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EROS KAI THANATOS Ore 23:00 Era marzo ed il cielo aveva un'espressione sognatrice. Avevo deciso di cenare al ristorante cinese per diversi motivi,non ultimo il fatto che proprio davanti quel locale vi fosse la fermata dell'autobus. Mentre pagavo bevvi un amaro che aveva un'intensita' dolciastra e nauseante; pensai che ci fosse qualche erba fin troppo aromatica. Io non fumavo erba,detestavo i cannabinoidi ed i suoi adepti.Mi piaceva ,al contrario,passeggiare velocemente nel traffico e sorridere agli sconosciuti.Mi piaceva fingere,indossando maschere e velleita',come le EROINE di un passato inesistente. Uscii,ASCOLTANDO NINNA-NANNE ELETTRONICHE. Fumavo sigarette forti. Avevo gusti decisi e capelli tagliati in maniera troppo simmetrica. FUNZIONALE. Disfunzionale soltanto al mio senso di appartenenza. In quel tempo abitavo in una citta' in cui i trasporti pubblici erano in servizio SOLO fino alle 23e30, questa cosa mi creava imbarazzo e non ne facevo parola con nessuno.Nessuno di quei conoscenti e semi-sconosciuti che avevano invece la fortuna di vivere in luoghi Altri. NON-luoghi lontani ,dal friabile terrore del Terreno. L'autobus arrivo' puntuale e mastodontico.A mio parere aveva un'aria fascista. Sul tragitto sentivo il vino bianco -di quarta categoria- mischiarsi ai succhi gastrici e al fritto scadente.Ero comunque convinta che non avrei vomitato.Era una convinzione del tutto arbitraria,in realta'.Ricordo che osservavo le luci dei lampioni ,come se fossero opere di un'arte non riconosciuta Le note bioniche ,che pulsavano nelle contrade della mia mente,mi accompagnavano spazientite, in quel viaggio meta-urbano e siderale.Contemplavo le strade ed i loro nomi,soffocavo quel ribrezzo gastronomico che piano piano sarebbe risalito in superficie.TIRAI via qualche neurone di troppo nell'attesa della Tua venuta. Poco dopo ero di nuovo distesa in quel giaciglio color porpora,TU indossavi la solita giacca nera e quel sinistro sguardo dissidente. Ascoltavamo musica da camera e ballavamo immobili,su di un ritmo silente ed esauriente. Cercavi uno spiraglio all'interno del tuo long-island.Eri cresciuto sulle note di cantori neo-romantici,di epilettici eroinomani. Erotomani di fine millennio. Avevi abbracciato controculture e voluttuosita', senza farti tangere dal dissesto umano che le caratterizzava. Sognavi sculture ed approdi onirici.Amavi la tua immagine, riflessa nei vetri rotti. Io,osservavo incuriosita qualsiasi cosa,incosciente del fascino che trasudavo,inconsapevole del grado di sensualita' che incarnavo. Mi spaventavi con i tuoi discorsi razionalmente insensati,con le tue paturnie trans-genetiche.Amavo osservarti e perderti.Disperderti tra relazioni liquide,vacue di affetto. Ti lasciavo scivolare tra le impurita' mondane,senza mai sfiorarti,se non con i miei ingannevoli pensieri


Quella notte bevemmo tanti long island ,finche' non rigettammo tutto il nostro dissapore in un rigurgito. Disquisendo silenziosamente sulle nostra incapacita' di stare al mondo. Ed il tuo volto e' ora rotto da un pianto cosmogonico ed apocalittico,imbrattato di nero e di cenere.

eros kai thanatos  

un dissetante squarcio nelle relazioni liquide di una post modernita' avulsa ed ingombrante.

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