Issuu on Google+

El Saadawy aveva agevolato l’ingresso di clandestini nascosti in tir

DOMODOSSOLA. OPERAZIONE BIANCAVEVE

Traffico di clandestini Preso uno dei latitanti Erano due i latitanti che avevano evitato l’arresto nell’ambito dell’operazione «Biancaneve», eseguita nelle scorse settimane dalla polizia di Domodossola. Uno di questi è stato arrestato dai carabinieri di Verona. Su Saadh El Saadawy pendeva un ordine di custodia cautelare emesso dal giudice per le indagini preliminari di Verbania, Beatrice Alesci. L’egiziano, 50 anni, residente a Cassolnovo (Pavia) era irreperibile quando la polizia di Domodossola aveva stretto il cerchio di questa banda che compiva truffe immobiliari ma favoriva anche l’immigrazione clandestina. Su El Saadawy pendeva anche un’ordinanza del gip di Bari per aver agevolato l’ingresso in Italia di dieci extracomunitari. Era stato proprio al porto di Bari, il 25 marzo 2011, che gli agenti avevano fermato un camion sul quale viaggiavano, nascosti tra gli agrumi e le ruote, dieci stranieri: otto afghani,

un marocchino e un tunisino. «Persone che erano stipate sul camion in condizioni disumane» spiega il commissario domese Alessandro Nicola Buono. I dieci stranieri erano sprovvisti di permessi d’ingresso e permanenza in Italia. Il loro viaggio, iniziato quattro giorni prima a Patrasso, in Grecia, era finito a Bari. Preso El Saadawy, resta tuttora irreperibile l’iracheno Aziz Hussein Nashwan, 49 anni, residente a Caltanissetta ma domiciliato a Cassolnovo. Ai domiciliari e in carcere erano finite venti persone, che gli agenti domesi avevano arrestato nel corso del blitz condotto con le squadre mobili di Verbania e di altre località lombarde e piemontesi. Le truffe erano compiute individuando le vittime attraverso intermediari e agenzie immobiliari. Nel raggiro erano finite anche alcune persone residenti nel Vco. Pochi giorni dopo, quattro indagati erano stati rimessi in libertà. [RE. BA.]


Domodossola, operazione Biancaneve.