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23oni Film Festival Giff


«Il successo ascolta solo l'applauso. È sordo a tutto il resto.» |||Elias Canetti |||


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Eleganza sublime, vestito lunghissimo e in ritardo come ci si aspetta dalla grandi attrici. Ambra Angiolini si presenta cosi sul fotocall del festival di Giffoni. Bella come non mai, l'attrice italiana, vincitrice del nastro d'argento per il film Saturno Contro, si regala ai flash dei fotografi per poi correre in sala Truffaut dai giurati di Generator +16. Simpatica e decisamente a modo, Ambra si racconta e parla senza maschere, senza barocchismi, di lei e della popolarità che la circonda e sopratutto del nuovo personaggio che interpreterà al cinema: “Leggendo i giornali ho notato che fa ancora molto scalpore il fattore lesbo. Il mio personaggio non è cosi, è solo una donna disillusa nel rapporto con l'altro sesso. Purtroppo sembra che qui faccia ancora scandalo essere omosessuale”. L’ex conduttrice di Non è la Rai, fortunata trasmissione di una decina di anni fa a firma di Gianni Boncompagni, risponde in maniera dura e incisiva e quando un ragazzo in sala le chiede perché ci sia bisogno d'amore se la società è invece così marcia: “La società è astratta. Voi avete un cuore e delle facce, dovete avere il coraggio di rischiare”. Il coraggio di rischiare ha caratterizzato molto anche la sua vita, dai trascorsi in tv fino al suo nuovissimo progetto teatrale. L'attrice romana parla anche di amore, e sopratutto del rapporto con i suoi figli: “Ai bambini si possono raccontare le favole, ma la realtà farà parte della loro esistenza. Così, al posto di dire cose finte, cerco di viverli in modo sincero: facendomi vedere piangere come ridere”. Dolce, con un ritmo decisamente tenero, Ambra parla a cuore aperto dei proprio figli come solo una madre può fare. Mostra a tutti il suo lato umano, lontano dalla figura di star dura e forte che, solitamente, si tratteggia di lei. Personaggi come Ambra fanno bene alla cinematografia italiana: persone pulite, dirette, che non hanno paura nell'esprimere il loro pensiero. La sua forza culturale e morale è la migliora risposta a quel gomitolo di attori che preferiscano l'apparire al contenuto. Sembrare anziché essere.

Ambra regina al Gff di

Rosario Minervini

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giulia rosco

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C’è un luogo unico, a Giffoni. Un luogo dove l’energia e la voglia di vivere sono nell’aria, dove chi sogna è il benvenuto. Al Giffoni Film Festival c’è tutto questo, e molto di più. Ci sono scintille di felicità, gioia negli occhi dei ragazzi e dei bambini, i veri protagonisti di questo evento. Ovvero, tutti noi. Non bisogna forse avere l’animo vivace e spensierato di un ragazzo per sognare? E per amare. Come recita lo slogan di questa edizione, infatti, “love is here”. L’amore è qui. Amore per gli altri, per i sogni, per la vita. Se ci si ferma a riflettere, l’amore è il motore di questo mondo, di tutto ciò che ci è intorno. Tutto nasce dall’amore e tutto torna all’amore. E questo è quello che si legge negli occhi e nei sorrisi di tutti, qui. Anche, e soprattutto, per questo il tema della 40esima edizione del GFF è l’amore. Un evento unico valorizzato da un ancor più speciale emozione. E a parlarci del sentimento più cantato, indescrivibile di tutti tempi è un ospite di eccezione: Ambra Angiolini. Ha incontrato e conosciuto i ragazzi delle giurie +13 e +16. Ragazzi pieni di vita, di energia… e di domande. Domande profonde ed intelligenti, che hanno creato una forte intesa fra loro e l’attrice. Dando voce ai loro pensieri, ognuno di loro ha contribuito a creare un dialogo intenso, fonte di un grande interesse da parte di tutti i presenti. Ogni domanda aveva una sua originalità, che forniva all’Angiolini motivo di raccontarsi e raccontare, ed ai ragazzi un’emozione speciale nello scoprire il mondo di Ambra, così affascinante e non così lontana dalla realtà di tutti i giorni. I suoi pensieri, le sue emozioni, sono un po’ come quelle di tutti noi. In realtà, una domanda che le è stata posta mi ha affascinata particolarmente. Alludeva al significato dell’amore, di questo sentimento così grande e importante che la società odierna, così scarsa di valori, tende ad escludere. La risposta di Ambra mi ha davvero colpita: ha infatti affermato che la società è una realtà astratta, e che siamo noi, esseri veri, dotati di un cuore e di un proprio pensiero, a gettare le basi del futuro. Lo stesso Giffoni Film Festival è un valore. È una realtà più che mai concreta, perché formata dal cuore e dai sentimenti di tutti noi.

Una diva acqua e sapone di

Maria Grazia Ceruso


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il ritratto di

Eddie De Pascale

Nata grande. In tutti i sensi

Da Non è la Rai al cinema e al teatro Storia di una donna con le palle

Il sorriso è lo stesso. Lo stesso di quando appena 16enne appariva nel programma ‘Non è la Rai’ entrando nelle case degli italiani. Ma Ambra Angiolini è cambiata, e anche molto. E ora il sorriso è quello di una ragazza di 33 anni, di cui quindici di carriera artistica tra televisione, cinema e radio. Dice “di dover crescere ancora e di aver ancora tante avventure da affrontare”. Si esprime bene: ogni parola che le esce dalla è ben calibrata, mai una parola di troppo. Si capisce benissimo che ha lavorato fianco a fianco con personaggi di un certo calibro comeGianni Boncompagni, Paolo Bonolis e Mike Bongiorno. La sua formazione artistica ne è fortemente influenzata. Nel suo breve soggiorno a Giffoni si lascia andare anche ad una leggera ironia che non guasta mai. Nella Cittadella arriva in punta di piedi. Bellissima. Il trucco è leggero, molto minimalista, quasi a voler segnare un cambiamento con il passato sebbene dichiari che “non voglio allontanarmi dal passato, sarebbe stupido. Il passato è comunque una parte della mia vita, mi ha formato e mi ha portato a una presa di consapevolezza. Grazie al mio passato sono diventata la donna di oggi”. Parla di amore, Ambra. E’ in perfetta sintonia con il tema del festival. E sa parlarne ad un pubblico di giovanissimi: “L’amore si trasmette conoscendosi -chiosa-. Conoscersi è il punto di partenza per trasmettere un sentimento così strano. Bisogna sempre mostrare il proprio lato umano per star bene con una persona”.Si sofferma anche sulla sua vita provata: “Mi sono molto avvicinata a mia madre dopo averla vista piangere per la prima volta. Non mi è sembrata più un genitore con autorità. L’ho vista una persona come me, ed è lì che è scoppiato il mio amore per lei”. Prima di andare vita alza lo sguardo, quasi come volesse trattenere le lacrime. Sembra emozionarsi quando sente gli occhi dei giurati puntati su di lei. E quando le lacrime arroivano anche dopo un nastro d’argento, un David di Donatello, un Globo d’oro, un Ciak d’oro tre dischi di platini e un disco d’oro vuol dire che sei una persona speciale. E di questo, a Giffoni, se ne sono accorti. Tutti.


red carpet photo giulia rosco


“Se non puoi comunicare

allora non puoi muoverti [Patrizio Paoletti]

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ella cittadina di Giffoni Valle Piana, lontani dal chiasso e dalla confusione della Cittadella del cinema, tocca ai ragazzi di Masterclass -l'élite del festivalroprio lavoro. E così, riuniti nell'ex raffineria (messa a nuovo per l'occasione), inizia la prima lezione per questi giovani talenti. Si parla di comunicazione. sso e di futuro. La scelta migliore per dei giovani ragazzi che si affacciano in un mondo nuovo, che cercano, anche attraverso il festival, la chiave della ne personale anche attraverso il confronto con chi al successo è già arrivato. Patrizio Paoletti è l’ospite di masterclass. E’ un comunicatore, uno e nel suo campo. E con i ragazzi del Gff inizia una vera e propria lezione sul successo e la comunicazione: “Per raggiungere il successo si deve e. Se non puoi comunicare non puoi muoverti”. Muoversi e agire. Toccare i propri limiti ed essere convinti di ciò che si fa: è questo che Paoletti insegna Come credere in se stessi e nelle proprie capacità. Ed essere convinti delle proprie scelte: “Le persone di successo sanno cosa vogliono -spiega-. Non vere fretta. Occorre ’utilizzare’ tutti i giorni per scegliere bene cosa si vuole”. Paoletti crea una vera e propria lezione universitaria che i ragazzi seguono e e coinvolgimento. Anche il saluto finale è una piccola lezione di vita: “E’ l'incontro col mondo a fabbricare i nostri pensieri. Siate sempre in movimento, tevi ingabbiare”.

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neffa on gff photo

giulia rosco


All in photo

giulia rosco

Pupo punta tutto sui giovani All in. Da consumato giocatore di poker rilancia subito: “La carriera dell’artista non è semplice, specie all’inizio quando guadagni poco, troppo poco per vivere. Ma non bisogna mai mollare”. E giù di metafora da tavolo verde: “Quando senti che è arrivata la tua mano, devi giocarla. Questo vale anche nella vita, soprattutto quando sei giovane”. Parola di Enzo Ghinazzi, al secolo Pupo. Il musicista toscano è stato ospite ieri del festival del cinema per ragazzi di Giffoni. Nella cittadina dei Picentini arriva verso le undici. Sotto il sole cocente e con un sorriso accecante. Camicia bianca e pantolone nero, stile sobrio ma elegante, l’autore di Gelato al cioccolato si concede per prima cosa ai flash dei fotografi. Poi un rapido scambio di battute davanti alle telecamere, il tempo di soddisfare la curiosità di alcuni cronisti e di corsa per l’intervista face to face nel salottino di Tonino Pinto della Rai. “Prima di fare il cantante vendevo enciclopedie, e nei ritagli di tempo aiutavo mio padre come postino. Non eravamo una famiglia ricca e per questa ragione mi sono dovuto dare da fare subito. A scuola mi sono fermato al terzo liceo scientifico”. Il vero successo come cantante arriva con Su di noi a Sanremo. Anche se la ribalta nazionale già se l’era gaudagnata con Gelato al cioccolato, canzone che ben presto diventa un tormentone. Comincia per lui una carriera in salita come musicista. In salita eppure la passione per il gioco, il poker su tutti, gli crea non pochi problemi. Soprattutto economici: “Ho giocato tanto e ho perso tanti soldi. Ho vissuto momenti davvero difficili per colpa del gioco, anche dal punto di vista finanziario”. L’amicizia con Morandi sarà per lui di grande aiuto: “ Gianni è una persona straordinaria. Mi ha sostenuto tanto anche economicamente. Di questo gli sarò sempre grato”. “Per anni -prosegue Pupo- hanno scritto che non ho mai restituito a Morandi i soldi che mi aveva prestato. Una grande bugia. Una cattiveria gratutita per far vendere i giornali. Per questa ragione chiamai Striscia la notizia e, all’insaputa di Gianni, per riconsegnargli davanti alle telecamere il denaro”. “Nella vita -conclude l’artista toscano- la gratitudine e la riconoscenza non possono e non devono essere i sentimenti della riconoscenza”.

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Pupo live to Giffoni photo

Rosario Minervini


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Liceando from Gff vol. 5  

Diario dal borgo: 23 luglio 2010. Liceando from Giffoni Film Festival. The LOVE.

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