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FEBBRAIO / MARZO 2012

Attualità, Cultura e Tempo libero Sardegna

Carnevale in Sardegna Carrasecare, tra tradizione e mitologia Idee e Impresa Zingarò, la sartoria nomade

Musica e Album No Guru, il ruggito dopo la resurrezione

Assicurazioni Come ottenere l’indenizzo diretto

Appuntamenti Auditorium di Cagliari: Giulietta e Romeo in 3D

Cagliari C5, quando lo Sport entra nel Sociale Il pallone? Non rappresenta il fine ultimo ma uno strumento di aggregazione


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Attualità, Cultura e Tempo Libero

INDICE

Editoriale Il carrozzone della politica

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Carnevale in Sardegna Carrasecare, tra tradizione e mitologia

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Idee e impresa Zingarò, la sartoria è nomade

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Dalla parte dei consumatori Rca Auto, guida all’indennizzo diretto Adsl lenta, ecco il software che ci tutela

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Sport Cagliari C5, quando lo sport entra nel Sociale Atlantide Elmas, la nuova sfida del nuoto

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Musica Rapamuffin, il nuovo album de su Randagiu Sardu No Guru, il ruggito dopo la resurrezione

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Fatti e personaggi Itri, la strage dei sardi

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Costumi Memoriae Milites, la storia prende forma sul campo

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Spettacolo Giulietta e Romeo 3D all’Auditorium di Cagliari

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Hi Tech Samsung Tablet 10.1, la risposta di Samsung alla Apple

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Immagini Scatti rubati al Carnevale

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S’Oroscopu De friargiu e marzu

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Editoriale di Andrea Falchi

Il carrozzone della politica

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ebbraio è il mese dedicato al Carnevale. In strada cominciano a vedersi le prime maschere e i primi tappeti di coriandoli. Meno colorati, quest’anno. Magari è solo un’impressione... Siamo in piena crisi, incollati alla tv a vedere se lo spread scende. Sperando magari che, per una buona volta, la discesa coincida con quella del prezzo del gasolio. Illusi: tale coincidenza accade solo quando aumenta.

Intanto, il teatrino della politica continua il suo spettacolo. Inesorabile. Mai come a febbraio i “teatranti” si sentono a proprio agio. Noi un po’ meno. Magari i politici l’hanno pure capito, vedendo che quei forconi non sono frutto di una trovata carnevalesca. Gli Italiani nella protesta stanno dimostrando grande orgoglio, nel modo in cui solo un popolo così pazzo e disilluso come il nostro sa fare. I sacrifici non spaventano, si affrontano e si scacciano le paure del domani. Si fanno rinunce, ma non si molla. Magari per una sera e per un paio d’ore, sotto la maschera del cowboy di turno intento ad ammirare la striminzita gonnellina dell’infermiera improvvisata, si potrà pure pensare che, insomma, tutto questo gran casino era solo uno scherzo.

Besseus, Anno 2012- Febbraio / Marzo 2012 Periodico di Attualità, Cultura e Tempo Libero Direttore : Roberto Mura Hanno collaborato : Andrea Falchi, Gianluca Cubeddu, Mauro Pichiri, Alfredo Tesotti, Giampiero Melis ( Fotografie Carnevale), Stefano Picchiri, Adoc Cagliari Editore : Ass. Edi.ce AlbaScriptorum Registrazione presso il Tribunale di Cagliari n°3 del 30 Gennaio 2012 Per la tua pubblicità su Besseus : 070 7326702 / 3403798360 / 334 1780919 / commerciale@besseus.it Redazione: Via Mentana, 41 Cagliari - redazione@besseus.it - www.besseus.it

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Carnevale in Sardegna. Un evento che richiama a miti e riti delle civiltà arcaiche

Carrasecare, il mito del Carnevale Sardo «Carrasecare, carre 'e segare, carnevale in Sardegna ...breve racconto dei volti e le maschere di un appuntamento spettacolare»

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l carnevale sardo non è, come tanti carnevali del mondo, un momento solamente gioioso. È una cosa ancestrale, drammatica, un rito propiziatorio di morte e rinascita. Soprattutto in quello barbaricino, con le sue maschere antropomorfe e zoomorfe, è chiaro il riferimento a Dioniso Mainoles (Maimone in sardo), dio della fertilità e della rigenerazione, catturato e poi ucciso durante il rito. È una riproposizione del mito, ben analizzato dall’antropologa Dolores Turchi, secondo cui Dioniso fu rapito, fatto a pezzi e sbranato dai Titani. Lo stesso “carrasegare” ne porta nel nome la traccia.

probabilmente la festa più sentita e partecipata, complice il tripudio di maschere, il susseguirsi di riti e cerimonie che danno ai diversi appuntamenti una caratterizzazione unica. Il carnevale è da sempre una festa di popolo. Un momento in cui ogni forma decade per lasciare spazio al travestimento, alle risate, agli scherzi. Lo stesso mascherarsi rappresenta un modo per uscire dal quotidiano, dimentichi del proprio ruolo sociale. Solo apparentemente collegato alla liturgia del calendario, il carnevale sardo dà l’impressione allo spettatore di essere di colpo catapultato in epoche remote, dove maschere, travestimenti, pantomime sacre e metamorfosi grottesche, rimandano a culti misterici e religiosi ancestrali. Il carnevale sardo si apre con la festa di sant’Antonio Abate il 17 gennaio e si conclude il mercoledì delle ceneri. In alcune

Su Bundu a Orani, Boes e Merdules a Ottana, Mamuthones e Issohadores a Mamoiada, s’Urtzu e su Omadore a Samugheo, sos Thurpos a Orotelli… E siamo solo all’inizio! Il carnevale in Sardegna è 5


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Attualità, Cultura e Tempo Libero coraggio dei cavalieri a farla da padrona. Ma è in Barbagia che si svolgono le cerimonie più arcaiche del carnevale sardo: a Mamoiada, Ottana, Orani, Samugheo, Orotelli, Fonni… L’origine e il significato di queste maschere resta ancora piuttosto incerto, così come i riti che sono a esse associati. Tra le maschere menzionate, di certo la più conosciuta al di fuori dei confini sardi è quella dei Mamuthones, la cui origine ha dato luogo a un gran numero interpretazioni. Alcuni studiosi affermano che il rito dei Mamuthones e degli Issohadores rappresenti un fatto storico realmente accaduto. L’invasore reso schiavo, ossia, secondo Raffaello Marchi, i Mori fatti prigionieri dai Sardi. Altri come Francesco Masala ritengono che in realtà essi rappresentino il popolo sardo prigioniero dei Punici. Ma c’è anche chi riconduce la danza dei Mamuthones a un rito apotropaico e propiziatorio, un rito che allontanerebbe il male per favorire annate agrarie abbondanti. Non dimentichiamoci che i popoli antichi, fin dal neolitico, adoravano la Dea Madre, portatrice di fertilità, senza la quale non poteva esistere la vita. A proposito del rito agropastorale, non bisogna dimenticare che la prima uscita dei Mamuthones, il 17 gennaio di ogni anno, coincide con l’inizio dell’annata agraria. I Mamuthones eseguono la loro danza attorno ai numerosi falò preparati dai mamoiadini in occasione della festa del patrono Sant’Antonio Abate. Rimangono in ogni caso perplessità sul fatto che, anche in un lontano passato, i Mamuthones sfilassero per Sant’Antonio: non bisogna dimenticare infatti che la tradizione è stata ripristinata negli anni ’80. Nelle numerose interviste fatte agli anziani, nessuno di loro parla

zone della Sardegna, il carnevale assume le tipiche caratteristiche delle feste di fine anno, legate ai riti della campagne, proprie dei culti misterici mediterranei di morte e rinascita della natura e della terra, dove un re o una regina vengono processati e condannati al rogo. È il caso di Re Giorgio a Tempio Pausania, Maimone nell’Ogliastra, Cancioffali a Cagliari, Don Conte a Ovodda etc. Diversi i casi della Sartiglia Oristanese e de Sa Carrela ’e nati di Santulussurgiu, dominate da riti e cerimonie equestri a carattere sacro e propiziatorio, talvolta di orgine medioevale e risalenti alla dominazione spagnola. L’amore dei sardi per i cavalli le ha portate sino a noi in tutto il loro splendore. Qui è la grande bravura e il 6


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dell’uscita dei Mamuthones per Sant’Antonio, è da ritenersi pertanto che facessero la loro comparsa solamente a carnevale. Molto interessante è anche l’interpretazione di Francesco Naseddu, secondo cui Mamuthones sono gli attori di uno spettacolo/festa di matrice bizantina, la ‘majuma’ o ‘majumada’. Secondo Naseddu i Bizantini istituirono questa festa anche a Mamoiada, da lì deriverebbe anche il nome del paese. Una curiosità: quando si chiede ai bambini di imitare i Mamtuhones questi ultimi, mimando la sfilata, recitano: ‘ajum ajumma’. Che questo modo di dire si sia tramandato nei secoli in seguito alla festa della ‘majuma’? di P.Pinna

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Attualità. La capacità imprenditoriale di nove ragazze di origine rom nel settore moda

Zingarò, sartoria vagabonda «Ago e filo. Taglia e cuci, senza sosta. Per confezionare un sogno nel cassetto. Tanto grande e tanto bello da cambiare la vita.»

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are le stiliste? Magari un giorno, per ora basta imparare il mestiere de maistas de pannu. Silvana, Mariana, Violeta, Maria e Silvana (la più giovane) si preparano a diventare le prime sarte zingare della Sardegna. Insieme ad altre ragazze Rom, nove in tutto, partecipano al progetto “Zingarò” ideato dalla cooperativa sociale San Lorenzo di Iglesias che, dopo un periodo di formazione, permetterà loro di inserirsi a pieno titolo nel mondo del lavoro artigianale. Il progetto è protagonista di un documentario di trenta minuti prodotto dalla Pao Film di Cagliari e diretto da Marilisa Piga, Nicoletta Nesler e Nicola Contini. Il soggetto di Zingarò ha ottenuto il primo premio al concorso “Il Cinema Racconta il Lavoro” edizione 2010-2011, indetto dall’Agenzia Regionale per il Lavoro e dalla Cineteca Sarda di Cagliari. “Raccontiamo le storie di alcune delle ragazze inserite nel progetto, ci proponiamo di descriverne i sogni e le aspettative nel frequentare Zingarò, a partire dalla loro vita quotidiana tra campo nomadi e lavoro” spiega Marilisa Piga. “Per loro sarà un’occasione importante di affermazione personale e di autonomia economica, di integrazione e apertura”. Le ragazze di Zingarò appartengono a due diverse comunità

Rom di etnia serba e bosniaca e vivono in campi separati alla periferia di Carbonia. “Sono le prime Rom che propongono una mutazione profonda all’interno delle loro comunità. Con fiducia tutta femminile hanno creato un gruppo composito che, con determinazione, sfida stereotipi e diffidenze” continua Marilisa. Cucire bene è fatica, abilità e sacrificio “soprattutto quando si ha una famiglia numerosa, ma le ragazze sanno quello che vogliono: un’attività giornaliera e stabile di sartoria per uomo, donna e bambino e magari, un giorno, poter firmare una vera e propria linea Zingarò”. di Egidio Lobina

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Rubrica Consumatori. Il risarcimento diretto dal 2007 agevola gli automobilisti

RCA Auto. Ottenere l’indennizzo diretto «Il sistema prevede che ogni danneggiato potrà rivolgersi per ottenere il risarcimento direttamente alla propria compagnia con la quale risulta assicurato»

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'art.150 del Codice delle Assicurazioni (Dpr. 256 del 2006) disciplina il risarcimento del danno derivante dalla circolazione dei veicoli e ciclomotori su strada. La norma consente a chi si ritiene non responsabile dell'incidente verificatosi, di richiedere direttamente alla propria compagnia il risarcimento del danno relativo al veicolo utilizzato. Le condizioni per la richiesta del risarcimento sono abbastanza scontate in quanto il sinistro si deve verificare in Italia tra due veicoli a motore, devono essere entrambi assicurati RCA, devono essere immatricolati in Italia. Per ottenere il risarcimento è necessario comunicare la richiesta per mezzo di raccomandata A/R oppure se non è escluso dal contratto anche in forma telematica. L'assicurazione ricevuta la richiesta dà immediata comunicazione all'assicurazione del contraente ritenuto responsabile fornendo le sole informazioni necessarie per la verifica della copertura assicurativa e per l’accertamento delle modalità di accadimento del sinistro. L'unica sospensione dei termini si ha per la richiesta di integrazione documentale tra le parti, utile al fine di proporre l'indenizzo. E' importante ricordare che la Compagnia Assicurativa del danneggiato è tenuta a fornire ogni assistenza utile al buon esito

della procedura. Il termine di indenizzo è di sessanta giorni dalla richiesta scaduti i quali si ha diritto a procedere alla richiesta ordinaria di risarcimento ex art. 145 cod.ass. Adoc Sportello Cagliari Per informazioni, assistenza e problematiche in tema di consumi visitate il sito www.adocasardegna.it oppure inviare una mail a assistenzaconsumatori@adocsardegna.it

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Domanda e Risposta. Le più comuni regoli da conoscere se coinvolti in un sinistro

Chi è responsabile dell'incidente? • Se i due veicoli circolano in senso inverso, impegnando o sorpassando l’asse mediano della carreggiata e si scontrano frontalmente, si presume una responsabilità concorsuale del 50%. Se invece è solo uno dei due veicoli a sorpassare l’asse mediano della carreggiata la responsabilità è integralmente a carico di quest’ultimo

Breve guida ai diversi criteri di determinazione del grado di responsabilità dei conducenti dei veicoli coinvolti in incidenti stradali. Questi sono i principi generali: • Se i due veicoli circolano nella stessa direzione e sulla medesima fila, il veicolo che urta quello antistante è responsabile del sinistro al 100%

• Se i due veicoli provengono da due strade differenti, le cui direzioni si intersecano o si congiungono, la responsabilità è interamente a carico di quello che proviene da sinistra a meno che la precedenza non sia indicata in maniera differente da segnali stradali o semaforici

• Se i due veicoli circolano su due file differenti, il veicolo che cambia fila è responsabile al 100% del sinistro. Se il contatto tra i due avviene senza cambiamento di fila, si presume una responsabilità concorsuale al 50%

• Se un veicolo in circolazione urta un veicolo in sosta è interamente responsabile del sinistro

• Se uno dei due veicoli si rimette nel flusso della circolazione da una posizione di sosta o uscendo da un’area privata e urta un veicolo in circolazione è responsabile al 100% del sinistro

• Se uno dei due veicoli circola in retromarcia è responsabile del sinistro. Adoc Sportello Cagliari 10


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Consumatori. Il software è scaricabile dal sito www.misurainternet.it

Adsl lenta, scopriamo come tutelarci «NeMeSys è un programma per verificare la velocità di navigazione, frutto di un progetto dell’AGCOM. Interventi tecnici, rimborsi o sconti per chi va troppo lento. E se l'operatore non risolve il problema si può chiedere la disdetta gratuita.»

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uando sottoscriviamo un contratto di connessione internet a banda larga (adsl, wimax, Hiper, Lan), noi tutti siamo convinti di poter sfruttare le alte velocità che gli operatori presenti sul mercato ci dovrebbero garantire per contratto. In realtà quasi sempre ci ritroviamo a navigare sulla rete a velocità che spesso non si avvicinano mai a quella dichiarata. La sorpresa non è certo piacevole. E' per questo motivo che, dopo molti mesi di attesa, è arrivato il primo software certificato, istituzionale, con cui è possibile testare la propria connesione Internet. Ma non basta. Qualora i risultati ottenuti dovessero deludedere le aspettative è facoltà dell'utente richiedere la disdetta gratuita del contratto sottoscritto con l'operatore di turno. Il software NeMeSys (Network Measurement System) è il primo software istituzionale di test sulla velocità di connessione d'Europa, perchè pensato e certificato da

un'ente autonomo: l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom). Uno strumento fondamentale nella tutela dei consumatori. Il software rientra in un progetto più ampio, chiamato Misura Internet, frutto della lunga battaglia di Agcom per ottenere maggiore trasparenza e qualità dagli operatori di banda larga, a beneficio degli utenti internet. Il test ha una durata complessiva di 24 ore, può essere fatto tutto in un giorno o dilazionato per un massimo di 3 giorni; il proprio PC dovrà rimanere acceso (connesso via Ethernet) e si dovrà limitare al massimo l’utilizzo della propria connessione. Il software è scaricabile gratuitamente sul sito www.misurainternet.it Adoc Sportello Cagliari

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Sport. La società Rossoblu è guidata dal presidente Marco Vacca dal 2005

Cagliari C5, modello di Sport e Sociale «L’ A.S.D. Cagliari Calcio a 5 rappresenta oggi molto più di una semplice associazione: è il sodalizio che, proponendo un modello di sport dove il pallone non rappresenta il fine ultimo ma lo strumento di aggregazione per eccellenza, in questi ultimi anni ha avvicinato al mondo del calcio a 5 migliaia di appassionati.»

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’ A.S.D. Cagliari Calcio a 5 nasce ufficialmente nell’ estate del 2005 distinguendosi fin dai suoi esordi per il suo ruolo di portabandiera del Futsal isolano. Sotto la guida del Mister Diego Podda, il Cagliari Calcio a 5 ha ottenuto i suoi migliori risultati sportivi giungendo dapprima alla conquista della Serie A1 nella stagione 2007/2008 e nella stagione successiva partecipando ai Play Off per l’assegnazione dello Scudetto. Forte di questi risultati e dell’immagine positiva costruita in questi anni, il Cagliari C5 ha raccolto attorno a sé un pubblico caloroso e corretto che in questi anni ha riempito e animato in maniera continuativa il PalaConi.

mondo. Da sempre il Cagliari C5 vive lo sport intensamente, contribuendo al suo sviluppo e comunicando la passione per la pratica sportiva come momento di crescita fisica, divertimento e socializzazione. L’ impegno sportivo si è coniugato in questi anni con l’impegno nel sostenere attività e progetti con valenze sociali, attraverso azioni mirate in cui Società, Staff e Squadra sono stati profondamente coinvolti e che il Cagliari C5 è deciso a portare avanti in maniera sempre più intensa negli anni a venire. Alle intense e arricchenti esperienze vissute vicino ai ragazzi del Carcere Minorile di Quartucciu (CA), ai lavoratori della Vinyls di Porto Torres e di Video On Line 2 di Cagliari, il Cagliari C5 ha voluto dare un nuovo slancio condividendo la propria passione sportiva con i “ragazzi speciali” dello Special Olympics Italia – Team Sardegna che tengono alti i valori dello sport

Progetti speciali. Lo sport è in grado di valicare i confini sociali, politici e geografici che dividono le popolazioni di tutto il 12


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in tutto il mondo partecipando alle più importanti manifestazioni internazionali come i recenti Mondiali Special Olympics svoltisi a giugno ad Atene. Obiettivi. Il Cagliari C5 si pone come principale obiettivo della sua attività la promozione dei valori dell’etica sportiva, intesa come onestà, lealtà, correttezza ed integrazione, che vanno aldilà del risultato e sono l’essenza dello sport. E’ per questo che la società ha deciso di raccogliere in un codice etico, al quale team, staff e dirigenti fanno fede, delle regole ben precise, evidenziando i diritti, i doveri e le responsabilità a cui si va incontro. Tra i principi fondamentali c’è la volontà di mantenere nel tempo uno stile di condotta consono alla propria tradizione, nel rispetto dei propri sostenitori e di tutti gli sportivi, cercando di trasfondere i valori dell’etica calcistica, nell’ambito professionale ed economico. Sul campo l’immediato obiettivo del Cagliari C5 è quello di riportare ai massimi livelli il Futsal isolano migliorando i lusinghieri risultati ottenuti negli scorsi anni con il raggiungimento dei Play Off Scudetto. Il raggiungimento di questo traguardo sarà il trampolino di lancio verso la partecipazione alle competizioni europee che rappresentano il palcoscenico nel quale il Cagliari

C5 vuole competere già a partire future prossime stagioni. L’altro fondamentale obiettivo del Cagliari C5 è dare nuovo impulso allo sviluppo della scuola calcio e del settore giovanile che, sotto la guida di tecnici qualificati ed affidabili, siano nell’immediato futuro in grado di coniugare le esigenze del club con una sana crescita sportiva. Soddisfare, nel migliore dei modi, le necessità e le aspettative dei propri partners, sponsor tecnici e sponsor ufficiali, mirando alla fidelizzazione degli stessi è la filosofia che da anni ha sposato il Cagliari C5 che, pioniere nello sport in Sardegna, ha coniugato la costruzione di organici competitivi con la cura della comunicazione istituzionale e della propaganda mediatica tesa a valorizzare il proprio marchio e quello dei suoi partners e sponsor. di Stefano Picchiri

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Sport. L'Atlantide Elmas dal 2005 è il laboratorio dei futuri campioni del nuoto sardo

Atlantide Elmas, la nuova sfida del nuoto «Sotto la guida del presidente Abate e del direttore Sorrentino la società sarda sta scalando le gerarchie nazionali.»

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unga e diritta corre la strada che dal centro di Cagliari porta ad Elmas, comune limitrofo conosciuto dai più per essere sede dell'aeroporto civile e militare del capoluogo. A sinistra i terreni della piana di Santa Caterina balzati alla ribalta perché il Cagliari Calcio vuole costruire la sua “Arena” e a sinistra una zona industriale ricca di attività commerciali.

significativa con l'ingresso della società, che porta lo stesso nome della struttura, nel mondo agonistico della disciplina e il conseguente avvio di un progetto basato sulle attività giovanili, esordienti, ragazzi, juniores, cadetti e seniores, nonché quella dei master e di recenti quella delle acque libere. Sotto la sapiente regia del presidente Giuseppe Abate, coadiuvato, per la parte tecnica, dal direttore nuotatore pluridecorato Corrado Sorrentino, la società attraverso anche le prestazioni del qualificato staff tecnico ha ben presto raggiunto risultati molto significativi.

Ed è proprio là, alla fine di Via Cettolini tra un'industria della lavorazione del legno e una di infissi in alluminio, che troviamo il Centro Sportivo Atlantide, struttura che dall'inizio del nuovo secolo cura in particolar modo l'attività natatoria a 360°, ma che ospita anche un'attrezzata palestra per svolgere attività di cardio fitness piuttosto che di pesistica in genere. Dall'anno 2005 il focus sul nuoto ha avuto una sferzata

I successi del Gruppo capitanato da Corrado Sorrentino partono dal 2006 dove il settore Master ottiene diversi risultati d'eccellenza come le 4 medaglie d'oro ai vari Campionati 14


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Europei, le 5 ai mondiali di Perth del 2008, le 12 in totale ai World Master Games di Sidney nel 2009 senza tralasciare le decine di titoli nazionali, individuali e di staffetta, e i 4 record mondiali ancora imbattuti. Ma se i “vecchietti doc”, che la società tiene a precisare essere per la maggior parte nuotatori non ex agonisti, continuano a percorrere la loro strada di successi, anche tutto il movimento giovanile comincia a dare i frutti del lavoro fin qui compiuto dallo staff tecnico. Una menzione particolare merita senz'altro Francesca Annis, di recente convocata in nazionele Juniores per il meeting internazionale “Nico Sapio” a Genova, che a discapito della sua giovane età vanta già un palmares di successi di tutto rispetto che hanno portato la giovane atleta sarda nel 2010, a doppiare il titolo nei 200 farfalla agli Italiani invernali ed estivi di categoria. Tra i giovani nuotatori una citazione di merito va poi a Edwin Scalas che, col terzo posto agli Italiani invernali giovanili nei 50 sl, guida la pattuglia d e l l a squadra “ m a s ese”che nel

2010/11 si è qualificata al quarto posto nella Coppa Brema risultando la migliore squadra sarda nelle finali nazionali di serie C a Roma. Il lavoro frutto dell'applicazione costante dei circa venti tecnici brevettati Fin e/o laureati in scienze motorie, che si alternano quotidianamente a bordo piscina, dei cinque istruttori dell'area fitness e dei quattro collaboratori che curano con entusiasmo e simpatia l'area accoglienza, ha come scopo futuro quello di valorizzare sempre più gli atleti nati e cresciuti all'interno del centro e provenienti dall'hinterland della città di Cagliari. Insomma un progetto di sport che farà parlare sempre più di sé nei prossimi anni a venire. di A. Plasiani

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Musica e Album. E’ il nuovo e attesissimo terzo album del rapper ‘seddoresu’

Rapamuffin, il quotidiano di una Sardegna vera «Rapamuffin, il terzo album del Randagiu Sardu, esce con dodici nuovi brani inediti su Cd prodotti Nootempo.»

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omo che balla nell’isola dei sardi. Uomo che rima, che fa sorridere e pensare, che punge con le parole. Musica all’orizzonte. A un tiro di schioppo. Si chiama Rappamuffin il nuovo lavoro di Carlo Concu “Randagiu Sardu” uscito per la Nootempo Records. Dodici brani inediti che confermano il valore di questo ‘seddoresu papa-faa’ che con “Fibai e tessi” - singolo presentato quest’estate col videoclip del regista Roberto Pili - in pochi mesi, ha ottenuto oltre 30 mila visualizzazioni su Youtube. Le musiche dell’album

sono di Flavio Leoni “Ruido”, producer e rapper sulcitano attivo dal 1993 come dj della storica band Sa Razza. La direzione artistica è di Alessandro Sanna “Quilo”. Il nuovo progetto “nasce per dare ancora una volta voce alla lingua sarda campidanese, che si miscela perfettamente coi suoni caldi e attuali di Ruido” confida Randagiu. Che per spiegare il cambiamento del suo look da rastone a ‘rasato a macchinetta’ dice: “Ho perso i peli dallo stress”. Per Randagiu si tratta della terza produzione: “Forse la più importante, perché conferma il mio stile rappamuffin e continua a tenersi lontano da tutti i generi pur attraversandoli”. La Sardegna “è al centro del mio lavoro coi suoi racconti e il suo amore”. Sicuramente, confida Randagiu “non mancano i pezzi ballabili o con una malinconica ironia, vedi ‘Fibai e tessi’ o i pezzi più riflessivi come ‘Seu biu’ o i riferimenti alla nostra storia come in ‘Su trumbullu’”. L’album, annuncia Randagiu “è tutto da ascoltare”. di Angelina Cuboni

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Musica e Album. Milano Original Soundtrack è il primo album dei No Guru

Il ruggito dopo la Resurrezione «Un album dai testi veramente unici e intriganti, onirici e p u n g e n t i , b o rd e r l i n e . Verrebbe quasi da dire rivoluzionari.» Capita raramente nella propria vita, spesso grazie ai soliti, di essere così dentro la Musica. E che la musica sia così "invasiva". Milano Original Soundtrack è l’album dei NoGuru uscito nel 2010 e nato dall’unione di elementi rarissimi nel panorama musicale italiano: preziosi, nervosi, taglienti, brillanti di luce propria. Andrea Scaglia, Briegel, Alex Marcheschi, Xabier Iriondo, Bruno Romani sono i componenti, miscela di ex Ritmo Tribale, Afterhours, Detonazione. Sentimenti non per forza innocenti, musica che riesce a dare tonalità alle tinte forti

dell'immaginazione e parole che scavano, eruttano e poi si solidificano originando i lineamenti adatti alla maschera da indossare per vivere nel mondo, più precisamente a Milano. Non è un caso che un disco di tale spessore sia stato concepito, creato e suonato da talenti che in passato hanno solcato, seminato e fatto fiorire il terreno del rock italiano. Il panorama musicale di questo Paese troppo spesso premia mediocrità e banalità, e il progetto NoGuru non ha avuto finora il meritato riscontro (e su questo argomento non voglio spendere una parola di più ). Il gruppo è supportato dall’instancabile Zymbah, “sacrificale” e dedito, che informa ed accudisce i fans, la tribù. Forse non vi siete resi conto ma vi ho appena consigliato uno dei pochi modi rimasti per essere scossi dalla Musica. Se avete mai provato la sensazione, se sapete di cosa stia parlando, rinunciate a due birre al sabato e investite su qualcosa di eterno come l’eco della fine prima della Resurrezione. di Alfredo Tesotti

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Il libro del Mese. Un terribile episodio che la storia d’Italia pare aver dimenticato

Luglio 1911: Il Massacro dei Sardi «Antonio Budruni narra nel suo libro la terrificante tragedia che cento anni fa colpi i nostri fratelli emigrati , raccontandoci un triste e impunito episodio della nostra storia.» ufficiali sono tre, e risalgono al 13 luglio. “Ma secondo gli operai il giorno prima altri due sardi erano stati trucidati. I cadaveri fatti sparire e sepolti di nascosto”, spiega Budruni. “Un operaio morì un anno dopo, a Ghilarza, a causa delle ferite”. Ai morti si sommano decine di feriti, alcuni resi invalidi. I sardi inoltre furono arrestati e rimpatriati, come fossero stati i carnefici e non le vittime. Una popolazione armata dalla camorra, affiancata nel massacro dagli amministratori comunali e dalle forze dell’ordine. E in più il bluff della stampa locale, che dipinse la caccia all’uomo come reazione di una popolazione pacifica alla prepotenza dei “sardignoli”. “Si volle dare una lezione ai sardi - dice Budruni - perché si stavano costituendo in Lega di difesa economica. Questo per la ditta Spadari e per la camorra, a cui negavano il pizzo, era un affronto”.

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tri, cent’anni fa. Il 12 e il 13 luglio 1911 la camorra organizzò una spedizione contro i sardi che lavoravano al V lotto della ferrovia “direttissima” Roma-Napoli. Andavano puniti: si ribellavano alle tangenti e allo sfruttamento da parte della ditta Spadari. Antonio Budruni ripercorre l’eccidio ne “I giorni del massacro. Itri, 1911: la camorra contro gli operai sardi”, Carlo Delfino Editore. 144 pagine che gettano luce su una pagina nerissima della storia d’Italia che grida “giustizia”. I colpevoli del massacro furono assolti. La camorra poté più dell’onesta ricostruzione dei fatti da parte degli scampati. I morti

di R.Mura

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Costumi. Nelle campagne e pianure sarde feroci e cruente battaglie del passato

Memoriae Milites, la storia prende forma sul campo «Rievocazione delle antiche battaglie della civiltà nuragica, l’organizzazione delle squadre romane e la dedizione dei Cavalieri di Arborea.»

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oldati romani marciano sui campi isolani tenendo alte le proprie insegne. Guerrieri nuragici ravvivano il fuoco davanti alla capanna del capo. Cavalieri di Arborea lottano corpo a corpo per difendere il loro amato giudicato. Per poterne indossare i panni non serve la macchina del tempo, basta avere tanta passione per la rievocazione storica. Come ce l’hanno i componenti dell’associazione cagliaritana Memoriae Milites. “Rievochiamo i più svariati periodi della nostra storia, tra didattica sul campo e pratica sperimentale” racconta Alessandro Atzeni. “Curiamo gli aspetti artistici, culturali e sociali delle diverse realtà messe in scena”. Tra i periodi scelti, quello nuragico, romano e giudicale. “Riportiamo in vita le gesta della Cohors II Sardorum, unità militare romana che in età imperiale reclutava in Sardegna i propri soldati. Illustriamo la sua storia e le capacità belliche. L’armamento difensivo: scudi, elmi, armature e offensivo: lance, spade, armi d’assedio. Eseguiamo la ‘mutatio’ (sostituzione delle prime file con truppe più fresche), la ‘testudo’ (particolare disposizio-

ne difensiva) e gli spostamenti in formazione”. Memoriae Milites si occupa anche della parte ‘civile’, degli abiti e della vita delle donne al tempo. L’associazione - attraverso lo studio e la pratica delle tecniche schermistiche - fa rivivere l’epopea dei giudicati, privilegiando Arborea per la tenace lotta contro l’invasore. Il suo logo riproduce l’albero deradicato e riporta il grido di battaglia delle armate arborensi: “Héllis héllis Arbarè!” Per il periodo nuragico (I ferro), Memoriae Milites è il gruppo di rievocazione più importante dell’Isola. “Siamo una quarantina, ognuno col suo carico di conoscenze e abilità. C’è chi sa costruire una macchina d’assedio romana e chi sa confezionare vestiti, chi sa cucire il cuoio e chi lavorare il legno. Ognuno porta nel gruppo le proprie esperienze. Siamo un’associazione molto eterogenea, ma a cementarci è il grande amore per la storia sarda”. di Cesare Lobina

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Appuntamenti. A Cagliari il 24 e 25 febbraio 2012 presso il Teatro del Conservatorio

Giulietta e Romeo lo spettacolo si fa in 3D «Per la prima volta in Italia il 3D Live approda in teatro e lo fa con il testo classico per eccellenza, “Romeo e Giulietta” di William Shakespeare.»

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er la prima volta in Italia il 3D Live approda in teatro e lo fa con il testo classico per eccellenza, “Romeo e Giulietta” di William Shakespeare. “Giulietta e Romeo Live 3D”, per la regia di Claudio Insegno, sarà infatti il primo musical che avrà delle scenografie proiettate in 3D live HD e personaggi virtuali in Video 3D che si integreranno con cantanti e ballerini sul palco. La vicenda, la successione temporale degli avvenimenti e le caratteristiche principali dei personaggi sono quelle del testo shakespeariano. Le uniche

concessioni riguardano i costumi di scena e le scenografie: la Verona di Shakespeare rivivrà in un tempo ibrido tra quelo originario e la nostra contemporaneità. Montecchi e Capuleti, seppur vestiti con costumi dal taglio modernissimo, saranno armati di spada o pugnale in ambienti alestiti in modo tale da evocare la costruzione di un ponte ideale tra la collocazione temporale originaria e la nostra modernità. La tecnologia Live 3D consentirà quindi di dare maggiore dinamicità alle scenografie, garantendo un risultato straordinario. Grazie

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Attualità, Cultura e Tempo Libero A Cagliari l’organizzazione e la vendita dei biglietti sarà a cura dell’Associazione La Via del Collegio da anni impegnata nell’organizzazione di eventi e spettacoli teatrali. di G. Vacca

Per informazioni e prenotazione dei biglietti per lo spettacolo Giulietta e Romeo in 3D potete rivolgervi ai seguenti indirizzi:

agli appositi occhiali polarizzati in 3D, il pubblico potrà vedere particolari unici, godere di effetti speciali fino ad ora mai utilizzati in campo teatrale: uno spettacolo imperdibile per gli appassionati di musical e non solo. “Non lo consideriamo un esperimento ma una evoluzione naturale – spiega Edoardo Lombardi, produttore dello spettacolo per Musical Emotion. - La scenografia digitale ci consentirà di avere particolari assolutamente vivi che prenderanno forma a fianco dei cantanti, attori e ballerini. La tecnologia 3D sarà infatti utilizzata per dare maggiore dinamicità alle proiezioni digitali delle scenografie, con un risultato assolutamente unico”. I primi quattro brani del musical sono già disponibili sul sito web ufficiale del musical www.giuliettaeromeolive.it nella sezione media e su tutte le piattaforme digitali. Attraverso il form presente sul sito web è acquistabile l’EP ad edizione limitata il cui ricavato sarà totalmente devoluto all’associazione “Dottor Sorriso Onlus”. 23

LA VIA DEL COLLEGIO 070/3110127 info@laviadelcollegio.com www.laviadelcollegio.com oppure per gli associati CRAL SRS la possibilità di prenotare i biglietti a prezzi scontati e riservati ai possessori della Tessera Associativa Cral Srs 2012. Per info e prenotazioni: CRAL SRS 070 521613 info@cralsrs.it www.cralsrs.it RIEPILOGO APPUNTAMENTO NOME GIULIETTA E ROMEO 3D DOVE TEATRO CONSERVATORIO CAGLIARI QUANDO 24 E 25 FEBBRAIO ORARIO E TURNI TURNO A ORE 16.30 TURNO B ORE 21.00 PREZZI Poltronissima Gold Numerata € 43,00 SOCI CRAL SRS € 35,00 Poltronissima Numerata € 38,00 SOCI CRAL SRS € 32,00 Gradinata Numerata € 32,00 SOCI CRAL SRS € 25,00


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Hi Tech. Dopo il successo del Galaxy Tab arriva il nuovo Tablet Samsung

Galaxy Tab 10.1, eleganza e potenza « Il nuovo Samsung Tab non aumenta solo le dimensioni del display, ma anche per prestazioni generali. Con questo nuovo modello la Samsung rilancia la sfida alla Apple e al nuovo Ipad 2.» Samsung, dopo il successo del Galaxy Tab, ci riprova con un ipotetico upgrade, lanciando sul difficile mercato dei tablet il Galaxy Tab 10.1 GT-P7500 provvisto di display LCD capacitivo da ben 10.1 pollici e risoluzione di 1.280x800 pixel. Nel complesso, il Samsung Galaxy Tab 10.1 si presenta decisamente più sottile, con soli 8,6 mm di spessore, e più elegante del "Tab 1", seppure più pesante, con i suoi 565 grammi. di peso, e con dei materiali grosso modo simili a quelli del predecessore per qualitò, ma stavolta caratterizzati da plastiche lucide. Nel Samsung Galaxy Tab 10.1 batte un cuore Dual-Core con processore Tegra2 da 1 GHz, affiancato da 724 MB di RAM e una GPU Nvidia, che gli consentono di raggiungere delle prestazioni decisamente buone in tutti gli ambiti (abbiamo riscontrato solo degli occasionali scatti per la grafica e le animazioni dei videogiochi più esosi). Nel modello provato troviamo una memoria interna di circa 13 GB, ma senza il supporto per la microSD, invece disponibile nel suo predecessore.

Dal punto di vista estetico, il Samsung Galaxy Tab 10.1 rinuncia ai tasti funzione a sfioramento sulla cornice, prediligendo dei softkey sul display, con i quali (in basso a destra) tenere sotto controllo l'ora, il segnale radio e accedere alle info più dettagliate nonchè ai comandi rapidi per funzionalità, quali il GPS, il Wi-Fi, la rotazione e l'illuminazione del display e (in alto) per avere accesso rapido al menu e alla personalizzazione delle 5 homescreen, tramite widget, sfondi, ecc. In basso si trovano l'attacco proprietario per l'eventuale dockstation e per il caricabatterie; ai lati, due altoparlanti stereo; in alto, il connettore da 3,5 mm per le cuffie, il pulsante di avvio/blocco del tablet e l'alloggiamento della SIM. Sul retro alloggia una fotocamera da 3,2 megapixel dotata di flash led e autofocus, con la quale è possibile scattare foto fino a 2.048x1.536 pixel e girare video fino a 1.280x720 pixel a 30 fps. Perché sceglierlo. Chi sceglie un Tablet come il Samsung Galaxy Tab 10.1 lo fa per diversi motivi: per l'intrattenimento, 26


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potendo ascoltare la musica con una buona qualità audio (meglio se ascoltata con le cuffie), per godersi un bel film, complice l'ampiezza e l'ottima resa del display, o per giocare, dato il profilo tecnico di livello (peccato, di contro, che siano ancora pochi i giochi - e le applicazioni, nonostante il Samsung Apps che offre alcune applicazioni dedicate - che si adattano bene alle sue caratteristiche). Il Samsung Galaxy Tab 10.1 può essere scelto, però, anche per lavoro: comodissimo nell'uso del client mail e per navigare sul Web, avendo dimostrato un'ottima reattività e velocità del HSPA (HSDPA fino a 21 Mbps e HSUPA fino a 5.76 Mbps) ed essendo provvisto di WI-FI (a/b/g/n), Bluetooth (DLNA), Tethering USB ed Hotspot Wi-Fi. Molto buono anche il GPS da potersi usare con il Navigatore di Google. A differenza del predecessore, tuttavia, il Samsung Galaxy Tab 10.1 rinuncia alla sezione telefonica: non è possibile fare chiamate o videochiamate ed è anche assente la funzione push-mail per le e-mail, se non per gli account di Microsoft Exchange e Gmail. Per l'utilizzo dei social network, infine, è disponibile l'applicazione Social Hub, mentre, per il lavoro, tornerà senz'altro utile la suite Polaris Office. A conti fatti. Tirando le somme, il Samsung Galaxy Tab 10.1 nel complesso lascia impressioni positive, seppur l'assenza della funzionalità di chiamata lasci interdetti. Le caratteristiche che contraddistinguono questo tablet, e che forse ne giustificano il prezzo, sono la presenza di un processore dual-core e di un display da 10.1 pollici, che gioca un ruolo determinate nell'utilizzo di questo tablet e nella sua valutazione. Inoltre il Samsung Galaxy Tab 10.1 è

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risultato veloce e stabile, dalle buone prestazioni anche per quel che riguarda l'utilizzo dei sensori (buone le rese di multitouch e rotazione del display che è possibile bloccare) e per la connettività. Nella media, invece, la durata della batteria . GIUDIZIO COMPLESSIVO Caratteristiche 8.4/10 Prestazioni 8.7/10 Dimensioni 8.9/10 Qualità/Prezzo 7.8/10 Prezzo Indicativo da € 599,00 di Gianluca Cubeddu


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Immagini ed Espressioni

Mamuthones e Issohadores a Mamoiada, Boes e Merdules a Ottana. Il mistero delle maschere sarde. di G. Melis

Quella dei Mamuthones e Issohadores è una cerimonia solenne, ordinata come una processione che è allo stesso tempo una danza. 28


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Mamuthones e Issohadores sono due figure che si esibiscono insieme ma sono ben distinte, caratterizzate sia dal diverso abbigliamento che dal modo di muoversi. 29


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Oroscopu de friargiu e martzu Ariete: Po no spaciai dinai eis riciclau s’arregalu de s’ex e dd’eis donau a sa pivella noa po Santu Valentinu. Finas a candu funt lòrigas o brassalis andat beni, ma chi funt mudandas e regipetu una si nd’acatat… Venere est aici inchieta ca chi no dda poderant is astrus nanca ndi calat ‘e su cielu po si pigai a buciconis. Tanallas!

Bilancia: Possibbilidadis mannas custu mesi po concoistai cudda bagadia còscias longas chi atobiais in caminu. Una temporada dd’at a cassai me in sa strada chen’‘e paràcua e bos atrus dd’eis a acumpangiai finas a domu. Giove cuntzillat de no esagerai cun sa cunfidèntzia, perou, ca su paracua a spistiddadura fait bùngius malus.

Toro: Mamai ‘osta est straca de pagai bulletas de su teléfunu cun cuatru zerus, e mancai cumentzit a agitòrius de su duus de su mesi, bos atras seis picigadas a cuddu corrixeddu ca parei cotzas. Labai ca Plutone dd’est ‘onendu cuntzillus malus, e su primu est cussu de si totorgiai su tzugu cun su filu ‘e su telefunu e de s’agangai.

Scorpione: A Paschixedda eis fatu spendi a maridu bostu s’ira de Deus. A pustis, me in is saldus, dd’eis fatu spaciai un’atru carrùciu ‘e inai. Imoi, benendu beranu nanca tocat a rennovai su guardarrobba. Ma labai ca s’òmini no est unu bancomat! E chi no dd’acabbais maridu ‘ostu at a torrai a spruinai is sonnus de fai s’astronauta!

Gemelli: S’interessu de sa luna, orròscia de muinas e frastimus chi ddi mandais dogna noti, est de s’agatai prus a lestru chi fait unu pobiddu. Ma cuntentaiosì: sa luna no est Gesù Cristu e prus de unu tanti non podit fai! Su dotori est coiau, s’ingigneri puru, su banchieri su pròpiu, s’architetu est frufrù. Su paneteri bos praxit o nou?

Sagittario: Bistu ch’eis sentzau ‘e fumai, cust’annu eis a fai férias prus erricas. Sroga bosta s’ei spantada ca, tenendu ‘inai, boleis ingolli a issa puru. Pasca me in s’Himalaya! ‘Ta bellu! Giai si frigais is manus pentzendu a sa cracada ‘e pei chi dd’eis a donai a sa fidada. Una frana de nì, su Yeti… una scusa dd’eis a agatai!

Cancro: De candu si seis fatas su lifting si creeis orrosas in beranu. Caminais a tzugu allonghiau ca non si scit chi s’assimbillais prus a is féminas de Modigliani o a cocas macas. Labai perou ca is orrosas prus bellas bivint una dì feti. E tandu aprofitai imoi po fai màfia, ca cumenti cambiat sa luna s’eis a afriscillonai che unu tzapulu ‘éciu.

Capricorno: Is astrus funt in su tretu bonu po s’agiudai a cambiai vida. Tocai: aprofitaidendi po si donai un’aderessada. Sentzai de fumai e cumentzai a fai sport. Dogna dì. Nd’eis a guadangiai de saludi e de portafollu puru. Arregodaiosì, perou, ca curri in fatu a is pivellas no est una disciplina olìmpiga…

Leone: De unas cantu diis si seis chescendu ca teneis sémpiri dolori ‘e conca. Depit essi s’acuàciu chi teneis in crobeddus ca s’est cungelau, in custas diis de frius, spetzialmenti de candu si seis postas cussus tacus de cuìndixi centìmetrus. Sighei aici, tocai, ca sa dì chi ndi scuartarais a terra gei ddas eis a biri is steddas! Vergine: Gei dd’at nau sémpiri Mercùrio ca seis macas. Ma poita ddu seis stressendu aici su piciocu ‘ostu? Ma no ddu podeis cumprendi ca màchina sportiva non si ndi podit permiti? Fait s’operàiu, pigat mill’eurus a su mesi! Dda boleis acabbai? Chi nou dd’at a benni mellus (rispràmiat puru) a cambiai sa sposa e non sa vetura…

Acquario: Eis pregau is steddas po fai in modu de si fai passai unu Santu Valentinu “very very hot”! E difatis. De aici callenti non si dd’eis a essi pentzau mancu po sonnu. Stufa a linna, ziminera e callentura a coranta. De pivellas, invécias, mancu speru. Imparai a accrarai beni su sensu de su chi narais a is astrus… tenei passièntzia! Pesci: Seis papendu a cuatru ganàscias durceria, petza grassa, pastasciuta e dogna cosa. Pareis unu frantoiu. Plutone cuntzillat: pentzaidenci ‘e imoi ca seus in friàrgiu, a fai motu, o cumenti lompit beranu eis a cumentzais a prangi ca cust’istadi puru, cantu s’eis a ponni in bikini, s’ant a pigai po balenas cassadas a retza. Bobboddas!

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