo Centrale Montemartini / the Centrale Montemartini Museum; l’Ambasciata olandese / the Dutch embassy. 28 ABITARE 585

Philipp Meuser è un editore ma anche un architetto. La sua casa editrice Dom Publishers pubblica una collana di guide che associano alle informazioni turistiche saggi rigorosi sulla storia architettonica e urbana (con tanto di bibliografia e regesti). L’ultimo degli 85 titoli è firmato da un’architetta austriaca residente nella Capitale, di cui propone itinerari “alternativi” in base a nove diversi ambiti. La sezione Arte e Cultura va dal Mausoleo delle Fosse Ardeatine del 1949 al Maxxi di Zaha Hadid e include le Accademie e gli Istituti di Cultura. Istruzione accompagna nelle sedi delle università romane e mette in evidenza la nuova Biblioteca Hertziana di Juan Navarro Baldeweg (2012). Altre sezioni sono dedicate a residenze, edifici multiuso (tra cui la Città del Sole, progetto di Labics inaugurato nel 2015), lavoro, tempo libero, sport, architettura sacra, fino alle infrastrutture e ai cantieri in corso. Emergono i grandi nomi locali, da Nervi e Morandi a Fuksas, ma anche progetti poco noti e di inattesa qualità. Chiude il volume una serie di mappe con dieci itinerari territoriali più uno dedicato alle chiese dal secondo dopoguerra a oggi. (Alessandro Martini e Maurizio Francesconi ) Philipp Meuser is a publisher but also an architect. His Dom Publishers publishes a series of guides that pair tourist information with precise essays on architectural and urban history (complete with bibliographies and indices). The latest of the 85 titles has been written by an Austrian architect who lives in the capital and proposes “alternative” itineraries of the city based on nine different areas of interest. The Art and Culture section goes from the Fosse Ardeatine Mausoleum (1949) to the Maxxi by Zaha Hadid. Education proposes an itinerary through Rome’s universities and highlights the new Hertzian Library by Juan Navarro Baldeweg (2012). Other sections are dedicated to homes, mixed-use buildings (including the Città del Sole, a Labics project inaugurated in 2015), work, leisure time, sports, sacred architecture, all the way to infrastructure and building sites in progress. What emerges are certainly the big local names, from Nervi and Morandi to Fuksas, but so do projects which are not well known and of unexpected quality. The volume closes with a series of maps featuring ten territorial routes, plus a themed one: churches from the second post-war period to the present.

Guida all’architettura: Roma Opere e progetti dopo il 1945 Marina Kavalirek Dom Publishers, 2018 pp. 248, 530 pictures, € 38


PIAZZE CONTEMPORANEE CONTEMPORARY SQUARES Una trentina di casi studio in Europa con un’incursione tra New York e Corea del Sud. Carlo Berizzi ha analizzato una selezione di progetti di spazi aperti collettivi realizzati negli ultimi dieci anni, raggruppandoli secondo sei categorie – Memoria, Vicinato, Conversione, Commercio, Mobilità, Ecologia e paesaggio – che mettono in luce l’aspetto principale degli interventi. L’intento è sempre coniugare qualità urbana, nuove forme di mobilità, ecologia e socialità. (Chiara Maranzana)

ARCHITECTURE, ART, CULTURE

UN “CENTRIFUGATO” DI IDEE

A “BLEND” OF IDEAS

Dall’edilizia al design industriale, dalla fotografia al disegno a mano libera, dalla letteratura e filosofia al Do-it-Yourself. Saft è “un concentrato di architettura, arte e cultura in un foglio di un metro quadrato”, un “libro modulare” in nove volumi (più quattro inserti speciali) che si propone di sviluppare il tema della progettazione da ogni possibile angolo. In ogni “modulo” pieghevole di carta leggera, ciascuno di un colore differente, si svelano e si intrecciano immagini e caratteri, tra testimonianze, progetti, interviste e dibattiti. Il risultato è un curioso gioco di scoperta per piani e parole d’ordine (ogni numero ha un tema, come “esperimenti”, “viaggio”, “materia” o “lavoro di squadra”), guidato e orchestrato dagli architetti Sara Galli e Stephan Jung. Alle loro spalle, oltre alla Fondazione dell’Ordine degli Architetti di Milano, l’approccio e la filosofia trasversale delle piattaforme multidisciplinari AladLabs e Soarc. Ecco perché, più che un unico estratto (il titolo in tedesco significa “succo”), la pubblicazione è un centrifugato di idee e opinioni. (Stefano Benedetti) From construction to industrial design, from photography to freehand drawing, from literature and philosophy to do-it-yourself. SAFT is “a concentrate of architecture, art and culture in a one-square-metre size sheet of paper”, a “modular book” in nine volumes (plus four special inserts) that aims to explore the topic of design from every possible angle. Each foldable “unit” made of lightweight paper, each a different colour, reveals and gradually intertwines images and characters, from first-hand accounts to projects, interviews and debates. The result is a curious game of discovery through designs and key words (each issue addresses a precise theme, such as “experiments”, “voyage”, “matter” or “teamwork”), expertly guided and orchestrated by the architects Sara Galli and Stephan Jung. Behind them, in addition to the Fondazione dell’Ordine degli Architetti di Milano (the Foundation of the Order of Architects of Milan), is the transversal approach and philosophy of the multidisciplinary platforms ALADlabs and SOARC. That’s why, more than a single extract (the title in German means “juice”), the publication is a blend of ideas and opinions.

Saft. The modular book on architecture, art and culture a cura di Stephan Jung e Sara Galli Corraini Edizioni, 2018 testi in inglese, € 24

Thirty-odd case studies in Europe with excursions from New York to South Korea. Carlo Berizzi analysed a selection of designs of collective open spaces built in the last ten years, grouping them into six categories – Memory, Neighbourhood, Conversion, Commerce, Mobility, Ecology and Landscape – which highlight the main purpose of the interventions. The intent is always to combine high quality urban design, new forms of mobility, ecology and social interaction. Carlo Berizzi

piazze e spazi collettivi Nuovi luoghi per la città contemporanea

Piazze e spazi collettivi. Nuovi luoghi per la città contemporanea Carlo Berizzi Il Poligrafo, 2018 pp. 208, € 30

ilpoligrafo

TUTTI I MARMI CAPITOLINI ALL THE CAPITOLINE MARBLES Il Manuale nasce con l’ambizioso obiettivo di catalogare le quasi 900 varietà di pietre decorative diffuse a Roma. Curiosa è la genesi dell’opera: nel 1894 il pastore anglicano Henry Willam Pullen si innamora della città al punto da proporsi presso l’editore londinese John Murray come curatore delle guide dedicate a Roma e dintorni. L’edizione di Gangemi attualizza il (letteralmente) monumentale lavoro del reverendo Pullen. (St. B.) This handbook was born from the ambitious goal of cataloguing the nearly 900 varieties of decorative stones spread out across Rome. The genesis of the work is curious: in 1894 the Anglican pastor Henry Willam Pullen fell in love with the city and offered himself to the London publisher John Murray as editor of the guides dedicated to Rome and the surrounding areas. Gangemi’s edition updated updates reverend Pullen’s (literally) monumental work. Handbook of ancient Roman marbles Henry William Pullen a cura di Francesco Crocenzi Gangemi Editore, 2015 pp. 256, € 36

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Alta come una palazzina di 15 piani, la Treetop Tower è l’ultima tappa di un percorso naturalistico di 900 metri in una foresta privata danese. As tall as a 15-storey building, the Treetop Tower is the last stop of walkway running through a Danish private forest. 30 ABITARE 585


a rchitettura

VERTIGINE NELLA FORESTA VERTIGO IN THE FOREST txt Alice Piciocchi photos Rasmus Hjortshøj

| Lo studio EFFEKT firma un percorso per l’osservazione della natura che si snoda per quasi un chilometro, a diverse quote, nei boschi a un’ora da Copenaghen. Con piattaforme per la sosta e un’alta torre panoramica a clessidra, che è già diventata un landmark / The Effekt studio has designed a route for the observation of nature that winds for almost a kilometre, on various levels, through woodland an hour’s drive from Copenhagen. With viewing platforms and a tall hourglass-shaped panoramic tower, which has already become a landmark

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LA BASE CIRCOLARE SI RESTRINGE IN ALTEZZA PER POI ALLARGARSI DI NUOVO E CULMINARE IN UNA TERRAZZA AFFACCIATA SUL PAESAGGIO THE ROUND BASE NARROWS GRADUALLY BEFORE SPREADING OUT AGAIN AND CULMINATING IN A CIRCULAR TERRACE OVERLOOKING THE LANDSCAPE

A TRE ANNI DALLA SUA IDEAZIONE, nel Camp Adventure Park di Haslev, in Danimarca, apre al pubblico un percorso naturalistico che si snoda tra i boschi e culmina in una torre panoramica a spirale alta 45 metri. Il progetto – già vincitore dell’Iconic Award 2017 nella sezione Visionary Architecture – porta la firma dello studio di Copenaghen Effekt, specializzato in masterplan e architettura del paesaggio. Il committente è Camp Adventure Park, che organizza corsi d’arrampicata e percorsi nella natura e aveva l’esigenza di preservare il sito rendendolo allo stesso tempo accessibile a un pubblico ampio. Il risultato è una passeggiata di 900 metri che da una vecchia fattoria si snoda tra gli alberi a diverse quote, fino a raggiungere una scultorea torre di osservazione. Il parco si trova nel Gisselfeld Klosters Skove, a Denderup Vænge, in una delle rare zone collinari del Paese, poco lontano dalla capitale. Si tratta di una foresta privata di oltre quattromila ettari che confina con il parco del

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THREE YEARS AFTER IT WAS FIRST CONCEIVED, a treetop walkway running through a Danish forest and culminating in a 45-metre-high tower panoramic tower has opened to the public at Camp Adventure Park. The project – which had already won the Visionary Architecture section of the ICONIC Award 2017 – is the work of the Copenhagen-based studio Effekt, which specializes in master plans and landscape architecture. The client was Camp Adventure Park, which offers climbing courses and other treetop walkways and needed to preserve the site while making it accessible to broad section of the public. The result is a 900-metre walk that starts out from an old farm and weaves its way among the trees at different heights, concluding in a sculptural observation tower. The park is located in the Gisselfeld Klosters Skove, at Denderup Vænge, in one of the country’s few hilly areas, not far from the capital. It is a pri-


La curvatura iperbolica, ideata dallo studio Effekt in collaborazione con Arup, garantisce maggiore stabilitĂ strutturale e spazio per far crescere le fronde degli alberi adiacenti. The hyperbolic curvature, designed by studio Effekt in collaboration with Arup, provides greater structural stability and space to let the foliage of the adjacent trees grow.

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Project Camp Adventure Park – The Treetop Experience Architects Studio Effekt Consultants Arup Client Camp Adventure

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Timeline 2016-2018 Site area 900 m Treetop walk 45 m Observation tower Location Haslev, DK


La passeggiata parte da una vecchia fattoria (vedi schema nella pagina accanto), si snoda tra gli alberi a diverse quote, ed è punteggiata di aree di sosta per l’intrattenimento e per le attività didattiche. The walkway starts out from an old farm (see the scheme in the opposite page), it weaves its way among the trees at different heights and it is punctuated by a series of areas to be used for entertainment and educational activities.

monastero di Gisselfeld, costruito nel 1547. La topografia del luogo comprende laghi, stagni per l’allevamento delle carpe, ruscelli e prati per la pastorizia. Il bosco si sviluppa in aree giovani per l’arboricoltura da legna – dove sono stati costruiti i percorsi e la torre, utilizzando legno reperito in situ – e una parte più antica con abeti, querce e frassini dov’è in corso la costruzione di camminamenti in alta quota, mentre alcuni sono già realizzati. Questi ultimi saranno punteggiati da svariate aree di sosta per l’intrattenimento e per attività didattiche. La torre a clessidra, l’elemento più riconoscibile dell’intervento, è una gigantesca rampa a spirale avvolta da un intreccio diagonale d’acciaio Cor-Ten. Alta come una palazzina di 15 piani, è stata realizzata in collaborazione con Arup e si presenta con una base circolare che man mano si restringe per poi allargarsi di nuovo e culminare in una terrazza circolare affacciata sul paesaggio. «Al posto della forma cilindrica abbiamo preferito una curvatura iperbolica: garantisce maggiore stabilità strutturale,

vately owned forest of over 4000 hectares that borders on the park of the former monastery of Gisselfeld, built in 1547. The topography of the location comprises lakes, pools for the breeding of carp, streams and pastures. The forest is made up of areas of young growth, logged for timber – where walks have been laid out and the tower constructed, using locally sourced wood – and an older part with firs, oak and ash where a number of elevated walkways are still under construction. The latter will be punctuated by a series of areas to be used for entertainment and educational activities. The hourglass-shaped tower, the most recognizable element of the intervention, is a gigantic spiral ramp wrapped in a diagonal lattice of COR-TEN steel. As tall as a 15-storey building, it has been built in collaboration with Arup and has a round base that narrows gradually before spreading out again and culminating in a circular terrace overlooking the landscape. “Instead of a cylindrical shape we chose a hyperbolic curvature: it pro585 ABITARE 35


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L A SCELTA DI RE ALIZ Z ARE UNA R AMPA NASCE DAL DESIDERIO DI OFFRIRE UNO SPA ZIO FRUIBILE DA VISITATORI DI QUALUNQUE E TÀ E CONDIZIONE FISICA THE DECISION TO BUILD A RAMP STEMS FROM THE DESIRE TO CREATE A SPACE “FOR ALL”, ACCESSIBLE TO VISITORS OF EVERY AGE AND PHYSICAL CONDITION

La struttura poggia su una base di cemento ed è suddivisa in tre sezioni, composte ciascuna da elementi modulari di acciaio Cor-Ten saldati in loco. The structure stands on a concrete base and it is divided into three sections, each consisting of modular COR-TEN steel elements welded on site. 585 ABITARE 37


L’intreccio diagonale di acciaio Cor-Ten che caratterizza la torre a clessidra e sostiene la rampa si mimetizza tra la fitta vegetazione. The diagonal lattice of COR-TEN steel that mark out the hourglass-shaped tower and support a gigantic spiral ramp, camouflages among the dense vegetation.

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spazio per far crescere le fronde degli alberi adiacenti e un ponte d’osservazione in cima per accogliere il maggior numero possibile di visitatori», spiega Mikkel Bøgh, direttore operativo dello studio. La scelta di realizzare una rampa nasce dal desiderio di offrire uno spazio “for all”, fruibile da visitatori di qualunque età e condizione fisica. La struttura poggia su una base di cemento, per costruirla è stato necessario installare una torre temporanea al centro, che garantisse stabilità durante il montaggio e la saldatura. La Danimarca è un Paese prevalentemente pianeggiante le cui foreste, che coprono solo l’11 per cento della superficie totale, costituiscono tuttavia la meta turistica principale, poiché attirano oltre 70 milioni di visitatori l’anno. La torre-osservatorio, tipologia più comune in Svezia, Belgio e Olanda, risponde in chiave naturalistica a un antico desiderio danese: costruire verso l’alto. Non a caso Copenaghen è conosciuta come la “city of spires”, la città delle guglie. ○

vides greater structural stability, space to let the foliage of the adjacent trees grow and an observation deck on top that can house the greatest number of visitors possible,” explains Mikkel Bøgh, COO of the practice. The decision to build a ramp stems from the desire to create a space “for all”, accessible to visitors of every age and physical condition. The structure stands on a concrete base and for its construction it had been necessary to install a temporary tower at the centre, in order to ensure stability during its assembly and welding. Denmark is a largely flat country whose forests, although covering only 11% of its territory, constitute its main tourist attraction, drawing over 70 million visitors a year. The observation tower, a structure more commonly found in Sweden, Belgium and the Netherlands, answers in a naturalistic way to an old Danish desire: to build upwards. It is no coincidence that Copenhagen is known as the “city of spires”. ○ 585 ABITARE 39


a rchitettura

SETTECENTO CON VISTA

EIGHTEENTH CENTURY WITH A VIEW

txt Sara Banti photos Stefano Anzini

| Vetrate sul parco, specchiere, marmi e stucchi pregiati. Ad Arcore, vicino a Milano, la Villa Borromeo d’Adda ha aperto al pubblico dopo decenni di abbandono, grazie al restauro di ATELIER(S) ALFONSO FEMIA. Un esempio virtuoso per tanti altri beni storici italiani da recuperare / Large windows looking onto the park, mirrors, fine marble and stuccoes. At Arcore, Milan, the Villa Borromeo d’Adda has opened to the public after decades of neglect, following the restoration carried out by Atelier(s) Alfonso Femia. Setting a good example for many other historic buildings in Italy that need to be refurbished 40 ABITARE 585


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CIRCONDATA DA 23 ETTARI DI PARCO, LA VILLA SI ERGE SU UNA MONTAGNOLA SURROUNDED BY 23 HECTARES OF PARKLAND, THE VILLA STANDS ON A RISE

La sala degli specchi, un tempo sala da pranzo. In apertura di servizio, un’infilata di ambienti (lampade Drop and Drop di Alfonso Femia/AF Design per iGuzzini). The Hall of Mirrors, formerly a dining room. Opening photo, a run of rooms (Drop and Drop lamps by Alfonso Femia/AF Design for iGuzzini). 42 ABITARE 585

CI SONO VOLUTI 555 GIORNI PER DARE NUOVA VITA ALLA VILLA BORROMEO D’ADDA di Arcore, vicino a Milano. «Quando nel 2017 siamo entrati per un primo sopralluogo l’edificio era in piena decadenza. Per decenni dai tetti ammalorati era filtrata l’acqua, e l’intero apparato decorativo – stucchi, affreschi, tappezzerie – versava in uno stato disastroso», racconta Simonetta Cenci di Atelier(s) Alfonso Femia, lo studio che ha curato il restauro conservativo. Circondata da 23 ettari di parco con tre laghetti, la villa si erge su una montagnola, è corredata su strada da due costruzioni simmetriche che ne segnano l’ingresso, e fa parte di un network di oltre 25 residenze nobiliari sorte nel Settecento attorno alla Reggia di Monza. Ma se quest’ultima ha conservato il rigoroso impianto neo-


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Due immagini dello scalone centrale, rinforzato con mensole d’acciaio “color champagne” (lampade iGuzzini). Pagina accanto, la sala del trompe-l’œil e, sullo sfondo, la biblioteca. Two images of the central staircase, reinforced with champagne-coloured steel supports (iGuzzini lamps). Opposite page, the trompe-l’œil room and, behind, the library.

LO SCHEMA ORIGINARIO È STATO MOLTO AMPLIATO E RIMANEGGIATO NELL’OTTOCENTO DALL’ARCHITETTO EMILIO ALEMAGNA THE ORIGINAL STRUCTURE WAS GREATLY ENLARGED AND ALTERED IN THE 19TH CENTURY BY THE ARCHITECT EMILIO ALEMAGNA

classico impresso da Giuseppe Piermarini nel 1777, lo schema originario di Villa Borromeo d’Adda – un corpo centrale su tre piani con due basse serre simmetriche – viene molto ampliato e rimaneggiato nell’Ottocento dall’architetto Emilio Alemagna. Il risultato è una curiosa sequenza di ambienti diversi tra loro – lo scalone su tre livelli, la sala degli stucchi, la sala degli specchi, il giardino d’inverno – ciascuno ricco di decorazioni che mescolano senza inibizioni, e con effetto di grande piacevolezza, materiali differenti: marmo, pietra, ferro battuto, parquet dai mille intrecci, stucchi, tappezzerie, persino velluto rosso (di cui sono rivestite alcune porte). the original structure of Villa Borromeo d’Adda – a central three-storey block with two low and symmetrical conservatories – was greatly enlarged and altered in the 19th century by the architect Emilio Alemagna. The result is a curious sequence of different settings – the grand staircase on three levels, the room of stuccoes, the room of mirrors, the winter garden – each lavishly decorated to very pleasing effect with an uninhibited mixture of different materials: marble, stone, wrought iron, parquet floors in a wide variety of patterns, stuccoes, wallcoverings and even red velvet (used to upholster some of the doors). After years of great neglect, the real turning point came in 2014. Alfonso Femia explains: “When the town’s mayor Rosalba Piera 44 ABITARE 585


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Infissi di ferro e legno, parquet intarsiati e lampadari di vetro sono originali restaurati. In basso, la biblioteca. Pagina accanto, lo scalone visto dal secondo piano.

Iron and wood window frames, inlay parquet flooring and glass chandeliers are original features restored. Bottom, the library. Opposite page, the staircase as seen from the second floor.

LA SVOLTA È ARRIVATA DOPO IL RESTAURO DELLA VILLA REALE DI MONZA THE REAL TURNING POINT CAME AFTER THE RESTORATION OF THE ROYAL VILLA OF MONZA

Dopo anni di pesante abbandono, la vera svolta è arrivata nel 2014. Spiega Alfonso Femia: «Quando la sindaca Rosalba Piera Colombo ha visto il restauro della Villa Reale di Monza, si è entusiasmata. È nata così l’idea di avviare un recupero simile per la villa di Arcore». Ad aggiudicarsi i lavori è stata l’impresa Italiana Costruzioni dei Fratelli Navarra, reduce dal restauro della Reggia di Monza e, ancora prima, del colonnato di San Pietro a Roma. Anche in questo caso è stato il meccanismo del project financing “in construendo” a rendere possibile la complessa trianColombo saw the restoration of the Royal Villa of Monza, she was enthusiastic. From this stemmed the idea of embarking on a similar undertaking for the villa at Arcore.” The contract for the work was awarded to Attilio and Luca Navarra’s company Italiana Costruzioni, which had carried out the restoration of the Royal Villa of Monza and, before that, the colonnade of St Peter’s in Rome. Once again it was the mechanism of project financing “in construendo” (while building) that made possible the complex triangular accord between municipality, contractor and the Unicredit bank, which for 585 ABITARE 47


E A ROMA LA ZECCA DIVENTA UN MUSEO

THE MINT IN ROME BECOMES A MUSEUM

LO STUDIO ATELIER(S) ALFONSO FEMIA ha in agenda un altro importante progetto di riqualificazione in Italia. Si tratta dell’Istituto Poligrafico Zecca dello Stato a Roma, 16 mila metri quadrati in via Principe Umberto, nel quartiere Esquilino. Il grande isolato diventerà un museo del patrimonio nazionale numismatico e dell’archeologia industriale, ma ospiterà anche un archivio storico, una biblioteca, aree per attività didattiche, laboratori, un auditorium, uffici e servizi, un ristorante, una caffetteria e un bookshop. Del gruppo vincitore del concorso fanno parte anche Principioattivo Architecture Group, For, Redesco, Tekser, dUCKS Scéno, Ott Art e TA Architettura. THE ATELIER(S) ALFONSO FEMIA practice has another important project of conversion in Italy on its agenda. It is the Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato in Rome, a 16,000-square-metre building on Via Principe Umberto, in the Esquilino district. The large block will be turned into a museum of the national coinage and industrial archaeology, but will also house a historical archive, a library, areas for educational activities, workshops, an auditorium, offices and services, a restaurant, a cafeteria and a bookshop. Other members of the group that won the competition are the Principioattivo Architecture Group, For, Redesco, Tekser, dUCKS Scéno, Ott Art and TA Architettura. 48 ABITARE 585


golazione tra Comune, impresa e Unicredit, che per vent’anni dovrà essere onorata dalle rate di un leasing, coperto dai proventi delle varie attività ora ospitate nell’edificio: infatti da un anno esatto la villa ha riaperto al pubblico e si propone come scenario per eventi, matrimoni e convegni. Il restauro accurato condotto dagli architetti con diverse squadre di specialisti ha previsto anche l’inserimento di alcuni (pochi) innesti funzionali: un ascensore di cristallo e una scala d’acciaio “color champagne”, per collegare i tre livelli; rampe per facilitare l’accesso. Nei saloni sontuosi che affacciano sul parco, disegnato nell’Ottocento dal paesaggista Giuseppe Balzaretti, genera un interessante scarto temporale il progetto illuminotecnico super contemporaneo firmato dagli architetti (con lampade di Castaldi Lighting, Erco, iGuzzini, Martinelli Luce). ○ twenty years will be paid the instalments of a leasing agreement, covered by the proceeds from the various activities now hosted in the building: in fact for exactly a year now the villa has been opened to the public again and provides an ideal setting for events, weddings and conferences. The careful restoration conducted by the architects with several teams of specialists has also entailed the insertion of (a few) functional structures: a glass-walled lift and a staircase of champagne-coloured steel to connect the three levels; ramps to facilitate access. In the sumptuous salons that face onto the park, designed in the 19th century by the landscape gardener Giuseppe Balzaretti, the highly contemporary lighting system designed by the architects (with Castaldi Lighting, Erco, iGuzzini and Martinelli Luce lamps) generates an interesting temporal contrast. ○

IL PROGETTO DELLE LUCI, SUPER CONTEMPORANEO, GENERA UN INTERESSANTE SCARTO TEMPORALE THE HIGHLY CONTEMPORARY LIGHTING SYSTEM GENERATES AN INTERESTING TEMPORAL CONTRAST

Un ambiente al primo piano, dove l’antica volta non ricostruita lascia vedere la passerella d’acciaio che porta al sottotetto. Lampade SL.EVO H e Buble (sopra) di Alfonso Femia/AF Design per Castaldi Lighting. A first-floor room, whose unreconstructed ancient vaulted ceiling reveals the steel gangway leading to the garret. SL.EVO H and Buble (above) lamps Alfonso Femia/AF Design for Castaldi Lighting. 585 ABITARE 49


LA CASA DEI LIBRI THE HOUSE OF BOOKS

txt Matteo Zambelli photos Shao Feng


Sembra ispirarsi alle visioni di Maurits Cornelis Escher questa nuova libreria di Chongqing, Cina. This new bookshop in Chongqing, China, seems to be inspired by the visions of Maurits Cornelis Escher.


a rchitettura

| Occupa due piani di un gigantesco centro commerciale a Chongqing, nel sudovest della Cina, questa stupefacente libreria dalle atmosfere escheriane, piena di idee e di citazioni architettoniche. Il progetto è dello studio X+LIVING / This astonishing bookshop with its Escherian atmospheres, is packed with ideas and architectural citations, and covers two floors of a gigantic shopping mall in Chongqing, South-west China. It was designed by the firm X+Living

NELLE PRIME DUE SETTIMANE DI APERTURA LA LIBRERIA DI CHONGQING, progetto dello studio X+Living, ha accolto duecentomila persone. Questa stupefacente e gigantesca libreria si trova in un centro commerciale, lo Zodi Plaza, di cui occupa il terzo e quarto livello. Una facciata vetrata ricoperta di lettere accoglie i clienti. Varcata questa soglia sembra di entrare nel Paese delle Meraviglie. «Qui i clienti trovano una rielaborazione del paesaggio montuoso e dei numerosi siti storici della nostra affascinante Chongqing, oggi importante meta di turistica», spiega l’architetta Li Xiang, titolare di X+Living. Alcuni ambienti della libreria, infatti, sono proprio una reinterpretazione del genius loci. Il cuore del progetto è la Sala delle scale, uno spazio ipnotico. La pianta è pressoché quadrata e il suo invaso è zeppo di scale che si incrociano secondo uno schema ad 52 ABITARE 585

IN THE FIRST TWO WEEKS AFTER ITS OPENING, THE BOOKSHOP IN CHONGQING, designed by the X+Living firm, was visited by two hundred thousand people. This vast and astonishing bookshop is located in a shopping mall called Zodi Plaza, of which it occupies the third and fourth levels. A glass façade covered with letters welcomes customers. When you cross this threshold you seem to enter a wonderland. As the architect Li Xiang, the woman at the head of X+Living, explains “Here customers find a reworking of the mountainous landscape and numerous historical sites of Chongqing, today a major tourist attraction.” Some parts of the bookshop are, in fact, a reinterpretation of the genius loci. The heart of the project is a hypnotic space known as the Ladder hall. The plan is more or less square and its space is filled with stairs that intersect with one another


Scaffali a forma di paralume offrono spazi raccolti per la lettura . Nella pagina accanto e in apertura, la Sala delle scale, con il soffitto a specchio. The lampshade shelves snug spaces for individual reading. Opposite and previous pages, the Ladder hall with the mirror ceiling.


ali di farfalla. Il soffitto a specchio duplica scale e scaffali, è un dispositivo per creare un’immersione sferica nello spazio dei libri. L’impressione è di trovarsi dentro un quadro di M.C. Escher, tanto lo spazio è distorcente, mentre l’invaso ricorda il Chand Baori, il famoso pozzo a gradini del villaggio indiano di Abhaneri. Ma, precisa Li Xiang, «il vero riferimento è la stratificazione urbana di Chongqing, abbarbicata sulle pendici dei monti». La Sala dei bambini è un paesaggio favolistico, grazie a librerie le cui forme sono una stilizzazione degli elementi caratteristici del luogo: le case tradizionali arroccate sulle montagne, la tranvia che si infila tra gli edifici, la teleferica. Un altro spazio speciale è quello in cui si trova una selva di scaffali a forma di paralume appesi al soffitto, al cui interno sono state ricavate delle nicchie per la lettura. Qui il riferimento non è contestuale, ma rimanda alla Sala dei nomi dello Yad Vashem, il Memoriale Nazionale Israeliano dell’Olocausto a Gerusalemme. Ad accomunare questi diversi ambienti è il soffitto a specchi, una soluzione, spiega Li Xiang, «capace di ampliare lo spazio e di creare quell’atmosfera di irrealtà che emoziona clienti e visitatori». Al piano superiore, cui si accede dalla Sala delle scale, c’è la libreria-caffè, un ambiente dall’atmosfera piacevole e serena che ha i muri perimetrali caratterizzati da nicchie a forma di paralume. Qui si può leggere un libro in disparte, o sorseggiare un tè con gli amici. ○ in a butterfly-wing pattern. The ceiling mirror, which duplicates the stairs and shelves, is a means of creating all-round immersion in a space filled with books. You get the impression of being inside one of M.C. Escher’s pictures, so distorting is the space, while its form recalls the Chand Baori, the famous stepwell in the Indian village of Abhaneri. But, explains Li Xiang, “the true reference is the urban stratification of Chongqing, clinging to the slopes of the mountains.” The children’s section is a fairy-tale landscape, thanks to bookcases whose forms are a stylization of the main elements of the location: traditional houses perched on the mountainside, a tram that threads its way between the buildings, a cableway. Another special space is the one containing a forest of bookshelves in the shape of lampshades hanging from the ceiling, in which niches have been created for reading. Here the reference is not local, but to the Hall of Names at Yad Vashem, Israel’s national memorial to the victims of the Holocaust in Jerusalem. What these different settings have in common is the mirror ceiling, a feature, says Li Xiang, that is “able to expand the space and create an atmosphere of unreality that thrills customers and visitors.” On the upper floor, to which access is provided from the Ladder hall, is the bookshop-café, a setting with a pleasant and serene atmosphere whose outer walls are studded with lampshade-shaped niches. Here you can read a book by yourself, or drink a tea with friends. ○ 56 ABITARE 585


| Nel paesaggio incontaminato della costa a sud di Melbourne, questo piccolo e versatile rifugio di legno, opera di AUSTIN MAYNARD ARCHITECTS, propone affacci a 360 gradi e diverse accortezze ambientali che ne fanno un esempio di ecosostenibilitĂ / In the unspoiled landscape of the coast to the south of Melbourne,thissmallandversatilewoodenrefugebyAustinMaynardArchitects offers views in all directions and uses a number of strategies to create a classic example of environmental sustainability

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COME UN “MOLO” FAMILIARE LIKE A FAMILIAR “JETTY” txt Michele Calzavara photos Derek Swalwell

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| Nel paesaggio incontaminato della costa a sud di Melbourne, questo piccolo e versatile rifugio di legno, opera di AUSTIN MAYNARD ARCHITECTS, propone affacci a 360 gradi e diverse accortezze ambientali che ne fanno un esempio di ecosostenibilitĂ / In the unspoiled landscape of the coast to the south of Melbourne,thissmallandversatilewoodenrefugebyAustinMaynardArchitects offers views in all directions and uses a number of strategies to create a classic example of environmental sustainability

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i nterni

A base circolare, con raggio di 5 metri, la St Andrews Beach House è dotata

di una veranda collegata agli ambienti interni grazie a due porte a soffietto.

The St Andrews Beach House has a circular base with a radius of five metres. Its veranda can continue inside thanks to two folding doors.

Project St Andrews Beach House Architects Austin Maynard Architects Project team Andrew Maynard, Mark Austin Ray Dinh Engineers Perret Simpson Year of completion 2018 Site area 8304 sqm Floor area 139 sqm Location Mornington Peninsula (Australia)

GROUND-FLOOR PLAN

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FIRST-FLOOR PLAN

1. Entry 2. Living room 3. Bathroom/laundry 4. Store 5. Kitchen 6. Dining room 7. Bedroom 8. Bathroom


UN PICCOLO ED ELEMENTARE RIFUGIO IN UN’AREA DI MEGA VILLE A SMALL AND ELEMENTARY REFUGE IN AN AREA OF MEGA VILLAS

DA UN PUNTO DI VISTA GEOMORFOLOGICO E INSEDIATIVO IL VILLAGGIO COSTIERO DI ST. ANDREWS BEACH, in Australia, è abbastanza singolare. Nell’entroterra della Mornington Peninsula, a sud di Melbourne, uno speciale processo evolutivo ha fatto sì che le dune pleistoceniche, solitamente in forma di lunghe creste parallele, siano state “spazzate via” conformandosi in un paesaggio di gobbe e cavità di oggettivo interesse scientifico (secondo l’Australian Heritage Database) nonché riconosciute come terreno ideale per i diversi campi da golf che occupano l’area. Anche il litorale si distingue rispetto ai vincoli conservativi posti sulla maggior parte delle coste australiane, poiché sembra uno dei pochi luoghi in cui sia permesso costruire a ridosso della battigia. Sicché l’area è oggi punteggiata di resort e di case affacciate sull’oceano. O meglio di seconde case, prevalentemente di vacanza, che con una parola

FROM A TOPOGRAPHICAL VIEWPOINT THE COASTAL VILLAGE OF ST ANDREWS BEACH, in Australia, is fairly unusual. It is located on the Mornington Peninsula, to the south of Melbourne, where a remarkable process of geomorphological evolution has meant that the dunes dating from the Pleistocene, which usually form long parallel ridges, have been “swept away”, resulting in a landscape of humps and hollows that is of scientific interest (according to the Australian Heritage Database) as well as being recognized as an ideal setting for golf courses, of which there are several in the area. The shore here is also free from the constraints of preservation imposed on most of the Australian coastline, and it seems to be one of the few places people are allowed to build practically at the water’s edge. So that the area is today studded with resorts and houses facing onto the ocean. Most are second homes, for 585 ABITARE 61


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La sala da pranzo e il soggiorno si trovano al piano terreno, collegato al livello superiore da una scala a chiocchiola centrale. The dining-room and the living-room are on the ground floor, and are connected to the upper floor by a central spiral staircase.

24 RAGGI DI LEGNO LAMELLARE SONO GIUNTATI CON CARPENTERIA METALLICA A VISTA 24 SPOKES OF LAMINATED TIMBER ARE CONNECTED WITH EXPOSED METAL JOINTS

neozelandese ormai legittimata dall’uso si chiamano “bach”. Con questo termine – che in realtà indica quelle baracche da spiaggia ricavate perlopiù a metà del secolo scorso da materiali trovati e riciclati – lo studio Austin Maynard Architects è stato “sfidato” a progettare non tanto una vera e propria seconda abitazione, ma un piccolo, modesto ed elementare rifugio: che poi, più che di una sfida, si tratta piuttosto di una comunità d’intenti con la committenza, dato che una ricorrente battaglia dei progettisti australiani è distoglierla dalla tipica passione (e assuefazione) per le grandi dimensioni. Ora il contesto di St. Andrews Beach, nonostante la disseminazione di costruzioni circostanti, è ancora uno scenario sostanzialmente incontaminato, fatto di cespugli selvatici, boscaglia e aspre dune di sabbia a 360 gradi. A questa circolarità che non offre gerarchie visive, il progetto risponde allo stesso tempo con contrasto formale (un puro ed essenziale volume euclideo) e assimilazione (una struttura che abbraccia il paesaggio senza orientamento dominante). Nasce così un cilindro, di circa 10 metri di diametro, sviluppato su due piani collegati tra loro da una scala a chiocciola centrale (che risolve tutta la distribuzione dello spazio interno) e compo-

holiday use, that have come to be known as “bachs”. With this term – which originated in New Zealand, where it is used for the beach shacks that were built mostly around the middle of the last century out of found and recycled materials – the Austin Maynard Architects practice was “challenged” by their client to design not so much a true second home as a small, modest and elementary refuge in reality, rather than a challenge, there was a meeting of minds between client and studio, given that it is a recurrent battle on the part of the Australian architects to prize people away from their typical enthusiasm for (and addiction to) large dimensions. Now the setting of St Andrews Beach, notwithstanding a smattering of buildings in the surroundings, is still largely unspoiled, consisting of wild bush, scrubland and rugged sand dunes in a 360-degree radius. The project has responded to this circularity that lacks visual hierarchies the with both formal contrast (a pure and essential Euclidean volume) and assimilation (a structure that embraces the landscape without a dominant orientation). The result is a cylinder, around 10 metres in diameter, with two storeys connected by a central spiral staircase (which provides access to every part of the house). 585 ABITARE 63


ANTE A LIBRO E TENDAGGI SCHERMANO GLI AMBIENTI SIMPLE CURTAINS OR LARGE GLAZED ACCORDION DOORS SEPARATE THE SPACES

sto al piano terreno da cucina, soggiorno e sala da pranzo con bagno e lavanderia; la zona notte è al piano superiore. Con i suoi 24 raggi di legno lamellare giuntati con carpenteria metallica a vista, l’edificio segue idealmente i segmenti formali della struttura, ma è anche libero di ricomporsi con flessibili suddivisioni (semplici tende o grandi ante vetrate a libro), anche aprendosi sullo spazio intermedio di un ponte-veranda che unisce i due piani dell’alloggio. Un oggetto poroso quindi, informale nell’uso, con una giusta sprezzatura di materiali e finiture – dal frassino naturale del rivestimento esterno, ai pavimenti di cemento (piano terra) e legno (piano superiore), alla scala metallica di serie – e con tutte le dovute accortezze ambientali: dai pannelli solari, alla raccolta e riciclo dell’acqua piovana, all’integrale conservazione della macchia esistente, importante anche per ridurre l’effetto-sabbiatura causato dal vento sulle superfici. Le quali tuttavia sono pensate per assorbire quelle rughe del tempo con le quali questo piccolo “bach” è destinato a ricevere gli ospiti come un vecchio, accogliente e familiare molo costiero. ○ 64 ABITARE 585

On the ground floor are the kitchen, living and dining spaces, along with a bathroom and laundry, while on the upper floor there is the sleeping area and a bathroom. With its 24 spokes of laminated timber connected with exposed metal joints, the building is divided virtually into the formal segments of the structure, but it can also be freely rearranged with flexible subdivisions (simple curtains or large glazed accordion doors), and opened up onto on the intermediate space of a deck-veranda that unites the two storeys of the house. This is therefore a porous object, informal in its use, with a studied carelessness of materials and finishes – from the natural ash of the outer cladding to the floors of cement (lower level) and wood (upper level) and the standard metal staircase – and complemented with a series of environmentally friendly measures: from solar panels to the collection and recycling of rainwater and the preservation of all the existing scrubland, which also helps reducing the effects of the wind. Nonetheless, the surfaces will take on the wrinkles of time with which this little “bach” is destined to receive its guests as if it were an old, welcoming and familiar coastal jetty. ○


La zona notte è un ampio spazio unico che si può suddividere in più camere grazie alle tende. The sleeping area is a large single space that can be divided into several rooms thanks to the curtains.

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PHILIPPE WANG/GETTY IMAGES

Il 15 aprile 2019 un incendio è divampato nella cattedrale di Notre-Dame a Parigi. Il tetto e la guglia sono andati distrutti. Fire rages through Notre-Dame Cathedral on April 15, 2019 in Paris and quickly spread across the building, collapsing the spire.

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a rchitettura

L’IDEALE GOTICO CONTEMPORANEO THE CONTEMPORARY GOTHIC IDEAL txt Gianni Biondillo

| L’incendio che ha devastato Notre-Dame suggerisce una riflessione sul senso del progettare. Lo scrittore Gianni Biondillo ricostruisce per Abitare la vicenda della cattedrale di Parigi tra storia, mito e finzione per rivelarci quanto oggi siamo vicini all’eredità medievale piuttosto che al pensiero ottocentesco / The fire that devastated Notre-Dame prompts a reflection on the meaning of design. The writer Gianni Biondillo reconstructs the story of Paris’s cathedral for Abitare, picking his way between facts, myth and fiction to show that today we are closer to the heritage of the Middle Ages than to 19th-century thinking IN ATTESA DEI FUTURI RISULTATI del concorso ufficiale per il restauro della cattedrale di Notre-Dame ci tocca sorbire le prime estemporanee ipotesi pubblicate in rete da artisti e architetti di mezzo mondo, tutti mossi da sincera passione civile e mistica commozione per la gravissima perdita subita da quel simbolo della cristianità e della civiltà occidentale. Che poi a ben vedere – senza nulla togliere alla sua storia o alla sua bellezza – fu Victor Hugo nel XIX secolo a fare di Notre-Dame un simbolo del Medioevo. Chartres o Amiens erano espressioni del gotico superiori alla cattedrale parigina e i regnanti di Francia si facevano seppellire da tutt’altra parte, a Saint-Denis. Notre-Dame era una delle tante, non di certo la più importante delle cattedrali. Tra l’altro, dopo la rivoluzione francese versava ormai in condizioni penose: la flèche smantellata, la WHILE WE WAIT FOR THE RESULTS of the official competition that is going to be held for the restoration of the cathedral of Notre-Dame, we have to put up with the first extempore hypotheses put forward on-line by artists and architects from all over the place, all moved by sincere civil passion and mystical commotion over the grave loss suffered by that symbol of Christianity and Western civilization. When in fact – without this diminishing in any way its history or its beauty – it was Victor Hugo in the 19th century who made Notre-Dame a symbol of the Middle Ages. Chartres and Amiens were loftier expressions of the Gothic than the cathedral in Paris and the rulers of France had themselves buried somewhere completely different, at Saint-Denis. Notre-Dame was one of many cathedrals in France, and certainly not the most important. Among other things, it had been left in a sorry state after the 585 ABITARE 67


LO ZELO DEI PROGETTISTI CHE OGGI DONANO LE LORO IPOTESI D I RICOSTRUZIONE APPARE PELOSO E INSIEME COERENTE THE ZEAL OF THE ARCHITECTS WHO ARE OFFERING THEIR HYPOTHESES OF RECONSTRUCTION APPEARS SELF-SERVING BUT ALSO COHERENT

teoria di statue in facciata deturpata, gli intonaci cadenti, le pietre divelte. Ci volle appunto un libro di carta per farci alzare lo sguardo su quel libro di pietra che cadeva a pezzi. Il resto della storia lo conosciamo: Eugène Viollet-le-Duc si trasformò nel braccio armato dell’immaginazione del narratore, entrando misticamente nella mente dei costruttori medievali, studiando capillarmente il monumento, fino a non “semplicemente” restaurarlo, ma a ricostruirlo in uno stato di ideale completezza che il monumento stesso poteva non avere mai avuto. I segni della storia, quelli amati da Hugo, venivano cancellati nel nome di una più alta integrità formale. Il combinato composto fra il mito letterario (come non pensare a Esmeralda, a Quasimodo?) e il falso architettonico ha fatto di Notre-Dame il simbolo pop del gotico a livello globale. Lo zelo dei progettisti che offrono in dono le loro ipotesi di ricostruzione, insomma, se da una parte può apparire peloso – rimettere mano a Notre-Dame significa entrare nella “Storia” dalla porta principale – dall’altra sembra perfettamente coerente: serre o piscine sui tetti, raggi laser o fiamme dorate, cristalli o trabiccoli meccanici... tutto sembra lecito, senza timore di scadere nel kitsch, perché in fondo Notre-Dame è patrimonio del turista, del trash, del pop, è scenario ideale di una ghotic fiction piuttosto che fragile, noioso, documento di cultura materiale. LUNGI DA ME FINGERE CHE LA TRAGEDIA dell’incendio non sia mai accaduta, riproponendo una ricostruzione “dov’era e com’era” che occulti la ferita. Sarebbe l’ennesimo falso. Però quanto meno c’è da riconoscere che Viollet aveva dalla sua la serietà dello studioso, del filologo, che conosceva non solo le forme del gotico ma anche il cantiere che le aveva costruite. Non so dire lo stesso degli autori di questi rendering. Sarebbe di certo una bella lezione per i contemporanei fermarsi a studiare il cantiere medievale. Lo “stile” gotico, ci racconta Roland Bechmann nel suo illuminante Le radici della cattedrali, non è semplicemente il risultato di un anelito mistico verso il divino. È semmai la risposta tecnologica a una condizione di gravissima crisi ambientale. Fra il X e il XIV secolo la popolazione dell’Europa occidentale quasi raddoppiò, raddoppiando di conseguenza il bisogno di sostentamento. Bechmann ricorda che l’agricoltura del tempo esigeva molta mano d’opera (nove abitanti su dieci erano occupati nei campi) ed enormi spazi: una agricoltura esten-

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French revolution: the flèche had been dismantled, the row of statues on the façade disfigured, the plaster was peeling off, the stones were crumbling. In fact it took a book of paper to make us lift our eyes to see that the book of stone was falling to pieces. We know the rest of the story: Eugène Viollet-le-Duc transformed himself into the sword arm of the narrator’s imagination, entering mystically into the mind of the mediaeval builders and studying the monument from top to bottom, to the point where he did not “simply” restore it, but rebuilt it in a state of ideal completeness that the monument itself could never have had. The marks of history, the ones that Hugo loved, were erased in the name of a higher formal integrity. This cunning blend of literary myth (how can we avoid thinking of Esmeralda, of Quasimodo?) and architectural fake has made Notre-Dame a pop symbol of the Gothic all over the world. In short, while the zeal of the architects who are offering their hypotheses of reconstruction free of charge may on the one hand appear self-serving – having a hand in the restoration of Notre-Dame means entering “history” through the front door – on the other it seems perfectly coherent: greenhouses or swimming pools on the roofs, laser beams or golden flames, crystals or mechanical contraptions... everything seems admissible, with no fear of lapsing into kitsch, because at bottom Notre-Dame is the heritage of the tourist, of trash, of pop; it is the ideal setting of a Gothic novel rather than a fragile, boring, vestige of material culture. FAR BE IT FROM ME TO PRETEND THAT THE TRAGEDY of the fire never happened, proposing a reconstruction “where it was and at it was” that would conceal the wound. It would be the umpteenth fake. But it has at least to be recognized that Viollet had going for him the seriousness of the scholar, of the philologist, who was familiar not only with the forms of the Gothic but also with the methods used to construct them. I can’t say the same of the authors of these renderings. It would certainly be a good lesson for contemporaries if they were to take the time to study the building site of the Middle Ages. The Gothic “style”, Roland Bechmann tells us in his illuminating Les racines des cathédrales, is not simply the product of a mystic yearning for the divine. It was if anything the technological response to a state of grave environmental crisis. Between the 10th and 14th centuries the population of Western Europe almost doubled, doubling as a consequence the need for food. Bechmann points out that the agriculture of the time required a great deal of labour (nine


ARCHIVES NATIONALES (FRANCE)

La guglia costruita da Viollet-le-Duc in una foto di Charles Marville, 1860 circa. Pagina accanto, in alto, piano della città dell’abate Delagrive, 1754; in basso, decorazioni di Jean-Baptiste-Antoine Lassus per una cappella della navata, 1843. The new spire of Viollet-le-Duc photographed by Charles Marville, circa 1860. Opposite page, top, plan of the city by Abbott Delagrive, 1754; bottom, decorations of a Chapel in the Nave by Jean-Baptiste-Antoine Lassus, 1843.

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VIOLLET-LE-DUC RICOSTRUÌ LA CATTEDRALE IN UNO STATO DI IDEALE COMPLETEZZA CHE IL MONUMENTO STESSO POTREBBE NON AVERE MAI AVUTO VIOLLET-LE-DUC REBUILT THE CATHEDRAL IN A STATE OF IDEAL COMPLETENESS THAT THE MONUMENT ITSELF COULD NEVER HAVE HAD

siva e poco redditizia, spesso vittima di carestie imprevedibili, e una popolazione che aveva come fonte di produzione energetica e come materia prima per le proprie abitazioni o masserizie il legno. Da ardere, da usare come pali, travi, tavole, attrezzi di lavoro. Tutto ciò rubava sempre più ettari alle foreste, fino a quel momento vere e proprie riserve di biodiversità, al punto che si stima che, in quegli anni di forzata deforestazione, i chilometri quadrati di bosco fossero persino inferiori a quelli del XX secolo. Una vera e propria crisi ecologica che pose la resiliente popolazione europea di fronte al dovere di economizzare e innovare ogni forma di produzione. Così pure nell’architettura. Le soluzioni tecniche dei capomastri medievali erano la risposta alla penuria di materie prime. La serialità degli impianti planimetrici, la precisione e replicabilità degli elementi costruttivi (campate, nervature, capitelli) il riutilizzo di opere provvisorie lignee (impalcature, ponteggi, centine), le ampie aperture vetrate e l’alleggerimento delle tamponature concorrevano, tutti insieme, a edificare spazi coperti polifunzionali a uso della collettività (dove si svolgevano non solo le funzioni religiose, ma fiere, spettacoli, assemblee civili) attraverso la messa in opera di una vera e propria architettura ecologica. OGGI CHE I CAMBIAMENTI CLIMATICI ci pongono di fronte a una crisi ambientale di dimensioni globali mi chiedo se la nostra architettura, se i nostri cantieri siano consci di dover cambiare di passo. Le soluzioni proposte per quel simbolo globale che è Notre-Dame non mi disturbano in quanto belle o brutte. Mi disturbano perché si fermano alla pura forma. L’ecologismo di maniera di alcune soluzioni che prevedono serre sul tetto o il riutilizzo dei materiali plastici dispersi negli oceani fa il paio con quello di artisti o designer che di mostra in mostra (penso, ad esempio all’ultima Triennale) trasformano la crisi ambientale in una occasione cool. È come se non si riuscisse a uscire per davvero dalla propria disciplina attendendo da altri la soluzione. Temporeggiando. Il club di Roma, cinquant’anni fa, ci poneva di fronte ai limiti di uno sviluppo senza freni. Ebbene, quel tempo è scaduto. Fra desertificazioni, alluvioni devastanti, innalzamento dei mari e delle temperature nessuno può più fingere che il cambiamento climatico non sia in atto. Più di un climatologo ci dà ancora una dozzina d’anni per provare a fermarci sul limite del precipizio. Non abbiamo neppure il diritto di lavarcene le 70 ABITARE 585

out of ten inhabitants of the continent worked in the fields) and enormous areas of farmland: an extensive and not very costeffective kind of farming, unpredictable and often resulting in famine, and a population that relied on wood as a source of energy and as raw material for its houses, furniture and fittings. Wood to burn, or to use as posts, beams, planks and work tools. All this took a heavy toll on the forests, up until that time true reserves of biodiversity, to such an extent that it is estimated that in those years of forced deforestation the total area of woodland was actually lower than in the 20th century. A genuine environmental crisis that faced the resilient population of Europe with the need to economize and introduce innovations into every form of production. And the same was true in architecture. The technical solutions of the mediaeval master builders were a response to the scarcity of raw materials. Taken altogether, the serial nature of the layouts of the buildings, the precision and replicability of the structural elements (bays, ribs, capitals), the reutilization of temporary wooden constructions (scaffolding, frameworks, centring), the large glazed openings and the lightening of non-load-bearing walls contributed to the construction of multifunctional covered spaces for the use of the community (where not only religious services were held, but also fairs, performances and civic assemblies) through the adoption of what can only be called an environmentally friendly architecture. NOW THAT CLIMATE CHANGE is threatening us with an environmental crisis of worldwide proportions I have to ask myself whether our architects, our building contractors, are aware of the need to change step. The solutions proposed for the global symbol that is Notre-Dame don’t trouble me with their beauty or lack of it. They trouble me because they stop at mere form. The affected environmentalism of some solutions that call for greenhouses on the roof or reutilization of the plastic dispersed in the oceans goes hand in hand with that of the artists or designers who from exhibition to exhibition (I’m thinking, for example of the last Triennale) turn the environmental crisis into an opportunity to be cool. It is as if they are unable to really look beyond their own discipline and are waiting for others to come up with the solution. Playing for time. The Club of Rome, fifty years ago, drew our attention to the limits of unchecked growth. Well, that time has passed. What with desertification, devastating flooding and the rises in sea level and temperature no one can pretend any longer that the climate is not changing. More than one climatologist gives us no more than a dozen years


ARCHIVES NATIONALES (FRANCE)

La mappa catastale della cattedrale, 1825-1826. Nella pagina accanto, in alto, la sacrestia di Eugène Viollet-Le-Duc; in basso, dettagli delle pitture murali di Maurice Ouradou. The cadastral map of Notre-Dame, 1825-1826. Opposite page, top, the sacristy by Eugène Viollet-Le-Duc; bottom, details of Maurice Ouradou’s wall paintings.

mani affidando alle nuove generazioni, vigliaccamente, la soluzione al problema. Non ostante ciò siamo capaci di guardare negli occhi l’apocalisse (dodici anni sono un alito di vento), riusciamo a prefigurare come imminente la fine del mondo (come molta letteratura sta facendo in questi anni) ma non vogliamo neppure immaginare la fine del capitalismo, del liberismo spinto, cioè del modello economico che ci ha portati fin qui. È un problema di narrazioni, come al solito. IL NOVECENTO AVEVA RESO INDISSOLUBILE il binomio capitalismo/democrazia. Uno non poteva esistere senza l’altro. Un mondo “libero” doveva essere capitalista, a costo del sacrificio dell’ambiente. Eppure l’irruzione, a inizio del XXI secolo, nei mercati internazionali della Cina ha palesato l’ideologia di quell’assunto. Il liberismo sfrenato può tranquillamente prosperare anche in un regime centralista e autoritario, ché il capitalismo non è etico, è, per la precisione, disinteressato alle questioni etiche se non superficialmente, per ragioni di marketing. Non noi, però. Occore un salto di paradigma. Occorre stilare, subito, un patto fra umanità e mondo. Cambiare, subito, stili di vita per migliorarli, per stimolare la creatività proprio di fronte al bisogno collettivo impellente, per renderci più umani, con dignità. Ci penserà l’innovazione, la tecnologia, l’automazione, come profetizzava Marx quando immaginava un mondo dove le macchine avrebbero sconfitto il capitalismo? Oppure il liberismo avanzato farà dell’automazione il sistema ultimativo per renderci tutti schiavi, alla maniera di Matrix? Nel XIV secolo la pandemia della peste nera uccise fino a un terzo della popolazione europea, modificando la pressione antropica nel continente. Quello che abbiamo di fronte potrebbe essere imparagonabile. Nessuna architettura cool potrà salvarci. Moriremo eleganti, quanto meno. ○

to try to pull back from the brink of the precipice. We do not even have the right to wash our hands of the problem, cravenly leaving its solution to coming generations. Nonetheless we are capable of staring the apocalypse in the face (twelve years can go by in a flash), we can predict the imminent end of the world (as much literature has been doing in these years) but we do not even want to imagine the end of capitalism, that is to say of the model of extreme laissez-faire economics that has brought us to this pass. It’s a problem of narratives, as usual. THE 20TH CENTURY HAD MADE THE COUPLING of capitalism and democracy indissoluble. One could not exist without the other. A “free” world had to be capitalist, even at the cost of destroying the environment. And yet the bursting of China onto international markets at the beginning of the 21st century has laid bare the ideology behind that assumption. Unbridled economic liberalism can thrive just as easily under a centralist and authoritarian regime, for capitalism has no ethics. It is, to be precise, uninterested in ethical questions except on a superficial level, for reasons of marketing. Not us, though. A shift of paradigm is needed. We need to draw up, at once, a pact between humanity and the world. To change, right now, our life styles in order to improve them, to stimulate a creative response to the pressing collective need, to make us more human, to behave with dignity. Will the problem be solved by innovation, by technology, by automation, as Marx had prophesied when he imagined a world in which machinery would have defeated capitalism? Or will advanced neoliberalism make automation the ultimate means of enslaving us all, in the manner of Matrix? In the 14th century the pandemic of the Black Death killed up to a third of the population of Europe, reducing the anthropic pressure on the continent. What we are faced with could be unparalleled. No cool architecture will be able to save us. We will die elegantly, at least. ○ 585 ABITARE 71


ARMANDO MONETA

La libreria di Archea Associati è parte della collezione I Massivi di Itlas: gli elementi verticali sono collocati diagonalmente rispetto ai piani, creando una sorta di effetto prospettico. Nella pagina accanto, il nuovo parquet della linea Assi del Cansiglio disegnato da Andrea Castrignano, presentato a Milano, all’evento Fuorisalone ACollection, in occasione della Design Week.

The bookcase by Archea Associati is part of Itlas’ I Massivi collection: the vertical elements are positioned diagonally between the shelves, producing an unusual perspective effect. Opposite page, the new parquet flooring in the Assi del Cansiglio designed by Andrea Castrignano was presented at the Fuorisalone ACollection event, during Milan Design Week.


ARMANDO MONETA

Pavimento mimetico sostenibile Sustainable camouflage-effect flooring Una collezione ispirata a pattern tessili. L’ha disegnata Andrea Castrignano per la linea Assi del Cansiglio di Itlas, ecologica e a chilometro zero An ecological, zero-miles collection inspired by a popular fabric pattern. It was designed by Andrea Castrignano for Itlas’ Assi del Cansiglio range Le losanghe preassemblate, dai toni chiari e scuri, formano un originale disegno di posa a spina falsata, dato dall’inusuale taglio a 36°, adatto a esaltare il riferimento astratto al pattern mimetico. Così Andrea Castrignano ha lavorato la superficie delle plance di un pavimento della linea Assi del Cansiglio di Itlas. Un motivo ripreso dai pattern dei tessuti e della moda che qui è chiamato a impreziosire un parquet. Un codice di eleganza per gli interni che è anche etico, perché il listone prefinito, di grandi dimensioni a tre strati, rientra nel progetto di riutilizzo del legno proveniente dalla Foresta del Cansiglio, un’area a soli 25 chilometri dalla sede dell’azienda che è stata colpita dalla violenta tempesta abbattutasi sul Nordest l’autunno scorso. Itlas ha infatti acquistato tutti i faggi caduti a un prezzo superiore rispetto al valore di mercato per contribuire al ripristino di questo perduto ecosistema. Scegliendo la collezione Assi del Cansiglio si collabora quindi anche al sostegno di un’importante economia locale.

The preassembled lozenges, in light and dark colours, are fitted together in an original pattern that is a variation of the classic herring-bone design. The unusual visual effect – an abstract version of the camouflage pattern – is created by cutting the wood at an angle of 36°. Using this method, Andrea Castrignano has essentially transferred a motif widely used on fashion fabrics to Assi del Cansiglio floorboards produced by Itlas, giving parquet flooring a whole new look. As well as adding a new kind of elegance to interior spaces the new product also follows a particular code of ethics: the large, pre-finished three-layer boards are part of the initiative to reuse timber from the Cansiglio Forest, an area just 25 km from the company’s headquarters devastated by the violent storm that hit North-eastern Italy last autumn. Itlas bought all the fallen beech trees for a price higher than their market value to help with the rebirth of this lost eco-system. So anyone choosing the Assi del Cansiglio collection is also providing economic support for an important local economy.

ITLAS | via del Lavoro 35 | 31016 Treviso | +39 0438 368040 | www.Itlas.it | info@Itlas.it


QUESTIONE DI GEOMETRIE A QUESTION OF GEOMETRY txt Alice Piciocchi photos Eric Staudenmaier

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| Vicino a Los Angeles una residenza firmata dallo studio FREELANDBUCK

sperimentacomplessiincastrivolumetrici.Creandospazialitàinatteseeun’effettiva continuità funzionale tra interni ed esterni / A residence near Los Angeles designed by the FreelandBuck office experiments with an intricate aggregation of volumes. Creating unexpected spatialities and an effective functional continuity between interiors and exteriors

L’APPARENTE CAOS COMPOSITIVO DI SECOND HOUSE – circa 140 metri quadrati che spiccano per originalità tra le monotone residenze-con-giardino di Culver City, Los Angeles – ricorda il maestro Frank O. Gehry che da queste parti, con le sue architetture, è di casa. Opera dello studio americano FreelandBuck (Brennan Buck e David Freeland) questa abitazione unifamiliare è ricavata per sottrazione partendo da un parallelepipedo e si compone di tre solidi sfaccettati a forma di cuneo, corrispondenti alle diverse funzioni domestiche e disposti attorno a un patio centrale. Nel primo volume si trova il soggiorno a doppia altezza, nel secondo sono state collocate al piano terreno la cucina e al piano superiore la camera degli ospiti. Nel terzo invece, quello con la maggiore cubatura, si trovano il garage doppio e la camera padronale con terrazzo. Le pendenze delle coperture creano un susseguirsi di piani inclinati, pensati per armonizzarsi

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THE APPARENT COMPOSITIONAL CHAOS OF THE SECOND HOUSE – around 140 square metres that stand out for their originality among the monotonous residenceswith-gardens of Culver City, Los Angeles – is reminiscent of the work of Frank O. Gehry, who is at home in this part of the world with his architecture. The work of the American FreelandBuck practice (Brennan Buck and David Freeland) this detached house has been created by subtraction from a parallelepiped and is made up of three faceted wedge-shaped volumes, corresponding to different domestic functions and laid out around a central patio. The first volume contains the double-height living room, while in the second the kitchen has been located on the ground floor and the guestroom on the upper floor. The third, which is the one with the largest cubage, houses the double garage and the master bedroom with a terrace. The pitches of the roofs create a


Le diverse pavimentazioni - pietra calcarea e parquet d’abete enfatizzano l’impronta dei volumi in pianta: tre solidi sfaccettati a forma di cuneo disposti attorno a un patio centrale. The Second House’s different floorings (limestone and deal) help to distinguish the footprint of the volumes in plan, three faceted wedge-shaped volumes laid out around a central patio.

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La corte interna è circondata da vetrate apribili a pacchetto che ampliano visivamente lo spazio della casa. The courtyard is ringed by folding glass walls that expand the space of the house.

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Le due scale della casa, dipinte di rosso e arancio, riverberano colore negli ambienti adiacenti. The chromatic uniformity is broken by the walls of the two staircases leading to the bedrooms, painted in very bright shades.

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Project Second House Architects Brennan Buck, David Freeland Project team Johannes Beck, Nick Schwaller Contractor A Grade Construction Client Private individual Year of completion 2018 Floor area 1400 sqm Location Culver City, Los Angeles

BUILDABLE VOLUME

FIRST-FLOOR PLAN

THREE INTERLOCKING MASSES

THREE EXTERIOR VOIDS

1. Stair to master bedroom 2. Garage 3. Stair to guest bedroom 4. Dining area 5. Kitchen 6. Courtyard 7. Living room 8. Master bedroom 9. Master bathroom 10. Deck 11. Guest bathroom 12. Guest bedroom

GROUND-FLOOR PLAN

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ai tetti della retrostante proprietà che fa capo alla stessa famiglia, ma non è collegata a Second House. Il processo di generazione delle forme è stato ulteriormente enfatizzato dallo studio (che si è recentemente aggiudicato l’Architectural League of New York’s Emerging Voices Prize 2019) attraverso la colorazione in due toni di grigio del rivestimento di lastre di cemento fibrorinforzato. Il rivestimento a pannelli lascia spazio, sul prospetto esterno, solo al vetro delle finestre, e fa sì che il complesso si possa “leggere” come un unico monolite; anche il portone d’ingresso del garage, grazie a questa continuità materica, si mimetizza. Le differenti pavimentazioni utilizzate, pietra calcarea e legno d’abete, aiutano inoltre a distinguere maggiormente l’impronta dei volumi in pianta. La complessità spaziale si contrappone a un trattamento minimale delle finiture con una prevalenza di colori chiari e omogenei. Spezzano l’uniformità cromatica solo le pareti delle due scale che raggiungono le camere, dipinte con toni molto accessi (rosso e arancione), e le nicchie qua-

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succession of inclined planes, designed to fit in with the roofs of the property at the rear, which belongs to the same family but is not connected to Second House. The process of generation of the forms has been further emphasized by the practice (which was recently awarded the Architectural League of New York’s Emerging Voices Prize for 2019) through the colouring of the cladding of fibre-reinforced cement boards in two shades of grey. The facing leaves room, on the outside, solely for the glass of the windows, and ensures that the complex can be “read” as a single monolith; even the large garage door blends in thanks to this continuity of material. The different floorings used, limestone and deal, help to further distinguish the footprint of the volumes in plan. The spatial complexity contrasts with a minimal handling of the finishes, dominated by pale and even colours. The chromatic uniformity is broken only by the walls of the two staircases leading to the bedrooms, painted in very bright shades (red and orange), and the square niches


FINITURE SEMPLICI E TONALITÀ UNIFORMI BILANCIANOLACOMPLESSITÀDEIVOLUMI THE SPATIAL COMPLEXITY CONTRASTS WITH A MINIMAL HANDLING OF THE FINISHES, DOMINATED BY PALE AND EVEN COLOURS

I prospetti interni sfaccettati e alleggeriti da grandi vetrate portano luce al piano terreno e alla camera padronale (nella pagina accanto). The faceted internal faces lightened by large expanses of glass let light into the ground floor and master bedroom (opposite page).

drate del corridoio al piano terreno. La coerenza dell’impianto planimetrico, introverso sulla corte e chiuso verso l’esterno, viene ribadita dagli alti fronti perimetrali quasi completamente ciechi. Mentre i prospetti interni sfaccettati e alleggeriti da grandi vetrate portano luce al piano terreno e alla camera padronale. Le due scale, così come il volume a doppia altezza, sono illuminate da alte finestre a nastro che diffondono la luce negli ambienti offrendo una vista sul cielo e sulle colline circostanti. Il cortile, in contrapposizione, è circondato da generose vetrate apribili a pacchetto che abbattono, all’occorrenza, il confine tra interno ed esterno allargando lo spazio della casa e connettendo visivamente tutto il piano terreno. Freeland Buck sembra aver trovato in questo approccio spaziale la sua cifra distintiva, tanto da aver applicato questa stessa idea organizzativa (associare ogni singolo corpo edilizio a una funzione) anche nella più recente Stack House, sempre nei dintorni di Los Angeles, e in un’altra villa ancora in costruzione. ○

of the corridor on the ground floor. The coherence of the layout, introverted on the courtyard and closed towards the outside, is confirmed by its tall and almost completely blind fronts. While the faceted internal faces lightened by large expanses of glass let light into the ground floor and master bedroom. The two staircases, like the double-height volume, are illuminated by tall strip windows through which light enters, offering a view of the sky and the surrounding hills. The courtyard, in contrast, is ringed by folding glass walls that eliminate, when needed, the distinction between inside and outside, expanding the space of the house and connecting the whole ground floor visually. FreelandBuck seems to have found its key distinguishing feature in this approach to space, having applied the same organizational idea (assigning a different function to each block) in the more recent Stack House, also located in the environs of Los Angeles, and in another house still under construction. ○

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OMAGGIO A CERDÀ HOMAGE TO CERDÀ

txt Martina Landsberger photos José Hevia

| È opera di un team coordinato da TDB ARQUITECTOS il recupero di questo palazzo di fine Ottocento vicino a Passeig de Gràcia, a Barcellona. L’obiettivo era preservare il sontuoso impianto strutturale e decorativo, trasformando gli interni in appartamenti di lusso e inediti loft / The renovation of this late 19th-century block of flats near Passeig de Gràcia in Barcelona is the work of a team coordinated by TDB Arquitectos. The objective was to preserve the building’s sumptuous structure and decoration, while transforming the interiors into luxury apartments

In queste pagine, la zona giorno di uno degli appartamenti del piano nobile. Sono di Cassina il divano Schigera (Piero Lissoni), il sistema di mensole Nuage (Charlotte Perriand) e i coffee table. La cucina è B3 di Bulthaup. 84 ABITARE 585

These pages, the living area of one of the apartments on the piano nobile: in the living room, the Schigera sofa (Piero Lissoni), the Nuage shelving system (Charlotte Perriand) and the coffee tables are from Cassina. The kitchen is Bulthaup’s B3.


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LA SECONDA METÀ DEL XIX SECOLO RAPPRESENTA PER BARCELLONA un momento di grande trasformazione. Cresciuta vistosamente nell’arco di poco tempo, la città demolisce le mura medievali e dà avvio a un progetto di ampliamento urbano noto come Plan Cerdà (dal nome del suo ideatore, l’ingegnere Ildefonso Cerdà). Nasce così quella griglia di isolati quadrati dagli angoli smussati oggi tipica della città, con ampi slarghi abbelliti dalle opere di molti architetti del modernismo catalano. Proprio qui, a pochi passi dal Passeig de Gràcia e dal Palau de la Música, il team costituito da TDB Arquitectos (esperti nel settore del restauro di edifici storici), Estudio Vilablanch (interior design) e Bonavista Developments sta ultimando il restauro di Casa Burés, un grande palazzo originariamente a uso misto, disegnato e realizzato fra il 1900 e il 1905 da Francesc Berenguer, braccio destro di Antoni Gaudí. 86 ABITARE 585

FOR BARCELONA THE SECOND HALF OF 19TH CENTURY was a period of great changes. Having grown markedly over a short span of time, the city knocked down its mediaeval walls and embarked on a scheme of urban expansion known as the Plan Cerdà (named after the man who drew it up, the engineer Ildefons Cerdà). Out of this came that grid of square blocks with rounded corners typical of the city today, with ample open spaces embellished with the works of many of the exponents of Catalan Modernisme. It is right here, a few steps from the Passeig de Gràcia and the Palau de la Música, that the team made up of TDB Arquitectos (experts in the field of the restoration of historic buildings), Estudio Vilablanch (interior design) and Bonavista Developments is completing the renovation of Casa Burés, a large structure originally of mixed use designed and constructed between 1900 and 1905 by Franc-


Angolo studio in una camera da letto: libreria Reedy di Autoban per De la Espada, tavolo Mexique di Charlotte Perriand per Cassina e sedia Noli di Ludovica+Roberto Palomba per Zanotta. Pagina accanto, nel dining, il tavolo Nyhavn e le sedie 108 di Finn Juhl per One Collection. The corner study in one of the bedrooms: Reedy bookcase by Autoban for De la Espada, Mexique table by Charlotte Perriand for Cassina and Noli chair by Ludovica+Roberto Palomba for Zanotta. Opposite page, in the dining area, the Nyhavn table and 108 chairs by Finn Juhl for One Collection.

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DUE APPAR TAMENTI SONT UOSI AL PIANO NOBILE , CINQUE AT TICI IN COPER T UR A TWO SUMPTUOUS APARTMENTS ON THE FIRST FLOOR, FIVE PENTHOUSES ON THE UPPER FLOOR

Berenguer (coadiuvato da Miquel Pascual) disegna un palazzo d’angolo approfittando del vertice smussato caratteristico del disegno di Cerdà, e lo estende in lunghezza fino a occupare circa metà del lato dell’isolato. In questo modo tre dei prospetti principali dell’edificio si trovano ad affacciare su strada, mentre i restanti due hanno a disposizione una corte interna. Il progetto di recupero, avviato circa tre anni fa, si è posto come primo obiettivo quello di preservare la struttura e l’apparato decorativo dell’edificio – oggi vincolato – salvaguardandone il carattere e, allo stesso tempo, reinterpretandone gli spazi in funzione di un abitare contemporaneo di lusso. Diversamente da quanto avveniva nel progetto di Berenguer, dove spazi di lavoro e abitazioni si integravano nello stesso complesso, il nuovo progetto destina integralmente a residenza i 7mila metri quadrati su sei piani, a eccezione di alcuni ambienti comuni in copertura e nel basamento (per esempio le piscine).

esc Berenguer, Antoni Gaudí’s right-hand man. Berenguer (with the assistance of Miquel Pascual) designed a corner building that exploited the cut-off vertex characteristic of Cerdà’s plan and extended it in length until it took up about half of the side of the block. In this way three of the building’s main fronts faced onto the street, while the remaining two overlooked an internal courtyard. The prime objective of the project of rehabilitation, launched about three years ago, was to preserve the structure and decoration of the building – now listed – conserving its character and, at the same time, reinterpreting its spaces to meet the needs of a contemporary luxury lifestyle. Unlike in Berenguer’s original design, where work spaces and flats were located in the same complex, the new project devotes the whole of the 7000 square metres on six floors to residential use, with the exception of a few common spaces on the roof and in the basement ( for example the swimming pools). 88 ABITARE 585


Nella pagina accanto, in alto, l’arredo bagno è di Antonio Lupi Design; in basso, una camera con letto Sweetdreams (Ron Gilad) e poltrona D154.2 (Gio Ponti) di Molteni, lampada Jil di Lorenza Bozzoli per Tato. Opposite page, top, the bathroom with Antonio Lupi furnishings; bottom, one of the bedrooms: Sweetdreams bed (Ron Gilad) and D154.2 armchair (Gio Ponti) for Molteni, Jil lamp by Lorenza Bozzoli for Tato.

CROSS SECTION

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Project Restoration of Casa Burés Architects TDB Arquitectos (Juan Trias de Bes) Interior Design Estudio Vilablanch (Elina Vilá, Agnès Blanch) Year of completion 2019 Surface Area 7.700 sqm Location Barcelona

TYPICAL FLOOR PLAN

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Casa Burés, opera di Francesc Berenguer, braccio destro di Gaudí, ha mantenuto gli elementi decorativi originari. In copertura, la piscina (a destra). Casa Burés, by Francesc Berenguer, Gaudí’s right-hand man, retained the original decorative features. On the roof, the swimming pool (right).

IL PROGET TO DI RECUPERO HA PRESERVATO L A STRUT TURA THE PROJECTS OF REHABILITATION HAS PRESERVED THE BUILDING’S STRUCTURE

Le diverse tipologie abitative da un lato rendono riconoscibile la precedente distribuzione, dall’altro approfittano degli elementi decorativi originali (pavimenti, soffitti eccetera) e della scenografica scala condominiale per definire il carattere di ogni singola unità. Al piano terreno, dove Berenguer aveva collocato l’ufficio del proprietario dell’edificio – un importante rappresentante dell’industria tessile del tempo – oggi si trovano tre ampi loft scanditi dalle originali colonne di ghisa d’inizio Novecento. I due sontuosi appartamenti situati al piano nobile hanno il soggiorno affacciato su strada e la zona notte rivolta verso la corte, mentre una “fascia” di servizi e locali accessori occupa la parte centrale dell’ampio corpo di fabbrica. Tra il secondo e il quarto piano del palazzo vi sono altri sedici appartamenti di dimensioni inferiori e, all’ultimo piano, trovano posto cinque attici. ○

On the one hand the different types of apartment make the previous layout recognizable, and on the other they take advantage of the original decorative elements ( floors, ceilings etcetera) and the spectacular staircase to define the character of each unit. On the ground floor, where Berenguer had located the offices of the building’s owner (an important player in the textile industry of the time), there are now three spacious apartments that retain the original cast-iron columns of the early 20th century. In the two sumptuous apartments on the first floor the living area faces onto the street and the sleeping area onto the courtyard, while a “band” of services and accessory spaces occupies the central part of the ample structure. Between the second and the firth floor of the building there are sixteen more flats of smaller size. Five penthouses are on the upper floor. ○ 585 ABITARE 91


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UNO SCRIGNO ROSSO FUOCO A FIERY RED CASKET txt Francesca Gotti photos Fernando Alda

| Emerge con forza nel paesaggio lussureggiante della valle del Maipo – in Cile – questa casa compatta e introversa. Firmata da FELIPE ASSADI ARQUITECTOS / This compact and introverted house stands

out forcefully in the lush landscape of the Maipo Valley, in Chile. Designed by Felipe Assadi Arquitectos

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SAN JOSÉ DE MAIPO È UNA CITTADINA di tredicimila abitanti nella valle del fiume Maipo, Regione Metropolitana di Santiago del Cile. Un’area caratterizzata da vigneti e da poche case sparse le cui vecchie mura sbiadite spesso sono di colore rosso. Rossa è anche questa casa unifamiliare realizzata dallo studio Felipe Assadi. Una monocromia che fa risaltare sullo sfondo della fitta vegetazione questo piccolo volume compatto, ben diverso dalle ville di cemento grezzo con vetrate panoramiche realizzate in altri luoghi dallo studio cileno. La casa, 87 metri quadrati in tutto, è una costruzione di due piani interamente di legno e chiusa in sé stessa. Solo il lato est – dove c’è l’ingresso – risulta più permeabile: qui un muro traforato racchiude il patio e nasconde una seconda facciata vetrata. Un’idea che consente di portare luce naturale nel cuore della casa e al

SAN JOSÉ DE MAIPO IS A TOWN of 13,000 inhabitants in the valley of the Maipo River, Santiago Metropolitan Region, Chile. An area characterized by vineyards and a few scattered houses whose old walls are often a faded red colour. This detached house built by the Felipe Assadi studio is red too. A monochrome hue that makes this small and compact volume, very different from the raw concrete houses with panoramic windows the Chilean firm has designed in other places, stand out against the backdrop of the dense vegetation. The house, with a total floor space of 87 square metres, is an introverted two-storey construction built entirely of wood. Only the east side – where the entrance is located – appears more permeable: here a perforated wall encloses the patio and conceals a second façade made entirely of glass. An idea that makes it possible to bring natural light into the heart of the house and at

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GR A ZIE AL COLORE INTENSO IL VOLUME R IS A LTA NE L L A VA L L ATA THANKS TO ITS RED COLOUR, THIS SMALL AND COMPACT VOLUME STANDS OUT AGAINST THE BACKDROP OF THE DENSE VEGETATION

contempo garantisce la necessaria privacy agli ambienti interni. Di notte poi questo muro traforato crea un “effetto lanterna” che sorprende, quando ci si avvicina dal giardino. Sugli altri tre lati della casa le finestre sono riquadri di dimensioni variabili, ritagliati nell’involucro color cremisi. L’intero volume appare leggermente sollevato, perché per evitare la risalita dell’umidità è ancorato a un cordolo di cemento che lo distanzia da terra, circondato da una fascia di ghiaia per favorire il drenaggio. Il sistema costruttivo di pino Radiata, prefabbricato e assemblato in loco, al piano terreno crea un unico spazio che ospita cucina e salotto, al livello superiore presenta due ambienti simmetrici con distribuzione a corridoio. Sul lato est una porzione dei moduli è stata lasciata aperta the same time ensure the necessary privacy for the internal spaces. And at night this perforated wall creates a surprising “lantern effect” for anyone approaching from the garden. On the other three sides of the house the windows are squares of varying size, cut out of the crimsoncoloured shell. The whole volume looks as if it has been lifted slightly, since to avoid rising damp it is anchored to a concrete foundation mat that distances it from the ground, surrounded by a strip of gravel to favour drainage. The system of construction using prefabricated modules of Monterey pine, assembled on site, creates a single space on the ground floor that houses kitchen and living room, while on the upper level there are two symmetrical spaces served by a corridor. On the east side a portion of the modules has been left open to

Sul lato est un muro traforato racchiude il patio e una seconda facciata vetrata. The east side appears more permeable: here a perforated wall encloses the patio and conceals a second façade made entirely of glass.

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FIRST-FLOOR PLAN

GROUND-FLOOR PLAN

Project Casa La Roja Architects Felipe Assadi Trinidad Schönthaler Macarena Ávila Structural Engineers MP Ingenieros

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General contractor Jaime Osorio Tapia Year of completion 2017 Floor area 87 sqm Location San José de Maipo, Chile

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La scala che dal soggiorno conduce al primo piano e la veranda a doppia altezza dell’ingresso. Infissi ed elementi metallici sono neri. The stairs leading from the living room to the first floor and the double-height veranda of the entrance. All the frames are black, as are the structural metal elements

per creare il patio, e al piano superiore il lato ovest è stato parzialmente svuotato a vantaggio di due intime verande annesse alle camere. La tecnologia costruttiva e l’organizzazione spaziale consentiranno in futuro, secondo l’idea dei progettisti, di espandere la casa su entrambi i livelli. Tutti gli infissi sono neri, come anche tutti gli elementi metallici accessori e strutturali: la copertura a doppia falda, il corrimano, la struttura portante della scala e gli stipiti delle porte del secondo piano. Tinte tenui invece per le superfici interne. Il legno chiaro riveste tutte le pareti oltre che i pavimenti del secondo piano, in soggiorno vi sono piastrelle color crema, e tutti i soffitti sono bianchi. Gli impianti sono incorporati negli elementi divisori realizzati con il medesimo legno della boiserie. Uno sfondo neutro su cui spiccano i pochi arredi, tra cui il blocco cucina, rosso come la casa. ○

form the patio, and on the upper floor the west side has been partially hollowed out to create two intimate balconies adjoining the bedrooms. The technology of construction and the spatial organization will make it possible, say the designers, to expand the house on both levels in the future. All the frames are black, as are all the accessory and structural metal elements: the asymmetrical pitched roof, the handrail, the supporting structure of the stairs and the jambs of the doors on the second floor. Soft tints instead for the internal surfaces. Pale wood is used for all the walls as well as the floors on the second storey, there are cream-coloured tiles in the living room and all the ceilings are white. The wiring and plumbing are incorporated into the partition wall, built out of the same wood as the panelling. A neutral background against which stand out the few pieces of furniture, including a kitchen unit as red as the house. ○

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IN PUNTA DI PIEDI SULLA SPIAGGIA

TIPTOEING ON THE BEACH txt Matteo Poli photos Alejandro Gálvez

IL DESERTO DI ATACAMA SI TROVA NELLA ZONA DENOMINATA DIAGONALE arida sudamericana, un’area in cui le precipitazioni sono scarsissime. La parte costiera di questa regione, favorita da un clima temperato tutto l’anno, è una destinazione del Cile ad altissimo contenuto geologico e archeologico, dai paesaggi naturali sconfinati e non alterati dall’uomo. La Route 5 – i 3.400 chilometri della Pan-American Highway che attraversano il Cile collegando il Perù alla Isla grande de Chiloé – si allontana dal mare all’altezza del 27° parallelo, e punta a Copiapó. Proseguendo invece verso sud, lungo l’Oceano Pacifico, si raggiunge un tratto di costa selvaggio e incontaminato dove l’architetto Camilo Moraes ha realizzato con materiali locali una piccola stazione turi98 ABITARE 585

THE ATACAMA DESERT IS LOCATED IN THE ZONE CALLED THE ARID DIAGONAL of South America, an area where rainfall levels are very low. The coastal stretch of this region, favoured by a year-round temperate climate, is in a part of Chile rich in fascinating geological features and archaeological sites and blessed with boundless unspoilt natural scenery. Route 5 – the 3400 kilometres of the Pan-American Highway that pass through Chile, connecting Peru to the Isla Grande de Chiloé – moves away from the sea at the latitude of the 27th parallel, and heads towards Copiapó. Continuing south from there, along the Pacific Ocean, you come to a stretch of wild and unspoiled coastline where the architect Camilo Moraes has used local materials to build a small and sustainable tourist resort,


| Tre camere-igloo immerse nel paesaggio e un edificio comune definiscono questo resort cileno a basso impatto, costruito con legno e fibre locali. L’opera, del giovane architetto CAMILO MORAES, è stata premiata al WAF / Three igloo-shaped cabins immersed in the landscape and a communal building define this Chilean resort with its low environmental impact, constructed out of wood and local fibres. This work is by the young architect Camilo Moraes, and it has won an award at the WAF a rchitettura

stica sostenibile, dotata di impianti sanitari a basso impatto ambientale e autonoma dal punto di vista energetico. Il Piedras Bayas Beach Camp si compone di un centro servizi centrale e di tre volumi isolati che contengono le camere. L’edificio collettivo include una sala mensa comune, un ufficio, una stanza per il custode, un’altra camera, due bagni ed è composto da piccoli volumi accostati e connessi da un percorso esterno, per limitare l’impatto visivo rispetto al contesto naturale. Le camere sono situate a circa 50 metri l’una dall’altra in modo da consentire a ogni ospite di godere del paesaggio in solitudine. Ognuna poggia su una piattaforma di legno che si articola dando vita a letto e arredi, ed è coperta da una cupola geodetica, mentre un piccolo modulo separato accoglie bagno e doccia.

equipped with sanitary facilities with low environmental impact and energy self-sufficient. The Piedras Bayas Beach Camp is made up of a central service centre and three isolated buildings that contain the bedrooms. The communal building includes a shared dining hall, an office, a room for the ranger, another bedroom and two bathrooms, and is composed of small volumes set side by side and connected by an outdoor walkway, in order to limit the visual impact on the natural setting. The rooms are located about 50 metres from one another to allow guests to enjoy the landscape in solitude. Each stands on a wooden platform out of which the bed and furniture are formed, and is covered by a geodesic dome, while a small separate unit houses toilet and shower. 585 ABITARE 99


Il Piedras Bayas Beach Camp si compone di tre volumi isolati che contengono le camere (sotto), e di un centro servizi centrale (nelle pagine precedenti). The Piedras Bayas Beach Camp is made up of three isolated buildings that contain the bedrooms (below) and a service centre (previous pages).

Il progetto è stato realizzato in tre diverse fasi con un team di tre carpentieri, due artigiani locali e il contributo operativo dell’architetto. Le fondamenta delle stanze e del centro servizi sono realizzate con pilastri di legno conficcati per un metro nella sabbia, compattata con acqua di mare: non è stato utilizzato cemento per l’alto impatto ambientale del suo ciclo produttivo e per la difficoltà nello smaltimento in caso di demolizione. Nella stazione turistica sono stati utilizzati materiali vegetali locali che si ritrovano nelle case tipiche del vicino villaggio, con struttura di legno e tamponamento che include la Brea (Tessaria absinthiades, arbusto usato come cannicciato misto a terra cruda per le pareti) e la Totora (Schoenoplectus californicus, per realizzare coperture intrecciate assai durevoli). Grazie alla tecnica locale della quincha (simile all’adobe, impasto di argilla, sabbia e paglia), la cantierizzazione leggera del Piedras Bayas Beach Camp ha consentito di non lasciare alcuna traccia al termine dei lavori di costruzione, preservando il terreno e l’ambiente naturale. Il progetto di Camilo Moraes ha vinto il World Architecture Festival 2018, nella categoria dei progetti a piccola scala. Queste le parole della giuria: “Un progetto interessante che ha sfruttato al massimo l’utilizzo di tecniche e materiali locali, generando un atmosfera favorevole all’ambiente circostante e allo tempo stesso una forte definizione architettonica”. ○ 100 ABITARE 585

The project was built in three different stages by a team of three carpenters and two local artisans and with the active involvement of the architect. The foundations of the rooms and the service centre are made from wooden pillars, buried one metre in the sand, compacted with salt water: no concrete has been used owing to the high environmental cost of its production and the difficulty of its disposal should demolition be necessary. The construction of the tourist resort has relied on local plant materials that are utilized in the typical houses of the nearby village, which have a wooden structure and a filling that includes brea (Tessaria absinthiades, a shrub used for the wattle and daub walls) and California bulrush (Schoenoplectus californicus, woven to make very long-lasting roofing). Thanks to the local technique of quincha (similar to adobe, a mix of clay, sand and cane), the light-touch construction of the Piedras Bayas Beach Camp has left no trace behind on completion, preserving the terrain and natural environment. Camilo Moraes’s design won an award for small-scale projects at the 2018 World Architecture Festival. This was the jury’s verdict: “An interesting project [which has] made the most of using local techniques and materials and creates a world that is conducive to the environment, whilst also forming a strong architectural definition.” ○


CRISTINA ANANIAS

UNA PICCOLA STAZIONE TURISTICA SOSTENIBILE, AUTONOMA DAL PUNTO DI VISTO ENERGETICO A SMALL AND SUSTAINABLE TOURIST RESORT, ENERGY SELF-SUFFICIENT

PLAN

0

25

50 m

Project Piedras Bayas BeachCamp Architect Camilo Moraes Project team Rodrigo Gonzรกlez Leรณn Structural engineers Ricardo Luna Construction Camilo Moraes and Alejandro Bazรกn Year of completion 2018 Built area 700 sqm Location Piedras Bayas, Atacama Desert, Chile


a rchitettura

UN EDEN TECNOLOGICO

A TECHNOLOGICAL GARDEN OF EDEN | Nell’aeroporto di Singapore un nuovo hub visionario collega tra loro i terminal, offre un hotel, servizi e aree commerciali immersi in un parco tropicale, attorno a una cascata alta 40 metri. È l’opera più recente di un grande maestro dell’architettura: MOSHE SAFDIE / At Singapore airport a new and visionary hub connects the terminals, offering a hotel, services and commercial areas set in tropical parkland, all laid out around a 40-metre-high waterfall. It is the most recent work of a past master of architecture: Moshe Safdie

COURTESY JEWEL CHANGI AIRPORT

txt Irene Guzman

Sopra, l’installazione artistica Crystal Cloud, sospesa nella struttura. A sinistra, il percorso che si snoda in cima all’hub. Above, the Crystal Cloud art installation, hanging from the structure. Left, the path that winds its way to the top of the hub. 102 ABITARE 585


COURTESY JEWEL CHANGI AIRPORT

HA UN’ANIMA VERDE IL JEWEL CHANGI AIRPORT, il nuovo hub d’acciaio e vetro progettato dall’architetto israeliano Moshe Safdie, che dallo scorso aprile collega tre dei quattro terminal del principale aeroporto di Singapore, tra i più importanti del Sudest asiatico. Costruita sull’ex parcheggio del Terminal 1, la struttura accoglie al suo interno la Shiseido Forest Valley, un eden paradisiaco terrazzato con sentieri e aree relax dove oltre 120 specie di piante accuratamente selezionate prosperano a una temperatura controllata di 23 gradi, con vista sulla spettacolare Rain Vortex, la cascata indoor più alta del mondo: 40 metri di caduta libera che dall’oculo centrale attraversa la

JEWEL CHANGI AIRPORT, THE NEW HUB OF STEEL and glass designed by the Israeli architect Moshe Safdie that since last April connects up three of the four terminals of Singapore’s main airport, one of the most important in South-East Asia, has a green heart. Constructed on the site of the former Terminal 1 car park, the structure houses the Shiseido Forest Valley, a five-storey-high terraced Garden of Eden with paths and areas for relaxation in which over 120 carefully selected species of plant thrive at a controlled temperature of 23° C. It offers a view of the spectacular Rain Vortex, the world’s tallest indoor waterfall: a 40-metre cascade that funnels rainwater through the inverted 585 ABITARE 103


CROSS SECTION

104 ABITARE 585


L’ACQUA DEI VIGOROSI E FREQUENTI TEMPORALI DELLA REGIONE CONTRIBUISCE A RINFRESCARE L’AMBIENTE E IRRIGA LE PIANTE

COURTESY SAFDIE ARCHITECTS

COURTESY JEWEL CHANGI AIRPORT

THE RUNOFF FROM THE REGION’S FREQUENT AND HEAVY THUNDERSTORMS, COLLECTED AND BROUGHT BACK INTO CIRCULATION, HELPS TO COOL THE AIR AND IS USED TO IRRIGATE THE PLANTS

Rain Vortex è la cascata indoor più alta del mondo: 40 metri di caduta libera all’interno del Jewel Changi Airport. Rain Vortex, in the Jewel Changi Airport, is the world’s tallest indoor waterfall: a 40-metre cascade.

cupola inversa e di notte si anima grazie a giochi di luce e proiezioni. L’acqua dei vigorosi e frequenti temporali della regione, raccolta e rimessa in circolo, contribuisce a rinfrescare l’ambiente e irrigare le piante, mentre la copertura “a ciambella”, che misura oltre 200 metri nel suo punto più largo, conferisce illuminazione naturale ma anche zone d’ombra e un sistema di ventilazione. Collegato ai Terminal 2 e 3 attraverso ponti pedonali e un treno sopraelevato che sfreccia attraverso la vegetazione lussureggiante, l’edificio è sostenuto da 14 colonne e da una trave ad anello, e si estende per un totale di 135mila metri quadrati distribuiti su dieci piani, cinque dei quali seminterrati e adibiti a parcheggio auto. Questo “gioiello” di tecnologia realizzato con la collaborazione di ingegneri, architetti del paesaggio, interior designer e artisti è stato

dome from the central oculus and at night is animated by a sound-and-light show. The runoff from the region’s frequent and heavy thunderstorms, collected and brought back into circulation, helps to cool the air and is used to irrigate the plants, while the “bagel-shaped” roof, spanning over 200 metres at its widest point, provides natural illumination as well as zones of shade and a ventilation system. Linked to Terminals 2 and 3 by footbridges and an elevated train that whizzes through the lush vegetation, the building is supported by 14 columns and a ring beam, and has a total of 135,000 square metres of floor space arranged on ten storeys, five of them below ground and used for parking. This “jewel” of technology, the product of a collaboration between engineers, landscape architects, interior designers and artists, has been conceived not just as a transit hub 585 ABITARE 105


106 ABITARE 585 COURTESY SAFDIE ARCHITECTS


COURTESY SAFDIE ARCHITECTS

14MILA METRI QUADRATI DI ATTRAZIONI SONO INTEGRATE ALLA VEGETAZIONE

pensato non solo come snodo di transito per i viaggiatori ma anche come destinazione in sé: contiene più di 280 punti vendita e ristoranti aperti fino alle tre del mattino, un cinema con undici sale e uno Yotelair (hotel di lusso concepiti per gli aeroporti) da 130 cabine. Al livello più alto c’è il Canopy Park, 14mila metri quadrati di attrazioni integrate alla vegetazione: strutture sospese tra le chiome degli alberi, un ponte di vetro, uno scivolo gigante, due labirinti di siepi e di specchi e installazioni artistiche, per stimolare soprattutto nei più piccoli un senso di meraviglia e scoperta. ○

DARREN SOH

14,000 SQUARE METRES OF LEISURE FACILITIES ARE IMMERSED IN VEGETATION

for travellers but as an attraction in its own right: it has over 280 retail outlets and restaurants that stay open until three in the morning, a cinema with eleven screens and a YOTELAIR (a brand of luxury hotel designed for airports) with 130 “cabins”. On the highest level is set Canopy Park, 14,000 square metres of leisure facilities immersed in vegetation: structures suspended among the foliage of the trees, a glass-floored bridge, a giant slide, two mazes made of hedges and mirrors and art installations aimed at stimulating a sense of wonder and discovery, especially in children. ○ La Forest Valley crea un paesaggio terrazzato con sentieri pedonali e aree di sosta immersi tra 200 specie di piante. The Forest Valley is a terraced indoor landscape featuring walking trails and seating areas set amongst 200 species of plants. 585 ABITARE 107


FRANCESCO SQUEGLIA

INVENTARE LA NOTTE

INVENTING THE NIGHT | Nell’allestimento

della mostra Caravaggio Napoli, curato dallo studio COR ARQUITECTOS con FLAVIA CHIAVAROLI, il buio dà forma alla luce. Al Museo e Real Bosco di Capodimonte / In the presentation of the exhibition Caravaggio Napoli, curated by the COR arquitectos studio with Flavia Chiavaroli, light is moulded by darkness. At the Museo e Real Bosco di Capodimonte txt Anna Merci La città partenopea omaggia Caravaggio con una mostra dedicata al suo periodo di permanenza a Napoli, diciotto mesi fondamentali per la sua vita e la sua produzione artistica. Il grande pittore è in fuga da Roma, dove era stato coinvolto nell’omicidio di Ranuccio Tomassoni: ricercato e condannato a morte dalla giustizia romana, trasferisce su tela tutti i suoi tormenti. Caravaggio Napoli, a cura di Maria Cristina Terzaghi e Sylvain Bellenger (allestimento di COR arquitectos con Flavia Chiavaroli e la grafica di Studio Sonnoli) è visitabile fino al 14 luglio. Naples is paying tribute to Caravaggio with an exhibition devoted to the period he spent in the city, eighteen months that proved fundamental to his life and his artistic output. The great painter was in flight from Rome, where he had been involved in the murder of Ranuccio Tomassoni: sought by the Roman legal authorities, who had condemned him to death, he transferred all his suffering onto canvas. Caravaggio Napoli, curated by Maria Cristina Terzaghi and Sylvain Bellenger (display design by COR arquitectos with Flavia Chiavaroli and graphic design by Studio Sonnoli) will run until 14 July. The exhibition, subdivided into six sections that correspond 108 ABITARE 585

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a rchitettura

Veduta della sala che ospita La flagellazione di Cristo. View of the room where The Flagellation of Christ is on display.

585 ABITARE 109


GIACOMO VISCONTI

SI PROCEDE AL BUIO LASCIANDOSI GUIDARE DA PORZIONI DI LUCE E COLORE CHE APPAIONO ATTRAVERSO PORTE, APERTURE, PASSAGGI

GIACOMO VISCONTI

PEOPLE MOVE IN TOTAL DARKNESS, LETTING THEMSELVES BE GUIDED BY FLASHES OF LIGHT AND COLOUR THAT APPEAR EVERY NOW AND THEN THROUGH DOORS, OPENINGS AND NARROW PASSAGEWAYS

A sinistra, il bookshop. Sopra, un’immagine della mostra. Nella pagina accanto, schizzo dell’allestimento di COR arquitectos. Left, the bookshop. Above, an exhibition view. Opposite page, a sketch of the exhibition design by COR arquitectos.

110 ABITARE 585


Il percorso espositivo, suddiviso in sei tappe che corrispondono a sei temi di raffigurazione, si sviluppa all’interno della Sala Causa, uno spazio ipogeo per molto tempo inutilizzato e riaperto per l’occasione. L’accorto allestimento ha saputo “inventare la notte” e ha “nascosto i nostri volti per metterci di fronte ai volti febbrili, dolenti, malati, morbosi, crudeli che Caravaggio ha incontrato nelle strade di Napoli”, ha scritto il critico Vittorio Sgarbi. Ci sono i volti di Napoli, ma anche i suoi vicoli, le insulae, gli scorci e la stratificazione materica: gli ambienti sono realizzati come degli involucri neri di quattro metri d’altezza, separati tra loro da intercapedini di cinquanta centimetri, in cui si procede nel buio totale lasciandosi guidare da porzioni di luce e colore che man mano appaiono attraverso porte, architravi, aperture, passaggi stretti. La finitura esterna è volutamente ruvida come la pietra lavica, mentre quella interna è opaca per esaltare al massimo la matericità dei quadri e la ricchezza delle cornici. Niente è lasciato al caso, il dialogo tra le opere è una sequenza di relazioni prospettiche e di visuali, come quando davanti alla Flagellazione (1607) incrociamo lo sguardo verso la sala con la Salomè (1607) e contemporaneamente scrutiamo attraverso una finestra l’ultimo dipinto del Merisi, Martirio di Sant’Orsola (1610). I quadri fluttuano illuminati sui fondali scuri, sospesi nello spazio e nel tempo, proiettandoci nell’atelier in cui Caravaggio costruiva le sue mise-en-scène in stanze dipinte completamente di nero nelle quali solo il buio riusciva a dare forma alla luce. ○

1. Pio Monte della Misericordia 2. Flagellazione 3. Salomè con la testa del Battista 4. Crocifissione di Sant’Andrea 5. Maddalena in estasi e San Giovanni Battista 6. Martirio di Sant’Orsola 7. Bookshop 8. Google Art room THE WORKS’ LAYOUT

to six themes of his painting, is being held in the Sala Causa, an underground space left unused for a long time and reopened for the occasion. The astute design of the display has been able to “invent the night” and has “hidden our faces in order to confront us with the feverish, sad, sick, morbid and cruel faces that Caravaggio encountered in the streets of Naples,” as the critic Vittorio Sgarbi has written. It is not just the faces of Naples that we see here, but also its alleys and its insulae, glimpses of the city and its material layers: the settings of the exhibition take the form of black sheaths reaching to a height of four metres, separated from each other by gaps of fifty centimetres through which we move in total darkness, letting ourselves be guided by flashes of light and colour that appear every now and then through doors, openings and narrow passageways. The external finish is intentionally as rough as volcanic stone, while the internal one is matt in order to bring out as much as possible the material qualities of the pictures and the richness of the frames. Nothing has been left to chance, the dialogue between the works is a sequence of perspective and visual relationships, as when in front of the Flagellation (1607) our gaze is drawn towards the room with Salomé (1607) and at the same time we glimpse through a window Merisi’s last painting, the Martyrdom of Saint Ursula (1610). The illuminated pictures float against dark backgrounds, suspended in space and time, projecting us into the studio where Caravaggio constructed his mise-enscène in rooms whose walls were completely black and in which only the darkness was able to mould the light. ○ 585 ABITARE 111


ROB CLEARY

1959

Double Diamond Westhampton Beach NY

Alla fine degli anni Cinquanta la famiglia Pearlroth commissionò questo espressivo capanno per vacanze ad Andrew Geller, talento modernista noto per i suoi fantasiosi cottage di legno sulla spiaggia di Long Beach. In origine la struttura si trovava a soli trenta metri dal mare, ma negli anni Settanta la costruzione di un nuovo molo ne trasformò il contesto, e la base dell’edificio fu per buona parte “sepellita” sotto uno strato di sabbia. Oggi il progetto di restauro firmato CookFox Architects restituisce a Double Diamond la sua altezza iniziale. E lo collega con una passerella a un nuovo volume geometrico che – oltre ad ampliare la casa quanto necessario alla famiglia – fa da sfondo allo storico landmark. At the end of the 1950s the Pearlroth family commissioned this expressive vacation home from Andrew Geller, a Modernist architect known for his fanciful wooden cottages on the shore at Long Beach. Originally the structure was located just 30 metres from the sea, but the construction of a new pier in the 1970s transformed the setting, and much of the building’s base was “buried” under a layer of sand. Today the project of restoration carried out by CookFox Architects has brought Double Diamond back to its original height above the beach. And linked it with a walkway to a new geometric volume that – as well as enlarging the house to meet the needs of the family – provides a backdrop to the historic landmark. 112 ABITARE 585

ROB CLEARY

Il restauro dell’opera di Andrew Geller, un simbolo di Long Island The restoration of Andrew Geller’s work, a symbol of Long Island


ROB CLEARY

All’edificio originario – con cucina, bagno, living – è stato affiancato un secondo volume più grande in cui trovano posto cinque camere da letto, bagni, sala multimediale e sauna. To the original building – with a kitchen, bathroom and living room – has been added a second volume that contains five bedrooms, bathrooms, a media room and a sauna.

ROB CLEARY

GROUND-FLOOR PLAN

585 ABITARE 113


PARTI CON I REPORTER DI

Perù

PERÙ: VIAGGIO FOTOGRAFICO CON ENRICO DE SANTIS

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DOVE quest’estate farà rotta verso il sud del Perù, alla scoperta dei luoghi leggendari degli Inca e delle civiltà precolombiane, dei panorami suggestivi della Cordigliera e di una delle sette meraviglie del mondo moderno: Machu Picchu. Un ‘avventura emozionante con Enrico De Santis che accompagnerà i nostri lettori e terrà un workshop fotografico svelando tutti i segreti della fotografia di viaggio, per portare a casa non solo scatti perfetti e ma ricordi indimenticabili.

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IL BAUHAUS E L’ITALIA ARCHIVIO STORICO COLUMBUS, FONDO COMUNICAZIONE

THE BAUHAUS AND ITALY Dépliant pubblicitario Mobili razionali in tubi e profilati di acciaio e leghe leggere, Columbus, 1933. Advertising leaflet for Rational Furniture in Steel Tubing and Lightweight Alloy, Columbus, 1933.

| La vicenda dei mobili Columbus, da Breuer a Bottoni e Terragni, è un racconto di gesta leggendarie di architetti e imprenditori di un’epoca d’oro del design. Ma è anche premessa e sostanza di una collezione unica al mondo / The story of Columbus furniture, from Breuer to Bottoni and Terragni, is one of legendary achievements on the part of architects and entrepreneurs in a golden age of design. But it is also the basis and substance of a collection unlike any other in the world

storie italiane txt Alberto Bassi 585 ABITARE 115


NEGLI ANNI TRENTA IL MARCHIO ITALIANO COLUMBUS REALIZZA IN ESCLUSIVA I MOBILI DEL BAUHAUS

COLLEZIONE PRIVATA, MILANO

ARCHIVIO STORICO COLUMBUS, FONDO COMUNICAZIONE

IN THE 1930S, THE ITALIAN BRAND COLUMBUS EXCLUSIVELY PRODUCED THE FURNITURE FOR THE BAUHAUS

A sinistra, biglietto pubblicitario, metà anni Trenta. A destra, manifesto pubblicitario A. L. Colombo, anni Trenta. Left, advertising card, mid-1930s. Right, A. L. Colombo advertising poster, 1930s.

UN GIORNO, NEI PRIMI MESI DEL 1933, l’industriale milanese Angelo Luigi Colombo – la cui azienda di Lambrate, Milano, è specializzata nella produzione di tubi metallici dai molti utilizzi, come la costruzione di aeroplani o telai per biciclette – decide di incontrare l’architetto Marcel Breuer, per chiedergli dei suoi mobili di tubo d’acciaio. Nei laboratori dei metalli al Bauhaus, a partire dalla metà degli anni Venti, infatti l’architetto ne aveva per primo sperimentato l’utilizzo per l’arredamento con la poltrona Wassily (1925) ma soprattutto con la Cantilever Chair a sbalzo (1926). Su un biglietto da visita, Breuer annota per Colombo il nome della neonata impresa zurighese Wohnbedarf, fondata dallo storico e critico Sigfried Giedion e dall’architetto Werner Moser, in possesso dei diritti per i suoi arredi. Un’azienda senza fabbrica – “editore” si direbbe oggi – che si appoggia a produttori specializzati e competenti nelle lavorazioni metalliche, come la svizzera Embru di Rüti. Facendo seguito alla segnalazione di Breuer, Angelo Luigi Colombo firmerà un accordo per realizzare in esclusiva e su licenza, con il suo marchio Columbus, i mobili di Breuer e altri architetti del Bauhaus e di scuola svizzero-tedesca, come Flora Steiger o Werner Moser. Nel 1933 Wohnbedarf, di cui Max Bill ha disegnato l’identità visiva, aveva aperto un negozio a Zurigo, sempre su progetto 116 ABITARE 585

ONE DAY IN EARLY 1933, the Milanese industrialist Angelo Luigi Colombo – whose company based in Lambrate, Milan, specialized in the production of metal tubing for a wide range of uses, such as the construction of aeroplanes or bicycle frames – decided to go and see the architect Marcel Breuer in order to ask him if he could produce his tubular steel furniture. In the mid-twenties, in fact, the architect had been the first to experiment, in the metal workshops of the Bauhaus, with the use of this material for furniture, with the Wassily armchair (1925) and above all the Cantilever chair (1926). On a visiting card, Breuer jotted down for Colombo the name of the Wohnbedarf enterprise, newly founded in Zurich by the historian and critic Sigfried Giedion and the architect Werner Moser, which held the rights to his furniture. A company without production facilities that relied on specialized manufacturers skilled in the working of metal, like the Swiss firm Embru based in Rüti. Taking up Breuer’s suggestion, Angelo Luigi Colombo would sign an agreement for the exclusive right to produce, under his Columbus brand, the furniture of Breuer and other architects of the Bauhaus and the Swiss-German school, like Flora Steiger and Werner Moser. In 1933 Wohnbedarf, whose corporate identity had been designed by Max Bill, had opened a store in Zurich, designed by Breuer, that was to remain an important point of reference for distribution in the sector for many years, until well after the end of the Second World War,


ARCHIVIO STORICO COLUMBUS, FONDO DOCUMENTI

ARCHIVIO STORICO COLUMBUS, FONDO DOCUMENTI

ARCHIVIO STORICO COLUMBUS, FONDO FOTOGRAFICO

Sopra, a sinistra, biglietto da visita di Marcel Breuer, 1932; a destra, E. Prampolini, Padiglione Futurista – Stazione per aeroporto civile: sala di attesa, vedute d’insieme, tavolo e sedia per sala da scrittura, V Triennale, 1933. Above, left, Marcel Breuer’s business card, 1932; right, E. Prampolini, Futurist Pavilion – Civil airport station: waiting room, general view, writing room table and chair, 5th Triennale, 1933.

Sopra, G. Terragni, sala delle riunioni al primo piano della Casa del Fascio a Como, 1932-36. A destra, E. Dieckmann, Möbelbau, Stoccarda 1931, produzione di mobili di tubolare, Cebaso (C. Beck & A. Schulze, Ohrdruf, üringen) Above, G. Terragni, meeting rooms on the first floor of the Casa del Fascio in Como, 1932-36. Right, E. Dieckmann, Möbelbau, Stuttgart 1931, tubular furniture production, CEBASO (C. Beck & A. Schulze, Ohrdruf, Thüringen)

585 ABITARE 117


ARCHIVIO STORICO COLUMBUS, FONDO ARREDI

Left, Columbus Technical Division, 49C elastic chair, 1933 and, below, G. Pagano, 195Pa umbrella stand, 1934, both made by Columbus.

ARCHIVIO STORICO COLUMBUS, FONDO FOTOGRAFICO

ARCHIVIO STORICO COLUMBUS, FONDO FOTOGRAFICO

118 ABITARE 585

A sinistra, Ufficio Tecnico Columbus, sedia elastica 49C, 1933 e, sotto, G. Pagano, portaombrelli 195Pa, 1934, entrambi produzione Columbus.


LA CURVATURA DEL TUBO D’ACCIAIO È IL FRUTTO DI UN PROCESSO ASSIEME MECCANICO E DI PERIZIA ESECUTIVA MANUALE

ARCHIVIO STORICO COLUMBUS, FONDO COMUNICAZIONE

THE BENDING OF TUBULAR STEEL IS THE RESULT OF A PROCESS THAT WAS NOT JUST MECHANICAL BUT REQUIRED CONSIDERABLE MANUAL SKILL

A destra, pieghevole pubblicitario Mobili razionali Columbus, 1936 (fronte). Pagina accanto, in alto, Ufficio Tecnico Columbus, seggioline e tavolino per l’istituto Gaslini di Genova, 1937 (Columbus). Right, advertising material for Columbus Rational Furniture, 1936 (front). Opposite page, top, Ufficio Tecnico Columbus, chairs and a table for the Gaslini Institute in Genoa, 1937 (Columbus).

di Breuer – rimasto per molti anni, ben oltre il secondo dopoguerra, un importante riferimento per la distribuzione del settore – e iniziato a produrre arredi, fra gli altri, di Alvar Aalto, Alfred Roth o dello stesso Giedion. Columbus realizza su licenza mobili “originali” – secondo un modello raro al tempo e che sarà poi, per esempio, quello della collezione dei Maestri di Cassina – con la competenza specialistica e di qualità nella lavorazione del tubo d’acciaio ma anche della sua curvatura, esito di un processo assieme meccanico e di perizia esecutiva manuale, a differenza di molti mobilieri che negli stessi anni affiancheranno alla lavorazione del legno quella del tubo metallico, “di moda”, di frequente con esiti modesti. Non è dunque un caso che l’architetto Giuseppe Terragni – e prima di lui Giuseppe Pagano, fra l’altro per il design di un diffusissimo portaombrelli – si rivolgesse proprio a Columbus per gli arredi di tubo metallico degli edifici comaschi della seconda metà degli anni Trenta, come la Casa del Fascio o l’asilo Sant’Elia. Poltrona e sedia, con il caratteristico sbalzo elastico, adottate in entrambe le architetture, vennero prodotte in piccole serie “industriali” (e in seguito saranno riprese anche da Zanotta). Fra i progettisti italiani, un’altra collaborazione prestigiosa di Columbus è stata con Piero Bottoni, in occasione della VI Triennale di Milano del 1936, dove per la Sala d’attesa di uno studio dentistico vengono sperimentate diverse soluzioni per poltrone basate su un originale incrocio elastico che per la prima volta adottano la Gommapiuma Pirelli, destinata a rifondare nel se-

and started to produce the furniture of, among others, Alvar Aalto, Alfred Roth and Giedion himself. Columbus manufactured “original” pieces of furniture under licence – a model that was rare at the time and that would later be adopted, for example, for Cassina’s collection I Maestri – with its specialized expertise in the working of tubular steel and in particular its bending, the result of a process that was not just mechanical but required considerable manual skill. In this it differed from many of the manufacturers that in those years would start to accompany the working of wood with the production of “fashionable” tubular metal furniture, frequently with poor results. So it is no accident that the architect Giuseppe Terragni – and before him Giuseppe Pagano, who designed an extremely popular umbrella stand among other things – turned to Columbus for the tubular metal furniture of his buildings in Como in the second half of the 1930s, like the Casa del Fascio and the Sant’Elia nursery school. The armchair and chair, with their characteristic elastic cantilever, adopted in both these works of architecture, were produced in small “industrial” runs (and would later be brought out by Zanotta as well). Another prestigious Italian designer with whom Columbus collaborated was Piero Bottoni, on the occasion of the 6th Milan Triennale in 1936, where for the Waiting Room of a Dentist’s Surgery experiments were made with several designs for armchairs based on an original elastic combination that for the first time made use of Gommapiuma Pirelli, the foam rubber that would go on to revolutionize the production of padded furniture in Italy after the Sec585 ABITARE 119


A sinistra, cartello pubblicitario per una fiera, metà anni Trenta. Sotto, pieghevole pubblicitario Una sedia è fatta per sedersi… Mobili razionali Columbus, 1934 (retro). Left, advertising poster for a trade fair, mid-1930s. Below, advertising leaflet A Chair Is For Sitting On… Columbus Rational Furniture, 1934 (back).

ARCHIVIO STORICO COLUMBUS, FONDO COMUNICAZIONE

ARCHIVIO STORICO COLUMBUS, FONDO COMUNICAZIONE

L’ARCHIVIO È COSTITUITO DA C E N T I N A I A D I A R R E D I O R I G I N A L I , P RO G E T T I E D I S EG N I , CATALO G H I E STAMPI CONTAINS HUNDREDS OF ORIGINAL PIECES OF FURNITURE, PLANS AND DRAWINGS, CATALOGUES AND ADVERTISEMENTS

condo dopoguerra la produzione dell’imbottito in Italia, a partire dalla Lady di Marco Zanuso per Arflex. Quella di Columbus è una vicenda importante per la storia del design italiano, che è stato possibile salvaguardare e ricostruire grazie alla meritoria volontà di Antonio Colombo, figlio di Angelo Luigi, un imprenditore illuminato (anche con un’altra azienda, la Cinelli, leader italiana nelle biciclette all’insegna della ricerca, innovazione e design) che ha voluto costituire un Archivio Columbus, incentivando studi, pubblicazioni (il volume Flessibili splendori. Il mobile in tubolare metallico. Il caso Columbus, Electa, 1998), iniziative e mostre, come quelle che si svolgeranno quest’anno in cui ricorre il centenario di fondazione dell’azienda paterna. L’Archivio Columbus rappresenta un unicum a livello internazionale di un patrimonio salvaguardato nel tempo, costituito da centinaia di arredi originali, progetti e disegni, cataloghi e pubblicità propri e della concorrenza, stampi di legno per la produzione e documenti. Un antesignano archivio d’impresa, attivo dalla metà degli anni Novanta, che ben testimonia la dimensione caratteristica dell’imprenditoria avanzata in Italia, unione di capacità di ricerca e innovazione, dialogo con il progetto e un’appropriata e visionaria dimensione culturale. ○ 120 ABITARE 585

ond World War, commencing with Marco Zanuso’s Lady for Arflex. The story of Columbus is an important one for the history of Italian design, and one that it has been possible to preserve and reconstruct thanks to the meritorious efforts of Antonio Colombo, Angelo Luigi’s son. An enlightened entrepreneur (at the head of another company too, Cinelli, an Italian leader in the production of bicycles renowned for its research, innovation and design) who decided to set up the Archivio Columbus, promoting studies, publications (such as the volume Flessibili splendori. Il mobile in tubolare metallico. Il caso Columbus; Electa, 1998) and other initiatives like exhibitions, such as the ones that will be staged this year, which marks the centenary of the founding of the company by his father. The Archivio Columbus is a unique example at an international level of a heritage conserved over time. It contains hundreds of original pieces of furniture, plans and drawings, catalogues and advertisements for itself and its competitors, wooden moulds for production and documents. A pioneering company archive, active since the mid-nineties, that attests clearly to the characteristic nature of progressive entrepreneurship in Italy, a union of capacity for research and innovation, dialogue with the world of design and an appropriate and visionary cultural dimension. ○


ARCHIVIO STORICO COLUMBUS, FONDO FOTOGRAFICO

ARCHIVIO STORICO COLUMBUS, FONDO FOTOGRAFICO

Sopra, A. Rüegg, R. Tropeano, ricostruzione della gamma dei modelli Wohnbedarf per l’esposizione Siegfried Giedion, Zurigo, 1988. A sinistra, P. Bottoni, poltrona da grande riposo per la Sala di attesa per lo studio di un medico, VI Triennale di Milano, 1936, produzione Columbus. In alto, E. Faccioli, variante poltrona elastica 1Fa, 1933, (Columbus).

Above, A. Rüegg, R. Tropeano, reconstruction of the Wohnbedarf model range for the Siegfried Giedion exhibition, Zurich, 1988. Left, P. Bottoni, extra-comfortable armchair for the Waiting room of a dentist’s surgery, 6th Milan Triennale, 1936, production Columbus. Top, E. Faccioli, variation of the 1Fa elastic chair, 1933, (Columbus). 585 ABITARE 121


SOS DESIGN txt Marco Consoli

Twinkle: A Flying Lighting Companion for Urban Safety è un sistema di illuminazione urbano mobile, alimentato dall’energia solare, messo a punto ad Harvard. Pagina accanto, Bermuda del messicano Marco Antonio Barba Sánchez rende potabile l’acqua del mare. Twinkle: A Flying Lighting Companion for Urban Safety is a mobile urban lighting system, powered by solar energy, developed at Harvard. Opposite page, Bermuda by the Mexican Marco Antonio Barba Sánchez makes seawater drinkable.

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d es i g n

| Secondo gli scienziati il cambiamento climatico produrrà nei prossimi anni inondazioni, incendi e scarsità d’acqua potabile. I progettisti si preparano e studiano soluzioni d’emergenza. Eccone alcune / Scientists tell us that climate change is going to bring floods, wildfires and a scarcity of drinking water in the coming years. Designers are preparing for this and studying emergency responses. Here are some of them

SI CHIAMA “DESIGN DELLA RESILIENZA”. È l’approccio progettuale che punta a reggere l’urto dei disastri, e se possibile, a salvare vite umane. Una strada praticata da un numero crescente di giovani progettisti nel mondo, consapevoli delle ricadute che il cambiamento climatico avrà sull’ambiente. Da una parte c’è chi – con un pizzico di spirito ludico – punta a trasformare oggetti d’arredo in strumenti salvavita, come il collettivo svizzero Superlife che ha elaborato la collezione Be Ready: un tappeto che diventa ciambella di salvataggio, una piantana che è anche torcia d’emergenza e una scrivania utilizzabile come riparo durante un crollo. Dall’altra ci sono idee nate da situazioni specifiche. Qualche esempio? Survival Capsule, progettata da due ingegneri aeronautici di Seattle dopo il disastro del 2004 in Indonesia, una sfera che può ospitare da due

IT’S KNOWN AS “RESILIENT DESIGN”. An approach to design that aims to withstand the shock of disasters, and if possible, save human lives. It is a road taken by a growing number of young designers in the world, aware of the repercussions that climate change is going to have on the environment. On the one hand there are those who – with a hint of playfulness – are setting out to turn pieces of furniture into lifesaving devices, like the Swiss collective Superlife which has produced the Be Ready collection: a rug that becomes a life-belt, a floor lamp that can be used as a torch in emergencies and a desk that provides shelter from falling masonry. On the other there are ideas that have sprung from specific situations. Examples? Survival Capsule, designed by two Seattle-based aerospace engineers after the Indian Ocean disaster in 2004, a sphere that can house

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a dieci persone in caso di tsunami ed eventi simili; oppure Capsula K107, abitacolo a forma di uovo realizzato dall’ingegner Reynaldo Vela Coreño dopo il terremoto messicano del 2017, in grado di sopportare il crollo di un edificio ma anche di preservare la vita umana da incendi minori e fughe di gas. Il fuoco che affligge in particolare le zone rurali è un’eventualità da considerare anche nei centri urbani (si pensi al recente caso di Notre-Dame a Parigi). Le metropoli sono sempre più “verticali”, e se salvarsi da un incendio è sempre difficile, in un grattacielo diventa quasi impossibile. Per questo un gruppo di designer del Politecnico di Guangdong, guidati da Liu Xiang, ha creato Net Guard Drone, il concept di un quadruplice drone che sostiene una rete su cui la persona può saltare per mettersi in salvo. Un’idea simile è Argonaute di Edouard Samson, una capsula trasporta-persone da collocare sull’edificio, che viene poi prelevata da un quadricottero a guida autonoma in caso di evacuazione. La mancanza d’acqua e di elettricità, e la necessità di trovare un riparo, sono i primi problemi che affliggono gli sfollati. Ecco allora Denqul, dello studio giapponese Nendo, una power bank portatile che, grazie alla forza centrifuga, si ricarica facendola ruotare con una sola mano e consente così di alimentare uno smartphone in assenza di elettricità. Anche l’abbigliamento può essere progettato per rispondere a eventi eccezionali. È il caso di Tardigrade del designer David Bursell, una giacca a vento utilizzabile anche come riparo di fortuna, sistema di trasporto-pesi e collettore d’acqua piovana.

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Nella pagina accanto, la navicella sferica Survival Capsule, realizzata con alluminio per aerei, serve per proteggersi dalla furia di tsunami, tornado, uragani, terremoti e tempeste quando l’evacuazione non è possibile. Opposite page, Survival Capsule, spherical pod made out of aircraft-grade aluminium, serves to protect people from the fury of tsunamis, tornados, hurricanes, earthquakes and storms when evacuation is not possible.

TROVARE UN RIPARO, ACQUA ED ELETTRICITÀ: SONO QUESTI I PRIMI PROBLEMI FINDING A SHELTER, WATER AND ELECTRICITY: THESE ARE THE FIRST STEPS

from two to ten people in the case of a tsunami or similar event; or Capsula K107, an egg-shaped pod created by the engineer Reynaldo Vela Coreño after the Mexican earthquake of 2017, able to withstand the collapse of a building as well as preserve human life in the case of minor fires and gas leaks. The outbreaks of fire that afflict rural areas in particular are also a possibility to be considered in urban centres (it suffices to think of the recent case of Notre-Dame in Paris). Big cities are increasingly “vertical”, and if it is always hard to survive a fire, in a skyscraper it becomes almost impossible. For this reason a group of designers at Guangdong Polytechnic, led by Liu Xiang, has created the Net Guard, a quadcopter drone that holds a net onto which a person can jump and be taken to safety. A similar idea is Edouard Samson’s Argonaute, an escape pod attached to the side of a building that can be picked up and carried away by an autonomous quadcopter should evacuation become necessary. The lack of water and electricity, and the need to find shelter, are the first problems that confront evacuees. The Japanese design studio Nendo has come up with Denqul, a portable power bank that exploits centrifugal force. It can be recharged by swiveling it with one hand and used to power a smartphone in the absence of an electricity supply. Clothing too can be designed to respond to exceptional events. An example is David Bursell’s Tardigrade, a jacket that can also be used as an emergency shelter, system for carrying weights and rainwater collector.

Terra di Ferdinand Aichriedler, Manuel Hess e Patrick Krassnitzer rileva il potere distruttivo di un terremoto e manda un messaggio. Terra, designed by Ferdinand Aichriedler, Manuel Hess and Patrick Krassnitzer, is able to measure the destructive power of an earthquake and send an appropriate message.

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A sinistra, il drone Net Guard permette una rapida evacuazione dai piani alti degli edifici in caso di incendio. Nella pagina accanto, il rifugio galleggiante Fold&Float dello studio SO? di Istanbul. Left, the Net Guard drone permits rapid evacuation of the upper storeys of buildings in the case of fire. Opposite page, the Fold&Float emergency refuge proposed by the SO? studio of Istanbul.

Se alcune soluzioni mirano a salvare una vita alla volta e sono pensate come ancora di salvataggio personale, altre sono ideate per spazi pubblici. Per esempio Naji, progetto di un gruppo di studenti dell’iraniana Art University of Isfahan: un lampione stradale contenente nella base un elemento galleggiante che si solleva da sé, cui aggrapparsi in caso di alluvione. Neighbour Hub, realizzato con il supporto della municipalità di Vancouver, città spesso minacciata da terremoti, è invece una pensilina “a fungo” che fornisce acqua potabile ed elettricità ai cittadini colpiti da un evento catastrofico. Ogni anno 90mila persone muoiono per calamità naturali e 160 milioni sono gli individui coinvolti, che spesso rimangono senza dimora. Per questo le Nazioni Unite hanno promosso il Resilient Homes Challenge, concorso per case sostenibili la cui costruzione costi meno di diecimila dollari. Tra i vincitori (https://buildacademy.com/resilienthomes) c’è la Core House del Politecnico di Torino, una casa temporanea di bambù che è anche galleggiante. ○

While some solutions aim to save one life at a time and are intended to serve as a personal safety net, others are conceived for public spaces. For instance Naji, designed by a group of students at the Art University of Isfahan in Iran: a streetlight with a floating element fitted to its base to which people can cling in a flood. Neighbour Hub, created with the support of the municipality of Vancouver, a city prone to earthquakes, is a “mushroomshaped” canopy that provides drinking water and electricity to the community in the case of a catastrophic event. Every year an average of 90,000 people die as a result of natural disasters and 160 million more are affected by them, often left homeless. This is why the United Nations has staged the Resilient Homes Challenge, a competition for sustainable houses which can be built for less than ten thousand dollars. Among the winners (https:// buildacademy.com/resilienthomes) is Turin Polytechnic’s Core House, a temporary bamboo shelter that can also float. ○

Sedia a rotelle di emergenza in caso di disastro ferroviario. Progetto di Chen Zhigang, Fan Xin, Hu Shiya, Liu Qiangjia e Zhou Chao. Emergency wheelchair for use in railway disasters. Designed by Chen Zhigang, Fan Xin, Hu Shiya, Liu Qiangjia and Zhou Chao.

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I ROMANZI DI

CHIARA GAMBERALE. Tra esperienze di vita e resilienza.

Collana composta da 12 uscite settimanali al prezzo di €7,90 rivista esclusa.

“Perché sbagliamo per imparare. E l’importante è non tradirsi. Ma ogni tanto ricominciarsi.”

Chiara Gamberale

UN VIAGGIO NELLE EMOZIONI CON L’AUTRICE CHE HA CONQUISTATO IL PANORAMA LETTERARIO ITALIANO.

iO Donna presenta una collana dedicata a Chiara Gamberale, la scrittrice di best seller che racconta se stessa attraverso i suoi personaggi. Storie che parlano d’amicizia, amore e rinascita, tematiche attuali che rispecchiano la vita di molte donne. Un’occasione per approfondire la ricerca di chi siamo e comprendere che il lieto wne esiste.

Dal 18 maggio, ogni sabato in edicola con iO Donna.

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d es i g n

IL PESO DEI DETTAGLI

DETAILS THAT MAKE A DIFFERENCE | Ci sono particolari in grado di dare senso agli oggetti o di dotarli di nuove possibilità. Il tema sembra appassionare molti designer di questi tempi. Con risultati interessanti e a volte sorprendenti / Details can give meaning to objects or offer a whole new take on them. Many designers seem to be getting excited about these new possibilities – with interesting and sometimes surprising results txt Mia Pizzi

GLAS ITALIA, Bisel, design Patricia Urquiola In questi tavoli (alti e bassi) l’effetto multicromatico è ottenuto stratificando cinque lastre di cristallo extralight (mm 5) con pellicole di diversi colori. Il cristallo è poi molato a filo, sfaccettato, bisellato – così da fare emergere in trasparenza le diverse colorazioni – e saldato con magistrale capacità. On these high and low tables, the multi-chromatic effect is achieved by layering five sheets of extralight glass (5 mm) with variously coloured films. The glass is then given a polished, ground edge – faceted and bevelled to create a series of transparent colours – and masterfully bonded together. www.glasitalia.com 585 ABITARE 129


FUORI COLLEZIONE, design Nicoletta Gatti Sedie e tavoli di formica di antica memoria sono lavorati con gli jacquard di Rubelli. I tessuti, rigorosamente fuori catalogo, sono applicati a volte a rovescio per assaporare la bellezza della trama e dei fili colorati e in seguito resinati con la tecnica brevettata da Rezina Tessile, cosĂŹ da renderli utilizzabili anche negli spazi outdoor. Formica tables and chairs from years ago are reworked with Rubelli jacquard. The strictly non-catalogue fabrics are sometimes applied in reverse to reveal the beautiful texture and coloured threads of the material and then resinated using a technique patented by Rezina Tessile so that they can also be used outdoors. www.nicolettagatti.com

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IL PESO DEI DETTAGLI

DETAILS THAT MAKE A DIFFERENCE MATTIAZZI, MC19 Fronda, design Sam Hecht & Kim Colin Si inverte l’ordine tradizionale con l’insolito utilizzo del metallo nella seduta dello sgabello totalmente realizzato in legno. Il piccolo scaffale ospita gli oggetti personali, le gambe di frassino, leggermente divaricate, creano la corretta distanza tra un posto e l’altro quando più sgabelli sono in accosto.

AGAPECASA, Cap 53, design Angelo Mangiarotti Nei primi anni Sessanta, dopo aver sperimentato la lavorazione del bronzo e la fusione a “cera persa” con il tavolo SK207, Mangiarotti progettò questa serie di vasi, ora realizzati con la stessa tecnica in edizione limitata di 100 esemplari numerati. La forma è costruita sul principio che due cerchi di diverso diametro, avvicinandosi e allontanandosi lungo la verticale, possono dare origine a molte forme differenti.

In the early 1960s, after experimenting with bronze processing and the cire perdue (“lost wax”) casting method on the SK207 table, Mangiarotti designed this series of vases, which have now been produced using the same technique in a limited edition of 100 numbered copies. The form is based on the principle that in section two circles of different diameters moving along a vertical axis can give rise to a variety of different shapes. www.agapecasa.it

The stool’s structure is all wood and the seat is made of metal, rather than the other way round as is traditionally the case. There is a small shelf for personal items, and the slightly splayed ash legs ensure that the right distance is maintained between the seats when several stools are placed side by side. www.mattiazzi.eu

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MDF ITALIA, Mirror Lines, design Irene Goldberg & Pitsou Kedem Sono stati gli schemi geometrici dei campi irrigati e delle risaie visti dall’alto a ispirare lo studio israeliano in questa serie di specchi. Il rigore della struttura, di metallo verniciato nichel nero o grigio pietra opaco, è riscattato dagli inserti decorativi con ricchi materiali come il marmo Bianco o Guatemala o i cangianti onice o ottone. For this series of mirrors, the Israeli studio took its inspiration from the geometric patterns of irrigated fields and rice paddies seen from above. The rigorous simplicity of the design of the black nickel or matt stone grey structure is relieved by decorative inserts in exquisite materials such as White or Guatemala marble, or shimmering onyx or brass. www.mdfitalia.it

CEDIT, Araldica, design Federico Pepe In questa collezione è evidente il riscatto di ruolo da funzionale ad artistico della ceramica industriale. Il designer ha decorato le grandi lastre di grès con i cromatismi variegati tipici delle carte marmorizzate, creando macchie di colore con effetti di profondità tridimensionale che propongono le marezzature del marmo. On this collection, industrial ceramic is elevated from the purely functional to the artistic. The designer has decorated the large stoneware slab with the variegated hues typical of marbled paper, creating splashes of colour and an effect of three-dimensional depth that really are reminiscent of the patterns found on marble. www.florim.com/cedit/collezioni

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IL PESO DEI DETTAGLI

DETAILS THAT MAKE A DIFFERENCE

DELCOURT COLLECTION, Geo, design Christophe Delcourt Il piano di marmo White Beauty asseconda e si appoggia morbidamente sul supporto di frassino scuro. Il tavolo basso fa parte della collezione Shape of Shade che si caratterizza per le proporzioni importanti e i dettagli accurati. The White Beauty marble top complements the dark ash support on which it rests. This low table is part of the Shape of Shade collection, characterised by its generous proportions and fine details. www.delcourtcollection.com

AU DEPART, Cognac&cigar Durante la Design Week milanese, il rilancio di questo storico marchio che, fondato nel 1834, aveva chiuso i battenti nel 1976. Facendo di un “ordine speciale” uno standard, Au Départ confeziona anche oggi pezzi unici, bauli personalizzati che rispondono alle richieste più stravaganti, eseguiti con impeccabile maestria. This iconic brand, which was founded in 1834 but closed in 1976, was relaunched during Design Week. Turning a “special order” into a standard, Au Départ today also makes unique one-off items: masterfully crafted, personalised trunks that cater to the most extravagant desires. www.audepart.com

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DESALTO, Void, design Guglielmo Poletti Continua l’indagine di Poletti sui limiti dei materiali che nella collezione, interamente d’acciaio, raggiunge lo spessore di 3 mm. Un lavoro di sottrazione, come in un «solido parzialmente decostruito e scavato», in cui la curvatura degli elementi verticali è progettata per aumentare le proprietà strutturali. Poletti continues his exploration of the extremes to which materials can be taken on this collection, which is made entirely out of 3mm-thick steel. A process of subtraction, as in a “partially deconstructed, carved-out solid”, where the curvature of vertical elements increases its structural properties. www.desalto.it

CP PARQUET, Forme In questi pavimenti le nuove texture sono create utilizzando colori e forme esclusivi. Le composizioni, eseguite a mano rispettando precisi schemi, sono espressione di una grande competenza artigiana capace di coniugare innovazione e tradizione. On these floors new textures are created through the use of exclusive colours and forms. The compositions, executed by hand in precise formats, are the expression of great craftsmanship that combines innovation and tradition. www.cpparquet.it

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IL PESO DEI DETTAGLI

DETAILS THAT MAKE A DIFFERENCE

OFFECCT, Babled, design Emmanuel Babled Di Corian o di legno, è l’espediente della base rettangolare – praticamente un piedestallo, tanto che originariamente era stata concepita di marmo – a conferire alla poltrona l’importanza di una scultura. Base che assolve anche la funzione di tavolino o di seconda seduta. This chair’s rectangular base in Corian or wood – essentially a kind of pedestal, which was originally going to be made of marble – gives this furniture item an almost sculptural quality. The base is designed to be used as a side table or extra seat. www.offecct.com

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IL PESO DEI DETTAGLI

DETAILS THAT MAKE A DIFFERENCE

EZIO PRANDINI

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CAMPEGGI, Soleil, design Lorenzo Damiani L’innesto di un semplice piano di appoggio modifica l’oggetto quotidiano. Nessun dettaglio è lasciato al caso. Il decoro dato dalla grossa riga a contrasto è un rimando alla memoria dei tessuti d’antan e controbilancia visivamente la presenza del tavolino. Il poggiatesta scorre su corde in una struttura semplificata con un’unica inclinazione (per mantenere il piano orizzontale). Richiudendosi, la sdraio mantiene uno spessore costante. An everyday object is transformed through the addition of a simple support surface. No single detail is left to chance. The decoration created by the large contrasting line is a reference to fabrics from the past and visually balances the presence of the side table. The headrest runs on cords in a simplified structure with a single inclination (to keep the surface horizontal). The deckchair has the same thickness either open and closed. www.campeggisrl.it


YOUNG DIGITALS

CADORIN, Listoni di noce con Lustri Veneziani I maxi listoni di noce (fino a 30 cm di larghezza), in tre diverse finiture e tonalità, si alternano alle formelle prodotte da Cotto Possagno e decorate con un’accurata smaltatura artigianale, eseguita da maestranze provenienti dalla scuola Ceramica Bassanese. L’opacità del legno contrasta così con la brillantezza e l’irregolarità dei Lustri Veneziani. The large walnut planks (up to 30 cm in width), which come in three different colours and finishes, alternate with the Cotto Possagno tiles, carefully hand-glazed by skilled craft workers from the Ceramica Bassanese school. The smooth matt wood contrasts with the shiny, irregular surface of the Lustri Veneziani tiles. www.cadoringroup.it

B&B ITALIA, Parallel Structure, design Michael Anastassiades Il nome rivela la matrice architettonica di questo tavolo monolitico, il primo progettato dal designer cipriota per B&B Italia. Il piano di vetro svela le giunzioni, il rigore delle forme, il connubio dei diversi materiali in “una sorta di celebrazione della struttura”, come spiega lo stesso Anastassiades. The name itself hints at the strong architectural inspiration behind this monolithic table, the first creation by the Cypriot designer for B&B Italia. The glass top reveals the way the table fits together, its formal purity, and its combination of different materials in «a kind of celebration of the structure», as Anastassiades himself puts it. www.bebitalia.com 585 ABITARE 137


IL PESO DEI DETTAGLI

DETAILS THAT MAKE A DIFFERENCE

ANTONIOLUPI, Opale, design Carlo Colombo & Andrea Lupi Inedita la forma decagonale che, abbinata alla colonna cilindrica o prismatica e all’impiego del Cristalmood (in dieci colori) genera riflessi inaspettati, simili a quelli delle pietre preziose. Straniante la sensazione di sospensione generata dal bacino di marmo Bianco di Carrara o di Nero Marquina quando è sorretto dalla colonna traslucida. The new ten-sided shape, combined with a cylindrical or prismatic column and the use of Cristalmood (in ten colours) generates unexpected light effects, similar to those produced by gemstones. The Carrara White or Marquina Black basin supported on a translucent column creates the curious effect of a basin floating in mid-air. www.antoniolupi.it

GAN, Backstitch, design Raw-Edges Il progetto del duo londinese lavora sull’insieme di punti irregolari che normalmente costituiscono il retro del tappeto. Un rovesciamento ritmico, un universo apparentemente caotico di punti multipli e di sfumature particolari, che rivela invece una grande abilità di esecuzione in questi kilim di lana, lavorati a telaio e ricamati a mano. This design by the London-based duo focuses on the messy, irregular pattern found on the reverse side of a rug. A rhythmical, seemingly chaotic ‘other worldof multiple stitches and subtle colours, which in actual fact display a great mastery of execution on these wool kilims, woven on a loom and hand finished. www.gan-rugs.com

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RIMADESIO, Modulor, design Giuseppe Bavuso Una concezione geometrica rigorosa per questo sistema di boiserie attrezzata, basato sulla libera combinazione di pannelli quadrati e rettangolari. Modulabile all’infinito, rigorosamente custom-made, con illuminazione a Led, è accessoriabile con madie, vetrine e scaffali pensili, porte e passaggi ponte in 184 possibili finiture. A strictly geometric concept for this equipped boiserie panelling system, based on the free combination of square and rectangular modular panels. The modularity on this strictly custom-made series is endless. It features LED lighting, and can be accessorised with sideboards, glass cabinets and wall-mounted shelves, doors and walk-through elements in 184 possible finishes. www.rimadesio.it

EDRA, Full Moon, design Jacopo Foggini Impossibile sfuggire all’incanto di questa lastra di alabastro, a questo naturale gioco di trasparenze che rivela straordinarie venature simil-lunari. Ogni top è unico perché ottenuto tagliando una spessa fetta da un ovulo di materia purissima. Il piano del tavolino, retroilluminato, è sostenuto da un piedestallo di metallo lucente.

It is hard not to be totally enchanted by this alabaster slab, and the natural transparent quality that reveals the remarkable, lunar surface-like striations inside. Each top is unique because it is sliced from an ultra-pure piece of alabaster. The backlit table top is supported on a shiny metal pedestal. www.edra.com

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ARIA BUONA

A BREATH OF FRESH AIR curated by Mia Pizzi txt Ali Filippini

d es i g n

CEADESIGN, Ariachiara, design Natalino Malasorti Concentra più funzioni il ventilatore, con pale di fibra di carbonio rivestite di legno, che unisce alla stratificazione dell’aria la sanificazione e la ionizzazione allo scopo di eliminare batteri e odori nell’ambiente. L’elemento di ancoraggio a soffitto oltre a contenere gli elementi tecnologici diffonde musica e luce soffusa. Several functions come together on this fan, whose carbon-fibre blades are clad in wood. As well as creating air stratification, it also sanitizes and ionizes the interior space to eliminate bacteria and odours. The ceiling anchoring element houses the technological elements as well as providing background music and soft lighting. www.ceadesign.it

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| Temperatura e umidità da tempo non sono più i soli cardini della buona climatizzazione. Il nuovo orizzonte è la qualità di ciò che respiriamo. Così i sistemi cambiano, diventano ibridi, acquisiscono nuove funzioni e sono ovviamente intelligenti / Indoor climate control is no longer just about temperature and humidity levels. Now, attention is being focused on the actual quality of the air we breathe. So systems are changing and becoming hybrid, with new functions and, needless to say, smart operating methods

DYSON, Dyson Pure Hot+CoolTM , design James Dyson Un apparecchio smart che oltre a scaldare e a raffreddare, rileva le fonti di inquinamento negli ambienti domestici, analizzandole e visualizzandone i dati attraverso un display LCD. A questa funzione di cattura, potenziata rispetto ai modelli precedenti, corrisponde la relativa emissione di aria purificata, fino a 290 litri al secondo, estesa all’intera stanza. A smart appliance which not only heats and cools, but also detects sources of pollution in domestic spaces, analysing them and displaying the data on an LCD screen. This function is more powerful than on previous versions, with as much as 290 litres a second of purified air now able to be released into the whole interior space. www.dyson.it

AMBI LABS, Ambi Climate Di dimensioni ridotte, compatibile con 1200 modelli di climatizzatori e gestibile con una app dedicata, il dispositivo utilizza l’intelligenza artificiale per il massimo comfort personalizzato. È infatti dotato di tre sensori che rilevano temperatura, umidità e luce solare interni, poi combinati con le informazioni relative all’orario della giornata e le condizioni metereologiche. This compact device, which is compatible with 1,200 models of climate control units and manageable from a dedicated app, uses artificial intelligence to ensure total personalised comfort. It has three sensors that detect indoor temperature, humidity and sunlight, which are then collated with information regarding weather conditions over the course of the day. www.ambiclimate.com/it

I PRODOTTI PER LA CLIMATIZZAZIONE DELLA CASA, SEMPRE PIÙ INTEGRATI NEI SISTEMI DOMOTICI, stanno evolvendo in molte direzioni dimostrando nuove potenzialità. La grande sfida è l’inquinamento che, come noto, può provenire dall’esterno (quando apriamo finestre e porte), ma anche essere prodotto internamente dalle nostre attività quotidiane o essere rilasciato dalle sostanze con cui sono realizzati e trattati rivestimenti, mobili e oggetti. Se l’aver “sigillato” gli ambienti delle nostre case ha favorito il massimo rispetto dei requisiti di efficienza energetica, paradossalmente ha anche contribuito a in-

HOME AIR-CONDITIONING PRODUCTS, NOW INCREASINGLY A PART OF DOMOTICS SYSTEMS, are evolving in many new directions that demonstrate their potential. The big challenge is of course pollution, which not only comes into our homes when windows and doors are left open but can also be produced by our own daily activities or given off by substances used for furniture, ornaments and other surfaces. The fact that we have “sealed off ” our living spaces to improve their energy efficiency also means, ironically, that pollutants are being trapped indoors. In order 585 ABITARE 141


ARIA BUONA

A BREATH OF FRESH AIR

LG, LG Artcool Il climatizzatore accentra diverse funzioni come la purificazione attraverso lo ionizzatore che rilascia fino a tre milioni di ioni per eliminare le sostanze nocive presenti nell’ambiente. Tra le funzioni digitali, le nuove app SmartDiagnosis e la SmartThinQ che memorizza temperatura e modalità preferite. Il pannello di vetro temperato a specchio dell’Artcool Mirror è ora anche nella nuova colorazione Silver. This climate control unit integrates a number of functions including air purification by means of an ioniser, which releases up to three million ions that sterilise the air and remove harmful substances. The digital functions include the new SmartDiagnosis and SmartThinQ apps, which memorise preferred temperatures and modalities. The mirror-finish tempered glass panel of the Artcool Mirror now also comes in a new Silver version. www.lg.com

SAMSUNG, WindFree La tecnologia WindFree garantisce, grazie a un sistema di raffreddamento a due fasi, una temperatura stabile. I modelli per il residenziale e il professionale, con le nuove cassette a una e quattro vie, generano al compressore una minore richiesta energetica e un minor tempo nel raggiungere il massimo. Il climatizzatore è dotato di connessione wi-fi per il controllo da remoto. WindFree technology creates a stable temperature through a two-phase cooling system. The models for the residential and business sectors, with new units, including a four-way unit, feature low-energy compressors that reach the maximum level in less time. These climate control units are fitted with a wi-fi connection for remote control. www.samsung.com

UNICAL, Air Cristal La scocca deI climatizzatore, che utilizza il nuovo gas ecologico R32, è valorizzata dal dettaglio del profilo arrotondato di PMMA trasparente e dal display digitale a scomparsa. L’interazione è favorita dall’home wi-fi tramite chiavetta collegata alla porta USB. L’unità esterna è mimetizzabile con la cover Mimo, di alluminio decorato. The body of this climate control unit, which uses the new eco-friendly R32 gas, has a rounded profile in clear PMMA and a hideaway digital display. Interaction is assisted by the home wi-fi through a pendrive connected to the USB port. The external unit can be concealed by the Mimo cover, in decorated aluminium. www.unical.eu

trappolare all’interno gli agenti inquinanti. Per venire incontro a queste problematiche, i più avanzati climatizzatori – e persino le cappe per cucina di nuova generazione – integrano alle tradizionali funzioni il trattamento dell’aria, ottenuto soprattutto attraverso un processo di ionizzazione. Questi nuovi ibridi tecnologici sono inoltre dotati di funzioni accessorie come l’emissione della luce o della musica per estendere il comfort ambientale e la personalizzazione, mentre le nanotecnologie applicate al tessuto tracciano il contenuto di impurità dell’aria e filtrano 142 ABITARE 585

to tackle these problems, today’s state-of-the-art climate control units – and even the latest kitchen hoods – are not just performing their traditional functions, but are also treating the air through a process of ionisation. In addition, these new technological hybrids are being fitted with accessories such as lighting and music to further improve home comfort and personalisation, while nanotechnologies applied to fabrics are now monitoring indoor pollution levels and filtering the air accordingly. Ambient Intelligence


DAIKIN, Stylish Filtra le impurità e gli odori, grazie all’azione del titanio e dell’argento; ma la nuova gamma è anche interessante per la forma ultra compatta (solo 18,9 cm di profondità) e per la nuova texture Blackwood, che imita il legno, unica in questo settore. Il sistema Grid Air Sensor rileva la presenza di persone e la temperatura del pavimento e delle pareti indirizzando meglio il flusso d’aria. A+++. Impurities and odours are filtered out thanks to the action of titanium and silver on this new range, which is interesting also for its ultra-compact form (just 18.9 cm in depth) and for the new Blackwood texture, which imitates wood and is unique in this sector. The Grid Air Sensor system detects the presence of people and the floor and wall temperature so that the airflow can be better directed. A+++. www.daikin.it

ENERBRAIN La tecnologia energy saving sviluppata da questa start-up italiana – e già adottata a Torino in 89 edifici pubblici – affianca e ottimizza gli impianti di climatizzazione esistenti rilevando umidità, temperatura e inquinanti, grazie all’algoritmo di machine learning, che ne affina continuamente la programmazione. Una soluzione che mantiene la gestione unificata e la consultazione dei dati attraverso una dashboard analitica, alla quale è possibile accedere anche da smartphone e tablet. The energy-saving technology developed by this Italian start-up – and already adopted in 89 public buildings – works alongside existing climate control systems and optimises them by detecting humidity, temperature and pollutants, thanks to a machine learning algorithm that constantly refines the programming. A solution that maintains a unified management and a consultation of data through an analytical dashboard, which can also be accessed from a smartphone or tablet. www.enerbrain.com/it

FABER, K-Air Cappa verticale intelligente. Grazie a un esclusivo sensore, controlla la temperatura, l’umidità e i composti organici volatili nell’ambiente, mettendosi in funzione non appena vengono superate le soglie di inquinamento. È governabile attraverso lo schermo touch o l’apposita app. A smart vertical hood. Thanks to an exclusive sensor, it controls temperature, humidity and volatile organic compounds in the environment, coming into operation once pollution thresholds have been exceeded. It can be operated through a touch screen or a special app. www.faberspa.com

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FALMEC, Bellaria Un sistema innovativo di purificazione dell’aria attuato con un processo di ionizzazione attivo secondo la brevettata tecnologia E.IonSystem, controllo dell’aria che avviene nella massima silenziosità e visualizzato dal colore dell’interfaccia (da giallo a verde). Il diffusore di vetro di Murano è illuminato a Led con un’intensità regolabile. An innovative air purification system operated through a process of active ionisation according to patented E.IonSystem technology, air control that is noise-free and visualised by the colour of the interface (rainging from yellow to green). The Murano glass diffuser is illuminated by adjustableintensity LED. www.falmec.it

ARIA BUONA

A BREATH OF FRESH AIR

VIMAR, ClimaThermo Un dispositivo smart, gestibile con una app, la cui silhouette sottile e leggera, dalla finitura “effetto vetro”, garantisce la perfetta integrazione in qualsiasi contesto. L’evoluto algoritmo di cui è dotato mantiene stabile la temperatura, favorendo il risparmio energetico, grazie anche alla possibilità di monitorare le ore complessive di attivazione della caldaia. A smart device, managed through an app, whose light, slimline form and “glass-effect” finish make it ideal for use in any context. It uses an advanced algorithm to keep the temperature stable and to help save on energy, thanks to the possibility to monitor the overall operating times of the heater. www.vimar.com

GEWISS, Thermo ICE Fa parte del sistema domotico Chorus la nuova serie per la gestione della termoregolazione. Grazie a questo termostato intelligente, progettato per l’incasso, è possibile controllare le funzioni e impostare la temperatura dalla app con smartphone o smartwatch. This new thermo-regulation management system is part of the domotic Chorus system. The smart, built-in thermostat controls can be operated (and the temperature set) from a smartphone or smartwatch. www.gewiss.com

VASCO, Niva Si contraddistingue per il disegno sottilissimo del pannello anteriore lineare, sovraverniciabile, che sembra fluttuare sulla parete. Il ventilconvettore rinfresca e raffresca in modo tecnologicamente rapido ed efficiente: una soluzione ideale per i locali poco frequentati o in ambienti con riscaldamento a pavimento, che necessitano di un tempo rapido di reazione. This unit is characterised by the ultra-slimline, linear and paintable front panel, which seems to float over the wall. The fan convector cools and freshens the indoor air quickly and effectively: an ideal solution for little-used rooms or those with underfloor heating, which require a rapid reaction time. www.vasco.eu

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INNOVA, Färna, design Luca Papini Il fancoil, disponibile in due varianti e quattro potenze, coniuga un design ricercato con dimensioni contenute del 40% rispetto ai modelli tradizionali, rivelandosi ideale per ingombri a muro ridotti. Alte prestazioni e silenziosità garantiscono per questo prodotto 100% made in Italy l’impronta eco-sostenibile da sempre perseguita dall’azienda. This fan coil unit, available in two versions and four powers, combines sophisticated design with a compact size: it is 40% smaller than traditional models, so ideal for use where wall space is limited. 100% made in Italy, it offers high performance and noiseless operation, in line with the eco-sustainable policies the company has always pursued. www.innovaenergie.com

Onda, design Joca van der Horst Il giovane studente dell’Eindhoven University of Technology – notato tra i Talenti a imm Cologne – ha ideato questo tessuto trattato con nanotecnologie, composto da un rivestimento sottile a base di biossido di titanio caricato con rame, che trasforma grazie alla luce le impurità dell’aria in molecole d’acqua. Si aziona premendo leggermente la superficie e segnala la presenza dell’inquinamento con una luce violetta. The student at the Eindhoven University of Technology, who emerged among the Talents at imm Cologne, devised this fabric treated using nano-coating technology based on titanium dioxide and copper, in which light turns the impurities in the air into water molecules. It is activated by applying a slight pressure to the surface and indicates the presence of pollutants by glowing with a purple light. www.jocavdh.com

OLIMPIA SPLENDID, Unico Pro, design Matteo Thun e Antonio Rodriguez Climatizzatore privo di unità esterna altamente performante per potere refrigerante (fino a 3,5 kW nella versione 14 HP), dotato di tecnologia Inverter e di funzione Silent Mode per la massima silenziosità. Lavorando sull’essenzialità estetica, i designer hanno reso possibile non solo l’integrazione ai diversi stili architettonici, ma anche l’installazione a parete, indifferentemente in basso o in alto. This climate control unit with no outdoor unit is high performance in terms of its cooling power (up to 3.5 kW in the 14 HP version), uses Inverter technology and has a Silent Mode function for extremely quiet operation. By opting for an aesthetically simple look, the designers have created a model that can be used in a range of different architectural contexts, and mounted to the wall in either a high or a low position. www.olimpiasplendid.it

gli inquinanti. Ma l’Ambient Intelligence ritiene che una tecnologia veramente smart debba essere semplice e ininterrotta, intuitiva e non problematica. Così l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, applicata ai nuovi termostati-controller, aiuta la gestione da remoto dai nostri devices. Mentre la tecnologia per la sostenibilità – come dimostra la start-up italiana Enerbrain – si inserisce all’interno delle più estese politiche cittadine volte a migliorare i consumi energetici e favorire i sistemi di riscaldamento delle future smart cities. ○

means having a truly smart technology that is simple and intuitive, and works all the time without problems. The introduction of artificial intelligence to new thermostat controllers means we can now manage appliances remotely from our devices. And the technology designed to encourage greater sustainability – as demonstrated by the Italian start-up Enerbrain – is part of a wider set of urban policies that aim to improve the way the smart cities of the future are heated. ○ 585 ABITARE 145


Re-Habitat drawing Alberto W. A. D’Asaro


THE SPIRIT OF PROJECT

RIMADESIO.IT

PORTA MOON DESIGN G.BAVUSO

Profile for Lidia Montermini

RENOVATE HOUSE  

RENOVATE HOUSE