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Proscenio: Non comprensibile, abbiamo roba originale, quando mangiate una pera delle nostre ...solo il sapore.... OMISSIS DALLE ORE 08.46.31 09.13.32

VEDASI ALLEGATO 32D

Dalle

conversazioni

fin

qui

esaminate

non

pare

possano

residuare

dubbi

sull’inserimento in circuiti mafiosi sia di Pangallo Giovanni che di Proscenio Domenico a cui Pangallo ha riconosciuto essere stato affidata la carica di capo-giovani nonche di Proscenio Arnaldo. La successiva conversazione offre elementi per ritenere che i due indagati facciano parte di uno stesso fronte che pur federato con quello una volta opposto ha mantenuto una sua identita’. Si legge nella richiesta:

“Il 25.03.2006, quando al progressivo 5422 sull’utenza 333/6162216, intercettata con rit 644/05, il primo telefona al secondo per invitarlo al bar in quanto si trova con suo padre (PROSCENIO Arnaldo): dice che si trova al bar e lo invita ad andare. PANGALLO Giovanni invita invece PROSCENIO ad andare lì da lui e gli dice: "SE TU VUOI VENIRE, .... TU ASCOLTA UN ATTIMO, SONO CON TUO PAPA',

A CANNA, DEVI VENIRE, ASCOLTA DEVI VENIRE QUA UN ATTIMO".

PROSCENIO gli risponde di no, asserendo che lui ora sta giocando e non può andare. La conversazione appare di natura criptica visto l’insistenza che il PANGALLO dimostra nell’invitare l’altro accolito, senza tra l’altro specificare il motivo. VEDASI ALLEGATO 33A Al progressivo 5423 dell’utenza 333/6162216, intercettata con rit 644/05 PANGALLO Giovanni telefona nuovamente a PROSCENIO Domenico, chiedendogli di andare a casa di suo padre che deve parlargli, subito. PROSCENIO dice che è al bar e non molla la partita che sta facendo (evidentemente sta giocando a carte), PANGALLO dice che a lui non interessa, deve mollare la partita ed andare là, in quanto lui lo sta aspettando a casa di suo padre (PROSCENIO Arnaldo). Evidentemente la cosa da riferire e molto importate e tra altro si tratta di qualcosa che non si può riferire telefonicamente. VEDASI ALLEGATO 33B In data 27.03.2005 al progressivo 5473 RIT 644/05, PROSCENIO Domenico telefona a PANGALLO Giovanni riferendogli: "MI HAI ROTTO LE SCATOLE, DOVE L'HAI MANDATO A QUESTO QUA?". PANGALLO: "Sta venendo, sta venendo".

PROSCENIO: "Ma viene là,

da me?".

PANGALLO: Sì, sì". PROSCENIO: "Ciao bello, ciao, … LA PROSSIMA VOLTA NON SARA' CEDUTO". VEDASI ALLEGATO 33C”


Le

conversazioni

cointeressenza

appena

esaminate

attestano

che

sussistono

tra Pangallo Giovanni e Proscenio Domenico

rapporti

di

come gia’ rivelato in

precedenza dal fatto che Pangallo pensasse di rivolgersi a Proscenio per irrogare una sanzione ad un ragazzo poco rispettoso.

La conversazione che segue, invece, rivela il timore di Proscenio per il fatto che Cugliandro e lui stesso possano esere visti vicino

persone che si presume

interverranno al funerale. La circostanza fa pensare al timore per eventualo servizi di osservazione e controllo effettuati dalle Forze dell’ordine. Si legge nella richiesta

“In data 08.11.2006 al progressivo 10148 RIT 644/05, utenza 333/6162216, è stata registrata una conversazione tra PROSCENIO Domenico e COGLIANDRO Luciano, i due parlano del funerale della Madre di ZAVETTIERI, appartenente all’omonima cosca di Roghudi e Roccaforte, i due parlano del funerale che sarà all’indomani, Proscenio raccomanda all’amico, in tono molto criptato, di non stare vicino a quegli amici che vengono, poi ti dico quando ci vediamo, evitando di fare qualsiasi discorso per telefono. Si riporta la conversazione integralmente:Luciano in sottofondo "Siamo andati a casa sua , siamo andati a casa sua. Domenico: Ehi ! Luciano: Ehi Domenico: ...inc... Luciano: Vedi che è morta Domenico: eh, lo ved.. e apposta dico io ma..., glielo hanno fatto il funerale? Luciano: No, penso che glielo faranno domani penso io perchè... Domenico: Eh Luciano: Aurora, mia s.., mia moglie mi ha detto che glielo ha detto Aurora, adesso si è ricordata Domenico: Ah, ah, ah, e no pensavo che coso,.. ho detto io no.. perchè io ho telefonato, ho detto io...forse lo sapevi, non è che no Luciano: No, non sapevo niente perchè io sono arrivato dal lavoro, adesso, se non me lo dicevi tu Domenico: Eh Luciano: Non usciva neanche il discorso e forse dimenticava... Domenico: E vedi lì, apposta dico io, io non è che...io ho dettoio, tel...abbiamo telefonato giorno 1 pure


Luciano: Eh, si si, ma ho visto le chiamate Domenico: Eh, eh Luciano: Che è successo? Domenico: No niente, poi, vedi quegli amici che vengono dai parenti, non gli dare confidenza a tutti, se li vedi Luciano: Ah Domenico: No dico se li vedi Luciano: Ah si Domenico: Che poi ti dico, poi ti dico Luciano: Ah ah Domenico: ...inc... Luciano: A Mico? Domenico: No all'altro Luciano: A va bene, va bene Domenico: Poi ci sentiamo e parliamo qualche momento Luciano: ok Domenico: Va bene? Luciano: Si ciao Domenico: Ciao Luciano: ciao ciao Domenico: Saluta a tutti, ciao ciao Luciano: ciao ciao VEDASI ALLEGATO 33P

Attina’ Domenico –Iaria Ugo Le conversazioni che seguono rivelano l’esistenza di contatti tra proscenio Domenico, attina’ domenico, iaria Ugo ma non consentono di concludere nel senso dell’inserimento di questi ultimi due indagati nel sodalizio di cui al capo A) .

In data 08.05.2006, al progressivo 6113, RIT 644/05 sull’utenza 333/6162216, Proscenio chiama Iaria Ugo e gli domanda se sia a Melito. Iaria dice di si e che si trova da Demetrio. Proscenio gli dice che passerà di lì e si prenderanno una birra così parleranno, Proscenio in ambientale dice ad altro uomo che andranno a Melito e Ugo IARIA gli pagherà la birra. Proscenio dice che è a Lazzaro. Proscenio gli dice che una sera vuole andare là e Iaria Ugo risponde dicendo che deve essere lui a dirgli quando devono andare. Proscenio gli dice che ora si vedranno e ne parleranno. VEDASI ALLEGATO 33D


In data

05.06.2006 al progressivo

6740 RIT 644/05 dell’utenza 333/6162216, PROSCENIO

Domenico e IARIA Ugo, in sottofondo si sente Proscenio dire i Commissari. PROSCENIO chiede a IARIA se si vedranno nel pomeriggio. Ugo chiede se la è tutto apposto e chiede cosa faceva compare Giorgio. PROSCENIO dice che non hanno cosa dire e che a compare Giorgio gli ha chiesto cosa devono fare. E lui gli ha detto di vedere dove andare. PROSCENIO dice che nel pomeriggio scende e se vede a Totò deve dirgleilo. Ugo dice che con Totò si vedrà più tardi. PROSCENIO dice che lui scende, ma poi con lui si vedranno sul tardi VEDASI ALLEGATO 33E In data 05.06.2006 al progressivo 6745 RIT 644/05 utenza 333/6162216, PROSCENIO Domenico telefona a IARIA Ugo riferendogli che è a Bova e gli chiede se ha visto a Totò. Ugo dice che non si sono visti. PROSCENIO gli risponde che a Totò adesso gli telefona lui ed aggiunge che loro si vedranno dopo. VEDASI ALLEGATO 33F (In data 05.06.06 progressivo 6747, RIT 644/05, utenza 333/6162216, IARIA Ugo telefona a PROSCENIO Domenico chiedendogli dove si trova. PROSCENIO dice che è a Condofuri e sta arrivando. IARIA Ugo dice ha telefonato a Totò in quanto lui non può andare in quanto è impegnato all'agenzia, ed aggiuge che Totò gli ha riferito che è a casa poichè non sta bene. PROSCENIO dice che sta andando a Melito. IARIA chiede a PROSCENIO di telefonargli appena arriva a Melito. VEDASI ALLEGATO 33G In data 05.06.2006 al progressivo 6748 RIT 644/05, utenza 333/6162216,PROSCENIO Domenico telefona a IARIA Ugo, al quale riferisce che lui è al Circolo e che si è visto con Totò, il quale gli ha riferito che andranno domani sera. IARIA dice che sta andando al Circolo lui. PROSCENIO gli chiede di passare così parlano per bene, lui vuole essere preciso non vuole che fanno qualche mancanza loro. VEDASI ALLEGATO 33H

In data 22.07.2006 al progressivo 7602, utenza 333/6162216, intercettata con rit 644/05 PANGALLO Giovanni telefona a PROSCENIO al quale riferisce che lo salutano gli amici del bar, tra cui Mario e Giovanni. I due si vedranno alle 13:00. VEDASI ALLEGATO 33L In data

25.07.2006 al progressivo 7693 RIT 644/05, utenza 333/6162216, PROSCENIO

Domenico telefona a IARIA Ugo, riferendogli che è a Melito di Porto Salvo con il suo "Capo". IARIA dice che è a Bova e tra un po' si vedranno. VEDASI ALLEGATO 33M In data 26.07.2006 al progressivo 7714 RIT 644/05, utenza 333/6162216, intercettata con rit 644/05 IARIA Ugo telefona a PROSCENIO Domenico. I due parlano di quando incontrarsi a Melito P.S., una di queste sere. I due parlano di carne. PROSCENIO dice che con lui lì c'è Paolo il Lepre (ATTINA' Paolo) VEDASI ALLEGATO 33N In

data

07.11.2006

al

progressivo

10112

RIT

644/05,

utenza

333/6162216,

644/05PROSCENIO con Carmelo. Gli dice di andare lì a mezzogiorno e togliere "quelle cose da lì". VEDASI ALLEGATO 33-O


Il set di conversazioni appena esaminate attesta l’esistenza di rapporti e contatti tra Proscenio Domenico e Iaria Ugo ma, fin qui, nulla di significativo emerge in merito alla natura di questi rapporti

In data 09.11.2006 al progressivo 10168 RIT 644/05 utenza 333/6162216 PROSCENIO parla con CUGLIANDRO Luciano a cui dice di trovarsi a casa si PANNUTI detto “Pannolino” (Antonino PANNUTI cl ) cugino di Antonino (PANNUTI Antonino cl 68) VEDASI ALLEGATO 33Q In data 02.12.2006 al progresivo 10649 RIT 644/05 utenza 333/6162216 PANGALLO Giovanni chiama Proscenio e gli dice di andare al bar perchè devono parlare. Proscenio dice che sta arrivando . Al

successivo

progressivo 10663 PANGALLO Giovanni richiama nuovamente PROSCENIO

Domenico insistendo per andare al Bar. VEDASI ALLEGATO 33R In data 03.12.2006 al progressivo 10674 RIT 644/05, utenza 333/6162216 PANGALLO Giovanni chiede al Proscenio dove si trova, quest'ultimo gli riferisce di trovarsi a Chorio di San Lorenzo e Giovanni gli chiede se viene per Roccaforte ed il Proscenio gli risponde di si e che si sarebbero visti tra un po’ VEDASI ALLEGATO 33S In data 04.12.2006 al progressivo 10706, utenza 333/6162216 Attinà Paolo chiede a Proscenio se va per Melito perché è con Tobia; Proscenio dice al suo interlocutore di dire che sta arrivando perchè lui i suoi impegni li porta a compimento. VEDASI ALLEGATO 33T In data 06.01.2007 al progressivo 11477 RIT 644/05, utenza 333/6162216 ATTINA' Paolo telefona a PROSCENIO Domenico, con il telefono di PITASI Domenico Antonio e gli dice: "Dove sei ....ommissis ... vieni da questa parte .. siamo quì a casa". PROSCENIO dice: "Ritardo, perchè

devo

andare a portare il coso ad Ugo (IARIA Ugo) e non ... lo sai ...altrimenti non venivo ... sono quà devo andare ora a casa ma sono venuti a prendermi". ATTINA' dice: "Vieni qua da me ... passa da quì un minuto ... vieni che ti voglio ... muoviti". VEDASI ALLEGATO 33U In data, 10.01.2007 al progressivo 11591 RIT 644/05, utenza 333/6162216 Iaria Ugo informa il monitorato che sta salendo a Roccaforte e Proscenio dice che allora lui può cominciare a ..inc... Poi Ugo dice che lo ha chiamato Peppe (il figlio di Ugo) e gli ha detto che i pannolini ce li ha lui in macchina e vuole sapere cosa fare; Proscenio dice che li prende lui lì, di fargli uno squillo quando arriva a LICORDARI che esce lì. VEDASI ALLEGATO 33V In data 14.01.2007 al progressivo 11681 RIT 644/05, utenza 333/6162216 è stata registrata una conversazione tra ATTINA’ Paolo e PROSCENIO Domenico, la stessa si riporta integralmente:Domenico: Si! Paolo:Porco!


Domenico:pronto! Paolo:porco bevi birra porco! Domenico:Si sente una risata chi è pronto Paolo: porco dove stai bevendo birra Domenico:Si sente una risata, non comprensibile, con tuo fratello sono. Paolo:A Melito? Domenico:Eh! Paolo:E da stamattina che sei lì porco? Domenico:Con tuo fratello con tuo fratello sono (ndr ATTINA Domenico detto michetto). Paolo:Vaffanculo tu e lui Domenico:E dove sei tu? Paolo:A roccaforte che aspettavo a te . Domenico:E non mi aspettare Paolo:Va bene va ubriacone che non sei altro Domenico:E ci vediamo, ci sentiamo un alòtro momento Paolo:Vatti a romp... il culo sono con Fullitti! Domenico: Salutamelo Paolo:managgia la ubbriacone

Le conversazioni registrate tra il 2\12\06 ed il 14\1\07 confermano l’esistenza di rapporti fra Proscenio Domenico, Iaria Ugo, Pangallo Giovanni, Attina’ Paolo persone tutte ritenute inserite nel clan Zavattieri. L’ultima conversazione, in particolare, riguarda i rapporti con ATTINA’ Paolo che lo invita ad un incontro. PROSCENIO dice di trovarsi in compagnia del fratello (di ATTINA’ Paolo) ATTINA’ Domenico .

La

conferma che lo stesso si trovi in compagnia di ATTINA’ Domenico sia ha anche dalla cella di aggancio del telefono che risulta essere Melito Porto Salvo ovvero luogo dove in effetti risiede ATTINA’ Domenico ma, allo stato, nulla di significativo emerge su Attina’ Domenico. * : Evento : cella OID - Operatore di rete : TIM Data : 14012007 Ora : 170621 Punto di ascolto : 0965099683 Numero monitorato : 393336162216


* : Codice cella : 22201 2253355862 * : Ind :LOCALITA ACQUEDOTTO,S.N.C. * : Com :MELITO DI PORTO SALVO * : Loc :MELITO DI PORTO SALVO * : Prov :REGGIO CALABRIA * : Lat :37 55 28.03 * : Long :15 47 03.34 E •

: Irr :270

VEDASI ALLEGATO 33Z Il prosieguo delle conversazioni pone in luce i rapporti tra Proscenio Domenico e Iaria Ugo.

Vale, di contro, la pena soffermarsi sulle successive conversazioni che vedono interloquire con Proscenio Domenico Iaria Ugo. Iaria Ugo e’ stato monitorato attraverso l’utenza

347/3500347, a lui riconducibile (RIT 1676/04). Dall’analisi

di

dalla registrazione della stessa gli inquienti ritengono che lo

quanto

emerso

stesso faccia parte del

sodalizio criminale in parola ed in particolare che sia

legato al boss di Roccaforte del Greco MAESANO Salvatore,

detto “

Arciprete”. Sul conto di Iaria Ugo devono richiamarsi, in primo luogo, le dichiarazioni rese dal collaboratore di

giustizia

che, sul conto del predetto personaggio, ha

affermato :

“B: Passa che paga 3 tutte cose, però è di Turi, Francesco PANGALLO quando ha bisogno di qualcosa va da Turi, Francesco PANGALLO stà prendendo lavori pure qua a Reggio perciò è appoggiato

da quelli di

Roccaforte, siccome Francesco PANGALLO è vicino a TURI

MAESANO, TURI MAESANO hanno pure un bar a Melito all’inizio del corso Garibaldi e lo gestisce Ugo IARIA, figliastro di Pepè ROMEO. A: Ed è di Turi Pure quello? B: Si ha buona parte pure lui, a voce in capitolo l’ha dentro però, non so la percentuale però poi ha un agenzia di viaggi, RUSSOTTO, di un certo MASI ( ndr ATTINA’ Tommaso), Masi lo chiamavano e gestisce con la figlia di Ugo IARIA fa fatture, avevano una finanziaria e fanno pure, prestano pure soldi con un tasso del 7- 8% A: Chi presta i soldi ?


B: Iaria ! A: IARIA chi? B: IARIA Ugo! A: per conto di chi? B: di Turi MAESANO . A: 7-8% B: Glieli ha dati pure a suo padre, a ROMEO Giuseppe e ogni tanto pagavo qualche assegno. A: 8% mensile? B: Si, ed ogni tanto pagavo pure con assegni e si pagavano gli assegni, nel mio conto sul MPS , oggi la Finanza gira fa e dice per questi assegni, infatti più paesani di Roccaforte pure Ciccio PANGALLO, mi chiamò e mi ha chiesto le cose come stanno. A: Che questi signori prestano i soldi a questo tasso lei come la sa quindi? B: Li abbiamo presi pure noi. A: Anche voi gli avete chiesto soldi? B: Si ed ancora gli dobbiamo dare soldi, Pepè ed io gli dobbiamo dare soldi a Ugo IARIA che dice che non sono i suoi. A: Ed è questo IARIA che dice che i soldi sono di turi . B: Si Perché lui non li può avere perché è impiegato comunale all’usl non so dove e figlio di Pepè ROMEO. A: Quanti soldi avete avuto da questi? B: in euro parliamo 90 mila euro, 10 mila una volta, 10 mila un'altra volta. A: A partire da quando? B: C’erano i lire e in euro ancora. A: Quindi a cavallo dell’entrata dell’euro ? B: Si a cavallo dell’entrata dell’euro. A. E quanto deve dare di soldi?

B. Si, perché Pepè ROMEO ha venduto delle cose abbiamo pure la paletta abbiamo venduto un camion con carrellone, abbiamo venduto un compressore che avevamo comprato da STELLITANO a MAESANO, il compressore se l’e preso PANGALLO insomma tutta la famiglia dicevano che erano tutti insieme, insomma a me e a Pepè ROMEO ci hanno spogliato a tutti totalmente, oggi Pepè ROMEO è a casa poveretto che gli è rimasto l’appartamento dove abita tutte il resto tra Orazio tra questi Melito Vincenzo u scemo che manche nelle foto tra Vincenzo u “scemu” lo chiamavano scemo perché gli manca un braccio.”


Sul punto specifico, si e’ visto che non risulta sufficientemente indagata la presunta intestazione fittizia a Iaria Ugo, anzi a suo figlio, di un ‘attivita’ commerciale di cui il

dominus e’ stato, per un certo periodo certamente, Maesano Salvatore. Dalle conversazioni del 23\12\04, 30\12\04, 10\1\05, 11\1\0523\1\05, 24\1\05, 29\1\05 si apprende, nell’ordine, che Iaria Ugo sta trattando la vendita di una pala meccanica, che prima con un uomo poi con il padre Iaria parla di un bollettino che deve essere pagato all’ETR e di una polizza; Iaria Ugo parla con il figlio Giuseppe di un assegno di tale Maria che avrebbe versato 150,00 euro e l’assegno ora sarebbe coperto, che Iaria Ugo deve partire l’indomani con Maesano Salvatore, che di fatto Iaria parte con Maesano Salvatore il quale ha acquistato un’autovettura; che Iaria parla di un compressore che non puo’ essere venduto a Carletto ( Mesiano?) perche’ è stato gia’ venduto, che Carletto ( Mesiano?) sta salendo inutilmente a Roccaforte perche’ il compressore non c’e’ . Le conversazioni attestano l’esistenza di assidui rapporti tra Iaria Ugo e Maesano Salvatore , contatti fra Iaria Ugo e Carletto ( che si presume essere Carletto Mesiano) inerenti la vendita di attrezzi per l’edilizia ma fin qui nulla di illecito. Si riportano le conversazioni esaminate:

“In tal senso va anche l’analisi delle conversazioni registrate sull’ utenza 347/3500347 RIT 1676/04 PROC. PEN. 4290/04, che di seguito verranno riportate:Monitorato: 393473500347 Registrazione:

2

Ora registrazione:

23/12/2004 20.07.49

Interlocutore

+393339301136

In sottofondo si sente parlare IARIA Ugo e MAESANO Salvatore. Poi la conversazione continua tra Ugo ed il padre, dicendogli che se qualcuno lo telefona lui deve dirgli che è il figlio che sa, in quanto hanno parlato ma la cosa l'hanno sistemata. Devono ritornargli indietro il martelletto e la chiave. In ambientale da 20.07.57" a 20.08.18"

U: Iaria Ugo


T: Turi

U: Comunque Tore... T: inc. U: Quella volta che parlasti tu, tu dimmi più o meno... pure, perchè in effetti quando sono andato là e gli ho detto per il Martellone e cosa, -inc.- apposta non ha parlato più, non ho continuato il discorso per dirgli, no vedi... T: inc. deve tornarci tutto.... sono 1000 euro investiti U: Però aspetta c'è una cosa se, se lo facciamo per cosa personale Ture, aspetta un secondo Ture

Conversazione telefonica da 20.08.29"

R: Padre di Iaria Romeo Giuseppe U: Iaria Ugo

R: Pronto! U: Si, pronto R: Si U: Eh, che stai facendo.. R: Mah, sta.. stavo mangiando U: Ah! R: Dimmi U: Senti quà R: Ah? U: Ah? R: Ah? U: Senti mi ti dico (ndr senti cosa ti dico) R: Si U: Se per caso ti chiamano, tu gli devi dire che, che son fatti miei, perchè noi abbiamo parlato, la cosa pare che l'abbiamo sistemata, ora dobbiamo dare risposta ma penso che l'abbiamo sistemata, Hai capito? tu gli devi dire no è mio figlio che sa perchè ora vediamo, dobbiamo cercare di farci tornare indietro il martelletto e la pala. Ora vediamo,ora la pala facilemente l'assicuro sempre per quel prezzo là, comunque tu se c'è cosa, gli devi dire, gli devi dire no c'è mio figlio sa, se chiama o non gli risponde al numero oppure gli dice mio figlio sa, hai capito? R: Vabbene, quando chiama poi...... U: Se chiama, se ti dovesse chiamare, hai capito?


R: Stasera? U: No dico se ti dovesse chiamare, no è che, se ti chiama voglio dire, tu gli dici non so mio figlio e....., non so niente io, tu gli devi dire. Comunque penso che la pala c'è la lascia sicuro e sto cercando di prendergli anche il martelletto, vabbene? R: Vabbene, vabbè U: e tu non ti preoccupare che ci sono io R: vabbè, vabbè, quando mi telefona poi... U: no, se ti telefona, gli devi dire di mio figlio è, e coso non so gli devi dire R: io non sapevo che gli dovevo dire.... insomma.... son dovuto andare.... U: Gli dovevate dire, gli dovevi dire, gli dovevi dire, io .... è venuto mio figlio ed io li ho venduti e basta, no ma non ti dice niente, non ti preoccupare, non c'è nessun problema, vai tranquillo al 100% R: Chi è venuto? U: No, dico quello non ha chiama, al massimo ti chiama così, no ti chiama neanche no ti preoccupare R: No, cu vinni dico (ndr chi è venuto devo dire) U: è venuto lui (ndr Iaria Ugo) con suo cognato R: e che gli dico? U: Niente, che deve dire, la pala sicuramente la lascia, - inc.- e gli prendo anche il martelleto R: Vabbè, vabbè U: Vabbene? R: vedi tu comunque... U: ti racc...., Non ti preoccupare che me li vedo io le cose (ndr me li sbrigo io le questioni) R: Vabbè U: La pala è sicuro che c'è la teniamo sicuro, ora io gli voglio prendere pure il mart..., ora io gli ho cercato pure il martelletto, se no me li torna tutte gli ho detto io R: Vabbene U: Vabbene? R: Vabbene! U: Ciao R: Quando mi chiama ti telefono poi U: Vabbè, ciao R: Ciao VEDASI ALLEGATO 4A Come si vede all’inizio della conversazione, IARIA Ugo parla con MAESANO Salvatore di quello che deve fare relativamente ad un martelletto e una pala, il collaboratore dice che egli stesso ha venduto dei mezzi meccanici tramite MAESANO Salvatore ed appunto IARIA Ugo, e che lo stesso sempre per conto di MAESANO Salvatore presta soldi al tasso usuraio del 7-8% mensile .


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262 - 347/3500347

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30/12/2004 12.00.12

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+393339301136

RIT 1676/04

Ugo parla con un uomo per il pagamento di un bollettino. Ugo gli chiede di vedersi, alla zona industriale di Reggio Calabria nel pomeriggio dove lui deve frequentare un corso, continua dicendo che lì parleranno di persona. Si riporta trascrizione :R: Padre di Iaria Ugo Romeo Giuseppe U: Iaria Ugo R: Pronto! U: Oh, avevi chiamato? R: si U: eh... R: dov'è? dove sei? U: quà a Melito R: Senti mi ti dico (ndr senti cosa ti dico) U: eh.... R: Io ancora non ho potuto fare niente per quel bollettino U: Non ho come fare, io non ho come fare perchè io no ho nesuna maniera per come fare, non ho.. non ho... è inutile, non ho nessuna soluzione, io sono proprio..... senti cosa ti dico io oggi devo andare a Reggio io, R: ah? U: Oggi devo andare sino a Reggio R: si U: eh...... e devo andare vicino alla zona industriale, che devo andare a fare un corso, devo andare là R: eh U: riesci a scendere un minuto là? R: si, a che ora? U: eh... devo andare verso le 3 - 3.30 devo andare io, poi sino alle 6 sono là R: eh... per quell'ora ci sentiamo per telefono -inc.U: Senti cosa ti dico R: si U: se tu puoi fare una cosa di quelle che hai fatto l'altra volta R: si U: eh.. porta il coso che la facciamo e poi come torno quà a Melito stesso me li danno eh.....


R: Vabbè, eh... la fattura? U: si, ma a parte quella là eh.. poi parliamo là, porta il coso là R: vabbene, vabbene U: e parliamo là quando siamo là, dai! R: Vabbene U: e, così poi, pure come vengo io stesso gli do la risposta oggi, vado subito e mi danno quelle cose là e vediamo e poi ti dico io, dai! R: Vabbene U: Porta là, ed intanto eh.. e così poi... ragioniamo là. Porta il coso se c'è l'hai là il blocchetto con la cosa e poi, vabbene? R: Vabbè U: e poi ragionamo - inc.- un'altra soluzione, dai! R: Vabbè U: Ciao R: si, ciao. VEDASI ALLEGATO 4B

Monitorato: 347/3500347 RIT 1676/04 Registrazione:

749

Ora registrazione:

10/01/2005 10.04.25

Interlocutore

+393339301136

Un uomo di Reggio Calabria chiama ad Ugo. Ugo parla dell'Etr, di una pratica bloccata, della cauzione con un'assicurazione altrimenti non la liberano. L'uomo dice che la cauzione la faranno. L'uomo chiede ad Ugo se passa per casa sua. Ugo risponde dicendo che non sa se potrà passare per casa sua. R: Padre di Iaria Ugo Romeo Giuseppe U: Iaria Ugo U: Si pronto! R: Vieni stamattina per Reggio? U: eh sto andando a vedere perchè è un bordello là, è bloccata là apposta non c'era l'ETR R: dov'era bloccata? U: eh.. là perchè loro vogliono la cauzione con un'assicurazione, e non hanno liberato niente R: e c'è la facciamo la cauzione


U: ed ora sto andando a vedere quello che vogliono, eh... ora vado R: ma vieni a Reggio? U: eh si, sto andando a Reggio ma vado di cora là per vedere, per vedere che devo fare R: e vabbè, passi di quà poi o no? U: non so perchè devo fare lì, devo andare, quà devo fare un sacco di cose, ora vado di corsa là a vedere, sto cercando di trovare una macchina che non ho neanche macchina, ed ora vedo R: e vai là allora vai, che io ora esco, vabbè U: Vabbè, ciao R: ciao. VEDASI ALLEGATO 4C Monitorato: 347/3500347 RIT 1676/04 Registrazione:

756

Ora registrazione:

10/01/2005 11.57.10

Interlocutore

+390965590671

Ugo e ROMEO Giuseppe, residente a Reggio Calabria Via Calveri nr. 97. I due parlano dell'Etr, della polizza assicurativa e di un ragazzo. Giuseppe chiede a Vincenzo se stasera incontra il ragazzo e se ha visto a quello della fattura. Ugo dice che stasera lo incontra e che se lo vede lo telefona. Giuseppe dice ad Ugo che se un giorno può andare va da lui. Si riporta trascrizione. R: Padre di Iaria Ugo Romeo Giuseppe U: Iaria Ugo U: Si, pronto! R: sei andato là? U: Si R: che ti hanno detto? U: Niente, mi hanno dato la copia di quello che gli hanno mandato perchè quell'altra non l'hanno ricevuto ancora, ed ora ci devo chiamare a quello dell'ETR, per farmi dare questa copia ed ora devo vedere, perchè mi ha detto che facilmente ci vuole la polizza R: mh.. U: per farmi togliere tutte cose, ora comunque ora io stasera gli dò tutte cose a questo ragazzo e vedo, lo chiamato e non mi risponde R: ma lo incontri stasera? U: stasera si


R: quello là delle fattura lo hai visto? U: non lo visto, ero a Reggio ora sta arrivando ora, non lo visto ora R: ah già, fino ad ora non ti prendeva il telefono, si vede che eri in qualche parte che non ti prendeva. Eh vabbè comunque un giorno se posso venire vengo U: Vabbè poi ci sentiamo, e vedo... se quello lo vedo ti chiamo -inc.- perchè si deve pagare questa cosa qui pure, ora vedo R: vabbene vedi tu... U: vabbè R: ...come possiamo fare, inc.U: vabbè R: vabbè, ciao U: ciao VEDASI ALLEGATO 4D

Monitorato: 347/3500347 RIT 1676/04 Registrazione:

792

Ora registrazione:

11/01/2005 0.55.24

Conversazione famigliare, tra Giuseppe ed il padre Ugo. Ugo dice che si trova a Zuparia e sta scendendo da Roccaforte del Greco. Il figlio spiega ad Ugo che può dormire sogni tranquilli, come gli ha scritto sugli sms ( vedesi sms con importanza alta) dove gli diceva che gli assegni sono coperti. Queste conversazioni confermano il giro di denaro che insiste tra i due soggetti sopra indicati per dare una valenza investigativa alle predette è doverso fare riferimento allo stralcio dell’interrogatorio reso dal collaboratore . U: Iaria Ugo G: Iaria Giuseppe G: oh! U: oh G: oh - inc. U: Stavi dormendo? G: e ora sono tornato a casa, da mezz'ora U: ah... senti cosa ti dico ma 330 chi è il numero di Mario G: Si, di Velia U: ah, allora si vede che chiamava Mario G: Pa, ma lo hai letto il messaggio che ti ho mandato io? U: eh ma tu hai chiamato prima di questo numero


G: eh, ma no c'era un messaggio scritto, no U: no, non mi è uscito (ndr arrivato) G: no, devi avere un messaggio scritto che ti ho scritto, per fartelo leggere U: e ma non mi è uscito - inc. - la chiamata tua mi è uscita G: eh li hai letti tutti i messaggi? U: ah? G: li hai letti tutti i messaggi? U: si, ma solo quello che mi hai chiamato è uscito G: no ti ho mandato un altro per dirti di dormire tranquillo U: vabbè, io scendendo, ah? G: ti ho detto io che ti avevo mandato uno e ti ho scritto di dormire tranquillo, che Mario gli dà 150 euro e l'assegno per domani mattina è coperto U: ah, e io sono a Zuparia che sto scendendo quà da Roccaforte G: e che sei salito a fare a Roccaforte U: e, no, sono salito con Totò e con Carmelo G: ah, per mangiare così? U: eh, si, ora sono, sto scendendo ora siamo a Zuparia siamo G: ah, vabbene U: Ciao. VEDASI ALLEGATO 4E Monitorato: 347/3500347 RIT 1676/04 Registrazione:

829

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12/01/2005 11.33.41

Interlocutore

+393392873155

PANGALLO Francesco, nipote di Pangallo Domenico "Bicicletta" chiama ad Ugo dicendogli che ora è partito e che verso le 13:00/13:30 gli chiama se ha il numero: Ugo dice che adesso sale a Roccaforte del Greco. VEDASI ALLEGATO 4F

Monitorato: 347/3500347 RIT

1676/04

Registrazione:

1080

Ora registrazione:

18/01/2005 11.54.26

Interlocutore

+390965590671


ROMEO Giuseppe telefona ad Ugo chiedendogli se quello è andato. Ugo dice che non l'ha telefonato, pensa che comunque telefonerà stasera per domani. ROMEO Giuseppe dice che deve fare di tutto per farlo venire, poichè sono in un mare di guai e chiede poi se quel coso l'ha fatto. Ugo dice che per quel coso bisogna fare l'assicurazione per il coso delle entrate, e che domani vedranno. VEDASI ALLEGATO 4G

Monitorato: 347/3500347 RIT 1676/04 Registrazione:

1489

Ora registrazione:

23/01/2005 19.21.02

Interlocutore

+393402915400

Ugo chiede a Donatello del padre e poi parla con Salvatore, al quale dice di essere da Masi. MAESANO gli dice che si è appena sentitio con Mario. Salvatore si raccomanda per domani perchè la strada non è buona ed Ugo gli passa Masi con il quale si raccomanda che massimo alle cinque devono partire se non sono fregati perchè per strada c'è neve e ghiaccio. Poi dice che fino a Salerno non ci sono problemi, ma iniziano di lì in avanti. Si riporta la trascrizione nella parte di interesse: ..omissis...fino alle ore 19.22.11 del 23.01.2005. IARIA:-Eh, siamo qua con Masi e mi ha datto chiamaci a Salvatore. Ho detto io, chiamamolo, non lo abbiamo sentito proprio. MAESANO:- Eh, ora ci siamo sentiti con Mario. IARIA:-Eh. MAESANO:-Ero sceso poco prima, ho avuto un poco di impicci e mi sono trattenuto un altro poco. IARIA:-Eh, va bene, allora quando arrivi. MAESANO:-Comunque le cose rimangono così, domani viene qua, viene Peppe, che non si secchi a venirmi a prendere là da Mimmo. IARIA:-Ok, va bene. MAESANO:-Però Ugo ti raccomando a te, perchè vedi perchè la strada è un poco disagiata, e poi arriviamo. IARIA:-Eh, aspetta che ti pas, ti passo pure a masi, aspetta, MAESANO:-E lui che sa. IARIA:-Te. MASI:-Si.. MAESANO:-Eh, allora!


MASI:-Uhm, eravamo qua, e non sapevo se eri sceso o ancora no. MAESANO:-No, ancora no. Dovevo scendere prima, avevo programmato, ma non sono riuscito. MASI:-E infatti ho detto io. MAESANO:-Eh. MASI:-Non lo so, e poi, bo, domattina ci vediamo al bar se ..incomprensibile... MAESANO:-Si ci vediamo al bar, si. MASI:-Ci vediamo al bar. MAESANO:-E poi quando passa Ugo o passa lui o qualcuno viene a prendermi là fuori dalla casa. MASI:-Eh ...incomoprensiuble.. Angerlino quello là aprono. MAESANO:-Agelino questa sera è da te, non penso che. MASI:-Domani mattina è là nerl bar, ti voglio dire. MAESANO:-Ah, ma è al bar domani mattina. MASI:-Eh, domani mattina. Quindii se tu gli chiamipure prima dell'apertura, quello viene e ti, qualche due minuti prima. MAESANO:-Qh, a che ora aprono alle cinque? MASI:-Verso le cinque. MAESANO:-Ma dobbiasmo partire massimo alle cinque. MASI:-Va bene. MAESANO:-Se no siamo fregati, perchè la strada e un poco disagiata, insomma che, è ghiacciata, c'è un poco di neve. MASI:-Eh, eh, E va bene, ma nel mentre pure poi, si deve viaggiare con il giorno. Va bene. MAESANO:-A posto. No, ma se no fino a salerno andiamo tranquilli, il problema è da là in avanti. MASI:-Va bene. MAESANO:-Ti dico, Eh, va bo, va bo, ci sentiamo domani dai. MASI:-A domani mattina va, ciao MAESANO:-Buona notte. In sottofondo si sente Iaria Ugo dire:"Non ho capito io". VEDASI ALLEGATO 4L Monitorato: 393473500347 Registrazione:

1513

Ora registrazione:

24/01/2005 4.18.21

Interlocutore

+393402915400


Maesano chiede ad Ugo se è in adunata. Lui gli chiede se Giuseppe è passato a prenderlo e lui risponde di no. Ugo gli dice che è con Masi e passano a prenderlo. VEDASI ALLEGATO 4M Monitorato: 347/3500347 RIT

1676/04

Registrazione:

1529

Ora registrazione:

24/01/2005 11.17.01

Interlocutore

+390965771404

Ugo dice a Carmela che sono per strada perchè Ture deve comprare la macchina ed hanno sbagliato strada. Solo adesso sono arrivati dalla macchina. Carmela gli dice che allora non vanno da Padre Pio e lui risponde che andranno visto che è a circa un'ora e mezzo. Poi sorride dicendo che Ture ha preso la macchina con interne. Le conversazioni appena riportata, conferma lo stretto rapporto che intercorre tra IARIA Ugo e MAESANO Salvatore, infatti lo stesso IARIA Ugo accompagna MAESANO Salvatore al Nord Italia dove quest’ultimo deve “comprare un macchina”. VEDASI ALLEGATO 4N Monitorato: 347/3500347 RIT

1676/04

Registrazione:

1979

Ora registrazione:

29/01/2005 12.41.53

Interlocutore

+390965722996

Ugo e Mico che gli dice che ha telefonato suo padre a sua mamma e gli ha detto che viene uno a prendere il compressore. Forse è Carletto. Ugo gli dice che se non arriva lui non si deve prendere alcunchè. In questa conversazione IARIA Ugo diffida Mico a dare il compressore a Carletto (MESIANO Carlo). VEDASI ALLEGATO 4O Monitorato: 347/3500347 RIT

1676/04

Registrazione:

1982

Ora registrazione:

29/01/2005 12.49.07

Interlocutore

+393409395100

Ugo e Romeo Giuseppe al quale dice che gli sta facendo fare cattive figure che non possono dare il compressore a Ciccio. Dice che quando viene il mandato glie lo vendono e che questa sera ha l'appuntamento con quello della pala a Bagnara. Romeo gli chiede cosa è venuto a fare Carlo a Roccaforte. Ugo gli dice di chiamare a Carlo e gli dice di tornare indietro. Romeo gli risponde di


lasciarlo perdere ed Ugo, arrabbiato, gli dice che sale lui a Roccaforte e glie lo dice lui a Carlo e Pasquale. In questa conversazione Ugo rimprovera il padre dicendo che gli fa fare sempre brutte figure, in quanto per la vendita del compressore hanno già preso impegni. VEDASI ALLEGATO 4P Monitorato: 347/3500347 RIT

1676/04

Registrazione:

1983

Ora registrazione:

29/01/2005 12.52.12

Interlocutore

+393392873155

Ugo dice a Ciccio che appena arriva a Roccaforte deve a dare a prendere il compressore e portarlo a casa poiché stà vendendo carletto a prenderlo. VEDASI ALLEGATO 4Q Monitorato: 347/3500347 RIT

1676/04

Registrazione:

1984

Ora registrazione:

29/01/2005 13.14.54

Interlocutore

+393480633148

Carlo: Pronto! Ugo:Carlo! Carlo:E Ugo bello dimmi? Ugo:Che c'è che si dic Carlo:E Siamo quà stò salendo a Roccaforte. Ugo:E ma sali a Roccaforte con quali ordini sali a Roccaforte Carlo Carlo:Non comprensibile Ugo:Con quale ordine sali a Roccaforte Carlo torna indietro Carlo:Come, tuo padre mi ha detto di andarlo a prendere Ugo:E ma... non ho capito io tu sai i problemi che ci sono e ti pigli impicci che non ti devi prendere Carlo. Carlo:Scusa Ugo che significa tu padre mi ha detto vamm a prendere il compressore e io stò andando a prenderlo fammi capire. Ugo:E allora puoi tornare indietro Carlonon c'è ne compressore lì carlo non comprensibile Carlo:Come? Ugo:ma dove sei ? Carlo:Ma dove sei ora tu! Ugo: Sono quà a Melito. In sottofondo si sente una voce maschile che dice "digli che l'ambasciata mi è arrivata a me"


Ugo:Si Pronto! Carlo:Ugo Ugo: Si dimmi cade la linea. VEDASI ALLEGATO 4R Monitorato: 347/3500347 RIT

1676/04

Registrazione:

1985

Ora registrazione:

29/01/2005 13.16.59

Interlocutore

+393480633148

Ugo : IARIA Ugo; Carlo: MESIANO Carlo; Si sente la voce di Ugo in sottofondo che dice "Lo prende e lo porta quà" Carlo:Pronto! Ugo:Si ma dove sei? Carlo:Io sono quà a Bagaladi! Ugo:E a bagaladi allora puoi tornare indietro non salire proprio a Roccaforte! Carlo:perchè Ugo? Ugo:perchè! aspetta che stò arrivando io e te lo dico io perchè Carlo. Carlo:Va bene vieni ! Ugo:Aspetta aspetta Il telefono di Ugo viene passato a persona di sesso maschile a nome Peppe Peppe:carlo! Carlo:Peppe dimmi? Peppe:ma con chi sei che stai vendendo a prendere questo compressore Carlo:Ah! Peppe : Con chi sei? Carlo:Io solo sono! Peppe:Ascolta torna ndietro perchè già era arrivata ambasciata tu vieni quà che ti spiego che poi ti dico scendi perchè altrimenti chiedevi prima Carlo:Io domandavo se Pepè mi dice di andare a prendere il compressore Peppe:Non ti stò dando colpa a te Carlo, non ti stò dando colpa a te, a diamo scendi che poi ti spiego. Vedasi allegato 43)

Sempre nella stessa chiamata (sul telefono è attivo chiamata quindi

all’atto

il sistema avviso

la registrazione avviene sullo stesso progressivo

di

ma di


fatto sono due chiamate con due interlocutori diversi) padre Pepè ROMEO a cui dice che

gli fa

IARIA Ugo parla con il

fare sempre brutte figure , i due

litigano per telefono .

VEDASI ALLEGATO 4S Monitorato: 347/3500347 RIT

1676/04

Registrazione:

3454

Ora registrazione:

16/02/2005 20.18.38

Interlocutore

+393403709868

Iaria dice a Carmelo che Masino gli ha detto che là è a posto ed ora gli arrivano i soldi, un milione e due (lire), o milleduecento euro, non ricorda. VEDASI ALLEGATO 4T Monitorato: 347/3500347 RIT 1676/04 Registrazione:

3505

Ora registrazione:

17/02/2005 22.08.29

Interlocutore

+393402915400

Iaira Ugo e Maesano Salvatore al quale dice che devono cambiare un documento, perchè uno è firmato ed uno no. Lui gli dice che ora la signora Pangallo non è più in grado di firmare. VEDASI ALLEGATO 4U”

Non sussistono, quindi parere del Gip, elementi univocamente significativi della partecipazione di Iaria Ugo al sodalizio mafioso

Pangallo Domenico La

prosecuzione delle intercettazioni telefoniche e ambientali ha disvelato la

presenza di altri indagati ritenuti affiliati all’associazione indagata. Tra questi vi e’ Pangallo Domenico, detto Bicicletta. Si legge nella richiesta.


“La serie di contatti che sono stati registrati nel corso delle indagini in parola, hanno permesso di accertare la rete di collegamenti tra i vari accoliti facenti capo al sodalizio criminale operante a Roccaforte del Greco. E’ già acclarato che il punto di riferimento dei predetti risulta essere MAESANO Salvatore. Un altro personaggio che a lungo è stato monitorato nel corso delle innumerevoli attività tecnica poste in essere al fine di accertare i fatti in trattazione risulta essere PANGALLO Domenico, alias “Bicicletta”, quest’ultimo è già stato più volte gravato da numerosi pregiudizi penali (vedasi scheda personale) e di lui il collaboratore Carlo Mesiano dice:_ B: No, si si più o meno là 96- 97 e mi fecero una sorpresa, viene a Roccaforte, mangi da tutte la parti mangi a casa del Chiumbino, avevo fatto pure una vetrata blindata a casa di Chiumbino sopra i Carabinieri, dove c’era l’ex posta, ricordo

bene

una vetrata tutta blindata io avevo

progettata io e mangiavo a casa del Chiumbino avevo conosciuto il Cinghiale, persona si vedeva che era una persona che avrebbe fatto la qualsiasi cosa pur di non dare “sanzzio” ( soddisfazione) che non era capace, esaltata, gente esaltata non era gente normale, e gli ho detto com’e, lui mi dice tu ormai fai parte di noi, Gli ho detto faccio parte di che vedi che non ho fatto giuramento o cose varie, il battezzo lo davano a tutti la sopra, chi voleva aveva, perché non era.. A; E come si è svolta la cosa? B: E quella voltà già c’erano i nomi di chi c’era Chiumbino , Teodoro SPANO’ che poi quella volta fece pure casino che non voleva che mi dessero la cittadinanza onorata si chiamava . A. Perché lei era di Reggio: B: Si, e non voleva e perché mancava Mimmo RUSSO nella tavola che era arrestato compare Mimmo non c’è è arrestato a Catania, e copre Mimmo non c’è è arrestato , dice c’è Pepè tanto e con loro sempre quindi. A: Cioè Giuseppe ROMEO? B: Si, allora Paolo, Ciccio PANGALLO Detto picciotto come a suo padre, Chechella Giovanni PANGALLO , Mico Bicicletta . A: Mico Bicicletta chi è? B: Mico PANGALLO è Domenico PANGALLO detto bicicletta è poi c’erano i componenti del bar qua sotto non il bar di Annunziato, il bar dei PANGALLO diciamo e i vari componenti Andrea si chiamava un cugino di Nino Mico PANINO , suo fratello ( IARIA Domenico e IARIA Annunziato) “Gustino” (ndr Agostino) . A: Se tra i PANGALLO che ha nominato c’è un rapporto di parentela li deve precisare? B: No perché il gruppo MAESANO i PANGALLO erano questi qua lo zio di Francesco e bisogna vedere come è la cosa, e poi c’erano i PANGALLO Antonino PANGALLO detto u Chiumbino erano divisi come cosa perché quello era 300 abitanti dottre, se non erano tra di loro parenti. Verranno adesso

analizzate alcune conversazioni intercettate sull’utenza 347/9693486 in uso

PANGALLO Domenico intercettata con RIT 970/04.

a


Monitorato: 3479693486 - RIT 970/04 Registrazione:

138

Ora registrazione:

18/11/2004 15.38.19

Interlocutore

+393402915400

MAESANO Salvatore chiama a Domenico, al quale chiede se è giù. Domenico dice di sì, chiedendo a Salvatore se scende. Salvatore dice di sì e chiede a Domenico se vanno dal ragioniere. Domenico risponde sì, chiedendo a Salvatore di fargli uno squillo quando scende. VEDASI ALLEGATO 5A Monitorato 3479693486 - RIT 970/04 Registrazione:

143

Ora registrazione:

18/11/2004 16.24.39

MAESANO Salvatore chiama a Domenico. I due si danno appunatmento a Melito all'angolo del bar tra 15 minuti dal momento della telefonata. VEDASI ALLEGATO 5B Le predette conversazioni assumono particolare inportanza se si considera che alle successive ore 17.15 lo stesso PANGALLO Domenico contatta ATTINA’ Paolo, altro personaggio inserito nel medesimo contesto criminale di Roccaforte del Greco . 3479693486 - RIT 970/04 Registrazione:

145

Ora registrazione:

18/11/2004 17.15.12

Interlocutore

+393496735207

Domenico chiama ad ATTINA' Paolo. Domenico gli chiede dove si trova? Paolo dice che sta andando a Reggio. Domenico dice a Paolo che dovevano andare lì per quel discorso. Paolo dice che sta ritornando a Melito. Domenico dice che si trova al Bar di Tommaso ( Bar ATTINA' di Melito P.S.). Paolo dice che adesso lo chiama e si vedono, ma non lì al bar ma in qualche altra parte VEDASI ALLEGATO 5C Monitorato: 3479693486 - RIT 970/04 Registrazione:

991

Ora registrazione:

08/12/2004 9.50.03

Interlocutore

+393496772391

Persona di sesso maschile

chiama a Domenico. Francesco gli passa Carmelo, il quale gli chiede se

l'indomani mattina si vedono là. Domenico dice che lo dirà a Turi (verosimilmete MAEASANO Salvatore), in quanto lui deve andare in ospedale con la moglie. Carmelo dice che devono dire a


Bestianeddu che si devono organizzare così devono fare vedere il casello la su in montagna a Maesano. Carmelo chiede se deve salire l'indomani. Domenico dice di non salire perchè se la vede lui. Carmelo dice che andranno direttamente la sotto, perchè lì e apposto. Carmelo dice che per quel fatto che gli ha detto lui, vuole far vedere il casello a Bestianeddu. Carmelo dice che Bestianeddu deve uscire all'area di candela, si vedranno lì alle ore 06:30. Domenico chiede dove devono preparare il materiale. VEDASI ALLEGATO 5D Monitorato: 3479693486 - RIT 970/04

Registrazione:

1023

Ora registrazione:

08/12/2004 20.06.04

Interlocutore

+393490561664

Domenico chiama a Don

Marco (ROMEO Marco) al quale dice di andare a

chiamare a Bestiano, dicendogli di chiamarlo subito poichè deve dargli una comunicazione urgente. VEDASI ALLEGATO 5E Monitorato: 3479693486 - RIT 970/04 Registrazione:

1024

Ora registrazione:

08/12/2004 20.19.44

Interlocutore

+393490561664

Domenico chiama a Marco, chiedendogli se ha trovato a Bestianu. Domenico riferisce a Marco di dire a Bestianu di farlo chiamare sul numero che gli esce sul telefono ora il 347/9693486. VEDASI ALLEGATO 5F Monitorato: 3479693486 - RIT 970/04 Registrazione:

1028

Ora registrazione:

08/12/2004 20.54.39

Interlocutore

+393490561664

Domenico chiama a Marco, al quale chiede se lo chiama o no questo, perchè deve dargli una comunicazione urgente per domani presto ( di mattina presto) , la sù in montagna. Domenico chiede a Marco di far cercare a Bastianu da Girolama (moglie di Marco) (vedasi sintesi allegato 51) Monitorato: 3479693486 - RIT 970/04

Registrazione:

1031

Ora registrazione:

08/12/2004 21.32.04


Interlocutore

+393490561664

Domenico chiama a Marco. Marco dice che adesso va lì e lo chiama sul sul telefono )sul cellulare di Romeo Marco) a Bastianu. Domenico gli chiede di andare. Si sentiranno tra due minuti VEDASI ALLEGATO 5G Monitorato: 3479693486 - RIT 970/04 Registrazione:

1032

Ora registrazione:

08/12/2004 21.39.42

Interlocutore

+393490561664

BASTIANU (verosimilmente di Roghudi Nuovo e nativo di Roccaforte del Greco) chiama Domenico, con il numero 349/0561664 in uso ed intestato a ROMEO Marco, nato a Roccaforte del Greco il 12.11.1955 e residente a Roghudi Nuovo, via Della Pace 43. Poi la conversazione, continua tra Sebastiano e MAESANO Salvatore, residente alla via Plachi 1 di Roccaforte del Greco, in merito ad una visita di alcuni dirigenti (verosimilmente dell'azieda Regionale Afor) che si terrà il giorno 09.12.2004 a Roccaforte del Greco nella località Casello di Maisano. Successivamente, dopo la visita, verosimilmente vi sarà un pranzo a base di carne di capretto/agnello, fornita dallo stesso Bastianu (Sebastiano) e cucinatu in aiuto con Giovanni. Salvatore invece porterà il pane e tutto il resto occorente per poter mangiare. Le pentole saranno fornite da Sebastiano. VEDASI ALLEGATO 5H [N.D.R. Bastianu potrebbe verosimilmente identificarsi in PANGALLO Antonio Sebastiano, nato a Roccaforte del Greco (RC) il 20.01.1963 e residente in Roghudi Nuovo Via Della Pace nr. 48. Giovanni potrebbe verosimilmente identificarsi in ROMEO Giovanni, nato a Roccaforte del Greco il 01.03.1968 ed ivi residente alla via baracche nr. 22, di fatto domiciliato in Reggio di Calabria. Il PANGALLO ed il Romeo sono proprietari di vari appezzamenti di terreno, nonchè di vari ovile nella località. Mordace - Croce di Melia - Santa Trada del comune di Roccaforte del Greco, poco distanti dalla località casello/cascate di Maisano.] Le conversazioni cui ai progressivi 991, 1023, 1024, 1028, 1031, 1032 chiariscono innanzitutto lo stretto rapporto che insiste tra PANGALLO Domenico e MAESANO Salvatore, inoltre questi due stanno organizzando un pranzo a dei dirigenti (presumibilmente dell’A.FO.R.) che devono recarsi nella mattinanata dell’indomani in un casello della forestale, MAESANO Salvatore nella conversazione cui al progressivo 1032 raccomanda a Sebastiano di non fare brutta figura altrimenti poi precluderebbe la possibilità allo stesso (Sebastiano) di lavorare. “

E dunque a carico di Pangallo Domenico ci sono le dichiarazioni Mesiano Carlo che lo indica come presente ad una cerimonia di affiliazione che non si a bene se sia tenuta o


meno ( a causa dell’assenza di MimmoRusso), cerimonia sulla cui collocazione temporale non vi sono date certe ( il collaboratore indica gli anni 96-97) . Se cosi’ e’ il fatto si collocherebbe in epoca anteriore a quello indicato dalla contestazione del reato associativo ( in data antecedente e prossima aad aprile 2002 e sino alla data odierna) Le conversazioni successivamente esaminate attestano certamente l’esistenza di un rapporto tra Pangallo Domenico e Maesano Salvatore , si registrano contatti tra Pangallo e un tale Bastiano relativamente all’organizzazione di un pranzo ( sembrerebbe in concomitanza con la visita di alcuni dirigenti AFOR) , contatti tra Pangallo e Paolo Attina’ ma dalle suddette conversazioni non emerge nulla che, con una qualche oggettivita’, indichi tali rapporti come afferenti al vincolo associativo e significativi in tal senso.

ATTINA’ PAOLO Si legge nella richiesta del P.M.: “ Un altro dei personaggi che risultano essere appartenenti all’organizzazione criminale sopra menzionata, a lungo è stato monitorato, è senz’altro ATTINA’ Paolo, in particolare con RIT 1248/04 è stata monitorata l’utenza 349/6735207 mentre con RIT 383/05 è stata monitorata l’autovettura Fiat Punto targata AA272VW. La conferma della caratura criminale e dell’appartenenza di ATTINA’ Paolo alla cosca denominata “ZAVETTIERI” si ha nella conversazione captata all’interno della FIAT Uno in uso a PANGALLO Giovanni (progr. Nr. 420 vds. supra). Nella predetta conversazione il PANGALLO fa riferimento alla carica conseguita da ATTINA’ Paolo all’interno del

sodalizio

(basista). La circostanza veniva ulteriormente confermata dalla dichiarazioni del collaboratore Carlo Mesiano:B: si sente una risata poi vi spiegherò, che doveva cucinare la Capra, c’era tantissima gente, un suonatore venuto da Serra San Bruno di mandolino, il classico strumento della Ndrangheta m chiamiamola Ndrangheta che poi c’erano pure i siciliani , c’era un professore il nipote di Nitto SANTAPAOLA che poi furono arrestati per traffico di uranio e cose varie , insomma erano tutti là, quella sera successe che Paolo (ndr ATTINA’ Paolo) e Teodoro SPANO’ avevano bevuto un po’ e si erano bisticciati e fino alle 7 di mattina non c’è stato verso, Ah tu sei stato fatto grazie a Mimmo, ti hanno fatto Malandrino grazie e Mimmo tu sorella era così tua sorella erà colà, a tu


non hai fatto neanche la guerra “ta fuisti” (sei scappato) quando si sparava fuivi fuivi insomma alla fine dei conti furono accompagnati a casa. C. Questo Paolo non si ricorda il cognome? Detto Lepro? B: detto lepro, “Paolennu Lepro” si stretto affiliato di TURI MAESANO, e gli faceva l’autista alla buonanima del padre di Turi MAESANO. Ecco come l’ho conosciuto, quando io salivo a Roccaforte e facevo i lavori vicino a casa sua era sempre chiuso aveva porte blindate, finestre blindate, non usciva mai e se usciva, usciva armato, perché a quell’epoca c’erano ancora piccole scosse di guerra.

Il monitoraggio delle utenze conferma ancora di più quanto finora detto. Infatti sono stati registrati contatti con altri personaggi gravitanti nel medesimo contesto criminale oggetto delle investigazioni, come ad esempio PANGALLO Domenico alias Bicicletta, PARISI Antonio, MAESANO Salvatore, CANDIDO Concetto Bruno ed altri, circostanze ulteriormente confermate dall’intercettazione della predetta autovettura. Conversazione Captate con RIT 383/05 . Durante l’intercettazione dell’autovettura è emerso quanto segue:In data 05/06/2005 al progressivo 3614 della Fiat Punto targata AA272VW in uso a ATTINA’ Paolo, intercettata con RIT 383/05, viene intercettata la seguente conversazione . PANGALLO Domenico dice che è capace che pure li assolvono in gran parte. Paolo risponde che non basta i guai che hanno e che “ci manca pure questa”. Mimmo dice che ancora bisogna vedere quello che c’è sotto e che questa causa è uno stuzzicadenti; bisogna vedere come vanno le altre cose, bisogna vedere le indagini che ci sono da un anno e mezzo per droga e non.

Si riporta di seguito conversazione parziale : Mimmo: Che non ti sembra che sia facile può darsi che li assolvono in gran parte . Paolo: Non comprensibile non basta i cazz.... Mimmo:Paolo devono chiarirsi solo gli equivoci Paolo:basta i cazzi che abbiamo che escano altri cazzi. Mimmo:Ancora bisogna vedere che quello che c'è sotto questa cuasa lì sai cos'è uno stuzzicadenti ancora bisgna vedere come vanno le altre bisogna vedere come vanno le indagini che ci sono da un anno e mezzo per droga e non droga . Paolo: Non comprensibile. Mimmo:Va bene lasciami quà che non ci sia movimento. vai a Reggio domani Paolo:Lo sai. Mimmo:ma se vai a reggio a che ora c'è ne andiamo alle 07.30 , non comprensibile così andaimo e vediamo penso che vedre sia meglio Paolo: Tu con chi scendi domani mattina?


Mimmo: Io prendo la macchina di Rosaria se non viene tu Paolo: Ma che vengo a fare ci vediamo pomeriggio a melito Tale conversazione induce questa P.G. a fare due considerazioni la prima che i due interlocutori parlano già di un procedimento penale in cui soggetti di Roccaforte sono stati coinvolti, in più fanno riferimento ad un indagine in corso per droga (non è chiaro se si riferiscono alla presente indagine oppure ad altre indagini condotte da altri reaparti).

VEDASI ALLEGATO 6A In data

08.05.2005 al progressivo 3081, nella Fiat Punto targata AA272VW in uso ad

ATTINA’ Paolo, RIT nr. 383/05, viene registrata una conversazione tra ATTINA’ Paolo e PANGALLO Domenico. I due parlano di una vicenda giudiziaria, in relazione alla quale “giorno 6” hanno la “preliminare”; Paolo dice che “la dovrebbero scivolare” (ndr dovrebbero spuntarla). Paolo chiede quando andranno “a ragionare” con “Cariello là sopra”. Domenico dice che gli interessa quello di maggio e Paolo dice che “li fottono solo se hanno qualche fotografia e Domenico conferma che non hanno niente, nè fermi nè fotografie”. In questo stralcio di conversazione traspare chiaramente la preoccupazione degli interlocutori per dei procedimenti penali in corso. Sintomatica appare la frase proferita da ATTINA’ Paolo “ci fottono solo se hanno fermi o fotografie”, ovvero se gli inquirenti avranno la possibilità di certificare le frequentazioni:- Si riporta stralcio della conversazione:

OMISSIS DALLA ORE 10.11.47 ALLE ORE 10.17.28 Mimmo

Con Carriello a signore che a cosa gliela devo spiegare io giorno 6 c'è la preliminare

Paolo

E capace che …(ndr non comprensibile )

Mimmo

Ora parlo con l'avvocato

Paolo

Tu l'avvocato d'ufficio hai?

Mimmo

No ho a NISi.

Paolo

ma lì l'avvocato d'ufficio hanno scritto.

Mimmo

No ma hanno sbagliato loro, io ho a NISI .

Paolo

Tu e Masi.

Mimmo

Io gli ho firmato la cosa a NISI gli ho fatto la delega ora vado, devo sistemare i documenti

Paolo

Sopra il camion se non l'avevi fatta al computer…(ndr non comprensibile) (Paolo saluta qualcuno)

Mimmo

Quello (il procedimento ndr) di maggio ci interessa, penso che dovremmo scivolare


lì, penso (ndr in questa frase, Mimmo si riferisce sicuramente ad un processo che è in corso e nel quale dovrebbero “scivolare”,cioè essere assolti); Paolo

Ci fottono solo se hanno qualche fotografia.

Mimmo

Ma non hanno niente, non hanno nè fermi e nè fotografie quindi, se avevano fermi...

Come si vede, Paolo si

preoccupa del

fatto che gli inquirenti non abbiano

fotografie. Mimmo risponde che non dovrebbero avere nulla, nè fotografie nè fermi. Tale frase deve intendersi nel senso che negli atti processuali non vi sono riferimenti al fatto che gli indagati fossero stati fotografati o fermati insieme.

OMISSIS DALLE ORE 10.19.35.

ALLEGATO 6B In data 17.06.2005 al progressivo 3781, sull’autovettura FIAT Punto targata AA272VW è stata registrata una conversazione tra ATTINA’ Paolo e PANGALLO Domenico. La stessa si riporta integralmente:-

OMISSIS dalle ore 13.57.55 alle ore 14.07.20 Paolo

E' arrivato un Bob kat di là

Mimmo

non comprensibile

Paolo

E ma là 2 giorni, in 10 minuti pagavo 5 operai

Mimmo

Non comprensibile

Paolo

Là 2 minuti gli facevo il lavoro

Mimmo

Per ora il potere è dalle parti nostre

Paolo

Eh!

Mimmo

Per ora il potere è dalle parti nostre non và nelle altre sponde, non hai capito.

In questo breve scambio di battute, Mimmo asserisce che, quello attuale, è un momento assai favorevole per i loro “affari”. I due stanno parlando di lavori pubblici, quindi, si desume chiaramente che l’espressione “potere” è ascrivibile al contesto criminale di cui entrambi fanno parte. La circostanza, quindi, che, in quel momento storico, “il potere è dalla loro parte” appare rispondente al vero atteso che anche il collaboratore di giustizia MESIANO Carlo afferma, per conoscenza diretta, che, dopo la fine della faida, la criminalità organizzata a Roccaforte del Greco era egemonizzata da MAESANO Salvatore, per quanto concerne la cosca ZAVETTIERI, e da PANGALLO Antonino, per quanto


riguarda la cosca PANGALLO - MAESANO - FAVASULI. Da quanto emerge da alcune conversazioni, intercettate nell’ambito del presente procedimento (quale ad esempio, il progressivo nr. 4749 del 21.05.2005 ore 19.50.45, sull’autovettura LANCIA Y di IARIA Domenico, targata BJ427HV RIT 1289/04), dopo la morte di PANGALLO Antonino detto “Chiumbinu” le redini della cosca passarono a PANGALLO Francesco cl. 75 il quale, privo del carisma che invece contraddistingueva il fratello e assolutamente carente nelle relazioni interpersonali, si presentava, a differenza del defunto ex capo, come un leader dotato di minor autorevolezza. Pertanto, alla luce del fatto che sia ATTINA’ Paolo che PANGALLO Domenico, sono affiliati alla cosca ZAVETTIERI, quindi vicini a Turi MAESANO, appare plausibile che, stante i sopradescritti limiti di PANGALLO Francesco cl. 75, i due ritengano di appartenere ad un sodalizio più forte (rispetto alla cosca avversaria PANGALLO- MASANO– FAVASULI) e, quindi, unico depositario del potere (mafioso). Questo passaggio, dal momento che gli interlocutori discorrono di opere edilizie (“… è arrivato un bob kat … due minuti gli facevo il lavoro…”), si incastra perfettamente con il narrato del collaboratore, che riferisce, in particolare, della posizione egemonica ricoperta dalla cosca Zavettieri, ed quindi da Turi Maesano, nel settore degli appalti pubblici, contesto che conosce una situazione di vero e proprio monopolio, gestito dal Maesano attraverso imprenditori a lui vicini (cfr. più diffusamente Capitolo V - Il controllo degli appalti pubblici). Ciò è ancora più evidente dalla lettura dei passi successivi della conversazione.

Paolo

Dalle parti vostre?

Mimmo

Di Ciccio no, e lui la cosa la sfrutta, lui la situazione, ma sono sempre cose che… ( ndr… non comprensibile)

Paolo

(ndr…non comprensibile )

Mimmo

C'è un giro di amici, non come viene viene!

Paolo

(ndr…non comprensibile

Mimmo

(…non comprensibile) ... se abbiamo avuto bisogno soldi ce li hanno dati, quindi se la sta portando bene poi, per fatto di IACHINIO, ha fatto il minimo indispensabile. Ci sono altri discorsi sotto il porco non è che solo per i voti gli ha detto là tipo per cacciarlo (toglierlo) lui mentre c'era pure Gesualdo; Gesualdo è un altro discorso…(ndr…non comprensibile); uno che non ha niente da perdere, Paolo, le persone le può giudicare nel migliore dei modi ma tu vedi che l'indomani ti troverai qualcosa dove devi scontrarti con persone che sono falsi infami perchè così non puoi notare le persone sopra di te cosa facciano, bisogna vedere poi le persone come te la suonano, gente che poi anzichè vedere il fatto tuo, per invidia…(ndr…non comprensibile).

Paolo

Ma pure tu sei difettoso come sono difettoso io… (le voci si accavallano!)


Paolo

Tu sei come noi però, io sbaglio ....

Mimmo

Ma nessuno è perfetto, Paolo, nel mondo

Paolo

Qua ognuno, Mimmo, facciamo il discorso di comodo…

Mimmo

Ma di comodo, Paolo, potrà fare il discorso chi non ha nulla, io posso fare il discorso, tui puoi fare il discorso di comodo perchè hai...io non posso fare discorsi di comodo, se io li faccio sulle tue spalle, faccio sbagliato, io i discorsi di comodo li devo fare sulle mie spalle se sono una persona perfetta, perchè è capitato che io sono capo - operaio e come il direttore dei lavori vengono lì amici e ti pretendono ed è giusto fare quello che si può!

Chiaro il riferimento, dunque, al beneficiario della descritta situazione di egemonia (“…di Ciccio no, e lui la cosa la sfrutta, lui la situazione…”), tale “Ciccio” che, come può agevolmente desumersi dalle altre risultanze investigative e dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Mesiano Carlo (cfr. Capitolo V), altri non è che Pangallo Francesco cl. 74, imprenditore edile di “fiducia” del boss Turi Maesano.”

E’ importante soffermarsi su queste conversazioni . Quella del 5\6\05 attesta che Attina Paolo teme l’esito di indagini in corso ed entrambi gli interlocutori convengono che il problema puo’ provenire solo da eventuali fermi di P.G. o servizi di osservazione. La seconda, quella del 17\6\05, attesta che sia Pangallo Domenico che Attina’ Paolo ritengono quello in corso un momento particalarmente favorevole per i loro affari nel settore dell’edilizia ( in tal senso puo leggersi il riferimento al bobcat). Le predette conversazioni vengono lette dalla P.G., con una chiave di lettura che appare ragionevole, anche alla luce delle dichiarazioni rese da Mesiano Carlo secondo il quale la morte di Pangallo Antonino detto “ ‘u Chiumbinu” favorirebbe indirettamente il gruppo Zavettieri perche’

le redini del sodalizio Maesano-Pangallo-Favasuli sono

state prese dal fratello di ‘ u Chiumbinu, Pangallo Francesco cl. 75, figura poco carismatica tanto piu’ al confronto con Maesano Salvatore. Il prosieguo delle conversazioni

attesta i rapporti tra Attina Paolo’ e Maesano

Salvatore, tra Attina’ Paolo ed il figlio di Mimmo Crea e la comunanza di interessi . E’ significativo che

tanto Attina’ Paolo che Domenico Crea saranno destinatari

dell’ordinanza cautelare emessa nell’ambito del procedimento “Onorata Sanita’”.


Seguono le le conversazioni esaminate da ultimo:

In data 29.12.2004 al progressivo 1102 RIT 1248/04 veniva registrata una conversazione tra ATTINA’ Paolo e una persona di 339/8144426 risulta

sesso maschile di nome Vittorio la cui utenza telefonica

essere intesta a ERATI Vittorio, nato a Reggio Calabria il 04.11.1976, la

conversazione si riporta integralmente :paolo: attina' paolo vittorio:vittorio (uomo in corso di identificazione) paolo:vittorio! vittorio:tutto apposto! paolo:tu, .... che fai? vittorio:niente.... chiamai cosi'.... mi ero fatto una passeggiata per melito e dissi ora chiamo! paolo:no.... non sono per melito .... sono a roccaforte....... vittorio:ehhhh.... no...avevo chiamato .... perché mi ero preoccupato perché avevo visto la' sotto di te un sacco di movimento... incappucciati.... sirene... paolo:ehhhh .... che cosa é successo hanno investito a qualcuno? vittorio:ma... non so' perché c'erano anche quelli incappucciati

.... incomprensibile c'era ma

c'erano anche quelli incappucciati brutti... sono immischiati in tre qualita' la' di sotto paolo:ahhh.... va bebe...va! vittorio:va bene.... paolo:ciao vittorio:mi ero preoccupato perché questo motivo ho chiamato! ciao. statti bene! paolo:ciao vittorio:ciao VEDASI ALLEGATO 7A l’interlocutore chiama paolo perché preoccupato in quanto ha notato movimento di forze di polizia nelle adiacenze alla sua abitazione, accortezza che viene utilizzata evidentemente da chi si trova in condizioni di illegalità . In data 14.04.2005 al progressivo

3481 telefono 349/6735207, in uso ad ATTINÀ Paolo RIT

1248/04, viene registrata la seguente conversazione tra ATTINA’ Paolo e IARIA Ugo : IARIA Ugo telefona a Paolo, al quale chiede Peppe dove deve andare. Ugo continua dicendo che Peppe è andato ma gli dissero che dovevo andare io, io sono andato e mi dissero di tornare dopo. Ugo chiede a Paolo se era per quella cosa. Paolo dice che è per quella lettera che Ugo aveva dato a lui (a Paolo). Paolo chiede ad Ugo dove si trova. Ugo dice al bar e Paolo risponde che un altro attimo ed andrà lui. VEDASI ALLEGATO 7B


In data 26.02.2005 al progressivo 2407 telefono 349/6735207 in uso ad ATTINÀ Paolo: rit 1248/04 MAESANO Salvatore telefona a Paolo, chiedendogli dove sono arrivati. Paolo risponde a Bova sull'autostrada. Salvatore dice a Paolo che Giovanni arriva più tardi se può andare non è sicuro e chiede a Paolo di aspettarli lì. Paolo dice che sono alla galleria e lo aspettano sull'autostrada. VEDASI ALLEGATO 7C In data 26.02.2005 al progressivo 2412 telefono 349/6735207 in uso ad ATTINÀ Paolo, rit 1248/04. ATTINA' Paolo telefona a RUSSO Domenico, al quale dice che siccome sono in un'altra parte e non si sbrigano presto, non possono andare. L'uomo (RUSSO Domenico) dice a Paolo che onestamente il cugino avrebbe voluto che loro ci fossero. L'uomo si chiama Mico (Domenico). Paolo dice ad altra persona in sottofondo: "fermati un attimo" (ndr sono in autovettura). ATTINA' passa poi il telefono a MAESANO Salvatore (Arciprete) il quale parla con Domenico. MAESANO Salvatore dice che avevano un impegno, pensavano di sbrigarsi, ma invece come si sono messe le cose rientrano tardi, stanno andando ora ma strada facendo si sono resi conto che hanno un altro impiccio, poiché li hanno invitati in serata. Domenico dice a Salvatore che se si sbrigano presto devono uscire a Reggio Calabria, lo telefonano ed esce lui e li prende. Salvatore dice che stanno andando ad un matrimonio, ma poi li trattengono in serata in quanto hanno un altro mezzo impegno, visto che sono là e che non potrebbero andare da Mico deve fargli lui gli auguri per loro. VEDASI ALLEGATO 7D In data 23.03.2005 al progressivo 2939 telefono 349/6735207 in uso ad ATTINÀ Paolo, rit 1248/04. Chiama a Parisi Antonio, e gli da il umero del "mandato" è 580, e che aspettano solo che arriva il bonifico. Parisi dice che non ci sono problemi, sia se era par lui (Paolo) che per quell'amico, perchè lui le cose li capisce. Paolo continua che fino a ieri gli e lo ha raccomandato, e quell'uomo ha riferito che se poteva la faceva subito, ma ci sono tempi burocratici. Parisi dice che ieri sera era insieme a suo compare ed hanno parlato, e quest'ultimo gli ha detto che era andato lì. Paolo dice che si vedono uno di questi giorni e Parisi dice che in questo momento è fuori sede, si salutano. VEDASI ALLEGATO 7E In data 01.04.2005 al progressivo 3133 telefono 349/6735207 in uso ad ATTINÀ Paolo: RIT 1248/04 MAESANO Salvatore chiama a Paolo, spiegandogli che l'indomani mattina, lui ha appuntamento con Antonio (NDR verosimilmente CREA ANTONIO), che deve andare là fuori con suo compare. MAESANO Salvatore continua dicendo che lui l'indomani mattina deve partire, in quanto ha una consegna urgente da fare a Catanzaro e deve partire alle ore 06:30. MAESANO Salvatore chiede a Paolo di telefonare ad Antonio e di spostare l'appuntamento per le due (ndr 14:00) in quanto lui per le 13:00 rientra, ha tutto carico e deve consegnare, visto che il fratello deve fare un'altra strada e non può andare, motivo per il quale dovrà andare lui, obbligatoriamente a consegnare. Salvatore si raccomanda con Paolo in quanto, avevano l'appuntamento per l'indomani mattina al bar. Paolo risponde a Salvatore, dicendogli che appena lo rintraccia ( ndr a CREA Antonio) gli farà sapere. VEDASI ALLEGATO 7F


In data 01.04.2005 al progressivo 3136 telefono 349/6735207 in uso ad ATTINÀ Paolo: rit 1248/04. Paolo telefona a CREA Antonio dicendogli che l'indomani mattina quella persona ha un appuntamento in quanto deve andare a Catanzaro a fare una consegna. Paolo parla dell'appuntamento che Antonio aveva l'indomani mattina con Turi

(NDR MAESANO Salvatore) al bar. Antonio chiede

se

l'appuntamento è sempre con quell'amico e di telefonare lui a Turi ( NDR MAESANO Salvatore ) e di dirgli che l'indomani alle 2 ( NDR 14:00) si vedranno da LUGARÀ e poi vanno. Paolo ed Antonio si vedranno dopo. Paolo chiede ad Antonio di dire a Nino FOTI che lui lo vuole. VEDASI ALLEGATO 7G In data 01.04.2005 al progressivo 3138 telefono 349/6735207 in uso ad ATTINÀ Paolo: rit 1248/04.

Paolo telefona a MAESANO Salvatore, al quale riferisce che si vedranno l'indomani al Re

degli Amici da LUGARÀ

e poi andranno lì. Salvatore risponde di sì. (Ndr si riferiscono

all'appuntamento tra Salvatore, CREA Antonio ed altre persone. VEDASI ALLEGATO 7H In data 02.04.2005 al progressivo 3159 telefono 349/6735207 in uso ad ATTINÀ Paolo: rit 1248/04. Paolo telefona a CREA Antonio.Antonio sta dal Professore (Ndr verosimilmente porrebbe trattarsi di GANGEMI Leonardo) per andare all'appuntamento. Paolo dice che ha detto sua Maestà, il Cardinale ( NDR MAESANO Salvatore) che ritarda dieci minuti e di aspettarlo che sta arrivando. Antonio chiede se il Cardinale è Turi ( ndr MAESANO Salvatore). Paolo risponde di sì. Paolo ed Antonio si vedranno l'indomani. Antonio dice a Paolo che gli offrirà un bicchiere di vino, lunedì sera ( giorno 04/04/2005 dopo lo spoglio delle schede relative alle elezioni Regionali, nelle quali è candidato il padre di Antonio CREA Domenico, per la lista di centro Sinistra, partito della Margherita). Paolo raccomanda ad Antonio su quello che gli aveva detto. VEDASI ALLEGATO 7I Queste conversazioni confermano il rapporto che intecorre tra ATTINA’ paolo e MAESANO Salvatore, nella circostanza il primo intercede con CREA Antonio, figlio dell’On Mimmo CREA . A tale proposito è doveroso rappresentare che ATTINA’ Paolo, CREA Antonio e lo stesso Onorevole CREA Domenico sono stati colpiti da OCC in carcere nell’ambito del Proc. Pen. N° 1272/07 R.G.N.R.D.D.A.N° 3654/07 R.G.I.P.D.D.A.N° 60/07 R.O.C.C. emessa in data 23.01.2008 dal GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria . ONORATA SANITA’. Ulteriori conversazioni confermano l’intenso rapporto che intercorre tra ATTINA’ Paolo e MAESANO Salvatore. In data 10.06.2005 al progressivo 4624 telefono 349/6735207 in uso ad ATTINÀ Paolo: rit 1248/04

Paolo e compare Mico (RUSSO Domenico) , il quale invita Paolo e Turi (MAESANO

Salvatore) ad andare a mangiare per Domenica in montagna da suo cugino, di sentirsi con Turi e di chiamarlo (RUSSO Domenico, nato a Reggio di Calabria il 26.10.1967 e residente a C.da Mannarella 29 CARDETO (RC) . VEDASI ALLEGATO 7L In data 11.06.2005 al progressivo 4636 telefono 349/6735207 in uso ad ATTINÀ Paolo: rit 1248/04. ATTINA'

Paolo e compare Mico (RUSSO Domenico), Paolo dice che è ad un


matrimonio e che domani non possono salire, perchè Turi non c'è e non sa quando rientra, Mico insiste ad andare poichè ci sono due amici che lo vogliono salutare e gli dice di salire anche da solo. Paolo dice che non può e Mico insiste di cercare di andare poichè dovevano andare da un'altra parte e poi hanno stabilito che ci deve essere pure lui. Rimangono che se salgono, Mico gli lascia detto al bar dove si trovano Si riporta la conversazione integralmente:Paolo (ATTINA' Paolo) Mico( Russo Domenico) Mico:- pronto Paolo:-compare mico Mico:-mio compare, che si dice Paolo:-come andiamo voi Mico:-he qua siamo, tutto a posto, voi Paolo:-ma qua, siamo ad un matrimonio Mico:-ah, ah Paolo:-vi dico una cosa Mico:-dite Paolo:-vedete che, domani non saliamo, vedete Mico:-ma perchè Paolo:-eh, perchè Turi non è quà Mico:-vedete che ci sono due amici che vi volevano salutare Paolo:-mannaia (imprecazione) lui non è quà....heee..compare Mico e non so se rientra mattino o domani sera non sò, mi diceva Mico:-vedete voi compare io non lo sò, a me mi hanno detto di farvi questa ambasciata Paolo:-si ..e vi ringraziamo, comunque vi dico una cosa, se... non so se posso, se possiamo venire, se torna stasera rientriamo, se no ce li salutate voi va bene Mico:-venitevene pure da solo Paolo:-no, non posso nemmeno..incomprensibile.. Mico:-va bene, se venite ci vediamo la al bar a mezzoggiorno, se no, vi lascio detto dove sono Paolo:-va, va bene, va bene Mico:-però vi raccomando, se,se è possibile Paolo:-si ora vedo, ora gli telefono e vedo quando torna questo quà, perchè non so se torna stasera o domani, avete capito Mico:-fate..., sapete perchè, fate il modo perchè dovevamo andare da un'altra parte e poi hanno stabilito che vogliono che venite pure voi a mangiare avete capito Paolo:-ho capito, ho capito, va bene


Mico:-fate in modo voi, va bene Paolo:-va bene, vi saluto Mico:-vi saluto. Paolo:-grazie, ciao, ciao VEDASI ALLEGATO 7M In data 05.08.2005 al progressivo

6224 telefono 349/6735207 in uso ad ATTINÀ Paolo: RIT

1248/04 Paolo e Antonio Parisi, dialogo vario amichevole, poi Paolo gli dice che hanno intenzione di fare una mangiata con compare Franco, con Bruno e con altri, Antonio gli dice che è pieno di lavoro e che durante la settimana non può e che è libero solo di domenica, Paolo gli dice se di sera si può rendere libero e Antonio gli dice che bisogna vedere quando rientra la notte, Paolo gli dice che se la fanno per venerdì sera lo chiama. Poi gli dice che per quando riguarda quel discorso di Felice Valente ha cambiato ditta e che lui ha già parlato e che non vuole fare brutte figure con gli amici suoi e dopo ferragosto, lui ha la V. Presidenza, prendono un appuntamento e vanno insieme e che quando si vedono di Persona parlano. VEDASI ALLEGATO 7N La mangiata a cui si riferiscono gli interlocutori sono una cena a cui dovrebbero partecipare altri accoliti quali PIZZI Bruno ed altri.

Le conversazioni esaminate depongono per l’inserimento di Attina’ Paolo nel contesto associato di cui al capo A) ma sul punto non vi e’ richiesta.

LA COSCA PANGALLO-MAESANO-FAVASULI: gli associati, i ruoli, le attivita’ criminali

Secondo l’ipotesi accusatoria, si e’ detto,

i gruppi criminali che hanno insanguinato le

vie di Roghudi durante la faida hanno trovato trovato un accordo di piu’ o meno pacifica convivenza ma non avrebbero perso la loro specifica individualita’ .

Pangallo Antonino Il principale tra gli aasociati e’ individuato in PANGALLO Antonino a sua volta ucciso in data 28.04.2004e per il quale, ovviamente, non vi e’ richiesta ma di cui e’ opportuno trascrivere il profilo tracciato dal P.M.


“Il profilo criminale dell’indagato emerge dalle vicende giudiziarie che lo hanno riguardato, in particolare dalle vicende oggetto dei procedimenti penali relativi alla faida di Roghudi, ZAPPA 1 e 2. Nel procedimento c.d. Zappa 2 Pangallo Antonino aveva organizzato, unitamente a IARIA Domenico Carmelo, IARIA Annunziato ed altri, la fuga da un carcere spagnolo di MAESANO Santo, personaggio collegato alla cosca PAVIGLIANITI la cui alleanza con la cosca PANGALLO -

MAESANO -

FAVASULI è stata accertata indagini che oramai sono diventate realtà processuali. Anche questa consorteria mafiosa, dopo la faida di Roghudi ha continuato, con diverse modalità a gestire gare di appalto, traffico di droga, estorsioni, rapine ed altro”.

Spano’ Teodoro Si legge nella richiesta: “ Altro elemento di spicco è certamente SPANO’ Teodoro, a lungo monitorato nell’ambito del presente p.p. (rit 879/04 e 970/04). L’appartenenza del medesimo personaggio alla cosca si deduce innanzitutto dai suoi trascorsi giudiziari (lo stesso è stato colpito da OCC NR 1222/92 RGNR e nr 1722/92 RGIP emessa dal giudice per le indagini preliminari in data 07.10.1992 per tentato omicidio - ai danni di PANGALLO Giovanni - e violazione legge sulle armi e OCC nr 8/93 RGNR DDA e nr 11/93 RGIP DDA emessa dal Giudice per le indagini preliminari di Reggio Calabria per associazione mafiosa, traffico di sostanze stupefacenti), nonché dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Mesiano Carlo che si riportano qui di seguito:-

B: Detto il Chiumbino, Cinghiale, ed è morto (ndr Cinghiale è l’altro soprannome di PANGALLO Antonino). Ho conosciuto altra gente pure vicino a lui e pure altra gente a casa di Mimmo RUSSO, perché mimmo RUSSO più volte faceva cene e pranzi a casa sua, questo nell’arco parlando 9293 - 94 faceva cene e all’epoca in una cena mi ricordo che c’erano gente di Catania , Teodoro SPANO’ Paolo Lepro . A: Cioè? B: si sente una risata poi vi spiegherò, che doveva cucinare la Capra, c’era tantissima gente, un suonatore venuto da Serra San Bruno di mandolino, il classico strumento della Ndrangheta m chiamiamola Ndrangheta che poi c’erano pure i siciliani , c’era un professore il nipote di Nitto SANTAPAOLA che poi furono arrestati per traffico di uranio e cose varie , insomma erano tutti là, quella sera successe che Paolo (ndr ATTINA’ Paolo) e Teodoro SPANO’ avevano bevuto un po’ e si erano bisticciati e fino alle 7 di mattina non c’è stato verso, Ah tu sei stato fatto grazie a Mimmo, ti hanno fatto Malandrino grazie e Mimmo tu sorella era così tua sorella erà colà, a tu non hai fatto neanche la guerra “ta fuisti” (sei scappato) quando si sparava fuivi fuivi insomma alla fine dei conti furono accompagnati a casa.


B: La sera che successo il fatto di Teodoro SPANO’, che si bisticcio’ con lepro, io ero stato incaricato anzi io stato incaricato da Mimmo RUSSO .. di prendere Teodoro SPANO’ e a Paolo Lepro e accompagnarli fino a casa e sarebbe successo qualcosa, perché Teodoro non mi lasciava neanche che lo sparava se la prendeva con me , mi chiamò Teodoro SPANO’ uscendo dalla villa in via Pasquale Andiloro,

e Teodoro mi aveva comandato se gli facevo la cortesia a cortesia che

doveva rimaneva tra me e lui che Mimmo Russo

non doveva sapere nulla, se ammazzavo a Paolo

Lepro, gli ho detto non te lo ammazzo, To di tutto quello che vuoi basta che me lo ammazzi, Gli ho detto tieni la pistola ammazzalo tu , non fu fatto lui insistendo e lo accompagnai fino a Melito gli ho detto sali sulla tua macchina Paolo, lui all’epoca aveva una mini minor una cosa del genere vecchia . A: Lui chi Paolo? B: Paolo. A: invece Teodoro SPANO’ era in macchina con lei ? B: noi avevamo la macchina nostra tipo quella che usavo io , gli ho detto sali con me, lo abbiamo accompagnato fino a Pellaro e lui fino al tragitto dalla Via pasquale .. fino a là lo dovevo ammazzare all’ultimo lo accompagnai e gli ho detto se ne può andare, gli ho detto te ne puoi andare tanto arriva …..Ah perché non lo hai fatto, ho detto io non faccio niente. E’ successo che io sono tornato la mattina stesso verso le 08.30 che aveva sonno da Mimmo RUSSO e mi sono appoggiato nel divano in una sedia che lui nella cucina aveva un caminetto e mi ha chiesto che è successo, e gli ho detto sai Paolo così così , ma non è che hai fatto qualcosa ( ndr ha chiesto RUSSO a MESIANO), no niente dopo quella scena , dopo qualche mese pure più io salì a Roccaforte, comincia nuovamente a salire a Roccaforte. B: Con Tonino e con coso GULLI’ ma non è che sei stato tu, no sei stato tu, pure tu , era su successo che Guerino, no Marco GULLI’ e Guerino Sergi erano architetti del comune del comune di Roccaforte, cugini con Teodoro SPANO’, abitanti nello stesso palazzo,

Palazzo ,

avevano fatto entrare delle ditte avevano messo scompiglio però si sapeva che era colpa di Teodoro come i cugini, la morte di… alla latitanza di Chiumbino aveva alzato la cresta un po’al paese là sotto, insomma voleva emergere e non esisteva poi dopo la morte aveva fatto dei casini insomma. A: Dopo la morte di chi? B: Di Chiumbino pure, si perché è morto prima Chiumbino e poi l’omicidio se non erro, perciò quella sera siamo arrivati a casa ed ha detto hai visto che è successo , ho detto io ma dove, ho detto là sotto a Pallica, dove abita Ciccio Razzo, si si dove abita Ciccio Razzo, no e qua là, voleva pure i danni della jeep è venuto che voleva i danni delle jeep, si è costituito ed aveva fatto casino.“


Mesiano Carlo, dunque, vede Teodoro Spano’ partecipare alle cene organizzate da Mimmo Russo e lo ricorda protagonista di un una lite causata dall’eccesso di alcol con Paolo Attina’. Le successive conversazioni che di seguito si trascrivono rivelano l’esistenza di certi rapporti tra Spano’ Teodoro e Iaria Domenico Carmelo, a sua volte parte del sodalizio insieme

al fratello Annunziato – secondo

le

dichiarazioni di Mesiano Carlo . Sull’inserimento di Spano Teodoro nell’associazione di cui al capo A) si richiamano le valutazioni posite gia’ espresse in occasione dell’esame del tentato omicidio ai suoi danni, dlla causale, e della valenza di quel fatto delittuoso

Si riportano di seguito le conversazioni tra lo stresso intercettate sull’utenza 328/3595793 RIT 879/04 proc pen 2113/04 RGNR DDA , e IARIA Domenico Carmelo:Monitorato: 3283595793 - RIT 879/04 Registrazione:

260

Ora registrazione:

01/12/2004 17.37.25

Interlocutore

+393925525895

Teodoro e IARIA Domenico Carmelo. Iaria è a casa e Teodoro è a Roccaforte e lo invita ad andare al bar IARIA - pronto? SPANO' - Mico IARIA - chi è? SPANO' - un amico, doce sei? IARIA - a Roccaforte sono SPANO' - a Roccaforte lo so, ma a casa sei? IARIA - si SPANO' - e non sali per sopra per il bar? IARIA - si perchè? SPANO' - e sali che ci vediamo al bar. Ciao VEDASI ALLEGATO 8A Monitorato: 393283595793 Registrazione:

373


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09/12/2004 10.30.50

Interlocutore

+393925525895

Teodoro chiama a IARIA Domenico Carmelo, il quale si trova allo sciopero per cavoli suoi. Teodoro vuole che gli prenda le schedine (verosimilmente al ponte Jelasi di san Lorenzo) cosĂŹ poi andrĂ a Reggio per la montagna. Teodoro dice a Domenico di non fare casino altrimenti arrestano a tutti allo sciopero (verosimilmente allo sciopero degli operai dell'Afor) VEDASI ALLEGATO 8B Monitorato: 393283595793 Registrazione:

462

Ora registrazione:

13/12/2004 14.41.41

Interlocutore

+393925525895

IARIA - pronto SPANO' - la bellezza di Micuzzo IARIA - ueh! che si dice? SPANO' - ma qua in giro IARIA - dove siete? SPANO' - e sto rientrando ora IARIA - ora? SPANO' - eh! IARIA - e ci vediamo un altra.. verso SPANO' - sono... IARIA - incomprensibile... a casa? SPANO' - no, sono a Pellaro, ci vediamo al ritrovo Morabito tra dieci minuti? IARIA - a ve bene SPANO' - chi arriva per primo aspetta la a ritrovo d'avanti al bar ritrovo Morabito la sopra IARIA - OK SPANO' - ciao IARIA - saluto. VEDASI ALLEGATO 8C Monitorato: 393283595793 Registrazione:

1874


Ora registrazione:

02/02/2005 18.48.45

Interlocutore

+393925525895

Teodoro SPANO' chiama a Domenico al quale ghiede se con lui c'è Agostino MANTI, poi chiede di trovare anche a Bartolo, e che si vedono al bar di Andrea tra una mezz'ora, e che deve dirlo anche a Bartolo, in quanto sta portando le pizze IARIA - pronto SPANO' - Mico IARIA - oh! SPANO' - dove sei? IARIA - chi sei? SPANO' - minchia chi sono, sto cazzo sono IARIA - a si, si SPANO' - scusa la volgarità, ecco ora mi hai conosciuto no IARIA - eh! SPANO' - e certo perchè bisogna essere volgari per conoscersi IARIA - ah! SPANO' - dove sei? IARIA - a Roccaforte SPANO' - grazie, lo so, ma dove dico? IARIA - a Roccaforte SPANO' - Agostino con te è? Manti IARIA - no, no SPANO' - non sei al bar tu? IARIA - no, non sono al bar perchè? SPANO' - e allora, trova ad Agostino IARIA - eh! SPANO' - eh! digli tra mezz'ora, tre quarti d'ora ci vediamo al bar di Andrea che stiamo portando le pizze, trova a Bartolo pure digli di essere li, hai capito IARIA - va bene ciao SPANO' - glielo dici pure a Bartolo hai capito IARIA - va bene ciao SPANO' - ciao, ciao VEDASI ALLEGATO 8D


Monitorato: 393283595793 Registrazione:

3483

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11/04/2005 13.11.04

Interlocutore

+393925525895

Teodoro telefona a IARIA Domenico Carmelo. Teodoro chiede a Domenico se è a Roccaforte del Greco e che deve parlare con Bartolo. Domenico dice che è al lavoro e finisce alle tre. Teodoro dice che deve fargli uno squillo alle tre 15:00 quando è con lui così lui gli dice una cosa, che devono vedersi a Melito P.S. per una cosa Iaria:Pronto! Spano'A bellezza i mpari Micu! Iaria:Chi si dici! Spano':Non comprensibile senti Mico a Roccaforte sei ? Iaria:Si! Spano':Dovrei paralre con bartolo io Iaria:E al lavoro è! Spano':E a che ora torna lui? Iaria:Alle 15.00 Spano':E non puoi per le 15 fammi uno squillo che ti chiamo io quanto gli dico una parola. Iaria:E dove siete voi? Spano':A Reggio Iaria:E Vediamo dai! Spano': Non comprensibile Quando sei lì con lui quanto mi fai uno squillo tanto quanto gli dico una cosa che ci vediamo a Melito Iaria:Va bene dai! Spano':Allora aspetto che mi fai lo squillo alle tre Iaria:va bene! Spano': Cioa Mico VEDASI ALLEGATO 8E Monitorato: 393283595793 Registrazione:

7333

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23/09/2005 14.13.31

Interlocutore

+393925525895


Teodoro con IARIA Domenico Carmelo , il primo dice di dire a Filippo che con la macchina può camminare che l'originale c'è l’ha lui e viene 245 Euro. VEDASI ALLEGATO 8F Monitorato: 393283595793 Registrazione:

7433

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29/09/2005 16.05.06

Interlocutore

+393925525895

Teodoro con IARIA Domenico chiede a che ora è la messa domani si vedono tra poco.

Sull’utenza di SPANO’ Teodoro sono stati registrati dei contatti tra il medesimo e un altro personaggio appartenente al medesimo contesto Criminale, ovvero IDA’ Massimo in oggetto indicato, quest’ultimo è cognato di PANGALLO Francesco, fratello del defunto PANGALLO Antonino, detto Chiumbinu, ucciso in data 28.09.2004. di queste conversazioni due appaiono significative e degne di nota: VEDASI ALLEGATO 8G Monitorato: 393283595793 Registrazione:

13692

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22/08/2006 15.52.20

Interlocutore

+393336454277

Teodoro chiama Idà Massimo e gli chiede se sia al bar. Massimo dice di si. Teodoro chiede di Ciccio. Massimo dice che non sa. Teodoro gli domanda se stasera riusciranno a mangiare quel pesce prima che vada a male. Massimo dice che vedrà se riusciranno a radunarsi tutti. Teodoro gli dice di rintracciare Ciccio, i fratelli Manti... Teodoro domanda se dovrà portare qualcos'altro. Massimo dice di no. Massimo:u! Teodoro:A Bellezza i Massimino! Massimo:Chi è? Teodoro:Come chi è neanche mi conosci. Massimo:Non ti ho conosciuto veramente! Teodoro:Al bar sei ? Massimo:Si Teodoro:Ciccio! Massimo:Non so dove è Teodoro:E per irntracciarlo per mangiare quei pesci stasera perchè è da ieri che li hanno presi non comprensibile Massimo:E che sò voi sapete!


Teodoro:No iocalcola per le 17.30 - 17. 45 sono lì con i pesci! Massimo:Ora vediamo se ci raccogliamo tutti Teodoro:Diglielo per il fatto dello zio Totò fine che può stà altrimenti caso mai vediamo Massimo: Non comprensibile Teodoro:E si perchè rischiamo di perderli. Massimo:Va bene! Teodoro:Hai capito trova a Ciccio ai fratellio Manti vedete voi ! Va bene tu calcola che io alle 17.30 18.45 sono lì devo portare qualche altra cosa Massimo:No no! Teodoro:Se devo portare qualche altra cosa una volta che sono a Melito Massimo:No penso di no! e Nopn vale la pena poi una volta che ci raccogliamo Teodoro:E in caso che è mi chiami perchè verso le 17 parto di quà Massimo:Va bene Teodoro:!7.30 17.45 sono lì Massimo:Va bene ciao. VEDASI ALLEGATO 8H Monitorato: 393283595793 Registrazione:

13952

Ora r

29/08/2006 17.30.28

egistrazione: Interlocutore

+393336454277

Massimo: Pronto! Teodoro:Io ho sbagliato numero ma tu miserabile non mi hai riconosciuto. Massimo:Chi sei? Teodoro:Chi sono, come chi sono!Non mi conosci? Massimo:A comapre Teo Teodoro:Stavo chiamando a mio cugino Tinuccio (SIVIGLIA Annunziato) e Tinuccio ho sbagliato hai capito? Massimo:Ah ora Teodoro:Che si dice com'è? Massimo:Quà siamo voi.? Teodoro:Io sono per sopra (per il nord) Massimo: . E tutto a posto? Teodoro:E e lavoriamo Tatà he dobbiamo fare Massimo:Si deve lavorare Teodoro:Il fatto funziona lì si?


Massimo:Si funziona. ! Teodoro: Saluta a tutti lì. Massimo:- Va bene. VEDASI ALLEGATO 8I Appare certamente significativa la frase detta dallo SPANO’ a IDA’ Massimo che chiede se il fatto funziona , infatti l’allusione dello SPANO’ si riferisce certamente all’organizazione mafiosa di cui entrambi fanno parte (SPANO’ ed IDA’ appartengono entrambi alla cosca PANGALLO – MAESANO - FAVASULI), a tale deduzione si è giunti anche analizzando anche la conversazione registrata alle ore 07.42 del 15.07.2005 progressivo 2493 sull’autovettura Fiat Uno targata MI8Y5509 in uso a PANGALLO Giovanni RIT 1247/04, dove PANGALLO Giovanni parla con Proscenio Arnaldo, si riporta la conversazione nella parte di interesse:OMISSIS dalla ore 07.42 alle ore 07.44.44 Giovanni: E che deve funzionare compare? Arnaldo:Ah? Giovanni:E che funziona non vedete che è un paese perduto ormai è finita per quà quella cosa là. Arnaldo: Si sente una risata Giovanni:- O meglio dire non è finita perchè ognuno di noi teniamo lo stesso discorso come siamo rimasti però . Arnaldo:Eh! Eh! Giovanni:Non c'è niente è morto, il fatto è morto . Li vedi solo che "nacano di culo" (si atteggiano) e la cosa va sempre a morire e più tempo passa è peggio è compa Arnaldo: Il peggio viene appresso diceva quello ed è così. VEDASI ALLEGATO 2F Pertanto alla alla luce di quest’ultima conversazione appare chiaro che lo SPANO’ quando chiede ad IDA’ se il fatto funziona si riferisce all’organizzazione mafiosa. Ulteriore conferma dell’appartenenza di SPANO’ Teodoro al

sodalizio in trattazione si evince

chiaramente dalla circostanza che VERNO Francesca vedova di PANGALLO Antonino aveva in l’utenza telefonica 334/1683274 intercettata nell’ambito della presente indagine con RIT 1509 che risulta essere intestata appunto a SPANO' Teodoro. “

La lettura delle conversazioni appena trascritte attesta l’esistenza di rapporti anche di assidua frequentazione fra Spano’ Teodoro da un lato e Iaria Domenico Carmelo, Ida’ Massimo dall’altra.


Il dato chiude il cerchio in ordine a quanto emerso su psnao’ a proposito dell’attentato ai suoi danni e depone nel senso di una sua solida militanza sul fronte MaesanoPangallo-Favasuli secondo una traccia gia’ compiutamente emersa fin dal ferimento di Sangallo Giovanni fratello del defunto Pangallo Angelo.

Pangallo Carmelo Si legge nella richiesta:

“La cosca PANGALLO - MAESANO - FAVASULI nel territorio di Roccaforte del Greco poteva contare certamente su personaggi della caratura di PANGALLO Antonino, che ne era il referente, sia per le sue capacità che per i sui trascorsi criminali; dopo la sua morte sono stati attenzionati i suoi fratelli in particolare PANGALLO Francesco e Carmelo. Di quest’ultimo si riportano di seguito le conversazioni registrate sull’ 333/1878114 RIT 1272/04, ritenute utili ai fini delle indagini:Monitorato: 3331878114 - RIT 1272/04 Registrazione:

11

Ora registrazione:

11/11/2004 19.29.55

Interlocutore

+393341683274

GIORNO 11.11.2004

in uscita verso il nr. 334/1683274 intestato a SPANO' Teodoro ed in uso a VERNO Francesca vedova di PANGALLO Antonino CARMELO - pronto, ...pronto, ....Gianni BAMBINO - chi è? CARMELO - sono lo zio Melo BAMBINO - ah zio Me! CARMELO - ciao come va? BAMBINI 1 - che fai? CARMELO - non c'è male. Tu? BAMBINO 1 - incomprensibile CARMELO - e che si dice? BAMBINO 1 - tutto a posto. Tu? CARMELO - e pure quà BAMBINO 1 - a chi vuoi che ti passo?


CARMELO - eh? BAMBINO 1 - a chi vuoi che ti passo? CARMELO - Giovanni è lì? BAMBINO 1 - non è andato ... incomprensibile .... c'è mia mamma, Salvatore e Venere CARMELO - passami a Salvatore passami BAMBINO 1 - a Salvatore ha detto BAMBINO 2 - ciao zio Me CARMELO - ciao nipote come va? BAMBINO 2 - tutto a posto CARMELO - tutto a posto ma stai facendo il bravo? BAMBINO 2- quando vieni? CARMELO - eh presto, torno presto non ti preoccupare BAMBINO 2 - ...incomprensibile CARMELO - uh! si, dai, ci sentiamo domani? in sottofondo alla chiamata si sente la voce di una donna BAMBINO 2 - passami mamma FRANCA - Carmelo! CARMELO - ouh Franca! FRANCA - ciao Carmelo CARMELO - che si dice? FRANCA - che si dice ...incomprensibile...? CARMELO - ma qua la solita, piove e fa freddo FRANCA - pure quà carmelo, pure quà sono ...incomprensibile ...giorni che piove sovrapposizione di voci CARMELO - ora fa un freddo che si muore quà incomprensibile FRANCA - e senti che ti dico, li tutto a posto? CARMELO - si, si non ti preoccupare FRANCA - ah? CARMELO - si, si FRANCA - ti sei sistemato un poco di cose? CARMELO - si, si non ti preoccupare FRANCA - i bambini? CARMELO - sono buoni


FRANCA - e tu? CARMELO - sto bene, non ti preoccupare FRANCA - dove sei? CARMELO - e quà in giro FRANCA - quà in giro? CARMELO - si, si FRANCA - carmelo sistemati le cose hai capito CARMELO - si, si non ti preoccupare FRANCA - eh! ti raccomando eh CARMELO - va bene dai tutto a posto li? FRANCA - senti che ti dico, lo so che ti faccio sempre le solite ...incomprensibile... e si scocci CARMELO - e,dimmi FRANCA -però sistemati le tue cose CARMELO - non ti preoccupare, non ti preoccupare FRANCA - eh, e poi torna per dispetto, ha capito? CARMELO - si, si non ti preoccupare, vai tranquilla FRANCA - voglio vedere se sei tanto in gamba da riuscire a sistemare le tue cose CARMELO - si si non ti preoccupare FRANCA - e ritornare qua CARMELO - non ti preoccupare dai FRANCA - hai capito? CARMELO - va bene dai. FRANCA - va bene Carmelo, salutami i bambini CARMELO - si ti servo grazie dai OMISSISS VEDASI ALLEGATO 26A La conversazione appena riportata si ritiene di fondamentale importanza perché registrata circa 40 giorni dopo l’uccisione di PANGALLO Antonino, infatti le indagini in merito al fatto di sangue stabilirono (vedasi paragrafo realtivo all’omicidio PANGALLO Antonino) che nei giorni successivi vi era stata una netta frattura tra VERNO Francesca vedova del Chiumbino e il gruppo da questi condotto, ovvero il fratello Francesco, IARIA Domenico Carmelo ed altri, l’unico soggetto della famiglia che è apparso essere, e questa conversazione lo conferma , molto vicino a VERNO Francesca è appunto PANGALLO Carmelo, infatti sintomatica è la frase detta dalla VERNO che dice “ eh, e poi torna per dispetto, ha capito?.


L’appartenenza di PANGALLO Carmelo al gruppo in trattazione si evince anche dai suoi trascorsi giudiziari, infatti proprio in questo periodo viene colpito da un mandato di carcerazione. stesso ha mantenuto contatti con altri personaggi inseriti nel

Inoltre lo

medesimo contesto criminale come

TRAPANI Andrea. Monitorato: 3331878114 - RIT 1272/04

Registrazione:

91

Ora registrazione:

21/11/2004 09.39.09

Interlocutore

+393392169452

Carmelo chiama a TRAPANI Andrea. Telefonata nr. 91 del 21.11.2004 ore 09:39:09 della durata di 02:05 minuti in uscita dall'utenza di PANGALLO Carmelo sull'utenza mobile di Trapani Andrea nr. 339/2169452. CONVERSAZIONE TRADOTTA DALL DIALETTO CALABRESE ALL'ITALIANO ANDREA:Pronto. CARMELO:Ohh.... ANDREA:Mio cugino, allora! CARMELO:Dove sei? ANDREA:Piedi, piedi! E Tu? CARMELO:Ohhh..... che dolore.... Ora mi sono svegliato.... ANDREA:Ti sei svegliato ora! CARMELO:Si, adesso mi sono svegliato. ANDREA:incomprensible.... come cavolo sembra quì da te! CARMELO:Ohhh... ANDREA:Ohhhh... Come stai? CARMELO:Io bene. Tu? ANDREA:Bene. Luigi? CARMELO:Sta bene. ANDREA:Bene. Tu! CARMELO:Dove ti trovi a quest'ora! ANDREA:Sto salendo sù, vengo da Melito! CARMELO:Niente di meno, stai salendo già da Melito! ANDREA:IERI SERA HO FATTO FUOCO! FUOCO HO FATTO! Mi sono ... incomprensibile tanto con cinque euro........ con tutto il rispetto una sola cosa di fa male!


CARMELO:A me fa male la schiena.... imprecazione........ ANDREA:Ehhhhh..... ANDRREA:Ti saluta Annibale! CARMELO:Ah... si salutamelo. ANDREA:Si ti servo. Ah.... CARMELO:Lì cosa si dice? ANDREA:Tutto a posto! CARMELO:Uhhhh... Novità nessuna! ANDREA:No, tutto apposto.... Tu? CARMELO:Al solito... oggi è un a bella giornata quì..... ANDREA:Ah....Stai Lavorando? CARMELO:Sì, Si. ANDREA:Ma ai ragazzi non li stai chiamando più? CARMELO:Incomprensibile .... Sì, sono due ore che chiamo, suona suona e non rispondono! ANDREA:Sicuramente stanno dormendo, sicuro! CARMELO:Si dormono, lì richiamo più tardi! ANDREA:Perchè ho chiesto io al piccolo Giovanni, la lo zio Meno (CARMELO) ha telefonato? Lui mi ha risposto, di no, che è da molto tempo che non mi chiama! CARMELO:No, è una settimana che non telefono..... ANDREA:Ma... per un ragazzino è tanto una settimana. CARMELO:Sì, si per lui è tanto una settimana.... è giusto....... ANDREA:Uhhh.... CARMELO:Se ci chiamo, suona suona, ma quelli dormano ancora! ANDREA:I tuoi figli cosa dicono! CARMELO:Tutto bene quì. Andrea: Incomprensibile Carmelo:I tuoi come stanno? ANDREA Tutte bene.: CARMELO:Tua sorella è partita. ANDREA:Sì, è partita già! CARMELO:Ahhh... è partita? ANDREA: Sì è partita da alcuni giorni........ CARMELO:Tu dove cavolo vai... vai a lavorare .......non rompere le scatole ... al bar


ANDREA:Io pomeriggio ormai prendo a lavorare al bar CARMELO:Ahh... pomeriggio ormai... ma ormai cosa centra! ANDREA:Sempre che .... incomprensibile ........ad una botta........... CARMELO:Ehhh... va bene, va ! ANDREA:Ehhhh..Va bene cugino. CARMELO:Va bene. ANDREA:Va bene cugino ci sentiamo, va bene......Ciao cugino. Ciao CARMELO:Ciao. Ciao. Ciao VEDASI ALLEGATO 26B Monitorato: 3331878114 - RIT 1272/04

Registrazione:

197

Ora registrazione:

28/11/2004 10.13.28

Interlocutore

+393341683274

Carmelo chiama al nipote Giovanni, figlio della cognata VERNO Francesca. Giovanni chiede per conto della madre allo zio Carmelo se può scendere per natale. Carmelo dice che non potra’ scendere a Natale poichè ha un problema. Giovanni dopo averlo detto alla madre, riferisce allo zio che può scendere quando vuole , il problema a cui si riferisce il PANGALLO Carmelo è l’imminente mandato di cattura che stà per arrivare. Si riporta trascrizione :Bambino: Giovanni! Carmelo:Pronto! Pronto! Proto! Pronto! Bambino:Chi è? Carmelo:Giovanni! Bambino:Eh! Carmelo:Ciao lo zio Melo Bambino:Si! Carmelo:Che si dice Bambino:Tutto a posto Carmelo:Che stia facendo Bambino:Non comprensibile Carmelo:Che stai facendo? Bambino:Quà stò giocabndo con il telefono adesso Agostino me ne ha comprato un altro con la foto Carmelo:Pure io ti ho comprato quello con la foto che fà pure da telecamera


Bambino:E ormai Carmelo:Te lo mando lo stesso così quando ti telefono ci vediamo hai capito! Bambino:Si Carmelo:Li che si dice nipote Bambino:ha detto mia mamma se scendi per natale Carmelo:Non posso per natale che ho un problema Bambino:Dice che non può per Natale che ha un problema ha detto quando vuoi Carmelo:Ti passo amia figlia Bambino:Si OMISSIS dalle ore 10.15.02 alle ore 10.15.16 VEDASI ALLEGATO 26C Monitorato: 393331878114 Registrazione:

251

Ora registrazione:

01/12/2004 16.26.16

Interlocutore

+393392169452

TRAPANI Andrea chiama a Carmelo. TRAPANI Andrea chiede a Carmelo se scende per natale. Carmelo risponde ad Andrea che gli è arrivato quell'affare che aspettava e che molto probabilmente si fa il Natale in carcere poichè è stato condannato a tre anni e che entro Natale devono dargli l'affidamento ma non è sicuro. Andrea è dispiaciuto e consiglia al cugino Carmelo di parlare con l'avvocato e di vedere cosa può fare. Carmelo:Pronto! Andrea:Carmelo! Carmelo:Si chi è? Andrea:Andrea sono allora! Carmelo:O ciao Andrea allora Andrea:Apposto! Carmelo:bene tu Andrea:Quà in giro tu! Carmelo:Stò lavorando Andrea:Ah stai lavorando Carmelo:Si! Andrea:A Melito sono Carmelo:E che cazzo fai sempre a melito Andrea:E devo uscire con una donna Carmelo:Eh!


Andrea:Stò aspettando una donna dobbiamo uscire insieme Carmelo: E alla faccia del cc Andrea:E tu! Carmelo:Fa freddo quà Andrea:e allora quà non fa freddo Carmelo:Nevicava no! Andrea:No mi pare di no Carmelo:A Meno male almeno Andrea:Senti che ti dico scerdi per Nata e? Carmelo:No mi è arrivato quell'affare che aspettavo 3 anni di galera è capce che me li faccio in galera il Natale Andrea:davvero Carmelo:si si. Mi è arrivato una settima fà. Andrea:mannaggia ... Carmelo:Se non mi danno l'affidamento me lo devo fare dentro il Natale Andrea:Mannaggia la miseria e hai parlato con l'avvocato! Carmelo:Ho parlato ha fatto tutte le richieste tutte le cose lui mi ha detto che al 100% me lo danno Andrea:mannggia .. Carmelo:Se non me li danno mi devo fare tre anmni di galera Andrea:Buttana. Carmelo:A no Andrea:E vedi cosa puoi fare parla con l'avvocato Carmelo:va bene dai! Andrea:Stai lavorando tu? Carmelo:Si per il momento stò lavorando Andrea:E i bambini Carmelo: Tutti bene Andrea: Stanno bene Carmelo:Si si. Andrea:Va bene baciameli Carmelo:Ok Ciao Andrea:Salutami a tutti VEDASI ALLEGATO 26D Monitorato: 393331878114 Registrazione:

375

Ora registrazione:

14/12/2004 08.20.40


Interlocutore

+393392169452

TRAPANI Andrea chiama a Carmelo. Carmelo chiede ad Andrea di inviargli un breve messaggio di testo con il suo numero, che deve dirgli una cosa. Carmelo dice che a lui va tutto bene e che deve dire a quell'amico, a suo cognato che ha fatto quel lavoro, ha montato l'armadio, a suo cognato. VEDASI ALLEGATO 26E Monitorato: 3331878114 - RIT 1272/04 Registrazione:

599

Ora registrazione:

01/01/2005 17.39.13

Interlocutore

42600393392169452

Carmelo chiama ad Andrea TRAPANI ed a fine conversazione gli riferisce di non telefonarlo più sul numero dal quale lui gli ha telefonato. . VEDASI ALLEGATO 26F Monitorato: 3331878114 - 1272/04 Registrazione:

741

Ora registrazione:

11/01/2005 12.30.46

Interlocutore

4263483803541

Carmelo chiama all'Avv chiedendogli notizie in merito al Tabacchino che venne sequestrato dall'Antimafia alla moglie. Carmelo dice che deve andare la moglie e l'avv. Corradino altrimenti poi deve andare a Torino. VEDASI ALLEGATO 26G Monitorato: 3331878114 - 1272/04 Registrazione:

748

Ora registrazione:

12/01/2005 12.46.43

Interlocutore

+393483803541

Carmelo chiama all'Avv. BUONDONNO. Poi la conversazione è tra la moglie di Carmelo ed una donna. La moglie di Carmelo spiega all'Avv. che l'avvocato CORRADINO vuole che si vada giù per parlare della chiusura del tabacchino che lei ha venduto e che è stato chiuso dall'antimafia. VEDASI ALLEGATO 26H Monitorato: 3331878114 - 1272/04 Registrazione:

768

Ora registrazione:

13/01/2005 17.46.34

Interlocutore

+393483803541


L'avvocato chiama a Carmelo dicendogli che vuole il numero della moglie in quanto devono parlare. L'avvocato spiega a Carmelo che deve andare in quanto deve spiegare

a quanto ha venduto il

tabacchino altrimenti, in caso la moglie non andasse sarebbe chiamata dalla Polizia. VEDASI ALLEGATO 26”

Pangallo Carmelo e’ uno dei fratelli di Pangallo Antonino, fino al 28\9\04 vertice indiscusso del sodalizio Maesano-Pangallo Favasuli. Come si e’ visto letto una prima conversazione e’ stata registrata 42 giorni dopo l’omicidio di ‘U Chiumbinu. La conversazione dell’11\11\04 tra Pangallo Carmelo e la cognata Verno Francesca rivela l’esistenza di tensioni tra la vedova di Pangallo antonino da un lato e il cognato Pangallo Francesco con Iaria Domenico Carmelo dall’altro, e, attesterebbe, di contro, la vicinanza di verno Francesca all’altro fratello del marito morto, Carmelo che la donna invita a tornare a Roghudi “ per dispetto” dopo avere sistemato le sue cose. La lettura della vicenda data dal P.M. e’, a parere del Gip, condivisibile soprattutto alla luce di quanto si leggera’ in merito allo zio Pangallo Antonino cl. 53 che, si vedra’, interverra’ per sedare dei contrasti insorti tra i fratelli Francesco e Carmelo dopo la morte del piu’ carismatico Antonino ma il dato e’ scarsamente significativo quanto alla militanza di Pangallo Carmelo nell’associzione in esame. La cose certa’ e’ che Pangallo Carmelo, nel periodo oggetto di indagine, sta per essere raggiunto da un ordine di esecuzione relativo ad una pena detentiva di anni tre di reclusione. Fino al momento della morte del fratello Antonino – 28\9\04 – Pangallo Carmelo viveva certamente in altro contesto territoriale e, in ogni caso, non si ha alcuna notizia di cosa facesse qui. In particolare non appaiono particolarmente significativi i contatti tra Pangallo Carmelo e Trapani Andrea, se per contatti si intendono le conversazioni del 21\11\04, 1\12\04 e 14\12\04 in cui i due indagati si scambiano convenevoli vari. Dalle converszioni del 28\11\04 e dell’1\12\04 si apprende che Pangallo Carmelo non si


rechera’ a Roghudi per le feste natalizie perche’ diventera’ esecutivo l’ordine di carcerazione per il residuo di pena che deve scontare e non si sa se sara’ concesso l’affidamento in prova ai servizi sociali. La conversazione del 21\11\04 rivela il sentimento di affetto che Pangallo Carmelo nutre verso dei nipotini, probabilmente i figli del fratello appena defunto. In definitiva nulla si sa di cosa faccia o abbia fatto l’indagto di significativo nel senso indicato dal fatto contestato al capo A) se non che, dopo la morte del fratello Antonino, ci sono stati dei contrasti con il fratello Francesco cl. 75 per sedare i quali e’ intervenuto lo zio Antonino cl. 53. E’ probabile che i contrasti fossero connessi alla morte del fratello ma su questo nulla di chiaro e’ emerso e dunque non si dispone di elelemnti concreti alla luce dei quali poter apprezzare il presunto ruolo svolto dall’indagato in seno al sodalizio.

Pangallo Francesco cl. 75 Si legge nella richiesta: “Altro personaggio di spicco del sodalizio criminale in trattazione è certamente PANGALLO Francesco, fratello del defunto Chiumbinu; a tale deduzione si è arrivati innanzitutto analizzando i trascorsi giudiziari dello stesso (vedasi scheda personale), nonchè dall’atteggiamento che il medesimo ha assunto nelle fasi successive alla morte del fratello. Innanzitutto è stato appunto PANGALLO Francesco ad accompagnare il fratello gravemente ferito al pronto soccorso di Melito Porto Salvo (RC). Le successive indagini hanno stabilito delle incongruenze sulle dichiarazioni rese dallo stesso e l’esito degli accertamenti a cominciare dall’ora della morte del defunto PANGALLO Antonino, che è risultata assolutamente incompatibile con quanto dichiarato dal di lui fratello Francesco; inoltre il predetto ha indicato un luogo dove avrebbe rinvenuto il corpo agonizzante del

fratello, ebbene successivi

accertamenti hanno stabilito che appunto in quel luogo non è stata ritrovata nessuna traccia emetica o altro compatibile con delle ferite, infine va certamente detto che la versione die fatti fornita dal PANGALLO Francesco è apparsa poco credibile (vedasi infra a proposito dell’omicidio in danno di PANGALLO Antonino avvenuto in data 29.09.2004. ). Il PANGALLO Francesco, nell’ambito della

presente indagine, risulta essere uno dei personaggi

cardine, e difatti è stato a lungo monitorato con RIT 45/04, 1272/04, 1247/04, 385/05. Si riportano di seguito le conversazioni intercettate sull’utenza : 392/5982979 autorizzata con RIT 1637/04


Monitorato: 3925982979 - 1637/04 Registrazione:

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18/12/2004 20.54.05

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Sintesi:

CENTO Sebastiano dice a Francesco di chiamare a Rocco perchè vuole parlare con lui.

VEDASI ALLEGATO 27A MPARE CICCIO:-Pronto. MPARE BA:-Mpare Ciccio. MPARE CICCIO:-Ueh, mpare Ba. MPARE BA:-Allora come andiamo, dove siamo? MPARE CICCIO:-Niente sono per Reggio ancora.

MPARE BA:-Sentite una cosa, fatemi una cortesia. telefonate a Rocco. MPARE CICCIO:-Eh. MPARE BA:-Che voleva parlare con voi che è a Reggio lui. MPARE CICCIO:-Eh, ora chiamo a Rocco. MPARE BA:-Eh, perchè forse voleva incontrarvi, forse voleva venire per Roccaforte, non so quello che voleva fare, però voleva parlare pure con voi. MPARE CICCIO:-E ora gli chiamo, che io sono qua a Reggio. MPARE BA:-Site a Re.... Telefonate a Rocco e poi vi sp.., poi, poi mi telefonate a me e vi telefono dopo poco io a voi. MPARE CICCIO:-Va bene dai, gli chiamo io. MPARE BA:-Va bene, fate cose buone. MPARE CICCIO:-Vi saluto. VEDASI ALLEGATO 27A Monitorato: 393925982979 Registrazione:

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18/12/2004 20.57.20

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Francesco chiede a Rocco se è tutto a posto per quel discorso. Rocco gli dice di venire qua e poi ne parlano loro due. ROCCO:-Pronto.


FRANCESCO:-Ah, mpare Rocco. ROCCO:-Mpare Ciccio. FRANCESCO:-Ascoltate, ma tutto a posto quel discorso? ROCCO:-Tu vieni qua. FRANCESCO:-Eh? ROCCO:-Dove dico io. FRANCESCO:-Eh. ROCCO:-..incomprensibile....qua vicino. Vieni qua e poi ..incomprensibile.. io e te. Va be? FRANCESCO:-Va bene dai. ROCCO:-..incomprensibile ... VEDASI ALLEGATO 27B Monitorato: 3925982979

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18/12/2004 22.25.25

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Francesco e Bastiano. Poi Spanò Teodoro dice a Bastiano che suo figlio Rocco si sta comportando male. Rocco chiede se deve salire con loro e Sebastiano, il padre, risponde di si. UOMO:-Pronto. MRARE CICIO:-Pronto. UOMO:-Si. MRARE CICIO:-Chi è? UOMO:-Chi è? MRARE CICIO:-Scusi, mi è arrivato uno squillo sul telefono, chi è lei? UOMO:-Ah io, aspettate un attimo. MPARE BA:-Mpare Ciccio. MRARE CICIO:-Uhe, compare Ba. MPARE BA:-E allora, ma dove siete? MRARE CICIO:-Niente qua siamo accupati, Rocco è salito in montagna. Le passo un amico. MPARE BA:-Eh, ma c'è Rocco con voi? SPANO':- Bastiano! MPARE BA:-Oh! SPANO':- Bastiano!


MPARE BA:-Oh, chi è? SPANO':-Un amico. Senti cosa ti dico. Vedi che questo stronzo di tuo figlio si sta comprtando male eh. Mi hai conosciuto Bastiano chi sono? MPARE BA:-Mio figlio Rocco che fa? SPANO':-Tuo figlio Rocco, ecco qua, si sta comportando male, vedi eh. MPARE BA:-Come si sta comportando male, cosa è successo? Chi siete voi? SPANO':-Bastiano, Come chi siete voi. MPARE BA:-Eh. SPANO':-Minchia che culo che ha! Che c'entra chi siete voi ora. Bastiano perchè dici queste cose! Bastiano? MPARE BA:-Eh! SPANO':-Mi hai conosciuto o no? MPARE BA:-No. SPANO':-Il Gallopher nero. MPARE BA:-Ah? In sottofondo si sente un uomo che dice: "Teodoro sono". SPANO':-Il Gallopher nero, Palazzine qua sopra. MPARE BA:-Ah, si, si. SPANO':-Eh, mi hai conosciuto? MPARE BA:-Dove siete? SPANO':-Siano, siamo qua alla pizzeria che stiamo mangiando. Anzi abbiamo finito di mangiare una pizza, qualcosa. MPARE BA:-Ah, ma siete nella pizzeria voi. Per, ma per Roccaforte venite? SPANO':-Si. Gli devi dire a questo stronzo di tuo figlio Rocco. MPARE BA:-Eh. SPANO':-A parte che si è comportato male. MPARE BA:-Che suc.., che si è comportato male, non penso che mio figlio si comportava male. SPANO':-Ah, non pensi questi discorsi tu, eh!? MPARE BA:-No, questi discorsi no perchè conosco mio figlio, conosco a voi, conosco ..incomprensibile per sovrapposizioni di voci. SPANO':-Eh, va bene, ora, ora come finiamo qua di mangiucchiare, stiamo bevendo una birra, ce ne saliamo, tuo figlio sale con noi. MPARE BA:-Ah, sale, sale con voi?


SPANO':-Eh, ci sono problemi? MPARE BA:-No, assolutamente mi fa piacere. SPANO':-Ah, to, te, te lo passo, andiamo. MPARE BA:-Va bene. SPANO':-Però il fatto che è stronzo tel lo confermo. Non gli dire niente, però. MPARE BA:-Va bene va. SPANO':-Si, si è comportato male, va. MPARE BA:-Va bene va. SPANO':-Non gli dire niente e te lo passo. MPARE BA:-Va bene. ROCCO:-Papà. MPARE BA:-Oh. ROCCO:-Oh. Ciccio è quello mio! MPARE BA:-Oh? ROCCO:-Allora, oh? MPARE BA:-Ma che fai sali con compare Ciccio? ROCCO:-Si salgo..incomprensibile... MPARE BA:-Ah? ROCCO:-Si saliamo fra un po', saliamo. MPARE BA:-Va bene, ma che facciamo, state mangiando lì voi? ROCCO:-No, siamo qua a Reggio.Digli, digli che lasci il sugo acceso. MPARE BA:-Tengo il sugo, il sugo pronto? ROCCO:-Bravo. MPARE BA:-Va bene, quando vieni mangiamo, a voi aspetto. ROCCO:-No, il sugo acceso. MPARE BA:-Eh, va bene. ROCCO:-..incomprensibile..il compare mi ha offeso (ride). MPARE BA:-Ma che ti ha offeso, là sono tutti amici. ROCCO:-Ah, mi ha offeso (ride) ..incomprensible... ah, o lo salgo? MPARE BA:-A chi? ROCCO:-Che faccio. Ah? MPARE BA:-Ah? ROCCO:-Che faccio, che faccio?


MPARE BA:-Non si sente bene. ROCCO:-Senti siccome lui mi ha offeso che faccio, salgo insieme con lui? O no? MPARE BA:-Si, no, sali che sei in buone mani. ROCCO:-...incomprensibile... in buone mani mi ha detto. ...Incomprensibile... MPARE BA:-Ciccio è lì? ROCCO:-Si qua uno è. MPARE BA:-Ah, va bene. Passamelo un minuto. ROCCO:-Si, ciao. MPARE BA:-Ciao. ROCCO:-No Ciccio al bagno è, ciao, ciao. MPARE BA:-Va bene. ROCCO:-..incomprensibile..Va bene chiudo, chiudo.Ciao MPARE BA:-Va bene, ciao, ciao, ciao. VEDASI ALLEGATO 27C Monitorato: 3925982979

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24/12/2004 19.20.49

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Rocco dice a Ciccio che Cosimo gli voleva parlare e glie lo passa. Cosimo chiede a Francesco se c'è qualcuno che gli paga un assegno di 1500 euro con scadenza a 24 giorni e se non lo cambia è rovinato. Francesco dice che gli fa sapere VEDASI ALLEGATO 27D Monitorato: 393925982979 Registrazione:

119

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26/12/2004 19.16.20

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+393392169452

Ciccio chiama il cugino Andrea e gli dice di venire assolutamente al bar VEDASI ALLEGATO 27E

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121

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26/12/2004 19.46.05

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Ciccio e CENTO Sebastiano al quale dice di salire al bar di Andrea. VEDASI ALLEGATO 27F

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- 1637/04 –

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309

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16/01/2005 18.32.15

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+393336454277

IDA' Massimo chiama al cognato Francesco chiedendogli il codice penale. Francesco dice che lui si trova ad una parte e che il codice è a casa. VEDASI ALLEGATO 27G Monitorato: 3925982979

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412

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27/01/2005 16.11.06

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CENTO Sebastiano telefona a Francesco. Sebastiano dice che è con un amico. I due si vedranno a Reggio Calabria tra un'ora circa e con Sebastiano c'è un amico di Francesco. VEDASI ALLEGATO 27H Monitorato: 3925982979

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856

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15/03/2005 10.17.28

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ROMEO salvatore e Francesco. Francesco dice che gli ha dato quelle cose e che un giorno di questi salirà. Francesco è a Roccaforte. VEDASI ALLEGATO 27I * : Intestatario: ROMEO SALVATORE RMOSVT60P08H408U 19600908 ROCCAFORTE DEL GRECO RC Monitorato: 3925982979

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981

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30/03/2005 12.00.54

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Spanò Teodoro dice a Francesco che suo padre gli domandava per il fatto della cropazza che devono prendere, salgono venerdì mattina verso le 10, 11. Francesco dice che va bene e si fa trovare lui in giro. Teodoro aggiunge che gli sta dicendo il padre, di dire al rumeno di aiutarlo a caricare. Teodoro gli dice che forse sale pure lui e si vedono là. VEDASI ALLEGATO 27L Monitorato: 3925982979

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12/04/2005 09.04.28

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Sebastiano dice a Francesco che quell'amico a cui ha venduto il motore ancora non è venuto a pagarglielo ed a lui servono i soldi. Continua dicendo che ha dovuto disturbare uno zingaro per prendere un motore e glielo deve pagare, non può rimetterci sempre lui. Ciccio dice che passerà da lui (terza persona), vederà e gli farà sapere. Sebastiano, altresì, gli dice che quel motore di avviamento che loro due erano passati a prendere ieri, glie lo hanno portato questa mattina. Si riporta trascrizione :Pangallo:Pronto! Cento:Compare Ciccio Pangallo:Comapre ba che c'è! Cento:come andiamo stiamo bene. Pangallo:Non c'è male voi? Cento:ma si lotta la piccola vita siam quà all'officina abbiamo aperto stamattina pure Pangallo:Non comprensibile Cento:Sentite una cosa, quell'amico che gli ho venduto quel motore io . Pangallo:Eh! Cento:Ancora non è venuto a pagarmelo ma ha detto che viene perchè un pò di soldi c'è li ho bisogno pure io avete capito dove voglio arrivare io. Pangallo:Io non l'ho visto poi compare Sebastiano sono salito tardi e non l'ho visto. Cento:Perchè gli ho telefonato e mi risulta sempre chiuso Pangallo:Ah Ah! Cento:Non ho capito io a quello l'ha glielo devo pagare questo motore perchè non è che c'è lo avevo io Pangallo:Certo! Cento:Sono dovuto andare all'officina da uno zingaro per disturbarlo a prendere un motore per portalo quà che se lo prendano a me lo dovrebbero pagare Pangallo:Certamente certo. Cento:Ora da parte sua non mi risultano telefonate io il telefono c'è l'ha sempre chiuso e da ieri sera che c'è l'ha sempre chiuso. Pangallo:Ah Ah e ieri sera poi non sono passato perchè sono tornato tardi ora se è lì passo un minuto e vedo se è l'ha Cento: Fatemi questa cortesia Pangallo:Va bene!


Cento:No perchè glielo devo èpagare questo cazzo di motore altrimenti mi combino a quello il cambio a quello il motorino a quello il motore.. Pangallo:Certo! Cento:E' un macello quà Pangallo:Non comprensibile Cento:Poi ci perdo sempre io Pangallo:Va bene vediamo se ora vado e vedo se lo trovò lì Cento:Vi ricordate quel motore di avviamento dove siamo andato insieme a voi! Pangallo:E'! Cento:Apposto! Pangallo:Ve lo ha dato Cento:Si stamattina è venuto e me lo ha portato Pangallo:menomale Cento:Va bene Pangallo:Vi saluto Cento:Sbrigatemi questa situazione Pangallo: Pangallo:va bene ora vado Cento:Vi saluto Pangallo:Vi saluto VEDASI ALLEGATO 27M Monitorato: 3925982979

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12/04/2005 10.14.08

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Si sente in sottofondo un uomo che dice a Pangallo di riferire che l'assegno è annullato; Francesco gli risponde che per telefono non gli vuole parlare dell'assegno e gli dice che non l'ha visto. Inizia la telefonata: Francesco dice a Sebastiano che è andato, ma non l'ha trovato. Sebastiano dice che non sa come deve comportarsi e che gli deve dire lui come comportarsi. Francesco dice che ripassa e cercherà di trovarlo. CENTO dice di fargli il favore di trovarlo perchè altrimenti finisce che il motore lo deve pagare lui ed è in un periodo che non si trova neanche lui. Cento:Si pronto Pangallo:Ei compare Cento:E mio comaopre Ciccio bello dimmi Pangallo:Allora niente io sono andato lì e non l'ho trovato a quello. Cento:Si ma comapre si deve sbirgare questa fesseria Pangallo:Lo so ma purtroppo là non c'e ho girato ma non è là forse è sceso per basso


Cento:Non lo so comapre Ciccio, io non so come mi devo comportare Pangallo:Che volete che vi dico! Cento:No, compapre Ciccio me lo dovete vedere voi come mi devo comportare Pangallo:ma io cosa volete che vi dica, che vi devo fare io al massimo stasera posso andare di nuovo gli lascio l'ambasciata che lo voglio Cento:Fatemi questa cortesia comapre Ciccio Pangallo: Non comprensibile Cento:Altrimenti piano piano sapete cosa succede che quel motore glielo devo pagare io e dopo che 'ho favorito, non avete capito dove voglio arrivare. Pangallo:Ho capito ho capito io. Cento:Dopo che l'ho favorito questo motore dopo che me lo hanno portato gentilmente deve andare a pagarlo Pangallo:Va bene! Cento:Gli ho dato un motore fiat uno ma gentilmente deve andare a pagarglielo o altrimenti viene da me gli do i soldi io Pangallo:va bene! Cento:perchè adesso è un periodo che non mi trovo neanche io compare Ciccio! Pangallo:Ora stasera se non viene lui vado a vedere io se lo trovo, gli ho lasciato ambasciato che lo voglio. Cento:Fatemi questa cortesia Pangallo:E poi ci sentiamo questa sera Cento:Vi telefono io o mi telefonate voi. Pangallo:Vi chiamo io vi chiamo io. Cento:va bene fate cose buone avete bisogno di qualcosa? Pangallo:No niete grazie Cento:Va bene vi saluto Pangallo:statevi bene VEDASI ALLEGATO 27N Monitorato: 393925982979 Registrazione:

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12/04/2005 11.23.48

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Compare Ciccio (PANGALLO Francesco) dice a Sebastiano che quello è salito ed ha parlato con lui e gli ha detto che per quel motore là gli da trecento euro perchè si erano accordati così. CENTO gli risponde che non è vero e che erano rimasti per 500 euro. Poi gli dice che da lui c'è Cosimello,


quell'amico suo, che gli ha portato quell'oggetto, quel motore, e glie lo deve pagare per cui lui (terza persona), entro oggi gli deve portare 500 euro, perchè se non glieli porta lui (Sebastiano) sale sopra. PANGALLO gli risponde che gli ha parlato e gli ha riferito che per quel motore là erano rimasti per trecento euro. CENTO gli risponde che se non si trova e ne ha 300 le altre 200 li mette lui, ma erano rimasti per 500 euro. CENTO dice che deve coprire certe situazioni con certi amici, perchè ormai ha bloccato quello che ha bloccato; ormai deve concludere e gli deve pagare quella cosa. PANGALLO gli risponde che gli parla e gli dice di dargli (a Sebastiano) 300 euro. CENTO risponde chiedendogli se, allora, gli altri 200 ce li deve rimettere lui. PANGALLO replica dicendo che non sa come è combinato, lui gli ha detto che per quel motore là erano rimasti 300 euro. CENTO risponde che per quel motore erano rimasti 800 euro, poi 500, poi un assegno che non ha neanche funzionato. Al limite gli porta 300 e 200 ce li rimette lui. Poi CENTO dice che lui (la terza persona) gli deve portare 500 euro se è un uomo, se no gli altri ce li rimette lui e poi si rende conto di cosa deve fare. PANGALLO risponde che rimangono in quel modo e si vedono giù più tardi. Si riporta trascrizione:Pangallo: Pronto! Cento:Compare Ciccio! Pangallo: E ba Cento:Bastiano Cento sono Pangallo:E niente ora lu abbiamo parlato e lui mi diceva che per quel motore là 300 euro vi da perchè così eravate rimasti Cento:Comapre Ciccio Pangallo:Avete capito? Cento:Compare Ciccio per qule motroe che gli ho portato io mi deve dare 500 euro Pangallo:Ma lui mi ha detto che eravate rimasti 300 euro Cento:Non sono rimasto per 300 euro sono rimasto per 500 euro ora quà di mezzo c'è un amico mio che mi ha portato quel motore e io glielo devo pagare mi dovete fare la cortesia lui entro oggi mi deve portare 500 euro perchè se non me li porta io con la vostra bontà e la vostra cortesia salgo per sopra Pangallo:Guardate quà io ho parlato con lui, ora se ne è andato e lui mi ha detto con sebastiano eravamo rimasti per quel motrie 300 euro. Cento:Guardate quà se non si trova e ha 300 euro gli altri 200 c'è li metto io non avete capito siamo rimasti 500 euro io devo coprire certe situazione con certi amici comapre Ciccio. Pangallo:Ho capito ho capito. Cento:Avete capto ! Pangallo:Ho capito Cento:Ora quà c'è un amico quà presente lui dovete dire. Pangallo:Ah ah!


Cento:Lui a me mi deve portare 500 euro poi se non c'è l'ha e non si trova mi porta 300 euro gli altri 200 c'è li metto io non mi interessa però ho bloccato quello che ho bloccato Pangallo:Va bene facciamo una cosa ora scendo per basso scendo apposta e gli dico Giarda quà tu quando ti trovi gli lasci 300 euro e com'è fate, Cento:Non mi interessa ma a me mi da 300 mi da quelli che mi dà e gli altri li perdo io però io devo concludere hai capito quello che voglio dire Pangallo:Allora per chiudere la parabola facciamo una cosa lui vi da 300 euro dai Cento:Le altre 200 euro li perdo io allora Pangallo:Non so come è combinato lui mi ha detto 300 euro eravamo rimasti per quel motore Cento:Per quel motore eravamo rimasti 800 euro, poi siamo rimasti 500 poi un assegno che non ha funzionato nenache vabbè lascaimo stare Pangallo:Comunque Cento:A limite che porti 300 euro E 200 li perdo glielo ho detto che devo chiudere Pangallo:Va bene ora vediamo... Cento:Comapre Ciccio lui mi deve portare 500 euro Pangallo:Mhmm Cento:Se è un uomo e gli altri li perdo io poi mi rendo conto da solo Ok! Pangallo:Va bene va rimaniamo in questa maniera vado io più tardi Cento:va bene ci sentiamo pomeriggio vi saluto VEDASI ALLEGATO 27O Monitorato: 3925982979

- 1637/04

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13/04/2005 08.19.59

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Cento Sebastiano dice a compare Ciccio (Pangallo Francesco) che non ha dormito perchè ha troppi problemi per la testa. Poi gli dice che ieri sera ha pagato quel motore e si è fatto tornare indietro quell'assegno che non era buono e gli ha pagato con uno dei suoi. Di seguito gli domanda per quale motivo, visto che ha pagato 500 euro, perchè ne deve prendere solo 300. Francesco gli risponde che quella persona gli ha detto che gli da solo 300 perchè erano rimasti per il motore per quella cifra. Sebastiano continua dicendo che se lui ha pagato 500 perchè deve prenderne 300; poi gli dice che quando ha consegnato l'assegno scoperto a quelle persone lo ha fatto davanti a lui (terza persona) il quale ha visto che non gli ha fatto la cresta. Francesco gli risponde che lui (terza persona) gli ha detto che erano rimasti per 300. Sebastiano continua dicendogli che quella sera, quando quella persona si è venuta a prendere il motore, gli ha detto che volevano 700 euro, 200 glie li ha fatti togliere e quindi doveva dargli 500, ed ora viene fuori la novità che deve prenderne 300 euro e rimettercene 200.


Francesco ribadisce che lui (terza persona) gli ha detto che gli da 300 perchè erano rimasti in quel modo. Sebastiano dice a Ciccio che se non li ha (terza persona) è un discorso, però se lui (terza persona) pensa che (Sebastiano) ci debba rimettere 200 euro, se lo deve togliere dalla testa. Sebastiano dice a Francesco che poi parlano di persona al paese, ma lui 500 euro non ce li rimette. Poi gli dice di prendersi i 300 euro e poi per gli altri ci pensa se deve andare a prenderseli lui (Sebastiano), al limite il prossimo anno se li sconta in modo diverso. Si riporta trascrizione . Pangallo:Pronto! Cento:Compare Ciccio! Pangallo:Ue compare! Cento:E comapre come andiamo stiamo bene ? Pangallo:Non c'è male voi? Cento:Ma è dalle 5.30 che sono alzato non ho dormito stanotte Pangallo:E come mai! Cento:Ma perchè ho troppi pensieri per la testa Pangallo:Non comprensibile Cento:Ho troppi pensieri per la testa . Sentite una cosa io ci ho rifletturo Pangallo:Eh! Cento:In che senso Pangallo:Eh! Cento:Io perchè certe volte, ieri sera gli concludevo quel fatto quel motroe gli l'ho pagato mi h portato quel motore all'officina Pangallo:Si! Cento:Glielo mandato l'ha sopra è venuto quà ieri mi sono fatto tornare quell'assegno che non era buono Pangallo:Ah! Cento:E gli ho pagato con uno dei miei ma io se ho pagato 500 euro perchè ne devo prendere 300 Pangallo:Che volete che vi dica, lui 300 euro vi da non vi da di più perchè dice che per quel motore eravate rimasti 300 euro Cento:Ma mannaggia ma se io ho pagato 500 euro perchè me ne deve dare 300 Pangallo:E non lo sò lui mi ha detto che eravati rimasti anzi prima Cento:Ma se io Pangallo:Che glielo regala Cento:Ma se l'assegno che me lo ha fatto in bianco glielo conseganto davanti a lui a quelle persone lui lo sa che non mi sono fatto nessuna sugna su quel motore perchè devo perdere 200 euro


Pangallo:Però io lo sò le parole sue com'erano lui ha detto in quella maniera perchè voi eravatev rimasti 300 Cento:Compare Ciccio forse non avete capito a me non interessa io non voglio niete ma se io ho cacciato 500 euro perchè ne devo prendere 300 Pangallo:Si si. Cento:Lui quando è venuto quella sera quà e gli ho detto quà c'è il motore caricalo in macchina e portatelo Pangallo:Si! Cento:Vedi che vogliono 700 euro 200 glieli torglo mi dai 500 euro ora esce la novità che io devo prendere 300 euro e 200 li devo perdere io. Pangallo:Che volete che vi dico Cento:Perchè certe volte a me il crvello non mi funziona "bello pulito" perchè li devo perdere Pangallo:Io non so come dirvi li i discorso come sono e come non sono comunque il discorso e che lui 300 vi da perchè dice che siete rimasti in quela maniera o altrimenti quando venite parlae con lui vi mettete d'accordo che volete che vi dica Cento:Compare Ciccio se non c'è l'ha e allora è un conto non avete capito dove voglio arrivare io perchè oggi il cervello mi macinava vi stò dicendo se non c'è l'ha che non mi dia niente nenache i 300 che non mi dia nulla se non c'è li ha ma che io perdo 200 euro che se lo tolga dalla testa Pangallo:Che volete che vi dica lui mi ha detto che 300 ve li da altro anzi dice che eravate rimasti che glielo dovevate regalre il motore Cento:No noi eravamo rimasti che non è robba mia io soo dovuto andare a comprarlo da un altra parte Pangallo:Si Cento:Ok! Ora gli posso dire soltato una cosa comapre ciccio facciamo una cosa poi parliamo di persona quando vengo al paese però c'è una cosa sola io 500 euro non li perdo Pangallo:Coampre Sebastiano io non so cosa dire lui stamattina doveva venire per portare quelle 300 euro, io nion so se li devo prendere o non li devo pendere, se voi mi dite che li devio prendere 300 euro li prendo altrimenti fate come volete. io non ho cosa dire. Cento:Comapre ciccio fate una cosa con la vostea bontà 300 euro ve li prendete Pangallo:Ah! Cento:Mi fate questa cortesia Pangallo:si si quello si! Cento:E ve li andate ap rendere voi e quando arrivo a Roccaforte poi io e voi se ne parla poi quelgi altri vado a prendermeli io poi ci rendiamo conto e il prossimo anni ci disturbiamo indifferentemte Pangallo:va bene rimaniamo così Cento:Voi prendete 300 euro Pangallo:va benissimo


Cento:E poi ci regoliamo quando vengo a paese io. Pangallo:Va bene va. Cento:Vi saluto avete bisogno qualcosa Pangallo:Niete compare Sebastiano Cento:va bebe compare ciccio ci sentiamo. VEDASI ALLEGATO 27P Monitorato: 393925982979 Registrazione:

1218

Ora registrazione:

12/05/2005 11.19.17

Interlocutore

+393496207128

Commare Maria (moglie di CENTO Sebastiano), madre di Rocco, dice a Ciccio che Bastiano è caduto e si è fatto male alla gamba e forse lo ricoverano. Commare Maria gli dice che non gli ha mancato mai di rispetto e che per lei è come un figlio e siccome questa mattina si è arrabbiata con un “porcheroso” (una cattiva persona) ha pensato di chiamare a lui. PANGALLO le dice, che, siccome è vicino a Reggio passa da lì. Lei gli risponde che va bene e che lei è all'officina. Pangallo: PANGALLO Francesco Maria:Moglie Cento Sebastiano Pangallo:Pronto! Maria:Ciccio Pangallo:Chi è? Maria:Commare Maria la mamma di Rocco Pangallo:E commare ditemi Maria: Che fate? Pangallo:Quà siamo voi ? Maria:E io quà vostra madre Rosa? Pangallo:E bene i vostri stanno bene Maria:E si a parte Sebastiano che è caduto e si è fatto male Pangallo:Comapare Sebastiano Maria: Si si è fatto male è caduto e si è fatto male di brutto nella gamba Ciccio: mannaggia la mod... Ora vediamo se lo ricoveriamo per il fatto che non stà bene per l'altro fatto lo sapete Pangallo:Lo si si. Maria:E siccome stamattina mi sono arrabiato voi lo sapete che io vi ho rispettato sempre come un figlio potete dire che non vi ho rispettato Pangallo:No ci mancava pre commare perchè cosa è successo


Maria: No Ciccio sono sempre stata sincera nei vostri riguardivoi site come mio figlio Pangallo:Ma ci mancherebbe pure Maria:E tutta la vostra famiglia Pangallo:Ci mancava Maria:Ora siccome stamattina mi sono arrabbiato con un "porcoarruso" ( ndr termine dispreggiativo) Pangallo:Eh! Maria: ora ho detto io chiamo a voi perchè mi sento adesso al massimo io rispetto a tutti e voi lo sapete Pangallo: certo, certo! Maria:Vi ho mai mancato di rispetto Pangallo:No ci mancherebbe Maria:Voi siete come mio figlio avete la stessa età di mio figlio Pangallo:Ma ci mancherebbe MariaE siete come un figlio e lo dico con sincertià e penso che voi avete rispettato a me Pangallo:Ma ci mancava pure voi! Maria:Eh! Pangallo:Allora sapte che facciamo siccome io sono quà vicino a reggio passo di là un minuto da lì Maria:va bene io sono quà all'officina Pangallo:All'officina va be ci vediamo li commare Maria: va bene grazie ciccio VEDASI ALLEGATO 27Q Monitorato: 3925982979

- 1637/04

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1246

Ora registrazione:

16/05/2005 14.03.33

Interlocutore

+393388182192

CENTO Sebastiano telefona a Francesco dicendogli che era in pensiero in quanto non l'ha sentito per telefono, non l'ha sentito da nessuna parte, gli sta telefonando e non gli risponde. Poi Sebastiano dice a PANGALLO Francesco che quella faccenda la fanno oggi pomeriggio; così pomeriggio (PANGALLO) se la prende perchè lui (Sebastiano) forse non c'è in quanto ha la gamba “macinata” e forse si ricovera due giorni. PANGALLO gli dice che in settimana sarebbe sceso. VEDASI ALLEGATO 27R Monitorato: 3925982979

- 1637/04

Registrazione:

1505

Ora registrazione:

30/07/2005 10.20.57

Interlocutore

+393388182192


Ciccio per Bastiano... chiede se è tutto a posto... parlano di “quel libretto...” chiede se glie lo porta o se lo va a prendere.... lui dice che tra stasera e domani glie lo porta lui.... si vedranno verso le sette e mezza le otto.... “QUEL FATTO E' APOSTO PURE...” poi chiede se a quello glie è andato bene il motore. VEDASI ALLEGATO 27S

Le conversazioni appena riportate confermano la caratura criminale del PANGALLO, infatti nella circostanza si verifica un dissidio tra il CENTO Sebastiano e una persona non identificata che aveva ordinato un motore, che il CENTO ha probabilmente ha procurato facendolo rubare a dei nomadi. Sorge, infatti, una controversia sul prezzo, dal momento che il CENTO pretende 500 euro (NDR perché tanti ne ha pagati ai nomadi) mentre l’interessato sostiene che erano d’accordo per 300; tutta questa operazione ha come punto di collegamento PANGALLO Francesco, che in qualità di personaggio di spicco si fa garante della vicenda. Infine appare molto significativa la conversazione cui al progressivo 1218 del 12.05.2005, dove anche la moglie del CENTO Sebastiano si rivolge al PANGALLO dicendo che lo ha sempre rispettato come un figlio e chiedendo un suo intervento in una controversia con un terzo soggetto. Ulteriori riscontri all’appartenenza del PANGALLO Francesco al sodalizio in trattazione si deducono dalle diverse conversazioni captate all’interno della sua autovettura MITSUBISHI PAJERO targato ZA220RA RIT 385/05; si riporterà quanto emerso nel corso della predetta attività tecnica. Monitorato: PAJERO targato

ZA220RA RIT 385/05;

Registrazione:

709

Ora registrazione:

20/10/2005 17.40.09

Al progressivo nr.709 del 20.10.2005, viene intercettata una conversazione, di seguito trascritta, tra PANGALLO e RODA’ Andrea Mario, nato a Roccaforte del Greco il 21.06.1957, capo operaio forestale, nel corso della quale quest’ultimo si rivolge all’interlocutore per risolvere una controversia insorta con gli operai forestali. Nella circostanza, si vuole focalizzare l’attenzione sulla reputazione di cui gode il PANGALLO in quanto, pur non appartenendo all’AFOR, viene chiamato in causa al fine di comporre il dissidio. A tal proposito, il PANGALLO, a conclusione dell’esposizione dei fatti da parte del RODA’, riferisce a quest’ultimo che se “questo personaggio” dovesse dargli fastidio di riferirglielo, e così ci penserà lui. L’analisi

della conversazione conferma che dopo la

morte del


fratello PANGALLO Antonino “Chiumbino” Francesco Pangallo è divenuto uno dei personaggi di riferimento di Roccaforte del Greco. TRASCRIZIONE PARZIALE 17,58 IN POI

Mario:-ti sto dicendo che prima gli faceva portare il camion....lo chiamano da qualche parte per....... Francesco:-incomp.- se questo quà ti dovrebbe dare fastidio.....magari se gli interessa a lui.....tu dimmelo a me questo storto di..-incomp.Mario:-se c'è qualcosa vengo e trovo te neanche a questi figlioli.... Francesco:-tu vieni a trovarmi che poi vado a trovarli io.... e gli dico:-"vi interessa a voi gli dico così!" Mario:-eh....bravo....bravo Francesco:-se no gli dico che ve lo prende..... Mario:-si...si...si Francesco:-e ti faccio vedere ogni maschiatone lo faccio girare tondo! Mario:-mi diceva il fatto del camion....io sono la....busco....ecco perche dico io.....busco qualcosa....io non mi sono sbottonato proprio....non gli ho detto niente....voglio dire io.....ora se gli interessa a loro questo discorso che te lo dicono...però che gli interessa a loro....... Francesco:-apposta ti dico io.....io ti sto dicendo..... Mario:-quello so come marciava...e basta.... Francesco:-ora glielo dico io...siccome -incomp.- non è che..-incomp.Mario:-no con me no perche è tragediatore...perchè l'ho capito che è tragediatore.... Francesco:-non viaggiano bene loro due..... Mario:-no! Francesco:-ora se vi interessa a voi un occhio di riguardo....... Mario:-glielo dà.... Francesco:-lui glielo dà per voi.... Mario:-per voi... Francesco:-se no vedete che...... Mario:-se lui no..... Francesco:-lo lascia al suo destino...... Mario:-è come sta facendo.... Francesco:-fa come stava facendo....


Mario:-e basta..... Francesco:-perchè non se la porta bene....parla assai e non se ne parla più! Mario:-no è un tragediatore Francesco:-va bene và... ti dico...ha provocato un mondo di bordelli.... Mario:-un tragediatore...... Francesco:-perchè interessava a noi se no gliela davano a lui tramite suo fratello gliela davano a lui capisci? Mario:-si ha detto mio fratello.....ha mandato un ambasciata quà e là....io ho fatto finta di.....fermati quà che andiamo quà (Mario gli dice di fermarsi probabilmete al bar ndr) Francesco:--incomp.Mario:-guarda le tragedie....guarda parola d'onore io non parlo con nessuno di.....

I due scendono dalla vettura e vanno probabilmente al bar.VEDASI ALLEGATO 28A

PAJERO targato ZA220RA RIT 385/05; Registrazione:

1609

Ora registrazione:

03/12/2005 11.57.28

Auto in movimento, a bordo c'è Cento Sebastiano e Agostino, quest'ultimo dice che sù in piazza c'erano dei bastardi che guardavano, Sebastiano dice che devono stare attenti che lui è capace di fare danni e che gli conviene farsi i fatti loro, Agostino dice che chi si è guardato si è salvato, Sebastiano aggiunge che quando era in vita il buonanima (Pangallo Antonino), lo interrompe l'uomo dicendo che si nascondevano solo a vederlo, Sebastiano conferma, Agostino dice che da quel lato non vede nessuno, se vengono dall'altro lato, poi parla di essere chiamato dal cellulare, non si capisce bene cosa voglia dire, a questo punto Sebastiano dice di non preoccuparsi che non telefona nessuno e che lui ha un amico ai tabulati (dei cellulari) che gli dice eventualmente da dove partono le telefonate e l'intestatario del cellulare (verosimilmente un suo amico lavora presso un gestore di telefonia). Sebastiano dice che sa che il suo cellulare è sotto controllo. Si riporta la trascrizione :-

Agostino:-la sopra ci sono i bastardi che guardavano.... Sebastiano:-dove? Agostino:-in piazza....incom. Sebastiano:-non hai capito una cosa cugino che ancora non si sono resi conto che gli faccio danni piedi piedi (in giro ndr), gli conviene farsi i cazzi loro. Agostino:-però c'è un fatto.....chi si è guardato si è salvato.


Sebastiano:-tu devi ringraziare Dio che è morto il buonanima..... Agostino:-a beh! Sebastiano:-se c'era il buonanima quà..... Agostino:-noooh si nascondevano appena lo vedevano! Sebastiano:-solo...solo che vedevano a lui..... Agostino:-si nascondevano...... Sebastiano:-si ma solo a vedere lui....non chiamavano nessuno. Omissis Agostino:-di la ho guardato ma non ho visto nulla, se vengono di quà...... Sebastiano:-no non vengono, chi cazzo viene, incom... Agostino:-ma se gli telefonano.....incom. Sebastiano:-ma chi gli telefona cugino? vedi che per certe volte tu non hai capito una cosa, mi telefonano.... e c'è una telefonata.....io ti giuro ho amici da....nel coso....nel tabulato dei cellulari e dei telefoni...... Agostino:-si si....incom. Sebastiano:-quanto gli dico senti una cosa...quella telefonata a tale orario da Chorio di Roccaforte da chi è partita?....i Carabinieri di Roccaforte cosi...cosi....cosi.....sai che mi dice? Che è partita da Tizio Caio e Sempronio.....ma tu sapevi questo fatto? Agostino:-ma meglio che non succede proprio questo discorso.... Sebastiano:-e allora che si facciano i cazzi loro che è meglio....o ti credi che siamo rimasti ancora agli anni 30 o agli anni 50 cugino....che non si sanno le cose... omissis Sebastiano:-vedi che io ho amicizie la....gli dico: tabulato di questa telefonata da dove è partita?.....a tale orario a tale giorno, ...... Agostino:-ma incom....di Roccaforte incom..... Sebastiano:-uh? Agostino:-dice è partita da Roccaforte...... Sebastiano:-no è partita da Chorio.....è partita da questo cellulare.....dice è partita da questo cellulare....sai che ti dice pure il cellulare.....nome e cognome di chi ce l'ha segnato, lo sapevi tu questo fatto? Agostino:-incom....cellulare? Sebastiano:-e pure della casa! Agostino:-e pure della casa è più facile....


Sebastiano:-ti dice: è partita da Chorio di Roccaforte...la via...Tizio Caio e Sempronio,....hai capito? ogni telefonata viene registrata...incom....e arrivava a 24 ore incom. da quando era partita la telefonata se

mi

vedevano

quà...e

poi

incom....diceva

cugino

vedi

che

la

telef.....sai

chi

ha

telefonato?....Tizio!.....dice e come hai fatto a saperlo?....(incom. per interferenze)..., come non c'è il sistema Agostino?...ti credi che siamo agli anni 50........ Omissis Sebastiano:-ti sto dicendo che il mio cellulare è sotto controllo....loro sanno quanto telefonate ricevo....quello che faccio e quello che non faccio, tutto! I due continuano con dialoghi non pertinenti.VEDASI ALLEGATO 28B Nella conversazione appena riportata si deduce innanzi tutto la caratura criminale del defunto PANGALLO Antonino ed inoltre l’appartenenza al gruppo dai lui guidato dei soggetti che stanno conversando ovvero CENTO Sebastiano e PALAMARA Agostino. Altra conversazione di sicuro rilievo, riguardante la posizione di Pangallo Francesco cl. 75, è quella che avviene in data 18.01.06, che di seguito si riporta: Monitorato: PAJERO targato

ZA220RA RIT 385/05;

Registrazione:

2351

Ora registrazione:

18/01/2006 01.03.56

(GPS è in C.da Pallica di Melito) Auto in movimento, a bordo ci sono: Francesco Pangallo, Domenico e un uomo, (Nino). Quest'ultimo racconta di aver ricevuto uno sgarbo (non specifica in quali termini) dal padre di Micheletto Attinà, e che lui gli ha mandato a dire che ha a sua disposizione tanto piombo per lui e per altri. Francesco sottolinea che se ha bisogno, non ci sono problemi (ndr. si metterà a disposizione). Nino aggiunge che “questa non gliela perdona”. Subito dopo, l'uomo scende (il GPS mostra delle coordiante che coincidono con la fine della C.da Pallica di Melito) dicendo che lì c'è l'abitazione dei suoceri, ma lui sta a Roghudi. Francesco e Domenico, dopo essersi messi a disposizione (lasciando intendere che potranno intimidire questa persona per suo conto, se lo desidererà) lo salutano e vanno via. Francesco, infine, afferma che Nino ha fatto bene a dirglielo (che ha piombo disponibile).

OMISSIS…dalle 01,04,26 Domenico

-Smith...smith Wesson... 40 botte....

Uomo

-parola d'onore così...glielo sparo quà dovessi morire su..-incomp.- ce l'ho mandato a


dire che ho botte per lui e per.....incomp.Domenico

-il padre di Micheletto Attinà....

Francesco

-se avete bisogno....

Uomo

-glielo ho mandato a dire in pace...

Francesco

-ma se ne avete bisogno.....

Uomo

-grazie....

Francesco

-a umma a umma (di nascosto ndr)

Uomo

-no....(accavallamento di voci)

Francesco

-io sono ubriaco parola d'onore ho rovesciato eh!

Domenico

-a Pallica?

Francesco

-attenzione se ci sono macchine dietro.....fermatevi dietro...

Uomo

-oh....loro mi facevano ombra!

Francesco

-fate bene!

Uomo

-gli sembra che sono mio padre che......(accavallamento di voci)..che glieli passa tutte

Francesco

- vostro padre è bonaccione....fate bene...vaffanculo...

Uomo

-incomp.- gli ho mandato a dire che ho piombo per lui e per gli altri.....

Francesco

-fate bene vaffanculo....cornuto di merda!

Uomo

-non hanno avuto il coraggio di venire...-incomp.- l'altra volta ci siamo incontrati ....

Francesco

-e parla male!

Uomo

-l'altra volta ci siamo incontrati...gli ho gridato di fermarsi e se ne andato

Francesco

- cornuto di merda!

Uomo

-che tu vieni -incomp.- parola d'onore compare Ciccio....una telefonata ora vado e gli levo le pecore subito e tu vieni a trovarli se li vuole.....

Francesco

- con quella faccia di.....e tu parli con mio zio che ha piombo e tu pensi che io non ne ho piombo per me!?

Uomo

-gliel'ho detto...per me c'è piombo? ce n'è per i catanesi e per lui!

Domenico

-Nino....Nino....di quello che hai bisogno....(accavallamento di voci)

Uomo

-sai cosa mi scoccia di mio padre?....che è troppo buono

Francesco

- ma lui è bonaccione....

Uomo

-si lui fa passare tutto...io no!

Francesco

-ma lui è bonaccione! (accavallamento di voci)

Domenico

-tuo padre....tuo padre -incomp.- in quel modo e magari....(accavallamento di voci)..altri argomenti e buonanotte

Uomo

-è un'altro parente mio e parola d'onore che non gliela perdono questa...dopo che hanno avuto bisogno e hanno bussato...incomp.- dopo che hanno avuto bisogno e hanno


bussato....di quà di quà di quà (l'uomo indica la strada da percorrere ndr)....a me vieni a dirmi che -incomp.- piombo bastardi!...gliel'ho mandato a dire che ho piombo per lui e per gli altri.... Domenico

-ma ancora a Roghudi stai?

Uomo

-si

Francesco

-a Roghudi state?

Uomo

-si

Francesco

-ah...ma non state per là?

Uomo

-no a Roghudi sto

Francesco

-ah a Roghudi state!

L 'uomo scende dalla vettura, Francesco e Domenico continuano la conversazione dal contenuto non pertinente.La conversazione appena riportata, nella sua estrema chiarezza, conferma che nel locale di Roccaforte del Greco, la fine della faida non è affatto coincisa con una riappacificazione in senso stretto, quanto piuttosto con una sorta di armistizio (imposta dal “Tiradritto”, vds. “Operazione Armonia”) al fine di una migliore gestione degli affari illeciti; il tale Nino, presente in macchina e purtroppo non identificato, afferma infatti di aver ricevuto uno sgarbo dal padre di Michetto ATTINA’ (Domenico ATTINA’) e lui (Nino), per il tramite di terze persone, lo ha minacciato di morte per arma da fuoco (ha “disponibilità

di piombo”); la stessa minaccia viene estesa a tutti coloro che proveranno ad

intromettersi. Ciò detto, Francesco PANGALLO cl. 75 si mette, nell’eventualità che la situazione dovesse degenerare, a completa disposizione del primo, lasciando ovviamente intendere che è pronto, casomai, ad usare le armi per perorare la causa di Nino. Questa conversazione è da considerarsi di importanza fondamentale, innanzitutto perché assevera in modo incontrovertibile la ingente disponibilità di armi da parte del sodalizio (cfr. più diffusamente Capitolo IX – La disponibilità di armi), quindi perché offre l’ulteriore conferma del carattere mafioso dell’organizzazione capeggiata dal Pangallo Francesco cl. 75, il quale, da personaggio di spicco del sodalizio, rassicura l’amico in difficoltà garantendogli la sua protezione mafiosa e mettendo a disposizione della sua causa la potenza militare del gruppo di appartenenza. E’ opportuno rappresentare, peraltro, che i fratelli ATTINA’, Domenico e Paolo, fanno parte della fazione che un tempo (quando la faida cioè era in corso) era contrapposta a quella di cui fa parte il PANGALLO Francesco; infatti, i primi sono organici alla cosca ZAVETTIERI, mentre il secondo è affiliato alla cosca PANGALLO MAESANO FAVASULI. Michetto ATTINA’, ad un primo esame potrebbe identificarsi in ATTINA’ Domenico (precedentemente generalizzato). Tuttavia, va evidenziato che Giuseppe ATTINA, padre appunto di Domenico e Paolo ATTINA, è deceduto in data 13.05.2004, quindi evidentemente deve trattarsi di un


caso di omonimia, e non si è in condizione di individuare il Michetto Attinà cui il Nino in questione fa riferimento. *** Monitorato: PAJERO targato

ZA220RA RIT 385/05;

Registrazione:

4378

Ora registrazione:

29/04/2006 11.19.06

Auto in movimento, a bordo c'è PANGALLO Francesco e il cognato IDA' Michele , quest'ultimo lamenta probabilmente dei dissapori avuti con amici e parenti riguardo anche alle elezioni amministrative che avranno luogo in Roccaforte, alle ore 11,30 si soffermano brevemente a dialogare con altre persone, cade la linea.Michele parla con PANGALLO e dice: "Il discorso noi lo abbiamo fatto, se gli piace a qualcuno gli piace altrimenti fanno come cazzo vogliono. Noi ci facciamo i cazzi nostri tranquilli e beati, quando qualcosa non ci piacerà prendiamo l'iniziativa e come esce se lo abbracciano tutti e si chiude questa argomentazione per tutta la vita, non è colpa nostra, noi abbiamo mandato l'ambasciata ... lo sai che non ci vuole nulla per saltare la cosa, mi dispiace solo per Leo (PANGALLO Leone), ma doveva mandarlo solo per là. Se mi capita tra le mani glielo dico, responsabilità … (incomprensibile) questa sera si litiga con qualcuno, speriamo, Ma il capo anche viene a votare”. PANGALLO: “Lui va pere là”. Michele: “Lo invitato anche per là (incomprensibile) se alle condizioni ci stanno ci stanno, altrimenti, quando se ne dimettono tre dei nostri, … compare Peppe la situazione la fece per la caccia, ma prima di entrare, però mi dispiace che quel ragazzo va avanti di quella maniera, però mi dispiace, lasciali fare, hanno fatto sempre loro, falli fare, ma si devono rendere conto e devono dire avete ragione, devono fare nel culo loro e tutta la razza sua, fanno quello che vogliono, via libera”. PANGALLO dice che loro da questo punto di vista non è che sono scarsi, (incomprensibile)

ma è un

puntello. Michele: “Lo so che è un puntillo, loro devono fare in questa maniera, hanno fatto di questa maniera, hanno fatto tutte le situazioni come le hanno impostate loro, questi non sono, non erano i patti e le condizioni che abbiamo fatto noi, una volta che hanno fatto in questa maniera, ognuno si prende le responsabilità di quello che ha fatto, perché noi adesso da parte nostra, come diciamo, diciamo, loro hanno cacciato e loro hanno messo e noi i nostri lavori non li abbiamo fatti. Noi siamo rimasti

nei nostri patti come eravamo rimasti, loro i patti li hanno saltati

(incomprensibile) purtroppo avevamo a questo qua. Se eravamo usciti prima, se le cose le avessimo fatte prima e l'avevamo “quagliata” (concretizzata prima), stai sicuro che lui non ragionava in quella


maniera, perché poi si prendeva le responsabilità di quello che faceva una storta contro di noi, noi andavamo a rapportarlo e dicevamo vedi che questo ha fatto questo, ma intanto sembra che qua ci “coglioniano” (ci prendono in giro) tutti, chi ci dice in un modo, chi nell'altro, facciamo in questa modo, facciamo in quest'altro modo, aggiustiamo di qua, facciamo di là, ma poi alla fine dei conti, passano sei mesi e scompaiono

tutti, ma

qua parola di onore che siete una certa persona,

(incomprensibile) tutti gli imbrogli, mi seguo tutti i ragionamenti, gli dico a Mimmo, quando arriva cosa gli dico,

senti una cosa ma qua ci state coglioneggiando oppure rispettando, vedete quello

che dovete fare, perché qua ci avete preso tutti per il culo, ci dicevate statevi zitti e noi stiamo zitti, perchè noi la giornata sappiamo come farcela trascorrere, non dobbiamo vedere cosa fanno gli altri e si chiude quest'argomento. Così volete! Ma poi non dite che noi non abbiamo appoggiato la vostra teoria (incomprensibile) ma che vieni a raccontarmi, sali a Roccaforte e vedi se l'hai fatta, se l'hai fatta tu, è inutile che cerchi a (incomprensibile) lasciali stare, come viene c'è la prendiamo (incomprensibile) ma dove è andato, …. il brutto (incomprensibile) ci sarà (incomprensibile) che le cento lire e si fanno i cazzi loro. (incomprensibile) Ci sono capitate le disgrazie a noi, se poi capitano a voi le disgrazie come la mettiamo poi,

(incomprensibile) prendo i rimproveri io, ma chi ti ha chiamato a te,

senza nessuna colpa. ….. omissis ….. PANGALLO (incomprensibile) i tuoi cugini anche hanno voluto così, perché se si opponevano tutti i tuoi cugini (incomprensibile) ma che diamo davvero i numeri, e che fanno i giochi degli altri”. Michele: “Leo sta bene con i suoi, stanno tutti bene, loro che cazzo se ne fottono (incomprensibile) siamo noi che abbiamo una vita tranquilla, fate quello che cazzo volete, tanto le case loro li hanno gia comprate per sotto, quando non ci va più bene dicono andiamo via per Melito e Reggio, vanno tutti giù. Adesso quando escono gli assessorati,

dobbiamo dirgli, ma come li avete sistemati là sotto a

Ghorio, dobbiamo dirgli anche questo almeno fateci quattro, uno è il figlio di Leo, il figlio di Andrea; due è il figlio, la sorella del fratello di (incomprensibile), tre Pasquale RUSSO e Faccetta quattro, così siete apposto, fate questi qua e siete apposto e poi a Vincenzo GULLI lo fate assessore alla Comunità Montana, ed a Giannino lasciatelo fuori. … omissis…. PANGALLO Francesco parla poi con Compare Rocco che si trova fuori dall'autovettura, al quale gli riferisce che vanno a un matrimonio, che là sopra l'hanno fatto e gli chiede se è andato al Comune. (incomprensibile) PANGALLO dice che l'ha fatta suo compare Ercole (NUCERA Ercole) e che poi sono andati, che loro non hanno fatto niente, nessuna lista, in quanto loro non possono andare. Michele: “Bisogna lasciarli contenti, devono lasciare il mondo com'è, è inutile parlarci, quando uno si rende responsabile, dice figlioli all'attacco, senza che glielo dice uno, come esce se la prende, in quanto questo ora è rimasto, … c'è solo da ridere”.


I due parlano poi di una persona che è morta di infarto perché non gli piaceva la cosa; cade la linea” Il primo dato che induce, quindi, in sospetto gli inquirenti sul ruolo di Pangallo Francesco e’ la versione da lui fornita, e ritenuta poco attendibile, sulle circostanze di tempo e luogo della morte del fratello Antonino. Successivamente vengono registrate alcune conversazioni dalle quali si apprendono varie notizie sull’attivita’ posta in essere da Pangallo Francesco. Il 18\12\04 da Cento Sebastiano si apprende che un tale Rocco vuole parlare con l’indagato; il successivo 24 un tale Cosimo vuole da Pangallo Francesco che una certa persona gli paghi un assegno di 1500,00 euro diversamente dice di essere rovinato. Si registrano numerosi contatti tra Pangallo Francesco il cugino Andrea, Cento Sebastiano, Ida’ Massimo, Romeo Salvatore, Spano Teodoro su temi vari. In particolare nelle ultime due conersazioni registrate con Sebastiano questi chiede a Ciccio come avrebbe dovuto regolarsi

con una persona che doveva pagargli un

motore. La conversazione, considerato che Cento e Pangallo non sono soci in affari, non hanno alcun rapporto che ufficialmente giustifichi tale richiesta, deve leggersi nel senso che Pangallo Francesco e’ ritenuto una persona capace di risolvere e mediare problematiche e conflitti. Accade anche che la moglie di Cento Sebastiano ( Maria) interpelli l’indagato

il 12\5\05 per un problema

verificatosi con una persona che la signora definisce “ porcherusu”. Analogamente Roda’

Andrea

Mario

il

20\1\05

si

controversia insorta tra operai forestali

rivolge

all’indagato

per

risolvere

una

benche’ Pangallo Francesco non abbia

alcun ruolo all’interno dell’AFOR. Al progressivo nr.709 del 20.10.2005, infatti, viene intercettata la conversazione tra PANGALLO e RODA’ Andrea Mario, nato a Roccaforte del Greco il 21.06.1957, capo operaio forestale, nel corso della quale quest’ultimo si rivolge all’interlocutore per risolvere una controversia insorta con gli operai forestali. Nella circostanza si deve focalizzare l’attenzione sulla reputazione di cui gode il PANGALLO il quale,pur non appartenendo all’AFOR,


viene

chiamato in causa al fine di comporre il dissidio. A tal proposito,

PANGALLO, a conclusione dell’esposizione dei fatti da parte di RODA’, riferisce a quest’ultimo che se “questo personaggio” dovesse dargli fastidio di riferirglielo, e così ci penserà lui. L’analisi del

della conversazione conferma che dopo la

morte

fratello PANGALLO Antonino “Chiumbino” Francesco Pangallo è divenuto uno

dei personaggi di riferimento di Roccaforte del Greco. La conversazione del 18\1\06

rende noto che un tale Nino intende dare una

lezione ( a base di piombo) a qualcuno e che puo’ contare sull’appoggio di Pangallo Francesco. In ultimo la conversazione del 29\4\06 tra Pangallo Francesco e il cognato Ida’ Michele 2.

La

conversazione si riferisce, con

ogni evidenza, alle elezioni comunali da poco

tenutesi a Roccaforte del Greco e agli equilibri che ne sono conseguiti . Emerge come , dopo la morte del “Chiumbino”, l’unica vera figura carismatica di grande spessore criminale risulta essere MAESANO Salvatore al quale sono legati i fratelli GULLI’ Tonino e Vincenzo che, pur abitando a Reggio, mantengono forti legami a Roccaforte del Greco sia

per quanto concerne il controllo della vita amministrativa

del paese di Roccaforte che per altre attivita’ illecite. E’ doverso ricordare che i fratelli GULLI’ sono figli di

Marco GULLI’ ex sindaco di Roccaforte del Greco,

amministrazione sciolta per infiltrazione mafiosa. Dal dialogo emerge come per i due interlocutori sia importante il controllo della amministrazione pubblica perche da questo dipende la gestione degli appalti pubblici. Sull’argomento si tornera’, con specifici elementi, di qui a breve. E’ importante ricordare in questa fase che la faida di Roghudi, che ha coinvolto anche Roccaforte del Greco, è scoppiata a seguito della mancata elezione di un consigliere comunale, situazione che ovviamente ha provocato lo sbilanciamento della stessa amministrazione verso la cosca avversaria. Per il resto , dalle conversazioni esaminate e’ emerso con chiarezza che Pangallo Francesco viene


visto come una punto di riferimento per problematiche di vario tipo a cui sodali e non si rivolgono per definire controversie e questioni per la cui risoluzione Pangallo presta la propria opera, minacciando, se e’ il caso, interventi violenti. Ma anche prima di arrivare a esaminare queste conversazioni si era gia visto come Pangallo Francesco abbia fatto spesso ricorso alla minaccia e all’intimidazione che gli promana dall’essere l’erede di Pangallo Antonino per esercitare il controllo del territorio, pretendere il pizzo da commercianti ambulanti o pretendere da lor che nadassero a guadagnarsi la giornata e il pane altrove ( reati di cui ai capi L) ed M). In ultimo si e’ visto come Pangallo Francesco abbia gestito le fasi immediatamente successive alla morte del fratello e come da lui abbia raccolto il testimone per la guida del sodalizio, esponendosi, per altro, a commenti negativi a causa di un carisma che stentava a farsi riconoscere. Al fine di avere un quadro completo sul ruolo svolto da Pangallo Francesco nel contesto di indagine si rinvia anche all’esame della posizione di Iaria Domenico Carmelo. Iaria intrattiene numerose conversazioni con Pangallo Francesco dalle quali emergono cospicui e concreti dati che confermano come assistata da gravita’ indiziaria l’ipotesi accusatoria che indica in Pangallo Francesco cl. 75 l’attuale reggente della cosca Maesano-Pangallo-Favasuli

VERNO VITTORIO Si legge nella richiesta: “Un altro personaggio a lungo attenzionato nel corso della presente indagine è stato VERNO Vittorio, quest’ultimo risulta essere un personaggio di elevato spessore criminale nell’ambito della consorteria mafiosa dei PANGALLO – MAESANO - FAVASULI, è cognato del defunto PANGALLO Antonino, in quanto quest’ultimo ha sposato la di lui sorella VERNO Francesca. VERNO Vittorio è stato attenzionato nel corso della presente indagine (RIT 61/05 e RIT 1234/05). Le relative risultanze investigative emerse nell’ambito della predetta attività

tecnica hanno permesso di accertare che

VERNO Vittorio ha sempre fatto un uso molto cauto del telefono preferendo alle conversazioni


telefoniche gli appuntamenti personali. Tuttavia è stato rilevato che il VERNO Vittorio gestiva degli animali, in particolare mucche, unitamente a IARIA Domenico Carmelo. Sono state rilevate delle conversazioni registrate sull’utenza 3929646618 autorizzata con RIT 1234/05 nelle quali i conversanti si esprimono utilizzando una terminologia criptica. Se ne riportano alcune: Monitorato: 3929646618 – 1234/05 Registrazione:

148

Ora registrazione:

25/09/2005 20.32.40

Interlocutore

+393283659198

Vittorio e cugino Mico. Mico dice che non è andato e che ha risolto in altra maniera. Vittorio dice che domattina scende presto.Vittorio dice che gli aveva fatto pulire il fiorino e Mico dice che gli serve lo stesso. Mico dice che verso le otto e mezza si incontrano a Melito che poi gli spiega. Nelle predette conversazioni SGRO’ Domenico chiede a VERNO Vittorio il prestito del fiorino, riferendo che se vuole un pezzo di mobile glielo può dare aggiungendo al frase “hai capito no”, Verno risponde ho capito . Alla successiva telefonata SGRO’ Domenico dice che gli serve per un ora dalle otto alle nove “perché domani non può andare dove deve andare. Infine nella conversazione cui al progressivo 148 SGRO’ Domenico dice di avere risolto in altra maniera, Verno dice di averlo pulito, a questo punto SGRO’ dice che gli serve lo stesso poi gli spiega. ALLEGATO 23A

Numerosi sono i riferimenti, nel corso delle conversazioni intercettate, allo spessore mafioso di Verno Vittorio all’interno del sodalizio. Nel rimandare a quanto si dirà in seguito, al momento basti riportare una conversazione quanto mai significativa in tal senso. Dall’intercettazione della conversazione intercorsa in data 06.07.2005 tra PANNUTI Antonino e lo zio Carmelo, registrata al prog. 510, si apprendeva, infatti, che l’improvvisa ascesa di VERNO Vittorio non viene vista di buon grado da tutti i sodali ed i due paventano il forte rischio che i dissidi esistenti tra le cosche possano degenerare in omicidi. Nel corso della medesima conversazione, PANNUTI sottolinea la rottura di alcuni equilibri a Roccaforte del Greco e la mancanza di un personaggio della medesima levatura del defunto PANGALLO Antonino in grado di prendere le redini della cosca PANGALLOMAESANO-FAVASULI in quel territorio. Si riporta trascrizione integrale. ...omissis....... Carmelo: Ora sta diventando assai Toto Verno (Vittorio Verno) Toto Verno sta arrivando alle stelle per ora Antonino: e dove Carmelo: Va lontano? ....incomprensibile .....


Antonino: Se fa arrabbiare ....incomprensibile ..... e quegli altri ci battono i piedi, il prete (ndr MAESANO Salvatore, alias “arciprete”) ci batte i piedi”

Verno Vittorio e’ cognato di Pangallo Antonino detto ‘u Chiumbino per avere sua sorella Francesca sposato il boss di Roghudi morto il 28\9\2004. Cio’ detto, si rileva che la conversazione del 25\9\05 tra Verno Vittorio e Sgro’ Domenico se pur evidentemente criptica non offre elementi univoci per sostenere alcunche’. L’affermazione

proferita dai due interlocutori della conversazione del 6\7\05 (

Pannuti Antonino e Iaria Domenico Carmelo) attesta che nella considerazione dei due conversanti Verno Vittorio e’ una figura in ascesa al punto da essere paventato il rischio che questo trend avrebbe potuto fare indispettire Maesano Salvatore. Cio’ detto non si registra nulla altro che consenta di attribuire all’indagato condotte e ruoli concreti nel senso ipotizzato dalla Pubblica Accusa tanto meno nelle conversazioni in cui con Verno Vittorio interviene Iaria Domenico Carmelo.

IARIA DOMENICO CARMELO Di contro le conversazioni di cui e’ protagonista Iaria Domenico Carmelo, oltre a definire il ruolo dell’indagato, portano alla luce elementi significativi sul ruolo in concreto svolto da Pangallo Francesco cl. 75, da Iaria Annunziato, da Maesano Salvatore, da Ida’ Massimo. Si legge nella richiesta:

“Come si è sopra detto, VERNO Vittorio, personaggio molto astuto e cauto nel rapportarsi con altre persone, intratteneva rapporti di affari con IARIA Domenico Carmelo; quest’ultimo è personaggio che è stato vicino a PANGALLO Antonino, detto Chiumbino, e dotato di

grande spessore

criminale, come si evince tra l’altro dai numerosi precedenti di Polizia a suo carico, come ad esempio l’OCC emessa nell’ambito dell’operazione denominata in codice “ZAPPA 2” che lo ha visto da provvedimento restrittivo unitamente al fratello e allo stesso PANGALLO Antonino (che era ormai deceduto); in quella attività era emerso, tra l’altro, che lo stesso si era recato in Spagna


unitamente al fratello Annunziato al fine di far evedere il noto trafficante di droga MAESANO Santo. La figura di IARIA Domenico Carmelo è emersa in particolar modo subito dopo l’omicidio di

PANGALLO Antonino soprattutto per il suo comportamento remissivo e pieno di

contraddizioni tenuto tutte le volte che è stato interrogato in merito alla vicenda. Appare doverso rappresentare che dopo l’omicidio di PANGALLO Antonino lo stesso è stato appunto sentito nell’immediatezza del fatto, mentre alla successiva convocazione il medesimo ha fatto perdere le proprie tracce per diversi giorni (vedasi paragrafo relativo all’omicidio). Si veda la conversazione registrata in data 30.11.2004 al progressivo 44 sull’autovettura LANCIA Y targata BJ427HV autorizzata RIT 1289/04: Iaria:Mhmm aspetta, cè ne andiamo di là. Sconosciuto:Non comprensibile. Iaria:mhmm che fai.....quasi quasi, non è che hai il numerio di coso, di Mimmo ROMEO? Sconosciuto:Chi? Iaria:No del meccanico. Sconosciuto:Non comprensibile. Iaria:Non comprensibile. Sconosciuto:Non comprensibile. Iaria:i mi hanno visto e mi hanno fermato pure ( si riferisce ai Carabinieri) Sconosciuto:Ti hanno fermato, non so chi era da me quello biondo è venuto. Iaria:Quello con gli occhiali? Sconosciuto:Quello con gli occhiali. Iaria:Non comprensibile. Sconosciuto:Non comprensibile. Iaria:A mezzanotte.......non comprensibile. Sconosciuto:Non comprensibile. Iaria:Non comprensibile. Sconosciuto:Non comprensibile. Iaria:Ma li ho visti io, scendevano piano piano, hanno messo il lampeggiante, Sconosciuto:Non comprensibile. Iaria:Mi hanno visto e mi hammo detto " Iaria" non comprensibile. Sconosciuto:non comprensibile. Iaria:sei mancato 10 giorni, avevi paura di qualcosa? ma che state dicendo Maresciallo, secondo voi se sono mancato 10 giorni se avevo paura a quest'ora ero quà in giro...non comprensibile. Sconosciuto:Non comprensibile. Iaria:Mi ma siete forti voi...


Sconosciuto:No comprensibile. Iaria: Non comprensibile. Sconosciuto:Non comprensibile. Iaria:Gli ho detto non lo so non so niente ( lo dice ridendo riferendosi all'omicidio di PANGALLO Antonino) Sconosciuto:Non comprensibile. Iaria: Sconosciuto:Non comprensibile....Questi bastardi (riferendosi ai carabinieri).

OMISSIS DALLE ORE 09.32.58 ALLE ORE 09.45.23. ALLEGATO 20A In data 09.12.2004 al progressivo 269. All'interno dell'autovettura Iaria si trova in compagnia di una persona di sesso maschile, poi avviene una conversazione telefonica con altra persona, Iaria parlando di qualcuno n.i. dice che “non ruba, non traffica, è un parassita”; Iaria parla di telefoni sotto controllo dice che tutto il mondo è sotto controllo, racconta che una volta (presumibilmente quando si è assentato) aveva chiamato a casa ed appena hanno risposto ha cercato di chiamare. Poi commentano lo sciopero della forestale. ALLEGATO 20B La predetta conversazione appare importante poiché IARIA definisce uan terza persona (non identificata) in modo negativo poiché questa a suo dire non ruba e non traffica. A seguito di tutti questi elementi emersi a carico del IARIA è stata intrapresa nei suoi confronti una costante attività tecnica in particolare è stata intercettata l’autovettura lancia Y targata BY427 HV (RIT 1289/04), orbene dal monitoraggio di questa utenza sono emersi i seguenti elementi:al prog. 497 del 23.11.2004, viene intercettata una conversazione intercorsa alle ore 10.56.41 tra IARIA ed un uomo non identificato, da cui si evince, per la terminologia adottata, un chiaro riferimento alla sostanza stupefacente. La conversazione si articola come segue: IARIA: IARIA Domenico Carmelo, nato a Melito Porto Salvo (RC) il 29.10.1975, residente a Roccaforte del Greco (RC) in via Contado nr. 8; UOMO: persona non identificata OMISSIS FINO AL MINUTO 02.24 UOMO: Mico allora? IARIA:qua, abbiamo visto a …inc. l’altro giorno UOMO:e glieli hai pagati? IARIA:no. Ma che hai acceso l’aria condizionata?


OMISSIS DAL MINUTO 2.53 AL MINUTO 3.13 (dialogo incomprensibile) IARIA:a che ora sono venuti…inc.? UOMO:non sono venuti IARIA:non sono venuti! Ma erano in giro però? UOMO:ma gli ho detto io vedete che verso le due e mezza sale Massimo….incomprensibile IARIA:uh! UOMO:non so Mico chi erano OMISSIS DAL MINUTO 3.27 AL MINUTO 4.05 (solo fruscio) UOMO: Dentro l’ascella ce l’ha? IARIA:che ne so io…incomprensibile UOMO:cercagli quella piccolina a Ciccio! IARIA:ah!? UOMO:ne ha una piccolina, l’altra volta me l’ha prestata, me l’ha fatta vedere quando …incomprensibile IARIA:e quella piccolina che cazzo vuoi fare UOMO:è come quella di…..incomprensibile…è buona IARIA:Agostino ce l’ha…ma ne tagliamo di meno, non si sa mai…..omissis

ALLEGATO 20C In data 21.12.2004 al progressivo 541 all’internodell’autovettura LANCIA Y targata BJ427HV RIT 1289/04, è stata registrata una conversazione tra IARIA Domenico e MAESANO Giuseppe detto Stecca. Parlano di un soggetto che era un mito per loro e che come lui il Signore non ne manda più, uno che ha cambiato la storia, racconta di una volta che inseguiva una persona e gli sparava. In questa conversazione è chiaro il riferimento al defunto PANGALLO Antonino, infatti la circostanza dell’inseguimento si riferisce alla vicenda, riferita tra l’altro anche dal collaboratore Carlo Mesiano, in cui il PANGALLO Antonino avrebbe sparato a Giovanni PANGALLO senza colpirlo (in quella circostanza al PANGALLO Giovanni è stata addebitato l’appellativo di Chechella). TRASCRIZIONE PARZIALE

MAESANO: ...inc... non se ne fanno più. No ce n'è più in nessun posto ...inc..., o no? era un mito quello là "iamu", non ci prendiamo in giro. Tutti che si "nacano" (ndr atteggiano).. ah? IARIA: Il numero uno! MAESANO: Tutti che si "nacano" e tutti che si muovono... uomini come a questo non ce n'è e io ...inc... da tutte le parti. una volta lo scemo ...inc.. ma se lo sono liquidato a quel Pangallo, con la pistola gli hanno sparato. Sempre ...inc... in quella maniera si camminava IARIA: ...inc... MAESANO: Ah?


IARIA: ...inc... MAESANO: Sopra a tutti i punti di vista, sopra tutti i punti di vista IARIA: Era umano, era... MAESANO: Francamente vedi che era migliorato, ma migliorato sopra a tutti i punti di vista, vero? perchè prima ...inc... ancora era più giovanotto ...inc... Giustamente...... IARIA: Fuori ...inc.. MAESANO: Lui se guardava a un altro con gli occhi, quello tremava, non " c'era pane", solo guardandolo e non è che... tu lo sai meglio di me, tu non è che non sei capitato, sei capitato tu, 300.000 mila volte più di me IARIA: ....inc... MAESANO: E appunto ..inc.. una volta Foti ...inc... dice.. quelli di qua sopra solo là ma sono ...inc... Dice... ti brucio se non te ne vai da qua fuori ...inc... IARIA: ...inc.... MAESANO: ...inc... IARIA: ...inc... e ma ci vuole fortuna MAESANO: E, ma che ti sembra però.... io sai che penso certe volte... questo ha pagato già, ancora quelli lì non si sa come gli va a finire. Digli che comincia a prendersi il signore per lui. Che non ti sembri.. voi PER ORA VOI SOTTO, Peppe. Ma tu fai che si prende il piacere il signore, pure con loro!! (ndr l'uomo dice che Peppe è sotto e probabilmente si riferisce al fatto che con la morte di Pangallo Antonino sono più deboli e lo conferma la frase detta subito dopo... " Pendi che il signore se la prende pure con loro" e cioè che faccia venire a mancare una persona di peso) e comincia a "cadergli" (ndr morire) uno di quelli IARIA: ...inc... MAESANO: Ah? IARIA: Minchia ...inc... MAESANO: Non puoi stabilire IARIA: Che ti pare che tutti ...inc... e che non ti sembri davvero! MAESANO: Questi sono immortali per chè ...inc... non è che..... Sono gente immortale. Però se aveva un poco di dignità vedi che non doveva andare nemmeno al bar, nemmeno, nemmeno la da suo zio peppinello E' suo zio, ma nemmeno la dovevano andare. Quelli che ...inc..., lo sanno tutti, ti pare che non l'ho visto io, fino a 5 mesi fà, fino a 6 mesi fà quello che hanno fatto. Non ...inc... uscivano da casa, chi se n'era andato a melito, chi se n'era andato a....... Ora fanno titti i principini, ma 6 mesi fà che facevano! non è che dice IARIA: ...inc... MAESANO: ...inc... Sai chiè? ti pare che ti racconto chiacchiere. C'è stato quando sono, quand'ero con il camion, ...inc... no! si ...inc... che vuoi che ti dica, ma ...inc... in generale no? ho detto io... minchia


quello un ...inc... è, ma Mico ti giuro su mio padre. vedi che quello là è un cesso, tipo che se ne fotte e che si era dimenticato, fra che lo vedevi poco, perchè non è che lo vedevi. Ultimametne si era ..inc... sennò prima dove lo vedevo... nel cazzo? IARIA: ...inc... MAESANO: Tra che ora non ci sei nemmeno qua a casa, che lavoravo... Lui certe volte diceva... minchia ...inc... non c'è più. E' la vita ragazzi, eh! IARIA: Signori che prendono piacere (ndr della morte di pangallo?) MAESANO: Oppure sai che dobbiamo pernsare? un uomo di quelli l'ha voluto il signore, si vede che gli faceva comodo al signore, no qua sotto. Qua sotto non c'era gente che lo poteva capire, è inutile che ci prendiamo in giro e può darsi che il signore aveva bisogno di un uomo come lui. Non c'è cazzo da fare Mico perchè il signore ne stampa uno ogni trentamila di quelli, ogni quarantamila, è inutile possono dire quello che cazzo vogliono, non ne fa tutti i minuti di quelli là. Vagina che sforna femm... maschi come quello là, non ce n'è tutti i minuti, possono dire quello che cazzo vogliono. ...inc... mi diceva la sua storia. Una volta, parlando con uno, ha detto... questo qua quando aveva 15 anni "NON LO VOLEVANO FARE IN NESSUN MODO" ( NDR non lo volevano battezzare per affiliarlo alla 'ndrangheta) ...inc... a fare ...inc... mentre gli firmava, mentre firmava dice che quello là gli sparava addosso per una cosa che gli succedeva. Mio compare ...inc... io se vuole che faccio una cosa di quelle ...inc... IARIA: (ride) MAESANO: Ti rendi conto? Non è una cosa sola, sono 100 milioni. Carmela studia? IARIA: ...inc... MAESANO: Non, non parliamo più!

OMISSISS FINO ALLA FINE

ALLEGATO 20D In data 02.01.2005 al progressivo 763 sempre dell’autovettura LANCIA Y targata BJ427HV RIT 1289/04 è stata registrata una conversazione di MAESANO Giuseppe alias Peppe Stecca il quale effettuata una telefonata e dice al suo interlocutore che c’è un amico (IARIA Domenico Carmelo), che avrebbe bisogno di lavorare con la motrice, ma anche nel piazzale come lavagista, ma non per i soldi ha bisogno di essere registrato.Si riporta la conversazione nella parte di interesse:...OMISSIS... La trascrizione inizia dal min. 21.29.07. Peppe: Ma con chi cazzo parli su questo telefono? Con chi cazzo parli su questo telefono? Domani parto. Ma tu dove sei? A casa non sei. Che stai facendo? E con chi stavi parlando? Ah, va bene ...inc... Qua a Melito (Melito Porto Salvo) sono. Eh? ancora no. Il giorno del cunno. No, si, si, si, si, però ancora no. No, senti, hai parlato con ...inc... (Merrino?). E che fai? Uhm, e mi dico una parola. E mi parliamo per un amico per una motrice, che sta là mentre lavano i camion, qualcosa la troviamo? Ehe. Mio cugino


Mico è, che ha bisogno di essere registrato. Per lavorare seriamente però eh, bello pulito. O con la motrice, o vediamo, ma pure per stare là nel piazzale se ha bisogno, e che si adatta, come lavagista, come queste cose là. Ci sono no. E con le motrici dici che ha bisogno. Se non glielo vuoi dire domani che magari domani tu devi andare per parlare tu, perchè domani, giustamente è indelicato che gliene parli no. Eh. E come possiamo fare. Eh, perchè onestamente stare, altrimenti non te lo dicevo, però, ha bisogno capito, ha bisogno di andare a lavorare non per i soldi, ma per essere registrato bello regolare va. Ehe, va bene, va bene, ma non è che, se si può, se ti pare a te, se ti pare a te,se ti pare a te che tu glielo puoi dire, che se glielo dici ti pare che lo può fare allora glielo dici. Se ti pare, se tu sai che non glielo può fare, non glielo dire proprio ehe. Regolati tu. Va bene. E non mi rompere i coglioni, fatti i cazzi tuoi. Ehe, ma che sei cornuto, che sei e te ...inc..., cornuto. Ehe, quando? E cornuto bastardo.E va bene.Non so, va, ha detto che ci sentivano, che mi ha chiamato oggi ed ha detto che ci sentivamo domani e vediamo quello che dobbiamo fare. Quale mi da? Che quarantasei che non va il quarantasei. (Domenico dice quarantatre, quarantatre glia ha detto). Quarantaquattro mi deve dare quello con il duemila. No e ci sentiamo allora, mi, mi dai novità tu? Tu, se ti pare a te che la cosa si può fare glielo dici, se ti pare a te che quello ti parla di licenziamento, di cose, giustamente non gli dire niente. Ehe, regolati tu, come puoi fare. Va bene, ti raccomando, però fammi capire? Ciao, ciao. ...inc... un fratello. Domenico: Alle suore. Peppe: Per quali motivi gli stai ...inc... che sta cacciando ...inc... una motrice. Già eri ...inc... la mattina. Domenico: ...inc... Peppe: Andiamocene Mico. Io alle dieci ...inc..., giriamo. Lo ha visto che sei tu. Ora, ora glielo rifili il discorso. Domenico: Non ti preoccupare che domani scendo. Peppe: Scendi, che so? Domenico: Ma tu dove vai, ma ti pare che è storto. Tu lo sai che quelli quando devono dire una cosa. Peppe: La fretta è troia. Io non l'ho vista mai questa figliola prima a Melito. Domenico: ...inc... pensavo che era quella, ...inc... dicci. Peppe: Sai che ha detto ...inc..., guida, guida che non vedo. Domenico: No guida, guida. Peppe: Non vedo Mico. Ehe, non vedo bene. Poi devo mandare qualche messaggio, qualcosa capisci. Rumori. Domenico: Saluta ...inc... Peppe: Va bene. (vedasi allegato 132) In questa conversazione si evince che IARIA Domenico Carmelo stia cercando un occupazione, ma per guadagnare, gli interessa solo essere registrato. ...OMISSIS... dal min. 21.34.17


Al progressivo 1438 del 09.02.2005, RIT 1289/04 viene registrata una conversazione intercorsa tra IARIA ed un uomo non identificato nel corso della quale i due sembrano discutere di qualcosa che sia stato “sentenziato” a Reggio Calabria. La conversazione si articola come segue: Dal min. 20,55 Uomo: …Inc… Domenico: Ma come sono cominciate …inc… Uomo: Chi ha soldi. Domenico: …inc… Uomo: E' andato a finire male qualcuno. Domenico: Perché? Uomo: E chi andava a Reggio a svegliare le cose sentenziate o no? Andate e lo ammazzate? Domenico: Noo. Uomo: …inc… , quelli là si infilano dentro la casa dove era quello del paralitico. …Inc… a Reggio …inc… Perché qua sono bastardi come quello di Paolo …inc… Domenico: Non è Paolo …inc… Uomo: Ehe, Paolo, Paolo …inc… Domenico: …Inc… che si era maritato …inc… d'accordo con loro. …Inc… Uomo: Ma uno storto di questi, a ottantanni che cazzo va …inc… una figliola di ventiquattro anni, ci poteva stare quell'altro porcaruso. Ancora, ancora se aveva cinquant'anni …inc…, ma una figliola di ventiquattro anni che stava con …inc… Eh, eh, eh. ...Inc... al min. 23,00 (allegato vedasi 133) Al progressivo 1536 del 13.02.2005, RIT 1289/04 viene intercettata una conversazione intercorsa all’interno dell’auto tra IARIA ed una persona di sesso maschile nel corso della quale parlano dei rapporti che si stanno delineando successivamente alla morte di PANGALLO Antonino. Nella fattispecie, i due parlano degli equilibri esistenti tra “quelli che sono restati” ed i fratelli PANGALLO Carmelo e Francesco. L’uomo dice che quelli che sono rimasti sono ben visti da PANGALLO Carmelo (“fanno per lui”). La conversazione si articola come segue: Uomo: ...inc... Per Mercoledì ...inc... un'altra ...inc... Domenico: ...inc... Uomo: Dei suoi. Domenico: Uhm. Uomo: Per lui stesso vengono e mi dicono, quelli che sono restati non hanno fatto ...inc... per lui. Domenico: No quelli che sono rimasti fanno per lui.


Uomo: Per Carmelo si. Domenico: Ma per tutti. Uomo: Noo, fanno per tutti no. Per tutti no, per tutti no, se vi dico che per tutti no. Anche se vi dicono per tutti ...inc... Domenico: La strada ...inc... passano tutti. Hanno preso di là ed allora... Uomo: Attenzione ...inc... Domenico: ...inc... Stilo. Uomo: Per tutti no, compare. E loro lo sanno ...inc... (forte fruscìo) ...inc... problema. ...Inc... Domenico: Non sono andato proprio più. Ma vedi perchè? Perchè una volta ...inc... Uomo: ...inc... Domenico: Francesco. Uomo: No. Domenico: La buona anima di suo fratello. Uomo: Si, no, a me mi ha detto che io mi sono sognato a voi, a lui ...inc... Mi ha cercato ...inc... Domenico: E poi a lui ...inc... Uomo: ...Inc.... Domenico: Chi? Uomo: ...Inc... Domenico: Non possiamo fare più. Uomo: No ...inc...., no io lo so no. Io lo so chi piange. Domenico: Quello chi è? ...inc... il portiere. Grosso portiere è quello. Uomo: ...inc.... Domenico: ...Inc... Uomo: ...inc... a suo nipote. ...Inc... Se ne è accorto ...inc... Domenico: Penso. Uomo: ...inc... suo fratello ...inc... Però si è abbattuto quello. Domenico: Noo, ...inc...un discorso. Uomo: Non mi piace come parlano, ...inc..., cioè il fatto dei pascoli stesso, non mi piace come parlano. Domenico: Lascialo stare. Io con ...inc... Io gli dicevo è imprudente, hai capito Uomo: Io glielo ho detto per me problemi non ci sono ...inc... Domenico: Affatto, ma io gli ho detto ...inc... Uomo: Gli devi dire. Loro ...inc... Domenico: Fa un'altra, lo so. Uomo: Ma vi vende ha detto. Domenico: Ma lo so. Uomo: ...Inc...


Domenico: Ma stai zitto, ...inc... Uomo: Non parliamo più, basta, forza. (Vedasi allegato 134) Poi chiudono le portiere e scendono dall'auto. Si sente il vocio di alcune persone in lontananza.

ALLEGATO 20E

Al progressivo 1971 del 28.02.2005 dell’autovettura LANCIA Y targata BJ427HV RIT 1289/04, IARIA e IDA’ Maurizio, nato a Roccaforte del Greco (RC) il 06.01.1969, parlano dei motivi che hanno indotto IARIA a decidere di non partire alla volta di Roma. Nel corso della conversazione vi sono chiari riferimenti alla morte di PANGALLO Antonino, dalla cui scomparsa una terza persona sembrerebbe aver tratto beneficio pur dimostrandosi dispiaciuto. Dalla conversazione emerge inoltre la presenza in Roccaforte di due schieramenti contrapposti e che i due ritengono che soltanto mantenendosi compatti possono risolvere la rottura esistente. Nel prosieguo della conversazione, IDA’dice a IARIA che lo aveva detto a Ciccio (presumibilmente PANGALLO Francesco) ed aggiunge che nemmeno lui aveva interesse perché non lo sa che se si rompe pure lui che fine fa. Qui è chiaro che “Ciccio” lo sa che se si rompe (qualcosa?) pure lui farà la fine del fratello. La conversazione si articola come segue: Maurizio: Però, questi cazzo di ...inc... Però uno giustamente ...inc... gli animali ...inc... Ma non avete quota, non avete niente. Domenico: Io e Anto. Maurizio: Glielo hai preso, la quota ...inc... Domenico: ...inc... per venti milioni ...inc... Maurizio: Ah, si, chi apre borsa per qua. Ha reclamato il tirchio là. Domenico: Pure come ...inc... Maurizio: Pure come ...inc... Domenico: Come manovale, meno responsabilità. ...Inc..., gli ho detto io a pasqua. Maurizio: Che lo vuoi questo Scopelliti, Mico (alias PANGALLO Francesco) ...inc... è nato ...inc... quattro o cinque anni là Domenico: Ha tirato. Maurizio: Ah, là ormai sai quando se ne passa, Aprile, Maggio, quando ...inc... il tempo. Compare Stecca (Maesano Giuseppe) è rientrato? Domenico: E' partito. Però serio. Domani rientra. Maurizio: Lui ...inc... Si diverte con la "Mummia" là. Domenico: ...Inc... altrimenti pensi che io non andavo.


Maurizio: Eh, oh, ...inc... pagare non paga, non ti credere, o è come dice Pannolino (Pannuti Antonio) davvero che dice che è mezzo fallito. Ha raccolto altri quattro camion, gli ha lavorato sempre, i soldi li prende, non è che non li prende davvero. Minchia che desolazione questo paese. Domenico: Minchia non c'è niente. Il lunedì specialmente. Maurizio: Una desolazione è ...inc... Domenico: Ieri l'hanno guadagnata la giornata quelli con quelle campagnole. Maurizio: Ma chi cazzo li chiama a questi sfizi là? Domenico: Eh, quello Angelo penso che l'ha fusa. Uomo: Quello Angelo del ...inc... Uomo: Si quello alto ...inc..., sotto al ...inc... di Pasta Gialla (Iaria Antonio) là. Domenico: Ma è bona la moglie di questo? Maurizio: Eh, così, non è un granchè, no è discreta. Domenico: Ma si smuove quella. Maurizio: Non so ...inc... Ma questa è la commare di Pasta Gialla, loco. Domenico: Commare cosa, là, come si chiama, Ornella. Maurizio: ...inc... Domenico: Umma, umma Maurizio: Si ...inc... Domenico: ...inc... Maurizio: entra nel mezzo. Domenico: uh,uh. Maurizio: Lo ha fatto corto, però, non gli entra. Domenico: Ehh. Maurizio: Ah, ah. Se aveva fatto due pilastri, quello bestia aveva fatto la soletta. Domenico: ...Inc... Maurizio: Si ma pure così che deve fare, ...inc... Domenico: Ma penso che non ha fatto niente, questo stupido. Maurizio: Questa non ha fatto niente, e a umma, umma ...inc... il bastardo. Minchia, Mimmo, aveva fatto il cinque più uno. Domenico: A me mi bastavano. Maurizio: Cioè, mina, quanto pigliavi. Domenico: Qualche settantamila euro, cento quaranta milioni. Maurizio: Il cinque, se era cinque più uno prendevi di più. Domenico: Cinque più uno. Maurizio: Cinque più uno, devi tenere conto che prendevi qualche dieci milioni di euro là. Domenico: No, no, questi qua, li abbiamo controllati. Li abbiamo controllati ieri.


Maurizio: Cento cinquanta milioni si è ...inc... a Filippo. Cinque minuti che perde le staffe, gli fa scontare questi della schedina Mico ...inc... Domenico: Ma se questo prende qualche bastone ...inc... non è che se la squaglia Maurizio: ...inc... cugino Paolo. Ma quella femmina che fine gli hanno fatto? Domenico: E' scomparsa. ...Inc... Maurizio: Ma era a Roma questo, l'altro giorno, l'ho visto io. Domenico: Eh. Maurizio: Come un marocchino, ma no alla stazione Termini, a ponte galeria là in una parte, poi sono andati per una zona di rumeni. Gli sono andato dietro con la macchina, poi non ho visto dove sono entrati che c'è un'officina, SOVRAPPOSIZIONE DI VOCI. Domenico: E come ...inc... Maurizio: Eravamo là fermi con Nato, così eravamo andati a prendere il caffè al bar, che ...inc... l'officina là più avanti, che io mi prendevo il caffè. Poi eravamo sopra ...inc... che ce ne stavamo andando ...inc..., poi ci siamo fermati per vedere qualche femmina, abbiamo visto che scendeva Paolo il marocchino avanti e questo di dietro. Hanno preso l'autobus e se ne sono andati in questa zona qua che rimane tipo in campagna. Cercavano informazioni, poi gira di qua, gira di là, li ho persi. Li ho persi mentre stavo parlando al telefono, non potevo scendere a guardare dove entravano, hai capito, ho detto io mi riconosce. Li abbiamo persi, mannaggia ho detto io, ma questo scemo che fa qua che rischia pure, con il marsupio là, il coso al collo attaccato, ho detto io, qualcuno gli taglia pure la testa se dice che non ha i soldi qua perchè sono rumeni cose eh. E li ho persi a tutti e due, non so che cazzo sono andati a fare, perchè se andava dai suoi figli là, i suoi figli non stanno là. Domenico: No i suoi figli stanno per Bracciano là via. Maurizio: No e allora niente, se loro stanno per la braccianese niente, là è tutta un'altra zona è dall'altra parte. E che non è andato là, per qualche femmina sono andati per portarsi a Paolo. Per portarsi a Paolo il marocchino, per qualche femmina sono andati. Ho detto io, perchè poi sono entrati al bar e gli ho detto a Nato, gli ho detto scendi e vedi dove sono. Gli ho detto se mi incontra qualcuno al bar. Stanno prendendo il caffè e ci siamo messi là fuori. ...Inc... l'autobus, era un giorno che pioveva non ho insistito tanto hai capito. Hanno preso questo cazzo di autobus e sono andati ...inc... Siccome noi là, abbiamo un'altra officina della quale ci serviamo e siamo andati ma là è tutto tipo in campagna, ci sono villette, cose, però assai sono tutti rumeni quelli che stanno là. Ho detto io ma questo che cazzo fa qua ...inc... che rischia che lo ammazza qualcuno pure. Domenico: ...inc... Maurizio: Là i cugini gli vedevano che aveva soldi, aveva qualche mille euro di dietro, gli menavano una botta a lui e una botta a Paolo il marocchino e lo allungavano Domenico: ...inc...


Maurizio: ...inc... qualche marocchino che sta là e conosceva questo Paolo e sono andati e poi bah lui sa i suoi catrichi che cazzo ha Domenico: Chi cazzo lo capisce. Maurizio: Non ...inc..., ti dico lo abbiamo perso due minuti, non mi sono accorto dove cazzo è entrato perchè deve essere entrato in qualche casa là perchè erano a piedi, l'autobus ...inc... Poi là era proprio il capolinea e finiva la strada. Domenico: ...inc... qualche appuntamento là. Maurizio: Qualche appuntamento avevano con qualcuno. Domenico: E ci domandi che facevi a Roma. Maurizio: A Paolo? Non ti dice ...inc... Domenico: ...inc... Maurizio: ...inc... a trovare quella femmina è a Roma là. Domenico: Se ne sono andati. A Reggio dicono che è. Maurizio: ...inc... Domenico: Che cazzo, gli ha dato un sacco di soldi si è mangiato questo storto. Maurizio: Gli ha detto che si è mangiato più di diecimila euro ...inc... Domenico: E quando si accorge Pippo gli prende pure i soldi de, di amara sua moglie. Maurizio: Certo non gli ha fatto il matrimonio là e questa gli fotte la cittadinanza te lo dico io. Ma questo era tutto un piano organizzato. Domenico: Tutto. Maurizio: Gli ha detto te ne vai là qualche mese e ti prendi la cittadinanza e poi ritorni. Domenico: E poi ritorni. Maurizio: E poi lo lasci ...inc... te ne freghi di lui ...inc...

Domenico: Aha, minchia. ...inc... parti sempre allo stesso orario. Maurizio: ...inc... Domenico: Se ero venuto io c'eravamo divertiti. Maurizio: Non ci sei venuto tu. Domenico: L'ho bidonato mannaia la madonna. Maurizio: Me ne frego di loro ...inc... Domenico: Ma mi sembrava male ...inc... Maurizio: Si ma se uno, se dovevamo stare là a fare a poco la volta qualcosa per noi Mico. Domenico: No ma poi sai perchè mi sono seccato pure. ...Inc.... Maurizio: Ma dopo ...inc... queste vacche. Domenico: ...inc... mannaia la madonna. Mio fratello mi ha detto ...inc... sai come è ...inc... Ho detto pare che glielo allarmo tutto in una volta. Poi pare che ...inc... Maurizio: Certo


Domenico: Poi mi ha detto che mi dava, a come ora mi dava quaranta euro. Ma se quaranta euro li prendeva ...inc..., va bene ma non mi interessava ...inc... Maurizio: Ma te li dava cinquanta te li dava, SOVRAPPOSIZIONE DI VOCI Domenico: Si te li dava cinquanta Maurizio: Quarantacinque poi te li da. Lui voleva vedere come vai più o meno. Domenico: Eh, no mi ha detto ti do cinquanta euro, ha detto e poi vediamo. ...Inc... quaranta euro, ha detto e poi. Per il fatto dei soldi non c'è problema, ma poi ho detto mannaia la madosca, mi devo alzare alle cinque di mattina e torno alle nove la sera, le otto, le sette Maurizio: No, no ...inc... Domenico: Poi ha detto ogni quindici giorni scendi. Maurizio: Va bene ogni quindici giorni ...inc... SOVRAPPOSIZIONE DI VOCI Domenico: Già mi ero stirato il collo Maurizio: ...inc... Domenico: Si ma poi, lo ha detto per dire lui. Maurizio: Mico se ci riusciamo, dobbiamo picchiare duro questi quattro crani qua ...inc... Domenico: Alla chiesa un fallimento mi ha preso. Maurizio: Ma voi dovete vedere prima che ...inc... per benino là Mico, con i lavori, con le conoscenze, con le cose. Poi la ditta che ha lavoro si trova a poco per volta. Io ti pensi che sto con lui a vita pure. Domenico: Gli spiani la strada. Maurizio: Ma poi giustamente ...inc... la sera e la mattina ...inc... Domenico: No, se non era per le vacche me ne ero andato. Maurizio: E tu pure che uno non dici non mi voglio me li segno a vita così. Non è neanche che vi potete dividere così subito, pare a vedere che uno. Domenico: No ma poi se facevo una cosa di queste ...inc... questo bastardo, si divertiva. Maurizio: Ma no ma vedi io l'ho visto pure sbagliato pure il discorso, perchè ora non era il minuto di fare una cosa di queste. Perchè giustamente le condizioni sono quelle che sono, se tutti molliamo se tutti facciamo, ha finito di fare ...inc... ogni cosa. E' inutile che si torna sempre agli stessi discorsi, se si resta compatti, qualcosa ci può essere SOVRAPPOSIZIONE DI VOCI Domenico: Qualcosa ci può essere. Maurizio: Perchè bene o male pure loro non è che fanno. Però se cambiamo che scappa di qua, chi scappa di là, specialmente voi altri che bene o male eravate un po, un favore gli facevamo non è che Domenico: ...inc... Maurizio: Per farli divertire proprio Domenico: ...inc... tre favori ...inc... Stecca (Maesano Giuseppe) Maurizio: ...inc... Domenico: Ci hanno messo ...inc...


Maurizio: Hai capito. Tu a poco per volta gli devi dimostrare lo stesso che le cose vanno avanti e se si resta compatti, le cose possono andare avanti lo stesso Mico non ti pensare. E' più dura la strada, la cosa SOVRAPPOSIZIONE DI VOCI. Domenico: Certo non è che è facile Maurizio: Uno deve stare attento a quello che fa. Ringraziando a Dio con l'amicizia, con le cose ...inc...Uno deve stare attento giustamente s'ammazza per bene. Si deve tenere conto, voglio dire pure ...inc... Scemenze cose. ...Inc... SOVRAPPOSIZIONE DI VOCI. Domenico: ...Inc... Maurizio: Io glielo ho detto pure a Ciccio, ma non aveva interesse neanche lui, perchè non lo sa che se si rompe pure lui che fine fa. Se ha ...inc... allora se ne può andare pure lui che gli sembra. Qua mi sembra che solo per gli altri è fuoco. Quando è fuoco è fuoco per tutti. Domenico: Piove per tutti Maurizio: Come è lui siamo noi, siamo tutti. Domenico: Quando piove a Roccaforte, piove per tutti. Maurizio: Piove per tutti, eh, eh.. Apposta ti dico. Apposta ti dico se uno resta le cose piano, piano, poi magari ci potrà essere qualche altro amico. Poi le cose si possono aggiustare e poi ...inc... Uomo: Tu ci pensi al discorso. Maurizio: Un pò alla volta le strade non le dobbiamo spianare qua ...inc... Qua pure il paese se ne fotte del paese...inc... Ero qua e ci aspettavamo un lavoro ...inc... Domenico: Che fai? Maurizio: ...inc... questo, questo è un coso buono pure, perchè ti voglio dire ti apri un lavoro là sopra, ti porti dietro tre o quattro cristiani, uno qua, uno là, una di là. Qua si devono fare altre cose. Per loro ...inc... Domenico: ...inc... Maurizio: E va bene, ma noi altri la facciamo pure ...inc... Ciao, Pepè. Ci vuole la serietà, voglio dire e chi pensa ....inc... lo lasci fottere. Principalmente ci vuole la compattezza e poi le altre cose vengono sole a poco la volta Mico, perchè è inutile che uno gioca ...inc... spartiamo ...inc... però alla fine ci vuole ...inc...., non è che ci vuole il gioco ...inc... Il gioco suo ...inc... Un grande favore a lui e basta e si diverte, più di quanto si è divertito voglio dire, più che per lui è come se avesse fatto sei. Per lui è stato meglio quello che un sei. No perchè faceva, che non c'è più armonia, che faceva il dispiaciuto, eh. Domenico: Eh, si faceva il dispiaciuto così. Maurizio: Lui ha fatto come un sei. Domenico: Un sei per dieci volte. Maurizio: Per dieci volte. Ma quello ti voglio dire per lui è stato meglio quello che un sei. Però nonostante tutto, voglio dire se si è, se si è compatti, pure lui stesso lo sa che non può fare ...inc...


Vedi che ci pensa due volte pure lui, perchè pure lui non è che vuole fantasie. Stai tanto bene così. Però tutto sta là, uno non deve ...inc... Domenico: Gli sono arrivati gli Avvisi di Garanzia però. Maurizio: A loro Domenico: A loro ...inc... per il fatto della forestale. E' caduto nel mezzo. SOVRAPPOSIZIONE DI VOCI Maurizio: ...inc... Domenico: Giannici (MAESANO Giovanni), Paolello Maurizio: ...inc... Domenico: ...inc... Maurizio: ...inc... Domenico: ...inc... a "chitarra", Marco Manichino, ...inc..., Masello Maurizio: Eri cornuto ...inc... pagato, con quell'altro bastardo di merda Domenico: Lo paga dentro casa Maurizio: Si paga la casa, fa ...inc... era a Melito, questo intossicato di merda. Domenico: Si, perchè ora che facciamo noi, quelli non è, quelli si segnano la giornata no e li incontravano per sotto dopo i Carabinieri. Quelli scrivevano che a tale ora ...inc... tutta la giornata come fanno ...inc... Maurizio: ...inc... Masello specialmente ...inc... Domenico: ...inc... Maurizio: ...inc... al bar, dice e tu dove stai lavorando. Bastardi ...inc... Domenico: Là qualcosa scoppia là. Maurizio: Sii. ...inc... Domenico: ...inc... Maurizio: Li arrestano pure per truffa. E se Dio vuole vedi e non è che solo gli altri hanno fatto i chiodi. Vedi come guardava. Domenico: Bastardo. Mi ha fermato e mi ha detto buongiorno. Poi l'altro giorno l'ho mandato a vaffanculo ...inc....Gli ho detto ora mi hai rotto davvero i coglioni ...inc... Quello che avevo in bocca glielo ho detto di tutti i colori. ...Inc... la faccia e diceva che cazzo gli ha detto Maurizio: uh, uh. Domenico: Davvero quando mi sono armato, ha detto va bene ma, disse buongiorno. Gli ho detto ma ...inc... Gli ho detto no chi è che ha risposto. Ti ho risposto buongiorno che vuoi? Maurizio: Oh, la ...inc... Domenico: Nicoletta. Maurizio: Apposta erano tutti preoccupati qua e là. Domenico: Lasciami andare, gli ho detto io ...inc...


Poi squilla un telefono cellulare e risponde Domenico. Domenico: Oh, pronto. Ora vengo e te la do la macchina dai. Poi forse Domenico si rivolge ad un'altra persona. Domenico: Compare ti prendi Maurizio con te che devo portare la macchina a mio fratello che deve andare a Reggio. Poi riprende il discorso con l'uomo. Domenico: ...Inc... Maurizio: Ma l'ha aggiustata ...inc... Domenico: No ancora no, ci deve fare ...inc... perizia ...inc...Gli da una crispella (sberla) a Ciccio Bomba....Inc... mezzogiorno è, ...inc... Maurizio: ...inc... Domenico: ...inc... e gli altri, ...inc... Maurizio: Ora vengono e gliele tengono. Domenico: No, ...inc... Maurizio: Ahi, ...inc... Poi Maurizio scende dall'auto e Domenico prosegue la marcia fino alle ore 10.44.43, orario in cui parcheggia, scende e chiude l'auto.

ALLEGATO 20F La parte di conversazione sottolineata si riferisce ai nuovi equilibri istaurati a Roccaforte del Greco; infatti, come si è più volte detto, dopo la fine della faida vi erano due referenti mafiosi nella zona: MAESANO Salvatore da una parte e PANGALLO Antonino dall’altra; con la morte di quat’ultimo non vi è stato nessun personaggio del medesimo carisma che sia stato in grado di prendere il suo posto. Nella circostanza IARIA Domenico Carmelo e la persona di sesso maschile di nome Maurizio parlano della necessità di rimanere tutti uniti, parlano di Ciccio (ndr PANGALLO Francesco cl 1975) e dicono “se si rompe qualcosa sai che fine fa lui”, poi Maurizio dice “quando è fuoco c’è fuoco per tutti”, IARIA conferma la circostanza facendo un'altra similitudine, “quando piove piove per tutti”. La conversazione conferma l’appartenenza al sodalizio criminale in trattazione, infatti i due stanno dicendo che un eventuale riapertura della faida non conviene a nessuno in particolare a Ciccio (ndr Francesco PANGALLO cl 1975 ). La fine dalla faida, come si è detto, non ha sancito una pace vera e propria, ma bensì un patto di non belligeranza al fine di privilegiare gli affari illeciti, tuttavia non si è arrivati e presumibilmente non si arriverà mai ad una vera e propria pace in quanto gli accoliti, durante la faida, hanno perso padri e fratelli (vedasi MAESANO Salvatore che ha perso il padre Donato, PANGALLO Francesco che ha perso il padre e due fratelli ecc.). Al progressivo 2202 del 05.03.2005, dell’autovettura LANCIA Y targata BJ427HV RIT 1289/04, viene registrata una conversazione tra IARIA e IDA’ Massimo nel corso della quale parlano delle prossime elezioni regionali. A tal proposito IARIA dice che loro voteranno a chi gli conviene. IARIA


dice che CREA probabilmente ha promesso posti di lavoro all’altro schieramento. Nel prosieguo della conversazione, IARIA insiste dicendo che loro non sono i pupazzi di nessuno e nessuno deve dire loro chi devono votare. IARIA dice che l'Avvocato ce la fa perchè i voti li prende e parla di quattromila voti. IARIA dice che se ne frega di Mico CREA e dice che qua (a Roccaforte) se vuole i voti deve andare da "Lepre" (ATTINA' Paolo) e da "Bicicletta" (PANGALLO Domenico). IARIA dice che è stato all'A.S.L. e non gli ha fatto mai un favore. Questa conversazione è stata registrata in prossimità delle elezioni regionali calabresi, è sintomatica la frase proferita da IARIA Domenico Carmelo che dice “CREA A LORO

HA PROMESSO IL

POSTO DI LAVORO A NOI NO”. La vicenda va ricollegata all’arresto di ATTINA’Paolo nell’ambito dell’operazione “Onorata Sanità”, appunto per il reato di voto di scambio in favore del candidato Domenico CREA, anch’egli raggiunto da O.C.C. nell’ambito della medesima operazione; la conversazione conferma poi che a Roccaforte sono ancora presenti due gruppi criminali, infatti IARIA dice: “a noi no”, mentre nel’OCC Onorata Sanità risulta che CREA sia stato appoggiato dalla cosche MORABITO di Africo e ZAVETTIERI di Roghudi. OMISSISS DALL'INIZIO FINO AL MINUTO 19.00.05

DOMENICO: Tu ...inc... votano quelli lì, noi votiamo a chi ci conviene a noi MASSIMO: Ah questo è sicuro, no non mi hai capito! DOMENICO: Si lo so.. MASSIMO: Una domanda ti ho fatto Mico io! DOMENICO: Si e io ti do la risposta. Massimo noi... Crea forse a loro gli ha promesso il posto di lavoro, a noi ...inc... Voi che ti raccolgo 200 voti? .. dammi un posto di lavoro, gli abbiamo detto noi. Qua non viene nessuno a ...inc.... ...Inc... Aquilino perchè una parola ..inc... con lui. Quando gli ho detto io ...inc... Ti ricordi con il fatto di Ercole Nucera? se portava a qualche altro nemmeno ad Ercole votavo ...inc... lui MASSIMO: ...inc... DOMENICO: A tutti, a tutti ..inc.. progetto te lo fa. Giusto o no? MASSIMO: Ah perciò ...inc... DOMENICO: No ma dico io, noi... noi i nostri voti, sappiamo noi a chi glieli dobbiamo dare, a chi ci può dare a noi perchè è giusto così MASSIMO: Ma è così! DOMENICO: Noi non siamo squatteri di nessuno MASSIMO: Noi siamo ...inc.. poi viene quello con/degli animali! DOMENICO: A noi nessuno deve venire a dirci... votiamo a questo o votiamo a quell'altro, noi sappiamo. Vengono da fuori, ...inc... i soldi, dice.... portiamo a questo (ndr votiamo) ...inc... voti a


questo ...inc.. ce lo/li deve dare. ..inc... ma che cazzo me ne fotto. ..inc.. con Crea siamo fuori strada però, hai capito? ...inc.. a cercargli.. l'hai visto là! MASSIMO: ...inc... DOMENICO: ...inc.. problemi ..inc... non è che ... MASSIMO: ...inc.. personalmente DOMENICO: ..inc.. giusto? MASSIMO: ...inc... DOMENICO: Sia per il posto di ...inc.. mi pare che ha detto ...inc.. MASSIMO: 500 in più ...inc.. DOMENICO: No deve andare a... MASSIMO: ...inc.,.. DOMENICO: Si, no ma ti voglio dire il discorso, pure.. MASSIMO: ...inc... DOMENICO: E con il parente quando ...inc... minchia a ...inc... No Pannuti MASSIMO: Si è candidato? DOMENICO: Si è candidato

OMISSISS DAL MINUTO 19.03.01 AL MINUTO 19.03.49

MASSIMO: E' un peccato perchè ora vedi che si scontrano due consiglieri qua, voglio dire io, lo stesso ...inc... rischiano di non andare nessuno dei due ...inc... tutti e due dovevano andare DOMENICO: No, l'avvocato và MASSIMO: Nessuno dei due... DOMENICO: L'avvocato và, l'avvocato và perchè i voti li ...inc... MASSIMO: Speriamo DOMENICO: 4000 voti MASSIMO: Quello ...inc...

OMISSISS DAL MINUTO 19.04.14 AL MINUTO 19.05.39 DOMENICO: C'è "lo zio" Mico Crea Massimo MASSIMO: E non lo votiamo, perchè dobbiamo votarlo? ...inc... DOMENICO: Ma che cazzo me ne fotto di lui, lui..... MASSIMO: ..inc... io.... DOMENICO: Sai chi ..inc... MASSIMO: Mico io...


DOMENICO: Viene qua ..inc... va dal "Lepro" (Attinà paolo), va da "bicicletta" (Pangallo Domenico), che cazzo me ne fotte, mah! MASSIMO: Mico vedi che io allora gliel'ho detto ...inc.., se noi non lo dobbiamo votare, non lo votiamo ...inc... DOMENICO: Un porco di quelli! Che cazzo me ne fotto MASSIMO: Io ve lo dicevo in faccia DOMENICO: E' stato alle stelle e non ci ha fatto mai " un'obbligazione", mai! MASSIMO: ...inc.. lo dicevamo apposta DOMENICO: E tu che sei ..inc.. un favore MASSIMO: Io Mico, vedi che una volta, ...inc.. zio rocco ...inc... e gli puoi domandare a ...inc.. Rocca. mi ha detto di votargli e io ..inc.. io ho opreso e gliel'ho mandato a un ...inc... domandagli a ...inc..., io non l'ho votato. se andavo a votare a quello, non votavo. Votare non avrei votato per lui

OMISSISS DAL MINUTO 19.06.27 AL MINUTO 19.07.02

DOMENICO: E' andato là, gli ha fatto le promesse ...inc... le mantiene dopo MASSIMO: Voglio dire, sono problemi suoi DOMENICO: Si, ma dico io ì, poi voghlio vedere chi li mantiene le promesse MASSIMO: Io gliel'ho detto, io non gliel'avrei dato, senno ho detto io... qua a chi ci dà, diamo sennò non esiste, qua ognuno. che cazzo me ne fotte a me ...inc... se va ...inc... o va Giovanni o va Nicola, che a me per gli altri ...inc... per me, per tutti ...inc... DOMENICO: A me Crea non mi è piaciuto mai ...inc...

OMISSISS DAL MINUTO 19.07.50 FINO ALLA FINE

ALLEGATO 20G Il giorno 07.04.2005 dell’autovettura LANCIA Y targata BJ427HV RIT 1289/04, progressivo 3026 IARIA Domenico Carmelo si trova in macchina con IDA’ Massimo, nato a Roccaforte Del Greco il 16.04.1973, ivi residente via Roma 25 ed un altro uomo. Durante la conversazione IDA’ ed IARIA parlano delle passate elezioni regionali e Massimo dice: “abbiamo fatto un movimento che non se ne accorge mai nessuno e se lo avessero saputo, prendevamo davvero un dieci e lode”. Poi ribadisce il discorso e dice: “vedi che abbiamo fatto un movimento che abbiamo sballato, abbiamo sballato le elezioni e nessuno se n’è accorto, ti dico veramente a tavolino guarda, in tutti i modi. Per noi c’è uscita bene a tutte le parti. Pure BILLET con noi ha preso voti. Tu scherzi c’è andata bene che ha preso voti Peppe NICOLO’, da nove ne ha presi diciassette. Ed allora qualche volta, un movimento che. Quando passavamo con DENCO (?). Guarda se Leo (?) vedeva un movimento di questi, per davvero si sbalordiva. Domenico risponde che qualche giorno glielo dicono e che però resti tra loro”.


Di seguito, si riporta la trascrizione

…OMISSIS…

Domenico: Ah, ti hanno cercato il numero di ...inc..., ti hanno cercato. Massimo: Uhm. Domenico: Poi l'hanno trovato? Massimo: Si, l'hanno trovato ...inc... Comunque Mico ...inc... Penso che ...inc... un movimento, che non se ne accorge mai nessuno e se lo avessero saputo, prendevamo davvero un dieci e lode. Vedi che abbiamo fatto un movimento che abbiamo sballato ...inc... Abbiamo sballato le elezioni e nessuno se n'è accorto. ...Inc... ti dico veramente a tavolino guarda, in tutti i modi. Per noi c'è uscita bene a tutte le parti. Pure Billet con noi ha preso i voti. Tu scherzi, ci è andata bene che ha preso voti Peppe Nicolò, da nove ne ha presi diciasette. Vedi che sono cose, per davvero ...inc... a tavolino, per davvero. Domenico: Pare, pare uno scacchiere. Massimo: Ed allora qualche volta ...inc... un movimento che ...inc... Quando passavamo con DENCO. Guarda se Leo vedeva un movimento di questi ...inc..., per davvero si sbalordiva. Domenico: Qualche giorno glielo diciamo, però che resti tra noi. Massimo: Si ..inc... magari gli diciamo, quando ...inc... ultimamente di sfiga, sai che dice lui ...inc... la politica, non si può fare ...inc... rumore là. ...Inc... Domenico: ...Inc... Massimo: Si ...inc... Si sentono degli squilli. Massimo: ...inc... Domenico: Ahe Poi si sente una portiera che si apre e si chiude. Sale a bordo un uomo. Domenico: ...Inc... CENTO ancora all'ospedale è? Massimo: Ehe. ...Inc... va tutte le mattine là all'ospedale. Domenico: Ce l'ha lui in custodia? Uomo: ...Inc... Massimo: Chi? Domenico: Ha detto? Massimo: ...Inc... Rocco gli ho detto a tutti ci ha votato. Lo sapevano tutti che dovevamo votare a Battaglia, ...inc... Domenico: ...Inc... Battaglia è andato a trovare a Guerino (SERGI Guerino). Massimo: Stasera?


Uomo: No, ma erano appartati con i figlioli. Massimo: Non hanno retto. E' venuto a prendersi i meriti. ...Inc... Domenico: I demeriti. Massimo: Ha fatto e non ha fatto politica. Uomo: Stavolta la politica a Guerino l'ha ...inc... Domenico: Dove qua? Massimo: Gli ho detto ...inc... non hai fatto politica e allora che hai detto a fare ho preso un sacco di voti. Domenico: Mannaia la madosca. Massimo: ...Inc... O li butti dentro una busta ..inc... Si sentono degli squilli. Domenico: Cominciamo a rompere le... questa qua è una scheda tutta dell'amica.Ti taglio, che cazzo ti voglio (verosimilmente parla di togliere un nome da una rubrica telefonica). Massimo: Ma lasciala. Domenico: E se non ha fatto politica. Massimo: Meno male, se avesse fatto politica. Domenico: Aveva preso di più ...inc... Massimo: ...inc... quel cazzo di MINNITI ...inc... Domenico: ...inc... lo ha votato. Massimo: ...inc... Pasta Gialla ha votato ...inc... Domenico: Si, no, la moglie di Pasta Gilla non ha votato ...inc... Massimo: Andrea, allora, lo ha votato. Uomo: A chi ...inc... Massimo: No ...inc... a Pasta Gialla, non lo hanno fatto ...inc... no. Che ti pare. Domenico: No te l'ho detto io, là qualcuno di fiducia è. E qua l'uomo di fiducia lui è. Massimo: Lui chi è? Domenico: Ma non so io come finiva se li avessero presi. Uomo: Si inchina per davvero, come cazzo fa per un libro aperto. Domenico: Deve uscire che alla montagna lo hanno scoperto. Come cazzo lo hanno scoperto? Massimo: Ma questi, tutte ...inc... dicono. Questi qua sicuro qualche giorno devono venire dove vota lui. ...Inc... comincia a dirgli minchia ... inc... Pasquale TRIPODI, ma sicuro, io ho un altro deputato se vuoi per il 2008. Domenico: ...inc... salesiano. Massimo: Quello sicuro sai che gli ha detto a Maurizio. Quello sai che gli ha potuto dire a me poi non mi hanno mandato sotto ...inc... ed ha voti. Uomo: Se n'è uscito.


Massimo: ...inc... i voti. ...Inc... Gli ha potuto dire che l'hanno chiamato per tre, l'hanno chiamato per ...inc... quanto regge un grande ...inc.. Uomo: Andiamo a scprire cos'è? Domenico: ...Inc... a trenta voti, come lo sanno? Massimo: Di chi? Domenico: Di IARIA. Massimo: Che cazzo so. Lo sanno tutti Mico. Uomo: ...Inc... Domenico: ...inc... Uomo: Non lo sanno quello, non ...inc... le gambe. E forse c'è ...inc... Massimo: Non è che c'è questo che conosciamo? Domenico: Domattina ...inc... Uomo ...inc...

…OMISSIS… ALLEGATO 20H

A questo punto è chiaro che IDA’ Massimo, come lui stesso afferma, è riuscito in qualche modo a “sballare le elezioni” dividendo i voti tra i vari esponenti politici che a lui interessavano. Inoltre, è opportuno evidenziare che il giorno 30.03.2005 progressivo 2600 dell’autovettura LANCIA Y targata BJ427HV RIT 1289/04, IARIA Domenico, IDA’ Massimo e PALAMARA Agostino nato a Roccaforte del Greco il 27.04.1973, in atto Avvisato Orale di P.S., a bordo della Lancia Y dello Iaria, si sono recati a Reggio Calabria, a Melito Porto Salvo, a San Lorenzo Marina ed a Bagaladi, in quanto, come loro stessi affermano, “si deve girare per sentire tutte le campane” e quindi allo scopo di raccogliere informazioni sui voti che verranno dati ai candidati alle elezioni regionali ed a contattare le persone di loro conoscenza e raccogliere voti per i loro candidati (Vds. Sintesi del progressivo 2600 del 30.03.2005 alle ore 20.47.43). Ancora gli stessi dicono che Pasquale TRIPODI a Bova prenderà un sacco di voti e che IARIA è stato “mollato”, aggiungendo che “questi” (altra cosca mafiosa?), non sono come loro che contattano qualcuno, bensì conoscono persone che sono più “su” - progressivo nr. 2606 del 30.03.2005 alle ore 22.37.56

ALLEGATO 20I In queste conversazione si evince chiaramente l’interesse degli accoliti per alcuni personaggi politici, e conferma l’ormai consolidato comnnubbio tra mafia e politica. Il giorno 16.04.2005 al progressivo nr.3389 dell’autovettura LANCIA Y targata BJ427HV RIT 1289/04 IARIA, Annunziato si ferma a dialogare con alcune persone, in corso di identificazione. La conversazione si sviluppa come segue:


…OMISSIS…

Annunziato: Stiamo attenti noi? Uomo1: Che? Annunziato: Stiamo attenti noi? Uomo1: ...inc... per davvero ...inc..., non è che sa giustamente ...inc... sa ...inc... sa queste cose ...inc... che forse se l'è portata bene ...inc... Uomo2: La pistola nemmeno si sente. ...inc... Con me parla ...inc... Uomo1: Compri una pistola per loro, loro vogliono solo stabilire ...inc... Annunziato: ...inc... Uomo1: ...inc... Annunziato:...inc... da te? Uomo1: Si lui provava ...inc... Annunziato: Hai detto? Uomo2: ...inc... Uomo1: Ed allora non può venire? Annunziato: ...inc... Uomo1: oppure glielo dici davanti, però intanto lo prende. No, ...inc... Quelli ...inc... sono ubriachi. No come questi qua che si alzano ...inc... Annunziato: ...inc... Uomo1: ...inc... c'è a Melito ...inc... Annunziato: Che faceva ...inc... al Bar ...inc... Uomo1: Stamattina ...inc... Si ma le beve e non fa rientro. Ora ...inc... tutte. Io con ...inc... Annunziato: ...inc... poi comincia e non lo vedi. Uomo1: Guarda quel porco dove piscia, guarda. Annunziato: ...inc... Che fa? Uomo1: Vai al bagno. Bambino: Non mi disturbare ...inc... ...OMISSIS... fino alle ore 19.16.38 Annunziato: ...inc... con i parenti tuoi vi siete divertiti. Uomo1: E guarda. Non vuole informarsi. Annunziato: Eh? Uomo1: ...inc... non vogliono, se non vogliono ...inc... una cosa, per davvero a noi, ci chiedono soldi. Annunziato: Mangia chi ...inc... Uomo1: No.


Annunziato: E' meglio di ...inc... Uomo1: Con te non ci viene nessuno più. Annunziato: Hanno corpi speciali. ...inc... Uomo1: Quanto ti pare che ci lasciano un anno, due, tre sovrapposizione di voci Annunziato: ...inc... al fatto che fotte, fotte, invece ti fottono loro a te. Uomo1: Si. Annunziato: Ci lasciano perchè ingrandisce di più la cosa capisci. Uomo1: A quelli ...inc...più vogliono prendere e meglio è capisci. Però se sanno che c'è ...inc... la scossa, ci può essere pure quello che scaglia che fa. Che ti pare fanno pure questi calcoli. Annunziato: Sanno sempre ...inc... Ciao. Uomo2: ...inc... Quell'altro zozzo di ...inc... Uomo1: Si Annunziato: Fa i bordelli. Uomo1: Comunque Annunziato non può ..inc.. Annunziato: ...inc... sai perchè ...inc... Asino, va tutto a noi dopo. Uomo1: A parte che dobbiamo essere disarmati con lui. L'unico è ...inc... parliamoci chiaro. ...Inc... di noi altri. ...Inc... Uomo2: A quello spiazzo ti è caduta. Annunziato: ...inc... Uomo2: Che quello è scaduto. Annunziato: ...inc.. buona. Uomo1: ...inc... è pure vecchia. ...Inc... Annunziato: E' tornato lo stesso. Uomo1: ...inc... è tornato il cristiano? Uomo2: Poi Totò è rientrato? Annunziato: Lo hanno visto per Roccaforte che festeggiava. ...inc... per Roccaforte per davvero. ...inc... un fantasma. ...Inc... Uomo1: Non c'entra Antonio hai capito? Annunziato: Eh? Uomo1: Non sta in mezzo agli occhi. E' sopra là a Chorio ...inc... Annunziato: E sopra ci sta San Pantaleo. Uomo2: Uhm, no, quello tutto già sapeva. Uomo1: Si. Ora è in mutande. Se ...inc... no ho pure le ricevute. Meglio quello che non è vero, che è vero una cosa. Annunziato: Certo. Uomo1: ...Inc... aveva paura di farsi male.


…OMISSIS…

ALLEGATO 20L In questa conversazione Annunziato parla con delle persone di cui si fida e dice che loro devono stare attenti, che la pistola neanche si sente e che comprano una pistola per loro; nella circostanza essi vogliono stabilire qualcosa (ma non si riesce a capire a cosa si riferiscano), poi aggiunge che ci possono essere delle scosse (si riferisce a qualche regolamento di conti tra accoliti di opposte fazioni). Anche questa conversazione conferma la disponibilità di armi del sodalizio, o comunque la possibilità di procurarle con estrema facilità. Il giorno 26.04.2005, al progressivo nr.3767 dell’autovettura LANCIA Y targata BJ427HV RIT 1289/04 IARIA Annunziato si ferma a dialogare con alcune persone, in corso di identificazione, tra cui anche il di lui fratello Domenico Carmelo. La conversazione si sviluppa come segue:

Annunziato: Niente ho girato tutta la mattinata e non l'ho visto proprio. Glielo ho detto pure io a quelli ma non hanno il numero di telefono.Mio fratello dov'è sopra, va bene, ci vediamo sopra. Poi auto in movimento, autoradio accesa. Poi Annunziato saluta una persona Annunziato: Ciao Poi Annunziato canticchia il motivo che sta ascoltando Poi saluta una donna. Annunziato: ...inc.... Poi si mette a dialogare con un uomo. Annunziato: Eh. eh con questa, ora stanno bene. Uomo: ...inc... Annunziato: Sono andato a cambiare la frizione. Minchia ci ho rimesso altri trenta euro. Uomo: Perchè? Annunziato: Perchè mi è venuta di più questa. Uomo:Quale? Annunziato: Questa che ho preso. Uomo: E' venuta di più ...inc... Annunziato: E' della Punto questa. Uomo: Non te li ha tornati. ...Inc... E' venuta di più questa che hai portato. E domani ...inc... Annunziato Glielo hai detto? Uomo: E dove vai? Annunziato: A casa. Uomo: Ora sei rientrato. Annunziato: Ora. Lo sai che devi andare sotto.


Uomo: Penso stasera, però. ...Inc... Annunziato: Vieni e prenditi questa macchina a casa. E' costata trenta euro di più. Uomo: Ehe. Venti, ventisette. Annunziato: Ventisette, chi te lo ha detto? Uomo: ...Inc... Annunziato: Il coso è arrivato Filippo? L'autobus è arrivato? Eh, noo. Filippo: L'autobus, delle due. Annunziato: No questo delle quattro. ...Inc... Domenico: Neanche a ...inc... Annunziato: Macchè abbiamo girato tutta la mattinata, siamo andati da Guerino pure e ci siamo visti con Marcantonio ...inc... stamattina davanti a ...inc..., alle, qua dove ho preso la frizione, ci ha offerto il caffè abbiamo girato tre o quattro Bancomat che doveva cambiare i soldi. Domenico: Chi? Annunziato: Marcantonio ...inc... e gli ho detto io. Domenico: Uh. Annunziato: Glielo ho detto pure a lui e mi ha detto che non, si incontrano però ha detto che non ha numero di telefono, mi ha detto che quello cambia sempre numero di telefono dice. Poi siamo andati da Guerino. Domenico: Niente non l'hai trovato. Annunziato: Noo. Ho domandato a Guerino che, gli ho detto che la vogliono, gli ho detto. Vi hanno creato problemi? gli ho detto io no, niente. Domenico: Come mai non è venuto IETTO, domenica? Annunziato: Perchè ha detto che era per Pizzo. Uomo: ...Inc... Annunziato: E che fate, ma andate lo stesso? Domenico: Dove? Uomo: Eh, no e dove lo vedi. Annunziato: E come fate a trovarlo, se non andate mai non lo trovate. Quello se girate lo trovate. Che so, voi lo sapete Mico. Uomo: Non può tornare a casa. Poi salgono a bordo dell'auto Domenico, l’uomo e Annunziato e partono. Domenico: E ti ha domandato qualcosa? Annunziato: Chi? Domenico: Guerra. Annunziato: No gli ho detto io, gli ho detto che lo vogliono loro.


Uomo: Se ci riavanzano, gli dici che non c'è più? Di più. Domenico: ..inc... quello. Uomo: No digli che non c'è più. ...Inc... Domenico: Ma un ramo proprio. Uomo: Hai capito. Domenico: E Pescara dov'è? Annunziato: Vai dentro, si ferma, non vedi che c'è il figlio. Domenico: Come gli abbiamo fatto lo dobbiamo sapere. Uomo: Speriamo che ci telefona se lo vede. Annunziato: Che ci dice. Uomo: E bè come gli dico? Annunziato: Quello vuole te, ...inc... gli dico da noi. Ha detto e allora chi è? Uomo Di Guerino è. Domenico: E l'avevi tu? Uomo: No, hanno lasciato dodici …inc… Domenico: Perchè l'hanno detto a Guerra? Uomo: No, niente. A Guerino te l'ho detto che quello, credo che questo qua, lo ha denunciato direttamente. Domenico: Dammi qua ...inc... Questo ...inc... No, quello di Gullì. Annunziato: E dov'è? Uomo: Quello te lo dico io, l'ha impapocchiato questo qua, perchè. Domenico: ...inc... sovrapposizione di voci. Uomo: ...Inc... Indovina a chi ho incontrato sopra il corso che aveva ...inc... caffè? Domenico: ...inc...A piedi è ...inc...? Annunziato: A piedi e che potevamo andare con la macchina? Domenico: E dove l'hai lasciata la macchina? Annunziato: Alla via Marina. Domenico: L'hai preso il biglietto? Annunziato: L'abbiamo preso ma ci hanno fatto la multa, perchè abbiamo fatto tardi. Domenico: E ti hanno fatto la multa, gliela hai pagata?

...OMISSIS...

ALLEGATO 20M E’ chiaro che il giorno 26 aprile 2005 Annunziato sia stato a Reggio Calabria, in accordo con il fratello Domenico, per cercare una persona con la quale dovevano parlare. Annunziato dice di essersi rivolto a Guerino (verosimilmente SERGI Marcantonio Guerino nato a Melito Porto Salvo il 13.01.1964


residente a Reggio Cal. Via Ravagnese Superiore, imprenditore edile) ed a Marcantonio (verosimilmente SERGI Marco Antonio nato a Melito Porto Salvo il 02.03.1969, res. a Reggio Cal. Via Pio XI° nr.26, Tecnico comunale presso il Comune di S. Lorenzo), ma che non è riuscito a trovarlo e che quello cambia sempre numero di telefono. Verosimilmente è nato qualche problema con la persona che cercano a seguito di un affare illecito trattato con quest’ultimo ed i fratelli IARIA vogliono chiarire l’accaduto. In data 15.05.2005 al progressivo 4482 dell’autovettura LANCIA Y targata BJ427HV RIT 1289/04, IARIA Domenico Carmelo si ferma a parlare con un uomo (verosimilmente CENTO Agostino) e la conversazione si sviluppa come segue: Domenico: Tuo zio è a casa? Uomo: Mio zio Toto? Domenico: Eh. Uomo: …inc…o là fuori. Domenico: Digli che c’è, c’era uno armato ieri. Al garage intorno …inc… Uomo: Al garage di Domitilla?

Domenico: Là sotto …inc… Io glielo ha detto al prete ed il prete già lo sapeva. Ha detto che sono due o tre giorni che ha visto movimento. Dobbiamo vedere. Uomo: Chi l’ha visto …inc… Domenico: No, là dentro, era fuori, nascosto all’angolo Uomo: Ma di giorno? Domenico: Di giorno, era l’una e mezza, l’una ed un quarto, l’una e venti. Uomo: E Filippo non ha visto niente? Domenico: No, per poco non ha visto niente lui, perché stava andando. …Inc… Poi Domenico prosegue la marcia. ALLEGATO 20N Nella suddetta conversazione IARIA Domenico va a cercare “Toto” (ndr.VERNO Vittorio) e non trovandolo dice al nipote (CENTO Agostino) di dire allo zio che, vicino al garage di Domitilla (in corso di identificazione), ieri c’era un uomo armato e che lo ha detto anche al “Prete” (ndr. MAESANO Salvatore nato a Roccaforte D. G. il 10.09.1962, alias Arciprete) e quest’ultimo già lo sapeva ed anzi gli ha riferito che sono già due o tre giorni che ha visto movimento. Poi l’uomo (CENTO Agostino) chiede se Filippo (STELITANO Filippo Sorvegliato Speciale di P.S.) ha visto qualcosa e Domenico dice che per poco non ha visto niente. Tale conversazione mostra una certa preoccupazione tra le persone sopra citate in quanto a Roccaforte del Greco si conoscono tutti e una persona non conosciuta viene subito notata. Quest’uomo che non è stato riconosciuto ed in più era armato fa sorgere il sospetto che avesse voluto attentare alla vita di qualcuno di loro. Questa circostanza rimarca ancora una volta l’appartenza


dei

soggetti monitorati

alla ‘ndrangheta, infatti

alla vista di un soggetto armato nei pressi

dell’abitazione di VERNO Vittorio, gli stessi non si rivolgono certo alle forze dell’ordine, ma bensì parano con il “prete”, inteso MAESANO Salvatore, il reggente della cosca ZAVETTIERI a Roccaforte del Greco.

Il giorno 15.05.2005, al progressivo nr.4499 dell’autovettura LANCIA Y targata BJ427HV RIT 1289/04, IARIA Domenico Carmelo si trova in auto con un uomo, la conversazione si sviluppa come segue: Auto in movimento. Domenico: E stasera escono presto? Uomo: Undici e mezza in giro. Escono per il fatto di IDA’. Domenico: Di IDA’? Uomo: Per uscire un poco, una giornata. Domenico: Gli dici che IDA’ è uscito stamattina alle otto e venti. Uomo: Il gioco la sera esce, ora passa …inc… Domenico: Ma quanto meschino può essere un cristiano, parola d’onore. Ma poi che vogliono. Uomo: Sono stati sempre meschini.

Domenico: Ma poi che vogliono, io non capisco che cazzo vogliono. Pare che qualcuno gli è andato a toccare qualcosa. Uomo: O Mi’, succedono questi discorsi, perché sanno che abbiamo battibecchi e cose, e situazioni, per prima cosa. Domenico: Se erano loro che avevano battibecchi, non gli succedeva niente. Uomo: Eh. Domenico: Quelli sono fortunati.

Uomo: Che c’entra pare che i battibecchi li hanno loro. Domenico: Non hanno i battibecchi? Uomo: Ma i battibecchi li hanno tutti dentro le famiglie. Domenico: L’altro giorno mi sono acchiappato con il “lepre” (ATTINA’ Paolo)

Uomo: Si, ma si. Loro ti sembra che non sono acchiappati pure ora e non si possono vedere. Magari se ne fottono e stanno ognuno per i fatti loro. …Inc… non è che vanno e fanno confusione, come stanno facendo loro confusione qua e là. Domenico: E’ una cosa seria.

Uomo: Non c’è niente da fare. …Inc… lo porta là. Davvero con le famiglie vai a mettere …inc… (sovrapposizione di voci)


Domenico: Ma sono ridicoli. Uomo: Speriamo che gli finisce questa camorria. Domenico: Ci vediamo caro Toto. Uomo: Ci vediamo. Auto ferma il passeggero scende e Domenico prosegue la marcia.

ALLEGATO 20O Appare evidente che all’interno della “famiglia” di cui gli interlocutori fanno parte cominciano ad esserci delle divergenze e dei contrasti, presumibilmente per la gestione degli affari illeciti. Infatti IARIA Domenico dice “Ma poi che vogliono, io non capisco che cazzo vogliono. Pare che qualcuno gli è andato a toccare qualcosa”. Altresì, Domenico aggiunge che l’altro giorno si è “acchiappato” (ha avuto una accesa discussione) con il “Lepre” (ndr. ATTINA’ Paolo) e l’uomo dice che anche loro (riferendosi all’altra “famiglia”) sono in contrasto, però stanno ognuno per conto proprio e non vanno a fare confusione. Questa conversazione porta in evidenza una situazione di malessere tra le “famiglie” di Roccaforte del Greco.

Oltremodo indicativa della operatività e degli assetti del sodalizio mafioso in esame è la conversazione – che si riporta integralmente - di cui al progressivo nr. 4749 del 21.05.2005 alle ore 19.50.45 dell’autovettura LANCIA Y targata BJ427HV RIT 1289/04 per la durata di 33,17, IARIA Domenico Uomo1, in corso di identificazione; Uomo2, IDA’ Massimo; Uomo3, in corso d’identificazione. Vocio fuori dell'auto. Uomo1:Lele, l'ho guardato negli occhi ...inc... così grrr, ...inc... Uomo2: mosca. Uomo1: Sai che mi, mi ha guardato prima e poi si è voltato, questo cornuto mi si è accorto ed ha preso e si è voltato. Domenico: ...inc... Uomo1:...inc... a lui. Non sento più, mannaia Dio, mi ha stordito là dentro. Uomo2: Per dire da una parte ti apre le orecchie. Domenico: ...inc... Uomo1:Chi tu? ...inc... le orecchie Uomo2: ...inc... sto scherzando. Domenico: ...inc... centrale ...inc... Sovrapposizione di voci. Domenico: Mi spacchi la macchina. Uomo1:Perchè? Domenico: Madonna e che cazzo è?


Uomo1:Ti sei assordito? Domenico: Ma, non sento le gambe! Uomo1:...inc... Uomo2: ...inc... Uomo1: Io non sento le orecchie non le gambe. Mi ha stordito quella cazzo di canzone là. Domenico: ...inc... Uomo1:Mi devo imparare a mettermi le cose quando ...inc... Domenico: I tappi. Uomo1:Eh. Uomo2: Come vorrei cacciare ...inc... Uomo1: Tutti contro di te oggi. Domenico: Perchè? Uomo1:Che cazzo so il perchè? Uomo2: ...inc... i cazzi ....inc... Uomo1: Tutti contro di te ...inc... O ti ...inc... o ti allontani. Uomo2:O ti avvicini ...inc... Domenico: ...inc... o ti allontani o ti avvicini. Uomo1:Se ti rassi, significa che ti Domenico: Tagli la fune. Uomo1:Ti marchi, ti marchi. Se ti allontani significa che ti allontani dai cristiani. Se ti avvicini ...inc... Ti saluta vi riconosce. Uomo2: ...inc... Domenico: La motivazione ...inc... però tu l'hai fatta complicata Uomo1:...inc... Come poteva essere ...inc... complicata. Io non ho cosa fargli. Uomo2: ...inc... Uomo1: E ha minacciato le ...inc... e il discorso ...inc... Domenico: Ti viene addosso. Uomo2:Sempre i soliti discorsi ...inc... Domenico: ...inc... E ti pare che la sente, non la sente Uomo1: La sente ...inc.. il discorso allora. Domenico: Ma quale discorsi. Uomo2: Se trova a quello là Domenico: Mannaia la madosca Uomo1:Dagliele tu ...inc... Domenico: Vedi che non ci vogliono le altre. Uomo1:E quello è il ...inc...


Uomo2: Pure Annunziato ha detto ...inc... Domenico: Tutti li fanno. Uomo2:Quei figlioli li ha raccolti tutti Domenico: Quando io gli ho spiegato, li sapete prevenire. Uomo1:In mezzo a tanti non un cristiano Uomo2: Non sposatevele. Uomo1: Sai perchè ...inc... Gli ho detto voi quanti anni avete compare Rinaldo, il fratello di compare Bastiano. Uomo2:A quello, quello ...inc... Sovrapposizione di voci Uomo1: Trentaquattro, ha detto ne ho trentaquattro e tuo figlio quanto ha. Ho detto io lascia che vedo ...inc... Gli ho detto una persona. Domenico: Ma il più bello, sai il più bello Uomo1:Da somari. Ho detto mannaia, salutami che ...inc... Uomo2: Dice che non lo saluta mai. Uomo1: ...inc... Domenico: Gli ho detto e non sapete quello che è, è ...inc... Uomo1:E Antonio torna a otto anni ...inc... Uomo2: ...inc... Domenico: Capito Massimo ...inc...Ci tiene, ci tiene, guarda qua? Uomo1:Ci tengono, perchè li hanno raccolti, so i cazzi che ha fatto. Domenico: Pecchiona che ha detto, ha detto quando vedo a voi. Uomo1:Io non posso andare ad un matrimonio. Domenico: Sembrava ha detto che ho visto a lui Uomo2: ...inc... Ma io sai che ho detto ...inc... ma secondo te ...inc... Uomo1: Io non è che posso, che devo dirgli Uomo2:...inc..., ora chiudetelo questo discorso Uomo1: Tutti i minuti ricordiamo gli ho detto io. Se c'è il rispetto, vedete che c'è più rispetto. Uomo2: Eh, tutti i minuti, mi hanno cacciato dai monti. poi se la prendono con questo qua perchè sempre in giro con lui era, ehh è vostro cognato, mio cognato gli ho detto io, un posticino dentro all'animo lo ha chiuso ...inc... (vola la ruetta me la devo bere?). No ha detto e ci mancava. Ed allora gli ho detto io lasciatelo stare. Ti ricordi, gli ho ricontato tutti i peli. E ci sembra male a tutti che ti pare Domenico: ...inc... pure che me ne andavo all'oro, lui se ne veniva, abbandonava pure l'oro se aveva bisogno Uomo1:...inc...


Domenico: Ma poi me lo gustavo io ...inc... Uomo2: Mica Toto Uomo1: E' verissimo. Oh la persona più seria che c'è, è lui Uomo2: E' lui per davvero ...inc... Uomo1:Vedi che un cristiano più serio che c'è ...inc... Uomo2: Se tu lo guardi sempre chiuso, sempre tranquillo, non dice mai, non parla mai, non dice mai. Uomo3:Pure se ha problemi poveretto Uomo1:Eh, lo so, lo so tutto, quando siamo andati a casa sua, tu non c'eri quando siamo andati a casa sua, c'era tuo fratello ...inc... Domenico: No c'ero, quando aveva la barba? Uomo1: Quando aveva la barba, gli ho detto io non vi conosco a voi. Ha detto non mi conoscete, come fate a non conoscermi ...inc... Domenico: E' un bastardo. Uomo1:E' un bastardo. Uomo2: Aveva una barba tanta. Uomo3: Aveva una barba tanta perchè ...inc... Uomo1:E' morta sua madre ...inc... Domenico: E ti sei fatto lo scrupolo di coscienza perchè quel giorno Uomo1:Perchè quel giorno non è andato pure lui. Domenico: E ci ha detto tutti i giorni c'ero pure io là Uomo1: C'ero io ed è morto per colpa mia. Uomo3: Sono fatti tuoi, poteva un po di più di tutti quanti Uomo1:E lui se l'è scordato. ...Inc... con il piede. Domenico: Ora gli ho detto io. Poi incontrano dei conoscenti e Domenico dice eh ba. Poi continua e dice: Gli ho detto io. Sapete non è il discorso qua. Uomo1:No che gli mancava ...inc... mi ha detto me lo compri il sigaro ...inc... Ciccio ha detto. No ha detto, sapete che ci tengo. Uomo3: Quando volete vi porto roba pericolosa. Domenico: Basta Uomo1:Si sapete ...inc... Così se non vi muovete, come fate (si rivolge ad una persona fuori dell'auto). Uomo4: L'uomo dice:No stavamo bevendo ...inc... mio fratello. Uomo1: Abbandonate, abbandonate le situazioni. Uomo4: No ...inc... Uomo1: Ci vuole di più di trenta euro ...inc... a Ghorio.


Domenico:...inc... Uomo1: Ma voglio dire a Roccaforte con tutti i cristiani che ci sono, ti beccano proprio a te Uomo2: Ma non ci viene nessuno, vedete figlioli che girava lui. Uomo1: Queste cose non posso dirgliele io. Ma non gliele dice chi sa. Uomo3: A chi? Uomo1:Ma purtroppo quello che sa non ci dice niente. Uomo2: E' andato a fare il tiro. Domenico: Che devo fare? Uomo2:Così si partono e iniziano a girare un'altra volta e tutto, insieme a voi ...inc... Domenico: Insieme a me. Uomo2:...Inc...se sei presente. Uomo1: Eh, non sono presente in nessuna parte più. Io il mio lavoro l'ho finito. Se lui dice, compare dobbiamo fare gli amici là ...inc... può fare amici a chi vuole lui. Io non vengo sicuro a fare amici a nessuno. A suo fratello, ma quello è un testa di minchia là. Io gli ho detto ...inc... fare compare Agostino. ...Inc... gli dico fai. ...Inc... vedete che là il cervello non è zero, è sotto zero. Se voi non uscite, non avete un dialogo ...inc..., io per me. Domenico: Sono qua con voi. Uomo2: Glielo dico chiaro e libero Uomo3: E adesso quando iniziamo ...inc... Uomo1:Perchè non escono che non ho più un dialogo con mio fratello. Poi vedono uno storto di questi che poveri cristiani. Io non sono riuscito, cercavo di dirgli, di accennargli qualcosa, per far quagliare le persone. Con quello non c'è da accennare. Tanto ...inc... la ragione ..inc... Uomo3: No ...inc... Uomo1: Ma se io, possibile che mi sono cresciuto a Roccaforte e so chi sono i cristiani, figurati se non so chi è lui. Ma se sono cresciuto con lui io. Uomo3:Eh, ...inc... Uomo1: Noi siamo stupidi. Noi sappiamo che quello era più stupido di te. Lui era stupido alla scuola, era stupido, se mi dici che c'è amaro Giovanni, allora si, ma non che mi dici questo qua, questo qua se voglio me lo ...inc... Uomo3: E quegli altri ...inc... posto. Uomo1:Fa sempre danni e vuole non ...inc...Noi andiamo là e gli facciamo tutti i discorsi che vuole. Io gli dico per me gli potete fare tutti i discorsi che volete. E' un discorso, un ragionamento, sacro e sano, avanti a mio cognato e mio cognato le risposte le


sa, se vuole saperle. Questa persona vedete che è fatto così, così, così e così, se vi prendete le responsabilità e ...inc... voi. Io per me potete fare quello che volete. Uomo2: ...Inc... Uomo1:Dice se la prende compare, lasciate perdere compare Toto, che pure loro si scaricano, voi ...inc... datevi saettate perchè qua ...inc... me lo devo vedere io, mio cognato Mico e ...inc... fratello, lasciate stare queste chiacchiere. A me le chiacchiere, se vogliono farsi amici, però lui da qua deve sloggiare, se prende le pallottole se ne va, perchè questo danneggia. Uomo2: Si si deve dire chiaro. Uomo1: E dice ma prima non me lo hai detto. Ho detto non ve l'ho detto prima perchè non volevo dirvelo. Perchè non dovevamo parlare prima di quel ragionamento, ma dovevamo parlare di un altro ragionamento. Se volete ragionare in questa maniera, se volete per me potete fare ...inc... Noi possiamo venire anche a casa vostra. Questo non è idoneo a stare qua a ...inc... Uomo2:No, idoneo non è . Uomo1: Non è idoneo a stare neanche più in Italia. Qua deve stare solo in Afghanistan, dove ci sono i Talebani. ...Inc... Uomo2: Hai visto la moglie di quello il Capo. Uomo1:Eh, eh, eh. Uomo2: No, ma lui ...inc... Uomo1: ...Inc... ma tu ti rendi conto, ma tu stai parlando, tu parli con i muli. Uomo2:...inc... Uomo1: Vedi che una persona di quelli, non vi sta neanche dentro il piede della cosa. Uomo2: Questo lo faccio ...inc... Uomo1:Se vi volete prendere la responsabilità compare ...inc..., fatevelo qua però. Neanche là lo vogliamo. Uomo2: No, perchè lui ...inc... zappa pure ...inc... Uomo1: ...Inc... Ma perchè non li sa, ma perchè non li sa questi discorsi, perchè non glieli dice nessuno ...inc... Voi ognuno siete fatti in una maniera. A me l'unica cosa che mi da fastidio, sapete quale è che mi da fastidio? Che quando parlo un discorso, io parlo un discorso, ora siamo a Roccaforte giusto. I cazzi dei Roccafortigiani li sappiamo noi. Se sappiamo che una famiglia è fatta in una certa maniera, lo sappiamo noi. Quello che sta di là non sa che quella famiglia è fatta in quella maniera. Se noi andiamo e glielo diciamo, magari può dire, mi stai raccontando una menzogna, perchè difende quell'altro e mi ha detto in questa maniera. Va bene, però vi posso portare le prove che è in questa maniera. Ma io con Toto delle


volte gli dico che le cose sono così, così e così, chiamate a quello e vedete se sono così, così e così, senza che mi chiamate a me un'altra volta. Tu quest'anno dici mi valuta e ragiono, dici è vero. A questo l'evidenza non si può nascondere così. Se voi nascondete, se una persona anziana, una persona di una certa età, nasconde l'evidenza, o non vale, o non serve. Uomo2:Si Uomo1: Allora se una persona serve e vale, significa che l'evidenza, non l'ha nascosta mai nella sua vita. Uomo2: Ma non nasconde. Uomo1:Può nascondere a suo figlio, può essere che lo nasconde, cerca di voltarlo e girarlo. Uomo2: ...inc... cristiano. Uomo1: Perchè è sempre una cosa sua. Ma se, bisogna cercare altre situazioni, non le può nascondere. Allora se noi non andiamo mai a parlare con i cristiani e questi cristiani non possono venire a parlare con noi. Uomo3:E' quello è il discorso. Uomo2: Parli lunedì. Uomo1: Quando gli ho detto io a Ciccio, gli ho detto, non gli dire ...inc... dove deve andare. Io so ...inc... sai che fa? Domenico: Lunedì, andiamo. Uomo1:Ti spiego subito il discorso com'è. Passano altri quindici anni e poi si presenta là ...inc... (sovrapposizione di voci) Domenico: ...inc... Uomo2:Si deve andare lunedì, perchè. Domenico: Si deve andare lunedì. Uomo2:...Perchè è una bomba vagante, non sa che avevi paura, hai capito. Domenico: Ma Pasta Gialla non fa niente. Uomo1:A chi? Uomo2: No che non è con noi ...inc... Uomo3: Chi? Uomo2:No con noi. Domenico: Chi è una bomba vagante? Uomo2:...inc... Uomo1: Prima ...inc... per i cazzi vostri e poi lasciatelo stare a questo qua. Questo qua è un appalto che viene dopo. Uomo2: ...Inc... è pure possibile ...inc... Domenico: ...inc...


Uomo2:Allora domani. Uomo1: E quanti cazzo di impegni ho. Domenico: Che devi fare domani, altrimenti andiamo martedì. Un giorno in più un giorno in meno, non è che caccia ...inc... (sovrapposizione di voci) Uomo1:Quando dobbiamo andare, non dobbiamo avere nessuno in mezzo ai piedi. Domenico: No, non c'è nessuno. Uomo2:E' apposta. Domenico: E' apposta. Uomo2:Non sa nessuno che ...inc... Domenico: Chi sa che andiamo. Uomo2:Non lo sa nessuno. Uomo1: Non mi interessa, io per questi discorsi qua abbandono tutto anche i soldi abbandono. Uomo3: Devi vedere un cazzo tuo urgente. Domenico: Veditelo Uomo1:No un cazzo tuo urgente non c'è proprio, perchè queste sono cose più urgenti, che i cazzi miei. Uomo3: Se andiamo domani, domani è domenica i cristiani ...inc... Domenico: Domani a ...inc... è pieno là. Uomo2:...inc... domani. Domenico: Ad ogni minuto lo trovo o domenica o lunedì Uomo1:E sempre domani sera devo andare a quel posto. Domani sera devo andare là. Uomo3: Certo andiamo verso ...inc... (sovrapposizione di voci). Domenico: Si va bene, il sabato e la domenica là sai che c'è un matrimonio. Tu lo sai ha matrimoni e partono a salutarlo. Mangiano, bevono e poi che cazzo gli dici cazzi. Uomo1:Lo so. Domenico:Lo sai benissimo Uomo2:No meglio lunedì. Domenico: Meglio lunedì. Dopo che torna dal lavoro ...inc... sistemiamo andiamo lunedì, andiamo lunedì, altrimenti andiamo martedì, andiamo prendiamo a Peppino ed andiamo. Uomo1:Ti ho detto che gli impegni li dobbiamo prendere noi. No con altri. Andiamo io tu e Ciccio. Domenico: Così siamo rimasti quella sera. Uomo1:Perchè dobbiamo risolvere. Domenico: Come siamo rimasti quella sera.


Uomo1: Perchè Ciccio ha cristiani là, Ciccio non sta in nessuna parte. Uomo2: No ...inc... Domenico: Ma se lui ci ha detto, ma e tu. Uomo1:Vedi che mi ha raccomandato a me, mi ha detto compare, mi ha detto voi gli ragionate a compare Ciccio. Uomo2: Ma chi ha detto così? Uomo1: Mi ha detto se compare Ciccio non sta, non ci sta, compare Giovanni decidete voi. Domenico: ...inc... Uomo1:Abbiate la bontà portatelo qua e ragiono io con compare Ciccio. Uomo3: Se viene Uomo1: Vediamo. Domenico: Poi alla fine gli ho detto io veniamo lo stesso. Uomo1:No, lo stesso andiamo lo stesso, però dobbiamo andare lo stesso perchè Ciccio ha ...inc... ed espone i suoi problemi. Domenico: Lui, lui deve andare ad esporre i suoi problemi. Uomo1:Io non posso andare ad esporre a lui i miei problemi. Domenico: ...Inc... dentro. Uomo1:Mi raccomando pure voi non cercate di pescare. Uomo2: No, ...inc... ho visto che ve lo portate. Uomo1: No, io vi ho raccomandato a voi, non cercate di ...inc... Se noi cerchiamo di aizzare. Uomo2: No, proprio costretto, visto che già ...inc... (sovrapposizione di voci)

Come è evidente, gli associati discorrono di vicende relative a problematiche interne al sodalizio mafioso di appartenenza. In particolare, si fa riferimento ad un soggetto

n.m.i.

il

quale,

secondo

i

conversanti,

dovrebbe

essere

allontanato

dall’organizzazione. A tal fine si conviene di coinvolgere “Ciccio” (Pangallo Francesco cl. 75) e di andare quindi a parlare della questione con chi di dovere. Nel seguito della conversazione si vedrà come neanche all’operato del Pangallo Francesco cl. 75, quale leader dell’associazione, si risparmiano critiche.

Uomo1: Non risolviamo niente, questo è un ragionamento logico. Lui parla là, giusto, io non so come ne usciamo, perchè, però, può darsi che quello che impostiamo, riusciamo, riusciamo belli e puliti. Se non usciamo, se noi usciamo belli e puliti. Ora Ciccio il carattere, lo so come lo ha. Lui non li può vedere, è inutile, parliamoci chiaro, perchè la buonanima non li poteva vedere lo stesso. Uomo2: E quindi (sovrapposizione di voci).


Uomo1: Però, siccome uno. ...Inc... usava una politica, quello, Ciccio non usa la politica. Uomo2: Non ce l'ha. Uomo1: Se noi a Ciccio lo infastidiamo dalla mattina alla sera. Uomo2:No, ma è lo stesso. Uomo1: Non riusciamo. Allora ...inc... ed allora siamo fissati. Uno deve cercare di vedere. Voi dovete collaborare con noi. Uomo2: Ed allora non stiamo. Uomo1:Noi sotto alle pecche, non vogliamo stare è vero o no. Come voi e come noi. Voi sapete che sono discorsi, caro Michele. Uomo3: Si. Uomo1: Noi dobbiamo fare, che sotto ai piedi non stiamo a nessuno, ...inc..., dobbiamo collaborare purtroppo, perchè purtroppo, se vogliamo e se non vogliamo gli amici, ci devono dire. Noi dobbiamo collaborare. Ora noi gli dobbiamo dimostrare agli amici, ti porto le chiavi dell'asilo, che dobbiamo andare come l'asilo di Melito? Non possiamo fargli questo discorso. Pure che abbiamo il sangue tagliato dentro. Che capiamo che abbiamo sempre ragione, che ci hanno sempre criticato e ci hanno ammazzato e pezziato, ci hanno fatto male. Ma voi pensate che quando è partito la buonanima da qua ed è andato là, mannaia la madonna, non ha ris… e per risolvere ha dovuto, è tornato con la testa abbassata. Però lui è tornato con soddisfazione. E ci ha ringraziato a me, ha ringraziato a te che non eri presente, ha ringraziato ad Annunziato, ha ringraziato ad Andrea, ha ringraziato, ha ringraziato a tutti. Ha detto ringrazio a voi, perchè questo l'ho potuto fare grazie a voi. Altrimenti a quest'ora eravamo tutti là per terra. Ma una volta che c'eravamo, c'eravamo tutti là dietro da me. Io ho potuto fare ...inc... Altrimenti ...inc... peggio che mai. Rendetevi conto, Ciccio non è che può fare sempre che pensa che quelli lo appoggiano, quegli altri lo appoggiano, quegli altri. Ciccio non deve ...inc... questo discorso qua. Uomo2: No, ma non lo pensa. Uomo1: Lui non deve pensare al discorso che quello lo appoggia, lo appoggia, se lo va a cercare. Domenico: Quelli neanche ...inc... Uomo1:Per tutto, che poi ...inc... un po di cervello. Uomo3: Hai un certo riguardo reverenziale, si comprano i tuoi. Uomo1: Lo devi stabilire tu o lo stabiliamo tutti. Domenico: Si.


Uomo1:Ragioniamo, sappiamo magari che quello ehhh. Quello che abbiamo fregato, lo abbiamo inguaiato, la confusione l'abbiamo creata. Voi pensate che abbiamo fatto giusto, noi lo abbiamo fatto più sbagliato degli altri. Però la questione l'abbiamo creata, perchè l'abbiamo potuta creare. Sapevamo di avere cristiani che se li chiamavamo ci davano appoggio. Perchè ci davano appoggio? ...Inc... Domenico: Perchè sapevano come era l'andazzo. Uomo1:Quando gli hanno detto che ci sono state tante situazioni che si sono ...inc... Domenico: Eh. Uomo1: E ci hanno dato, avete bisogno di quello, se avete bisogno le porte sono aperte. Poi non è che possiamo, ci ributtiamo, Africoti, Santolucoti, Bagnaroti e ...inc..., non li possiamo rimpiazzare. Adesso dobbiamo tenerceli. Che naturalmente non è che dobbiamo. Il nuovo potere non ha famiglia, vedete figlioli. Andiamo là e gli raccontiamo che stasera abbiamo montato il bagno, stasera, stasera io sto con mia moglie, forse domani ...inc... neanche loro. Questa è realtà nostra. Allora dobbiamo ragionare con la testa un pochettino. Purtrobbo li abbiamo e li dobbiamo tenere. Uomo3:...inc.... Uomo1: Io che ho ragionato, non potete fare niente. E' inutile che cercate ...inc... Che potete fare i discorsi come fanno gli altri, non li potete fare. Scusate, da parte vostra non potete fare. Domenico: Ahè, ora giriamo intorno (verosimilmente si riferisce ad una persona fuori dell'auto). Vuoi il caffè? Uomo1:Questi qua ci ...inc... Domenico: Ma tu ti pare che sono storto io? Uomo1:Ma lo so che ti credi. Ma se loro. Domenico: Ma se loro infastidiscono a noi, noi facciamo guerre. Uomo1:Non facciamo guerre. Ma. Uomo2: E non lo capisce. Uomo1: Ciccio lo deve capire , Ciccio la deve finire di rompere i coglioni, la deve finire,. Se tu ragioni ragioni un pochettino con la testa. Noi andiamo dagli amici ...inc... Quelli non capiscono un cazzo ...inc...Se lui ha un pochettino di cervello, girava un pò con gli amici, non faceva ....inc... che dobbiamo fare, vediamo lui che trova? Eh, allora si vedrà questo qua. Vedi che loro lo vedono uno storto. E quello ...inc... Ma tu lascia stare a quello. Tu accetta tu e poi accettano tutti. Uomo3: Perchè è giusto che c'è qualche problema in questo discorso è noi.


Uomo1: Io una volta gli ho detto lascia fare quello che cazzo vuole la prima volta ...inc... Ma se tu non gli dici. Questo è quello che ho incominciato a ragionargli ...inc... Uomo2: C'è il fatto che sono aggiustati perchè gli ho detto io non vedete questa situazione. Uomo1:Si la devo vedere io, ma io non posso uscire pazzo. Uomo2: Ma non è questo Nicò, ma se voi dite di no e che ...inc... si sa che voi. Io figlioli ho visto, ho visto un figliolo che c'è all'ultimo del reparto nuovo, quello è menomato, è menomato. Lo allacciamo, sai perchè lo abbracciamo, perchè è un figliolo purtroppo fatto in quella maniera. Lui mi ha salutato, mi ha baciato e mi ha detto ...inc... ed io che avrei dovuto fare. E' menomato ...inc... per il culo. L'ho preso, vieni qua e come andiamo e dove lavori e che, mi ha raccontato tante cose ed io gli raccontavo a lui. ...inc... che ha una persona no, ma io non te l'ho pesata, quello non poteva farlo mai. Ora ...inc... (sovrapposizione di voci) Uomo2: ...inc... Uomo1: Se io stavo in un altra casa. Eh ma questo storto parla con tutti ...inc... gli pare che sono una persona stupida che fa ...inc... E lui si attacca dietro a noi. Dice guarda questo scemo, parla con un figliolo menomato dice che gli pare che è ...inc... Uomo2: Chi è? Uomo1: ...inc.. (Meggi?). Tu puoi pensare quello che cazzo vuoi. Che non lo so quello che fai. Quello prendeva tutti a braccetto, ...inc... vuole prendere tutti a braccetto ...inc... va avanti ed indietro. ...inc... Loro sapete che mi hanno nominato sempre tutti i minuti, sempre quel discorso. Compare, compare Ciccio gli ho detto io ...inc... se uno viene qua a fare la festa, gli ho detto ...inc... non ho capito. Mi ha detto compare Agostino mi dovete scusare che vi ho detto in questa maniera, bravo. Ora mi ha detto, che mi piacete. Gli ho detto io vedete che ci sono ...inc... qua che passano. Domenico: Ma non è che poi te le insegnava le ...inc... Un uomo fuori dell'auto dice dove volete che andiamo. Uomo1Dove vuole compare Lele andiamo. Uomo2:Qua non lo fanno buono. Domenico: Non lo fanno buono qua? E dai dove vuoi tu. Uomo2:...Inc... Domenico: Che so il caffè e poi ti prendi una gassosa. Uomo2:...Inc... Domenico: Non bevete dentro il matrimonio. Uomo1:E che li hanno invitati ...inc... Domenico: No, non beve nessuno. E li hanno invitati.


Uomo1:Non sono venuti ed è più di una volta che sto vedendo cristiani questi qua che ...inc... matrimonio lo sai. Ogni matrimonio gli mandano una busta a tipo ...inc... di che ...inc... Domenico: Eh, questi qua del grattacielo non vengono lo stesso al matrimonio, perchè non hanno fatto mai i doveri. Non hai capito ancora. Uomo1:Io non voglio capire Mico, io guardo l'evidenza. Se Mico Proscenio a me oggi mi lasciava là a Roccaforte, io volevo vedere ...inc... Hai visto che mi sono assettato con lui e quello non saliva. Gli raccontava, gli diceva, lo rigirava. Ha detto il padre, ha detto, tu non lo capisci tu come è fatto, mannaia là. Gli ho detto al cristiano, gli ho detto io. Sai come si capiscono, quando fanno gli offesi. Lui ha fatto l'offeso, ha preso e se n'è passato con gli occhi. Uomo2: Tutti sono rimasti offesi una giornata. Uomo1: Ma sapete come mi chiamano. Uomo3: Si, si. Uomo1:E mannaia la madonna, ti pare che faccio politica, faccio un'altra politica, vaffanculo tu hai fatto un'altra politica. Aspetta che ora vengo e ti trovo, cornuto che non sei altro, pezzo di merda. Sei rimasto a piedi a Roccaforte. Comunque gli ho detto io, me ne vengo con lui al matrimonio. Mi ha detto che andava cercando a mio cognato, a Peppe e a Nino. ...Inc... sai che gli ho detto al telefono. Mi pare che fuori a voi vi hanno preso per ...inc... Come vi ha detto? Uomo3: No mi ha detto sbraita al telefono, ha detto. Uomo1:Ah, sbraita, sbraita. Gli faccio il culo tanto gli faccio. Domenico: Te li ho cacciati ed anche gentilmente. Uomo1:Siccome adesso avete parlato voi ...inc... con il CAPO. Gli ho detto come erano. No là tangenti ci sono di mezzo. Gli ho detto mi pare a me che ti piace parlare ora. Non scherza, va a finire che loro gli chiudono la cassa sopra a Toto, ascolta. Uomo2: ...inc... Uomo1: Perchè io gli sono andato a raccontare a lui, con tutto che non andiamo d’accordo. Però quando gli ho detto che ce li ha, lui subito ha comprato . Uomo2: ...Inc... Uomo1: Vedete là. Senti che vi dico io. Uomo2:...Inc... Uomo1: Ma voi vedete come sono fatti i cristiani là, mi sono avvicinato ...inc... Non è così. Uomo2: No sinceramente se l'è portata bene ...inc... se l'ha portava bene. Uomo3:Chi non se l'è portata bene sei tu ...inc... Uomo1: Ma Turi se l'è portata bene ...inc... E giochiamo con i cristiani. Se vi dico io che il mondo ...inc... di tragedia, che non si capisce niente e ...inc... ha detto tu, tu, tu. E se


...inc... che vuoi ora. Perchè ora mi ha fatto un discorso di questi qua e ognuno deve tenere conto di quello che dice ...inc... non deve essere come un caino. Uomo3: Eppure vedete stasera ...inc... talmente calmo che tradivo in faccia mio padre. Però ogni botta che gli do nelle corna ...inc... me ne salgo là sotto. Uomo1:...Inc... Domenico: Però ...inc... mio fratello ha preso la macchina e me ne vado con la macchina. Uomo3: ...Inc... (muori un pò?) Domenico: Io gli ho detto dentro il telefono. Mi sembra che pure a voi vi ha preso la debolezza. Lui era ubriaco. Uomo1:Eh, eh, eh. E dove ce ne andiamo per questo caffè. Domenico: Allo SNACK BAR a me mi interessa là che è buono. Salgo con la vecchia. Uomo3:No lo fanno buono pure il caffè. Domenico: Non è ...inc... di noi. Uomo1:...inc... Alle ore 20.17.27 scendono dall'auto. Vocio incomprensibile.

ALLEGATO 20P L’intera conversazione sopra riportata non lascia nessun dubbio circa l’argomento trattato, essendo palese che gli interlocutori si riferiscano in un primo momento all’affiliazione di qualche persona sulla quale vi sono dissensi. Nel prosieguo della conversazione, poi, fanno riferimento a Ciccio (ndr PANGALLO Francesco cl 1975) il quale sembra avere pessimi rapporti con gli esponenti dell’altro sodalizio mafioso operante in zona, così come il defunto Pangallo Antonino (“non li può vedere ma neanche buonanima li poteva vedere”), quindi aggiungono ulteriori considerazioni sui rapporti con l’altro gruppo mafioso con il quale devono confrontarsi e che sembra aver preso il sopravvento (“ci hanno amazzato ci hanno pizziato”). Tale conversazione è da riferire alla circostanza, già evidenziata, che anche dopo la fine delle ostilità armate permanga una sorta di odio nei confronti dell’altra fazione, che però, al fine di rispettare gli accordi raggiunti, viene accantonato. La conversazione continua articolandosi in paragoni tra il comportamento del defunto Pangallo Antonino e quello tenuto dal fratello Francesco, che viene criticato per le sue scarse doti diplomatiche che mal si adattano al nuovo modo di gestire gli affari illeciti che l’attuale realtà criminale sembra richiedere. Infatti, dopo un accenno alla possibilità del sodalizio di stringere alleanze con altri gruppi mafiosi (africoti, bagnaroti, sanlucoti) viene pronunciata l’espressione che dà il nome all’intera indagine “IL NUOVO POTERE NON HA FAMIGLIA”, stante a significare che la ndrangheta è ormai diventata una hoolding del crimine e che la gestione degli affari illeciti impone in taluni casi di superare i vecchi schematismi legati agli assetti familiari delle varie organizzazioni mafiose.


Questa conversazione si riferisce ancora una volta ai nuovi assetti mafiosi di Roccaforte del Greco e non lascia dubbi circa l’appartenenza degli interlocutori alla ‘Ndrangheta.

Di analogo tenore la conversazione che segue. Progressivo nr. 4755, del 21.05.2005, alle ore 23.31.16 dell’autovettura LANCIA Y targata BJ427HV RIT 1289/04 per la durata di 24,25 min. Auto in movimento. A bordo c'è Domenico IARIA, IDA’ Massimo e un uomo. SINTESI: L’uomo dice che le cose vanno valutate in una certa maniera. Ce l'abbiamo con quell'altro e ce lo dobbiamo tenere per noi. Poi dice perchè mi devo inimicare con le famiglie. Poi dice se tu non vai mai ai cristiani a fargli un discorso come fa quel cristiano a dirti che hai ragione o torto. Poi l'uomo dice che gli ha detto che quando suo fratello è partito da Roccaforte ed era acchiappato a morte con loro, si era nascosto (ndr si riferisce a PANGALLO Antonino). Quando è tornato con noi ed era seduto al tavolino sai che mi ha detto ...inc... ringrazio a voi che mi siete stati dietro, con la testa là per terra. Poi dice che o voleva o no è dovuto stare, e Ciccio allora non può stare cazzo. Vedi che lui era di una parola e lui è di un'altra, vedi che Ciccio non è niente. Poi dice che si deve rendere conto che non è niente Ciccio. Poi dice sai perchè Ciccio ha tanta vittoria, perchè ha a me, ha a Mico e ha ...inc..., ha a Filippo, quella è la ...inc... che ha. Poi dice valutiamole le cose, ragioniamole le cose. Poi dice anzi che abbiamo tentato di dirgli una parola. Poi dice che dobbiamo parlare, se i cristiani non lo hanno tolto (ndr escluso dall’aorganizzazione), allora prendiamo un altro discorso vedi che questo lo dobbiamo togliere. Poi dice che lo sa che i cristiani sono falsi e dice allora regoliamoci in questa maniera. Poi dice che ognuno si deve rendere conto dei suoi sbagli. Poi l'uomo scende e gli altri proseguono. Poi scende anche Massimo e Domenico prosegue. In queste due conversazioni - registrate dopo che gli interlocutori erano stati ad un matrimonio i presenti, tra cui IARIA Domenico Carmelo, IDA’ Massimo, tale Giovanni e tale Michele, entrambi in corso d’identificazione, parlano della nuova situazione mafiosa in Roccaforte del Greco. In particolare, in questa seconda conversazione, parlano di una persona che deve essere esclusa dall’organizzazione mafiosa di Roccaforte del Greco perché è ritenuta dai presenti pericolosa. Per escluderla gli stessi decidono che tale Giovanni, IARIA Domenico e Ciccio, che si identifica in PANGALLO Francesco cl 1975 , devono andare a parlare con delle persone, assieme alle quali decidere di allontanare questa persona. Giovanni dice che Ciccio, anche se non vuole andare a parlare con questi, deve andare lo stesso, anche se non li soppporta, come del resto non li sopportava “la buonanima del fratello” (ndr.PANGALLO Antonino). Quest’ultimo passaggio spazza via ogni dubbio circa l’oggetto della discussione che i tre interlocutori stanno intrattenendo, e conferma ancora una volta che, nonostante la fine della faida, l’odio tra i due schiaramento non è di certo estinto, anche se è ormai evidente che le decisioni in seno all’organizzazione criminale che a tutt’oggi insiste a Roccaforte del Greco vengano assunte dai rappresentanti dei due schiaramenti, MAESANO Salvatore da una parte e PANGALLO


Francesco, che, a quanto emerge dalla presente attività di indagine, ha preso il posto del fratello, anche se a dire degli stessi interlocutori non ha il carisma del leader ( “vedi che Ciccio non è niente”).-------------//

ALLEGATO 20Q Nello stesso solco si inserisce la conversazione di cui al progressivo nr. 4804, del 23.05.2005, alle ore 13.01.04 dell’autovettura LANCIA Y targata BJ427HV RIT 1289/04 per la durata di 24,17 min: Iaria

Iaria

(…non comprensibile, ndr) a Roccaforte a uno lo "bampano" (lo bruciano) ti pare che quei bordelli. A me, con quella cosa dell'altro giorno, mi salutavano prima, ora non mi saluta nessuno, ora mi guardano tutti brutto chissà cosa gli hanno detto Ma loro se ne sono fottuti.

Maesano

Ti posso dire una parola, però devi parlare non devi fare lo scemo, come sono messi

Maesano

ora... Iaria.

per ora li saluto.

Maesano

Non mi hai capito cosa ti voglio dire,

Iaria

(…Non comprensibile)

Maesano

con chi parla più con voi o più con quegl' altri

Iaria

(…Non comprensibile).

Maesano

(…Non comprensibile)

Iaria

(…Non comprensibile)

Maesano

(…Non comprensibile) ma a noi ci fanno, ma chi ne fà più.

Iaria

Il lavoro procede non è che non procede

Maesano

Ma chi ci fà più Mico ? Ma non è più come allora Mico

Iaria

.Come allora non è sicuro più.

Maesano

Allora c’erà Nino Buonanima,… sali di quà

Iaria

E dove andiamo

Maesano

(…Non comprensibile).

Maesano

Io sono convinto che non ne fanno più Mico, ormai una scusa o l'altra la trovano (…non comprensibile) per noi.

Iaria

(…Non comprensibile).

Maesano

(…Non comprensibile)

Iaria

ma la ...è fatta!

Maesano

Penso, ma là non è come da noi a Roccaforte, là è come a Roccaforte 20 anni fà.

Iaria.

Perchè da noi com'è?

Maesano

Venti anni fà com'erano.


Iaria

Ma vedi che ora, ultimamente, in questo momento, da quando è successo il fatto, altrimenti prima quando c'erà lui.....

Maesano

Non mi hai capito cosa ti voglio dire, non fraintendere.

Iaria

(…Non comprensibile).

Maesano

Anni fà gli accordi non è che si facevano tutti i giorni.

Iaria

Se ne faceva uno ogni morte di Papa,

Maesano

Invece, a Roccaforte, anni addietro, hanno “fatto” 50 persone.

Iaria

Si ma perché si sono fatte ste cose qua perchè non c'erà più il numero

Maesano

E là non ne fanno (…non comprensibile)…, ma quello è quotato buono buono buono.

Iaria

Qual è quello che (....non comprensibile)…?

Maesano

(…non comprensibile).

Iaria

(…Non comprensibile).

Maesano

(…Non comprensibile)

Nel precedente frammento di conversazione, intercorsa tra IARIA Domenico Carmelo e MAESANO Giuseppe - alias STECCA, si discute ancora intorno agli equilibri mafiosi nella zona di Roccaforte del Greco. Gli stessi accennano alla facilità con la quale, nel passato, si procedeva alle affiliazioni rituali (anni addietro, raccontano, a Roccaforte “hanno fatto cinquanta persone”). La proliferazione di cariche, probabilmente, è da ricondursi alla circostanza che, nel periodo immediatamente successivo alla guerra di mafia denominata “faida di Roghudi”, poichè numerosi accoliti erano stati uccisi,

“non c’era più il numero”, da qui l’esigenza di procedere a nuove

affiliazioni. Questa situazione tuttavia contrasta nettamente con la difficoltà, rilevata dagli interlocutori, ad entrare formalmente, nel momento in cui parlano, nell’organizzazione. Si evince, in contrapposto, la chiara disponibilità, ma si potrebbe correttamente affermare, il desiderio, del MAESANO Giuseppe di entrare a far parte dell’organizzazione.

I due interlocutori conversano appunto sulla situazione attuale a Roccaforte del Greco. Infatti il MAESANO chiede a IARIA “come sono messi ora?” (Chiaro riferimento alla cosca avversa). IARIA risponde che ora li saluta (nel senso che per ora non vi sono contrasti molto forti). MAESANO chiede se a loro li fanno (ndr si presume che intenda chiedere se faranno altre affiliazioni), IARIA Risponde dicendo che è sempre attiva).

il lavoro procede non è che non procede (l’organizzazione

MAESANO sottolinea che comunque come allora non è più.

IARIA conferma che come allora non è più sicuro, quindi fanno riferimento a


quando era ancora in vita “buonanima” (riferito certamente

a PANGALLO

Antonino). MAESANO Aggiunge che, anni addietro ne hanno fatto (ndr. ne hanno affiliati) 50 persone!).

Iaria

(…Non comprensibile)

Maesano

Quel bastardo deve pagare di quanto ha fatto.....no Mico!?

Iaria

Ma che capisce lui.

Maesano

Coso lordo (....non comprensibile).

Iaria

Ma lui non è che lo ha fatto perchè non ha voluto.

Maesano

(…Non comprensibile).

Iaria

perchè non è arrivato con la testa.

Maesano

All'epoca l'avete schacciata tutti Mico (ndr, avete sbagliato tutti).

Iaria

A me sono venuti a prendermi di notte e notte.

Maesano Iaria

Ma tu gli dovevi dire ci sono altri due, bisogna trascurarli un pò come hai trascurato a me la prima volta. Che c'entra la prima volta.

Maesano

(…Non comprensibile )

Iaria

(…Non comprensibile)

Maesano Iaria

L'avete presa grossa, prima avete scoperto l'America (…non comprensibile)... tutte e due per causa di uno che ancora non ha un’ identità. (…Non comprensibile).

Maesano

Perchè ce l'ha?! Ce l'ha?!

Iaria

Vabbè si possono fare pure sbagli

Maesano

Ma tu dici che ce l'hà Non ha senso, ormai aspetta, (…non comprensibile)…e che bisogna dire che sono gente ingorda, gente che...questo non vale niente, Se è vero come dicono, che se c'erà lui anzichè suo fratello…, vedi come la menzogna, poi tutto si sà o no! Questo fatto è uscito fuori. (…Non comprensibile)… che cazzo pretende più.

Maesano

Non comprensibile.

Iaria

Non comprensibile

Maesano

E che fate lo abbandonate (…non comprensibile)…?

Iaria

Allora no, basta fare confusione. Oggi dice una cosa domani ne fà un’altra, non è affidabile.

Maesano

E che prima sentiva la paura e non si avvicinava proprio, ora magari... quando c'erà lui non si avvicinava nessuno (…non comprensibile)….e mette in difficoltà pure a Ciccio,


Iaria

perchè Ciccio dice ci impuntiamo i piedi, ma metti che gli fanno qualcosa che fà (…non comprensibile)… Questo figlio di buttana che lo ....che non gli danno confidenza perchè se si trovava senza confidenti se ne andava un’ altra volta. Perchè non ha cervello, perchè dicono di avere cervello, ma alla fine non hanno cervello.

Maesano

Ma perchè si sono impuntati su quello lì (?).

Iaria

(...non comprensibile)

Maesano

Ma se dovesse avvicinarsi qua, se ne va, viene, torna....

Iaria

Si ma l'importante e che non stia quà. Non è che ha problemi lui ... (non comprensibile)…

Maesano

(…non comprensibile)... dell'altra sera perchè dell'altra sera noi diciamo quello che vogliono, perchè si arrostisce, ma non si mangia perchè tanto non si può abbandonare (…non comprensibile)…

Iaria

Non comprensibile

Maesano

perchè non è che dice è intelligente, però magari continua a fare lo storto non ha…

Iaria

Ma di cervello è zero completo

Maesano

Io pensavo che con questi qui avevate rotto onestamente.

Iaria

Non è che avevamo rotto, ma (…non comprensibile)

Maesano

Ti pare poco?

Iaria

Ma questo lo dite voi

Maesano

Ma quello è a livello del ...(non comprensibile).

Iaria

Peggio

Maesano

No lo stesso livello

Iaria

Lo stesso.

Maesano

Ricordatevi che porta male (… non comprensibile)…ora che ragionamenti......ma dice che una volta non era così, io non lo conosco, ma mi hanno detto più di uno che una volta era più serio. Tu lo sapevi?

Iaria

Ma sempre lo stesso è.

Maesano

Ora mangiamo che sono l'una .....ci mangiamo un panino. quasi quasi ce li facciamo fare da portare via e li mangiamo a Reggio.

Iaria

Ma ce li mangiamo quà e c'è ne andiamo.

Maesano

Vai dritto, vai dritto per sopra. vabbè poi facciamo il contro senso (...non comprensibile)

Iaria

E c'è l'hai le chiavi? Vabbè ce l'hai sempre le chiavi?

Maesano

(…Non comprensibile )

Iaria

(….Non comprensibile)


E’ opportuno mettere in relazione questa lunga conversazione con quella

captata

all’interno della Fiat Uno targata MI8Y5509, in data 11.01.2005, al progressivo 420, avvenuta tra PANGALLO Giovanni e PROSCENIO Arnaldo, laddove il primo si lamenta acrimoniosamente della nuova gestione dell’organizzazione criminale a Roccaforte del Greco che, a suo dire, è stata fin troppo munifica nelle attribuzioni delle cariche mafiose a soggetti, per di più, poco meritevoli (tra questi Attinà Paolo) mentre lui, di contro, facendo parte della “vecchia guardia” dei mafiosi del posto, il suo ruolo (rectius, la sua carica) se l’è dovuto guadagnare sul campo. Anche in questa conversazione, si colgono agevolmente dei paragoni tra l’operato del Pangallo Antonino (detto u’ chiumbinu) e quello del suo “erede” quale leader dell’organizzazione, il fratello Francesco, sul conto del quale vengono avanzati seri dubbi circa l’effettiva capacità di organizzare, all’occorrenza, una efficace reazione contro eventuali mosse del clan contrapposto. Maesano, sempre rivolgendosi a IARIA dice - volendo sottolineare la situazione generale di malcontento determinate dalla personalità (a suo dire) priva di una reale identità dall’attuale capo della cosca: “Ma tu dici che ce l'hà (un’identità, riferito al

Pangallo Francesco). Non ha senso, ormai aspetta (…non comprensibile)… e che bisogna dire che sono gente ingorda, gente che ...(non comprensibile)… questo non vale niente. Se è vero come dicono, che se c'erà lui anzichè suo fratello, vedi come la mensogna poi tutto si sà o no! Questo fatto è uscito fuori! Non comprensibile che cazzo pretende più.” In questa circostanza il MAESANO fa sempre riferimento all’epoca in cui c’era PANGALLO Antonino, infatti dice che se c’era lui al posto del fratello ( ndr PANGALLO Francesco), la menzogna sarebbe uscita fuori. Si deduce che

i due

ritengono PANGALLO Antonino di gran lunga più capace rispetto all’attuale reggente PANGALLO Francesco.


Progressivo nr. 4841, del 24.05.2005, alle ore 10.28.54, dell’autovettura LANCIA Y targata BJ427HV RIT 1289/04per la durata di 34.57 min., si sentono due persone che dialogano tra loro. Poi scendono dall'auto. Poi Auto in movimento. A bordo c'è Domenico Iaria e uomo (IDA' Massimo). Uomo: Siete tornati tardi ierisera? ...inc... A chi a Gianni e a Rocco? ...inc.. Domenico: ...inc... Rocco parte per andare con il Rosso (PANGALLO Carmelo). Io stavo partendo ....inc... in Lombardia. Uomo: Era di dietro il Rosso? Domenico: Il Rosso. Il ragioniere (CENTO Agostino) ed il rosso. Uno avanti ed uno indietro. Ad un certo punto parto io e quando sono a una campagnola dei Carabinieri. Quando ho visto le luci dalle parti, al ponticello di Licordari, la campagnola ha spento le luci, ha fatto marcia indietro e si è nascosta là al coso, al come cazzo si chiama. Uomo: Al monumento, al Progetto speciale? Domenico: ...inc... Qualche ...inc... me lo ha tirato di dietro. Uomo: E chi? Domenico: Eh, eh. Uomo: E noi che volevamo il comprensorio. Domenico: Eh? Uomo: Tante notti ...inc... Domenico: Ma qua rinviano mi ha detto Fortunato ...inc... Uomo: Scompare per là? Domenico: Gli ha detto l'avvocato ..inc... Uomo: E come fanno a rinviarla? Ma per lui ...inc... E che vedi ...inc... Domenico: Eh, sia la guerra ...inc... Uomo: Per quest'altro, dobbiamo perdere ...inc... ...omissis... Poi parlano del matrimonio di Giovanni e Massimo chiede se è all'Orchidea (Ristorante di Bovalino) e Domenico dice di no. Poi parlano del ragioniere e Domenico dice a Massimo che con questi qua non c'è da prendere determinazioni. Poi parlano di uno che aveva una barca di soldi e che si è mangiato tutto. Poi si fermano a parlare con un uomo di un taglia erbe e poi proseguono. ...omissis... Domenico: ...inc... indiana, è furbo questo qua. No Uomo: Eh. Meno male che non hanno fermato a lui pure. A questo figliolo


Domenico: Non lo hanno fermato per poco. Ti denunciano. ...Inc... la cintura. Altrimenti non li cacciano i punti. E Giovanni ha detto vai. Vieni non vai, con questo. A questi orari non scherzano. ...omissis... Poi parlano di qualcosa che è stata tagliata in due (non si capisce). Poi parlano di attrezzatura e di Bobcart e di uno scavatore. Poi si fermano e scendono.

ALLEGATO 20S

Progressivo nr. 4845, del 24.05.2005, alle ore 11.58.22 dell’autovettura LANCIA Y targata BJ427HV RIT 1289/04 per la durata di 7,30 min., auto in movimento. A bordo c'è Domenico e uomo. L'uomo dice che le cose le devono vedere subito. Domenico dice che domani deve andare all'avvocato. L'uomo dice che questi stanno facendo il progetto per fare un'associazione. Poi si fermano e scendono. ALLEGATO 20T

Nella prima di queste tre conversazioni IARIA Domenico Carmelo dialoga con STELITANO Filippo, in atti generalizzato, e gli racconta di un controllo dei Carabinieri che, la sera precedente, hanno fermato il “Rosso” (PANGALLO Carmelo) ed il “Ragioniere” (CENTO Agostino) a Licordari (località di Roccaforte del Greco) ed aggiunge che si erano nascosti per fermarli. Nella seconda conversazione dialoga con IDA’ Massimo e gli dice che il “Ragioniere” (CENTO Agostino) ed il “Rosso” (ndr. PANGALLO Carmelo) “erano uno avanti ed uno indietro e che ad un certo punto parte lui e quando si trova a…”, “vede una campagnola dei Carabinieri”. Poi commentano le modalità del controllo. Nella terza conversazione IARIA parla ancora di questo controllo con un uomo in corso di identificazione. Appare evidente che questo controllo, certificato anche dall’annotazione di servizio redatta dai Carabinieri di Roccaforte del Greco (in atti), fa temere ai due che i Carabinieri li tengano sotto controllo, durante i loro traffici illeciti, e che vogliano arrestarli per il reato di associazione a delinquere; appare quindi chiaro che lo stesso Iaria e gli altri interlocutori siano consapevoli del rischio di essere arrestati per associazione a delinquere di stampo mafioso, proprio perché ne fanno effettivamente parte in maniera attiva; relativamente al controllo effettuato dai carabinieri e oggetto di discussione da parte degli interlocutori, le modalità di viaggio (tipo staffetta), potrebbero far pensare ad un movimento per trasporto di sostanza stupefacente.


Progressivo nr. 4932, del 26.05.2005, alle ore 16.46.57 dell’autovettura LANCIA Y targata BJ427HV RIT 1289/04 per la durata di 18.47 min. (GPS direzione Africo) Auto in movimento. A bordo c'è Domenico Iaria e due uomini (Ciccio). SINTESI: Domenico dice di lasciare stare il telefono. Poi un uomo dice calma e tranquilli se a quello gli piace il ragionamento bene altrimenti è inutile che vanno per... Poi dicono che il ragioniere se l'è presa perchè non l'hanno salutato al bivio. Poi un uomo dice che non è questo il ragionamento se lo saluti o non lo saluti. Poi l'uomo dice che non sa come sono combinati questi e che loro hanno ragione. Poi dice che quello gli ha detto che come stanno parlando non gli piace. Poi dice che loro sono tutti difettosi. Poi dice che erano amici e poi si sono acchiappati, perchè sono cominciati ad uscire fuori i difetti. Poi Domenico dice che in politica quando pensi che vinci non vinci mai e parlano di politica e dicono che i politici mangiano e non li tocca nessuno. Poi Domenico dice che quello è per queste case e un uomo dice di tagliare per Africo. Il dialogo a tratti è incomprensibile a causa del fruscìo e del rumore.

ALLEGATO 20U Progressivo nr. 4934 del 26.05.2005 alle ore 17.18.38 dell’autovettura LANCIA Y targata BJ427HV RIT 1289/04 per la durata di 10,35 min.(GPS è a Africo Lat. 38°03'17.23"N - Lng. 16°08'35.00"E alle ore 17.21.39) (GPS è a Africo Lat. 38°03'01.60"N - Lng. 16°07'52.76"E alle ore 17.30.23). Auto in movimento. A bordo c'è Domenico Iaria e due uomini. Stanno cercando una persona, infatti un uomo dice che questa deve essere la casa. Poi si fermano e scendono. Si sente un cane abbaiare. Poi Auto in movimento. A bordo c'è Domenico e due uomini (Scoppella alias di PANGALLO Francesco) (uno dei presenti verosimilmente è Africoto). Cade la linea.

ALLEGATO 20V In questi due progressivi IARIA Domenico Carmelo è in auto con PANGALLO Francesco e con un uomo (ndr. verosimilmente si tratta di Giovanni) e si stanno recando ad Africo, dove giungono e qui si recano in vari posti (vds. GPS). Questi progressivi, dimostrano che le conversazioni di cui ai precedenti progressivi 4749 e 4755 del 21.05.2005, dell’autovettura LANCIA Y targata BJ427HV RIT 1289/04 dove dicevano che dovevano collaborare con gli “AMICI” e che il lunedì successivo sarebbero dovuti andare a parlare, si riferivano a persone di Africo. Infatti, in auto un uomo (ndr. PANGALLO Francesco) dice “calma e tranquilli se a quello gli piace il ragionamento bene altrimenti è inutile che vanno per...” ed aggiunge: “che quello gli ha detto che come stanno parlando non gli piace” e continua dicendo che “loro sono tutti difettosi”, che erano amici e poi si sono


“acchiappati”, perchè sono cominciati “ad uscire fuori i difetti”. La conferma che gli interlocutori si

siano recati

ad Africo per discutere di affari illeciti si ha

anche dalla frase iniziale che il Domenico proferisce “lasciate stare i telefoni”

In data 01.06.2005 Progressivo nr. 5153 registrato alle ore 22.14.26 dell’autovettura LANCIA Y targata BJ427HV RIT 1289/04 per la durata di 26,20 min. Si riporta la trascrizione: D: Domenico; C: Francesco; M: Massimo. D: Ciccio. (gli fischia). Ciao. Salgono a bordo due uomini. D: ...inc... M: Chi? C: Ah, te lo dice? D: Si, ...inc... C: L'hai incontrato tu a Melito? D: No siamo andati, ha comprato la macchina Stecca (ndr. MAESANO Giuseppe) C: Ah, ah. D: Là al Punto auto. C: Ah. D: Questa qua. C: Si. D: Ed era là lui. Poi mi ha detto le cose che gli dobbiamo dare . C: Hai parlato? Gliela diamo una risposta ...inc... (sovrapposizione di voci) D: No, ma poi gli ho detto io. Poi gli ho detto io. Devo comprare una macchina qua. ...Inc... compra bello pulito gli ha detto che questi sono amici. No io ti conosco ha detto. Poi si avvicina a me e dice ...inc... Va bene ma non è che gli devo tornare ...inc... C: Una parola non ammazza ...inc.... M: ...inc... D: ...inc... C: Quanto vuole? D: Per ora è ...inc... poi è avvisato. C: No voglio dire quanto vuole per la macchina? Undicimila euro, quanto diceva Peppe. D: Eh, undicimila euro ...inc...


...OMISSIS... D: Ma quando mi sta andando sui coglioni questo qua. C: Chi è? D: Teodoro. C: L'ho incontrato che se n'era andato per sotto. D: Eh, è tornato a razzo. C: L'ho incontrato alla croce di San Lorenzo e mi ha detto Tatà (IDA? Massimo) lui, lui è. E' sceso a Bagaladi ha mangiato ed è tornato. Perchè sono le dieci e quel tempo là è. Mi ha ricordato ...inc... D: Non siamo andati apposta là, io me lo secco, parola d'onore ...inc... C: No, è una rottura di coglioni, è una rottura di coglioni a me me lo dici ...inc..., parola d'onore. D: Vaffanculo, ognuno ha i cazzi suoi per la testa. C: ...inc... poi è venuto qua e se ne era andato, onestamente. Quando siamo mancati, lui deve essere sceso da qualche altra parte. M: ...inc... D: Con me poca confidenza, ciao e ciao, più di altro niente, basta. C: Si, ..inc... M: ...inc... D: Però ...inc... bello pulito. C: Sii. D: Giusto o no Ciccio. Ma il discorso specialmente, se siamo tra noi. C: Certo ...inc... D: E' un discorso. Tu ...inc... quando gli abbiamo dato io, tu, mio fratello. M: Certo, un cristiano ...inc... (sovrapposizione di voci) D: I soldi, i soldi, non mi entra e non mi esce. ma quando tu quando c'è un cristiano. C: un cristiano ...inc... D: Ma come ti permetti? C: Hai certe fantasie, ma io glielo ho detto non è che non glielo ho detto. D: Come cazzo ti permetti. Non è la prima volta capisci, una sera c'era uno (forse Ugo) e mi sono saliti tanto i cazzi, gli volevo rispondere, anzi gli volevo ...inc... nella testa. Ho detto va bene, il rispetto, l'anzianità, per cose non lo fa, altrimenti gli rispondevo (sovrapposizione di voci) C: ...inc... D: C'era ...inc... e Filippo. Come fai a ridurre i cristiani e sfottere avanti così? M: Io ...inc... non so. C: Tu per mezzo certamente.


D: Ma poi se ti offro un giro o ti offro due, non è che ti posso offrire tutto il bar. C: Certo. D: Se tu ti vuoi bere tutto il bar o vuoi venire tutti i giorni a Roccaforte, non è che ti posso dare la casa per mangiare Ciccio. C: O tutti i minuti. Si, si. D: O ti faccio ...inc... Prima di tutto che ora, ognuno ha perso la voglia di fare una cosa . C: Si, ma è normale. D: Perchè ognuno ha i suoi cazzi. M: I suoi problemi. D: Si, che ha i suoi problemi. Sovrapposizione di voci M: ...inc... ti vai impicciando. D: Poi onestamente non è che è una volta che eravamo ...inc... C: Era diverso. D: Era tutto un altro discorso. C: ...inc... D: Tu ti pensi che ...inc... che è sempre la stessa cosa. Non è la stessa cosa. M: Certo che non è la stessa cosa. D: Io non ho più amore nemmeno, trovate una parte, no ve ne andate. C: Si infatti. M: ...inc... D: No lui no, lui se ne fotte. M: E lui se ne fotte. D: Comunque, ha ragione uno, mi ha detto erano quattro anni che non lo praticava, mi ha detto con una volta che l'ho visto è più scemo di prima, più scemo di prima. C: Si, no, ma questo è. D: Ma vaffanculo, va, che cazzo vuoi. C: E' esagerato, è esagerato guarda, è esagerato. D: Che cazzo vuoi, ma poi che cazzo pretendi. C: Con i problemi dei cristiani che vuoi che nicchete che nacchete. Se un cristiano vuole offrirti ti offre altrimenti davvero ti vuoi giocare chi sia. M: Se resti solo. D: Ma se tu vieni dieci volte dentro al bar, dieci volte ti devo offrire, in un giorno. C: Certo non è che posso fare con te ...inc... poi è sempre la stessa tiritera. D: Non è che cambia disco. C: Tiripi, tiripà e pipi e popò, sempre la solita terapia.


M: Un giorno hai i tuoi cazzi ...inc... C: Non è che vai ...inc... a lui. ...Inc... Quel giorno dico che non era là ...inc... D: Questo? C: Si non era là. D: Ma forse non è scappato, altrimenti sarebbe uscito nel giornale. C: Si, è là, messo ...inc... M: No non c'è ho sbarrato tutto. ...Inc... no, no, non usciva. D: Non si è visto. C: ...Inc... Io me li sono mangiati ed ora ammazzati solo.

D: Vuole i soldi. C: Si, no. D: Non giochiamo che giochiamo a dare i numeri. C: No, non mi hai capito. Sopra a questo ci vogliono, occhio. D: E quel discorso là, ci vuole quello che guarda. M: Per guardare tutto. C: Si, non vi gioca. D: Devi dire, più hai, più è e più meglio è. C: Più è e più meglio è, non mi capisci. Ma io ti auguro ...inc... (forse se ne viene uno) un poco recchione. D: Ah, bastardo. C: ...Inc... quella la vogliono, se la fanno. ...Inc... D: Ma lui quando rientra, domani? C: Lui domani, domani che è giovedì? Lui D: Sabato rientra. C: Sabato rientra perchè poi il cinque ha la comunione. M: ...inc... C: La comunione e poi rientra. Non sapevo che voleva quell'altro. L'ho incontrato a San Pantaleo. Poi lui alle nove ha detto, no andiamo a casa ha detto. A lui gli ho detto là non vengo, là non voglio venire. ...Inc... gli ho detto non vengo. Non vengo là a casa. D: ...Inc..., una volta che l'hai trovato. C: No, eravamo io e Toto (ndr. VERNO Vittorio) e suo zio, il cognato di ...inc... (forse Vittorio). D: ...inc... di Pietro. C: Eh, ha detto, ora vado e bevo a casa. E' andato là ed è tornato dopo due ore. No ha detto, non c'è ha detto ci sono le femmine, cercate di venire un'altra volta. No gli ho detto me ne vado


...inc... Devo andare a passare a prendere la sella gli ho detto, qualche altro momento gli ho detto, ci vediamo, poi vediamo. D: Da me non è mancato ...inc... che te ne fotte. C: Ora basta, non ci vado più. ...Inc... D: Se toccano le capre. C: Ehh. D: ...Inc... M: ...inc... D: E dove l'hai incontrato Leo? C: Là, per Melito, Melito era. Gli ha chiamato ...inc..., gli ha detto vedi che ti ha chiamato Mastro Mattia e ti ha mandato un numero diretto ...inc... D: No, non ce l'ho, ho solo quello TIM. C: Si, ma dico io. Poi ha chiamato a Filippo (ndr. STELITANO Filippo) ...inc... Gli ho detto io se è ...inc... sa, ...inc... me lo porta per qua capisci. Perchè una volta che sono a Melito, altrimenti poi ...inc... impicci, pupù, passi al torto capisci, quando è una cosa di queste. ...Inc... che mi voleva, se è una cosa seria. Conosco il cristiano posso dire che non è una cosa seria, perchè una cosa seria è quando gli ha chiamato tuo figlio che dice che è uscito con le femmine. Diceva dove è andato a Milano? D: ...inc... secondo me non è uscito proprio. C: Si alla casa ...inc... D: Lui voleva che andavi alla casa. C: Si te lo dico io. D: Ha ragione uno, che dice che è diventato peggio di AL CAPONE. C: Eh, ma si finisce, basta Mico io non ho fatto mai un figlio maschio. D: ...Inc... confidenza ...inc... C: ...Inc... Ma penso a loro. A me mi pare che ognuno si è montata la testa qua. D: No, va bene, poi è capace che se ci deve chiamare ci chiama. C: No quelli là ...inc... D: Ah, si. C: Per questo qua. Ognuno dico che si è montata la testa. D: Si. C: Ah, davvero hanno rotto i coglioni, figlioli. Mi ha scassato il cazzo. D: No, ma sai che è? La troppa importanza. C: Si. D: Vedi che la troppa importanza. M: Si, ma gliela cacciamo.


D: Uno ha un giramento di testa la leva a tutti. C: Si, bravo, bravo, ma gliela cacciamo. D: Per questa volta, fila. C: Per stavolta ...inc... D: Mi ha detto lui che se ne andava, non so. C: ...Inc... D: ...Inc... la macchina C: ...Inc... non so. D: Perchè ieri. C: ...Inc... Era solo oggi. ...Inc... D: Perchè vedi. C: ...Inc... passeggiata ...inc.... D: ...inc... C: No e lui era. D: Io non l'ho visto. C: La vedi là da Andrea la macchina. Non l'ho visto però, veramente non. E per la strada ho visto pure a lui (sovrapposizione di voci) D: Sopra. ...Inc... Sovrapoposizione di voci D: ...Inc... C: ...Inc... Sovrapposizione di voci C: Si ho capito. Mizzica volevano che ...inc... Ma vedi dove cazzo devi andare, non mi rompere i coglioni. No devi andare. Poi di sera ...inc... Con le chiacchiere. ...OMISSIS... Poi continuano a parlare dell'auto che si è comprato Stecca.

ALLEGATO 20Z In questa conversazione IARIA Domenico Carmelo dice a PANGALLO Francesco e ad IDA’ Massimo, che è arrabbiato con Teodoro (ndr. SPANO’ Teodoro) perché li prende in giro davanti ai “cristiani” (affiliati). Gli altri due sono d’accordo con lui. A questo punto

è doverso

ricordare che, dopo l’attentato subito, SPANO’

Teodoro per un periodo di tempo non si è più recato a Roccaforte del Greco, se non dopo che il fratello di

quest’ultimo SPANO’ Annunziato ha effettuato un

incontro con PANGALLO Antonino.


In data 11.06.2005 al progressivo 5502 dell’autovettura LANCIA Y targata BJ427HV RIT 1289/04 è stata registrata una conversazione tra IARIA Domenico Carmelo e due persone di sesso maschile al momento non identificate. Gli interlocutori fanno chiaro riferimento a degli accordi

che l’organizzazione

sta concludendo. Di seguito si riporta la trascrizione : ...OMISSIS... dalle ore 20.57.18 Uomo1: Dobbiamo avere un pò di collaborazione, hai capito Mico. Domenico: ...inc... Uomo2: Vai piano, via piano, ...inc... Uomo1:Fai il ragionamento ad uno che lavora. Non c'entrava niente quel ragionamento là Mico. Domenico: In mezzo ai tubi. Uomo1: Là non c'entrava niente il lavoro. Io non sono restato ...inc... Sono rimasto male come se fosse del gruppo del nostro lavoro. Domenico: Certo. Uomo1: Mi salutava ...inc... Domenico: ...inc... Uomo1: Tu sei cambiato tu. Ed allora quello ...inc... a quello. ...Inc... Ah, siamo partiti ora ...inc... che aveva tutte le pecore ...inc...Allora così non va bene a questo punto. Noi dobbiamo essere chiaro ci dobbiamo mettere al tavolo. Domenico: Si riconta la capra, si riconta la pecora. Va e si mette lui. Uomo1: Ma che cazzo ...inc... Domenico: Io cornuto in fallo gioco. Uomo1: Là verso luca l'altro giorno ...inc... Domenico: Ciao ma, ciao, ciao. Uomo2: ...inc... Domenico: Eh, se vado mi devi aspettare. Dico le stesse cose. Uomo1: Non deve dirlo ogni ora. Lo mandano in tilt. ...inc... Vedi che gli ho detto l'altro giorno. Ho sentito un'altra cosa. A chi vuoi vogliamo? Ma davvero si deve rompere le corna. Ma chi vuoi vogliamo e per ogni cosa chiama a quello. Non capisco. Domenico: Io non te l'ho detto, che tu due o tre li sai. Uomo1: Ah, no perchè ...inc... chissà quanta gente ha qua ...inc... Lo sapevo che un discorso di questi qua non si chiudeva mai. Io ti aiutavo a te e tu poi aiutavi a me Mico. Tu sei sano. Io vi aspettavo, che


cazzo fai con quel cazzo di numero di telefono, non vi aspettavo, che ti ho detto. Ma io te lo dico che siamo rimasti in questa maniera. Domenico: Ma che te ne fotte, ma fottitene, io me ne fotto. Uomo1: ma va cammina. Uomo2: Però ...inc... dove devo andare altrimenti non lo so. Domenico: ...inc... Uomo2: Vaffanculo, ma vaffanculo. ...inc... Uomo1: A Milano, me ne ero andato quasi quasi con un aereo. Era stato meglio. Ma voi capite da Arezzo. Poi fanno i ...inc... era già che chiude. Adesso lo fai perchè? perchè scherzando rompe i coglioni. Ed io cambio ...inc... Per vedere quante volte chiama. Davvero ...inc... Vaffanculo. Quell'altro non era di questa maniera. ...inc.. ...inc... una cosa e un altra. Abbiamo pagato due, giusto, e tu già lo sapevi. Parlagli. Domenico: E' tempo perso. Uomo1: E poi, ad ogni ...inc... che noi non vogliamo il coraggio. Uomo2: ...inc... Uomo1: Prendessero questa qua nelle mani. ...inc... O ragiono io per una parte e tu per un'altra e poi ci incontriamo noi ...inc...

non è andato più a controllarli. Ed allora non vi conviene tutte quelle

chiacchiere ...inc... Domenico: ...inc... per andare bene deve prendere la palla in balzo e prendono tutto loro. Là c'è la ricotta che vogliono loro. Uomo1: Mico, bravo ...inc... E dove la prende la palla in balzo, prende i soldi. Ma tutti la sanno prendere la palla in balzo. Domenico: Allora no. Uomo1: Ma oggi stesso ritardo, con un messaggio, per dirti voglio votare. ...inc..., me ne fotte a me. Se tira il portafogli, ti faccio votare. Vedi se c'è Randelli che ci facciamo una birra. Domenico: E meno paraocchi. Uomo1: Non c'è Randelli, andiamocene Mico. Domenico: Ha parlato con Peppe genericamente. Uomo1: In tutti i modi, non mi comanda è più piccolo. Ha trent'anni. Tranne questa cosa, non è che è tanto più figliolo di Mimmo. Se vai tu. Se vuoi ...inc... Se fai domanda uno ...inc... capisce. Ah, quello, devo aprire quest'altro nuovo per trovare il barattolo Peppe, per il cane. Ma vedi dove cazzo ti devi andare a rompere le corna e ritorna la sera alle quattro, cornuto di merda. E' come se tu vai e gli conti i soldi a ...inc..., ma vaffanculo tu sei rimasto a piedi. Vado e te li cambio io. Ti ho tirati là davanti, mannaia la madonna, che vuoi? Tremila voti. Ti serve il voto, ...inc..., che dici Mico, ...inc... Domenico: Eh?


Uomo1: ...inc... vuole e non da. Ora se vuole stare, a lui sta, se non vuoi stare, ce la vediamo diversamente. La farsa la facciamo libera. SOVRAPPOSIZIONE DI VOCI Uomo1: Ci siamo litigati con tutti, qual'è il problema Mico? Mico non abbiamo problemi. Domenico: Ma, va. Uomo1: Tu, non abbiamo nessun problema, perchè noi già arriviamo, ...inc... con una compagnia non stiamo, andiamo là. Hai capito. I cristiani che si devono rispettare li sappiamo noi. O no. La politica la sappiamo fare. Perchè ti dico io. Fai il ragionamento che ti dico io, non fare il ragionamento che pensi tu. Tu li inviti per il matrimonio, vengono a Roccaforte, gli offriamo, bevete, mangiate, fate quello che cazzo volete. Quando andiamo là beviamo, mangiamo, ...inc... il saluto, come andiamo, tutto a posto. Ma dice non è tutto a posto e che cazzo volete da noi. Ti saluto e arrivederci e ce ne andiamo. Ciao, ciao, bello, bello. E la cosa ce la facciamo per fatti nostri. Giusto. Se vuole stare lui sta. A questi gli facciamo la pasta con il ...inc... che cazzo me ne fotte a me. Quando ...inc... scannatevi. Come si hanno cose, scannatevi. Ritornate poi per tagliare i passi. ...inc... E' partito oggi per andargli a raccontare, chissà che gli dice poi, che non gli racconta poi, che non gli sta, che non, che non lo aiuta a trovarlo, che è andato a raccontargli? Domenico: Tutto. Uomo1: Eh? E che andiamo a dire i fatti nostri? Là ci sono cristiani, giovanotto. Domani mattina mi ha detto una sera, domani sera, fra una settimana vienite qua.Tutti e due. Mi sono preso un caffè ...inc... Mi ha fatto quello ...inc... certo e voi non gli avete fatto il ragionamento e che volete ora. Ciccio voleva chiamare lui. Ma non ho capito. Ma io non lo so. Spero che non parti e ragioniamo noi soli. Domenico: ...inc... Uomo1: E che voleva ...inc... mi chiama Toto (ndr. VERNO Vittorio). Fa quello che cazzo vuole Toto. Stare, non vuole stare, vuole stare con noi, vuoi stare bello pulito come ti diciamo noi. Non vuole stare ed allora lascia fottere. E' vero lui, ma vedi che non la leviamo per noi. Ma ti pare che lui non sapeva quello che faceva là. Domenico: Ma sapeva tutto quello che faceva. Uomo1: Eh? Domenico: Ma sapeva tutto. Uomo1: Ora vuole ...inc..., quello razziava pure. Domenico: Ha la barba quello. Uomo1: Si quella sera è partito ...inc... perchè stavamo vicino all'angolo. Quando capitava dentro le valli balzava. Lo faceva apposta. Domenico: ...inc... anzi all'ultimo mi ha detto, che gli rompevano le scatole con i cinghiali, qua e là. Suo nipote ha ammazzato i cinghiali a quell'altre sorelle e non glieli portava ed io ti porto i cinghiali là. Suo nipote non veniva piedi, piedi ad ammazzare i cinghiali paro, paro, qua da noi e io gli porto i cinghiali


alla sorella, ma vai a romperti il culo Mico. Non avevi chi cazzo te li deve portare io ti porto i cinghiali. ...inc... che lui pensava meglio. No me lo ha detto a me, mi ha detto ...inc... Uomo1: Io ho capito Domenico: Ce lo mangiamo noi, che cazzo me ne fotte, tuo nipote non te lo raccoglie, te lo porto io Uomo1: Si. Domenico: Che cazzo vuoi da me. Uomo1: Ora devono cercare di impegnarsi a prendere il potere e questi qua sono come. Domenico: Chi noi? SOVRAPPOSIZIONE DI VOCI Domenico: O ti stai con i tuoi piedi. Uomo2: Si, puoi andare a mare. Domenico: Si. Uomo1: Chi ci trova, ora ...inc... in tutti i paesi. Domenico: E che cambia? Uomo1: E cambia tutti i paesi. SOVRAPPOSIZIONE DI VOCI. Domenico: Cose, che abbiamo ospitato latitanti, andiamo a Roccaforte e ora prende mangiare, bere. Uomo1: Si, e poi se ne fottono ...inc... SOVRAPPOSIZIONE DI VOCI. Uomo1: ...inc... che lavori. Me li prendo io e te li prendi tu. Domenico: No, ma vedi che ti vogliono da Locri. Uomo1: Eh. Domenico: Questo amico mio, non è che gli potevo fare un abuso, qua e là, eh. E lui se ne fotte. Uomo1: Certo. Così faceva. Domenico: Hai capito come si può fare. Uomo1: Ma quello, questo qua, ha sbagliato a toccare. Ha trovato le famiglie. Domenico: ...inc... Uomo1: Ha sbagliato a toccare, perchè ci sono famiglie che sono diverse. Qua rovinano più di una famiglia, mentre quello si divertiva, ha detto il ragioniere, quello, quello che era nella cosa ...inc... Poi si divertiva quello che brindava. SOVRAPPOSIZIONE DI VOCI. Domenico: ...inc... Uomo1: Ha brindato, ha brindato, gli stavo dicendo ...inc... Domenico: Avete preso tutto. Uomo1: ...inc...


INCOMPRENSIBILE A CAUSA DEL FORTE FRUSCI'O. Uomo1: Io pensavo che era questione di quaranta euro, ...inc... mi ha mancato ...inc... completamente, mi ha mancato completamente. ...Inc... dividono il paese. Domenico: Ma ti accorgi o no. Uomo1: Ci mettiamo al tavolo ...inc.... Divide il paese ...inc... , ma vaffanculo. Sinceramente ...inc... per una persona utile. ...inc... Ma tu la cerchi la compagnia ...inc... lo ho visto a Reggio, ma voi chi cazzo siete, scusa chi cazzo siete. Voi avete i cazzi vostri e vi devo venire a baciare le mani, (emette un suono con la bocca) vi devo venire a baciare la mano. Però non gliela bacio a nessuno, vaffanculo ...inc... un cristiano, vado a testa alta io. Domenico: Vaffanculo. Uomo1: Ma sinceramente sono rimasto tanto, sono rimasto secco Mico, parola d'onore, sono rimasto freddo sai perchè, perchè non mi aspettavo mai che mi facesse un ragionamento di quelli, perchè pensavo che era in una maniera il discorso. Chi rispetta, ...inc... non ha rispetto ...inc... per rispetto, non ti sembra che tu. Sai quante volte ...inc... qua per là. La vedi tu, la vedi. Eh? Tu poi la vedi. O non c'è Mico. C'è o non c'è? Domenico: Ai cristiani gli fa scorrettezze. Chi rispetta ...inc... A quelli là. Uomo1: ...Inc... Ma perchè non parla STELITANO? Eh, Mico? Domenico: ...Inc... Uomo1: Eh, Mannaia, ora mi salgono i cazzi, me li sono impuntati. Me ne fotto, mannaia la madonna, devo crepare, ma con la casa mi devo separare mannaia la madonna. Ora mi sono impuntato. ...Inc... parte delle cose, vado là e gliele dico in faccia. Ma mannaia la madonna, guarda che cazzo di ragionamenti ...inc... E questo è il bello, dalla parte di qua, va là. Poi è arrivato là con quel gran pezzo di baffo di merda, questo coso lordo. Domenico: ...inc... Uomo1: Vedi che ha assaggiato a tua moglie. Domenico: Andiamo di qua? Uomo1: ...inc... Quello è ...inc... di merda, capisci? Domenico: Quello è ...inc... per davvero. Uomo1: ...inc... E' giusto in questa maniera ...inc... avevamo i cazzi con la gente, ti vuoi prendere il posto. Vogliono prendere il potere a Roccaforte e questi stupidi gli stanno dietro, ma guarda tu, tutti vogliono mettere mano la dentro come una volta, pensa tu, perchè si sono lagnati capisci che era uscita una cosa fuori e vogliono buttarsi tutti là dentro. Guarda tu, perchè sanno che a Roccaforte c'è la diga una cosa e l'altra, pare che, hai capito? Cercano tutti di mettere le cose, le mani, perchè non si contano le mani. Gliele facciamo vedere noi le cose Mico. Lascia che aggiusto io e stiamoci come deve stare, se vuole stare ...inc... di suo cognato vediamo, parliamo prima per dopo. No e non si può Mico. Sai a quello che gli avrei detto io. Tu devi chiudere ...inc...


Domenico: ...inc... Uomo2: Eh? Domenico: Tu vai a pisciare là. Uomo2: Dove? Domenico: Al bar. Uomo2: Io già sto sul cazzo che piscio. Domenico: Non erano femmine? Uomo2: Me ne fotte di lei, sta zoccola. Domenico: Una femmina è. Uomo1: E si ferma pure. Uomo1: ...inc... Ci vuole una strada giusta, bella pulita. Devo trovare una strategia, mannaia la madonna. Non riesco a trovarla. Domenico: Di notte. Uomo1: Mico, non possiamo stare staccati tutti. ...Inc... senti che ti dico io. Domenico: Una soluzione la troviamo, però dobbiamo parlare al tavolo. Uomo1: Dove vai Mico? Domenico: ...inc... con la calma. Uomo1: Con la calma, certo ...inc... Mico, ma tu, se una persona non parla con la calma, uno deve dire sempre, ragionare con un ragionamento. Domenico: ...inc... Uomo1: Ho capito. Però il ragionamento ...inc... Se tu mi dici un ragionamento a me. Io non è ...inc... Io ti dico, no questo ragionamento non è sbagliato, ma tu mi devi dire questo ragionamento a me. Io non ti dico il ragionamento a te. Allora ci troviamo questi cazzo di ragionamenti e non usciamo anche noi ...inc... in questi ragionamenti. Altrimenti, va da lui e vuole che gli spiegamo, ma che vuoi che gli spieghiamo noi a Ciccio. Chiaramente che vuoi che gli spieghiamo? Domenico: Vuoi che facciamo un ragionamento buono? Uomo1: Eh? Domenico: Andiamo stasera io e te ...inc... Uomo1: ...inc... Domenico: E' vero, perchè l'altro giorno mi ha detto, per oggi ...inc..., giusto? Poi ...inc... a Ciccio ...inc... Tu vuoi stare così, così, così, noi siamo con te, però vedi quello che cazzo devi fare ...inc... giusto? E giuramelo qua. Uomo1: Si. Domenico: Tu a tale persona ed a tale persona non gli devi dare conto, se gli dai conto e domani lo so e domani lo so. Uomo1: Sono guai per te.


Domenico: Sono guai per te. Uomo1: ...inc.... Domenico: Ma no a, andiamo a trovare a questo e andiamo a trovare a quello là fuori a Reggio. Uomo1: A Nuccio, a Nuccio lo lego, mica gli fa la spia. Domenico: No. no quello è una spia, spia, è una spia che domani, dopo domani non ci può fare “Pazziare (uscire pazzi ). Quello è una spia ...inc... Uomo1: Ci ha fatto a pezzi, prima Mico. Domenico: Si, ci ha fatto a pezzi, ci ha fatto a pezzi. Uomo1: Vai a raccontarglielo a questi qua Mico. Domenico: ...Inc... lui mi fa questi discorsi, ma io glielo dico chiaro, fino ad adesso glielo ho detto chiaro? ...Inc... Uomo1: Si ma con ...inc..., io a questo punto qua ci tengo. Domenico: Ci tieni? Uomo1: Ci tengo. Io a questo punto qua ci tengo. ...inc... Domenico: No andiamo io e te e parliamo, a Ciccio lo lasciamo dopo, andiamo a parlargli dopo. Uomo1: Eh? Domenico: E intanto ...inc... e Ciccio non è capace a fare un cazzo. Non è capace, non è cazzo suo, non è cazzo suo. Ciccio quanto arriva a certe ...inc... lui deve dire si, però ...inc... Uomo1: ...inc... Domenico: ...inc... sono cazzi tuoi. Uomo1: Ma i ragionamenti quali sono, del si, suo. Lui deve lasciare fuori a tutti i suoi cognati. Domenico: I suoi cognati. Uomo1: A tutti. Domenico: Ed ai vari nipoti. Uomo1: A tutti. Domenico: In che senso li deve lasciare fuori. Li deve rispettare, questo è fuori dubbio. Però loro non devono sapere niente, se lo devono sapere lo devono sapere dopo e basta. Che devono sapere? Le cose lecite. Uomo1: Le cose lecite. Ma io ho visto che c'è ...inc... e glielo ho detto allora. SOVRAPPOSIZIONE DI VOCI. Domenico: Altrimenti sai che succede, succede che ...inc... in una bolla di sapone, tutti i giorni una bolla di sapone. Uomo1: Lui deve sapere pure che non siamo ...inc... Ma ti sei accorto quando ...inc... Gli ho detto da parte nostra, sia di me che di mio cognato ...inc... Intanto con "malo core" ...inc... con malo core perchè ...inc... Poi stasera non ho potuto vedere, quanto cazzo ...inc... Ma questi che discorsi sono ...inc... e che discorsi sono ...inc... Che discorsi sono questi qua. ...Inc... Non ce l'ho con voi io


...inc... ed intanto avete cacciato a me. Che eravamo presenti, che ha detto così e ha detto colì e poi ...inc... e cazzo. ...Inc... non ha capito quello che ha perso pure a noi. Ti pare che non l'ha capito ..inc... CADE LA LINEA (vedasi allegato 151) La conversazione che avviene e in data 11.06.2005 al progressivo 5502 appena riportata verte sempre su questioni riguardanti l’attività dell’organizzazione criminale in trattazione, in particolare si tratta di accordi che l’organizzazione sta facendo sulla quale sembrano esserci dei dissapori; infatti appare chiara la frase detta da uno degli interlocutori che dice “per andare bene deve prendere la palla in balzo e prendono tutto loro, Là c'è la ricotta che vogliono loro”, così come un'altra frase proferita sempre da uno degli interlocutori “Ma dice non è tutto a posto e che cazzo volete da noi. Ti saluto e arrivederci e ce ne andiamo. Ciao, ciao, bello, bello e la cosa c’è la facciamo noi”; in un altro passaggio si ha conferma del carattere illecito degli affari di cui si parla: “si sono buttati latitanti e a Roccaforte mangiavano e bevevano. Domenico dice che a quell'amico suo di Locri non gli poteva fare un abuso e quell'altro prende i soldi”. La ulteriore conferma che il discorso verta su un affare illecito di grande importanza si ha nel seguente passaggio: “Vogliono prendere il potere a Roccaforte e questi stupidi gli stanno dietro, ma guarda tu, tutti vogliono mettere mano la dentro come una volta, pensa tu, perchè si sono lagnati capisci che era uscita una cosa fuori e vogliono buttarsi tutti là dentro. Guarda tu, perchè sanno che a Roccaforte c'è la diga una cosa e l'altra, pare che, hai capito? Cercano tutti di mettere le cose, le mani, perchè non si contano le mani. Gliele facciamo vedere noi le cose Mico”. In effetti numerose indagini, ormai diventate realtà processuali, hanno attestato che una delle principali fonti di guadagno da parte delle cosche è il controllo degli appalti pubblici, come si vedrà anche nella presente indagine nell’apposito capitolo dedicato al fenomeno; pertanto questa conversazione assume un doppio valore, sia nell’ottica della continua e frenetica attività illecita che, anche dopo la morte del “chiumbino” continua ad occupare gli associati, sia in relazione all’appalto della diga del Menta, di cui si parlerà in seguito. L’analisi delle conversazioni captate all’interno dell’autovettura non lasciano spazi a dubbi circa l’appartenenza del

IARIA al sodalizio criminale, tuttavia va aggiunto quanto dichiarato dal

collaboratore MESIANO Carlo sul citato personaggio :_ B: PANGALLO e MAESANO: A: Quindi PANGALLO faceva capo a Chiumbino. B: Chiumbino PANGALLO detto il Chiumbino. A; chi c’era con lui? B: Suo fratello, Mico Panino ( IARIA Domenico Carmelo) . Mario Verno. A: Mico Panino ? B: Mimmo IARIA che lavorava lui era nella nostra ditta .


A: Domenico IARIA detto il Parrino ? B: Detto Panino, no Parrino! A: Detto Panino! Poi? B: il fratello tutti componenti, erano sette – otto ragazzini emergenti e molto diciamo pur di non fare che non era capaci come dire Chechella avrebbero fatto la qualunque di fronte al loro boss, erano tutti picciotti. A: Quindi lei aveva detto il Chiumbino? B: Il Chiumbino era il capo assoluto . A: Era il capo assoluto, poi?

Va aggiuto anche che il collaboratore, sul conto del predetto personaggio, dice che una volta gli ha offerto della cocaina, argomento che sarà trattato nel capitolo realtivo agli stupefacenti.”

In sintesi. Il 23\11\2004, dal minuto 3.27 al minuto 4’05 si coglie una conversazione che rimanda alla detenzione di una piccola pistola o di droga da tagliare. L’attenzione degli inquirenti si focalizza su Iaria Domenico Carmelo, poi, a seguito della conversazione del

30\11\2004

in cui l’indagato asserisce di essere stato

fermato dai carabinieri i quali si erano insospettiti perche’ lui sarebbe asseritamene sparito dopo la morte di Pangallo Antonino. Di li’ a breve, il 9\12\04 Iaria manifesta durante una conversazioni

evidente

disprezzo per una persona per il sol fatto che, a suo dire “ non ruba, non traffica, e’ un

parassita”. La rivelazione cosi’ genuina del suo modo di intendere il valore delle persone convince gli inquirenti della necessita’ di monitorare stabilmente le conversazioni di Iaria Domenico Carmelo . Nella conversazione del 21\12\04 Iaria Domenico Carmelo e Maesano Giuseppe parlano della caratura criminale di ‘U Chiumbinu, degli attuali equilibri all’interno degli schieramenti, dell’indebolimento del fronte Pangallo-Maesano-Favasuli. Nella conversazione del 2\1\05 Maesano Giuseppe parla con una persona non individuata di un amico che ha bisogno di un contratto di lavoro non per le conseguenze


economiche di questo ma perche’ ha bisogno di essere regolarmente registrato. Da nulla, pero’, si evince che si tratti di Iaria Domenico Carmelo. E’, invece, rilevante che per la seconda volta, il 28\2\05, Iaria parli, questa volta dialogando con Ida’ Maurizio, dei nuovi equilibri creatisi a Roccaforte del Greco e della necessita’ di mantenere fronti compatti. Entrambi i conversanti concordano sul fatto che una riapertura delle ostilita’ non converrebbe a nessuno. La conversazione e’ significativa perche’ conferma l’ipotesi avanzata dagli inquirenti in ordine ad una pacificazione forzata delle fazioni una volta contrapposte a Roccaforte –Roghudi

e del fatto che qui, cosi’ come si vedra’ nell’ambito del procedimento

1130\06 RGNR-DDA ( c.d. bellu Lavuru”) si manifesta in concreto la cinica strategia delle famiglie di ‘ndrangheta le quali preferiscono accettare armistizi che passano sul sangue versato dai caduti nel corso della faide piuttosto che compromettere , con sanguinose guerre che tengono desta l’attenzione dello Stato sul territorio, la proficua conduzione degli affari illeciti di cui si nutrono. Il 5\3\05 Iaria dialoga con Ida’ Massimo e parlano delle imminenti elezioni regionali, dei posti di lavoro che Mimmo Crea ha promesso ad Attina’ Paolo e ai suoi accoliti e a loro no. Val la pena di rammentare che Attina’ Paolo e’ stato destinatario di ordinanza di custodia cautelare ed e’ attualmente sottoposto a giudizio, insieme a Domenico Crea, nell’ambito del procedimento penale denominato “OnorataSanita’” per il reato di voto di scambio. La conversazione si segnala perche’ conferma che nonostante la tregua, la pace raggiunta dopo la sanguinosa faida di cui si e’ occupata la sentenza del 22\4\2002 della Corte di Assise di Reggio Calabria, i due schieramenti una volta contrapposti, convivono, ma non ne e’ venuta meno la specifica identita’. Iaria Domenico Carmelo stigmatizza il fatto che a” loro” Crea non ha mai fatto un favore, che agli altri ha promesso posti di lavoro ma a loro no.


Il 7\4\2005 Ida’ Massimo e Iaria commentano le loro manovre per fare convergere i voti su candidati a loro graditi, circostanza sintomatica della capacita’ degli indagati di manovrare il voto elettorale. La conversazione del 15\5\05 tra Iaria Domenico Carmelo un uomo non identificato e’ eloquentemente sintomatica del’allarme che desta in Roccaforte la presenza di un uomo sconosciuto, verosimilmente armato. Ancora piu’ eloquente e’ il fatto che Iaria non avverta della circostanza le Forze dell’odine ma Maesano Salvatore, ritenuto il capo dello schieramento una volta contrapposto a quello di cui fa parte Iaria. Il dato e’ tutt’altro che neutro. Attesta l’attualita’ del rigido controllo del territorio da parte dei gruppi criminali dominanti al punto che la presenza di uno sconosciuto per le strade del paese non solo non passa inosservata ma diventa un fatto che merita di essere segnalato, non senza apprensione, al capo cosca. Il fatto attesta che l’autorita’ di pubblica sicurezza per Iaria Domenico Carmelo non sono i carabinieri, la polizia di stato , la guardia di finanza ma..Maesano Salvatore. La conversazione e’ una sorta di paradigma di come funzioni la sovranita’ della ‘ndrangheta sul territorio. Altrettanto rilevante e’ la conversazione del 21\5\05 ore 19.50, conversazione ambientale a cui prendono parte Iaria Domenico Carmelo, Ida’ Massimo e altri tre uomini non identificati. Nel corso del dialogo si apprende dell’affiliazione di qualcuno che non appare gradito ai conversanti i quali, deve ritenersi, dello stesso entourage criminale devono fare evidentemente parte; delle difficolta’ a mantenere gli equilibri con coloro che sono usciti vincenti dalla faida e con cui i conversanti sono costretti a convivere, del fatto che il Cinghiale ( Pangallo Antonino) cosi’ come il fratello Francesco non li poteva e puo’ vedere nessuno; delle scarse doti diplomatiche di Pangallo Francesco; della difficolta’ a gestire i nuovi assetti laddove, di contro, gli interessi in gioco da salvaguardare esigerebbero una notevole dose di elasticita’, tale da superare i vecchi


assetti familiari secondo l’assunto ( che da il nome all’intera operazione di polizia) : “Il

nuovo potere non ha famiglia”. La conversazione si sagnala per l’indiscussa pregnanza. In primo luogo prova l’esistenza del sodalizio Maesano-Pangallo-Favasuli e l’intraneita’ allo stesso di Iaria Domenico Carmelo, autore delle riflessioni piu peculiari. Alle successive 23.31 sono ancora Iaria , Ida’ Massimo e un uomo non identificato a parlare. Questo ultimo riferisce di una persona ritenuta pericolosa che deve essere allontanata e afferma che Pangallo Francesco, volente o nolente, deve parlarne con il gruppo federato anche se non li sopporta cosi’ come non li sopportava ‘U chiumbinu; l’uomo insiste sul pallido carsima di Pangallo Francesco. La conversazione attesta, ancora una volta, l’esistenza di due gruppi criminali comunque egemoni nella zona di Roghudi-Roccaforte, la problematicita’ degli equilibri e della pace fra le due fazioni una volta contrapposte - dai cui vertici deve passare ogni decisione che riguarda l’assetto del governo del territorio. Il 23\5\05 si registra una conversazine tra Iaria Domenico Carmelo e Maesano Giuseppe nel corso della quale questo ultimo si informa dello stato dei rapporti con il gruppo una volta contrapposto e dell’eventualita’ di nuove affiliazioni tra quelle fila. Iaria conferma che “il lavoro procede”; Maesano e’ convinto che sul loro fronte affiliazioni

non ne fanno piu. Si registrano ulteriori commenti sulla

incolore

personalita’ di Pangallo Francesco. Dalla conversazioni del 24\505 ore 10.28 e 11.58 si evince che Iaria Domenico Carmelo teme controlli dei carabinieri. Dalla conversazione del 26\5\05 si apprende, invece, che Iaria Domenico Carmelo, Pangallo Francesco ed un altro uomo si stanno recando , presumibilmente, ad Africo dato che , in se’, non significa nulla. Nella conversazione dell’11\6\05 Iaria parla con alcuni uomini non identificati dei tentativi di scalata al potere in seno a Roccaforte.


Sulle conversazioni appena richiamate e ritenute significative tra quelle riportate nella richiesta si innestano le dichiarazioni del collaboratore Mesiano Carlo che indica quali componenti della cosca Maesano-Pangallo-Favasuli: il defunto Pangallo Antonino detto Chiumbino o Cinghiale; Mico Iaria, il fratello Annunziato, Mario Verno, Ida’ Massimo. Certamente

riscontrate sono le dichiarazioni di Mesiano quanto all’inserimento di

Iaria Domenico Carmelo nel sodalizio di cui al capo A)

IDA’ MASSIMO - PANGALLO ANTONINO cl. 53 – TRAPANI ANDREA Si legge nella richiesta:

“Altro personaggio che fa parte dell’organigramma

della cosca PANGALLO-MAESANO-

FAVASULI è certamente IDA’ Massimo, monitorato nell’ambito della presente indagine. Oltre alle conversazioni con Iaria,sopra illustrate, che già basterebbero a dimostrare la sua appartenenza alla cosca mafiosa in esame, a suo carico vi sono anche gli ulteriori elementi emergenti dai contatti e dalle conversazioni di seguito riportate. Monitorato: 3336454277 - 1272/04 Registrazione:

473

Ora registrazione:

15/10/2004 19.30.14

Interlocutore

+393384752170

Massimo telefona a IARIA Annunziato, dicendogli di dire al fratello Domenico di andare là fuori altrimenti si acchiappano ( ndr si prendono a botte). Annunziato dice che sta mangiando. Massimo dice di andare subito.

ALLEGATO 24B Monitorato: 393336454277 Registrazione:

474

Ora registrazione:

15/10/2004 19.31.04

Interlocutore

+393384752170

Massimo e IARIA Domenico Carmelo. Massimo chiede a Domenico di uscire e di andare un attimo là fuori, altrimenti si acchiappano ( ndr si prendono a botte). Massimo chiede a Domenico se c'è Agostino


(ndr verosimilmente PALAMARA Agostino, fidanzato di una sorella di IARIA). Domenico risponde di sì. Massimo chiede a Domenico di uscire lui ed Agostino che sta andando a prenderli con l'autovettura.

ALLEGATO 24C Monitorato: 3336454277 - 1272/04 Registrazione:

475

Ora registrazione:

15/10/2004 19.34.00

Interlocutore

+393384752170

Massimo telefona a IARIA Annunziato. Massimo chiede ad Annunziato di andare assieme e di portare anche Agostino. Annunziato risponde che Agostino sta mangiando, che sta andando solo e che non puo' andare là, ad allarmare anche sua madre (ndr verosimilmente PALAMARA Agostino, fidanzato di una sorella di IARIA). Massimo gli dice, che va bene che sta andando solo. Dall’analisi di queste tre conversazione si evince che al fine di intervenire in qualche dissidio emerso in Roccaforte del Greco IDA’ Massimo si rivolge ai fratelli IARIA facenti capo del medesimo sodalizio.

ALLEGATO 24D Monitorato: 3336454277 - 1272/04 Registrazione:

533

Ora registrazione:

16/10/2004 11.20.35

Interlocutore

+393496635497

Sintesi:

nr. 533 giorno 16.10.2004

ore 11:20 in uscita verso 349/6635497 in uso a PANGALLO Antonino nato a Roccaforte del Greco il 27.01.1953 PANGALLO = pronto IDA' = compare Nino! PANGALLO = pronto IDA' = compare nino? PANGALLO =si IDA' = sapete chi sono, sono massimo il fratello di Rosa PANGALLO = e che c'è Ros...Massimo? IDA' = siamo, siamo con Mimmo che vi voleva. Dove siete voi?


PANGALLO = a Gambarie sono. IDA' = sentite, fino a che ora siete la PANGALLO = fino a verso le tre, le due e mezza le tre IDA' = sapete che facciamo, noi siamo a Melito che ci dobbiamo sbrigare un documento, saliamo da bagaladi e ci vediamo la sopra PANGALLO =per cosa? IDA' = No dovete parlare una parola voi e Mimmo. avete capito PANGALLO =va bene dai IDA' = non vi preoccuopate che non è niente di serio però vogliamo parlare con voi un minuto. Aspettateci compare Nino PANGALLO = sono quà si tranquillo Massimo IDA' = a Cucullaro siete si PANGALLO = si, si si qua sotto a Cucullaro IDA' = e aspettateci che noi arriviamo la PANGALLO = col vostro tempo IDA' = ci sbrighiamo a Melito e saliamo da Bagaladi PANGALLO = col vostro tempo va bene IDA' = che è da stamattina che vi stiamo cercando PANGALLO = e l'ho vista una chiamata persa, ora sono salito quà sopra perchè non prende OMISSISS IDA' = io e Mimmo eravamo si PANGALLO = va bene Massimo IDA' = va bene, ci vediamo la sopra, vi saluto PANGALLO = si, si si

ALLEGATO 24E Monitorato: 3336454277 - 1272/04 Registrazione:

577

Ora registrazione:

18/10/2004 09.18.48

Interlocutore

+393339301136

Massimo telefona a compare Pepè (ROMEO Giuseppe), chiedendogli di scendere sotto in quanto deve dirgli una cosa un minuto.Numero interlocutore : 393339301136


* : Intestatario

: ROMEO GIUSEPPE RMOGPP37C23H408O 19370323 ROCCAFORTE DEL

GRECO RC

ALLEGATO 24F Monitorato: 3336454277 - 1272/04 Registrazione:

758

Ora registrazione:

22/10/2004 12.31.39

Interlocutore

+393384752170

IARIA Annunziato telefona a IDA' Massimo dicendogli che è andato ma non sa nulla, che gli ha spiegato la situazione ma poi parlano là (ndr a Roccoforte del Greco).

ALLEGATO 24G Monitorato: 3336454277 - 1272/04 Registrazione:

809

Ora registrazione:

23/10/2004 09.30.09

Interlocutore

+393283719170

Massimo telefona all'Avvocato PITASI dicendo che lui è il cugino di IARIA. Massimo chiede a PITASI se lui è nello studio in mattinata, in quanto vorrebbe parlare con lui e che aveva chiamato la sera precedente. Massimo chiede all'avvocato PITASI se è possibile per lui salire a Roccaforte del Greco e chiedere lì in casema se c'era qualche cosa. L'avvocato PITASI risponde di nò e chiede con chi ha parlato. Massimo dice che lui ieri ha parlato con IARIA. L'avvocato chiede se è urgente o se possono rinviare per lunedì. Massimo dice che se è possibile per lunedi' mattina e che vanno loro a prenderlo con l'autovettura. L'Avvocato PITASI chiede se lui può scendere a Reggio Calabria nel pomeriggio. Massimo dice di sì, che loro si trovano a Reggio Calabria nel pomeriggio. L'avvocato chiede a Massimo di telefonarlo alle 4:30 (ndr16:30). * : Codice cella :22201 2251148135 * : Ind :VIA REGGIO CAMPI,93 * : Com :REGGIO DI CALABRIA

ALLEGATO 24H Monitorato: 3336454277- 1272/04 Registrazione:

818

Ora registrazione:

23/10/2004 12.42.33

Interlocutore

+393384752170


IARIA Annunziato telefona a Massimo dicendo che si sono visti con l'avvocato ed hanno parlato e lui gli ha detto che lunedi' scendono. Massimo dice e lo prendiamo. Annunziato dice che gli telefona e dopo vedono. * : Ind :LOCALITA LICORDARI-ROCC.DEL GRECO FG.33-P.LLA 65,SNC 

: Com :ROCCAFORTE DEL GRECO

ALLEGATO 24I Monitorato: 3336454277 –1272/04 Registrazione:

842

Ora registrazione:

24/10/2004 10.53.15

Interlocutore

+393334099682

Massimo in ambientale parla con un bambino. La conversazionme si sviluppa come segue: Massimo: IDA' Massimo. Bambino:Peppe. TRASCRIZIONE Massimo:Chiamo alla ragazza Peppe.............. Peppe: Va bene.......... Massimo: Vediamo se ci risponde! Tu c'è l'hai la ragazza (zita)? Peppe:..............incomprensibile...............Carabiniere. Massimo: Mannaia la Madonna,..........Non ti puoi fare Carabiniere, come facciamo.. Peppe:............incomprensibile ................... Massimo: PORTAMMO I FUCILI PURE STESSO , NON SI VEDE.....incomprensibile. SQUILLI. Numero chiamato : 393334099682. * : Codice cella :22201 225335045 * : Ind :LOCALITA LICORDARI-ROCC.DEL GRECO FG.33-P.LLA 65,SNC 

: Com :ROCCAFORTE DEL GRECO

Questa conversazione conferma l’appartenza al sodalizio criminale di Roccaforte del Greco di IDA’ Massimo, nonché la disponibilità di armi.

ALLEGATO 24L Monitorato: 3336454277- 1272/04 Registrazione:

882

Ora registrazione:

25/10/2004 09.19.20


+393384752170

Interlocutore

Massimo telefona a IARIA Annunziato. Annunziato dice che quello gli ha telefonato e gli ha detto che non c'era e deve richiamare alle 11:30. Annunziato dice che se questo dice ancora di non sapere niente cosa possiamo fare. Massimo dice che in caso, l'indomani mattina, vanno a prenderlo e lo portano a Roccaforte del Greco e che parleranno il pomeriggio di persona a Reggio Calabria e che lui si trova con Peppe ( Giuseppe MAESANO) e sta arrivando a Reggio.-

ALLEGATO 24M In questa conversazione IDA’ massimo telefona a IARIA Annunziato, dicendo che quello non c’è che torna alle 11.30. IDA’ Massimo si sta riferendo a PANGALLO Antonino cl 1953 in oggetto meglio generalizzato. Tale personaggio è stato interessato dagli accoliti dopo la morte del nipote, a seguito dei dissidi che sono sorti tra PANGALLO Francesco ed il fratello Carmelo. A seguito dei contatti avuto dai fratelli IARIA con PANGALLO Antonino cl 1953, la P.G. procedente richiedeva di mettere sotto controllo l’utenza 3496635497, controllo che veniva autorizzato con RIT 1272/04;

tale attività dava i suoi frutti in data 17.11.2004 allorquando veniva intercettata una

conversazione tra lo stesso PANGALLO Antonino e una donna di nome Domenica. Monitorato: 3496635497 - 1272/04 Registrazione:

52 - utenza

Ora registrazione:

17/11/2004 13.04.11

Interlocutore

+393494560358

di pangallo antonino

nr. 52 giorno 17.11.2004 ore 13:04,11" durata 8:17" server MCR 00220 in uscita verso 349/4560358 OMISSISS fino alle ore 13:08,08" DOMENICA - l'altra sera mi ha chiamato andrea ANTONINO - uh! DOMENICA - ogni tanto mi chiama, e niente ANTONINO - e se ne è andato quello la si DOMENICA - e, era ora ANTONINO - si, si


DOMENICA - è assai? ANTONINO - ho parlato l'altro giorno DOMENICA - e va bo dai ANTONINO - ci siamo incontrati con Mico, abbiamo parlato l'altro giorno e ha datto che se ne è andato, ho detto io ho detto le cose? ma si sono calmate ha detto, si stanno mettendo a posto un altra volta. e va bo gli ho detto io fate come le cose gli ho detto io a me mi interessa quel ragazzo gli ho detto io DOMENICA - incomprensibile ANTONINO - è il mio coso DOMENICA - eh! eh! e va bo ma chi sono sempre loro? ANTONINO - no, no, no, si cosa ..incomprensibile .. no, no, incomprensibile si sono calmati che se ne è andato quello non crea, perchè quello era autotrasportabile capisci, così .. lo coman...quello ci raccontava menzogne, si metteva ad avvicinare a quegli altri, invece così si lib... se ne è è andato e ora quelli sono tornati capisci, sono come erano prima capisci, c'è Ciccio, c'è Mico ecco, si rispettano come prima magari così, hai capito. Se non con quello creava problemi perchè quelli lo comandavano DOMENICA - eh ANTONINO - e quello ora pro nobis DOMENICA - eh!, eh!, eh!, eh! infatti ANTONINO - meno male che se ne è andato DOMENICA - eh! eh! quello storto ANTONINO - e lasciamoci in pace DOMENICA - e va bo.

ALLEGATO 25A Monitorato: 393496635497 Registrazione:

117

Ora registrazione:

19/11/2004 11.45.27

Direzione (1:Usc - 2:Entr)

2

Interlocutore

+393336454277

PANGALLO IDA'

compare Nino

PANGALLO IDA'

pronto

ouh!

compare Massimo sono

PANGALLO

e che c'è compare Massimo


IDA'

tutto a posto, voi?

PANGALLO

e sono quà per Reggio stamattina che dovevo salire in montagna la al campo, che cosa è

successo? IDA'

no niente, vi volevo dire una parola, salite per sopra pomeriggio non siete per Reggio?

PANGALLO IDA'

no, sono, può darsi che sono per quà, dove sei? se mi dice che vieni ti aspetto

vengo verso le due e mezza, le tre

PANGALLO

umh! e ora salgo ...

incomprensibile per la sovrapposizione delle voci degli interlocutori IDA'

dove volete che ci vediamo?

PANGALLO

e quà alla colonnina magari ci vediamo ..... incomprensibile

in sottofondo si sente la voce di una donna IDA'

a Pellaro

PANGALLO IDA'

si

e ci vediamo verso le ...incomprensibile

PANGALLO

no, quà alla cosa perchè vengo, vado per sopra hai capito, per la montagna, come

scendo scendo quà ci vediamo quà IDA'

eh!

PANGALLO IDA'

all'esso la fuori dove, a San Gregorio?

PANGALLO IDA'

uh va bene dai

vi saluto

PANGALLO IDA'

uh! d'accordo, d'accordo compare Massimo?

no niente così una parola vi volevo dire

PANGALLO IDA'

uh! sempre quà all'autostrada ...incomprensibile

e verso le tre

PANGALLO IDA'

all'esso, all'esso ci vediamo

incomprensibile ... è successo qualcosa! ciao.

no niente vi saluto

PANGALLO

ciao

ALLEGATO 25B In questa fase di transizione PANGALLO Antonino cl. 53, che diventa il punto di riferimento dei vari accoliti di Roccaforte del Greco, evidentemente forte della sua caratura e del rispetto che gode in quel centro, cerca di sanare i dissidi emersi dopo l’omicidio di PANGALLO Antonino detto “chiumbino”.


Dopo tale fatto di sangue sono state registrati dei dissapaotri tra PANGALLO Francesco e il fratello Carmelo tornato da la Spezia per l’occasione, dissidi che sono a quanto pare sanati dallo zio PANGALLO Antonino cl 1953. Conversazioni registrate sull’utenza 349/6635497autorizzata con RIT 1272/04 Monitorato: 39 3496635497 Registrazione:

139

Ora registrazione:

19/11/2004 17.02.56

Interlocutore

+393925525895

Sintesi:

UTENZA 349/6635497 NR. 139 GIORNO 19.11.2004 ORE 17:02:56" DURATA 02:06" IN ENTRATA DALL'UTENZA 392/5525895 IARIA DOMENICO CARMELO

PANGALLO - pronto? IARIA - pronto compare Nino, Mimmo sono. PANGALLO - ah! Mimmo IARIA -mii ha detto mia sorella che mi avevate chiamato che l'aveva lei il telefonino PANGALLO - si, si , che si dice? IARIA - quà siamo, voi? PANGALLO - ma sonoo quà pure io pensavo che ti potevo incontrare che ti volevo per domandarti una cosa. Quando vieni per sotto? IARIA - eeeh! PANGALLO - dico per sotto quando scendi? IARIA -posso scendere domani verso le sei domani sera PANGALLO - eh! e vieni, viene Ciccio, digli a ciccio di venirsene con te IARIA - si PANGALLO - eh! che volevo parlare un pochino hai capito? IARIA - va bene PANGALLO - non è che ti cosa, volevo parlare IARIA - verso le sei. sei e mezza, dove ci vediamo? PANGALLO - inconprensibile come le sei e mezza puoi venire pure ci vediamo alla casa allora.


IARIA - e io non so. Ciccio sa? PANGALLO - si, si lo sa Mimmo lo sa IARIA - va bene, va bene omississ PANGALLO - può darsi pure che non mi faccio qualche scappata ... ma qualunque ... ma domani non posso già è sabato IARIA - domani è sabato PANGALLO - mh! mh! mh! va bene fatevi una passaggiata con Ci Mico cosi parliamo un poco hai capito? IARIA - va bene si ci vediamo PANGALLO -mh mh va bene Mimmo ci vediamo Questa conversazione avviene dopo che IARIA è rientrato a Roccaforte del Greco da un periodo in cui aveva fatto perdere le proprie tracce. Omississ

ALLEGATO 25C Monitorato: 393496635497 Registrazione:

163

Ora registrazione:

20/11/2004 18.02.24

Interlocutore

+393925525895

Mimmo chiede a compare Nino dov'è e lui gli risponde che è a Pellaro. Mimmo gli chiede se deve scendere al secondo semaforo e lui gli risponde di si e gli chiede se Ciccio è venuto e Mimmo risponde di si. Poi Nino gli spiega la strada. ALLEGATO 25D

Nel corso delle indagini è stato monitorato anche PANGALLO Carmelo, fratello di PANGALLO Antonino e PANGALLO Francesco. Durante il periodo in cui il PANGALLO Carmelo è stato controllato, è emersa chiaramente la sua partecipazione al sodalizio criminale di Roccaforte del Greco ed in particolare lo stesso risulta essere affiliato alla cosca PANGALLO- MAESANO-FAVASULI. Tale circostanza si deduce anche dai i suoi trascrorsi giudiziari (vedasi scheda personale). Tornato a Roccaforte del Greco dopo l’uccisione del fratello Antonino, nella circostanza ha avuto dissapori con il fratello Francesco, poi sanati grazie all’intervento dello zio PANGALLO Antonino cl. 53. Si riportano alcune delle conversazioni intercettate in quelle fasi. Si riportano adesso le conversazioni captate sull’utenza 333/1878114 autorizzata con RIT 1272/04 ed in uso a PANGALLO Carmelo.


Monitorato: 3331878114 - 1272/04 Registrazione:

11

Ora registrazione:

11/11/2004 19.29.55

Interlocutore

+393341683274

NR. 11 GIORNO 11.11.2004 in uscita verso il nr. 334/1683274 intestato a SPANO' Teodoro ed ion uso a VERNO Francesca vedova di PANGALLO Antonino. CARMELO - pronto, ...pronto, ....Gianni BAMBINO - chi è? CARMELO - sono lo zio Melo BAMBINO - ah zio Me! CARMELO - ciao come va? BAMBINI 1 - che fai? CARMELO - non c'è male. Tu? BAMBINO 1 - incomprensibile CARMELO - e che si dice? BAMBINO 1 - tutto a posto. Tu? CARMELO - e pure quà BAMBINO 1 - a chi vuoi che ti passo? CARMELO - eh? BAMBINO 1 - a chi vuoi che ti passo? CARMELO - Giovanni è lì? BAMBINO 1 - non è andato ... incomprensibile .... c'è mia mamma, Salvatore e Venere CARMELO - passami a Salvatore passami BAMBINO 1 - a Salvatore ha detto BAMBINO 2 - ciao zio Me CARMELO - ciao nipote come va? BAMBINO 2 - tutto a posto CARMELO - tutto a posto ma stai facendo il bravo? BAMBINO 2- quando vieni? CARMELO - eh presto, torno presto non ti preoccupare


BAMBINO 2 - ...incomprensibile CARMELO - uh! si, dai, ci sentiamo domani? in sottofondo alla chiamata si sente la voce di una donna BAMBINO 2 - passami mamma FRANCA - Carmelo! CARMELO - ouh Franca! FRANCA - ciao Carmelo CARMELO - che si dice? FRANCA - che si dice ...incomprensibile...? CARMELO - ma qua la solita, piove e fa freddo FRANCA - pure quà carmelo, pure quà sono ...incomprensibile ...giorni che piove sovrapposizione di voci CARMELO - ora fa un freddo che si muore quà incomprensibile FRANCA - e senti che ti dico, li tutto a posto? CARMELO - si, si non ti preoccupare FRANCA - ah? CARMELO - si, si FRANCA - ti sei sistemato un poco di cose? CARMELO - si, si non ti preoccupare FRANCA - i bambini? CARMELO - sono buoni FRANCA - e tu? CARMELO - sto bene, non ti preoccupare FRANCA - dove sei? CARMELO - e quà in giro FRANCA - quà in giro? CARMELO - si, si FRANCA - carmelo sistemati le cose hai capito CARMELO - si, si non ti preoccupare FRANCA - eh! ti raccomando eh CARMELO - va bene dai tutto a posto li? FRANCA - senti che ti dico, lo so che ti faccio sempre le solite ...incomprensibile... e si scocci CARMELO - e,dimmi


FRANCA -però sistemati le tue cose CARMELO - non ti preoccupare, non ti preoccupare FRANCA - eh, e poi torna per dispetto, ha capito? CARMELO - si, si non ti preoccupare, vai tranquilla FRANCA - voglio vedere se sei tanto in gamba da riuscire a sistemare le tue cose CARMELO - si si non ti preoccupare FRANCA - e ritornare qua CARMELO - non ti preoccupare dai FRANCA - hai capito? CARMELO - va bene dai. FRANCA - va bene Carmelo, salutami i bambini CARMELO - si ti servo grazie dai. OMISSISS

ALLEGATO 26A La conversazione appena riportata si ritiene di fondamentale importanza perché registrata circa 40 giorni dopo l’uccisione di PANGALLO Antonino, infatti le indagini in mertito al fatto di sangue hanno stabilito (vedasi paragrafo realtivo) che nei giorni successivi vi è stata una netta frattura tra VERNO Francesca, vedova del Chiumbino, e il gruppo condotto dal di lei cognato Francesco, IARIA Domenico Carmelo ed altri; l’unico soggetto della famiglia che è apparso essere, e questa conversazione lo conferma, molto vicino a VERNO Francesca è appunto PANGALLO Carmelo, in rotta di collisione con il resto della famiglia. Appare certamente sintomatica è la frase detta dalla VERNO che dice “eh, e poi torna per dispetto, ha capito?”.

In data 23.10.2005 presso gli uffici del Comando Stazione carabinieri di Roccaforte del Greco veniva escussa VERNO Francesca, la quale alla domanda in che rapporto fosse con i familiari del defunto marito forniva risposte evasive.

ALLEGATO 26ABIS L’appartenenza di PANGALLO Carmelo al gruppo in trattazione si evince anche dai suoi trascorsi giudiziari, infatti proprio in questo periodo veniva colpito da un mandato di carcerazione nr 438/2004 R.E.S., emesso dall’ufficio esecuzioni penali della Procura della Repubblica di La Spezia in data 06.07.2005. Inoltre lo stesso ha mantenuto contatti con altri personaggi inseriti nel medesimo contesto criminale come TRAPANI Andrea.

ALLEGATO 26TER Monitorato: 3331878114 . 1272/04


Registrazione:

197

Ora registrazione:

28/11/2004 10.13.28

Interlocutore

+393341683274

Carmelo chiama al nipote Giovanni, figlio della cognata VERNO Francesca. Giovanni chiede per conto della madre allo zio Carmelo se può scendere per Natale. Carmelo dice che non potrà scendere a Natale poichè ha un problema. Giovanni dopo averlo detto alla madre, riferisce allo zio che può scendere quando vuole, il problema a cui si riferisce il PANGALLO Carmelo è l’imminente mandato di cattura che sta per arrivare.

ALLEGATO 26B Monitorato: 3331878114 - 1272/04 Registrazione:

251

Ora registrazione:

01/12/2004 16.26.16

Interlocutore

+393392169452

TRAPANI Andrea chiama Carmelo. TRAPANI Andrea chiede a Carmelo se scende per Natale. Carmelo risponde ad Andrea che gli è arrivato quell'affare che aspettava e che molto probabilmente trascorrerà il Natale in carcere poichè è stato condannato a tre anni e che entro Natale devono dargli l'affidamento ma non è sicuro. Andrea è dispiaciuto e consiglia al cugino Carmelo di parlare con l'avvocato e di vedere cosa può fare.

ALLEGATO 26C Monitorato: 3331878114 - 1272/04 Registrazione:

375

Ora registrazione:

14/12/2004 08.20.40

Interlocutore

+393392169452

TRAPANI Andrea chiama Carmelo. Carmelo chiede ad Andrea di inviargli un breve messaggio di testo con il suo numero, perchè deve dirgli una cosa. Carmelo dice che a lui va tutto bene e che deve dire a quell'amico, a suo cognato che ha fatto quel lavoro, ha montato l'armadio. ALLEGATO 26D Monitorato: 3331878114 - 1272/04 Registrazione:

599

Ora registrazione:

01/01/2005 17.39.13

Interlocutore

42600393392169452


Carmelo chiama Andrea TRAPANI ed a fine conversazione gli riferisce di non telefonarlo più sul numero dal quale lui gli ha telefonato. ALLEGATO 26E Monitorato: 3331878114 - 1272/04 Registrazione:

741

Ora registrazione:

11/01/2005 12.30.46

Interlocutore

4263483803541

Carmelo chiama all'Avv. chiedendogli notizie in merito al Tabacchino che venne sequestrato dall'Antimafia alla moglie.

ALLEGATO 26F Monitorato: 3331878114 - 1272/04 Registrazione:

748

Ora registrazione:

12/01/2005 12.46.43

Interlocutore

+393483803541

Carmelo chiama all'Avv. BUONDONNO. Poi la conversazione è tra la moglie di Carmelo ed una donna. La moglie di Carmelo spiega all'Avv. che l'avvocato CORRADINO vuole che si vada giù per parlare della chiusura del tabacchino che lei ha venduto e che è stato chiuso dall'antimafia.

ALLEGATO 26G Monitorato: 3331878114 - 1272/04 Registrazione:

768

Ora registrazione:

13/01/2005 17.46.34

Interlocutore

+393483803541

L'avvocato chiama Carmelo dicendogli che vuole il numero della moglie in quanto devono parlare. L'avvocato spiega a Carmelo che deve andare in quanto deve spiegare

a quanto ha venduto il

tabacchino altrimenti, in caso la moglie non adasse, sarebbe chiamata dalla Polizia.

ALLEGATO 26H Nel corso dela presente indagine, è stato monitorato anche TRAPANI Andrea, anch’egli personaggio inserito nel contesto criminale di Roccaforte del Greco, infatti costui già in passato è stato oggetto di provvedimenti da parte del’A.G. Durante il periodo in cui è stato monitorato, ha mantenuto contatti con altri personaggi gravitanti

nel medesimo contesto criminale di Roccaforte del Greco, come nella

circostanza in cui a TRAPANI Rocco hanno asportato una fiat Panda, e tutto il gruppo si è attivato


affinchè questa macchina venisse ritrovata; è stato il CENTO Sebastiano, nell’occasione, a contattare diverse persone affinché la macchina venga ritrovata, e per fare questa operazione si è fatto accompagnare da IARIA Domenico Carmelo e da PANGALLO Francesco cl 1975 ; sitomatica appare la conversazione tra lo stesso TRAPANI Andrea e VERNO Vittorio, personaggio appartenente allo stesso sodalizio. Si riportano le conversazione ritenute utili ai fini del collocamento di TRAPANI Andrea nell’organizzazione per cui si sta procedendo.

Monitorato: 3331878114 - 1272/04 Registrazione:

91

Ora registrazione:

21/11/2004 09.39.09

Interlocutore

+393392169452

Carmelo chiama TRAPANI Andrea. Telefonata nr. 91 del 21.11.2004 ore 09:39:09 della durata di 02:05 minuti in uscita dall'utenza di PANGALLO Carmelo sull'utenza mobile di Trapani Andrea nr. 339/2169452 CONVERSAZIONE TRADOTTA DALL DIALETTO CALABRESE ALL'ITALIANO ANDREA:Pronto. CARMELO:Ohh.... ANDREA:Mio cugino, allora! CARMELO:Dove sei? ANDREA:Piedi, piedi! E Tu? CARMELO:Ohhh..... che dolore.... Ora mi sono svegliato.... ANDREA:Ti sei svegliato ora! CARMELO:Si, adesso mi sono svegliato. ANDREA:incomprensible.... come cavolo sembra quì da te! CARMELO:Ohhh... ANDREA:Ohhhh... Come stai? CARMELO:Io bene. Tu? ANDREA:Bene. Luigi? CARMELO:Sta bene. ANDREA:Bene. Tu! CARMELO:Dove ti trovi a quest'ora! ANDREA:Sto salendo sù, vengo da Melito!


CARMELO:Niente di meno, stai salendo già da Melito! ANDREA:IERI SERA HO FATTO FUOCO! FUOCO HO FATTO! Mi sono ... incomprensibile tanto con cinque euro........ con tutto il rispetto una sola cosa di fa male! CARMELO:A me fa male la schiena.... imprecazione........ ANDREA:Ehhhhh..... ANDRREA:Ti saluta Annibale! CARMELO:Ah... si salutamelo. ANDREA:Si ti servo. Ah.... CARMELO:Lì cosa si dice? ANDREA:Tutto a posto! CARMELO:Uhhhh... Novità nessuna! ANDREA:No, tutto apposto.... Tu? CARMELO:Al solito... oggi è un a bella giornata quì..... ANDREA:Ah....Stai Lavorando? CARMELO:Sì, Si. ANDREA:Ma ai ragazzi non li stai chiamando più? CARMELO:Incomprensibile .... Sì, sono due ore che chiamo, suona suona e non rispondono! ANDREA:Sicuramente stanno dormendo, sicuro! CARMELO:Si dormono, lì richiamo più tardi! ANDREA:Perchè ho chiesto io al piccolo Giovanni, la lo zio Meno (CARMELO) ha telefonato? Lui mi ha risposto, di no, che è da molto tempo che non mi chiama! CARMELO:No, è una settimana che non telefono..... ANDREA:Ma... per un ragazzino è tanto una settimana. CARMELO:Sì, si per lui è tanto una settimana.... è giusto....... ANDREA:Uhhh.... CARMELO:Se ci chiamo, suona suona, ma quelli dormano ancora! ANDREA:I tuoi figli cosa dicono! CARMELO:Tutto bene quì. Andrea: Incomprensibile Carmelo:I tuoi come stanno? ANDREA Tutte bene.: CARMELO:Tua sorella è partita. ANDREA:Sì, è partita già!


CARMELO:Ahhh... è partita? ANDREA: Sì è partita da alcuni giorni........ CARMELO:Tu dove cavolo vai... vai a lavorare .......non rompere le scatole ... al bar ANDREA:Io pomeriggio ormai prendo a lavorare al bar CARMELO:Ahh... pomeriggio ormai... ma ormai cosa centra! ANDREA:Sempre che .... incomprensibile ........ad una botta........... CARMELO:Ehhh... va bene, va ! ANDREA:Ehhhh..Va bene cugino. CARMELO:Va bene. ANDREA:Va bene cugino ci sentiamo, va bene......Ciao cugino. Ciao CARMELO:Ciao. Ciao. Ciao. ALLEGATO 26L Conversazioni intercettata sull’utenza 339/2169452 in uso a TRAPANI Andrea: RIT 1509/04 Monitorato: 3392169452 - 1509/04 Registrazione:

330

Ora registrazione:

26/11/2004 10.38.36

Interlocutore

+393298120841

Si sente uno squillo di telefono, poi un rumore ed una persona che dice Ahh, poi si sente un altro squillo di telefono, poi un uomo dice qualcosa di incomprensibile ed un altro squillo di telefono. Un uomo dice pronto ed un altro ride.Un uomo dice in sottofondo "Ha parcheggiato frontale". Poi si sente un colpo di arma da fuoco. Uomo 1: Figlioli questo fucile ha tutta la palla in canna, salta all'aria, vedete Uomo 2: Dove hai detto ...inc... sovrapposizione di voci. Uomo 1: Ancora, ah, ah, ah. Uomo 2: Ieri tuo cognato mi ha dato (menato) una botta Poi si sente un altro colpo d'arma da fuoco. Uomo 1: E calmati Uomo 2: Basta, me la sono scoraggiata tutta Uomo 1: Ah, ah, ah, fai un segnale Uomo 2: Ora se mi avevi dato, se mi davi la peggiore in mano mi incazzavo Uomo 1: Senza gradi li vuoi, aspetta, trentadue gradi, cento gradi. Uomo 2: Là e con questo vai per il seme Uomo 1: Pure questo ti ha lasciato


Uomo 2: Mannaia, con ...inc..., mi è andata bene non così. Lui avanti ed io dietro Uomo 1: Ha frenato di botto. Uomo 2: Non mi ha frenato di botto, quando siamo arrivati a..., alla scuola che scende per coso, ho messo la freccia, ho messo la freccia Uomo 1: E c'è posto Uomo 2: E gira. Io ho messo la freccia, però pensando che si allarga e si ferma, che mi aveva visto. Mannaia la madonna Uomo 1: ...inc... hanno rovinato questo paese, ...inc... Uomo 2: Guarda, ma guarda per davvero, guarda, ...inc... così con la macchina. Gli ho dato una botta là stesso, ...inc... la, la, la cosa, sono sceso e mi sono venuti pure di fronte. Gli ha dato un'altra botta lui stesso alla macchina, ha fatto cosi ciuh, giusta, giusta la ...inc... (guardate), Uomo 1: ma così si ammazzano, sovrapposizione di voci Uomo 2: Cose, ho messo la freccia, e perchè metto la freccia tu giri Uomo 1: Se lo ammazzi poi, poi ci rovinava. Ti possino ...inc... se poi quello. Uomo 2: Dopo quello ...inc..., lo ammazzi dietro con il furgone Uomo 1: Non aveva specchietto, apposta. Uomo 2: No che non vedeva specchietto, no guardava così Uomo 1: Devo impazzire, sempre appresso Uomo 2: Ma mannaia la, no ma mi ha dato un'occhiata guarda. Il paraurti ...inc... Uomo 1: lo abbiamo addrizzato con Nino ...inc... Uomo 2: Devo togliere la mascherina non vedi. Se vuoi togliere la mascherina la dobbiamo tirare, non vedi che c'è un coso. Uomo 1: Oh, apposta ...inc..., apri quel cofano. Uomo 2: Dove lo compri, ci vogliono cento cinquanta euro per aggiustarla Uomo 1: Io, io, facevi tanto la ragione. Uomo 2: La vuole l'assicurazione? Uomo 1: Portami quel coso. Cade la linea e la conversazione si interrompe.

ALLEGATO 30°


Le conversazioni appena esaminate, quanto alla posizione di Ida’ Massimo, hanno un senso compiuto solo ove si leggano in sequenza con tutte quelle in cui Ida’ Massimo interviene nei dialoghi con Iaria Domenico Carmelo e sovente terze persone. La sequenza completa dei dialoghi attesta, oltre alla disponibilita’ di armi in capo a Ida’, e unitamente alle dichiarazioni rese da Mesiano Carlo, che Ida’ Massimo condivide ansie per gli equilibri in gioco, problematiche di gestione, metodologie di azione con Iaria Domenico Carmelo. Ida’ si adopera anche per fare intervenire Pangallo Antonino cl. 53 ,zio di Pangallo Francesco e Pangallo Carmelo, i fratelli superstiti di Pangallo Antonino cl. 70 , per dirimere le controversie tra loro insorte . Le conversazioni in cui interviene Pangallo Antonino cl. 53 attestano, con ogni evidenza, che l’indagato si adopera per comporre i dissidi insorti tra Francesco e Carmelo Pangallo ma cio’ non e’, evidentemente sufficiente per ritenerlo un associato. Ci si riferisce alle conversazioni del 17\1\04, 19\11\04 tra Pangallo Antonino cl. 53 con

una donna e con Iaria Domenico Carmelo. Analogamente la conversazione

dell’11\11\04 tra Pangallo Carmelo e la cognata Verno Francesca, gia’ analizzata per la posizione di Pangallo Carmelo, attesta l’esistenza di dissidi fra i due fratelli ma sull’oggetto di tali dissidi nulla emerge. I dati esaminati, infatti, non sono sufficienti, infatti, ne’ a stabilire quali siano state le

ragioni

della

contrapposizione

fra

Carmelo

e

Francesco

Pangallo,

ne’,

conseguentemente, se, anche ammesso che questa riguardasse, come probabilmente riguardava, qualcosa attinete alla morte del fratello Antonino, se quello di Pangallo Antonino e’ stato un intervento che ha, in qualche modo, dato un contributo agli assetti, agli equilibri, al consolidamento del sodalizio. Quanto alla posizione di Trapani Andrea si rileva che le conversazioni indicate come sintomatiche dell’inserimento dell’indagato nel sodalizio in esame non hanno, a parere del Gip, alcun profilo peculiare; attestano, e’ vero,

l’esistenza di un rapporto

confidenziale tra Trapani Andrea e Pangallo Carmelo ma per Trapani Andrea, cosi


come per Pangallo Carmelo, non si rileva alcun elemento oggettivo che li indichi come animati da affectio societatis al sodalizio indagato . Sintomatica, invece, della disponibilita’ di armi da fuoco llegalmente detenute anche in capo a Trapani Andrea e’ l’intercettazione ambientale del 26\11\04. Il fatto pero’ non e’ oggetto di contestazione. In definitiva si ritengono sussistenti gravi indizi del reato di cui al capo a) per Ida’ Massimo ma non per Pangallo Antonino cl. 53 e per Trapani Andrea per le ragioni di cui si e’ detto.

Verno Pietro Scrive il P.M.: “ Soltanto in relazione alla posizione di Verno Pietro (non raggiunto da provvedimento restrittivo nella operazione c.d. ZAPPA 2 per problemi di identificazione, cfr. relativa O.C.C. nr. 1160/05 rgnr/dda – 1262/05 rgip – 1/06 rocc in atti) si ritiene necessario riportare la scheda contenente i principali elementi a carico, opportunamente integrata da risultanze emerse in altri procedimenti (in particolare, operazione c.d. BELLU LAVURU) e di cui non si è fatto cenno sopra. Giova preliminarmente osservare, tuttavia, che un’attenta lettura degli atti consente comunque di recuperare, ai fini della presente richiesta, gli elementi a carico del Verno Pietro esposti nella O.C.C. nr. 1160/05 rgnr/dda – 1262/05 rgip – 1/06 rocc in atti. Si ritiene, infatti, di non condividere le ragioni che hanno all’epoca indotto il g.i.p. a sollevare dubbi circa l’identificazione del Verno Pietro (cfr. pp. 235 e 236 o.c.c. in discorso, alla cui lettura si rimanda); il g.i.p. sinteticamente sostiene: che nelle conversazioni del 26 e 27 settembre 2003 Maesano Santo parli con due “eminenti” esponenti della cosca mafiosa di appartenenza; che uno dei due sia sicuramente Pangallo Antonino cl. 70, all’epoca latitante come il Maesano Santo; che l’altro soggetto di cui si parla sia a sua volta latitante, come in effetti era all’epoca anche Verno Pietro (che si aggiunge, è sicuramente soggetto “vicino” al Pangallo, come si afferma nella conversazione, anche per vincoli familiari e mafiosi); che il Pangallo Antonino cl. 70, tuttavia, non possa considerarsi cognato del Verno Pietro, così incorrendo in un evidente errore di fatto, dal momento che il Verno Pietro era sicuramente cognato del Pangallo Antonino cl. 70, dato che quest’ultimo era coniugato con la sorella del Verno Pietro, ossia Verno Francesca;


che il Maesano Santo avrebbe sicuramente dovuto già sapere della nascita della quarta figlia del Verno, avvenuta circa un anno prima rispetto all’epoca della conversazione (secondo il g.i.p. sarebbe “improbabile che Maesano Santo, che conversava quotidianamente con i suoi accoliti dalla latitanza e dal carcere, non ne fosse informato” per cui non si tratterebbe nella conversazione della figlia del Verno Pietro, inoltre “non risulta che Verno fosse l’unica persona vicina a Pangallo Antonino ad aver avuto di recente una figlia femmina”, cfr. p. 236 occ in discorso); Le osservazioni del Gip in ordine alla identificazione del Verno Pietro non sono condivisibili. Al di là dell’evidente errore di fatto in cui è incorso circa la qualità di cognato del Pangallo Antonino cl. 70, non è affatto improbabile che il Maesano, latitante da molto più di un anno e rifugiato all’estero, non sapesse della nascita dell’ultima figlia del Verno, avvenuta un anno prima; peraltro, di certo il Maesano, nel mantenere i contatti con i suoi sodali, non veniva costantemente informato delle nuove nascite – ben altri erano i temi da affrontare – salvo che riferimenti del genere non fossero necessari, come in questo caso, per aiutarlo a comprendere l’identità del soggetto di cui si parlava senza farne il nome per telefono. Peraltro lo stesso Pangallo si stupisce che il Maesano non sia al corrente di tale nascita (“non lo sapevi?”), segno evidente che la stessa non poteva essere proprio recentissima. In definitiva appare assai improbabile che vi fosse all’epoca altro soggetto latitante, diverso dal Verno Pietro, che in quel contesto criminale fosse più vicino di lui al Pangallo Antonino cl. 70 (per vincoli familiari, per vincoli mafiosi, per la comune condizione di latitanza) e che fosse padre di quattro figli, dei quali l’ultima di sesso femminile.

Fugati i dubbi sulla identificazione del Verno Pietro nell’ambito dell’operazione Zappa 2, ben possono utilizzarsi in tale sede i gravi elementi a suo carico emersi in quella indagine (si rimanda alla lettura della O.C.C. nr. 1160/05 rgnr/dda – 1262/05 rgip – 1/06 rocc in atti), che, opportunamente sommati alle nuove risultanze emerse nella presente indagine, nonché nell’operazione c.d. BELLU LAVURU, conducono alla ricostruzione di un solido quadro indiziario e quindi alla richiesta cautelare anche nei confronti di tale soggetto. Si riporta di seguito la scheda di verno Pietro, integrata come sopra specificato.

Generalità

VERNO Pietro, nato a Roccaforte Del Greco il 21.01.1962, ivi residente via Santa Maria nr. 64, di fatto domiciliato a Melito di Porto Salvo Via Crotone;

LA PERICOLOSITA’ SOCIALE DESUNTA DAL RUOLO RICOPERTO NELL'AMBITO CRIMINALE ED ELEMENTI EMERSI NEL CORSO DELLA PRESENTE INDAGINE Appartenente alla cosca PANGALLO–MAESANO–FAVASULI vanta numerosi precedenti penali e


frequentazioni di elevato rilievo delinquenziale. Ha trascorso un periodo di latitanza in virtù del suo coinvolgimento nella faida di Roghudi (RC), cfr. sent. nr. 82/98 rgnr/dda – n. 14/2000 R.G.Assise – n. 2/2002 R.G. sentenze in atti. I legami dei VERNO con detta cosca appaiono rinsaldati dal classico vincolo parentale avendo VERNO Francesca, sorella di Pietro, sposato PANGALLO Antonino, inteso “Chiumbinu”, nato a Melito P.S. il 27.09.1970, residente a Roccaforte del Greco, Via Regina Margherita nr.53 con il quale inizialmente avevano fatto la classica “fuitina”. Ulteriori approfondimenti sui rispettivi curricula vitae consentivano di accertare che il 23 luglio 1991 VERNO Pietro unitamente a PANGALLO Antonino cl.1970, PANGALLO Domenico cl. 1961 e TRAPANI Pietro cl.1964, fu tratto in arresto per detenzione illegale di armi ed altro. Sul conto del prefato sono emersi solo pochi elementi significativi poiché lo stesso, nel periodo in cui si svolgevano le indagini preliminari, era sottoposto alla misura della sorveglianza speciale con obbligo di dimora nel Comune di Melito Porto Salvo. Tuttavia la sua appartenenza all’associazione mafiosa si desume chiaramente dalle attività tecniche svolte nel presente procedimento, ma soprattutto nel p.p. n. 1130/06 R.G.N.R./mod.21/DDA. Di assoluto interesse, in ordine al suo coinvolgimento nelle vicende associative, risulta la conversazione nr. Progr. 3216 in data 11.09.05 all’interno della Fiat uno MI8Y5509 RIT 1247/04, nel corso della quale PANGALLO Giovanni afferma: “ha ragione Pietro VERNO che noi vogliamo tutto, vogliamo le ditte, vogliamo le macellerie”. Decisive sono poi le intercettazioni ambientali captate nell’ambito del procedimento penale nr. 1130/06 R.G.N.R./mod. 21DDA, in cui è lo stesso VERNO a riferire ad ALTOMONTE Sebastiano la sua posizione quale esponente di spicco della ‘ndrangheta, fornendo chiari elementi a suo carico ed a carico del fratello Vittorio (“...non per vantarmi, ma se trovate un altro come me, mi dite compare Pietro questo è come a voi, ... ...professore, io a 23 anni un paese come a Roccaforte per gestire un paese come a Roccaforte, non è una cosa facile, non è una cosa facile ed a 23 anni ero figliolo (ragazzo) , ero un "figghioleddu"...e con il mio sapere fare sono arrivato a prendere il paese...(incomp.)...avete capito ?... ....e...ve l'ho già detto io per esempio ...andavo non per ieri... noi gli cercavamo questo favore, perché sapevo...ma io non cerco un favore se so che non me lo possono fare...quando cerco una cosa me la devono fare perché so che me la possono fare ...non gli cerco cose impossibili..cerco le cose giuste e le cose giuste me le devono fare a me. Mio fratello per mettersi .....(incomp.),...di questo non parlare, io sapevo dove doveva andare... Se mio fratello fosse venuto da me, a dirmi... perché questo ..inc.. Mio fratello deve venire da me prima di muoversi…) ed esplicitando l’interessamento suo e del sodalizio di appartenenza nelle vicende politiche locali: ““… omissis… In data 16/10/2007, Altomonte Sebastiano è in macchina con il noto pregiudicato Verno Pietro, (cognato del defunto Pangallo Antonino, esponente in Roccaforte del Greco della cosca Pangallo–Maesano-Favasuli, assassinato in Roccaforte del Greco il 28/09/2004). I due uomini parlano di politica ed entrambi vantano la propria amicizia con Cosimo Cherubino; in particolare Altomonte riferisce al suo interlocutore che il predetto Cherubino gli aveva offerto di allearsi politicamente con lui ma aveva dovuto declinare l’invito perché a quei tempi era alleato con Crea (…”sì, ma con Cosimo Cherubino, guardate, sapete stravede per me, lui quando viene a Bova viene e mi trova e tutto, abbiamo un amicizia grandiosa...” però, lui allora mi ha detto " Nuccio, tu vuoi venire con me ? Se tu vieni con me io ti do tutto quello che vuoi ", io quella volta non sono andato, avete capito, devo dire la verità, perché mi ha detto " ti do ...(incomp.) " però a quel tempo avevo un impegno con quel cazzo di Crea”). Ancora Altomonte dice al Verno di essersi pentito di questa scelta dettata dal fatto che lui non era a conoscenza dei dissidi tra il Crea e quelli che definisce “gli amici nostri”: “che ne sapevo che Crea...io non sapevo niente che Crea era litigato con gli amici nostri e se lo sapevo mica andavo con lui pensavo che era una "truffiata" io non credevo compare, io credevo che era a trucco avete capito? eh, ho fatto una campagna ...ed ho sbagliato ...ho sbagliato perché onestamente Crea mi dava un posto..ma io..dove dovevo andare compare? io o sceglievo gli amici o il posto di Crea, che sceglievo io compare ?” Entrambi gli interlocutori continuano a parlare di politica e della loro intenzione di sostenere politicamente Giuseppe Galletta, ritenuto capace di raggiungere, grazie al loro appoggio, traguardi


considerevoli (“Peppe noi, a Peppe Galletta lo porteremo alle stelle dove ci saremo anche noi, alle stelle lui va compare perché noi abbiamo attualmente una situazione grandiosa compare..che ci possono fermare...io penso che non ci ferma nessuno , perché a noi ci vogliono bene tutti”) Altomonte manifesta ancora al Verno la sua volontà di emergere politicamente anche a costo di finire in galera (“voglio passare i prossimi 10 anni di prestigio, pure che mi arrestano, però li voglio di pieno prestigio, fino ad ora ho lavorato una vita compare ora io voglio il riconoscimento di quello che ho dato, è giusto compare ?” …”ma il mio ragionamento vi piace? fino ad ora ho lavorato sempre come una formica, ora voglio un riconoscimento di quello che ritengo che merito, se poi, voglio dire, le altre persone pensano, che voglio dire che io..che mi inquisiscano e che facciano quello che vogliono, vado pure in galera ma con onestà però”….”però per là dentro, andavo con onestà però stavolta voglio una goccia di gestione, la voglio avere pure io”…”per gestire 10 anni, pure che dobbiamo uscire giornali giornali, però voglio che queste cose le dobbiamo fare”). Altomonte sostiene di poter contare di un considerevole numero di voti (“guardate, oggi dove arriviamo noi, dove arriviamo arriviamo abbiamo voti”…”però oggi, guardate, ritengo che dove andiamo andiamo, in tutti i paesi abbiamo decine e decine di voti” ) e che grazie a questi, considerando la politica in maniera del tutto clientelare, raggiungendo una posizione di prestigio, possono sistemare a tutti: “fino a che possiamo sistemiamo a tutti compare”. Altomonte continua a sostenere che con il loro appoggio riusciranno a far diventare deputato Peppe Galletta, anche grazie ai suoi 5000 voti; a tal proposito Altomonte rammenta al Verno che lui ha già avuto, in occasione del rinnovo del consiglio provinciale di Reggio Calabria del 2006, già 1.400 voti nel solo collegio della loro zona ed inoltre sostiene che può contare sul pieno sostegno delle persone di Africo: “guardate io non dico per esagerare, guardate io oggi nella provincia di Reggio non vi dico per esagerare ma oggi ho 5.000 voti, qua ....(incomp.) 5.000 voti e non è, uno dice e non è una barzelletta? io già 1.400 li ho avuti a questo collegio ed altri 3.500 volete che non ce li abbia voglio dire ...allora Africo ce l'ho totale...” Oltre agli “africoti” Altomonte sostiene di poter contare, per il sostegno a Peppe Galletta, sull’appoggio di varie consorterie criminali, sia della tirrenica che della ionica (“ce ne andiamo a Sinopoli e blocchiamo tutti, che sono tutti amici nostri con Alvaro che gli abbiamo fatto favori non così come viene viene, per questa via a Locri li abbiamo tutti noi, Siderno, Roccella , Santo Luca, noi già partiamo e parliamo con tutti e per lui è fatta, ah, ah, non c'è niente per lui è fatta...non è che c'è...nessun problema, vi dico che non c'è nessun problema, lo teniamo noi bello pulito”). Altomonte ancora racconta al Verno che pur essendosi candidato con Crea alcune persone lo avevano invitato ad appoggiare a Pasquale Tripodi: “e vi dico compare, prima di candidarmi con Crea, c'erano amici nostri che mi dissero " ma sai non andare, voglio che andiamo da Pasquale Tripodi", me ne vado, vado a Pellaro parlo con lui e mi fa " Nuccio io a te ci tengo”; ed ancora racconta che Mimmo Crea gli avrebbe chiesto di mandargli qualcuno alla sua segreteria alla Regione ma lui non lo ha fatto perché sapeva che a Melito era in attrito con molte persone: “compare vedete, io con Mimmo Crea ve l'ho detto, Mimmo Crea è stato uno di quelli che ci ha detto mandami chi vuoi alla Regione, però siccome sapevo che a Melito non lo potevano vedere non gli ho mandato a nessuno”….”siccome alle primarie hanno visto che mi sono candidato con lui, qualche amico pensava....io mi sono candidato con lui per salire, per andare alla Provincia compare, me ne fottevo di Mimmo Crea io, chi lo ha visto mai, ho detto io con lui per andare alla Provincia ....eh purtroppo non mi è riuscito...però non sono andato dietro a Mimmo Crea per mandargli ad uno...Mimmo Crea figuratevi se non voleva ...uno alla segreteria compare, ma per davvero scherziamo?” Fiat punto A.S. nr. 10722 del 16.10.2007, ore 23.51.17, durata 0.20.30 Vds. anche sintesi di conversazione ambientale registrata all’interno dell’autovettura Fiat Punto, targata CP097NG, in uso ad ALTOMONTE Sebastiano (RIT 320/07), contraddistinta dal prog. nr. 13461 del 29/1/2008 dalle ore 23.12.32 durata 0.03.02. (vedasi pagina 12 della nota Nr. 58/8-141-2004 del 10.03.2009)

IDENTIFICAZIONE Conoscenza diretta della P.G. nonché mediante intercettazione dell’autovettura Renault Megane targata


BT187AC proc. 2113/04 R.G.N.R. D.D.A. e nr.1247/04 R.I.T. datato 29.9.2004

COLLEGAMENTI QUALIFICATI CON PERSONAGGI E OP/85 VERNO Vittorio; PANGALLO Antonino cl 1970 deceduto (erano cognati); IARIA Domenico Carmelo; IARIA Annunziato. Numerosissimi sono, agli atti di quest’Ufficio, gli OP/85 e le relazioni di servizio nelle quali si attesta che il VERNO Pietro si associa abitualmente a persone pregiudicate e/o pericolose del posto tra cui: ATTINA’ Tommaso, alias “Masino”, nato a Roccaforte del Greco, il 28/03/1961,

pregiudicato (porto abusivo arme da fuoco, indagato per associazione per spaccio sostanze

stupefacenti,

ex

latitante);

elemento

di

spicco

della

cosca

ZAVETTIERI; PANGALLO Antonino, alias “CHIUMBINO”, nato a Melito Porto Salvo il 27.09.1970, res. a Roccaforte del Greco in Via Reg. Margherita vico D/1. Coniugato, bracciante agricolo, ex sorvegliato speciale, precedenti per armi, associazione mafiosa, ecc., già latitante e capo cosca PANGALLO-FAVASULIMAESANO, cognato del nominato in oggetto deceduto nel 2004, come sopra evidenziato; SPANO’ Teodoro, nato a Roccaforte del Greco il 23.08.1958, res. a Ghorio di Roccaforte Via Palazzina Sup. nr. 5, di fatto domiciliato in Reggio Calabria in Via Sbarre Centrali nr. 433, coniugato, commerciante, pregiudicato, ex latitante (arrestato per droga, danneggiamento ecc. precedenti per tentato omicidio, resistenza a P.U., lesioni, art. 416 bis.), “capo-cosca SPANO’-GULLI’”; TRAPANI

PIETRO,

alias

“MACINA”,

nato

a

Roccaforte

del

Greco

il

09.06.1964, ivi res. in Via Puccini nr. 6, operaio forestale, pregiudicato (tratto più volte in arresto per armi, ricettazione , violenza privata, violazione di domicilio, danneggiamento aggravato ed altro), vicino alla cosca PANGALLOFAVASULI-MAESANO; STELITANO Salvatore, nato a Roghudi, il 19/04/1949, residente a Roccaforte del Greco, via Dante, 24, pregiudicato; ATTINA’ Domenico, alias “Gallina”, nato a Melito Porto Salvo, il 23/06/1966, residente a Roccaforte del Greco, in via Imbriani, 1, operaio, pregiudicato, ex


sorvegliato speciale di P.S., affiliato alla cosca ZAVETTIERI; IARIA Carmelo Domenico, alias ”PANINO”, nato a Melito P.S., il 29/10/1975, residente a Roccaforte del Greco, in via Contado 8, celibe, pregiudicato(tratto in arresto per reati sulle armi) nonché ex avvisato orale, vicino alla cosca PANGALLO-FAVASULI-MAESANO; PITASI Francesco, alias “CALANDREDDA”

nato a Roccaforte del Greco il

15.05.1946, ivi residente in Via C. Popolari nr. 27, coniugato, operaio forestale, pregiudicato (precedenti per porto abusivo di arma ecc.); PALAMARA Pietro, nato a Roccaforte del Greco, il 18/10/1944, ivi residente in via S.Maria, 44, coniugato, pregiudicato (precedenti per art. 110/75),

operaio

A.FO.R. PANGALLO Giovanni, nato a Roccaforte del Greco il 07/07/1963, ivi residente in via Provinciale, 82, ex sorvegliato speciale di P.S.; IARIA Antonino, alias “Pasta Gialla”, nato a Melito Porto salvo il 02.06.1972, residente a Roccaforte del Greco, in Via Puccini nr.11, bracciante agricolo, negativo, ma persona di interesse operativo, come testimoniano i numerosi OP/85 redatti a carico del suddetto assieme a noti pregiudicati del posto, vicino alla cosca PANGALLO-FAVASULI-MAESANO, cognato del VERNO Pietro;

UTENZE CONTROLLATE • Renault Megane targata BT 187 AC PRECEDENTI 28.01.2004 Corte di Appello di Reggio Calabria definitivo il 06.10.1994 Sorveglianz aspeciale per anni UNO

La conversazione intercettata in ambientale nel procedimento 1130\06 RGNR-DDa c.d. “Bellu Lavuru” e’ lunico elemento di novita’ dedotto dal P.M. sulla posizione di Verno Pietro rispetto a quanto gia’ delibato ( nella misura in cui era allegato agli atti di quel procedimento) dal Gip nell’ambito del procedimento c.d. Zappa 2.


La conversazione in esame attesta che nel 2007 Verno Pietro si auto definisce come una delle persone che hanno in mano il paese di Roccaforte al punto che prima di fare qualunque cosa il fratello Vittorio deve chiedere a lui il permesso, confermando, per tale via le conclusioni raggiunte sul punto dal Gip quanto all’inensistenza di gravita’ indiziaria per Verno Vittorio e integrando una sorta di confessione da parte di verno Pietro sul suolo di sodale di assoluto rilievo da lui ricoperto in seno al sodalizio di cui al capo A).

LA COSCA PAVIGLIANITI - IL RUOLO DI PANNUTI ANTONINO. Si legge nella richiesta:

“Si andranno di seguito ad analizzare gli elementi riguardanti alcuni personaggi, emersi nel corso delle investigazioni, che risultano appartenere alla cosca PAVIGLIANITI di San Lorenzo.

Il sodalizio criminale di Roccaforte del Greco negli anni, oltre a gestire per conto proprio gli affari illeciti, non ha certo disdegnato di stringere alleanze con altri sodalizi mafiosi, in particolare con la cosca PAVIGLIANTI di San Lorenzo. Tale alleanza è certificata anche da vicende passate quali la collaborazione con il noto trafficate di droga MAESANO Santo (vedasi operazione ZAPPA 1 e 2). La stretta collaborazione tra i sodalizi si evince anche dalle risultanze investigative che adesso si andranno ad analizzare. La consorteria mafiosa dei PAVIGLIANITI, è una delle più potenti del comprensorio, ha la sua base operativa nella frazione San Fantino, nel comune di San Lorenzo, ma si allarga in tutti i comuni vicini; alcuni componenti della famiglia hanno instaurato la propria base operativa nel comune di Lozzano; numerose sono le vicende giudiziarie che hanno visto coinvolti i vertici della consorteria. La cosca PAVIGLIANITI si è fatta strada in tutti i settori economici più remunerativi, tra i quali in primo luogo il traffico di droga, dato che si rileva dalle numerose operazioni di polizia che hanno visti coinvolti esponenti di questo gruppo, dai provvedimenti emessi da Autorità Giudiziarie di tutta Italia come Reggio Calabria, Torino, ed altre; in particolare le O.C.C. nr 6080/92 + 300/93 e nr 4887/93 GIP, che hanno visto coinvolti PAVIGLIANITI Domenico cl. 1961, PAVIGLIANITI Santo Salvatore e PAVIGLIANITI Settimo in un traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina proveniente dalla


Turchia e dal Pakistan. Altra operazione che ha visto

coinvolti

personaggi

della cosca

PAVIGLIANITI, risulta essere l’operazione denominata in codice “SIM CARD” (Procedimento Penale 6051/01 RGNR DDA), a seguito della quale sono stati colpiti da provvedimenti restrittivi i fratelli PAVIGLIANITI Domenico, Natale, Saverio, Settimo più altri personaggi a loro affiliati; in tale indagine sono stati accertati collegamenti con i clan di Africo, sempre relativamente al traffico di sostanze stupefacenti in collegamento con il ben noto trafficante di droga Santo MAESANO, arrestato successivamente in Spagna e collegato alla cosca PAVIGLIANITI (Santo MAESANO è colui che alcuni personaggi della Malavita di Roccaforte, tra cui PANGALLO Antonino ed i fratelli IARIA, hanno tentato di fare evadere da un carcere spagnolo, vedasi operazione “ZAPPA-2”). Questo dato conferma ancora una volta il collegamento tra il gruppo PAVIGLIANITI e il gruppo criminale di Roccaforte in particolare quello dei PANGALLO - MAESANO - FAVASULI . Queste due operazioni di polizia non hanno fatto altro che rafforzare quato già sancito nel procedimento penale 82/98 RGNR DDA e nr 133/98 R.GIP DDA ovvero quello relativo alla già citata “FAIDA DI ROGHUDI”, che ha visto i fratelli PAVIGLIANITI Domenico e Natale indagati nel tentato omicidio di CANDIDO Concetto Bruno, personaggio che, come emerso anche nel corso della presente indagine, è vicino alla cosca ZAVETTIERI, vicinanza documentata dai contatti che lo stesso ha avuto con ATTINA’ Paolo. A ciò va aggiunto quanto dichiarato dal collaboratore di giustizia Mesiano Carlo, che in merito alla collaborazione tra le consorterie mafiose di Roccaforte del Greco e la cosca PAVIGLIANITI di San Lorenzo, dichiara quanto segue:_ C: Ha conosciuto altri MAESANO, oltre a Turi , altri MAESANO sa qualcuno che riveste qualche ? B: Turi MAESANO, poi Pepè ROMEO mi presentò a uno dei PAVIGLIANITI la sotto a CHORIO che avevano una bottega che vendevano mangimi e cose varie, il fatto che stavamo là ci fermavamo cioè ho conosciuto il padre dei PAVIGLIANITI e tutto il resto , ho conosciuto gente tipo ho partecipato a Pranzi alla madonna della Montagna.

La collaborazione tra i sodalizi criminosi in discorso è stata sancita anche dalle risultanze emerse nel corso della presente indagine; infatti , con RIT 704/05, 1363/05, 1909/05, 996/06, è stato attenzionato PANNUTI Antonino, lo stesso è persona ritenuta dalla P.G. procedente affiliata alla cosca PAVIGLIANITI. Egli ha mantenuto rapporti di affari di natura illecita con personaggi di Roccaforte legati al gruppo PANGALLO - MAESANO - FAVASULI, quali IARIA Domenico Carmelo, PANGALLO Francesco - come si vedrà nei fatti reato A4 e A5 - ma va comunque rilevato che, come per le altre consorterie di cui ci si è occupati nei paragrafi precedenti, i rapporti si riferiscono solo ad affari illeciti e non sono tali da mutare gli assetti organizzativi delle diverse cosche di appartenenza; a tale proposito sintomatica è la


conversazione captata all’interno dell’autovettura BMW 320 D targata CK247LS

in uso a

PANNUTI Antonino autorizzata con RIT 704/05 (cfr. infra). L’attività tecnica e l’attento monitoraggio dei soggetti direttamente coinvolti nell’omicidio di PANGALLO Antonino ha consentito di concentrare l’attenzione verso PANNUTI Antonino. In data 16.06.2005, si dava inizio all’intercettazione ambientale - RIT 704/05 -sull’autovettura BMW targata CK247LS in uso a PANNUTI Antonino. L’atteggiamento assunto dal PANNUTI nei confronti dei Roccaforticiani è spesso contraddittorio: egli non nasconde la sua antipatia per VERNO Vittorio e, pur frequentando assiduamente IARIA Domenico Carmelo e PANGALLO Francesco, fratello del defunto Antonino, non nasconde l’interesse che si cela dietro l’amicizia con gli stessi. Dall’intercettazione della conversazione intercorsa in data 06.07.2005 tra PANNUTI Antonino e lo zio Carmelo, registrata al prog. 510, si apprendeva che l’improvvisa ascesa di VERNO Vittorio non viene vista di buon grado da tutti i sodali ed i due paventano il forte rischio che i dissidi esistenti tra le cosche possano degenerare in omicidi. Nel corso della medesima conversazione, PANNUTI sottolinea la rottura di alcuni equilibri a Roccaforte del Greco e la mancanza di un personaggio della medesima levatura del defunto PANGALLO Antonino in grado di prendere le redini della cosca PANGALLOMAESANO-FAVASULI in quel territorio. Si riporta trascrizione integrale. ...omissis....... Carmelo: Ora sta diventando assai Toto Verno (Vittorio Verno) Toto verno sta arrivando alle stelle per ora Antonino: e dove Carmelo: Va lontano? ....incomprensibile ..... Antonino: Se fa arrabbiare ....incomprensibile ..... e quegli altri ci battono i piedi, il prete (ndr MAESANO Salvatore, alias “arciprete”) ci batte i piedi Carmelo: Hanno detto che l'altra notte ha appoggiato, sopra la chiesa, e che le lampadine lo hanno preso intero e che hanno lampadina come fari. Antonino: Non hanno bisogno di lampadine perchè hanno dei cannocchiali che si vede anche di notte ....incomprensibile ..... la "stortaina" che hanno di sopra. ....incomprensibile ..... Carmelo: No per ora fa tutto Toto Verno, ha comprato il camion la sopra circa 400 milioni Antonino: un'altro camion per suo cognato, ma ha la patente? Carmelo: ha la patente, ....incomprensibile ..... Ora u Lepre (Attinà Paolo), lepre e Toto, non esce "dritto" dal paese. Antonino: Sono più furbi di quegli altri, Carmelo: Sono più furbi, di molto Antonino: ....incomprensibile ..... hanno più cervello, e pure Paolo non è fesso ....incomprensibile ... Carmelo: Si lo so.


Antonino: ....incomprensibile ..... "storti" montati in testa Carmelo: Il primo è "panino" (Iaria Domenico Carmelo) Antonino: se qualche mattina si arrabbia ....incomprensibile ..... vedi se come si spartano tutti Carmelo: Per ora chi ha potuto "Andriezzu" (Andrea Trapani) quell'altro Carmeluddu (Pangallo Carmelo) Antonino: Ma e qua Carmelo? Carmelo: Si è qua, domenica era è qua, ora è a Melito, tempo fa ha portato una macchina nuova della Renault ....incomprensibile ..... guarda se arrivano a toccare qualche cosa ....incomprensibile . Antonino: E fuggono tutti Carmelo: non posso fuggire se si arriva a toccare il grilletto e si sparano, ..... l'altra volta ....incomprensibile ..... due animali sono morti, li si dovevono ....incomprensibile ..... o si rompevono, perchè l'altro "storto" completamente e Antonino: Chi Carmelo: Ciccio Antonino: Chimbino Carmelo: Si u "Chiumbino" (Pangallo Francesco) è un montato di testa, ..........Come è finita per la chiave ....incomprensibile ..... Antonino: Si lui è, Ciccio, Carmelo: Quando viene cerca la chiave ...ma non gli e la danno Antonino: Che gli da cazzi Carmelo: Io direi a Giovanni....incomprensibile ..... Antonino: Ma che gli devono fare, ma chi si mette con queste persone, ....incomprensibile ..... Carmelo: Quello a Melito sembra un direttore di Banca ....incomprensibile ..... solo io non ho rubato mai. Antonino: Quelli i soldi li hanno fatti ....incomprensibile ..... Ma l'affitto lo paga il comune, l'affitto lo paga la Regione Carmelo: Ma la Regione per chi paga ....incomprensibile ..... Antonino: Quelli che non superano il reddito ... ... il reddito non lo supera nessuno. Carmelo: ....incomprensibile ..... Antonino: ....incomprensibile ..... e passano le fantasie a tutti, non hanno neanche una lira per cacciarsi un occhio, sono uno più morto di fame dell'altro Carmelo: A roccaforte non hanno nessun lavoro....incomprensibile ..... sono uno peggio dell'altro dove vanno nel muro, nel muro non esce niente, Nino non gli ha detto nemmeno ....incomprensibile ..... perchè per un amico, una cosa e un'altra. Era un'altro tipo di persona un'altro modo di ragionare (presumibilmente si riferiscono a Pangallo Antonino ucciso in


Roccaforte del Greco), queste sono persone inutile oramai è morto non c'è niente più. O non è così. Antonino: La situazione quella è. Carmelo: Io penso che è una situazione di un anno appena arriva l'inverno Antonino: Non arrivano all'inverno, a Settembre Carmelo: Li prendono e li tolgono Antonino: A settembre si "sturpianu" un'altra volta Carmelo: Si "sturpiano" un'altra volta a Settembre? Antonino: Si "sturpiano" a Roghudi a Settembre e coinvolgono Roccaforte Carmelo: ....incomprensibile ..... Antonino: Perchè pensi che a Roghudi sia finita? E' finita a Roccaforte, le cose stanno bollendo un'altra volta. Carmelo: A Roghudi? Antonino: Quelli non mollano a Roghudi. Carmelo: Se lì parte qualche mano non si ferma più. Antonino: Non mollano quelli a Roghudi, specialmente ora che c'è il discorso di Santo che non si sa cosa stà combinando. Carmelo: Santo Spanò? Antonino: Santo Maesano quello che hanno arrestato Carmelo: Ma sta facendo il pentito? Antonino: Il pentito ...lui sa cosa stà combinando. Carmelo: A settembre si fanno fuori, o no. Antonino: Si a Settembre devi vedere cosa combinano, una raffrescata. ...omissis..... ALLEGATO 37A Dall’attività di intercettazione è emersa chiaramente l’esistenza di contrasti nei rapporti tra gli associati della consorteria oggetto delle indagini. In particolare, è bene sottolineare i toni alquanto accesi che utilizza PANNUTI quando parla di VERNO Vittorio nel corso di una conversazione con IARIA Domenico Carmelo e PANGALLO Francesco. Al progressivo 1102 del 24.07.2005, RIT 704/05 PANNUTI, parlando con IARIA Domenico e PANGALLO Francesco, dice di avere promesso alla buonanima (riferendosi verosimilmente a PANGALLO Antonino), un vitello, ma aggiunge che non lo darà a quella persona (VERNO Vittorio) bensì ai figli del defunto. PANGALLO dice che una volta quelli di Palizzi avevano promesso un vitello al fratello Nino (Pangallo Antonino) e quella persona aveva detto di andarlo a prendere e di ammazzarlo ma PANGALLO Francesco non era d'accordo. PANNUTI continua a parlare del vitello che deve donare .


Nel corso della medesima conversazione, PANNUTI dice che non parlava nessuno quando c'era PANGALLO (Antonino) e che se ci fosse stato lui non avrebbero preso quell'altro "storto" di là fuori per rubare le vacche ma l'avrebbero fatto in tre (Pannuti Antonino, Iaria Domenico Carmelo e Pangallo Antonino) senza avere alcun problema. PANNUTI continua dicendo che Pangallo Antonino glielo diceva sempre che quelle persone sono "storte".(VEDASI ALLEGATO 37B) Dalla conversazione di cui si sopra si evince che a seguito dell’omicidio di PANGALLO Antonino, all’interno della cosca PANGALLO - MAESANO- FAVASULI avviene una sorta di lotta interna che fortunatamente non sfocia in episodi di violenza, ma diversi personaggi tendono a prendere il posto del defunto “Chiumbino”, tuttavia nessuno appare all’altezza di una degna successione e nessuno gode del totale consenso degli altri accoliti. Tra i pretendenti alla successione vi sono certamente due personaggi, uno è il fratello PANGALLO Francesco, se non altro perché fratello del defunto, l’altro è VERNO Vittorio, cognato del defunto PANGALLO Antonino. IL VERNO però non gode della stima di PANNUTI Antonino, il quale si dimostra non consenziente a consegnare a VERNO il vitello precedentemente promesso al defunto PANGALLO, circostanza che appare essere una chiara dimostrazione di scarsa stima nei suoi confronti. Al progressivo 4884 del 10.12.2005 sull’utovettura BMW 320 D targata CK247LS in uso a PANNUTI Antonino RIT 704/05, veniva registrata una conversazione all’interno dell’auto tra PANNUTI e GULLI’ Lorenzo Giuseppe, nato a Melito Porto Salvo (RC) il 16.09.1961, residente a San Lorenzo (RC) ma domiciliato in San Pantaleo e nel corso della quale il primo esterna diffidenza nei confronti dei Roccaforticiani.

Antonino:Ma che sai quello che c'è e quello che non ... non li può vedere nessuno a quelle cose lorde. Lorenzo:...inc.... Roccaforte Antonino:Hai visto come ..inc... butta fuoco con i Roccafortigiani Lorenzo:A nessuno, a nessuno, dal più grande al più piccolo Antonino:Ti vendono i Roccafortigiani, lo sai tu che ti vendono? Lorenzo:E poi devo vedere un'altro discorso tra te, ..io e te......inc.... Antonino:Lo sai che ti vendono i Roccaforigiani...... che discorso devi vedere? Lorenzo:...inc.... tu sai ...inc.... con Peppe....inc...assicurazioni... Antonino:Sono faccioli, lo sai che sono faccioli. Lorenzo:Di altro penso che .....inc..... Antonino:Non pensare che ti accarezzano davanti, ne hanno bisogno. Con me lo sai come stanno venendo, ....sai perchè stanno venendo sempre "cuci cuci" (ndr si dice di un cane che segue il padrone) con me. Lorenzo:Perchè...inc... dopo che è successo ..inc...


Antonino:Si....noi...sono andato io Sett.....per questo sono "cuci cuci" con me e senza di noi sono tagliati fuori. Lorenzo:..inc.... Antonino:(annuisce) Lorenzo:fuori stà Antonino:senza di noi sono tutti tagliati fuori. Non li può vedere ...inc... Lorenzo:Se eri tu cosa facevi

Nello stralcio di conversazione di cui sopra, PANNUTI invita GULLI’ a diffidare dei Roccaforticiani, in quanto come testualmente asserito dallo stesso PANNUTI “senza di noi sono tagliati fuori”, alludendo presumibilmente alla sua vicinanza alla famiglia Paviglianiti ed al suo relativo appoggio. PANNUTI è pertanto consapevole che gli attuali rapporti che i Roccaforticiani, nella persona di IARIA Domenico Carmelo e del sodalizio di cui è parte, stanno tessendo con lui, trovano giustificazione nell’ambizione di quest’ultimi a prendere parte alla gestione dei traffici illeciti dai quali resterebbero altrimenti “tagliati fuori”. La conversazione, oltre a confermare la diffidenza che il PANNUTI

nutre nei

confronti

dei

roccaforticiani, conferma

l’appartenanza alla cosca

PAVIGLIANITI, infatti è fondamentale il passaggio in cui il PANNUTI dice “Si....noi...sono andato io Sett.....per questo sono "cuci cuci" con me e senza di noi sono tagliati fuori”; in questa circostanza è chiaro il riferimento a Settimo PAVIGLIANITI, infatti durante il lungo periodo in cui l’autovettura del PANNUTI è stata intercettata, è stato rilevato che quasi con cadenza giornaliera il medesimo si recava in località San Fantino frazione del Comune di San Lorenzo, appunto presso l’abitazione di Settimo PAVIGLIANITI . Antonino:Eh ...inc.... il fatto dello "storto" a me loro sono quelli che hanno "armato" (ndr istigato) tutti i rapporti prima mi hanno dato il numero ad hanno "armato" tutto quel bordello e poi gli hanno detto che mi tengo a sua cognata, i Roccafortigiani..... Lorenzo:...inc... Antonino:...inc... ora esce piano piano.....ma io me ne fotto perche io a questo ......inc... Lorenzo:Ti ricordi di "maro" (ndr persona defunta) Nino. Antonino:"Maro" Nino era più "facciolo" (ndr. volta faccia) degli altri Lorenzo:Mi hai chiamato e mi hai detto una parola, ti ricordi? Antonino:Uhm? Lorenzo:I "Pizzi" di San Pantaleo? Antonino:Eh...si Lorenzo:E poi tu, sei venuto a dirmi Antonino: Eh Lorenzo:Vedi che lo sappiamo in tre


Antonino:Eh Lorenzo:invece poi di tre siamo comparsi (ndr.diventati) quattro Antonino:Eh si. E poi lo sapevano tutti ...inc..,. "ma non ti 'mbucchi" nemmeno a quell'altro. Lorenzo:Io "non mi 'mbucco niente" Antonino:Vedi che quelli dell'altra parte sono molto più seri Lorenzo:...inc.... Antonino:Uhm... non c'è paragone... ed io avevo più amicizie con quelli che con questi...io mi sono messo con questi ed ho abbandonato ...inc.... mi rispettano tutt'ora Lorenzo:...inc.... Antonino:No, non me ne fotte niente perchè noi nella situazione siamo stati...inc... Lorenzo:...inc.... Antonino:Ah ah a Tutti... Lorenzo:....inc..... Antonino:eh eh ... Lorenzo:...inc.... Antonino:Apertamente, non di nascosto Lorenzo:...inc... Antonino:Comunque io...non voglio avere a che fare con nessuno ALLEGATO 37C Nel prosieguo della conversazione, PANNUTI sembra fare esplicito riferimento a quei Roccaforticiani che hanno informato ZUMBO Virgilio (“lo storto”) della relazione extraconiugale che FOTI Rosita, cognata di quest’ultimo, ha allacciato con lui (PANNUTI), inoltre va aggiunto che ZUMBO Virgilio in data imprecisata ha subito il danneggiamento del suo chiosco presumibilmente a seguito di qualche discussione avuta appunto con il PANNUTI, che sembra il responsabile di tale atto (vedasi fatto reato nr.A18) . L’attività tecnica ha altresì consentito di acquisire informazioni circa la cosca mafiosa cui il PANNUTI risulta associato nonché sulla posizione che il predetto risulta occupare in seno al sodalizio medesimo. Al progressivo 1103 del 24.07.2005, BMW 320 D targata CK247LS in uso a PANNUTI Antonino RIT 704/05 nel corso di una conversazione con IARIA e PANGALLO, PANNUTI parla di alcune maldicenze proferite sul suo conto da ZUMBO Virgilio, nato a Melito Porto Salvo (RC) il 24.12.1961: in particolare PANNUTI riferisce che ZUMBO aveva parlato male di lui sia con la buonanima (PANGALLO Antonino) che con Settimo (PAVIGLIANITI Settimo, ritenuto al vertice dell’omonima cosca mafiosa operante in San Lorenzo) e che lo avevano indispettito al punto da chiamarlo per un chiarimento. PANNUTI dice che nella circostanza ZUMBO non aveva avuto neanche il coraggio di parlare. ALLEGATO 37D


Durante il monitoraggio delle utenze riconducibili a PANNUTI Antonino è stato rilevato che costui ha commesso un danneggiamento ai danni del chiosco di bibite ubicato in località San PANTALEO, frazione del comune di San Lorenzo. Per quanto riguarda questa circostanza saranno di seguito riportate le conversazioni - sempre realtive a tale evento – dalle quali si evince in particolare l’appartennza del PANNUTI al sodalizio criminale dei PAVIGLIANITI, mentre saranno riportate nel paragrafo relativo fatto reato nr A18 le risultanze dalle quali si evince che il PANNUTI è stato l’autore materiale del danneggiamento. In data

28.07.2005 progressivo nr. 6095 sull’utenza 328/0137962

in uso a PANNUTI

Antonino RIT 704/05, “Rosita chiama a Nino. la prima parla del fatto che è stato affittato un garage ad una persona, la quale gli ha regalato 10 litri d'olio. Poi parlano della sorella di Rosita, Fiorella. Rosita continua parlando del fatto della baracca (chiosco in San Pantaleo) e dice che i suoi sono sicuri che sia stato lui. Nino chiede come facciano ad essere sicuri e Rosita risponde dicendo le testuali parole "Nino, non sanno i rispetti che hai tu". Nino dice che se si immaginano che sia stato lui, significa che loro gli devono avere fatto qualcosa. Rosita risponde che loro sono sicuri che sia stato lui o gente mandata da lui, in quanto non sarebbero andati senza prima andare da lui. Rosita dice che Giovanna e Virgilio sono in disaccordo con Fiorella”. Da questa conversazione si evince che nella frazione SAN PANTALEO il PANNUTI sia il referente della cosca PAVIGLIANITI, infatti Rosita dice che “loro” (ZUMBO Virgilio e famiglia) sono convinti che sia stato lui o qualcuno mandato da lui “perché non sarebbero andati senza prima andare da lui”. Si riporta trascrizione parziale : OMISSIS DALLE ORE 22.54.54 ALLE ORE 23.01.01 Rosita:Come il fatto della baracca hai visto non è vero nula che io non ho parlato ...che io ho parlato che io ho negato sempre il fatto della baracca sono sicuri perchè sanno i fatti loro Pannuti:E come fanno a saperli? Rosista:Nino non lo sanno i rispetti che hai tu? Pannuti:E per immaginarsi che sono stato io allora ci sono quelli che hanno fatto qalcosa Rosita:Loro dicono che "se non è stato lui è stato chi per lui" non andavano senza che andavano da lui (ndr da PANNUTI) comunque loro sono convini che sei stato tu Pannuti:va bene ma non ci fà nulla Rosista:Ma comunque fregatene na vedi ceh Giovanna e Virgilio con Fiorella sono come i caini non gli ha chiesto gli agnelli Fiorella per portarli al maresciallo mio cognato e gli ha detto la scusa che non c'erano e poi li hanno presi alla murra gli hanno detto ora vediamo se c'è li ha l'amico mio perchè lui non glieli paga e dice gli devi dire a tuo marito che voglio 300 euro cioiè non sapete la situazione com'è fiorella loro sono belli i soldi che gli devono dare alle persone se ne fregano però i soldi che si devono prendere ..... OMISSIS DALLE ORE 23.02.14 ALLE ORE 23.02.47


ALLEGATO 36A Il ruolo di spicco che PANNUTI riveste nell’ambito del sodalizio criminale operante nella zona emerge anche dalla conversazione intercettata all’interno dell’autovettura e registrata al progressivo nr. 1180 del 27.07.2005 in uso a PANNUTI Antonino RIT 704/05. Nella circostanza PANNUTI parla in auto con altri due uomini del matrimonio del figlio di Vincenzo Vadalà il quale, a suo dire, è “zero completo” in quanto è di Bagaladi; è pertanto evidente che PANNUTI, definendo come “zero completo” una persona di Bagaladi, intenda evidenziare come il paese sia sotto il controllo suo e degli altri sodali con lui associati, ovvero la cosca di SAN LORENZO di cui lui stesso fa parte. ALLEGATO 37E Ulteriori conferme circa il contesto associativo in cui risulta inserito PANNUTI si hanno dalle conversazioni di seguito indicate intercorse tra il predetto e FOTI Rosita e da cui si evince che il medesimo goda altresì di larghi consensi ai vertici del sodalizio. In data 07.08.2005 al progressivo nr. 6565 relativo all’intercettazione dell’utenza: 328/0137962 in uso a PANNUTI Antonino RIT 704/05 “Antonino chiama Rosita e le chiede con chi stesse parlando. Rosita dice che stava parlando con sua sorella Carmela. Rosita continua dicendo di aver detto alla sorella che Virgilio sta parlando della relazione fra lei e Nino. Rosita racconta di quella persona che la sta importunando per telefono e gli dice di avergli chiesto chi gli avesse dato il numero. Rosita continua dicendo che a tale domanda l'uomo le ha risposto di averlo preso dal telefono di una persona. Poi continuano a parlare del fatto che Giovanna ha diversi amanti. Rosita parla del fatto di Lorenzo e Virgilio. Rosita dice di aver parlato con Natalina e di averle detto che (ZUMBO Virgilio) non si deve sentire "il re del cazzo". Rosita dice che Natalina le ha replicato dicendo che ad Antonino lo hanno cacciato. Antonino chiede da dove e Rosita risponde che lui sa. Antonino con voce alterata risponde che "ma che cazzo dice...se fino ad oggi eravamo .... a mezzogiorno abbiamo fatto un'operazione". Rosita continua dicendo di aver riferito a Natalina che Virgilio non ha le amicizie ed il rispetto che ha Antonino. Antonino risponde che sono cazzi suoi . Rosita continua riferendo che quando Natalina le ha detto questo fatto, lei le ha risposto che lui (Antonino) non è stato cacciato. Cade la linea.” Si riporta trascrizione parziale OMISSI DALLE ORE 23.26.36 ALLE ORE 23.27.47 Pannuti:Perchè prima hai detto con Fiorella Rosita:Ho sbagliato stavo pensando Fiorella Pannuti:Cosa? Rosita:Niente così stavo pensando il fatto che mi hai detto tu di Lorenzo ll fatto di Virgilio che ha parlato ed hanno messo a Fiorella nel mezzo Pannuti:Eh!ma dove sei? Rosita:Quà in giro piedi piedi Pannuti:Mhmm


Rosita:Tu? Pannuti:Piedi piedi! Rosita:Come mai mi hai chiuso Pannuti:Vuol dire che non potevo parlare. Rosita:Dove sei? Pannuti:Piedi piedi! Rosita:Io a Saline sono...Io sono a Saline. Pannuti:Ah! Rosita:Ah! Pannuti:A che fatto pensavi? Rosita:Il fatto di Lorenzo il fatto che vuole concludere Virgilio per tutti parla per tutti butta in mezza senza che mangiano e bevono che vuole ottenere, che vuole fare nei miei confronti, e ma ora lo acchiappo a Virgilio dopo che parlo con Lorenzo, lo acchiappo a virgilio non comprensibile, se non la finisce io non c'è la faccio più , poi abbiamo parlato pure stasera con Natalina. Pannuti:Di che parlavate con quell'altra Rosita:No parlavamo perchè mi ha detto Rosista ma dimmi la verità ma tu stai con qualcuno ti giuro che muoiano i "fighioli" (i bambini)gli hom detto è da Aprile che non ci vediamo e mi ha detto con Paolo, con Paolo siamo amici ci sentiamo ogni tanto però nulla di più importante però con lu è da 4 mesi che non ci vediamo io so solo che stà mettendo in mezzo (si riferisce a Virgilio) persone senza che mangino e che bevano, a non ci credo quà e là a va bene gli ho detto io poi non mi ricordo cosa abbia detto mi diceva non parlo nulla non voglio sapere nulla basta non mi interessa sono stanza io la notte non dormo e giro come una pazza che non dormo la notte e mio marito e che hai e che hai che non dormi mi fa male la testa mi fa male la schiena perchè penso tante cose per te penso per me penso a Virgilio Pannuti: E ti hanno telefonato e che ti hanno detto Rosita:Niente fino ad adesso hanno telefonato pure Pannuti:E che ti hanno detto Rosita:Intanto questo mi ha detto ora che vuole che ci vediamo Pannuti:E vedi chi è? Rosita:Mi ha detto se ho bisogno di soldi se ho problemi economici gli ho detto problemi economici avoglia. OMISSIS FINO ALLE ORE ......... 23.38.14 Rosita:Gli ho detto io stasera a natalina che non si senta il re del ca...tan o a me lo sai cosa mi ha detto Natalina ! Pannuti:Mhmm? Rosita:Che a te ti hanno cacciato.


Pannuti:Di dove? Rosita:Sai tu! Pannuti:Ma che cazzo dice che che cazzo dice ma se fino ad oggi eravamo oggi a mezzogiorno abbiamo fatto un operazione che mi dice a me che mi dice Rosita:Io gli ho detto che Virgilio non ha le amicizie e i rispeti che hai tu Pannuti:ma vai a coricarti tu e lei persione cretine vabbè sono fatti miei questi che venga lui che venga lui Rosita: Ma tu hai capito quello che ti voglio dire io non voglio . Pannuti:Non comprensibile Rosita:Io ti stò dicendo che quando me lo ha detto Natalina io gli ho detto a natalina ma che ca.. stai dicendo ma che stai dicendo che lo hanno cacciato ma tu nella testa hai m... cade la linea ALLEGATO 36B In data 07.08.2005 al progressivo 6566 328/0137962 in uso a PANNUTI Antonino RIT 704/05, ”Rosita richiama Antonino e gli dice che se Natalina ha parlato così, significa che lo ha sentito da qualche parte. Antonino chiede dove e Rosita risponde che forse ha sentito parlare Virgilio con Ciccio. Rosita ripete nuovamente che Natalina ha sentito che a lui lo hanno cacciato. Antonino chiede se è rimasto lui (Virgilio). Rosita dice a Nino di avere detto a Natalina che se continuano a parlare di lei e Rosita. Si riporta trascrizione:Pannuti: Pronto! Rosita:Che hai fatto? Pannuti:E' caduta la linea! Rosita:Natalina per paralre così si vede che ha sentito parlare Pannuti:E come ha sentito ? Rosita:E che vuoi che ti dica capita che ha paralto Virgilio con Ciccio Ciccio ha paralto con natalina Pannuti:E ti ha detto? Rosita:No mi ha detto che a te ti hanno cacciato Pannuti:E' rimasto lui? Rosita:Eh!! Pannuti:Mhmm Rosita:-Gli ho detto io Virgilio dove vuole arrivare che se si apre bocca quà si apre pure per giovanna io vi dico di non aprire la bocca e non sfantasiare , non sfantasio perchè che ti sembra che quando nominano a certe persone loro se li tengono tutte le storio che ha avuto Giovanna, poi là ridiamo perchè ci sono prove, Quà sai cosa succede che io volgio che glielo dicano a Virgilio Pannuti:Mhmm


Rosita:Ma dove sei tu? Io voglio dirglielo a Virgilio

ALLEGATO 36C In data 08.08.2005 progressivo 6593 “328/0137962 in uso a PANNUTI Antonino RIT 704/05, Rosita e Nino, (Nino parla in ambientale con Massimo di vestiti). Rosita chiede chi si sposa e Nino non risponde. Nino chiede se ha parlato con Virgilio, Rosita risponde che non è riuscita a parlare in quanto Virgilio non risponde. Continuano a parlare di Virgilio e Rosita dice che forse Virgilio sta parlando contro di lui per il fatto della baracca. Rosita inizia a parlare anche di quello che le ha detto Natalina, cioè che Nino è stato cacciato mentre Virgilio no, ma Nino la interrompe dicendo di averlo detto a quelle persone stamattina le quali si sono fatti una risata. Nino continua dicendo che questi non sono fatti che la riguardano. Riprendono a parlare di Virgilio, il quale non ha coraggio di affrontare le persone. Continuano a parlare di questi argomenti”.ALLEGATO 36D

329/8014845 in uso a PANNUTI Antonino RIT 1559/05 Monitorato: 393298014845 Registrazione:

5704

Ora registrazione:

26/05/2006 15.34.31

Interlocutore

+393207831245

Antonino per Rosita, Antonino riferisce che sta andando a Reggio per comprare un'affettatrice, Rosita dice che la sorella ora fa la scrutatrice per le elezioni. Rosita dice ad Antonino che è un "Bastardo" perchè ha visto la sveglia quella a forma di pentola che la sorella di lei (ndr. Giovanna) teneva al chiosco. Rosita ha chiesto alla sorella se è funzionanante, la sorella ha risposto di no, perchè qualche "bastardo" l'ha rotta, Antonino risponde che non è vero, Rosita risponde che era la sveglia attaccata al muro. Antonino sorride e chiede (ndr sembra che la prende in giro) se l'hanno rotta, Rosita risponde di si. (Ndr. si riferiscono al danneggiamento avvenuto la scorsa estate al chiosco di proprietà di ZUMBO Virgilio e la moglie FOTI Giovanna, sorella di Rosita). ALLEGATO 38A Nel corso delle conversazioni di cui ai tre progressivi sopra indicati, appare esplicito il riferimento all’affiliazione del PANNUTI Antonino alla cosca mafiosa operante in zona; la discussione tra Rosita e tale Natalina verte sull’organizzazione criminale mafiosa di cui fa parte il PANNUTI e sulle asserzioni di ZUMBO Virgilio il quale avrebbe detto che PANNUTI “sarebbe stato cacciato”(appare ovvio il riferimento alla cosca mafiosa PAVIGLIANITI), lo stesso si adira e dice alla sua amante che non è assolutamente vero, anzi che soltanto poche ore prima aveva partecipato ad una operazione (ndr per conto della cosca). A questa frase Rosita, che evidentemente è pienamente consapevole della posizione del suo amante PANNUTI Antonino all’interno degli organigrammi mafiosi del posto, dice di aver riferito a Natalina che ZUMBO Virgilio non gode nè delle amicizie nè dei rispetti di cui gode il PANNUTI, ovviamente riferito alla posizione di supremazia di cui quest’ultimo gode all’interno del


sodalizio; infine nella conversazione cui al progressivo 6593 il PANNUTI riferisce a Rosita che la circostanza in trattazione è stata riferita a quelle persone (ndr cosca PAVIGLIANITI) le quali avrebbero riso all’idea che il Pannuti non facesse più parte del sodalizio. In data

07.08.2005 al progressivo 1410 RIT 704/05

viene registrata una conversazione

intercorsa all’interno dell’auto BMW CK 247 LS tra PANNUTI Antonino, IDA’ Massimo e IARIA Domenico Carmelo nel corso della quale gli interlocutori forniscono un quadro circa l’attuale assetto delle cosche criminali: nella circostanza IARIA sottolinea come “Roccaforte è per fatti suoi e Roghudi è per i fatti suoi”, concordano in pieno con PANNUTI il quale critica le asserzioni di ZUMBO Virgilio il quale in una circostanza avrebbe detto che “San Lorenzo, Roccaforte e Roghudi è tutta una cosa”. All'inizio della conversazione la linea è disturbata TRASCRITTA DAL MINUTO 20.39.40

PANNUTI: Uno perde tutte le fantasie, tutti i ...inc... IARIA: Io dico una cosa, che la "merda" più si smuove e più puzza e uno la deve "tagliare" PANNUTI: Io la taglio sicuro, prima devo vedere chi è che mi ha fatto l'azione e poi la tagliamo IARIA: Comunque io non sono ...inc... PANNUTI: ...inc... IARIA: Qua, qua parliamo ...inc... te lo dico io ...inc... Andrea qualcosa, ..inc... quella là ha avuto contatto ...inc... Andrea... fin tanto che parla... inc..... No, penso io che Andrea non ha colpa PANNUTI: ...inc... IARIA: Tu hai scoperto ...inc... PANNUTI: Come faccio a scoprirlo ...inc... Perchè se sapevo che si poteva scoprire questa ...inc..., scoprivo tutti i cazzi IARIA: ...inc... PANNUTI: Lì il discorso è tra lui e peppe (Mangano?) IARIA: Che fa ...inc.,.. PANNUTI: Mi hai capito? IARIA: ...inc... Nino... PANNUTI: Quando, quando ...inc... gli ha parlato mai/male, quando è andato, ti ricordi quel famoso discorso? quando ...inc.. l'occasione... inc... ci ha detto che è andato e ha parlato contro a quello e contro a quell'altro. Dopo quanto hanno "menato" sotto? IARIA: Uuuuhhh PANNUTI: (c'erano metà da tosare???) Si perchè comunque IARIA: Si perchè comunque…Poi dice che la la ...inc... ma lo stupido è lui. ...inc.. è un grande tragediatore


PANNUTI: ...inc.. io non so perchè non ...inc... con lo zio Mico, con Pasquale con giovanni io non posso dire niente IARIA: ...inc... PANNUTI: Io so solo che ...inc... quello di Roccaforte IARIA: Ci sono certi ..inc.. che gli dicono PANNUTI: ..inc... IARIA: Roccaforte è per i cazzi suoi, Roghudi è peri i cazzi suoi PANNUTI: Si, come lo storto, quello la diceva che San Lorenzo, Roccaforte, Roghudi sono tutta una cosa, che "sbantasiava" ( ndr diceva fesserie) ...inc... don peppe, là Zorro. Che cazzo.... Roccaforte è per cazzi suoi e NOI siamo per cazzi nostri e Rogudi è per cazzi suoi IARIA: ...inc.. Abbiamo le nostre amicizie che sono.... PANNUTI: A me mi "salgono i cazzi" (ndr mi arrabbio) IARIA: ...inc.. io non è che vengo ... PANNUTI: E chi le ha guardate queste cose più? chi li guarda? le guardano loro? Quando gli bruciava il culo... ma và và. Quando gli bruciava il culo non si avvicinava nessuno però vicino a loro. Solo gli " storti" avvicinavano. E' verò! IARIA: Lì le tarantelle tra questi lì hanno combinate (ndr uno di loro l'ha combinata) PANNUTI: Guarda ho un paio di coglioni che tu non hai idea (ndr sono arrabbiato)

OMISSISS FINO ALLA FINE ALLEGATO 37F Anche da questa conversazione si evince chiaramente l’appartenenza ai sodalizi mafiosi della zona degli interlocutori. A ulteriore riscontro dell’appartenenza del PANNUTI al sodalizio mafioso operante in S. Lorenzosi riporta quanto emerso nel corso di una conversazione tra PANNUTI, IARIA Domenico Carmelo e IDA’ Massimo, intercettata in data 07.08.2005 e registrata al prog. 1415 dell’autovettura BMW 320 D targata CK247LS RIT 704/05 Si riporta trascrizione parziale In macchina ci sono Antonino, Iaria Domenico Carmelo e Idà Massimo. Pannuti:Non deve comparire nessuno davanti non voglio a nessuno davanti alle p...ha detto nessuno chiuso per tutti non comprensibile. IDA': Non comprensibile Pannuti: Vero vero, gli ho buttato 4 coltellate Iaria: Non comprensibile Pannuti: Non mi tagliava il coltello gli ho fatto due cose e non tagliava il dolore! Iaria:- Non comprensibile


Pannuti: A me ancora si vede dopo tanti anni quel merda mi ha fatto un "chietta" (ndr taglio) che mi ha toccato l'osso Iaria: Pure a me però a me lo ha fatto apposta Pannuti: Pure a me lo hanno fatto apposta Iaria:- Ci tenevamo a questi discorsi Pannuti: E io "mpizzava" (ndr spingevo) quel cazzo di coltello non tagliava ha detto a nessuno. OMISSIS DALLE ORE 21.15.54 AL 21.48 46 ALLEGATO 37G Nella circostanza IARIA forse mostra agli interlocutori una ferita domandando loro se si veda. PANNUTI replica dicendo che, non tagliando bene il coltello, (una terza persona) avrebbe spinto fino a fargli due fossi ma senza tagliarlo. IARIA riferisce che a lui non sia uscito nemmeno un po’ di sangue ma entrambi concordano nel dire che, nonostante siano ormai trascorsi tanti anni, perdura il segno lasciatogli dal coltello. E’ evidente che le ferite cui si fa menzione siano state procurate da terzi ma con il consenso dei conversanti: ciò induce a ritenere che una pratica del genere costituisca una parte del rito di affiliazione al sodalizio mafioso. Nella conversazione di cui al suindicato progressivo, sia PANNUTI che IARIA esprimono con dovizia di particolari il taglio praticato loro con la lama di un coltello ed il segno tuttora visibile rimasto impresso. A tale prposito si riporta lo stralcio di conversazione rese dal collaboratore Carlo Mesiano:A; Queste persone erano presenti al suo battesimo ? B: Si e successo una cosa comunque . A: Cioè cosa avete fatto cosa è stato detto? B: Sono state dette delle fasi sottovoce di TURI MAESANO c’era una tavolata tutta di bibite sono uno ha bevuto bibite perché aveva il diabete, Giuseppe e vino niente, ci siamo ubriacati praticamente ma prima di ubriacarci Teodoro SPANO’ a solito con lepro. A: Ma in cosa consiste questo battesimo cosa gli hanno detto? B:Che diventavo giovanotto diciamo che potevo essere già nel comune di Roccaforte ero cittadino onorato e potevo sentire e fare come era una persona normalissima … solo nel comune di Roccaforte avevo dato le cose ed avrebbero dato voce che ero stato fatto là a Roccaforte. A: E? stato fatto? Avvocato DATTOLA : IL magistrato vuole che gli spieghi proprio il rito .. A: Quello che stavamo parlando cioè cittadino onorario di Roccaforte o cittadino onorario della Mafia di Roccaforte. B: Cittadino Onorato di Roccaforte ma non il sindaco dalla malavita, chiamiamola malavita là sopra perchè era solamente.


A: Dobbiamo chiarire la cosa .. B:Ero chiamato cittadino Onorato di Roccaforte della MALAVITA Roccaforticiana. C: C’è stato un rito particolare che cosa avete fatto ? B: c’è stato una cosa detta da Turi MAESANO e poi si sono guardati in faccia Chiumbino e Turi e tutto il resto della tavola per me si può fare, perché ci voleva il numero preciso, più anziani possibili e meglio era , poi il Chiumbino lo faccio io o lo fai tu, per me è la stessa cosa, Carlo è nostro ormai ha detto TURI e fui bucato ma non normale, dall’altra parte diciamo. A: Cioè bucato ? Avvocato: Con che cosa? B: Con un coltello. A: Da parte di chi? B: U Chiumbino, Nino PANGALLO Antonino detto Chiumbino. A: Un coltello che ha? B: Sulla mano sinistra a quel punto comincia a baciarmi con tutte le persone il mio sangue toccava con gli altri, pure se ero malato non c’era nessun problema , si continuava. A: Quindi salutava tutte le persone con la mani B: Mi baciamo e mi raccomando da oggi però a Roccaforte si a posto, al che in paese si seppe in tutti i posti a chi i ragazzi Carletto da Reggio. C: Una su questa cosa perché a fare a dire le parole sottovoce fu MAESANO e non un altro per dire ? B: Perché MAESANO viene chiamato il prete cioè era una persona. C: Cioè aveva un grado più elevato era qualche. B: MAESANO prima di fare una cosa ci pensava non era affrettato. Avvocato: Ma aveva un grado superiore rispetto alle altre B: Era capo Bastone il capo Bastone era MAESANO e Chiumbino. Avvocato: Capo Bastone . Si rende dovero

precisare

che

le dichiarazioni rese dal

predetto collaboratore rispecchiano

perfettamente l’analisi fatta sulle conversazioni captate all’interno dell’autovettura di PANNUTI Antonino, infatti da quanto asserito dagli stessi interlocutori, è chiaro il riferimento ad un rito di affiliazione, che risulta del tutto conforme a quanto riferito dal collaboratore e vissuto da egli stesso in prima persona. Nel corso dall’attività tecnica posta in essere, sono stati accertati anche dei rapporti che il PANNUTI mantiene con ATTINA’Paolo, e sono attestati anche da alcune conversazioni intercorse con i familiari di quest’ultimo nel corso delle quali PANNUTI domanda di parlare con lui.


Al progressivo 4424 del 21.11.2005, PANNUTI scende dall’autovettura e dalla posizione del veicolo, rilevata dal sistema di radiolocalizzazione satellitare, risulta essere a San Fantino nei pressi dell’esercizio gestito dalla famiglia PAVIGLIANITI. Macchina in movimento, autoradio acceso. 09.18 scende. Da Gps si trova in San Fantino nei pressi dell'esercizio gestito dai Paviglianiti L’asservimento del PANNUTI a PAVIGLIANITI Settimo, ai vertici dell’omonima cosca mafiosa, traspare anche dall’intercettazione della conversazione di cui al prog. 1727, intercorsa all’interno dell BMW 320 D targata CK247LS RIT 704/05 in uso a PANNUTI, mentre a bordo della stessa erano presenti PANNUTI Antonino, IARIA Domenico Carmelo, IDA’ Massimo e PANGALLO Francesco. ALLEGATO 37H In particolare, in questa conversazione PANNUTI dice che Settimo (PAVIGLIANITI Settimo) gli aveva raccomandato di avvisarlo di qualsiasi iniziativa stesse per prendere, frase che conferma ancora una volta l’appartenenza del soggetto in questione al sodalizio criminale dei PAVIGLIANITI. Il ruolo che PANNUTI riveste in seno al sodalizio emerge a chiare lettere dall’analisi della conversazione di cui di seguito si riporta la trascrizione, intercorsa tra PANNUTI Antonino e BEVILACQUA Enzo, e registrata al prog. 2035 del 30.08.2007 BMW 320 D targata CK247LS RIT 704/05; nel corso della conversazione PANNUTI lamenta un tentato furto posto in essere nei pressi del Bar Tropical sito a San Lorenzo, fraz. Marina, gestito da MANGIOLA Vincenzo ma inequivocabilmente riconducibile alla famiglia PAVIGLIANITI, come testimoniato dall’emblematica frase pronunciata da PANNUTI, il quale proferisce testuali parole: “il bar a San Lorenzo Marina è nostro”. ...omissis......... dal minuto 20.11,03 Antonino:Vedi che mi hai gonfiato i coglioni, Uomo:..incomprensibile.... Antonino:l'altra sera siete andati tu e tuo cognato ed avete fottuto (ndr rubato) un motorino, là al bar... Uomo:dove? Antonino:A San Lorenzo Marina ...ieri sera tu e tuo cognato siete andati per rubargli la macchina,

Uomo:A chi. Antonino:Là al bar.......il bar a San Lorenzo Marina è nostro Uomo:La macchina? Antonino:Si Uomo:Quando Antonino:Ieri sera ...ti ha visto Vicenzo (ndr Mangiola Vincenzo), non dire che....inc.... Uomo:dipende che macchina, Antonino:non so cha macchina, non siete riusciti a prenderla


Uomo:Ieri sera Antonino:Si Uomo:..inc.....a Carmelo Antonino:sicuro, Uomo:Parola d'onore. Antonino:Ma tu lo sai là, di chi è il bar..... Uomo:Non lo sò? (ndr. sa di chi è) e tu...inc.... Antonino:Ed il motorino chi lo ha rubato, mi ha detto che il motorino lo ha rubato tuo cognato. Uomo:..inc....

Antonino:Va bè, non mi interessa del motorino, non andate a rompere i cazzi là. Uomo:Parola d'onore io, non stò andando per là. Antonino:No, là puoi andare Uomo:No, vado ma non vado ....... Antonino:Non è che dici.....io oggi sono venuto a chiamarti ma non ti sei alzato che dormivi........sde non altro...che dobbiamo fare le solite tarantelle. ...Senti che ti dico...vedi che devi essere sincero con me ......se no andiamo a trovare a tuo fratello e ...m'pare ........a Reggio, e ti pesto avanti a loro, anzi ti faccio dare gli altri da loro Uomo:Ditemi Antonino:No a me mi devi dire tu,dimmi, no ditemi. Sono entrati in una macchina, l'altra sera qua Uomo:Dove Antonino:Qua , li sopra a ....inc..... sai qualcosa tu? Uomo:No, qua a Melito? Antonino:Lì là sopra alla villa Foti, vedi che devi essere sincero con me. Uomo: Vi dico di no Antonino:Invece a Bagaladi che hai? Uomo:Ieri sono andati a ...inc.... Antonino:A Bagaladi? Uomo:Si ...inc.... Antonino:Di Altro niente Uomo:niente ..niente Antonino: Lascia Fottere( ndr. stare) la parola d'onore con me ....vedi che ha chi ha e noi rispettiamo le persone però ...inc...ed abbiamo intenzione di rispettare.... Uomo:A San Lorenzo non stò ...inc..... Antonino:Se a te interessa qualcosa, Uomo:Io chiedo


Antonino:Vieni da me personalmente e chiede, possiamo fare quel discorso, non possiamo fare quel discorso .....io a voi vi capisco....inc....... Uomo:...inc..... vi è mancato più qualcosa là a San Lorenzo... Antonino:No, il problema è per il bar Uomo:No, no, io sono andato da Carmelo ieri Antonino:Non mi interresa, non ci sono problemi per Carmelo lo so, lo so ... Uomo: ..inc..... Antonino:mi raccomando non voglio che facciamo tarantelle.....vedi che con compare Totò ci rispettiamo, vedi che con Giampaolo ci rispettiamo è un amico intimo ....non voglio che...se ha te si serve qualcosa.... a me mi dici ... se non si può là un oggetto lo prendiamo da un'altra parte...non ti preoccupare ..oppure ...perchè noi sappiamo chi è chi non è. Uomo:Si, si Antonino:Ci siamo, allora con quello non hai avuto niente da spartire ....con questo discorso Uomo:No Antonino:Sei Andato a Bagaladi e ti sei andato a prendere il motorino, te lo ha regalato Uomo:No ..inc..... Antonino:Va bene con me non ci siamo visti proprio.....vedi che dobbiamo essere sicuri al mille per mille Uomo:..inc.....che non c'erano problemi.

Antonino:Perchè io gli ho garantito, che Vicenzo (MANGIOLA Vincenzo) pure che ha fatto qualcosa a noi lo dice, e ce lo deve dire, che non ci sono problemi, l'importante che noi lo sappiamo ..l'importante che noi lo sappiamo.....non mi fare uscire pazzo e poi esci “O Ghianu” (allo scoperto), perchè se no poi finiamo. Uomo:Che penso io...non...inc... Antonino:Parla dici, non ti vedo sicuro Uomo:no,no, Antonino:Sicuro. Uomo:..inc.... ti avrei detto che ho toccato là, ho toccato là...... Antonino:Hai avuto problemi, ti ricordi...le cose vecchie......hai toccato, non hai toccato ... non c'è stato alcun problema, a me..ormai è fatta , però voglio sapere quello che è successo è quello che non è successo. Uomo:Ve l'ho raccontato Antonino:Ora no voglio.......perchè da noi viene compare Totò, ....’mpare Totò per noi...lo rispettiamo, come rispettiamo a tuo nipote, come rispettiamo a tuo fratello perchè è compare, avete il San Giovanni e


rispettiamo anche a te per questo motivo......Allora tu di questo fatto non ne sai niente di macchina e non macchina. Uomo:No, Antonino:..inc.....allora con quel Mico non avete Niente Uomo:No,no Antonino:ma stai prendendo Uomo:No no. Antonino:Perchè non è coinvolto qualcuno...per quel discorso Uomo:No Antonino:Sicuro, vedi che mi sto prendendo.....va bene vado pure a Reggio e parlo....... mi sto prendendo un Pajero...me ne serve uno ...parlo con te oppure devo andare a Reggio ..... Uomo:inc...... Antonino:Vincenzo ti raccomando, vedi, siamo sicuro di queste cose, Uomo:...inc...si Antonino: Vedi che se mi risulta di no... Uomo:...inc... Antonino:A me non mi interessa, io mi fido, pero non voglio che poi mi salta che è no, perchè è meglio che mi dici, io ho fatto quel lavoro, e basta, si chiudono queste discussioni, e tu sai come ragiono io, ..inc.... Uomo:Niente completamente Antonino:che noi li chiudiamo questi discorsi, il motorino lo avete preso quella sera voi allora, ...lo ha preso tuo cognato, Uomo:Mio cognato lo ha preso Antonino:Va bene, che se lo tenga, non mi interessa, ma che non vada più a rompere i cazzi per la seconda volta là, perchè quello è un tedesco e va bene, a noi ci va bene, ma ci "curria"(ndr. fa scappare) i cristiani a noi. E Vicenzo è nostro là, andatevi a rompere il culo più da quella parte , più da questa parte, dove cazzo volete, ma giusto giusto vicino al bar, Uomo:..inc.... Antonino:Va bene,ma poi se passate i grattacapi, non viene nessuno, ..inc..... Uomo:va bene. Antonino:Più la fuori, qua fuori, ...però non ci andare a gonfiarli, ha detto Vincenzo che ieri eravate là tu e tuo cognato, tuo cognato era nascosto dietro una macchina, poi sei arrivato tu con tua moglie, lo avete fatto salire e siete fuggiti. Quello ha detto che gli stavate prendendo la macchina. Uomo:..inc.... Antonino: Hai capito, andatevi a rompere il culo, più da questa parte, più da quella. Quello se lo è tolto ormai, non ..inc..... Va bene


Uomo:Tranquillo, Antonino:Vedi che non voglio fare cattive figure, poi dicono, lo vedi là, tu dici che lo rispettiamo, tu dici che lo dobbiamo e poi lui se la porta male, Uomo:Ma prima o poi io ve lo avrei detto tranquillamente, ...inc...... Antonino:Io ti dico, prima vedo Uomo:Non vale la pena, prima li nascondo...che era peggio la cosa. Antonino:Vedi che le cose si sanno, e tu lo sai che si sanno tutto Uomo:E normale, Antonino:Come abbiamo saputo tutto ..avete fatto quelle che avete fatto ....ci sono stati problemi, non c'è stato alcun tipo di problema, non è venuto nessuno che vi è venuto a rompere i cazzi e nessuno che ti venuto a dire niente. Però quando vengono a trovarti io e voglio sapere un discorso devi essere sincero, e dirmi sono stato io, non sono stato io. Ora tu mi dici che il motorino lo ha fatto mio cognato, che se lo tenga, se la fa in culo pure il motorino, non ci interessa, però non andare a rompere i cazzi là… Uomo:Ora me la vedo io con mio cognato Antonino:Diglielo, di andare più la fuori, ....cazzo sempre da noi vieni " mi sduni" .....io avevo fatto la pensata di andare a Reggio stasera, ...ma che cazzo vado per davvero, mi sembra pure male andare ...inc......Tuo fratello vado là, rimane pure lui male, è sempre tuo fratello non è che puo dire " affogatelo”....è giusto o è sbagliato Uomo:Giusto, ma fino a che non faccio niente, io non ho colpa. Antonino:Ma io voglio che tu sia sincero ........se tu sei sincero....per le altre cose, non è un problema. Va bene poi ci vediamo, ora sto andando a prenderla questa cosa (ndr il Pajero) Uomo:Prendetela che quando è, venite mi trovate e la prendiamo, ..inc...non c'è problema. Antonino:Poi c'è ne andiamo una sera......spiegaci ai tuoi cognati...inc.....andate al bar prendete quello che volete, non ci sono problemi, però lasciate ..inc....non ci stonate la testa, da noi. Uomo:Non succede, non succede perchè non va ..inc.... Antonino:Se ti serve qualcosa vieni e me lo chiedi a me che non ci sono problemi, Uomo:Ti offro qualcosa da bere? Antonino:No, me ne vado, che ho da fare, ...lo hai capito Vincenzo..... Uomo:...inc.... Antonino:siamo sicuri allora? del fatto di questa macchina? Uomo:Si Tranquillo Antonino:Ciao. Omissis da 21.21.07 fino alla fine

ALLEGATO 37I Questa conversazione induce a fare diverse considerazioni; in primo luogo vi si legge l’ulteriore conferma dell’appartenenza del PANNUTI, di cui già si è ampiamente parlato, alla cosca mafiosa


operante in S. Lorenzo; se ne può desumere, inoltre, il controllo che la cosca PAVIGLIANITI mantiene sul territorio ricadente sotto il comune di San Lorenzo; infatti il PANNUTI rimprovera un soggetto di sesso maschile identificato in BEVILACQUA Enzo, nato a Reggio di

Calabria il 12.07.1982

domicialito Melito P.S. Via del Fortino, nomade più volte denunciato per furto, di aver tentato di asportare, la sera prima, una autovettura nei pressi del bar Tropical insieme a suo cognato e a sua moglie (presumibilmente MORELLO Cosimo, MORELLO Rosanna); PANNUTI lo redarguisce in quanto il Bar Tropical è riconducibile all’organizzazione di cui il Pannuti fa parte (cosca PAVIGLIANITI). La conversazione conferma il pieno controllo della cosca sul territorio, infatti il PANNUTI dice a BEVILACQUA che, qualora gli servisse qualcosa a San Lorenzo e Bagaladi, deve rivolgersi a lui, che gli dirà se si può fare o no (si fa riferimento anche ad un motorino che è stato asportato a Bagaldi; si noti come il PANNUTI “autorizzi” il BEVILAQUA a tenere il motorino). In pratica, nella zona di influenza della cosca, è il PANNUTI che può dare l’autorizzazione a rubare qualcosa (“se ti serve qualcosa la prendiamo da una altra parte”), e si raccomanda più volte di non andare vicino al bar perché è controllato da loro. Al progressivo 1149 del 26.07.2005, BMW 320 D targata CK247LS RIT 704/05, viene intercettata una conversazione dal contenuto equivoco tra PANNUTI, IARIA Domenico Carmelo e PANGALLO Francesco dalla quale si intuisce che i tre si trovano a bordo dell’auto in movimento, preceduti da un’altra autovettura condotta da PALAMARA Pasquale, nato a Reggio Calabria il 12.01.1984, residente a Roccaforte del Greco. I tre per tutto il tratto di strada percorso temono il controllo dei Carabinieri. Si evince chiaramente che i tre non vogliano essere controllati insieme in quanto, per esperienze giudiziarie passate, temono che un eventuale controllo possa essere materiale probatorio da utilizzare contro di loro in un’eventuale accusa per associazione mafiosa. Infatti, nel corso della medesima conversazione, i tre parlano della pena prevista per l’associazione mafiosa ed in particolare IARIA dice: “però se ti fanno l’associazione, non è che ti fanno solo l’associazione mafiosa…incomprensibile…omicidi” e PANNUTI replica:“e va bene voi non li avete…” e PANGALLO: “no, noi non c’è problema proprio”. PANNUTI continua dicendo: “a noi qualche associazione vi possono fare…solo questo ci possono buttare che altro non abbiamo ALLEGATO

37L Il timore che i vari accoliti hanno nell’essere controllati dalle forze dell’ordine si apprende anche dalla conversazione registrata sull’autovettura Fiat Punto targata AA 272 VW In uso ad ATTINA’ Paolo, che conversando con PANGALLO Domenico, detto bicicletta, fa riferimento ad un procedimento che c’è a loro carico, il PANGALLO dice che “li possono fregare solo se hanno fermi altrimenti non hanno nulla”. Circa il ruolo del Pannuti si veda anche infra, Cap. VIII, a proposito dei reati contro il patrimonio.”


Nell’ordine. Il 6\7\05 si registra una conversazione fra Pannuti Antonino e tale Carmelo non meglio identificato. In primo luogo si rileva che non e’ chiarito in base a cosa gli inquirenti ritengono Pannuti Antonino un affiliato alla cosca Paviglianiti. I due conversanti parlano dell’ascesa di Toto’ Verno ma non si comprende sulla base di quale dato Toto’ Verno sia Verno Vittorio. I due conversanti sembrano conoscere bene i circuiti delinquenziali di Roccaforte e Roghudi, parlano di Iaria Domenico Carmelo, di Paolo lepru, dell’inadeguatezza di Pangallo Francesco a reggere le sorti del locale dopo la morte del fratello Antonino; commentanto negativamente il fatto che tali persone non hanno nessun lavoro a Roccaforte, affermano che sono..inutili, che vi sono turbolenze e che a settembre scoppieranno problemi tanto a Roghudi che a Roccaforte. Il 24\7\05 sono Pannuti Antonino, Pangallo Francesco e Iaria Domenico Carmelo a conversare. Il dialogo conferma l’esistenza di contrasti nel gruppo Maesano-Pangallo-Favasuli

in merito alla successione di Pangallo Antonino. Risulta,

altresi’, che Pannuti Antonino non riconosce a Verno Vittorio l’idoneita’ a svolgere funzione direttiva. Fin qui si ascolta Pannuti Antonino parlare degli equilibri all’interno del sodalizio altrui, si dimostra, per tale via, che l’indagato ha conoscenza di quanto sta avvenendo nel gruppo Maseano-Pangallo-Favasuli mentre nulla di significativo e’, ancora, emerso in ordine alla specifica contestazione mossa all’indagato. La conversazione del 10\12\05, invece, tra Pannuti Antonino e Gulli’ Lorenzo Giuseppe rende noto che il gruppo di cui Pannuti fa parte non nutre fiducia nelle persone di Roccaforte ritenute inconsistenti senza il loro appoggio. La conversazione e’ importante perche’ consente di cogliere il primo segnale dell’esistenza di un sodalizo di cui Pannuti farebbe parte. In tal senso ancora piu’ significative sono le conversazioni di cui si legge alle pagine 249 e 250 della richiesta perche’ attestano che nella percezione delle persone di San


Pantaleo , tra cui Zumbo Virgilio, Pannuti Antonino e’ considerato il referente di persone autorevoli, con potere di controllo sulla zona. Manca, pero’, anche in questo caso un certo riferimento alla cosca Paviglianiti. In precedenza, dalle conversazioni del 7\8\05 tra Pannuti e tale Rosita si sente riferire di una sorta di caduta in disgrazia di Pannuti che sarebbe stato cacciato, affermazione proferita’ da Rosita che scatena la reazione di Pannuti. Su questo tema si ritorna nella conversazione del 26\5\06, a distanza di quasi un anno ma continua a non evincersi da nulla che il pettegolezzo riguardi l’asserita espulsione di Pannuti dalla cosca Paviglianiti. Il 7\8\05 si registra ancora una conversazione di interesse tra Pannuti, Iaria Domenico Carmelo, Ida’ Massimo. Pannuti afferma che San Lorenzo, Roghudi e Roccaforte sono entita’ autonome , ciascuna per fatti propri. La conversazione prosegue e sia Pannuti che Iaria fanno riferimento ad un “taglio” che qualcuno ha fatto loro, con il loro consenso. Con buona probabilita’ si tratta di un rito di affiliazione e questo conferma quanto riferito da Mesiano in merito alle modalita’ di svolgimento di questo rito. La circostanza conferma l’affiliazione di Iaria Domenico Carmelo ad un sodalizio che, in base alle pregresse, numerose conversazioni sappiamo essere quello denominato come Maesano, Pangallo, Favasuli e quella di Pannuti ad un altro sodalizio che in base al riferimento enucleabile sulla base della successiva conversazione potrebbe essere realmente la cosca Paviglianiti. Sul punto valutera’ il P.M. , anche alla luce di quanto emerso nell’ambito del procedimento c.d. Zappa2 se si tratti di due entita’ associate distinte o meno. Nella conversazione del 30\8\07 , infatti, Pannuti redarguisce tale Enzo Bevilacqua pe avere egli rubato, insieme a un cognato, un’autovettura al bar di San Lorenzo marina formalmente riconducibile a tale Mangiola Vincenzo. Mangiola, dice Pannuti, lo ha immediatamente avvertito perche’ il bar e’, in realta’ “nostro” ( di Pannuti e di altri non meglio identificati). Lo sviluppo della conversazione attesta senza significativi margini di dubbio l’impiego di metodi mafiosi nella gestione


dell’intera vicenda da parte di Pannuti il quale autorizza Bevilacqua a tenere per se il motoveicolo a condizione di non creare piu’ problemi dalle parti del loro bar. Quanto alla identificazione del sodalizio di cui Pannuti fa parte si rileva che i dati giudiziaria piu’ recenti in ordine alla esistenza della cosca Paviglianiti sono quelli del procedimento c.d. “Sim Card” per il quale la sentenza di primo grado e’ stata emessa a marzo del 2003. Gli atti dei procedimenti Zappa 1 e Zappa 2 attestano, poi, che Maesano Santo, persona storicamente affiliata alla cosca Paviglianiti, per tentare di evadere dal carcere in Spagna si stava avvalendo di affiliati alla cosca Maesano-Pangallo-Favasuli. Tutto questo per dire che non vi sono elementi coevi ai fatti oggi in esame che attestino la perdurante esistenza della cosca Paviglianiti pur dovendo ritenersi assistita da gravi indizi l’assunto secondo cui Pannuti fa certamente parte di un sodalizio che agisce e controlla il territorio con logiche e metodologie mafiose, che opera in una zona che storicamente e’ stata presidiata dalla cosca Paviglianiti ( cfr. atti del proc. 33\93 RGNR-DDa), sodalizo la cui denominazione e i cui componenti, allo stato, oltre Pannuti, sono ignoti.

In definitiva puo’ affermarsi che le attività procedimenti penali 2113/04 RGNR DDA

techiche

poste in essere in seno ai

e 4290/04 RGNR DDA, connesse alle

dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia MESIANO Carlo, ed ai vari servizi di OCP effettuati da personale del Comando CC di Melito Porto Salvo NOR, integrate con le risultanze emerse da alcune recenti indagini (in particolare, operazione c.d. ZAPPA 2, che deve per certi versi considerarsi attività complementare alla presente, ma anche operazione c.d. ONORATA’ SANITA’ ed operazione c.d. BELLU LAVURU, cfr. relativi provvedimenti cautelari in atti) conducono ad affermare quanto segue. Dopo la fine della faida, le due cosche operanti nel territorio di Roccaforte del Greco hanno “deposto le armi”, federandosi al solo scopo di meglio condurre gli affari illeciti nella zona. Alcune conversazioni intercettate all’interno della autovettura lancia Y


targata BY427 HV in uso a IARIA Domenico Carmelo confermano tale circostanza . Fino al settembre del 2004 tutti gli affari illeciti (traffico di droga, gestione degli appalti pubblici ed altro) a Roccaforte del Greco venivano gestiti da due personaggi di grande spessore criminale , MAESANO Salvatore, detto Arciprete referente della cosca ZAVETTIERI, e PANGALLO Antonino, detto “Chiumbino o Cinghiale “ per conto della cosca PANGALLO - MAESANO - FAVASULI” , circostanza emersa sia dalle intercettazioni telefoniche ed ambientali, sia dalle dichiarazioni del collaboratore MESIANO Carlo.

Tale assetto organizzativo e’, in qualche modo, confermato da

quanto accaduto l’ 08.04.2004 allorquando due killers a bordo di una moto hanno attentato alla vita di SPANO’ Teodoro. L’attentato potrebbe, effettivamente, alla luce dei successivi contatti tra Spano’ Annunziato e Maesano Salvatore e Pangallo Antonino cl. 70, essersi verificato seguito delle ambizioni di

SPANO’ di predominio sulla frazione di

a

“Chorio di

Roccaforte” interferendo con la signoria dei fratelli Gulli, uno dei quali, i GULLI’ Vincenzo, e’ certamente responsabile dell’attentato. Il delitto, che non e’ stato portato a termine solo perché casualmente transitava di lì una pattuglia di carabinieri, non ha avuto ebbe nessuna risposta. Il monitoraggio delle utenze riconducibili alla vittima ha evidenziato che da un lato la vittima non si recava più a Roccaforte del Greco e ordinava giubbotti antiproiettile al fine di provvedere alla propria autotutela, mentre dall’altro teneva un comportamento spudoratamente servile nei confronti di PANGALLO Antonino e di altri accoliti (quali IARIA Domenico Carmelo e IARIA Annunziato). In data 28.09.2004 in circostanze misteriose muore

PANGALLO Antonino detto

“chiumbino”. Neppure dopo questo delitto si registrano reazioni ma sulla causale e sulle responsabilita’ per questa morte il Gip non ha condiviso le richieste del Pubblico Ministero. Gli atti di indagine hanno, comunque, confermato che la morte di Pangallo Antonino cl. 70 le redini criminali di Roccaforte del Greco (RC) sono gestite prevalentemente da


MAESANO Salvatore non senza

malumori da parte degli affiliati dell’altra

consorteria. In particolare

IARIA Domenico Carmelo si lamenta del fatto che PANGALLO

Francesco, che ha preso il posto del defunto fratello a capo dell’organizzazione, non ha lo stesso carisma di colui che gli accoliti definiscono “la buonanima” . In ogni caso ll’attività illecita è continuata senza sosta anche dopo i due fatti di sangue. In particolare e’ continuata l’attivita’ di smercio di sostanza stupefacente in relazione alla quale la netta frammentazione del dato indiziario non consente di ravvisare gli elementi, se pur minimi, per dire che tale attivita’ e’ stata condotta in seno ad un sodalizopo del tipo di cui all’art. 74 DPR 309\90. E’ emerso, di contro, in termini ben piu’ netti che il sodalizio di cui al capo A) ha continuato a gestire la vita politica del paese. E infatti in data 28 e 29 maggio 2006 si sono celebrano le elezioni per il consiglio comunale. Prima di tale data, ovvero il 11.09.2005, all’interno dell’autovettura FIAT Uno PANGALLO Giovanni

parlava

con tale Lillino che manifestava l’intenzione di

candidarsi, e Giovanni Pangallo affermava che Turi (MAESANO Salvatore) Bicicletta (PANGALLO Domenico) ed altri si erano già accordati con Ercole (NUCERA Ercole). E’ risultato che in data 28 e 29 Maggio 2006 alle elezioni comunali di Roccaforte del Greco si e’ presentata una sola lista con candidato a Sindaco Ercole NUCERA che ha vinto le elezioni.. Durate il periodo in esame (Aprile 2004 – Aprile 2008) diverse gare d’appalto sono state bandite dal comune di Roccaforte del Greco. Dalle attività tecniche (in una conversazione ambientale PANGALLO Giovanni fa riferimento a due ditte che lavorano a Roccaforte del Greco ovvero la ditta di PANGALLO Francesco e alla ditta di MESIANO

Andrea)

e

dalle

dichiarazioni

di

Carlo

Mesiano

si

evince

che

l’organizzazione decide quale debba essere la ditta ad aggiudicarsi di volta in volta l’appalto, e che la ditte privilegiate risultano essere quella di Pangallo Francesco e


quella di Mesiano Andrea. Orbene, sono state monitorate numerose gare d’appalto che sono state aggiudicate tutte dalla ditta di PANGALLO Francesco ad eccezione di una, quella relativa alla riqualificazione del centro storico, che è stata aggiudicata dalla ditta Effegi di Lamezia Terme,

ma poi data in sub-appalto alla ditta di

MESIANO Andrea che pure aveva partecipato in prima persona alla gara ed era stata esclusa. In seno all’associazione mafiosa in trattazione, durante tutto il periodo delle indagini, alcuni personaggi, a conferma della forte pervasività del sodalizio, hanno mantenuto stretti rapporti con alcuni politici regionali, in particolare con L’onorevole CREA per quanto concerne ATTINA’ Paolo, che tra l’altro a seguito di ciò è stato tratto in arresto nell’ambito dell’operazione denominata in codice ONORATA SANITA’ (vedasi Capitolo VI relativo ai rapporti con la politica). L’attività criminale del sodalizio non si e’ fermata al comune di Roccaforte del Greco e ad alla fascia Ionica reggina ma

sono stati accertati collegamenti del

sodalizio con personaggi legati alle cosche di Africo e San Luca. Sono emersi

contatti con la Svizzera dove si

ricorda è stato tratto in arresto

MAESANO Fortunato da anni latitante per la giustizia Italiana ma paradossalmente libero di prendere appalti pubblici nel paese elvetico. E’ stato accertato un traffico di armi con la Svizzera. Oltre quindi quanto accertato con autorita’ di giudicato dalla sentenza del 22\4\02 , e’ dato che pacificamente emerge dalle attività tecniche svolte nell’ambito del presente procedimento che a Roghudi-Roccaforte continuano a esistere due cosce ( zavettieri e Maesano-Pamgallo-Favasuli) federate in un nuovo sodalizio forzato. Quanto e’ emerso dalle attivita’ tecniche trova eco nelle dichiarazioni del collaboratore di giustizia MESIANO Carlo che nel corso del suo interrogatorio ha delineato chiaramente le due “anime” dell’organizzazione, individuando con sicurezza e precisione i principali soggetti che ne fanno parte, così disegnando uno scenario che


trova , per buona parte, corrispondenza negli esiti delle attività di indagine compiute nel presente procedimento. Per quanto sopra, sia alla luce delle dichiarazioni rese da un affiliato al clan, sia da quanto emerso nel corso dell’attività di indagine, si può affermare che in Roccaforte del Greco è attuale la presenza della cosca ZAVETTIERI, capeggiata da MAESANO Salvatore, detto l’ARCIPRETE, a fianco della cosca PANGALLO – MAESANO – FAVASULI, capeggiata dal defunto PANGALLO Antonino detto “chiumbino” e dopo la sua morte dal fratello PANGALLO Francesco. Sussistono gravi indizi dell’inserimento nel sodalzio, oltre ai due vertici Maesano Salvatore e Pangallo Francesco cl. 75, Pangallo Giovanni, Proscenio Armando, Proscenio Domenico , Attina’ Paolo ( per cui non c’e’ richiesta), Gulli’ Vincenzo, Spano’ Teodoro, Iaria Domenico Carmelo, Ida’ Massimo; mentre Pannuti Antonino risulta gravemente indiziato del reato di cui al capo B). Per gli altri indagati i pregevoli elementi indiziari non hanno consistenza idonea e grave tale da supportare un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per le motivazioni di volta in volta esplicate. Si rileva che anche dove e’ stata ravvista la gravita’ indiziaria per singoli reati, sovente, non si e’ registrato l’elemento in piu’, necessario a dare contezza dell’adesione al pactum sceleris, non sono stati ravvisati gravi indizi del fatto che oltre il singolo reato, magari anche aggravato ai sensi dell’art. 7 L. 203\91 , ci sia stato un contributo continuativo o comunque distinto e riconoscibile alla vita e alla crescita dell’associazione mafiosa in esame di cui si snon condivisi stabilmente finalita’, metodi ed obiettivi. I numerosi reati –fine contestati sul tema attestano, senza ombra di dubbio che le associazioni indagate sono armate , che gli affiliati dispongono di sicuri canali di rifornimento ed approvvigionamento di armi.

Le esigenze cautelari


Quanto alle esigenze cautelari si osserva. I fatti, anche a prescindere dal titolo di reato e dalla aggravanti contestati si qualificano per particolare gravita. E’ opportuno dare rilievo in aggiunta dei dati già riportati, come il riconoscimento della fondatezza del quadro accusatorio in capo a ciascuno degli indagati rende immediatamente percepibile la pericolosità dei soggetti attenzionati, presunta nei soggetti ai quali viene contestato e attribuito, tra gli altri, il reato di cui all’art. 416bis cp. Alla luce di quanto finora esposto deve valutarsi, quindi, la sussistenza di esigenze cautelari particolarmente rivolte a:

Tutela della collettività. Gli episodi trattati nella presente richiesta riguardano delitti ed azioni che puntano alla gestione del

traffico della droga e soprattutto al controllo esclusivo del

territorio - in relazione alla associazione mafiosa – e, di conseguenza, all’ingerenza in tutte le attività economiche che in esso si svolgono. Da qui si evince, senza alcun dubbio, che gli indagati qualora restassero in stato di libertà, non esiterebbero a reiterare con analoghi fatti la già comprovata attività criminale; molti degli indagati, peraltro, sono già stati coinvolti

in analoghe inchieste e colpiti

da provvedimenti

emessi dall’A.G.(vedasi schede personali).

Inquinamento probatorio. L'eventuale permanenza degli indagati in stato di libertà, tenuto conto dell'ambiente in cui essi gravitano, della loro personalità criminale, fa ritenere che gli stessi possano interferire nella raccolta di prove, in particolare per quanto riguarda le deposizioni testimoniali di persone informate sui fatti, soprattutto per quanto concerne le numerose vicende di cessione di droga.


Pericolo di fuga. I predetti indagati sicuramente possono decidere di darsi alla fuga piuttosto che affrontare un prevedibilmente lungo e forse definitivo periodo di carcerazione. Infatti il fenomeno della latitanza è abituale nel contesto mafioso in argomento per come emerso nella presente attività d’indagine. (vedasi schede personali).

E dunque : •

sussistono specifiche ed inderogabili esigenze attinenti alle indagini relative ai fatti per i quali si procede, in relazione a situazioni di concreto ed attuale pericolo per l'acquisizione e la genuinità della prova, dal momento che: gli indagati, anche per la peculiare attività delinquenziale posta in essere (tra l’altro falsificazione di atti, utilizzo di documenti falsi, fatti per i quali non vi e’ richiesta cautelare ma che sono stati oggetto di indagine ), hanno dato ampia dimostrazione di essere in grado di realizzare condotte inquinanti del materiale probatorio; da questo punto di vista, è assolutamente necessario che gli indagati vengano messi in condizione di fornire la loro versione dei fatti innanzi all’A.G. senza avere la possibilità di concordare preventivamente versioni di comodo; tale esigenza può essere garantita soltanto dalla custodia in carcere degli indagati;

vi è concreto pericolo di fuga degli indagati vista la gravità dei fatti-reato

oggetto di cui trattasi e la relativa pena potenzialmente irroganda (presumibilmente non contenibile entro i limiti della sospensione condizionale); si tenga presente che si tratta di soggetti perfettamente in grado, per quanto già dimostrato, di organizzare e mantenere per lungo tempo lo stato di latitanza;



vi è il concreto pericolo, per specifiche modalità e circostanze del fatto e per la personalità dei soggetti sottoposti ad indagini

che gli stessi, in libertà,


commettano altri gravi delitti della stessa specie di quelli per cui si procede atteso che:



da un lato, le modalità e le circostanze dei fatti-reato sopraindicati;



dall’altro, la circostanza che i suddetti risultano gravati da numerosi precedenti penali, anche specifici;

denotano una spiccata pericolosità sociale degli indagati, certamente tale da rendere assai probabile la reiterazione di analoghi comportamenti delittuosi. Sul punto si richiamano i contenuti delle schede personali compendiate nell’informativa trasmessa dalla P.G. procedente.

Oltre a quanto già evidenziato nel precedente capitolo, sotto il profilo della attualità delle esigenze cautelari si osserva, per quanto concerne il reato associativo, che, una volta adeguatamente dimostrata l’appartenenza all’associazione, non è necessaria alcuna particolare motivazione in punto di attuale pericolosità, posto che tale pericolosità è insita nell’esistenza stessa del sodalizio criminoso e potrebbe essere esclusa solo nel caso di recesso dell’interessato dall’associazione, del quale occorrerebbe acquisire positivamente la prova, non bastando a tal fine eventuali riferimenti al tempo trascorso dall’adesione o dalla concreta partecipazione ad attività associative (cfr., in materia di misure di prevenzione, Cass. sez. VI ord. n. 114

del 05.01.05). Come si è visto sopra, non solo non è stata acquisita la prova del recesso degli associati dal sodalizio, ma vi è agli atti la prova dell’esatto contrario, essendo stati acquisiti elementi in ordine all’attualità dei contatti tra i principali associati e dello svolgimento delle attività criminali tipiche del gruppo .


Sul punto, appare utile riportare una più recente decisione del Supremo Collegio che si inserisce nello stesso solco logico-giuridico di quella sopra citata. Sez. 2, Sentenza n. 21106 del 27/04/2006 Cc. (dep. 16/06/2006 ) Rv. 234657

In tema di misure cautelari personali, il decorso del tempo dalla commissione del reato associativo di tipo mafioso, per il quale v'è un contesto di gravità indiziaria, assume rilievo al fine di superare la presunzione di sussistenza delle esigenze cautelari solo se e quando risulti con certezza che la persona sottoposta alle indagini abbia irreversibilmente reciso i legami con l'organizzazione criminosa di appartenenza. Quanto agli indagati raggiunti da contestazione di reati diversi dal reato di cui all’art. 416 bis c.p. si osserva quanto segue. Particolare gravita’ connota e qualifica le condotte afferenti la disponibilita’, l’acquisto, la cessione di armi. Si tratti o meno di fatti aggravati dall’art, 7 L. 203\91 , la disponibilita’ di armi, il tipo di uso che se ne fa per come emerge dalle intercettazioni, il fatto che si tratti di disponibilita’ che gli indagati si sono procurata attraverso canali non ufficiali, il tipo di impiego ( si pensi al poligono di tiro abusivo, si pesni a spari esplosi in luogo pubblico senza una giustificata ragione) sono tutti elementi che depongono per una peculiare gravita’ dei fatti esaminati e per una elevata pericolosita’ degli indagati in questi fatti coinvolti. Non vi e’ chi non veda che non ci si procura la disponibilita’ di armi al di fuori dai canali ufficiali se non perche’ se ne voglia fare un uso illecito ponendo in pericolo l’ncolumita’ delle persone. Non si detengono e custodiscono armi se non in funzione dell’aiuto da arrecare a qualcuno o per farne commercio illecito, non ci si esercita stabilmente al tiro, consentendo ad altri di farlo, se non perche’ ai luoghi ufficialmente deputati a tale tipo di attivita’ si ha fondato timore di accedere . Tutto questo depone per un elevato allarme per l’ordine e la sicurezza pubblica a cui occorre dare adeguata tutela.


Se a questo si aggiunge che in alcuni casi , vedi Romeo Vincenzo e il reato di cui al capo V) , si tratta di indagati continuativamente dediti ad attivita’ illecite, o di indagati che frequentano stabilmente affiliati ( Stelitano Filippo) l’adozione della misura di maggior rigore e’ scelta che si impone. E ancora. La richiesta cautelare e’ stata accolta per Pangallo Francesco e Mesiano Andrea in relazione al solo reato di cui al capo C) e non per il reato di cui al capo A) . Cio’ nondimeno si ribadisce quanto gia’ accennato. Si tratta di un reato aggravato ai sensi dell’art. 7 L. 203\91. Intanto Mesiano Andrea e Sangallo Francesco hanno potuto accaparrarsi gli appalti e\o i subappalti in esame in quanto disponibili verso Maesano Salvatore e cosi’ facendo non solo ne hanno tratto beneficio per se ma hanno garantito alla cosca l’accesso ai flussi di denaro pubblico. Il fatto, anche qui, si qualifica per la particolare gravita’ delle condotte serbate da Mesiano e Sangallo. La loro disponibilita’ ha reso possibile la distorsione della libera concorrenza con i metodi mafiosi posti in essere dal capo cosca, e anche a vantaggio anche di questo ultimo. Sul punto e’ bene fare chiarezza perche’ sa da un lato, e’ vero, le ditte aggiudicatrici dell’appalto hanno dovuto versare una percentuale a Maesano Salvatore dall’altro, tali imprenditori hanno concorso senza concorrenza, hanno eliminato le ditte competitrici slealmente e grazie al patto illecito stretto con Maesano Salvatore, hanno fruito di vantaggi – l’aggiudicazione delle pubbliche commesse- ai quali , senza tale illecito meccanismo non sarebbero stati in grado di accedere. E dunque

tali imprenditori non sono imprenditori “estorti”, non sono vittime, sono

tessere necessarie e fondamentali del meccanismo mafioso, sono imprenditori compiacenti e disponibili verso la cosca, ben felici di esserlo perche’ consapevoli dei


comodi vantaggi il cui costo ricade, comunque, sulla collettivita’ come si evince dai costi aggiuntivi per varianti in corso di opera. Analoghe valutazioni vanno fatte per la gravita’ della condotta di Attina’ Mario il quale ha prestato il suo nome per consentire a Maesano Salvatore di gire come imprenditore al riparo dai rigori delle indagini patrimoniali. In forza di quanto precede, si ritiene che la misura cautelare personale della custodia in carcere sia, allo stato, quella più idonea a far fronte alle esigenze cautelari di cui sopra e, comunque, ogni altra misura cautelare appare inadeguata.

Il tipo di reati per cui si procede, peraltro, impone – in presenza di evidenti e pressanti esigenze cautelari – l’adozione della misura cautelare della custodia in carcere ai sensi della seconda parte del comma 3 dell’art. 275 c.p.p.

Si ritiene, di contro, di dover applicare una misura gradata solo per gli indagati per cui la richiesta e’ accolta per un solo episodio di cui all’art. 73 DPR 309\90, ove si tratta di un fatto isolato da cui non puo’ evincersi una sistematicita’ di condotte e in difetto di ulteriori elementi che connotino negativamente la proclivita’ al delitto (Parisi Antonio e Iaria Antonio)

Come dedotto dal P.M. l’adozione della misura cautelare nei confronti di Iaria Domenico Carmelo non incontra il limite di cui all’art, 297 III co. C.p.p. anche a prescindere dal fatto che il Gip non ritiene di poter accogliere la richiesta per il reato di cui al capo I). Si ripercorre la successione delle vicende procedimentali e processuali, al fine di verificare la ricorrenza dei presupposti indicati nella richiamata giurisprudenza della Corte di Cassazione per l’operatività dell’istituto della retrodatazione (in particolare, il momento della desumibilità degli elementi a carico degli indagati nei cui confronti ora si richiede l’emissione di un nuovo provvedimento restrittivo):


-

in data 17.01.06 veniva emessa l’ordinanza di custodia cautelare nr. 1160/05 rgnr/mod.21/dda, nr. 1262/05 RGIPDDA e nr. 01/06 ROCC nei confronti di Iaria Domenico Carmelo e Iaria Annunziato per il reato di cui all’art. 416bis c.p.;

-

in data anche successiva venivano acquisiti nuovi e diversi elementi a carico dei suddetti in ordine ad una serie di reati ulteriori (cfr. intercettazioni ed accertamenti di P.G. compendiati nella informativa nr. 58/8-118-2004 di prot., in data 27.08.2008 e relativi allegati, Compagnia CC di Melito Porto Salvo NOR; verbale dichiarazioni di MESIANO Carlo, in data 06.06.07, che però richiedevano l’acquisizione dei necessari riscontri oggettivi, di cui si è avuta contezza soltanto a seguito del deposito, da parte della P.G. delegata, della informativa sopra citata);

Per quanto concerne il reato associativo di stampo mafioso, si fa presente che la prima ordinanza sopra citata riguardava una contestazione ex art. 416bis c.p. circoscritta ad un ambito temporale ricompreso tra il settembre 2003 e l’aprile 2004. Le successive indagini, svolte nel presente procedimento, hanno dimostrato la realizzazione, da parte di

Iaria Domenico Carmelo di ulteriori segmenti della

condotta associativa, sia in epoca successiva all’aprile 2004 e precedente alla emissione della prima ordinanza, sia in epoca successiva all’emissione della stessa ed alla scarcerazione degli indagati in questione (cfr. Capitolo XII, laddove si fa riferimento alle recenti frequentazioni dei germani Iaria, che si incontrano sistematicamente con i principali esponenti delle cosche Zavettieri e Pangallo – Maesano – Favasuli), ragion per cui agli stessi si contesta il reato associativo anche in epoca successiva all’aprile 2004, ed anche al 17.01.06 (data della prima ordinanza) con condotta in atto.

Sul punto la Corte di legittimita’ ha affermato quanto segue.

Sez. 5, Sentenza n. 3098 del 14/12/2005 Cc. (dep. 25/01/2006 ) Rv. 233746


In tema di c.d. contestazione a catena, non opera la disposizione dell'art. 297, comma terzo, cod. proc. pen. in riferimento a fatti successivi alla applicazione della prima misura cautelare (Fattispecie nella quale due successive ordinanze di custodia cautelare erano state adottate in riferimento al reato di cui all'art. 416 bis cod. pen.. La Corte ha rilevato che il reato di partecipazione ad associazione mafiosa è di natura permanente ma ciascun atto di partecipazione è da solo sufficiente ad integrarlo, sicché i fatti rilevanti ai sensi dell'art. 416 bis cod. pen. sono plurimi. Ne consegue che le condotte susseguenti alla adozione della prima ordinanza cautelare possono legittimare la adozione di una misura non soggetta a retrodatazione, poiché l'art. 297, comma terzo, cod. proc. pen. richiede la unicità del fatto e non l'unicità del reato). Sez. 2, Sentenza n. 17575 del 16/03/2006 Cc. (dep. 22/05/2006 ) Rv. 233833 .

L'applicazione della regola della retrodatazione della decorrenza del termini di custodia cautelare, nel caso di emissione di più ordinanze che dispongono la medesima misura nei confronti dello stesso imputato per fatti diversi, presuppone che i fatti dell'ordinanza rispetto alla quale operare la retrodatazione siano stati commessi anteriormente all'emissione della prima ordinanza, e tale condizione non sussiste nell'ipotesi in cui l'ordinanza successiva abbia ad oggetto la contestazione del reato di associazione di stampo mafioso con descrizione del momento temporale di commissione mediante una formula cosiddetta aperta, che faccia uso di locuzioni tali da indicare la persistente commissione del reato pur dopo l'emissione della prima ordinanza. Orbene, nel caso di specie a Iaria Domenico Carmelo ( per il fratello Annunziato non sono stati ravvisati i gravi indizi di reita’) si contesta un diverso segmento della condotta associativa che parte da epoca successiva all’aprile 2004 e giunge sino alla data odierna. La contestazione del reato di cui all’art. 416bis c.p. con formula c.d. “aperta” fa venire meno il principale presupposto della disciplina della retrodatazione


ex art. 297 co. 3 c.p.p., e cioè che il fatto in relazione al quale si disponga la seconda ordinanza sia avvenuto antecedentemente alla emissione della prima. In forza di quanto precede, non ricorrendo i presupposti previsti dal Codice di Procedura Penale e dalla Giurisprudenza della Suprema Corte per l’operatività, nel caso di specie, dell’istituto della retrodatazione di cui all’art. 297 c.p.p., nulla osta alla emissione, anche nei confronti degli indagati Iaria Domenico Carmelo

di nuova

ordinanza custodiale in relazione al reato associativo di stampo mafioso sopra contestato. In ultimo sulla richiesta di sequestro preventivo del bar “Garibaldi caffe”. Come si e’ detto in occasione dell’esame della richiesta per i capi B-bis, C-bis, D-bis sono stati ravviati i gravi indizi di reita’ solo in ordine al reato di cui al capo B-Bi s mancando, per

resto, qualsivoglia indine che attestasse l’effettivita’ e l’attualita’

dell’interposizione fittizia. Da cio’ consegue che la richiesta di misura cautelare reale allo stato non puo’ trovare accoglimento.

P.Q.M. In parziale accoglimento della richiesta del P.M. applica la misura della custodia cautelare in carcere a 1) ATTINA’ Mario,

Capo B-bis

2) CERAVOLO Giuseppe, nato a Scilla il 14.04.1955 ivi

residente in

frazione Solano Sup Via Acrello Sup II° vico nr 2, Capo Z 3) GULLI’ Vincenzo, nato a Melito Porto Salvo il 10.06.1968 residente Reggio di Calabria Via Sbarre 97/C; Capi A – E - F 4) IARIA Domenico Carmelo, nato a Melito Porto Salvo il 29.10.1975, residente a Roccaforte del Greco in via Contado nr.8; Capi A – S – E-bis – M-bis


5) IDA’ Massimo nato a Roccaforte del Greco il 16.04.1973, ivi residente in via Roma nr.25; Capi A

6) MAESANO Salvatore nato a Roccaforte del Greco il 10.09.1962, ivi residente alla via Plachi nr.1; Capi A – C - D – P – B-bis – L-bis 7) MANTI Paolo Giuseppe nato a Melito Porto Salvo il 19.03.1956, residente a Condofuri (RC) via Peripoli n. 284; Capi A-bis 8) MESIANO Andrea

Pasquale, nato a Roccaforte del Greco il 05.04.1947, ivi

residente Via provinciale 114, di

fatto

domiciliato a Reggio Calabria C.da

Galiardi. Capo C 9) PANGALLO Domenico, nato a Roccaforte del Greco (RC) il giorno 13/03/1961 e ivi residente alla via S. Maria nr. 15. Capo N-bis 10) PANGALLO Francesco, nato a Melito di Porto Salvo il 01.03.1974, residente Roccaforte del Greco Via Santa Maria nr 4. Capo C 11) PANGALLO Francesco nato a Melito Porto Salvo l’01.07.1975, residente a Roccaforte del Greco in via Dante nr. 8; Capi A – L – M - Q 12) PANGALLO Giovanni nato a Roccaforte Del Greco il 07.07.1963, ivi residente via Provinciale 133; Capo A 13) PANNUTI Antonino nato a San Lorenzo il 17.01.1967, ivi residente in via Col. Pontati nr.31; Capi B – N – R 14) PIZZI Bruno nato a Melito di Porto Salvo (RC) il 26/10/1963, residente a Domodossola (VB) Via Al Bersaglio 10 bis; Capi A-bis – N-bis ( in detto capo assorbito il capo O-bis) 15) PROSCENIO Arnaldo,

nato a Reggio di Calabria il 13.12.1934,

residente

Roccaforte del Greco (RC) Via case Popolari Trav I; Capo A 16) PROSCENIO Domenico nato a Roccaforte del Greco il 18.02.1962, ivi residente in via Puccini nr.4; Capi A – R-bis 17) ROMEO Francesco, nato a Condofuri (RC) il 03.09.1966, residente in Svizzera, domiciliato in Condofuri via Pistaria snc.; capo A-bis


18) ROMEO Girolamo, nato a Melito

di

Porto Salvo il 29.03.1979, residente

Condofuri via Pistaria snc. CapoA-bis 19) ROMEO Vincenzo nato a Melito Porto Salvo il 12.03.1968, residente Montebello Ionico (RC) C.da D’adora; Capo V 20)

SOTTILE Carmelo, nato a Melito di Porto Salvo il 29.06.1974, celibe,

operaio, residente a Condofuri alla Via Rosetta snc. Capo U 21) SOTTILE Claudio, nato a Melito di Porto Salvo (RC) il 07/05/1978, residente a Condofuri (RC), frazione Marina, via Rossetta nr. 234; Capo U 22)

SPANO’ Teodoro nato a Roccaforte del Greco il 23.08.1958, residente a

Reggio Calabria in via Ravagnese superiore nr.5; Capi A – T 23)

STELITANO Filippo, nato a

Melito

di

P.S. il 06.11.1978, residente

roccaforte del Greco Via tripoli 16; Capi S 24)

TRAPANI Andrea nato a Melito Porto Salvo il 22.08.1981, residente a

Roccaforte del Greco (RC) in via Angelone nr. 5; Capi F-bis riqualificato ai sensi dell’art. 73 DPR 309\90 25)

VERNO Pietro, nato a Roccaforte Del Greco il 21.01.1962, ivi residente

via Santa Maria nr. 64, di

fatto

domiciliato a Melito di Porto Salvo Via

Crotone; Capo A. Applica la misura degli arresti domiciliari presso la propria abitazione con divieto di colloquio e contatto con persone diverse dai familiari conviventi a: 26)

IARIA Antonio, nato a Melito

Porto Salvo il 02.06.1972, residente

Roccaforte del Greco, Via Fosso Trav I; Capi R-bis 27)

PARISI Antonio nato a San Lorenzo (RC) il 30.11.1965 e residente a

Condofuri in via Rossetta snc; Capi L-bis Non accoglie, nel resto, la richiesta per le ragioni di cui in parte motiva ivi compresa la richiesta di sequestro preventivo.


Ordina ad ufficiali ed agenti di P.G. di procedere alla cattura degli indagati ponendoli nel piu’ breve temo possibile a disposizione dell’autorita’ giudiziaria procedente. Dispone il divieto di incontro fra gli indagati fino all’interrogatorio dinanzi al Gip. Manda alla Cancelleria per quanto di competenza e al P.M. per l’esecuzione. Reggio Calabria 31 dicembre 2009 Il Giudice per le indagini preliminari

Kate Tassone

Operazione Nuovo Potere - Ordinanza di Custodia Cautelare Pt 2  

Operazione Nuovo Potere - Ordinanza di Custodia Cautelare Pt 2