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LA STAMPA GIOVEDÌ 19 APRILE 2012

VCO 49

il caso VINCENZO AMATO OMEGNA

on può essere stato Giuseppe Graviano a far esplodere l’autobomba che uccise il giudice Borsellino e la sua scorta. Quel giorno Graviano era con me ad Omegna». Le affermazioni, che se fossero vere riaprirebbero il capitolo della strage di via D’Amelio a Palermo, arrivano da Salvatore Baiardo, omegnese Giuseppe Graviano Salvatore Baiardo di origine siciliana oggi residente a CaE’ considerato l’autore materiale Ha scontato quattro anni di stano Primo e conosciuto nel Cusio per della strage, l’uomo che carcere, dal ‘92 al ‘95, per l’attività politica e amministrativa negli schiacciò il pulsante che fece favoreggiamentoe riciclaggio a anni Ottanta. Baiardo, che ha scontato esplodere la Fiat 126 carica favore dei boss Graviano quattro anni di carcere, dal ‘92 al ‘95, di tritolo che uccise il giudice A Omegna aveva una gelateria, per favoreggiamento e riciclaggio a fa- La strage di via D’Amelio a Palermo: 19 luglio 1992. Segue di pochi mesi l’attentato a Falcone Paolo Borsellino e la sua scorta oggi vive a Castano Primo vore dei boss Graviano, ha affidato le sue «rivelazioni» ai suoi legali attraverso una memoria scritta. Quattro pagine manoscritte in cui ripercorre la permanenza dei Graviano nel Cusio, confermando alcune cose che già si conoscevano, ovvero la presenza del boss sul lago d’Orta, ma anche altre «novità» quali il periodo e soprattutto la circostanza che Giuseppe Graviano fosse insieme a lui il giorno della strage di via D’Amelio. «Quello che dico è la verità e non ho nessun interesse a dire cose diverse nemmeno per difendere Graviano che ha già sulle spalle numerosi ergastoli - afferma Baiardo - il 19 luglio del 1992 Giuseppe preso dell’accaduto in gelateria - dice - il con Baiardo e Graviano ha una così stra- no a maggio del 1993». Ai fratelli Gravia- tare i soldi per Graviano, ma non si inconGraviano era con me nella mia gelate- Graviano mi chiese di accompagnarlo a ordinaria memoria fotografica da ricor- no però questa nuova soluzione non piac- trarono mai. I soldi li portava a me in gelaria di Omegna. Dunque non poteva es- casa mia per vedere il telegiornale; du- darsi e riconoscere il boss palermitano. A que: la loro abitazione aveva la vista sul ci- teria e io provvedevo a farglieli avere. sere a Palermo a schiacciare il pulsante rante il tragitto fummo fermati in un po- suffragare le proprie dichiarazioni Baiar- mitero. Uno spettacolo poco gradevole. Avevo anche aperto un conto con 70 miche fece esplodere la Fiat 126 carica di sto di blocco della polizia di Stato». Salva- do ricostruisce anche i lunghi periodi tra- Così Baiardo trovò un appartamento sul lioni presso un istituto bancario di Ometritolo che uccise il tore Baiardo descri- scorsi dai Graviano, Giuseppe e Filippo, lungolago di Omegna gna, ma i soldi li muogiudice Borsellino e 19 LUGLIO 1992 ve anche come avven- ad Omegna che non sarebbero stati spo- dove i Graviano restaALTRI PARTICOLARI veva Giuseppe Grala sua scorta». Le il fermo. «Non so- radici, ma costanti. «Io sono stato con- rono dal mese di giuSalvatore «Appena abbiamo saputo ne «Ad un posto di blocco viano». accuse a Graviano no cose facili da di- dannato per favoreggiamento nei con- gno del 1993 sino alla Baiardo aveva preso quello che era successo menticare, visto il fronti dei fratelli Graviano proprio per la fine dell’anno. «Duci fermò un poliziotto in affitto, sempre per arrivano da due abbiamo acceso la tv» personaggio che ave- loro permanenza ad Omegna - dice anco- rante il giorno il Grache mi conosceva bene» conto dei fratelli Grapentiti: Gaspare Spatuzza e Fabio vo in auto - prosegue ra Baiardo - abitarono dal febbraio del viano stava spesso viano, anche alcune Tranchina, quest’ultimo conosciuto da - ci chiesero i documenti e lui (ovvero il 1992 sino all’inizio di ottobre dello stesso con me in gelateria - conclude Salvatore case al mare e quando Giuseppe doveva Baiardo che però lo smentisce. Nella Graviano), venne registrato con nome di anno nella mia casa, che era molto gran- Baiardo - e i miei clienti possono testimo- andare a Milano sovente lo accompagnamemoria inviata ai suoi legali Salvatore tale M.F. e l’agente che mi fermò mi cono- de con quattro camere da letto, a Crusi- niarlo. Fabio Tranchina (l’uomo che oggi va lui in macchina. Anche quel 24 gennaBaiardo fornisce anche le «prove» di sceva bene». Resta da vedere se a distan- nallo. Poi trovai loro un’altra abitazione accusa Giuseppe Graviano di essere auto- io del 1994 quando Giuseppe e Filippo quanto afferma. «Insieme abbiamo ap- za di vent’anni l’agente che fermò l’auto in affitto che il signor Graviano tenne si- re della strage) veniva ad Omegna a por- Graviano vennero arrestati.

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“Non uccise il giudice Borsellino Era nella mia gelateria a Omegna” Memoriale per scagionare l’amico boss accusato della strage di via D’Amelio

DA OGGI. ALLA SCUOLA DI POLIZIA

Parkinson, a Pallanza il congresso nazionale Al via oggi alle 14 all’auditorium della Scuola di polizia penitenziaria a Verbania il dodicesimo Congresso nazionale di Parkinson Italia, l’associazione che si occupa di ricerca e cura del morbo di Parkinson. Il tema dei lavori, che proseguiranno fino a sabato è «Raccogliere la sfida e riprendersi la vita», ovvero «andare incon-

tro alla malattia con la consapevolezza che la scienza cammina al fianco dei pazienti». Il Congresso presenterà, attraverso gli interventi di esperti, le più attuali argomentazioni in ambito diagnostico, terapeutico e riabilitativo. Il Congresso è stato organizzato con l’Associazione Parkinson Lago Maggiore, Cuneo e le sue Valli. Il sodali-

zio è nato nel 2008 grazie al cuneese Claudio Rabbia, oggi presidente, in cura per il Parkinson all’istituto Auxologico di Piancavallo. All’associazione hanno presto aderito alcuni pazienti del Vco tra cui il verbanese Mario Cova che è il vice presidente. E’ per questo che i lavori del XII Congresso hanno avuto un prologo ieri a Cuneo. Oggi si parlerà di «Meccanismi di difesa in corso di malattia cronica», di «Scelte decisionali nell’ambito del ruolo attivo del paziente» e di riabilitazione attraverso il ballo «La tangoterapia». Domani si riprende alle 9,30 con una tavola rotonda su «Gestione della quotidianità». [F. RU.]

INTRA. NUOVA CAMERA DI CONCILIAZIONE

La via della mediazione prima della causa civile Non è la prima nel Vco, ma certamente «tra le prime a Verbania» la Camera di conciliazione che viene inaugurata domani alle 19 all’hotel il Chiostro di Intra. Prima di portare in tribunale una causa civile, dal 2010 la legge ha reso obbligatorio il passaggio da un mediatore per una serie di contese, dai contratti

con banche e assicurazioni a questioni di eredità o affitti. Un’azione che serve a snellire il peso della giustizia. Così Italia Mediazione, l’organismo riconosciuto dal ministero di Giustizia, ha aperto un punto a Verbania, allo studio Cbl Consulting di via Baiettini (tra qualche settimana si sposterò a palazzo Ranzoni, in cor-

so Cobianchi). «Con la mediazione si prova a trovare una soluzione alle controversie in 120 giorni, risparmiando tempo e soldi rispetto a una causa civile - dice Beniamino Calzaretta, responsabile nella Camera di conciliazione - le parti in causa devono cedere qualcosa nella conciliazione, ma sanno che in tempi stretti si arriva a una conclusione». I costi, secondo le tariffe del ministero, variano in base al valore della lite: si va dai 78,65 euro per una causa fino a mille euro, agli 11.132 per cause da oltre 5 milioni di euro. «La conciliazione sarà tenuta da professionisti ed esperti delle materie affrontare». [L. BIL.]


Omegna: le parole di Baiardo su Graviano