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Corruzione, concussione e abuso d'ufficio, i reati ipotizzati per Giordano Pubblicato Martedì, 19 Febbraio 2013 17:53 Scritto da Daniela Fornara Visite: 347

Novara - Corruzione, concussione e abuso d’ufficio: sarebbero questi i reati ipotizzati dalla Procura della Repubblica di Novara che ha chiesto, e ottenuto dal gip, l’emissione di decreti di perquisizione eseguiti questa mattina intorno alle sette dagli uomini della Guardia di Finanza e dagli agenti della polizia stradale nelle abitazioni e negli uffici novaresi dell’assessore regionale Massimo Giordano, di Giuseppe Cortese (già responsabile della segreteria politica del presidente della Regione Roberto Cota e ora membro in rappresentanza della Regione della Cabina di regia dell’Expo), e sua moglie. Secondo quanto appreso sarebbero una dozzina gli indagati e diversi gli episodi sotto la lente della Procura gaudenziana (titolari i pm Olimpia Bossi e Nicola Serianni). Secondo quanto appreso perquisizioni sarebbero state eseguite anche in alcuni studi di professionisti novaresi. Nessun commento dalla Procura; il procuratore capo Francesco Saluzzo, sollecitato a rispondere sulla “tempistica” (pochi giorni alle elezioni) ha risposto: «Se abbiamo scelto di agire oggi, è perché non abbiamo potuto fare diversamente». Nella mattinata intanto Massimo Giordano ha rassegnato le dimissioni: «sono assolutamente sereno, non ho nulla da nascondere né da temere. Ho sempre interpretato la carriera politica come un impegno in favore della mia gente e del nostro territorio e proprio per questo non ho alcun motivo di preoccupazione. Con la stessa serenità prendo atto che non sussistono più le condizioni per proseguire con la mia attività amministrativa. Per queste ragioni già questa mattina ho consegnato le mie deleghe nelle mani del Governatore, Roberto Cota, nella convinzione che questo gesto sia utile a fare chiarezza». Ma Cota, con una breve nota, ha rinnovato la fiducia all’assessore e respinto le dimissioni. Per il momento dalla segreteria provinciale della Lega nessun commento.


Novara. Indagato amministratore regionale