Issuu on Google+

.

VB

48 VCO

LA STAMPA GIOVEDÌ 17 MAGGIO 2012

U

L’INCHIESTA NELLE DUE PROVINCE

Retroscena IVAN FOSSATI VERBANIA

C

orruzione aggravata e atti contrari ai doveri d’ufficio. E’ pesante l’accusa che i pm Nicola Mezzina e Laura Carrera fanno al senatore della Lega nord Enrico Montani. Ieri è stata perquisita la segreteria provinciale del partito, in via Garibaldi a Intra, e proprio grazie a quest’atto compiuto dai carabinieri della compagnia di Arona è venuto alla luce il coinvolgimento di Montani - anche assessore a Verbania - nell’inchiesta per frode fiscale che ha già portato all’arresto dei titolari della rubinetteria Giacomini e alle dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Andrea Zoppini. La vicenda della Lega parte da un disegno di legge (mai discusso in Parlamento) firmato dal senatore Montani per istituire agevolazioni fiscali per la produzione e l’installazione di caldaie a idrogeno, un prodotto su cui la Giacomini stava lavorando da anni e che avrebbe voluto far diventare un business. Secondo i pm di Verbania in cambio di questo interessamento sarebbero stati promessi (o versati) soldi a Montani. Nel decreto di perquisizione esibito ieri mattina dai carabinieri ai funzionari della Lega si fa riferimento «a promessa e/o dazione di un’imprecisata somma di denaro e/o altra utilità da parte di Corrado Giacomini in favore di Enrico Montani ai fini di far compiere a questi uno o più atti contrari ai doveri di ufficio per favorire le attività imprenditoriali inerenti all’utilizzo dell’idrogeno mediante la proposta di provvedimenti normativi, in Parlamento, introducenti delle agevolazioni fiscali». Montani conferma di essersi interessato alle caldaie a idrogeno, ma senza ricevere soldi in cambio: «Ho fatto il mio mestiere, che è anche quello di favorire l’insediamento di attività industriali sul territorio per creare posti di lavoro». Poi precisa: «Giacomini aveva intenzione di aprire una fabbrica per la produzione di queste caldaie che a regime avrebbe im-

Corruzione, Montani si difende “Mai preso soldi da Giacomini” Il senatore leghista: “Contatti per creare posti di lavoro a Pogno” Patron del Verbania Il senatore della Lega, Enrico Montani: «Mai commesso reati»

piegato fino a 500 persone, un’occasione occupazionale da non lasciarsi sfuggire visti i tempi che corrono. Mi ha chiesto di lavorare a una legge che prevedesse sgravi e agevolazioni fiscali esattamente come funziona già per i pannelli solari, mi è sembrata una richiesta sensata e mi so-

no attivato. Non è raro per i parlamentari dialogare con gli industriali e impegnarsi per incentivare il lavoro». Già, però si parla di corruzione: «In realtà nel documento notificato ieri alla Lega - specifica Montani - si citano in modo vago di somme di denaro date o promesse. Io so che non

Perquisito ufficio alla clinica «I Cedri» Enoc: «Niente a che fare con la vicenda» «Conosco i Giacomini come molti altri importanti imprenditori del Novarese ma non ho nulla a che vedere con questa vicenda». Mariella Enoc, amministratrice di diverse società del settore servizi e sanità, già presidente dell’Associazione industriali di Novara e di Confindustria Piemonte, raggiunta ieri al telefono smentisce ogni collegamento con l’inchiesta che ha portato in carcere Corrado ed Elena Giacomini. «Non sono indagata - precisa -, sono stata ascoltata dalle forze dell’ordine per altri fatti». E le perquisizioni di ieri alla clinica «I Cedri» di Fara Novarese? «Sono stati effettuati dei controlli di routi-

I

ne che peraltro hanno avuto esito negativo. Non è stato sequestrato nulla. Forse l’accostamento è nato dalla contestualità temporale degli interventi, ma ribadisco: i Giacomini li conosco solo in quanto imprenditori novaresi associati all’Ain». [M. BEN.]

ho preso nulla e nulla mi è stato annunciato in cambio del mio impegno. C’era la possibilità di portare a Pogno cinquecento posti di lavoro e questa era la miglior “ricompensa” per il mio impegno». Perquisizioni negli uffici e nelle abitazioni di un parlamentare non sono possibili se non au-

torizzate dalla Camera di appartenenza, in questo caso il Senato, così i pm hanno puntato sulla sede provinciale del partito, che coincide con l’ufficio verbanese di Montani. E nel documento affidato ai carabinieri è stato scritto di perquisire le stanze «con esclusione di uffici e postazioni risultanti nella disponibilità di Montani Enrico, membro del Senato della Repubblica». I carabinieri sono rimasti al primo piano della palazzina di via Garibaldi dalle 9,30 alle 17: «Per buona parte del tempo sono stato con loro dice il segretario provinciale del Carroccio Marco Campanini -: non abbiamo niente da nascondere, ho assecondato ogni richiesta. Hanno copiato tutte le memorie dei computer presenti, anche i portatili (tranne quello ritenuto di Montani, ndr) e hanno sequestrato un solo foglio». Di che lettera si tratti lo rivela proprio Montani: «La copia della ricevuta di spedizione dell’agendina del Senato che ho regalato a Natale a Giacomini».

“Conquistato” dal progetto di costruire caldaie a idrogeno Montani, che ha scelto Paolo Marchioni come avvocato, è rientrato ieri sera da Roma e questa mattina chiederà di poter parlare con i pm: «Non ho nulla da chiarire, sono curioso di rispondere alle loro domande. Dal momento che non ho mai preso un soldo, voglio capire quali prove abbiano contro di me». Il senatore esclude anche che Giacomini abbia versato, attraverso di lui, soldi alla Lega nord e nega che sia mai stata pagata una sponsorizzazione al Verbania calcio, società sportiva dilettantistica di cui è socio.

Ricorda con esattezza i primi rapporti con l’industriale: «Giacomini mi è stato presentato dieci mesi fa dal presidente della Saia Luigi Airoldi. Proprio da Saia Giacomini aveva acquistato alcuni terreni per costruire la fabbrica delle caldaie a idrogeno: in quel momento sono iniziati i contatti, poi sviluppati anche con i tecnici dell'azienda e i responsabili dell'ufficio legislativo della Lega per arrivare alla bozza della proposta di legge che non era disegnata su misura per la Giacomini ma era volta a favorire la produzione

di queste caldaie, con benefici per chiunque le avesse costruite». Montani elenca pure qual è stata l'attività parlamentare legata all'idrogeno: «Ho fatto un disegno di legge rimasto lì, mai discusso. A seguire ho presentato un emendamento alla Finanziaria respinto con la richiesta del Governo di trasformarlo in ordine del giorno, poi Berlusconi si è dimesso ed è finito tutto. L’idea di Giacomini è geniale e avevo in programma di parlarne con il ministro Passera, ma l'incontro non era ancora stato fissato». [I. FO.]


Verbania, caso Giacomini