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LA STAMPA VENERDÌ 18 MAGGIO 2012

U Intercettati dai magistrati al telefono

INCHIESTA LO SCANDALO GIACOMINI

Quei 200 milioni finiti all’estero nei paradisi fiscali

Lo sfogo di Andrea «C’era tensione, mio padre riteneva di essere tenuto all’oscuro di tutto»

Nel mirino la «Dinasty» del rubinetto

Le carte dell’indagine dei magistrati di Verbania Citata anche la Enoc per un episodio marginale CARLO BOLOGNA VERBANIA

La guerra esplode nel dicembre 2004, quando Corrado ed Elena Giacomini vengono «scoperti» da zii e cugini nell’indebita gestione dei fondi neri all’estero. Da allora la storia della famiglia che a San Maurizio d’Opaglio ha fondato una delle aziende più importanti del distretto della rubinetteria diventa una telenovela noir, senza esclusione di colpi. Il Trust creato in Lussemburgo per sistemare i familiari messi alla porta dell’azienda in realtà diventa uno strumento che scatena ancora di più la lotta, in particolare tra Alberto e il

La guerra esplode nel dicembre 2004: Corrado ed Elena scoperti da zii e cugini figlio Andrea da una parte e Corrado ed Elena (gli altri due figli) dall’altra. I due imprenditori del ramo «vincente» secondo gli inquirenti si sono fatti coinvolgere in un livello altissimo di criminalità economico-finanziaria con gli immancabili paradisi fiscali per riciclare milioni di euro. La stessa organizzazione è quella che ha «curato» gli interessi della figlia di Callisto Tanzi. Con Alessandro Jelmoni (che si è costituito) sono indagati anche Nerina Cuc-

La sede del gruppo «Giacomini» in via per Alzo a San Maurizio d’Opaglio

L’agguato

Il procuratore

Il pm

Giulia Perrotti ieri ha condotto gli interrogatori

Fabrizio Argentieri sostituto a Verbania

chiaro e Mario Iacopini, del cda della Titris, la società lussemburghese che gestiva la cassaforte in nero degli imprenditori cusiani. Il serbatoio all’estero - gestito da Jelmoni - veniva alimentato da «ingentissime provviste di denaro per parecchi milioni all’anno, costituiti esclusivamente da nero e soprattutto ricorrendo a falsa documentazione». Almeno 200 milioni sono finiti oltre frontiera. Ma qualcosa non funziona. Andrea si mette in mezzo, comincia a registrare le conversazioni con i fratelli: «Si era creata tensione, mio padre riteneva di essere tenuto all’oscuro di tutto e non capiva dove fossero finiti i suoi risparmi. Diceva che non aveva mai autorizza-

to il trasferimento di 30 mila euro in Lussemburgo e mi aveva chiesto di capire cosa stava succedendo nell’azienda. Per questo ho iniziato a registrare le conversazioni tra i miei fratelli e Jelmoni». Ovvero il maestro del riciclaggio, dipinto dagli investigatori come «un professionista del crimine economico» che ha guadagnato enormi profitti illeciti. Un personaggio noto anche nella vicenda dell’Olgettina. Quando parla dei trucchi per nascondere il flusso di denaro dice: «Meglio fargli fare un giro un po’ più lungo fuori dal Lussemburgo, in un paese come Dubai o Singapore dove non passano le rogatorie e gli scambi di informazioni».

Lo scorso 6 settembre Corrado Giacomini denunciò di aver subito un misterioso agguato da parte di tre banditi armati di pistola al ritorno nella sua villa di Orta

D’altra parte la prudenza era la regola. Elena Giacomini contattava Jelmoni con un cellulare (custodito da Giulio Sgaria, il ragioniere ai domiciliari nella sua casa di Baveno) che usava una scheda telefonica lussemburghese. Lo stesso Alberto, comunque, non si nasconde reclamando la sua parte: «Sono soldi che avevo fatto io per non pagare le tasse». Nell’ambito dell’inchiesta ha fatto rumore anche il coinvolgimento di Mariella Enoc,

L’ordinanza del gip Società e persone coinvolte, 26 nomi Sono quattro gli arrestati nell’inchiesta della Procura di Verbania: Corrado ed Elena Giacomini, Alessandro Jelmoni e Giulio Sgaria. Gli indagati: Mario Giacomini, Giovanni Giacomini, Lorenzo Barbone, Stefano d’Angelo, Andrea Zoppini, Roberto Sgaria, Francesco Squeo, Massimo Giaco-

I

mini, Luca Giacomini, Marco Giacomini, Bianca Vinzia, Sofia Bertù, Stefania Giacomini, Iolanda Zagni, Marco Bus, Nerina Cucchiaro, Mario Iacopini, Massimo Bassi, Edoardo Caravati, Filippo Antonio Vittore Caravati e la Sociétè Europèenne de Banque. Indagato in un altro filone Enrico Montani.

Verbania, caso Giacomini.  

I soldi finiti nei paradisi fiscali all'estero. (18.05.2012, La Stampa)

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